LINEE GUIDA. per l inserimento dell OSS nel processo di assistenza infermieristica

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1 Collegi IPASVI del Veneto di Vicenza, Verona, Padova, Treviso, Rovigo e Venezia LINEE GUIDA per l inserimento dell OSS nel processo di assistenza infermieristica 1 a edizione: Giugno 2005

2 ISBN Copyright 2005 Collegi IPASVI di Vicenza, Verona, Padova, Treviso, Rovigo e Venezia. I diritti di traduzione, di riproduzione, di memorizzazione elettronica e di adattamento totale e parziale con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le copie fotostatiche) sono riservati per tutti i paesi.

3 GRUPPO DI LAVORO Pagiusco Gaetana, Fanchin Gianmaria, Pegoraro Federico, Pernechele Maria Teresa, Vanzetta Marina. RINGRAZIAMENTI Si ringrazia Padovan Marisa, Responsabile dell Ufficio Infermieristica dell ULSS 6 di Vicenza, per il contributo di riflessione. Si ringraziano i dirigenti dei Servizi Infermieristici componenti del gruppo di lavoro regionale: Antonini Roberta Benedetti Regina Bernardi Maria Teresa Bortolini Pasquale Bortoluz Carla Boscolo Maria Rosa Broll Maria Grazia Capirossi Giuseppina Casazza Miria Del Col Anna Favro Alida Feltrin Catia Gaiga Angela Greggio Annalisa Maccarone Maria Maddalena Marin Irene Padovan Maria Rossi Francesca Salmaso Daniele Schievano Emiliano Spiazzi Giovanna Stivanello Lucia Turatto Pietro Zattarin Aldo Zorzi Loris 3

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5 INDICE Introduzione... 7 Responsabilità infermieristica Premesse concettuali Modello organizzativo per obiettivi Il processo assistenziale Normativa riguardante l operatore socio sanitario L inserimento delle figure di supporto nel processo assistenziale Cambiamenti organizzativi necessari per un ottimale inserimento delle figure di supporto Guida per l attribuzione di compiti al personale di supporto Riferimenti legislativi Bibliografia

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7 INTRODUZIONE OBIETTIVI Questo documento viene presentato con gli obiettivi di: favorire la ricerca di modelli organizzativi e professionali che siano finalizzati all inserimento delle figure di supporto fornire strumenti di conoscenza e analisi sul tema dell inserimento delle figure di supporto contribuire alla riflessione sul ruolo che oggi la professione infermieristica sta assumendo nel contesto socio-sanitario. LETTURA DEL DOCUMENTO: Viene presentata la figura dell infermiere e la sua responsabilità nella gestione del personale di supporto, responsabilità che trova concretezza nella scelta di un modello organizzativo che favorisca la presa in carico dell assistito e l utilizzo del processo assistenziale come strumento di governo clinico. Viene presentata la figura dell OSS, i suoi ambiti di attività e competenza, sia alla luce della normativa vigente che di una lettura della professione infermieristica. Viene presentata la modalità di integrazione fra le due figure, infermiere e OSS. Essendo il processo assistenziale lo strumento principale per la gestione dell assistenza infermieristica, si è evidenziato il ruolo di collaborazione dell OSS nel processo assistenziale. 7

8 Vengono presentate alcune linee di indirizzo per aiutare l infermiere nell attribuire correttamente attività all OSS, tali linee di indirizzo possono essere utili sia per l infermiere clinico che per gli infermieri che hanno responsabilità organizzative Vengono infine presentati i criteri minimi necessari per garantire un inserimento dell OSS nell équipe assistenziale. Tali criteri possono essere utili a coloro che hanno responsabilità nella gestione del cambiamento. PUNTI CHIAVE DEL DOCUMENTO: L infermiere è il responsabile dell assistenza infermieristica, questo sia per norma di legge (DPR 739/94 e Legge 42/99) sia perché è l unico professionista che ne ha competenza. L assistenza infermieristica è la risposta ai bisogni della persona, così come evidenziato dalle teorie del nursing. L infermiere interviene nella soddisfazione dei bisogni della persona non più autosufficiente, con lo scopo di promuovere il miglioramento della salute e del benessere della persona assistita, attivando tutte le possibili risorse della stessa (inclusa la famiglia e/o il gruppo sociale di appartenenza). L infermiere quindi interviene in situazioni di complessità assistenziale, tale complessità va definita nella specifica situazione attraverso strumenti che devono essere costruiti dalla professione. 8

9 Per rispondere ai bisogni di assistenza infermieristica l infermiere applica il processo assistenziale, con un modello organizzativo coerente. L infermiere non delega attività o responsabilità all OSS, in quanto rimane unico responsabile del risultato assistenziale, ma può (ove necessario) attribuire attività. L OSS è responsabile della corretta esecuzione dell attività attribuita. L attribuzione dei compiti all OSS spetta all infermiere. 9

10 RESPONSABILITÀ INFERMIERISTICA L infermiere è il professionista con ambiti di competenza, autonomia e responsabilità. Nello specifico la responsabilità e l autonomia infermieristica vengono ribadite nei seguenti atti normativi: Norma Contenuto D.M. 14/09/94 n Regolamento concernente l individuazione della figura e del relativo profilo dell infermiere "... L infermiere è l operatore sanitario (omissis) responsabile dell assistenza generale infermieristica". "L infermiere: Partecipa all individuazione dei bisogni di salute della popolazione e della collettività; Identifica i bisogni di assistenza infermieristica della persona e della collettività e formula i relativi obiettivi; Pianifica, gestisce e valuta l intervento assistenziale infermieristico; Garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico terapeutiche; Agisce sia individualmente sia in collaborazione con gli altri operatori sanitari e sociali; Per l espletamento delle funzioni si avvale, ove necessario, dell opera del personale di supporto. L infermiere contribuisce alla formazione del personale di supporto. 10

11 L. 42/99 Abrogazione del mansionario Include tra le professioni sanitarie quella infermieristica Indica i tre criteri guida - Profilo Professionale, Ordinamenti Didattici, Codice Deontologico - quali punti di riferimento per l ambito di competenza e responsabilità infermieristica." Codice Deontologico dell Infermiere Norme Generali Rapporti professionali con colleghi e altri operatori Art. 1.3 "La responsabilità dell infermiere consiste nel curare e nel prendersi cura della persona, nel rispetto della vita, della salute, della libertà e dignità dell individuo". Art. 3.2 "L infermiere assume responsabilità in base al livello di competenza raggiunto e ricorre, se necessario, all intervento o alla consulenza di esperti. Riconosce che l integrazione è la migliore possibilità per far fronte ai problemi dell assistito; riconosce altresì l importanza di prestare consulenza, ponendo le proprie conoscenze ed abilità a disposizione della comunità professionale." Art. 5.1 "l infermiere collabora con i colleghi e gli altri operatori, di cui riconosce e rispetta lo specifico apporto all interno dell équipe. Nell ambito delle proprie conoscenze, esperienze ruolo professionale contribuisce allo sviluppo delle competenze assistenziali". 11

12 Legge 251/00 Disciplina delle professioni sanitarie Art. 5.2 "l infermiere tutela la dignità propria e dei colleghi, attraverso comportamenti ispirati al rispetto e alla solidarietà. Si adopera affinchè la diversità di opinione non ostacoli il progetto di cura". Art. 5.3 "l infermiere ha il dovere di autovalutarsi e di sottoporre il proprio operato a verifica, anche ai fini dello sviluppo professionale". 1. Gli operatori delle professioni sanitarie dell area delle scienze infermieristiche, svolgono con autonomia professionale attività... utilizzando metodologie di pianificazione per obiettivi dell assistenza 2. Il Ministero della Sanità... emana linee guida per... la revisione dell organizzazione del lavoro, incentivando modelli di assistenza personalizzata 12

13 PREMESSE CONCETTUALI L infermiere è il professionista che risponde globalmente ai bisogni di assistenza infermieristica della persona che ha in carico. Nell ambito del campo proprio di competenza, l infermiere può far svolgere compiti di tipo esecutivo a figure di supporto, mantenendo la responsabilità sul processo decisionale. La risposta ai bisogni di assistenza infermieristica e la gestione del percorso finalizzato al raggiungimento dell autonomia della persona, non possono prescindere dai seguenti principi: la persona è il soggetto dell assistenza l infermiere è responsabile dell assistenza infermieristica generale l infermiere identifica i bisogni di assistenza infermieristica e pianifica, gestisce e valuta il processo assistenziale il modello concettuale di riferimento esplicita i contenuti dell assistenza infermieristica il modello organizzativo deve permettere la presa in carico della persona assistita 13

14 Il processo di assistenza infermieristica e l organizzazione devono essere coerenti 1. PERSONA PROBLEMA DI SALUTE BISOGNO DI ASSISTENZA INFERMIERISTICA Processo di assistenza infermieristica Organizzazione dell assistenza infermieristica 1 Lo schema è di G. Marmo ed è tratto dal corso di formazione L inserimento delle figure di supporto, tenuto nel 2000 all ULSS 6 di Vicenza 14

15 MODELLO ORGANIZZATIVO PER OBIETTIVI In questo modello l infermiere è responsabile dell assistenza generale infermieristica di un gruppo di pazienti, tale organizzazione presuppone la pianificazione assistenziale che consente: la raccolta dei dati sui bisogni di assistenza infermieristica l identificazione dei bisogni di assistenza infermieristica la definizione degli obiettivi e degli interventi assistenziali la valutazione dei risultati assistenziali In questo modo quando un compito viene assegnato dall infermiere alla figura di supporto lo stesso compito è inserito in un contesto, in cui l infermiere pianifica e ha la responsabilità del risultato dell assistenza, l OSS ha la responsabilità del compito assegnato. 15

16 IL PROCESSO ASSISTENZIALE La competenza dell infermiere si delinea nella rilevazione, nella identificazione e nella soluzione dei bisogni di assistenza infermieristica, attraverso la scelta degli interventi da realizzare in modo autonomo o collaborativo. Sono di esclusiva competenza infermieristica 1. la valutazione di tutti i bisogni della persona 2. la definizione del livello di autonomia della persona 3. la valutazione della complessità clinica e assistenziale dell assistito Il processo assistenziale permette la costruzione di un percorso logico che consente all infermiere, attraverso un processo decisionale, di assegnare, ove necessario, compiti al personale di supporto, mantenendo però la responsabilità e la supervisione dell intero processo assistenziale. 16

17 NORMATIVA RIGUARDANTE L OPERATORE SOCIO SANITARIO (OSS) Conferenza Stato-Regioni Seduta del 22 febbraio 2001 Legge Regionale 16 agosto 2001, n.20 Legge Regionale 9 agosto 2002, n. 17 L Operatore Socio Sanitario (OSS) è una figura che trova origine nella sintesi dei profili degli operatori dell area sociale e di quella sanitaria. L OSS è in possesso di conoscenze e di tecniche assistenziali, è in grado di lavorare per compiti ed obiettivi, è in grado di interagire con professionalità diverse. Il percorso formativo dell OSS nel Veneto è definito con L.R. n. 20/01, si sviluppa per un massimo di 18 mesi (solitamente un anno). Il corso ha una durata complessiva di 1000 ore, metà delle quali di tirocinio da effettuarsi presso strutture socio sanitarie. La formazione dell Operatore socio-sanitario è di competenza della Regione che programma l attivazione dei corsi sulla base del fabbisogno di tali figure, annualmente determinato. L effettivo svolgimento dei corsi è demandato ad enti autorizzati dalla Giunta Regionale. 17

18 I compiti dell operatore socio sanitario sono: a) soddisfare i bisogni primari della persona, nell ambito delle proprie aree di competenza, in un contesto sia sociale che sanitario; b) favorire il benessere e l autonomia dell utente. Le attività e le competenze dell OSS sono schematizzate nella seguente tabella. 2 Area di Attività Competenza Igieniche Trasporto materiali Cura la pulizia e l igiene ambientale È in grado di collaborare con l utente e la famiglia nella sanificazione e sanitizzazione ambientale È in grado di curare la pulizia e la manutenzione di arredi e attrezzature, nonché la conservazione degli stessi e il riordino del materiale dopo l assunzione dei pasti Sa curare il lavaggio, l asciugatura e la preparazione del materiale da sterilizzazione Sa garantire la raccolta e lo stoccaggio corretto dei rifiuti, il trasporto del materiale biologico sanitario e dei campioni per esami diagnostici. 2 Pagiusco G., Padovan M. L integrazione con le figure di supporto: una sfida per l infermiere ed. Cortina, Padova 2002, pag (modificato) 18

19 Relazione e comunicazione Informazione e documentazione Riconosce e utilizza linguaggi e sistemi di comunicazione relazione appropriati in relazione alle condizioni operative Utilizza strumenti informativi di uso comune per la registrazione di quanto rilevato durante il servizio Sa lavorare in équipe. Si avvicina e si rapporta con l utente e con la famiglia, comunicando in modo partecipativo in tutte la attività quotidiane di assistenza; Sa rispondere esaurientemente, coinvolgendo e stimolando al dialogo. Sa coinvolgere le reti informali, sa rapportarsi con le strutture sociali, ricreative, culturali dei territori. Sa sollecitare e organizzare momenti di socializzazione, fornendo sostegno alla partecipazione a iniziative culturali e ricreative sia sul territorio che in ambito residenziale. É in grado di partecipare all accoglimento dell utente per assicurare una puntuale informazione sul Servizio e sulle risorse. Conosce le modalità di rilevazione, segnalazione e comunicazione dei problemi generali e specifici relativi all utente. 19

20 Rilevazione e valutazione dei bisogni di assistenza Assistenziali Osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni di rischio danno dell utente Collabora all attuazione dei sistemi di verifica degli interventi Assiste la persona in particolare non autosufficiente o allettata nelle attività quotidiane e di igiene personale Collabora all attuazione degli interventi assistenziali Valuta per quanto di propria competenza, gli interventi più appropriati da proporre Sa osservare e riconoscere e riferire alcuni dei più comuni sintomi di allarme che l utente può presentare Sa attuare interventi di primo soccorso Sa utilizzare specifiche procedure per mantenere la sicurezza dell utente riducendo al massimo il rischio Sa svolgere attività finalizzate a: Igiene personale Cambio della biancheria Espletamento delle funzioni fisiologiche Aiuto nella deambulazione Uso corretto di presidi, ausili Apprendimento e mantenimento delle posture corrette Trasporto di utenti allettati, su indicazione del personale preposto Controllare e assistere la somministrazione delle diete, su indicazione del personale preposto. 20

21 Coadiuva il personale sanitario nell assistenza al malato terminale o morente Supporto Realizza attività semplici di supporto diagnostico terapeutico Collabora alla composizione della salma e provvede al suo trasferimento É in grado di interagire, in collaborazione con il personale sanitario, con il malato morente. Su indicazione del personale preposto è in grado di: Aiutare per la corretta assunzione dei farmaci prescritti e per il corretto utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso Aiutare nella preparazione alle prestazioni sanitarie Effettuare piccole medicazioni e cambio delle stesse. 21

22 L INSERIMENTO DELLE FIGURE DI SUPPORTO NEL PROCESSO ASSISTENZIALE Il personale di supporto coadiuva l infermiere nelle attività di assistenza diretta alla persona assistita. I compiti da assegnare all OSS devono essere coerenti con la normativa e la formazione prevista per lo stesso. L attuazione del processo assistenziale consente all infermiere di assegnare compiti alla figura di supporto in base alla criticità della persona, alla complessità della prestazione e alla competenza e conoscenze dell operatore. Non è sicuramente attribuibile: la valutazione globale dell assistenza infermieristica (identificazione dei bisogni per i quali l operatore collabora) la valutazione delle condizioni cliniche assistenziali e psicologiche della persona, e dei bisogni educativi la definizione del piano assistenziale la valutazione dei risultati del processo assistenziale. 3 Pagiusco G., Padovan M. L integrazione con le figure di supporto: una sfida per l infermiere ed. Cortina, Padova 2002, pag (modificato) 22

23 Il ruolo dell OSS nel processo assistenziale 3 PROCESSO DI ASSISTENZA INFERMIERE Identificazione dei bisogni di assistenza infermieristica CONTRIBUTO DELLA FIGURA DI SUPPORTO OSS Contribuisce nel rilevare segni e sintomi Analisi dei bisogni e definizione degli obiettivi Pianificazione degli interventi Attuazione delle attività Attua compiti attribuiti dall'infermiere Valutazione dei risultati 23

24 CAMBIAMENTI ORGANIZZATIVI NECESSARI PER UN OTTIMALE INSERIMENTO DELLE FIGURE DI SUPPORTO Alla luce delle premesse l assegnazione di compiti rende necessaria una riorganizzazione dell assistenza al fine di garantire qualità e sicurezza delle prestazioni erogate. A tale scopo si ritengono irrinunciabili le seguenti condizioni organizzative: 1. Utilizzare un modello organizzativo per obiettivi, non un modello per compiti 2. Avere un modello concettuale di assistenza 3. Utilizzare in modo formale e visibile il processo di assistenza infermieristica e/o i percorsi clinico assistenziali 4. Utilizzare criteri, definiti in seno all équipe infermieristica, per la valutazione del livello di autonomia dell assistito e della complessità assistenziale 5. Valutare le competenze del personale di supporto, quali: a. formazione acquisita b. conoscenze ed esperienze personali possedute c. capacità e abilità possedute dal singolo OSS 6. Utilizzare strumenti di documentazione del processo assistenziale 24

25 7. Utilizzare strumenti operativi e/o organizzativi per attuare e documentare il passaggio di informazioni fra l infermiere e l OSS 8. Utilizzare strumenti operativi per guidare le rilevazioni che l OSS deve fare, e utilizzare procedure per descrivere i compiti assegnati all OSS 9. Utilizzare indicatori per valutare la qualità dell inserimento dell OSS nell équipe assistenziale 25

26 GUIDA PER L ATTRIBUZIONE DI COMPITI Il compito che si intende attribuire rientra fra le competenze dell'oss? SI I bisogni di assistenza in una visione globale danno questi risultati: la complessità dei bisogni assistenziali è BASSA la prevedibilità delle condizioni dei clienti è ALTA i requisiti cognitivi/tecnici per lo svolgimento delle attività SONO BASSI il livello e il range di potenziali risultati negativi nell espletare le responsabilità/attività per i clienti SONO BASSI Per la valutazione dettagliata di questi fattori vedi allegato 1 della guida SI L analisi delle circostanze danno i seguenti risultati: il livello di autonomia decisionale richiesta per rispondere ai bisogni di assistenza è BASSO la disponibilità di risorse da attivare per intervenire è ALTO l opportunità di mantenere la competenza è ALTA Per la valutazione dettagliata di questi fattori vedi allegato 2 della guida 4 Pagiusco G., Padovan M. L integrazione con le figure di supporto: una sfida per l infermiere guide (modificato) 26

27 AL PERSONALE DI SUPPORTO 4 NO NON ATTRIBUIBILE NO NON ATTRIBUIBILE NO NON ATTRIBUIBILE SI ATTRIBUIBILE ed. Cortina, Padova 2002, pag (modificato) e College of nurses of Ontario A decision 27

28 Allegato 1 della GUIDA PER L ATTRIBUZIONE BISOGNI ASSISTENZIALI: DOMANDE DA PORSI A - Quanto complessi sono i bisogni di assistenza infermieristica dei pazienti? Domande da porsi: Il paziente è una persona, un gruppo di persone o una popolazione? In quale misura sono conosciute le esigenze del paziente? Quanto chiaramente sono identificabili i bisogni di assistenza infermieristica? Quale grado di interrelazione hanno i bisogni di assistenza? Quali supporti sono richiesti per rispondere ai bisogni di assistenza? Fino a che punto i bisogni di assistenza sono gestiti dai pazienti? B - Qual è la prevedibilità delle condizioni del paziente? Domande da porsi: Quanto efficacemente sono gestite e controllate le condizioni di salute del paziente? Quali cambiamenti probabilmente accadranno nelle condizioni del paziente? Quanto possono essere previsti i tipi e i tempi dei cambiamenti? 28

29 DI ATTIVITÀ AL PERSONALE DI SUPPORTO DESCRIZIONE DEL LIVELLO BASSO MEDIO ALTO Individuo o gruppo con ben definiti e ben stabiliti bisogni di assistenza. Le condizioni di salute non sono ben controllate/gestite. Un range di cambiamenti potrebbero accadere, il tempo non è prevedibile. Individuo o gruppo con bisogni di assistenza stabiliti o facilmente identificabili, che possono essere o non essere interrelati. Le condizioni di salute possono non essere ben controllate/gestite. Un numero di cambiamenti identificabili potrebbero accadere, il tempo potrebbe non essere prevedibile. Individuo o gruppo o popolazione con un range di bisogni di assistenza mutevoli o fluttuanti che possono essere o non essere facilmente identificabili. La portata dei bisogni assistenziali può non essere conosciuta. La condizione di salute è ben controllata/gestita. Nessun significativo cambiamento probabilmente può accadere. 29

30 BISOGNI ASSISTENZIALI: DOMANDE DA PORSI C - Quali sono i requisiti cognitivi legati all esecuzione delle attività? Domande da porsi È una specifica attività per uno specifico paziente o un gruppo di pazienti, o un ruolo globale che coinvolge una gamma di attività? Quale livello ed estensione di conoscenze di anatomia, fisiologia, fisiopatologia e principi di nursing sono richiesti per eseguire l attività e monitorare i risultati potenziali? L esecuzione dell attività implica aspetti di valutazione, educazione e di relazione di aiuto? Sono necessarie decisioni cliniche per l esecuzione dell attività? Quale gamma di fattori devono essere presi in considerazione nel mettere in atto le attività? Quanto instabili e rilevanti sono i segni, sintomi o risposte del paziente? Qual è la portata dell attività sulle condizioni del paziente e sui potenziali risultati? 30

31 DESCRIZIONE DEL LIVELLO BASSO MEDIO ALTO Attività specifica per uno specifico paziente o gruppo di pazienti. È richiesta la capacità di seguire i passaggi predefiniti, attraverso strumenti operativi, di riconoscere i potenziali risultati e di informare l infermiere di occuparsi dei risultati potenziali, previsti e facilmente identificabile. Sono richieste conoscenze minime di anatomia, fisiologia e principi di assistenza per garantire e gestire risultati. Gamma di attività per un cliente specifico o gruppo di clienti. Richiede l abilità di riconoscere e di comprendere il significato dell attività, e collegare una gamma di segni, sintomi o risposte definiti, e occuparsi o informare l infermiere di occuparsi di risultati previsti. Gamma di attività per un cliente specifico, gruppo di clienti, comunità o popolazione. Richiede abilità a riconoscere e comprendere il significato e collegare fra un ampia gamma di segni, sintomi o risposte. L attività implica aspetti educativi, di relazione di aiuto e di valutazione di segni e sintomi instabili e rilevanti. 31

32 BISOGNI ASSISTENZIALI: DOMANDE DA PORSI D - Quali sono i requisiti tecnici per l esecuzione dell attività? Domande da porsi: Quanti passaggi sono necessari per l esecuzione dell attività? Che grado di capacità tecniche/psicomotorie sono richieste? Che tipo di attrezzatura e di tecnologia è utilizzata e che livello di soluzione dei problemi è richiesto? E - Qual è il livello e la portata dei potenziali risultati negativi? Domande da porsi Qual è la portata dei potenziali risultati negativi per i clienti? Fino a che punto possono essere previsti? Quanto immediati sono gli effetti o i risultati? I possibili effetti o risultati sono locali, sistemici o comportamentali? Quali azioni possono essere richieste in caso di malfunzionamento della tecnologia utilizzata? 32

33 DESCRIZIONE DEL LIVELLO BASSO MEDIO ALTO L attività è un processo semplice con passaggi ben definiti e standardizzati. Sono richieste capacità tecniche minime. Si può prevedere l utilizzo di attrezzatura semplice. I risultati negativi sono identificabili e riconoscibili senza difficoltà, e facilmente trattabili. Non è atteso nessun risultato sistemico negativo o complicanza. Coinvolge un numero di passaggi ben definiti e standardizzati, o l utilizzo di attrezzature moderatamente complesse. Sono richieste conoscenze tecniche. È possibile prevedere un numero di risultati negativi identificabili. I risultati negativi possono essere sistemici. L attività comporta molteplici passaggi anche non definibili e standardizzabili, ed è richiesto l uso di attrezzatura altamente complessa. È richiesta elevata competenza tecnica e capacità di risolvere problemi. Alcuni, ma non tutti i risultati negativi possono essere identificati. I risultati negativi possono avere un effetto immediato sistemico creando una situazione di emergenza o urgenza. 33

34 Allegato 2 della GUIDA PER L ATTRIBUZIONE CIRCOSTANZE ASSISTENZIALI: DOMANDE DA PORSI F - Qual è l autonomia decisionale richiesta per l attività? Domande da porsi Ci si aspetta che l operatore prenda decisioni autonome rispetto all esecuzione dell attività e decida quando cercare l infermiere? Quanti strumenti operativi (es. i piani di lavoro, procedure predefinite) sono presenti e utilizzati nell unità operativa? È richiesto uno spazio di discrezionalità nell utilizzo degli strumenti operativi per l esecuzione dell attività? Quale livello di valutazione continua e di valutazione dell impatto sulle condizioni del cliente è atteso o richiesto? G - Qual è l opportunità di mantenere la competenza? Domande da porsi Con che frequenza è richiesta l attività? Su un gruppo di pazienti, quanto simili sono i bisogni assistenziali dei singoli pazienti? Quanto simili sono i risultati dei pazienti? (se i bisogni assistenziali sono simili, l opportunità di mantenere la competenza è maggiore) Qual è la disponibilità di risorse per acquisire la competenza iniziale e il mantenimento della stessa? L attività è fatta occasionalmente per uno o un gruppo di pazienti le cui esigenze o risultati possono, o non possono essere simili 34

35 DI COMPITI AL PERSONALE DI SUPPORTO DESCRIZIONE DEL LIVELLO BASSO MEDIO ALTO L attività viene eseguita in base a strumenti operativi o sotto la supervisione diretta. Non è previsto nessuno spazio di discrezionalità. L attività non è fatta spesso. L attività viene eseguita in base a strumenti operativi o sotto la supervisione diretta. L attività richiede una valutazione continua delle condizioni del paziente e di avvisare l infermiere in base a criteri stabiliti. L attività è fatta occasionalmente per uno o un gruppo di cliente le cui esigenze o risultati possono, o non possono essere simili. È richiesto l utilizzo di strumenti (piani di assistenza o linee guida) che richiedono discrezionalità. Può essere necessaria la modifica del piano di assistenza in base alle condizioni del paziente o alle situazioni organizzative. L attività è fatta frequentemente per un cliente specifico o un gruppo di clienti con bisogni di assistenza altamente simili e risultati prevedibili. 35

36 CIRCOSTANZE ASSISTENZIALI: DOMANDE DA PORSI H - Qual è la disponibilità di risorse da attivare nell unità operativa? Domande da porsi A che livello ci si aspetta che l operatore valuti e gestisca tutti gli aspetti dell assistenza e tutti i potenziali risultati? Con che urgenza devono essere disponibili le risorse umane da attivare? Devono essere attivate altre competenze (es. direttive mediche), oltre agli strumenti identificati? 36

37 DESCRIZIONE DEL LIVELLO IMMEDIATAMENTE VELOCEMENTE NON VELOCEMENTE Le risorse umane da attivare sono fisicamente presenti per intervenire/ assumere la responsabilità per l assistenza se richiesta, provvedono alla supervisione diretta. La risorsa umana è disponibile da consultare o intervenire in modo appropriato, per valutare il paziente periodicamente e quando richiesto. La risorsa umana è fisicamente presente quando richiesto. La risorsa umana non è fisicamente presente o immediatamente disponibile a essere consultata o intervenire; le conoscenze dello stato del paziente sono limitate alle informazioni dall operatore. Prevede che l operatore è competente nell utilizzo di altre risorse disponibili che comprende le direttive mediche come richiesto per gestire potenziali risultati. 37

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39 RIFERIMENTI LEGISLATIVI Decreto Ministeriale 14 settembre 1994, n. 739 Regolamento concernente l individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell infermiere Legge 26 febbraio 1999, n. 42 Disposizioni in materia di professioni sanitarie Codice Deontologico dell Infermiere, FNC IPASVI Febbraio 1999 Legge 10 Agosto 2000 n. 251 Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica Legge 1/2002 (Conversione in legge, con modifiche, del D.L. del 12/11/2001, n. 402) Disposizioni urgenti in materia sanitaria CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001 Oggetto: Accordo tra il Ministro della sanità, il Ministro per la solidarietà sociale e le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano per la individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell operatore socio-sanitario e per la definizione dell ordinamento didattico dei corsi di formazione. Legge Regione Veneto n. 20/2001 La figura dell operatore socio-sanitario Legge Regione Veneto n. 17/2002 Modifiche alla Legge Regionale 16 agosto 2001, n.20 La figura dell operatore socio-sanitario. Modulo facoltativo complementare in assistenza sanitaria 39

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41 BIBLIOGRAFIA Atkinson L.D., Murray M.E. Capire il processo di nursing ed. Sorbona 1994 Milano Benci L. Rivista di diritto delle professioni sanitarie N Benci L Manuale giuridico professionale per l esercizio del nursing ed. MacGraw-Hill, Milano 2 edizione 2001 Benci L. Le professioni sanitarie (non mediche) - aspetti giuridici, deontologici e medico-legali ed. McGraw-Hill, Milano 2002 Benci L., L operatore Socio Sanitario: autonomia, rapporti con i professionisti e responsabilità giuridica da Rivista di Diritto delle Professioni Sanitarie, 2001; ; Calamanderi C, Orlando C La dirigenza infermieristica, manuale per la formazione dell infermiere dirigente e del caposala ed. MacGraw-Hill, Milano 1998 Calamandrei C., L inserimento del personale di supporto: una proposta di progetto Management Infermieristico, n. 4/2001 Cavaliere B., Snaidero D. Metodologia per la rilevazione della complessità assistenziale infermieristica: calcolo dell indice di complessità assistenziale da Management infermieristico, n. 1/1999 Chiari P, Santullo A. L infermiere case manager ed. MacGraw-Hill, Milano 2001 College of Nurses of Ontario A decision Guide College of Nurses of Ontario Nursing practice, standard of practice Di Giacomo P L infermiere e l inserimento del personale di supporto nel processo assistenziale: opportunità o criticità da NEU anno XXVI - N. 1 - gennaio/marzo 2002 Di Giulio P Infermieri, una risorsa per risparmiare in 41

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