I LIVELLI RETRIBUTIVI DELLE COOPERATIVE SOCIALI

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "I LIVELLI RETRIBUTIVI DELLE COOPERATIVE SOCIALI"

Transcript

1 I LIVELLI RETRIBUTIVI DELLE COOPERATIVE SOCIALI OVVERO UNA COMPARAZIONE TRA CCNL DEL SETTORE DEI SERVIZI ALLA PERSONA INDICE 1- INTRODUZIONE 2- IL TERZO SETTORE 3- I SOGGETTI DELL'ANALISI 3.1- L'IMPRESA SOCIALE 3.2- LE COOPERATIVE 3.3- LE COOPERATIVE SOCIALI 3.4- ANFFAS 3.5- IL SETTORE TERZIARIO 4- I CONTRATTI COLLETTIVI NAZIONALI DEL LAVORO 4.1- LA RETRIBUZIONE NEI CCNL 5- LA COMPARAZIONE TRA CCNL 5.1- OSSERVAZIONI 6- INTERPRETAZIONI I CONSUMATORI I LAVORATORI L'IMPRESA 7- CONCLUSIONI BIBLIOGRAFIA APPENDICE 1 APPENDICE 2

2 1. INTRODUZIONE Durante la mia esperienza di stage ho avuto modo di conoscere la realtà dei Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro, e di vedere come influenzino la vita di un'azienda. Il risultato della mia collaborazione con l'azienda ospitante è stata la produzione di un documento contenente il confronto tra i livelli retributivi delle cooperative sociali con quelli di altri enti operanti nel settore dei servizi alla persona. L'intento dell'azienda che l'ha commissionato era quello di avere un'idea più chiara del quadro normativo in cui è inserita (disciplina delle cooperative sociali), e sopratutto poter confrontare i livelli retributivi di varie classi di lavoratori con enti che sono sia possibili partner economici sia concorrenti. La realizzazione del lavoro ha seguito diverse fasi, di cui si entrerà in merito più avanti. Il punto che si vuole sottolineare qui è che spesso i numeri presentati sono i risultati di processi interpretativi causati da dati ufficiali incompleti. Non si garantisce quindi la corrispondenza con futuri elaborati ufficiali. Sebbene lo scopo iniziale di questo lavoro fosse meramente consultivo, l'analisi dei dati permette di condurre riflessioni più approfondite sulla natura della cooperative sociali; questo elaborato perciò non si concluderà con l'esposizione dei dati ma proseguirà con un'analisi di essi. Per presentare al meglio il confronto però, è necessario presentare e discutere brevemente i soggetti e gli strumenti in questione. Poichè il punto di partenza è il CCNL delle cooperative sociali, operanti prevalentemente nel settore dei servizi alla persona, i due termini di paragone saranno l'anffas, e il settore privato. Essendo le cooperative sociali e l'anffas, due soggetti riconducibili a quella realtà eterogenea chiamata Terzo Settore, per cominciare con l'analisi sarà utile dare una definizione generale di questo fenomeno economico e sociale.

3 2. IL TERZO SETTORE Tradizionalmente, il sistema economico è caratterizzato dal duopolio tra Stato e Mercato, due soggetti che rappresentano realtà economiche molto differenti e in un certo senso antagoniste. Lo Stato, denominato anche Primo settore, ridistribuisce le tasse versate dai cittadini sotto forma di servizi a cui tutti possono accedere (quali i trasporti, la sanità, l istruzione pubblica, ). Persegue ideali di pubblica utilità, e i beni che produce sono detti pubblici proprio perché devono essere accessibili a tutti e avere effetti positivi su tutta la comunità, anche su coloro che non ne fanno un uso diretto. Inoltre, non aspettandosi un ritorno economico dai beni e dai servizi erogati, lo Stato si assume anche l onere di provvedere alle necessità di coloro che non riescono a provvedere autonomamente a se stessi. Il Mercato, o Secondo settore, è invece il punto di incontro tra domanda ed offerta di beni e servizi privati, erogati secondo il principio dello scambio equivalente e dietro il pagamento di un corrispettivo. La logica dominante è quella del perseguimento del profitto e dell'efficienza, e in molti casi questo ha permesso di raggiungere risultati economici decisamente superiori a quelli statali. L'espressione Terzo settore è stata usata per la prima volta negli anni Settanta in modo negativo, per indicare cioè le realtà che non erano né enti for profit (a scopo di lucro) né appartenenti al settore pubblico. In quegli anni andavano nascendo soggetti economici (associazioni, organizzazioni, imprese) che perseguivano fini redistribuivi, assistenziali o comunque non orientati al profitto, e che ciononostante operavano con i medesimi strumenti, sia giuridici sia organizzativi degli enti for profit, ad esempio seguivano il criterio di economicità, operavano in mercati di libero scambio, ecc. Nei paesi anglosassoni si cominciò a denominare queste organizzazioni con il termine not for profit, per distinguerle dalle imprese a scopo di lucro (for profit). In Italia, l espressione venne abbreviata in non-profit. Nasceva così il Terzo Settore, termine che attualmente raggruppa la variegata galassia di enti ed organizzazioni che occupano lo spazio economico che divide lo Stato dal Mercato: pur avendo natura privata, sono orientati alla produzione di beni e servizi di pubblica fruizione. Di tale settore fanno parte fra gli altri le cooperative sociali, gli enti di promozione sociale, le

4 associazioni di volontariato, le organizzazioni non governative, le ONLUS. L intero settore, secondo l Istat 1, conta oggi oltre organizzazioni non profit, pari al 5,4% di tutte le unità istituzionali; circa 681 mila lavoratori, pari al 3,4% del totale degli addetti e circa 4,7 milioni di persone coinvolte in veste di volontari. Dal punto di vista del valore economico, il rapporto quantifica un volume di entrate stimato di 67 miliardi di euro pari al 4,3% del Pil, in deciso aumento rispetto ai dati Istat del 2001 che attestavano tale cifra a 38 miliardi di euro, pari al 3,3% del Pil. Lo stesso ISTAT, presentando il prospetto relativo alle unità giuridico economiche e agli addetti delle imprese, delle istituzioni pubbliche e delle istituzioni non profit per ripartizione geografica, rimarca come rispetto al Censimento del 2001 si registri un aumento in misura significativa delle istituzioni non profit (+28 per cento), mentre le istituzioni pubbliche sono in diminuzione (-21,8 per cento). Lo stesso andamento si conferma in termini di addetti (+39,3 per cento per le istituzioni non profit e -11,5 per cento per le istituzioni pubbliche). Nel decennio trascorso, il settore non profit si dimostra essere il più dinamico del sistema produttivo italiano. Chiaramente, nel comparto delle istituzioni pubbliche gli addetti diminuiscono nel decennio in conseguenza di cambiamenti normativi che hanno modificato la natura giuridica di talune istituzioni ed hanno favorito lo sviluppo del settore non profit. Così come il settore privato e quello pubblico, anche il Terzo Settore non si presenta in maniera omogenea ma è costituito da organizzazioni di varie tipologie, ciascuna operante in campi diversi, e con una propria formula sociale ed imprenditoriale. Le cooperative sociali appartengono alla categoria delle imprese sociali, una realtà relativamente recente che ha attirato l'attenzione di economisti e studiosi, facendo sviluppare un ricco filone di studi. Per capire le implicazioni del confronto oggetto d'esame è necessario capire la natura dei soggetti analizzati, quindi si procederà a definirne le caratteristiche. 19 Censimento generale dell industria e dei servizi e Censimento delle istituzioni non profit 2011, reso disponibile dall Istat a partire da luglio 2013 alla pagina

5 3. SOGGETTI DEL CONFRONTO 3.1- L'IMPRESA SOCIALE In Italia la dicitura impresa sociale è stata usata per la prima volta negli anni '80. Stava ad indicare alcune iniziative private spesso volontarie, inserite nella produzione di servizi sociali e in attività con lo scopo di favorire l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. A partire dagli anni ottanta, in Italia è stato avviato un massiccio processo di deistituzionalizzazione dei servizi alla persona e dei servizi di assistenza, che ha portato alla chiusura di grandi centri residenziali pubblici che venivano utilizzati come luoghi di segregazione dei soggetti svantaggiati (portatori di handicap o di disabilità psichiche) invece di avere obiettivi riabilitativi e di reinserimento. La conseguenza è stata una spinta alla creazione di luoghi di lavoro, educativi, residenziali in cui persone svantaggiate avessero l'opportunità di svolgere percorsi di riabilitazione e reinserimento sociale che portavano ad un miglioramento della qualità della vita, assistiti da operatori e volontari. Contemporaneamente, all'interno delle comunità locali, esperienze di mutuo-aiuto tra le famiglie di soggetti svantaggiati e il resto della comunità si convertivano in imprese sociali, che cercavano di organizzare risorse per far fronte alla mancanza di protezione sociale per questi soggetti da parte dello Stato. Proprio questo essere nate per affrontare bisogni nuovi e insoddisfatti spiega perché le prime imprese sociali facessero ampio ricorso al lavoro volontario e qualifica l esperienza dell impresa sociale come vera e propria innovazione istituzionale generata dal basso, cioè da cittadini insoddisfatti dell offerta garantita da un rigido modello dicotomico (Stato- Mercato) quale quello allora prevalente in Italia e nella maggioranza dei paesi europei. (Borzaga, L'impresa sociale). La ragione della successiva diffusione delle imprese sociali si trova nel continuo processo di decentramento dei servizi da parte dello Stato e nell'avvicinamento delle pubbliche amministrazioni alle imprese sociali, poiché trovano più conveniente affidare alcuni servizi di natura sociale ad enti esterni; ciò ha però generato in alcuni casi una forte dipendenza delle imprese dai fondi pubblici, caratteristica che in tempi di crisi ha messo in difficoltà diverse imprese ed interi settori. Un riconoscimento giuridico vero e proprio, nonché la relativa disciplina di tali enti, venne stabilito dapprima dalla legge delega 13 giugno 2005 n. 118, le cui disposizioni furono

6 attuate dal d.lgs. 24 marzo 2006, n. 155 ("Disciplina dell'impresa sociale, a norma della legge 13 giugno 2005, n. 118"). Una definizione valida di impresa sociale è quella elaborata alla fine degli anni 90 dal network Emes (Borzaga, Defourny, 2001; Defourny, Nyssens, 2008). Essa è condivisa dalla maggior parte degli studiosi e ad essa si sono ispirati i legislatori che si sono occupati di questa nuova forma imprenditoriale. La definizione si articola lungo due dimensioni: quella economico-imprenditoriale e quella sociale. La prima prevede la sussistenza di quattro requisiti: Una produzione di beni e/o servizi in forma d'impresa, quindi in maniera continuativa e professionale. La gestione dell'impresa in autonomia. L assunzione di rischio economico rilevante da parte dei proprietari. La maggioranza dei lavoratori retribuiti rispetto a volontari. É immediato capire come queste caratteristiche servano a far riconoscere l'ente come impresa dal punto di vista economico-giuridico; infatti il vero discriminante si trova nella dimensione sociale, che richiede di: Perseguire l'obiettivo di produrre benefici per la collettività e in particolare per i soggetti svantaggiati. Essere un iniziativa collettiva, cioè promossa non da un singolo imprenditore, ma da un gruppo di cittadini. Avere la governance dell'impresa in mano a soggetti per la maggior parte diversi dai portatori di capitale. Allargare la partecipazione ai processi decisionali a tutti i gruppi interessati.

7 Prevedere la non distribuibilità degli utili, o al più una distribuibilità limitata, e quindi la loro assegnazione ad un fondo indivisibile tra i proprietari, sia durante la vita dell impresa che in caso di suo scioglimento. Altre caratteristiche dell impresa sociale desumibili dal quadro normativo di riferimento sono: La democraticità della gestione, cioè la presenza dei lavoratori e dei beneficiari delle attività nella gestione dell impresa. Divieto di controllo da parte di amministrazioni pubbliche o imprese private con finalità lucrative. Coinvolgimento nell'organizzazione di coloro che perseguano gli stessi interessi (principio di non discriminazione). La partecipazione dei beneficiari finali alla valutazione dei risultati. La stesura del bilancio sociale, in modo da permettere la verifica dei risultati e degli impegni presi a chiunque. Tenere libro giornale e inventario. Depositare presso il registro delle imprese un documento che rappresenti lo stato patrimoniale e finanziario dell'impresa. Ciò che qui è interessante notare, è che l'impresa sociale non è un particolare tipo societario o un ente specifico, ma uno status, una qualifica. Il legislatore e la letteratura non hanno delineato l'impresa sociale con tratti precisi, ma hanno disegnato una cornice (composta di indicazioni per la governance, scopo sociale, ecc.) entro cui qualsiasi tipo societario può acquisire lo status di impresa sociale, a patto che ne rispetti i principi. Le uniche tipologie che non possono assumere questa denominazione sono le pubbliche amministrazioni e i singoli imprenditori. I settori di attività in cui possono operare le imprese sociali sono definiti all'articolo 2 del d.lgs.155/2006:

8 assistenza sociale assistenza sanitaria e socio sanitaria educazione istruzione tutela ambientale tutela dei beni culturali formazione universitaria formazione extrascolastica turismo sociale servizi strumentali alle imprese sociali resi da enti composti in misura superiore al 70% da organizzazioni che esercitano un'impresa sociale. Possono essere imprese sociali anche le organizzazioni che, indipendentemente dai settori di attività, abbiano almeno il 30% del personale composto da lavoratori svantaggiati. Le imprese sociali non hanno agevolazioni fiscali ad hoc come invece accade per le ONLUS (D.lgs. n 460/97), in modo che conservino il regime di tassazione proprio della tipologia societaria o di ente. Tuttavia esistono dei vantaggi normativi: Possibilità di una responsabilità patrimoniale limitata anche per tipi societari per cui non è prevista dalla legge. Possibilità di usufruire di prestazioni di volontariato (ammesse nei limiti del 50% dei lavoratori). I dati però, dicono che dal 2006 (data del D.lgs. N 155/2006, che attua la L. 13 giugno 2005, n. 118 in materia di regolamentazione dell impresa sociale) al 2011 sono state costituite solo 630 imprese sociali, poiché le imprese che avrebbero i requisiti non sono abbastanza incentivate a farlo. (Il Sole 24 Ore - Norme e Tributi, 12 aprile 2011, Valentina Melis). Questo è indice di mancanza di un forte sostegno dello Stato alle imprese sociali, ma recenti proposte di legge vanno in questa direzione. Per definire al meglio le cooperative sociali, in modo da poter meglio comprendere i risultati dell'analisi, è necessario esplicitare anche le caratteristiche derivanti dalla natura di società cooperative, in quanto nell'ordinamento italiano costituiscono un genere a sé LE COOPERATIVE

9 Queste società, nate in Inghilterra dalla seconda metà dell'ottocento, si sono affermate anche in Italia, tanto da avere un articolo della Costituzione a loro dedicato. L articolo 45 della Costituzione Italiana recita infatti: La Repubblica riconosce la funzione sociale delle cooperative a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e ne favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con opportuni controlli, il carattere e le finalità. Per comprendere cos'è una società cooperativa, sarà utile fare qualche richiamo alla teoria di Henry B. Hansmann. Secondo l'autore, una cooperativa pura è una società la cui proprietà, cioè il diritto di controllo e gestione e sugli utili residuali, è assegnato ad una precisa categoria di stakeholder (clienti, lavoratori, finanziatori, fornitori, ecc) in base ad un criterio di minimizzazione dei costi della relazione tra la cooperativa e la categoria di stakeholder. Hansmann dice che se per una società la variabile critica è la fornitura di una certa materia prima, è logico e profittevole che la proprietà della società vada ai fornitori; viceversa, se una società ha difficoltà a reperire il capitale, allora la proprietà va data agli investitori. Dunque, in realtà, qualsiasi società è una cooperativa (se ha più di un socio) e una cooperativa di tipo puro è alla base una società a scopo di lucro. La distinzione tra una cooperativa e una società per azioni è che la proprietà di una cooperativa è riservata alle persone che trattano con l impresa, come ad esempio consumatori o venditori. Interpretando il testo di Hansmann, si può dire che una cooperativa allora è una società la cui proprietà normalmente non è detenuta dai soggetti apportatori di capitale di rischio, ma da coloro che forniscono materie prime, lavoro, persino dagli stessi clienti, a cui corrispondono cooperative di produzione, di lavoro, di consumo, che possono operare in diversissimi settori. Essa nasce quando diversi individui decidono di unirsi per realizzare un obiettivo comune. Ciò che la distingue da uno degli altri tipi societari è lo scopo ultimo che anima i soci: la configurazione societaria dipende dagli interessi prevalenti all'interno del gruppo degli agenti economici. Per meglio comprendere la contrapposizione fra le cooperative e le altre tipologie di organismi economici, è necessario chiarire il cosiddetto scopo di lucro; i giuristi distinguono tra scopo di lucro oggettivo e soggettivo: Soggettivo: implica l'intento dell'imprenditore o dell ente di realizzare dei profitti (eccedenza dei ricavi rispetto ai costi) che costituiscono il movente dell'attività economica. Oggettivo: viene considerato scopo di lucro oggettivo il modello di conduzione economica

10 di un'attività, ovvero il produrre beni o servizi in modo che i ricavi almeno compensino i costi (criterio di economicità). Mentre lo scopo degli altri tipi societari è lucrativo in senso soggettivo, quindi profittevole, per le società cooperative è mutualistico (art 2511 cc), dove per mutualità si intende una forma di assistenza e aiuto reciproco. Lo scopo mutualistico delle cooperative consiste nel poter contrattare con la società a condizioni più vantaggiose di quanto offrirebbe il mercato. Questo può realizzarsi secondo due modalità: Mediante un risparmio di spesa: permettendo ai soci di acquistare dalla società beni e servizi a condizioni più favorevoli di quelle del mercato. Attraverso la valorizzazione delle capacità dei soci, offrendo loro occasioni di lavoro a condizioni migliori. La cooperativa dunque è un'impresa - in forma di società - nella quale il fine e il fondamento dell'agire economico è il soddisfacimento dei bisogni della persona (il socio); non quindi la volontà di ottenere profitti per i soci ma alla base della cooperativa c'è dunque la comune volontà dei suoi membri di tutelare i propri interessi di consumatori, lavoratori, agricoltori, operatori culturali, ecc. Naturalmente, questo non significa che nella cooperativa non ci sia spazio per il guadagno; anzi, il capitale sottoscritto dal socio viene remunerato da una parte degli utili, ma per rispettare lo scopo mutualistico della cooperativa, questa remunerazione è soggetta a particolari limiti fiscali e statutari. Questa singolarità delle società cooperative, influenza la loro struttura ed organizzazione; il fatto che i soci siano sia lavoratori (o clienti, fornitori, ecc) sia apportatori di capitale (è molto probabile che ai soci vengano richiesti dei conferimenti monetari, si pensi agli utili messi a riserva) comporta alcune caratteristiche organizzative: i soci impiegano la maggior parte delle loro risorse (lavoro e capitale) nella società, senza la possibilità di differenziare il loro investimento come potrebbe invece un investitore. Questo comporta che verosimilmente un socio lavoratore si impegnerà di più nello svolgimento della mansione e nella gestione societaria, dato che il rischio non è perdere il lavoro o il denaro investito, ma tutti e due. Quindi un socio sarà molto più motivato a prendere parte attiva alla vita societaria. Si può quindi comprendere che la vita cooperativa è basata su principi che rendono la società capace di operare al meglio secondo le sue caratteristiche; eccone alcuni: Democrazia: In una cooperativa l esercizio della democrazia è un fatto centrale, un

11 fattore strutturale di identità, è il suo naturale modo di essere e di agire che mette in primo piano le persone che operano nell organizzazione. L assunto di fondo da cui si parte è questo: assetto democratico del governo dell impresa cooperativa significa che ogni socio ha pari diritti di concorrere alla definizione degli indirizzi di gestione e di governo dell impresa stessa. Da un lato più pratico, democrazia vuol dire partecipazione egualitaria nei processi decisionale e nella vita della società, votazione secondo il principio una testa un voto che considera il socio in quanto tale e non in relazione al capitale apportato. É ovvio che, perché il principio democratico possa manifestarsi, per i soci deve valere il principio della partecipazione. Sebbene possa apparire sequenziale rispetto alla partecipazione economica nella società o a quella assembleare, la partecipazione alla vita societaria non è così scontata. Partecipazione vuol dire innanzi tutto informazione sulla realtà circostante, vuol dire impegno nella gestione dell'impresa, impegno sul lavoro e nelle relazioni sociali, fattore importantissimo per il successo. Affinché tutto ciò funzioni, il rapporto che si instaura tra ciascun socio e la cooperativa (ed auspicabilmente tra la cooperativa e gli attori organizzativi che vi ruotano attorno) deve favorire l'impegno del socio che si aspetta valorizzazione e remunerazione, non deve creare differenze tra i vari soci in modo da evitare pericolose tensioni, deve far sì che sia le aspettative del socio sia quelle della cooperativa vengano soddisfatte. Deve, in una parola, essere equo. Il concetto che si vuole sottolineare in questa sede, è che se i rapporti non sono equi, o non vengono percepiti come tali, un'organizzazione che fonda la sua ragion d'essere sugli scambi mutualistici, non ha più ragione d'esistere. Nel migliore dei casi si è trasformata in altro, nel peggiore crolla LE COOPERATIVE SOCIALI Legge 8 novembre 1991, n. 381 "Disciplina delle cooperative sociali" (Pubblicata nella Gazz. Uff. 3 dicembre 1991, n. 283) 1. Definizione Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse

12 generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso: a) la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi; b) lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. 2. Si applicano alle cooperative sociali, in quanto compatibili con la presente legge, le norme relative al settore in cui le cooperative stesse operano. 3. La denominazione sociale, comunque formata, deve contenere l'indicazione di "cooperativa sociale". Riassumendo quanto detto in precedenza, in un momento storico di crisi del welfare e di deistituzionalizzazione di molti servizi (ai soggetti disabili, svantaggiati, ecc), sono nate molte iniziative che si prefiggevano di soddisfare quei bisogni ignorati dal mercato o dallo Stato. Poiché in quel momento mancava nell ordinamento italiano una forma giuridica coerente con gli obiettivi e gli assetti proprietari di queste nuove iniziative imprenditoriali, i promotori si orientarono verso la forma cooperativa cui la Costituzione italiana e la tradizione attribuiscono un esplicita funzione sociale. Sono stati così creati vari tipi di cooperative a finalità sociale fino a quando, con la legge n. 381 del 1991, esse sono state riconosciute e normate come cooperative sociali. (Carlo Borzaga, L'impresa sociale) In Italia l impresa sociale ha così assunto prevalentemente, anche se non esclusivamente, la forma cooperativa. Le cooperative sociali, in base alla legge 381 del 1991, si distinguono in quattro tipologie: cooperative di tipo A, se svolgono attività che offrono servizi sociosanitari ed educativi; cooperative di tipo B, se svolgono attività finalizzate all inserimento lavorativo di persone svantaggiate (almeno il 30% del personale deve essere svantaggiato); cooperative ad oggetto misto (A+B), se svolgono sia attività relative all offerta di servizi socio- sanitari ed educativi, sia attività finalizzate all inserimento lavorativo di persone svantaggiate; consorzi sociali, cioè consorzi costituiti come società cooperative aventi la base sociale formata in misura non inferiore al settanta per cento da cooperative sociali.

13 Vediamo ora qualche numero per capire l'estensione del fenomeno. Le cooperative sociali attive in Italia al 31 dicembre 2011 sono Rispetto ai risultati della rilevazione precedente, riferiti al 2003, il numero delle cooperative sociali attive è cresciuto del 98,5 per cento. Il valore complessivamente prodotto dalle cooperative sociali nel 2008 è pari a 8,97 miliardi di euro a fronte del valore della produzione complessivo del settore cooperativo pari a 97,57 miliardi di euro. Bisogna però considerare nella lettura di questi numeri, che in virtù della natura dei beni e servizi prodotti dalle cooperative sociali (cosiddetti beni relazionali, che hanno valore solo se consumati all'interno di una relazione positiva e che generano delle esternalità), gli strumenti tradizionali della misura della produzione quali fatturato, ore lavorate, numero di utenti ecc, sono poco efficaci in questo caso. L'impresa che si va via via delineando è la seguente: un'organizzazione che si propone di erogare servizi alla persona e alle imprese di utilità sociale, che crede in valori molto simili a quelli della cooperazione e che sopratutto non desidera lucrarci sopra, mettendo al primo posto il benessere dei propri utenti (infatti gli eventuali profitti sono reinvestiti nell'azienda o comunque tenuti in riserve) senza però venire meno al principio dell'economicità, quindi conservando attenzione per efficacia ed efficienza. Per questa sua funzione sociale viene agevolata dallo Stato, deve però dimostrare di meritarlo, infatti è tenuta alla tenuta e stesura di documenti che garantiscano trasparenza e legalità ANFFAS L'ANFFAS, acronimo di Associazione Nazionale Famiglie di Fanciulli Minorati Psichici, è un'associazione di genitori, familiari ed amici di persone con disabilità che opera da più di 50 anni. Nata nel 1958, non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà e di promozione sociale, in campo: sanitario, sociale, socio-sanitario, socio-assistenziale, socioeducativo, sportivo-ludico motorio, della ricerca scientifica, della formazione, della beneficenza, della tutela dei diritti umani e civili, principalmente in favore di persone

14 svantaggiate in situazione di disabilità intellettiva e/o relazionale e delle loro famiglie, affinché sia loro garantito il diritto inalienabile ad una vita libera e dignitosa. ANFFAS conta più di soci suddivisi in 168 Associazioni locali presenti su tutto il territorio nazionale; garantisce, quotidianamente, servizi e supporto ad oltre persone con disabilità e loro genitori e familiari; negli oltre 1000 centri gestiti direttamente o attraverso enti autonomi a marchio ANFFAS operano operatori specializzati, inquadrati nel CCNL ANFFAS e 2000 tra volontari e collaboratori. ( dal sito IL SETTORE PRIVATO DEI SERVIZI ALLA PERSONA In questo gruppo si raccolgono tutte le imprese private for-profit che operano nel settore dei servizi alla persona, e che abbiano come riferimento il CCNL del settore terziario. I soggetti del confronto sono molto diversi tra loro, pur operanti nello stesso settore, poiché hanno valori, ideali, metodologie distinte; sarà dunque molto interessante vedere come varia la normativa che a loro si riferisce riguardo alla retribuzione del personale. Conclusasi la prima parte introduttiva, si entra nel vivo del lavoro con il confronto dei livelli retributivi dei CCNL; prima però, è necessario spiegare cosa siano i CCNL e qual è il loro scopo.

15 4. I CONTRATTI COLLETTIVI NAZIONALI DEL LAVORO I contratti collettivi nazionali del lavoro (abbreviati in CCNL), sono uno dei frutti della contrattazione collettiva tra sindacati dei lavoratori e delle associazioni di imprenditori, siano essi persone fisiche o società. Lo scopo di tale azione è quella di stabilire dei rapporti di lavoro standard per tutelare i diritti dei lavoratori venendo contemporaneamente incontro alle esigenze delle aziende. Nell'ordinamento italiano la contrattazione collettiva si manifesta in diversi livelli, nazionale, categoriale, aziendale e individuale, gerarchicamente ordinati secondo un principio migliorativo: un contratto di livello inferiore si applica solo nel caso in cui introduca delle condizioni migliori allo status del lavoratore (retribuzioni, orari...). In caso contrario non viene considerato. La genesi della contrattazione collettiva si trova nel regime fascista, il quale, approvando la Carta del Lavoro nel 21 aprile 1927, riconosce il contratto collettivo come strumento per superare la lotta di classe ed aumentare la produttività delle aziende. Nel corso del dopoguerra la contrattazione collettiva vive sorti alterne dipendenti anche dall'andamento economico del paese, che ne condizionava l'efficacia. Ad una svolta recente si arriva con la legge 148/2011, che introduce importanti modifiche: I contratti collettivi diventano efficaci erga omnes, ovvero nei confronti di tutto il personale a cui il contratto si riferisce, non solo nei confronti degli appartenenti alle associazioni firmatarie. Se un lavoratore vuole rinunciare ad alcune condizioni espresse dal CCNL di riferimento, deve tempestivamente darne avviso. I contratti collettivi aziendali ora sono esigibili, mentre prima non avevano forza di legge, erano solo una mera dichiarazione di intenti. Inoltre stabilisce alcune materie della cui trattazione i contratti nazionali derogano a quelli territoriali e aziendali: installazione di impianti audiovisivi, mansioni / classificazione e inquadramento professionale, orario di lavoro, assunzioni con tutte le tipologie di contratti, licenziamento ad eccezione di quello discriminatorio e tutela della maternità. Di norma, la durata del contratto collettivo è decisa tra le parti, mentre per quello a livello nazionale è fissata a tre anni. Dopo la scadenza, il contratto non produce più effetti, tranne che

16 per la parte retributiva, che viene conservata come standard minimo. Il contratto si articola in due parti: Normativa, che regola gli elementi del rapporto di lavoro come l'orario, le ferie, permessi, ecc. Economica, che regola la classifica dei lavoratori e la retribuzione minima LA RETRIBUZIONE NEI CCNL Come già affermato, uno delle funzioni del CCNL è quella di stabilire degli standard nella retribuzione minima del personale. Questa funzione è assolta dagli accordi sui minimi salariali e le altre componenti della retribuzione, i cui risultati vengono poi riassunti e pubblicati dal Ministero del Lavoro nelle tabelle ministeriali di categoria. (VEDI APPENDICE 1) Come si nota subito, la retribuzione lorda si compone di varie parti, ciascuna con proprie regole di progressione (per esigenze di semplicità e brevità, verranno ora prese in esame solo quelle relative al CCNL delle cooperative sociali): Si divide in retribuzione diretta ed indiretta. DIRETTA: Minimi conglobati mensili, comprensivi di: paga base tabellare, INDIRETTA: retribuzione di contingenza, E.D.R. (usati per adeguare la retribuzione al costo della vita). Scatti di anzianità: premiano il dipendente per la sua permanenza in azienda. Per convenzione, nei CCNL sono inseriti in numero di tre, ma il periodo di maturazione dipende da quanto indicato nel CCNL. Indennità: a seconda della posizione ricoperta, i lavoratori godono di identità, che possono essere dei bonus per particolari lavori svolti o per specifiche mansioni. Tredicesima. La somma dà il lordo annuo. Viene erogata al momento della pensione o in momenti particolari Oneri previdenziali ed assistenziali: somme di denaro erogate dal datore di lavoro per finanziare le prestazioni pensionistiche, previdenziali ed assistenziali:

17 Inps (aliquota 26,90%) Inail (3%) Trattamento di Fine Rapporto: somma che il lavoratore riceve quando si interrompe il rapporto con l'azienda. Rivalutazione TFR: l'art del Codice civile prevede che il TFR accantonato il 31 dicembre di ogni anno sia rivalutato ad un indice fisso di 1,50% e uno variabile pari al 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi per le famiglie di impiegati ed operai rilevato dall'istat il dicembre dell'anno precedente. Previdenza complementare: percentuale della retribuzione che viene accantonata presso enti diversi dallo Stato (banche, assicurazioni, ecc) e che costituirà la pensione complementare. Sommando tutte queste voci si ottiene il costo aziendale del lavoratore per l'azienda L'INQUADRAMENTO DEL PERSONALE Un'altra funzione fondamentale svolta dai CCNL è quella di stabilire livelli di inquadramento per il personale e criteri di identificazione. Il CCNL delle cooperative sociali stabilisce sei categorie esaustive e per ognuna indica la tipologia di lavoratore di appartenenza e riporta alcuni esempi. Dal CCNL delle cooperative sociali 2012 Area/categoria A - Lavoro generico e servizi ausiliari. Appartengono a questa categoria le lavoratrici ed i lavoratori che ricoprono posizioni di lavoro che richiedono generiche conoscenze professionali e capacità tecnico manuali per lo svolgimento di attività semplici, con autonomia esecutiva e responsabilità riferita solo al corretto svolgimento delle proprie attività, nell'ambito di istruzioni fornite. Area/categoria B - Lavoro qualificato, e servizi generici alla persona in ambito socioassistenziale.

18 Appartengono a questa categoria le lavoratrici ed i lavoratori che ricoprono posizioni di lavoro che richiedono conoscenze professionali di base teoriche e/o tecniche relative allo svolgimento di compiti assegnati, capacità manuali e tecniche specifiche riferite alle proprie qualificazioni professionali (anche acquisite attraverso l'esperienza lavorativa o attraverso percorsi formativi), autonomia e responsabilità nell'ambito di prescrizioni di massima con procedure ben definite. Area/categoria C - Lavoro specializzato, servizi qualificati alla persona in ambito socioassistenziale e socio-sanitario. Appartengono a questa categoria le lavoratrici e i lavoratori che ricoprono posizioni di lavoro che richiedono capacità manuali e tecniche specifiche riferite alle proprie specializzazioni professionali, conoscenze teoriche e/o specialistiche di base, capacità e conoscenze idonee al coordinamento e controllo di altri operatori di minore contenuto professionale. L'autonomia e la conseguente responsabilità sono riferite a metodologie definite e a precisi ambiti di intervento operativo nonché nell'attuazione di programmi di lavoro, delle attività direttamente svolte e delle istruzioni emanate nell'attività di coordinamento. Le competenze professionali sono quelle derivanti dal possesso di titoli professionali abilitanti riconosciuti a livello nazionale e regionale, o dalla partecipazione a processi formativi o dall'esperienza maturata in costanza di lavoro. Area/categoria D - Lavoro specializzato, professioni sanitarie, servizi socio- educativi. Appartengono a questa categoria i lavoratori che ricoprono posizioni di lavoro che richiedono conoscenze professionali teoriche specialistiche di base, capacità tecniche elevate per l'espletamento delle attribuzioni, autonomia e responsabilità secondo metodologie definite e precisi ambiti di intervento operativo proprio del profilo, eventuale coordinamento e controllo di altri operatori, con assunzione di responsabilità dei risultati conseguiti. Le competenze professionali sono quelle derivanti dall'acquisizione di titoli abilitanti conseguiti secondo la legislazione corrente, laddove richiesto, o dal possesso di adeguato titolo di studio o da partecipazione a processi formativi o dall'esperienza maturata in costanza di lavoro. Area/categoria E- Prestazioni specialistiche, attività di coordinamento.

19 Appartengono a questa categoria le lavoratrici e lavoratori che ricoprono posizioni di lavoro che richiedono conoscenze professionali teoriche specialistiche e/o gestionali in relazione ai titoli di studio e professionali conseguiti, ove richiesti, autonomia e responsabilità proprie, capacità organizzative, di coordinamento e gestionali caratterizzate da discrezionalità operativa nell'ambito di strutture operative semplici previste dal modello organizzativo aziendale. Area/categoria F- Attività di direzione. Appartengono a questa categoria lavoratrici e lavoratori che ricoprono posizioni di lavoro caratterizzate da autonomia decisionale di diversa ampiezza e da responsabilità di direzione, in relazione alle dimensioni dell'ufficio o servizio in cui sono preposti o alle dimensioni operative della struttura.

20 5. LA COMPARAZIONE TRA CCNL CONFRONTO SETTORE SANITARIO Livello B COOPERATIVE ANFFAS SERVIZI Addetto alla produzione LIVELLO RETRIBUTIVO B1 B1 V RETRIBUZIONE MEDIA ANNUA , , ,56 Con indennità di funzione ,13 COSTO MEDIO ANNUO , , ,30 Addetto segreteria generale LIVELLO RETRIBUTIVO B1 B1 V RETRIBUZIONE MEDIA ANNUA , , ,56 Con indennità di funzione ,13 COSTO MEDIO ANNUO , , ,30 Livello C COOPERATIVE ANFFAS SERVIZI Addetto mensa LIVELLO RETRIBUTIVO C1 C1 IV RETRIBUZIONE MEDIA ANNUA , , ,81 COSTO MEDIO ANNUO , , ,73 Operatore Fuori di campo LIVELLO RETRIBUTIVO C1 C1 IV RETRIBUZIONE MEDIA ANNUA , , ,81 COSTO MEDIO ANNUO , , ,73 Operatore Socio-Sanitario LIVELLO RETRIBUTIVO C2 C2 RETRIBUZIONE MEDIA ANNUA , ,73 COSTO MEDIO ANNUO , ,40 Livello D COOPERATIVE ANFFAS SERVIZI Operatore di inserimento al lavoro LIVELLO RETRIBUTIVO D1 D1 RETRIBUZIONE MEDIA ANNUA , ,52 Con indennità professionale ,49 COSTO MEDIO ANNUO , ,45 Educatore LIVELLO RETRIBUTIVO D2 D2 III RETRIBUZIONE MEDIA ANNUA , , ,37 Con indennità professionale ,10 COSTO MEDIO ANNUO , , ,17

S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO IMPRESA SOCIALE. Monica Poletto

S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO IMPRESA SOCIALE. Monica Poletto S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO IMPRESA SOCIALE Monica Poletto Milano, 31 marzo 2015 S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Testo di riferimento: Disegno di Legge C2617 licenziato

Dettagli

Tema d esame ATTRAVERSO IL BILANCIO ATTIVITÀ DIDATTICHE. di Luisa VENINI

Tema d esame ATTRAVERSO IL BILANCIO ATTIVITÀ DIDATTICHE. di Luisa VENINI Tema d esame ATTIVITÀ DIDATTICHE REDDITO, PATRIMONIO E ATTRAVERSO IL BILANCIO LORO RAPPRESENTAZIONE di Luisa VENINI MATERIE AZIENDALI (classe 5 IP Tecnico servizi sociali) Tecnica amministrativa Il candidato,

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE

DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE. R E L A Z I O N E Il disegno di legge, che si compone

Dettagli

(Finalità e oggetto)

(Finalità e oggetto) Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale Art. 1. (Finalità e oggetto) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici

Dettagli

LA STRUTTURA GIURIDICA DELL IMPRESA

LA STRUTTURA GIURIDICA DELL IMPRESA LA STRUTTURA GIURIDICA DELL IMPRESA Le scelte economiche relative alla possibilità d intraprendere un attività in proprio sono profondamente connesse con le scelte di carattere giuridico. Di solito la

Dettagli

IL BILANCIO SOCIALE E IL SUO RADICAMENTO NELLE ASSOCIAZIONI LINEE GUIDA E RIFLESSIONI SULLE METODOLOGIE

IL BILANCIO SOCIALE E IL SUO RADICAMENTO NELLE ASSOCIAZIONI LINEE GUIDA E RIFLESSIONI SULLE METODOLOGIE di Sergio Ricci 1 IL BILANCIO SOCIALE E IL SUO RADICAMENTO NELLE ASSOCIAZIONI LINEE GUIDA E RIFLESSIONI SULLE METODOLOGIE Intervento per il Convegno Turismo Sociale e Bilancio Sociale : contributi in un

Dettagli

Voglio concentrare il mio intervento sul ruolo delle cooperative nell economia moderna, riassumendo alcuni dei punti centrali trattati nel libro.

Voglio concentrare il mio intervento sul ruolo delle cooperative nell economia moderna, riassumendo alcuni dei punti centrali trattati nel libro. Henry Hansmann Voglio concentrare il mio intervento sul ruolo delle cooperative nell economia moderna, riassumendo alcuni dei punti centrali trattati nel libro. Prima di tutto è bene iniziare da una distinzione

Dettagli

La previdenza complementare. I lavoratori interessati. La scelta della destinazione del trattamento di fine rapporto (Tfr o liquidazione)

La previdenza complementare. I lavoratori interessati. La scelta della destinazione del trattamento di fine rapporto (Tfr o liquidazione) La previdenza complementare La previdenza complementare ha lo scopo di pagare pensioni che si aggiungono a quelle del sistema obbligatorio, in modo da assicurare migliori condizioni di vita ai pensionati.

Dettagli

di Massimo Brisciani Risorse Umane >> Amministrazione del personale

di Massimo Brisciani Risorse Umane >> Amministrazione del personale IL METODO DEL COSTO STANDARD di Massimo Brisciani Risorse Umane >> Amministrazione del personale Il datore di lavoro ha necessità di conoscere in via preventiva quale sarà il costo del personale che occupa

Dettagli

RIFORMA DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE E TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

RIFORMA DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE E TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO RIFORMA DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE E TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO Il 1 gennaio 2007 è entrato in vigore il d. lgs. 252/05 e i lavoratori, compresi i soci delle cooperative di lavoro, avranno 6 mesi

Dettagli

Gli Approfondimenti della Fondazione Studi

Gli Approfondimenti della Fondazione Studi ANNO 2015 Gli Approfondimenti della Fondazione Studi Approfondimento del 21.01.2015 ESONERO CONTRIBUTIVO TRIENNALE Per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato effettuate dal 1

Dettagli

Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale

Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale VERSIONE PROVVISORIA Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale Audizione dell Istituto nazionale di statistica: Dott. Manlio

Dettagli

TFR E PREVIDENZA COMPLEMENTARE

TFR E PREVIDENZA COMPLEMENTARE TFR E PREVIDENZA COMPLEMENTARE E il momento di scegliere A cura della Struttura di Comparto Scuola non statale DESTINARE IL TFR COS E IL TFR? Il trattamento di fine rapporto (anche conosciuto come liquidazione

Dettagli

La Cisl Informa: il TFR e la previdenza complementare

La Cisl Informa: il TFR e la previdenza complementare La Cisl Informa: il TFR e la previdenza complementare Le riforme del sistema previdenziale attuate negli anni 90 hanno apportato una serie di interventi restrittivi alle pensioni erogate dal sistema pubblico,

Dettagli

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO ANFFAS ONLUS ANALISI CONTRATTI DEL SETTORE

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO ANFFAS ONLUS ANALISI CONTRATTI DEL SETTORE CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO ANFFAS ONLUS ANALISI CONTRATTI DEL SETTORE L analisi nasce dalla necessità di voler approfondire la validità del nostro contratto nazionale Dal confronto e dall

Dettagli

ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE (APS): ASPETTI INTRODUTTIVI

ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE (APS): ASPETTI INTRODUTTIVI ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE (): ASPETTI INTRODUTTIVI Nel nostro Paese l associazionismo sociale è un fenomeno in continua espansione. Le Associazioni di Promozione Sociale rappresentano quei soggetti

Dettagli

CONFEDERAZIONE GENERALE UNITARIA CGU - CISAL. Segreteria Regionale Friuli Venezia Giulia. Oggetto: Fondo Perseo. Prime indicazioni.

CONFEDERAZIONE GENERALE UNITARIA CGU - CISAL. Segreteria Regionale Friuli Venezia Giulia. Oggetto: Fondo Perseo. Prime indicazioni. Oggetto: Fondo Perseo. Prime indicazioni. Premessa Perseo è il Fondo Nazionale pensione complementare destinato a tutti i lavoratori delle Regioni, delle Autonomie Locali e della Sanità. Nasce con l obiettivo

Dettagli

L ESONERO CONTRIBUTIVO PER LE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO NEL 2015

L ESONERO CONTRIBUTIVO PER LE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO NEL 2015 L ESONERO CONTRIBUTIVO PER LE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO NEL 2015 di 1 Con il comma 118 e ss. della Legge di Stabilità 2015 2, al fine di promuovere forme di occupazione stabile, viene introdotto

Dettagli

SANITÀ, WELFARE E MUTUALITÀ" Alceste SANTUARI P&D.IT

SANITÀ, WELFARE E MUTUALITÀ Alceste SANTUARI P&D.IT SANITÀ, WELFARE E MUTUALITÀ" Alceste SANTUARI P&D.IT Qualche tempo fa su questo sito ci siamo chiesti che ne fosse stato del federalismo. Le recenti indagini pubblicate su il Sole 24 Sanità testimoniano

Dettagli

La somministrazione di lavoro. - I contratti di somministrazione

La somministrazione di lavoro. - I contratti di somministrazione Indice La somministrazione di lavoro - I contratti di somministrazione - Cosa sono - Facciamo un po d ordine - La somministrazione di lavoro a tempo determinato - Il contratto - I rapporti tra somministratore

Dettagli

L ATTIVITÀ D INVESTIMENTO E IL RENDIMENTO NELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE: NOTE SUL CASO COMETA

L ATTIVITÀ D INVESTIMENTO E IL RENDIMENTO NELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE: NOTE SUL CASO COMETA Contributi L ATTIVITÀ D INVESTIMENTO E IL RENDIMENTO NELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE: NOTE SUL CASO COMETA di Gianni Ferrante ** Premessa Come già facemmo nel n.7 (ottobre 2002) di questa pubblicazione

Dettagli

di Patrizia Della Serra

di Patrizia Della Serra TFR E FONDI PENSIONE COSA CAMBIA PER LE AZIENDE di Patrizia Della Serra Risorse Umane >> Fondi pensione Sommario Premessa...3 Il Tfr fino al 31 dicembre 2006...4 Il Tfr dall'1 gennaio 2007...4 Agevolazioni

Dettagli

Forme pensionistiche complementari Introduzione Le forme pensionistiche complementari sono forme di previdenza finalizzate alla costituzione di una

Forme pensionistiche complementari Introduzione Le forme pensionistiche complementari sono forme di previdenza finalizzate alla costituzione di una Forme pensionistiche complementari Introduzione Le forme pensionistiche complementari sono forme di previdenza finalizzate alla costituzione di una prestazione pensionistica integrativa, autorizzate e

Dettagli

IL RUOLO DELLE FONDAZIONI NEL SOSTEGNO E NELLA PROMOZIONE DELL INNOVAZIONE SOCIALE COME FATTORE DI SVILUPPO

IL RUOLO DELLE FONDAZIONI NEL SOSTEGNO E NELLA PROMOZIONE DELL INNOVAZIONE SOCIALE COME FATTORE DI SVILUPPO IL RUOLO DELLE FONDAZIONI NEL SOSTEGNO E NELLA PROMOZIONE DELL INNOVAZIONE SOCIALE COME FATTORE DI SVILUPPO (Relazione al Convegno: Fondazioni e Banche: i sistemi economici locali Fondazione Cassa di Risparmio

Dettagli

Linee guida e schemi di redazione dei bilanci di esercizio degli Enti non profit

Linee guida e schemi di redazione dei bilanci di esercizio degli Enti non profit ENTI NON PROFIT Linee guida e schemi di redazione dei D I L U C A P A G L I O T T A 1. Introduzione Dopo aver esaminato in un recente intervento (vedi Notizie Sintesi n. 265 di Dicembre 2008, pag. 2) gli

Dettagli

C 188/6 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 11.8.2009

C 188/6 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 11.8.2009 C 188/6 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 11.8.2009 Comunicazione della Commissione Criteri per l'analisi della compatibilità degli aiuti di stato a favore dei lavoratori svantaggiati e disabili soggetti

Dettagli

Fatti i conti in... BUSTA PAGA

Fatti i conti in... BUSTA PAGA DIRITTO LAVORO Fatti i conti in... BUSTA PAGA I risultati dell indagine condotta da Jobadvisor qualche mese fa e pubblicati nell edizione di ottobre indicano che per la grande maggioranza dei neolaureati

Dettagli

IL NUOVO TFR, GUIDA ALL USO A cura di Tommaso Roberto De Maria

IL NUOVO TFR, GUIDA ALL USO A cura di Tommaso Roberto De Maria LIBERA Confederazione Sindacale Li.Co.S. Sede nazionale Via Garibaldi, 45-20092 Cinisello Balsamo (MI) Tel.: 02 / 39.43.76.31. Fax: 02 / 39.43.75.26. e-mail: sindacatolicos@libero.it IL NUOVO TFR, GUIDA

Dettagli

Confprofessionilavoro pubblica una tabella con gli incentivi - attualmente in vigore - in materia di assunzione.

Confprofessionilavoro pubblica una tabella con gli incentivi - attualmente in vigore - in materia di assunzione. Confprofessionilavoro pubblica una tabella con gli incentivi - attualmente in vigore - in materia di assunzione. INCENTIVO DESTINATARI Giovani (l.99/2013) L incentivo è pari: -ad 1/3 della retribuzione

Dettagli

Configurazioni del Bilancio Sociale. Oggi più di ieri e sicuramente meno di domani, il centro di produzione, ovvero il centro di

Configurazioni del Bilancio Sociale. Oggi più di ieri e sicuramente meno di domani, il centro di produzione, ovvero il centro di Configurazioni del Bilancio Sociale Oggi più di ieri e sicuramente meno di domani, il centro di produzione, ovvero il centro di interessi, deve fare i conti con un contesto ampio e complesso che esprime,

Dettagli

Glossario Dei Termini Previdenziali: La Previdenza Complementare

Glossario Dei Termini Previdenziali: La Previdenza Complementare Glossario Dei Termini Previdenziali: La Previdenza Complementare www.logicaprevidenziale.it A Albo (delle forme pensionistiche complementari): Elenco ufficiale tenuto dalla COVIP cui le forme pensionistiche

Dettagli

Gli obblighi di bilancio

Gli obblighi di bilancio IL BILANCIO DELLE SOCIETA DI MUTUO SOCCORSO di Massimo Avincola e Giorgio Gentili Premessa Negli ultimi anni sono state costituite numerose Società di Mutuo Soccorso, molte delle quali, sono state promosse

Dettagli

SCHEMA DI SINTESI SULLA NORMATIVA DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE *

SCHEMA DI SINTESI SULLA NORMATIVA DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE * SCHEMA DI SINTESI SULLA NORMATIVA DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE * Chi è interessato dalla Riforma Sono interessati alla riforma della previdenza complementare attuata con il decreto legislativo n. 252/2005

Dettagli

LA RIFORMA DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE E LE NUOVE NORME SUL TFR

LA RIFORMA DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE E LE NUOVE NORME SUL TFR Federazione Lavoratori della Conoscenza LA RIFORMA DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE E LE NUOVE NORME SUL TFR Schede informative A partire dal 1 gennaio 2007, per 16 milioni di lavoratori dipendenti del settore

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE (Approvato con deliberazione di G.C. 140/02.12.2010) 1 TITOLO I - SISTEMA DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE Capo I - Aspetti generali

Dettagli

PER UNA RESPONSABILITA SOCIALE D IMPRESA CHE SIA ELEMENTO STRUTTURALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

PER UNA RESPONSABILITA SOCIALE D IMPRESA CHE SIA ELEMENTO STRUTTURALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE PER UNA RESPONSABILITA SOCIALE D IMPRESA CHE SIA ELEMENTO STRUTTURALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE PREMESSA Per la prima volta quest anno la responsabilità sociale in Italia diventa un tema diffuso di dibattito

Dettagli

SOCIETA COOPERATIVE E IRES

SOCIETA COOPERATIVE E IRES FISCALITÀ PER LE COOPERATIVE: NOVITÀ INTRODOTTE DALLA MANOVRA FINANZIARIA Brescia 5 Novembre 2011 1 SOCIETA COOPERATIVE E IRES Art. 73, comma 1, lettera a) del Tuir Sono soggetti all imposta sul reddito

Dettagli

I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione

I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione Premessa Obiettivo di questo breve documento è fornire una contributo in vista dell incontro dell 8 luglio; a tale

Dettagli

Ovvero: Azione Volontaria, Terzo Sistema, Economia Civile, Terza Dimensione, Privato Sociale, Settore Non Profit

Ovvero: Azione Volontaria, Terzo Sistema, Economia Civile, Terza Dimensione, Privato Sociale, Settore Non Profit TERZO SETTORE Ovvero: Azione Volontaria, Terzo Sistema, Economia Civile, Terza Dimensione, Privato Sociale, Settore Non Profit E l insieme di soggetti organizzativi di natura privata volti alla produzione

Dettagli

LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE INDICE INTRODUZIONE IL TFR LA PREVVIDENZA COMPLEMENTARE IL FINANZIAMENTO DELLE FORME PENSIONISTICHE FORME DI ADESIONE AGEVOLAZIONI FISCALI TASSAZIONE DELLE PRESTAZIONI TRASFERIMENTO

Dettagli

Consulenza Amministrativa del Lavoro 80122 Napoli Viale A. Gramsci,15 Tel. 081/2461068 - Fax 081/2404414 Email info@cafassoefigli.

Consulenza Amministrativa del Lavoro 80122 Napoli Viale A. Gramsci,15 Tel. 081/2461068 - Fax 081/2404414 Email info@cafassoefigli. Centro Studi Cafasso Consulenza Amministrativa del Lavoro 80122 Napoli Viale A. Gramsci,15 Tel. 081/2461068 - Fax 081/2404414 Email info@cafassoefigli.it Circolare informativa n 5/2007 Napoli, lì 9 marzo

Dettagli

LE GUIDE DELLA FABI TFR IN BUSTA PAGA

LE GUIDE DELLA FABI TFR IN BUSTA PAGA LE GUIDE DELLA FABI TFR IN BUSTA PAGA 1 Il Consiglio di Stato, nella seduta del 12 febbraio 2015, ha dato il via libera al Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che regola le modalità con

Dettagli

ARTIGIANATO - PREVIDENZA - FONDI - Folder Informativo su ARTIFOND

ARTIGIANATO - PREVIDENZA - FONDI - Folder Informativo su ARTIFOND ARTIGIANATO - PREVIDENZA - FONDI - Folder Informativo su ARTIFOND La riforma del sistema pensionistico determinata dalla legge 335/1995 e successive modificazioni ha modificato il sistema di rogazione

Dettagli

Gli Organismi di Previdenza Complementare

Gli Organismi di Previdenza Complementare Gli Organismi di Previdenza Complementare Gli organismi di previdenza complementare, o fondi pensione, sono stati introdotti nell ordinamento italiano attraverso le disposizioni del Decreto legislativo

Dettagli

CCNL COOPERATIVE SOCIALI

CCNL COOPERATIVE SOCIALI CCNL COOPERATIVE SOCIALI Verbale di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative del settore socio-sanitario assistenziale-educativo

Dettagli

BREVE GUIDA ALLA DETASSAZIONE DEI PREMI DI RISULTATO

BREVE GUIDA ALLA DETASSAZIONE DEI PREMI DI RISULTATO BREVE GUIDA ALLA DETASSAZIONE DEI PREMI DI RISULTATO L art. 1 commi da 182 a 189 della legge n. 208/2015 introduce un regime agevolato di natura fiscale per le somme corrisposte a titolo di premio di risultato

Dettagli

Cassa trattamenti pensionistici dei dipendenti dello Stato (CTPS). La previdenza dei docenti delle Università pubbliche.

Cassa trattamenti pensionistici dei dipendenti dello Stato (CTPS). La previdenza dei docenti delle Università pubbliche. In questa sezione pubblichiamo informazioni che chiariscono le regole previste per la composizione e l effettivo funzionamento delle maggiori Gestioni pensionistiche amministrate dall Istituto. Questo

Dettagli

D A N I E L A C E R V I R E S P O N S A B I L E U F F I C I O E C O N O M I C O F I N A N Z I A R I O L E G A C O O P R E G G I O E M I L I A

D A N I E L A C E R V I R E S P O N S A B I L E U F F I C I O E C O N O M I C O F I N A N Z I A R I O L E G A C O O P R E G G I O E M I L I A E LEMENTI D ISTINTIVI E FONDANTI D ELLA S OCIETÀ COOPERATIVA: D AL D IRITTO S OCIETARIO A LLE PECULIARITÀ F ISCALI E GESTIONALI D A N I E L A C E R V I R E S P O N S A B I L E U F F I C I O E C O N O M

Dettagli

Dossier riforma TFR I nuovi e i vecchi assunti. Lavoratori assunti prima del 29 aprile 1993.

Dossier riforma TFR I nuovi e i vecchi assunti. Lavoratori assunti prima del 29 aprile 1993. Dossier riforma TFR Inizia il conto alla rovescia per la nuova disciplina sul TFR, che dovrebbe contribuire ad alimentare la previdenza complimentare. Con lo schema di decreto legislativo previsto dalla

Dettagli

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia Nel corso degli ultimi trent anni il sistema previdenziale italiano è stato interessato da riforme strutturali finalizzate: al progressivo controllo della spesa pubblica per pensioni, che stava assumendo

Dettagli

I PUNTI ESSENZIALI DELLA CONTRORIFORMA PREVIDENZIALE GLI OBIETTIVI

I PUNTI ESSENZIALI DELLA CONTRORIFORMA PREVIDENZIALE GLI OBIETTIVI I PUNTI ESSENZIALI DELLA CONTRORIFORMA PREVIDENZIALE GLI OBIETTIVI Sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico obbligatorio Prolungare l attività lavorativa o ritardare il momento della pensione:

Dettagli

Esonero contributivo triennale. Nuova Assicurazione Sociale per l Impiego - NASPI

Esonero contributivo triennale. Nuova Assicurazione Sociale per l Impiego - NASPI Esonero contributivo triennale Nuova Assicurazione Sociale per l Impiego - NASPI API Torino 5 marzo 2015 Beniamino Gallo Esonero triennale per le assunzioni a tempo indeterminato Il legislatore si è posto

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (SAD)

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (SAD) REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (SAD) PREMESSA Il presente regolamento del Servizio di Assistenza Domiciliare fa riferimento alle disposizioni della legislazione nazionale, regionale

Dettagli

FONTEMP il Fondo di previdenza per i lavoratori in somministrazione

FONTEMP il Fondo di previdenza per i lavoratori in somministrazione FONTEMP il Fondo di previdenza per i lavoratori in somministrazione 1 L ADESIONE L adesione alle forme pensionistiche complementari è libera e volontaria 2 L ADESIONE SI PUO ADERIRE A FONTEMP: IN MANIERA

Dettagli

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI Premesse e riferimenti normativi La valutazione del personale, che costituisce un processo centrale nell ambito del management pubblico, ha registrato negli

Dettagli

La gestione del reclamo in Emilia-Romagna: una procedura concordata fra i rappresentanti dei cittadini e i servizi

La gestione del reclamo in Emilia-Romagna: una procedura concordata fra i rappresentanti dei cittadini e i servizi Programma a finanziamento ministeriale Percezione di qualità e risultato delle cure: costituzione di una rete integrata di osservatori regionali Seminario interregionale IL CIRCOLO VIRTUOSO DEL RECLAMO

Dettagli

PERCHE LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

PERCHE LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE PERCHE LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE IL RUOLO SOCIO ECONOMICO Simona Orfella MAGGIO 2013 IL CONTESTO GENERALE Difficoltà finanziarie ed economiche paesi europei Instabilità politica Misure fiscali severe

Dettagli

REGIONE TOSCANA PREAMBOLO

REGIONE TOSCANA PREAMBOLO REGIONE TOSCANA L.R. 2 aprile 2009, n. 16 Cittadinanza di genere B.U. Regione Toscana 06 aprile 2009, n. 11 PREAMBOLO Visto l articolo 117, terzo, quarto e settimo comma della Costituzione; Visto l articolo

Dettagli

Tutto quello che c è da sapere sulle società cooperative

Tutto quello che c è da sapere sulle società cooperative Tutto quello che c è da sapere sulle società cooperative lo scopo mutualistico cioè non perseguono (o non dovrebbero perseguire) il lucro o profitto come tutte le altre società/imprese, ma hanno l obiettivo

Dettagli

Esonero contributivo triennale assunti a tempo indeterminato

Esonero contributivo triennale assunti a tempo indeterminato OBIETTIVO: Al fine di promuovere forme di occupazione stabile Incentivo all occupazione DESTINATARI: Datori di lavoro privati e, sub condicione, agricoli. imprenditori, non imprenditori (Associazioni,

Dettagli

PREVIDENZA LEGGE REGIONALE 27 FEBBRAIO 1997, N. 3

PREVIDENZA LEGGE REGIONALE 27 FEBBRAIO 1997, N. 3 LEGGE REGIONALE 27 FEBBRAIO 1997, N. 3 Interventi di previdenza e sanità integrativa a sostegno dei fondi pensione e dei fondi sanitari a base territoriale regionale 1 2 3 Art. 1 (Agevolazione al funzionamento

Dettagli

Regolamento Interno Premessa Art. 1 - Principi dei rapporti sociali Art. 2 - Diritti e doveri dei soci

Regolamento Interno Premessa  Art. 1 - Principi dei rapporti sociali Art. 2 - Diritti e doveri dei soci Regolamento Interno Premessa La Cooperativa Sociale Solidaria ha lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all integrazione sociale dei cittadini attraverso la

Dettagli

Schema di decreto legislativo recante:

Schema di decreto legislativo recante: Schema di decreto legislativo recante: Incentivi all autoimprenditorialità e all autoimpiego, in attuazione della delega conferita dall articolo 45, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144. Visti gli

Dettagli

FONDO PENSIONE ARTIFOND DOMANDE E RISPOSTE

FONDO PENSIONE ARTIFOND DOMANDE E RISPOSTE Via di S. Croce in Gerusalemme, 63 00185 Roma Tel. +039 06 77205055 Fax 06 77591946 www.artifond.it FONDO PENSIONE ARTIFOND DOMANDE E RISPOSTE a) GENERALITÀ SUL FONDO CHE COS È UN FONDO PENSIONE COMPLEMENTARE?

Dettagli

FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande

FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande 1. Quali sono le caratteristiche distintive dell impresa cooperativa? L impresa cooperativa è un impresa costituita da almeno 3 soci e può avere la forma della

Dettagli

Penalizzati per legge. Un piano pensione pubblico molto più oneroso di uno privato

Penalizzati per legge. Un piano pensione pubblico molto più oneroso di uno privato La Gestione Separata INPS Penalizzati per legge. Un piano pensione pubblico molto più oneroso di uno privato Silvestro De Falco Roma aprile 2011 www.actainrete.it Che cos è la Gestione Separata La gestione

Dettagli

CCNL COOPERATIVE SOCIALI. Verbale di accordo

CCNL COOPERATIVE SOCIALI. Verbale di accordo CCNL COOPERATIVE SOCIALI Verbale di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative del settore socio-sanitario assistenziale-educativo

Dettagli

RIFORMA DELLE PENSIONI

RIFORMA DELLE PENSIONI RIFORMA DELLE PENSIONI I punti principali La proposta di legge delega di riforma del sistema previdenziale approvata dal Governo si propone di raggiungere due obiettivi, largamente condivisi a livello

Dettagli

FONDINPS - Fondo pensione complementare INPS Iscritto n. 500 all Albo Covip

FONDINPS - Fondo pensione complementare INPS Iscritto n. 500 all Albo Covip DOCUMENTO SUL REGIIME FIISCALE Il sistema previdenziale italiano, da oltre un decennio, è stato oggetto di numerose riforme volte, da un lato, a riorganizzare ed armonizzare i trattamenti previdenziali

Dettagli

Comunitàincoop. Vademecum Cooperative di Comunità. Prima elaborazione

Comunitàincoop. Vademecum Cooperative di Comunità. Prima elaborazione Comunitàincoop Vademecum Cooperative di Comunità Prima elaborazione VADEMECUM COOPERATIVE DI COMUNITA COSA SONO LE COOPERATIVE DI COMUNITA Le Cooperative di Comunità o le Comunità Cooperative sono un progetto

Dettagli

L ECONOMICITÀ AZIENDALE

L ECONOMICITÀ AZIENDALE L ECONOMICITÀ AZIENDALE IMPRESA tende alla sopravvivenza (autonoma) nel tempo 1 a condizione: Equilibrio economico Risorse consumo (utilizzazione) Collocamento l azienda deve conseguire in volume di ricavi

Dettagli

RELAZIONE AL PROGETTO DI LEGGE DI RIFORMA DELLA LEGGE SUL DIRITTO ALLO STUDIO

RELAZIONE AL PROGETTO DI LEGGE DI RIFORMA DELLA LEGGE SUL DIRITTO ALLO STUDIO RELAZIONE AL PROGETTO DI LEGGE DI RIFORMA DELLA LEGGE SUL DIRITTO ALLO STUDIO Ecc.mi Capitani Reggenti, On.li Membri del Consiglio Grande e Generale Con il provvedimento che sottoponiamo al Consiglio Grande

Dettagli

Strumenti di incentivazione della produttività e valutazione della performance

Strumenti di incentivazione della produttività e valutazione della performance www.adapt.it, 10 marzo 2011 Strumenti di incentivazione della produttività e valutazione della performance di Dimitri Giardino In uno scenario economico sempre più globalizzato e concorrenziale, in cui

Dettagli

aspetti aziendali e di gestione del ASP E FONDAZIONI personale Forlì 14 dicembre 2004

aspetti aziendali e di gestione del ASP E FONDAZIONI personale Forlì 14 dicembre 2004 ASP E FONDAZIONI aspetti aziendali e di gestione del personale Forlì 14 dicembre 2004 1 Le fondazioni come soggetto dell economia aziendale l economia aziendale ha per oggetto l ordine economico degli

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI (RENZI) E DAL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

CAMERA DEI DEPUTATI DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI (RENZI) E DAL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2208 DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI (RENZI) E DAL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI (POLETTI)

Dettagli

DOCUMENTO SUL REGIME FISCALE

DOCUMENTO SUL REGIME FISCALE DOCUMENTO SUL REGIME FISCALE Il sistema previdenziale italiano, da oltre un decennio, è stato oggetto di numerose riforme volte, da un lato, a riorganizzare ed armonizzare i trattamenti previdenziali assicurati

Dettagli

III Conferenza Europea dei Servizi alla Persona

III Conferenza Europea dei Servizi alla Persona III Conferenza Europea dei Servizi alla Persona Un Piano Nazionale per lo sviluppo dei SAP in Italia Mario Conclave Italia Lavoro I fenomeni in corso in Italia Fenomeni di medio lungo periodo, che spingono

Dettagli

Previcooper, il fondo pensione della distribuzione cooperativa

Previcooper, il fondo pensione della distribuzione cooperativa Fondo Pensione per i lavoratori dipendenti dalle imprese della distribuzione cooperativa Iscritto all Albo dei Fondi Pensione con il numero d ordine 102 Previcooper, il fondo pensione della distribuzione

Dettagli

Marketing mix Prodotto

Marketing mix Prodotto Marketing mix Parlare di marketing mix per il settore pubblico è possibile soltanto prendendo i fattori che lo contraddistinguono ed adattarli al settore. Accanto ai tradizionali quattro fattori: prezzo,

Dettagli

Direzione generale per le Politiche attive e passive del lavoro

Direzione generale per le Politiche attive e passive del lavoro Direzione generale per le Politiche attive e passive del lavoro Prot. 40/26120 del 25/07/2013 Agli indirizzi in allegato OGGETTO: Applicazione delle agevolazioni contributive e assicurative riconoscibili

Dettagli

LA SCELTA SULLA DESTINAZIONE DEL TFR

LA SCELTA SULLA DESTINAZIONE DEL TFR Ai lavoratori dipendenti della Cooperativa Sociale Terr.A. Idee e servizi di animazione nel territorio Prot. Padova, MODULISTICA ED INFORMATIVA PER L INDICAZIONE ALLA COOPERATIVA DELLA SCELTA SULLA DESTINAZIONE

Dettagli

Elementi Costitutivi della Retribuzione

Elementi Costitutivi della Retribuzione Elementi Costitutivi della Retribuzione Nel porsi la domanda: "sono ben ricompensato?" un lavoratore deve prendere in considerazione molti aspetti, non solo la retribuzione. Deve prendere in conto, come

Dettagli

Il quadro d insieme del sistema di previdenza complementare

Il quadro d insieme del sistema di previdenza complementare Il quadro d insieme del sistema di previdenza complementare Agenda La funzione della previdenza complementare Caratteristiche e modalità di funzionamento Tipologia di forme pensionistiche complementari

Dettagli

Sistema di valutazione permanente del personale

Sistema di valutazione permanente del personale Premessa Il sistema di valutazione permanente, previsto dall art. 6 del CCNL 1/4/1999, intende promuovere, da un lato, il miglioramento della qualità delle prestazioni dei servizi resi e, dall altro, la

Dettagli

Due scommesse per il decollo della previdenza integrativa

Due scommesse per il decollo della previdenza integrativa SILENZIO/ASSENSO E TFR ALL INPS Due scommesse per il decollo della previdenza integrativa di Giovanni Maggiorano Risorse Umane >> Fondi pensione Sommario Introduzione...3 Tre le ipotesi percorribili...4

Dettagli

A tutte le Strutture UIL LORO SEDI. Carissimi,

A tutte le Strutture UIL LORO SEDI. Carissimi, Roma, 06 novembre 2015 Protocollo:36/ 15/TB/mt/mm Servizio: Contrattazione Privata e Politiche Settoriali Rappresentanza e Rappresentatività A tutte le Strutture UIL LORO SEDI Oggetto: detassazione premi

Dettagli

SPECIALE FONDO DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE

SPECIALE FONDO DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE Notiziario interno della Fisac/Cgil per gli esattoriali della Concessione di Roma supplemento ad Informazioni-Fisac OTTOBRE 2000 Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste

Dettagli

Principi comuni in materia di tirocini, definizioni e tipologie

Principi comuni in materia di tirocini, definizioni e tipologie Piemonte di Giulia Tolve Introduzione In data 20 giugno 2013 è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 25/2013 la deliberazione della Giunta regionale n. 74 5911 del 3 giugno

Dettagli

Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo

Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo Redditi di lavoro dipendente Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo è il contratto mediante il quale l impresa fornitrice pone uno o più lavoratori,

Dettagli

La repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata.

La repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. Cooperativa è... COOPERATIVA è... Art. 45 della Costituzione Italiana La repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge

Dettagli

Cod. L005 - Assegni per il nucleo familiare Va indicata la spesa complessiva, sostenuta dall Istituzione nel corso dell anno 2007, per l erogazione

Cod. L005 - Assegni per il nucleo familiare Va indicata la spesa complessiva, sostenuta dall Istituzione nel corso dell anno 2007, per l erogazione Cod. L005 - Assegni per il nucleo familiare Va indicata la spesa complessiva, sostenuta dall Istituzione nel corso dell anno 2007, per l erogazione di assegni per il nucleo familiare al personale dipendente

Dettagli

I Fondi pensione nel pubblico impiego

I Fondi pensione nel pubblico impiego 38 I Fondi pensione destinati ai lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni dello Stato, il cui rapporto di lavoro è disciplinato tramite contrattazione collettiva, possono essere istituiti

Dettagli

I RAMI O.N.L.U.S. DEGLI ENTI ECCLESIASTICI. Roma, 8 febbraio 2003 Dott. Antonella Ventre

I RAMI O.N.L.U.S. DEGLI ENTI ECCLESIASTICI. Roma, 8 febbraio 2003 Dott. Antonella Ventre I RAMI O.N.L.U.S. DEGLI ENTI ECCLESIASTICI Roma, 8 febbraio 2003 Dott. Antonella Ventre ORGANIZZAZIONI NON LUCRATIVE DI UTILITÀ SOCIALE (O.N.L.U.S.) D.LGS. 4 dicembre 1997 n 460 (ART. 10 e SS.) C.M. 26

Dettagli

MODELLI DI GESTIONE DELLE RISORSE UMANE

MODELLI DI GESTIONE DELLE RISORSE UMANE MODELLI DI GESTIONE DELLE RISORSE UMANE SOMMARIO La ricerca di nuovi modelli di sviluppo delle r.u. La pianificazione dello sviluppo del personale Modelli di leadership La ricerca di nuovi modelli di sviluppo

Dettagli

Ripensare le pensioni fra passato, presente e futuro

Ripensare le pensioni fra passato, presente e futuro 1 Ripensare le pensioni fra passato, presente e futuro LE PROPOSTE DELLA CISL per un sistema pensionistico equo e sostenibile LA CISL CONTRATTA, UNISCE, PROPONE 1 2 1. La flessibilità in uscita: restituire

Dettagli

METODOLOGIA DELLA VALUTAZIONE DEI DIPENDENTI

METODOLOGIA DELLA VALUTAZIONE DEI DIPENDENTI All. A METODOLOGIA DELLA VALUTAZIONE DEI DIPENDENTI ai sensi del vigente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 26 SISTEMA DI VALUTAZIONE DEI DIPENDENTI AMBITO DI APPLICAZIONE: dipendenti CISSACA OBIETTIVO

Dettagli

Conti economici nazionali

Conti economici nazionali Conti economici nazionali Definizioni correnti Ammortamento Rappresenta la perdita di valore subita dai capitali fissi (macchinari, impianti, mezzi di trasporto, etc.) nel corso dell anno a causa dell

Dettagli

LA PENSIONE DI VECCHIAIA E DI ANZIANITA' PRIMA E DOPO LA RIFORMA FORNERO

LA PENSIONE DI VECCHIAIA E DI ANZIANITA' PRIMA E DOPO LA RIFORMA FORNERO LA PENSIONE DI VECCHIAIA E DI ANZIANITA' PRIMA E DOPO LA RIFORMA FORNERO Negli ultimi anni nel nostro Paese si sono susseguite varie riforme che già soddisfacevano le richieste dell'unione Europea di avere

Dettagli

Questo istituto è frutto di una legge, che lascia alla contrattazione collettiva la facoltà di indicare le voci retributive da prendere in

Questo istituto è frutto di una legge, che lascia alla contrattazione collettiva la facoltà di indicare le voci retributive da prendere in Che cos è? Il Trattamento di Fine Rapporto (la cosiddetta liquidazione ) è una somma aggiuntiva che viene corrisposta dal datore di lavoro al proprio dipendente al termine del rapporto di lavoro. Questo

Dettagli

L'esonero contributivo triennale per l'assunzione. a tempo indeterminato;

L'esonero contributivo triennale per l'assunzione. a tempo indeterminato; MAP L'esonero contributivo triennale per l'assunzione A cura di Luca Furfaro Consulente del lavoro in Torino Analizzeremo l esonero contributivo triennale per le assunzioni a tempo indeterminato, effettuate

Dettagli