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1 Un opportunità per il futuro. Il tema della previdenza non è mai stato così attuale! Tutto ciò che c è da sapere sulla previdenza complementare Le risposte alle domande più frequenti T.F.R.: una guida per prendere la decisione giusta IP

2 La pensione La previdenza complementare è un dovere per decenni. Attualmente, i 30enni rappresentano ancora la fetta maggiore della popolazione ma, già nel 2050, il loro posto sarà preso dai 65enni. Ciò significa che sempre meno contribuenti dovranno farsi carico di un numero crescente di pensionati. La piramide demografica illustra chiaramente l evoluzione cui stiamo andando incontro. Il sistema contributivo Lavorare più a lungo per ottenere, alla fine, una pensione inferiore: è questa la magra prospettiva che attende tutte le persone in attività lavorativa, non importa se dipendenti o autonomi. In futuro, per riscuotere la pensione pubblica, sarà infatti necessario lavorare qualche anno in più di oggi e, una volta raggiunta l agognata meta, bisognerà accontentarsi di una rendita molto più bassa dell ultimo stipendio. Piramide demografica: al più tardi nel 2050, gli anziani costituiranno la fascia più numerosa della popolazione. Per sgravare le casse pensionistiche, oltre ad allungare i periodi lavorativi obbligatori, lo Stato ha dovuto inventarsi anche nuove modalità di calcolo della pensione: il vecchio e più favorevole sistema retributivo è stato, infatti, sostituito da quello contributivo, con un sistema misto per la fase transitoria. Per il calcolo delle pensioni future, quindi, non sarà più determinante l ammontare della retribuzione percepita prima del pensionamento, bensì conteranno i contributi previdenziali versati nel corso dell intera carriera lavorativa. Tirando le somme, ciò comporterà una pensione sensibilmente decurtata. La data per l applicazione delle nuove modalità di calcolo è il 31 dicembre I tre pilastri della previdenza In futuro, le pensioni pubbliche saranno molto più basse e non più in grado di garantire una copertura sufficiente per la vecchiaia, dando così origine a un gap previdenziale. Per questo motivo, accanto alla previdenza pubblica e aziendale, deve essere costituita anche una forma di previdenza individuale: solo con un sistema basato sul principio dei tre pilastri può essere, infatti, assicurata la serenità finanziaria nella vecchiaia. L attuale sistema pensionistico pubblico funziona come un salvadanaio: i lavoratori lo alimentano facendovi affluire i mezzi (contributi previdenziali), con cui sono pagate le pensioni pubbliche delle persone più anziane. Questo meccanismo ha retto fino a quando l afflusso di fondi era maggiore del deflusso, ovvero era più alto il numero dei giovani rispetto a quello dei pensionati. In caso contrario, il salvadanaio si svuota e non è più garantita la sostenibilità finanziaria delle pensioni, almeno non nella misura attuale. Esattamente questa è la situazione in cui ci troviamo oggi. 100 % 80 % 60 % 40 % 100 % Stipendio lordo prima del pensionamento 45 % 55 % Gap previdenziale Pensione pubblica lorda Il patto tra generazioni in pericolo 20 % Come si è potuti arrivare a tal punto? Tassi di natalità in calo, speranze di vita in crescita e un mercato del lavoro stagnante hanno minato l equilibrio del cosiddetto patto tra generazioni, su cui si è retto il sistema pensionistico 0 % Gap previdenziale: poiché non sarà più calcolata in base all ultimo stipendio, la pensione del futuro sarà molto inferiore a oggi.

3 ! Ecco i tre sistemi in vigore 1. Chi, al 31 dicembre 1995, aveva maturato almeno 18 anni di contribuzione, continuerà a percepire la pensione futura secondo il sistema retributivo in vigore oggi, basato sulla retribuzione degli ultimi dieci anni. Per garantire la sostenibilità del patto generazionale, è necessaria la previdenza complementare. Previdenza complementare Colmare il gap previdenziale 2. Chi, al 31 dicembre 1995, aveva maturato meno di 18 anni di contribuzione, percepirà la pensione in base al sistema misto: i contributi maturati fino al 31 dicembre 1995 saranno computati applicando il sistema retributivo, mentre quelli successivi (maturati dal 1 gennaio 1996 al momento del pensionamento) in base al sistema contributivo. 3. Chi ha iniziato a esercitare un attività soggetta a contribuzione obbligatoria, per la prima volta dopo il 1 gennaio 1996, percepirà la pensione calcolata esclusivamente con il sistema contributivo, ovvero in base ai contributi previdenziali versati nell arco della sua carriera lavorativa. Chi, in futuro, farà affidamento esclusivamente sulla pensione pubblica, sarà costretto a trascorrere una vecchiaia di privazioni. Solo una forma di previdenza complementare è, infatti, in grado di evitare la triste prospettiva di una pensione dimezzata. Ciò interessa, in particolare, i giovani, maggiormente penalizzati dall attuale riforma, poiché la loro pensione sarà calcolata in base al sistema retributivo. Un dipendente che andrà in pensione nel 2010, a 60 anni d età e dopo 30 anni di contribuzione, otterrà una pensione pari al 57,6% dell ultimo stipendio. Chi, invece, andrà in pensione nel 2050, alla medesima età e con lo stesso numero di anni maturati, percepirà una pensione pari solo al 41,7% dell ultimo stipendio. Anche per le altre categorie professionali la situazione non sarà molto più rosea, mentre i più penalizzati saranno i lavoratori autonomi: un artigiano, un agricoltore o un commerciante che vada in pensione nel 2050, sempre a 60 anni e con 30 anni di contributi, percepirà una pensione pari solo al 25,3% del suo ultimo reddito lordo. E, se anche dovesse lavorare fino a 65 anni, accumulando 40 anni di contributi, raggiungerebbe appena il 38,4% del suo ultimo reddito. CONFRONTO TRA PENSIONE PUBBLICA FUTURA E ULTIMO REDDITO PRIMA DEL PENSIONAMENTO Età anagrafica Anni di contribuzione Lavoratori dipendi del settore privato Anno di pensionamento anni 30 anni 57,6 % 46,4 % 42,7 % 42,1 % 41,7 % 60 anni 35 anni 67,1 % 56,0 % 49,6 % 48,5 % 48,1 % 65 anni 35 anni 67,1 % 62,2 % 57,8 % 56,7 % 56,1 % 65 anni 40 anni 76,7 % 72,4 % 66,8 % 64,0 % 63,4 % Dipendenti del pubblico impiego 60 anni 30 anni 59,3 % 47,7 % 42,7 % 42,1 % 41,7 % 60 anni 35 anni 68,1 % 58,4 % 49,6 % 48,5 % 48,1 % 65 anni 35 anni 68,1 % 64,8 % 57,8 % 56,7 % 56,1 % 65 anni 40 anni 77,0 % 76,5 % 66,8 % 64,0 % 63,4 % Lavoratori autonomi (agricoltori, artigiani e commercianti) 60 anni 30 anni 55,3 % 32,2 % 25,9 % 25,5 % 25,3 % 60 anni 35 anni 64,7 % 41,2 % 30,7 % 29,4 % 29,2 % 65 anni 35 anni 64,7 % 44,9 % 35,7 % 34,3 % 34,0 % 65 anni 40 anni 73,8 % 54,7 % 44,4 % 38,8 % 38,4 % Fonte: Infografik Helmuth Renzler La tabella evidenzia la misura in cui la futura pensione pubblica sarà decurtata. 3

4 Cominciare subito con la previdenza complementare Ciascun lavoratore dipendente o autonomo deve occuparsi al più presto della sua previdenza. In questa delicata materia, è richiesta massima responsabilità individuale, anche se il legislatore ha voluto preparare il terreno con la riforma appena entrata in vigore, prevedendo il trasferimento del T.F.R. nei fondi pensione. 100 euro al mese per 40 anni Rendimento medio 4 % 5 % 6 % Capitale individuale maturato Rendita complementare annua a un età di pensionamento di: euro euro euro Uomini Donne Uomini Donne Uomini Donne 60 anni euro euro euro euro euro euro 65 anni euro euro euro euro euro euro 70 anni euro euro euro euro euro euro Fonte: Infografik-Economy Helmuth Renzler Già a partire da piccoli importi versati nell arco di decenni, è possibile garantirsi un ricco salvadanaio per il futuro. Raiffeisen Fondo Pensione Per un futuro sereno Un ottima possibilità di costituirsi una previdenza complementare per la vecchiaia è quella offerta da Raiffeisen Fondo Pensione Aperto. Il suo funzionamento, semplice ed efficace, ricorda quello del vecchio libretto a risparmio: maggiori sono i versamenti effettuati nel corso del tempo, maggiore sarà il capitale a disposizione al momento del pensionamento. Prima si comincia a risparmiare per la propria previdenza e minori possono essere gli importi dei singoli versamenti. Entro il 30 giugno prossimo, ogni lavoratore dipendente è chiamato a decidere se far confluire il proprio T.F.R. in un fondo pensione: con una scelta esplicita, è possibile optare per Raiffeisen Fondo Pensione Aperto. Al momento del pensionamento, i soci di Raiffeisen Fondo Pensione Aperto possono decidere le modalità di liquidazione: rendita vitalizia complementare, pagata in rate mensili, o liquidazione in unica soluzione sotto forma di capitale combinata con la rendita. È possibile inoltre ottenere una liquidazione anticipata da Raiffeisen Fondo Pensione Aperto, ad esempio, per spese mediche o in caso d acquisto della prima casa. Tuttavia, è possibile richiedere un anticipazione del capitale maturato anche per altri scopi. Vantaggi Scelta della linea d investimento a seconda della propensione al rischio Nessuna commissione d ingresso, in caso d anticipazione o liquidazione Gestione professionale del fondo da parte di Raiffeisen, in collaborazione con Pens Plan Agevolazioni fiscali Possibilità di anticipazioni del capitale per scopi personali specifici Liquidazione sotto forma di rendita vitalizia, rendita certa o capitale Possibilità di reversibilità della pensione ai familiari Versamento ai fini previdenziali anche per i familiari a carico In caso di cambio dell attività lavorativa, possibilità di prosecuzione dei versamenti in Raiffeisen Fondo Pensione Aperto, sia per i lavoratori autonomi che per i dipendenti Chi pensa per tempo alla previdenza può guardare con serenità al proprio futuro. Consultazione online della propria posizione assicurativa Disbrigo di tutte le formalità attraverso le Casse Raiffeisen Gestione professionale del patrimonio Chi può aderire? Autonomi Liberi professionisti Dipendenti Soci collaboratori di cooperative del lavoro Percettori di redditi diversi Familiari a carico (anche minorenni)

5 Hanno molti progetti per il loro futuro, tra cui forse anche la previdenza. Chi non può aderire? Chi ha davanti a se meno di un anno al raggiungimento dell età anagrafica per la riscossione della pensione di vecchiaia, attualmente 65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne. Per alcune categorie professionali, tuttavia, tale età minima può essere inferiore o superiore. Quanto è possibile versare? L ammontare della contribuzione può essere stabilito liberamente da ciascun iscritto: tale regola è valida, dal 1 gennaio 2007, in caso di adesione individuale e collettiva. Le aliquote contributive stabilite nell ambito di un accordo collettivo devono essere intese come aliquote minime, oltre le quali il lavoratore è libero di effettuare versamenti aggiuntivi. Con quale frequenza è possibile versare? Mensile, trimestrale, semestrale o annuale. Nel caso di adesione collettiva, le scadenze per i versamenti sono indicate nell accordo collettivo, ma possono essere modificate in qualunque momento. In base alle sue esigenze, l iscritto può scegliere tra tre diverse linee d investimento, Safe, Activity e Dynamic, che differiscono tra loro per profilo di rischio e orizzonte temporale. Prima dell adesione leggere la Nota informativa. Regolamento e Nota informativa sono disponibili presso la Cassa Raiffeisen o sul sito. La nuova riforma Previdenza complementare e T.F.R. Le disposizioni riguardanti il trattamento di fine rapporto (T.F.R.) sono state oggetto di un importante riforma. Dal 1 gennaio 2007, i lavoratori dipendenti possono infatti chiedere che gli importi di T.F.R. maturati nel corso della loro carriera lavorativa siano pagati sotto forme diverse. Il lavoratore può disporre, ora, del T.F.R. maturando con tre diverse modalità: con la scelta esplicita (in forma scritta) che il T.F.R. sia versato nel fondo pensione da lui indicato, ad esempio Raiffeisen Fondo Pensione Aperto; con la scelta esplicita che il T.F.R. sia mantenuto in azienda; mediante silenzio-assenso; in tal caso, il T.F.R. confluirà in un fondo pensione. Per i lavoratori che comunicano la loro decisione in maniera esplicita, si possono verificare le seguenti possibilità: i lavoratori che non sono iscritti ad alcun fondo pensione e che hanno iniziato l attività lavorativa successivamente al 29 aprile 1993, hanno tempo fino al 30 giugno 2007 per comunicare al datore di lavoro se intendono mantenere il T.F.R. in azienda o trasferirlo interamente in un fondo pensione; i lavoratori che non sono iscritti ad alcun fondo pensione e che hanno iniziato l attività lavorativa prima del 29 aprile 1993, hanno tempo fino al 30 giugno 2007 per comunicare al datore di lavoro se intendono mantenere in azienda il T.F.R. o se la quota di T.F.R. prevista dal contratto collettivo (in assenza di disposizioni in tal senso, minimo il 50%) debba essere trasferita in un fondo pensione. I lavoratori che, in base ai contratti collettivi, stanno già versando parte del loro T.F.R. in un fondo pensione, entro il 30 giugno 2007 devono comunicare al datore di lavoro se intendono versarvi anche la restante parte del T.F.R. o se preferiscono mantenerla in azienda come accantonamento; Cosa succede in caso di silenzioassenso? Per i lavoratori che non esprimono alcuna scelta entro il 30 giugno 2007, il T.F.R. viene versato automaticamente in un fondo pensione. Attualmente, oltre ai fondi di categoria, in Alto Adige sono disponibili, tra gli altri, anche Raiffeisen Fondo Pensione Non è mai troppo tardi per pensare alla previdenza complementare. Aperto quale fondo aperto e il Laborfonds quale fondo pensione chiuso. 5

6 Regolamento T.F.R. 2007

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8 Le novità per il datore di lavoro Il 1 gennaio 2007 entrano in vigore alcune novità significative, che il datore di lavoro deve considerare attentamente. pensione in cui è fatto confluire il T.F.R. La quota a carico dell azienda è, invece, disciplinata dal contratto collettivo di lavoro e rientra nella sfera di competenza negoziale. Tra datore di lavoro e lavoratore può essere stipulato un accordo aziendale o collettivo, vincolante per l azienda, in cui sia stabilita l adesione del dipendente a un fondo pensione di sua scelta, nonché il versamento della quota a carico dell azienda stessa. Il datore di lavoro è tenuto a informare il lavoratore in merito alle possibili opzioni circa la destinazione del T.F.R., concedendogli sei mesi di tempo dall inizio dell attività lavorativa per effettuare la sua scelta. Per legge, il datore di lavoro non può esercitare alcuna influenza sui suoi dipendenti in merito a tale decisione. A scelta effettuata, il datore di lavoro è tenuto a trasferire le quote di T.F.R. maturande al fondo pensione individuato dal lavoratore. Tuttavia, qualora questo non dovesse corrispondere al fondo cui era già iscritto, dovrà essere chiesto al tempo stesso anche il trasferimento. È, infatti, escluso il versamento contemporaneo in più fondi pensione da parte del medesimo datore di lavoro. L azienda deve, quindi, trasferire la quota a carico del lavoratore al medesimo fondo La riforma del T.F.R. comporta novità per lavoratori e datori di lavoro. La scelta del lavoratore Idealmente, ciascun lavoratore dovrebbe prendere la propria decisione nella piena consapevolezza delle conseguenze che comporta. È evidente che non esiste una regola d oro valida per tutti i lavoratori; tuttavia, di seguito abbiamo elencato alcuni fattori da tenere in considerazione prima di effettuare la propria scelta. Anni mancanti alla pensione: maggiore è il numero di anni che separa il lavoratore dalla pensione, maggiore è il suo gap previdenziale. Ciò significa che la previdenza complementare è tanto più importante quanto più giovane è il contribuente. Di regola, il T.F.R. è liquidato sotto forma di capitale e la pensione complementare sotto forma di rendita: proprio alle generazioni più giovani è consigliata questa seconda modalità. Un fondo pensione è fiscalmente agevolato rispetto a tutti gli altri strumenti finanziari e di risparmio: ad es., il sottoscrittore può portare annualmente in detrazione dal proprio reddito imponibile un importo pari a 5.164,57 euro, tenendo conto dei versamenti effettuati dal datore di lavoro e dal lavoratore. Inoltre, il rendimento finanziario del fondo è soggetto a un imposta dell 11% anziché del 12,5%, com è il caso dei guadagni ottenuti dai fondi d investimento. Anche la tassazione degli importi liquidati dai fondi pensione è più favorevole rispetto a quella applicata al T.F.R., poiché non è calcolata con l aliquota media degli ultimi 5 anni, bensì con un aliquota unica del 15% che, in base agli anni di contribuzione, può ridursi fino al 9%. La rendita liquidata da un fondo pensione è pignorabile solo in casi molto circoscritti. Le prospettive di rendimento dei fondi pensione sono, mediamente, maggiori di quelle del T.F.R. Mentre il rendimento di quest ultimo è agganciato all andamento del costo della vita, con un coefficiente di rivalutazione (1,5% + 75% del tasso d inflazione), l apprezzamento dei fondi pensione dipende dall evoluzione dei mercati finanziari che, sul lungo periodo, beneficiano anche della crescita dell economia reale. I fondi pensione beneficiano di diversi incentivi pubblici, da cui è completamente escluso il T.F.R. La posizione individuale all interno del fondo pensione può essere integrata in

9 qualunque momento: in tal modo, ciascun lavoratore può pianificare liberamente il suo futuro dal punto di vista finanziario, accrescendo così la propria responsabilità individuale. Il fondo pensione offre, infine, la possibilità di usufruire di un contributo maggiore a carico del datore di lavoro, ai fini della costituzione della propria previdenza complementare. Tale contributo non è dovuto qualora si decida di mantenere il T.F.R. in azienda. FONDI PENSIONE: rendimenti a confronto 1999/2005 (in 7 anni) 2001/2005 (in 5 anni) 2003/2005 (in 3 anni) 2005 (in un anno) Fondi chiusi 30,4 % 13,1 % 17,8 % 7,4 % Fondi aperti 28,6 % 20,5 % 22,9 % 11,5 % Rivalutazione netta del T.F.R. 22,5 % 14,7 % 8,2 % 2,6 % Fonte: Infografik-Covip (relazione annuale 2005) - Helmuth Renzler Il T.F.R. trasferito in un fondo pensione gode di un trattamento migliore rispetto a quanto accade se rimane in azienda. Adesione, contribuzione, prestazioni, tassazione Le risposte a tutte le domande Adesione Chi può aderire a un fondo pensione? Chiunque, indistintamente se dispone di un reddito, può aderire a un fondo pensione. Tuttavia, l adesione a un fondo negoziale è riservata a chi fa parte di una determinata categoria professionale, come indicato nello statuto del singolo fondo. Come si aderisce a un fondo pensione? L adesione individuale a un fondo pensione aperto può avvenire presso una banca o un promotore finanziario. I moduli possono essere scaricati dal sito internet del fondo. L adesione collettiva a un fondo aperto o a un fondo chiuso di categoria dev essere, invece, richiesta all ufficio del personale del datore di lavoro. Perché l adesione a un fondo pensione è consigliata in modo particolare ai giovani? Perché, proprio nel loro caso, la pensione pubblica non sarà in grado di garantire una sufficiente copertura per la vecchiaia e, pertanto, si rende necessaria un integrazione con strumenti complementari. Contribuzione È possibile modificare l importo del versamento? Sì, è possibile variare l importo della contribuzione volontaria in ogni momento. Tuttavia, in caso di adesione collettiva, il lavoratore deve comunicare tale decisione all azienda. Gli importi minimi della contribuzione sono stabiliti nei contratti di lavoro collettivi. Cosa c entra il T.F.R. con il fondo pensione? Il T.F.R. è un importante elemento del cosiddetto secondo pilastro previdenziale, che dovrà essere gradualmente trasferito nei fondi pensione. Pertanto, il trasferimento del T.F.R. ad un fondo pensione è previsto anche attraverso il silenzio assenso. Ogni adesione ad un fondo pensione da parte di lavoratori che hanno iniziato l attività dopo il 29 aprile 1993, richiede comunque il trasferimento dell intero T.F.R. al fondo stesso. La serenità per la vecchiaia può essere garantita già con piccoli versamenti mensili. Chi decide l ammontare della contribuzione al momento dell adesione? L adesione collettiva, ovvero attraverso il datore di lavoro, prevede almeno due elementi della contribuzione, essenziali per il lavoratore. o T.F.R.: è il lavoratore stesso a scegliere di far confluire il T.F.R. al fondo pensione, anche se l importo minimo di tale trasferimento è stabilito per legge o dal contratto collettivo. o Quota a carico del lavoratore: quest importo può essere stabilito liberamente dal lavoratore. o Quota a carico dell azienda: quest elemento dev essere versato dal datore di lavoro solo se sono rispettate pienamente le disposizioni collettive (anche relativamente al fondo di destinazione) ovvero se l azienda è tenuta, in base ad accordo aziendale o regolamento interno, a versare la quota a suo carico nel fondo prescelto dal lavoratore. 9

10 Foto: Hermann Maria Gasser Soprattutto per i giovani, pensare per tempo alla previdenza complementare è decisivo per garantirsi la sicurezza finanziaria nella vecchiaia. Prestazioni Quali sono le prestazioni erogate al momento del pensionamento? È possibile scegliere tra due forme: o rendita vitalizia o certa o liquidazione parziale sotto forma di capitale, fino a un massimo del 50%, e il resto sotto forma di rendita Qualora il 70% del capitale accumulato non dia origine a una rendita pari almeno al 50% dell assegno sociale di 4.874,61 euro (2005), è possibile richiedere la liquidazione dell intero capitale accumulato in unica soluzione. Lo stesso principio si applica a tutti i casi in cui non siano stati ancora soddisfatti i requisiti minimi (cinque anni di contribuzione) per la riscossione della pensione complementare, ma il pensionando abbia sospeso la propria attività lavorativa per almeno 4 anni. Quando può essere richiesta la pensione complementare? Al raggiungimento dell età per la riscossione della pensione di vecchiaia (65 anni per gli uomini e 60 per le donne), dopo almeno cinque anni di contribuzione, può essere richiesta l erogazione della pensione complementare. Qualora il lavoratore abbia sospeso la propria attività nei cinque anni precedenti, potrà ugualmente fare richiesta di liquidazione della pensione, a condizione che abbia già maturato almeno cinque anni di contribuzione. Il pensionato ha, tuttavia, facoltà di rinviare la riscossione della pensione a un qualunque momento successivo. Cosa succede se il lavoratore muore nella fase di accumulazione? Il capitale maturato è liquidato agli eredi, individuati in base a idoneo titolo (testamento o successione legale). È possibile cambiare fondo pensione e, in caso affermativo, quando? Dopo due anni di permanenza in un fondo pensione, esiste la possibilità di trasferire il capitale accumulato in un altro fondo. Tale trasferimento può avvenire anche in un momento precedente, qualora il lavoratore abbia ottenuto la possibilità d iscriversi a un fondo diverso in seguito al cambio dell attività lavorativa. Tassazione Qual è l importo massimo fiscalmente detraibile? A partire dal 1 gennaio 2007, a tutti i contribuenti spetta lo stesso importo detraibile pari a 5.164,57 euro. Solo chi, nei primi cinque anni dall inizio dell attività lavorativa, non ha usufruito interamente di tale importo massimo, ha la possibilità di portare in detrazione, nei 20 anni successivi, la differenza tra i versamenti effettivi e i 5.164,57 euro, fino a un massimo di 7.746,84 euro all anno. Com è tassata la rendita? La nuova disciplina, in vigore dal 1 gennaio 2007, prevede la tassazione alla fonte delle rendite in misura forfetaria del 15%, con una riduzione dell aliquota di uno 0,3% all anno a partire dal 15 anno di contribuzione. Tuttavia, l importo imponibile è solo quello portato in detrazione originariamente, normalmente le quote a carico del datore di lavoro, quelle a carico del lavoratore e il T.F.R. I redditi da capitale sono tassati direttamente dal fondo, con l applicazione dell imposta sul capital gain nella misura dell 11%, mentre la rivalutazione della rendita negli anni successivi è soggetta esclusivamente a un aliquota del 12,50%. Com è tassata la liquidazione del capitale? A seconda del tipo di liquidazione, esistono diverse modalità d imposizione fiscale, tuttavia sempre con l applicazione del sistema pro rata. Ciò significa che i versamenti effettuati fino al 31 dicembre 1996 sono soggetti al vecchio sistema di tassazione separata, mentre quelli successivi sono tassati in base ai seguenti criteri: 1. l anticipazione fino al 75% per spese mediche è soggetta a un aliquota del 15% e, dopo 35 anni di contribuzione, a un aliquota ridotta del 9%; 2. l anticipazione fino al 75% per l acquisto della prima casa, dopo almeno otto anni di permanenza nel fondo, è tassata con un aliquota fissa del 23%; 3. l anticipazione fino al 30% per ulteriori necessità è tassata con un aliquota fissa del 23%.

11 Fondi pensione La parola ai numeri Quattro esempi illustrano in maniera chiara i vantaggi legati al versamento in un fondo di previdenza complementare, in base all età dell aderente. Età attuale Rendita in rapporto all ultimo stipendio *solo con il trasferimento del T.F.R. in un fondo pensione Chi oggi ha quasi 50 anni e andrà in pensione nel 2020, senza versare il T.F.R. in un fondo pensione, avrà diritto a una pensione pari al 63,8% dell ultimo stipendio lordo. Se deciderà di trasferire il T.F.R. maturando nel fondo pensione, potrà arrivare fino al 68%. Chi oggi ha quasi 40 anni e, presumibilmente, andrà in pensione nel 2030, dovrà 50 anni 40 anni All inizio della carriera lavorativa Lavoratori del futuro Pensione pubblica 63,80 % 58 % 54,80 % 53,30 % Rendita erogata dalla previdenza complementare* Rendita complessiva 4,20 % 7,70 % 11,40 % 13,70 % 68,00 % 65,70 % 66,20 % 67,00 % Chi ha appena iniziato a lavorare dovrà sborsare di tasca propria molto di più per ottenere la stessa rendita di chi è prossimo alla pensione. accontentarsi di una pensione ancora più bassa, se non deciderà di versare il T.F.R. in un fondo pensione: avrà infatti diritto a una pensione pari al 58% dell ultimo stipendio lordo, mentre se farà confluire nel fondo anche il T.F.R., potrà arrivare al 65,70%. Chi ha appena iniziato a lavorare e chi si appresta a farlo in un prossimo futuro godrà di un trattamento pensionis Anche chi è prossimo alla pensione deve valutare attentamente i vantaggi della previdenza complementare. tico ancora peggiore: la pensione pubblica supererà di poco la metà dell ultimo stipendio lordo. Per queste persone, il versamento del T.F.R. in un fondo pensione riveste un significato particolare, poiché gli consentirà di arrivare al 67% dell ultimo reddito. Infine, se sfrutteranno la possibilità di versare importi maggiori, avranno la possibilità d incrementare ulteriormente la loro pensione. Colofone Editore: Federazione Cooperative Raiffeisen dell Alto Adige Coordinamento: Ripartizione Marketing, Federazione Cooperative Raiffeisen dell Alto Adige Testi: Helmuth Renzler, esperto previdenziale, responsabile del settore amministrativo e della ripartizione pensionati e assicurati presso l INPS di Bolzano; dott. Martin von Malfér, settore consulenza della Cassa Centrale Raiffeisen dell Alto Adige Traduzioni: Studio Bonetti, Bolzano Internet: Aggiornamento: marzo 2007 Chi ha aderito a Raiffeisen Fondo Pensione Aperto può guardare con tranquillità al futuro. Nonostante l accuratezza delle informazioni fornite, non si assume alcuna responsabilità per il contenuto della presente dispensa. 11

12 L adesione al fondo pensione Vantaggi a tutte le età Riflettere, fare bene i propri conti e pensare al proprio avvenire conviene. Le riflessioni sull opportunità d iscriversi a un fondo pensione possono cambiare a seconda dell età. Gli esempi seguenti hanno lo scopo di dimostrare come l adesione possa riservare vantaggi a qualunque età. Minorenne a carico dei genitori: come può cominciare a pensare alla sua previdenza? Il capofamiglia può portare in detrazione dal reddito imponibile i contributi versati per i familiari a carico fino a un limite massimo di 5.164,57 euro (dedotti gli importi già usufruiti per se stesso). Grazie ai molti anni che lo separano dalla pensione, suo figlio ha la possibilità di accantonare un capitale importante già a partire da piccoli importi mensili. Il fondo pensione lo aiuterà anche a disciplinare meglio le sue uscite: il capitale da toccare solo in caso d emergenza Chi ha appena iniziato a lavorare non pensa ancora alla pensione, ma dovrebbe cominciare a farlo pendio. È opportuno ricordare che prima si inizia a risparmiare per la pensione, minore è l importo da accantonare mensilmente. In ogni caso, è importante scegliere di trasferire anche il T.F.R. nel fondo pensione, usufruendo così anche del contributo a carico del datore di lavoro (in base all accordo aziendale). Così facendo, si ridurrà l importo da sborsare di tasca propria per ottenere una pensione complementare adeguata. temporaneamente, alla luce dei 20 anni o meno che lo separano dalla pensione, deve valutare se i versamenti da effettuare per ottenere un adeguata integrazione pensionistica non siano troppo onerosi, senza trascurare che le agevolazioni fiscali e il contributo a carico del datore di lavoro possono rappresentare un sostegno importante. Dipendente prossima alla pensione: il fondo pensione aperto può essere interessante anche per lei? Certamente, anche se solo per l agevolazione fiscale: in considerazione del miglior trattamento riservato al fondo pensione rispetto a un fondo d investimento, a parità di risultati finanziari, otterrebbe infatti un capitale finale superiore del 30%. Inoltre, Giovane e spensierato: talvolta l aiuto dei genitori può servire a fare la scelta giusta. contribuirà alla costituzione di un salvadanaio, di cui potrà beneficiare una volta in pensione. Dipendente con meno di 30 anni, ha da poco cominciato a lavorare e non pensa ancora alla pensione. Ma dovrebbe farlo, poiché sarà tra i soggetti più penalizzati dalle ultime riforme previdenziali: la sua pensione potrebbe essere, infatti, meno della metà dell ultimo sti Lavoratore nel pieno della sua carriera professionale, che desidera cominciare ad accantonare qualcosa per la pensione. Probabilmente, la pensione pubblica cui avrà diritto sarà più alta di quella spettante ai suoi colleghi più giovani. Tuttavia, è importante che anche lui aderisca a un fondo pensione e cominci, quanto prima, ad effettuare la contribuzione. La scelta sull opportunità di trasferire il T.F.R. dipenderà dai suoi obiettivi e dalla sua capacità di risparmio. In ogni caso, è da tenere presente che il trattamento fiscale agevolato, applicato alle quote di T.F.R. trasferite in un fondo pensione, è un altro aspetto che gioca a favore di tale operazione. Con Un fondo pensione è interessante ad ogni età. se lo desidera, potrà continuare a versare nel fondo anche successivamente al pensionamento: in tal caso, è molto probabile che sceglierà la liquidazione del capitale in unica soluzione, piuttosto che la rendita. Il requisito per aderire è la mancanza di almeno un anno all età minima per la riscossione della pensione di vecchiaia. Infine, va considerata anche l eventualità che gli eredi potranno riscuotere un capitale tassato alla fonte in maniera più favorevole (15% o meno sugli importi versati e portati in detrazione). La mia banca

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