UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PADOVA DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECONOMICHE ED AZIENDALI M.FANNO CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA E MANAGEMENT PROVA FINALE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PADOVA DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECONOMICHE ED AZIENDALI M.FANNO CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA E MANAGEMENT PROVA FINALE"

Transcript

1 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PADOVA DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECONOMICHE ED AZIENDALI M.FANNO CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA E MANAGEMENT PROVA FINALE IL SISTEMA PENSIONISTICO FRANCESE E ITALIANO A CONFRONTO RELATORE: CH.MO PROF. CESARE DOSI LAUREANDA: AGNESE MINEO MATRICOLA N ANNO ACCADEMICO

2 Indice Introduzione Il sistema pensionistico francese Cenni storici Il sistema attuale La riforma Balladur La riforma Raffarin La riforma Fillon e la riforma del La riforma del Modalità di calcolo della pensione Sistemi complementari obbligatori e regimi speciali I regimi AGIRC e ARRCO Il sistema a punti I regimi speciali Il trattamento fiscale Il sistema pensionistico italiano Cenni storici La riforma Amato La riforma Dini La riforma Maroni La riforma Monti-Fornero TFR vs fondi pensione La legge 243/ Il decreto legislativo 252/ Il trattamento fiscale La sostenibilità dei due sistemi a confronto La questione demografica La spesa pubblica Il livello delle prestazioni Le prospettive..34 Considerazioni finali. 37 Riferimenti bibliografici

3 Introduzione Prendere delle misure radicali per riformare le pensioni? Di che far saltare cinque o sei governi! Così scriveva nel 1991 Michel Rocard, Primo Ministro nominato da Mitterrand nel 1988, nella prefazione al Livre blanc sur les retraites che proponeva prospettive per il sistema pensionistico francese su un orizzonte di vent anni. In Italia, la spesa pensionistica rappresenta una delle voci più importanti nel bilancio dello Stato: per il 2015 è prevista una spesa corrispondente al 15,3% del PIL [DEF 2013] e la spesa risulta consistentemente alta anche negli altri Paesi OCSE. Molti Paesi hanno avviato significative riforme pensionistiche volte a far fronte a condizioni demografiche ed economiche in forte mutamento. Obiettivo comune dei Paesi dell Europa continentale, caratterizzati per lo più da sistemi a ripartizione, è garantire la sostenibilità finanziaria del sistema e al contempo non far gravare in misura eccessiva sulle prossime generazioni i costi della previdenza. Altri Paesi, ad esempio quelli anglosassoni, essendo caratterizzati da sistemi pensionistici pubblici aventi prestazioni più ridotte hanno adottato misure volte a garantire uno standard di vita adeguato alla popolazione in quiescenza ampliando la copertura derivante da regimi privati ed alzando le aliquote contributive. Con il presente elaborato ci proponiamo di fornire un confronto dei sistemi pensionistici italiano e francese. Nel primo capitolo sarà descritto il sistema francese, partendo da cenni storici sulla sua formazione fino ad arrivare alle più recenti riforme. Sarà approfondito in maniera particolare il sistema francese di previdenza complementare obbligatoria, basato sui regimi gestiti da AGIRC ed ARRCO. Nel secondo capitolo sarà invece descritto il sistema pensionistico italiano, anche in questo partendo da cenni storici sugli inizi del sistema fino ad arrivare alle più recenti riforme. Sarà poi trattato brevemente il regime dei fondi pensione in Italia. Nel terzo capitolo concluderemo con un breve confronto concentrandoci sulle prospettive dei sistemi pensionistici italiano e francese. 2

4 1. Il sistema pensionistico francese 1.1 Cenni storici 1 In Francia, i primi sistemi pensionistici sono stati instaurati per categorie professionali particolari legate allo Stato. Nel 1673 fu introdotta, con editto reale, una pensione di vecchiaia per gli ufficiali della Marina, e nel 1790 fu instaurato per legge un regime pensionistico per i funzionari dello Stato che avessero esercitato trent anni di servizio effettivo. Questa legge, che non venne realmente applicata, pose tuttavia i principi generali per i regimi speciali comparsi nella prima metà del XIX secolo. Nel 1831 furono promulgate leggi riguardanti il diritto alla pensione dei militari e dei marinai, fissato rispettivamente a trenta e venticinque anni di servizio effettivo. Successivamente, nel 1850, fu creata la Caisse des retraites pour la vieillesse (futura Caisse nationale des retraites), che unificava la ventina di casse destinate ai funzionari e alla manodopera delle grandi industrie (minerarie, ferroviarie, metallurgiche). Nel 1853 furono unificate le pensioni civili e militari dei funzionari dell amministrazione; il Tesoro assumeva l incarico di versare l insieme delle pensioni dei lavoratori pubblici. In seguito, nel 1894, fu istituito in favore dei minatori un regime di base per capitalizzazione, nel 1909 un regime a favore dei ferrovieri e nel 1910 un regimerivoltoagli operai e ai contadini. La storia spiega la concentrazione di regimi speciali nell ambito del settore pubblico e nazionalizzato. Nel corso del XIX secolo, lo Stato non era il solo datore di lavoro a sviluppare dei regimi pensionistici. Nel settore privato, tuttavia, queste misure riguardavanosolo il personale qualificato, escludendo i soggetti a basso reddito, per i quali la vecchiaia era di fatto sinonimo di miseria. Con l avvento dell industrializzazione, la popolazione si concentra nelle città: privi del sostegno della propria famiglia e della comunità rurale, gli uomini basano la loro sussistenza sul percepimento di un salario, spesso basso ed aleatorio. Una consistente povertà tocca questa frangia della popolazione, specialmente le persone anziane. I movimenti operai si organizzano ed i poteri pubblici sono indotti a trovare delle soluzioni collettive. La legge del 5 aprile 1910 crea dei vitalizi per gli operai e gli agricoltori che sono obbligatori per i lavoratori che guadagnano meno di 3000 franchi. Questa legge non era applicabile né a chi percepiva redditi superiori, né ai lavoratori autonomi. Questo dispositivo tuttavia non perdura, non avendo il datore di lavoro la possibilità di trasferire il contributo in parte ai propri dipendenti. Tra il 1928 ed il 1930, un pacchetto di 1 Fonti per questo paragrafo: 3

5 leggi istituisce le assicurazioni sociali per i dipendenti dell industria e del commercio, sul modello del regime pensionistico istituito in Germania da Bismarck nel Il sistema non è privo di limiti: innanzitutto la vecchiaia continua ad essere considerata come un rischio, alla stregua dell invalidità o dell incidente sul lavoro. L affiliazione alle casse riposa su un criterio di dipendenza da un datore di lavoro. Il sistema è destinato a lottare contro la povertà e non riguarda che i dipendenti del settore privato non coperti da un regime speciale e i redditi dei quali non superino un tetto prestabilito. Il principio è quello di una capitalizzazione a vita: ogni assicurato possiede un conto individuale che supporta contribuzioni e rendite che esse producono. Una volta che raggiunga l età della pensione (a partire da 60 anni), dopo 30 anni di assicurazione, l assicurato può scegliere tra due opzioni: disinvestire il capitale,ottenendo una pensione fino alla morte tenere il capitale in riserva, avendo così titolo ad una rendita più bassa ma reversibile agli eredi L erosione monetaria non permette tuttavia di preservare il potere d acquisto dei pensionati. Da queste difficoltà finanziarie, si giunge progressivamente all abbandono del sistema a capitalizzazione in favore del sistema a ripartizione.la legge del 14 marzo 1941, che crea la pensione dei lavoratori dipendenti (AVTS), si muove in questo senso. 1.2 Il sistema attuale Il sistema pensionistico francese, com è oggi, è stato fondato progressivamente a partire dal I testi fondatori della previdenza sociale, le ordinanze del 4 e del 19 ottobre 1945, riflettono una duplice influenza: beveridgiana per il loro carattere universalista e bismarckiana per il loro approccio contributivo. Ad una logica di assicurazione sociale, è sostituita una logica di previdenza sociale. In precedenza, ad eccezione dei funzionari e dei dipendenti di alcune grandi imprese pubbliche, l insieme della popolazione non era totalmente coperto. Nel 1945 viene creato il regime generale per l insieme dei dipendenti del settore privato. All inizio, era previsto che tutti i regimi vi sarebbero stati integrati, ma i regimi speciali, i regimi relativi ai funzionari e quelli destinati ai lavoratori autonomi, hanno alla fine conservato la loro autonomia. Oggi questi regimi in tutto 35 tendono a convergere, riforma dopo riforma, ma si mantengono distinti. A partire dal 1947, per rimediare all insufficienza delle pensioni servite dal regime generale, sono stati fondati dei regimi complementari per alcune categorie professionali. Le pensioni rappresentano, fin dagli anni 50, la prima voce di spesa nel budget sociale ed hanno raggiunto il loro peso attuale a partire dalla metà degli anni 70 (quando rappresentavano il 43% delle prestazioni sociali,il 45% nel 2007) [Lavigne, 2013]. 4

6 Nel 1972, il regime complementare dei lavoratori del regime generale, gestito da AGIRC (Association générale des institutions de retraite des cadres, destinata al personale dirigente)e ARRCO (Association pour le régime de retraite complémentaire des salariés, destinata ai lavoratori subordinati) diviene obbligatorio; da allora in poi tutti i regimi complementari diventano progressivamente obbligatori. Ogni francese contribuisce in media a 2,3 casse pensioni nel corso della propria vita lavorativa.oggi la pensione obbligatoria ha dunque due componenti: la pensione di base e la pensione complementare. Tutti i regimi conoscono questa dualità e hanno un punto in comune: sono fondati su un principio di ripartizione. La capitalizzazione è utilizzata solo nei regimi facoltativi di risparmio che gli attivi possono sottoscrivere per accrescere la loro pensione ( épargne-retraite ) 2. La crescita continua del valore del monte pensioni dagli anni 50 ad oggi è dovuta ad una pluralità di fattori; fino agli anni 80 essa era dovuta principalmente al fatto che un numero crescente di pensionati accedeva ad una pensione piena. In seguito, invece, l abbassamento dell età pensionabile (da 65 a 60 anni) nel 1982 fece sì che l accelerazione delle uscite dalla vita attiva ne diventasse il fattore principale. Nel ciclo , di fatto in seguito alla riforma Balladur del 1993, che ha progressivamente diminuito le pensioni versate, la crescita del monte pensioni è legata alla stabilizzazione della spesa in rapporto al PIL intorno al 12,6% [Lavigne, 2013]. Negli ultimi vent anni in Francia, come nella maggior parte dei Paesi, la necessità di rifinanziare ed individualizzare le pensioni è stata giustificata da tre grandi argomenti: le evoluzioni demografiche a lungo termine, che minacciano la sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico, la concorrenza internazionale che rende sempre più problematico effettuare un prelievo obbligatorio sul valore aggiunto per finanziare la crescita delle pensioni, ed il fatto che i sistemi pensionistici pubblici sono troppo favorevoli ai pensionati, il cui reddito in Francia è molto vicino a quello degli attivi [Lavigne, 2013]. Nondimeno, riforme strutturali in questo settore si sono rivelate particolarmente difficili e le misure adottate negli anni 80 sono rimaste relativamente marginali. Il loro maggiore apporto è stato di sottoporre le pensioni già soggette all imposta sul reddito ad una contribuzione sociale per la sanità a partire dal 1983 ed alla CSG (Contribution Sociale Généralisée) dal Inoltre, hanno stabilito una rivalutazione annuale in funzione dell inflazione e non più in funzione dell evoluzione dei salari. 2 5

7 La riforma Balladur 3 Nel 1993 è stata intrapresa dal governo di destra una riforma di ampiezza significativa del regime generale e dei regimi assimilati. Innanzitutto, è stato aumentato il periodo di contribuzione dante diritto ad una pensione piena da 37,5 a 40 anni. Simultaneamente, il periodo di riferimento necessario al calcolo del montante della pensione alla data di liquidazione dei diritti è stato aumentato da 10 ai 25 migliori anni. Inoltre è stato stabilito che gli stipendi presi in considerazione dovessero essere attualizzati non più in funzione dell evoluzione dei salari ma in funzione dell evoluzione dei prezzi 4. Alcune stime considerano che il tasso di rimpiazzo del regime generale abbia perso una dozzina di punti tra il 1994 ed il 2010, ossia che sia diminuito di un quarto [Conseil d Orientation des Retraites, 2002]. La riforma ha inoltre comportato un ritardo del ritiro dal mondo del lavoro di due anni e mezzo per accedere ad una pensione piena. La riforma non suscitò particolari sollevazioni sindacali, da un lato perché essa fu approvata nel mese di agosto, dall altro per l abilità del governo, che nel contempo aveva creato il Fonds Solidarité Vieillesse (FSV) 5, un istituzione pubblica destinata al finanziamento di bonus vecchiaia a carattere non strettamente contributivo, con il quale soddisfaceva le rivendicazioni sindacali. A partire dal 1993, il cambiamento strutturale ha toccato ugualmente i regimi complementari. Tra il 1983 ed il 1993, le pensioni, evolvendo meno velocemente dei salari netti, avevano già subito delle perdite, ma non si trattava ancora che di semplici aggiustamenti [Dupont e Sterdyniak, 2000]. Al contrario, tra il 1993 ed il 1996 furono negoziati dalle parti sociali dei cambiamenti che portarono ad una riduzione significativa del tasso di rimpiazzo. In totale, il potere d acquisto delle pensioni lorde dell AGIRC è diminuito dello 0,6% tra il 1996 ed il 2001, con perdite più attenuate per l ARRCO. La fragile resistenza attuata dai sindacati è stata molto probabilmente attenuata dal periodo positivo che la Borsa stava vivendo in quegli anni e dalla creazione dei fondi pensione [Palier, 2005]. Nel 1997 infatti il Parlamento aveva varato la loi Thomas, che si proponeva di incentivare i lavoratori del settore privato ed i loro datori di lavoro a contribuire a fondi pensione attraverso l uso di generose esenzioni d imposta e di più significative prestazioni finanziate dai contributi cosiddetti sociali (Contribution sociale généralisée, che concorrono al finanziamento della previdenza pubblica) [Barbier Théret, 2009]. Tale legge però non fu mai applicata a causa dell opposizione sindacale a ragione del livello previsto di esenzioni ai contributi che minacciava a lungo termine l esistenza stessa dei regimi complementari per 3 La descrizione che segue è in larga parte rielaborata da Charpentier F., Retraites et fonds de pension 4 Barbier J. Théret B., Le système français de protection sociale, pag Per una descrizione del fondo: 6

8 ripartizione. La sinistra, che aveva promesso di sopprimere la legge, la abrogò una volta tornata al potere. A gennaio 2001 un ulteriore offensiva patronale in seno all AGIRC e all ARRCO volta ad un allungamento drastico della durata di contribuzione rischiava di provocare un ulteriore rivolta sindacale La riforma Raffarin 6 La riforma Raffarin, approvata nell agosto 2003, ha riguardato tutto l insieme dei regimi pensionistici esclusi i regimi speciali delle grandi imprese pubbliche. Per la funzione pubblica (Stato, enti locali ed aziende ospedaliere), i maggiori cambiamenti promossi da questa riforma sono stati, da un lato, l innalzamento delle annualità necessarie da 37,5 a 40 nel 2008 e raggiungendo in seguito, come nell insieme dei regimi, i 41 anni nel 2012 e 42 nel 2020, dall altro una riduzione della pensione per tutte le persone che vadano in pensione prima dei 65 anni senza aver raggiunto il numero di annualità che conferisce diritto ad una pensione piena. Quest ultima norma è stata applicata a partire dal primo gennaio 2006 e raggiungerà progressivamente il 5% nel Per converso, nel limite di cinque anni, una maggiorazione del 3% per ogni anno supplementare beneficia coloro che prolungano la carriera oltre i 60 anni avendo raggiunto il numero di annualità necessarie. Inoltre la riforma completa il regime dei funzionari con un regime addizionale del tipo Agirc-Arrco basato su contribuzioni (5% ) sui premi (nel limite del 20% del trattamento indicizzato). Ha stabilito inoltre che dal primo gennaio 2004 e senza limiti di età è possibile riscattare al costo attuariale fino a tre anni di studi e di anni di lavoro part time. L evoluzione delle pensioni inoltre avrebbe seguito quella dei prezzi, con una negoziazione prevista ogni tre anni per riesaminarne l evoluzione in funzione della congiuntura economica e finanziaria. Il minimo garantito di pensione per una carriera completa è stato aumentato del 5% e può essere raggiunto dai 30 anni di servizio in poi. Per il personale ospedaliero poi è stata prevista una riduzione di un anno ogni 10 annualità di contribuzione. Per gli altri regimi, tra cui il regime generale, i principali cambiamenti hanno riguardato la durata delle contribuzioni (portata a 41 anni all orizzonte del 2012)danti diritto ad una pensione piena. Il tasso di riduzione della pensione è stato portato da 10% per ogni anno mancante a 5% nel 2008 e la stessa maggiorazione che nella funzione pubblica a partire dal Una regola specifica è stata prevista per coloro che hanno iniziato a lavorare a 14, 6 Rielaborazione da Barbier J. Théret B., Le système français de protection sociale, Parigi, Éditions la Découverte, 2009, pag

9 15 o 16 anni, i quali possono accedere ad una pensione a tasso pieno anche prima dei 60 anni a patto di aver raggiunto tra le 40 e le 42 annualità di contribuzione. Secondo la riforma 2008, il minimo contributivo nei regimi di base è stato rivalorizzato, e nessuna pensione può essere inferiore all 85% dello SMIC (ossia il salario minimo garantito) di quell anno. La riforma ha previsto maggiore dialogo con le parti sociali: innanzitutto sui lavori usuranti ed in secondo luogo sui parametri finanziari dei regimi (con cadenza quinquennale). Sono state aggiornate le regole per quanto riguarda il pensionamento d ufficio (con un innalzamento dell età da 60 a 65 anni) ed il prepensionamento (i cui dispositivi hanno subito una restrizione). Infine, la riforma Raffarin ha previsto per tutti gli attivi un incentivo fiscale allo sviluppo di piani di risparmio-pensione (PERP e PERCO) destinati a completare il sistema per ripartizione i cui tassi di rimpiazzo sono stati ridotti: calcolando sulla base di una pensione piena, infatti, chi percepiva il salario minimo è passato dall 81% al 75% di tasso di rimpiazzo, c è stato un passaggio dall 84% al 71% per un lavoratore dipendente nella media e dal 75% al 62% per un dirigente nella media. La riforma ha fatto sì che i piani di risparmio volontario fossero trasformati per essere dedicati esclusivamente al risparmio-pensione, e la PRÉFON (cassa corporativa di previdenza volontaria dei funzionari, che distribuisce pensioni complementari in regime di capitalizzazione) è stata rafforzata. La riforma dell agosto 2003 risparmiava dalla riduzione dei diritti a pensione unicamente i regimi particolari e speciali. Questo perché il dossier era considerato politicamente sensibile a motivo della potenza dei movimenti sociali che si erano verificati nel 1995: il governo Raffarin ne tenne conto centrando la propria riforma sui regimi dei dipendenti statali senza toccare i regimi speciali (SNCF, etc.). La lezione era stata tratta anche dal governo Jospin ( ) che, pur volendo mettere in atto un nuovo dispositivo di risparmio salariale, aveva espresso la volontà di ristabilire la fiducia nella ripartizione grazie anche alla creazione nel 1999 di un fondo di riserva alimentato da risorse statali (tra cui principalmente quelle derivate dalla vendita delle licenze UMTS per la telefonia mobile) e destinato ad essere utilizzato dal regime generale negli anni , al fine di non dover aumentare i contributi ai livelli elevati anticipati per quegli anni. Sempre il governo Jospin aveva incoraggiato il dibattito sociale al fine di legittimare le riforme; in questo quadro si iscrive il rapporto Charpin, che raccomandava l allineamento del pubblico col privato con un innalzamento generale del periodo di contribuzione per arrivare ad una pensione piena da 40 a 42,5 anni. Risultato principale del rapporto Charpin fu la creazione di un Consiglio di Orientamento per le pensioni (COR, Conseil d Orientation des retraites) destinato ad avallare le negoziazioni per raggiungere una riforma consensuale. La contraddizione tra allungamento della speranza di vita ed accorciamento della vita al lavoro sono stati sottolineati in uno dei 8

10 primi lavori del Consiglio, e la forte legittimazione del Consiglio ha fatto sì che questa contraddizione sia ugualmente stata presa in considerazione dalla riforma del governo Raffarin La riforma Fillon 7 e la riforma del Entrata ufficialmente in vigore a luglio 2008 e sancita a gennaio 2008 da tre primi decreti concernenti la SNCF, la RATP e le industrie elettriche e del gas, questa riforma tocca più generalmente l insieme dei regimi speciali riguardanti il settore pubblico, risparmiati fino a quel momento per la forte resistenza del personale. Essa allinea la durata delle contribuzioni a quella degli altri regimi, riformati nel 1993 e poi nel Introduce altresì il sistema di riduzione e maggiorazione delle pensioni ed indicizza le pensioni ai prezzi al consumo e non più ai salari. Inoltre prevede di portare a 41 anni la durata delle contribuzioni all orizzonte del 2016, dopo che quello del regime generale e dei regimi pubblici è stato portato a 41 annualità nel Il resto delle misure è rinviato alle negoziazioni dirigenti/sindacati all interno di ogni impresa. La riforma del 2010 ha previsto l innalzamento di tale limite a 41 annualità e mezza all orizzonte 2020, un aumento del tasso di contribuzione (da 7,85% a 10,55%) oltre che l utilizzo anticipato del fondo di riserva per le pensioni ed il congelamento dell impegno dello Stato per il finanziamento del regime pensionistico dei funzionari La riforma del L ultima riforma delle pensioni è stata adottata ufficialmente il 18 dicembre 2013 dopo che il testo era stato bocciato dal Parlamento più volte (ad ottobre, novembre e successivamente a metà dicembre). Le misure previste sul breve periodo sono un innalzamento delle contribuzioni di impiegati e datori di lavoro di 0,15 punti nel 2014 e con aumenti dello 0,05 fino al In questo modo a regime si avrà un innalzamento totale (combinando le contribuzioni patronali e dei lavoratori) di 0,6 punti percentuali. Ciò al fine di far fronte al deficit del sistema pensionistico che nel 2020 si eleverà a 20 miliardi, ma soprattutto per far fronte alle esigenze finanziarie sul breve periodo (si stima che la misura porterà 4,4 miliardi nelle casse dello Stato nel primo anno). 7 Rielaborazione da Barbier J. Théret B., Le système français de protection sociale, Parigi, Éditions la Découverte, 2009, pag La Documentation Française, La réforme 2010 des retraites, disponibile su 9 Fonti per questo paragrafo: 9

11 La riforma prevede inoltre un innalzamento a 43 anni di contribuzioni nel 2035, contro i 41,5 anni attuali. Ciò provocherà un automatico innalzamento dell età di pensionamento per ottenere la pensione a tasso pieno, se si considera che secondo l Insee (Institut national de la statistique et des études économiques) l età media di entrata nel mondo del lavoro è 22,6 anni 10. È prevista inoltre la creazione di conti nozionali per i lavoratori che svolgano lavori usuranti, con contributi provenienti dalle imprese. I punti accumulati grazie a tale conto serviranno a garantire al lavoratore part time una pensione derivante da un lavoro a tempo pieno oppure a fornire la possibilità di un pensionamento anticipato (nel limite di due anni). Il suddetto conto nozionale fa effettivamente parte della riforma e sarà attivato a partire dal primo gennaio Sono previste inoltre delle regole di facilitazione per l acquisizione di trimestri di contribuzione: un trimestre di apprendistato sarà considerato un trimestre convalidato per la pensione, e allo stesso modo sarà possibile acquisire un trimestre con 150 ore di lavoro pagate allo stipendio minimo in luogo delle 200 stabilite precedentemente. I trimestri riscattabili per gli anni di studi diventano 12, di cui 4 ad una tariffa preferenziale, prevedendo questa possibilità solo dopo 10 anni la conclusione degli studi stessi. Anche durante i periodi di stage gli studenti potranno versare una contribuzione di 12,50 al mese per convalidare dei trimestri. Per quanto riguarda il trattamento fiscale, la maggiorazione del 10% riservata ai genitori pensionati di tre figli sarà sottoposta a tassazione. La riforma favorisce i dipendenti che compiono lavori usuranti, le donne (essendo più numerose degli uomini nei contratti part-time) e coloro che percepiscono lo Smic. È previsto inoltre che il congedo di 90 giorni di maternità conti come un trimestre convalidato. 1.3 Modalità di calcolo della pensione Il regime generale dei dipendenti del settore privato è un regime a ripartizione, obbligatorio e a prestazioni definite. La prestazione versata da questo regime comprende tre componenti: una pensione principale, cui si ottiene diritto in contropartita ai trimestri convalidati di attività professionale, una pensione principale di reversione al coniuge superstite e dei vantaggi accessori corrispondenti a dei benefici familiari. Il regime generale comprende un regime di base ed un regime complementare, che sarà approfondito in seguito. Esso copre il 71% degli attivi e 9 francesi su 10 contribuiscono ad esso in un momento del loro percorso professionale. La pensione principale del regime generale è gestita dalla CNAV (Caisse nationale d assurance vieillesse); il regime complementare è gestito da ARRCO (tutti i 10 COR, Rapport annuel du COR Juin

12 lavoratori dipendenti), AGIRC (solo quadro dirigente) ed IRCANTEC (dipendenti non titolari del settore pubblico). Lo statuto dei lavoratori agricoli è allineato, per ciò che concerne la pensione, a quello dei dipendenti del regime generale. La sola differenza è che la cassa del regime di base non è la CNAV ma la MSA (Mutualité sociale agricole) 11. La pensione principale è calcolata secondo la formula: P = α (n d, n s ) * Min (1; n régime /D) * SAM dove α (n d, n s ) rappresenta il tasso di liquidazione (chiamato anche tasso di rimpiazzo), n d il numero di trimestri di detrazione, n s i trimestri di maggiorazione, n régime il numero di trimestri validati all interno del regime di affiliazione, D la durata massima di assicurazione. SAM rappresenta il salario annuale medio lordo, inferiore al tetto stabilito dalla previdenza sociale che viene rivisto il primo gennaio di ogni anno. Al primo gennaio 2013 il tetto valeva euro; il salario è rivalorizzato ogni anno tramite l indicizzazione sul livello generale dei prezzi. Il rapporto Min (1; n régime /D) è detto coefficiente di proratizzazione [Lavigne, 2013] La durata di assicurazione validata si riferisce ai trimestri di contribuzione ai quali si aggiungono i trimestri assimilabili a periodi di assicurazione (ad esempio indennizzo per malattia e disoccupazione). Il tetto di liquidazione ha un limite massimo del 50%, per questo tasso la pensione è detta liquidata a tasso pieno. Fino al 2015 il tasso pieno è attribuito senza condizioni di durata dei contributi se la liquidazione è richiesta dopo i 65 anni di età; dal 2016 al 2021 l età a cui sarà possibile richiedere il tasso pieno di liquidazione salirà progressivamente a 67 anni in virtù della legge del 9 novembre Negli altri casi, non sarà possibile richiedere il tasso pieno a meno che il contribuente giustifichi una durata minima di assicurazione validata nel regime generale o negli altri regimi. A seguito della legge del 21 agosto 2003, la durata di assicurazione richiesta per avere accesso al tasso pieno di liquidazione è stata portata progressivamente da 150 trimestri per le generazioni nate prime del 1934 e a 165 trimestri per le generazioni nate dopo il 1954 (con situazioni progressive per le generazioni intermedie). Con la legge del 9 novembre 2010, la durata richiesta di assicurazione è fissata annualmente per decreto, sentito il Consiglio nazionale sulle pensioni (COR, Conseil d orientation des retraites). Il tasso pieno è comunque attribuito ai lavoratori aventi disabilità a partire dai 55 anni di età, a partire dai 56 per i lavoratori beneficiari di un pensionamento anticipato per carriera lunga, dai 60 anni per i lavoratori beneficiari di un pensionamento anticipato per lavoro usurante. 11 Fonte: 11

13 Il coefficiente di detrazione per trimestre mancante passa progressivamente dal 2,5% per le generazioni nate prima del 1944 all 1,25% per le generazioni nate dopo il Inoltre, tutti coloro che chiedono la liquidazione della pensione successivamente al 2012 subiscono una detrazione del 5% per trimestre di assicurazione mancante. Tuttavia, il tasso di liquidazione non può essere inferiore al 25%. Queste detrazioni rappresentano delle misure di incentivo a trattenere in attività i lavoratori anziani, completate da altri dispositivi messi in opera dalla riforma del Da un lato, l età alla quale un datore di lavoro può pensionare un dipendente è portata da 60 a 70 anni dopo il primo gennaio Dall altro, è prevista una maggiorazione della pensione (detta surcote) per tutti gli assicurati aventi almeno 60 anni di età e che giustifichino una durata di contributi necessaria per percepire la pensione a tasso pieno. Dal primo gennaio 2009, la maggiorazione è fissata all 1,25% per ogni trimestre supplementare di contribuzione. In contropartita, le riforme del 2003 e del 2010 offrono la possibilità di anticipare l età di pensionamento. Tre criteri sono combinati per determinare l età di pensionamento: l età di inizio dell attività (prima dei 16 o 17 anni), la durata di assicurazione validata e la durata delle contribuzioni. Simmetricamente, la riforma del 2003 ha previsto la facoltà di versamento di contributi per la pensione durante gli anni degli studi superiori. Questi versamenti permettono agli assicurati che stimano che il periodo della loro contribuzione sarà insufficiente di aumentare il tasso di liquidazione o di proratizzazione. Il montante di questi versamenti è attuarialmente neutro, poiché si accresce con l età ed il salario medio. Tale tipo di versamenti è limitato all accumulazione di 12 trimestri [Lavigne, 2013]. Nonostante si posi su una logica contributiva, il regime di base comporta meccanismi non contributivi che modulano i diritti a pensione percepiti dagli assicurati: per alcune categorie di lavoratori, la formula sopra riportata comporta un beneficio pensionistico molto basso. Per questo motivo, nessuna pensione calcolata secondo la formula può essere più bassa di un minimo detto contributivo, fissato per decreto e rivalorizzato regolarmente (nel 2012 ammontava a 620, 92 euro al mese). Per quanto riguarda i lavoratori part-time, la pura logica contributiva vorrebbe che un dipendente che lavori la metà di un dipendente a tempo pieno validasse due trimestri l anno. Dal 1972, tuttavia, la convalidazione dei trimestri non si basa sulla durata effettiva del lavoro, ma sulla comparazione tra il salario annuale effettivamente percepito e lo Smic calcolato su una base di 200 ore (dunque, a titolo di esempio, nel 2013 era 9,43*200, essendo 9,43 lo Smic orario lordo). Anche la situazione familiare produce un allontanamento dalla logica puramente contributiva: la madre acquisisce un trimestre di contribuzione per ogni anno durante il quale 12

14 abbia cresciuto il figlio, fino al suo sedicesimo compleanno, nel limite di otto trimestri per figlio nato o adottato. Inoltre è attribuito un beneficio del 10% della pensione agli uomini e alle donne che abbiano allevato almeno tre figli. La pensione di reversibilità è accordata, dal primo gennaio 2009, alle persone che soddisfino queste condizioni cumulative: essere stati sposati con il deceduto, avere almeno 55 anni e non percepire da soli più di 1,3 volte lo Smic orario; non è richiesta alcuna condizione di durata del matrimonio e se esistono più coniugi superstiti la pensione è condivisa tra i congiunti in misura proporzionale agli anni di matrimonio. Esiste inoltre l allocation veuvage(contributo di vedovanza), abolito con la legge di agosto 2003 ma reintrodotto con la riforma del 9 novembre 2010, che consiste in un beneficio ulteriore per i vedovi che siano residenti in Francia, abbiano meno di 55 anni e non percepiscano un salario superiore ad un tetto prestabilito. Questa allocazione è versata nei due anni successivi il decesso ed è soppressa nel caso in cui il coniuge si risposi, stringa un unione civile o conviva con un'altra persona [Lavigne, 2013]. 1.4 Sistemi complementari obbligatori e regimi speciali I regimi AGIRC e ARRCO Da dopo la Liberazione, i lavoratori del settore privato percepiscono una pensione complementare destinata a completare la pensione versata dai regimi di base. Questi regimi complementari sono obbligatori, funzionano per ripartizione e sono regimi a contribuzione definita in punti. Una prima convenzione collettiva interprofessionale, l associazione generale delle istituzioni del personale dirigente (AGIRC, Association générale des institutions de retraites des cadres) ha istituito il regime complementare per i lavoratori dipendenti il 14 marzo Dopo l accordo dell 8 dicembre 1961, i lavoratori dipendenti si sono affiliati a casse complementari raggruppate in seno all Associazione dei regimi pensionistici complementari (ARRCO, Association des régimes de retraite complémentaire). Dal 29 dicembre 1972 l affiliazione dei lavoratori ad una cassa complementare è obbligatoria [Bellocq, 2004]. Le condizioni per l accesso alla pensione sono la condizione di età (almeno 55 anni), la condizione di attività (cessare la propria attività o non beneficiare più di punti gratuiti per indennizzo di disoccupazione o interruzione del lavoro) ed una condizione formale (chiedere la liquidazione della propria pensione ad AGIRCO e ARRCO, con effetto il primo del mese successivo alla richiesta) [Bellocq, 2004]. L età alla quale un assicurato può chiedere la liquidazione della pensione senza abbattimenti è fissata a 65 anni. Accordi sindacali hanno portato alla fondazione dell AGFF 13

15 (Association pour la gestion du fonds de financement) che permette ad un assicurato, nel caso in cui soddisfi le condizioni per una liquidazione a tasso pieno secondo il regime generale, di liquidare la propria pensione complementare senza abbattimento prima dei 65 anni. I tassi di contribuzione a questa cassa sono del 2% per la parte di stipendio inferiore al tetto della Securité sociale (la previdenza francese) e del 2,20% per la parte superiore al tetto (tra una e tre volte per i contribuenti ARRCO, tra una e quattro volte per i contribuenti AGIRC) Il sistema a punti Le istituzioni stabilite da una convenzione collettiva professionale sono imposte alle imprese che fanno parte dei rispettivi settori; negli altri casi le imprese hanno la scelta, nei tre mesi successivi la loro costituzione, di iscriversi in uno dei due regimi competenti [Bellocq, 2004]. I lavoratori versano i contributi calcolati su tutto o parte del proprio stipendio e questi contributi sono trasformati in punti che vengono accumulati nel corso di tutta la carriera; una volta giunta l età del pensionamento, essi sono moltiplicati per il valore dei punti stessi per ottenere il montante delle pensioni. L ARRCO e l AGIRC hanno attualmente tassi, basi contributive, prezzi d acquisto dei punti e valori dei punti differenti [Bellocq, 2004]. I lavoratori dipendenti contribuiscono ad una cassa affiliata all ARRCO sulla parte del loro stipendio inferiore a tre volte il tetto massimo della Securité sociale ( euro al primo gennaio 2013). La quota inferiore al tetto è definita tranche 1 della base contributiva, quella al di là del tetto tranche 2. Il personale dirigente versa i propri contributi all ARRCO per quanto riguarda la quota inferiore al tetto della Securité sociale, e all AGIRC i contributi calcolati sulla quota dei loro redditi compresa tra il tetto massimo e otto volte lo stesso tetto. Quest ultima quota si compone di una tranche B, corrispondente alla parte dei redditi compresa tra una e quattro volte il tetto, ed una tranche C, corrispondente alla frazione del salario compresa tra quattro e otto volte il tetto 12. Una volta determinate le tranche, viene loro applicato un tasso per calcolare il montante delle contribuzioni versate; si distingue il tasso contrattuale, che permette di calcolare il montante delle contribuzioni trasformato in punti pensione, ed il tasso effettivo di prelievo. Solo il tasso contrattuale genera diritti a pensione, mentre il tasso effettivo permette di regolare l equilibrio finanziario del regime [Bellocq, 2004]. I tassi sono diversi a seconda della tranche presa in considerazione e del regime a cui i contributi sono versati. Nel caso del regime ARRCO, il tasso contrattuale è 6% per la parte di salario inferiore al tetto della Securité sociale mentre per la parte compresa tra una e tre volte il tetto 12% per tutte le imprese e 16% per quelle create dopo il primo gennaio Per 12 La descrizione di questo paragrafo è largamente basata su Lavigne [2013] 14

16 quanto riguarda i tassi effettivi, essi sono rispettivamente 7,5% e 15% o 20% a seconda che le imprese siano state create prima o dopo il primo gennaio Per quanto riguarda il regime AGIRC, la parte inferiore al tetto della SS vede un tasso contrattuale del 6% ed un tasso effettivo pari al 7,5%. La tranche compresa tra una e quattro volte il tetto è caratterizzata da un tasso contrattuale del 16% ed un tasso effettivo del 20%, e lo stesso vale per la tranche B (compresa tra quattro e otto volte il tetto), con la sola differenza che in questo caso la contribuzione è facoltativa [Lavigne, 2013]. I punti acquisiti rappresentano il totale dei punti derivanti dalla contribuzione, dei punti attribuiti e dei punti acquistati. Il valore dei punti derivanti dalla contribuzione si ottiene dividendo le contribuzioni versate sulla base del tasso contrattuale per il prezzo di acquisto di un punto, detto salario di riferimento. I punti attribuiti possono derivare da un congedo per malattia o per infortunio (le indennità versate sono soggette a contribuzione), da un sussidio di disoccupazione (sottoposto a contribuzione ridotta), dalle condizioni di prepensionamento o da altre situazioni che possono essere contributi statali per i contratti di apprendistato o contributi delle imprese per i lavoratori in congedo per formazione. I punti acquistati rappresentano invece quelli riscattati per gli anni di studi superiori nel limite di tre anni e di un massimo di 70 punti (questa pratica è possibile dal primo gennaio 2004). Il valore dei punti è fissato ogni anno dal consiglio di amministrazione dei regimi sulla base della loro situazione finanziaria 13. In seno al regime ARRCO, la ripartizione dei contributi tra dipendenti e datori di lavoro è fissata da convenzione collettiva; questa ripartizione si aggira intorno al 40% per i dipendenti e al 60% per i dirigenti [Bellocq, 2004]. 1.5 I regimi speciali I regimi speciali concernono i funzionari ed i dipendenti di enti pubblici a carattere industriale e commerciale (RATP, SNCF ) e le professioni a statuto speciale (minatori, marinai, ecclesiastici, soci de la Comedie Française e dell Opéra di Parigi ). Se alcuni regimi hanno visto le loro regole convergere verso quelle del regime generale con la riforma del 2003, altri si caratterizzano per delle regole specifiche, generalmente più generose [Lavigne, 2013]. In ambito pubblico, il diritto a pensione spetta ai lavoratori che non svolgano mansioni usuranti a partire dai 62 anni (per i nati dopo il primo gennaio 1956) e a partire dai 57 anni per coloro che svolgono lavori usuranti (per i nati dopo il primo gennaio 1961). Per le generazioni precedenti, l età aumenta di un trimestre per passare da 60 anni per la generazione del 1951 a 61 anni e otto mesi per la generazione del 1955, dopo la legge del 9 novembre 2010 sulla 13 Il paragrafo è una rielaborazione da Bellocq [2004] 15

17 riforma delle pensioni. Per accedere alla pensione, è necessario aver lavorato almeno due anni per i lavoratori sedentari in ambito pubblico, e almeno quindici anni per i lavoratori svolgenti attività che comportino fatica fisica; al di sotto di queste soglie, i diritti a pensione sono calcolati secondo il regime generale [Lavigne, 2013]. Dopo la riforma del 2003, la durata richiesta per beneficiare di una pensione a tasso pieno è progressivamente allineata a quella del regime generale, ossia 160 trimestri nel 2008 e 165 nel Il regime generale, peraltro, si è allineato al regime dei lavoratori pubblici per quanto riguarda il tasso di riduzione (1,25% di riduzione per trimestre mancante). La maggiorazione sulla pensione a tasso pieno è invece fissata a 0,75% per trimestre supplementare, con un limite di 20 trimestri. L età di pensionamento obbligatorio è portata a 67 anni per i lavoratori nati dopo il primo gennaio 1956 (ed aumentata progressivamente da 65 anni a 67 anni per le generazioni precedenti). D altro canto, il tasso di contribuzione dei dipendenti pubblici è progressivamente allineato a quello del regime generale, passando da 7,85% a 10,55% in dieci anni 14. La principale differenza con il regime generale resta la modalità di calcolo della pensione, che rappresenta il 75% dello stipendio indicizzato degli ultimi sei mesi di attività (oltre all eventuale maggiorazione). Come gli affiliati al regime generale, i dipendenti pubblici hanno la possibilità di riscatto degli anni di studio o per la durata di servizio part time. Beneficiano ugualmente di bonus familiari e la pensione di reversibilità è uguale al 50% della pensione di diritto, senza condizioni di reddito. Allo stesso modo, un bonus di un anno di servizio viene accordato per figlio nato o adottato prima del 2004 agli uomini come alle donne, sotto la condizione di interruzione dell attività per almeno due mesi. Per i figli nati o adottati dopo il 2004, l interruzione dell attività (congedo parentale) sono contati gratuitamente nella durata dell assicurazione, nel limite di tre anni per figlio, per gli uomini come per le donne. A queste maggiorazioni della durata di assicurazione si aggiunge una maggiorazione (non imponibile sui redditi) del 10% per i lavoratori pubblici, uomini o donne che siano, genitori di almeno tre figli (e di un 5% supplementare per ogni figlio in più) [Lavigne, 2013]. Dopo la riforma del 2003, le pensioni sono rivalorizzate in funzione dell indice dei prezzi e non più in funzione delle remunerazioni del corpo di appartenenza del lavoratore pensionato. Infine, la riforma del 2003 ha creato un regime addizionale di pensione per punti, 14 La Documentation Française, La réforme 2010 des retraites 16

18 per i premi e le indennità non presi in considerazione nel calcolo della pensione, nel limite del 20% dello stipendio indicizzato Il trattamento fiscale 16 La legge numero definisce le regole di deducibilità o di imposizione per l insieme delle contribuzioni ai regimi obbligatori di base e complementari oltre che per i regimi supplementari ad adesione obbligatoria o facoltativa. Sono interamente deducibili dal reddito imponibile le contribuzioni annuali versate al regime vecchiaia della SS, le contribuzioni eccezionali versate al regime vecchiaia della SS a titolo di riscatto degli anni di studi o di anni con contributi scarsi e le contribuzioni ai regimi complementari obbligatori. Le contribuzioni, parte del lavoratore e parte dell impresa, versate ai regimi supplementari a contribuzioni definite, sono deducibili dal reddito lordo imponibile del lavoratore nel limite dell 8% della remunerazione annuale limitata a otto volte il tetto della SS che comprende, oltre a questi contributi, l adesione dell impresa al PERCO (Plan d épargne retraite collectif). Le contribuzioni, parte del lavoratore e parte dell impresa, versate ai regimi supplementari di previdenza sono deducibili dal reddito lordo imponibile del lavoratore per un massimo del 7% del tetto della SS e del 3% della remunerazione annuale lorda senza che il totale ecceda il 3% di 8 volte il tetto della SS. La frazione eccedente ognuna di queste limitazioni sarà reintegrata nella base imponibile per il reddito. Inoltre, ogni membro di un nucleo familiare fiscale può dedurre dal suo reddito netto (dopo l abbattimento del 10 e del 20%) le contribuzioni versate ad un PERP o ad un PERE nei limiti della differenza calcolata nell anno precedente tra il 10% dei propri redditi professionali nel limite di otto volte il tetto della SS (o, se questo limite è più favorevole, del 10% dello stesso tetto) e la somma delle contribuzioni (sia del lavoratore che dell azienda) ai regimi ad adesione obbligatoria e al PERCO. L articolo numero 39-1 del codice generale delle imposte stabilisce che le contribuzioni destinate al finanziamento dei regimi pensionistici e di previdenza complementare sono ammesse a deduzione del risultato d impresa poiché esse costituiscono l accessorio di una spesa di sfruttamento deducibile, gli stipendi. 15 Riadattamento da Insee, Vingt ans de réformes de retraites: quelle contribution des règles d indexation? Disponibile su 16 Basato su La protection sociale dans l enterprise, Bellocq, 2004 pag (Fiscalité des opérations complémentaires) 17

19 2. Il sistema pensionistico italiano 2.1 Cenni storici 17 La previdenza sociale è nata con lo scopo di indurre i giovani a risparmiare per la loro vecchiaia. A questo principio si sono ispirati i primi provvedimenti al riguardo in Italia, a cominciare dai disegni di legge del Regno di Sardegna nel Con la legge n 3595 del 15 luglio 1859, infatti, veniva istituita una Cassa di rendite vitalizie per la vecchiaia garantita ma non alimentata dallo Stato ed amministrata dalla Cassa depositi e prestiti. A quest ultima chiunque poteva contribuire volontariamente a fronte di una rendita vitalizia percepibile da un età compresa tra i 50 ed i 60 anni. La legge fu ispirata dai precedenti belgi e francesi, ma non fu mai attuata a causa della non emanazione del Regolamento di esecuzione. Il sistema previdenziale iniziò a svilupparsi propriamente solo a partire dall unità d Italia e grazie alla diffusione dell industria. Negli anni 80 e 90 del XIX secolo si moltiplicarono i disegni e le proposte di legge a tema previdenziale; nel 1881 fu istituita la Cassa delle pensioni civili e militari a carico dello Stato e nel 1883 la Cassa Nazionale contro gli infortuni (originariamente a carattere volontario). Esisteva inoltre una forma di tutela per i dipendenti pubblici gestita dalla Cassa Pensione per i dipendenti statali ed un Monte pensione per gli insegnanti elementari (entrambi risalenti al 1881). La prima vera tutela pensionistica risale al 1898, quando con la legge n 350 fu istituita la Cassa Nazionale di Previdenza per l Invalidità e la Vecchiaia degli operai (antenata dell Inps) con il compito di gestire forme facoltative di assicurazione per la vecchiaia e l invalidità. Sempre nel 1898 fu introdotta l obbligatorietà dell assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, a favore sia del lavoratore in caso di colpa dello stesso sia a favore del datore di lavoro che poteva essere chiamato a rispondere dei danni. Il carattere di adesione volontaria previsto dalla legge 350/1898 ne determinò uno scarso sviluppo; si diffuse pertanto l opinione che fosse necessario renderla obbligatoria, proprio come accadeva sin dal 1889 nella Germania di Bismarck. Fu così che agli inizi del Novecento furono istituite forme di assicurazione obbligatoria per la vecchiaia e l invalidità. L obbligatorietà dell iscrizione a tali forme di assicurazione fu introdotta nell ordinamento alla fine della prima guerra mondiale, con decreto luogotenenziale del 21 aprile 1919 n 603. Essa interessava tutti i lavoratori, eccetto gli impiegati con reddito superiore alle 350 lire mensili (poi portate a 800 lire). Questo sistema pensionistico era 17 Paragrafo basato sulle descrizioni di Persiani [2008] e Fornero [1999] 18

20 caratterizzato da un finanziamento in parti uguali tra lavoratori e datori di lavoro (coerentemente con il modello tedesco) con un modesto intervento dello Stato; il sistema inoltre era un sistema a capitalizzazione che seguiva il metodo contributivo per il calcolo della pensione. L età di accesso alla pensione era fissata a 65 anni sia per gli uomini che per le donne, risultando piuttosto elevata per la speranza di vita di allora. Questo modello restò sostanzialmente intatto per tutto il regime fascista, con l aggiunta di modifiche successive principalmente sull assetto giuridico. Solo nel 1939, con il D. L. n 636 del 14 aprile, il sistema subì delle modifiche sostanziali. Fu ampliato il raggio delle tutele fornite dall assicurazione invalidità e vecchiaia grazie all introduzione del principio della reversibilità della pensione ai superstiti. L effettiva erogazione delle prestazioni fu però rinviata al Con lo stesso D. L. fu inoltre abbassata l età minima di pensionamento a 60 anni per gli uomini e 55 anni per le donne, tenendo così conto della speranza di vita del tempo; il limite restò tale fino alla riforma del Altra modifica introdotta nel 1939 fu l innalzamento a 1500 lire del limite di reddito al di sopra del quale vigeva l esonero dall obbligo di iscrizione per gli impiegati. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, pressoché tutti i Paesi (con l eccezione di Giappone e Stati Uniti) hanno sperimentato un passaggio graduale da sistemi a capitalizzazione a sistemi a ripartizione. In seguito alla riduzione delle riserve dovutamente all inflazione post-bellica, in Italia fu introdotto un sistema misto ripartizionecapitalizzazione. Questa trasformazione non riguardava meramente la dimensione finanziaria, ma anche le finalità stesse assegnate ai sistemi, che da strumento assicurativo assumono la funzione di meccanismo di redistribuzione di risorse tra le diverse generazioni, secondo l idea di stato sociale che andava affermandosi. Tra la fine della seconda guerra mondiale e gli anni 60 ha luogo un progressivo passaggio del sistema pensionistico pubblico a forme di tutela sempre più estese. Fu gradualmente abbandonato il sistema a capitalizzazione a favore di un sistema a ripartizione. Nel 1952 venne riorganizzato il sistema ed introdotto l istituto di integrazione al trattamento minimo, ed in seguito (tra il 1957 ed il 1966) il sistema pensionistico fu esteso a categorie di lavoratori autonomi (istituzione presso l Inps della Gestione speciale per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni, della Gestione speciale artigiani e della Gestione speciale commercianti). Nel 1968 avviene il passaggio pieno dal metodo contributivo a quello retributivo; in un primo momento era stato stabilito che la copertura pensionistica con 40 anni di anzianità assicurativa fosse pari al 65%, poi elevato al 74% ed infine all 80% (1976). La pensione sociale e la pensione di anzianità vengono istituite nel 1969 e le pensioni vengono indicizzate all inflazione. Per quanto riguarda la funzione assistenziale, nel 1969 erano state introdotte le pensioni sociali a favore dei cittadini senza 19

La riforma delle pensioni. Obiettivi e strumenti Nuove regole Misure temporanee

La riforma delle pensioni. Obiettivi e strumenti Nuove regole Misure temporanee La riforma delle pensioni Obiettivi e strumenti Nuove regole Misure temporanee Obiettivi Strumenti 2 Obiettivi e strumenti della riforma sostenibilità I REQUISITI DI PENSIONAMENTO SONO LEGATI ALLA LONGEVITA'

Dettagli

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia Nel corso degli ultimi trent anni il sistema previdenziale italiano è stato interessato da riforme strutturali finalizzate: al progressivo controllo della spesa pubblica per pensioni, che stava assumendo

Dettagli

FONDO MARIO NEGRI GUIDA AL TFR. Le risposte alle domande più frequenti

FONDO MARIO NEGRI GUIDA AL TFR. Le risposte alle domande più frequenti FONDO MARIO NEGRI GUIDA AL TFR Le risposte alle domande più frequenti Scelta sulla 1. destinazione del Tfr Linee di investimento 2. dedicate al Tfr 3. Prestazioni Regime fiscale delle 4. prestazioni previdenziali

Dettagli

DOCUMENTO SUL REGIME FISCALE. Documento aggiornato il 28 maggio 2015

DOCUMENTO SUL REGIME FISCALE. Documento aggiornato il 28 maggio 2015 DOCUMENTO SUL REGIME FISCALE Documento aggiornato il 28 maggio 2015 DOCUMENTO SUL REGIME FISCALE Decreto Legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 Documento aggiornato 28 maggio 2015 Via Savoia, 82-00198 Roma,

Dettagli

guida introduttiva alla previdenza complementare

guida introduttiva alla previdenza complementare 1 COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione guida introduttiva alla previdenza complementare www.covip.it 3 Questa Guida è stata realizzata dalla COVIP Indice grafica e illustrazioni Studio Marabotto

Dettagli

guida introduttiva alla previdenza complementare

guida introduttiva alla previdenza complementare COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione Con questa Guida la COVIP intende illustrarti, con un linguaggio semplice e l aiuto di alcuni esempi,

Dettagli

L ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE - ANF E L ASSEGNO FAMILIARE - AF

L ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE - ANF E L ASSEGNO FAMILIARE - AF L ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE - ANF E L ASSEGNO FAMILIARE - AF A cura di Adelmo Mattioli Direttore regionale Inca-Cgil Emilia Romagna Silverio Ghetti Segretario regionale Spi-Cgil Romagna L ASSEGNO

Dettagli

4.04 Prestazioni dell AI Rendite d invalidità dell AI

4.04 Prestazioni dell AI Rendite d invalidità dell AI 4.04 Prestazioni dell AI Rendite d invalidità dell AI Stato al 1 gennaio 2015 1 In breve Hanno diritto a prestazioni dell assicurazione invalidità (AI) gli assicurati cui un danno alla salute di lunga

Dettagli

I VERSAMENTI VOLONTARI

I VERSAMENTI VOLONTARI I VERSAMENTI VOLONTARI Le Guide Inps Direttore Annalisa Guidotti Capo Redattore Iride di Palma Testi Daniela Cerrocchi Fulvio Maiella Antonio Silvestri Progetto grafico Peliti Associati Impaginazione Aldo

Dettagli

Il regime fiscale delle anticipazioni erogate dai fondi pensione Michela Magnani Dottore commercialista in Bologna

Il regime fiscale delle anticipazioni erogate dai fondi pensione Michela Magnani Dottore commercialista in Bologna PREVIDENZA COMPLEMENTARE E TFR Guida al Lavoro Il regime fiscale delle anticipazioni erogate dai fondi pensione Michela Magnani Dottore commercialista in Bologna 14 Confronto di convenienza, anche fiscale,

Dettagli

IN PENSIONE Come si calcola, quando se ne ha diritto, a quanto ammonta

IN PENSIONE Come si calcola, quando se ne ha diritto, a quanto ammonta a cura di Enzo Mologni e dell Uffi cio Comunicazione CGIL di Bergamo 4 Ottobre 2013 IN PENSIONE Come si calcola, quando se ne ha diritto, a quanto ammonta Presentiamo in questo numero alcune informazioni

Dettagli

PENSIONE DI VECCHIAIA, PENSIONE DI ANZIANITÀ, PENSIONE ANTICIPATA.

PENSIONE DI VECCHIAIA, PENSIONE DI ANZIANITÀ, PENSIONE ANTICIPATA. PENSIONE DI VECCHIAIA, PENSIONE DI ANZIANITÀ, PENSIONE ANTICIPATA. LA PENSIONE DI VECCHIAIA è il trattamento pensionistico corrisposto dall Istituto previdenziale al raggiungimento di una determinata età

Dettagli

Come si calcolano,nel 2013, le pensioni dei lavoratori iscritti all INPS

Come si calcolano,nel 2013, le pensioni dei lavoratori iscritti all INPS Come si calcolano,nel 2013, le pensioni dei lavoratori iscritti all INPS Salvatore Martorelli 0 Le regole e il sistema di calcolo delle pensioni INPS I vertiginosi cambiamenti nella normativa sulle pensioni

Dettagli

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 DICEMBRE 1999

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 DICEMBRE 1999 DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 DICEMBRE 1999 «Trattamento di fine rapporto e istituzione dei fondi pensione dei pubblici dipendenti». (Gazzetta Ufficiale n. 111 del 15 maggio 2000

Dettagli

LA PENSIONE DI VECCHIAIA

LA PENSIONE DI VECCHIAIA Le pensioni di vecchiaia e di invalidità specifica per i lavoratori dello spettacolo (Categorie elencate nei numeri da 1 a 14 dell art. 3 del Dlgs CPS n.708/1947) Questa scheda vuole essere un primo contributo

Dettagli

IL REGIME FISCALE E CONTRIBUTIVO DEL LAVORO A PROGETTO

IL REGIME FISCALE E CONTRIBUTIVO DEL LAVORO A PROGETTO Patrizia Clementi IL REGIME FISCALE E CONTRIBUTIVO DEL LAVORO A PROGETTO La legge Biagi 1 ha disciplinato sotto il profilo civilistico le collaborazioni coordinate e continuative, già presenti nel nostro

Dettagli

riduzioni di disagio L Associazione

riduzioni di disagio L Associazione ASSOCIAZIONE ITALIANA PER LAA PREVIDENZA E ASSISTENZAA COMPLEMENTARE Studio per un PROGETTO di WELFARE integrato - Primi risultati Ipotesi di intervento tramite un fondoo pensione per fronteggiare eventuali

Dettagli

Paghe. Lavoro part-time: il minimale ai fini contributivi Fabio Licari - Consulente del lavoro

Paghe. Lavoro part-time: il minimale ai fini contributivi Fabio Licari - Consulente del lavoro Lavoro part-time: il minimale ai fini contributivi Fabio Licari - Consulente del lavoro Obblighi contributivi Calcolo dei contributi Con l instaurazione del rapporto di lavoro, sorge anche l obbligazione

Dettagli

La comunicazione dei dati relativi al Tfr e altre indennità

La comunicazione dei dati relativi al Tfr e altre indennità La comunicazione dei dati relativi al Tfr e altre indennità La sezione relativa all esposizione sintetica e analitica dei dati relativi al Tfr, alle indennità equipollenti e alle altre indennità e somme,

Dettagli

GUIDE Il lavoro part time

GUIDE Il lavoro part time Collana Le Guide Direttore: Raffaello Marchi Coordinatore: Annalisa Guidotti Testi: Iride Di Palma, Adolfo De Maltia Reporting: Gianni Boccia Progetto grafico: Peliti Associati Illustrazioni: Paolo Cardoni

Dettagli

Previdenza professionale. Informazioni utili sul 2 pilastro/

Previdenza professionale. Informazioni utili sul 2 pilastro/ Previdenza professionale Informazioni utili sul 2 pilastro/ Previdenza professionale obbligatoria (LPP) in Svizzera Stato gennaio 2015 Sommario Il 2 pilastro nel sistema previdenziale svizzero 3 Obbligo

Dettagli

Statuto dei lavoratori indipendenti nelle assicurazioni sociali svizzere

Statuto dei lavoratori indipendenti nelle assicurazioni sociali svizzere 2.09 Contributi Statuto dei lavoratori indipendenti nelle assicurazioni sociali svizzere Stato al 1 gennaio 2015 1 In breve Questo promemoria fornisce informazioni sui contributi che i lavoratori indipendenti

Dettagli

Le pensioni nel 2004

Le pensioni nel 2004 Le pensioni nel 2004 Con la presente si trasmette il consueto aggiornamento annuale sugli aspetti di maggiore interesse per i nostri associati concernenti la normativa previdenziale INPS, ad eccezione

Dettagli

MODULARE. Chi non prova a crearsi il futuro che desidera deve accontentarsi del futuro che gli capita Draper L. Kaufman.

MODULARE. Chi non prova a crearsi il futuro che desidera deve accontentarsi del futuro che gli capita Draper L. Kaufman. La nuova PENSIONE MODULARE per gli Avvocati Chi non prova a crearsi il futuro che desidera deve accontentarsi del futuro che gli capita Draper L. Kaufman Edizione 2012 1 LA NUOVA PENSIONE MODULARE PER

Dettagli

,OQXRYRSDUWWLPH 7LSRORJLHFRQWUDWWXDOLDPPHVVH

,OQXRYRSDUWWLPH 7LSRORJLHFRQWUDWWXDOLDPPHVVH ,OQXRYRSDUWWLPH $PELWRGLDSSOLFD]LRQH La circolare ministeriale n. 9 del 18 marzo 2004 ha integrato ed in alcuni casi ampliato, la revisione all istituto del part- time attuata con il D.lgs. n. 276/2003

Dettagli

LA PENSIONE DI REVERSIBILITA (O AI SUPERSTITI)

LA PENSIONE DI REVERSIBILITA (O AI SUPERSTITI) LA PENSIONE DI REVERSIBILITA (O AI SUPERSTITI) La pensione di reversibilità (introdotta in Italia nel 1939 con il Rdl. n. 636) spetta ai: Superstiti del pensionato per invalidità, vecchiaia o anzianità,

Dettagli

GENERALI GLOBAL Fondo Pensione Aperto a contribuzione definita Documento sul regime fiscale (ed. 03/15)

GENERALI GLOBAL Fondo Pensione Aperto a contribuzione definita Documento sul regime fiscale (ed. 03/15) GENERALI GLOBAL Fondo Pensione Aperto a contribuzione definita Documento sul regime fiscale (ed. 03/15) Allegato alla Nota Informativa Pagina 2 di 8 - Pagina bianca Edizione 03.2015 Documento sul regime

Dettagli

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico

Dettagli

Gestione separata INPS: gli aumenti dal 1 gennaio 2015

Gestione separata INPS: gli aumenti dal 1 gennaio 2015 Ai gentili clienti Loro sedi Gestione separata INPS: gli aumenti dal 1 gennaio 2015 Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che, in assenza di provvedimenti sul punto da parte della L.

Dettagli

8.2 Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF)

8.2 Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) I TRIBUTI 89 APPROFONDIMENTI IL CODICE TRIBUTO Ogni pagamento effettuato con i modelli F23 o F24 deve essere identificato in modo preciso, abbinando a ogni versamento un codice di tributo. Nella tabella

Dettagli

Decreto Part-time. Decreto legislativo varato il 28-1-2000 dal Consiglio dei ministri in base alla direttiva 97/81/Ce sul lavoro part-time

Decreto Part-time. Decreto legislativo varato il 28-1-2000 dal Consiglio dei ministri in base alla direttiva 97/81/Ce sul lavoro part-time Decreto Part-time Decreto legislativo varato il 28-1-2000 dal Consiglio dei ministri in base alla direttiva 97/81/Ce sul lavoro part-time ARTICOLO 1 Definizioni 1.Nel rapporto di lavoro subordinato l assunzione

Dettagli

INDICAZIONI SULLA COMPILAZIONE DEI QUADRI DEL MOD. 730/2015 IN BASE ALLA CERTIFICAZIONE UNICA 2015

INDICAZIONI SULLA COMPILAZIONE DEI QUADRI DEL MOD. 730/2015 IN BASE ALLA CERTIFICAZIONE UNICA 2015 INDICAZIONI SULLA COMPILAZIONE DEI QUADRI DEL MOD. 730/2015 IN BASE ALLA CERTIFICAZIONE UNICA 2015 Di seguito, riepiloghiamo i principali campi della Certificazione Unica (CU) che DEVONO essere inseriti

Dettagli

2009: il cumulo pensioni + altri redditi

2009: il cumulo pensioni + altri redditi Febbraio 2009 2009: il cumulo pensioni + altri redditi A cura di G. Marcante PREMESSA L art. 19 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133,

Dettagli

Speciale rinnovo 2014 pensioni erogate dall'inps

Speciale rinnovo 2014 pensioni erogate dall'inps Numero 75 Gennaio 2014 Testi a cura di Salvatore Martorelli e Paolo Zani Speciale rinnovo 2014 pensioni erogate dall'inps L'INPS ha pubblicato, con propria circolare n^7 del 17/01/2014, le tabelle per

Dettagli

Riscatto anni di studio e servizio militare. ENPAM-INPS( Ex-INPDAP)

Riscatto anni di studio e servizio militare. ENPAM-INPS( Ex-INPDAP) Riscatto anni di studio e servizio militare ENPAM-INPS( Ex-INPDAP) ENPAM Riscatto di Laurea, Specializzazione, Servizio militare o civile Requisiti generali Età inferiore a quella di pensionamento di vecchiaia

Dettagli

IL COSTO DEL LAVORO DIPENDENTE

IL COSTO DEL LAVORO DIPENDENTE CICLO DI LEZIONI SPERIMENTALI PER GLI STUDENTI DEGLI ITC IL COSTO DEL LAVORO DIPENDENTE A cura del prof. Santino Furlan Castellanza, 2 marzo 2001 Il costo del lavoro dipendente Le voci che compongono il

Dettagli

Regolamento FAR. Valido dal 1.1.2014

Regolamento FAR. Valido dal 1.1.2014 Regolamento FAR Regolamento concernente le prestazioni e i contributi della Fondazione per il pensionamento anticipato nel settore dell edilizia principale (Fondazione FAR) Valido dal 1.1.2014 STIFTUNG

Dettagli

Pensione più lavoro part-time, i criteri nel pubblico impiego

Pensione più lavoro part-time, i criteri nel pubblico impiego Il decreto spiega tutte le possibilità e i limiti dell'eventuale cumulo Pensione più lavoro part-time, i criteri nel pubblico impiego (Dm Funzione pubblica 331 del 29.7.1997) da CittadinoLex del 12/9/2002

Dettagli

TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO, ALTRE INDENNITA E SOMME SOGGETTE A TASSAZIONE SEPARATA

TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO, ALTRE INDENNITA E SOMME SOGGETTE A TASSAZIONE SEPARATA TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO, ALTRE INDENNITA E SOMME SOGGETTE A TASSAZIONE SEPARATA punto 94: ammontare corrisposto nel 2007: - al netto di quanto corrisposto in anni precedenti casella 95; - ridotto

Dettagli

Quando il tempo non è galantuomo. A cura di S. Martorelli & P. Zani Corso aggiornamento Agenti sociali FNP CISL Milano Aggiornato al giugno 2014

Quando il tempo non è galantuomo. A cura di S. Martorelli & P. Zani Corso aggiornamento Agenti sociali FNP CISL Milano Aggiornato al giugno 2014 Prescrizione e decadenza in materia di contributi e prestazioni INPS Quando il tempo non è galantuomo. A cura di S. Martorelli & P. Zani Corso aggiornamento Agenti sociali FNP CISL Milano Aggiornato al

Dettagli

CONTRIBUTI FIGURATIVI

CONTRIBUTI FIGURATIVI I CONTRIBUTI COSA SONO: I contributi determinano il diritto e l'importo della pensione. SI SUDDIVIDONO IN: - mensili - settimanali - giornalieri Un anno, composto di 12 mesi, comporterà 12 contributi mensili

Dettagli

DECRETO RENZI IL BONUS DI 80 AL MESE E I VANTAGGI PER I FONDI PENSIONE

DECRETO RENZI IL BONUS DI 80 AL MESE E I VANTAGGI PER I FONDI PENSIONE DECRETO RENZI IL BONUS DI 80 AL MESE E I VANTAGGI PER I FONDI PENSIONE RIFERIMENTI NORMATIVI: Decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014 Circolare Agenzia delle Entrate, 8/E/2014 ASPETTI GENERALI: Il DL 66/2014

Dettagli

l inabilità temporanea, l invalidità permanente

l inabilità temporanea, l invalidità permanente Inabilità temporanea e invalidità permanente Quali sono le tutele che intervengono in questi casi? Ecco il primo articolo di approfondimento sul tema degli eventi da esorcizzare Con questo primo articolo

Dettagli

Per il Fondo Mario Negri, dopo

Per il Fondo Mario Negri, dopo FONDO MARIO NEGRI/1 Cambia il sistem delfondo M Alessandro Baldi 6 Per il Fondo Mario Negri, dopo un lungo e ponderato studio avviato dal proprio Consiglio di gestione con il concorso di esperti qualificati,

Dettagli

VADEMECUM SUL PART-TIME (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE)

VADEMECUM SUL PART-TIME (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE) Normativa VADEMECUM SUL PART-TIME (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE) a cura di Libero Tassella da Scuola&Scuola, 8/9/2003 Riferimenti normativi: artt. 7,8 legge 29.12.1988, N. 554; artt. 7,8 Dpcm 17.3.1989,

Dettagli

TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa

TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa Le parti, nel ritenere che il rapporto di lavoro a tempo parziale possa essere mezzo idoneo ad agevolare l incontro fra domanda e offerta di lavoro, ne confermano

Dettagli

IMU: analisi dei versamenti 2012

IMU: analisi dei versamenti 2012 IMU: analisi dei versamenti 2012 1. Analisi dei versamenti complessivi I versamenti IMU totali aggiornati alle deleghe del 25 gennaio 2013 ammontano a circa 23,7 miliardi di euro, di cui 9,9 miliardi di

Dettagli

Certificazione dei redditi - 1/6

Certificazione dei redditi - 1/6 PR O TOC OL L O Mod. RED - COD. AP15 Certificazione dei redditi - 1/6 ALL UFFICIO INPS DI COGNOME NOME CODICE FISCALE NATO/A IL GG/MM/AAAA A PROV. STATO RESIDENTE IN PROV. STATO INDIRIZZO CAP TELEFONO

Dettagli

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Lavoro Modena, 02 agosto 2014 JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Legge n. 78 del 16 maggio 2014 di conversione, con modificazioni, del DL n. 34/2014 Ministero del Lavoro, Circolare n. 18

Dettagli

OPUSCOLO 21-11-2007 15:35 Pagina 1 CARTA DEI SERVIZI

OPUSCOLO 21-11-2007 15:35 Pagina 1 CARTA DEI SERVIZI OPUSCOLO 21-11-2007 15:35 Pagina 1 CARTA DEI SERVIZI OPUSCOLO 21-11-2007 15:35 Pagina 19 OPUSCOLO 21-11-2007 15:35 Pagina 2 Prefazione IL CAMMINO DELLA QUALITÀ Inps, come le altre pubbliche Amministrazioni

Dettagli

.Legge 20 ottobre 1990, n. 302 Norme a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata

.Legge 20 ottobre 1990, n. 302 Norme a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata STRALCIO DI ALTRE LEGGI IN CUI, SEMPRE INGRASSETTO, SONO EVIDENZIATI ALTRI BENEFICI VIGENTI A FAVORE DELLE VITTIME DEL TERRORISMO.Legge 20 ottobre 1990, n. 302 Norme a favore delle vittime del terrorismo

Dettagli

INDICAZIONI SULLA COMPILAZIONE DEI QUADRI DEL MOD. 730/2013 IN BASE AL MOD. CUD 2013

INDICAZIONI SULLA COMPILAZIONE DEI QUADRI DEL MOD. 730/2013 IN BASE AL MOD. CUD 2013 INDICAZIONI SULLA COMPILAZIONE DEI QUADRI DEL MOD. 730/2013 IN BASE AL MOD. CUD 2013 Di seguito, riepiloghiamo i principali campi del CUD che DEVONO essere inseriti nel 730: Reddito lavoro dipendente Punto

Dettagli

I CONTRIBUTI FIGURATIVI

I CONTRIBUTI FIGURATIVI I CONTRIBUTI FIGURATIVI Le Guide Inps Direttore Annalisa Guidotti Capo Redattore Iride di Palma Testi Olindo Daliana Giuseppe Manzi Simone Parola Progetto grafico Peliti Associati Impaginazione Aldo Rizzuti

Dettagli

Tabelle retributive CASE DI CURA TABELLE RETRIBUTIVE DI ALCUNI CCNL

Tabelle retributive CASE DI CURA TABELLE RETRIBUTIVE DI ALCUNI CCNL TABELLE RETRIBUTIVE DI ALCUNI CCNL Tabelle retributive Una volta trovato il salario lordo, per calcolare il netto vedere IN FONDO Casa di cura Commercio Edilizia Metalmeccanica Pulizie Telecomunicazioni

Dettagli

Previdenza e Assistenza nel Pubblico impiego

Previdenza e Assistenza nel Pubblico impiego Previdenza e Assistenza nel Pubblico impiego Le schede di approfondimento della Federazione Confsal-Unsa A cura dell Avv. Pasquale Lattari n. 2 Il sistema previdenziale per i pubblici dipendenti. Le competenze.

Dettagli

La riforma dell ISEE. Maggiore equità ed efficacia nella valutazione della condizione economica della famiglia

La riforma dell ISEE. Maggiore equità ed efficacia nella valutazione della condizione economica della famiglia Maggiore equità ed efficacia nella valutazione della condizione economica della famiglia 2 La riforma dell ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) rappresenta un passo fondamentale per

Dettagli

La perequazione automatica delle pensioni dal 1 gennaio 2015

La perequazione automatica delle pensioni dal 1 gennaio 2015 La perequazione automatica delle pensioni dal 1 gennaio 2015 All'interno: Importo pensioni base; Bonus di 154,94; Quattordicesima sulle pensioni basse; Integrazione al trattamento minimo e integrazione

Dettagli

JOBS ACT: DISPOSIZIONI LEGGE N. 78 DEL 16/05/2014 DI CONVERSIONE DEL D.L. N. 34 DEL 20/03/2014

JOBS ACT: DISPOSIZIONI LEGGE N. 78 DEL 16/05/2014 DI CONVERSIONE DEL D.L. N. 34 DEL 20/03/2014 Tipologia: LAVORO Protocollo: 2006614 Data: 26 maggio 2014 Oggetto: Jobs Act: disposizioni Legge n. 78 del 16/05/2014 di conversione del D.L. n. 34 del 20/03/2014 Allegati: No JOBS ACT: DISPOSIZIONI LEGGE

Dettagli

NOTA ESPLICATIVA A CURA DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI UIL SULLA RIDUZIONE DELLA TASSAZIONE DEL TFR

NOTA ESPLICATIVA A CURA DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI UIL SULLA RIDUZIONE DELLA TASSAZIONE DEL TFR NOTA ESPLICATIVA A CURA DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI UIL SULLA RIDUZIONE DELLA TASSAZIONE DEL TFR Nell'ambito degli interventi sul prelievo fiscale, la finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244),

Dettagli

Una nuova riforma?...no, meglio applicare quella già approvata Elsa Fornero (Università di Torino e CeRP)

Una nuova riforma?...no, meglio applicare quella già approvata Elsa Fornero (Università di Torino e CeRP) Una nuova riforma?...no, meglio applicare quella già approvata Elsa Fornero (Università di Torino e CeRP) Che il sistema previdenziale italiano sia un cantiere sempre aperto testimonia la profonda discrasia

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 5 maggio 2014 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 Nel 2014 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,6% in termini reali, seguito da una crescita dell

Dettagli

COLF E BADANTI. Via Abruzzi, 3-00187 Roma tel. 06/8440761 - fax 06/42085830 caaf.nazionale@cisl.it www.caafcisl.it

COLF E BADANTI. Via Abruzzi, 3-00187 Roma tel. 06/8440761 - fax 06/42085830 caaf.nazionale@cisl.it www.caafcisl.it COLF E BADANTI Lo sportello Colf e Badanti del Caf Cisl nasce per fornire alle famiglie tutta l assistenza necessaria per la gestione del rapporto di lavoro di colf, assistenti familiari, baby sitter,

Dettagli

TEMI SPECIALI DI BILANCIO MODULO II

TEMI SPECIALI DI BILANCIO MODULO II TEMI SPECIALI DI BILANCIO MODULO II Lezione 6 IAS 19: Benefici per i dipendenti Marco Rossi Senior Manager Deloitte & Touche S.p.A. marrossi@deloitte.it Facoltà di Economia anno 2011 2012 24 aprile 2012

Dettagli

Uno Assicurazioni SpA Gruppo Lungavita

Uno Assicurazioni SpA Gruppo Lungavita Uno Assicurazioni SpA Gruppo Lungavita PIANO INDIVIDUALE PENSIONISTICO DI TIPO ASSICURATIVO - FONDO PENSIONE Iscritto all Albo tenuto dalla Covip con il n. *** Nota informativa per i potenziali aderenti

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. VISTI gli articoli 76, 87, quinto comma, e 117, terzo comma, della Costituzione;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. VISTI gli articoli 76, 87, quinto comma, e 117, terzo comma, della Costituzione; SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI PER IL RIORDINO DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN CASO DI DISOCCUPAZIONE INVOLONTARIA E DI RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI DISOCCUPATI,

Dettagli

LE POLITICHE DEL LAVORO

LE POLITICHE DEL LAVORO LE POLITICHE DEL LAVORO Sono l insieme di interventi pubblici rivolti alla tutela dell interesse collettivo all occupazione. Tali politiche sono strettamente connesse con altri settori: fiscale, sociale

Dettagli

Direzione Centrale Pensioni. Roma, 10/04/2015

Direzione Centrale Pensioni. Roma, 10/04/2015 Direzione Centrale Pensioni Roma, 10/04/2015 Circolare n. 74 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Responsabili delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali Al Coordinatore

Dettagli

Riscatto degli anni di laurea

Riscatto degli anni di laurea Riscatto degli anni di laurea Riscatto degli anni di laurea scuola Chi è giovane e fresco di laurea, di regola, non vede l ora di mettersi a lavorare e, certamente, per prima cosa non pensa alla pensione.

Dettagli

Tabelle delle aliquote contributive in vigore dal. 1 gennaio 2014

Tabelle delle aliquote contributive in vigore dal. 1 gennaio 2014 Istituto Nazionale Previdenza Sociale Direzione Centrale Entrate Tabelle delle aliquote contributive in vigore dal 1 gennaio 2014 A cura di Leonardo Pascarella Aggiornamento DICEMBRE 2014 Responsabile:

Dettagli

Congedo parentale Domanda per i lavoratori dipendenti

Congedo parentale Domanda per i lavoratori dipendenti Domanda per i lavoratori dipendenti Per ottenere il congedo parentale, oltre a possedere i requisiti di legge, è necessario compilare il modulo in tutte le sue parti e consegnarlo sia al datore di lavoro

Dettagli

I Trattamenti di Fine Servizio nel pubblico impiego (TFS-TFR): TEMPI LIQUIDAZIONE

I Trattamenti di Fine Servizio nel pubblico impiego (TFS-TFR): TEMPI LIQUIDAZIONE Giugno 2014 I Trattamenti di Fine Servizio nel pubblico impiego (TFS-TFR): TEMPI LIQUIDAZIONE a cura di G. Marcante Da 24 a 48 mesi di attesa! come è possibile? Premessa L art. 1, commi 484 e 485 della

Dettagli

Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito

Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito Finalità La finalità del presente Principio è quella di definire il trattamento contabile delle imposte sul reddito. L aspetto principale della

Dettagli

3.01 Prestazioni dell AVS Rendite di vecchiaia e assegni per grandi invalidi dell'avs

3.01 Prestazioni dell AVS Rendite di vecchiaia e assegni per grandi invalidi dell'avs 3.01 Prestazioni dell AVS Rendite di vecchiaia e assegni per grandi invalidi dell'avs Stato al 1 gennaio 2015 1 In breve Hanno diritto a una rendita di vecchiaia le persone che hanno raggiunto l'età ordinaria

Dettagli

HEALTH MANAGEMENT ISTITUTO DI MANAGEMENT SANITARIO FIRENZE www.health-management.it

HEALTH MANAGEMENT ISTITUTO DI MANAGEMENT SANITARIO FIRENZE www.health-management.it 1 OGGETTO ANZIANITÀ DI SERVIZIO QUESITO (posto in data 11 luglio 2013) Sono Dirigente Medico di primo livello dal marzo del 2006 e di ruolo, senza interruzioni di servizio, dal luglio 2007. Mi hanno già

Dettagli

La deduzione IRAP. DEDUZIONI IRAP 2013 E 2014 Art. 11 D.Lgs. 446/1997, come modificato dall art. 1, commi 484 e 485, L. 228/2012

La deduzione IRAP. DEDUZIONI IRAP 2013 E 2014 Art. 11 D.Lgs. 446/1997, come modificato dall art. 1, commi 484 e 485, L. 228/2012 DEDUZIONI IRAP 2013 E 2014 Art. 11 D.Lgs. 446/1997, come modificato dall art. 1, commi 484 e 485, L. 228/2012 LE DEDUZIONI IRAP 2013 E 2014 La quota forfetaria deducibile per ogni singolo lavoratore subordinato

Dettagli

BENEFICI A FAVORE DI DIPENDENTI, AMMINISTRATORI

BENEFICI A FAVORE DI DIPENDENTI, AMMINISTRATORI BENEFICI A FAVORE DI DIPENDENTI, AMMINISTRATORI Si esamina il trattamento dei benefici concessi a dipendenti, collaboratori e amministratori - collaboratori. I fringe benefits costituiscono la parte della

Dettagli

Testo Unico dell apprendistato

Testo Unico dell apprendistato Testo Unico dell apprendistato Art. 1 Definizione 1. L apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani. 2. Il contratto di apprendistato

Dettagli

6.02 Prestazioni dell'ipg (servizio e maternità) Indennità in caso di maternità

6.02 Prestazioni dell'ipg (servizio e maternità) Indennità in caso di maternità 6.02 Prestazioni dell'ipg (servizio e maternità) Indennità in caso di maternità Stato al 1 gennaio 2015 1 In breve Le donne che esercitano un attività lucrativa hanno diritto all indennità di maternità

Dettagli

Il Part-Time in Poste Italiane

Il Part-Time in Poste Italiane Il Part-Time in Poste Italiane Vademecum Che cos è? Il contratto a tempo parziale è un contratto di lavoro subordinato che prevede una prestazione di lavoro di durata inferiore rispetto alle 36 ore settimanali

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 7 maggio 2015 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 Nel 2015 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,7% in termini reali, cui seguirà una crescita dell

Dettagli

GUIDA LE NUOVE PENSIONI DAL 2012

GUIDA LE NUOVE PENSIONI DAL 2012 GUIDA LE NUOVE PENSIONI DAL 2012 (Aggiornata con le novità contenute nella Legge 24 febbraio 2012, n. 14 recante Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, recante

Dettagli

Capire il certificato di previdenza

Capire il certificato di previdenza Previdenza professionale Capire il certificato di previdenza Questo foglio informativo illustra la struttura del certificato di previdenza. Fornisce spiegazioni e contiene informazioni utili su temi importanti.

Dettagli

INSEGNANTI ITALIANI: EVOLUZIONE DEMOGRAFICA

INSEGNANTI ITALIANI: EVOLUZIONE DEMOGRAFICA PROGRAMMA EDUCATION INSEGNANTI ITALIANI: EVOLUZIONE DEMOGRAFICA E PREVISIONI DI PENSIONAMENTO Anticipazioni per la stampa dal Rapporto 2009 sulla scuola in Italia della Fondazione Giovanni Agnelli (dicembre

Dettagli

ARROTONDAMENTO DELL ANZIANITA PENSIONISTICA

ARROTONDAMENTO DELL ANZIANITA PENSIONISTICA ARROTONDAMENTO DELL ANZIANITA PENSIONISTICA Fino al 31/12/97 l arrotondamento veniva fatto ai sensi del comma 2 dell art. 40 del DPR 1092/73 (vedi allegato 1). L anzianità complessiva era arrotondata in

Dettagli

Le pensioni: quali novità?

Le pensioni: quali novità? Le pensioni: quali novità? di Giovanni Muttillo, Francesco Fanari e Laura Aletto Riportiamo di seguito una selezione di informazioni dalla pubblicazione di Domenico Comegna Come cambiano le pensioni guida

Dettagli

3.04 Prestazioni dell AVS Età flessibile di pensionamento

3.04 Prestazioni dell AVS Età flessibile di pensionamento 3.04 Prestazioni dell AVS Età flessibile di pensionamento Stato al 1 gennaio 2015 1 In breve Hanno diritto a una rendita di vecchiaia le persone che hanno raggiunto l età ordinaria di pensionamento. Gli

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEL PART-TIME

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEL PART-TIME REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEL PART-TIME ART. 1 Oggetto Il presente regolamento disciplina le procedure per la trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo pieno a tempo parziale dei dipendenti

Dettagli

MATERNITA E CONGEDI PARENTALI. Indice

MATERNITA E CONGEDI PARENTALI. Indice MATERNITA E CONGEDI PARENTALI Indice Interdizione.pag. 2 Interruzione della gravidanza.pag. 3 Astensione obbligatoria..pag. 4 Astensione obbligatoria della madre....pag. 4 Astensione obbligatoria del padre....pag.

Dettagli

PER AZIENDE AVENTI ALLE PROPRIE DIPENDENZE SOLO IMPIEGATI (VERSIONE AGGIORNATA AL 23 GENNAIO 2015)

PER AZIENDE AVENTI ALLE PROPRIE DIPENDENZE SOLO IMPIEGATI (VERSIONE AGGIORNATA AL 23 GENNAIO 2015) Procedura relativa alla gestione delle adesioni contrattuali e delle contribuzioni contrattuali a Prevedi ex art. 97 del CCNL edili-industria del 1 luglio 2014 e ex art. 92 del CCNL edili-artigianato del

Dettagli

SINTESI DEL CONTRATTO DI LAVORO DOMESTICO. C.C.N.L. con validità dal 01/07/2013 al 31/12/2016

SINTESI DEL CONTRATTO DI LAVORO DOMESTICO. C.C.N.L. con validità dal 01/07/2013 al 31/12/2016 SINTESI DEL CONTRATTO DI LAVORO DOMESTICO C.C.N.L. con validità dal 01/07/2013 al 31/12/2016 MINIMI RETRIBUTIVI FISSATI DALLA COMMISSIONE NAZIONALE DECORRENZA 1 GENNAIO 2014 CONVIVENTI DI CUI ART. 15-2

Dettagli

IL SISTEMA TRIBUTARIO INTRODUZIONE

IL SISTEMA TRIBUTARIO INTRODUZIONE IL SISTEMA TRIBUTARIO INTRODUZIONE Sistema tributario Insieme di tributi intesi come prestazioni di denaro obbligatorie (art. 53 Costituzione) L obbligatorietà vs. la contribuzione volontaria dovrebbe

Dettagli

(invio telematico accessibile a partire dal 15 giugno 2015) NOVITA

(invio telematico accessibile a partire dal 15 giugno 2015) NOVITA NOTE ILLUSTRATIVE PER LA DETERMINAZIONE DEI CONTRIBUTI DOVUTI IN AUTOLIQUIDAZIONE - MOD. 5/2015 (Comunicazione obbligatoria ex artt. 17 e 18 della Legge n. 576/1980, artt. 9 e 10 della legge n. 141/1992

Dettagli

La legge Fornero e la tutela dei lavoratori sospesi o cessati dal rapporto di lavoro. Antonino Sgroi Andrea Rossi

La legge Fornero e la tutela dei lavoratori sospesi o cessati dal rapporto di lavoro. Antonino Sgroi Andrea Rossi La legge Fornero e la tutela dei lavoratori sospesi o cessati dal rapporto di lavoro. Antonino Sgroi Andrea Rossi La legge n. 92 del 2012 è intervenuta nella materia previdenziale laddove la stessa appresta

Dettagli

DICHIARAZIONE ANNUALE PER IL DIRITTO ALLE DETRAZIONI D IMPOSTA

DICHIARAZIONE ANNUALE PER IL DIRITTO ALLE DETRAZIONI D IMPOSTA Istituto Nazionale Previdenza Sociale ALLE DETRAZIONI D IMPOSTA (articolo 23 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e successive modifiche e integrazioni) In base all art. 7, D.L. n. 70/2011 non è più obbligatorio

Dettagli

DIRITTI ED OPPORTUNITà PER I GENITORI CHE LAVORANO

DIRITTI ED OPPORTUNITà PER I GENITORI CHE LAVORANO DIRITTI ED OPPORTUNITà PER I GENITORI CHE LAVORANO DIRITTI ED OPPORTUNITà PER I GENITORI CHE LAVORANO 1 premessa La tutela della lavoratrice madre è un principio fondamentale sancito dall articolo 37 della

Dettagli

La guida del pensionato

La guida del pensionato La guida del pensionato Vuole sapere in che giorno del mese le viene pagata la pensione? Se ci sono aumenti periodici? Se le viene inviato un avviso di pagamento mensile? Cosa deve fare se ha persone a

Dettagli

2. Quali persone sono assoggettate all imposta alla fonte? 3. Quali prestazioni sono assoggettate all imposta alla fonte?

2. Quali persone sono assoggettate all imposta alla fonte? 3. Quali prestazioni sono assoggettate all imposta alla fonte? Kanton Zürich Finanzdirektion Scheda informativa per i dipendenti assoggettati all imposta alla fonte nel Cantone di Zurigo Valida dal 1 gennaio 2015 Kantonales Steueramt Dienstabteilung Quellensteuer

Dettagli

l agenzia in f orma IL FISCO PER IL LAVORATORE DIPENDENTE E LE AGEVOLAZIONI SUGLI STRAORDINARI

l agenzia in f orma IL FISCO PER IL LAVORATORE DIPENDENTE E LE AGEVOLAZIONI SUGLI STRAORDINARI 5 2008 l agenzia in f orma IL FISCO PER IL LAVORATORE DIPENDENTE E LE AGEVOLAZIONI SUGLI STRAORDINARI INDICE 1. IL REDDITO DA LAVORO DIPENDENTE 2 La definizione 2 I redditi assimilati al lavoro dipendente

Dettagli

Il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale

Il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale Visto l articolo 2120 del codice civile; Visto l articolo 3 della legge 29 maggio 1982, n. 297; Visto il decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252; Visto l articolo 1, comma 755, della legge 27 dicembre

Dettagli

LO STANDARD SA8000 ALPHAITALIA GENERALITA. S.p.A.

LO STANDARD SA8000 ALPHAITALIA GENERALITA. S.p.A. GENERALITA ALPHAITALIA Spa ha deciso di adottare, integrare nel proprio sistema di gestione (insieme agli aspetti dell assicurazione qualità, della gestione ambientale e della sicurezza sul luogo di lavoro)

Dettagli