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1 mensile della comunità di Salò ANNO LXIII - n. 5 Maggio 2014

2 2 Vita di parrocchia a cura della Redazione S. Rosario di Maggio 2014 ** Prima settimana 1-2 maggio alle ore 20,30 (giovedì e venerdì) nella chiesa dei Frati a Barbarano. ** Seconda settimana 5-9 maggio alle ore 20,30 (da lunedì a venerdì) nella chiesa di S. Benedetto. ** Terza settimana maggio alle ore 20,30 (da lunedì a venerdì) nella chiesa di S. Giuseppe. ** Quarta settimana maggio alle ore 20,30 (da lunedì a venerdì) nella chiesa Madonna delle Rive. ** Quinta settimana maggio alle ore 20,30 (da lunedì a venerdì) nella chiesa di S. Giovanni. ** Il 31 maggio alle ore 20.30, partendo dalla chiesa di Renzano, reciteremo il Santo Rosario in pellegrinaggio fino al Santuario Madonna del Rio. Pellegrinaggio in pullman a SANTIAGO DE COMPOSTELA FATIMA e LOURDES dall 8 al 18 luglio 2014 Sono disponibili ancora alcuni posti. Quota di partecipazione Euro 970,00 Suppl. camera singola Euro 309,00 Iscrizioni ed informazioni presso la Segreteria Parrocchiale con acconto di Euro 200,00 Tappe della vita Sono tornati alla casa del Padre: Angelini Caterina in Angelini, anni 85 Banderini Antonio, anni 87 Tranquilli Jole Lina ved. Grisi, anni 89 Goffi Ester, anni 64 Brughera Florio, anni 83 Cominelli Cecilia ved. Gregori, anni 85 Sono entrati a far parte della famiglia di Dio: Bana Marialaura di Federico e di Tonoli Enrica Campione Agata di Enzo e di Benedetti Barbara Carannante Sofia di Nicola e di Ferraris Roberta Delai Lorenzo di Matteo e di Casella Chiara Gallina Carlos di Gianpiero e di Lajes Lohanis Lodetti Francesco di Massimo e di Bonelli Giada Mandora Beatrice di Andrea e di Morandi Roberta Nedrotti Alessandro di Igor e di Pascu Petronela Tonoli Francesco di Marco e di Poli Alessandra In.d E. 2014: PIANOTERRA Il tema dell ABITARE si pone in continuità con quanto proposto gli anni scorsi. La PAROLA e il CORPO, per raggiungere il loro compimento, hanno bisogno di prendere dimora nella vita degli uomini, di venire ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14). È un tema che si pone in continuità anche perchè ha la pretesa di incrociare un altra dimensione fondamentale dell esistenza: la Fede. Come la vita degli uomini non può prescindere dal parlare e dal porre gesti, così non può fare a meno di trovare casa su questa terra in cui Dio ci ha collocati. Per entrare in relazione con sé, con gli altri e con Dio occorrono certamente parole e gesti efficaci, ma se questi non prendono dimora, non si radicano nelle pieghe dell esistenza umana, rischiano di essere lasciati alla mercé del tempo che passa e scivolano via come l acqua sulla roccia. In questo periodo stiamo dunque valutando le varie proposte per l Estate dei nostri ragazzi e rendere così l In.d E. un luogo dove abitare con i propri amici per vivere l incontro con il Cristo Risorto. HANNO COLLABORATO ALLA REDAZIONE Andreis mons. Francesco Cavedaghi Daniela Ciato Giovanni Cobelli Renato Dondio Lamberto Guana don Gianluca Giacomuzzi Giancarlo Lugli Nerina Madureri Luisa Manni Anna Marelli Bruno Monti Osvaldo Pollini Rosa Tomasoni don Pierluigi ALLA STAMPA Beretta Alfredo Vezzola Maurilio Elio Sant Nicola Rizza Augusto (Foto) Equipe Tipolitografia Lumini NUMERI UTILI PER TELEFONARE: Mons. Francesco Andreis ( ) Segreteria. tel FAX Vicolo Campanile 2... tel Don Gianluca Guana ( ) Largo D. Alighieri cel Don Pierluigi Tomasoni ( ) Via Gratarolo. tel Mons. Francesco Bertoni ( Via Canottieri 2. tel Chiesa di S. Bernardino Piazza S. Bernardino.. tel Oratorio S. Filippo Neri Largo D. Alighieri.. tel Scuola Cattolica E. Medi Via S. Jago 19.. tel Padri Cappuccini Barbarano.... tel Caritas Zonale Via Canottieri 2... tel Cinema Cristal Largo D.Alighieri... tel

3 Che cosa siete andati a vedere a Roma???? La Parola del Parroco a cura di Mons. Francesco Andreis 3 Faceva questa domanda Gesù ai suoi discepoli, fedeli ascoltatori delle arringhe di Giovanni il Battista, che sulle rive del fiume Giordano predicava e battezzava. Anche a noi, andati a Roma per la canonizzazione dei 2 Papi viene posta la stessa domanda. La risposta di Gesù era: una canna sbattuta dal vento? Che cosa dunque siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta. Egli è colui, del quale sta scritto: Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero che preparerà la tua via davanti a te.. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono. (Mt. cap.11) La violenza produce sempre ferite e le ferite rimaste (le cicatrici) sono il segno dell amore, se sono patite per amore. Per quanto non finirà mai di apparire scandaloso che l amore esponga alle ferite, anche mortali, esse so no la sua prova di forza. L amore viene aggredito e guarito continua mente, sulla terra, dalle sue ferite. Il Signore crocifisso è il sigillo inconfutabile dell amore terreno di Dio, la prova del legame irrevocabile fra la vita di Dio e l amore dell uomo. Per com prendere l enormità della risurrezione di Ge sù, alla quale siamo destinati, è necessario che essa riguardi il corpo dell uomo: ferito, oltraggiato, avvilito, martoriato e ucciso per amore. Per questo, i segni della cro ce sono indispensabili al riconoscimento del risorto. Il Papa Francesco, commentando le sacre scritture della Messa di canonizzazione dei beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, ha ricordato la loro grande capacità di rimanere ben saldi nella contemplazione di questo miste rioso legame alle ferite del crocefisso e alle sofferenze dei fedeli. Lo Spirito Santo li ha curvati sui dolori della «carne sofferente» perché il loro amore facesse luce a tutti quelli che sono nella Chiesa. dipinto secondo la visione di suor Faustina Kowalska, mistica polacca canonizzata da Giovanni Paolo II, accoglie i pellegrini che entrano nella Chiesa di Santo Spirito, all ombra del colonnato di S. Pietro a Roma. Il continuo via vai non turba affatto il clima di raccoglimento: lì, davanti al quadro del Cristo tutto sembra fermarsi. Tra loro avremmo dovuto esserci esserci anche noi, anche se per esigenze di ordine pubblico ci siamo trasferiti per la celebrazione domenicale nella chiesa di S. Giovanni Battista, sull altra sponda del Tevere. Per le ferite e le sofferenze che Il volto rassicurante del Gesù misericordioso, ha su di sé, l uomo ha più bisogno dell amore misericordioso». Il culto di questo amore ha avuto un grande sviluppo durante il pontificato di Giovanni Paolo II e questa eredità è stata raccolta da Benedetto XVI che l ha definita una devozione non secondaria, ma parte integrante del cristianesimo. E ora «Papa Francesco è entrato nella strada della misericordia preparata da Giovanni Paolo II e sta trascinando su di essa tanta gente anche con «la consegna della Misericordina». È l amore che perdona e cura le ferite spirituali degli uomini e questo è il filo continuo e principale dell insegnamento della Chiesa e degli ultimi 4 Papi. Quattro «Servi dei servi»: due Papi santi, Roncalli e Wojtyla, e due Papi in piazza, Francesco e il suo predecessore emerito Benedetto, a proclamarli santi. In un giorno che consegna alla storia il mezzo secolo che ha cambiato, rovesciato la vita della Chiesa. A dircelo è quel filo rosso che parte da Roncalli, che nel discorso della luna, il giorno in cui si apriva il Concilio, disse di sé «la mia persona conta niente»; e passa da Wojtyla che nell «Ut unum sint» introdusse il tema del ripensamento del ministero petrino, in quella prospettiva ecumenica; e ancora da Ratzinger e da una rinuncia quasi programmata sullo stile di Papa Giovanni XXIII; e fino ad arrivare a Francesco, e al suo esplicito richiamo dell «Evangelii gaudium» alla riforma del papato. Un filo rosso nitido, netto, che ci parla della continuità, dell intima connessione, della profonda coerenza di quel processo di conversione iniziato da un Concilio che ancora oggi resta il faro che illumina l orizzonte della missione della Chiesa. Così, quel che il 27 aprile abbiamo visto a San Pietro non è stato il trionfo della Chiesa, ma tutta la sua umiltà. Elevando al rango di Santi Roncalli e Wojtyla, la Chiesa ha celebrato il suo saper essere dentro la storia con le scarpe di Pietro, il pescatore di uomini, mandato sulle strade del mondo ad annunciare il Risorto. Ha detto di quanto e come la Chiesa stia nella storia concreta dell uomo, in questo suo schierarsi dalla parte dei deboli, dei senza voce, degli affamati, della «carne sofferente di Cristo». Non è stata una prova di forza, ma dell amore, generato solo dall amore. Uno stringersi intorno a un Padre che ci ripete insistentemente quello che Gesù ha proclamato: «Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. da questo vi conosceranno che siete miei fratelli!». In copertina: Nicchia di destra prima della porta d ingresso del Convento Nella nicchia di destra della porta d ingresso è dipinta la Vergine biancovestita, con una svolazzante fascia azzurra, librata sulle acque del lago e sul complesso conventuale. La lapide sottostante ricorda la figura di padre Evaristo Cerioli, già padre guardiano, animatore degli interventi di sistemazione della Chiesa e del convento, terminati nel 1975.

4 4 Avvenimenti Diocesani a cura di Anna Manni da La Voce del Popolo Paolo VI beato il 19 ottobre Quello che papa Francesco ha voluto come ideale anno dei Papi potrebbe essere anche quello della beatificazione del servo di Dio Paolo VI. Manca soltanto il pronunciamento dell assemblea plenaria dei Cardinali. Dall assise dei porporati, in programma per l inizio di maggio, potrebbe arrivare l annuncio atteso non solo a Brescia, ma in tutto il mondo. Dopo il via libera dei Cardinali potrebbe essere ufficializzata (la speranza è che ciò avvenga ancora entro la fine del mese di maggio) la data della beatificazione. Trattandosi di un Papa la celebrazione si terrà in piazza San Pietro a Roma e sarà presieduta da papa Francesco. La beatificazione dovrebbe tenersi in autunno, il 19 ottobre. La Congregazione per i santi ha sancito come inspiegabile la guarigione in utero di un bambino californiano su intercessione del Pontefice. È bello pensare che il Pontefice bresciano, famoso anche per l enciclica Humanae Vitae, possa essere beatificato proprio per un miracolo a un nascituro. unico corteo e in un unica celebrazione le diverse membra della civitas, promosso e organizzato dalle autorità civili e religiose insieme. Il passaggio di Cristo, presente nell ostia, ricordava a tutti che siamo corpo, che insieme siamo comunità viva. Corpus Hominis intende pensare la città come un coro e un corpo civico, come una comunità: la città cristiana, infatti, vive di azioni e relazioni. Corpus Hominis è frutto di un percorso di azioni e relazioni significative tra realtà ecclesiali e culturali del territorio: Diocesi di Brescia, Unità Pastorale del Centro Storico, Fondazione Opera diocesana San Francesco di Sales, Associazione Festival di Primavera e Centro Oratori Bresciani, in collaborazione con il Comune di Brescia. Corpus Hominis 2014 è scandito in tre parti. La prima è dedicata a itinerari di riscoperta del patrimonio storico, artistico e spirituale, e si svolgerà nelle nove chiese parrocchiali del Centro storico della città dal 26 aprile al 14 giugno. Si tratta di nove tappe di avvicinamento alla grande festa del Corpus Domini, in cui verranno proposte drammatizzazioni, visite guidate e incontri di approfondimento con studiosi specializzati. La seconda parte (18-22 giugno) prevede eventi artistici, teatrali e di approfondimento culturale concentrati nella settimana in cui si celebra la Festa del Corpus Domini. La terza e ultima parte coincide con la Notte nel Sacro (sabato 11 ottobre), in cui le nove chiese parrocchiali del Centro ospiteranno, in tre diverse fasce orarie, eventi e spettacoli tesi alla valorizzazione del patrimonio sacro della città, in tutte le sue forme ed espressioni: eventi musicali classici e contemporanei, reading poetici e spettacoli teatrali con attori e musicisti di fama nazionale. Corpus Hominis: arti, opere e cuore per la città Il 2014 segna il 750 anniversario della festa del Corpus Domini, istituita da Papa Urbano IV nel 1264 per dedicare all eucarestia, sacramento di salvezza, un giorno speciale nell anno liturgico. Nel Trecento, la festa divenne il principale evento urbano dell Europa: nel Corpus Domini si era introdotta la processione eucaristica per le vie della città con la partecipazione di tutte quelle che allora erano considerate le membra del corpo sociale: le istituzioni civili (il corpo politico), le corporazioni di arti e mestieri (il corpo produttivo), la Chiesa locale (il corpo ecclesiale). Un evento che raccoglieva in un Nuovi consiglieri per il vescovo Don Riccardo Bergamaschi, don Aldo Delaidelli, don Italo Gorni, don Gian Mario Morandini, don Flavio Saleri e don Danilo Vezzoli sono i nomi dei sei vicari episcopali per il clero, votati dagli stessi sacerdoti e nominati dal vescovo Monari. Compongono il consiglio episcopale assieme al vescovo Monari, al vicario generale mons. Gianfranco Mascher, al provicario mons. Cesare Polvara, al vicario episcopale per la vita consacrata mons. Mauro Orsatti, al vicario episcopale per i laici e la pastorale don Renato Tononi e al vicario giudiziale mons. Marco Alba. Succedono al precedente consiglio episcopale, nominato nel marzo La Valle, il suo lavoro, la sua gente, la sua Banca. FIORISTA E ONORANZE FUNEBRI - DOMUS FUNERARIA Rodella Gianfranco Servizi funebri completi - Vestizione salma Pratiche trasporti in Italia ed estero agenzie: S. Felice d/benaco - tel Puegnago - tel sede: SALÒ - Via Bezzecca, 8 - tel Fax

5 Farsi Paracliti In ascolto della Parola... a cura di Oswald 5 «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perchè rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità» Domenica 25 maggio, VI Domenica di Pasqua, ascolteremo la sacra Scrittura che ci parlerà di Spirito Santo, di Consolatore, di Paraclito Provo, con l aiuto della Bibbia e di alcuni testi, ad approfondire i significati di queste parole. La prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli (8, ), ci parla dello Spirito Santo. In Samaria molti hanno accolto il messaggio cristiano. Il primo annunzio, portato dal diacono Filippo, trova un accoglienza immediata, gioiosa e molti sono quelli che si fanno battezzare. A questa prima fase succede un secondo intervento, compiuto dai testimoni qualificati del Risorto. Pietro e Giovanni vengono da Gerusalemme a verificare e non tardano a rendersi conto di una cosa: le persone sono state regolarmente battezzate dal diacono Filippo, però non mostrano nessuno di quei segni che erano soliti accompagnare la venuta dello Spirito santo: gioia, entusiasmo, segni prodigiosi Allora gli apostoli compirono un gesto che preannunciava l attuale nostro sacramento della Cresima: Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito santo. Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21) Gesù si rivolge ai suoi discepoli: Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito. Paraclito, è un termine greco che significa consolatore, difensore Applicato allo Spirito Santo, costituisce l approdo di un tema presente in tutta la Bibbia. Nell Antico Testamento, Dio è il consolatore del suo popolo. Questa consolazione di Dio, o questo Dio della consolazione (Rm 15,4) si è incarnato in Gesù Cristo che si definisce indirettamente il primo consolatore o Paraclito. È lui che nel Vangelo grida: Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro (Mt 11,28). Lo Spirito Santo, essendo Colui che continua l opera di Cristo e che porta a compimento le opere comuni della SS. Trinità, non poteva non definirsi, anche lui Paraclito e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità. La chiesa, dopo la Pasqua, ha fatto un esperienza viva e forte dello Spirito come consolatore, difensore, alleato; nelle difficoltà esterne ed interne, nelle persecuzioni, nei processi, nella vita di ogni giorno. Negli Atti degli Apostoli leggiamo: La Chiesa cresceva e camminava nel timore del Signore, colma della consolazione dello Spirito Santo (At 9,31). Dunque, come abbiamo visto, Paraclito puiò significare più cose. Non basta, però, comprendere il significato della parola Paraclito. Bisogna che diventiamo noi stessi dei Paracliti! Se è vero che il cristiano deve essere un alter Christus, è altrettanto vero che il cristiano deve essere un altro Paraclito. Questo è il titolo da imitare e da vivere, non solo da comprendere. Il Paraclito non si limita a darci un po di consolazione, ma ci insegna il modo di consolare. Ce lo spiega bene san Paolo quando scrive: Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione! Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio. (2Cor 1,3-4). Quando l apostolo Paolo esorta i cristiani di Tessalonica dicendo: Consolatevi a vicenda è come se dicesse: Fatevi Paracliti gli uni degli altri. Se la consolazione che riceviamo dallo Spirito Santo non passa da noi agli altri, se vogliamo trattenerla egoisticamente solo per noi, essa ben presto si corrompe. Ecco perché una bella preghiera, attribuita a san Francesco d Assisi, recita: Che io non cerchi tanto di essere consolato, quanto di consolare; di essere compreso, quanto di comprendere, di essere amato, quanto di amare. Preghiamo con il Vangelo Signore Gesù, tu non ci lasci soli a percorrere i sentieri della storia. Ci hai ottenuto dal Padre il dono dello Spirito, che sostiene la tua Chiesa nel darti testimonianza. Presenza che consola nelle avversità, che difende dalle insidie del mondo e dagli assalti del maligno, che fa verità illuminando le menti e i cuori. Con la sua assistenza vivremo con amore i tuoi comandamenti fino a quando giungeremo alla tua dimora, dove nella piena comunione con Te e con il Padre comprenderemo definitivamente la potenza salvifica del tuo Amore.

6 6 Caritas e Vita Missionaria Nel mese di febbraio abbiamo riportato in modo esauriente tutti i dati relativi agli interventi effettuati dalla nostra Caritas zonale durante il Questo mese vogliamo far partecipi i nostri lettori dei problemi, legati sempre alla carità, che riguardano la più vasta platea nazionale. Partiamo con una indagine effettuata dalla Doxa. Al quinto anno di crisi gli italiani hanno donato 54 euro a testa, ma resta stabile il numero di donatori mentre il marchio Caritas resta il più noto tra gli enti senza scopo di lucro. Lo rivela l indagine Italiani solidali della Doxa relativa al 2013, che verrà pubblicata a giugno e che siamo in grado di anticipare. Lo studio annuale sulle offerte in denaro alla solidarietà riserva alcune sorprese. Partiamo dalla platea degli offerenti, che resta piuttosto vasta. Sono infatti poco più di 15 milioni gli italiani che hanno effettuato una donazione nel Belpaese, numero che non diminuisce rispetto al In Italia sono più generose, si sa, le donne (il 64% della popolazione di offerenti), in crescita rispetto al L età media di chi dona denaro, causa crisi, è superiore ai 55 anni, anche se si registra un leggero aumento percentuale di offerte under 34. Non pervenuti o quasi i ricchi : solo il 19% di chi ha fatto un offerta nel 2013 appartiene alla classe di reddito superiore : uno su cinque. Riguardo alle quantità, prevale il biblico obolo della vedova : oltre la metà ha donato meno di 50 euro all anno, un quarto fino a 13 euro. Solo il 2% dona più di 300 euro. La donazione media degli italiani è stimata in 54 euro. L area geografica più generosa è il nordovest, con il 27% dei donatori, seguita dal nordest. In questo panorama la percentuale di chi fa solo offerte alla Messa domenicale resta stabile al 16%; mentre diminuisce chi dichiara di fare solo donazione, aumenta leggermente chi mette mano al borsellino in entrambe le occasioni. La maggioranza non dona nulla. L otto per mille resta sconosciuto da oltre due terzi del pubblico. Le tematiche sulle quali gli italiani si dimostrano sensibili sono soprattutto la ricerca medica, seguita dagli aiuti d emergenza, dalla lotta alla povertà nel mondo (che registra un calo) e a quella in Italia, quest ultima a pari merito con le adozioni a distanza. Molto distanziate le intenzioni di offerta per temi animalisti e verdi. In futuro, stando all analisi delle propensioni, dovrebbe proseguire la tendenza al rialzo per la ricerca medica e per cause legate alla contingenza nazionale, come l aiuto all infanzia povera in Italia e in generale alla povertà nazionale. Quanto agli enti, la Doxa colloca Caritas al secondo posto per notorietà spontanea tra le organizzazioni senza scopo di lucro, sopravanzata solo dall Airc, l associazione per la ricerca sul cancro, mentre il suo marchio risulta in prima posizione per la notorietà complessiva in Italia. Alle sue spalle troviamo Telefono Azzurro, Unicef, Wwf, Croce rossa. Interessante rilevare che in piena era digitale le principali fonti d informazione sulle iniziative solidali restano la conoscenza personale dell associazione o dei volontari, poi la tv e il contatto diretto o con dialogatori. Stampa, web, sms e radio sono fonti di informazione minori. Mentre per le forme di pagamento, dopo l intramontabile donazione diretta al banchetto di piazza, gli italiani scelgono rispettivamente sms, bollettini postali e tabaccai. Il 41% dei donatori, crisi o no, preferisce acquistare un prodotto etico o solidale - anche se più caro contro il 27% di chi Più poveri ma più generosi comunque guarda principalmente al prezzo, combinato con la percentuale, assolutamente maggioritaria, di chi afferma di non donare per mancanza di reddito adeguato: sembrano scelte non dovute al vuoto nel cuore, ma nel portafoglio. Continuiamo riportando parte di un intervista che Avvenire ha fatto a don Francesco Soddu, direttore della Caritas italiana, al termine del convegno nazionale di Cagliari. La povertà cresce incessantemente. Cosa può fare di più la Caritas nelle periferie esistenziali? La Caritas vuol essere l evidenza della carità di Dio. Se noi manifestiamo con il nostro stile di vita quel che dovremmo essere, diamo testimonianza e creiamo partecipazione e condivisione. La redistribuzione poi è importante, significa togliersi qualcosa, per darlo agli altri. Questa è la Chiesa povera per i poveri e papa Francesco nell Evangelii Gaudium, raccomanda alla Chiesa di essere in uscita per incontrare, coinvolgere ed impostare una pastorale di conversione. Le Caritas diocesane da tempo si sono avviate in questa direzione, consapevoli di dover operare un decentramento in vista di una costante conversione pastorale. Sono state e saranno efficaci quanto più sono decentrate assumendo la logica del lievito. Come cambierà la Caritas nei prossimi anni? Ovviamente i poveri e le nostre realtà ecclesiali sono e saranno i destinatari privilegiati della nostra azione, tuttavia, la prospettiva che dobbiamo assumere in maniera sempre più consapevole sarà piuttosto un animazione inclusiva. Già oggi questo avviene, ma dobbiamo organicamente pensarci come un soggetto ecclesiale che sceglie di parlare di povertà e condivisione al mondo dell economia, della produzione, delle professioni, della scuola, dell università, senza la pretesa di avere un ruolo istituzionale. Il governo nel programma di interventi sociali riprende l introduzione del reddito minimo. Ci spera? Sì e credo che sia positivo. In Italia occorre un contrasto più efficace alla povertà e occorre fare sistema. Su questo versante forniremo sostegno alle Caritas diocesane rispetto al bisogno alimentare delle famiglie. Il nuovo Fondo di aiuti europei ai più poveri sarà realisticamente attivato dal ministero del Lavoro e politiche sociali dal prossimo autunno; la Caritas italiana destinerà un contributo straordinario per gli acquisti di beni alimentari da utilizzarsi entro il 30 settembre, con le stesse modalità dei progetti anticrisi. La Caritas crede ancora all Europa nonostante l austerità abbia accresciuto il numero dei poveri? La casa comune europea non è stata imposta dall alto, né da altri. E troppo concentrata sul rispetto di regole rigide, a partire da quelle di carattere finanziario e quindi non può più rispondere alle esigenze dei suoi abitanti, in primis i poveri. Ma questo non significa che dobbiamo demolirla. Allargare la casa è possibile, anche adattarla ad ospitare nuovi amici, nuovi fratelli, renderla più accogliente, senza ricorrere alla violenza fisica o verbale del piccone o delle ruspe. Gruppo Caritas Zonale

7 Venerabile Fulton John Sheen Santo del mese a cura di Luisa Madureri 7 Gesù, l amore di una vita Don Fulton predica, agisce, scrive solo per convertire le anime a Cristo e poterle condurre verso il Paradiso. È convinto che la sua predicazione è tanto più potente quanto maggiore è il tempo che trascorre in adorazione a Gesù Eucaristico, davanti al Tabernacolo, quando, a 24 anni - nel 1919, è ordinato sacerdote, pronuncia un voto solenne, che mantiene per tutta la vita: sostare in adorazione davanti al Santissimo Sacramento per almeno un ora al giorno, tutti i giorni. Gesù è il fulcro della sua esistenza: celebra la messa con profonda emozione, chiedendo a Gesù di poter condurre a Lui i fedeli, gli allievi sempre più entusiasti, rapiti dalla verità e dall amore. Gesù Cristo è l unica soluzione ad ogni problema, il Cristo crocifisso e risorto è la personale via verso la santità di Don Fulton: Gesù nella parrocchia, Gesù sulla cattedra universitaria, Gesù alla radio e in televisione, Gesù per tutte le strade del mondo. Storie di un famoso telepredicatore Fulton John Sheen nasce ad El Paso, nell Illinois, USA, l 8 maggio 1895, da una solida famiglia cattolica irlandese. Ragazzo vivace, di straordinaria intelligenza, carattere gioioso ed ottimista, frequenta scuole cattoliche e si fa subito notare sia per la sua propensione allo studio, soprattutto filosofico, sia per il suo divorante desiderio di essere tutto per Gesù e per la Madonna, suoi perenni punti di riferimento. È sacerdote a 24 anni ed il vescovo lo manda a studiare all università, prima a Washington poi in Europa: a Roma ottiene il dottorato in teologia, a Lovanio in filosofia. Rientra in USA ed inizia la sua fama di grande predicatore, colto ed appassionato. Nel 1930 la NBC, la radio degli Stati Uniti lo invita a parlare ogni domenica sera in un programma L ora cattolica : è uno strepitoso successo. Migliaia le lettere di uomini e donne che cercano la buona parola: a tutti risponde, li prende per mano e li conduce a Gesù, li converte, dona loro la speranza, dissolve i dubbi. Nel 1950 la televisione, con 30 milioni di persone che lo seguono, don Fulton incanta, con la sua dirompente personalità, con un linguaggio chiaro, profondo, a volte salottiero, sempre piacevole, carismatico nel suo abito vescovile con l ampio mantello, il ferraiolo, molto scenografico. Il programma, Vale la pena di vivere, vuole dare un senso divino alla vita, responsabilizzazione. Sulla scia della fama, inizia a viaggiare in Africa, Asia, Oceania: vuole portare Gesù ovunque perché solo in Lui ogni popolo trova la sua autentica grandezza. Nel 1951 a Roma, per volontà di Pio XII, mons. Fulton è consacrato Vescovo. Nella sua autobiografia, Un tesoro d argilla scrive: «L investitura episcopale può dare un senso di euforia, ma non necessariamente la stima che la gente ti dimostra, corrisponde a quella che il Signore ha di te». E ancora: «Non è detto che uno catturi più pesci vestito di violetto che di nero»: sempre spiritoso. L amico della Madonna Don Fulton ama da sempre la mamma di Gesù, di un amore semplice e granitico. Scrive 73 libri, tradotti in tutte le lingue: la Madonna è al centro della sua spiritualità, così concreta, legata alla vita reale. Si reca per 23 volte in pellegrinaggio a Lourdes, perché è lì, in quella grotta che sente il suo profumo soave, lui, l amico della Madonna, come lo chiamano. Il 20 settembre 1979, mons. Sheen celebra una messa solenne per il suo 60 di sacerdozio: «Non è che non ami più la vita dice nell omelia ma ora voglio vedere il Signore. Ho passato tante ore davanti a Lui nel SS. Sacramento, ho parlato a Lui nella preghiera e di Lui con chiunque mi volesse ascoltare. Ora voglio vederlo faccia a faccia». Il 9 dicembre 1979 va a vedere Dio faccia a faccia : riposa nella cripta della cattedrale di San Patrizio a New York. Nel giugno 2012 papa Benedetto XVI lo dichiara Venerabile.

8 8 Oratorio vita quotidiana a cura dell Oratorio S. Filippo Neri A scuola con Gesù Perché i Gesuiti vengono sempre ricordati come grandi maestri, insegnanti, educatori? Perché avevano capito che Gesù insegnava loro come vivere bene, come realizzare un esistenza che abbia un senso profondo, che doni entusiasmo, gioia e speranza; avevano compreso che Gesù è un grande maestro e un modello di vita e che non solamente insegnava loro, ma li invitava anche a seguirlo su questa strada, ad essere a loro volta insegnanti di ragazzi e ragazze. Che dire, quindi, quando ci si trova per destino, io credo per vocazione, a vivere il mestiere più bello che esista, quello dell insegnante, avendo nel cuore il modello (ben difficile da raggiungere) di Cristo, Maestro di Vita? In questi anni da insegnante di scuola media, spesso, i ragazzi e le ragazze che mi vengono affidati mi chiedono: Profe, ma perché andare a scuola, a che serve?. La risposta è semplice: La scuola è uno degli ambienti educativi in cui si cresce per imparare a vivere, per diventare uomini e donne adulti e maturi, capaci di camminare, di percorrere la strada della vita. La scuola aiuta non solo nello sviluppare la vostra intelligenza e i vostri talenti, ma a formare i diversi aspetti della vostra personalità; questo non si può fare, senza fatica e senza coraggio. Certo i miei alunni e le mie alunne non se ne accorgeranno bene (proprio perché prima di raggiungere il modello dell insegnamento di Gesù, anch io ho lunga strada da percorrere!) ma io, quando entro in classe ogni mattina cerco, tra l analisi logica, i temi, Dante, la lotta per le investiture di insegnare loro ad essere magnanimi cioè ad avere il cuore grande, ad avere grandezza d animo, ad avere grandi ideali, a portare dentro di sé il desiderio di compiere grandi cose, per rispondere a ciò che Dio ci chiede, e proprio per questo compiere bene le cose di ogni giorno, tutte le azioni quotidiane, compresi, ebbene sì, lo studio e i compiti, lo stare in famiglia e con gli amici; fare le cose piccole di ogni giorno con un cuore grande aperto a Dio e agli altri. Solo con grande lavoro ed esercizio possiamo rinsaldare le virtù umane della lealtà, del rispetto, della fedeltà, dell impegno. I miei studenti si aspettano da me la coerenza e io mi sforzo, perché solo così so di essere credibile: non è facile, perché essere liberi per scegliere sempre il bene è impegnativo, ma solo così i nostri giovani saranno uomini e donne con la spina dorsale, che sanno affrontare la vita, persone di coraggio e di pazienza. Cristo mi è vicino come amico, ogni mattina, quando varco le porte della D Annunzio, mi comprende e mi incoraggia nei momenti difficili e mai mi abbandona; mi parla sempre anche attraverso i fatti del nostro tempo e della nostra esistenza di ogni giorno, insiste perché a volte sono cieca e sorda! Educare non è un mestiere, ma un atteggiamento, un modo di essere; per educare bisogna uscire da se stessi e stare in mezzo ai giovani, accompagnarli nelle tappe della loro crescita, mettendosi al loro fianco, ma soprattutto è urgente essere testimoni con la propria vita di quello che si comunica. Certo, vi devo confessare, mi aiuta molto sapere che aldilà delle pareti, nelle diverse aule, ci sono persone che condividono con me questa vita difficile ed entusiasmante, so che Annalisa, Barbara, Elena, Elisabetta, Enrico, Daniela e altri di cui magari non mi accorgo cercano di portare avanti, a seconda dei diversi carismi e delle diverse peculiarità, lo stesso atteggiamento. Riesco sempre a mettere in pratica ciò in cui credo? Magari! Mi sforzo, ci provo: so che con l amicizia del Signore, tutto si può. Paola C. Mia forza e mio canto è il Signore ovvero il canto liturgico Il canto e la musica per la liturgia hanno come finalità la gloria di Dio e la santificazione dei fedeli (Sacrosanctum Concilium 112): sulla prima delle finalità, ovvia e doverosa, non mi soffermerei ma mi son chiesta come il canto e la musica sacra possano contribuire alla santificazione dei fedeli. Dice sant Agostino, chi canta prega due volte e io credo che quando un bel canto, una bella musica accompagnano una liturgia, si raddoppia la potenza della preghiera e quindi la sua efficacia perché l ascoltare (o forse anche solo l udire) certe melodie fa vibrare non soltanto i timpani nell orecchio ma anche le corde del cuore. Scrive Florenskij La verità manifestata è l amore e l amore realizzato è la bellezza. La bellezza di certa musica sacra deriva dall essere stata unicamente scritta per celebrare la Verità dell incarnazione e manifestazione dell amore di Dio nel Nostro Signore Gesù Cristo; se fosse disgiunta da questa ragione e scopo non avrebbe quella capacità gratificante che ci aiuta a diventare se non santi, almeno più buoni. E allora desidero invitare tutti a partecipare anima e corpo, cuore e voce alle assemblee liturgiche, sforzandoci di imparare ad ascoltare e a cantare, per celebrare degnamente il Signore che è nostra forza e nostro canto, Egli ci ha salvati. (Esodo 15,2). Antonella

9 Oratorio vita quotidiana a cura dell Oratorio S. Filippo Neri 9 La mia esperienza come catechista a 53 anni Mi è stato chiesto di condividere l esperienza che sto facendo come catechista di quarta elementare, iniziata quest anno, dopo aver fatto un corso biennale, cosi, senza avere l intenzione di fare il catechista. Don Angelo mi disse c è questa opportunità, anche come una tua crescita personale, fallo e io gli risposi di si, ricevetti il mandato dal Vescovo a fine corso, ma il pensiero di fare il catechista non mi sfiorava nemmeno, fermo restando che il corso è stato edificante. Passa il tempo, arriva don Gianluca e una serie di circostanze mi coinvolgono e un pensiero costante mi dice che sarebbe ora che mi sporcassi le mani anch io in parrocchia, ma non sapevo come. Un giorno Cristiana mi chiede di tenere una classe, perchè manca un catechista: era la risposta che cercavo e mi buttai. Ringrazio subito Cristiana che dopo la proposta mi ha affiancato, soprattutto con le tematiche e il programma che stiamo facendo e non solo, essendo un novellino lei mi è stata ed è un grande aiuto: grazie davvero Cristiana. Ma le soddisfazioni che danno i bambini non sono di facile descrizione: il cuore ringiovanisce; stare con loro, anche se a volte sono agitatissimi, mi dona molta spensieratezza, come a loro del resto. In un mondo fatto di problemi, lavoro, casa, sempre di corsa e pieno d impegni, tutto ci induce a pensare che il catechismo, cosa vuoi che sia! è qualche cosa che viene dopo, se avanza tempo, (lo dico prima per me, come se pensassi ad alta voce) invece è veramente qualcosa che ti realizza, che ti fa vedere il mondo, la vita da un altra prospettiva che non riesci a capire, finché tu non lo provi. L oratorio, lo dico per chi lo conosce poco, è un luogo dove si formano i bambini, ma anche noi adulti rimanendo con loro: è nostro, di tutti, basta che decidiamo di buttarci e di superare i nostri pregiudizi e le nostre paure. I bambini ti donano, come solo loro sanno fare, tanto affetto e si fidano di te, spero di non deluderli. In questo tempo che passerò ancora con loro, almeno sino alla comunione e cresima, che cosa posso dire! A 53 anni non avrei mai pensato di fare il catechista, mi sono fidato non di me stesso ma di quello che la provvidenza ha voluto. Fino ad ora ho parlato solo della soddisfazione che si provano, ci sono anche delle difficoltà, ad esempio nel prendere delle decisioni, quando si decide qualcosa non tutti siamo sempre d accordo, ma è il bello del vivere insieme l oratorio, un grazie a don Gianluca e a tutti gli amici dell oratorio: piccoli e grandi. Angelo Z. Il perdono di Dio è più forte di ogni peccato Il Sacramento della Confessione è l incontro con Gesù: quando ci confessiamo, Gesù è presente attraverso il sacerdote; Lui è il nostro sostegno e guarisce le nostre debolezze, perdonandoci e aiutandoci. Sabato 29 marzo, quarantasette bambini si sono accostati per la prima volta al Sacramento della Riconciliazione; ecco le loro impressioni: Ti sentivi pronto e preparato la sera della prima confessione? Martina: Si, sapevo cosa fare perché i catechisti mi hanno insegnato bene. Camilla: Si e no perché ero molto emozionata. Che emozioni hai provato prima di entrare nel confessionale? Alex: Ero contento, ma avevo paura. Francesca: Ero abbastanza tranquilla, sapevo che era come parlare con Gesù. Tommaso: Ero felice, ma per l emozione mi tremavano le braccia. Federico: Ero molto agitato. E quando sei uscito come ti sei sentito? Giovanni: Quando sono uscito mi sono sentito migliore. Mirko: Molto bene perché Gesù mi ha perdonato. Alessandra: Con il cuore leggero. Alessia: Libera e felice. Perché pensi che la confessione sia importante? Lorenzo: Perché Gesù ti perdona e cerchi di non deluderlo più. Angelika: Perché Dio perdona tutti i peccati. Andrea: Perché ti liberi dal peccato. Maddalena Filiale di Salò - Località Rive Filiale di Salò - Piazza Vittorio Emanuele

10 10 Oratorio vita quotidiana a cura dell Oratorio S. Filippo Neri La ricchezza non è sempre fonte di egoismo a ricchezza è uno strumento di po- atto ad incontrare le altrui ne- Ltere cessità. La ricchezza non è un male in sé, è la povertà che deve essere annientata, quando c è povertà c è estrema ricchezza e viceversa. Non so dove ho letto o sentito queste parole, ma le ho trovate trascritte sul mio taccuino degli appunti e le riporto, perché è veramente triste il confronto con persone che non hanno niente in rapporto allo spreco quotidiano che si consuma. Credo che stiamo per comprendere cosa significhi la parola privilegio nel senso che l invidia si è sempre presa gioco di noi facendoci credere che la fortuna o il fato avesse dato di più all uno e ritirato la mano per l altro, piuttosto, è un modo di vivere senza riconoscere il vero valore delle persone e delle cose. Si preferisce piegare il capo di fronte all ingordigia e alla sopraffazione dei potenti, degli affermati, dei furbi, di chi nella società è considerato uno che conta, perché arrivato in alto, perché il suo posto di lavoro lo privilegia. È arrivata l ora che le parole di Gesù Cristo, così semplici e incisive, attraverso papa Francesco, ci abbiano aperto gli occhi sul fatto che essere privilegiato significhi poter offrire di più all altro. Questo è il messaggio che ho trovato calzante: SOBRIETÀ E SOLIDARIETÀ COME ANTIDOTO ALLA CRISI L uomo sta cambiando, il mondo sta cambiando, perché non è vero che se si modifica il mondo questo avviene anche per noi, funziona esattamente al contrario. Infatti, il piccolo gesto di ogni singolo uomo per trasformarsi, per praticare il bene apporta a tutti una piccola onda d amore e come la goccia nell oceano, che sembra insignificante, smuove l acqua così riprendendo una frase di Papa Wojtyla solo amando spingeremo gli altri ad amare ci possiamo trovare a praticare la gratuità. Vale a dire passare da quello che è sempre stato uno sguardo svogliato verso chi sta peggio a favorire, invece, i gesti che comprendano un economia fatta di condivisione, di fiducia nell altro, per recuperare la sostanza delle cose, ma soprattutto delle persone. Dobbiamo guardare alla ricchezza come ad un privilegio da condividere, e comprendere che sarà proprio il nostro atteggiamento sereno verso l altrui talento a diventare autentica trasformazione anche da parte di chi si sente un fortunato o migliore di te. Daniela C. Pellegrinaggio Adolescenti Siamo quattro amici e nei giorni aprile abbiamo partecipato al pellegrinaggio con gli adolescenti a Cortona, Arezzo, La Verna. Ecco alcune riflessioni in merito alla nostra esperienza: Tutte le persone che abbiamo incontrato, così come i santi di cui abbiamo in parte letto la vita (S. Margherita, S. Donato e S. Francesco) erano felici, nonostante le difficoltà incontrate. La loro felicità consiste nell aver incontrato Gesù e percepito in modo concreto il suo amore. Matteo R. Presso l Eremo de «La Verna» abbiamo incontrato fra Adomas, un ragazzo lituano di 23 anni. Fino a circa 4 anni fa, non viveva una vita di fede intensa, anzi si riteneva ateo. Dopo una confessione ed un cammino di fede di 4 anni ha deciso di entrare in convento. Mi ha colpito la serenità e la gioia con cui parlava di Gesù. Guglielmo B. In questi giorni, grazie alle testimonianze e preghiere mi sono riavvicinato a Dio. Mi ha affascinato la vita dei monaci benedettini, don Benedetto e don Mauro, che abbiamo incontrato a Rignano sull Arno presso il monastero di San Cristofero. Pregano molto, vivono intensi momenti di silenzio ma anche di attività manuali volti al servizio della comunità. Una vita genuina nell amore di Gesù. Manuel S. Spesso non so cosa dire. Gesù sprona i suoi amici ad essere testimoni dei fatti accaduti. Io vi dico che rifarei volentieri questa esperienza. Le città di Cortona, Arezzo, l Eremo delle celle e della Verna sono stati non solo belli artisticamente ma soprattutto spiritualmente. Il silenzio e la bellezza di questi luoghi mi hanno affascinato quanto San Francesco che passava silenziosamente per la città. A chi gli diceva che non aveva detto nulla lui rispondeva: annunciate Cristo con l esempio e se serve usate anche la parola! Luca L. Questa è la nostra gioiosa esperienza. Grazie per averci accompagnato in questo pellegrinaggio. FILIALE DI CUNETTONE DI SALÒ Via Zette, 31 - tel

11 Oratorio vita quotidiana a cura dell Oratorio S. Filippo Neri 11 Il aprile abbiamo vissuto la nostra prima Route di Pasqua. L idea iniziale era di andare lontano, fuori dai confini della Lombardia. Magari nella terra di San Francesco, in Umbria; oppure nella terra di don Matteo; oppure ancora scegliere come destinazione il paese di chi farà con noi la Route estiva ad agosto. Abbiamo fatto qualche calcolo e qualche considerazione e alla fine abbiamo deciso che il posto migliore per vivere insieme l attesa della Santa Pasqua rimaneva Salò. Senza spostarci molto avremmo potuto avere più tempo a disposizione e fare dei servizi. In questo modo il nostro triduo pasquale si è trasformato, non solo in un momento di preghiera e crescita personale, ma anche in un occasione per aiutare e renderci utili, come dice la nostra legge scout! Ci siamo così ritrovati giovedì 17 e abbiamo dormito alla casetta gialla di Campoverde. Dopo una cena condivisa e la Messa, a partire dalle ore 22,30 fino alle ore 7,00 di mattina, a turni abbiamo tenuto aperta la Chiesa di don Marco facendo una veglia di preghiera notturna, in tal modo anche la comunità aveva la possibilità di vivere un momento di preghiera solitaria nel silenzio della notte. In turni di un ora ci siamo alternati rimanendo i soli custodi della Chiesa per un intera notte. Il giorno dopo, un po stanchi, abbiamo raggiunto l Equipark in Via Muro per dare una mano a Diego. Per chi non lo conoscesse, è un parco gestito da volontari e aperto a tutti, dove si svolgono attività ricreative e corsi. Qui c è la possibilità di poter vivere una giornata nella natura tra gli animali. L Equipark ospita infatti diversi asini, galline, pecore, conigli e udite, udite anche una simpatica maialina. In questo magnifico luogo abbiamo trascorso la giornata Route di Pasqua 2014 impegnati in diverse attività: chi puliva la stalla, chi dava da mangiare agli animali, chi zappava gli ulivi, chi pitturava panche e tavoli e chi faceva legna. Per fortuna che siamo in tanti! Si può dire che il tutto è stato un po impegnativo e faticoso, ma senza dubbio divertente in quanto l essere tutti insieme ha reso il lavoro meno noioso. Il Clan, in questo Venerdì Santo, ha deciso di vivere il digiuno e per cui la dose di cibo della giornata si limitava a tre carote, un pezzo di formaggio, un pezzo di pane ed una mela. L ora di pranzo ha reso il nostro pancino un po triste, forse si aspettava un bel piatto di pasta! Terminati i compiti che avevamo, siamo andati alla Chiesa di Campoverde dove, un po puzzolenti di natura, abbiamo animato la Via Crucis in stile scout. La giornata però non era ancora finita e così ci siamo riuniti per continuare il nostro capitolo per la Route Nazionale (che ci porterà a San Rossore a partire dai primi giorni di agosto). La sera siamo andati a San Felice per partecipare alla Via Crucis che ci avrebbe portato a Portese. Sognando i sacco a pelo, siamo tornati in casetta e tempo mezz oretta eravamo già tutti belli addormentati. Sabato mattina è stato solo un momento di pulizia e sistemazione del luogo che ci era stato gentilmente offerto per la notte. Stanchi abbiamo così intrapreso la via di casa. La sera abbiamo partecipato come comunità al Battesimo del piccolo Francesco e abbiamo così colto l occasione per assistere alla Messa di Pasqua. Dopo questi intensi giorni siamo davvero pronti a vivere la nostra Pasqua non solo come un occasione per mangiare tanta cioccolata e stare in famiglia, ma come un momento di impegno, gioia e felicità! Flora PIZZERIA - GELATERIA AL MOLO di CIFALÀ ANTONINO Via Bolzati, 5 - SALÒ (Bs) tel ERBORISTERIA VITA VERDE di Linda Giannetta Sconti e promozioni particolari per i lettori Salò - Via Cavour 3/5 tel ONORANZE FUNEBRI ZAMBONI OMAR SANTO SERVIZI FUNEBRI COMPLETI SALÒ Via Garibaldi n. 96 telefono: Radiotelefono

12 12 Vita di parrocchia a cura di Renato Cobelli La presenza del Genio femminile nella Chiesa Mentre il cielo è ancora buio e le ombre della notte non hanno ancora ceduto il passo ai bagliori dell aurora, la fiamma di una lanterna si muove lentamente verso il giardino dove è stato deposto provvisoriamente il corpo del Crocefisso. È Maria di Magdala che si reca a rendere omaggio al suo Signore. Il suo cuore trabocca di tristezza e le lacrime velano ancora i suoi occhi. Gesù era stato l unico a pronunciare il suo nome con tanta dolcezza, valorizzandone la persona e la femminilità e ridandone dignità e voglia di vivere. Mentre leggo questa stupenda pagina evangelica, in queste ore successive alla Pasqua, mi viene in mente il tema della presenza e del ruolo delle donne con Gesù e nella Chiesa. Mi pare che, al riguardo, sia oggi assai diffusa la sensazione di attesa circa i cambiamenti che potranno coinvolgere le donne all interno della comunità dei credenti. Papa Francesco ne ha parlato in occasione dell intervista con il direttore del Corriere della sera, rivelando di essere impegnato personalmente a quell approfondimento teologico che aveva auspicato qualche mese prima. Analisi e proposte circostanziate sono state avanzate anche dal cardinale Kasper, certamente a titolo non esclusivamente personale. In questa ricerca aperta, è proprio il Papa ad indicarne sempre più nettamente gli ambiti e gli obiettivi. Affrontare la situazione dal punto di vista teologico, significa infatti muoversi secondo una direzione ben diversa rispetto a quella auspicata da chi pensa semplicemente che la Chiesa deve adeguarsi al mondo. Non si tratta, infatti, di introdurre semplicemente le donne a tutti i livelli di potere e di decisione, in base al criterio delle pari opportunità, oggi di moda. La natura spirituale della Chiesa È ben vero che l esistenza di un governo esclusivamente maschile viene oggi, per lo più, percepito come una differenza insanabile con la società laica. Tuttavia, se la questione è teologica, significa che il cuore della questione non è la modernizzazione, ma qualcosa di più profondo ed importante che ha a che fare con la natura spirituale della Chiesa. Si tratta di recuperare un aspetto che implica un arricchimento della identità di questa istituzione bimillenaria, mediante una approfondita riflessione sul ruolo che le donne hanno esercitato sia all interno della tradizione biblica che nella vita della Chiesa. Si tratta di un percorso di scoperta e di arricchimento utile a definire non solo il ruolo che, in futuro, il genio femminile potrà o vorrà svolgere, ma soprattutto a disegnare i tratti spirituali e teologici di una tradizione cristiana aperta al femminile. Nella ritrovata completezza del maschile e del femminile, reciprocamente integrati e potenziati, il messaggio della Chiesa potrà risuonare nella sua completezza, dal momento che potrà rappresentare l interezza della natura umana così come voluta dal Creatore. Da questo punto di vista, paradossalmente, mi pare molto positivo l atteggiamento di estraneità della Chiesa ad alcuni aspetti del processo di emancipazione femminile che ha coinvolto il mondo laico nell ultimo secolo. In questo modo, infatti, la Chiesa è rimasta l unica custode di quei valori femminili (vedi la maternità) che la modalità di emancipazione che va affermandosi sta cercando di cancellare. Essa può, quindi, inverarli e riproporli vivi ed intatti, facendone riconoscere la ricchezza e la spiritualità, anche sul piano intellettuale. Le figure femminili Durante il secolo trascorso sono state numerose e significative le figure femminili che hanno colto e anticipato questa nuova sensibilità. Chiara Lubich, ad esempio, ha fondato l Opera di Maria per riproporre l amore materno e l accoglienza femminile al centro del messaggio cristiano. Adrienne von Speyr, la mistica ispiratrice di molte opere del teologo Hans Urs von Balthasar, ha osservato che il legame fisico-spirituale tra la madre e il bambino continua a sussistere come un eterno mistero tra di loro. Essa inserisce, perciò, Maria necessariamente nelle sue opere di redenzione. In questo modo Gesù non si separerà più dalla sua ancella, che è anche madre e regina; così come l uomo non può separarsi dalla donna. Cristo è solo uomo, non è donna, ma uomo e donna formano insieme l intero genere umano. L eremita urbana fiorentina Antonella Lumini segnala come oggi le donne, che sono al cuore dell amore, stiano perdendo il materno, la capacità di accogliere e di amare. Si tratterebbe, tuttavia, di una tendenza non irrevocabile: l umanità, infatti, comprenderà e non potrà più condividere l attuale modo di pensare. Recuperando l elemento femminile, la Chiesa potrà ritrovare il calore che attira ed illumina perché solo l amore misericordioso permette di accostarsi al vuoto che giace nel cuore dell umanità.

13 Notizie sociali a cura della FNP-CISL di Salò 13 È importante distinguere tra considerazioni economiche o sociologiche di breve e di lungo termine. L abbassamento del livello di tutela dei diritti dei lavoratori o la rinuncia a meccanismi di ridistribuzione del reddito per far acquisire al Paese maggiore competitività internazionale impediscono l affermarsi di uno sviluppo di lunga durata. Vanno, allora, attentamente valutate le conseguenze sulle persone delle tendenze attuali verso un economia del breve, talvolta brevissimo termine. Ciò richiede una nuova e approfondita riflessione sul senso dell economia e dei suoi fìni [84], nonché una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo, per correggerne le disfunzioni e le distorsioni Caritas in veritate, 32. DOMANDA: sono un pensionato: fino a quando si possono far compilare, ai CAAF, i 730? Il RED può essere fatto contemporaneamente al 730? È necessario avere il CUD? Risposta: per il 730 c è tempo fino al 31/5 e, come negli anni precedenti, potrebbe anche avvenire una proroga sino al 10/15 Giugno. Il RED (e gli altri documenti di controllo dell INPS sulle pensioni di natura sociale) può essere redatto contemporaneamente al 730 e non c è bisogno di presentare, al CAF, il modello CUD. Chi si precompila il 730, naturalmente, dovrà richiedere il modello CUD nei modi spiegati sul Duomo di Aprile per avere i dati con gli importi di redditi e ritenute necessari a redigere il quadro C oppure, in difetto, dovrà evitare di compilarne le caselle che saranno riempite a cura degli operatori del CAF. Risposta: quest anno la novità più importante consiste nel fatto che possono presentare il modello 730 anche i contribuenti che nel 2013 hanno percepito redditi di lavoro dipendente, redditi di pensione e/o assimilati a quelli di lavoro dipendente e che, per vari motivi, nel 2014 non hanno un sostituto d imposta che possa effettuare il conguaglio. Il 730 va presentato a un CAF o a un professionista abilitato e nelle informazioni relative al contribuente va indicata la lettera A nella casella 730 senza sostituto e nel riquadro Dati del sostituto d imposta che effettuerà il cong u a g l i o va b arrata la casella M o d d i p en d e nti s en za s o sti t u to. Se dal 730 scaturisce un debito, il CAF consegna al contribuente il Mod. F24 compilato con il quale dovrà eseguire il pagamento; se, come nel Suo caso, dal 730 emerge un credito, il rimborso sarà eseguito dall Agenzia delle Entrate con accredito sul C/c o in contanti presso la Posta oppure con l invio al contribuente di un vaglia della Banca d Italia. DOMANDA: quali documenti devo portare al CAF per poter usufruire della detrazione prevista per chi è in affitto? Risposta: premesso che la detrazione è di 300 se il Suo reddito complessivo non supera ,71 o di 150 se non supera ,41, i documenti necessari al CAF per compilare il 730 sono: il contratto d affitto registrato; il modello F23 per il pagamento della Tassa di Registro oppure la lettera che ha ricevuto dal locatore che ha optato per la cedolare secca. DOMANDA: sono un lavoratore dipendente e nel 2013 ho percepito solo lordi però ho la casa di abitazione con rendita catastale di 435: sono tenuto a fare la dichiarazione dei redditi? Risposta: no, Lei è esonerato perché non supera 500 di redditi fondiari e perché, complessivamente non supera DOMANDA: attualmente sono disoccupato e quindi non ho un datore di lavoro che, in Luglio, mi possa fare il conguaglio sul mod Cosa posso fare per ottenere il rimborso previsto per le spese sanitarie e per interessi sul mutuo? DOMANDA: ho letto che la Regione Lombardia ha deliberato una nuova esenzione dalla spesa per l acquisto di farmaci. Di che si tratta? Risposta: la nuova esenzione codificata come E14 riguarda le prescrizioni (su ricetta rossa ) di farmaci di Classe A ed è riservata ai cittadini residenti in Lombardia che abbiano: ** già compiuto 66 anni d età; ** un reddito familiare lordo annuo non superiore a euro I cittadini con questa esenzione: ** non pagheranno il ticket in caso di prescrizione di farmaci cosiddetti generici ; ** pagheranno la sola differenza con il farmaco generico di riferimento, in caso la ricetta prescriva un medicinale di marca o anche un generico ma dal prezzo più alto. I cittadini in possesso di entrambi i requisiti richiesti potranno recarsi presso l ASL di riferimento per autocertificare e far registrare il proprio diritto. Sarà necessario: ** compilare e consegnare l apposito modulo con il quale autocertificare la condizione di reddito (eventuali dubbi relativi al calcolo del reddito potranno essere chiariti tramite i CAF); ** consegnare una fotocopia della carta di identità per autenticare l autocertificazione. Da quel momento, il medico potrà riportare il codice E14 sulla prescrizione di farmaci di classe A. EVINRUDE VENDITA - ASSISTENZA MOTORI - IMBARCAZIONI ACCESSORI MOTONAUTICA ZANCA SALÒ - Via Muro, 2 Tel. e Fax MANERBA - Via Case Sparse,103/A Tel. e Fax Onoranze Funebri Tel Cell TEDESCHI Casa funeraria San Benedetto La RADIO DUOMO della Parrocchia di Salò FM. 90,7 Mhz Ascoltiamo e partecipaimo alle iniziative che vengono proposte in radio!!!

14 14 Notizie utili a cura di Giovanni Ciato Knock out game (la metamorfosi nell era di internet) Larva, crisalide o farfalla? Quando ero ragazzo conoscevo tutti i modelli di moto e dopo i 18 anni quelli delle auto. Più avanti mi sono accorto che non mi interessavano più le moto e un po alla volta ho perso anche l interesse per le auto preferendo le attrezzature per l hobbistica e adesso mi sono accorto che non mi interessano più nemmeno quelle. Che stia invecchiando? Probabilmente si! Sta di fatto che ad ogni stagione ci sono dei colori predominanti e che anche gli interessi cambiano e assumono colori diversi, verde in primavera, colori caldi in autunno. Non so quali colori caratterizzeranno la mia vecchiaia, ma se fosse possibile scegliere, preferirei il bianco della neve al grigio della nebbia, segno di mancanza di lucidità. Qualunque sia il colore che ognuno di noi sta vivendo e qualunque sia l interesse prevalente attuale, rimane il fatto che ad un certo punto della vita ognuno deve capire che colore sta attraversando, e verso quale colore sta andando: è ancora primavera o siamo già in autunno inoltrato? E poi, almeno per quanto mi riguarda: sono rimasto una larva, sono una crisalide o sono diventato una farfalla? Come per i Lepidotteri diurni, così si chiamano le farfalle, che durante il corso della loro vita subiscono delle metamorfosi, così l uomo nel corso della propria cambia, si adegua alle abitudini della società in cui vive e lavora, cambia alimentazione e metabolismo, dalla Coca Cola al cibo raffinato, al piacere del gusto. Insomma, così come gli insetti si adeguano alle ostilità, anche noi ci integriamo e ci adeguiamo a seconda delle situazioni, cercando di arrivare allo stadio adulto, possibilmente migliorandoci. Devo però osservare che ultimamente l uomo sta dando segni non proprio in linea con i comportamenti appena citati, in quanto alcuni soggetti, soprattutto i più giovani, fanno di tutto per mettere a repentaglio la propria vita (e passi) e quella degli altri (e questo non è accettabile), con comportamenti privi di senso. Alcool, droga, sfide al limite dell umano, con il solo gusto di andare oltre. E pensare che al contrario in natura regna il principio della sopravvivenza. Si pensi che le farfalle per sopravvivere fanno di tutto, regalandoci colori e disegni che ci fanno amare ancora di più la vita, come certe specie che hanno le colorazioni delle ali posteriori che non sono visibili quando l insetto è fermo, ma diventano appariscenti in volo per disorientare i predatori, o come altre che hanno macchie che imitano grandi occhi per apparire più grandi di quanto siano nella realtà. Tutto per continuare a vivere. Pazzi o ancora larve? Knock out game, questo il nome di una nuova tendenza tra i giovani, che non è un ballo o un modo di vestire, ma quello di sferrare un colpo violento a persone ignare di quello che sta accadendo, filmarsi e pubblicare il tutto in rete (su internet), il resto lo conosciamo dai giornali. Ma se è accettabile che una persona sfidi se stessa per conoscere i propri limiti, queste bravate non hanno né un senso, tantomeno una logica, per questo ci si domanda se sia un limite soggettivo dei singoli che praticano questa tendenza, oppure una degenerazione della società in cui viviamo. Risposte che gli studiosi del comportamento umano dovranno dare, intanto rimane la cronaca con morti e feriti. E pensare che in natura gli animali, anche quelli più feroci, aggrediscono solo in casi particolari, per cibarsi, per difendersi quando si sentono in pericolo, per conquistare la guida del branco o per conquistare la femmina e quindi procreare, mai per il semplice piacere di farlo, salvo alcuni animali appositamente addestrati, ma qui si ritorna sempre all uomo. Ho preso come esempio la metamorfosi delle farfalle che vede 4 stadi, da uovo a bruco per poi diventare crisalide e alla fine farfalla, per descrivere quella dell uomo che, per diventare tale, deve attraversare tanti stadi e stagioni, e per descrivere questo fenomeno incomprensibile e capire a quale stadio si trovino gli autori di quei gesti. Parafrasando una famosa battuta di un noto comico italiano che divideva il genere umano in uomini, ominicchi e quaraquaqua, ritengo che sicuramente queste persone si trovino ancora allo stato di larve e che difficilmente diventeranno delle farfalle.

15 Istantanee di primavera Scuola paritaria cattolica a cura della Scuola E. Medi 15 ENRICO MEDI DA PODIO Mancava da qualche anno, all «Enrico Medi», il laboratorio di danza. Quest anno è tornato, ed è tornato alla grande: domenica 9 Marzo, presso il Centro Sportivo San Filippo di Brescia, la Scuola Media Enrico Medi di Salò ha partecipato alla XI edizione delle Olimpiadi della Danza, conquistando il primo posto nella classifica finale. L occasione era di quelle importanti: alla manifestazione partecipavano infatti quattordici scuole, provenienti dalla città e da tutta la provincia. La nostra squadra era composta da quarantacinque alunni delle tre classi della secondaria di primo grado, che hanno seguito il corso opzionale di danza hip hop, novità di quest anno all interno dell Istituto. In pochi mesi, con tanto impegno, costanza ed entusiasmo i nostri agguerriti ballerini sono riusciti ad imparare una coreografia hip hop piuttosto articolata. Con papillon e camicie bianche, come scolaretti modello, si sono poi esibiti davanti a un pubblico numeroso: hanno ballato in modo perfettamente coordinato e armonioso, sfoderando grinta ed espressività tali da suscitare entusiasmo in tutti gli spettatori e da convincere la giuria ad assegnare loro la vittoria! Ma, indipendentemente dal risultato finale, che è stato tanto emozionante quanto inaspettato, i ragazzi hanno vissuto un esperienza molto intensa e di crescita, non solo dal punto di vista delle abilità motorie, ma soprattutto per il coinvolgimento emotivo. Attività come queste sono delle opportunità importanti per i nostri giovani: danno la possibilità di fare esperienze nuove, affiatarsi fra loro, creare un gruppo più coeso, confrontarsi con ragazzi di altre scuole e, infine, imparare a gestire le proprie emozioni. Tra gioia e commozione, i giovanissimi ballerini e le loro insegnanti hanno ritirato la coppa e adesso ci aspettano per un gran tifo alla finale, che si disputerà a Verona fra tutti i primi classificati del nord Italia, quindi... forza ragazzi e, come dice il motto del gruppo, SWAG A BOMBA!!! ARTISTI PER LA PACE Questi, però, non sono stati gli unici allievi dell «Enrico Medi» ad ottenere importanti riconoscimenti: dobbiamo infatti ricordare anche i ragazzi che hanno partecipato con merito ad un importante iniziativa promossa dai Lyons, a livello mondiale, per sensibilizzare i giovanissimi ad un tema importante e sempre drammaticamente attuale, quale quello della pace nel mondo. Gli studenti della scuola secondaria di primo grado erano infatti invitati ad esprimere, attraverso disegni ed elaborati artistici, la loro visione sulla pace: il titolo del concorso, che ha suscitato grande interesse presso i giovani allievi, era IL NOSTRO MONDO, IL NOSTRO FUTURO. Tra gli oltre duecento elaborati pervenuti dalle scuole di tutta la provincia, il primo premio per la zona 3 Brescia lago è stato attribuito ad uno studente della nostra scuola, Federico Fancinelli, che l ha ritirato, in santa Giulia, insieme ad alcuni compagni che si sono ugualmente distinti per i loro elaborati. Il vincitore del concorso Lyons con i compagni Le seconde medie al Museo Oceanografico di Montecarlo USCITE DI PRIMAVERA La primavera, però, non è solo il momento in cui a scuola si colgono i frutti dell impegno di molti mesi, è anche il momento, sempre molto atteso, delle visite d istruzione, fondamentali nel percorso di crescita e maturazione dei ragazzi, sia a livello individuale che, soprattutto, di gruppo. Diverse le mete, scelte per armonizzarsi con gli interessi dei ragazzi e i programmi di studio delle diverse classi: le prime si sono recate in Veneto, per una visita all insegna della conoscenza e del rispetto della natura. Le seconde si sono tuffate nell atmosfera marina a Montecarlo e sulla Costa Azzurra, dove, tra le altre cose, hanno visitato il Museo Oceanografico e giocato su una delle spiagge più famose al mondo mentre le terze hanno compiuto un itinerario storico sui luoghi dove si combattè la Prima Guerra Mondiale.

16 16 Cinema teatro Cristal a cura di Lamberto Dondio NOAH La narrazione biblica Dal Libro della Genesi 6.12 Dio guardò la terra ed ecco: era corrotta; poiché ogni uomo aveva pervertito la propria condotta sopra la terra. Allora Dio disse a Noè: Mi son deciso: la fine di tutti i mortali è arrivata, poiché la terra, per causa loro è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra. Fatti un arca di legno resinoso. E grazie a questo messaggio di Dio, il patriarca Noè, sua moglie, i suoi tre figli con le relative mogli costruiscono l arca e si salvano dal diluvio universale che ha azzerato il genere umano. La trasposizione nel film Sugli schermi del Cristal è stato presentato il film NOAH, del regista Darren Aronofsky con Russel Crowe (nella parte di Noè), Antony Hopkins (nel ruolo di Matusalemme), Jennifer Connelly e Ray Winstone. Quale è il rapporto tra narrazione biblica e il film? Dobbiamo depurarlo delle trovate hollywoodiane sempre presenti nei film storici per fare spettacolo e vedere se, dopo averle tolte la tradizione biblica viene rispettata. Le trovate sono presto evidenziate: - il re dei discendenti di Caino destinati a perire con il diluvio che riesce ad infiltrarsi nell arca - Noè che si impegna davanti all ingresso dell arca in un corpo a corpo con i soldati che vogliono prenderne il possesso - il ruolo delle donne - il ruolo del nonno Matusalemme Il Messaggio finale Tolti questi spunti romanzati rimane il messaggio forte che traspare dal film: Noè è timorato di Dio ed ubbidisce a tutti i suoi voleri ben conscio che su di lui vi è un disegno divino che lo vuole continuatore del genere umano tramite i suoi figli e le mogli dei suoi figli da attuare in completà umiltà, ma nello stesso tempo conscio di essere stato scelto per l attuazione di detto disegno che lo ha reso grande tra gli umili. Lamberto Dondio Cineforum Martedì 13 maggio 2014 Buffa piece romantica affidata all estro di Ambra Angiolini, sempre più a suo agio nella commedia degli equivoci. Gioiellino. Ti ricordi di me? di Rolando Ravello =================================== Martedì 20 maggio 2014 Il ritorno a un corso naturale dell esistenza può essere non solo risposta alla crisi economica, ma soprattutto riscoperta di valori primordiali. Poetico. In grazia di Dio Anteprima di Edoardo Winspeare Sabato 3 - Domenica 4 - Lunedì 5 maggio 2014 Cosa c è di più terribile per un roditore di perdere tutte le scorte di cibo per l inverno? Lo scoiattolo Surly e i suoi amici si troveranno a escogitare un piano per svaligiare Noceland, un fornitissimo negozio di noci, nocciole e croccanti noccioline. Imperdibile. Nut Job Operazione noccioline di Peter Lepeniotis Studio e servizi fotografici A.R. FOTO di Augusto Rizza SALÒ (Bs) Piazza Vittorio Emanuele II, 36 Tel Pasticceria Vassalli Bomboniere Confezioni regalo Erboristeria LA BETULLA di Personi Cinzia SALÒ (Bs) Portici Complesso Gasparo, 42 Tel. e Fax

17 Cerco il tuo volto Mostrami il tuo volto L Adorazione fa parte di una spiritualità che potremmo chiamare della visione e in realtà, apparentemente, può sembrare anche lontana dalla spiritualità biblica che è piuttosto la spiritualità dell Ascolto della Parola, dell Obbedienza. Anche la Scrittura però documenta il desiderio dell uomo di vedere il volto di Dio : Mosè chiede a Dio: Mostrami la tua gloria! (Es 33,18), proprio in un impeto di amore e di desiderio di comunione. Da Ezechiele in poi si darà, anche nella Scrittura, più importanza alla visione, fino all Apocalisse. La Chiesa d Oriente ha sviluppato questa tensione alla visione attraverso l Icona proprio per quello che essa è, a partire dal fatto della sua legittimità; dal fatto che Dio ha, nel suo Figlio, preso un Volto umano: il Verbo si è fatto carne, la vita si è resa visibile (Gv1,14). C è una tensione a vedere Dio e la bibbia esprime in molti luoghi questo atteggiamento: Dio mi vede sempre, io non lo vedo, voglio però camminare in modo tale che mi sia possibile vedere colui che mi vede. Capire la Liturgia a cura di Rosa Pollini Centro il Mistero pasquale L Adorazione davanti alla Santissima Eucaristia esposta solennemente nelle nostre chiese è in un certo senso un punto d arrivo. Essa non è staccata dall azione liturgica, la prolunga, è come un andare oltre. L Adorazione Eucaristica, dice Von Balthasar, è sempre centrata sul Mistero pasquale; qualunque cosa si faccia dinanzi ad essa è relativa al mistero di Gesù nella sua passione, morte e risurrezione. L Adorazione è un fatto pasquale come la Messa. È Sacramento del Sacrificio di Gesù e Presenza della sua Risurrezione. Allora la questione: che cosa vedo di più nel Pane eucaristico esposto nell Ostensorio o chiuso nel tabernacolo? Nulla di più vedo. Vedo il Simbolo, il Pane segno-sacramento e conosco per la fede che è la presenza del Signore morto e risorto. 17 Stare dinanzi all Eucaristia Sempre illuminante l episodio di Marta e Maria: viene il Signore nella casa e Marta non comprende, continua a fare le faccende, anzi ha più da fare perché è venuto Lui siamo alla Presenza del Signore e continuiamo a leggere un libro, a portare avanti il nostro discorso le nostre formule fisse di preghiera finché le diciamo tutte! In realtà, c è una sola cosa da fare, come Maria, sedersi ai piedi di Gesù e farsi discepoli, ora che è venuto Lui, tutto è cambiato, è la fede del Nuovo testamento, è entrare nel Nuovo Testamento. Molte nostre Adorazioni sono piuttosto nello stile di chi continua a fare faccende, le opere buone, insomma è rimasto all Antico Testamento Maria è la donna del Nuovo che fa derivare tutto il suo comportamento da questo fermarsi davanti al Signore. Il fermarsi per restare passivi davanti al Signore nella memoria del Mistero Pasquale. Non è l unica preghiera quella di Adorazione; ci vuole quella meditativa, liturgica, di lode, di domanda di perdono, ma poi ci vuole questo silenzio di fronte al Signore che si fa presente. Oranti e intercessori in Gesù Riflettendo, inoltre, che lo stare dinanzi alla Presenza del Signore Gesù nell Eucaristia è entrare nei suoi sentimenti, nella sua preghiera al Padre in favore degli uomini, anzi nel suo essere memoria, dinanzi al Padre, della Salvezza per tutti, realizzata nella Pasqua, il fatto ci mette in un altra nostra verità: quella della realtà del nostro Battesimo. Battezzati, cioè immersi nella morte e risurrezione del Signore, ora siamo uniti e partecipi dell opera sua. Nell Adorazione, dunque, siamo estremamente attivi in Gesù, proprio in favore degli uomini, ed è un modo altissimo di vivere la realtà battesimale. L Adorazione a Dio, al Signore di tutto, è sempre possibile in ogni luogo e tempo; l Adorazione Eucaristica ha, però, una sua peculiarità, per la sua relazione al Mistero Pasquale. L Adorazione Eucaristica, prolungata nel giorno e nella notte, proclamerà, per noi e per il mondo, che il Signore ha messo tutto sotto la sua Pasqua: il tempo e lo spazio, ciò che è visibile e ciò che è invisibile. Finché apparirà la sua croce gloriosa nella sua seconda venuta, adorando e con struggente desiderio noi, con lo Spirito, ripetiamo Maranatha (Vieni Signore). nuove proposte d arredo 40 professionisti al servizio della tua Salute Mineralometria Ossea Computerizzata MOC DEXA Visite per rinnovo patenti e visite neurologiche Holter pressorio 12/24 ore Via San Bernardino, 48 - SALÒ (Bs) Tel. 0365/43299 AUT ASL N 389 DEL Direttore sanitario dr Franco PESCIATINI Studio dentistico Resp.: Dott. in odointiatria Lazzaroni Marco Protesi mobile e fissa - Conservativa - Endodonzia - ortodonzia fissa e mobile - Impiantologia endossea trattamento igiene orale Trattamento con lampada sbiancante effettuati da dott. Igienista dentale Tutte le visite ed i preventivi sono gratuiti e senza impegno

18 18 Musica e Canto a cura di Lamberto Dondio Il canto gregoriano nelle celebrazioni pasquali in Duomo La purezza del canto gregoriano Durante le celebrazioni della Santa Messa del Giovedi Santo e della Veglia del Sabato Santo in Duomo le note del Canto Gregoriano hanno accompagnato la cerimonia liturgica grazie alle voci del coro femminile al quale si erano unite voci maschili. E ormai diventata una consuetudine assistere alle celebrazioni liturgiche in cui il coro è presente e porta un notevole contributo permettendoci di partecipare in una forma completa allo svolgimento della Messa; possiamo dire che ormai esso ne costituisce parte integrante unitamente al celebrante e all assemblea. La Missa De Angelis Nella celebrazione del Giovedi Santo la Messa era la Missa De Angelis, con momenti che sono stati proposti anche durante la Veglia del Sabato Santo. Il Canto Gregoriano è forse la forma cantata che permette la migliore fusione tra preghiera e canto diventando esso stesso preghiera. È il canto liturgico per eccellenza ed è eseguito a cappella, quindi senza accompagnamento musicale, dal coro o da un solista (detto cantore) e dal celebrante con la partecipazione dell intera assemblea dei fedeli. E di tipo monodico e viene cantato all unisono sulla stessa tonalità pur presentando notevoli espressioni ritmiche. Esso non costituisce mai elemento ornamentale o spettacolare o che si aggiunge alla preghiera dell assemblea ma è parte integrante dell orazione ed è ordinato all ascolto e alla comprensione della parola di Dio. La Missa de Angelis è la Messa più eseguita al mondo; la si può partecipare prendendovi parte attiva essendo cantata in latino in qualsiasi chiesa cattolica ci si trovi. Un cronista in viaggio in Cina si trovò a cantarla con la comunità dei fedeli a Xian durante una Messa concelebrata da sette sacerdoti unitamente a tutti i fedeli. È anche denominata Missa VIII. Circa la sua origine A che data si può fare risalire? Essa fa parte della tradizione cristiana ed è stata cantata per secoli. Fu infatti trascritta dalla memoria storica con la stessa metodologia della Messe che formano la raccolta del Kyriale Romanorum; prima viene il canto che si è consolidato negli anni e poi viene la trascrizione musicale. L ordine della Messa (la sua sequenza) è il seguente: - Kyrie - Gloria - Sanctus - Benedictus - Agnus Dei Successivamente fu aggiunto il Credo. Il Kyriale identifica i vari momenti indicandoli con un modo mediante una sequenza di numeri romani e indica anche i secoli ai quali ragionevolmente si può attribuire la composizione. - Kyrie : XV- XVI Secolo - Gloria : XVI Secolo - Sanctus: XI o XII Secolo - Agnus Dei: XV Secolo - Credo: XVII Secolo Una riflessione La tradizione del Canto Gregoriano ci ha dato tanto e fa piacere constatare che esso continua a vivere aiutandoci a meditare e a pregare. dal grande libro della natura acqua minerale SALÒ - tel MANERBA - tel RAGNO IL PIACERE DEL BERE! FONTE TAVINA SALÒ - tel

19 Le voci del successore di Pietro Papa Giovanni XXIII, Papa Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI, Papa Francesco Lasciati ai giornali i commenti, i numeri e le curiosità che riguardano l evento planetario della canonizzazione di Papa Roncalli e di Papa Wojtyla. Ripescando nel ricco archivio del sito internet della Santa Sede, troviamo non solo le parole di Papa Francesco pronunciate nella celebrazione del 27 di aprile, ma si possono rileggere le parole di Giovanni Paolo II pronunciate durante la beatificazione di Papa Giovanni XXIII e le parole di Papa Benedetto XVI per la beatificazione di Giovanni Paolo II. Parlando di Papa Roncalli, Giovanni Paolo II disse Giovanni XXIII colpì il mondo per l affabilità del tratto, da cui traspariva la singolare bontà dell animo. Di Papa Giovanni rimane nel ricordo di tutti l immagine di un volto sorridente e di due braccia spalancate in un abbraccio al mondo intero. La ventata di novità da lui portata non riguardava certamente la dottrina, ma piuttosto il modo di esporla. Fu con questo spirito che egli indisse il Concilio Ecumenico Vaticano II, col quale aprì una nuova pagina nella storia della Chiesa. Negli ultimi momenti della sua esistenza terrena, egli affidò alla Chiesa il suo testamento: Ciò che più vale nella vita è Gesù Cristo benedetto, la sua Santa Chiesa, il suo Vangelo, la verità e la bontà. Giovanni Paolo II, nell omelia di domenica 3 settembre del 2000, diede una sua definizione della santità, vale la pena riprenderla poiché ci consente di capire il motivo per il quale la Chiesa dice che: la santità è rapporto profondo e trasformante con Dio, costruito e vissuto nel quotidiano impegno di adesione alla sua volontà. La santità vive nella storia e ogni santo non è sottratto ai limiti e condizionamenti propri della nostra umanità. Beatificando un suo figlio, la Chiesa lo indica all imitazione e alla venerazione per le sue virtù, a lode della grazia divina che in esse risplende. I documenti della Chiesa a cura di don Pierluigi Tomasoni Papa Benedetto XVI, nella celebrazione di beatificazione del suo Predecessore, del 1 maggio del 2000 parlando ricordò il suo rapporto con Papa Wojtyla: Vorrei rendere grazie a Dio anche per la personale esperienza che mi ha concesso, di collaborare a lungo con il beato Papa Giovanni Paolo II. Il mio servizio è stato sostenuto dalla sua profondità spirituale, dalla ricchezza delle sue intuizioni. L esempio della sua preghiera mi ha sempre colpito ed edificato. E poi la sua testimonianza nella sofferenza: il Signore lo ha spogliato pian piano di tutto, ma egli è rimasto sempre una roccia, come Cristo lo ha voluto. La sua profonda umiltà, radicata nell intima unione con Cristo, gli ha permesso di continuare a guidare la Chiesa e a dare al mondo un messaggio ancora più eloquente proprio nel tempo in cui le forze fisiche gli venivano meno. In una Roma gremita da una folla immensa di pellegrini, Papa Francesco parlando dei suoi predecessori San Giovanni XXIII e San Giovanni Paolo II, disse: [Questi Papa] hanno avuto il coraggio di guardare le ferite di Gesù, di toccare le sue mani piagate e il suo costato trafitto. Non hanno avuto vergogna della carne di Cristo, non si sono scandalizzati di Lui, della sua croce; non hanno avuto vergogna della carne del fratello (cfr Is 58,7), perché in ogni persona sofferente vedevano Gesù. Sono stati due uomini coraggiosi, pieni della parresia dello Spirito Santo, e hanno dato testimonianza alla Chiesa e al mondo della bontà di Dio, della sua misericordia. Nella convocazione del Concilio san Giovanni XXIII ha dimostrato una delicata docilità allo Spirito Santo, si è lasciato condurre ed è stato per la Chiesa un pastore, una guida-guidata, guidata dallo Spirito. Questo è stato il suo grande servizio alla Chiesa; per questo a me piace pensarlo come il Papa della docilità allo Spirito Santo. [Nel suo] servizio al Popolo di Dio, san Giovanni Paolo II è stato il Papa della famiglia. Così lui stesso, una volta, disse che avrebbe voluto essere ricordato, come il Papa della famiglia. Mi piace sottolinearlo mentre stiamo vivendo un cammino sinodale sulla famiglia e con le famiglie, un cammino che sicuramente dal Cielo lui accompagna e sostiene. 19

20 Carte in tavola a Salò per le amministrative di maggio Cinque, come preventivato, le liste in campo. La maggioranza uscente punta sulla candidatura del capogruppo Giorgio Toffoletto, 55 anni, titolare di una società che si occupa di progettazioni stradali. Dal canto suo l attuale primo cittadino, Barbara Botti, non prenderà parte alla competizione elettorale, ma sosterrà la civica di Toffoletto, «GenerAzione Salò». Sarà della partita, come annunciato da tempo, anche l avvocato Giampiero Cipani, 66 anni, sindaco dal 1999 al 2009, alla guida della civica «Progetto Salò». La lista «Scelgo Salò» propone la candidatura di Stefano Zane, 51 anni, attuale consigliere di minoranza, titolare di una società di consulenza di direzione. Si ripropone agli elettori anche il Movimento Salodiano Indipendente che candida alla poltrona di primo cittadino Gianluigi Pezzali, 67 anni, storico esponente della destra, consigliere d opposizione in quasi tutti i mandati dagli anni Settanta ad oggi. Infine c è la proposta del movimento civico «El Peler», il cui candidato sindaco è l imprenditore Stefano Veronesi Riccò, 47 anni. Petizione on line per la Polstrada di Salò Anche il web si mobilita contro la chiusura del distaccamento Polstrada di Salò. È stata pubblicata sul sito petizioni24.com la petizione del sindacato Ugl Polizia di Stato di Brescia, che al 22 aprile era stata sottoscritta da quasi 700 persone. Questo il testo: «La soppressione di posti di Polizia strategici, veri e propri presidi territoriali di legalità, come i Distaccamenti di Salò e Iseo, previsti dalla riorganizzazione del Ministero dell Interno, è pericolosa perché sguarnisce un territorio di ampie dimensioni, dove è invece maggiore la richiesta di sicurezza». L Ugl suggerisce un altra via per risparmiare, articolata in quattro proposte: «Ridurre il numero dei Corpi di Polizia che oggi sono sette, cinque nazionali e due locali; tagliare i Compartimenti della Stradale, come il Compartimento della Polstrada di Milano, raccordando direttamente le Sezioni con il Ministero; accorpare i presidi di Polizia e Carabinieri che affollano il centro della Capitale, ma anche molti capoluoghi di Regione; tagliare l Ospedale militare di Milano (CMO), struttura anacronistica». Accade a Salò a cura di Simone Bottura Il salodiano che ha preso per la gola mr. Obama È salodiano il ristoratore dei Presidenti Usa. Si chiama Nino Pernetti e ai tavoli del suo «Caffè Abbracci», in Aragon Avenue a Miami, Florida, sono passati i grandi nomi dello star system e della politica a stelle e strisce. Dopo aver deliziato i palati di Clinton e Bush senior, dei vicepresidenti Dan Quayle e Al Gore, il ristorante di Pernetti ha ospitato nei giorni scorsi anche Barak Obama. «Il presidente - racconta Pernetti - è un commensale parco, ma apprezza la cucina italiana. Per lui abbiamo preparato polenta con lumache, branzino al forno e tiramisù». Un menù tanto apprezzato da valere a Nino Pernetti una proposta per preparare una cena alla Casa Bianca. Il ristoratore è originario di Campione ed ha trascorso infanzia e gioventù a Salò; si è formato alla scuola alberghiera di Gardone, poi è diventato chef, ristoratore di prestigio in ogni angolo del pianeta e direttore generale degli hotel Sheraton nel mondo, per aprire, infine, il celebre Caffè Abbracci. Segui le frecce, troverai il Duomo «Scusi dov è il duomo?». Domanda che i salodiani si sentono rivolgere da tanti turisti, costretti a muoversi con la cartina della città sotto gli occhi. Ora non sarà più così. Al visitatore disorientato basterà infatti seguire le piastre in ottone a forma di freccia che sono state collocate sul selciato stradale. L iniziativa è ideata e promossa dall associazione Amici del Golfo, che ha acquistato le placche segnaletiche, poi posizionate dagli operari del Comune. Due i percorsi approntati. Partono entrambi dalla zona dell ufficio turistico situato alle spalle del palazzo municipale: uno conduce al Duomo cittadino, che per le opere d arte che conserva al suo interno è un vero e proprio museo di belle arti, l altro al Museo della città allestito negli spazi dell ex collegio civico di via Brunati. I volontari ritrovano un altro relitto Un altro frammento di storia gardesana riemerge, dopo decenni, dai fondali misteriosi del lago. Ancora una volta sono i Volontari del Garda a rendersi protagonisti di un ritrovamento che fa notizia. Si tratta di un grosso veliero da trasporto, il cui relitto è adagiato, a 120 metri di profondità, su un fondale fangoso e pianeggiante al largo di Moniga. Ad individuarlo, nelle scorse settimane, è stato Mauro Fusato, uno dei responsabili, assieme a Luca Turrini, del Nucleo sommozzatori dei Volontari del Garda. Si tratta del veliero «Roma», colato a picco il 18 febbraio La cronaca di quell evento dimenticato venne riportata sul quotidiano «Il Popolo di Brescia» del 19 febbraio 1938, che ne descrive chiaramente gli estremi tra antefatti, sviluppi ed epilogo. La scena non passava inosservata agli abitanti della costa, che videro «il veliero capovolgersi e scomparire in un gorgo di schiuma». 20 Studio Dentistico Dott. Salvinelli Claudio Paolo Laureato in Odontoiatria e protesi dentaria Piazza Martiri della Libertà, 13 (di fronte nuovo Italmark) SALÒ (Bs) - tel Idrosanitari climatizzazione riscaldamento THERMOENERGY di APOLLONIO CORRADO & C. S.R.L. Via Valle, SALÒ tel (Uff.) 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