NUOVE PRATICHE FORMATIVE: LA COMUNITA DI PRATICA NELLE DIVERSE ORGANIZZAZIONI 26 FEBBRAIO 2010

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4 Il contesto di riferimento Nel 2008 l AUSL di Aosta ha avviato un progetto di benchmarking della formazione sul campo al fine di sostenere l introduzione di nuovi modelli di formazione in coerenza con gli obiettivi dell Educazione Continua in Medicina e con le procedure di accreditamento, Nel 2009 l AUSL di Aosta decide di intraprendere un progetto di diffusione della formazione sul campo attraverso il coinvolgimento delle rete dei formatori interni e il supporto di una Società di Consulenza

5 La storia dei formatori interni in AUSL Aosta

6 Costituzione del gruppo Formatori Stare insieme Condividere le proprie esperienze Imparare nuove metodologie formative

7 La formazione sul campo Valorizzare con l accreditamento gli eventi di formazione già in essere. Pianificare, monitorare ed infine valutare i nuovi progetti di formazione per dimostrarne l efficacia.

8 Esperienza sul campo Si è fatto squadra Si è aumentato il senso d identità personale Si è consapevoli del reale processo di rinnovamento

9 La comunità dei formatori come. Contesto interprofessionale: all interno del gruppo era presente il personale della dirigenza medica, il personale del comparto sanitario, tecnico ed amministrativo; luogo dove sviluppare conoscenze ed apprendimenti nuovi: ogni gruppo ha sviluppato saperi nuovi rispetto alle quattro pratiche di formazione sul campo, luogo dove patrimonializzare quanto già appreso nelle diverse realtà: ogni gruppo ha raccolto nelle diverse strutture di appartenenza le buone prassi di formazione sul campo; Supporto nell acquisizione di un nuovo ruolo (il formatore interno): i membri del gruppo si sono sostenuti a vicenda nella sperimentazione di questa nuova professionalità

10 I FORMATORI COME COMUNITA DI PRATICA Le comunità di pratica cosi come i formatori interni possono costituire una forma di autoapprendimento delle organizzazioni, grazie alla circolazione e capitalizzazione del loro know-how. Al loro interno si verificano processi di apprendimento collaborativo, flessibili e continui nel tempo, che consentono un alternativa alla formazione formale, generalmente costosa e non sempre efficace.

11 Le comunità di pratica sono gruppi di persone che: condividono un interesse comune, un set di problemi o una passione rispetto ad un certo argomento; La Comunità dei formatori ha: condiviso il problema di diffondere le nuove pratiche di formazione sul campo; approfondiscono la conoscenza e la comprensione di questi aspetti (Pratica) approfondendo la conoscenza e la comprensione di questa nuova tipologia di formazione attraverso l interazione e l impegno reciproco (Comunità) attraverso la collaborazione e la condivisione interna al gruppo e l impegno reciproco

12 COSTITUZIONE DEL GRUPPO DEI FORMATORI INTERNI La Comunità dei Formatori interni Individuazione di gruppi eterogenei, multidisciplinari, provenienti da realtà diverse che hanno il compito all interno dell Azienda di diffondere la formazione sul campo

13 COSTITUZIONE DEL GRUPPO DEI FORMATORI INTERNI Perché questa scelta? per patrimonializzare le conoscenze sviluppate nelle differenti strutture; per alimentare la rete di diffusori della formazione sul campo direttamente nelle strutture aziendali; per consolidare le competenze maturate nella formazione formatori; per economia; per facilitare le collaborazioni informali interne ed esterne al gruppo dei formatori interni.

14 FORMAZIONE FORMATORI Durante un percorso di formazione costruito ad hoc i gruppi hanno sperimentato e appreso le tecniche per diventare formatori

15 FORMAZIONE FORMATORI Obiettivi Rafforzare la consapevolezza di ruolo, approfondire la funzione di docente interno. Acquisire piena padronanza e visione del processo formativo nella sua articolazione teorica ed operativa. Aumentare la capacità di gestire e progettare iniziative formative efficaci coerenti rispetto ai fabbisogni rilevati di formazione. Migliorare la capacità di gestire le fasi di erogazione con modalità didattiche di tipo interattivo.

16 IL PROGETTO DI DIFFUSIONE DEL NUOVO MODELLO DI FORMAZIONE SUL CAMPO Per favorire il funzionamento della comunità dei formatori in questa fase di progettazione sono state necessarie alcune condizioni: voler far parte di una comunità stima reciproca interesse comune verso le problematiche affrontate interazione fra i vari membri al fine di alimentare l apprendimento collettivo e la fiducia creazione di un immagine condivisa dei problemi, delle alternative percorribili, delle priorità negoziate per giungere infine al progetto condiviso.

17 LA COMUNITA DEI FORMATORI INTERNI LE VECCHIE E NUOVE PRATICHE DI FORMAZIONE Ieri Aspetto individualistico Formazione che ci costruisce da soli Prevale la competizione Mancata condivisione di ciò che si è appreso Oggi Apprendimento collaborativo Conoscenze condivise Valorizza l esperienza sul campo Permette la risoluzione dei problemi che presentano interesse di carattere trasversale Poco costosa

18 LA COMUNITA DEI FORMATORI INTERNI LE VECCHIE E NUOVE PRATICHE DI FORMAZIONE Chi vuole creare interventi formativi che hanno come obiettivo finale generare conoscenza organizzata e di qualità deve facilitare le attività di comunicazione, negoziazione, solo in tal modo i processi di apprendimento collaborativo potranno esplicare tutto il loro potenziale consentendo l istituzione di una biblioteca di conoscenze condivise.

19 Valore aggiunto dato dalla Comunità dei Formatori interni Per i singoli Maggiore consapevolezza delle proprie conoscenze Per il gruppo Miglioramento della comunicazione Per l Azienda Patrimonio di conoscenze e di pratiche di lavoro Aumento dell identità professionale Miglioramento dell integrazione, consapevolezza di essere parte di una comunità Condivisione di modalità di azione Competenze omogenee Risparmio economico Miglioramento collettivo

20 . lo sviluppo positivo di una società in assenza di pensiero critico e indipendente di individui propositivi è inconcepibile come anche lo sviluppo personale di un individuo senza lo stimolo derivante dalla comunità. A. Einstein

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