Dal Direttore. Gianni Papa

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1 Dal Direttore La fine di un anno è il tempo dei bilanci sul passato e della speranza in un futuro migliore. Noi di Veci e Bocia abbiamo lavorato durante quest anno per aumentare ancora il senso di appartenenza degli Alpini e degli Amici degli Alpini milanesi alla nostra magnifica Sezione, e di intesa con il nostro sito internet abbiamo prodotto informazione e messo a punto altri strumenti di comunicazione per far conoscere sempre meglio quanto noi Alpini facciamo per le nostre comunità. Perché operiamo in questa direzione? Nella attuale crisi di valori della società italiana è importante far sapere che ci sono ancora persone che credono in valori positivi, che lavorano per far capire con l esempio che le tante difficoltà si superano solo dando importanza ai valori veri e non seguendo le chimere dei valori di consumo o alla moda. Cari lettori, non stiamo inventando nulla perché stiamo ancora riscontrando l attualità dell esempio che abbiamo avuto con la lieta novella che iniziò in una umile capanna più di venti secoli fa. La società italiana ha bisogno dei nostri valori e di noi perché la speranza di un domani migliore si basa anche sul sapere di poter contare su qualcuno e su qualcosa di vero e affidabile. Noi Alpini possiamo dare una risposta a questo bisogno e il nostro senso del dovere ci impone di non tirarci indietro. Gianni Papa PERIODICO DELLA SEZIONE DI MILANO DELL ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI Direzione: Via V. Monti, Milano - Tel Fax Anno 54 - Numero 4 - Dicembre p.e.: Spedizione in a. p. art.2 comma 20/C legge 662/96 Filiale di Milano - C.c. postale Il Labaro si avvia verso il Sacrario dei Caduti Cari Alpini e Amici degli Alpini, un altro anno si è concluso e guardando ai mesi trascorsi possiamo fare un bilancio di quello che è successo. Vediamo che, nonostante il mondo che ci circonda faccia di tutto per renderci la vita, non dico difficile, ma sicuramente più complicata, noi, continuando passo dopo passo sulla strada tracciata dai nostri Veci, continuiamo a perseguire i nostri scopi senza farci condizionare. Siamo stati colpiti da tanti eventi che hanno lasciato ferite difficilmente rimarginabili a livello umano. I lutti che la nostra Patria ha subito nei teatri esteri in nome di una pace non facilmente raggiungibile, e il continuo mancato rispetto per la vita umana che si osserva in ogni angolo del mondo, non condizionano la fermezza nei nostri ideali. Ogni giorno si contano innumerevoli caduti; per la violenza di una rapina o per un regolamento di conti, per la droga o per l alcool, per ideali religiosi o per fanatismo razziale. Ed è anche difficile capire perché sia più facile distruggere che costruire. Se pensiamo al nostro ambito, noi Alpini di fronte a ciò siamo uomini differenti. Riusciamo a costruire dove gli altri distruggono, e siamo capaci di ricostruire non solo le cose materiali ma anche la voglia di amore e la speranza, dando la sicurezza di un aiuto sempre pronto per tutti, senza nessun preconcetto o distinguo, ma solamente perché riusciamo a capire che aiutare gli altri permette di rafforzare noi stessi. Anche quest anno, ringraziando Voi e le nostre famiglie che ci supportano con tanto amore, chiudiamo l anno con dei risultati che non direi positivi, ma positivissimi. Tutti i nostri Gruppi hanno continuato a diffondere i nostri ideali e a seminare Amore, e hanno continuato a lavorare ai loro programmi come se vivessero in un mondo diverso da quello degli eventi tristi. Di questo tutti noi, e io per primo, siamo grati. Questo nostro modo di vivere è di esempio, anche se talvolta qualcuno ci considera quasi come degli esseri Bruno Anselmi è andato avanti Mentre questa edizione di Veci e Bocia stava per essere mandata in stampa è giunta la notizia dell improvvisa morte di Bruno Anselmi, l Alpino più anziano della Sezione, che avrebbe compiuto i 100 anni a maggio. Nella foto lo vedete con il presidente nazionale Corrado Perona, che aveva voluto salutarlo al termine della cerimonia al Sacrario dei Caduti lo scorso 17 dicembre. Qui abbiamo potuto inserire solo queste poche righe, giusto per dare la notizia, ma dedicheremo nel prossimo numero a Bruno lo spazio che gli è giustamente dovuto. G. R. alieni, non comprendendo che siamo solo Alpini e che dimostriamo con le nostre azioni che è possibile realizzare qualcosa di bello. Ed è appunto per questo che sono convinto che il nostro futuro sarà sempre bello e roseo; noi vediamo il male, ma il male non ci infetta, e credo che anche gli altri, prima o poi, capiranno che l odio si combatte con l amore, con la fede in ideali positivi, con la determinazione nei nostri ideali, e operando con puro spirito di servizio. Mi auguro così che le feste natalizie portino a tutti la nostra serenità rendendoli più simili a noi, per far sì che tutti imparino ad essere un po più Alpini e molto meno egoisti. Cari Alpini e Amici degli Alpini, a nome mio, del Consiglio Direttivo Sezionale e di tutta la Sezione Vi ringrazio per quello che avete fatto e per quello che fate e che farete, e auguro a tutti Voi e alle Vostre Famiglie un felice e sereno Natale e un 2007 pieno di serenità e di prosperità. Giorgio Urbinati La 50 a S.Messa di Natale in Duomo Domenica 17 dicembre alcune migliaia di Alpini giunti da quasi tutta Italia sono convenuti nel Duomo di Milano per ricordare i Caduti, rinnovando per la 50 a volta la cerimonia in loro suffragio promossa da Peppino Prisco mezzo secolo fa. Ancora una volta il numero degli Alpini presenti è aumentato, con al seguito ben 258 gagliardetti e 50 vessilli ospiti, oltre ai numerosi gonfaloni delle città che ospitano i Gruppi della Sezione e di altre che hanno comunque voluto essere presenti. Tra le autorità intervenute, segnaliamo la prima presenza del nuovo comandante le Truppe Alpine, generale di C.A. Armando Novelli. Al termine della S.Messa, dopo l alzabandiera, sul sagrato hanno preso la parola il Consigliere Regionale Piergianni Prosperini e il vice sindaco Riccardo De Corato, mentre l oratore ufficiale è stato l ex presidente nazionale dell ANA Beppe Parazzini. È poi seguita, come tutti gli anni, la sfilata fino al Sacrario dei Caduti in Piazza Sant Ambrogio per la deposizione di una corona d alloro. E anche quest anno il telegiornale regionale ha bellamente ignorato la nostra cerimonia, mentre ha dato invece ampio spazio alla corsa dei Babbo Natale, pur essendo stati presenti gli operatori di ripresa sia in Duomo che sulla piazza. Pazienza... Nec videatur dum sim Gigi Rodeghiero

2 2 - Veci e Bocia Dicembre 2006 VITA SEZIONALE La Festa sezionale d autunno: due commenti E domenica sera, si cucinano le ultime padellate di castagne Anche questa volta abbiamo fatto centro. Nei giorni di sabato 21 e domenica 22 ottobre la nostra Sezione ha infatti ripetuto il successo dello scorso anno regalando ai milanesi una bella festa in occasione della castagnata sezionale. La massiccia affluenza di milanesi e turisti ci ha ripagato delle fatiche di allestire una manifestazione che rappresenta sempre un impegno per i Gruppi preposti all organizzazione e che sono gli ingranaggi della complessa macchina che permette la buona riuscita della festa. Ognuno di noi ha il suo compito e, laddove c è carenza di manodopera, la disponibilità degli alpini ed amici risolve la situazione dando quasi l impressione a chi ci vede di essere gente del mestiere. Quasi che il darci il cambio al volo per tagliare, cuocere e distribuire salamelle, castagne e polenta sia la nostra abituale occupazione. È bello vedere i Soci della Sezione che lavorano fianco a fianco, conoscendosi o rincontrandosi e l unico rammarico è rappresentato dal fatto che, se fossimo un po più numerosi, ce la godremmo magari di più. Ma tant è, e ancora una volta vale il vecchio motto: tasi e tira. Malgrado le preoccupazioni burocratiche riguardanti la disponibilità dell area e qualche lieve inconveniente, risolto come al solito, anche stavolta possiamo dire che tutto ha funzionato bene e le dimostrazioni di apprezzamento dei nostri ospiti ci hanno ripagato delle fatiche. Ora si guarda già alla prossima festa di primavera ed è giusto ricordare a tutti i Soci che la partecipazione a queste iniziative contribuirà ad aiutare a coprire almeno in parte le spese previste per la buona riuscita delle manifestazioni del 2008, quando la Sezione di Milano festeggerà il suo 80 anno di fondazione ed ospiterà il raduno del 2 raggruppamento. Franco Maggioni Come già scritto in prima pagina, nell aristocratica cornice milanese di largo Beltrami, si è svolta la sesta edizione della Festa Alpina d Autunno. Nelle intenzioni dei promotori la manifestazione punta sempre più a diventare un appuntamento fisso nel panorama meneghino, consentendo di promuovere e fare conoscere ai milanesi i numerosi volti dell Associazione. Quest anno il programma della manifestazione è stato arricchito dalla presentazione del volume DNA Alpino Racconti e immagini dal 1938 ad oggi. La cerimonia si è svolta nella sala Alessi di Palazzo Marino alla presenza del Consiglio Direttivo Nazionale. Nelle vivide pagine del volume gli autori, tutti ex allievi della Scuola Militare Alpina di Aosta, hanno raccolto alcuni episodi vissuti nei mesi in cui frequentavano i corsi. Attraverso la narrazione e le immagini, gli autori accompagnano per mano il lettore a scoprire il valore aggiunto dell essere Alpini. I numerosi soci intervenuti dall alba del sabato per l allestimento dell attendamento, sono stati accolti da un tempo inclemente. La pioggia, nonostante sia caduta incessantemente fino al primo pomeriggio rallentando il generoso ritmo del lavoro, non ha potuto scacciar l allegria dai volti. A ciò ha contribuito l opera degli addetti alla cucina che hanno riscaldato gli animi dei presenti sfornando i piatti semplici ma gustosi della tradizione alpina. Contemporaneamente dalle fumanti marmitte poste all esterno dell attendamento si spargevano per tutta la piazza i profumi del vin brulè e delle caldarroste. Un stato d animo spensierato e brioso ha preso così possesso della festa e non l ha più abbandonata fino al suo termine. Incuriositi e attratti dalle cante improvvisate dagli Alpini ai tavoli, dagli incessanti brindisi e dagli aromi della cucina i milanesi hanno dimostrato il loro apprezzamento sostando all interno dell area. Anche quest anno come nelle precedenti edizioni, preponderante è stata la presenza dei turisti. Questo risultato è dovuto alla favorevole ubicazione della festa, situata in pieno centro storico di fronte al Castello Sforzesco. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza l impegno congiunto ed insostituibile dei Gruppi e della Protezione Civile che con uomini e attrezzature hanno consentito che tutto si svolgesse in modo sicuro. L enorme lavoro ha visto infatti la partecipazione di oltre centoventi soci per più di 700 ore di lavoro. A tutti un grazie e un arrivederci alla Festa di Primavera, nelle settimane successive all adunata di Cuneo. In ultimo, un pensiero ad un socio che all ultimo momento non ha potuto prendere parte alla nostra festa: Ciao Mario, ti aspettiamo! Andrea Sacco Allegria alla festa d autunno La nuova sede della Sezione di Biella Domenica 29 ottobre la Sezione di Biella ha inaugurato la sua nuova sede sezionale. La manifestazione è stata ancora più importante in quanto nel medesimo fine settimana si era tenuto sempre a Biella il raduno dei Presidenti delle Sezioni europee, al quale hanno preso parte i rappresentanti provenienti da cinque nazioni. La manifestazione nella giornata di domenica è consistita in una breve sfilata di ingresso alla nuova sede, seguita dall inaugurazione ufficiale, con la Santa Messa e un rancio alpino veramente solenne nel grande salone della sede. I lavori di ristrutturazione dell edificio, precedentemente di proprietà Telecom, o meglio SIP visto il tempo in cui era in funzione, sono durati parecchi mesi, e sono giunti a buon fine grazie al duro lavoro di volontariato che moltissimi alpini biellesi hanno donato per la loro nuova casa. In realtà le fatiche non sono ancora finite, perché al piano terra tra qualche mese vedrà la luce il Museo delle Truppe Alpine che diverrà la più importante testimonianza permanente della nostra storia in Italia. Di esso già oggi è possibile ammirare un piccolo assaggio, ma che già fa presagire la maestosità dell opera finale. Altresì degno di nota è il monumento all Alpino posto all ingresso della sede, capolavoro di legno intagliato frutto della maestria e dell arte di due alpini, padre e figlio, di Ortisei, culla dell intaglio. Alla manifestazione hanno preso parte rappresentanti di Sezioni e Gruppi provenienti da tutto il nord Italia, per circa 50 Sezioni e quasi 200 Gruppi. Ovviamente non poteva mancare il nostro Presidente nazionale Corrado Perona che, in quanto biellese, non ha lesinato gioia, ringraziamenti ed emozioni nel vedere l ambito traguardo raggiunto dalla sua Sezione, oggi esemplarmente guidata dal Presidente Edoardo Gaja Genessa. Una bellissima giornata, in cui anche un favorevolissimo tempo meteorologico ha indubbiamente aiutato a creare un ricordo indimenticabile per noi e per tutti i nostri amici alpini biellesi. Gian Paolo Rossetti Sintesi dei verbali di riunione del CDS 2 ottobre 2006 Il CDS ha reso omaggio ai Caduti in Afghanistan con un minuto di raccoglimento. Viene deciso di non proporre un incremento della quota associativa alla prossima Assemblea Sezionale. Il CDS ha verificato lo stato della organizzazione della Festa sezionale d autunno a Milano (Castagnata), della partecipazione al Raduno del 2 Raggruppamento a Casteggio, e della Santa Messa in suffragio dei Caduti nel Duomo di Milano (17 dicembre 2006). Viene deciso di effettuare un sopralluogo a Cuneo per definire gli spazi per l attendamento sezionale alla prossima Adunata Nazionale. Il CDS approva il regolamento del 16 Concorso letterario internazionale di Lacchiarella. 6 novembre 2006 Il Presidente Urbinati e il CDS esprimono soddisfazione per la ottima riuscita della Festa di inaugurazione della sede del Gruppo di Arese (8 ottobre 2006). Viene valutato positivamente il bilancio della Festa sezionale d Autunno, cui hanno collaborato 24 Gruppi con circa 120 Soci. Il CDS ha verificato lo stato della organizzazione, e sono definiti i ruoli e i dettagli della tradizionale Santa Messa in suffragio dei Caduti nel Duomo di Milano del 17 dicembre 2006, giunta al 50 anno. Viene definita la presenza della rappresentanza del CDS alle assemblee ordinarie dei Gruppi, e sono inoltre definite alcune indicazioni procedurali. 4 dicembre 2006 Il CDS ha verificato la situazione delle candidature pervenute dai raggruppamenti per le cariche elettive alla prossima assemblea sezionale. Sono stati verificati i dettagli organizzativi e definiti gli incarichi operativi e di rappresentanza per la S. Messa in Duomo del 17 dicembre. Il Presidente Urbinati riferisce del sopralluogo fatto a Cuneo per definire l area per l attendamento sezionale. È stata illustrata la situazione dei lavori alla Struttura 3P di Cesano Maderno per la Unità di Protezione Civile.

3 Dicembre 2006 VITA SEZIONALE Veci e Bocia - 3 Prosegue anche in questo numero la serie di articoli dedicati agli Alpini che hanno dato lustro alla Sezione di Milano. Parliamo questa volta di Giuseppe Novello, personaggio famoso in ambiente intellettuale ed artistico, i cui graffiti ornano le pareti della sede sezionale. Nasce il 7 luglio 1897 a Codogno, nella bassa pianura lodigiana, terra di fertili campi, di limpide acque e di Alpini di razza. Studia presso il Regio Liceo Berchet di Milano, città dove ha modo di frequentare lo studio dello zio materno, l affermato pittore Giorgio Belloni, e di mettere in mostra una innata propensione per il disegno. Per assecondare le aspettative del padre Eugenio, direttore di banca, nel 1915 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell università di Pavia dove si laureò con una tesi sui diritti d autore nelle arti figurative. Partecipa alla grande guerra sugli altipiani combattendo con la 46ª compagnia del battaglione Tirano, meritando col grado di sottotenente una medaglia d argento e una di bronzo al V.M. Congedato nel 1919 è a Milano dove frequenta l Accademia delle Belle Arti di Brera e concorre alla fondazione della nostra Associazione. Giuseppe Novello, quasi novantenne, ad un Adunata nazionale Nel 1919 partecipa per la prima volta ad una mostra collettiva e vince il concorso Fumagalli con l opera Interno Borghese. Si afferma per le sue vignette che interpretano con garbato umorismo le vicende quotidiane, i vizi e le virtù del mondo piccolo borghese contemporaneo. Nel 1925, l appena nato il periodico L Alpino pubblica i suoi disegni umoristici che illustrano con sottile ironia aspetti della naia Alpina. Nella redazione de L Alpino nasce la sua amicizia col giornalista e scrittore Paolo Monelli (quello de Le Scarpe al Sole ) che gli propone una collaborazione concretizzatasi nel volume di vignette e racconti La guerra è bella ma scomoda (Ed. Treves ). Il consenso a questa pubblicazione contribuirà a renderlo famoso e a far conoscere ed amare gli Alpini a tanti italiani. È ancora Monelli ad introdurlo al Cenacolo Milanese di via Bagutta ove incontra, tra gli altri intellettuali ed artisti, Orio Vergani, Riccardo Bacchelli e Mario Vellani Marchi. Negli anni trenta Mondadori pubblica le sue vignette in due volumi Il signore di buona famiglia (1934) e Che cosa dirà la gente (1937). Fra le due guerre l interesse dell artista per la pittura è sempre vivo: partecipa a quasi tutte le principali Mostre e Gallerie d Arte Italiane, alle esposizioni della Permanente di Milano, e ad alcune Biennali Veneziane dove vince, nell edizione del 1940, il concorso per il ritratto con Ritratto Estivo. Nel 1942 il capitano Giuseppe Novello indossa di nuovo la divisa e parte col 5 Alpini della Tridentina per il fronte russo, dove prenderà parte alla tragica ritirata del nostro corpo di spedizione guadagnando un altra medaglia d Argento al V.M. Rientrato in Italia nel marzo 1943, è fatto prigioniero dai tedeschi il 9 settembre a Fortezza e viene trasferito dapprima al campo di concentramento per ufficiali italiani di Czestochova, in Polonia e quindi nei lager di Benjaminovo, Sandbostel e Wietzendorf, dove incontrerà e farà amicizia con lo scrittore Giovanni Guareschi. Avendo rifiutato ogni forma di collaborazione col rinato fascismo, ritornerà in patria soltanto alla fine d agosto del Porta con sé una serie di vignette disegnate su ogni pezzo di carta disponibile che, insieme a quelle della campagna di Russia, riunisce in un nuovo volume Steppa e gabbia. Mondadori torna a pubblicare le sue vignette in fortunate raccolte: Dunque dicevamo (1950), Sempre più difficile (1957), Resti tra noi (1967). Dal 1948 al 1965 le sue vignette compaiono ogni settimana sulla terza pagina de La Stampa. Frequentatore assiduo della nostra sede in via Vincenzo Monti (il suo studio era in Foro Bonaparte), nell inverno dal 1953 decide con Riosa e Vellani Marchi, come lui pittori ed Alpini, di dare una ripulita alle pareti della sede, dando vita agli splendidi graffiti di naia alpina che tutt ora le ornano e che noi conserviamo con orgoglio. Amico di don Carlo Gnocchi, fa parte del comitato che raccoglie i fondi per l allestimento del sarcofago in granito della Valcamonica, ove il 3 aprile 1960 saranno traslati i resti di don Carlo. Dalla fine degli anni sessanta si dedica prevalentemente alla pittura. Alcuni dei suoi quadri più apprezzati sono esposti al museo di Codogno che ha contribuito a riordinare. Come disse Vitaliano Peduzzi: Novello non usa mai l asprezza del sarcasmo, che non gli è per nulla congeniale, ma è ricchissimo e prodigo di benevola ironia sui piccoli difetti, manie, atteggiamenti della gente per bene di tutti i giorni, a cominciare da sé stesso, ha un ironia che include solidarietà con la persona presa di mira. Indro Montanelli disse dell opera di Novello, del quale fu estimatore ed amico: Non c è, in tutta questa galleria, figura che le persone della mia età non abbiano conosciuto; non c è scenetta alla quale non abbia assistito. Un mondo morto, dirà qualcuno. Certo. Ma anche quello in cui mi piace continuare a vivere. Fino all ultimo mantenne uno spirito brillante e autoironico. Pochi mesi prima di morire, ringraziando un amico che gli aveva inviato gli auguri per il suo 90 compleanno, scriveva: Grazie per avere salutato l arrivo improvviso dei miei novantanni, arrivo che - ti giuro - mi ero ben guardato dal sollecitare. Nel 1984 il Comune di Milano gli conferisce la medaglia d oro di benemerenza. Quando Giuseppe Novello è andato avanti, Giulio Bedeschi lo ha così commemorato: Fu un grande Alpino. Modesto. Coraggioso. Un soldato. Un artista. Un galantuomo. Un signore. Intelligente. Generoso. Di grande rigore morale. Un carattere. Una figura d uomo forse irrepetibile. Un preciso, essenziale punto di riferimento nella grande tradizione alpina. Muore nella sua casa di Codogno il 2 febbraio Giuseppe Semprini - Vedi? Il Consiglio nazionale dell ANA si trasferisce a Roma! - Pazienza. Mettiamoci al lavoro. Nel 1928, con questo disegno e con questa didascalia, Novello illustrò la nascita della Sezione di Milano Ed ecco le motivazioni delle Medaglie al Valor Militare di Giuseppe Novello. Novello Giuseppe, aspirante ufficiale del 5 Reggimento Alpini Medaglia d argento al Valor Militare Alla testa del proprio plotone nell assalto di una forte posizione, per primo piombava di sorpresa sull avversario sgominandolo e ponendolo in fuga. Incurante del pericolo, ritto sulla trincea che rapidamente aveva organizzato a difesa, ributtava col proprio reparto i ripetuti contrattacchi nemici, perseverando nella strenua difesa della posizione, anche quando, quasi completamente aggirato, poteva essere tratto a ritenere inutile ogni ulteriore resistenza. Col d Echele, 28 gennaio 1918 Novello Giuseppe, sottotenente di complemento del 5 Reggimento Alpini Medaglia di bronzo al Valor Militare Comandante di una sezione lanciafiamme, per quanto non richiesto della propria opera, si portava si portava con due apparecchi alla testa del reparto operante e con esso arditamente si lanciava all assalto, rincuorando con la voce e con l esempio i soldati, che attaccando volgevano il nemico in fuga precipitosa. Canal (Piave), 31 ottobre 1918 Novello Giuseppe, capitano di complemento del 5 Reggimento Alpini. Medaglia d argento al Valor Militare Ufficiale addetto all assistenza presso un reggimento alpino sul fronte russo, partecipava volontariamente ad un duro combattimento e, alla testa di un manipolo di alpini appoggiato da carri armati, attaccava munitissime posizioni nemiche, dando esempio di grande valore e di elevato spirito combattivo. Nikolajewka (fronte russo), 26 gennaio 1943

4 4 - Veci e Bocia Dicembre 2006 PROTEZIONE CIVILE Raduno nazionale del volontariato di Protezione Civile Udine, settembre 2006 È norma che chi ha fatto il militare riesce ad adattarsi e comprendere determinate situazioni meglio di altri, proprio perché le ha già vissute. Questa è l esperienza fatta dai cinque nostri volontari di PC che hanno partecipato al Raduno Nazionale del Volontariato di Protezione Civile a Campoformido (Udine) il settembre. Anche questa esperienza è da considerare come una tipica esercitazione. Alcuni giorni prima della partenza mi telefona Roberto Polonia chiedendo la mia disponibilità ad andare a Udine con la Colonna Mobile della Regione Lombardia. Le informazioni che mi dà sono scarse: siamo in cinque, si dovrebbe montare delle tende, forse ci portano in giro per il Friuli a visitare le zone colpite dal terremoto con partenza nel primo pomeriggio di venerdì 15 settembre. Vuole la risposta entro un ora che è, deve essere, positiva. Dopo un giorno o due la partenza viene anticipata tra le 2 e le 3 di venerdì 15, per essere al casello di Udine verso le 7-7:30 e incontrare la restante Colonna Mobile Regionale Lombarda, e specificatamente con l Unità PC della Sezione di Varese. Nel giorno della partenza si rileva, e si giudica positivamente, l utilità della nostra struttura logistica denominata 3P : infatti il sottoscritto, ormai residente a circa 140 chilometri da Milano, ha dormito nella struttura usufruendo del camper; gli altri quattro partecipanti lasciano le loro auto in deposito al coperto e al sicuro, e si possono caricare i bagagli all asciutto e con tranquillità. Alle 2:30 precise si parte sotto una pioggia battente che ci accompagna sino al casello di Udine Sud. Alla guida del furgone è Cornelli, gli altri sono: Franchi, Giordano, Migliavacca, Zampieri. Alle 6:45 siamo al casello di Udine Sud e si aspetta. Verso le 7:30 non si vede ancora nessuno e il nostro referente ANA ci informa che l appuntamento è alle 8! L attesa non è inutile in quanto cominciamo già a renderci conto di cosa sarà la manifestazione. Al casello davanti a noi vi era una parte della Colonna Mobile P.C. Regione Abruzzo, e passano davanti a noi mezzi di svariate Associazioni di Volontariato di P.C. provenienti da varie Regioni incolonnati in Colonne Mobili Regionali o da soli. Alle 8, anche loro puntuali in base alle direttive avute, arrivano gli alpini di Varese e si prosegue incolonnati sino all ex aerocampo militare di Campoformido (UD). Arrivati e ritirati i pass personali, siamo sempre in una struttura militare, iniziamo la seconda parte dell esercitazione: il montaggio del nostro campo. Le tende da installare sono otto, due le montano la squadra dell AEM, le altre sei le montiamo noi alpini: siamo 16 tra alpini e amici degli alpini, ma non siamo tutti operativi manualmente, e le tende, oltre a ospitare i presenti, servono per degli ospiti della Regione Lombardia. Le tende sono quelle installate la prima (e unica) volta all aeroporto di Bresso durante una esercitazione, per cui tutta l operazione viene fatta sotto la visione di due esperti di Varese. Sono del tipo gonfiabile e possono ospitare sino a 14 persone; per l operazione di montaggio occorrono dalle 4 alle 5 persone nella prima fase, trasporto dei colli e posizionamento struttura base, e 3 persone nella fase successiva. Ci sono volute poco meno di tre ore per montare sei tende, inclusa la pausa panino e caffè offerti dai Varesini. Un vantaggio di queste tende è che se piove non si bagna l interno perché il pavimento è un corpo unico con essa; lo svantaggio è che occorre un appezzamento di terreno di una certa dimensione. Finito questo compito siamo liberi sino a domenica 17, quando inizia la seconda fase dell esercitazione, quella informativa e/o culturale, che dividerei in due settori: il campo base e le strutture esterne. Dobbiamo considerare che l informazione si ottiene sia da ciò che di positivo e nuovo si vede, ma anche da ciò che è negativo e che non si deve fare. Campo base: ospita, secondo una stima approssimativa, circa un migliaio di persone oltre ai mezzi operativi e di trasporto delle varie Colonne Mobili Regionali o Associazioni Regionali di P.C., di cui alcune operanti in settori visti per la prima volta. Interessante la visione dei mezzi (al 99% con quattro ruote motrici) e delle attrezzature di dotazione. Il terreno del campo è quello erboso adiacente alla pista dell aeroporto, ed è strutturato con una griglia in metallo posta a circa quindici centimetri sotto lo strato erboso, per cui con la pioggia non ha causato cedimento del terreno, ne ha impedito al fango di rendere difficile la mobilità. La mensa è stata veloce nel servire gli avventori, e interessante è stato il sistema e le attrezzature usate: un vassoio porta cibo con sotto vassoio in cartone spesso recuperabile. Positivi i servizi con doccia abbinata, che però richiedono utenti responsabili. Negativa la sistemazione in un unico settore dei lavabi e docce e la mancanza di appendi abiti all interno. Interessante la mostra: La Protezione Civile Scrive allestita in due hangar con filmati e pubblicazioni tecniche, informative e di comportamento, sulla Protezione Civile e il terremoto del Friuli orientate anche per le scuole. Qui si riesce ad avere una bozza del programma, avuto il giorno dopo in forma completa ad Artegna. Strutture Esterne: questa fase riguarda la giornata del 16 settembre. L organizzazione ha portati tutti i partecipanti, divisi su itinerari e orari diversi, a visitare alcune località colpite dal terremoto del Noi avevamo a disposizione due pullman, di cui uno condiviso con la Regione Marche. Su ognuno vi era un accompagnatore della Protezione Civile della Regione Friuli Venezia Giulia, ed era previsto un sistema di recupero nel caso che qualche partecipante si fosse perso o fosse arrivato in ritardo al pullman. Ci siamo trovati il 3 Dicembre al rifugio Piazza, gestito dagli Alpini del Gruppo Medale di Rancio della Sezione A.N.A. di Lecco, per stendere il programma delle nostre esercitazioni per l anno La giornata piovosa non ha favorito ad altre persone la salita al rifugio, dandoci così la sensazione di essere noi, assieme al cuoco e due sue aiutanti, i proprietari del rifugio. Sono parecchi anni che saliamo qui, a dicembre, per la stesura del programma per l anno seguente, oltre che ritrovarci per uno scambio di auguri di fine anno. Con l occasione abbiamo lasciato, per ricordare il nostro passaggio, un quadretto con le insegne della nostra Sezione e della Squadra, contenente la Preghiera dell Alpino, da noi posto nella adiacente chiesetta, dove abbiamo ricordato coloro che fecero parte della S.I.A.-P.C. purtroppo andati avanti. Il programma per l anno 2007 è presentato sotto; le nostre esercitazioni si completano sulle Prealpi lombarde nei territori di Bergamo, Como e Lecco. Unica eccezione è il Monviso, forse perché la prossima adunata nazionale sarà a Cuneo. La S.I.A. è costituita da Alpini della nostra Sezione, giovani e meno giovani, che si esercitano su terreni difficili, Durante il tragitto sono state date notizie sul terremoto e sulla fase di ricostruzione: viene ricordato come la prima fase fu un po disorganica e lenta, poi l avvento di Zamberletti e la predisposizione e applicazione di principi e norme generali fondamentali (agilità e prontezza di spesa, precedenza alle infrastrutture produttive vecchie e nuove, mantenimento delle precedenti strutture architettoniche e planimetriche, agevolazioni nella costruzione di case uni e bi famigliari, e altro); si parla degli aiuti nazionali e (di G.Giordano, segue a pag. 5) SQUADRA D INTERVENTO ALPINO ma che hanno come meta la montagna. Recentemente alcuni Bocia sono entrati e ciò fa piacere, perché vuole significare che le montagne sono ancora amate dagli Alpini. La moderna civiltà ha modificato alcuni valori e stili di vita, ma per noi Alpini rimarrà sempre vivo l attaccamento alle montagne, perché là abbiamo fatto il nostro servizio militare. Un invito, quindi, ai Bocia a farne parte. Per coloro che non conoscessero le origini, la Squadra d Intervento Alpino fu ideata dall Alpino Franco Mazzucchi nell anno Ha partecipato a due interventi di ricerca persone, a Cavi di Lavagna (GE) ed in Grigna orientale (LC). E inserita nella protezione civile sezionale e, con essa, partecipa agli interventi che ne derivano, non dimenticando lo scopo per cui è stata costituita: ricerca persone disperse e messa in sicurezza di operatori di P.C. impegnati in ambienti pericolosi per la propria incolumità. I suoi componenti si esercitano tutti i mesi, traendo ogni volta maggiore esperienza sul comportamento da tenere in montagna. Siccome a noi piace andare in montagna, uniamo l utile al dilettevole dando così maggior scopo al nostro volontariato. Giovanni Frattini Programma delle esercitazioni per l anno 2007: 21 Gennaio: Melzo (MI) presso sede Gruppo A.N.A. - raduno speciale 11 Febbraio: Località da definire cartografia ed orientamento Marzo: Piani dei Resinelli (LC) simulazione di ricerca disperso Aprile: Asso (CO) esercitazione su falesia 13 Maggio: Cuneo adunata nazionale Giugno: Monte Resegone (LC) vetta per via di cresta, da Passo del Giuff Luglio: Monviso vetta, dal rif. Quintino Sella (CN) (sabato e domenica) 26 Agosto: Monti Due Mani e Grigna orientale (LC) - visita alle targhe F.Figel e G. Mazzucchi Settembre: Pizzo d Erna (LC) - ferrata Gammauno Ottobre: Pizzo Tre Confini (BG) da Lizzola Novembre: Zuccone Campelli (LC) ferrata Minonzio 02 Dicembre: Monte S.Martino (LC) rifugio Piazza Le date, dove mancanti, saranno definite il mese precedente, considerando gli altri impegni sezionali e verranno aggiornate nel sito sezionale.

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