l alternativa all «ora di niente»

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "l alternativa all «ora di niente»"

Transcript

1 Rivista ANNO della Pro Civitate Christiana Assisi65 periodico quindicinale Poste Italiane S.p.A. Sped. Abb. Post. dl 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB Perugia 1 maggio 2006 e 2,00 Europa sociale: Luci e ombre di uno sviluppo sostenibile Giustizia: Il fantasma della pena di morte Volti dell universo femminile Il dialogo tra economia e etica NUMERO 9 Energia: Iran: Non è ancora tempo di atomica L anomalia italiana E non se ne vogliono andare Teologia: La fede di Gesù e la nostra fede in Gesù l alternativa all «ora di niente» TAXE PERCUE BUREAU DE POSTE ASSISI ITALIE ISSN X

2 2 volte al mese con occa sommario 1 maggio Ci scrivono i lettori 6 Anna Portoghese Primi Piani Attualità 10 Valentina Balit Notizie dalla scienza 11 Vignette Il meglio della quindicina 13 Raniero La Valle Resistenza e pace Divisa, ma come? 14 Maurizio Salvi Iran Di atomica non è ancora tempo 17 Romolo Menighetti Oltre la cronaca Economia amara 18 Filippo Gentiloni Politica italiana E non se ne vogliono andare 20 Fiorella Farinelli Religioni a scuola L alternativa all «ora di niente» 23 Oliviero Motta Terre di vetro Sentiamoci presto 24 Giancarlo Ferrero La giustizia in Italia Il fantasma della pena di morte 27 Romolo Menighetti Parole chiave Consociativismo 30 Pietro Greco Energia L anomalia italiana Rocca 33 Maurizio Di Giacomo Europa sociale Luci e ombre di uno sviluppo sostenibile 36 Giannino Piana Etica politica economia Il dialogo tra economia e etica 39 Vincenzo Andraous Sbarre e dintorni Per tutti i bambini innocenti 40 Rosella De Leonibus Cose da grandi aaa.appoggio cercasi 43 Stefano Cazzato Lezione spezzata Una carriera spezzata 44 Giuseppe Moscati Maestri del nostro tempo Gregor Ziemer Come si crea un nazista 46 Marco Gallizioli Culture e religioni raccontate Volti dell universo femminile 49 Adriana Zarri Controcorrente Rinascita 50 Carlo Molari Teologia La fede di Gesù e la nostra fede in Gesù 52 Rosanna Virgili La voce del dissenso Il re e il profeta 54 Lilia Sebastiani Il concreto dello spirito Tempo di Pasqua 57 Giacomo Gambetti Cinema Volere è potere Il caimano 58 Roberto Carusi Teatro Grottesca tragedia 58 Renzo Salvi RF&TV Mostri: nel frastuono dei media 59 Mariano Apa Arte I Borromeo 59 Alberto Pellegrino Fotografia Marilyn and friends 60 Michele De Luca Mostre Sophia Loren 60 Giovanni Ruggeri Siti Internet Telefonare gratis 61 Libri 62 Carlo Timio Rocca schede Paesi in primo piano Eritrea 63 Nello Giostra Fraternità

3 4 Rocca quindicinale della Pro Civitate Christiana Numero 9 1 maggio A N N O Gruppo di redazione GINO BULLA CLAUDIA MAZZETTI ANNA PORTOGHESE il gruppo di redazione è collegialmente responsabile della direzione e gestione della rivista Progetto grafico CLAUDIO RONCHETTI Fotografie Andreozzi B., Ansa, Associated Press, Ballarini, Berengo Gardin P., Berti, Bulla, Carmagnini, Cantone, Caruso, Cascio, Ciol E., Cleto, Contrasto, D Achille G.B., D Amico, Dal Gal, De Toma, Di Ianni, Felici, Foto Express, Funaro, Garrubba, Giacomelli, Giannini G., Giordani, Grieco, Keystone, La Piccirella, Lucas, Luchetti, Martino, Merisio P., Migliorati, Oikoumene, Pino G., Riccardi, Raffini, Robino, Rocca, Rossi-Mori, Turillazzi, Samaritani, Sansone, Santo Piano, Scafidi, Scarpelloni, Scianna, Zizola F. Redazione-Amministrazione casella postale ASSISI tel redazione: ufficio abbonamenti: - Telefax conto corrente postale Bonifico bancario: Banca Pop. di Spoleto Assisi Cin: T ccb n Abi 5704 Cab IBAN: IT59T BIC: BPSPIT3SXXX Quote abbonamento Annuale: Italia e 45,00 Annuale estero e 70,00 Sostenitore: e 100,00 Semestrale: per l Italia e 26,00 una copia e 2,00 - numeri arretrati e 3,00 spese per spedizione in contrassegno e 5,00 Spedizione in abbonamento postale 50% Fotocomposizione e stampa: Futura s.n.c. Selci-Lama Sangiustino (Pg) Responsabile per la legge: Gesuino Bulla Registrazione del Tribunale di Spoleto n. 3 del 3/12/1948 Codice fiscale e P. Iva: Editore: Pro Civitate Christiana Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica sono riservati. Manoscritti e foto anche se non pubblicati non si restituiscono Questo numero è stato chiuso il 24/04/2006 e spedito da Città di Castello il 28/04/2006 ci scrivono i lettori Gli interventi qui pubblicati esprimono libere opinioni ed esperienze dei lettori. La redazione non si rende garante della verità dei fatti riportati né fa sue le tesi sostenute Mi congratulo con voi Mi congratulo con voi, donne e uomini di chiesa, che in odio a un bene chiamato ricchezza, che Berlusconi ha il torto di possedere, avete preferito negare il voto a chi avrebbe difeso i valori della vita e della famiglia per darlo a chi quei valori non considera e umilia. Mi rammarico della vostra miopia, donne e uomini di chiesa, che non vedete il pericolo e la minaccia provenienti da quel fronte sinistro al quale, nella vostra cecità, avete offerto sostegno. Detesto la vostra ipocrisia, donne e uomini di chiesa, che, mentre vi proclamate credenti e praticanti, vi siete fatti sordi agli avvertimenti del Papa. Vi ringraziano, donne e uomini di chiesa, Vladimir Luxuria e il caporione no global Enrico Caruso per aver contribuito ad infoltire i consensi alla coalizione del Centro-Sinistra, che non ha esitato a spalancare le porte a simili individui per raccogliere qualche altra misera manciata di voti. Invocate dallo Spirito Santo, donne e uomini di chiesa, il dono dell intelletto per comprendere e riconoscere, una volta per tutte, che la ricchezza, in sé, non è peccato: poiché tale voi la considerate e, demonizzandola, istigate all odio verso di lei, come se essa fosse sempre e comunque frutto di disonestà, conquista immeritata, fortezza rinchiusa nell egoismo del possesso. Nasce principalmente da un tale pregiudizio l avversione a Berlusconi, come da invidia e rancore per la sconfitta del 2001 nasce la guerra che Prodi e compagni gli fanno, incapaci di battersi in un confronto leale, impegnati solo in una opposizione demolitrice, accaniti nel fomentare odio e divisione: dunque l insulto di «delinquenza politica», lanciato alla parte avversa, si ritorce proprio contro di loro. Rallegratevi perciò, donne e uomini di chiesa, per aver contribuito a consegnare l Italia in mano a tale gente. E state certi che, per tutto il tempo in cui costei riuscirà a conservare lo scanno, si adopererà per distruggere tutto quello che di buono ha fatto il governo precedente. Luisa Spranzi Schio Famiglia difesa della vita ma non solo Da tanto volevo scrivervi, mi sono decisa leggendo la lettera di un gruppo di coppie di Torino sulla difesa della vita (Rocca n. 8, pag. 5). Anch io credo che sia ora per la chiesa istituzionalizzata gerarchizzata di smetterla di spiare morbosamente nelle camere da letto e di aprirsi finalmente al mondo, quello che comincia appunto fuori dalle stanze stesse. Non c è niente di evangelico nei messaggi che ossessivamente la chiesa va diffondendo. Per trovare qualcosa che si avvicini all insegnamento di Cristo bisogna guardare a qualche sperduta parrocchia, o a piccole comunità di base o alla teologia della liberazione. E sappiamo che fine ha fatto quest ultima e che vita grama conducano le altre. Sono assolutamente demoralizzata. Raffaella Barozzi Verbania Pallanza (Vb) Resistete, resistete Sono una vostra abbonata e diffondo, ogni volta che è possibile, la vostra rivista che ritengo un utile faro in questo momento CI SCRIVONO I LETTORI così difficile e complesso per l Italia e anche per la Chiesa. Non vi scrivo per essere pubblicata sulla rubrica dedicata ai lettori, ma per ringraziarvi tanto, tanto per il lavoro di lucida analisi del quotidiano che svolgete in ogni numero. Ho particolarmente apprezzato il dossier sui programmi elettorali dei due schieramenti che analizza con chiarezza le posizioni, a dimostrazione che non tutti sono uguali (degenerante qualunquismo che tutto corrompe... somiglia tanto alla notte della ragione). Mi ha addolorato particolarmente in questa campagna elettorale la posizione della Chiesa che ancora una volta non ha saputo rivestire i panni del profeta, ma quelli della madre per una parte politica e della matrigna per l altra. Mi trovo veramente in sintonia con la lettera del gruppo di coppie di Torino pubblicata nel numero del 15 aprile: con altri amici impegnati nella Chiesa ci domandavamo proprio la stessa cosa. A volte, certi proclami (nonostante per certi aspetti siano teologicamente fondati) sembrano degli slogan pubblicitari che non vanno al fondo della realtà: il vangelo è portatore di una complessità di valori e, semplicemente, non mi sembra che l attuale liberismo economico li difenda. Mi chiedo quale Chiesa laica andrà a Verona, se la gerarchia è consapevole di aver operato una frattura nel laicato e nella stessa Chiesa, di non aver aiutato la riflessione profonda sulla dottrina sociale, di non averne indicato chiaramente e in tutta la sua ampiezza la portata. E non mi si venga a dire che i mass media hanno interpretato male, riferito solo quello che interessava ad una parte... Il tam tam (nei movimenti conservatori, su Radio Maria, e non so in quali altri ambiti...) è stato quello di votare per la destra e segnatamente per l Udc (vedi risultati...). Ma come fa un cristiano (che a parole si dice tale ma che in prima persona contraddice quei valori di cui si proclama difensore...; sarebbe affare della sua coscienza, se non si proclamasse paladino, a votare certe leggi dell ormai (speriamo) precedente governo, a distruggere e infangare le istituzioni, a delegittimare la magistratura, a creare un clima di opportunismo, cinismo, volgarità e competizione estrema nella società italiana (sono un insegnante e vedo quotidianamente e realisticamente come sono ridotte le famiglie, quali sono oggi i loro valori, come i bambini sono gettati sul campo della competizione sin da piccolissimi e vivono stress enormi per la loro età, parcheggiati da genitori troppo distratti da telefonini, televisori al plasma e grandi fratelli...)? Parole come rispetto, carità, solidarietà, stima, condivisione, apertura all altro... questo la Chiesa deve indicare: la scelta degli ultimi, programmaticamente del margine (che bello il titolo «Un ebreo marginale» dell opera di Meyer!). Come dice Moretti ne «Il caimano», al di là di come andranno le elezioni Berlusconi ha vinto perché con le sue televisioni ci ha cambiato la testa! L opera inversa è particolarmente dura e avrà bisogno di un grande dispiego di forze morali. Smetto qui perché di cose da dire ce ne sono e ce ne saranno molte, visto quello cui ancora, giorno per giorno, siamo costretti a sopportare... gli ultimi (spero) disperati colpi di coda dell animale ferito a morte. Ma, vi prego, resistete, resistete, resistete perché nei momenti di disperazione civile e religiosa, mi avete dato la speranza di non essere sola e questo, con la mia mail, voglio a mia volta comunicarvi. Grazie e buona Pasqua con il rinnovamento e la speranza che solo il Signore risorto sa donare. Annarita Pasqualini (a nome anche di tanti altri amici) Questione di fiducia Abbiamo scelto tra due schieramenti che abbiamo potuto vedere concretamente all opera, uno del periodo 1996/2001 e l altro nel quinquennio successivo. Chiunque potrà valutare se e in quale misura il comportamento dei politici dei due schieramenti sia stato conforme ai precetti del diritto naturale e della morale religiosa, quelli fondati cioè sul rispetto della persona e sul perseguimento del bene comune. Il senso di responsabilità verso le generazioni presenti e quelle future impone una valutazione che superi stereotipi, abitudini e pigrizie mentali. Solo chi, secondo il giudizio inappellabile della coscienza personale, abbia obiettivamente governato meglio rispetto all altro può meritare fiducia. Aldo Abenavoli Roma ERRATA CORRIGE In riferimento alla pubblicità «Atmosfere musicali», pag. 6 del n. 8/2006, il numero telefonico riportato è errato e va rettificato come segue: tel/fax

4 ATTUALITÀ ATTUALITÀ primipiani a cura di Anna Portoghese Russia la patria e il Concilio ortodosso Le vicende delle Chiese ortodosse scorrono spesso in stretta relazione con la storia dei vari paesi e società nelle quali vivono, nonché in relazione a orizzonti di pensiero significativi. La presa di posizione del decimo concilio ortodosso (assemblea di rappresentanti ecclesiastici, di fedeli e rappresentanti dello Stato), svoltosi dal 3 al 7 aprile nel monastero di san Danilo a Mosca, ha sostenuto fortemente la difesa della patria russa: «Esistono valori ha detto il metropolita Kirill, capo del dipartimento degli esteri che non sono inferiori ai diritti umani, quali la fede, la morale, il sacro, la patria». La dichiarazione del Concilio, redatta al termine dei lavori, evidenzia in particolare il diritto alla vita, l avversione per tutto quello che viene assimilato come «diritto alla morte». L aborto, l eutanasia, il matrimonio omosessuale, la bestemmia sono altrettante offese alla morale tradizionale. Così, continua il testo «il tema dei diritti umani dovrà cessare di essere visto nello spirito del nostro popolo come un arma politica. È inutile piangere sulla crescita della xenofobia quando apriamo prospettive a quelli che calpestano il sacro, sputano sulla patria, distruggono la loro cultura», con allusione ai recenti scontri a carattere razziale. Anche la Chiesa ortodossa russa sembra temere la visione occidentale e liberale dei diritti e percepire (come il presidente Vladimir Putin) che i diritti umani, sostenuti dagli Occidentali, siano un parametro per indebite ingerenze. Il documento parla infatti di «tentativi di utilizzare tali diritti per promuovere interessi politici, ideologici, militari, ed economici, per imporre un certo regime politico e sociale». Egitto attacco alle chiese copte Scorre sangue nelle chiese cristiane copte d Egitto, mentre si prepara la Pasqua che qui viene celebrata una settimana dopo quella cattolica. Si sono contati almeno un morto e una cinquantina di feriti il 14 aprile in tre chiese di Alessandria prese d assalto contemporaneamente da integralisti islamici. Sono circa 10 milioni i copti egiziani, ossia i cristiani nati in Egitto, paese in cui l Islam è religione di Stato. Difficile al momento chiarire le motivazioni dell attacco insensato all arma bianca. I cristiani egiziani sono ortodossi, anche se esiste una piccola minoranza di cattolici; rappresentano il 15% della popolazione egiziana. Essere cristiani qui significa però essere discriminati nella vita pubblica, sul lavoro, nella scuola, nell esercito e nella polizia. Il Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo sottolinea il fatto che in Egitto, anche nelle società private gestite da cristiani «non assumere musulmani comporta quasi sicuramente severi controlli fiscali». Scoperte enfasi sul Vangelo di Giuda Grande enfasi mediatica sul Vangelo di Giuda, un codice in lingua copta del IV secolo, traduzione di uno scritto del II secolo. In base ad esso, Giuda fu l unico discepolo al quale Gesù rivelò la sua vera essenza e il suo tradimento fu un segno di fedeltà a Gesù stesso. Rispondendo alla domanda se la storia raccontata dai vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni) debba essere riscritta dopo questa scoperta, Eric Noffke, studioso protestante di teologia neotestamentaria e autore di testi sulla letteratura apocrifa e le origini del Cristianesimo, così risponde: «Il Vangelo di Giuda è uno scritto gnostico del II secolo d. C. che non ci dà informazioni rilevanti riguardo alle origini del cristianesimo. Nasce nell ambito di scuole di pensiero teologico che trasformano personaggi negativi della Bibbia, descrivendoceli come gli unici che hanno ricevuto la vera rivelazione, la quale poi corrisponde al pensiero filosofico della scuola stessa. Così, nel Vangelo di Giuda si vedono i discepoli derisi da Gesù perché adorano un falso Dio che nel pensiero gnostico coincide con il Dio dell Antico Testamento, mentre Giuda è l unico che ha capito e segue il vero Dio. Si tratta chiaramente di un artificio letterario che non ha nessuna pretesa storica e che serve a esprimere e divulgare un pensiero teologico posteriore di oltre cento anni agli eventi narrati nei vangeli. Il sensazionalismo si spiega con la molta ignoranza riguardo alle origini cristiane e alla Bibbia stessa. Questo fa sì che anche sull onda del fenomeno Codice da Vinci ogni nuova scoperta sembri sensazionale, mentre spesso lo è solo perché non si hanno gli strumenti minimi per valutare i veri motivi d interesse». (Nev) Società una grande voglia di silenzio Due notizie molto diverse e molto recenti hanno come comune denominatore il silenzio. Le prime: il film di Gröning «Il grande silenzio», quasi senza parole, girato tra i frati certosini della Grande Chartreuse, che oltre al pubblico di sale raddoppiate ha raccolto riconoscimenti dai maggiori festival internazionali. C è poi un progetto elaborato e posto in atto dall Università di Lapponia (Finlandia) di un «turismo silenzioso»: una strategia di immersione nella natura, che lascia spazio al silenzio interiore. L atmosfera di bellezza che avvolge entrambe le esperienze spiega, ma forse solo in parte, il loro successo. Del film i critici notano l esaltazione luminosa dell aspetto percettivo della grazia, della libertà interiore, senza complessi di colpa o di paura nei monaci-attori. Del «Turismo del silenzio» si è fatta eco in Italia il Centro di ecologia alpina (www.cealp.it), importandone la metodologia, perché in Lapponia o tra le Alpi, o anche in zone non raggiunte dalla fama e marginali, ci si possa aprire all esperienza dell Oltre. Katmandu abbasso il re del Nepal Continuano le manifestazioni di protesta contro la monarchia nepalese, forse l ultima monarchia assoluta del mondo. Il 19 aprile centinaia migliaia di persone sono convenute a Katmandu dopo un lungo sciopero generale indetto dall opposizione dei 7 partiti dell arco costituzionale, con esplicito appoggio del movimento guerrigliero. Continuano le pressioni internazionali sul re Gynaendra, perché si decida alle concessioni atte a risolvere la crisi. Usa, Cina e India chiedono di ripristinare la democrazia parlamentare, in particolare l India, preoccupata per la sua frontiera col Nepal. Con 26 milioni di abitanti di cui il 40% sotto la soglia della povertà, il Paese è anche insidiato da un decennio dalla ribellione maoista. Amnesty, Human Rights Watch e la Commissione internazionale dei giuristi, in una dichiarazione comune, accusano i re e i suoi funzionari di gravi violazioni dei diritti umani, con l arresto arbitrario di migliaia di oppositori tra i quali molti giornalisti, di tortura e abusi. Romania Razvan 10 anni suicida Il 27 marzo Razvan Suculiuc, 10 anni, si è impiccato a Cirtesti, villaggio al nord-est della Romania. Si è suicidato perché gli mancava sua madre, venuta in Italia a lavorare da qualche mese. Lei gli avrebbe comprato un computer, voleva offrirgli un futuro migliore del suo; lui le telefonava una volta alla settimana. Due giorni prima della tragedia, una grande frustrazione affettiva: suo padre gli impedisce di telefonare perché non ha i 6 euro necessari per comprargli la carta telefonica. Razvan a questo punto decide per la morte. Commenta il quotidiano di Bucarest: «Il caso del piccolo Razvan non è un eccezione, ma riguarda migliaia di bambini che i loro genitori, spinti dal miraggio del denaro, hanno lasciato». Circa due milioni e mezzo di Romeni in questi anni sono andati via dalla patria dove, malgrado la crescita economica, il salario medio mensile dei 22 milioni di abitanti è di 150i. L Italia e la Spagna sono le mete preferite per l espatrio. Kuwait le donne votano per la prima volta Nell emirato del Kuwait le donne restano tuttora sotto la tutela giuridica dei mariti e tuttavia, per la prima volta nella storia del paese, lo scorso aprile hanno potuto esercitare il diritto sia di votare che di candidarsi alle elezioni amministrative di una circoscrizione (Salmiya). Tra le candidate, due donne, una ingegnere e l altra medico, entrambe appartenenti alla minoranza sciita che costituisce il 30% della popolazione. Una delle candidate, Jenan Bushehri, aveva potuto tenere un comizio rivolgendosi a centinaia di connazionali sotto una tenda, come la tradizione vuole, con un uditorio rigorosamente separato di uomini e donne. Sono piccoli passi compiuti nei paesi del Golfo in questi ultimi anni, ma la strada è aperta, come ha dimostrato la conferenza internazionale in Bahreim lo scorso marzo che ha visto la partecipazione di un centinaio di donne in rappresentanza di 16 Stati arabi. 6 7

5 ATTUALITÀ ATTUALITÀ primipiani a cura di Anna Portoghese 8 Palestina-Israele tragica deriva del dialogo Lo scorso numero Rocca dedicava al conflitto palestinese-israeliano il servizio «un duello senza fine». Ma non si pensava a un immediato rilancio della Jihad. Invece, sullo sfondo cupo della bandiera di Hamas, abbiamo visto un volto di adolescente dagli occhi belli e tristissimi stagliarsi nel video, rimbalzato il 19 aprile sulle prime pagine dei nostri quotidiani. È Samir Hamad, il kamikaze autore dell attentato della Jihad islamica a Tel Aviv il 18 aprile. Il ragazzo si era fatto esplodere davanti a una rosticceria, procurando nove morti e una sessantina di feriti. L attentato era stato subito condannato dal presidente dell Autorità Palestinese Mahmud Abbas, ma non c erano dubbi sulla risposta israeliana: «L Autorità palestinese è diventata uno Stato terrorista e occorre trattarlo come tale». A questo punto però il premier israeliano Ehut Olmert cambia strategia: decide di fermare la rappresaglia militare perché vuole contrastare Hamas con le «armi» della politica che ritiene più efficaci dei tanks e degli elicotteri. Vuole isolarlo sul piano internazionale, impedire che gli giungano aiuti politici ed economici al punto di far implodere la maggioranza radicale all interno del nuovo governo palestinese. A sua volta Hamas ora assume l immagine cupa del terrore. Dopo la strage, anche il Giappone, seguendo Ue e Canada, fa sapere che potrebbe congelare gli aiuti all Autorità palestinese. La richiesta di aiuti ai paesi arabi finora trova risposta solo del regime iraniano che si dice disposto a un aiuto di 50 milioni di dollari. Sono espulsi i tre parlamentari di Hamas che vivono a Gerusalemme.La diplomazia israeliana ha ora un preciso obiettivo: isolamento. Chiesa papa Benedetto un anno dopo «Come passa il tempo», ha detto papa Benedetto XVI rispondendo il 19 aprile ai cinquantamila fedeli convenuti in piazza san Pietro per gli auguri a un anno dalla sua elezione al pontificato. Ha voluto ricordare l emozione del primo giorno e chiedere preghiere per essere un pastore «mite e fermo», mentre si continua a evidenziare l abbandono «garbato» dello stile del suo predecessore. Si direbbe che egli tema una sovraesposizione della Chiesa e non esita a riproporre il suo programma: «quello di non fare la mia volontà, di non perseguire le mie idee, ma di mettermi in ascolto...». Si è espresso molto finora da pastore, soprattutto sull essenziale della fede e su temi etici, ma dal suo governo i cattolici si aspettano ora una riforma sul rapporto vescovi - primato del Papa. E in campo ecumenico, anche una riflessione teologica: le differenze tra cattolici, ortodossi e protestanti non sono un accidente della storia, ma esprimono modi diversi di intendere Chiesa e ministeri. Per il resto, troppo presto per un bilancio, anche se la consapevolezza della verità complessa del reale emerge da tutti gli approcci del papa teologo. Karachi il Forum sociale alter-mondialista L ultimo appuntamento del Forum sociale mondiale di quest anno è stato dal 24 al 29 marzo a Karachi, Pakistan. Si era voluto un Forum policentrico, scandito tra Bamako (Malì), Caracas (Venezuela), e infine tra notevolissime difficoltà Karachi. Circa 30mila persone provenienti da 58 Paesi, distribuiti nelle 400 attività del Forum, hanno potuto interscambiare informazioni, commenti, progetti sul Continente asiatico, a cominciare dalla situazione del Kashmir, zona notoriamente contesa tra India e Pakistan. Circa 20 leader di varie organizzazioni politiche, attualmente alle prese con defatiganti iniziative di pace dall una e dall altra parte della linea di controllo del Kashmir, si sono trovati concordi almeno su un punto: non si tratta di territori da distribuire, ma di questioni di autonomia e di autodeterminazione. Temi complessi come gli effetti del neoliberismo economico e la smilitarizzazione, dei diritti umani e in particolare dei diritti della donna, della lotta contro il patriarcato e perfino della gestione dei disastri naturali e dei rischi di ricolonizzazione, legati a certi cosiddetti aiuti umanitari, sono stati messi sul tappeto e sottoposti un severo vaglio critico. Particolarmente dibattute la guerra in Irak, la necessità di sostenere il «Tribunale mondiale delle donne» sulla resistenza alle guerre, sulle guerre della globalizzazione e sulle guerre contro le donne. Riunirsi, condividere esperienze, conoscere i movimenti sociali di altri Paesi ha notato lo scrittore pakistano Tariq Alì è stato il segno forte di questo evento, segno sottolineato positivamente anche dall arcivescovo di Karachi, mons. Evaristo Pinto. seminari & convegni 1 maggio-23 luglio. Fabriano (An). Mostra internazionale «Gentile da Fabriano e l altro Rinascimento». Esposizione di 32 capolavori allo Spedale di Santa Maria del Buon Gesù (Piazza Giovanni Paolo II). tel maggio.padova. La fondazione Civitas, con la collaborazione di vari enti, propone percorsi di conoscenza de «La via Asiatica». Il percorso degli studenti si concluderà il 4 maggio al cinema-teatro Mpx di via Bonporti con Folco Terzani. Il 5 maggio alle 20,30 all interno di Civitas, testimonianze asiatiche di ospiti illustri ( Chea Vannath, Charika Marasinghe, Nurjahan Begum, Hu Lambo). Il 6 maggio verrà rappresentata alle 20,30 nell auditorium Modigliani lo spettacolo «Frammenti». Infrmazioni: Ufficio stampa Koiné Comunicazione, Benedetta Frare, tel ; cell maggio. Torino. Fiera internazionale del libro al Lingotto, sul tema: «L avventura, intesa come movimento elementare che ha permesso lo sviluppo delle società umane», viaggio interiore o relazionale. La parte espositiva è corredata da numerosissime iniziative culturali. Informazioni: 6 maggio. Cefalù (Pa). Nell ambito della Settimana cefaludese per l ecumenismo, conferenza di Karima Moual sul tema: «Gli immigrati musulmani in Italia tra identità, integrazione e dialogo», organizzata dal Centro ecumenico «La Palma», via Porta Giudecca 1, Cefalù, tel , fax , 8,15,22,29 maggio. Milano. Cattedra del dialogo. Incontri con esponenti del dialogo interreligioso a livello mondiale, presso l auditorium del Centro san Fedele, sul tema: «L uomo tra paura e speranza: verso dove?» (p. San Fedele 4). Informazioni: 10 maggio. Milano. La Comunità laicale «S. Angelo» promuove un incontro con P. Felice Scalia sul tema: «La Chiesa di oggi. Preoccupazioni e speranze. Una responsabilità collettiva». Convento frati Francescani Minori, P.za S. Angelo 2 Milano, ingresso via Bertoni, ore maggio. Montevarchi (Ar). A cura del Centro San Lodovico, conferenza del p. Ferdinando Castelli S.J. sul tema «Diego Fabbri: il teatro come processo» (ore 21). Informazioni; Centro San Ludovico, Via P. Bracciolini, Montevarchi (Ar) tel e fax , e- mail: 20 maggio. Modica (Rs). Incontro sul tema «Africa, le guerre dimenticate» con don Tonio dell Olio di Pax Christi e Libera. Ore 19,30 Domus S. Petri maggio. Camaldoli (Ar). Meditazione e preghiera esicastica al Sacro Eremo, incontro riservato a giovani dai 25 ai 35 anni, con la guida del monaco Alberto Viscardi. Informazioni: giugno. Assisi. Convegno organizzato dalla Piccola Fraternità Francescana «Santa Elisabetta» sul tema: «Laici come gli altri ma...». È rivolto a giovani in ricerca vocazionale. Informazioni: Casa di Accoglienza, Piazza Vescovado, Assisi, tel ; giugno. Assisi. Convegno nazionale «Eucaristia e storia dell uomo» organizzato dai Padri Sacramentini per il 150 di fondazione della Congregazione. Relazioni introduttive di Enrico Mazza e Pierangelo Sequeri. 5 Laboratori tematici; liturgie presiedute dall arcivescovo Giuseppe Chiaretti di Perugia e P. Fiorenzo Salvi, superiore generale dei Sacramentini. Informazioni: Andrea Carotene, tel ; Tata Tanara tel , giugno Crotone. La Cooperativa sociale «Gettini di Vitalba» (palazzo Berlingieri, via Cavour 7/9) propone un seminario per coppie guidato dai coniugi Donata e Nino De Giosa, volontari della Pro Civitate Christiana. Testimonianza su «I nostri 15 seminari coppia in Cittadella: un microcosmo a due a confronto e in ricerca tra coppie». Relazione (venerdì), laboratori, dibattiti, riflessioni (sabato). Informazioni: cell ; , Assisi tel giugno. Assisi. Incontro «Bibbia e Psicologia» organizzato dal gruppo Missioni della Pro civitate christiana. Lettura esegetica e psicologica tratta da figure e brani biblici, condotta dalla psicologa Porzia Quagliarella e dai Volontari Bruno Baioli e Leila Carbonara della Pro Civitate Christiana. Informazioni: Cittadella cristiana, Assisi, tel. 075/ , fax 075/812445; giugno-1 luglio. Borgonuovo (Bo). Esercizi spirituali mariani organizzati dal Cenacolo delle Missionarie dell Immacolata, sul tema: «Finché sia formato Cristo in voi...» (Gal 4,19), predicati da mons. Alberto Di Chio. Informazioni: tel , 26 giugno-1 luglio. Ariccia (Rm). Settimana biblica per laici sul tema: «Nascita dei Vangeli. Marco», organizzata dall Associazione biblica italiana. Relatori: D. Giacomo Morando e d. Marco Cairoli. Informazioni: dr. Procaccini, via Manzoni Terracina (Lt), tel , ; luglio. Assisi. Convegno monastico interreligioso presso il Monastero benedettino femminile San Giuseppe sul tema: «La Parola, fonte di contemplazione». L incontro prosegue quello dello scorso anno, col confronto tra Monachesimo cristiano, il Sufismo e l Induismo. Informazioni: Commissione italiana per il Dialogo intermonastico, piazza san Pietro 1, Assisi, tel , 9

6 notizie dalla scienza Valentina Balit 10 ATTUALITÀ I primi dentisti anni fa Le prime cure odontoiatriche risalgono a 9mila anni fa. Insieme ad agricoltura e allevamento, nei più antichi insediamenti dell età neolitica nacquero anche i presupposti per la professione attuale del dentista. A questa conclusione è giunta un équipe di antropologi e archeologi coordinati dal professor Alfredo Coppa dell Università «La Sapienza» di Roma nell ambito di una campagna internazionale di scavi diretta dal Musée Guimet di Parigi. I risultati dello studio sono pubblicati su Nature. Oggetto delle indagini è la necropoli del Pakistan situata a Mehrgarh, non lontano dal confine afghano, risalente appunto a circa 9mila anni fa. Su un totale di circa 4mila denti provenienti da 300 sepolture, sono stati identificati almeno 11 casi inequivoci di perforazioni in vivo sulle corone dentali di 9 adulti, probabilmente a scopo terapeutico o palliativo. Per offrire la certezza che le trapanazioni ritrovate sui denti posteriori degli antichi «pazienti» fossero intenzionali ed eseguite su soggetti in vita, lo studio si è avvalso della microscopia elettronica e di tecniche avanzate di modellizzazione basate sulla microtomografia ad alta risoluzione dei singoli reperti. I dati confermano anche che, dopo gli interventi, le superfici dei denti ripresero la loro normale funzione masticatoria. Quanto documentato da questo studio rappresenta non solo le più antiche pratiche di chirurgia dentistica note, ma anche la documentazione più ricca di questo tipo mai scoperta in un singolo sito archeologico. I dentisti preistorici operavano sostanzialmente con le medesime tecniche messe a punto per la fabbricazione delle minuscole perline in materiali diversi rinvenute in abbondanza nel sito. Lo strumento principale era il trapano in legno attrezzato con una piccola punta in selce, azionato mediante un apposito archetto. In queste pratiche, gli artigiani di Mehrgarh erano veri esperti, capaci di produrre perline di 1 mm provviste di fori del diametro di soli pochi decimi di mm. La stessa perizia è stata riscontrata nelle perforazioni sui denti. I casi meglio conservati mostrano infatti delle perforazioni non lontane per morfologia da quelle che si ottengono oggi con ben più raffinati strumenti. La necessità di ricorrere a questo genere di cure, spiegano gli esperti, è riconducibile alle condizioni generali di vita caratteristiche del Neolitico. La vita nei primi villaggi sedentari comportò infatti un temporaneo peggioramento nei livelli nutrizionali e nello stato generale di salute. Rispetto agli standard qualitativi del Paleolitico superiore finale, caratterizzati da diete ricche in proteine e grassi animali derivati dallo sfruttamento dei grandi erbivori, la stanzialità, lo stadio ancora sperimentale delle prime pratiche agricole e di allevamento, la crescita demografica comportarono una riduzione critica nella varietà, qualità e quantità delle risorse accessibili e, soprattutto, facilitarono la propagazione di malattie infettive e l insorgere di nuove patologie. Anche le condizioni generali di salute del cavo orale peggiorarono. Da un lato, l impiego di macine in pietra per trattare i cereali determinò un forte grado di abrasione dello smalto, con gravi rischi per l integrità dei denti; dall altro, la qualità della nuova dieta più ricca in zuccheri favorì i processi di acidificazione e lo sviluppo della carie. Più in generale, le campagne di scavo in Pakistan hanno consentito di superare la visione tradizionale di «mezzaluna fertile» limitata alle sole regioni del Vicino Oriente. Le ricerche a Mehrgarh hanno infatti dimostrato che agricoltura e allevamento erano stati inventati ai margini del mondo indiano contemporaneamente a quanto stava avvenendo in Anatolia, Israele, Palestina, Egitto. In seguito alle scoperte di Mehrgarh, quindi, gli scenari archeologici della «rivoluzione neolitica» si sono notevolmente dilatati e si estendono oggi, quasi senza soluzione di continuità, dal Libano alla valle dell Indo. Distrofia di Duchenne nuova speranza grazie a un «cerotto» genico Contro la distrofia muscolare di Duchenne è stata sperimentata una nuova terapia genica che ripara il prodotto del gene malato, anziché tentare di sostituire il gene con una copia sana. La ricerca è stata diretta da Irene Bozzoni dell Università «La Sapienza» di Roma e pubblicata dalla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. La distrofia di Duchenne è una malattia dovuta a una mutazione sul gene che governa la produzione della proteina distrofina. Scoperta dal medico francese Duchenne, essa comporta una progressiva degenerazione dei muscoli costringendo, in breve tempo, all uso della sedia a rotelle. Trattandosi di una malattia causata da un solo gene, è tra quelle che gli scienziati sperano di poter guarire in futuro con la terapia genica, iniettando cioè nei muscoli dei pazienti un virus «navetta» che traghetta una copia sana del gene danneggiato. Tuttavia questo tipo di trattamento è difficilmente applicabile al gene della distrofina a causa delle sue grandi dimensioni. Per questo gli scienziati italiani hanno testato una strategia alternativa che fa uso di molecole «antisenso» che, come una sorta di cerotto, riconoscono la regione contenente la mutazione e ne impediscono l inclusione nell Rna messaggero. L effetto finale è la produzione di una proteina più corta di quella prodotta nei muscoli delle persone sane, ma ancora funzionante. I ricercatori hanno dimostrato che iniettando il vettore che trasporta il «cerotto genetico» nei topi, questo si ritrova in tutti i muscoli dove viene recuperata la sintesi della proteina distrofina. Ciò è vero anche nel cuore e nel diaframma che sono i distretti muscolari più gravemente compromessi dalla malattia. I topolini trattati in laboratorio hanno beneficiato della terapia: l analisi compiuta nell arco di sei mesi dall iniezione ha permesso di dimostrare che i muscoli trattati migliorano sia in termini di forza della contrazione, sia in termini di integrità. I risultati sono promettenti ma prima di pensare a un trasferimento all uomo dovranno essere verificati la tossicità del trattamento ed eventuali effetti collaterali. vignette il meglio della quindicina da LA REPUBBLICA, 12 aprile da L UNITÀ, 19 aprile ATTUALITÀ da IL CORRIERE MAGAZINE, 6 aprile da L UNITÀ, 12 aprile da IL CORRIERE DELLA SERA, 19 aprile da LA REPUBBLICA, 12 aprile da IL CORRIERE DELLA SERA, 13 aprile da PANORAMA, 20 aprile 11

7 cittadella convegni RESISTENZA E PACE 4 convegno Terza Età maggio padri e figli nel fluire delle generazioni Proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato e il germoglio che hai coltivato (Salmo 80, 16) i relatori: Rosella DE LEONIBUS, psicoterapeuta; Tonio DELL OLIO, teologo; Roberto SEGATORI, sociologo; Tullio SEPPILLI, antropologo giornate di spiritualità per presbiteri, diaconi, laici, suore 5-9 giugno nascita e crescita nel conflitto della comunità cristiana con Giancarlo BRUNI, servo di santa Maria e fratello della comunità di Bose Il rapporto cultura-vangelo, è un tema che Paolo interpreta in maniera tutt altro che apologetica e manichea: di qua la Chiesa fedele all annuncio, di là il mondo infedele all annuncio La chiesa di Dio che è in Corinto è la fotografia del rapporto conflittuale sempre attuale, in cui è in gioco la verità della relazione con Dio, con l altro, con il proprio corpo e con la propria morte. Una fotografia che ci riguarda da vicino. lunedì 5 ore 18,30 introduzione alle giornate liturgia eucaristica martedì 6, mercoledì 7 e giovedì 8 ore 9,00 preghiera di lodi e 1a meditazione liturgia eucaristica 16,00 2a meditazione 19,15 canto dei vespri venerdì 9 ore 9,00 meditazione 12,00 liturgia eucaristica 64 corso internazionale di Studi cristiani agosto senza i sandali dell identità? Non c è più giudeo né greco, non c è più schiavo né libero (Gal 3, 28-29) alcune tematiche: paradossi e contraddizioni dell identità - se l identità cammina con la storia-nelle derive integraliste vivere la laicità - culture e religioni: il meticciato, una sfida ineludibile? - crescere con le differenze - l identità feriale - le identità negate interpellano la politica - a piedi nudi consegnarsi all uomo, consegnarsi a Dio hanno già assicurato la loro partecipazione: Corrado AUGIAS, giornalista Rai-TV, scrittore; Nacera BENALI, giornalista algerina; Eugenio BORGNA, psichiatra; Enzo BIANCHI, priore della comunità ecumenica di Bose; Roberto CARUSI, regista teatrale; Tonio DELL OLIO, di Libera International; Rosino GIBELLINI, teologo; Sergio GIVONE, filosofo; Kossi KOMLA- EBRI, scrittore migrante; Raniero LA VALLE, giornalista; Giannino PIANA, teologo morale; Renzo SALVI, capoprogetto Rai Educational, Lilia SEBASTIANI, teologa; Rosanna VIRGILI, biblista videointervista a Raim ō n PANIKKAR, scrittore, interprete dialogo interculturale informazioni - iscrizioni: Cittadella Cristiana - sezione Convegni - via Ancajani Assisi/PG internet: tel ; fax Raniero La Valle divisa, ma come? Per capire quello che è successo con le elezioni, occorre distinguere ciò che è confuso. Nella competizione del 9 e 10 aprile si sono combattute in realtà tre distinte battaglie elettorali. La prima è stata un referendum pro o contro Berlusconi. Tale referendum, oltre che promosso dalla forza stessa delle cose, è stato fortemente voluto dallo stesso premier, e ciò attraverso due operazioni congiunte: una istituzionale e una politico-mediatica. L operazione istituzionale è stata la legge elettorale. Questa, essendo fatta, come ha detto Calderoli, «contro la destra e la sinistra», era fatta per lui. Essa, abolendo le preferenze, ha spazzato via dalla campagna elettorale tutti i suoi naturali protagonisti, che sono i candidati, ed ha lasciato sussistere solo due nomi su cui i cittadini potessero votare, Berlusconi e Prodi. Inoltre ha radicalizzato ed estremizzato il bipolarismo, costringendo tutte le forze politiche a raggrupparsi in due soli schieramenti, pena la scomparsa, e in ciascuno a impegnarsi con vincolo di mandato (contro la Costituzione) per lo stesso programma e lo stesso leader. Dunque l elettorato non aveva che due scelte, nonostante l illusione della pluralità dei partiti. Quanti oggi parlano di un Italia spaccata in due, fanno un analisi sbagliata: l Italia elettoralmente non poteva che dividersi in due; quanto alla spaccatura effettivamente la stiamo spaccando, ma questa spaccatura sarà compiuta quando questo artificio della forzata bipartizione elettorale avrà disseminato tutte le sue tossine e sarà diventato la cultura profonda del Paese, cioè una cultura di conflitto, di disconoscimento reciproco, di odio, dal Parlamento fino all ultimo condominio. A quel punto nemmeno l ipotesi della violenza potrebbe essere esclusa. L operazione politico-mediatica per fare delle elezioni un referendum su di sé, Berlusconi l ha compiuta ridicolizzando la pretesa dei suoi alleati di correre a «tre punte», occupando tutta la scena e presentando se stesso come l unica scelta possibile. L altra era una «non scelta»: l avversario è stato combattuto come non esistente, come un Signor Nessuno, utile idiota e prestanome, e tutto lo schieramento alternativo è stato delegittimato come una specie di Corte dei Miracoli il cui scopo non era gestire il potere, ma impadronirsene per distribuire posti e soldi agli amici e agli amici degli amici. Questo referendum è stato inspiegabilmente disertato dal centro-sinistra. Esso ha negato che Berlusconi fosse un pericolo per la democrazia, non ha rivendicato la Costituzione liquidata dalla destra, e ha fatto finta di credere che si trattasse di una normale battaglia elettorale per l alternanza. Solo Moretti è riuscito a dire al popolo quale fosse il vero pericolo. Ma il popolo lo ha capito. Con una straordinaria percentuale dell 83 per cento è corso alle urne innalzando contro Berlusconi uno sbarramento non di , ma di 19 milioni di voti, e anche molti voti dell Udc e di Alleanza Nazionale sono stati contro Berlusconi nella falsa speranza, fatta balenare dai capi, di una alternativa interna alla destra. Sicché, a conti fatti, i veri «sì» al quesito su di lui sono stati i 9 milioni di Forza Italia, con una perdita di due milioni di voti rispetto al 2001 e una caduta in percentuale dal 29,4 al 23,7 per cento. Dunque questo referendum è stato clamorosamente perso da Berlusconi; il Paese gli ha detto di no. La seconda battaglia elettorale è stata di nuovo un referendum, ma questa volta sulle tasse, e in particolare sull abolizione dell Ici e della tassa sulla spazzatura. Anche questo era contro la Costituzione, che vieta i referendum fiscali, ed era un tentativo di corruzione perché offriva denaro contante in cambio del voto. Il centro-sinistra ha maldestramente fornito l occasione alla trappola. Quale ne è stato l esito? Se il risultato elettorale viene depurato del voto degli italiani all estero, che non hanno votato sulle tasse perché non le pagano in Italia, questo referendum è stato vinto da Berlusconi al Senato e perso alla Camera; dunque la maggioranza degli elettori, compresi i giovani che votano solo per la Camera, ha eroicamente respinto la corruzione sulle tasse pur di votare contro Berlusconi e il fascio delle sue pretese. La terza battaglia elettorale è stata quella classica sui programmi e sul governo, ed è stata la sola che il centro-sinistra ha veramente combattuto, vincendola, come si sa, di stretta misura. Contestando l esito del voto, gli sconfitti promettono ora il sabotaggio di ogni azione di governo. È la sindrome di Sansone, o quella della causa portata davanti a Salomone: se il bambino non mi viene attribuito, meglio squartarlo perché non sia di nessuno. Ciò vuol dire che non ci vogliono solo rimedi politici, ma istituzionali (a cominciare dal salvataggio della Costituzione e da una nuova legge elettorale) perché l Italia non abbia a ricadere nel baratro. 13

8 IRAN di atomica non è ancora tempo Maurizio Salvi Il rischio della proliferazione nucleare in Medio Oriente, insieme al dinamismo del mondo sciita che, com è noto, guida l Iran, ha conquistato il governo dell Iraq e gode di forti simpatie fra i militanti di Hamas al potere nel cosiddetto Stato palestinese alimenta le tensioni internazionali in queste settimane in un contesto di per sé già vibrante per la forte crescita del prezzo del petrolio. Ogni giorno che passa il prezzo del barile di greggio aumenta di valore, e ormai sono pochi gli analisti di Wall Street che non tengono in conto, nella spiegazione del fenomeno, la variabile del braccio di ferro che il presidente George W. Bush ha ingaggiato con le autorità di Teheran sul delicato tema nucleare. Mentre sono sempre di più quelli che ritengono che la strategia statunitense serve piú che altro per coprire l imbarazzo e le difficoltà di prospettive che la spedizione militare a stelle e a strisce affronta in territorio iracheno. Tale stato d animo era evidente nel messaggio telefonico trasmesso da Bush al neoeletto premier Jawad al-maliki, un moderato membro della comunità sciita iraniana su cui vengono riposte tutte le speranze di «sconfiggere i terroristi e di unificare il paese». La designazione di al-maliki da parte del presidente Jalal Talabani ha permesso di mettere provvisoriamente fine a quasi cinque mesi di impasse nella vita politica irachena presidiata dagli stessi sciiti, dai sunniti che organizzano l opposizione armata e dai curdi. l ipotesi bellica E anche se il quotidiano The Washington Post ha rivelato che gli Usa progettano una guerra in territorio iraniano fin dal 2002, l ipotesi bellica è diventata più concreta a partire dallo scorso autunno, ossia da quando il presidente Mahmoud Ahmadinejad è intervenuto all Assemblea generale dell Onu a New York (17 settembre 2005) per assicurare che l Iran ha tutto il diritto di portare avanti il suo programma di arricchimento di uranio, e che quindi non vi saranno cedimenti di fronte alle pressioni internazionali. E di che pressioni possa trattarsi lo ha fatto capire il 23 aprile il quotidiano Haaretz di Tel Aviv quando ha rivelato che i responsabili dei servizi d intelligence dello Stato ebraico avrebbero discusso un piano per l uccisione del presidente Ahmadinejad. Prima di questa minaccia, vi era stata la decisione dell Onu, sotto forte spinta statunitense, di dare un ultimatum a Teheran chiedendo l interruzione immediata del processo di arricchimento dell uranio nella centrale di Bushehr. Ma questa volta, a differenza dell affannosa fase diplomatica vissuta nel Palazzo di Vetro prima dell attacco della coalizione guidata dagli Usa a Baghdad, si è percepito subito che la spinta a cacciare l Iran in un angolo non ha trovato il consenso di tutti i membri del Consiglio di sicurezza, ed in particolare di Russia e Cina che hanno voluto precisare le forti differenze di apprezzamento fra loro e l asse Usa-Gran Bretagna, escludendo categoricamente qualsiasi possibile ricorso alle armi in sostituzione della diplomazia. Un dibattito nel quale si è infilato fra l altro volentieri il presidente venezuelano Hugo Chavez, che dispone di importantissime riserve petrolifere e di gas, e che ha 14 15

9 16 IRAN deciso di appoggiare senza mezzi termini le ragioni dell Iran. Perfino una personalità non sgradita negli Stati Uniti, come l avvocata iraniana Shirin Ebadi, vincitrice nel 2003 del Premio Nobel per la pace, ha messo in guardia da un intervento militare americano in Iran. «Nonostante tutte le critiche che noi manteniamo nei confronti del governo di Teheran ha spiegato non un solo soldato americano può mettere piede sul suolo iraniano». Al ritorno nei giorni scorsi da un soggiorno statunitense, Shirin Ebadi ha detto di aver avuto l impressione che l'opinione pubblica fosse come preparata a un attacco all Iran, come lo era stata un anno prima della guerra in Iraq. «Questa volta non so bene se si tratti di una guerra psicologica o invece reale», ha concluso non prima di osservare che «quando un paese commette un errore, un altro stato non può rispondere con un attacco militare». Vedremo poi più avanti se si tratta veramente di un errore iraniano, o se c è qualcosa di più. Comunque, che qualcosa non funzioni per il verso giusto, neppure all interno dell Amministrazione del presidente George W. Bush, lo si è visto dalle dichiarazioni dello stesso direttore nazionale dell intelligence (Dni) americana, John Negroponte che in un intervento giorni fa nel National Press Club di Washington ha detto: «Pensiamo che ci vorranno ancora diversi anni prima che (gli iraniani) siano in grado di possedere materiale fissile in quantità sufficiente per disporre di un arma nucleare». Ed ha aggiunto: «Forse lo potranno nel corso del prossimo decennio: per tali ragioni penso comunque che sia importante affrontare la questione in prospettiva». Negroponte non ha fatto altro che ripetere una analisi messa a punto alla fine dello scorso anno nel Rapporto di Intelligence Nazionale che preparano in collegamento fra loro tutti i servizi di spionaggio statunitensi, e che ha trovato eco solo in alcuni giornali statunitensi. In esso si assicura che «l Iran non sarà in grado di produrre una quantità sufficiente di uranio altamente arricchito ingrediente chiave dell arma atomica prima dell inizio della seconda metà della prossima decada». Ossia non prima di dieci anni. È un po nella volontà di ammettere questa argomentazione la risposta al presunto errore evocato dalla Premio Nobel Shirin Ebadi. Varrà la pena ricordare che l Iran ha firmato il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp, da cui invece è uscita la Corea del Nord) e che l articolo 4 prevede il diritto dei paesi di predisporre un programma di energia nucleare civile, e quindi il diritto di mettere in marcia le tecniche di arricchimento dell uranio. In generale i paesi si procurano sul mercato internazionale la materia prima che è disponibile sotto la forma detta convenzionalmente yellow cake (torta gialla) che contiene il 70% di minerale. Esso viene sottoposto ad un processo di purificazione grazie al quale si ottiene esafluoruro di uranio (UF6). Nel nostro caso l Iran realizza già tutte queste trasformazioni sotto il controllo dell Agenzia internazionale dell energia atomica (Aiea). L ultima tappa è quella dell arricchimento, necessaria per ottenere una proporzione sufficiente (3%) di un isotopo, l uranio 235, che permette di produrre energia nucleare. Per essere utilizzata in un arma atomica, il tasso di arricchimento dell uranio 235 deve passare al 90%. solo un primo passo Un cammino lungo che non ha alcuna relazione con l annuncio fatto dal capo dello stato a metà aprile che «l Iran è entrata a far parte della famiglia nucleare mondiale». Quello che finora gli scienziati iraniani hanno potuto ottenere è il funzionamento di 164 centrifughe in contemporanea per l arricchimento dell uranio. Un primo passo, ma con molta strada da fare prima di poter operare con le migliaia di centrifughe che devono operare contemporaneamente per ottenere il risultato voluto. Lo specialista Adrian Hamilton ha ricordato sul britannico The Independent (13 aprile 2006) che gli iraniani hanno tutto il diritto di arricchire l uranio in base al Tnp, e che «essi hanno interrotto questo processo per tre anni solo per rendersi conto di non avere ottenuto alcuna concessione dall Occidente». Per Hamilton si deve prendere come uno degli elementi del problema la retorica nazionalista e antiebraica dei vertici iraniani, e non come «il problema». Dato il lungo tempo che ancora separa l Iran dalla possibilità di arricchire l uranio a fini bellici, una strategia possibile a suo avviso è quella di accettare l idea lanciata dal principe Hassan di Giordania di una Conferenza sulla sicurezza, magari sotto gli auspici dell Onu, che coinvolga tutti i paesi vicini all Iraq, e che permetta la firma di un patto fra nazioni del calibro di Turchia, Arabia Saudita, Giordania, Siria e, ovviamente, Iran. Maurizio Salvi Romolo Menighetti OLTRE LA CRONACA economia amara La previsione formulata dal Financial Time di qualche giorno fa, per cui l Italia rischierebbe entro il 2015 di uscire dall area dell euro a causa della sua disastrata situazione finanziaria e produttiva, e della poca credibilità che il nuovo governo offrirebbe per il risanamento, va considerata prima di tutto al di fuori di fuorvianti allarmismi. A smorzarli, gli allarmismi peraltro espressi non come editoriale del giornale inglese ma come parere personale del pur autorevole commentatore ha già provveduto la stessa Commissione Europea, secondo la quale «non è possibile che l Italia esca dall euro». Perché l Italia dovrebbe uscire dall euro? Perché potrebbe trovare conveniente riguadagnare quote di mercato con una drastica svalutazione. Ma non è immaginabile che partner europei quali la Francia, la Spagna, la Germania, nostri concorrenti sui mercati internazionali, accettino senza sollevare obiezioni una tale manovra che li danneggerebbe, rendendo meno conveniente l acquisto dei loro prodotti rispetto ai nostri. Il danno che il ritorno di una lira debole farebbe ricadere sui soci dell euro-area scoraggerebbe poi anche ogni iniziativa di «espulsione» nei confronti dell Italia. Va inoltre considerato che l allarme del Financial Time si inquadra nei ricorrenti attacchi che la finanza anglosassone, in sintonia con quella d Oltreoceano, sferra al sistema monetario europeo, mirando al suo anello più debole, cioè noi. Un Europa economicamente e finanziariamente forte, si sa, non piace agli Stati Uniti, e ai molti che Oltremanica assecondano tale orientamento. Ciò detto, i problemi economici che si prospettano al governo Prodi sono grossi e gravi. Ma prima di esaminarli giova ricordare che questi sono il prodotto di cinque anni di governo (a maggioranza assoluta) del centrodestra. Questo ha peggiorato non poco la situazione del Esso ha lasciato un eredità disastrosa, specie se si considera che per anni, e fino a poco fa, l ex presidente Berlusconi e i suoi economisti hanno continuato a proclamare, negando l evidenza evidenziata continuamente dall opposizione gratificata come Cassandra, che tutto andava bene. Ora le Cassandre trovano autorevole conferma nelle parole del capoeconomista del Fondo monetario internazionale, Raghuram Rajan, che afferma dovere il nuovo governo italiano, affrontare «sfide enormi» per rilanciare l economia. C è, infatti, il «sostanzioso deficit di bilancio», che è previsto per il 2006 al 4 per cento del Pil (4,3 nel 2007) contro l impegno preso dal governo Berlusconi con Bruxelles di mantenerlo al 3,8 (dal Corriere della Sera, 20 aprile 2006). Da notare che i precedenti governi del centrosinistra l avevano ridotto, nel 2001, al 3,2 per cento (fonte Ministero dell economia, da L Espresso, 2 marzo 2006). C è il «debito pubblico estremamente alto», che secondo il Fmi a fine anno sarà a quota 106,3 del Pil e a 107,9 nel 2007 (Corriere della Sera, idem), mentre i governi di centrosinistra dal 1996 al 2001 l avevano fatto scendere di 12,2 punti percentuali (La Repubblica, 18 aprile 2006). C è la «perdita costante di competitività», che ha visto la posizione dell Italia scivolare dal 2001 al 2005 dal 32 al 53 posto (fonte: Institute for Menagement Devolepment). Tutti questi dati risultano in controtendenza con quelli di gran parte dei paesi europei, anche in previsione. La sfida dunque è veramente grande. Ma a capo del nuovo governo ora c è un premier, Romano Prodi, che una specie di miracolo già lo fece qualche anno fa, guidando, assieme a Ciampi, l Italia nell euro. Certo, c è la risicata maggioranza al Senato, ma anche qui giova ricordare il precedente dei governi di centrosinistra che dal 1996 al 1999 governarono con soli 6 voti in più alla Camera. Perciò l impresa non appare impossibile. Purché le forze più radicali della coalizione governante rinuncino responsabilmente a sbandierare quegli slogan che, tra l altro, sarebbe stato più vantaggioso non agitare nemmeno durante la campagna elettorale. Insistendo su questi si avrebbe come risultato solo, da un lato un ulteriore restrizione della credibilità da parte degli investitori esteri, e dall altro un accentuarsi della pressione a fare la «grande coalizione» con il centrodestra. Ma come si può ragionevolmente credere che il centrodestra possa contribuire efficacemente a salvare il paese da quei guai che esso stesso ha provocato? 17

10 POLITICA ITALIANA e non se ne vogliono andare 18 Filippo Gentiloni Non se ne vogliono proprio andare!» così viene voglia di dire a due settimane, ormai, dalle elezioni politiche. Mentre il centrosinistra, forte della sua vittoria, prepara faticosamente il nuovo governo, il centro destra né lascia Palazzo Chigi né telefona a Prodi ammettendo la sconfitta. Lo hanno fatto, fra gli altri, anche Bush e Putin. Il paese, preoccupato, a dir poco, cerca di capire, ma è consapevole di vivere una delle fasi peggiori della sua storia politica. Al di là delle cifre e delle contestazioni, non è facile comprendere che cosa è accaduto, che cosa sta accadendo, che cosa accadrà. Il passato. Una delle peggiori campagne elettorali della nostra storia. Acida, violenta, aggressiva. Giocata più sulle falsità che sulla verità. Bassa pubblicità sulle tasse da togliere, un motivo che alla fine è sembrato a molti determinante. Con l aggiunta di sondaggi ed exitpoll falsi, ingannatori fino all ultima ora. Quell ultima ora che non arrivava mai. Poi l annuncio della Cassazione: una vittoria estremamente risicata e accompagnata anche da alcune beffe, come il voto degli italiani all estero voluto dal centrodestra e determinante, invece, per la vittoria del centrosinistra. Così anche per la nuova e discussa legge elettorale con il premio di maggioranza che, invece, conferisce alla vittoria del centrosinistra una certa tranquillità, per lo meno alla Camera. Così fino a ieri. Oggi domina la divisione. Divisione del paese a metà, senza possibilità di serie mediazioni. Divisioni anche all interno dei due schieramenti: si ha la triste impressione che ogni gruppo e gruppetto pensi più a se stesso che al bene del paese e anche della coalizione cui appartiene. Uno spettacolo triste, su uno sfondo ancora più triste: il prezzo del petrolio alle stelle, l occupazione sopraffatta dal precariato e, checché se ne dica, lo scontro globale fra le civiltà. Si torna a parlare della necessità del nucleare, mentre si infiamma, ancora una volta, lo scontro fra israeliani e palestinesi. Difficile, in questo quadro, parlare di un domani. Di un paese meno diviso, più tranquillo e più unito. Esclusa la grande coalizione alla tedesca, che cosa può accadere? Probabilmente un governo di centrosinistra molto debole, continuamente contestato dal centrodestra che non accetta sinceramente la sconfitta e pressato dai problemi ereditati e quasi insanabili. Da una parte e dall altra la speranza di un partito unico, come negli States. Soprattutto a sinistra i passi in questo senso sono stati abbastanza significativi, ma, anche qui, il rischio di un forte egoismo politico è alle porte. Si dovrebbe verificare un vero cambiamento di cuore, di animo, di valori. Un cambiamento, si potrebbe dire, dello spirito morale della politica. Sarà possibile? Filippo Gentiloni 19

11 RELIGIONI A SCUOLA l alternativa all «ora di niente» 20 Fiorella Farinelli Se ne discute da decenni ma la questione dell insegnamento religioso nel nostro sistema educativo continua a restare sostanzialmente irrisolta. È l approccio, forse, che dovrebbe cambiare. È sensato, in un mondo affollato di tensioni e attraversato da conflitti che si ammantano di ragioni religiose, che studenti di scuola primaria e secondaria quelli che ogni anno «non si avvalgono» dell insegnamento concordatario non ricevano nessuna formazione culturale, e neppure nessuna seria informazione, sulle religioni e sulla loro influenza sulle mentalità, sulle identità individuali e collettive, sull etica, sulla politica? È sensato, in una scuola in cui crescono a ritmo esponenziale le presenze di ragazzi e famiglie di culture diverse, rinunciare a quell educazione al pluralismo di cui è elemento essenziale una storia delle religioni insegnata laicamente? L alternativa che ha animato il dibattito degli ultimi settanta anni tra laicità totale della scuola e insegnamento religioso concordatario è ormai, con tutta evidenza, un quadro di riferimento vecchio e logorato. Incapace di misurarsi con le urgenze determinate dai nuovi fenomeni culturali e politici di un mondo globalizzato, dall insorgere di pericolosi integralismi, dagli assalti alla libertà religiosa condotti con il pretesto di combattere l islamismo, dal bisogno dei giovani di orientarsi in campi così complessi ed inquietanti. Se l insegnamento religioso, proprio perché confessionale, da un lato esclude i non credenti e i credenti di altre fedi ed è comunque inadatto, per la sua stessa natura, a costruire i ponti che oggi sono indispensabili, anche l idea della laicità totale della scuola pubblica non funziona, respinge ed esclude, inasprisce le incomprensioni interculturali. Lo si è ben visto in Francia, nella lunga e tormentosa vicenda sulla liceità, nel contesto scolastico, del velo «islamico» imposto da famiglie e comunità: non solo un certo numero di ragazze di cultura musulmana sono state escluse dalla possibilità di maturare, attraverso gli strumenti culturali e le relazioni nel gruppo dei pari che offre l esperienza scolastica, una propria personale mediazione e un proprio personale equilibrio tra le radici comunitarie e l ambiente di inserimento, ma nuova benzina è stata versata sul fuoco degli integralismi, nuovi pericolosissimi argomenti sono stati regalati al vero o presunto conflitto di civiltà. una terza via Dobbiamo, dunque, tornare alla «terza via» proposta invano più di venti anni fa da Pietro Scoppola? All introduzione all interno dell impianto curricolare, e quindi per tutti gli studenti, di una materia dedicata alle scienze della religione? La sollecitazione a ridiscuterne è venuta, in questi ultimi mesi, dalla richiesta delle comunità islamiche di attivare, in base a una logica concordataria che certo non prevedeva un impatto così forte e così irreversibile dell immigrazione, l insegnamento scolastico anche della religione musulmana. Una strada, finora sempre rifiutata dalle minoranze religiose presenti nel nostro paese, a partire dai valdesi, che potrebbe dar luogo a pericolose caratterizzazioni confessionali della scuola pubblica: senza, beninteso, far avanzare di un solo passo l educazione al pluralismo e al confronto tra diverse culture e identità. Sono sempre più numerose, infatti, le voci di studiosi e politici, anche appartenenti al mondo cattolico, che auspicano se non il superamento immediato dell insegnamento concordatario che implicherebbe forzature politiche per lo più considerate assai poco probabili la trasformazione della cosidetta «ora di niente», cioè delle attività alternative previste per coloro che «non si avvalgono», in un insegnamento aconfessionale di storia o di scienze delle religioni per tutti gli studenti, curato da docenti pubblici appositamente formati e sottoposto a normale valutazione dei risultati, proprio come ogni altra materia curricolare. In questo modo, oltre che un depotenziamento delle insorgenze confessionali di varia provenienza, si avvierebbe un processo di riappropriazione da parte della scuola di una piena titolarità formativa anche in questo campo. Con il vantaggio, da un lato, di non ledere i diritti di quelle famiglie cattoliche che chiedono l insegnamento confessionale; dall altro, di mettere fine a una incultura religiosa diffusissima ed evidentemente insostenibile perché foriera di chiusure e di intolleranze. L ipotesi, discussa in un incontro nazionale del dicembre scorso, organizzato da diversi autorevoli soggetti: il movimento «Agire politicamente», l Università di Perugia, l Istituto Statale di cultura religiosa di Trento, la Facoltà valdese di teologia, viene commentata e discussa con interesse negli ambienti culturali e politici più attenti al ruolo che l educazione pubblica deve avere nelle società investite dai fenomeni dell immigrazione, della mondializzazione, del rinfocolarsi di vecchi e nuovi integralismi. il vuoto delle università È possibile, dunque, che nonostante le numerose perplessità o contrarietà che si fondano su ragioni od opportunità di na- 21

12 RELIGIONI A SCUOLA 22 tura politica ma anche sulle difficoltà di una ridefinizione non laicista della laicità dello Stato, stiano per maturare approcci al problema più maturi e più adeguati alle urgenze di oggi. Non mancano però obiezioni di natura diversa, che meritano anch esse di essere considerate. La più importante riguarda l assenza, nel nostro paese, di percorsi universitari pubblici in grado di formare ed abilitare in scienza e storia delle religioni un nuovo corpo professionale di insegnanti. È vero: con la rinuncia della scuola pubblica e, più in generale, della cultura laica a misurarsi in modo non confessionale con quella «polifonia» e quell «integrazione» tra culture e tradizioni cristiane che caratterizza come ha recentemente sottolineato Benedetto XVI il tessuto etico e democratico del continente europeo, anche le università pubbliche hanno finito col tenersi fuori da uno sviluppo organico e sistematico della ricerca scientifica e di appositi percorsi formativi in questo campo. Un paradosso ma solo apparente in un paese che rivendica a ogni pie sospinto il suo fermo ancoraggio alle radici della cristianità. Occorrerebbero dunque nuove norme, e sarebbero necessari investimenti dedicati, non solo nella scuola ma anche nelle università, per superare questo gap. Un impresa del resto non impossibile, anche se non risolvibile in tempi brevissimi. gli insegnanti di religione Più insidiose e imbarazzanti sono invece le obiezioni che, guardando alla probabile progressiva trasmigrazione degli studenti iscritti all insegnamento religioso concordatario verso un insegnamento non confessionale, mettono al centro il destino degli attuali insegnanti di religione. Una categoria di circa professori, formata ormai per oltre tre quarti di personale laico e fortemente femminilizzata (51,9%) che, in base a una legge del 2003, è stata generosamente sottratta sia alla condizione di precari a vita sia ai rischi di perdita del lavoro connessi con la sempre possibile cessazione del riconoscimento dell idoneità ad insegnare da parte delle autorità ecclesiastiche: con l impegno del Miur e del legislatore non solo ad una progressiva immissione in ruolo ma anche ad un loro riutilizzo su altre discipline nel caso disgraziato di perdita dell accreditamento professionale. Potrebbero, nell ipotesi caldeggiata dal professor Pietro Scoppola e da altri, accedere a una riconversione professionale orientata a ricoprire le cattedre dell insegnamento di scienza e storia delle religioni? E come conseguire i necessari titoli universitari senza essere costretti a frequentare i lunghi percorsi formativi abilitanti che dovrebbero essere attivati, in questo caso, dalle università? Si tratta, anche in questo caso, di problemi non insuperabili. Nei processi di riforma e di innovazione del sistema scolastico italiano, sia quelli previsti dalle norme promosse dal ministro Moratti sia quelli che sono comunque indispensabili per migliorarne il funzionamento e i risultati, saranno certamente moltissimi gli insegnanti di tutte o molte discipline che, per il mutamento della composizione delle cattedre, l introduzione di nuovi ruoli e funzioni, lo sviluppo della formazione degli adulti, le nuove esigenze determinate dai flussi migratori, l introduzione di nuovi saperi e di nuove tecnologie di insegnamento e di apprendimento, dovranno non solo aggiornare le loro competenze ma rientrare in autentici ed organici percorsi formativi. riconversione possibile Niente di terribile né di impraticabile se a questi processi di riconversione professionale dovessero partecipare anche quote, più o meno significative, degli insegnanti di religione. Sarebbero in buona compagnia, oltre che con i loro colleghi di altre discipline, con le decine di migliaia di studenti-lavoratori o di lavoratori che, nel mondo dell «apprendimento per tutto il corso della vita», già oggi combinano gli studi con l occupazione e con gli impegni della vita adulta. Disponiamo, per fortuna, di tecnologie in grado di realizzare la «formazione a distanza», di consorzi universitari che da diversi anni la realizzano con buoni risultati, di esperienze positive nell istruzione scolastica e nell alta formazione. Non sono qui, dunque, i principali ostacoli al superamento di quel «vuoto pedagogico» nel campo delle scienze della religione che Pietro Scoppola rimprovera al nostro sistema educativo. Sono in una tradizione di altri tempi, in una concezione della laicità dello Stato che non tiene più di fronte ai nuovi bisogni di educazione al pluralismo e al dialogo interculturale delle nostre società complesse, in un rapporto tra Stato e Chiese che richiede il coraggio culturale e politico del rinnovamento. E in un diffusissimo timore del mondo politico a guardare in faccia le cose e a ridiscuterle. Fiorella Farinelli Oliviero Motta TERRE DI VETRO sentiamoci presto Quando bussa pare che debba abbattere la porta: due o tre pesanti colpi di fila che fanno tremare il vetro centrale e lo annunciano senza ombra di dubbio. Poi, rapido, compare lui, con la consueta espressione furba e sorridente: della serie «ti ho fatto spaventare, eh?». Un irruzione, più che una entrata. Roberto è proprio così, come la rapida successione di emozioni che suscita il suo ingresso in una stanza: una inquietante mole fuori dall ordinario mixata con un candore disarmante, un omone dalla faccia di ragazzino. Trent anni vissuti tra molte difficoltà: il precoce abbandono scolastico per un lieve ritardo mentale, una vita affettiva e relazionale molto precaria, fino al litigio e al distacco dalla famiglia d origine e qualche mese da homeless. Senza fissa dimora nella stessa piccola cittadina natale: anche in questo Roberto era riuscito a fare qualcosa di stra-ordinario. In quel periodo lo incrociavo spesso per le strade del centro, con le sue borse di plastica, il sacco a pelo e il cappello calato sugli occhi che lo faceva ancora più uomo-buffo-delle-caverne. Lo incontrai anche il giorno della morte di suo padre, con tutta la disperazione di chi non aveva potuto esserci e il rammarico delle furibonde litigate durate fino all altro ieri. Poi, al contrario, la progressiva risalita: la mensa dei poveri come primo punto di riferimento, il sostegno dei servizi sociali e dei volontari della Caritas, infine l assegnazione di una casa popolare tutta sua dove ricominciare. Ma, nonostante questo significativo percorso di reinserimento, un lavoro serio ancora non ce l ha e si arrangia con occupazioni saltuarie e occasionali: volantinaggi, sgomberi, montaggio e smontaggio di stand. E tra un lavoro e l altro, una settimana sì e una anche, arriva a «bussare» a questa porta. Se i primi incontri erano soprattutto di richiesta e di aiuto, ora non c è più un motivo particolare per vedersi. E così Roberto si siede di fronte alla scrivania e aspetta che sia io a porgergli qualche domanda a proposito della sua vita quotidiana: la salute, la madre che ora rivede frequentemente, incontri e scontri di ogni giorno. Domande e risposte ordinarie, insomma, di chi si incrocia ogni tanto e si aggiorna sulle ultime nuove. A dire il vero non è raro che l «irruzione» di Roberto avvenga quando il lavoro in corso non lascia tempo a un dialogo vero e proprio; ma anche in questi casi lui prende posto con rapidità e aspetta: qualche monosillabo qua e là, per il resto il silenzio tutt altro che imbarazzato di chi si conosce da tempo e può permettersi di stare così, senza apparente costrutto. Le prime volte ho avvertito un certo disagio perché il fatto di continuare a lavorare appariva ai miei stessi occhi come una mancanza di rispetto o la certificazione di una fastidiosa asimmetria tra di noi. Col tempo, invece, mi è sembrato di cogliere in queste strane parentesi un modo di comunicare «diverso», un ascolto fatto non tanto con l udito ma con altri irrintracciabili sensi. E Roberto oggi non è l unico a praticare questo singolare linguaggio non verbale dalla grammatica e dal vocabolario semplicissimi: stare, permanere, guardare, esserci. Accontentarsi. È come se alcune persone venissero a «sentirti» più che ad ascoltare o parlare con te. «Sentire», insomma, che ci sei, con i modi e i tempi che le circostanze permettono. Semplicemente. 23

13 LA GIUSTIZIA IN ITALIA il fantasma della pena di morte 24 Giancarlo Ferrero Èdel tutto comprensibile sul piano umano la violenta reazione popolare di fronte all efferato delitto commesso a Casalbaroncolo a danno del piccolo Tommaso. A determinarla concorrono con forza sinergica diversi fattori, quasi tutti di carattere prevalentemente emotivo come la pietà, il dolore, la condivisione, il senso di giustizia, l inconscia necessità di alleggerire l insopportabile tensione provocata dal crimine, la rimozione del senso dell orrore, il ripristino dell ordine e della sicurezza attraverso il castigo. Decisamente diversa, per natura e finalità, deve, invece, essere la risposta dello Stato, nella sua configurazione più moderna e civile. Secoli di evoluzione etico-giuridica, di studi criminologici, di conoscenze psichiatriche e psicologiche hanno portato a valutazioni articolate e più approfondite dei fenomeni delittuosi e corrispondentemente a ricerche di modalità diverse di prevenzione e punizione dei crimini in un ottica di maggiore razionalità ed efficacia pratica. un anacronismo storico e etico La brutale legge del taglione: occhio per occhio, dente per dente, ha nella violenza e nella vendetta le sue origini e le sue finalità, si perde nella notte dei tempi quando etica e diritto rispondevano a provocazioni istintuali ed a regole tribali che non fanno e non debbono più far parte della storia umana e dell evoluzione degli stati di diritto a base democratica. Rappresenta un anacronismo storico ed etico la previsione della pena di morte in alcuni stati considerati moderni; si tratta in realtà di un ancestrale residuo della memoria primitiva a cui si tenta di fornire un alibi sostanzialmente insostenibile sul piano morale e falso sul piano pragmatico. Già nel 1700, con un anticipazione profetica e culturale, C. Beccaria bene illustrava nel suo editorialmente modesto, ma concettualmente superbo volumetto «Dei delitti e delle pene», che il castigo inflitto dal potere pubblico al responsabile del crimine deve porsi su di un piano etico ed emotivo nettamente diversi da quello che ha mosso il delinquente. La reazione violenta e passionale dequalifica la pena pubblica, le toglie quel significato e quel valore che sempre deve avere per porsi al di sopra delle parti ed essere espressione di vera giustizia e di concreta tutela della società. La crudeltà della pena non risponde minimamente a questi essenziali ed irrinunciabili requisiti e non ha alcuna giustificazione giuridica e valida efficacia sociale. È ormai un fatto notorio che l efferatezza della punizione non aumenta minimamente la funzione preventiva della pena, come inequivocamente dimostra l esperienza storico-sociale in epoche e paesi diversi dove i delitti più gravi hanno convissuto perfettamente con i castighi più crudeli, senza venirne non solo condizionati, ma neppure in qualche modo influenzati. La psicologia e la criminologia hanno studiato a fondo il fenomeno ed hanno fornito molteplici spiegazioni di non semplice lettura, alcune delle quali fanno leva, almeno per i delitti più passionali, impulsivi e violenti, ad una sorta di offuscamento dell intelligenza e del senso morale tale da impedire la coscienza e la percezione delle proprie azioni criminose nel momento in cui le si compiono. Ciò ovviamente non esclude, salvo in casi eccezionali, l imputabilità e una sufficiente capacità di intendere e di volere da consentire di essere giudicati e subire la pena prevista. Il problema non è la durezza del castigo, ma la sua certezza e rapidità di esecuzione. Come già scriveva nella seconda metà del 700 il Beccaria: «Uno dei più gran freni dei delitti non è la crudeltà delle pene, ma l infallibilità di esse ed ancora quanto la pena sarà più pronta e più vicina al delitto commesso tanto più giusta e tanto più utile... quanto è minore la distanza del tempo che passa tanto più forte e più durevole nell animo umano l associazione Delitto e pena» (e, quindi, più incisiva la sua efficacia «intimidatoria e preventiva») L avversione del Beccaria alla pena di morte è totale non solo per la sua inutilità (ed aggiungiamo noi per l irreparabilità dei non infrequenti errori giudiziari), ma perché, «se le passioni e le guerre hanno insegnato a spargere il sangue umano, le leggi della condotta degli uomini non dovrebbero aumentare il fiero esempio, tanto più funesto quanto la morte legale è data con studio e con formalità. Parmi un assurdo che le leggi... che detestano e puniscono l omicidio, ne commettano uno esse medesime». paralisi della funzione giudiziaria Il vero problema è da noi l estrema lentezza dei processi che ha come inevitabile conseguenza il ritardo nell esecuzione delle pene e spesso la loro incertezza, facendo così venir meno in gran parte la natura e 25

14 LA GIUSTIZIA IN ITALIA 26 le finalità della pena stessa sul piano individuale e sociale. L opinione pubblica rimane a ragione disorientata ed è questa una delle principali cause della poca simpatia dei cittadini verso la magistratura. Oltretutto questi ritardi stanno determinando, dopo l entrata in vigore della c.d. legge Pinto sul risarcimento per ritardata conclusione dei processi, un vero e proprio salasso alle casse dello Stato, sempre più di frequente condannato a pagare i danni agli utenti della giustizia in lunga e non più paziente attesa (si tratta di milioni di euro in costante crescita). Per combattere questo gravissimo e cronico fenomeno che dequalifica ed a volte deforma la giustizia ben poco è stato sinora fatto. Anzi proprio in questi giorni si stanno varando decreti legislativi in attuazione della riforma dell ordinamento giudiziario, una vera e propria vergogna vantata per insipienza (a non dir d altro) della passata maggioranza politica. Se, infatti, la riforma venisse completamente attuata si arriverebbe ben presto, per la sua farraginosità e disarmonia con il complesso sistema, alla paralisi della funzione giudiziaria, con conseguenze imprevedibili sul piano interno ed internazionale. Il problema da tempo insostenibile ed indegno di un paese civile va affrontato in termini diametralmente opposti a quello recentemente spacciato come riforma, cioè andando verso la semplificazione organizzativa e processuale per ottenere un ben diverso rendimento sostanziale. Più fattori incidono negativamente sul funzionamento della giustizia, dal numero assolutamente sproporzionato (rispetto a tutti gli altri paesi) di avvocati, alla frantumata distribuzione delle sedi giudiziarie sul territorio nazionale (in un ottica da calesse ed in uno spirito campanilistico; decine di tribunali con i loro edifici e costi per una sola regione), un sistema processuale irto di preclusioni, difficoltà e trabocchetti, un incredibile povertà di strutture e personale ausiliario, modalità obsolete di reclutamento ed impiego dei nuovi magistrati, non poche volte cattiva organizzazione all interno degli uffici (è una lodevole eccezione, tra le grandi sedi, il tribunale di Torino che ha trovato un onorevole collocazione nel programma giudiziario di Strasburgo). la vita è sempre sacra Poiché la lentezza della giustizia italiana non ha riscontro in altri paesi europei è difficile comprendere la ragione per cui non si adotti anche da noi il sistema vigente nel paese più efficiente, senza ovviamente nulla cedere al rispetto delle garanzie dei cittadini. In verità la soluzione migliore e di gran lunga auspicabile sarebbe quella di addivenire al più presto ad un sistema unico per tutta la comunità, almeno per gli stati di più antica formazione europea e di analoga cultura giuridica. Se consideriamo questo deleterio, cronicizzato male della nostra giustizia, la sua estrema lentezza, la pena di morte diviene ancora più assurda e ripugnante di quanto già non lo sia. Condurre al patibolo, con un cerimoniale degno di un film dell orrore, un essere umano dopo 10 o 20 anni dalla commissione del delitto costituisce un tale obbrobrio etico ed oltraggio giuridico da far dubitare dell intelligenza, della civiltà e della coscienza morale di tutti quei cittadini che ammettono, anche solo passivamente, la pena di morte. Chiunque abbia letto l agghiacciante libro di Chessman: Cella 2455 braccio della morte e si ricordi dell esecuzione del suo autore dopo decenni di straziante attesa non ha bisogno di altre parole. la barriera costituzionale Per fortuna da noi c è una barriera insuperabile eretta dalla non mai abbastanza lodata Costituzione:art. 27 «non è ammessa la pena di morte», poche, inequivocabili parole scolpite nel cuore del nostro sistema giuridico e che ne qualifica l essenza stessa. Ha scritto di recente Gustavo Zagrebelsky, uno dei nostri migliori saggisti e profondo conoscitore della Costituzione: «morte e guerra sono decisioni irreversibili, dalle conseguenze irreparabili. Il divieto della morte come pena dispensata dagli uomini contro altri uomini, significa che la vita non è mezzo, ma fine. Non è lecito allo Stato sottrarla nemmeno a chi si è macchiato dei crimini più terribili... la vita non può infatti considerarsi sacra quando è quella della vittima e non più sacra quando è quella dell omicida. O è un fine in tutti i casi o si corre il rischio che diventi un mezzo, quando occorre in vista di qualche altro valore, brandito come una clava tra gli esseri umani. Se abbracciamo questa seconda possibilità, siamo pronti per lo Stato totalitario, lo Stato per l appunto che considera gli individui al servizio dei suoi scopi e dispone di loro come e quando vuole». Giancarlo Ferrero Romolo Menighetti consociativismo PAROLE CHIAVE I l consociativismo è una pratica politica per la quale le forze di opposizione vengono coinvolte nelle scelte di governo e nella gestione del Paese. Esso intende garantire la stabilità attraverso la corresponsabilità nelle decisioni. L esigenza di intese corporative si affaccia in momenti di particolari e gravi emergenze (i «gabinetti di guerra» della Gran Bretagna durante il secondo conflitto mondiale), o quando si tratta di ricostruire un paese lacerato da dittatura o guerra (la Spagna postfranchista, l Italia dopo la caduta del fascismo, con i governi Dc-Pci). In assenza di emergenza, il consociativismo sottintende solamente una volontà spartitoria di potere, risorse e di cariche pubbliche da parte della corporazione dei politici. Il consociativismo può essere proposto anche quando risulti impossibile coagulare, attraverso le elezioni, una maggioranza in grado di garantire la governabilità. In tale contesto è facile che venga alterata la limpidezza del confronto democratico, e che si producano due conseguenze di segno opposto: una carenza e un eccesso di decisioni. La carenza decisionale porta all immobilismo e riguarda l impossibilità a prendere decisioni profondamente innovative e radicali, a causa del veto che, di fatto, possono opporre le forze di opposizione. Per contro, l eccesso può derivare dal fatto che, per vincere il potere di veto, si prendono decisioni, comportanti uscite di denaro pubblico, poco producenti per la collettività, ma gradite all opposizione. Questa combinazione di carenza ed eccesso costituisce una delle cause fondamentali del buco nella pubblica finanza. Nell Italia recente il consociativismo si è sviluppato negli anni Settanta ed Ottanta. In quegli anni i partiti di governo e di opposizione (sostanzialmente la Democrazia cristiana di Aldo Moro e il Partito comunista di Enrico Berlinguer) costatata l impossibilità dell alternanza, a causa della divisione del mondo in due blocchi contrapposti, e stretti dalla necessità di dare una risposta alle tensioni causate dalla crisi economica, dalle trame antidemocratiche dei servizi segreti, dalle violenze perpetrate dalle opposizioni extraparlamentari di destra e di sinistra, da un inflazione oltre il 15 per cento, hanno tentato di dare risposte convergenti onde garantire la stabilità del sistema politico italiano. Nei fatti, il consociativismo si concretizzò nel governo monocolore di «solidarietà nazionale» presieduto da Andreotti negli anni Il governo Andreotti del 1976 («monocolore delle astensioni») nacque con i voti della Dc e con l astensione di tutti i partiti di quel che allora era chiamato «arco costituzionale», sulla base di un programma concordato e verificato, in via ufficiosa, da tutte le forze dell astensione. Tale politica permise, in quegli anni, a Giulio Carlo Argan, di essere il primo sindaco comunista di Roma, e a Pietro Ingrao, pure lui comunista, di essere eletto presidente della Camera. La politica del consociativismo ufficioso fu pagata cara dalla Dc e dal Pci. Quest ultimo perse, nelle elezioni del 1979, circa il 4 per cento dei voti rispetto alle politiche precedenti, mentre la Dc uscì sfilacciata in mille rivoli. Dopo la parentesi Spadolini, Craxi porterà il sistema politico italiano dal consociativismo alla logica spartitoria del Caf (Craxi, Andreotti, Forlani), con conseguente degenerazione nella corruzione elevata a sistema, fino allo scandalo di Tangentopoli. Con Berlusconi si ritornò alla logica e alla politica dello scontro frontale, dello spoil system, del «non faremo prigionieri». Tale politica è stata da lui praticata e teorizzata finché ha avuto la maggioranza parlamentare, salvo poi a proporre il consociativismo non appena questa gli è venuta meno. Il consociativismo, comunque, conserva una connotazione positiva unicamente a fronte di gravi emergenze. Entro queste eventualità, esso può risolversi in bene per la collettività solo se: tutte le parti si riconoscono e si legittimano senza riserve mentali; se vi è unanime e piena adesione al metodo democratico inteso come sistema di regole, cui assoggettarsi anche quando non conviene alla propria parte; se l obiettivo da raggiungersi da parte di tutte le componenti è il bene comune del Paese, e non il mantenimento, comunque, di una qualche porzione di potere. 27

15 Libri Un nuovo servizio ai lettori. A grande richiesta la raccolta in volume degli articoli più significativi di uno stesso Autore con particolare riferimento alle tematiche più dibattute a livello sociale, etico, politico e religioso Romolo Menighetti LE IDEE CHE DIVENTANO POLITICA linee di storia dalla polis alla democrazia partecipativa La polis L umanità come comunità Lo stato nazionale Il liberalismo Marxismo e comunismo Nazionalsocialismo e fascismo La democrazia Delusione e speranze per la democrazia pagg ,00 Pietro Greco BIOTECNOLOGIE scienza e nuove tecniche biomediche verso quale umanità? Ritorna Frankestein? Potenzialità e rischi della genetica Piante e cibi transgenici Terapie geniche La nuova frontiera della biomedicina Clonazione terapeutica Fecondazione assistita Il dibattito all Onu Chi è l embrione? Armi biologiche e genetiche Bioetica e bioetiche Tecnologia scienza e sviluppo umano Dibattito tra scienziati, teologi, filosofi e politici pagg , Marco Gallizioli LA RELIGIONE FAI DA TE il fascino del sacro nel postmoderno IL FASCINO DELL ORIENTE L Oriente come metafora Paramahansa Yogananda: la vita come abbandono mistico Krishnamurti, un profeta del nostro tempo Gandhi: il sentiero dell azione ESPLORANDO LA GALASSIA NEW AGE New Age: un caleidoscopio religioso L etica della New Age L emozione religiosa di Paulo Coelho e James Redfield ALCUNE SUGGESTIONI DAI MONDI RELIGIOSI CONTEMPORANEI La reincarnazione nel mondo delle religioni Carlos Castaneda: il fascino dello sciamanesimo Il Candomblé: la trance come festa Apocalisse: un idea perduta? New global: una provocazione anche religiosa pagg ,00 Rosella De Leonibus PSICOLOGIA DEL QUOTIDIANO AMORE E DINTORNI Vorrei che fosse amore Coppia, il catalogo è questo L amore gay Il romanzo della coppia tra parole e silenzi L altro/a: un mistero da riscoprire Uno più uno uguale tre Il nido vuoto Padri cercansi, disperatamente Figlie di madri Adulti ed adolescenti: cinque parole per dirlo PSICHE E DINTORNI E se l io diventasse meno ingombrante? Sulle tracce dei cambiamenti Convivere col caos Malati immaginari? Fuggire col fumo Mi gioco tutto Magra per rabbia, magra per amore Desiderare il futuro Siamo rete-dipendenti? CONVIVENZA SOCIALE E DINTORNI Appunti per un io postmoderno Dietro le quinte della persuasione Il marketing delle idee Tempo per vivere Del Più e del Meno Le scorciatoie del pensiero Fare la differenza Le sfide dell intercultura I frutti della paura Fiducia o buon senso? La cura della relazione Desiderio di noi pagg ,00 5. Giannino Piana ETICA SCIENZA SOCIETÀ i nodi critici emergenti LE CATEGORIE ANTROPOLOGICHE L uomo e il suo corpo Che cos è la natura La vita mistero e dono La morte e il morire Salute e cura nel contesto del limite umano I CRITERI DEL GIUDIZIO ETICO Non uccidere La responsabilità morale oggi L etica del rischio La gerarchia dei beni Quattro principi-base della bioetica I Comitati di bioetica Bioetica e biodiritto I cattolici, la bioetica e la legge LA MANIPOLAZIONE DELLA VITA UMANA L embrione è persona? La fecondazione assistita e l inizio della vita personale Referendum procreazione assistita: perché sì perché no Vita e qualità della vita La clonazione terapeutica Diritto a morire? Il testamento di vita Tra eutanasia passiva e accanimento terapeutico LA CURA DELLA SALUTE Il diritto alla salute Il rapporto medico-paziente La verità al malato Il consenso informato: come, perché, chi Non esistono malati incurabili Salute e risorse: a chi la precedenza? ETICA AMBIENTALE E ANIMALISTA Il rapporto uomo-natura Gli animali soggetto di diritti OGM: risorsa o rischio? pagg ,00 SPECIALE PER I LETTORI DI ROCCA 6. i volumi a soli 10 E ciascuno Carlo Molari CREDENTI LAICAMENTE NEL MONDO RILEVANZA SOCIALE DELLA FEDE IN DIO La speranza nei tempi della disperazione Decadenza della fede, relativismo, religione civile La fede in Dio nella pratica politica Politica e profezia Guai a voi! Secolarizzazione e dialogo interreligioso La nuova Europa: radici e identità Le Chiese in difesa dell ambiente FEDE E CULTURA Le tracce di Dio nella cultura umana Scienza e trascendenza L azione di Dio in un contesto evolutivo Creazionisti e neodarwinisti Teilhard de Chardin e il problema del Male NEL VORTICE DELLA STORIA La crisi della Chiesa Come e perché cambiare Le componenti della conversione Transizioni traumatiche Letture divergenti del Concilio La missione della Chiesa nel mondo attuale Ritrovare l essenziale I laici nella chiesa I laici nel mondo Il primato della coscienza Funzioni e limiti del Magistero UOMINI NUOVI L esperienza religiosa Le emozioni nell esperienza di fede Cammini di libertà Spiritualità del gratuito Leggi umane e fedeltà alla vita Spiritualità della liberazione pagg ,00 i volumi a soli 15 E ciascuno spese di spedizione comprese RICHIEDERE A ROCCA: c.p Assisi c.c.p

16 ENERGIA l anomalia italiana 30 Pietro Greco Il 26 aprile del 1986, venti anni fa, un esplosione nella centrale nucleare di Chernobyl nell Unione Sovietica di Michail Gorbaciov riproponeva, in tutto il mondo, il tema del rischio associato all uso civile dell atomo. E, di lì a poco, portava l Italia ad abbandonare per via referendaria il suo progetto nucleare. Nei mesi successivi a quel 26 aprile, secondo alcuni, nasce l ennesima anomalia italiana: l anomalia energetica. Si potrebbe dimostrare che l Italia aveva, di fatto, rinunciato all opzione atomica almeno venti anni prima, il 3 marzo 1964, quando una strana operazione giudiziaria portò in galera Felice Ippolito, il capo del Comitato nazionale per l energia nucleare (Cnen). E si potrebbe dimostrare che, ancora negli anni 80, i socialisti al governo erano molto tiepidi se non proprio avversi alla via atomica verso l indipendenza energetica. Tuttavia è vero che lo sviluppo della vicenda nucleare italiana successiva all esplosione di Chernobyl ha contribuito non poco a definire e a far emergere il problema energetico italiano. Di cosa consiste questo problema, oggi, venti anni dopo Chernobyl? Di almeno tre componenti. crisi dei combustibili fossili La prima è comune anche ad altri paesi. Ed è la crisi profonda dei sistemi energetici fondati sui combustibili fossili. Una crisi che, a sua volta, è costituita solo in parte da una componente che potremmo definire di depletion, di esaurimento delle risorse: problema che riguarda o riguarderà in un futuro più o meno prossimo il petrolio. Ma che ha anche e soprattutto una componente di pollution, di inquinamento. Il cambiamento del clima globale impone a tutti i paesi industrializzati una progressiva riduzione nell utilizzo delle fonti ricche di carbonio: ivi inclusi il carbone (compreso quello cosiddetto pulito) e il metano. La versione italiana del problema consiste nel fatto che il nostro paese deve ridurre nel prossimo quinquennio di almeno il 13% le sue emissioni di gas serra rispetto ai livelli attuali e tra le poche opzioni disponibili c è quella di abbattere drasticamente l uso dei combustibili fossili, che costituiscono oltre l 80% delle sue fonti energetiche. Ma entro la fine del secolo dovremo giungere presumibilmente a tagli dell ordine del 60/80% delle emissioni di gas serra. Alcuni paesi tra cui la Gran Bretagna e la Germania stanno già preparando il phase out, l uscita, dai combustibili fossili. Noi ancora no. La seconda componente è tipicamente italiana e costituisce, appunto, l anomalia energetica del nostro paese. Siamo dipendenti da troppe poche fonti energetiche (petrolio e metano) e dipendiamo troppo dall estero: compriamo fuori dai nostri confini oltre l 80% delle risorse energetiche che consumiamo. Ciò ci rende particolarmente vulnerabili: basta che la Russia e/o l Ucraina riducano un po i rifornimenti di metano per spingere il nostro sistema elettrico sull orlo del black out. Basta un impennata dei prezzi del petrolio per far lievitare la nostra inflazione più che in altri paesi. La terza componente non è solo italiana, ma in Italia è particolarmente tenace: si tratta della sindrome Nimby (not in my backyard, non nel mio giardino). La costruzione di una nuova centrale, sia essa a carbone o a eolico, o di un degassificatore suscita veementi proteste da parte della popolazione locale. La insostenibilità della sindrome Nimby viene anche evocata da molti per ricordarci che la rinuncia unilaterale all atomo sarebbe sbagliata perché tutt intorno all Italia è un proliferare di centrali nucleari. un mix di soluzioni Considerata, dunque, questa situazione cosa è possibile fare per risolvere il problema energetico italiano? Beh, dovremmo distinguere il breve periodo dal periodo medio e lungo. Nel breve periodo occorre certamente diversificare le fonti energetiche e i paesi Impianto all idrogeno solare in miniatura realizzato dall Itip L. Bucci di Faenza. I componenti sono identici a quelli usati negli impianti industriali ma di dimensioni ridotte 31

17 32 ENERGIA presso cui ci approvvigioniamo. Per cui ben vengano anche i degassificatori, che consentono di rifornirci di gas non solo dai paesi vicini e comunque con cui siamo collegati mediante metanodotti. Ma l altra grande opzione, già nel breve periodo, è il risparmio energetico. Con l uso sistematico di tecnologie esistenti dicono per esempio i movimenti ambientalisti potremmo evitare una quota notevole (fino al 20%) dei nostri consumi energetici. C è, infine, il ricorso alle energie rinnovabili: geotermico, eolico e solare, nelle sue diverse opzioni. Ma queste fonti possono avere un notevole sviluppo, cosicché oltre che nel breve ci proiettano già nel medio periodo. In ciascuno di questi settori l Italia può ambire a diventare uno dei paesi leader al mondo. Molto c è ancora da fare in ricerca, ma moltissimo si può già fare con l uso di tecnologie esistenti. Non è del tutto infondato immaginare come deciso in sede politica europea che il 15 o 20% del nostro fabbisogno di energia possa essere soddisfatto da queste fonti nel giro di uno o due lustri. Se, però, ci proiettiamo nel medio e lungo periodo conviene puntare anche sui biocombustibili. Ovvero usare come fonte energetica olio o alcol prodotto mediante la messa a coltura di alcune piante. Con il prezzo del petrolio a 60 dollari a barile, l etanolo diventa competitivo, non solo se prodotto come in Brasile da canna da zucchero, ma anche se prodotto da mais e fibre di cellulosa. Al prezzo di 60 dollari al barile potrebbe diventare competitivo anche il biodisel: prodotto da soia, da colza e da degassificazione delle biomasse. L uso dei campi per produrre combustibili avrebbe un ulteriore triplo vantaggio: fornire nuova occupazione e, comunque, nuove opzioni di mercato in agricoltura; sottrarre una parte delle coltivazioni italiane al sistema protezionistico dell agricoltura europea che tante risorse drena nell Unione e tanta ingiustizia crea nel mondo; utilizzare una fonte di energia che non inquina: il carbonio liberato in atmosfera dai biocombustibili verrebbe, infatti, assorbito dalle piante coltivate. il nucleare di IV generazione Non c è in questo mix di soluzioni per la questione energetica italiana quello spazio per il nucleare evocato da molti rappresentanti del passato governo Berlusconi? Beh, se per nucleare si intende quello classico, da grandi centrali, probabilmente no. Per i soliti tre motivi. Per costruire un sistema energetico fondato sul nucleare occorrono: molto tempo (almeno 15 anni); grandi investimenti; superare le sindromi Nimby (che in presenza di grandi centrali diventano grandi sindromi) e, soprattutto, risolvere il problema a tutt oggi irrisolto delle scorie. L insieme di questi problemi rende davvero poco realistico un nuovo programma energetico fondato sul nucleare classico. Tuttavia, per chi non ha obiezioni contro la tecnologia in sé, c è un percorso che conviene intraprendere in ambito nucleare. È un percorso di ricerca, scientifica e tecnologica, per verificare se è possibile realizzare un programma fondato sul cosiddetto nucleare di IV generazione. Si tratta di un nucleare profondamente diverso da quello del passato. Non solo perché, almeno in prospettiva, è fondato su piccole centrali a sicurezza intrinseca. Ma anche perché promette di risolvere alla radice il problema delle scorie, in quanto non ne produce. La strada verso il nucleare di IV generazione è ancora lunga. Tuttavia le prospettive che evoca rendono conveniente tentare di percorrerla. la speranza idrogeno E l idrogeno? Forse non è stato detto che è in questa molecola H 2 che si concentra la gran parte delle speranze energetiche del mondo? Certo, anche l Italia con i suoi ricercatori e le sue industrie deve verificare se l idrogeno può diventare il fulcro intorno a cui ruoterà il sistema energetico del futuro. Ma occorre anche ricordare che l idrogeno non è una fonte di energia (sulla Terra non esistono grandi quantità di idrogeno molecolare), bensì un vettore. Un vettore che si candida a sostituire il vettore petrolio e tutti i suoi derivati (benzina, olio combustibile) in una parte notevole dei luoghi di consumo dell energia, per esempio nei trasporti. Tuttavia il vettore idrogeno occorre produrlo. E per produrlo a titolo di esempio, mediante dissociazione elettrolitica dell acqua occorre energia. E dove si trova l energia necessaria a produrre l idrogeno? Per rispondere a questa domanda non possiamo fare altro che rimandare al mix di soluzioni prospettate più in alto. E, soprattutto, ricordare un altro fattore da mettere in campo. La volontà e la lucidità di cambiare registro in fatto di energia, prima che l anomalia energetica italiana si affermi come un ostacolo insuperabile per lo sviluppo del paese. Pietro Greco EUROPA SOCIALE luci e ombre di uno sviluppo sostenibile Maurizio Di Giacomo Un tema spinoso, con ricadute molto vaste e che continuerà a aleggiare anche nel panorama dell Italia del dopo elezioni politiche del 9-10 aprile 2006, quello affrontato, a Roma, il marzo, dall Istituto Eurispes e dalla Fondazione Friedrich Ebert, tedesca, vicina al partito socialdemocratico (Spd) «Europa sociale per un progetto comune di sviluppo socialmente sostenibile». Su questo terreno, alla luce della non realizzazione degli obiettivi fissati nel 2002 alla conferenza internazionale di Lisbona (Portogallo). Con l Unione Europea a 25 (che dal 2007, tranne slittamenti, si aprirà anche a Romania e Bulgaria) è inutile nasconderselo il rischio di vaste regressioni è dietro l angolo. Le cifre fornite da Gian Mario Fara, presidente dell Eurispes e basate su rapporti e ricerche realizzate da organismi comunitari, parlano chiaro. In Europa di persone ovvero il 16% dell intera popolazione sono a rischio povertà. In Italia coloro che si trovano in queste condizioni, secondo una ricerca del 2004, sono 2 milioni e 674 famiglie per un complesso di di persone coinvolte. La percentuale italiana 19% pari al livello di Portogallo e Spagna è inferiore solo di un 2% rispetto al 21% che accomuna Irlanda, Grecia e Slovacchia. Se si aggiunge che il 20% di europei in buone condizioni economiche possiede da solo quasi 5 volte in più ricchezza di quanta ne abbia il 20% dei cittadini meno abbienti e che europei sono coinvolti nel fenomeno del precariato, che rende impossibile una buona flessibilità, in presenze di tutela scarse e diseguali, il terreno sul quale intervenire appare molto accidentato. la situazione Italia In un quadro di stallo dell occupazione lavorativa nell Ue in Italia, sulla base di stime dell Ires un centro studi espressione della Cgil i lavoratori atipici sono oltre 4 milioni. In tale contesto va segnalato che quasi a prevedere una cronicizzazione di questo fenomeno nel tempo, di recente, Banca Intesa, prima in Italia, ha lanciato una particolare proposta per l accesso al mutuo per la prima casa. Questi atipici monitorati più da vicino risultano così scomposti: 1,6 milioni assunti con contratto a tempo determinato, collaboratori coordinati e continuativi o a progetto. Esistono poi assunti con contratto di somministrazione, ai quali si aggiungono collaboratori occasionali, collaboratori con partita Iva e associati in partecipazione. Se si aggiunge che nel biennio gli iscritti al fondo speciale per la gestione separata dell Inps, aperto ai lavoratori parasubordinati, è cresciuto di iscritti e tenendo conto che nel 2005 i lavoratori detti Co.Co.Co. hanno raggiunto il 14,9% del totale degli occupati, si può stimare che l incidenza del lavoro atipico pesa per il 17 % al Centro, al Nord per il 16% e al Sud per l 11,1%: «una realtà più contenuta ma non marginale» annota la scheda distribuita dall Eurispes. Nel Sud in particolare il lavoro atipico coinvolge il 24,9% di donne contro il 18,7% di uomini. dalle cifre ai problemi Qual è uno degli snodi? In Italia solo un quinto dei disoccupati beneficia di trasferimenti statali in caso di perdita del posto di lavoro, mentre in molti paesi europei interventi analoghi coprono l 80% dei potenziali beneficiari e ancora in Italia non esiste un sistema di protezione di ultima istanza. La scheda Eurispes ha richiamato in sintesi il caso della Danimarca, evocato dallo studioso di economia Francesco Giavazzi e diventato una sorta di icona nel senso che lì vi sarebbe un mixer positivo tra la libertà di impresa e una rete sociale di protezione per i senza lavoro, nella campagna comu- 33

18 34 EUROPA SOCIALE nicativa de «La Rosa nel pugno». In Danimarca il lavoratore è scarsamente protetto dal licenziamento, ma, in caso di perdita del lavoro, può usufruire di un sussidio di disoccupazione che gli garantisce i tre quarti del salario anche dopo tre anni. La Danimarca spende per la rete di protezione sociale il 30% del prodotto interno lordo, con il 9,2% destinato ai disoccupati. In Italia la spesa per la rete sociale tocca il 26,1% del prodotto interno lordo mentre ai disoccupati è destinato l 1,7% e in presenza di un deficit pubblico italiano estremamente alto, a differenza di altri paesi dell Unione Europea. (Secondo una stima di Luca Ricolfi ne «La Stampa» di lunedì 3 aprile 2006 ciò implicherà nel 2007 una manovra correttiva di circa 30 miliardi di euro ovvero una cifra con un arrotondamento di 1 Euro = 2000 lire anziché 1936 a 12 zeri sulla base delle vecchie lire: Ne occorreranno, infatti, tante per restare dentro i parametri fissati dall Unione Europea di un deficit nazionale contenuto al 3% del prodotto interno lordo). Con quali conseguenze sul livello attuale delle tasse e sul ridimensionamento dei servizi sociali anche essenziali, è facile intuire. Tali scenari incombono mentre la scheda Eurispes ha ricordato che rispetto alla domanda di nidi pubblici in Italia il 32,7% delle richieste restano senza ascolto, il che è anche un freno a tassi di occupazione lavorativa più alti tra le donne. Altro aspetto problematico: la crescita dell edilizia sociale con sussidi governativi. In Italia vi viene destinato lo 0,007% del prodotto interno lordo, a un livello inferiore si trovano solo Spagna e Portogallo. Senza dimenticare, per restare in Italia, che i quartieri e gli insediamenti di edilizia popolare, se non correlati con un minimo di rete di servizi e di strutture tipo collegamenti informatici rischiano di trasformarsi in una sorta di incubatrici del disagio sociale con comportamenti violenti e con l irrobustimento di un economia criminogena. Alcuni mesi orsono il sociologo Marzio Barbagli ha pubblicato con Il Mulino una serie di rilevazioni urbane (riconosciute fondate persino dal ministro agli Interni on. Giuseppe Pisanu) che hanno lasciato intravvedere l esplodere, nel giro di alcuni anni (se non si interviene con tempestività), di rivolte come quelle che hanno segnato e scosso diverse banlieu di Parigi; un fenomeno al quale, di recente, ha dedicato persino un suo editoriale il quindicinale «La Civiltà Cattolica», espressione di un collegio scelto di gesuiti e i cui testi sono visionati in via preventiva da un officiale della segreteria di stato vaticana. Sulla forbice che si è allargata tra gruppi ristretti di investitori con enormi quantità di liquidità e settore crescenti di piccoli risparmiatori che hanno visto i loro depositi bruciati in una serie di «bond» con molta superficialità consigliati da numerose banche, sull indebitamento col ricorso al prestito ad usura, su diverse Caritas diocesane obbligate a pagare le bollette a pensionati che non arrivano a fine mese, sui libretti di risparmio svuotati perché non si riesce a risparmiare, in questi mesi si è scritto e polemizzato in abbondanza. Tutti questi filoni si stanno intrecciando con il consolidarsi dell immigrazione strutturale extracomunitaria nel nostro paese. Secondo alcune proiezioni stastistiche di Giancarlo Biangiardi, docente all università Bicocca di Milano (cfr. Il Sole 24 Ore di lunedi 3/ aprile/2006), nel 2020 in Italia ogni 3 nati 1 sarà di origine straniera, con un salto nelle domande di richiesta di cittadinanza italiana «dalle poche centinaia di quest anno a quasi tra sei anni a più di nel 2020». Questo mutamento profondo coesiste con le scene da romanzo delle file dei clandestini/e di fronte agli uffici postali per ottenere un permesso di soggiorno lavorativo e col mutamento ormai consolidato nelle carceri italiane in gran parte sovraffollate da molti detenuti non italiani tra europei e non europei. le possibili risposte Il convegno qui analizzato ha lasciato una sensazione a tratti di sgomento osservando il divario tra i problemi individuati e le possibili risposte da attuare, anche perché il quadro dell Unione Europea attuale non è tra i più incoraggianti. Le riduzioni di bilancio hanno decurtato la possibilità per un certo numero di studenti universitari di compiere esperienze di studio-lavoro al di fuori della propria nazione tramite il circuito «Erasmus». L applicazione della direttiva Bolkestein per la fornitura di servizi e prestazioni, sia pure in versione alleggerita, rimane nella pratica molto impegnativa. Essa nella versione originaria prevedeva che un impresa potesse fornire una serie di servizi per tutta l area dell Ue applicando la tariffa più bassa praticata nella nazione dove essa aveva stabilito la sua base operativa di partenza, il che avrebbe significato per un lavoratore italiano essere esposto alla concorrenza di un operaio a tariffa più bassa legato a un gruppo industriale che si diramava dalla repubblica Ceka. Indubbiamente se la liberalizzazione ha i suoi vantaggi offrendo tariffe meno care, tuttavia, presenta contraccolpi sul piano sociale molto problematici perché getta, di fatto, le basi per una sorta di guerra di tutti contro tutti simboleggiata dall idraulico polacco (che si accontenta di tariffe più basse rispetto all artigiano francese), respinto a grande maggioranza nel referendum in Francia che doveva confermare l adesione di quella nazione all Unione Europea. Nel corso del convegno di Roma il direttore della Erbert Foundation, Michael Brown, ha rilanciato una modalità operativa escogitata dal francese Guy Monnet, uno dei padri dell unificazione europea, che nella prima parte degli anni Cinquanta mentre l ideale europeista ristagnava aveva promosso una rete di nuclei o commando culturali per radicare quella prospettiva in città e in villaggi delusi e ancora ostili per le ferite allora recenti della seconda guerra mondiale da poco terminata. Sarà un caso, ma una strategia analoga è stata invocata dal presidente Carlo Azeglio Ciampi in Germania in occasione della sua ultima visita di stato quasi al termine del suo settennato come presidente della Repubblica Italiana. L aspetto problematico di questo convegno è emerso sul piano delle proposte concrete per uscire in avanti rispetto a un quadro sociale e politico molto pesante. Alcuni esempi su questa linea. Salvatore Artzeni, direttore della sezione piccola e media industria e sviluppo locale dell Oecd (un articolazione dell Unione Europea) con sede a Parigi, ha spezzato una lancia in favore del piano di edilizia popolare portato avanti dal governo laburista di Tony Blair. Esso ha fatto leva sui prezzi relativamente bassi di queste nuove abitazioni costruite in aree industriali dismesse. La riflessione di Henng Meyer della Metropolitan University di Londra ha fornito ulteriori dettagli su tale tema non sottacendo che tale scelta del governo Blair è stata resa possibile dalla terziarizzazione crescente dell economia. Il fatto è che tale terziarizzazione applicata all Italia mette in evidenza i lati molto deboli del nostro sistema. Su tale punto la «Fondazione Giulio Pastore» ha presentato due comunicazioni convergenti su questo punto. Il lavoro del futuro in Europa appare sempre più fondato su un mixer tra servizi integrati con il comparto finanziario e della logistica come i trasporti e la grande distribuzione (che creano nuovi posti di lavoro) e servizi «relazionali» ovvero di sostegno alla famiglia che riescono a stare in piedi perché basati sui bassi salari erogati a coloro che li mandano avanti. Una via di uscita suggerita dalle due comunicazioni della fondazione sopra citata è quella di aprire maggiormente alle organizzazioni «no profit» anche di matrice industriale che entrerebbero in partenariato nella gestione di alcuni servizi essenziali che lo stato da solo non puo più garantire. Ulteriore tassello. L Unione Nazionale per la lotta all Analfabetismo (Unla) che ha meriti storici per contrastare questa piaga in particolare nel meridione d Italia ha prospettato una diffusione capillare della cultura informatica di base che può agire da stimolo e da rinforzo alla fruizione dell enorme patrimonio paesaggistico e naturale e in termini di beni culturali di quella parte del paese. Scenario valido e stimolante che presuppone, però, un efficace intervento dello stato per contrastare l espansione di un economia criminale particolarmente prospera in Calabria. Senza dimenticare la realizzazione di una rete viaria all altezza della situazione e che eviti le ore di ingorgo da affrontare lungo l autostrada Salerno-Reggio Calabria, prima di poter arrivare a tratti di mare che nonostante recenti processi di degrado ambientale restano tra i più belli e i più ricercati di tutta l Europa. flessibilità sostenibile Anche sul terreno del come andare oltre la cosidetta legge Biagi per l occupazione a tempo, il convegno Eurispes-Herbet Foundation non ha fornito spunti convicenti per affrontare un tema cruciale: come passare dalla precarietà alla flessibilità sostenibile? Esso è stato al centro della campagna elettorale con le diverse posizioni tra la strategia de «L Unione» guidata da Romano Prodi e quella della Confindustria che si è espressa per ritocchi solo parziali di questa legge. Mentre dalle colonne del quotidiano «Europa» Savino Pezzotta, segretario nazionale uscente della Cisl e il suo successore Raffaele Bonanni, pressoché isolati, hanno messo in guardia sul fatto che il contrasto assai duro in Francia tra il governo e una parte degli studenti e il movimento sindacale sulla legge circa «il primo impiego» non va snobbato. Secondo le loro valutazioni esso è il campanello d allarme di un disagio che prima o poi può manifestarsi anche in Italia, con conseguenze non facilmente calcolabili. In conclusione va segnalato e suona come una sorta di richiamo al fatto che modelli esportabili da un contesto nazionale a un altro non esistono, se si vuole realizzare un autentica coesione sociale, tanto che anche in Danimarca le cose stanno per cambiare. Il governo ha varato misure per innalzare il tetto dell età pensionabile e per restringere i criteri di accesso alla rete dei sussidi e degli ammortizzatori sociali che erano stati fino a qualche tempo fa «il segreto» di un sistema sociale capace di aiutare a cambiare condizione sociale (passare da occupato a disoccupato) senza contraccolpi troppo alti, in un epoca nella quale sotto la spinta della globalizzazione la concorrenza si fa più serrata. Maurizio Di Giacomo 35

19 ETICA POLITICA ECONOMIA il dialogo tra economia e etica Giannino Piana Il rapporto tra economia ed etica non è mai stato pacifico. Le maggiori difficoltà sono originate dal fatto che le due discipline fanno riferimento a due forme di ragione non immediatamente conciliabili. Da una parte vi è infatti la razionalità economica, il cui criterio informatore è l efficienza nella produzione dei beni; dall altra, la razionalità etica, che si ispira al paradigma della solidarietà, per il quale ciò che conta è l equa distribuzione dei beni prodotti, con particolare attenzione alle fasce più deboli della popolazione. La ricerca di un terreno comune di confronto è, tuttavia, oggi ineludibile. I mutamenti intervenuti, in questi ultimi decenni, nel campo dell economia, grazie soprattutto agli sviluppi dell innovazione tecnologica, fanno affiorare interrogativi inquietanti, ai quali non è possibile dare risposte adeguate sul terreno puramente tecnico. Le leggi tradizionali dell economia sembrano, d altronde, incapaci da sole di controllare processi che coinvolgono variabili umane e ambientali e che hanno a che fare con la stessa funzionalità del sistema produttivo. L esigenza che emerge è dunque quella di dare vita a un nuovo modello di rapporti tra economia ed etica; un modello che, sia pure nel rispetto dell autonomia delle rispettive sfere di competenza e di azione, crei le condizioni per un loro fecondo interscambio. Un modello che, in altri termini, lungi dall opporre le due razionalità come radicalmente alternative, tenda piuttosto a farle entrare in interazione tra loro, rintracciando un punto di convergenza un vero e proprio «zoccolo duro» costituito dal comune interesse per il bene umano. dalla dipendenza all opposizione La storia del pensiero economico occidentale non è, al riguardo, di grande utilità. L epoca moderna è stata infatti contrassegnata dallo sforzo di una graduale (e giustificata) emancipazione dell economia dall etica, la quale era, a sua volta, dipendente da un orizzonte «sacrale» di interpretazione della realtà. L acquisizione del carattere di «scienza», dotata di fini propri e di un proprio statuto epistemologico, fa dell economia una disciplina autonoma, caratterizzata da specifiche leggi che vanno conosciute e rispettate. Questo processo, in realtà, già antecedentemente iniziato dal Quattrocento in poi non mancano importanti studi che tendono a leggere i fenomeni economici a partire da se stessi, ha trovato piena espressione alla fine del Settecento, a seguito soprattutto della rivoluzione industriale. Ad essere contestata è, in un primo tempo, l etica fissista, di stampo «naturalistico», che, imponendo all economia regole assolute, le impedisce di perseguire i propri obiettivi. Ciò che, tuttavia, successivamente avviene è la negazione di ogni riferimento all etica, quale realtà estranea e persino disturbante. Acquisendo il carattere di «scienza naturale» ed esatta guidata da leggi matematico-fisiche è questa la concezione propria dei fisiocrati la scienza economica non si limita a rivendicare la propria indipendenza dall etica ma tende a rifiutare radicalmente ogni rapporto con essa, fino ad assumere un atteggiamento di aperta contrapposizione. Razionalità economica e razionalità etica, ambedue declinate in termini «naturalistici», si presentano pertanto come mondi chiusi e impenetrabili, come forme di ragione incompatibili. L etica tenta, invano, di affermare la sua supremazia sull economia, asservendola alle proprie regole immutabili; l economia, a sua volta, rifiuta a priori ogni riferimento all etica, considerandola come una indebita (e nociva) invasione di campo. il modello della correlazione A provocare il superamento di questa situazione di stallo è stato, in questi ultimi decenni, un insieme di fenomeni che si sono sviluppati, in modo concomitante, su ambedue i fronti e che hanno reso trasparente l insufficienza del modello in passato dominante. Sul fronte dell economia (e della razionalità economica) ad entrare in crisi è stata, anzitutto, la legge della massimizzazione della produttività e del profitto, in conseguenza di una serie di fenomeni, che meritano di essere, sia pure rapidamente, richiamati. La crisi ecologica ha sollevato la questione del limite delle risorse e della difficoltà di far fronte a forme di inquinamento sempre più allarmanti; l accentuarsi degli squilibri tra Nord e Sud del mondo, oltre a denunciare il fallimento della famosa teoria della «mano invisibile» di Adam Smith (la mano che distribuisce equamente quanto viene prodotto), ha alimentato la conflittualità, rendendo sempre più precaria la situazione internazionale; l incremento, anche in Occidente, di sacche consistenti di vecchie e nuove povertà e la crescita (a livelli patologici) della disoccupazione ha provocato l inasprirsi dell insicurezza con riflessi immediati (e profondi) sulla conduzione della intera vita associata. Questa situazione non si ripercuote negativamente soltanto sul versante etico, ma anche su quello economico. Mentre diviene infatti evidente, da un lato, la non plausibilità della tesi di uno sviluppo lineare, come quello ipotizzato dalla teoria economica classica (dietro la quale si nascondeva l ideologia del progresso indefinito di matrice illuminista), si rende necessaria, dall altro, la predisposizione di strumenti per arginare una situazione di instabilità sociale, che impedisce la creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo della produzione e determina l inevitabile riduzione delle possibilità di consumo. La domanda etica ricupera dunque legittimità e consistenza per ragioni di ordine 37 36

20 ETICA POLITICA ECONOMIA 38 strettamente economico. È chiaro infatti che produttività e profitto non possono essere perseguiti senza attenzione alla disponibilità reale delle risorse e senza un adeguata considerazione degli equilibri ecologici il disinquinamento (laddove è ancora possibile) ha costi anche economici, che vanno messi in bilancio, mentre altrettanto chiara è la necessità di un tessuto sociale ben compaginato quale base per un positivo sviluppo dell economia. Ma è bene ricordarlo l etica cui l economia deve potersi riferire, deve essere un etica duttile, che non si accontenta di formule generiche, ma che si misura concretamente con la realtà economica, prendendone sul serio le dinamiche ed entrando con essa in un dialogo costruttivo. In altre parole, si esige sul fronte dell etica ed è quanto è avvenuto negli ultimi decenni il ricupero della dimensione storica come condizione per sottrarsi a una forma di radicale assolutismo e creare le condizioni per un confronto diretto con la realtà nel suo costante divenire; confronto che consenta l elaborazione di norme di comportamento efficaci. efficienza e solidarietà Il dialogo tra economia ed etica è reso, in definitiva, possibile dal riconoscimento che l economia è, a tutti gli effetti, una scienza umana, la quale esige come tale di porsi al servizio del bene integrale dell uomo, e che l etica non è, dal canto suo, identificabile con un insieme di precetti imposti dall alto, ma è impegno a tradurre gli orizzonti valoriali in indicazioni di comportamento, che traggono la loro significatività dalla capacità di interpretare adeguatamente le esigenze delle varie situazioni esistenziali. Le istanze etiche, che vanno poste alla base dell economia, sono riconducibili al valore della solidarietà, la quale ha assunto, a seguito del fenomeno della globalizzazione, una dimensione sempre più universalistica e che costituisce il criterio ultimo (e decisivo) della valutazione di ogni processo economico. Ma la solidarietà non può prescindere dall efficienza, che è il valore proprio dell economia. Non si dà infatti possibilità di corretta distribuzione dei beni se questi non vengono anzitutto prodotti; se non si rispettano cioè le leggi dell economia, prima fra tutte quella riguardante la crescita produttiva. D altra parte non si può dimenticare per le ragioni ricordate che l efficienza non va misurata in termini meramente quantitativi ma che esige attenzione anche agli aspetti qualitativi; che non è sufficiente, in altre parole, considerare i livelli di produttività raggiunti, ma è anche necessario fare i conti con il tipo di sviluppo che si intende realizzare e che presuppone, per essere corretto, il rispetto delle risorse umane e ambientali. Solidarietà ed efficienza pertanto, lungi dal dover essere considerate come grandezze antitetiche, sono valori che si richiamano reciprocamente: la vera solidarietà non può infatti fare a meno, per essere concretamente praticata, di un serio confronto con l efficienza; mentre, a sua volta, l efficienza deve necessariamente rinviare alla solidarietà per potersi definire in termini adeguati. distribuzione e produzione La logica di solidarietà, all interno della quale l economia è chiamata a svilupparsi, impone come esigenza immediata l equa ripartizione dei beni, l esercizio cioè di una corretta giustizia distributiva, che consenta a tutti l accesso ad essi, e perciò la soddisfazione dei bisogni. Ciò era particolarmente vero in una società come quella della prima industrializzazione nella quale si trattava di dare risposta ad esigenze fondamentali per la sopravvivenza. Nella situazione attuale (ci riferiamo al mondo occidentale), l istanza distributiva, per quanto irrinunciabile, non è più da sola sufficiente. La centralità assunta dal consumo la nostra società è detta giustamente «società dei consumi» alimenta il ricorso, sempre più frequente, all induzione dei bisogni, con il pericolo di generare, da un lato, forme crescenti di alienazione i bisogni indotti sono spesso falsi e talora persino dannosi e di accentuare, dall altro, il gap tra ricchi e poveri, tra aree sviluppate e aree sottosviluppate del mondo. Un ruolo di prima importanza, nel quadro della riflessione etica sull economia, va dunque oggi assegnato alla questione della produzione, del che cosa si produce e del per chi lo si produce. È come dire che diventa essenziale l elaborazione di un etica che sappia fare accuratamente discernimento dei bisogni, promuovendo quelli che rispondono ad esigenze vere e respingendo quelli indirizzati a soddisfare esigenze del tutto superflue, e che sappia, nello stesso tempo, individuare criteri valutativi che tengano in seria considerazione i diritti fondamentali di tutti gli uomini. Giannino Piana SBARRE E DINTORNI per tutti i bambini innocenti Vincenzo Andraous Rileggendo il libro di uno dei miei autori preferiti, tra le sue parole tutte a dritta, ho avvistato una poesia a me dedicata. Ho ripercorso quel sentiero con gli occhi del poeta, ne ho urtato le insidie, ne ho carpito i segreti, snervati dalla mia ottusa presunzione. «Solo andata» ha intitolato l amico Erri, solo andata per gli inferociti dai capelli imbiancati, mai addomesticati, né più attuali, perché estinti dalle colpe dico io. In quelle righe, fotogrammi impolverati dai secoli trapassati, nei vicoli ciechi scelti e nelle solitudini cadute giù a grappolo, come i vincoli, quelli bastardi destinati al macero. Riconoscere i suoni della strada, nei rumori degli sguardi, lo sferragliare dei pugni e degli spari, righe sgangherate di ogni storia di allora, segni diritti senza inverso, privi di rese d accatto. Rileggere quelle parole, e sentire nel profondo il rigetto per il rapimento del piccolo Tommaso, strappato di brutto al cuore, per essere ghermito come una clava. Di fronte a accadimenti così denudati di ogni dignità, ci si ritrova con le spalle al muro, senza alcuna giustificazione plausibile, neppure quella dell indifferenza, o dell omertà scambiata per solidarietà, non c è più neanche sipario da calare per evitare l oppressione dell offesa. Non c è più sceneggiatura né romanzo scaltro che contenga lo scempio per azioni così morte di fierezza, non c è rapinatore né assassino da fiera da esibire per tentare di allontanare le miserie inconfessabili che possono indurre qualcuno a fare male a un bambino. Chi ha un alta considerazione di se stesso, è poco influenzato dai giudizi altrui, ma nelle righe di quel libro, c è intero il sussulto e il diniego per questo strappo alla ragione, per quel bimbo trascinato via, che non ha scelto di seguire i cattivi, è stato costretto a farlo, senza neppure essere consapevole della vita a un palmo dal baratro. Rileggo ancora i versi, e mi accorgo che in Tommaso c è l urlo e la preghiera per un rilascio che non consente dilazioni. Proprio in Tommaso, anche se non ritorna alla sua casa, c è un nuovo futuro ove migliorarsi e tentare di cambiare ciò che è estremamente sbagliato, perché contronatura, persino per gli inferociti di un tempo, e certamente Tommaso potrebbe senz altro dire: mi avete fatto inferocire, ma io sono rimasto un uomo. 39

Curricolo di religione cattolica scuola primaria CLASSE I

Curricolo di religione cattolica scuola primaria CLASSE I NUCLEI FONDANTI Dio e l uomo 1. Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore e Padre e che fin dalle origini ha voluto stabilire un alleanza con l uomo. 2. Conoscere Gesù di Nazareth, Emmanuele

Dettagli

CURRICULUM SCUOLA PRIMARIA RELIGIONE CATTOLICA

CURRICULUM SCUOLA PRIMARIA RELIGIONE CATTOLICA Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca Istituto Comprensivo Giulio Bevilacqua Via Cardinale Giulio Bevilacqua n 8 25046 Cazzago San Martino (Bs) telefono 030 / 72.50.53 - fax 030 /

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE CATTOLICA PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE CATTOLICA DIREZIONE DIDATTICA II CIRCOLO - MONDOVI Insegnanti: CRAVERO ELENA FIORENTINO STEFANIA SALVAGNO MARIA ANNO SCOLASTICO 20-20 Traguardi per lo sviluppo delle competenze

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di OSPITALETTO SCUOLA PRIMARIA A. CANOSSI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE VERTICALE RELIGIONE CATTOLICA

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di OSPITALETTO SCUOLA PRIMARIA A. CANOSSI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE VERTICALE RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di OSPITALETTO SCUOLA PRIMARIA A. CANOSSI PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE VERTICALE ANNO SCOLASTICO 2015/2016 CLASSE PRIMA L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sui dati fondamentali

Dettagli

Curricolo verticale di Religione Cattolica

Curricolo verticale di Religione Cattolica Curricolo verticale di Religione Cattolica Classe Prima Primaria Indicatori Obiettivi di apprendimento 1. DIO E L UOMO 2. LA BIBBIA E LE ALTRE FONTI 3. IL LINGUAGGIO RELIGIOSO 1.1 Scoprire che la vita,

Dettagli

DIREZIONE DIDATTICA G. PARINI TORINO

DIREZIONE DIDATTICA G. PARINI TORINO DIREZIONE DIDATTICA G. PARINI TORINO INSEGNANTI: CATERINA PIRROTTA ANTONELLA BORDONARO CLASSE I OBIETTIVI GENERALI Portare il bambino alla scoperta di se stesso in rapporto con gli altri. Far scoprire

Dettagli

RELIGIONE SCUOLA PRIMARIA

RELIGIONE SCUOLA PRIMARIA RELIGIONE CLASSE PRIMA SCUOLA PRIMARIA 1 - IO NELLA CLASSE 1. Presentarsi nella propria particolarità 2. Capire che ognuno ha un posto 3. Comprendere che in classe non si è soli Presentazione degli insegnanti

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 2 NORD Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^

ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 2 NORD Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ ANNO SCOLASTICO 2015/2016 www.ic2sassuolonord.gov.it CURRICOLO IRC 6 11 anni Diocesi di Reggio Emilia

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA

SCUOLA PRIMARIA DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA SCUOLA PRIMARIA DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE ALLA FINE DELLA SCUOLA PRIMARIA 1) L alunno riconosce che Dio si è rivelato attraverso Gesù, stabilendo con l

Dettagli

Nella mia Lettera ai cristiani della Chiesa di Lucca, per quest anno pastorale, chiedevo:

Nella mia Lettera ai cristiani della Chiesa di Lucca, per quest anno pastorale, chiedevo: LITURGIA DEL MANDATO PER IL SERVIZIO DI ANIMATORE DEI GRUPPI DI ASCOLTO DEL VANGELO Sabato 29 novembre 2014 (Rm 10,9-18; Mr 16,9-15) ITALO CASTELLANI Arcivescovo di Lucca Nella mia Lettera ai cristiani

Dettagli

Programmazione annuale RELIGIONE CATTOLICA CLASSI I II III IV V

Programmazione annuale RELIGIONE CATTOLICA CLASSI I II III IV V Istituto Comprensivo G Pascoli - Gozzano Anno scolastico 2013/2014 Programmazione annuale RELIGIONE CATTOLICA CLASSI I II III IV V Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della scuola

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO VERTICALE RELIGIONE CATTOLICA Istituti Comprensivi di Udine allegato al Piano dell Offerta Formativa CURRICOLO VERTICALE Redatto sulla base delle Nuove Indicazioni Nazionali 2012 e I.N. 2007, in sintonia con le Raccomandazioni del

Dettagli

PREMESSA ALLA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA CIRCOLO L. DA VINCI Anno scolastico 2012/2013

PREMESSA ALLA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA CIRCOLO L. DA VINCI Anno scolastico 2012/2013 DIREZIONE DIDATTICA STATALE LEONARDO DA VINCI Via Virgilio, 1 Mestre (VE) Tel. 041/614863 Fax 041/5346917 Cod. Fisc. 82011580279 * * * * * PREMESSA ALLA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI CIRCOLO L. DA VINCI

Dettagli

INSIEME CON GESÚ è il percorso IRC che vogliamo abbracciare quest anno. Il filo conduttore del percorso è il CORPO, sia perché specchio dell unità

INSIEME CON GESÚ è il percorso IRC che vogliamo abbracciare quest anno. Il filo conduttore del percorso è il CORPO, sia perché specchio dell unità Programmazione IRC 2014-2015 1 INSIEME CON GESÚ è il percorso IRC che vogliamo abbracciare quest anno. Il filo conduttore del percorso è il CORPO, sia perché specchio dell unità della Chiesa, sia perché

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE a. s. 2014-2015

PROGRAMMAZIONE ANNUALE a. s. 2014-2015 Scuola Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE FRATELLI CASETTI CREVOLADOSSOLA (VB) WWW.iccasetti.gov.it PROGRAMMAZIONE ANNUALE a. s. 2014-2015 RELIGIONE CATTOLICA COMPETENZE CHIAVE - competenze sociali

Dettagli

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Commento al Vangelo Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione fra Luca Minuto Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE ANNO SCOLASTICO 2015/ 2016

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE ANNO SCOLASTICO 2015/ 2016 ISTITUTO COMPRENSIVO CARLO DEL PRETE DI CASSOLNOVO VIA TORNURA 1 27023 CASSOLNOVO (PAVIA) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE ANNO SCOLASTICO 2015/ 2016 SCUOLA PRIMARIA DI CASSOLNOVO:Fossati, Gavazzi e

Dettagli

PROGRAMMAZIONE GENERALE DI AZIONE CATTOLICA PARROCCHIA IMMACOLATA - ADELFIA ANNO 2013/2014

PROGRAMMAZIONE GENERALE DI AZIONE CATTOLICA PARROCCHIA IMMACOLATA - ADELFIA ANNO 2013/2014 PROGRAMMAZIONE GENERALE DI AZIONE CATTOLICA PARROCCHIA IMMACOLATA - ADELFIA ANNO 2013/2014 Introduzione unitaria: «Ecco ora il momento favorevole» (2Cor 6,2) Santi nel quotidiano Orientamenti per il triennio

Dettagli

ANNO SCOLASTI CO 2010/ 2011

ANNO SCOLASTI CO 2010/ 2011 ANNO SCOLASTI CO 2010/ 2011 ANNO SCOLASTI CO 2010/ 2011 FINALITA OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO CONTENUTI Acquisire atteggiamenti di stima e sicurezza di se e degli altri Scoprire attraverso i racconti

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI (Gv 3, 17b) Ufficio Liturgico Diocesano proposta di Celebrazione Penitenziale comunitaria nel tempo della Quaresima 12 1 2 11 nella lode perenne del tuo nome

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO MAFFI PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA Ins. Marina Striolo Marianna Chieppa Cinzia Di Folco ANNO SCOLASTICO 2015/2016 L IRC, come le altre discipline scolastiche della

Dettagli

Conoscere l ambiente geografico, storico, culturale della Palestina al tempo di Gesù.

Conoscere l ambiente geografico, storico, culturale della Palestina al tempo di Gesù. RELIGIONE CATTOLICA CLASSE I U A OBIETTIVI GENERALI OBIETTIVI SPECIFICI CONTENUTI/ ATTIVIT À COMPETENZE PERIODO UA n 1 Unici e speciali Cogliere la diversità tra compagni ed amici come valore e ricchezza.

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA. Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria

RELIGIONE CATTOLICA. Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria RELIGIONE CATTOLICA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sui dati fondamentali della vita di Gesù e sa collegare i contenuti

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO ORZINUOVI ANNO SCOLASTICO 2012-2013 PROGRAMMAZIONE di RELIGIONE CATTOLICA

ISTITUTO COMPRENSIVO ORZINUOVI ANNO SCOLASTICO 2012-2013 PROGRAMMAZIONE di RELIGIONE CATTOLICA PROGRAMMAZIONE di RELIGIONE CATTOLICA 1 QUADRIMESTRE COMPETENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO ATTIVITÀ 1. L alunno riflette su Dio creatore e Padre, sui dati fondamentali della vita di Gesù e sa collegare

Dettagli

vivo noi tra VERSIONE MISTA strumenti per una didattica inclusiva Scarica gratis il libro digitale con i Contenuti Digitali integrativi

vivo noi tra VERSIONE MISTA strumenti per una didattica inclusiva Scarica gratis il libro digitale con i Contenuti Digitali integrativi Gruppo Scuola Nuova Percorsi facilitati per lo sviluppo e la valutazione della competenza religiosa è vivo tra noi strumenti per una didattica inclusiva Scarica gratis il libro digitale con i Contenuti

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria

RELIGIONE CATTOLICA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria RELIGIONE CATTOLICA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sugli dati fondamentali della vita di Gesù e sa collegare i contenuti

Dettagli

MODELLO SCHEMATICO DI PROGRAMMAZIONE PER L IRC SCUOLA PRIMARIA CLASSE: PRIMA

MODELLO SCHEMATICO DI PROGRAMMAZIONE PER L IRC SCUOLA PRIMARIA CLASSE: PRIMA SCUOLA PRIMARIA CLASSE: PRIMA ARGOMENTO CONTENUTI ESSENZIALI PERIODO ORE PREVISTE Dio Creatore e Padre di tutti gli uomini Gesù di Nazaret, l Emmanuele Dio con noi La Chiesa, comunità dei cristiani aperta

Dettagli

CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA della scuola primaria

CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA della scuola primaria CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA della scuola primaria CURRICOLO DI I.R.C. al termine della classe prima della scuola primaria...2 CURRICOLO DI I.R.C. al termine della classe seconda della scuola primaria...4

Dettagli

DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO TRE ANNI QUATTRO ANNI CINQUE ANNI

DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO TRE ANNI QUATTRO ANNI CINQUE ANNI APPENDICE: INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA SCUOLA DELL INFANZIA DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA COMPETENZA CHIAVE EUROPEA RELIGIONE CATTOLICA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO TRE ANNI QUATTRO ANNI CINQUE

Dettagli

Riconosce nella bellezza del mondo e della vita umana un dono gratuito di Dio Padre. Ascoltare alcuni brani del testo biblico.

Riconosce nella bellezza del mondo e della vita umana un dono gratuito di Dio Padre. Ascoltare alcuni brani del testo biblico. Classe prima L alunno riflette su Dio Creatore e Padre e sa collegare i contenuti principali del suo insegnamento alle tradizioni dell ambiente in cui vive. Riconosce nella bellezza del mondo e della vita

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA. Conoscere Gesù di Nazaret, Emmanuele e Messia, crocifisso e risorto e come tale testimoniato dai cristiani.

RELIGIONE CATTOLICA. Conoscere Gesù di Nazaret, Emmanuele e Messia, crocifisso e risorto e come tale testimoniato dai cristiani. RELIGIONE CATTOLICA Classi 1 che fin dalle origini ha voluto stabilire un alleanza con l'uomo Identità personale relazione con l'altro: la famiglia, gli amici, la scuola, il mondo. Racconto biblico della

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA L I.R.C., come ogni altra materia curricolare, contribuisce allo sviluppo delle competenze per l apprendimento

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO

RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE Il bambino osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo, come dono di Dio Creatore. RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO PRIMARIA

Dettagli

CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA

CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA Traguardi per lo sviluppo delle competenze L alunno riflette su Dio Creatore e Padre significato cristiano del Natale L alunno riflette sui dati fondamentali

Dettagli

PAPA FRANCESCO - Nessuna paura della gioia

PAPA FRANCESCO - Nessuna paura della gioia PARROCCHIA S. BARTOLOMEO CARUGO SOGNI E REALTA Foglio di comunicazione e fraternità Ciclostilato in proprio del 4 maggio 2014 - www.parrocchiacarugo.it PAPA FRANCESCO - Nessuna paura della gioia Ci sono

Dettagli

Parrocchia di San Sperate CORSO DI FORMAZIONE PER CATECHISTI 2012-13

Parrocchia di San Sperate CORSO DI FORMAZIONE PER CATECHISTI 2012-13 Parrocchia di San Sperate CORSO DI FORMAZIONE PER CATECHISTI 2012-13 LE FONTI DELLA CATECHESI RINNOVAMENTO DELLA CATECHESI Al capitolo VI il Documento di Base indica 4 fonti per la catechesi: 1. la SACRA

Dettagli

PROGETTAZIONE ANNUALE ANNO SCOLASTICO 2014-2015 I. C. di San Cipirello SCUOLA PRIMARIA C. A. Dalla Chiesa DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA CLASSI PRIME

PROGETTAZIONE ANNUALE ANNO SCOLASTICO 2014-2015 I. C. di San Cipirello SCUOLA PRIMARIA C. A. Dalla Chiesa DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA CLASSI PRIME PROGETTAZIONE ANNUALE ANNO SCOLASTICO 2014-2015 I. C. di San Cipirello SCUOLA PRIMARIA C. A. Dalla Chiesa DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA CLASSI PRIME OBIETTIVI: Scoprire che per la religione cristiana

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA I.C. di CRESPELLANO PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE

SCUOLA PRIMARIA I.C. di CRESPELLANO PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE SCUOLA PRIMARIA I.C. di CRESPELLANO PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE ANNO SCOLASTICO 2015/16 INSEGNANTI: Chirico Cecilia Calì Angela Bevilacqua Marianna CLASSE PRIMA Competenze Disciplinari Competenze

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DIPARTIMENTO DI RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DIPARTIMENTO DI RELIGIONE CATTOLICA Liceo Artistico E. Catalano Palermo PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DIPARTIMENTO DI RELIGIONE CATTOLICA A.S. 2010/2011 Palermo, settembre 2010 Programmazione dipartimento Religione Cattolica a.s. 2010-2011

Dettagli

Classe prima,seconda,terza,quarta, quinta.

Classe prima,seconda,terza,quarta, quinta. DIREZIONE DIDATTICA 1 CIRCOLO MARSCIANO Piazza della Vittoria,1 06055- MARSCIANO (PG)- C.F.800005660545 Centralino/Fax 0758742353 Dirigente Scolastico 0758742251 E.mail:pgee41007@istruzione.it Sito Web:

Dettagli

Curricolo di Religione Cattolica

Curricolo di Religione Cattolica Curricolo di Religione Cattolica Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria - L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sugli elementi fondamentali della vita di Gesù

Dettagli

laici collaborazione Chiesa

laici collaborazione Chiesa Preghiamo insieme Prendi, Signore, e ricevi tutta la mia libertà, la mia memoria, il mio intelletto, la mia volontà, tutto quello che possiedo. Tu me lo hai dato; a te, Signore, io lo ridono. Tutto è tuo:

Dettagli

Cristianesimo, Ebraismo e Islam. Sofia Tavella

Cristianesimo, Ebraismo e Islam. Sofia Tavella Cristianesimo, Ebraismo e Islam Sofia Tavella Che cos è una religione? Ritenendo che il termine RELIGIO derivi dal verbo latino RE-LIGARE che significa legare insieme, la religione indica il RAPPORTO tra

Dettagli

Religione Cattolica Classe 1 A.S. 2007/2008

Religione Cattolica Classe 1 A.S. 2007/2008 Religione Cattolica Classe A.S. 007/008 O.S.A. U.A. O.F. Contenuti Dio Creatore e Padre di tutti gli uomini Nuova scuola, nuovi compagni, io in crescita insieme agli altri Le bellezze della natura sono

Dettagli

OMELIA MESSA DEL GIORNO DI NATALE 2006

OMELIA MESSA DEL GIORNO DI NATALE 2006 OMELIA MESSA DEL GIORNO DI NATALE 2006 I. Vieni Signore Gesù!. Così la chiesa ha ripetuto spesso nella preghiera di Avvento. Così la chiesa, le nostre comunità, ciascuno di noi ha predisposto il cuore

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA 1. DIO E L UOMO CLASSE PRIMA 1.1 Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore e Padre 1.2 Conoscere Gesù di Nazareth come Emmanuele, testimoniato

Dettagli

Sulle ali dello Spirito IL PADRE, I POVERI, UNA COMUNITÀ FRATERNA E MISSIONARIA

Sulle ali dello Spirito IL PADRE, I POVERI, UNA COMUNITÀ FRATERNA E MISSIONARIA Sulle ali dello Spirito IL PADRE, I POVERI, UNA COMUNITÀ FRATERNA E MISSIONARIA Orientamenti pastorali per il triennio 2016/2019 Che cosa ci chiede oggi il Signore? Che cosa chiede alla chiesa pistoiese?

Dettagli

I dom di Quaresima 2013 LA RINUNCIA DEL PAPA E LA QUARESIMA

I dom di Quaresima 2013 LA RINUNCIA DEL PAPA E LA QUARESIMA I dom di Quaresima 2013 LA RINUNCIA DEL PAPA E LA QUARESIMA Stiamo vivendo un momento storico nella Chiesa Cattolica universale per l annuncio (lunedì scorso) di Benedetto XVI davanti al Concistoro, della

Dettagli

============================================ II DOMENICA DOPO NATALE (ANNO C) ======================================================================

============================================ II DOMENICA DOPO NATALE (ANNO C) ====================================================================== -------------------------------------------------- LA LITURGIA DEL GIORNO 03.01.2016 Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Bianco ============================================ II DOMENICA

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA Anno Scolastico 2014/2015 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA DELLA SCUOLA PRIMARIA

SCUOLA PRIMARIA Anno Scolastico 2014/2015 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA DELLA SCUOLA PRIMARIA Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Istituto Comprensivo Statale di Calolziocorte Via F. Nullo,6 23801 CALOLZIOCORTE (LC) e.mail: lcic823002@istruzione.it - Tel: 0341/642405/630636

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA. CLASSE PRIMA I Macrounità

RELIGIONE CATTOLICA. CLASSE PRIMA I Macrounità Unione Europea Fondo Social Europeo Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria Distretto Scolastico N 15 Istituto Comprensivo III V.Negroni Via

Dettagli

LA BIBBIA. composto da 46 libri, suddivisi in Pentateuco Storici Sapienziali Profetici 5 16 7 18

LA BIBBIA. composto da 46 libri, suddivisi in Pentateuco Storici Sapienziali Profetici 5 16 7 18 GRUPPOQUINTAELEMENTARE Scheda 02 LA La Parola di Dio scritta per gli uomini di tutti i tempi Antico Testamento composto da 46 libri, suddivisi in Pentateuco Storici Sapienziali Profetici 5 16 7 18 Nuovo

Dettagli

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA-DISCIPLINARE Anno Scolastico 2013/2014. Scuola Primaria Classe 1^ - sez. B

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA-DISCIPLINARE Anno Scolastico 2013/2014. Scuola Primaria Classe 1^ - sez. B PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA-DISCIPLINARE Anno Scolastico 2013/2014 Scuola Primaria Classe 1^ - sez. A Disciplina Religione Cattolica Ins. STRIKA LUCIANA Presentazione della classe Livello cognitivo

Dettagli

PROFEZIE SU BENEDETTO XVI E SUL PROSSIMO PAPA

PROFEZIE SU BENEDETTO XVI E SUL PROSSIMO PAPA PROFEZIE SU BENEDETTO XVI E SUL PROSSIMO PAPA Cari figli, la strada sarà breve per colui che verrà con il desiderio di fare un lungo cammino. Sappiate, voi tutti, che il fuoco si diffonderà in varie nazioni,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO

ISTITUTO COMPRENSIVO RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO VIA ASIGLIANO VERCELLESE Scuola primaria Antonelli VIA VEZZOLANO, 20 - TORINO Anno scolastico 2009/2010 RELIGIONE CATTOLICA classe 1^ Scoprire la grandezza dell

Dettagli

PROGETTAZIONE ANNUALE SCUOLA PRIMARIA ANNO SCOLASTICO 2013 2014 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE VERBICARO

PROGETTAZIONE ANNUALE SCUOLA PRIMARIA ANNO SCOLASTICO 2013 2014 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE VERBICARO PROGETTAZIONE ANNUALE SCUOLA PRIMARIA ANNO SCOLASTICO 2013 2014 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE VERBICARO PLESSO: PANTANO CLASSI: 1ª 2ª 4ª 5ª PLESSO: ORSOMARSO CLASSI: 1ª 2ª 5ª DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA

Dettagli

Istituto Comprensivo n. 15 Bologna Scuola primaria statale Casaralta e Succursale Casaralta. Programmazione annuale IRC a.s.

Istituto Comprensivo n. 15 Bologna Scuola primaria statale Casaralta e Succursale Casaralta. Programmazione annuale IRC a.s. Classi 1^B-1^C- 2^A-2^B- 3^A-3^B- 4^A-4^B-4^C-5^A-5^B Insegnante Londino Irene Natura e finalità dell insegnamento della religione cattolica L insegnamento della religione cattolica si inserisce nel quadro

Dettagli

I ColoRI del. nuovo VERSIONE MISTA. strumenti per una didattica inclusiva. Scarica gratis il libro digitale con i Contenuti Digitali integrativi

I ColoRI del. nuovo VERSIONE MISTA. strumenti per una didattica inclusiva. Scarica gratis il libro digitale con i Contenuti Digitali integrativi nuovo Pasquale Troìa Roberta Mazzanti Cecilia Vetturini I ColoRI del strumenti per una didattica inclusiva Alta leggibilità con audio Attività facilitate Scarica gratis il libro digitale con i Contenuti

Dettagli

08-03-2015 All ombra dei campanili. L Eucaristia, cuore della Domenica

08-03-2015 All ombra dei campanili. L Eucaristia, cuore della Domenica E chiedere il dono di nuove vocazioni anche nella nostra parrocchia di PARROCCHIA S. GIOVANNI OLTRONA DI SAN MAMETTE Comunità Appiano Gentile 08-03-2015 All ombra dei campanili L Eucaristia, cuore della

Dettagli

Programmazione Didattica Scuola Primaria

Programmazione Didattica Scuola Primaria DIREZIONE DIDATTICA DI NAPOLI 5 E. MONTALE Viale della Resistenza 11K-80145 NAPOLI tel. e fax 081/5430772 Codice fiscale: 94023840633 Cod. Mecc. : NAEE005006 E-MAIL: naee005006@istruzione.it Web:www.5circolo.it

Dettagli

ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco

ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco Sul far della sera la famiglia si riunisce in casa per la preghiera. Ove fosse possibile si suggerisce di

Dettagli

DIÖZESANSYNODE SINODO DIOCESANO SINODA DIOZEJANA

DIÖZESANSYNODE SINODO DIOCESANO SINODA DIOZEJANA DIÖZESANSYNODE SINODO DIOCESANO SINODA DIOZEJANA Preparazione biblica al Sinodo Diocesano Elaborata da Michele Tomasi Il sinodo diocesano è un percorso comune di tutta la comunità cristiana della diocesi.

Dettagli

DIRETTORIO SULLE COMUNICAZIONI SOCIALI NELLA MISSIONE DELLA CHIESA MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE

DIRETTORIO SULLE COMUNICAZIONI SOCIALI NELLA MISSIONE DELLA CHIESA MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE E PROPRIO NECESSARIO UN SITO PARROCCHIALE? DIRETTORIO SULLE COMUNICAZIONI SOCIALI NELLA MISSIONE DELLA CHIESA MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLV GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

Dettagli

Schema del cammino GG e giovani

Schema del cammino GG e giovani Schema del cammino GG e giovani Professione di fede GIOVANISSIMI La dignità della persona umana La vocazione cristiana Una chiesa di discepoli GIOVANI Una chiesa di inviati Prima, seconda e terza superiore

Dettagli

22 SETTEMBRE 2013 FESTA DELLA CATECHESI

22 SETTEMBRE 2013 FESTA DELLA CATECHESI 22 SETTEMBRE 2013 FESTA DELLA CATECHESI Parrocchia dei Santi Faustino e Giovita GRUPPO BETLEMME ICFR Primo anno Il percorso del primo anno offre ai genitori la possibilità di scoprire o riscoprire la bellezza

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA

ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA Per sviluppare una competenza di area occorre in primo luogo promuovere l acquisizione delle relative conoscenze e abilità in modo che esse

Dettagli

Istituto Comprensivo

Istituto Comprensivo CLASSE I - SCUOLA PRIMARIA Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore, Padre e che fin dalle origini ha stabilito un'alleanza con l'uomo. Affinare capacità di osservazione dell ambiente circostante

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DI RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE DI RELIGIONE CATTOLICA I.C. Gozzi-Olivetti PROGRAMMAZIONE DI RELIGIONE CATTOLICA ANNO SCOLASTICO 2012/2013 Insegnanti: Tanja Lo Schiavo Andrea Musso Silvia Trotta 1 Istituto Comprensivo Gozzi Olivetti PROGRAMMAZIONE DI RELIGIONE

Dettagli

L adulto destinatario e soggetto di formazione

L adulto destinatario e soggetto di formazione Diocesi di Treviso Anno pastorale 2012-2013 Formare cristiani adulti in una Chiesa adulta Anno secondo L adulto destinatario e soggetto di formazione Orientamenti pastorali per l anno 2012-2013 A cura

Dettagli

====================================================== GIOVEDI SANTO (MESSA DEL CRISMA) ======================================================

====================================================== GIOVEDI SANTO (MESSA DEL CRISMA) ====================================================== -------------------------------------------------- LA LITURGIA DEL GIORNO www.lachiesa.it/liturgia ====================================================== GIOVEDI SANTO (MESSA DEL CRISMA) ======================================================

Dettagli

CURRICOLO RELIGIONE CLASSE 1^

CURRICOLO RELIGIONE CLASSE 1^ CLASSE 1^ Dio e l uomo Classe 1^ Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore. Gesù di Nazareth. La Bibbia e le, leggere e saper riferire circa alcune pagine bibliche fondamentali i segni cristiani

Dettagli

CURRICULO VERTICALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA DELL INFANZIA TRE ANNI

CURRICULO VERTICALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA DELL INFANZIA TRE ANNI CURRICULO VERTICALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA DELL INFANZIA TRE ANNI Traguardi per lo sviluppo delle competenze Obiettivi di apprendimento Contenuti A. IL SE E L ALTRO: Scopre nel Vangelo la

Dettagli

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 64 anniversario della sua proclamazione Fernando Sacco

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 64 anniversario della sua proclamazione Fernando Sacco La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 64 anniversario della sua proclamazione Fernando Sacco Dirittosuweb.it La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, proclamata dall Assemblea Generale

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DEL PIANO DI LAVORO RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO DI VOLVERA Anno scolastico 2014-2015

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DEL PIANO DI LAVORO RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO DI VOLVERA Anno scolastico 2014-2015 PROGRAMMAZIONE ANNUALE DEL PIANO DI LAVORO RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO DI VOLVERA Anno scolastico 2014-2015 Le insegnanti Ferraris Paola Lupo Rosalia Merino Alessia RELIGIONE CLASSE PRIMA

Dettagli

Corona Biblica. per chiedere a Dio, per intercessione di Maria santissima, il dono della maternità e della paternità

Corona Biblica. per chiedere a Dio, per intercessione di Maria santissima, il dono della maternità e della paternità Corona Biblica per chiedere a Dio, per intercessione di Maria santissima, il dono della maternità e della paternità Imprimatur S. E. Mons. Angelo Mascheroni, Ordinario Diocesano Curia Archiepiscopalis

Dettagli

IL LIBRO PER L UOMO D OGGI

IL LIBRO PER L UOMO D OGGI Corso Scegli Gesù SG01 Lezione 1 IL LIBRO PER L UOMO D OGGI Troppo difficile? Antiquato? Solo per persone molto religiose? No! Ti dimostreremo che sono solo pregiudizi. LA NOSTRA GENERAZIONE È INSICURA

Dettagli

La forza del suo messaggio

La forza del suo messaggio 6 Testimone di vita santa Anche quest anno nelle varie sedi de La Nostra Famiglia, nelle Parrocchie ambrosiane e nelle comunità delle Piccole Apostole della Carità si è celebrata la memoria liturgica del

Dettagli

Maschere a Venezia CAP I

Maschere a Venezia CAP I Maschere a Venezia 7 CAP I In un pomeriggio di fine marzo Altiero Ranelli, un giovane giornalista de Il Gazzettino di Venezia, entra nell ufficio del direttore. - Ho una grande notizia. - grida contento.

Dettagli

ISC RODARI- MARCONI-PORTO SANT ELPIDIO SCUOLA PRIMARIA a.s. 2015 2016 PIANO DI LAVORO ANNUALE - IRC Classe 1ª

ISC RODARI- MARCONI-PORTO SANT ELPIDIO SCUOLA PRIMARIA a.s. 2015 2016 PIANO DI LAVORO ANNUALE - IRC Classe 1ª ISC RODARI- MARCONI-PORTO SANT ELPIDIO SCUOLA PRIMARIA a.s. 2015 2016 PIANO DI LAVORO ANNUALE - IRC Classe 1ª 1 ª UA - Dio Creatore e amico 1 Bim. Ott-Nov Scoprire che per la religione cristiana Dio è

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA Traguardi Obiettivi di apprendimento Contenuti

RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA Traguardi Obiettivi di apprendimento Contenuti RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA Scoprire nell'ambiente i segni che richiamano ai cristiani e a tanti credenti la presenza di Dio Creatore e Padre Descrivere l'ambiente di vita di Gesù nei suoi aspetti

Dettagli

4.1 la parola di dio. Vediamo come alcuni testimoni ci hanno insegnato il valore della Parola.

4.1 la parola di dio. Vediamo come alcuni testimoni ci hanno insegnato il valore della Parola. 4.1 la parola di dio Vediamo come alcuni testimoni ci hanno insegnato il valore della Parola. 1. Mons. Gianfranco Ravasi Mons. Gianfranco Ravasi, cardinale, nato nel 1942, è stato ordinato sacerdote della

Dettagli

Rivista Diocesana Vigevanese

Rivista Diocesana Vigevanese Rivista 333 A n n o X C = N 9 = 3 0 N o v e m b r e 2 0 1 0 Lettera alla Diocesi per comunicare la nomina di S. E. Mons. Vincenzo Di Mauro Arcivescovo Titolare di Arpi a Vescovo Coadiutore di Vigevano

Dettagli

DIALOGO ECUMENICO E LIBERTÀ RELIGIOSA

DIALOGO ECUMENICO E LIBERTÀ RELIGIOSA 43 ECCLESIA NONNA EUROPA DIALOGO ECUMENICO E LIBERTÀ RELIGIOSA La vista di Francesco a Strasburgo e in Turchia. Implicazioni politiche ed ecumeniche «nonna», una forte denuncia delle persecuzioni dei cristiani,

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI, ZAMPARUTTI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI, ZAMPARUTTI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 3008 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI, ZAMPARUTTI Disciplina dei

Dettagli

Storia d Israele in mappe

Storia d Israele in mappe Storia d Israele in mappe INDICE Introduzione............................................................. p. 1 MAPPE DEL PERIODO ANTICO ll regno di Davide e Salomone..........................................

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA ANNO SCOLASTICO 2015-2016 SCUOLA PRIMARIA: T. FALASCA PANTANO

PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA ANNO SCOLASTICO 2015-2016 SCUOLA PRIMARIA: T. FALASCA PANTANO PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA ANNO SCOLASTICO 2015-2016 SCUOLA PRIMARIA: T. FALASCA PANTANO INSEGNANTI : GIAPPECHINI STEFANIA, DI MURRO MARTA CLASSE PRIMA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE

Dettagli

COMUNITÀ DI VITA CRISTIANA. Il nostro carisma Vita e organizzazione della Comunità

COMUNITÀ DI VITA CRISTIANA. Il nostro carisma Vita e organizzazione della Comunità PRINCIPI GENERALI DELLA COMUNITÀ DI VITA CRISTIANA Preambolo Il nostro carisma Vita e organizzazione della Comunità Dio ci ama e ci salva L'azione dello Spirito Una storia di grazia PRINCIPIGENERALIDELLACOMUNITÀ

Dettagli

Istituto Comprensivo I. NIEVO SAN DONA DI PIAVE (VE) PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2014-2015

Istituto Comprensivo I. NIEVO SAN DONA DI PIAVE (VE) PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2014-2015 Istituto Comprensivo I. NIEVO SAN DONA DI PIAVE (VE) PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA a.s. 2014-2015 PREMESSA L Insegnamento della Religione Cattolica (I.R.C.) fa sì che gli alunni

Dettagli

Alle sorelle e ai fratelli della parrocchia S. Maria di Lourdes. Donaci la Pace!

Alle sorelle e ai fratelli della parrocchia S. Maria di Lourdes. Donaci la Pace! LA NOSTRA Parrocchia S.Maria di Lourdes VOCE MILANO - via Induno,12 - via Monviso 25 DICEMBRE 2OO5 Alle sorelle e ai fratelli della parrocchia S. Maria di Lourdes. Donaci la Pace! Vi lascio in pace, vi

Dettagli

Sinodo Diocesano Parroco: Don Ignazio Trogu

Sinodo Diocesano Parroco: Don Ignazio Trogu Sinodo Diocesano Parroco: Don Ignazio Trogu Signore Gesù, come vuoi che sia la tua Chiesa? Chiesa intesa come una famiglia, dove ognuno deve sentirsi partecipe e vivo, ricordandosi che ognuno di noi è

Dettagli

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27 MESSA VIGILIARE 18.00 In questa festa della Sacra Famiglia vorrei soffermarmi su un aspetto del brano di vangelo che abbiamo appena ascoltato. Maria e Giuseppe, insieme, cercano angosciati Gesù. Cosa può

Dettagli

Scuola dell Infanzia Sacra Famiglia Via Roma,7 Arese

Scuola dell Infanzia Sacra Famiglia Via Roma,7 Arese Scuola dell Infanzia Sacra Famiglia Via Roma,7 Arese RIFERIMENTI LEGISLATIVI DAGLI ORIENTAMENTI PER IL CONTRIBUTO AI PIANI PERSONALIZZATI DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DI INSEGNAMENTO DI RELIGIONE CATTOLICA

Dettagli

INTERVENTO del card. Giuseppe BETORI

INTERVENTO del card. Giuseppe BETORI Convegno Regionale FISM Toscana 2014 LE SCUOLE PARITARIE E IL MODELLO TOSCANO. LAVORI IN CORSO! Novità, impegni e progetti per un sistema scolastico realmente integrato e paritario Firenze, Convitto della

Dettagli

CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA CURRICOLO RELIGIONE CATTOLICA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sui dati fondamentali della vita di Gesù e sa collegare

Dettagli

LA RIVOLUZIONE FRANCESE. Nobiltà e clero godono di privilegi, non pagano tasse. Il terzo stato comprende varie categorie di persone :

LA RIVOLUZIONE FRANCESE. Nobiltà e clero godono di privilegi, non pagano tasse. Il terzo stato comprende varie categorie di persone : LA RIVOLUZIONE FRANCESE In Francia la società è divisa in tre ordini o stati: 1) Nobiltà 2) Clero 3) Terzo Stato Nobiltà e clero godono di privilegi, non pagano tasse. Il terzo stato comprende varie categorie

Dettagli

Sono parole che volentieri riprendo con voi, sicuro che aiuteranno la nostra fede e la nostra vita anche per il futuro.

Sono parole che volentieri riprendo con voi, sicuro che aiuteranno la nostra fede e la nostra vita anche per il futuro. Ci ritroviamo in Cattedrale per celebrare la santa Messa di ringraziamento per il dono di Papa Benedetto XVI ed anche per pregare per la Chiesa chiamata, per la responsabilità dei cardinali, ad eleggere

Dettagli

Diocesi di Savona Noli Ufficio Pastorale per i Problemi Sociali e il Lavoro Giustizia e Pace Salvaguardia del Creato

Diocesi di Savona Noli Ufficio Pastorale per i Problemi Sociali e il Lavoro Giustizia e Pace Salvaguardia del Creato Diocesi di Savona Noli Ufficio Pastorale per i Problemi Sociali e il Lavoro Giustizia e Pace Salvaguardia del Creato 30/11/2014 1 IL DISCERNIMENTO Adattamento de Il discernimento. Una comunità cristiana

Dettagli

Istituto Comprensivo I. Nievo di San Donà di Piave(VE) PROGRAMMAZIONE DIDATTICA -CLASSI PARALLELE- SCUOLA PRIMARIA IRC

Istituto Comprensivo I. Nievo di San Donà di Piave(VE) PROGRAMMAZIONE DIDATTICA -CLASSI PARALLELE- SCUOLA PRIMARIA IRC Istituto Comprensivo I. Nievo di San Donà di Piave(VE) PROGRAMMAZIONE DIDATTICA -CLASSI PARALLELE- SCUOLA PRIMARIA IRC A.S. 2008-2009 IRC (Insegnamento della Religione Cattolica) PREMESSA Il percorso didattico

Dettagli

SCUOLA di FORMAZIONE TEOLOGICA per LAICI 2014-2015. 2 Anno. L uomo in Cristo

SCUOLA di FORMAZIONE TEOLOGICA per LAICI 2014-2015. 2 Anno. L uomo in Cristo SCUOLA di FORMAZIONE TEOLOGICA per LAICI 2014-2015 2 Anno L uomo in Cristo DIOCESI DI MILANO Zona Pastorale IV Decanato di Bollate INTRODUZIONE La rivelazione cristiana, oltre a comunicarci il volto di

Dettagli