INDIA: GUIDA PER LE IMPRESE ITALIANE

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1 Attenzione: la Guida che state stampando è aggiornata al 22/03/2006. I file allegati con estensione.doc,.xls,.pdf,.rtf, etc. non verranno stampati automaticamente; per averne copia cartacea è necessario aprire il singolo allegato e stamparlo. File PDF creato in data 18/02/2010 Per maggiori informazioni rivolgersi: Servizio Commercio Estero Piazza Castello, Vicenza tel fax INDIA: GUIDA PER LE IMPRESE ITALIANE Introduzione Capitolo n. 0. Background Capitolo n. 1. Sistema economico-commerciale - L'impresa e la società Sotto Capitolo n Disciplina degli investimenti stranieri Sotto Capitolo n Disciplina degli investimenti stranieri Sotto Capitolo n Tipologie societarie e procedure di costituzione Sotto Capitolo n Aspetti organizzativi e di gestione societaria Sotto Capitolo n Bilancio di esercizio, controllo dei conti e principi contabili Sotto Capitolo n Joint ventures in India Capitolo n. 2. Disciplina dei contratti Sotto Capitolo n Principi generali Sotto Capitolo n Disciplina del contratto di agenzia Sotto Capitolo n Disciplina del contratto di vendita Sotto Capitolo n Disciplina del franchising Sotto Capitolo n Disciplina del leasing e della vendita a rate Capitolo n. 3. I diritti di proprietà industriale Sotto Capitolo n Domanda Internazionale di Brevetto Sotto Capitolo n Marchio di fabbrica Capitolo n. 4. Disciplina del lavoro dipendente Sotto Capitolo n Orario e organizzazione aziendale Sotto Capitolo n Organizzazione sindacale Sotto Capitolo n Ferie e permessi Sotto Capitolo n Malattia e maternità Sotto Capitolo n Licenziamento Sotto Capitolo n Fonti legislative in materia di lavoro Capitolo n. 5. Il sistema di soluzione delle controversie Sotto Capitolo n Tribunale Sotto Capitolo n Arbitrato e conciliazione in India Sotto Capitolo n UNCITRAL Capitolo n. 6. Il sistema bancario e finanziario Sotto Capitolo n Premessa Sotto Capitolo n La vigilanza bancaria Sotto Capitolo n Deregolamentazione del settore bancario Sotto Capitolo n Il settore delle banche cooperative Sotto Capitolo n La protezione dei depositi in India Sotto Capitolo n Investimenti nel settore bancario Capitolo n. 7. Il mercato dei capitali Sotto Capitolo n L'autorità di vigilanza Sotto Capitolo n La regolamentazione del mercato dei capitali Sotto Capitolo n Gli sviluppi del mercato dei capitali in India Sotto Capitolo n Emissione di strumenti finanziari Sotto Capitolo n Negoziazioni su strumenti finanziari

2 Sotto Capitolo n Il mercato obbligazionario in India Capitolo n. 8. Il sistema valutario e gli investimenti esteri diretti Sotto Capitolo n Emissioni di Ricevute di Deposito Globale (GDR), Ricevute di Deposito Americane (ADR s), Obbligazioni convertibili in valuta estera (FCCB) Sotto Capitolo n Il rimpatrio di capitali e profitti Sotto Capitolo n Gli investitori istituzionali esteri: disciplina Capitolo n. 9. Finanza agevolata Sotto Capitolo n I finanziamenti di organismi internazionali Sotto Capitolo n Gli strumenti previsti nell'ordinamento italiano Capitolo n. 10. Il sistema fiscale in generale Sotto Capitolo n L'amministrazione delle imposte Capitolo n. 11. L'imposizione sui redditi delle persone fisiche Sotto Capitolo n Soggetti passivi e base imponibile Sotto Capitolo n Aliquote Sotto Capitolo n Deduzioni, detrazioni ed esenzioni Sotto Capitolo n Redditi d'impresa e di lavoro autonomo Sotto Capitolo n Plusvalenze e minusvalenze Sotto Capitolo n Compensi ad amministratori Sotto Capitolo n Adempimenti dichiarativi e liquidazione dell imposta Capitolo n. 12. L'imposizione sui redditi societari Sotto Capitolo n Soggetti passivi Sotto Capitolo n Periodo d'imposta Sotto Capitolo n L imposizione sulle società residenti Sotto Capitolo n L imposizione sulle società non residenti Sotto Capitolo n Incentivi fiscali agli investimenti Sotto Capitolo n Transfer pricing Sotto Capitolo n La disciplina fiscale sui gruppi e le riorganizzazioni societarie Sotto Capitolo n Adempimenti formali e sostanziali Capitolo n. 13. Aspetti di fiscalità internazionale Sotto Capitolo n I trattati in vigore contro le doppie imposizioni sui redditi Sotto Capitolo n La Convenzione Italia India contro le doppie imposizioni sul reddito Sotto Capitolo n Il credito per le imposte assolte all estero Capitolo n. 14. Altre principali imposte Sotto Capitolo n Imposta patrimoniale Sotto Capitolo n Verso l introduzione dell imposta sul valore aggiunto Sotto Capitolo n Imposta di fabbricazione Sotto Capitolo n Dazi doganali Sotto Capitolo n Imposta sulle vendite di beni mobili Sotto Capitolo n Imposta sui servizi Sotto Capitolo n Altre imposte minori Capitolo n. 15. Italia-India: Riflessi fiscali di alcuni percorsi operativi Sotto Capitolo n Imposte dirette Sotto Capitolo n Imposte indirette e dazi doganali Capitolo n. 16. Distribuzione commerciale indiretta: il franchising Sotto Capitolo n I contratti di franchising nella prassi internazionale e nella normativa italiana Sotto Capitolo n Caratteristiche del rapporto di franchising Sotto Capitolo n Le forme del franchising internazionale Sotto Capitolo n I riflessi fiscali dei contratti di franchising stipulati dalle imprese italiane Capitolo n. 17. Accordi relativi a diritti industriali Sotto Capitolo n Premessa Sotto Capitolo n Il regime fiscale delle importazioni di tecnologia nell ordinamento indiano Sotto Capitolo n Il regime fiscale dei trasferimenti internazionali di tecnologia nell ordinamento italiano Capitolo n. 18. Produzione con presenza in India Sotto Capitolo n Acquisizione di partecipazioni in una società indiana già esistente Sotto Capitolo n Costituzione di unità locali e sedi secondarie Sotto Capitolo n Costituzione di società controllate Sotto Capitolo n Joint Ventures Capitolo n. 19. Prospetti di sintesi Capitolo n. 20. Principali riferimenti normativi Capitolo n. 21. Alcuni siti di interesse Capitolo n. 22. Indice abbreviazioni e acronimi principali

3 Introduzione India: Guida per le imprese italiane Dopo la Cina l India rappresenta l economia mondiale più dinamica ed il mercato di più ampie proporzioni, con oltre 1 miliardo di abitanti; si calcola che tra questi, almeno il 10% della popolazione abbia un reddito superiore alle medie europee. In questo promettente quadro economico l industria italiana vanta una presenza ancora limitata, non all altezza della qualità e della competitività che il nostro Paese è in grado di esprimere. Ciò si lega a ragioni varie e complesse, non ultimo la scarsa permeabilità del mercato indiano alle produzioni più tipiche del Made in Italy, causa le forti barriere daziarie che ancora insistono sui beni di consumo, in generale. Credo che però il problema principale sia ancora una volta rappresentato dal deficit di internazionalizzazione che affligge le nostre imprese. L Italia è soltanto il diciassettesimo partner esportatore dell India, alle spalle dei nostri principali competitori europei, Francia, Germania e Gran Bretagna, ma anche di paesi le cui potenzialità industriali sono certamente inferiori alle nostre, come ad esempio il Belgio. Anche nel caso dell India si rende evidente come la scarsa radicazione delle nostre piccole e medie imprese e l'insufficiente numero di iniziative produttive italiane finiscano per penalizzare anche le esportazioni tradizionali. Per questi motivi abbiamo ritenuto che anche l India vada guardata con attenzione, come obiettivo geografico del crescente interesse delle nostre imprese per un ruolo da protagoniste, nell economia globale. Da questo punto di vista l India presenta non poche attrazioni, in particolare se messa a confronto con gli altri importanti mercati dell area asiatica: l India ha adottato schemi organizzativi di tipo anglosassone, quindi vicini ai modelli europei, mentre il popolo indiano parla normalmente l inglese. Per le PMI che vogliono radicarsi in India questo significa un approccio più semplice ed una più facile individuazione del management da coinvolgere localmente. Queste semplici osservazioni non devono fare dimenticare i problemi di un paese distante geograficamente e culturalmente, le complicazioni burocratiche e le mille difficoltà che ne conseguono. Per aiutare le nostre imprese ad affrontare questi inevitabili problemi ci siamo ancora una volta impegnati nel realizzare una guida informativa. Lo hanno fatto, ancora una volta, i colleghi Adamo Dalla Fontana e Michele Amenduni, nell ambito delle loro competenze, in materia di commercio estero e fisco. A loro va il mio personale e doveroso ringraziamento, unitamente al plauso destinato al Centro di Ricerca sulla Finanza e Fiscalità Internazionale che, anche sull India, ha saputo riunire un Gruppo di qualificati studiosi, capaci di sviluppare un'indagine davvero approfondita ed esauriente. Un grazie ancora alla Banca Popolare di Vicenza per il supporto che continua ad assicurare ai progetti che la nostra Associazione sta sviluppando in materia di internazionalizzazione.

4 Capitolo n. 0 Background Un territorio di circa 3 milioni e 287 mila chilometri quadrati fa dell Unione Indiana (di seguito indifferentemente India o Unione) il settimo paese al mondo per estensione geografica, mentre il suo miliardo e trenta milioni di abitanti (in base al censimento del 2001) lo situa al secondo posto fra i paesi più popolati al mondo, immediatamente a ridosso del gigante cinese. Con la sua caratteristica forma di un triangolo, l India presenta una notevole variabilità topografica: a nord si innalza la regione delle montagne, occupata per buona parte dall impressionante catena dell Himalaya, con le sue vette pressoché insormontabili; ai piedi delle montagne, si estende la vasta area delle fertili pianure alluvionali, solcate da grandi fiumi come l Indo, il Gange, il Brahmaputra, che durante la stagione dei monsoni frequentemente esondano dal proprio letto a causa delle enormi quantità d acqua che scendono dai ghiacciai; deserti rocciosi dominano il nordest del Paese; nel sud, la regione peninsulare, caratterizzata da un tavolato piuttosto alto, il Deccan, si protende sull Oceano Indiano ed il Golfo del Bengala, nella cui prossimità si trova l area più intensamente popolata. L alternarsi delle stagioni nel subcontinente indiano è scandito dai monsoni, in particolare il monsone di nordest, o monsone invernale, che spira dalla terraferma verso il mare nei mesi di ottobre e novembre, ed il monsone di sudovest, o monsone estivo, che soffia dal mare verso il continente, che dà vita tra giugno e settembre alla stagione delle piogge, ed influenza in misura determinante la tradizionale attività economica del Paese, l agricoltura. A parte l influenza generalizzata dei monsoni, il clima e le temperature variano sensibilmente da una macroarea geografica all altra. In inverno, a parte le montagne, in cui come è comprensibile le temperature sono rigidissime, il termometro scende spesso sotto lo zero al nord, mentre raramente sotto i dieci gradi centigradi a sud; in estate, nelle zone centrali si superano con una certa frequenza i 40 gradi. La popolazione del Paese rappresenta circa il 16% di quella mondiale, ma occupa un territorio che costituisce solo il 2,42% dell area del pianeta, con una densità media di 324 abitanti per chilometro quadrato, ed un tasso di incremento del 1,5%/2% annuo. Dal punto di vista etnico, essa rappresenta l esito di una complessa e millenaria vicenda di popolamento e mescolanza di genti appartenenti fondamentalmente a tre ceppi: quello europeo, quello australe, e quello mongolo. Alla multietnicità è venuto accompagnandosi nel corso dei secoli anche il multilinguismo, fenomeno che in questa area del mondo presenta connotati del tutto sconosciuti agli altri paesi, se non forse alla Cina. Delle innumerevoli lingue e dialetti parlati in India, ben 18 sono riconosciuti e tutelati dalla Costituzione, fra i quali vanno citati il bengali, l urdu, il punjabi, il sankrit, il tamil, il nepali, il kashmiri e, ovviamente, l hindi, che, nella grafia devanagari, costituisce la lingua ufficiale dell Unione (art. 343 Cost.). Va tuttavia detto che, nonostante gli sforzi compiuti da organizzazioni governative per intensificare e diffondere l uso dell Hindi, lo stesso Governo, la pubblica amministrazione e l industria comunicano in inglese, lingua ufficiale delle relazioni d affari (lo stesso art. 120 della Costituzione, ad esempio, prevede che il Parlamento utilizzi l hindi o l inglese; l inglese è poi lingua obbligata per le comunicazioni tra lo Stato centrale e gli Stati che non hanno adottato l hindi quale lingua ufficiale). Sebbene l India sia uno stato laico che garantisce la libertà di credo religioso (artt della Costituzione), nondimeno la religione costituisce un aspetto fondamentale della società indiana. L Induismo, una religione-filosofia caratterizzata da un estrema varietà di forme e nuclei tradizionali diversi, raccoglie poco meno di 700 milioni di seguaci in tutto il Paese (oltre l 80% della popolazione), ponendosi quindi in una posizione di netta predominanza. Ciò non toglie, però, l importanza di altri movimenti religiosi e filosofici: in particolare, il Buddismo e il Gianismo, per quanto contino nel loro complesso un numero di devoti pari solamente all 1,2% della popolazione, hanno avuto un influenza determinante nella storia, nell arte e nella società indiana. Un altro gruppo religioso molto attivo in India è rappresentato dai musulmani, che a partire dall inizio del diciottesimo secolo, si espansero dal Medio Oriente verso l Asia del Sud: con circa 100 milioni di fedeli (12% della popolazione) la comunità musulmana dell India è attualmente la quarta al mondo, dietro Indonesia, Pakistan e Bangladesh. Non

5 vanno infine dimenticati i Sikh, che iniziarono a diffondersi nel sedicesimo secolo nel Punjab, e che oggi superano i 16 milioni, ed i Cristiani, che si attestano attorno ai 20 milioni. Sulla società indiana, con la sua tradizionale divisione in caste gerarchicamente ordinate, moltissimo vi sarebbe da dire, ma evidentemente ciò esula dagli scopi del presente lavoro, ed in particolare di questa breve introduzione. Basterà qui ricordare che in base all art. 17 della Costituzione emanata il 26 novembre 1949 lo status di intoccabile (paria) è stato abolito e che ogni trattamento discriminatorio conseguente a tale status è vietato; è inoltre vietata qualunque discriminazione basata sul sesso, sulla religione, o sull appartenenza a caste. Tuttavia, come del resto avviene in molte nazioni occidentali, nonostante i molti progressi degli ultimi decenni, alla uguaglianza formale non ha ancora fatto seguito una piena uguaglianza sostanziale, spesso a causa della persistenza di antiche tradizioni ed usanze. Qualche dato, invece, può dare conto dello stato socio-economico del Paese, che si caratterizza oltre che per la distinzione fra ceti e fra uomini e donne, per la dicotomia tra città e campagne: secondo il censimento del 2001, il 72% degli indiani vive in una zona rurale, il 28% in agglomerati urbani; il 35,5% dispone di un conto in banca (la percentuale scende al 30,1% nelle zone rurali, e sale al 49,5% negli agglomerati urbani), il 31,6% possiede un apparecchio televisivo (18,9% nelle zone rurali, 64,3% negli agglomerati urbani) il 9,1% è intestatario di un utenza telefonica di rete fissa (3,8% nelle zone rurali, 23% negli agglomerati urbani), il 2,5% possiede un autoveicolo (1,3% nelle zone rurali, 5,6% negli agglomerati urbani). Il tasso di alfabetizzazione totale delle persone adulte è passato dal 52,2% al 65,2% nel periodo compreso tra il 1991 e il 2001; l alfabetizzazione maschile nel 2001 è salita al 75% nel 2001 contro il 56% del 1981 e il 27% del 1951; l alfabetizzazione femminile nel 2001 era del 54%, contro il 30% del 1981 e il 9% del Il tasso di iscrizione alla scuola primaria è raddoppiato negli ultimi cinquant anni: dal 42,6% del 1950/1951 al 92,14% nel 1998/1999. L India è una repubblica federale costituita da 29 Stati e 6 Territori dell Unione (Dadra, Nagar Haveli, Goa, Daman, Diu e Pondicherry), indipendente dal 1947, quando ha posto fine alla sovranità britannica. A livello centrale la struttura dello Stato presenta la tradizionale tripartizione di poteri caratteristica delle democrazie occidentali: legislativo, esecutivo e giudiziario. Il potere esecutivo ha il suo più alto vertice nel Presidente della Repubblica (artt. 52 e ss. Cost.), che viene eletto da un collegio speciale e rimane in carica 5 anni, ma i cui compiti sono però per lo più rappresentativi e di natura formale. L effettivo potere esecutivo a livello federale è affidato al Consiglio dei Ministri (Union Cabinet), presieduto dal Primo Ministro. Quest ultimo viene formalmente nominato dal Presidente, ma come avviene anche in Italia, è in realtà espressione del partito o coalizione che detiene la maggioranza parlamentare; una volta nominato, sottopone a sua volta al Presidente la nomina dei ministri componenti il consiglio. Il Parlamento indiano (artt. 79 e ss. Cost.), modellato in gran parte sul sistema parlamentare britannico, è composto dal Rajya Sabha, Consiglio degli Stati, e dal Lok Sabha, Camera Popolare. Il Consiglio dei Ministri risponde del proprio operato al Lok Sabha. Gli organi locali di ciascuno Stato o Territorio dell Unione eleggono 238 membri del Rajya Sabha (ad ogni Stato spetta l elezione di un certo numero di membri) ed il Presidente ne nomina altri 12, scegliendoli tra persone che abbiano approfondite conoscenze o provata esperienza in ambito letterario, artistico, scientifico o sociale. Ciascun membro del Rajya Sabha rimane in carica sei anni, con un ricambio di un terzo dei membri ogni due anni. Il Lok Sabha, invece, è composto da 545 membri, di cui 543 sono eletti a suffragio popolare diretto ogni 5 anni, salvo eventuali elezioni anticipate, mentre i restanti due sono nominati dal Presidente. A livello dei singoli Stati, la struttura politica ricalca esattamente il modello centrale, con il Capo dei Ministri che risponde ai propri organi legislativi, così come il Primo Ministro risponde al Parlamento nazionale. Per ogni Stato, il Presidente della Repubblica nomina un Governatore, che può diventare una diretta emanazione del potere centrale, assumendo ampi poteri. Per quanto concerne la suddivisione di competenze fra Unione e Stati che la compongono, l art. 245 Cost. prevede che determinate materie elencate nella cosiddetta Union List (quali, ad esempio, quelle relative a trasporti, telecomunicazioni, questioni militari e belliche, diritto commerciale e finanziario, imposte sui redditi, etc.) siano di competenza esclusiva del Parlamento dell Unione, altre siano di competenza esclusiva dei Parlamenti dei singoli Stati (State List), altre ancora, infine, presentino una competenza concorrente (Concurrent List).

6 In linea generale, il Governo centrale esercita una maggiore influenza sui Territori dell Unione che non sugli Stati, sebbene alcuni Territori abbiano nel tempo guadagnato maggior potere di altri, riuscendo ad amministrarsi con una certa autonomia. Così come in altre democrazie parlamentari, le funzioni principali del Parlamento indiano sono l approvazione delle leggi, la sorveglianza sul potere esecutivo, l approvazione dei piani economico-finanziari e l assunzione di decisioni in questioni di livello nazionale ed internazionale (trattati, organizzazione dello Stato, etc.). La prima iniziativa per l adozione di un nuovo testo di legge può essere presa indifferentemente da un ramo o dall altro del Parlamento. In generale una legge può essere promulgata solo quando sia stata approvata da entrambi i rami nello stesso testo (art. 107 Cost.); per le leggi che hanno un impatto economico per l Unione (leggi finanziarie, leggi concernenti i tributi, etc.), deve essere seguito un iter parzialmente diverso, essendo previsto che l iniziativa legislativa spetti sempre al Lok Sabha, che trasmette poi il testo al Rajya Sabha perché quest ultimo esprima le proprie raccomandazioni, alle quali, tuttavia, il Lok Sabha può anche non attenersi (artt. 109 e 110 Cost.). Il sistema giudiziario, anch esso modellato su quello anglosassone, è strutturato secondo la seguente gerarchia: Corte Suprema (artt. 124 e ss. Cost.): è la più alta autorità giudiziaria del Paese in materia di interpretazione dalla Costituzione e delle leggi. E composta da un Giudice Supremo, e da altri 25 membri, nominati dal Presidente su proposta del Primo Ministro, che rimangono in carica fino all età di 65 anni, a meno che non si renda necessaria la loro destituzione per provata disonestà o incapacità nello svolgimento delle proprie mansioni. La giurisdizione della Corte Suprema può avere carattere consultivo, diretto o d appello. La giurisdizione d appello si estrinseca in tutti i procedimenti civili e penali che comportino decisioni sull interpretazione delle leggi, analogamente alla Corte di cassazione prevista dall ordinamento italiano; la Corte invece ha diretta ed esclusiva competenza nelle controversie tra organi dello Stato centrale, come la nostra Corte costituzionale; ha infine potere consultivo su questioni sollevate dal Presidente, che può appellarsi alla Corte affinché decida su questioni di diritto di rilevanza generale. Corti Alte (artt. 214 e ss. Cost.): l India ha 18 Corti Alte, ciascuna competente su uno o più Stati e Territori. Il Primo Giudice di ogni Corte Alta viene nominato dal Presidente, d intesa con il Giudice Supremo dell India e il Governatore dello Stato interessato. Gli altri membri sono nominati dal Presidente in accordo con il Giudice Supremo dell India e il Primo Giudice dell Alta Corte dello Stato. Tutti i membri delle Corti Alte rimangono in carica fino all età di 62 anni. La maggior parte delle Corti Alte ha solamente giurisdizione d appello, sebbene alcune abbiano anche giurisdizione diretta per le controversie tra poteri dello Stato federato. Corti Basse (artt. 233 e ss. Cost.): in India gli Stati sono suddivisi in distretti che hanno una propria corte. I membri delle Corti Basse (o distrettuali) vengono nominati dal Governatore dello Stato cui appartiene il distretto, d intesa con la relativa Alta Corte. Le Corti Basse sono generalmente corti di prima istanza. L economia dell India si presenta come una delle più interessanti e stimolanti dell attuale contesto economico mondiale. Ad affermarlo, del resto, più che gli operatori o gli analisti, sono gli stessi indicatori macroeconomici, assai eloquenti. Si consideri, ad esempio, che per l anno fiscale 2004 (cioè il periodo 1 aprile marzo 2004) ha fatto registrare una crescita del PIL dell 8,2%, grazie soprattutto al contributo del settore agricolo (che incide sul PIL per circa il 25%), cresciuto del 9,1%, un tasso che non si registrava da circa 15 anni, e del settore dei servizi (57% del PIL), cresciuto del 7,5%. D altra parte, nonostante una certa discontinuità, l India è costantemente cresciuta negli ultimi dieci anni, e cioè a partire dal 1991 quando il governo indiano ha intrapreso una riforma economica che ha posto fine a quaranta anni di sviluppo sostenuto e guidato dallo Stato, con un ritmo impensabile per molti paesi industrializzati, con tassi superiori al 7% nel periodo , e superiori all 8% nel biennio L unità monetaria locale, è la Rupia (INR), divisibile in centesimi, detti Paisa, e pienamente convertibile. In base ai dati forniti dall Ufficio Italiano Cambi, nel mese di febbraio 2005 il cambio medio INR/EUR è stato di 56,8331 rupie per un euro; quello INR/USD di 43,6696 rupie per un dollaro.

7 Capitolo n. 1 Sistema economico-commerciale - L'impresa e la società

8 Sotto Capitolo n. 1.1 Disciplina degli investimenti stranieri 1.1. Opzioni di ingresso per l investitore straniero Le forme societarie ed associative disponibili per l imprenditore estero che decida di costituire una società in India sono varie, ed in genere si discostano di poco dai modelli societari tipici dei paesi di common law. L investitore potrà stabilire la propria presenza in India: costituendo una società a capitale interamente straniero (Wholly Owned Subsidiaries): il capitale di provenienza straniera - Foreign Equity - può giungere sino al 100% della società, in relazione alle esigenze dell investitore, compatibilmente con eventuali parametri di capitalizzazione (equity caps) relativi all area di attività svolta; partecipando con un partner indiano alla costituzione di una società (c.d. Joint Venture) o acquisendo una partecipazione in una società già esistente; operando attraverso entità prive di alcuna forma societaria o personalità giuridica, ossia attraverso: (i) un ufficio di collegamento (Liaison office), che regola le attività organizzative tra le società operanti in loco e la società controllante; (ii) sedi secondarie (Branch Office), tramite le quali le società estere possono essere rappresentate in India per quanto concerne la gestione delle compravendite, per le attività di import/export, ovvero al fine di promuovere possibili collaborazioni tecniche o finanziarie con ditte locali; (iii) un ufficio di progettazione (Project Office). Il funzionamento di questi uffici è regolato dal "Foreign Exchange Management Regulation 2000 (Establishment in India of branch or office of other place of business)", mentre per la loro costituzione è previsto che: venga richiesta l autorizzazione da parte della Reserve Bank of India (RBI) per lo stabilimento di un ufficio di collegamento o di una Filiale; la registrazione dell'ufficio o della Filiale, così come previsto dal Companies Act del 1956, sia effettuata entro 30 giorni dalla data di insediamento in India; qualora sia necessario disporre di una proprietà immobiliare, sia possibile addivenire alla stipula di un contratto di locazione di durata non eccedente 5 anni (per durate superiori è richiesta una specifica autorizzazione). La fattispecie societaria più utilizzata dagli operatori stranieri è la società a responsabilità limitata. Le società di persone, le ditte individuali e le associazioni, sebbene molto diffuse nella prassi indiana, vengono invece normalmente viste con una certa diffidenza dall investitore estero, a causa del regime di responsabilità illimitata gravante sui soci. Tutte le società che conducono in India un'attività commerciale o, più in generale, svolgono un'attività economica, devono essere regolarmente registrate così come previsto dal Companies Act del Per la costituzione e la registrazione di dette società, è necessario presentare un'apposita domanda al ROC (Registrar of Commerce Registro delle Imprese). Attraverso tale registrazione, l'entità giuridica così costituita sarà definitivamente assoggettata alla legislazione nazionale applicabile alle società di dirtto indiano Ufficio di rappresentanza Le attività che un ufficio di rappresentanza indiano (detto anche Liaison Office) può svolgere, consistono nel: rappresentare la società madre o le società del gruppo; svolgere attività di promozione per le attività di import/export da e verso l India; svolgere attività di promozione per la collaborazione tecnico-finanziaria tra la società madre o le società del gruppo da un lato, e le società indiane dall altro; agire come canale di comunicazione tra la società madre e le società costituite in India. Questa tipologia di ufficio non può intraprendere, né direttamente né indirettamente, alcun tipo di attività

9 commerciale od industriale, né può generare qualsivoglia tipologia di profitto. Di conseguenza, tutte le spese dovranno essere sostenute attraverso l invio di denaro dall estero. Quale effetto della sua inidoneità a generare profitti, il Liaison Office non è soggetto a tassazione. L autorizzazione alla costituzione di un Liaison Office deve essere rilasciata dalla Reserve Bank of India (RBI), la quale autorizza anche le rimesse economiche inviate dalla casa madre e necessarie al funzionamento dell ufficio. Il permesso per l apertura dell ufficio di rappresentaza ha durata triennale ed è rinnovabile. Poiché non è consentito l acquisto di immobili da destinare ad ufficio, sarà necessario procedere alla sottoscrizione di un apposito contratto di locazione, il quale dovrà essere autorizzato dalla RBI qualora abbia una durata superiore a cinque anni. Ai fini della sottoscrizione del contratto di locazione, è necessario esibire anche la seguente documentazione: (i) l autorizzazione della RBI, (ii) una dichiarazione certificata relativa ad entrate ed uscite della società madre e infine (iii) una dichiarazione che il predetto ufficio non svolgerà attività commerciale o industriale Sede Secondaria L'investitore straniero può anche procedere all apertura di una sede secondaria della propria impresa (detta anche Branch Office). Le sole entità straniere che possono operare attraverso sedi secondarie in India sono le banche, le compagnie aeree e le compagnie di navigazione che abbiano sede in Paesi che offrano analoghe facilitazioni a società indiane su basi reciproche. Le società straniere, tuttavia, possono costituire uffici di rappresentanza e uffici di progettazione per l elaborazione dei progetti, così come meglio previsto ai paragrafi e Le attività consentite al Branch Office sono: attività di import/export; servizi di assistenza professionale e consulenza; attività di ricerca in cui viene coinvolta anche la società madre; attività di promozione della collaborazione tecnico-finanziaria tra le società indiane, la società madre e gruppi di società estere; attività di rappresentanza della società madre in India, in qualità di agente per la vendita o l acquisto di prodotti; servizi di Information technology e sviluppo di software in India; supporto tecnico per i prodotti forniti dalla società madre o da società del gruppo; attività di trasporto marittimo od aereo. Il Branch Office, soggetto all approvazione della RBI, può liberamente rimpatriare gli eventuali profitti derivanti dalla sua attività, ma non è autorizzato a svolgere attività di produzione diretta, pur potendola subappaltare ad un impresa indiana. I Branch Offices definiti come On Stand Alone Basis sono quei Branch Offices isolati e confinati nelle c.d. Special Economic Zones (SEZ), per i quali nessuna attività o transazione è permessa al di fuori delle SEZs stesse. Non è richiesta alcuna autorizzazione da parte della RBI per lo svolgimento, da parte del Branch Office all interno della SEZ, dell'attività di fabbricazione o per i servizi resi nel rispetto delle condizioni previste dalle normative speciali. Come previsto dal Foreign Exchange Regulation Act (Fera), sono subordinate all autorizzazione da parte della RBI: l apertura di nuove filiali, uffici o altre sedi di affari per conto di società estere; lo svolgimento di qualsivoglia attività di scambio di beni e servizi; l acquisizione di imprese indiane che svolgono le attività di scambio di cui al punto che precede; l acquisto di azioni di società indiane; la richiesta di prestiti in denaro da parte di un soggetto residente in India; l accettazione della nomina di agente, o tecnico o management advisor.

10 Il Branch Office va registrato entro trenta giorni dalla sua apertura presso il registro delle imprese (Registrar of Companies, ROC ). A cadenze annuali, alla società estera è richiesta la redazione dello stato patrimoniale e del conto economico delle proprie attività, nonché il deposito di detta documentazione in triplice copia (in inglese) presso il Registro delle imprese (il Central Government può tuttavia accordare una deroga a tali previsioni per singole società) Project Office La costituzione di un Project Office, limitato a ben determinati e specifici progetti, non fa altro che testimoniare la presenza di una società straniera in loco senza troppi coinvolgimenti o investimenti. Anche questa presenza deve essere autorizzata dalla RBI e l autorizzazione ha una durata pari alla durata effettiva del progetto. Non è invece richiesta l'autorizzazione per la costituzione di un Project Office, ogniqualvolta la società straniera abbia stipulato un contratto per la realizzazione di un progetto in India, e nello stesso tempo alternativamente: il progetto sia finanziato attraverso l invio di denaro dall estero; il progetto sia finanziato da una Bilateral International Finance Agency; il progetto sia stato visionato ed approvato da un'autorità competente; l'entità indiana che ha concluso il contratto, abbia ottenuto un prestito per la realizzazione del progetto da una Public Financial Institution o da un'altra banca. I profitti prodottisi a seguito della realizzazione del progetto, possono essere liberamente rimpatriati nel rispetto degli adempimenti fiscali previsti dalla legislazione indiana.

11 Sotto Capitolo n. 1.2 Disciplina degli investimenti stranieri Procedure di approvazione degli investimenti stranieri L Industrial Policy Resolution del 1956 e lo Statement on Industrial Policy del 1991 forniscono il quadro normativo di base della politica industriale globale del Governo indiano. Gli investimenti stranieri vengono approvati secondo due diverse modalità procedurali: (i) in via automatica o governativa, (ii) in base alle modalità dell investimento previste per il singolo settore interessato dallo stesso Procedura automatica Secondo le disposizioni della Legge 6 marzo 1934 (The Reserve Bank of India Act) come successivamente modificata ed emendata, possono essere sottoposti ad approvazione automatica della RBI, gli investimenti stranieri che osservino le seguenti previsioni: l investimento non superi determinate percentuali a seconda della tipologia di settore coinvolto (es. il 50 % per il settore minerario - ad eccezione di oro, argento, diamanti e pietre preziose); l investimento non richieda una licenza industriale o non sia effettuato in settori riservati alla piccola impresa; l investimento non superi il 24% del capitale in società che producono beni riservati alla piccola impresa (Cfr. par ); l investimento non sia effettuato mediante acquisizione di azioni di una società indiana; il partner straniero non abbia precedentemente costituito una Joint Venture o avviato altre forme di collaborazione in India. La via automatica per l investimento diretto straniero (FDI Foreign Direct Investiment) può essere percorsa non solo dalle nuove aziende ma anche dalle aziende già esistenti, che intendano incrementare il proprio capitale, aprendosi agli investitori stranieri. Le aziende già esistenti che possiedono un piano di espansione, devono presentare requisiti aggiuntivi ai fini dell esperibilità della procedura di approvazione automatica. Detti requisiti sono: vi sia un reale aumento di capitale, e non semplicemente un'acquisizione di quote già in circolazione da parte di investitori stranieri (l incremento del livello azionario deve essere calcolato sulla base dell espansione azionaria dell azienda esistente senza tener conto dell acquisizione di azioni da parte di investitori NRI Non Resident Indian/stranieri); l investimento sia effettuato in valuta estera; il piano di espansione proposto indichi i settori per i quali sia possibile utilizzare la procedura automatica. Se questi requisiti non sono soddisfatti, la proposta necessiterà anche dell approvazione del Governo tramite l Ente per la Promozione degli Investimenti Stranieri (FIPB). Ai fini dell approvazione del FDI secondo la via automatica, le proposte devono pervenire alla banca centrale. Per una maggiore semplificazione delle procedure di concessione dell approvazione in via automatica, la banca centrale ha autorizzato le aziende indiane ad accettare l investimento estero, senza richiedere la sua previa approvazione. Gli investitori sono tuttavia tenuti ad informare l ufficio regionale della RBI dell avvenuta ricezione delle rimesse, nonchè a presentare specifici documenti presso gli uffici regionali della RBI competenti, entro 30 giorni dall emissione delle azioni a loro favore. Le domande di approvazione devono essere presentate su un apposito formulario e devono essere inviate all Ufficio competente di zona della RBI. La RBI generalmente rilascia il proprio benestare entro 15 giorni.

12 Tutte le attività per le quali non è possibile adottare la procedura automatica, sono soggette all approvazione del Governo indiano attraverso l Ente per la Promozione degli Investimenti (FIPB) Approvazione del governo Sono soggette all approvazione governativa tutte le rimanenti proposte di investimento che non soddisfino le condizioni previste dalla procedura di approvazione automatica. Il sistema per ottenere le autorizzazioni governative è stato progressivamente liberalizzato negli anni 90 (per effetto dei mutamenti avvenuti nella politica industriale avviati nel 1991) con: (i) la sostanziale abolizione del sistema di licenze industriali ora circoscritte esclusivamente a taluni settori particolari (vedi Par ), (ii) l introduzione di misure atte a facilitare gli investimenti stranieri ed il trasferimento delle tecnologie, (iii) l apertura di aree di investimento prima riservate ai soli investimenti pubblici. Le domande devono essere sottoposte al FIPB (Foreign Investment Promotion Board). La proposta di approvazione può essere anche presentata al Secretary for Industrial Assistance (SIA), all Entrepreneurial Assistance Unit (EAU), o a qualsiasi missione diplomatica in India, le quali provvederanno a trasmetterere automaticamente al FIPB dette richieste, entro 15 giorni. È stata inoltre recentemente attivata una mailbox (all indirizzo ) sul sito web della SIA per la presentazione delle domande al FIPB via (è neccesario, tuttavia, il previo invio di una copia cartacea del progetto). Il FIPB è competente per le proposte di investimento sino ad un ammontare massimo di 6 miliardi di INR. Gli elementi adottati dal FIPB per la valutazione dei progetti di investimento diretto estero - detti elementi non sono legalmente vincolanti e permettono al FIPB di valutare le proposte con notevole flessibilità - risultano essere principalmente i seguenti: la necessità di ottenere una licenza industriale e la valutazione della sussistenza dei presupposti per il suo eventuale conseguimento; la sussistenza di un impatto tecnologico positivo del progetto sul territorio indiano; il soddisfacimento di eventuali requisiti obbligatori per l esportazione e la valutazione dell idoneità del richiedente ad assumere particolari impegni; la valutazione dei particolari progetti di esportazione, delle modalità e delle destinazioni dell esportazione; la presenza di restrizioni relative alla possibilità di stabilimento in determinate zone; la valutazione dei presupposti considerati necessari per creare una nuova Joint-Venture o concludere un nuovo trasferimento di tecnologia, nel caso in cui il progetto sia connesso ad una precedente Joint-Venture ovvero ad un accordo per il trasferimento di tecnologia o marchi (technology transfer/trademark agreement) inerente al medesimo campo o in campi affini all interno del territorio indiano, ovvero la prova che il nuovo progetto non potrà in alcun modo pregiudicare l interesse della joint venture esistente, o del technology trademark partner, o di altri detentori di partecipazioni. Inoltre, nel considerare le proposte, la priorità viene generalmente riconosciuta alle seguenti attività: attività che rientrano in quelle sottoposte alla procedura automatica di approvazione; attività rientranti nel settore delle infrastrutture; attività da cui possa derivare un incremento delle esportazioni; attività che possano comportare un incremento dell occupazione; attività di notevole rilevanza sociale (es: ospedali); attività che contribuiscano allo sviluppo tecnologico. Si rinvia al par per una esposizione dettagliata delle linee guida settoriali emanate dal FIPB. È di specifica competenza del FIPB l approvazione dei seguenti investimenti: investimenti realizzati da controllate al 100% di società commerciali straniere, che effettuano attività di cash and carry o d'importazione di beni e servizi, destinati per il 75% ad essere venduti a società dello stesso gruppo; svolgimento di altri tipi di attività quali in via esemplificativa la fornitura di servizi post-vendita, la vendita all ingrosso di prodotti all interno di joint venture partecipate dalla società commerciale, il commercio di articoli di hi-tech, medicinali per il settore sociale, prodotti delle piccole imprese, fornitura di prodotti per l esportazione. L approvazione per gli investimenti di valore superiore ai 6 mld di INR, è di competenza del Cabinet

13 Committee on Economic Affairs (CCEA). I tempi di approvazione variano dalle 4 alle 6 settimane e la decisione finale del governo viene comunicata dal SIA entro 30 giorni dalla presentazione della proposta. Una volta ottenuta l approvazione a livello centrale (dalla RBI o dal FIPB), l investitore straniero deve ottenere tutta una serie di ulteriori autorizzazioni dal governo locale dello stato in cui viene effettuato l investimento. Con riferimento agli aspetti patologici relativi al funzionamento del sistema Indiano (per quanto riguarda l approvazione dei progetti), è doveroso osservare che le procedure adottate dal FIPB purtroppo mancano di trasparenza e gli orientamenti decisionali di quest'organo possono cambiare di settimana in settimana. Per questa ragione, prima di sottoporre la proposta, è opportuno condurre una ricerca sui termini e sulle condizioni richieste dall agenzia per l approvazione di progetti affini nelle settimane immediatamente precedenti. Come già in precedenza accennato, attualmente, la politica indiana relativa agli investimenti diretti esteri sta subendo una progressiva liberalizzazione. Gli investimenti diretti esteri sono ora permessi in molti settori ed attività in base alla procedura di approvazione automatica. Tuttavia, restano preclusi generalmente nei seguenti campi:.. gioco d azzardo, scommesse e lotterie;.. settore della proprietà immobiliare;.. energia atomica;.. settore dell agricoltura con eccezione del settore del tè (si veda par ) Nuove aziende In India, in linea di principio gli investimenti diretti esteri sono ammessi fino al 100% dell investimento e con procedura automatica di approvazione. Sono tuttavia fatte salve le eccezioni di seguito riportate: tutte le attività produttive che richiedono una licenza industriale (vi rientrano le imprese che intendono produrre articoli per i quali è necessaria la Licenza Industriale come previsto dall Atto per lo Sviluppo e per la Regolamentazione delle Industrie del 1951, le imprese in cui l investimento straniero supera il 24% del capitale in caso di produzione di articoli riservati alla piccola industria, le imprese che intendono produrre articoli che richiedono una licenza industriale secondo le leggi sulla localizzazione industriale adottata dal Governo nell ambito della Nuova Politica Industriale del 1991 si veda par ); tutte le iniziative imprenditoriali in cui l investitore estero abbia in India un impresa o qualsivoglia altra forma di collaborazione, nel medesimo o analogo settore; tutte le iniziative dell investitore straniero che prevedono l acquisizione di partecipazioni di società indiane già esistenti; tutte le iniziative che non rientrano in una politica settoriale regolamentata o che hanno a che fare con settori per i quali il FDI non è consentito. Le società a capitale interamente straniero (wholly foreigned owned subsidiary) possono ottenere l approvazione automatica laddove operino nei settori ad alta priorità, quali: produzione di energia elettrica (centrali idroelettriche, centrali termoelettriche a carbone/lignite, a petrolio e a gas); distribuzione di energia elettrica per uso domestico, industriale e commerciale; costruzione e manutenzione di strade, autostrade, ponti, gallerie e porti. In questi casi, gli investitori devono notificare al Regional Office della RBI il versamento del capitale sociale entro trenta giorni dall'effettuazione del versamento stesso, e devono presentare la necessaria documentazione presso il medesimo ufficio entro trenta giorni dall emissione delle azioni agli investitori stranieri. Il FIPB può comunque esprimere il proprio parere tenendo in considerazione parametri sussidiari, quali: credenziali della casa madre; settore di attività (favorite le proposte per esplorazioni e studi di mercato nel settore petrolifero, progetti per centrali elettriche, strade, porti, aeroporti, parchi e aree industriali, turismo); tecnologia importata (se è sofisticata e deve essere protetta); orientamento all esportazione (se almeno il 50% della produzione viene esportata). I vantaggi di una società a capitale interamente straniero consistono: nell indipendenza e nella libertà di stabilire proprie strategie; nel pieno controllo delle operazioni e del management;

14 nella maggiore efficienza; nella possibilità di godere, in ogni caso, di eventuali benefici concessi alle altre società indiane, partecipate da partner locali. Tra gli svantaggi, rientrano, ad esempio: la necessità di dover provvedere autonomamente alla creazione della società, senza alcun supporto da parte di partner locali; la necessità di dover far fronte a tutti gli esborsi e le spese generali conseguenti; l impossibilità di contare su reti di relazioni già consolidate, di un eventuale partner indiano Investimenti esteri nel settore delle piccole imprese In India si considera piccola impresa (SSI Small Scale Industry) l'unità produttiva industriale, il cui investimento in impianti, macchinari e beni patrimoniali non superi i di INR. Il governo indiano riconosce massima priorità alle piccole imprese che contribuiscano in modo significativo alle esportazioni e al livello occupazionale del paese. Pertanto ha predisposto una serie di agevolazioni di natura fiscale, ed ha riservato a tale settore la produzione in via esclusiva di circa 800 articoli industriali. L investimento straniero nella piccola impresa è limitato per legge al 24% del patrimonio netto e per quanto riguarda le partecipazioni nella produzione di articoli riservati, sussiste l obbligo di esportare il 50% della produzione. Va detto che le speciali agevolazioni concesse al settore hanno innescato un circolo vizioso, pervenendo al risultato che è preferibile rimanere piccoli pur di sfruttare i vantaggi derivanti dalla dimensione. Non è di scarsa frequenza che un unico proprietario gestisca 5 o 6 o anche 10 aziende di piccole dimensioni, attive nello stesso settore, solo al fine di sfruttare il favorevole regime fiscale proprio di tali imprese, rinunciando, nel contempo, alle economie di scala e alle conseguenti possibilità di crescita. Tutte le società devono inoltre tenere registri e libri contabili, e sottoporre la propria contabilità a revisione da parte di un soggetto appartenente all Albo Ufficiale Indiano dei Revisori. In alcuni stati è possibile far effettuare le relazioni di revisione da parte di membri di altre organizzazioni. Le società sono tenute a presentare ulteriore rendicontazione, tra cui, in via meramente esemplificativa: la dichiarazione dei redditi annuale, lo stato patrimoniale, il conto economico, le relazioni e gli emolumenti dei revisori e del Consiglio di Amministrazione Licenza industriale All interno del territorio indiano, ai fini dello svolgimento dell attività produttiva in determinati settori, è obbligatorio ottenere una licenza industriale. In particolare l obbligo è limitato ai settori: riservati allo Stato (armi, munizioni e articoli per la difesa, energia atomica, trasporti ferroviari); d interesse strategico, sociale e ambientale; riservati alla piccola impresa. Le licenze industriali sono regolate dall Industries Act del 1951 (Development and Regulation). I requisiti per ottenere una licenza industriale sono stati progressivamente ridotti. Al momento, l esigenza di ottenere una licenza industriale sussiste: nei settori di attività per i quali è stato mantenuto l obbligo della licenza: tra essi rientrano la distillazione e preparazione di bevande alcoliche, la fabbricazione di sigari, sigarette e sostituti del tabacco, l elettronica aerospaziale e la produzione di strumenti di difesa di ogni tipologia, esplosivi industriali inclusi, detonatori, polvere da sparo, nitrocellulosa, la chimica pericolosa, la produzione di droghe e farmaci (in base alla Drug Policy così come emendata nel febbraio 1999); per i prodotti riservati alla piccola impresa (Small Scale Industries - SSI): come già accenato, si considera piccola l impresa il cui investimento in beni patrimoniali, macchinari e attrezzature non ecceda i 10 milioni di INR. Le piccole imprese possono venire registrate presso il Directorate of Industries Centre of the State Government, possono fabbricare qualsiasi prodotto e sono esenti da restrizioni territoriali. Le imprese non piccole, invece, possono produrre i prodotti specificatamente riservati alla piccola impresa solo dopo aver ottenuto una licenza industriale, ma in ogni caso sono tenute ad esportare almeno il 50% della produzione. Inoltre, nell eventualità che in una SSI l investimento straniero o proveniente da attività industriale, straniera o interna, sia superiore al 24%

15 del patrimonio netto, l unità perde lo status di unità su piccola scala, anche se l investimento complessivo in macchinari ed attrezzatura non eccede i 10 milioni di INR. quando sussistono restrizioni territoriali: in linea generale, vi è libertà di individuare il territorio su cui localizzare le iniziative industriali. E tuttavia richiesta la licenza industriale se si intende localizzare l attività entro i 25 KM che individuano il limite della Standard Urban Area di 23 città con una popolazione di 1 milione di abitanti (quali, ad esempio, Delhi U.A., Kanpur U.A., Maturai U.A. ecc.). Le restrizioni territoriali non si applicano: (i) quando l iniziativa viene localizzata in un area designata come industrial area ; (ii) per le industrie operanti nel settore dell elettronica, del software e qualsiasi altra industria che in futuro possa essere qualificata come industria non inquinante. Procedure per ottenere una licenza industriale La licenza industriale, solitamente entro 4-6 settimane dalla presentazione della domanda redatta su apposito modulo, viene rilasciata dal Governo Indiano presso il Secretariat for Industrial Assistance -SIA-, su raccomandazione del Licensing Committee. Le industrie che non necessitano della suddetta licenza sono tenute esclusivamente alla presentazione dell Industrial Entrepreneur Memoranda (IEM) presso il SIA, che consente loro di ottenere un Numero di Registrazione fornito dal SIA. Non è richiesta alcuna ulteriore approvazione. Tutte le attività industriali, che necessitino o meno della licenza industriale obbligatoria, sono tenute a produrre mensilmente un rendiconto della produzione che deve essere sottoposto all Industrial Statistic Unit (ISU). Le attività su piccola scala, che per effetto della propria crescita produttiva superino il limite di investimento prescritto, esigono la richiesta di un Carry on Business Licence (COB), basato sulla migliore produzione dei tre anni precedenti. Tuttavia, in caso di ulteriore crescita rispetto al livello previsto nella licenza COB, l unità dovrà necessariamente richiedere una licenza industriale. Gli imprenditori devono inoltre ottenere tutte le approvazioni previste dalla legge per il controllo dell inquinamento e dell ambiente, sulla base delle disposizioni dell Environment Protection Act del Tuttavia, se l investimento nel progetto è inferiore al miliardo di INR, le autorizzazioni ambientali non sono necessarie, salvo che il progetto non riguardi pesticidi, amianto e prodotti dell amianto, grandi quantitativi di farmaci e medicinali, attività di stesura di catrame nelle aree dell Himalaya, distillerie e fonderie. Lo stabilimento di industrie in certe aree considerate fragili dal punto di vista ambientale è sottoposto alla supervisione del Ministero dell Ambiente del Governo indiano Le Zone per la Promozione delle Esportazioni e le Zone Economiche Speciali Di particolare interesse per l investitore straniero risultano le Export Processing Zones (EPZs) per la promozione delle esportazioni e la creazione di opportunità di investimento. Esse comprendono, tra le altre: Santacruz Electronics Export Processing Zone in Maharashtra; Kandla Export Processing Zone in Gujarat; Falta Export Proicessing Zone in Westy Bengal; Noida Export Processing Zone. Le EPZs garantiscono un ambiente economico libero da dazi, da cui ne consegue, pertanto, uno status internazionalmente competitivo per le produzioni destinate all esportazione a basso costo. A capo di ogni EPZ vi è un sovrintendente allo sviluppo, il cui ufficio è responsabile della gestione e dello sviluppo dell export della zona. Le principali prerogative offerte in favore degli insediamenti nell ambito di siffatte zone possono essere, in via esemplificativa, individuate: nella partecipazione straniera fino al 100% per impiego di tecnologia e marketing straniero da considerarsi essenziali; nell obbligo di esportazione minimo del 75% dell output per le unità industriali localizzate in queste zone. Il restante 25% può essere commercializzato nell area tariffaria interna a fronte del pagamento di alcune imposte; nel rimpatrio dei profitti realizzati in maniera proporzionale al capitale investito;

16 nella libera importazione di capitale immobilizzato, materie prime, componenti; nell esenzione dalle imposte centrali e da quelle sui consumi; nella riduzione delle imposte locali; nell esenzione per i primi 10 anni dall imposizione sul reddito. Nell aprile del 2000, al fine di agevolare e sostenere soprattutto le esportazioni di prodotti manifatturieri, il governo indiano preannunciò il progetto di creazione di varie zone internazionalmente competitive ed esenti da tassazione, definite Zone Economiche Speciali (Special Economic Zones, SEZs ). Lo scopo di tale progetto era duplice: attrarre investimenti stranieri e fornire un supporto alla capacità di esportazione indiana. Le unità produttive localizzate all interno di dette zone, non sono soggette né agli obblighi di esportazione né alle norme sugli scarti delle materie prime e del prodotto finito. Le SEZs sono infatti definite duty free enclaves e vengono considerate territorio straniero per ciò che concerne le operazioni commerciali, le imposte doganali e le tariffe. Non sono richieste licenze per l esportazione mentre sono previste esenzioni da dazi doganali per ciò che concerne capitale e materie prime. Al fine di stabilire una unità produttiva all interno di una SEZ, è necessario presentare domanda al Development Commissioner (DC) della SEZ interessata. Il progetto di costituzione di una unità in una SEZ, oltre a dover ottenere la prescritta licenza commerciale, deve essere approvato dal Development Commissioner entro 15 giorni dalla presentazione della domanda. Quando il progetto richiede una licenza industriale, esso dovrà essere approvato dal Development Commissioner dopo che la proposta è stata preliminarmente esaminata dal Board of approval and Department of Industrial Policy and Promotion della SEZ, entro 45 giorni. La Letter of Permission (LOP)/Letter of Intent (LOI) rilasciata dal Development Commissioner per le unità SEZs, costituisce una licenza valida per tutte le finalità, inclusa la fornitura di materie prime e merce deperibile, sia direttamente che indirettamente. La LOP/LOI deve specificare i termini dell attività di servizi o manifatturiera, la capacità annuale di esportazione per il primo anno (valore espresso in dollari), il NET Foreign Exchange Earnings (NFE), le limitazioni, se esistenti, relative alla vendita di beni finiti, così come ogni altra indicazione necessaria in base alle condizioni esistenti. L attività dell unità SEZ viene ad essere monitorata da un Committee costituito dal Development Commissioner della SEZ. Una zona economica speciale di ettari è stata creata per il settore privato a Pipavav in Gujarat, sulla costa occidentale, mentre un altra SEZ è stata costituita a Tuticorin in Tamil Nadu. Inoltre, le EPZs di Mumbai, Kandla, Vishakapatnam e Cochin saranno, in un prossimo futuro, convertite in SEZs. E stata di recente avanzata una proposta per permettere ad assicuratori stranieri di stabilire delle affiliate in queste zone. Gli assicuratori stranieri sono stati autorizzati ad operare in India sin dall inzio del nuovo millennio, tuttavia i regolamenti limitano la partecipazione della eventuale Holding straniera al 26% di una impresa di assicurazione indiana. Si prevede tuttavia che tale restrizione verrà ben presto meno, almeno per quanto riguarda le assicurazioni straniere all'interno delle SEZs. Ciò darà origine ad una serie di opzioni particolarmente interessanti per tutti quegli assicuratori, riassicuratori, brokers e periti, i cui interessi potrebbero non essere tali da giustificare un investimento (in termini finanziari, di tempo e di energie) mediante una Joint Venture di assicurazioni Linee guida FIPB Settori di attività Linee aeree per i voli interni Linee guida elaborate dal FIPB per valutare le richieste di investimenti diretti esteri (FDI) FDI (Foreign Direct Investment) è ammesso fino al 40% a condizione che non ci sia alcuna partecipazione diretta o indiretta nel capitale azionario da parte di una compagnia aerea

17 Aeroporti Telecomunicazioni straniera. Il 100% dell investimento può essere effettuato dagli NRI (indiani non residenti). Non è disponibile la procedura automatica. L FDI è ammesso fino al 100%, ma quando supera il 74% richiede l approvazione governativa. Per i servizi di base, cellulari, i servizi accessori, le comunicazioni satellitari, l FDI è concesso fino al 49% a condizione che siano state ottenute tutte le necessarie autorizzazioni e siano state rispettate tutte le norme di sicurezza. Per i fornitori di servizi internet (ISP) con portali, cercapersone ed a banda larga end to end, l FDI è ammesso fino al 74%. L'FDI superiore al 49% richiede però l approvazione governativa. È necessario ottenere le autorizzazioni richieste e rispettare le norme di sicurezza vigenti per questi servizi. Il limite massimo di capitale azionario straniero non è applicabile alle attività di fabbricazione. L FDI è ammesso fino al 100% per le seguenti attività del settore telecomunicazioni: a) servizi di internet (ISP) senza portali (cavi satellitari e sommergibili). b) Fornitori di infrastrutture di fibre scure" (Dark Fibre). c) Servizi di posta elettronica. d) Servizi di Voice Mail. Quanto detto sopra sarà soggetto alle seguenti condizioni: a) Se queste imprese sono quotate in altre borse internazionali, l FDI è ammesso fino al 100% a condizione che tali imprese vendano il 26% del loro capitale azionario al pubblico indiano entro 5 anni. b) Dove necessario, i servizi sopra menzionati dovranno ottenere le autorizzazioni richieste e rispettare le norme di sicurezza. c) Il FIPB valuterà singolarmente ogni caso che prevede un FDI superiore al 49%. Petrolifero (esclusa la raffinazione) Petrolifero (raffinazione) Edilizia residenziale In base alla politica di esplorazione, il FDI è ammesso fino al 100% in via automatica se l attività è svolta in pozzi di piccole e medie dimensioni. L FDI è ammesso fino al 100% in via automatica, per la commercializzazione dei prodotti petroliferi. L FDI è ammesso fino al 100% in via automatica, per costruzione di oleodotti in conformità alle politiche del governo e ai regolamenti in materie. Per le condotte del gas naturale e GPC, l FDI è ammesso fino al 100% previa l approvazione del governo indiano Il 100% d investimento diretto secondo le direttive FIPB è ammesso per studi di mercato. Per il marketing è permesso l investimento estero al 100% se specificamente autorizzato dal FIPB. L FDI è ammesso fino al 26% per le unità di raffinazione statali (Public Sector Units- PSU). Queste saranno possedute per il 26% dallo stato e il restante 48% dal pubblico. La procedura automatica non è applicabile. Per le ditte private indiane, l FDI è ammesso fino al 100% con la procedura automatica. L investimento diretto dall estero non è ammesso in questo settore ad eccezione dello sviluppo di centri urbani integrati e di insediamenti abitativi. In questo caso, l FDI può essere concesso fino al 100% con l approvazione governativa. Gli NRI/le OCB possono investire nelle seguenti attività: Lo sviluppo di lotti con servizi predisposti e la costruzione di edifici residenziali. L investimento nelle costruzioni di unità residenziali e commerciali compresi business center e uffici. Lo sviluppo dei centri urbani. Le infrastrutture urbane e di competenza regionale come strade e ponti. L investimento nella produzione di materiali da costruzione, che

18 è aperto anche al FDI. Settore delle infrastrutture e dei servizi Il commercio Minerali atomici Agricoltura Per quanto riguarda le società che operano nel settore delle infrastrutture e dei servizi, c è un limite massimo prescritto per l'investimento straniero, ma questo limite riguarda solo l investimento diretto e l investimento straniero effettuato attraverso una società investitrice non verrà considerato in questo limite a condizione che l'investimento diretto dall estero (di tale società) non superi il 49% e che la società sia gestita dai proprietari indiani. La procedura automatica non è consentita. Nel settore commerciale l FDI è ammesso con la procedura automatica fino al 51% a condizione che si tratti principalmente di attività d esportazione e che l impresa sia una export house / "trading house"/ super trading house / star trading house. Comunque, secondo la procedura del FIPB : l FDI è ammesso fino al 100% per le società commerciali che si occupano delle seguenti attività: - esportazione; - Importazione all ingrosso con vendite vincolate. - Commercio all ingrosso del tipo cash and carry (paghi e porti via). - Altre importazioni di merci e servizi in cui almeno il 75% sia destinato all approvvigionamento e alla vendita di merci e di servizi fra imprese dello stesso gruppo e non all uso di terzi e successiva distribuzione e vendita. Sono ammessi anche i seguenti tipi di attività secondo le disposizioni della politica relativa al commercio estero: a) le ditte che forniscono servizi assistenza post-vendita (il che non è di per sé commercio). b) Il commercio nazionale dei prodotti delle Joint Venture è ammesso all ingrosso per quelle società commerciali che desiderano vendere i prodotti fabbricati per conto loro da Joint Venture indiane nelle quali loro hanno una partecipazione azionaria. c) Il commercio dei prodotti di alta tecnologia (hi-tech) e di prodotti che richiedono servizi di assistenza post vendita specializzati. d) Il commercio di prodotti per il settore sociale. e) Il commercio dei prodotti hi-tech, pertinenti al campo medico e diagnostico. f) Il commercio dei prodotti provenienti da imprese classificate come piccole industrie nel caso di un particolare prodotto fabbricato sotto il proprio marchio con propria tecnologia e caratteristiche di qualità speciale. g) L approvvigionamento di prodotti locali per l esportazione. h) Il test marketing di prodotti per cui la società è già stata autorizzata a condizione che il periodo di prova sia di 2 anni, e che l'investimento necessario per installare gli impianti di fabbricazione abbia inizio simultaneamente con il test marketing. i) FDI ammesso fino al 100% nel settore dell e-commerce a patto che l azienda smobilizzi il 26% del capitale azionario a favore di residenti entro 5 anni. Possono ricevere FDI che investimenti da parte degli indiani non residenti, le seguenti tre attività: attività di estrazione e di separazione dei minerali. Arricchimento per i prodotti del punto sopra. Attività integrate (che includono entrambe le precedenti). La partecipazione sotto forma di FDI è ammessa: fino al 74% nei progetti di puro arricchimento e in quelli integrati. Per progetti di puro arricchimento e per quelli integrati con un valore aggiunto intermedio, l FDI è ammesso fino al 74% nelle joint venture con PSU centrali/ statali in cui il capitale azionario di almeno un PSU non sia inferiore al 26%. In casi eccezionali, l FDI è ammesso oltre il 74%, se si ottiene l autorizzazione della Commissione per l Energia Atomica (Atomic Energy Commission) prima dell approvazione del FIPB. Non è ammesso né l FDI né investimento da parte degli NRI, ad eccezione del settore del tè (comprese le piantagioni) dove l FDI è ammesso fino al 100% previa approvazione governativa e previo il rispetto delle seguenti condizioni:

19 vendita obbligatoria del 26% del capitale azionario a partner indiani o al pubblico indiano entro un periodo di 5 anni. Approvazione governativa per utilizzare la terra in questione per altri scopi. Stampa La partecipazione straniera attraverso l FDI in società proprietarie di giornali e periodici è permessa previa autorizzazione governativa nei seguenti casi: L FDI è ammesso fino al 100% per la pubblicazione o la stampa delle riviste, delle pubblicazioni periodiche, dei giornali scientifici e tecnici. L FDI è ammesso fino al 26% per la pubblicazione di giornali e periodici di attualità e informazione generale purché siano verificati i precedenti dell investitore straniero. Il controllo editoriale e gestionale va lasciato ai residenti indiani ed è necessario assicurare il mantenimento della partecipazione indiana. Le direttive a riguardo sono state emanate dal Ministero dell Informazione e della Diffusione Radiotelevisiva. Diffusione radiotelevisiva Elettricità Farmaci e prodotti farmaceutici Pubblicità e film Lotterie e gioco d azzardo Programmi televisivi L investimento straniero è ammesso fino al 100% a condizione che: i) siano rispettate tutte le leggi riguardanti la Diffusione Radiotelevisiva e non vi siano pretese di privilegi o di protezioni in virtù dell approvazione accordata. ii) Non si intraprenda alcuna Diffusione Radiotelevisiva su territorio indiano senza l approvazione governativa. Installazione delle infrastrutture (uplinking, HUB, etc.) Società private di diritto indiano con un capitale azionario sottoscritto da FII/NRI/OCB/ PIO (persone di origine indiana) entro i limiti prescritti (nel caso del settore delle telecomunicazioni l FDI è permesso fino al 49%, comprendente sia gli investimenti stranieri che gli investimenti di portafoglio) possono installare collegamenti o Uplinking hub (teleports) da dare in affitto o noleggiare alle stazioni emittenti. L FDI è ammesso fino al 100% per i progetti relativi alla produzione, alla trasmissione e alla distribuzione di elettricità e per gli impianti di reattori atomici. Non c è un limite per il costo del progetto né per la quantità di investimento diretto dall estero. L FDI fino al 100% è ammesso con la procedura automatica per la produzione di farmaci e di prodotti farmaceutici, a condizione che le attività non richiedano le concessioni obbligatorie per i brevetti e non implichino l uso della tecnologia di manipolazione del DNA o l uso di formulazioni dirette a cellule specifiche. Le proposte di FDI per la produzione di farmaci e dei prodotti farmaceutici sotto licenza e di farmaci generici prodotti con l uso della tecnologia di manipolazione del DNA e le formule orientate a cellule o tessuti specifici, richiedono l approvazione governativa. Il settore delle pubblicità L FDI fino al 100% è ammesso con la procedura automatica. Il settore cinematografico (la direzione, la proiezione e la distribuzione dei film inclusi i servizi/prodotti relativi). L FDI fino al 100% è ammesso con la procedura automatica senza alcuna condizione d accesso. Il Governo ha reiterato il divieto di qualsiasi forma d investimento diretto dall estero (FDI) e di collaborazione tecnica straniera (FTC) nel business della lotteria, del gioco d azzardo e delle scommesse. È ammesso l FDI del 100% in questo settore con la procedura automatica. La categoria hotel include ristoranti, resort sulle spiagge, e altri complessi turistici che offrono alloggio e/o servizi di ristorazione ai turisti. L industria turistica comprende le agenzie di viaggio, le agenzie di tour operator, le agenzie di trasporto per il turismo, le agenzie che organizzano gite culturali, d avventura e di wild life, le agenzie che si occupano di servizi di trasporto (stradale, aereo o navale), le agenzie che offrono servizi ricreativi, di divertimento,

20 Alberghi e turismo L estrazione di minerali Il servizio postale Controllo e gestione dell'inquinamento sportivi, agenzie che offrono gli health spa, e quelle che organizzano seminari e conventions. Per gli accordi tecnologici con l estero, l approvazione automatica è accordata se: fino al 3 % del costo capitale del progetto è destinato al pagamento dei servizi di consulenza e di tecnologia incluse le spese per gli architetti, per il design, per la supervisione, etc. Fino al 3% del turnover netto è destinato al franchising e alle spese di supporto marketing/ pubblicità. Fino al 10% dell utile lordo operativo è destinato alle spese del management, inclusi gli incentivi. Per l individuazione e l estrazione dei diamanti e delle pietre preziose, l FDI è ammesso fino al 74% con la procedura automatica. Per l individuazione e l estrazione dell oro, dell argento, dei minerali, (esclusi diamanti e pietre preziose, trattamenti metallurgici e processi di lavorazione) l FDI è ammessa fino al 100% con la procedura automatica. Per i servizi di corriere l FDI è ammesso fino al 100% previa approvazione governativa ad eccezione della distribuzione della posta, la quale è riservata esclusivamente allo stato. L FDI fino al 100% è ammesso con la procedura automatica per la fabbricazione delle attrezzature di controllo dell inquinamento e per attività di consulenze sull integrazione di diversi sistemi di controllo nel campo dell inquinamento.

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