Buone Feste da UniAbita

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1 PERIODICO DI INFORMAZIONE DELLA COOPERATIVA UNIABITA - ANNO VI - NOVEMBRE/DICEMBRE N 04 La rivista della Cooperativa di Abitanti LO/0812/2011 Il congresso di Legacoop Buone Feste da UniAbita

2 ore su 24 Cinisello Balsamo - Sesto San Giovanni - Milano SERVIZI FUNEBRI A PREZZI CONVENZIONATI ACCORDO STIPULATO CON IL COMUNE DI CINISELLO BALSAMO SERVIZI COMPLETI VESTIZIONI CREMAZIONI CONDIZIONI AGEVOLATE PER I SOCI UNIABITA

3 N04 La rivista della Cooperativa di Abitanti UNIABITA NOVEMBRE/DICEMBRE Sommario Servizi 05 Editoriale 06 La cooperazione di domani 10 Il congresso dell Associazione lombarda circoli cooperativi 14 Un fondo di solidarietà per la morosità incolpevole 16 Liti tra vicini? Arrivano i mediatori 18 La Domus Lignea si presenta alla comunità 20 RendiNova 2016: nuova emissione 21 UniAbita ed Expo Natale è sempre Natale 24 RSA-Aperta: servizi socio-sanitari gratuiti a casa tua 25 Il nucleo di assistenza post acuta presso la RSA Il Sole 26 Tecarterapia per mal di schiena, tendiniti, osteoporosi 27 La salute sessuale come spia della salute dell uomo 28 Buon compleanno Agricola 32 Un bistrot sociale e molto di più 37 La 15 a settimana della cooperazione sestese Rubriche 38 Prende il via la sesta stagione di Teatro Necessario 40 Il progetto "Casa Arcipelago-Anffas" 41 Il sogno di un mondo migliore 42 Giocare, che passione! 44 Sogno d Amore - 25/50 anni insieme 46 Fiaba: Il peso del Natale 06_Congresso Legacoop Lombardia 28_Buon Compleanno, Agricola 14_Un fondo di solidarietà per la morosità incolpevole FOCUS Redazione e Amministrazione: Piazza Soncino, Cinisello Balsamo - MI Tel Fax Mail: Direttore Editoriale: Angelo Maj Co-direttore: Luigi Seveso Segretaria di redazione: Rossella Parini Progetto grafico: Emanuele Gipponi Comitato di redazione: Rosanna Cantarelli, Katia Giannotta, Caterina La Grotteria, Fiorenza Melani, Elena Malagoli, Mara Negri Hanno collaborato: Alessandra Fraccon, Carlo E.L.Molteni Impaginazione: Emanuele Gipponi Stampa: Arti Grafiche Fiorin S.p.A. Iscrizione al Tribunale di Monza reg.n.1949 del Albo Soc.Coop. N A Sez. Cooperative a Mutualità Prevalente, Cat.Cooperative Edilizie di Abitazione

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5 EDITORIALE Il sacco di Roma Come si fa a restare indifferenti di fronte alle notizie di corruzione e mala politica che arrivano da Roma? In più di un occasione, in questi anni, avevamo pensato di avere toccato il fondo. Non era così, e questa vicenda lo dimostra, aggiungendo, se possibile, ulteriore incredulità, sconcerto, amarezza e rabbia. Almeno per due ordini di motivi. Il primo è la ramificazione e la trasversalità dei personaggi coinvolti, che vanno da sinistra fino alla destra neofascista, con radici ben piantate in un microcosmo in cui criminalità comune ed eversione politica si mescolano fino a confondersi. Il secondo è che tra i principali imputati c è il presidente di una importante cooperativa sociale, associata a Legacoop, che si occupa del reinserimento sociale e lavorativo di detenuti e di altre categorie sociali deboli. In queste settimane, in preparazione del congresso nazionale di Legacoop, che si celebrerà proprio a Roma alla metà di dicembre, ci siamo confrontati e interrogati a lungo su come le cooperative possano continuare a essere coerenti con la loro storia e con il loro vissuto di solidarietà, mutualità e di rispetto della legalità. Su come la cooperazione abbia rappresentato per tante persone una straordinaria occasione di riscatto e di promozione sociale. Non è tutto, per noi cooperatori è essenziale godere di una buona reputazione, perché il comportamento non virtuoso anche di una sola cooperativa finisce per essere lesivo nei confronti della credibilità delle altre. E quindi restiamo inorriditi quando scopriamo che, sotto le insegne di una cooperativa, si nascondono pratiche fondate sull illegalità, sullo sfruttamento della manodopera e sul lavoro irregolare. Penso a queste cose mentre leggo le cronache di quello che è ormai stato definito il sacco di Roma. Mi chiedo che conseguenze ne deriveranno per i lavoratori e i soci onesti della cooperativa 29 giugno. Vedo il malessere e il dolore che queste storie provocano in chi ha dedicato, con passione e impegno, un'intera vita ai valori della cooperazione. Non illudiamoci, questa videnda ci peserà addosso come un macigno ancora a lungo. La nottata deve passare, è vero, ma sarà lunga, molto più di quanto avevamo immaginato e sperato. Buon Natale a tutti voi e alle vostre famiglie. Angelo Maj

6 MONDO COOPERATIVO La cooperazione di domani Si è svolto lo scorso 19 novembre l undicesimo congresso di Legacoop Lombardia, aperto da una relazione del presidente rieletto Luca Bernareggi e alla presenza del presidente nazionale Mauro Lusetti 177 cooperative che hanno espresso 416 delegati, 134 dei quali donne e 282 uomini, 86 con un età inferiore ai 40 anni. In due righe ecco riassunta la partecipazione all undicesimo congresso di Legacoop Lombardia che si è svolto a Milano lo scorso 19 novembre. Preparato dall assemblea congressuale della cooperazione di produzione e lavoro, dal congresso della cooperazione di consumo, dall assemblea di mandato di Legacoop servizi, dall assemblea congressuale dei circoli cooperativi (soltanto Legacoop abitanti ha tenuto la sua assemblea congressuale in una data posteriore al congresso di Legacoop Lombardia) il congresso ha avuto il suo momento centrale nella relazione del presidente Luca Bernareggi. Bernareggi ha avuto il merito e il coraggio di parlare con franchezza all'assemblea congressuale, sollecitandola, da un lato, all'autocritica, dall'altro riaffermando l'importanza che Legacoop e le sue cooperative, e il movimento cooperativo lombardo e nazionale nel suo complesso, hanno nell economia e nella società Luca Bernareggi 6 - UNIABITA SERVIZI Novembre/Dicembre 2014

7 La scelta irreversibile dell Alleanza delle cooperative italiane La prima questione affrontata da Bernareggi è stata la scelta irrinunciabile dell Aci, dell Alleanza delle cooperative italiane, e la volontà di procedere rapidamente verso questo obiettivo. Insomma il tempo delle cooperative rosse contrapposte o in concorrenza a quelle bianche o a quelle di impronta mazziniana è definitivamente alle spalle. Le visioni della società sono in laga misura comuni e parlando con una sola voce ci facciamo ascoltare meglio e in modo più chiaro. A noi ha detto Bernareggi devono stare a cuore l interesse delle nostre cooperative e l idea di società e di impresa che vogliamo. Abbiamo l ambizione di essere gli interpreti e gli artefici, nelle nostre attività, di un contesto sociale fondato su inclusione, mutualismo, pluralismo, partecipazione. La costituzione dell Alleanza delle Cooperative Italiane quindi, anche in Lombardia, non sarà solo un atto formale ma è parte integrante del cambiamento che la cooperazione italiana deve produrre e che il Paese richiede. La società italiana Ecco, ma come descrivere la società italiana? Il Paese soffre di una condizione economica e sociale di estrema difficoltà e siamo tutti testimoni della grave condizione di salute dell economia italiana. Un milione di persone che negli ultimi anni è stato espulso dal mercato del lavoro sono una cifra impressionante, ai quali si aggiunge il già elevato numero di 2,2 milioni di disoccupati, sono 4 su dieci i ragazzi e le ragazze che stabilmente non trovano un occupazione. I consumi sono crollati a livelli dei primi anni novanta, l'effettiva capacità di reddito delle famiglie ha avuto un erosione significativa, l ammontare del debito pubblico e la sua continua evoluzione si è progressivamente divorato la capacità di fare investimenti da parte dello Stato e degli enti locali. Negli anni 70 il debito ammontava a circa il 50% del Pil, oggi siamo ben oltre il 100%. Negli ultimi sette anni l Italia ha perso il 25% della propria capacità industriale. Novembre/Dicembre 2014 SERVIZI UNIABITA - 7

8 MONDO COOPERATIVO Il fallimento di una classe dirigente È del tutto evidente ha continuato Bernareggi che non vi è stata la volontà politica e la capacità di prevedere e di sostenere le misure e le riforme che il Paese attende ormai da lungo tempo. Perciò è corretto parlare di fallimento di una classe dirigente. Il presidente di Legacoop ha a questo punto fatto delle osservazioni sul governo Renzi, a cui, pur confidando che sappia corrispondere alle aspettative di cambiamento suscitate, non ha mancato di riservare delle osservazioni critiche. La prima attiene al rischio di preferire gli annunci ai fatti. La seconda è l invito a evitare battaglie ideologiche e a lavorare perché da questa situazione di straordinaria pericolosità si esca tutti insieme, imprese, lavoratori e società. Altrimenti il rischio di produrre effetti sistemici deflagranti è molto alto. L Europa Un altra scelta senza ritorno è quella dell orizzonte europeo e della dimensione continentale del nostro agire, iniziando a correggere una visione iperburocratica dell Unione, per favorire e armonizzare un impiego più fruttuoso degli investimenti comunitari, per superare vincoli che oggi appaiono del tutto anacronistici. Al netto delle debolezze e dell affanno italiano, è decisivo superare vincoli e parametri in sede comunitaria pensati per un mondo che non c è più e che non hanno contribuito a risolvere nessuno dei problemi degli stati, delle imprese e delle persone che si sentono a pieno titolo cittadini europei. La dimensione politica ed economica monetaria dell Unione ha detto Bernareggi vincerà sui vari populismi di ogni colore e matrice solo se saprà emanciparsi da queste ipocrisie e da queste vere e proprie ingiustizie. A questo punto ha definito sconcertante la vicenda che ha al centro Juncker e la politica fiscale del Lussemburgo e ha criticato la modalità con cui il sistema bancario ha gestito i 300 miliardi di euro immessi dalla Bce per aumentarne la capacità di credito. L idea di Europa che ci piace ha aggiunto Bernareggi è fondata sulla fratellanza non sull egoismo, sulla trasparenza non sulle consorterie, sulla giustizia non sulla furbizia. Il mondo cooperativo Bernareggi ha citato il documento congressuale: La cooperazione si è indebolita. Nello spessore imprenditoriale. Nel legame tra i soci e la cooperativa, la paura ha ristretto la partecipazione. Nei rapporti fra cooperative, nei rapporti tra associazione e associati, nella capacità progettuale sul futuro. Nei primi anni della crisi abbiamo saputo resistere meglio, in larga misura la cooperazione italiana rimane una realtà importante dell economia e della società ma troppo spesso si è affermato un atteggiamento culturale attendista, restio ai cambiamenti. Nei gruppi dirigenti aziendali e associativi ha prevalso il mantenimento dello status quo, che ha portato ad affrontare la crisi in ritardo aggravandone la situazione, dimenticando che la proprietà intergenerazionale della cooperativa richiede un pensiero lungo, impone di guardare alle generazioni nelle cui mani la cooperativa verrà affidata. Rispetto ai problemi della cooperazione dalle esperienze si devono trarre degli insegnamenti. Ma un conto è nascondere i problemi, occultarli, o scappare davanti alle difficoltà. Altro comportamento è cercare di condividerli, riconoscerli, assumersi le responsabilità e provare a trovare delle soluzioni. Come il mondo della cooperazione ha già saputo fare in passato, dobbiamo partire da questa preoccupazione, riconoscere il problema e insieme cominciare un lavoro faticoso, difficile, di coinvolgimento dei soci e dei gruppi dirigenti, arricchito di nuove competenze. Non c è nessuno che ha soluzioni pronte all uso. Ma il peso del prestito, il numero di soci, la tenuta patrimoniale di diverse di queste aziende richiedono una discussione chiara e delle scelte tempestive. In questa discussione abbiamo bisogno dei cooperatori di oggi e soprattutto di quelli del futuro, da loro, può venire la necessaria creatività e motivazione per affrontare le sfide impegnative che ci aspettano. Questione morale Bernareggi ha poi parlato al congresso di un problema che sta a cuore a tutti i cooperatori. Anche noi alle volte raccontiamo il valore della cooperazione italiana in modo indistinto, ma è un errore. Sappiamo bene infatti che in casi non rari, come dimostrano le recenti inchieste verso consorzi e cooperative di lavoro anche in Lombardia, nella pratica quotidiana non è così. Sono diffusi esempi di cooperative, con molto fatturato e molti addetti, usate per false fatturazioni, lavoro nero, arricchimento personale e in qualche caso riciclaggio di denaro di 8 - UNIABITA SERVIZI Novembre/Dicembre 2014

9 dubbia provenienza. Le persone che lavorano in queste realtà, costretti a lavorare in quelle condizioni, che pensiero volete che abbiano della cooperazione? Pensiamo davvero che siano così in grado di saperle distinguere? Bene ha fatto la presidenza di Aci nazionale a decidere la costituzione di parte civile nei procedimenti giudiziari che riguarderanno queste realtà, che una volta avremmo definito spurie ma oggi occorre chiamare con il loro nome: sfruttatori di mano d opera e promotori di economia illegale. Dobbiamo sapere che la cooperazione in una parte non piccola dell opinione pubblica si è affermata come forma di impresa ingiusta, esattamente contro i principi per i quali siamo nati. La cooperazione di domani Dobbiamo investire ha affermato Bernareggi sui cooperatori di domani. I cooperatori che, con una fatica enorme e con una passione non comune, provano a gestire un bene confiscato alla mafia, e chiedono competenze non assistenza. E incredibilmente ci riescono. Lì sta la forza dell idea cooperativa. Sta in quel gruppo di persone che reinventano la propria esperienza di vita professionale aprendo una cooperativa sociale per gestire uno spazio che gli viene messo a disposizione, senza elemosine, da una cooperativa di abitanti per aprire un punto di ristorazione con attività culturali e aggregative per l infanzia e servizi di prossimità per i più anziani. E incredibilmente ci riescono. Le dinamiche di cambiamento di cui abbiamo bisogno devono par- tire dalla riaffermazione del principio della intergenerazionalità. Non possiamo essere il luogo dei pochi che decidono per conto di tanti, la cooperazione è democrazia e partecipazione, non possiamo essere una corporazione, la cooperazione è apertura mentale e inclusione. E ha aggiunto: I comportamenti delle persone, anche e forse soprattutto nei momenti di difficoltà, fanno la differenza. Abbiamo visto gruppi dirigenti imbullonati al loro ruolo, al punto di riuscire a far rovinare, per supponenza e insipienza, oltre che per difficoltà oggettive, delle storie davvero esemplari. La cooperativa non ha un padrone, ma un presidente pro tempore, un consiglio con un mandato a tempo e con delle responsabilità. E un direttore va selezionato e giudicato per ciò che produce non per la supina fedeltà che garantisce. I nostri soci Avvicinandosi alla conclusione della sua relazione Bernareggi ha detto: Il bene più prezioso che abbiamo sono i nostri soci. Siano essi consumatori, abitanti, lavoratori o dettaglianti. Sono loro che fanno la differenza. Quanta distanza esiste tra quel gruppo di soci e socie che si riducono lo stipendio, tagliano ogni costo superfluo, magari anche parte dei contributi associativi e quelle situazioni dove non si riesce a rintracciare l origine delle strutture iper-costose, investimenti dissennati e continuare a coltivare sogni di grandezza di un impero che fu Può accadere che un investimento sia sbagliato e che si commettano degli errori. Gian Matteo Marangoni: Definire nuovi indirizzi per adeguare la nostra attività Sul Congresso di Legacoop abbiamo raccolto una dichiarazione del presidente di UniAbita Gian Matteo Marangoni. Dal punto di vista organizzativo, la decisione principale, e che è stata già anticipata, è quella di sciogliere Legacoop Abitanti all interno di un apposito dipartimento di Legacoop regionale. Dal punto di vista politico va invece sottolineato il fatto che il Congresso si tiene in un momento molto difficile per il movimento cooperativo, che sta subendo contraccolpi molto pesanti dal punto di vista economico, in modo particolare nel settore immobiliare. La crisi ha provocato la chiusura di numerose imprese cooperative di grande entità. Per quanto ci riguarda come cooperativa UniAbita disponiamo di una struttura patrimoniale molto solida che salvaguarda la nostra tenuta. Occorrerà in ogni caso definire nuovi indirizzi che adeguino la nostra attività ad un mondo che è completamente cambiato. Alcuni spunti al riguardo erano presenti anche della relazione del presidente Luca Bernareggi, quando ha parlato di processi di razionalizzazione, di riunificazioni, di semplificazione. Per ora sono solo ipotesi e non è il caso di prefigurare scenari già definiti che tali non sono. Su questi temi dobbiamo però interrogarci e confrontarci per poi prendere le decisioni che disegneranno il nostro futuro. Novembre/Dicembre 2014 SERVIZI UNIABITA - 9

10 MONDO COOPERATIVO Non può accadere che un gruppo di amministratori non sia perfettamente a conoscenza di operazioni che valgono milioni di euro. Diventa deflagrante quando questa cooperativa deve affrontare qualunque criticità, incluso un ragionevole ricambio dei propri gruppi dirigenti. Il presidente di Legacoop Lombardia ha concluso la sua relazione con un richiamo sentito e apprezzato alla Resistenza: Nel 2015 saranno i 70 anni della lotta di liberazione dal fascismo, lì stanno le radici della nostra libertà che è il bene più prezioso che abbiamo. La libertà di promuovere il benessere materiale e immateriale in questo paese è stata possibile perché in quella lotta di liberazione, in quegli ideali, in quella partecipazione, nella statura morale e civile delle donne e degli uomini che si resero protagonisti di quello spirito e della costruzione della repubblica italiana, c è tutta la modernità e il pensiero della cooperazione italiana del prossimo futuro. Luciano Caffini Il dibattito Sulla relazione si è sviluppato un ampio dibattito che, a partire dalle diverse sensibilità, ha espresso una forte ade- Il congresso dell Associazione Lombarda Circoli Cooperativi Nell ambito del congresso regionale di Legacoop, lo scorso sabato 9 novembre al Circolo Barona E. Satta si è svolto il 10 congresso dell Associazione Lombarda Circoli Cooperativi. Presenti 52 delegati, in rappresentanza di 35 circoli, tra cui il nostro Circolo Auprema. Nella sua relazione il presidente, Vittoriano Ferioli, dopo aver richiamato la lunga e importante storia della circolistica lombarda, si è soffermato sulle difficoltà attuali, dovute al perdurare della crisi economica e sociale, a cui si aggiunge la crisi di ruolo che accompagna da diverso tempo i circoli cooperativi, ancorati a una tipologia di socialità datata, tipica di un altra epoca e non in grado di confrontarsi con le diverse modalità di stare insieme delle giovani generazioni. I circoli cooperativi devono rinnovarsi, rivolgendo attenzione ai nuovi bisogni sociali, proponendo nuove attività e presenze capaci di attrarre nuove energie. È una strada percorribile ha sostenuto Ferioli lo dimostrano tutti quei circoli che con i giovani hanno saputo adeguare il loro agire, introducendo nuove offerte commerciali, nuovi percorsi socio-culturali, aprendosi all'associazionismo, i circoli diventati circoli sociali o quelli che guardano alle nuove tendenze di consumo: equo, critico, etico e consapevole. Al congresso ha partecipato anche il vicepresidente di UniAbita e presidente del Circolo Auprema, Luigi Zavaroni. Un importante decisione assunta dal Congresso dei circoli cooperativi è stata quella di sciogliere l associazione per farla confluire in un dipartimento di Legacoop in cui troveranno posto anche le cooperative culturali, turistiche e sportive. Mischiare le carte, mettendo nello stesso contenitore e facendo incontrare realtà che si occupano di cose differenti, ma che sono unite da un filo rosso comune, risponde a un esigenza che è stata richiamata anche nel congresso di Legacoop. L obiettivo è quello di ottimizzare le risorse umane e ridurre i costi, partendo dalla consapevolezza che il modello che le cooperative hanno praticato fino ad ora non è più sostenibile. Un modello fatto di interventi sociali, sportivi, culturali, associativi tenuto in piedi grazie ai profitti generati dalle operazioni immobiliari. Ora, a mercato praticamente fermo, non ci sono 10 - UNIABITA SERVIZI Novembre/Dicembre 2014

11 sione ai temi e ai toni della relazione di Luca Bernareggi. Tra gli altri hanno preso la parola l assessore del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, il presidente Aci e Confcooperative della Lombardia, Maurizio Ottolini, e il presidente Agci Lombardia, Massimo Ramerino. Oltre naturalmente ad alcuni dei dirigenti cooperativi della Lombardia più rappresentativi, tra cui il presidente di Coop Lombardia, Guido Galardi (che ha reclamato una lotta senza tregua per un immagine positiva della cooperazione), il presidente di Legacoop Abitanti Luciano Caffini (che ha chiesto di aprire le porte a una nuova generazione di cooperatori) e il vicepresidente di Coop Lombardia Daniele Ferrè (che ha sostenuto la necessità di introdurre norme più stringenti a tutela del risparmio sociale). E con loro numerosi altri. L intervento di Mauro Lusetti Le conclusioni del congresso sono state affidate al presidente nazionale di Legacoop, Mauro Lusetti, che ha iniziato il suo intervento ricordando come lo svolgimento dei congressi a cui ha finora assistito è contraddistinto da una grande partecipazione dei soci. Il che ci consegna l obbligo di essere coerenti Mauro Lusetti più risorse disponibili e il modello non funziona più. D altro canto non si vuole perdere il lavoro prezioso che, malgrado difficoltà crescenti, i circoli hanno continuato a svolgere in questi anni dal punto di vista sociale. La vicinanza e il confronto con cooperative più attive e motivate dovrebbero far scattare la scintilla per rimettere in moto realtà assopite e, in molti casi, patrimoni consistenti che giacciono inutilizzati. O che, nel migliore dei casi, sono a esclusivo beneficio dei gestori privati dei ristoranti collegati ai circoli, che però se ne servono per le proprie legittime finalità, non sempre tenendo in giusto conto lo scopo sociale per i quali sono stati accumulati nel tempo da generazioni di cooperatori. Luigi Zavaroni Novembre/Dicembre 2014 SERVIZI UNIABITA - 11

12 MONDO COOPERATIVO con le decisioni che si assumeranno. Dovremo essere consapevoli, coerenti e conseguenti rispetto ai mandati congressuali che riceveremo. Assumercene la responsabilità, anche in termini personali. È un modo per dare giusto rilievo alla partecipazione straordinaria dei soci, che non è fatta solo di numeri ma anche di contenuti ha sottolineato Lusetti. La relazione di Bernareggi è stata ricca e stimolante ha proseguito il numero uno di Legacoop perché è riuscita a tenere insieme con grande equilibrio lo sguardo verso l Europa, insieme alla difficoltà che abbiamo come movimento cooperativo per concludere con uno sguardo e una proposta operativa sul futuro. Sull attualità politica ha aggiunto qualche sottolineatura rispetto a quelle già presenti nella relazione: Da questo governo che sta facendo molto bene su tante cose vorremmo vedere la stessa determinazione e lo stesso impegno anche su un altro paio di questioni che a noi cooperatori stanno a cuore: le liberalizzazioni (fermando le corporazioni e tutto ciò che pone lacci e laccioli al mercato) e la lotta all evasione. Sono cose diverse tra loro ma che riconducono a un idea di mercato, di economia pulita e trasparente all interno della quale le cooperative possono avere grandi possibilità di sviluppo. In questi anni noi abbiamo lavorato per salvaguardare molti posti di lavoro. A volte anche compromettendo i patrimoni delle cooperative. Molto spesso basandoci sui sacrifici che centinaia o migliaia di nostri soci hanno fatto per tenere in piedi le cooperative. In tanti casi sono riusciti a rilanciarle, in altri no. Ma va rispettato questo ruolo. Perché se in tante parti del nostro paese la coesione sociale tiene è perché spesso e volentieri in quella realtà c è una cooperativa, un gruppo di cooperative, cooperatori che in quel senso hanno agito e operato. Lusetti ha poi ricordato come per molti la cooperazione ha rappresentato un formidabile strumento di riscatto e, insieme, di protagonismo sociale. La persona ha avuto modo di crescere, di formarsi, di avere una sua dignità professionale, Barbara Farina una tranquillità economica. La cooperazione era questo, è questo, rimarrà questo. Dobbiamo essere convinti che, attraverso l idea cooperativa, il tema del riscatto sociale e della promozione sociale è ancora valido. Malgrado le difficoltà la cooperazione per tantissime persone rappresenta la risposta al desiderio di autoimprenditorialità, una risposta per risolvere i loro problemi soprattutto dal punto di vista del lavoro e di riscatto sociale. Questa questione ha proseguito Lusetti ne pone un altra, che è quella dell intergenerazionalità. Noi cooperatori non possiamo avere la memoria corta e dimenticare che qualcuno ci ha passato questo testimone. Non possiamo dimenticare che questa voglia di riscatto e di promozione sociale l abbiamo potuta conseguire e quindi adesso dobbiamo mettere altri in condizione di poterlo fare. Sono stufo di vedere codici etici approvati e mai applicati ha aggiunto riscuotendo un applauso dal congresso. Andando verso la conclusione Lusetti ha sottolineato con altrettanta forza la necessità di promuovere una lotta contro 12 - UNIABITA SERVIZI Novembre/Dicembre 2014

13 tutte le illegalità. Dalle cooperative false al tema della corruzione. Qualche episodio ha detto l abbiamo avuto e forse l abbiamo ancora anche in casa nostra. Nel concludere il suo intervento Lusetti ha fatto un ultimo richiamo in favore della partecipazione dei soci alle scelte delle rispettive cooperative. La situazione è complicata ma non è la prima volta che ci troviamo di fronte a problemi di grande portata. Non dobbiamo cedere né alla rassegnazione né al conformismo. Le nostre assemblee funzionano sul meccanismo della delega che però viene sempre più vissuta e intesa come deresponsabilizzazione. Non possiamo delegare ad altri responsabilità che ci competono. Rieletti Bernareggi e Farina A conclusione dei lavori dell 11 congresso di Legacoop Lombardia, la nuova Direzione regionale (della quale fanno parte anche il presidente e il vicepresidente di UniAbita, Gian Matteo Marangoni e Luigi Zavaroni), eletta dai delegati e dalle delegate, ha confermato con voto unanime Luca Bernareggi alla presidenza regionale. È stato ha dichiarato al termine dei lavori il neo presidente un momento di partecipazione e discussione assolutamente all altezza dei problemi che le cooperative vivono al pari di tutti, imprese e persone. Credo anche di poter dire che non è stata una discussione liturgica, e questo può farci solo bene. Ora abbiamo delle sfide impegnative davanti a noi e il lavoro che ci attende non sarà un lavoro ordinario ma non dobbiamo avere paura. La serietà, il rigore e la passione con cui abbiamo affrontato questo appuntamento sono i presupposti decisivi per iniziare a produrre quei cambiamenti che insieme abbiamo deciso. La stessa Direzione di Legacoop Lombardia, su proposta del presidente Bernareggi, ha poi rieletto, sempre con voto unanime, Barbara Farina in qualità di Direttore. Novembre/Dicembre 2014 SERVIZI UNIABITA - 13

14 COOPERATIVA DI ABITANTI Un fondo di solidarietà per la morosità incolpevole Non ci voleva molta fantasia per immaginare che la crisi economica e sociale avrebbe presentato il conto anche su un altro versante del pianeta casa. Sono stati già versati oceani d inchiostro sul fatto che banche e istituti di credito hanno da tempo chiuso i rubinetti dei mutui che servivano per acquistare una casa e mettere su famiglia. Da tempo ormai siamo alle prese con un altra emergenza. È quella della cosiddetta morosità incolpevole, vale a dire della situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare. Così la definisce il decreto ministeriale del 2013 a cui ha fatto seguito nel 2014 una legge regionale. Si tratta di provvedimenti che giustamente mirano ad aiutare inquilini e proprietari di case quando la perdita del lavoro o la temporanea diminuzione del reddito non consentono più di adempiere con regolarità al pagamento dell affitto. Senza lontanamente avvicinarsi ai livelli patologici che la morosità ha raggiunto nelle case pubbliche, anche nella nostra cooperativa questo fenomeno è in aumento. È allora opportuno ricordare a tutti noi che non pagare l affitto non è uno sgarbo che si fa alla struttura, agli uffici o al consiglio di amministrazione. È invece un danno che si procura alla missione sociale della cooperativa, alla sua impostazione solidale, alla sostenibilità economica che deve essere sempre garantita. E di conseguenza a tutti gli altri soci che l affitto, spesso a prezzo di molti sacrifici, 14 - UNIABITA SERVIZI Novembre/Dicembre 2014

15 lo pagano regolarmente. Chiarito questo aspetto preliminare c è il caso di chi, con ogni evenienza, non è più in grado di far fronte al debito accumulato. Per fare un esempio concreto è il caso di un affittuaria che, con un reddito mensile di 700/800 euro, ha maturato una morosità superiore a 20 mila euro. Pur con tutta la solidarietà e con la consapevolezza di essere in presenza di un dramma umano che ci coinvolge e ci addolora, la scelta della cooperativa non può che essere quella di chiedere il rilascio dell appartamento e di sostenerla affinché i servizi sociali si facciano carico di un caso come questo. La cooperativa ha nel suo dna la solidarietà, ed essa si esprime nel fornire ai soci un appartamento decoroso a un prezzo ragionevole. Oltre non possiamo andare. Ne deriverebbero conseguenze pesanti sull equilibrio economico che dobbiamo perseguire, in primo luogo a tutela dei soci che l affitto lo pagano regolarmente. Ci sono poi coloro che si trovano momentaneamente in difficoltà, vuoi per un licenziamento, per la cassa integrazione o altro. In queste situazioni la cooperativa già concorda un piano di rientro, che può essere più o meno lungo, a seconda delle possibilità economiche dell interessato. Questi casi sono però in costante aumento e per dare una mano a queste famiglie la cooperativa ha deciso di costituire un fondo di solidarietà per la morosità incolpevole che fornisca un aiuto a uscire da situazioni di temporanea difficoltà. Come e in che forme lo stiamo valutando in queste settimane, un gruppo di lavoro sta esaminando varie possibilità, e una proposta verrà presto presentata ai comitati di caseggiato. Molto dipenderà anche dalla consistenza delle risorse che riusciremo a raccogliere. Al momento di andare in stampa alcune decisioni sono però già state prese. La prima è che quest'anno la cooperativa UniAbita ha chiesto agli amici e ai fornitori di non inviare strenne natalizie ai nostri amministratori e collaboratori, invitandoli a versare il corrispondente contributo presso un conto corrente allo scopo già predisposto. La seconda è che, di conseguenza, la cooperativa ha deciso di devolvere a questo fondo il corrispettivo delle proprie regalie natalizie. A questo scopo è stata attivata la Fondazione Auprema, che gestirà in prima persona il fondo, e che ha attivato un conto corrente specifico sul quale versare le donazioni. Ecco le coordinate bancarie: Fondazione Auprema Onlus, CC n IBAN IT50Q Ovviamente il fondo è aperto alla generosità di tutti. In primo luogo dei soci. Molti, in occasione delle festività natalizie, effettuano una piccola donazione presso un associazione benefica o di assistenza. Perché non approfittare di questa buona opportunità per dare una mano ad alcuni soci in difficoltà? Un altro interlocutore privilegiato sono i nostri comitati di caseggiato. In queste settimane molti di loro stanno organizzando cene, feste e sottoscrizioni a premi. L invito è che le somme ricavate vengano devolute, tutte o in parte, al fondo di solidarietà. I denari raccolti verranno utilizzati con estrema saggezza a favore di famiglie che hanno indiscutibilmente necessità di aiuto. Sulle modalità organizzative saremo più precisi in una prossima occasione. Quello che possiamo dire sin da ora è che questo ci sembra un modo concreto, utile e coerente con la nostra storia di mostrarci sensibili e responsabili verso tanti nostri vicini in difficoltà. Natale solidale Novembre/Dicembre 2014 Fondazione Auprema Onlus c/c n IBAN IT50Q SERVIZI UNIABITA - 15

16 COOPERATIVA DI ABITANTI Liti tra vicini Arrivano i mediatori È stata sottoscritta un importante convenzione con il Servizio di conciliazione della Camera di Commercio di Monza e Brianza. Ce la illustra Gabriele Quaini, responsabile legale della Cooperativa UniAbita A volte sono motivazioni banali: i bambini che quando giocano fanno rumore e disturbano, gli odori o le puzze che salgono dalle cucine poste ai piani sottostanti, il volume della radio o della televisione troppo alto. Sta di fatto che, tutte sommate, le controversie tra vicini in Italia toccano l incredibile cifra di 500 mila cause civili pendenti presso un tribunale. Un dato che finisce inesorabilmente per appesantire i costi e allungare i tempi di una macchina della giustizia sempre più in debito d ossigeno. Se poi sommiamo questioni più complesse, come liti per eredità o sfratti, i procedimenti civili legati alla casa diventano il 16,2 per cento del totale e si collocano al terzo posto dopo quelle di famiglia (39,5 per cento) e di lavoro (21,8 per cento). Purtroppo, tra i soci della Cooperativa UniAbita le cose non vanno molto meglio. Sarà la crisi che ci rende tutti meno sereni, sarà lo stress che al minimo contrasto ci fa saltare per aria, il punto è che quotidianamente gli uffici della cooperativa sono contattati da soci che hanno una questione aperta con un vicino. Anche nel nostro caso la fantasia si spreca. C è chi protesta col vicino che va in balcone a fumare e lo appesta con gli effluvi che finiscono sul suo balcone. C è chi ha la sfortuna di abitare al piano inferiore a quello di una signora che di sera tardi, una mezzoretta prima di uscire per andare a ballare, passeggia per casa con scarpe dotate di robusti e rumorosissimi tacchi a spillo. E anche i nostri bambini fanno un casino d inferno, parlano, cantano, urlano senza motivo con grave danno per i timpani e la pace interiore di qualche vicino troppo sensibile. Questo solo per citare qualche esempio folkloristico, ma non mancano contrasti più seri, dove il buon senso, che comunque è merce sempre più rara, non basta. E dove neppure l esperienza e la professionalità del personale della cooperativa riesce a riportare la pace tra i litiganti e a ripianare la questione. Per non lasciare che tante piccole beghe finiscano per rovinare l armonia e il rispetto tra i soci abitanti che vorremmo regnasse nelle nostre case nelle settimane scorse è intervenuta un importante novità. È stato firmato l accordo di collaborazione tra la Cooperativa UniAbita e il Servizio di Conciliazione della Camera di commercio di Monza e Brianza, con lo scopo di affidare a questo ente la gestione dei casi di conflitto, in particolare liti di vicinato, tra i soci della cooperativa. Alla firma della convenzione erano presenti Renato Mattioni, segretario generale della Camera di commercio di Monza e Brianza, e Gian Matteo Marangoni, Presidente di UniAbita. Come cooperativa di abitanti, dedichiamo particolare attenzione al rapporto con i nostri soci e alla vita di relazione all interno dei caseggiati. L accordo stipulato oggi ha dichiarato Marangoni è un ulteriore passo in questa direzione e ha l obiettivo di agevolare il più possibile, attraverso l intervento di esperti qualificati, il mantenimento di relazioni 16 - UNIABITA SERVIZI Novembre/Dicembre 2014

17 positive all interno della nostra comunità di abitanti. Grazie a questo accordo, da oggi i nostri soci potranno usufruire di un servizio di mediazione mirato, a costi contenuti e in tempi ridotti. Gabriele Quaini, responsabile del Servizio legale della Cooperativa UniAbita, ci spiega alcune caratteristiche di questo servizio innovativo. La mediazione avviene tra soci, non per dirimere eventuali contenziosi che possono sorgere tra i soci e la cooperativa, e si attiva solo se essi sono d accordo nel richiedere l intervento di un mediatore, con la consapevolezza che il mediatore è un soggetto terzo, è imparziale, è un professionista della materia ed è riservato. Ciò significa che ogni cosa riferita negli incontri separati tra uno dei litiganti e il mediatore, e che sono necessari per giungere all incontro di conciliazione conclusivo, rimane riservata. E può uscire solo col consenso della persona. Questo è importante: massima riservatezza, massima neutralità e massima competenza. Ma che vantaggi comporta per i soci? Dal punto di vista economico i vantaggi sono evidenti. Il servizio di mediazione, richiesto secondo la legge che lo disciplina, in assenza di questa convenzione avrebbe costi ben più alti. Basti pensare che sarebbe necessario l intervento di un legale per ognuna delle parti e quindi ognuno dovrebbe prendersi un avvocato e pagarselo. Inoltre i costi dell intervento di mediazione sarebbero superiori a quelli che abbiamo concordato con questo accordo. E cioè 100 euro per mediazione: un intervento che può comportare più incontri e quindi un dispendio di tempo molto alto da parte di un professionista qualificato. Di solito le liti si trascinano all infinito... Premesso che, nei casi previsti dalla nostra convenzione, la scelta dei soggetti di percorrere la strada della mediazione è volontaria, i tempi sono veloci. L iter è sinteticamente questo. Un socio che ha una querimonia con un vicino si rivolge all ufficio soci e presenta le sue richieste. L ufficio valuta la questione e, se ritiene che questa meriti l intervento di un mediatore, chiede il consenso delle parti per farlo intervenire. Se, e solo se, entrambi i contendenti sono d accordo, la pratica inizia il suo percorso. Da qui dipartono i sessanta giorni, durante i quali, prima di arrivare all incontro conclusivo, si tengono uno o, se necessario, più incontri tra le parti. Non ci sono regole nè formalità: a volte sono incontri separati, altre volte sono presenti entrambi i contendenti. Non è neppure detto che il contrasto venga appianato. Non c è neppure il potere coercitivo per im- Renato Mattioni e Gian Matteo Marangoni Gabriele Quaini porre la soluzione prospettata. L esperienza però ci dice che l intervento di questi professionisti porta alla risoluzione delle controversie con percentuali molto alte. Questo servizio è già attivo? Dovrebbe partire nei primissimi mesi del prossimo anno, subito dopo la presentazione pubblica che terremo ai comitati di caseggiato, i nostri organismi che si trovano sulla linea del fronte dove nascono tante di queste problematiche individuali e che spesso sono i primi a intervenire per cercare di appianarle. D altro canto con i comitati di caseggiato si potrebbe concordare l intervento dei mediatori per cercare di risolvere questioni più complesse e difficili, causa di annosi conflitti che sembra impossibile riuscire ad appianare, presenti, a volte, anche in qualche nostro stabile. Voglio però sottolineare ulteriormente che questi mediatori non sono avvocati e neppure giudici di pace, ma sono professionisti con una robusta preparazione, appositamente formati per facilitare la comprensione e il dialogo tra persone che si guardano in cagnesco. Fuori di qui, se questi tentativi si rivelano infruttuosi c è il tribunale, con le conseguenze, i tempi e i costi che questo comporta. Novembre/Dicembre 2014 SERVIZI UNIABITA - 17

18 SVILUPPO IMMOBILIARE La Domus Lignea si presenta alla comunità di Caterina Paola La Grotteria Si è quasi giunti alla famosa quadratura del cerchio, per quanto riguarda i lavori di costruzione della Domus Lignea, la prima casa in legno di Cinisello Balsamo, realizzata dal consorzio Co.Cec. Il termine dei lavori è previsto entro l estate 2015, ma non viene meno l'interesse e la curiosità intorno alla costruzione ecosostenibile cinisellese, che sembra avere tutte le carte in regola per attirare l attenzione di esperti del settore e di chi è alla ricerca di una scelta di vita naturale. Tra ottobre e novembre si sono tenuti alcuni importanti incontri, per fare il punto della situazione sulla casa in legno di via Martiri Palestinesi e per riflettere, con professionisti e soci, sull importanza di adottare nuovi sistemi di costruzione: ecologici, sicuri, moderni. Che guardano al futuro, senza dimenticare la saggezza degli antichi. Martedì 21 ottobre si è tenuta una visita al cantiere Domus Lignea nel corso di un Open Day riservato a tecnici ed esperti del settore, seguito poi da un dibattito pubblico ospitato a Il Pertini intorno al tema Perché scegliere una casa in legno. Di fronte a una platea di circa 50 persone - tra professionisti e architetti del Politecnico di Milano e dell Ordine degli Architetti, personale tecnico del Comune di Cinisello e delle cooperative locali, cittadini è stato spiegato il motivo per il quale è vantaggioso e sicuro costruire case in legno tecnologicamente avanzate come la Domus Lignea. Il legno, infatti, è un materiale dalle straordinarie performance già in natura, che diventa ancora più eccellente se si sceglie uno strumento costruttivo all avanguardia come quello a pannelli X Lam dell edificio di via Martiri Palestinesi. I vantaggi 18 - UNIABITA SERVIZI Novembre/Dicembre 2014

19 sono molteplici: ottimo isolamento termico e acustico, attestata sicurezza antincendio, grande resistenza ai fenomeni sismici (il legno è un materiale naturalmente elastico) e un ambiente più salubre, grazie alla riduzione del rischio di allergie e all utilizzo di ventilazione meccanica controllata, che assicura un costante ricambio d aria. Sabato 25 ottobre è stata la volta di un Open House presso il cantiere Domus Lignea rivolto ai soci in lista di attesa e soci abitanti di Cinisello. L'evento si è svolto in due momenti significativi: prima un incontro presso l'ufficio informazioni del cantiere, accompagnato da una breve presentazione del progetto tenuta dall architetto Guzzo, dal presidente Co.Cec Falzoni e da Raffaella Fabbrocino di UniAbita. A seguire si è tenuta la visita guidata all'interno della residenza in via di realizzazione. A questa iniziativa hanno partecipato circa 20 famiglie, che l ufficio vendite di UniAbita sta ora incontrando per vagliare le proposte di assegnazione. Venerdì 7 novembre, infine, è stata la volta di un Open Day rivolto a studenti e professori dell'istituto tecnico Carlo Bazzi di Milano (per futuri periti industriali per l'edilizia). I ragazzi, 15 studenti accompagnati dai professori, hanno potuto visitare il cantiere e vedere con mano come nasce una casa dotata di strutture portanti in legno. Nel corso della presentazione è stato spiegato ai giovani che Domus Lignea è in fase di certificazione sia per quanto riguarda gli aspetti energetici, sia relativamente all intero progetto edilizio. Domus Lignea sarà infatti una costruzione in classe energetica A, realizzata nel rispetto dell ambiente e che permetterà un abbattimento delle spese di riscaldamento e raf- frescamento per le famiglie che vi abiteranno. Nel corso dei vari Open Day in cantiere, gli ospiti hanno potuto osservare come il rispetto dell ambiente, quando si costruisce una casa in legno, inizia già in fase di realizzazione. I cantieri sono estremamente puliti e producono pochissimi rifiuti riciclabili impattando meno sull ambiente circostante. Vengono utilizzati quasi tutti materiali naturali, quali lana di roccia, fibra di legno, non emanando sostanze tossiche né all esterno né all interno. La vivibilità interna è quindi di qualità superiore, l aria che si respira è sana e la temperatura è in linea con le esigenze del nostro organismo. Abitare in una casa di legno può davvero cambiare, in meglio, la nostro vita. Domus Lignea Palazzina di 4 piani fuori terra - N 16 appartamenti - N 19 box Spazi Comuni condivisi Area gioco bambini, orti di pertinenza degli appartamenti Classe energetica A Dotazioni impiantistiche Riscaldamento tramite ventilconvettori radianti, teleriscaldamento, ventilazione meccanica controllata dei locali, modulo satellitare per contabilizzazione autonoma dei consumi, predisposizione impianto di condizionamento e allarme, videocitofono, impianto TV satellitare. Per informazioni Uffici commerciali UniAbita Piazza della Repubblica, 8 - Sesto San Giovanni Tel Fax Tassi di interesse Prestito Ordinario (in vigore dal 1/10/2014) Tasso Fisso Netto Tasso Fisso Da Euro A Euro (ritenuta 26%) Lordo 0 299,99 0,00% 0,00% 300, ,99 0,89% 1,20% , ,99 0,96% 1,30% , ,99 1,04% 1,40% , ,99 1,18% 1,60% , ,99 1,20% 1,625% , ,32 1,22% 1,65% Prestito Vincolato (in vigore dal 1/10/2014) Durata Vincolo Tasso Fisso Netto (ritenuta 26%) Tasso Fisso Lordo a 2 anni 1,48% 2,00% a 3 anni 1,78% 2,40% a 4 anni 1,92% 2,60%

20 Nuova emissione Rendinova 2016 Da Dicembre 2012 la Cooperativa conferma la scelta di voler premiare i nuovi soci prestatori con uno spread incrementale, da aggiungere ai tassi di interesse pro-tempore vigenti sul prestito ordinario. Anche quest anno, per il terzo anno consecutivo, è stato deciso di proporre il prodotto finanziario RENDINO- VA 2016 : + 0,15% sui tassi di interesse del prestito ordinario. L alto gradimento rilevato fino ad oggi (oltre di prestito sociale sottoscritto con questa formula negli ultimi due anni) ha spinto la Cooperativa a voler garantire, fino al 30 Novembre 2015, la possibilità di sottoscrivere il nuovo RENDI- NOVA 2016 beneficiando dello spread incrementale applicato alle condizioni pro tempore vigenti. Pur in un momento di riduzione generale dei tassi, che in qualche misura ci coinvolge nello specifico prodotto, UniAbita risponde alla grande fiducia accordatale dai soci prestatori, proponendo, per il prossimo anno, condizioni di sicuro vantaggio, rispetto al panorama del mercato. Esempio con tassi in vigore attualmente: Prestito Ordinario (in vigore dal 1/10/2014) Rendinova 2016 Da Euro A Euro Tasso Fisso Netto (ritenuta 26%) Tasso Fisso Lordo Tasso Fisso lordo Rendinova 2016 Tasso Fisso netto Rendinova ,99 0,00% 0,00% 300, ,99 0,89% 1,20% , ,99 0,96% 1,30% , ,99 1,04% 1,40% , ,99 1,18% 1,60% , ,99 1,20% 1,625% , ,32 1,22% 1,65% 0,00% 0,00% 1,35% 1,00% 1,45% 1,07% 1,55% 1,15% 1,75% 1,30% 1,775% 1,31% 1,80% 1,33% Naturalmente i tassi di Rendinova 2016 si applicano su tutto l'ammontare del prestito e non a scaglioni quindi il vantaggio di un tasso più alto viene applicato all'importo dell intero prestito depositato. Per maggiori dettagli si allega il bando. EMISSIONE SPECIALE PRESTITO ORDINARIO denominata RENDINOVA 2016 PREMIALITA + 0,15% PER NUOVI SOCI PRESTATORI EMISSIONE SPECIALE n 1/2014 in vigore dal 1 dicembre 2014 al 30 novembre 2015 La presente emissione speciale prevede il riconoscimento di una maggiorazione pari a 15 basis points (+ 0,15%) aggiuntiva al tasso pro tempore vigente del Prestito Sociale Ordinario offerto ai soci, così come comunicato nel Foglio Analitico. Esempio: Al tasso lordo attualmente in vigore per la fascia da euro a euro ,99 pari all 1,625%, sommiamo la maggiorazione dello 0,15% e rideterminiamo il tasso applicabile che diventa quindi pari all 1,775 %. La presente emissione speciale è riservata: ai soci che per la prima volta sottoscrivono un libretto di Prestito Sociale presso la Cooperativa; ai soci che da almeno cinque anni non hanno sottoscritto libretti di Prestito Sociale; a condizione che: mantengano per ogni annualità solare, o periodo inferiore in caso di attivazione/estinzione del libretto in corso d anno, un deposito medio pari ad almeno 3.000,00, tenuto conto di eventuali prelevamenti e versamenti. La maggiorazione sarà riconosciuta dal momento della sottoscrizione fino al 31 Dicembre 2016, oppure fino alla estinzione del libretto se antecedente, e sarà liquidata ai soci unitamente alla liquidazione degli interessi ordinari. Esempio: 01/12/2014 apertura libretto con deposito di euro /12/2014 liquidazione interessi al tasso ordinario + premialità 15 bp; 31/12/2015 liquidazione interessi al tasso ordinario + premialità 15 bp; 30/06/2016 prelievo di euro 1.000; saldo residuo sul conto euro 2.000; 20/09/2016 versamento di euro 2.000: saldo residuo sul conto euro 4.000; 31/12/2016 liquidazione interessi al tasso ordinario + premialità 15 bp (poiché la giacenza media risulta comunque pari ad almeno euro 3.000). Come di consuetudine, la Cooperativa sarà a disposizione per fornire eventuali chiarimenti e informazioni. Restano invariate tutte le altre condizioni riguardanti, per citarne alcune in modo non esaustivo, l APERTURA DEI CONTI DI PRESTITO COOPERATIVO, le VALUTE ED INTERESSI del Prestito Ordinario, il FUNZIONAMENTO DEI CONTI. Dette condizioni sono riportate nel FOGLIO INFORMATIVO ANALITICO pro tempore vigente. Per quanto non precisato si fa riferimento al Regolamento del Prestito Sociale, in particolare a quanto previsto per il Prestito Sociale Ordinario. La presente emissione speciale si potrà chiudere anticipatamente a insindacabile decisione del Consiglio di Amministrazione. In tal caso non sarà più possibile stipulare nuovi contratti di Prestito Sociale beneficiando della maggiorazione, ma saranno fatti salvi quelli sottoscritti prima della chiusura anticipata. Cinisello Balsamo, 28 Novembre 2014 Il Presidente Gian Matteo Marangoni

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