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1 Indice Introduzione Pag. 3 PARTE I. DALLA CRISI AL REINSERIMENTO AL LAVORO: TRE ESPERIENZE IN PROVINCIA DI CUNEO Cap. 1 Il caso Mawel Pag Descrizione della situazione problematica Le modalità di intervento I risultati Alcuni approfondimenti sul caso - Luigi VIACELLLI Cap. 2 Il caso Faber Pag Descrizione della situazione problematica Le modalità di intervento I risultati Alcuni approfondimenti sul caso - Andrea ROSA Cap. 3 I casi Silver e Fomb Pag Il caso SILVER Il caso FOMB Le attività di orientamento, di ricerca di risorse e di reinserimento lavorativo I risultati Alcuni approfondimenti sul caso Giovanna GORINI Cap. 4 I punti di vista Pag Il punto di vista di un Comune Marinella MASINI Il punto di vista di un Centro per l Impiego Lucilla CIRAVEGNA Il punto di vista di un Azienda Andrea TRUCCO 51 PARTE II. POLITICHE DEL LAVORO E POLITICA INDUSTRIALE: UN ESEMPIO DI INTEGRAZIONE Cap. 1 Il caso Parmalat - Copparo Pag Descrizione della situazione problematica e modalità d intervento Alcuni approfondimenti sul caso Vinicio GARDONI PARTE III. IL CONVEGNO DALLA CRISI AZIENDALE ALLA RICOLLOCAZIONE. ESPERIENZE IN PROVINCIA DI CUNEO E OLTRE Il programma del convegno Pag. 75 Tavola rotonda Pag. 77

2 Introduzione Risulta spesso difficile approfondire le problematiche inerenti il lavoro, le esperienze e le tecniche a sostegno delle persone e dell incontro domanda offerta. L interesse pare destarsi solo quando vengono citati i dati numerici relativi alla disoccupazione o se si accendono dispute e divisioni. Vogliamo invece dare conto di come si è riusciti nella nostra Provincia ad aiutare concretamente delle lavoratrici, di scolarità non elevata e di età non giovanissima, trovatesi senza lavoro in seguito alla chiusura delle loro aziende. Se si badasse esclusivamente al profilo quantitativo rispetto alle assunzioni registrate sul territorio provinciale, di cui avvenute in seguito all intervento delle agenzie interinali, le poche decine di avviamenti derivanti dagli interventi di ricollocazione avrebbero scarso significato. In realtà costituiscono esperienze interessanti per l aspetto sociale e sotto il profilo del metodo. Lo strumento della ricollocazione non è nuovissimo. La sua storia è legata soprattutto agli inserimenti individuali e inizia, in alcuni paesi, subito dopo la seconda guerra mondiale; negli Stati Uniti è stato molto utilizzato a partire dalla fine degli anni 60 in seguito alla ristrutturazione che ha riguardato la Nasa. Si è diffuso, successivamente in Europa ed anche in Italia, dove a partire dal 1986 ha interessato molti casi sia individuali sia collettivi, in seguito alla ristrutturazione di alcune grandi aziende. L originalità dei casi provinciali è legata al fatto che gli interventi, tutti di tipo collettivo, hanno riguardato aziende già fallite ed hanno visto il coinvolgimento dei servizi pubblici. La questione più rilevante affrontata nel convegno non è stata il racconto delle singole esperienze, che hanno avuto spazio sui giornali locali e l apprezzamento delle parti sociali e degli enti locali, partners delle iniziative (proprio in seguito all attivazione degli interventi si sono evitati i frequenti passaggi dei lavoratori negli uffici comunali). La riflessione ha voluto concentrarsi su come affrontare le crisi aziendali e le turbolenze continue, ossia fusioni, innovazioni tecnologiche, ridimensionamenti, decentramenti, cambiamenti strategici, acquisizioni, riconversioni, oltre ai casi di fallimenti, liquidazioni e cessazioni di azienda. E necessario delineare un modello di tutela che non si limiti ad intervenire durante il rapporto di lavoro, ma anche prima e dopo. Per questo motivo serve fissare l attenzione sullo sviluppo locale e la politica industriale, sugli strumenti dell informazione, dell aggiornamento, dell orientamento e della formazione. Vi è un forte collegamento con 2

3 le azioni della formazione professionale e dei servizi all impiego (a titolo di esempio si segnala la direttiva occupati a domanda individuale, la direttiva occupati a domanda aziendale, l attività dei servizi per la creazione d impresa). L azione non deve focalizzarsi prevalentemente sul sostegno al reddito, che spesso si abbina a forme di economia sommersa. Le esperienze di ricollocazione attuate in Provincia di Cuneo sono state rivolte a sostenere le persone nel transito verso un nuovo lavoro, accompagnandole nel passaggio tra il passato da abbandonare ed un progetto di nuova occupazione, supportandole in un momento difficile della vita, in cui la perdita del lavoro può causare l esclusione sociale. Il presente rapporto evidenzia quali sono state le conseguenze per le persone e per le aziende, i risvolti positivi e negativi, le problematiche legate all attuazione degli interventi in relazione alle attività ordinarie dei Centri per l Impiego, come si è sviluppata la collaborazione tra pubblico e privato, quale può essere il ruolo delle parti sociali, quale è il rapporto tra costi e risultati e come simili esperienze possono essere utilizzate anche nei casi di ristrutturazione con parziale riduzione degli organici. Le ristrutturazioni sono sempre precedute dalla negoziazione tra le parti a cui fa seguito una gamma di interventi che sempre più dovranno legare la tutela del reddito a servizi per il reimpiego, volti a superare quel modello assistenzialista, che ha connotato il nostro paese per lungo tempo rischiando di creare sacche di popolazione difficilmente occupabili. Si tratta invece di affermare un modello nel quale si realizzi l intreccio tra ammortizzatori e politiche attive del lavoro Antonio Degiacomi Assessore al Lavoro della Provincia di Cuneo 3

4 La giornata del convegno ha rappresentato un momento di riflessione sull esperienza che ha riguardato la Provincia di Cuneo, interessando i Centri per l Impiego coinvolti nella realizzazione di un iniziativa di politica attiva inerente la ricollocazione nel mercato del lavoro di persone espulse dal mondo produttivo a seguito di crisi aziendali irreversibili. Gli interventi realizzatisi sul territorio provinciale hanno avuto duplice valenza, poiché sono stati impegnati i servizi all impiego territoriali e sono stati coinvolti operatori professionali specializzati in progetti di ricollocazione. Le tre esperienze si sono attuate nel periodo in cui i Centri per l Impiego si preparavano a riorganizzare le loro funzioni, passando da attività di tipo burocratico - amministrativo a ruoli in supporto delle persone e delle imprese, secondo le indicazioni della riforma e del decentramento. I Centri per l Impiego stanno, infatti, affrontando un grosso sforzo, nel tentativo di identificare le persone che effettivamente sono disponibili al lavoro rispetto a quelle iscritte nelle liste per motivi diversi. Agli iscritti disponibili viene offerta una gamma di servizi diversi, tra i quali il principale è rappresentato dall attività di preselezione, ossia dall incrocio domanda offerta. Nell ambito della serie dei nuovi servizi si situano gli interventi di ricollocazione, indirizzati a specifiche fasce di lavoratori (non ancora utenti dei Centri poiché in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria - CIGS - o all inizio del percorso di mobilità). L esperienza significativa svoltasi sul territorio provinciale è stata confrontata con un intervento più ampio: quello inerente il caso Parmalat, gestito dalla società Sofit di Milano. Si tratta di un esempio di integrazione di politiche industriali e politiche del lavoro, in cui la situazione di partenza non coincide, infatti, con una condizione di crisi e chiusura aziendale ma si inquadra in un contesto di ristrutturazione e riorganizzazione degli assetti aziendali. Il raffronto ha espresso l intento di ampliare lo sguardo, vedere oltre e raccogliere stimoli positivi per riflettere meglio sulle esperienze locali. Gianfranco Bordone Responsabile Settore Politiche del Lavoro della Provincia di Cuneo 4

5 PARTE I. DALLA CRISI AL REINSERIMENTO AL LAVORO: TRE ESPERIENZE IN PROVINCIA DI CUNEO 5

6 CAPITOLO 1. IL CASO MAWEL 1.1 Descrizione della situazione problematica Nel 1998 la Mawel S.p.A rilevò impianti ed addetti dal Gruppo Finanziario Tessile S.p.A - GFT - (che aveva spostato le produzioni in altro luogo, cessando così le attività dello stabilimento), sulla base di un progetto di riconversione produttiva contraddistinto dall impegno di ripresa delle attività, e quindi con il reimpiego di tutti i dipendenti ceduti dal GFT S.p.A, per produzioni metalmeccaniche. La Mawel S.p.A ottenne per il personale, prevalentemente femminile, due anni di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria - CIGS - e programmi di formazione finalizzati alla riconversione professionale. I lavoratori parteciparono ai corsi formativi, percependo l indennità di CIGS fino a febbraio 2000, ma non furono reinseriti nell attività produttiva poiché la Mawel non attivò le iniziative per la trasformazione dello stabilimento e l avvio della nuova produzione, non espletando, inoltre, le pratiche per l ottenimento del secondo anno di CGIS. Ad agosto 2000 i creditori dell azienda chiesero il fallimento e contemporaneamente le organizzazioni sindacali di categoria (Fim, Fiom, Uilm) sollecitarono un ulteriore anno di CGIS, in conseguenza del fallimento, e la successiva mobilità per tutto il personale. La situazione di fallimento determinò per il personale, circa 125 lavoratrici/tori, in maggioranza di sesso femminile, con la qualifica operaia e ultra quarantenni, la prospettiva di licenziamento e l iscrizione nelle liste di mobilità. Committenti Committenti del progetto: Provincia di Cuneo, Comune di Racconigi Gestione delle attività La gestione delle attività è stata effettuata da: Evoluzione Professionale s.r.l, Codex s.c.a.r.l, Centri Impiego di Fossano-Savigliano, Saluzzo, Alba-Bra. 6

7 1.2 Le modalità d intervento Obiettivi Attivare una rete integrata sperimentale di servizi destinati ai lavoratori della Mawel, finalizzati allo sviluppo di misure che favoriscano il collocamento attivo dei medesimi, contemporaneamente assicurando un efficace servizio alle imprese per l inserimento di nuove risorse umane. Tempi Il progetto, avviato a fine novembre 2000, si è concluso il 30 giugno Attività A. Presentazione Dopo la presentazione alle lavoratrici ed ai lavoratori del progetto e dei servizi da esso previsti, avvenuta a fine novembre 2000 in assemblea plenaria, è stato allestito nei locali messi a disposizione dal Comune di Racconigi il C.O.R. (Centro Operativo per la Ricollocazione), composto dagli operatori dei Centri per l Impiego di Bra, Saluzzo e Savigliano e dai consulenti della Società Evoluzione Professionale S.r.l. B. Adesione al progetto Successivamente le lavoratrici ed i lavoratori sono stati convocati per gruppi composti da circa 20 persone e si provveduto alla presentazione nel dettaglio delle finalità e dei servizi del progetto. In questa fase si è chiesto alle lavoratrici ed ai lavoratori interessati l adesione al progetto attraverso la sottoscrizione di un Patto di adesione, con l obiettivo di formalizzare effettivamente l accettazione del dovere di iniziativa e di azione per la risoluzione del problema occupazionale, precisando che tale scelta avrebbe comportato sia il diritto alla fruizione dei servizi relativi al supporto alla ricollocazione professionale, sia il rispetto di alcuni doveri. Si è inoltre sottolineato che tale scelta avrebbe potuto essere revocata in qualsiasi momento qualora la/il partecipante avesse cambiato avviso. 7

8 Quest ultima offerta, in particolare, ha permesso ad un certo numero di lavoratrici (più incerte e dubbiose) di provare ad aderire e valutare strada facendo il loro interesse a rientrare nel mercato del lavoro. Nel corso del medesimo incontro le partecipanti hanno compilato un questionario, siglato successivamente da uno psicologo inscritto all albo. La prima adesione è stata confermata da una seconda sottoscrizione del Patto di adesione avvenuta durante il secondo colloquio individuale, a cui ha fatto seguito l incontro seminariale intitolato Trovare un nuovo lavoro, realizzato in due edizioni dai consulenti di Evoluzione Professionale S.r.l. C. Analisi dei bisogni individuali Attraverso lo strumento del colloquio individuale si è delineato il preciso profilo professionale di ogni partecipante al progetto ed i relativi bisogni, arricchito da altre informazioni, quali: la situazione familiare, la disponibilità e la facilità a muoversi sul territorio, la disponibilità a cambiare il settore di lavoro, le aspirazioni professionali. Due sono stati i colloqui individuali. Nel primo le partecipanti hanno potuto presentare loro stesse, le precedenti esperienze professionali, il vissuto durante la cassa integrazione guadagni e l idea o le incertezze inerenti il futuro; inoltre, durante l incontro è stato presentato a ciascun partecipante il risultato del questionario somministrato nel corso della prima riunione di gruppo. Tra il primo ed il secondo colloquio individuale è avvenuto un incontro di gruppo nel corso del quale i partecipanti hanno compilato un secondo questionario. Al termine del secondo colloquio individuale, sempre focalizzato sui temi del lavoro, si sono raccolte le adesioni definitive al progetto di ricollocazione. D. Ricerca aziende ed inserimento al lavoro: il C.O.R. (Centro Operativo per la Ricollocazione) La ricerca delle opportunità lavorative è avvenuta secondo il criterio territoriale: le liste delle aziende da contattare sono state fornite dai Centri per l Impiego di Savigliano, Bra e Saluzzo e Carmagnola. Il progetto di ricollocazione è stato presentato al personale addetto alle assunzioni durante un primo colloquio telefonico, seguito da un fax del materiale informativo dell iniziativa. L operatore, raccolto l eventuale interesse dell azienda, proponeva un incontro con il referente dell impresa, nel corso del quale venivano consegnati i curricula che avrebbero potuto soddisfare le richieste aziendali. 8

9 Le partecipanti al progetto sono state coinvolte attivamente in tutte le fasi operative del progetto di ricollocazione ed hanno collaborato attivamente all individuazione delle imprese da interpellare: ciò ha permesso di orientare la ricerca delle opportunità di lavoro in base alle loro aspettative e ai loro interessi rispetto a singole aziende o a specifici settori merceologici. Per favorire l inserimento dei lavoratori nelle aziende interessate è stato utilizzato lo strumento del tirocinio, che ha consentito alle lavoratrici ed ai lavoratori di non perdere l indennità di CIGS ed alle imprese di ottenere i vantaggi sui costi previdenziali e fiscali. 1.3 I risultati Delle 121 persone incontrate dai responsabili del progetto, 31 dichiararono formalmente, fin dall inizio, di non essere interessate al progetto in quanto intendevano risolvere da sole il problema lavorativo; durante gli incontri individuali altre 57 persone maturarono la decisione formale di non partecipare all iniziativa poiché decise a trovare autonomamente la soluzione per la loro situazione occupazionale. Pertanto il gruppo che ha scelto di seguire il percorso proposto dall intervento di outplacement era composto da 33 persone. Analizzando i dati nel dettaglio si possono evidenziare alcune tendenze: 1. In linea generale l iniziativa ha suscitato un notevole interesse tra i lavoratori/trici coinvolti dalla crisi Mawel. Infatti, mentre solo il 71,9% dei convocati ha partecipato all assemblea plenaria (87 presenti su 121 convocati), alla prima riunione di gruppo era presente il 95,9% delle persone interpellate (116 presenti su 121 convocati). Alle attività previste dal progetto hanno inizialmente rinunciato 31 persone (25,6%). Il numero è aumentato a 57 persone (47,1%) al termine del primo colloquio individuale, quando alcune lavoratrici/tori hanno considerato esaurito l aiuto ritenuto necessario per risolvere il loro problema occupazionale. 2. La collaborazione tra servizio pubblico ed i consulenti di Evoluzione Professionale S.r.l, società specializzata in servizi di supporto alla collocazione professionale ed accreditata presso il Ministero del Lavoro, cui era affidato la gestione dell intervento, ha conferito una buona immagine all iniziativa ed ha suscitato una buona adesione 9

10 fra le imprese a cui è stato presentata l iniziativa ed alle quali sono stati proposti curricula. A. Risultati dell intervento Rispetto alle 33 adesioni all iniziativa di outplacement, gli avviamenti al lavoro sono stati complessivamente 25 (pari al 75,7% delle adesioni). Tra questi 20 soggetti (pari all 80% degli avviati e al 16,5% delle persone complessivamente coinvolte dal progetto) hanno scelto di riprendere il lavoro dipendente, 5 (ossia il 4,1% dei soggetti complessivamente coinvolti dall iniziativa) - inizialmente erano 7 le persone interessate ad avviare un attività autonoma o imprenditoriale seguite da Codex S.c.a.r.l - hanno intrapreso un attività autonoma. Le restanti 7 persone (delle 33 suddette) hanno scelto di rimanere in CIGS di fronte ad una o più opportunità di reimpiego aventi caratteristiche analoghe al loro precedente lavoro in GFT, e di risolvere in proprio il problema occupazionale. Sono state interpellate 229 imprese (di 32 si sono incontrati i referenti); sono state raccolte 69 opportunità di lavoro, delle quali 29 scartate dalle lavoratrici, e sono stati organizzati 46 colloqui di selezione presso le imprese interessate. B. Risultati di processo Lo scambio di esperienze professionali tra gli operatori del Centro per l Impiego, conoscitori della realtà del mercato del lavoro locale, ed i consulenti della società Evoluzione Professionale S.r.l, esperti di tecniche operative specifiche e diverse da quelle del servizio pubblico, ha consentito al personale del Centro per l Impiego di appropriarsi di nuove competenze e metodologie di lavoro, rendendo più efficace la propria azione e meno costosi gli interventi in termini di risorse investite, che successivamente hanno potuto mettere a disposizione di tutti i disoccupati del territorio. 10

11 1.4 Alcuni approfondimenti sul caso (dall intervento di Luigi Viacelli al convegno del 5 dicembre 2002) Nella descrizione dell esperienza Mawel è indispensabile soffermarsi su alcuni aspetti fondamentali, ossia: il contesto, il progetto, i risultati, l impatto del progetto, misurato come grado di coinvolgimento delle aziende e della domanda di lavoro da esse esplicitata. Il contesto La situazione fallimentare riguardò un azienda metalmeccanica, che aveva rilevato stabilimenti e occupati dal Gruppo Finanziario Tessile, le cui produzioni erano cessate ed i cui siti produttivi e personale erano stati ceduti a seguito di un accordo sindacale siglato presso il Ministero del Lavoro. In seguito alla sottoscrizione del patto furono circoscritti finanziamenti per la riconversione industriale e per la riqualificazione del personale, precedentemente impiegato nella realizzazione di capi spalla e che, nell ambito della nuova azienda, avrebbe dovuto occuparsi di produzioni metalmeccaniche o elettromeccaniche. La nuova azienda non decollò mai; il processo di ristrutturazione aziendale fallì e le persone si trovarono senza lavoro. La Provincia di Cuneo ed il Comune di Racconigi, constatata la situazione problematica venutasi a creare, affidarono l incarico alla società Evoluzione Professionale al fine di risolvere il problema occupazionale dei lavoratori interessati. Si trattava di un incarico particolare: la società di consulenza era coinvolta da un committente pubblico (Provincia di Cuneo e Comune di Racconigi) e la squadra operativa era composta da professionisti consulenti e da operatori professionisti, distaccati per parte del loro tempo su questo progetto, del Centro per l Impiego di Savigliano, competente rispetto al territorio di Racconigi, e dei Centri per l Impiego di Saluzzo ed Alba - Bra confinanti. Il pool di persone lavorò insieme come se si trattasse di un soggetto privato, che interveniva in un caso di crisi aziendale; pur tuttavia l intervento si contraddistinse per due rilevanti tratti peculiari: 1) l operatore privato, a differenza del soggetto pubblico, poté accedere al sistema informativo pubblico, in seguito al coinvolgimento degli operatori dei 11

12 Centri per l Impiego, 2) gli operatori provinciali coinvolti portarono in dote al progetto l ottima conoscenza del sistema produttivo locale. E importante, inoltre, accennare alla descrizione del gruppo di lavoratori, su cui l intervento ha agito, composto da 121 persone; i lavoratori che avevano perso il posto di lavoro erano inizialmente in un numero maggiore, ma molti autonomamente avevano già trovato una nuova sistemazione lavorativa. Per la maggior parte si trattava di donne (115 su 121), per il 56% d età compresa tra i 30 ed i 40 anni; le altre persone appartenevano alla fascia d età compresa tra i 40 anni e l età pensionabile (o meglio si trattava di persone di anni, per le quali l anno di CIGS ed i 3 anni di mobilità non erano sufficienti per il raggiungimento dei requisiti pensionistici). Gli uomini erano due di età compresa tra i 45 ed i 52 anni, mentre gli altri tre avevano oltre 52 anni. La maggior parte delle persone era in possesso del titolo di studio di licenza media inferiore, mentre circa il 25% aveva solo la licenza elementare. Molto importante è sottolineare la distanza tra il posto di lavoro ed il luogo di residenza: oltre il 60% dei lavoratori abitava entro 1 Km dallo stabilimento, il 30% entro 11 Km dal luogo di lavoro; oltre il 90% dei lavoratori si recava al lavoro a piedi, in bicicletta o in motorino. La ricerca di un nuovo lavoro fu, infatti, fortemente condizionata dalla difficoltà a spostarsi, anche se per muoversi era possibile utilizzare i mezzi pubblici, il treno ad esempio, per pochi minuti. Il contesto..di cui 5 categorie protette, operaie: 1 di 32 anni, 1 di 39, 2 di 43 e 1 di 50 anni DONNE 115: di cui 4 impiegate 13 1 e 3 30<anni<40 40<anni<45 45<anni<52 anni>

13 Il contesto TITOLI DI STUDIO uomini donne diploma sc prof lic media lic elem 26 Il progetto L intervento è stato scandito in due fasi distinte, un accurata indagine dei bisogni e l aiuto al reimpiego. L indagine dei bisogni è indispensabile poiché la perdita del lavoro provoca nelle persone una confusione generale, che tocca vari aspetti della vita dei soggetti coinvolti e delle loro famiglie. Il mosaico di relazioni che contraddistingue l equilibrio di una persona che lavora viene completamente distrutto nel momento della perdita dell occupazione. Il soggetto, nella nuova condizione di disoccupato o cassaintegrato, ha necessità di ricostruire un nuovo equilibrio con gli elementi che ha a disposizione (cassa integrazione e/o mobilità). La nuova condizione fa vedere il futuro in maniera diversa; questo spinge le persone coinvolte, da una parte a pretendere un nuovo lavoro, dall altra parte, nel momento in cui viene offerta loro un opportunità congrua rispetto alle aspettative professionali e retributive manifestate, le induce a ragionare e, quindi, un po a scoprire ed un po a decidere che altre sono le prospettive pensate per il futuro, le quali non sempre prevedono il lavoro dipendente, perché il ricostruito equilibrio è fatto di elementi diversi rispetto a quelli che lo caratterizzavano nella situazione lavorativa precedente. Sulla base di questa valutazione si è, quindi, considerata la necessità di procedere ad una dettagliata analisi dei bisogni 13

14 delle singole persone, per verificare se la preferenza cadeva sul lavoro dipendente o se le scelte erano differenti. L aiuto al reimpiego si è realizzato con la messa in campo di molteplici attività: il bilancio di competenze, la definizione degli obiettivi professionali, l individuazione delle imprese capaci di offrire opportunità lavorative adeguate agli obiettivi professionali ed ai bisogni esplicitati, il supporto alle persone nell individuazione dei posti di lavoro nell ambito del mercato del lavoro locale, l aiuto nella decisione ed il sostegno al reinserimento lavorativo. Le azioni sviluppate sono state precedute dall offerta di una prima opportunità lavorativa alle persone e dalla sottoscrizione di un patto iniziale, in cui si sono convenute le modalità di intervento finalizzate alla risoluzione del problema occupazionale. Mediante un intervento di counseling e di orientamento individuale, attraverso cui si è attivato il sostegno nella definizione delle capacità e nell individuazione degli obiettivi dei singoli, i lavoratori hanno operato una valutazione del loro passato professionale. A partire da questo momento il progetto si è trasformato in un servizio all impiego in supporto alla ricollocazione professionale e le persone, convinte che la ricerca di un nuovo lavoro corrispondeva al loro obiettivo personale e lavorativo, hanno sottoscritto un secondo patto di adesione al progetto. La formalizzazione della partecipazione all intervento ed il rispetto delle regole hanno rappresentato un elemento fondamentale per la buona riuscita dell intervento, gestito in modo trasparente e consensuale insieme ai soggetti coinvolti. L intero percorso di ricollocazione è stato accompagnato dagli incontri periodici del Comitato di Pilotaggio, costituito da rappresentanti dalla committenza e da referenti delle associazioni imprenditoriali e delle forze sociali, che ha supportato il team degli operatori impegnati nell intervento, seguendone costantemente la realizzazione delle diverse attività ed intervenendo nella gestione delle fasi maggiormente critiche. Il modello Contratto iniziale Counseling individuale e Orientamento Auto valutazione delle potenzialità Definizione degli obiettivi Contratto definitivo Supporto alla ricollocazione prof.le Gestione individualizzata Rispetto delle regole 14

15 I risultati Al gruppo di lavoratori, che espresse all inizio delle attività del progetto di non avere interesse all iniziativa, si aggiunsero, in seguito alle attività di counseling e di orientamento individuale, altre persone che dichiararono di non ritenere la ricerca di un nuovo lavoro la priorità del momento o di essere capaci di risolvere autonomamente il problema occupazionale. Le lavoratrici, che aderirono all intervento, dichiararono esplicitamente di avere bisogno di sostegno nel reperimento di un opportunità lavorativa, equivalente alla precedente, in un raggio territoriale di una trentina di chilometri. I risultati Adesioni definitive al C.O.R. TOTALI " me la vedo io! " 17% Avviate/i al lavoro 24% Avviate/i al lavoro 7% 3% Lavoro!?!? 13% Lavoro!?!? 10% 4% Attività autonoma 4% Attività autonoma nessuna informazione Bimbi troppo piccoli per lavorare 3% Assistenza 59% 56% Pensione entro la mobilità 27% 100% 73% L impatto del progetto L intervento di outplacement, condotto dall operatore pubblico, ha rivestito, nell ambito del mercato del lavoro locale, importanza tale da potergli conferire valenza economica. Un azienda, infatti, per un processo di assunzione, escludendo la retribuzione spettante al lavoratore, spende una cifra pari a circa il 10-15% della retribuzione annua lorda (R.A.L.); a titolo di esempio un lavoratore con qualifica non elevata costa all impresa , di cui, appunto, il 10-15% viene speso immediatamente al momento 15

16 dell assunzione, poiché solitamente è indispensabile avvalersi, per la selezione, di una società di consulenza, oltre che impegnare gli impiegati dell ufficio del personale. In questo caso invece gli operatori del Centro per l Impiego ed i consulenti esterni si sono recati presso le imprese, al fine di raccoglierne le esigenze occupazionali ed offrendo le professionalità, individuate con un metodo analogo a quello di selezione: all impresa è toccata unicamente la scelta finale riguardo ad un gruppo di 2-3 persone, in maniera identica a quella adottata nel caso di affidamento della ricerca di personale ad una società di selezione. L azienda ha potuto selezionare persone motivate e consapevoli, sostenute da un percorso che le aveva aiutate a scegliere di guardare avanti rispetto al loro passato lavorativo ed alla risoluzione dei loro problemi, stimolandole alla crescita professionale. Si aggiunga, infine, che le imprese hanno potuto beneficiare di consulenza gratuita rispetto alla fruizione dei vantaggi garantiti dalla legge riguardo alle assunzioni agevolate e nell espletamento delle pratiche inerenti l avviamento, che ha ridotto ulteriormente i costi generalmente sostenuti per una procedura di assunzione. Conclusioni $ Valore economico x la domanda 10 15% RAL $ servizio a domicilio! $ avviamenti agevolati! $ no costi di selezione! $ risorse motivate / consapevoli 16

17 In conclusione si può dire che il progetto ha ottenuto un ottimo risultato in termini di costi/benefici: si è realizzato in pochissimi mesi e, pur riguardando donne di età medio-alta e con bassa qualifica, ha portato alla ricollocazione di tutte coloro che avevano aderito all iniziativa. Il risultato è stato raggiunto per effetto della buona collaborazione tra pubblico e privato: la professionalità degli operatori pubblici è stata coniugata con tecniche di outplacement in uso presso le società private, portando a raggiungere esiti a cui non può ambire alcuna società privata che realizzi un intervento analogo. 17

18 CAPITOLO 2. IL CASO FABER 2.1 Descrizione della situazione problematica Nell ottobre 2000 venne dichiarato il fallimento della Faber S.p.A, azienda tessile braidese: 121 dipendenti (tra impiegati, operai, e lavoratori a domicilio), per lo più donne, che da tempo non ricevevano lo stipendio, venero collocati in cassa integrazione straordinaria; la perdita dell occupazione, però, riguardò in totale 142 dipendenti (21 persone erano infatti già in mobilità prima della dichiarazione di fallimento). Nei primi mesi del 2001 i due marchi aziendali Faber e Miami, entrambi legati alla realizzazione di linee di costumi da bagno, vennero ceduti all asta alla finanziaria bolognese Regine s.r.l, che condusse l acquisto per conto del gruppo La Perla, consentendo così di soddisfare alcuni dei creditori privilegiati (primi fra questi i lavoratori). Il gruppo La Perla assorbì gradualmente nel proprio organico una quindicina di lavoratori/trici in mobilità, impegnandoli nell attuazione di una produzione. Nel medesimo periodo vennero pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale due decreti del Ministero del Lavoro, con i quali si prorogava il trattamento straordinario di integrazione salariale fino al 26 ottobre Committenti Committenti del progetto: Provincia di Cuneo, Comune di Bra. Gestione delle attività La gestione delle attività è stata effettuata da: Cooperativa Sociale O.R.So. a.r.l, Centro per l Impiego di Alba-Bra, Servizio Politiche Attive del Lavoro del Comune di Bra. 18

19 2.2 Le modalità di intervento Obiettivi Sostenere i lavoratori e le lavoratrici della Faber S.p.A, intenzionati nell immediato ad attivarsi nella ricerca attiva del lavoro, mediante l elaborazione di un progetto professionale spendibile, consegnando loro strumenti per la conoscenza dei servizi di politica attiva del territorio, del mercato del lavoro e del tessuto produttivo locale, delle nuove regole che contraddistinguono l odierno mondo del lavoro e favorendo l integrazione tra ammortizzatori sociali e intervento attivo per evitare la loro lunga permanenza nello stato di disoccupazione e nell inattività. Tempi Il progetto, avviato a metà ottobre 2001, si è concluso il 31 maggio Attività A. Presentazione Il 12 ottobre 2001 le lavoratrici e i lavoratori della Faber S.p.A (121 in cassa integrazione straordinaria + 21 già in mobilità) sono stati convocati ad un incontro assembleare nel corso del quale è stato presentato il progetto di outplacement nelle sue linee generali. A conclusione dell assemblea, le persone interessate ad un ulteriore approfondimento su modalità di lavoro e obiettivi del progetto sono state invitate ad iscriversi ad un incontro di gruppo, rivolto a non più di 10/12 partecipanti per sessione. Inoltre, nella stessa occasione, si è calendarizzato il ritiro del documento attestante l iscrizione alle liste di mobilità presso il Centro per l Impiego, al fine di regolare il flusso di accesso agli sportelli. B. Adesione al progetto Durante gli incontri collettivi (13 in totale rivolti a gruppi di circa 10 persone ciascuno), che hanno coinvolto complessivamente 131 lavoratrici, i consulenti della Cooperativa O.R.So. a.r.l hanno presentato il progetto in dettaglio, discutendone gli aspetti critici ed orientando le persone verso una scelta consapevole di adesione o meno all iniziativa. Nei medesimi incontri è stato somministrato un questionario sulla Scala dei Valori Professionali, si sono 19

20 definiti gli appuntamenti per il colloquio individuale con le persone dichiaratesi interessate a partecipare al progetto o si è formalizzata l uscita consensuale dal percorso da parte di coloro che avevano individuato altre priorità o non erano immediatamente disponibili al reinserimento nel mercato del lavoro. In questa fase si è avuta cura di precisare che l adesione al progetto sarebbe dovuta avvenire su base volontaria tramite sottoscrizione di un vero e proprio Patto di adesione e che tale scelta avrebbe comportato il diritto alla fruizione di un servizio e il rispetto di una serie di doveri; si è inoltre sottolineato che tale scelta avrebbe potuto essere revocata in qualsiasi momento qualora si fosse cambiato d avviso. Quest ultimo aspetto in particolare ha permesso ad una serie di lavoratrici (più incerte e dubbiose) di provare ad aderire e valutare, strada facendo, il loro interesse a rientrare nel mercato del lavoro. C. Analisi dei bisogni individuali I colloqui di consulenza individuale sono stati due: nel primo, che ha visto coinvolte 51 persone, si è provveduto alla restituzione e condivisione dell esito del questionario, alla definizione e formalizzazione dell'opzione desiderata da ogni lavoratore attraverso l'esplicitazione del bisogno, alla raccolta delle aspettative del lavoratore verso i consulenti e sul progetto, e ad una prima raccolta delle esperienze professionali passate. Durante il secondo incontro individuale, rivolto a 37 persone, si è presentata nel dettaglio la successiva fase progettuale, si è attuata la raccolta delle competenze professionali e si è definito in linea di massima il progetto professionale di ognuno, gli strumenti ed i tempi per la sua realizzazione. Valutato l andamento dei colloqui e considerata la necessità di accelerare il processo di scelta da parte delle destinatarie, si è proceduto all organizzazione di un secondo incontro di gruppo, a cui hanno partecipato 40 lavoratrici, finalizzato alla somministrazione di un questionario volto a favorire una ulteriore riflessione (questa volta in forma scritta) da parte delle lavoratici stesse sui loro vincoli e le loro disponibilità, sulla loro attuale situazione e sulle loro aspettative di vita e professionali. Nell ambito del progetto è stato proposto un percorso di Bilancio di Competenze per una delle lavoratrici allo scopo di avviare una riflessione sulle modalità di fronteggiamento di una fase così difficile come il reinserimento lavorativo. 20

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