Anno Numero 1 INSERTO SPECIALE: PARTE II - I MERCATI FINANZIARI. LA STRUTTURA - I PRODOTTI - LA DISCIPLINA ANATOCISMO BANCARIO

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1 0,50 A COPIA Anno VI - Numero 1 - Agosto I.R spedizione in AP. 45% - Articolo 2 comma 20/b legge 662/96 - Autorizzazione della direzione commerciale imprese di Reggio Emilia. Tassa riscossa / Taxe Parcué - In caso di mancato recapito inviare al C.P.O. di Reggio Emilia per la restituzione al mittente previo pagamento resi. Rivista iscritta al ROC (Registro degli Operatori della Comunicazione) al n in data 31 Marzo INSERTO SPECIALE: PARTE II - I MERCATI FINANZIARI. LA STRUTTURA - I PRODOTTI - LA DISCIPLINA ANATOCISMO BANCARIO L'ETICHETTATURA DELLE CALZATURE DIVIETO DI COMPENSAZIONE IN PRESENZA DI RUOLI SCADUTI PACCHETTO IGIENE: UNA GARANZIA PER LA SALUTE DEI CITTADINI STORIA DEL CARRETTO SICILIANO RESPONSABILITÁ CIVILE NELL'INCIDENTE SCIISTICO Anno Numero 1

2 QUESTA PAGINA DEI SERVIZI DEL CALDO E DEL FREDDO È DEDICATA ALLE ABITAZIONI E ALLE ATTIVITÀ PROFESSIONALI E PRODUTTIVE. TUTTO QUELLO CHE CERCHI PER RISOLVERE RAPIDAMENTE, BENE E A PREZZO GIUSTO UN TUO PROBLEMA, LO TROVI DA NOI. VACONDIO SYSTEMS SNC - V.M. TERMOIDRAULICA SEDE VIA DELLA COSTITUZIONE 33 E/F/G REGGIO EMILIA CLIMA 1. INSTALLAZIONE E VENDITA IMPIANTI DI CLI- MATIZZAZIONE CIVILI E INDUSTRIALI, POMPE DI CALORE A BASSO CONSUMO ENERGETICO 2. MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINA- RIA IMPIANTI CLIMATIZZAZIONE (SANIFICAZIONE FANCOIL E SPLITS) 3. IMPIANTI RICAMBIO ARIA CON RECUPERO DI CALORE 4. IMPIANTI DI RISCALDAMENTO ECOLOGICO (PELLETS) STUFE E CALDAIE VACONDIO SYSTEMS SNC VM TERMOIDRAULICA C.A.T. HITACHI C.A.T. LA PADANA AIR COMPRESSORS VIA DELLA COSTITUZIONE 33 E/F/G REGGIO EMILIA TEL FAX RIPARAZIONI IDRAULICHE DI QUALSIASI GENERE 6. SERVIZIO SOSTITUZIONE CALDAIE CON CERTIFICAZIONE 7. REALIZZAZIONE DI IMPIANTI IDRAULICI E DI RISCALDAMENTO, A NUOVO, PER STRUTTURE CIVILI E INDUSTRIALI 8. REALIZZAZIONE DI CENTRALI TERMICHE CIVILI E INDUSTRIALI 9. MANUTENZIONE E ASSISTENZA CALDAIE, MULTIMARCA 10. TRATTAMENTO ACQUE CON IMPIANTI DI DEPURAZIONE (ADDOLCITORI) E ASSISTENZA TECNICA (PER CONDOMINII ED INDUSTRIE) 11. DEPURAZIONE ARIA. 12. IMPIANTI SOLARI TERMICI 13. IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER LA PRODUZION DI ENERGIA ELETTRICA 14. ADEGUAMENTO E RIFACIMENTO ANTENNE D.T.T 15. SERVIZI DI PROGETTAZIONE DI IMPIANTI E DISBRIGO PRATICHE PER RECUPERO FISCALE TERMOIDRAULICA La Ditta Vacondio Systems Snc è specializzata nella manutenzione di impianti di produzione e trattamento di aria compressa. NUMERO TELEFONICO CENTRO ASSISTENZA

3 DALLA PARTE DEI DIRITTI GARANZIE E VIOLAZIONI AL CODICE DEL CONSUMO Molte sono le violazioni dei diritti dei cittadini consumatori e utenti. Il Codice del Consumo ha introdotto, nel nostro ordinamento giuridico, importanti diritti (e doveri) che sempre più spesso non vengono rispettati da chi eroga dei servizi o vende della merce. Le associazioni dei Consumatori sono in prima linea nel contrastare un sistema truffe in preoccupante aumento. Di pari passo cresce la sensibilità dei cittadini che segnalano e denunciano i gravi comportamenti. Vigilanza e prevenzione sono perciò fondamentali per sconfiggere le tante azioni illegali perpetuate contro famiglie e imprese oneste. Occorre però anche una maggiore attenzione da parte degli organi d informazione (già impegnati in questo campo) perché il loro compito di sensibilizzazione è preziosissimo. Ma è tutta la società civile che deve vigilare e reagire. Infatti, si pensi al ruolo dei Comuni nel campo dell educazione del Consumatore. Si pensi pure al coinvolgimento delle associazioni dei consumatori negli atti amministrativi che le Amministrazioni Comunali hanno l obbligo di esercitare nel rispetto delle tante leggi in materia che prevedono, appunto, il contributo delle associazioni in questione. Purtroppo ciò non avviene e a pagarne le spese sono proprio i cittadini-consumatori. Quanto accade ha dell incredibile proprio perché siamo in uno Stato di diritto. E sempre più i cittadini vedono negati o violati i loro diritti a fronte di una crescente sfiducia nei confronti dell Amministrazione della Giustizia. Questa rivista continuerà ad affrontare con obiettività i temi dei diritti dei cittadini, nella consapevolezza che anche su questa strada è possibile contribuire al progresso del Paese. 4 Sommario MONITO PER GLI AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO: ATTENZIONE AI DATI PERSONALI DEI CONDOMINI 5-6 TRAFFICO DIGITALE 6 RESPONSABILITA CIVILE NELL INCIDENTE SCIISTICO COS È LA CONSOB E QUALI SONO ESATTAMENTE LE FUNZIONI ASSEGNATEGLI DALLA LEGGE ISTITUTIVA? DIVIETO DI COMPENSAZIONE IN PRESENZA DI RUOLI SCADUTI DURC (acronimo di Documento Unico di Regolarità Contributiva) 9 L ETICHETTATURA DELLE CALZATURE 10 ESCLUSIONE CANONE RAI 10 AVVISO AI CITTADINI 10 PACCHETTO IGIENE UNA GARANZIA PER LA SALUTE DEI CITTADINI 11 PERCHÉ ANDARE DA UN OSTEOPATA? 12 ANATOCISMO BANCARIO 12 ANGOLO DELLA POESIA 13 SVELATA L ECCELLENZA DEL MAIALE NOSTRANO CHIEDERE SUINO NOSTRANO PER MANGIARE SANO E DIFENDERE LA PRODUZIONE ITALIANA 14 STORIA DEL CARRETTO SICILIANO 19 SEDI DELLA CONFCONSUMATORI Autorizzazione del Tribunale di Reggio Emilia n 1006 del 05/06/2000 Proprietario / Editore Renzo Ferrari Direttore Responsabile Secondo Malaguti Redazione Via Spani Bartolomeo, 17, Reggio Emilia Cell QUESTA RIVISTA, COME TUTTI I NUMERI PRECE- DENTI, E VISITABILE SUL SITO: PER INFORMAZIONI E APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A : Comitato di Redazione Giovanni Franchi Sara Rubaldo Giuseppe Giulio Luciani Roberta Li Calzi Paola Boeti Stefano Freschi Luigi Martin Ilaria Brovarone Riccardo Maccaferri Sergio Di Chiara Giovanni Massa Stampa Multitraccia Via F. Voltaire, Reggio Emilia Tel REGGIO EMILIA Progetto grafico CASA MIA in questo numero INSERTO SPECIALE "Mercati finanziari parte II" l informazione del consumatore [IL DIRETTORE] QUESTA RIVISTA È DOCUMENTO DI INTERESSE CULTURALE DESTINATA ALL'USO PUBBLICO (LEGGE 15 APRILE 2004, N 106) 3

4 l informazione del consumatore 4 MONITO PER GLI AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO: attenzione ai dati personali dei condomini Pronuncia interessante quella della Suprema Corte, che ha censurato la condotta di un amministratore condominiale il quale seppur in presumibile buona fede e nell ottica di una più accessibile informativa affisse nell androne dell edificio un elenco contenente nomi e cognomi dei condomini nonché le loro rispettive quote sia correnti che arretrate evidenziando, ove esistenti, le posizioni debitorie. Galeotta fu l idea! La proprietaria di uno degli appartamenti dello stabile condominiale convenne in giudizio, dinanzi al Tribunale, il condominio ed il suo amministratore, invocandone la condanna al risarcimento dei danni per violazione della normativa sulla protezione dei dati ritenuti sensibili. Ebbene, mentre il Giudice di primo grado rigettò la domanda della proprietaria, apprezzando come non contraria alla normativa sulla privacy la condotta dell amministratore (ritenuta, in sostanza, funzionale alla buona amministrazione), di diverso avviso sono stati i Giudici della Suprema Corte, che hanno ravvisato nell iniziativa dell organo amministrativo condominiale una violazione palese degli articoli 11 e 15 del codice sulla privacy. La pronuncia in esame offre l occasione per rimarcare un importante distinzione. Come noto, il codice della privacy corrisponde al D.Lgs n L articolo 4 del decreto contempla alcune definizioni utili per una migliore comprensione della vicenda trattata dalla Cassazione. In particolare, è dato personale qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente od associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale. Diversa portata è quella dei dati sensibili, che la legge riconduce ai dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale. È evidente, pertanto, che la tutela dei dati sensibili rappresenta un ipotesi aggravata della più generale tutela dei dati personali di cui il codice della privacy si pone a difesa. Quanto sopra ha indotto la Corte di Cassazione ad escludere, in prima battuta, la connotazione di dato sensibile per le poste debitorie dei singoli condomini, portate a conoscenza di un pubblico indefinito e potenzialmente superiore alla collettività condominiale. Si tratta, invece, di dati personali, come definiti dall art. 4 del codice della privacy e, come tali, degni di tutela e di corretta trattazione. Ne deriva, dicono gli Ermellini, che l esposizione nell androne dell edificio, da parte dell amministratore condominiale, di un elenco nominativo dei condomini, con evidenziate a fianco le relative inadempienze agli oneri condominiali, si traduce in un illecita diffusione di dati personali, indebitamente offerti alla mercé di terzi estranei alla realtà condominiale medesima. La violazione normativa trova fonte nell art. 11 del codice della privacy, che impone, tra l altro, che i dati personali vengano trattati in modo lecito e secondo correttezza (lett. a) e che siano pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità per le quali sono raccolti o successivamente trattati (lett. d). Morale: l amministratore zelante che riteneva di aver operato con precisione e trasparenza ha pagato dazio, ma la conclusione del Supremo Collegio è condivisibile. Era necessario esporre in un luogo di fatto accessibile anche a terzi estranei la pagella dei condomini virtuosi e di quelli censurabili? La risposta negativa è pleonastica. Inutile dire che ogni condomino abbia il sacrosanto diritto di conoscere, in qualsiasi momento dell esercizio condominiale, i nomi degli eventuali condomini inadempienti, nonché l entità dei rispettivi debiti, che si ripercuotono negativamente, com è noto, sugli interessi della collettività condominiale e che, se trascurati, possono peraltro cagionare incresciose situazioni poi difficilmente sanabili. Ed è altresì evidente che l amministratore debba, in ossequio al proprio mandato, monitorare l evoluzione di tali posizioni di sofferenza, informandone il consesso condominiale sia direttamente, in sede assembleare, che tramite i rendiconti o (strumento sempre più utilizzato) con appositi software gestionali che consentano l accesso alla situazione contabile aggiornata, tramite l utilizzo di password personali, assegnate ad ogni singolo condomino. L affissione di tali dati nella bacheca dell androne condominiale è inopportuna, illecita e travalica lo spirito che ha mosso il legislatore ad introdurre il codice della privacy. Non si dimentichi, poi, che siffatta violazione è latrice di responsabilità civile ai sensi dell art. 15 del codice della privacy, ragion per cui, come nel caso di specie, ne consegue un obbligo risarcitorio a favore del condomino danneggiato, sia sotto il profilo patrimoniale (la normativa richiama l applicazione dell art c.c. in tema di attività pericolose, quale è quella di gestione di dati personali), che non patrimoniale, per la violazione dei principi generali sanciti nell art. 2 del codice. In conclusione, massima attenzione da parte degli amministratori condominiali ad assumere iniziative confliggenti con la trattazione dei dati personali ed occhio vigile sull evoluzione giurisprudenziale che coinvolge la propria attività, ricca di complessità e d insidie non trascurabili. Piazza Garibaldi Bagnolo in Piano Reggio Emilia Tel. e Fax : 0522/ DANIELE LASAGNI FOTOGRAFO [AVV. ANDREA SABATINI]

5 TRAFFICO DIGITALE Ancora una sentenza, quella del Tribunale di Ravenna del 13 ottobre 2010, relativa alla necessità della c.d. firma digitale per gli acquisti via internet di prodotti finanziari. Nel caso deciso da quel Giudice era accaduto che il cliente avesse comprato col computer l e il successivo , vale a dire in prossimità del default del gruppo, azioni Parmalat. Gli ordini erano stati effettuati in presenza di un contratto generale d investimento che consentiva operazioni tramite internet, ma senza che l interessato fosse munito di firma digitale. Ora, secondo il Tribunale, la prima questione da esaminare riguardava l applicabilità dell art 23 d.lgs. n. 58/98, che impone la forma scritta sotto pena di nullità, oltre che al contratto generale d investimento, altresì chiamato contratto quadro o master agreement, anche ad ogni singolo acquisto. E, sempre secondo il Tribunale, far tempo al d.lgs. n. 415/96 il requisito della forma è stabilito non solo per tale contratto, volto a disciplinare in via generale i rapporti tra il cliente e l intermediario, ma anche, se da questo non diversamente stabilito, per ogni singola operazione posta in essere in esecuzione dello stesso. L annotata sentenza ci consente, così, di tornare in primo luogo ancora una volta sulla forma richiesta per i singoli ordini quando, come era accaduto in quel caso, vi è un contratto quadro stipulato per iscritto. Diverse sono le decisioni giurisprudenziali per le quali, a far tempo dall approvazione del d.lgs. n. 415 del 1996, il requisito di forma prescritto dalla legge riguarda non il solo contratto quadro, ma anche tutte le singole operazioni effettuate dall intermediario in esecuzione di ordini del cliente. Il medesimo trova conferma, oltre che in una pressoché dimenticata sentenza della S.C., anche in un altra chiarissima pronuncia del Tribunale di Ravenna, il quale in un caso assolutamente identico aveva affermato che il tenore letterale dell art. 23, comma 1, TUF (ben diverso da quello del previdente art. 6, lettera C, della l. n. 1/1991, generalmente interpretato nel senso della forma ascritta per il solo contratto quadro) non autorizza una lettura restrittiva della norma, dato che anche i singoli ordini di negoziazione danno luogo alla formazione di contratti e che anche questi contratti (al pari del contratto quadro) hanno per oggetto la prestazione di servizi d investimento. L insufficienza di un contratto quadro, occorrendo la scrittura anche per i singoli contratti d investimento, è stata affermata anche da altre decisioni del Supremo Collegio. La prima è quella della Cass. n. 3956/03, nella motivazione della quale si legge: l obbligo della forma scritta è stata poi prevista anche per le singole operazioni dall art. 18 del d.lgs. 23 luglio 1996 n. 415, oggi sostituito dall art. 23 del d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58. Tale principio trova, poi, conferma in un obiter dictum della S.C. Si legge, infatti, nella motivazione della sentenza n /05: È allora evidente l inosservanza della forma scritta per il compimento di tali atti non poteva determinare la nullità dei contratti successivamente stipulati, anche a voler ritenere il requisito della forma scritta prescritto dalla lettera C riguardasse, già nel vigore della legge 1/91, non il (solo) contratto quadro, ma anche tutti i singoli contratti posti in essere tra l intermediario e il cliente per regolare le singole operazioni poste in essere, come è stato successivamente chiarito in modo in equivoco dal legislatore (art. 18, primo comma, d.lgs. n. 415/96; art. 23 d.lgs. n. 58/98). E a tale norma si è uniformato anche il Tribunale di Torino, il quale ha di affermato che Sono nulli per violazione dell art. 23 T.U.I.F. gli ordini di negoziazione di strumenti finanziari per i quali non sia stata adottata la forma scritta, essendo tale disposizione applicabile non solo al contratto quadro, bensì anche ai singoli ordini che sostanziano il contenuto di tale rapporto. La violazione in questione, trattandosi di nullità, non può essere sanata dal comportamento concludente delle parti. E così pure da ultima la Corte d Appello di Venezia, la quale ha statuito che Il requisito della forma scritta ad substantiam è previsto dalla legge non solo per il cd. contratto quadro, in base al quale l'intermediario si obbliga a prestare il servizio di investimento, ma anche per i contratti di acquisto dei singoli strumenti finanziari. Deve, peraltro, riconoscersi che la questione è ancora controversa. Non sono poche, infatti, le sentenze nelle quali continua a sostenersi che il requisito della forma scritta è imposto dalla legge soltanto per il c.d. contratto generale d investimento. Sebbene, come detto, manchi ancora un indirizzo univoco giurisprudenziale la Cassazione si è infatti pronunciata sul punto in modo chiaro, ma con obiter dicta la necessità della scrittura anche per i singoli ordini non sembra contestabile. Non siamo infatti al cospetto di metri negozi attuativi, ma vere e proprie compravendite, consistenti nello scambio di cosa (azioni o obbligazioni) contro il corrispettivo di un prezzo. Siamo, in altri termini, in presenza di un contratto relativo alla prestazione di servizi d investimento, soggetto come tale al disposto dell art. 23 TUF. Eppertanto non si vede come possa negarsi la necessità della scrittura anche per i singoli acquisti, sempre che una diversa forma, come quella ad es. telefonica, non sia prevista dal contratto quadro. Donde la necessità per il Tribunale di chiedersi se la forma utilizzata dall investitore, ossia l uso di una password in un sistema di trading on line che, secondo il CTU designato, rispettava tutte le garanzie di sicurezza e operatività necessarie allo stesso, fosse sufficiente ai fini della prescrizione dell art Per l adìto giudice al tempo della stipulazione del contratto da parte dell attore trattavasi, come si è scritto, di un acquisto di azioni Parmalat - era ancora applicabile l art. 10, comma 2, d.pr. 28 dicembre 2000 n. 445 (poi sostituito a decorrere all 1 gennaio 2006 da un analoga disposizione contenuta nel d.lgs. 7 marzo 2005), il quale disponeva che Il documento informatico, sottoscritto con firma elettronica soddisfa il requisito legale della forma scritta. E in cosa consistesse e consista la firma elettronica ce lo dice la Consob con delibera n del 21 aprile 2000 (oggetto: trading online e regole di comportamento) al punto Conclusione del contratto : Allo stato dell ordinamento vigente, la conclusione del contratto relativo alla prestazione dei servizi di investimento deve avvenire, di regola, per i iscritto. Pertanto, la conclusione del contratto potrà avvenire via internet solo ove sia effettivamente realizzabile la c.d. firma digitale secondando quanto disposto dal d.p.r. 10 novembre 1997, n. 513, in attuazione dell art. 15, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59. Lo stesso è a dirsi per ogni altra dichiarazione negoziale in ordine alla quale sia richiesta dall ordinamento, senza alternative, la forma scritta. Deve allora domandarsi cosa mai sia la firma digitale. Un particolare tipo di firma elettronica qualificata basata su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, correlate tra loro, che consente al titolare tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l'integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici. Definizione, questa, sebbene nebulosa, comunque proveniente dal CNIPA. Infatti, con la pubblicazione del DPCM del 13 gennaio 2004 (G. U. 27 aprile 2004, n. 98) sono state emanate le regole tecniche per la formazione, trasmissione, conservazione, duplicazione, riproduzione e validazione, anche temporale, dei documenti informatici. Il provvedimento disciplina la formazione della documentazione amministrativa tramite il supporto informatico, con particolare attenzione per la generazione, apposizione e verifica delle firme digitali. Viene quindi portato a compimento il recepimento della Direttiva europea 1999/93/ CE. Questo provvedimento delinea i requisiti tecnici ed organizzativi che i soggetti, pubblici e privati, che intendono emettere certificati qualificati, devono possedere. Prescrive l informazione del consumatore segue» 5

6 l informazione del consumatore 6 TRAFFICO DIGITALE inoltre le caratteristiche peculiari che devono essere possedute dai soggetti che intendono ottenere il riconoscimento del possesso dei requisiti del livello più elevato, in termini di qualità e di sicurezza. Con l entrata in vigore di queste regole tecniche viene abrogato il DPCM 8 febbraio Sulla gazzetta ufficiale n. 51 del 3 marzo 2005 sono state infine pubblicate le "Regole per il riconoscimento e la verifica del documento informatico", attraverso la Deliberazione CNIPA n.4 del 17 febbraio 2005, emanate ai sensi del comma 4 dell'articolo 40 del DPCM 13 gennaio Queste ulteriori regole sono fondamentali per garantire l'interoperabilità della firma digitale, cioè la possibilità di verificare qualunque firma digitale con qualsiasi software di verifica purché conformi alle medesime regole. Per tale ragione il rispetto delle stesse è obbligatorio da parte dei certificatori accreditati. Ora, visto che nella specie non era stato dimostrato dall istituto di credito di avere adottato i requisiti di cui alla normativa di legge, bene ha fatto il Tribunale di Ravenna a dichiarare la nullità per difetto di forma, benché il sistema fosse stato definito sicuro dal Consulente Tecnico. Bene ha fatto perché, sebbene il contratto generale d investimento consentisse l uso di internet e il sistema fosse stato definito sicuro, vi era comunque l obbligo della forma scritta, rispettata solo con la firma elettronica, vale a dire per la Consob solo con la firma digitale. A questo punto, oltre che plaudire alla sentenza in parola, deve sperarsi che tutti i Tribunali si uniformino alla decisione di quello di Ravenna, dimostratosi particolarmente attento ai problemi di forma degli acquisti on line. E non temano i risparmiatori che le banche possano, come hanno minacciato, far valere anch esse la nullità dell operazione, perché ai sensi terzo comma del citato art. 23 la stessa è relativa, potendo essere dedotta solo dal risparmiatore. [AVV. GIOVANNI FRANCHI] [OPERA DELL'ARTISTA DANIELA SIGHICELLI] RESPONSABILITÁ CIVILE NELL INCIDENTE SCIISTICO Fino all entrata in vigore della legge 24 dicembre 2003, n.363, Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo, in caso di collisione tra sciatori veniva applicato il principio generale dell ordinamento giuridico ex art del codice civile, che stabilisce che qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno. Quindi si poneva a carico di colui che aveva subito il danno l onere di provare la colpa dell investitore. La normativa che oggi disciplina la materia della sicurezza nella pratica non agonistica dello sci è la Legge n.363 del 2003, che ha introdotto la presunzione del concorso di colpa tra gli sciatori in caso di collisione. Infatti, l art.19 di questa legge prevede che nel caso di scontro tra sciatori, si presume, fino a prova contraria, che ciascuno di essi abbia concorso ugualmente a produrre gli eventuali danni. Ciò significa che si suppone, per legge, che ciascuno degli sciatori abbia concorso ugualmente a produrre il danno. L introduzione di questo articolo ha segnato un inversione radicale del modo di affrontare le indagini sull accertamento e l attribuzione della responsabilità nell incidente sciistico. Il legislatore ha infatti posto a carico di chi intende avanzare una richiesta di risarcimento danni l onere di provare la responsabilità altrui. Tra le diverse regole di comportamento degli sciatori previste dalla Legge n.363 del 2003, dal decalogo dello sciatore, nonché dalla normativa locale (molte sono infatti le leggi regionali e delle Province Autonome emanate per disciplinare la materia dell esercizio ad uso pubblico delle piste da sci, ad esempio la Legge Provincia Autonoma di Trento n.7 del 21/04/1987), vi è una norma ad hoc sulla precedenza sulle piste da sci disciplinata dall art. 10 della Legge n.363 del 2003, per cui lo sciatore a monte deve mantenere una direzione che gli consenta di evitare collisioni o interferenze con lo sciatore a valle. Il legislatore ha dunque previsto per lo sciatore che si trova a monte l obbligo di dare la precedenza a chi si trova verso valle rispetto a lui e di scegliere una traiettoria che non ostacoli in alcun modo gli sciatori che vede davanti a sé. La giurisprudenza ha affermato che decisivo per attribuire l integrale responsabilità ad uno sciatore, in caso di collisione con altro soggetto, è la circostanza provata che fosse lui a provenire da monte ed avesse, pertanto, l obbligo di scegliere la traiettoria in modo da evitare interferenze con le traiettorie seguite dallo sciatore a valle (Trib. Rovereto, 21 ottobre 2009). Parte della dottrina ( Avv. Marco Del Zotto) critica l introduzione della presunzione del concorso di colpa in caso di collisione tra sciatori ex art. 19 della Legge n.363 del Partendo dalla considerazione che nel caso di incidente sciistico non sussistono quegli elementi che a posteriori consentono, con una sufficiente affidabilità di ricostruire le modalità dell incidente e le conseguenti connesse responsabilità, come avviene invece nei sinistri stradali (es. tracce di frenata), non rimanendo sulla neve segnali tangibili dell incidente, e considerando che nella maggior parte dei casi è difficile raccogliere testimonianze di persone che siano in grado di ricostruire l intera dinamica, si considera che la presunzione sancita dall art.19 della Legge n.363 del 2003 potrebbe dunque ritorcesi contro il danneggiato sostanziale esente da qualsiasi colpa che non riesce a provare l esclusiva responsabilità altrui. In forza del menzionato principio, infatti, se lo sciatore a valle non prova che la responsabilità dell incidente è attribuibile in via esclusiva allo sciatore che proveniva da monte, sarà obbligato a pagare la metà degli eventuali danni subiti dall investitore in virtù del principio di presunzione del concorso di colpa in caso di collisione tra sciatori. [DOTT. SSA SARA RUBALDO] (Responsabile Ufficio Studi Turismo, Trasporti e Multiproprietà Confconsumatori Emilia-Romagna)

7 Cos è la Consob e quali sono esattamente le funzioni assegnategli dalla legge istitutiva? Nel presente articolo approfondiremo l argomento in modo critico, senza cioè fare uno spot gratuito a tale organo che pure riveste un ruolo fondamentale nell azione di vigilanza sui mercati finanziari. CO.N.SO.B è l acronimo di Commissione Nazionale per le Società e la Borsa. Il Testo Unico della Finanza assegna alla Consob le funzioni di vigilanza sia nei confronti dei soggetti autorizzati (società di gestione del risparmio, banche, sim), che dei mercati (art. 74 TUF). La Consob vigila sulla trasparenza e correttezza dei comportamenti. Sono invece delegate alla Banca d Italia, ferme restando le competenze della Consob, le funzioni di vigilanza in materia di stabilità patrimoniale e contenimento dei rischi dei soggetti autorizzati. La CONSOB ha ora una personalità giuridica di Diritto Pubblico ed è un autorità indipendente; ha conseguito la sua indipendenza con la legge 281 del 4/giugno/1985 (prima era istituita con la legge 216 del 7/giugno/1974 come amministrazione periferica dello Stato a cui venivano trasferite le funzioni di controllo, sulle società quotate in borsa, che aveva l ex Ministero del Tesoro ora Ministero dell Economia e Finanza). [OPERA DELL'ARTISTA VAINER MARCONI] La Consob vigila su tutti i soggetti interessati con particolare riguardo all efficienza complessiva e all ordinato svolgimento delle negoziazioni, correttezza e trasparenza di tutte le società che operano sui mercati finanziario italiano, con l obiettivo di salvaguardare la fiducia nel sistema finanziario a tutela degli investitori. Vigila sul buon funzionamento e sulla competitività del sistema finanziario, regolamenta, controlla, sanziona e autorizza nel mondo finanziario. I mercati finanziari sono complessi e difficili da interpretare. Il risparmiatore medio italiano, normalmente poco o per nulla qualificato in ambito finanziario, che si rapporta a banche, sim o promotori finanziari per acquistare azioni, obbligazioni oppure qualsiasi altro prodotto finanziario, è almeno certo che ogni prospetto informativo del prodotto finanziario prescelto è stato autorizzato da CONSOB dopo averne verificato coerenza, completezza, comprensibilità. [OPERA DELL'ARTISTA SUSANNA BONI] La Consob è istituzionalmente indipendente, priva di conflitti di interesse ed ha, anzi, l autorità di sanzionare amministrativamente i birichini con sanzioni pecuniarie assai pesanti. La CONSOB collabora con altri organismi del mercato, ad esempio le associazioni rappresentative dei consumatori e le categorie professionali. Inoltre può avvalersi della Guardia di Finanza per lo svolgimento di indagini, accertamenti necessari alla realizzazione dei propri compiti istituzionali. L ufficio Relazioni con il pubblico della CONSOB è a disposizione anche del privato risparmiatore, che può richiedere informazioni specifiche sull attività istituzionale delle società autorizzate e notizie sull effettiva iscrizione agli albi degli intermediari finanziari. Il sito internet della Consob (www.consob.it) è altresì un potente strumento di comunicazione, oltre che di educazione finanziaria per conoscere meglio i prodotti finanziari ed orientarsi più agevolmente nelle scelte d investimento. Per finire in tutte le edicole commerciali è disponibile il notiziario CONSOB INFORMA che fornisce al pubblico ed agli operatori del settore, maggiori informazioni tempestive e continue. WEB TV WEB TV WEB TV OVVERO LA POSSIBILITA OVVERO LA POSSIBILITA DI DI ASCOLTARE, VEDERE E COMPRENDERE I VEDERE E COMPRENDERE TANTI TEMI SOCIALI DEL I TANTI TEMI SOCIALI DEL TUO TUO TERRITORIO. VUOI SAPERNE DI PIÙ? VUOI ESSERE AGGIORNATO\A SU QUANTO ACCADE NELLA TUA CITTÀ? Collegati al nostro sito e rivolgiti alla nostra sede sita in Largo Marco Gerra, n 3 Piano 6 (Campanello n 26) Reggio Emilia Tel [Fonte: Divisione Relazioni Esterne CONSOB] Il Ristorante Il ristorante Pizzeria pizzeria L ANGELO, L Angelo, attivo a attivo a Reggio Reggio Emilia Emilia dal dal 1986, 1986, offre offre sia a sia pranzo a pranzo che a cena che prelibati a cena prelibati piatti della piatti tradizione della tradizione reggiana, accompagnati reggiana, accompagnati da specialità di da pesce specialità sempre di di primissima pesce sempre scelta. di primissima scelta. Vi aspettiamo per trascorrere insieme a voi piacevoli serate all insegna della buona tavola e del buon vino. SERVIZIO CATERING [OPERA DELL'ARTISTA ALFONSO BORGHI] Via Secchi, Reggio Emilia Tel l informazione del consumatore 7

8 l informazione del consumatore Divieto di compensazione in presenza di ruoli scaduti Le novità introdotte dall'art. 31, D.L. 31 maggio 2010, n. 78, conv. con L.30 luglio 2010, n. 122 in riferimento alle compensazioni dei crediti erariali in presenza di ruoli scaduti sono: divieto di compensazione a partire dal 1 gennaio 2011 dei crediti relativi alle imposte erariali, cioè Iva, Irpef, Ires, Irap e addizionali sui tributi diretti, in presenza dei medesimi debiti iscritti a ruolo, di ammontare superiore ad 1.500,00 (oneri accessori compresi), per i quali sia scaduto il termine di pagamento. La limitazione concerne altresì le cartelle i cui termini siano scaduti in precedenza al 1 gennaio 2011, indipendentemente dalla data di notifica; in caso d inadempienza al disposto di cui sopra si applica una sanzione pari al 50% dell importo indebitamente compensato; viene comunque concessa la possibilità di pagare, anche in maniera parziale, le somme iscritte a ruolo attingendo dai crediti relative alle stesse imposte con le modalità stabilite con decreto del Ministero dell economia e delle finanze. Stando all interpretazione letterale della norma sono dunque esclusi: i debiti per contributi previdenziali, i premi Inail, i tributi locali come l ICI e le sanzioni amministrative riscosse tramite ruolo (ad esempio le ammende per violazioni del Codice della strada). Con il comunicato stampa del 14 gennaio, confermato durante Telefisco 2011, l Agenzia ha sostenuto che la finalità del legislatore era quella di impedire compensazioni a coloro che hanno importi iscritti a ruolo scaduti e non pagati di natura erariale e pertanto a nulla contava la disponibilità di crediti in misura eccedente la compensazione effettuata. Prima del 18/02/2011, data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.40 del Decreto attuativo del 10 febbraio 2011, il contribuente non poteva materialmente effettuare la compensazione delle somme iscritte a ruolo e pertanto l Agenzia aveva confermato la possibilità di compensazione in presenza di ruoli scaduti sempre che l utilizzo dei crediti in compensazione non intacchi quelli destinati al pagamento dei predetti ruoli una volta emanato il decreto ministeriale. Ad oggi pertanto occorre prima procedere con il pagamento delle somme iscritte a ruolo, anche tramite la compensazione con mod.f24, e poi successivamente utilizzare il residuo credito disponibile. Con la circolare n.13/e dell 11 marzo 2011 viene confermato che il divieto riguarda esclusivamente la compensazione orizzontale o esterna che colpisce tributi di diversa tipologia tramite il mod.f24, mentre permane facoltà del contribuente di fruire della compensazione verticale o interna (es. IVA da IVA). A nulla conta altresì che il ruolo sia definito o provvisorio in quest ultimo caso l eventuale compensazione eseguita in violazione del divieto non sarà immediatamente sanzionabile nel caso di ricorso pendente ma solo in seguito alla definizione della controversia. Il divieto di compensazione non opera nel caso di debiti per i quali sia stata concessa da Equitalia la rateazione sempre che il debitore mantenga in essere il piano di rateazione. Pertanto nel caso di mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, il debitore decadendo automaticamente dal beneficio della rateazione soggiace alle regole introdotte dall'art. 31, D.L. 31 maggio 2010, n. 78. [DOTT. MATTEO CAMURRI] DURC (acronimo di Documento Unico di Regolarità Contributiva) Esso è un documento importante. Infatti, chi ne è in possesso (solo imprese) può manifestare che è in regola con i contributi pagati all INPS - INAIL - CASSA EDILE. L art. 90 lett. c del T.U. di sicurezza impone al privato cittadino di allegare alla domanda, che normalmente si fa al Comune dove è ubicato l immobile, di concessione edilizia (permesso di costruzione) o DIA (dichiarazione inizio attività), l indicazione dell impresa esecutrice. La concessione del DURC, da parte dell impresa esecutrice dei lavori edili, deve avvenire prima dell inizio dei lavori, oggetto del permesso di costruzione o di DIA. Il committente privato che omette di trasmettere il DURC all amministrazione competente prima dell inizio dei lavori, è colpito da sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000,00 a 6.000,00 euro in base al combinato disposto del predetto art.90 e dell art.157 del T.U. di sicurezza. Il privato committente, se dovesse effettuare dei lavori edili vari, e comunque, anche lavori che non sono soggetti a permesso di costruzione, dovrà richiedere all impresa o attivarsi direttamente (meglio) i seguenti elementi: a) Idoneità tecnico-professionale; se i lavori sono da svolgersi per l impianto elettrico, idrico o per l ascensore (producibile con certificato del RUOLO tenuto dalla CCIAA oppure un autodichiarazione del titolare dell impresa, come dispone il DM. 37del 22/01/08 ex L.46/90); b) Un certificato di iscrizione alla CCIAA della provincia in cui ha sede l impresa. Il committente privato che omette la verifica, come sopra menzionata, è sanzionabile con l arresto da 2 a 4 mesi e con l ammenda da 1.250,00 a 5.000,00 euro sempre ai sensi del combinato disposto dell art.90 e 157 del T.U. sulla sicurezza. 8 [DOTT. GIOVANNI MASSA]

9 Quando si decide di acquistare un paio di scarpe si è attratti dai modelli alla moda, dai colori che possano abbinarsi con gli abiti del nostro guardaroba, dalla comodità, dal prezzo. E importante però assicurarsi di comprare prodotti di qualità, prestando attenzione anche alle informazioni, espresse in simboli o scritte in lingua italiana, relative ai materiali utilizzati per ciascuna parte della scarpa. La normativa italiana (D.M. 11/04/1996, modificato dal D.M. 30/01/2001) stabilisce che tutte le calzature, ossia i prodotti dotati di suole che proteggono o coprono il piede, comprese le parti messe in commercio separatamente (es. scarpe con o senza tacco, stivali, sandali, scarpe da tennis e per altre attività sportive, calzature ortopediche, etc.) siano obbligatoriamente dotate di un etichetta, che deve contenere informazioni sui materiali (es. cuoio e pelle, cuoio pieno fiore, cuoio rivestito, materie tessili, etc.) di cui sono composte le sue parti, ossia: 1. Tomaia, che è la superficie esterna della calzatura, attaccata alla suola esterna; 2. Rivestimento tomaia e suola interna, ossia fodera e sottopiede interni alla scarpa; 3. Suola esterna, o meglio la superficie inferiore attaccata alla tomaia. Per queste tre parti della calzatura, l etichetta deve indicare il materiale di composizione per almeno l 80%. Se nessun materiale raggiunge tale percentuale dovrà invece riportare le due componenti principali. L etichetta, che può essere stampata, incollata o applicata ad un supporto attaccato, deve essere presente su almeno una delle due calzature e ben visibile al consumatore, il quale sarà agevolato nella comprensione dei materiali utilizzati per le scarpe che gli vengono proposte dal venditore. Sono escluse dall obbligo di etichettatura delle calzature i seguenti prodotti: 1. Calzature d occasione; 2. Calzature aventi le caratteristiche di giocattoli; 3. Calzature di protezione individuale; 4. Calzature con elementi costituiti da sostanze pericolose (D.P.R. 104/92). Chi ha l obbligo di fornire l etichetta ed è responsabile delle informazioni che essa riporta è il fabbricante o un suo rappresentante con sede nella U.E. Se manca la sede nella Comunità, la legge prevede che sia responsabile colui che introduce la merce sul mercato comunitario. Il venditore al dettaglio è tenuto a verificare che sulle calzature in vendita sia riportata l etichetta e ha l obbligo di esporre, in modo chiaro e visibile, la tabella illustrativa della simbologia adottata sulle etichette. A garantire il rispetto dell obbligatorietà dell etichettatura delle calzature e della veridicità delle informazioni dalle stesse indicate è il Ministero dello Sviluppo Economico, attraverso l attività di vigilanza di ispettori delle Camere di Commercio, nonché degli ufficiali ed agenti di Polizia Giudiziaria. Nel caso in cui l Autorità di Vigilanza verifichi la mancanza di etichettatura o la sua non conformità alla normativa vigente, viene assegnato un termine tassativo per la regolarizzazione al fabbricante, o al rappresentante o al responsabile della prima immissione in commercio o, addirittura, al venditore. Qualora tale termine decorra inutilmente l Autorità di Vigilanza provvede al ritiro dei prodotti dal mercato. [DOTT. SSA SARA RUBALDO] (Responsabile Ufficio Studi Turismo, Trasporti e Multiproprietà Confconsumatori Emilia-Romagna) l informazione del consumatore 9

10 l informazione del consumatore ESCLUSIONE CANONE RAI Con la finanziaria 2008 (legge 244/2007), all art.1 comma 132, è stata è stata introdotta l esenzione dal canone Rai. Essa dispone che: A decorrere dall anno 2008, per i soggetti, di età pari o superiore ai 75 anni con un reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente a. 516,46 per 13 mensilità annui cioè, euro 6.713,98 complessivi, sono esonerati dal pagare il canone televisivo. Quindi per poter ottenere l esclusione occorre avere tre requisiti essenziali: 1. Avere, in proprietà, un apparecchio televisivo; anni di età; 3. Meno di. 516,46 di pensione mensili, complessi vamente tra l interessato e il proprio coniuge convivente. Per beneficiare dell esenzione è importante compilare una DICHIA- RAZIONE SOSTITUTIVA, dove si attestano i requisiti necessari. Essa è disponibile nel sito e va consegnata agli uffici locali o territoriali dell Agenzia dell Entrate oppure spedita tramite raccomandata allegando una fotocopia del documento d identità al seguente indirizzo: Agenzia Entrate ufficio Torino S.A.T. sportello abbonamenti TV Torino. La dichiarazione va spedita entro il 30 aprile di ogni anno, per il quale si intende ottenere l agevolazione. Gli abusi, verranno sanzionati, oltre che con il pagamento ordinario del canone aggiunto agli interessi di mora, con un importo che varia tra i 500,00 e i 2.000,00 euro per ogni annualità evasa. PER MAGGIORI INFORMAZIONI, RIVOLGERSI ALL UFFICIO DELL AGENZIA ENTRATE TERRITORIALE PIÙ VICINO.! CITTADINI CONFCONSUMATORI ABBIAMO LA CERTEZZA CHE L IVA SULLA TASSA RIFIUTI SOLIDI URBANI E ILLEGITTIMA. INOLTRE, LA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE, N DEL 28/01/2011, CHIARISCE LA COMPETENZA DEL GIUDICE ORDINARIO. LA NOSTRA ASSOCIAZIONE, PER I PROPRI SOCI, SI ADOPERERA GIUDIZIALMENTE, CON UN ESPERTO AVVOCATO, PER IL RECUPERO DELL INGIUSTA IMPOSTA PAGATA NEGLI ULTIMI 10 ANNI. CHI FOSSE INTERESSATO, AD INOLTRARE ISTANZA DI RIMBORSO, OCCORRERA PROCURARSI I SEGUENTI DOCUMENTI: -DELEGA AL PROFESSIONISTA; -COPIA FATTURE, RELATIVE AI RIFIUTI SOLIDI URBANI; -COPIA DEI PAGAMENTI EFFETTUATI. Il costo, dell operazione varia a seconda dell importo da richiedere a rimborso, e comunque esso non supererà il 50% di detto. Per maggiori informazioni chiamare il numero 0522/ e chiedere di Secondo Malaguti, presidente della Confconsumatori Emilia Romagna il quale è a vostra completa disposizione, per ulteriori delucidazioni in merito e per aiutarvi nell eventuale conteggio. Cordiali saluti, AVVISO AI Il presidente Secondo Malaguti PACCHETTO IGIENE Una garanzia per la salute dei cittadini Pollo e maiale alla diossina, pesce al mercurio, uova alla salmonella, formaggi avariati, vacca pazza, frutta e verdura ai pesticidi, ma che succede nell alimentare? 10 Da tempo sentiamo notizie preoccupanti riguardanti ciò che mangiamo, ed i media non ce ne risparmiano nessuna. Ma è davvero così difficile avere dei cibi sicuri? Da almeno una decina d anni a questa parte le notizie di cibi potenzialmente pericolosi per la nostra salute si alternano e susseguono quasi con regolarità, ma, devo sottolineare, che generalmente sono notizie che ci vengono da lontano, da altre nazioani. Il settore alimentare oggi è regolamentato dal cosiddetto Pacchetto igiene che altro non è che una serie di norme, emanate dalla Comunità Europea, per prevenire e controllare i rischi sanitari nel settore. Bisogna premettere che il rischio zero, nell alimentare, non esiste. Qualsiasi cibo, casalingo, artigianale, biologico, industriale, ecc. porta con sé, inevitabilmente, dei rischi, proprio per le sue origini, per le manipolazioni subite, per la conservazione, ecc.. Per questo motivo si può solo parlare di rischio ridotto o rischio contenuto. La Comunità Europea, con il Pacchetto Igiene, ha voluto dare una serie di norme affinché il rischio sia ridotto al minimo. Queste norme prevedono il ribaltamento della politica comunitaria sui controlli alimentari seguita finora. Non è più l ente pubblico ad avere l onere del controllo, ma è il produttore responsabile della sicurezza e igiene dei prodotti che realizza o distribuisce. Pertanto è il produttore che deve mettere in atto tutte le procedure, accorgimenti e controlli, affinché il suo prodotto sia conforme ai requisiti igienici richiesti dalla normativa. Il pubblico ha l onere di vigilanza e controllo sul produttore che, in ogni caso, rimane l unico responsabile della sua attività. In Italia questo sistema è efficiente ed efficace, e i risultati sono evidenti. Gli scandali alimentari originari nel nostro paese sono sempre stati limitati a pochi casi circoscritti, a quantità limitate e rapidamente identificati ed eliminati. Ma quanto pesano questi scandali sul totale dei consumi alimentari? Vediamo un po di numeri. I consumi annuali italiani 2008/2009 sono stati approssimativamente: tonnellate di carne suina, di tonnellate di prodotti da forno, tonnellate di passata di pomodoro, tonnellate d olio d oliva, di tonnellate di pasta. Su masse enormi di prodotti alimentari come queste, è praticamente impossibile evitare il furbetto o il profittatore. Ma, se in Europa i controlli sono limitati e formati, più tesi ai controlli sui prodotti in arrivo dall esterno, in Italia sono sicuramente più serrati ad efficaci, sia sulla produzione interna che sui prodotti provenienti dall estero. I volumi sui prodotti sequestrati o ritirati dal commercio, di origine italiana, per problemi vari, sono certamente una parte limitata, statisticamente quasi trascurabile, del totale dei consumi. Resta il fatto che, come consumatori, dobbiamo pretendere che anche questi scompaiono e che si possa andare a far la spesa con maggiore tranquillità. [BEDOGNI SILVANO] Perito alimentare

11 Ad oggi esistono centinaia di figure sanitarie e non, che si occupano di salute e benessere. Tutti i giorni migliaia di pazienti ricorrono all uno o all altro per risolvere quel fastidioso dolore che impedisce di stare sereni e, a volte, anche lo svolgimento delle normali funzioni quotidiane. Il primo riferimento deve sempre essere il medico di famiglia, che a sua volta indirizzerà il paziente nel suo percorso di guarigione. A volte bisognerà approfondire con accertamenti, a volte basterà prendere qualche farmaco. Spesso, però, esistono dei problemi che si ripresentano ciclicamente, dei fastidi che sussistono nonostante i referti non documentino nulla di strano; molti provano a sopire i sintomi insistendo con gli anti-infiammatori, i risultati sono vari: a volte il problema viene risolto, a volte si ripresenta dopo un periodo di tempo, a volte il farmaco non sortisce alcun effetto. Questo perché una pillola non potrà mai conoscere me e il mio corpo, non potrà mai arrivare selettivamente al cuore del problema. L approccio necessario in questi casi è quello di fare una valutazione globale della persona, indagare le cause che ne hanno scatenato il problema, risalire la catena di eventi che ha portato ad un malessere e preparare un piano di intervento. Cosa significa tutto questo nella pratica osteopatica? L osteopata che incontra per la prima volta una persona, pone delle domande, cerca attraverso i collegamenti anatomici la catena disfunzionale, ovvero tutta quella serie di meccanismi che si sono innescati nel corpo portando alla situazione dolorosa attuale. Le cause possono essere sia recenti che remote come, ad esempio, un impatto che risale ad anni prima e che all epoca non aveva dato esiti dolorosi; nel tempo infatti questi traumi possono gettare le basi per instaurare un problema che all improvviso si scatena senza un apparente motivo. La principale arma di un osteopata è la conoscenza dell anatomia e delle relazioni neurologiche, muscolari e fasciali che coinvolgono il corpo umano, oltre alla curiosità ed alla sensibilità manuale. Quest ultima è una condizione importante visto che spesso sono i tessuti del corpo a parlare ancor prima della bocca. Spesso traumi dimenticati saltano fuori dopo aver messo le mani sulla zona colpita, questo perché i nostri tessuti memorizzano tutto ciò che ci accade, assorbono i colpi e li tengono custoditi cercando di compensare al danno subito; finché questi compensi reggono, tutto va bene, ma quando qualcosa rompe questi equilibri ecco che si scatena il dolore. Risalire alla causa del problema diventa, quindi, un passaggio fondamentale per risolverlo; attraverso il ragionamento anatomico e attraverso l ascolto dei tessuti, perché il corpo parla più di ogni altra cosa. Perché quindi andare da un osteopata? Perché ogni persona ha una sua storia: un problema cervicale può dare gli stessi sintomi a due persone ma avere cause diverse; perché ognuno ha diritto ad essere valutato nella sua globalità, ogni dettaglio utile alla causa deve essere considerato importante; perché l osteopatia non cura, ma pone le condizioni perché il corpo attui da solo i processi di guarigione, come accade per le ferite; perché i blocchi nel nostro corpo consumano le energie, e anche se non causano dolori intensi pongono le basi per possibili patologie. Come ho già scritto in altri articoli l osteopatia non tratta le ossa, ma il corpo nella sua globalità: le articolazioni, i muscoli, le fasce, alla ricerca dei punti di tensione, di quei blocchi che impediscono al nostro organismo di funzionare al meglio. È un approccio dolce che non aggredisce i tessuti ma li accompagna, riportandoli ad uno stato fisiologico, restituendo movimento alle strutture. Provare per credere! [ALBERTO CASTELLANI] Osteopata D.O. m.r.o.i. Laboratorio Carpineti Giavello di Carpineti, Carpineti (Reggio Emilia) Tel/Fax BENESSERE E TRADIZIONE Laboratorio Reggio Emilia Via Delle Ortolane, 1 Reggio Emilia (laterale via Adua) Tel BALDELLI SODDISFA OGNI VOSTRA ESIGENZA I nostri prodotti: Rifacimento materassi Materassi ortopedici Materassi in lattice Materassi in lana Divani e poltrone Lana merinos Tappeti Asciugamani e accappatoi Lenzuola su misura Trapunte e piumini Riparazione salotti Tende da intrno Tende da sole Letti imbottiti Tovaglie Azienda specializzata in prodotti artigianali d'arredamento di alta qualitá MADE IN INTALY [ALBERTO CASTELLANI] [OPERA DELL'ARTISTA ANNA D.B.] l informazione del consumatore [OPERA DELL'ARTISTA ALESSANDRA BININI] 11

12 l informazione del consumatore 12 ANATOCISMO BANCARIO Si torna a parlare di anatocismo bancario e, rispetto al passato, lo si fa in modo molto più favorevole al correntista. Ma prima di entrare nel merito della questione ed esaminare le recenti novità giurisprudenziali intervenute in materia, appare opportuno, per completezza espositiva, cercare di capire cosa si intende per anatocismo bancario, parola strana e per molti aspetti incomprensibile ma tristemente nota a molti titolari di conto corrente che per anni si sono visti addebitare illegittimamente dalla propria banca ingenti somme a titolo di interessi. L anatocismo, infatti, non è altro che il meccanismo in virtù del quale non solo il capitale produce interessi ma anche questi ultimi ne producono a loro volta. È facile, quindi, immaginare l effetto moltiplicatore di tale meccanismo, soprattutto, quando, come fatto per decenni dagli Istituti di credito, gli interessi passivi sul conto corrente sono calcolati trimestralmente e quelli attivi annualmente. Uno squilibrio che si può rivelare fatale per la situazione economica del correntista soprattutto quando, come avviene per le aziende, i conti registrano nel corso degli anni notevoli movimentazioni. Fortunatamente dal 1999 è cominciato a spirare un vento più favorevole ai correntisti essendo stato affermato in sede giurisprudenziale la nullità della clausola che prevede tale modalità di calcolo e conseguentemente il diritto dell utente bancario ad ottenere la restituzione di quanto indebitamente corrisposto. Ma sino a quando si può chiedere tale restituzione e per quale periodo? Dopo circa 10 anni di dure battaglie giudiziarie la Corte di Cassazione a Sezioni Unite è di recente intervenuta fornendo una risposta chiara e, sotto molti aspetti, definitiva a tale interrogativo e statuendo che il termine di prescrizione decennale decorre dalla data della chiusura del conto corrente, trattandosi di un contratto unitario che dà luogo ad un unico rapporto giuridico, anche se articolato in una pluralità di operazioni. In buona sostanza, il consumatore può chiedere alla banca la restituzione delle somme illegittimamente percepite sino a dieci anni dalla chiusura del contratto di conto corrente. Il correntista, quindi, sino allo spirare di tale termine può promuovere le più opportune azioni legali volte a far valere in giudizio i propri diritti. Certamente, prima di intraprendere qualsiasi forma di contenzioso con l Istituto di credito sarebbe opportuno che l utente bancario verificasse, attraverso una perizia di un tecnico di propria fiducia, la fattibilità e l opportunità di una azione legale, capendo, quindi, grosso modo, le cifre che si potrebbero ottenere. Una volta accertata l entità del credito converrebbe inoltrare, attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno, all Istituto di credito una diffida chiedendo la restituzione delle somme illegittimamente percepite e, qualora, la Banca si dimostri sorda alle istanze dell utente, avviare l azione legale. La speranza è che, a seguito anche della recente sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, le Banche siano più propense a trovare accordi transattivi con i correntisti, anche al fine di evitare lunghi e spesso costosi contenziosi e ricominciare a riacquistare, così, quella fiducia della clientela persa nel corso degli anni. Gelateria pralineria Artigianale [AVV. EMILIO GRAZIUSO] Non sono soltanto gli specchi a riflettere È arrivato il tempo di scavarsi dentro nell anima.. Come se fosse uno specchio riflettere. E tempo di capire perché siamo randagie per le strade del mondo in un labirinto.. cercando l uscita, la fuga dai problemi. Quando arriviamo tutto appare così lontano, così stupido, così passato. La nostra anima ci guarda. riflesso di una mente ormai cinica. Vorremmo tornare indietro, rimediare alle nostre colpe. Si, ci sentiamo colpevoli, dentro, ma per cosa? Colpevoli di non essere capite? Perché nessuno riflette? Ciò che è dentro di noi vale più dell oro, ma non sempre riusciamo a regalarlo, a far ricco qualcuno. A volte, lo facciamo solo con i pirati. Fulvia Maria Gabriella Gueli 1989 Se non ora quando? Reggio Emilia 13 febbraio 2011 Avrei dovuto leggerla in piazza, oggi, restituire qualcosa di mio a tanta bella gente. Claudia mi ha fatto inserire in scaletta, ma non c è tempo, mi hanno detto pochi istanti prima che toccasse a me. Lo avrei fatto per loro, per le studentesse, le ragazze con le quali condivido le lotte più significative di questi anni. Questa poesia, da me scritta nel 1989 (avevo 26 anni), è una riflessione sintetica e sofferta del quadro sociale dell epoca, quando l identità femminile, già spogliata e privata di valori autentici, è esplosa nell'immagine del sistema mediatico, riducendosi in brandelli e provocando ferite profonde, di cui soltanto adesso, nonostante la massiccia resistenza di molte/i, con indignazione, si stanno denunciando gli effetti. L ho rispolverata perché possa raggiungere o sfiorare, anche solo per un attimo il pensiero di quante/i oggi riflettono, nel vero senso della parola, oltre la superficie di ogni specchio! FULVIA. M. G. GUELI TERRA & CASA LA COOPERATIVA CHE COSTRUISCE CASE PER L AFFITTO A PREZZO EQUO Per informazioni e per presentare domanda di iscrizione rivolgersi: Alla sede operativa in Largo Marco Gerra, n 3 Piano 6 (Campanello n 26) Reggio Emilia Tel Fax APERTA AL PUBBLICO IL MARTEDI E IL GIOVEDÌ ORE 9,30-12,30 / 16,00-19,00

13 Svelata l eccellenza del maiale nostrano Chiedere suino nostrano per mangiare sano e difendere la produzione italiana La suinicoltura locale, in seria difficoltà a causa della concorrenza estera massiccia e sleale, oramai al limite delle proprie forze, rischia di scomparire dal territorio trascinandosi dietro le carni di altissima qualità nutrizionale e i salumi apprezzati e imitati in tutto il mondo. La Coldiretti di Reggio Emilia, unitamente a quelle di Parma e Modena, ha deciso di rispondere a questa situazione svelando ai consumatori i segreti e le qualità ancora poco note ai consumatori con notevoli iniziative estive ed autunnali. Chi conosce la differenza tra la carne di suino italiano e quella straniera? Chi sa quanta carne italiana è presente nel salame tipo felino? Chi è al corrente dell origine del prosciutto crudo che acquista? Da dove arriva il salume affettato in vaschetta? L etichetta di origine per la carne suina non è ancora obbligatoria e dietro questa mancanza di chiarezza ci sono ampi spazi per inganni, speculazioni, concorrenze sleali, furti di valore e di identità sino a truffe e frodi alimentari. 3 prosciutti venduti su 4 sono stranieri. E come è possibile esserne informati? Le frodi a tavola sono quelle più temute da sei cittadini italiani su dieci (60 per cento) che le considerano più gravi di quelle fiscali e degli scandali finanziari, secondo l indagine Coldiretti/Swg, poiché possono avere effetti sulla salute. La credibilità conquistata da noi agricoltori nel garantire la qualità delle produzioni commenta il presidente della Coldiretti reggiana Marino Zani - è un patrimonio da difendere con tenacia nei confronti di quanti con inganni seppur legali e con contraffazioni sfruttano la fiducia acquisita con il nostro lavoro per fare affari. Insieme ai colleghi di Modena e Parma continua Zani - abbiamo pensato ad una seri di iniziative in cui presentare e svelare le vere qualità del maiale nostrano a tutti i consumatori che hanno voglia di essere protagonisti della propria spesa, dei propri consumi e della propria alimentazione senza subire quanto viene proposto in modo indiscriminato da pubblicità accattivanti e da scarsa trasparenza delle informazioni. Senza la trasparenza dell origine l inganno ha dilagato in questi anni danneggiando sia i consumatori sia gli allevatori, che sempre più spesso chiudono le loro imprese per mancanza di riconoscimento economico da parte del mercato, come sta accadendo ai suinicoltori che si trovano a far fronte a spese superiori ai loro ricavi e da sempre producono nel segno della qualità e della sicurezza. Il rischio di estinzione del maiale locale e con esso i prodotti tradizionali di qualità che ne derivano è reale. La suinicoltura reggiana continua nella sua lenta e costante retrocessione. Oggi si attesta sui capi allevati in provincia contro gli oltre di 5 anni fa e gli di 15 anni fa. Si è dimezzata negli ultimi 15 anni ed oggi sugli scaffali dei negozi ben due prosciutti su tre provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna, senza che questo venga chiaramente indicato in etichetta, anzi, l'uso di indicazioni fuorvianti come di Montagna o Scelto spesso ingannano il consumatore sulla reale origine di ciò che mangia. L Italia produce soltanto il 60% del consumo interno di carne suina, del 40% di carne importa non si è certi della provenienza, all interno della medesima struttura si macellano e si lavorano sia capi nazionali sia esteri e si stagionano cosce DOP e cosce estere. Il messaggio di Coldiretti è chiaro. Chiedete suino italiano perché è alimentato in modo equilibrato assicurando una ridotta quantità di colesterolo e una composizione di grassi perfettamente in linea con le esigenze nutrizionale dell uomo moderno, è nutrito con alimenti vegetali di alta qualità come il mais, l orzo, la crusca, la soia che garantiscono alle sue carni alta digeribilità e un elevato apporto proteico, è sottoposto ad attenti controlli igienico sanitari in ogni fase del processo produttivo ed di origine certa, agricola e italiana. [COLDIRETTI REGGIO EMILIA] l informazione del consumatore 13

14 l informazione del consumatore Storia del carretto siciliano Il carretto siciliano, tanto amato dai turisti di ogni luogo per la sua capacità di essere sintesi perfetta di arte, cultura, colori e folklore siciliano, è qualcosa che si lega profondamente alla storia economica di questa regione. Nasce nei primi anni dell Ottocento quando i Borboni, per ragioni militari, si preoccuparono di aprire le prime grandi strade di comunicazione. Queste, denominate Regie-trazzere, migliorarono radicalmente le condizioni della viabilità che fino ad allora non consentivano l uso dei carri, rendendo il dorso degli animali l unica soluzione possibile per consentire il trasporto delle merci da un luogo all altro della Sicilia. Oggi i siciliani utilizzano il termine trazzere per indicare le stradine di campagna non asfaltate, larghe abbastanza da consentire il passaggio di un automobile per volta. Ma nell Ottocento, esse erano grossi e lunghi sentieri a fondo naturale, soggetti a frane e ricchi di insidie. Solo un mezzo con alte ruote, poteva affrontare fossi, ripide salite e le altre tortuosità delle di queste vie. E così che nasce il carretto siciliano che nel giro di pochissimo tempo diventa il mezzo più richiesto e apprezzato da venditori e commercianti, almeno fino a quando l industrializzazione non lo renderà obsoleto. Strutturalmente esso è composto da un pianale di carico, u funu ri cascia, da sponde laterali i masciddari e dalla sponda posteriore removibile, u purteddu. Il tutto montato su travetti trasversali collegati a stanghe che permettevano l attacco con l animale che lo trainava. Ma l immagine che ognuno di noi ha del carretto siciliano non è certo quella di un banale mezzo per il trasporto. Tutt altro. Sin da subito, infatti, i costruttori dei carretti non si limitano a mettere insieme pezzi di legno e grandi ruote ma, con pazienza e maestria, creano una vera e propria opera d arte, trasformano un semplice carro in un esplosione di colori e figure, che non può passare inosservato nelle strade e che richiama l attenzione di gente comune e di grandi scrittori che in Sicilia si recano per raccogliere materiale e spunti per i propri scritti. Guy de Maupassant, scrittore francese, li descrisse come veicoli buffi, diversi tra loro, dei piccoli rebus che viene sempre la voglia di risolvere. Piccoli rebus che si sono arricchiti pian piano. I primi carri infatti avevano solo una mano di colore (blu, grigio o giallo), stesa allo scopo di assicurare una certa protezione al legno. Poi qualcosa cambia. Probabilmente per la voglia dei venditori ambulanti di attirare sui loro prodotti l attenzione dei passanti, nasce il desiderio di decorare il carro in modo sempre più elaborato e appariscente. Di lì a poco, anche tutti gli altri utilizzatori del carretto lo arricchiranno di colori e ornamenti vari. Mutano anche le immagini da raffigurarvi sopra. Se in principio si preferivano i temi sacri, come a voler invocare una protezione divina sul carro, con il proseguire del tempo e l influenza dei cantastorie che giravano la Sicilia, i Santi cedettero lentamente il posto, pur senza mai uscire completamente di scena, ad aitanti cavalieri, valorosi paladini e scene tratte dalla Cavalleria Rusticana, celebre novella di Giovanni Verga. Così, i carretti, nati come mezzi agricoli, diventano il più alto esempio di artigianato e pittura popolare siciliana. Nasce un vero e proprio fenomeno di costume, un monumento alla cultura che racchiude la maestria di più categorie di artigiani. Accanto al mastru ri carretta, colui che materialmente assemblava i pezzi di legno per la costruzione del carro, c erano u sculturi ri carretta, u pitturi, u firraru, u siddunaru, u ferrascecchi. Il carradore sceglieva i vari pezzi di legno necessari per la costruzione. In un unico carretto è possibile trovare il noce, il frassino, l abete e il faggio. Finito l assemblaggio lo scultore li intagliava creando motivi più o meno elaborati come foglie, colombelle, conchiglie, cavallucci marini a seconda del tema dei carri. Il fabbro si dedicava a tutti i pezzi in ferro, ma la sua maestrie era dedicata alla cascia ri fusu, quella parte in ferro battuto che univa l asse delle ruote al fondo della cassa. Poi c era u siddaru, colui che si occupa di tutti gli armeggi, cioè finimenti e pennacchi vari. Per ultimo u ferrascecchi che si occupava di ferrare i cavalli. Un arte che potrebbe sembrare poco nobile ma che invece riveste un ruolo importante. I cavalli andavano infatti ferrati almeno una volta al mese e non sempre era un lavoro facile. La prima ferratura soprattutto poteva essere alquanto pericolosa in quanto il cavallo, non abituato al rumore, poteva innervosirsi e scalciare ferendo l artigiano o con la possibilità di rimanere azzoppato da un colpo sbagliato. Infine c era il pittore che vivacizzava e rendeva onore al lavoro reso dal resto degli artigiani. Il carretto assumeva sembianze diverse a seconda della zona in cui veniva creato. Tra gli stili più noti vanno ricordati: lo stile palermitano e quello catanese. Lo stile palermitano è quello più semplice. Con sponde trapezoidali e una tinta di giallo sullo sfondo presenta decorazioni prettamente geometriche e una prospettiva bidimensionale. Sponde rettangolari e tinta di sfondo rossa sono tipiche invece dello stile catanese, forse per richiamare i colori della lava dell Etna. Qui le decorazioni sono molto ricercate ed elaborate e abbondante è l uso di chiaroscuri e sfumature e della prospettiva tridimensionale. Oggi, i carretti continuano ad esistere, seppur in via di estinzione. Non sono più utilizzati nelle campagne ma possiamo trovarli esposti in occasioni particolari, quali feste patronali, sfilate, cerimonie folkloristiche o nelle botteghe degli ultimi artigiani rimasti che, non più giovanissimi, conservano lo stesso entusiasmo e lo stesso ardore del primo legno intagliato. Ogni carretto siciliano è un pezzo unico che conquista e incanta tutti, turisti e non. Gli esemplari più antichi sono conservati in musi creati apposta per custodirli. A Terrasini, in provincia di Palermo, esiste il Museo del Carretto Siciliano per garantire a tutti l opportunità di godere di un opera che da secoli viene gelosamente tramandata di padre in figlio. 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