SEDUTA DI MARTEDÌ 27 SETTEMBRE 2011

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1 39 SEDUTA DI MARTEDÌ 27 SETTEMBRE 2011 PRESIDENZA DEL BONI INDI DEL VICE VALMAGGI INDI DEL VICE NICOLI CRISTIANI INDI DEL BONI INDI DEL VICE VALMAGGI INDI DEL BONI INDI DEL VICE NICOLI CRISTIANI INDI DEL BONI INDI DEL VICE NICOLI CRISTIANI INDI DEL BONI

2 INDICE Commemorazioni... 1 Congedi... 1 Stefano Zamponi... 2 Comunicazioni del Presidente del Consiglio... 2 Progetti di legge (annunzio)... 3 Risposte scritte ad interrogazioni (annunzio)... 3 Dibattito concernente l impatto della manovra economica nazionale sul bilancio regionale e sugli effetti delle politiche sociali e dello sviluppo della Regione; priorità regionali a sostegno dello sviluppo e dell occupazione e il rilancio di un rinnovato modello di welfare... 4 Dibattito Stefano Tosi... 5 Gianmarco Quadrini... 9 Gabriele Sola Enrico Brambilla Chiara Cremonesi Francesco Patitucci Carlo Borghetti Valerio Bettoni Elisabetta Fatuzzo Alessandro Alfieri Francesco Prina Maurizio Martina Stefano Zamponi Luca Gaffuri Giorgio Puricelli Stefano Galli Romano Colozzi - Assessore Ordini del giorno nn. 470 (DCR IX/261), 471, 472, 473, 474, (DCR IX/262) concernenti il dibattito sulla manovra economica nazionale. Annunzio Illustrazione Giorgio Puricelli Stefano Zamponi... 48

3 Giulio Cavalli Luca Gaffuri Stefano Galli Dichiarazioni di voto Luca Gaffuri Giulio Cavalli Stefano Zamponi Filippo Penati Gianmarco Quadrini Votazione di ordini del giorno Dibattito concernente l analisi dei rischi dovuti alla commistione e alla degenerazione del sistema di rapporti fra politica impresa e mondo cooperativistico. Dibattito Stefano Galli Gabriele Sola Franco Mirabelli Maurizio Martina Jari Colla Rienzo Azzi Ordine del giorno n. 475 concernente la commistione fra politica e affari. Annunzio Svolgimento Massimiliano Romeo Gianmarco Quadrini Sante Zuffada Giuseppe Civati Stefano Galli Giulio Cavalli Stefano Zamponi Fabio Pizzul Ugo Parolo Arianna Cavicchioli Luca Gaffuri Stefano Zamponi Proposta di atto amministrativo n. 17 Modificazione dei confini della riserva naturale Torbiere del Sebino o d Iseo e della sua classificazione e adeguamento dei divieti (DCR IX/263).

4 Dibattito Mauro Parolini - Relatore Votazione Interrogazioni, interpellanze e mozioni (annunzio) I testi dei documenti sono reperibili sul sito internet del Consiglio regionale nella sezione Banche dati.

5 1 (La seduta inizia alle ore 10.06) Dichiaro aperta la seduta. I Consiglieri, in piedi, ascoltano l esecuzione dell inno nazionale. Commemorazioni Lo scorso 23 settembre sono morti in Afghanistan, a seguito di un incidente automobilistico, tre militari italiani: il tenente Riccardo Bucci, nato a Milano l 1 settembre 1977, in servizio presso il Reggimento Lagunari Serenissima di Venezia; il caporal maggiore scelto Mario Frasca, nato a Foggia il 22 gennaio 1979, in servizio presso il Quartier Generale del Comando delle Forze operative terrestri di Verona; il caporal maggiore Massimo Di Legge, nato ad Aprilia (LT) il 22 luglio 1983, in servizio presso il Raggruppamento Logistico Centrale di Roma. Con la loro tragica scomparsa sale così purtroppo a quarantaquattro il totale delle vittime del nostro contingente in Afghanistan dall inizio della missione. È morto ieri a Monza l editore milanese Sergio Bonelli all età di settantanove anni. Dopo aver ereditato dal padre un personaggio straordinario come Tex Willer, Bonelli è riuscito a rendere popolare il fumetto italiano di avventura facendo sognare intere generazioni. Tra le sue scommesse vincenti, oltre a Tex, anche Zagor, Mister No, Nathan Never e Dylan Dog. Penso che chi ha la mia età, ma credo quasi tutti abbiano sognato leggendo gli albi dei fumetti di Bonelli. Colleghi, vi chiedo di osservare un minuto di silenzio. (Tutti i presenti osservano un minuto di raccoglimento) Congedi Comunico che per la data odierna sono pervenute alla Presidenza le seguenti richieste di congedo. Per impegni istituzionali: per motivi personali: Cattaneo - Colucci - Maullu - Spreafico; Maccari - Longoni. L Assessore Cattaneo partecipa al convegno di Confindustria Le infrastrutture del nord-ovest a Genova; l Assessore Colucci è ad una riunione presso il Ministero - Dipartimento Affari regionali per

6 2 la lr n. 12/2011 a Roma; l Assessore Maullu partecipa alla giornata mondiale del turismo e all Assemblea nazionale FIPE; il Consigliere Spreafico ha un incontro con le Comunità montane e il Consorzio del Lario nel Comune di Lecco. Se non vi sono opposizioni, i congedi si intendono concessi ai sensi dell articolo 63 del Regolamento generale del Consiglio. Comunico altresì che è presente in qualità di Consigliere Segretario il Consigliere Ponzoni. Prego, Presidente Zamponi. ZAMPONI Stefano Presidente, volevo chiederle se non ritiene opportuno, vista la delicatezza dell argomento sul quale discutiamo oggi e malgrado la validissima presenza dell Assessore al bilancio, sollecitare la presenza in aula del Presidente Formigoni, visto che, non avendo impegni istituzionali, credo sia a tutti gli effetti presente a questo Consiglio. Grazie, Presidente Zamponi. Prima di passare alla sollecitazione concluderei con le comunicazioni. Comunque, sappia che il Presidente era già stato attivato ieri nel pomeriggio. Comunicazioni del Presidente del Consiglio (Argomento n. 1 all ordine del giorno) Comunico che il Consigliere Spreafico, con nota 20 settembre 2011, ha dichiarato di voler sottoscrivere il seguente progetto di legge: - PDL/0083 Modifica della legge regionale 8 agosto 1998, n. 14 (Nuove norme per la coltivazione di sostanze minerali di cava), di iniziativa dei Consiglieri regionali Civati, Ferrari, Villani, Costanzo, Cavicchioli, Pavesi, Santantonio, Alloni, Gaffuri, Tosi, Pizzul, Borghetti, Valmaggi, Girelli e Barboni, progetto di legge assegnato alla VI Commissione consiliare e già comunicato all Aula. Informo che il Presidente del Gruppo consiliare Partito Democratico della Lombardia, con nota 21 settembre 2011, ha comunicato che il Consigliere Sara Valmaggi viene sostituito dal Consigliere Gianbattista Ferrari quale componente della VII Commissione. Rendo noto che il Consigliere Pedretti, con nota 20 settembre 2011, ha ritirato la mozione n. 187, in data 18 luglio 2011, concernente l attività di ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), di iniziativa dei Consiglieri Pedretti, Galli, Romeo, Toscani, Marelli, Frosio, Cecchetti e Bianchi. Ai sensi dell articolo 116 del Regolamento generale, l Assessore ai sistemi verdi e paesaggio, A- lessandro Colucci ha dato risposta in ottava Commissione alla seguente interpellanza:

7 3 - ITL/6006, in data 9 dicembre 2010, a firma dei Consiglieri Costanzo, Santantonio, Pavesi, Alloni, Girelli, Prina e Civati, concernente la governance del Parco dello Stelvio. L Assessore all industria, artigianato, edilizia e cooperazione, Andrea Gibelli ha dato risposta in quarta Commissione alla seguente interrogazione: - ITR/3120, in data 18 luglio 2011, a firma del Consigliere Brambilla, concernente la crisi della Bames-Sem di Vimercate. Comunico che, con delibera n. 215 in data 22 settembre 2011, l Ufficio di Presidenza ha disposto la riduzione del quorum strutturale nelle Commissioni I, III, V, VI, VII e VIII e ha rideterminato la composizione numerica delle Commissioni medesime. Ai sensi dell art. 28, lett. h), dello Statuto d Autonomia, comunico che la Giunta ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio regionale il seguente atto di nomina: - Deliberazione n. IX/2240 del 21 settembre 2011 Nomina di un membro del Consiglio di amministrazione dell Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente (ARPA), in sostituzione di dimissionario. E stato nominato il signor Consonni Francesco Giuseppe. Annunzio di progetti di legge Comunico che, ai sensi dell articolo 81 del Regolamento generale del Consiglio, sono stati presentati e assegnati alle competenti Commissioni consiliari i seguenti provvedimenti: - PLP/0020 Modifica al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo Codice della Strada) art. 126-bis (patente a punti), di iniziativa dei Consiglieri regionali Galli, Bianchi, Cecchetti, Bossetti, Ruffinelli, Romeo, Frosio, Colla, Pedretti, Orsatti, Bossi, Bottari, Longoni, Marelli, Ciocca, Toscani e Parolo, assegnato alla Commissione consiliare V; - PDL/0117 Modifiche alla legge regionale 5 dicembre 2008, n. 31 (Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale) e disposizioni in materia di riordino dei consorzi di bonifica, di iniziativa del Presidente della Giunta regionale, assegnato alla Commissione consiliare VIII; - PDL/0118 Disciplina in materia di utilizzo delle motoslitte e dei mezzi meccanici assimilati. Modifiche alla legge regionale 5 dicembre 2008, n. 31 (Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale), di iniziativa del Consigliere regionale Parolini, assegnato alla Commissione consiliare VIII; - PDL/0119 Modifiche alla legge regionale statutaria 30 agosto 2008, n. 1 (Statuto d autonomia della Lombardia), di iniziativa dei Consiglieri regionali Zamponi, Patitucci e Sola, assegnato alla Commissione consiliare II. Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni La Giunta regionale ha dato risposta alle sottoelencate interrogazioni tramite l Assessore indicato.

8 4 ITR/2063, in data 28 luglio 2010, a firma dei Consiglieri Sola, Cavalli, Patitucci e Zamponi, concernente la responsabilità di ARPA Lombardia in merito al sequesto dell area Montecity - Rogoredo, ha dato risposta l Assessore all ambiente, energia e reti, Marcello Raimondi; ITR/2079, in data 29 settembre 2010, a firma del Consigliere Borghetti, concernente la situazione aggiornata del quartiere Santa Giulia di Milano, ha dato risposta l Assessore all ambiente, energia e reti, Marcello Raimondi; ITR/2152, in data 15 febbraio 2011, a firma dei Consiglieri Barboni, Martina e Borghetti, concernente l inquinamento atmosferico e qualità dell aria nella città di Bergamo, ha dato risposta l Assessore all ambiente, energia e reti, Marcello Raimondi; ITR/2165, in data 8 marzo 2011, a firma del Consigliere Borghetti, concernente la riqualificazione di Piazza Daini nel quartiere milanese di Bicocca, ha dato risposta l Assessore all ambiente, energia e reti, Marcello Raimondi; ITR/2168, in data 9 marzo 2011, a firma del Consigliere Borghetti, concernente l incompleto utilizzo dei voucher per i cassaintegrati, ha dato risposta l Assessore all istruzione, formazione e lavoro, Giovanni Rossoni; ITR/2190, in data 12 aprile 2011, a firma dei Consiglieri Barboni e Martina, concernente il progetto di gestione produttiva dell ATE g39, hanno dato risposta l Assessore all ambiente, energia e reti, Marcello Raimondi e l Assessore al territorio e urbanistica, Daniele Belotti; ITR/2191, in data 12 aprile 2011, a firma dei Consiglieri Sola, Cavalli, Patitucci e Zamponi, concernente informazioni concernenti le cave dismesse, ha dato risposta l Assessore all ambiente, energia e reti, Marcello Raimondi; ITR/2200, in data 19 aprile 2011, a firma dei Consiglieri Sola, Cavalli, Patitucci e Zamponi, concernente le criticità legate al progetto di gestione produttiva della cava di Telgate (BG) ATE g39, ha dato risposta l Assessore all ambiente, energia e reti, Marcello Raimondi; ITR/2201, in data 20 aprile 2011, a firma dei Consiglieri Marelli e Colla, concernente l approvvigionamento energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili, ha dato risposta l Assessore all ambiente, energia e reti, Marcello Raimondi; ITR/2214, in data 10 maggio 2011, a firma del Consigliere Cecchetti, concernente l operatività della centralina idroelettrica installata in località Castelletto di Cuggiono, ha dato risposta l Assessore all ambiente, energia e reti, Marcello Raimondi; Dibattito concernente l impatto della manovra economica nazionale sul bilancio regionale e sugli effetti delle politiche sociali e dello sviluppo della Regione; priorità regionali a sostegno dello sviluppo e dell occupazione e il rilancio di un rinnovato modello di welfare. (Argomento n. 3 all ordine del giorno) Dibattito Ricordo che, ai sensi dell articolo 38 del Regolamento generale, il tempo è stato contingentato in cinque ore. Ricordo ad alcuni Consiglieri, tra cui il Consigliere Puricelli ed altri, che alle ore 11 è previsto un tavolo di lavoro che verrà seguito dai Consiglieri di riferimento. Il Presidente sarà impegnato anche in aula.

9 5 La parola al Consigliere Tosi. TOSI Stefano Noi abbiamo chiesto questo Consiglio regionale dedicato ai temi economici dell andamento economico in e alle ricadute della Finanziaria nazionale per quanto riguarda le misure da prendere in vista del bilancio regionale Abbiamo chiesto questo Consiglio nel mese di luglio, subito dopo la convocazione del Patto per lo sviluppo, perché già a luglio erano abbastanza chiari alcuni indicatori che testimoniavano il peggioramento delle condizioni economiche e finanziarie, peggioramento rispetto all andamento di fine 2010 e inizio 2011 che era incoraggiante per il sistema produttivo. Poi, con andare avanti dei mesi, nel luglio di quest anno si è verificato un rallentamento sia negli ordinativi che nella tendenza di crescita. Abbiamo, pertanto, chiesto questo Consiglio regionale e l abbiamo chiesto nel momento giusto, cioè quando già si prefigurava una manovra finanziaria pesante per gli anni che abbiamo davanti. Non vi è dubbio che la crisi finanziaria internazionale si è ribaltata in una crisi di domanda e conseguentemente di capacità produttiva. Nello stesso momento sta cambiando il mondo. Noi siamo di fronte ad un cambio d epoca, e credo che questo sia l elemento su cui noi tutti dobbiamo ragionare sia a livello nazionale sia in. Un cambio d epoca perché il mondo sta crescendo e nel mondo si stanno affermando anche sistemi economici che nel Novecento non erano conosciuti come sistemi economici importanti nella ridistribuzione della ricchezza e della capacità produttiva. Basta vedere solamente l andamento delle Borse a livello internazionale dal 2000 ad oggi, quando le Borse europee e quelle degli Stati Uniti sono scese dal 20 al 60 per cento, mentre quelle della Cina e del Brasile sono aumentate più del cento per cento. Questo vuol dire un cambiamento nel mondo contemporaneamente ad una crisi finanziaria rilevante. Crisi finanziaria che colpisce i sistemi, come quello italiano, che tanto più sono esposti sul debito pubblico accumulato. E questo è uno dei problemi che noi abbiamo davanti e che abbiamo avuto davanti negli scorsi anni, che non è stato adeguatamente affrontato soprattutto dopo la costituzione dell euro. Dopo la costituzione dell euro il processo di rientro dal debito cumulato non è stato affrontato. E questa è una responsabilità dei Governi che abbiamo avuto dal 2001 in avanti. E anche il Governo che abbiamo in questo momento in carica ha affrontato questa fase molto difficile con estrema confusione, prospettando ricette e scelte diverse che ogni giorno venivano superate. Non vi è il dubbio che il tema di riforme strutturali per il Paese sia indispensabile da affrontare. Come non vi è dubbio che con questa manovra, sia legislativa sia finanziaria, il federalismo in questo momento sia sepolto e sia sepolto anche per i prossimi anni, perché noi abbiamo una centralizzazione delle decisioni, una centralizzazione delle risorse finanziarie e conseguentemente un indebitamento sia del sistema pubblico sia anche accompagnato da un elevamento della pressione fiscale sulle famiglie, sui cittadini e sulle imprese. Quando la pressione fiscale quest anno viene spostata in maniera dichiarata al 44,5 per cento, che sommata all eventuale addizionale si sposta al 48,5 per cento, che anche confrontata con gli eventuali aumenti tariffari supera la soglia del 50 per cento, è evidente che ci avviciniamo, come sistema Paese e sistema Lombardia, ad una situazione di estrema difficoltà, che non può essere nascosta, che deve essere affrontata con serietà, con la capacità di confrontarsi da parte delle forze politiche. Non vi è dubbio che la maggioranza di Governo e il Governo a livello nazionale hanno sottovalutato la situazione fin dal 2008, cioè da quando la crisi finanziaria incominciava a manifestarsi. E l ha sottovalutata anche negli scorsi mesi, fino ad arrivare ad una situazione molto difficile per il nostro Paese.

10 6 Oggi, come Consiglio regionale lombardo, siamo chiamati a confrontarci in un dibattito per cominciare a delineare quali sono le linee di intervento sui nostri strumenti. E io avrei auspicato la presenza anche del Presidente della Regione, perché non si può pensare di continuare, in un mondo che cambia, in uno scenario finanziario che muta... (Interruzione) Ringrazio il Vice Presidente e Assessore Gibelli per la presenza. Però, siccome ho visto il Presidente Formigoni distratto anche da altri temi, è importante che venga in aula e si confronti sulle ricette, sulle priorità da cambiare e sugli strumenti che noi abbiamo adottato. Non parliamo di strumenti internazionali o nazionali, ma il DASS è nostro, come deve essere nostra l iniziativa verso il Governo, soprattutto su due appuntamenti che il Governo e il Parlamento discuteranno, che sono il cosiddetto Decreto Sviluppo e la cosiddetta Legge di Stabilità, su cui le Regioni e la devono prendere posizione verso il Governo. Non si può pensare che le Regioni e la subiscano passivamente questo incontro. E sarebbe importante - certo è importante avere qui anche il Vice Presidente Gibelli - avere il Presidente Formigoni per capire qual è l iniziativa politica di Regione Lombardia, non sulle primarie del PdL, che - per carità - io rispetto, ma sulle iniziative verso il cambiamento della legge finanziaria che incide sulle Regioni e sulla in particolare. In questo momento noi ignoriamo, il Consiglio regionale della Lombardia ignora le iniziative politiche della Regione. E questo io credo non sia accettabile per i lombardi e per il Consiglio regionale della Lombardia. Il taglio della manovra di agosto, sommato alle manovre precedenti, è rilevantissimo per la nostra Regione: è quantificato in circa seicento milioni di euro, che non incide su voci marginali, come ben sappiamo, ma incide su voci sostanziali dei servizi ai cittadini, l assistenza, la sanità, il trasporto pubblico. E con alcuni quesiti che noi dobbiamo affrontare, come per esempio il sostegno agli ammortizzatori sociali e alla cassa integrazione in deroga anche per il 2012, che ha riguardato più di centomila persone. E sono strumenti su cui noi dobbiamo valutare la ricaduta, perché abbiamo la responsabilità di spiegare ai cittadini lombardi se quelle risorse sono state studiate e approntate in maniera adeguata o meno. Poi vi è una tendenza istituzionale su cui è giusto confrontarsi anche con il Gruppo, per esempio, della Lega in questo caso, che è la tendenza istituzionale ad accentrare le responsabilità legislative in capo al Governo e al Parlamento nazionale. Come vi è anche la tendenza a vedere le Regioni come un grande Ente amministrativo e non più legislativo, come una grande ASL, con qualche potere in più ma una grande ASL amministrativa. Non per niente la stessa tendenza della proposta di abolire le Province porterà in capo alle Regioni più competenze amministrative. Nello stesso tempo vi è una riduzione della possibilità di iniziativa legislativa e con minori risorse finanziarie la possibilità di intervenire su voci importanti della vita dei cittadini, delle imprese e delle famiglie lombarde. Per cui vi è anche un problema istituzionale da discutere, al giusto livello. Ed è un tema che mette in crisi il federalismo, non lo potenzia. Questo è il punto su cui ragionare. Non far polemica, ma ragionare per capire come affrontare quella che era una riforma che col Titolo V si è abbracciata e che deve continuare all interno di un contesto e di uno scenario internazionale che oggettivamente pone i sistemi nazionali e anche quelli regionali e territoriali sotto tensione. Noi stiamo cambiando epoca, e anche il dibattito sulle riforme istituzionali non può essere quello di venti o di dieci anni fa in un mondo globalizzato. Per cui questi tagli, i tagli previsti, avvengono contemporaneamente, come dicevo, ad un aumento del prelievo fiscale e tariffario. E anche qui, nel passato si è discusso molto sul fatto che il prelievo fiscale stava gravando sulle tasche dei cittadini. Ma è possibile, anche in Lombardia, capire qual è il limite oltre il quale non è possibile andare con gli incrementi del prelievo fiscale e tariffario? Quando ci avviciniamo a superare il 50 per cento, siamo arrivati a quel limite o no? Sì, siamo arrivati a quel limite. E su questo noi dobbiamo riflettere anche in vista della Finanziaria regionale per il 2012, perché non è possibile pensare di aumentare senza alcun limite le tariffe, per esempio, sul trasporto pubblico locale, quando l anno scorso l abbiamo aumentato del 25 per cento. Non è possibile pensare di aumen-

11 7 tare le tariffe senza avere un piano di investimenti e di ammortamento anche sul materiale rotabile. L aumento delle tariffe che paga solo il costo di esercizio senza investire sul materiale rotabile porterà il nostro sistema ad accartocciarsi su se stesso fra qualche anno. Questo è lo scenario evidente che noi dobbiamo affrontare. Ed è per questo che è importante, in questa discussione, preparare il terreno per il confronto col Governo nazionale per i due appuntamenti che dicevo prima, il Decreto Sviluppo e la Legge di Stabilità, perché vi sono alcune risorse - come la riduzione dei tagli per gli Enti locali, parliamo di 1,4 miliardi di euro, e le maggiori entrate derivanti dal bando per quanto riguarda le frequenze radiotelevisive, parliamo di 1,6 miliardi di euro in più rispetto al previsto - che devono essere utilizzate per investire su alcuni servizi fondamentali, su alcuni elementi fondamentali che riguardano in particolar modo l edilizia sanitaria e il materiale rotabile per i trasporti. Come dicevo prima, vi sono tagli su parti fondamentali, le spese sanitarie, l assistenza, il TPL, la parte che riguarda il sostegno alle imprese. È indubbio che in vista della Finanziaria 2012 dobbiamo adottare una scelta: se continuare quello che abbiamo sempre fatto - riducendo mano a mano e in maniera costante le risorse disponibili, cioè andare a deperire mano a mano nella capacità di intervento - o decidere cosa non si fa più, perché non abbiamo più le condizioni per farlo. Noi indichiamo chiaramente le tre priorità che ho detto in precedenza: trasporto pubblico locale, aiuto alle imprese e al lavoro, assistenza e sanità. Queste sono le tre priorità su cui concentrare tutte le risorse. Il resto, se non è possibile farlo, è meglio dire che non si fa più, si hanno meno costi e a ognuno le proprie responsabilità. Noi siamo di fronte a questa situazione. Come all interno delle voci che dicevo in precedenza siamo di fronte alla necessità di intervenire e di valutare gli investimenti che noi facciamo e gli incentivi che noi diamo. In Commissione Attività Produttive, ieri, abbiamo discusso la ricaduta della legge n. 1/2007, quella sulla competitività. Noi come unica valutazione avevamo una relazione di tre paginette senza alcuna discussione vera, reale sull effettiva ricaduta in termini di numero di imprese attivate, numero di posti attivati, capacità di affermazione dei nostri prodotti sui mercati internazionali o anche sui mercati interni. Cioè, noi non abbiamo ancora, a ben quattro anni e mezzo da quella legge, attivato un sistema di valutazione dei nostri strumenti di incentivazione. Questo è un nostro problema. Non è un problema generale, ma è un nostro problema. Credo che, anche in vista di appuntamenti successivi, dovremmo discutere su come attivare una spending review nostra, del sistema regionale. Questo strumento è stato inserito nella Finanziaria nazionale, e credo che anche noi,, dobbiamo ragionare su come attivare un sistema di valutazione e di spending review. Ancora: il tema delle liberalizzazioni. Anche questo lo dobbiamo affrontare in. Voi sapete come su questo argomento, soprattutto quando fu Ministro Bersani, ci si attivò con una serie di iniziative. Dopo Bersani sul tema delle liberalizzazioni non si è fatto assolutamente nulla, niente. Abbiamo un sistema ingessato in gran parte dei servizi, abbiamo un sistema protetto per moltissime figure. Noi dobbiamo andare avanti in questa direzione e ragionare anche sul futuro dei servizi pubblici locali, perché non si può pensare di gestire i servizi pubblici locali con questo andamento tariffario nella stessa maniera. Non si può pensare di gestirli nella stessa maniera. Bisogna pensare come affrontarli. Anche queste riflessioni in Lombardia dobbiamo farle. Vediamo anche alcune iniziative legislative che vanno in direzione opposta e su questo, invece, dobbiamo attivare un confronto forse un po più serio anche per questa aula. Scusate, Colleghi, forse è necessario che, al di là delle magliette del Consigliere Minetti, si discuta anche di altro, forse. Come ha detto il Presidente, e non solo il Presidente, credo che un po più di rispetto reciproco sia assolutamente indispensabile prima che sia troppo tardi, prima che sia troppo tardi. Credo che l iniziativa politica per ridurre i tagli sia assolutamente indispensabile. Indispensabile perché abbiamo una quantità di riduzione di risorse che è assolutamente ingestibile con il semplice aumento di tariffe o con la riduzione dei servizi.

12 8 Dal punto di vista del trasporto pubblico locale è evidente che l alternativa se triplicare il prezzo degli abbonamenti o dei biglietti, oppure dimezzare il servizio, o addirittura prevederli tutti e due contemporaneamente è un alternativa francamente non perseguibile, non accettabile da parte di Regione Lombardia. Ripeto, ha nove milioni e mezzo di abitanti, una densità di popolazione elevatissima. Noi dobbiamo sapere che quella strada non è assolutamente percorribile. Il Governo deve aver chiaro questo scenario. Per questo un iniziativa politica in vista delle due misure che dicevo in precedenza, cioè il Decreto Sviluppo e la Legge di Stabilità, è assolutamente indispensabile. Per questo il dibattito odierno del Consiglio regionale ha particolare rilevanza. Non è un dibattito superficiale né marginale, perché noi ci assumiamo la responsabilità di fronte ai cittadini lombardi di quali richieste avanzare al Governo e di quali priorità indicare nei prossimi strumenti di programmazione finanziaria ed economica di. Mi avvio alla conclusione. Per quanto riguarda la sanità, occorre oggettivamente riflettere sulle conseguenze dei tagli sia all assistenza ma anche per la prima volta al sistema sanitario. Per cui, bisogna ragionare, in una Regione che ha un invecchiamento progressivo di popolazione, su quale nuovo mix costruire di medicina territoriale, di cure intermedie, perché è evidente che il sistema che abbiamo costruito anche in Lombardia di fronte a queste tensioni non regge. Lo stesso dicasi per il trasporto pubblico locale. Bisogna ragionare sull integrazione. Noi abbiamo una proposta di legge di riforma del trasporto pubblico locale che si basa sulle agenzie provinciali o sovraprovinciali quando abbiamo avviato un percorso di cancellazione delle Province. È evidente che un sistema di questo tipo, senza tener conto anche della costruzione dell area metropolitana, è un sistema vecchio, di programmazione vecchia. Noi, invece, dobbiamo mandare avanti un sistema di integrazione di area metropolitana e una programmazione secondo i flussi di traffico, non secondo i confini territoriali e istituzionali. Credo che occorra anche lì andare ad una revisione dello strumento legislativo proposto dalla Giunta. Sul tema del lavoro e dell impresa, noi abbiamo la priorità assoluta dei giovani e di intervenire sui temi dell apprendistato e del tirocinio. Sul tirocinio è in corso una confusione che è stata alimentata dalla Finanziaria nazionale, dalle circolari che sono state emesse dal Ministero e dalla sovrapposizione di competenze fra Stato e Regione. Questa confusione è inammissibile, perché col tirocinio e con l apprendistato si inserisce nel mondo del lavoro gran parte dei giovani in questo momento, che deve avere un percorso formativo e anche un riconoscimento di quanto lavorano. Non è pensabile abbandonare qualsiasi garanzia di sviluppo da questo punto di vista, cosa che purtroppo sta avvenendo. E anche in rischiamo di depotenziare i più importanti strumenti di inserimento nel mondo del lavoro da parte dei giovani, che è il tema fondamentale che noi dobbiamo affrontare. Lo stesso dicasi per le politiche di sostegno alle imprese. Dobbiamo andare, come abbiamo già discusso, ad una loro semplificazione, dobbiamo intervenire ancora nel rafforzamento del sistema dei confidi, perché a seguito dell aumento dello spread fra i nostri titoli e gli altri titoli a livello internazionale il costo del debito è aumentato, ma è aumentata anche la sfiducia nel sistema creditizio e finanziario. È da lì che deriva un nuovo aumento della richiesta dei tassi alle imprese, che sta crescendo in questi giorni e si svilupperà ancora di più nelle prossime settimane. Non possiamo non vedere la necessità di intervenire per ridurre questo aumento dei tassi di accesso al credito per le imprese. Per cui, bisogna intervenire ancora confermando il potenziamento dei confidi. È necessario, inoltre, individuare alcuni settori trainanti per la, settori trainanti su cui si sta muovendo tutto il mondo, come quelli del benessere, dei trasporti, dell ambiente. Cioè, vedere anche nell Expo 2015 l occasione per presentare la nostra azione di sistema lombardo come trainante e capace di presentare delle proposte a un mondo che sta cambiando. Pensiamo solamente ai trasporti e all ambiente. In un mondo che si sta sempre più urbanizzando in grandi metropoli è impor-

13 9 tante presentare degli esempi positivi di miglioramento di qualità dell ambiente. È per questo che la sfida dell Expo 2015 deve essere vissuta in questa direzione per il sistema istituzionale e produttivo lombardo. Questa è l altra sfida importantissima, che abbiamo l opportunità di poter vivere. Da ultimo voglio riprendere il tema del cambiamento d epoca, che è un cambiamento d epoca nel mondo, è un cambiamento d epoca per il nostro Paese, e anche in Lombardia sarà un cambiamento d epoca istituzionale, perché riprogettare il sistema istituzionale degli Enti locali, riequilibrarlo guardando al futuro è una delle sfide principali in una Regione con più di millecinquecento Comuni, con più di nove milioni e mezzo di abitanti. È una sfida assolutamente entusiasmante per le opportunità, ma sarà difficilissima in queste condizioni economiche. Per questo è probabile che noi dovremo affrontare quasi una nuova fase costituente in Regione Lombardia. E per affrontare questa nuova fase costituente dobbiamo creare anche le condizioni. E con questo Consiglio regionale noi vogliamo crearle con un dibattito dove ognuno si assume le sue responsabilità, ma che sia anche produttivo per il futuro dei lombardi. (Applausi in aula consiliare) Presidenza del Vice Presidente Valmaggi Ricordo che il dibattito, così come prevede l articolo 38 del Regolamento generale, è contingentato nei tempi in trecento minuti (cinque ore): centoquaranta minuti spettano ai Gruppi di maggioranza e centosessanta minuti ai Gruppi di minoranza. Vi prego, durante il dibattito, di limitare le chiacchiere sia in aula sia nel settore riservato al pubblico. La parola al Presidente Quadrini. Grazie. QUADRINI Gianmarco Sbagliata, iniqua e ingiusta, insostenibile e inapplicabile, imbarazzante, non utile alla credibilità del Paese, depressiva e repressiva, inefficace e persino anticostituzionale: non sono parole delle opposizioni, delle parti sociali contrarie, dei tanti commentatori ed economisti critici, dei presunti contropoteri forti o rossi che contrastano Berlusconi e la sua mancata rivoluzione liberale, risoltasi in un più tasse per tutti ; sono parole del Presidente della, Roberto Formigoni, pronunciate già in occasione della prima manovra di maggio quando ci raccontavano che tutto andava bene e il nostro sistema di finanza pubblica era più solido che altrove. Parole inequivocabili nel merito, che si sono più volte ripetute in occasione delle altre versioni peggiorative della manovra di risanamento, che si sono susseguite a luglio, a Ferragosto e a settembre, sempre in poche ore di dibattito parlamentare e con tanta confusione e contraddizione negli annunci governativi. Per esprimere il giudizio negativo dell Unione di Centro, che è all opposizione a Roma e in Regione Lombardia, potrebbero bastare queste parole, pesanti come pietre tombali. In contraddizione sempre più esasperata è anche la Lega, che finge, anch essa, di dimenticare di essere nel Governo che ha

14 10 assunto questi provvedimenti, con diktat di correzioni a se stessi che hanno determinato il risultato, per salvaguardare categorie elettorali, di aggiungere tagli a tagli, tasse a tasse. Siamo arrivati così ad una draconiana correzione dei conti pubblici per oltre cinquantatré miliardi che avrà un effetto complessivo sulle famiglie nel triennio per oltre centoquarantacinque miliardi di euro (dati della Camera generale di Mestre). Un sacrificio abnorme per sperare nel pareggio di bilancio promesso all Unione Europea, che a fronte di taciti ma sofferti interventi di salvataggio della Banca Centrale Europea nell acquisto dei nostri titoli pubblici, scaduti di nome e di fatto, ci ha di fatto commissariato, imponendoci contenimenti drastici ed emergenziali, rispetto ai quali il Governo non ha saputo ancora ritrovare un filo logico, una visione d assieme ragionevole, preparata, condivisa e sostenuta nella loro inevitabile ricaduta di impopolarità. L entità della manovra correttiva impostaci, i tempi e le modalità politiche delle decisioni da rendere operative definiscono il dramma che l intero Paese si trova ad affrontare. Siamo davvero sull orlo del baratro. Il fallimento dello Stato italiano che si registra quando i titoli del nostro imponente debito pubblico, arrivato ad oltre millenovecento miliardi, non sono più credibili nella loro possibilità di essere rimborsati e nella insostenibilità degli oneri per la loro collocazione. Quello che più sorprende e amareggia è il senso di sorpresa e impreparazione ad affrontare una situazione molto critica sul piano internazionale, ma che è una conseguenza di una crisi finanziaria e produttiva in corso dal Il disordine internazionale è un fenomeno di lunga durata, con l Europa che stenta a costruire una politica economica condivisa attorno alla difesa della sua moneta e con l Italia che ha appalesato tutta la sua debolezza nella percepita crisi di governabilità. Siamo ancora sotto attacco e siamo deboli nella difesa, perché sulle nostre storiche debolezze strutturali, derivate da uno dei più alti debiti pubblici al mondo, si è innestata una crisi di credibilità sulla capacità del Governo, della sua leadership, dei suoi Ministri e della politica economica a reggere il finanziamento del debito nei crescenti oneri della sua gestione. Per la prima volta si affaccia il pericolo mortale che sia lo Stato italiano, nella sua articolazione di Comuni, Province e Regioni, a non essere più credibile nella fiducia della finanza internazionale e degli stessi risparmiatori italiani, che ancora in gran parte sostengono e coprono il più imponente debito pubblico nazionale. Siamo tutti esposti a una drammatica emergenza nazionale, e non solo per i ripetuti attacchi al sistema economico e finanziario della Repubblica, ma soprattutto per la ridimensionata credibilità della politica a tutti i livelli nel dare certezza di una guida salda e consapevole, che è la prima causa della crisi e della debolezza del Paese nel reagire. Dopo il già grave declassamento di Standard & Poor s e i dubbi del Fondo Monetario Internazionale sulla possibilità di raggiungere l atteso pareggio di bilancio nel 2013, con una crescita del prodotto interno lordo piuttosto bassa, anche i Comuni della sono nel mirino delle agenzie di rating americane, perché la manovra governativa li sta strangolando e appesantisce ulteriormente i bilanci di Sindaci e Governatori. La Lombardia è in testa a questa ipotesi di declassamento, Milano l ha già subita. Il più forte rischio di default in corso è quello del crollo della credibilità delle Istituzioni democratiche a reggere e governare la percepita debolezza finanziaria italiana sotto pressione e attacco sui mercati internazionali perché è l anello più debole del sistema euro. Il Re o, meglio, il Governo è davvero a questo punto apparso nudo. Solo tre mesi fa il Presidente Berlusconi, cercando un rilancio dopo la sconfitta elettorale, annunciava che il bilancio era solido, in equilibrio rispetto agli impegni europei, che il sistema finanziario era migliore di quello di altri Paesi, che la crisi greca non ci toccava e che avremmo potuto abbattere le tasse con solo tre aliquote ridotte per tutti e rilanciando la centralità del quoziente familiare. In quattro giorni complessivi di lavoro, con ripetute imposizioni del voto di fiducia, il Parlamento ha prodotto una storica smentita di queste false illusioni, mettendo tasse dappertutto, con un effetto pesantemente regressivo ed un marcato aumento della pressione fiscale.

15 11 Pagano le famiglie, i ceti più deboli perché colpiti dalle ingiuste uniformità dei tagli lineari, gli Enti locali, Lombardia in testa, con la diminuzione dei servizi derivata dai ridotti trasferimenti e senza alcun sostegno allo sviluppo e alla crescita che dovevano vedere la nostra Regione locomotiva della ripresa. È sgradevole e molto preoccupante la sensazione di confusione, di contraddittorietà, di improvvisazione di molti dei provvedimenti proposti da Tremonti, sorpreso e stordito in Europa, in crisi di delegittimazione e di isolamento nel Governo. Manca il senso di un progetto complessivo di uscita dall emergenza. Non si innesca una speranza collettiva su una meta comune da raggiungere, non si coglie la significativa disponibilità delle opposizioni ad una mobilitazione d emergenza per stendere una rete di protezione, accogliendo gli accorati appelli del Presidente della Repubblica alla concordia, a un nuovo senso di responsabilità diffusa nell emergenza nazionale. Tutti oggi avvertiamo la gravità dell emergenza, tutti dichiariamo che la casa brucia e che è necessaria una forte coesione nazionale tra Stato e Regioni, Istituzioni, partiti e parti sociali per uscire rapidamente da una situazione fortemente critica e dare ai mercati internazionali segnali di una reazione forte, responsabile, diffusa nel Paese. In Lombardia la necessità di ripensare radicalmente alla politica economico-finanziaria, alle politiche di bilancio, è stata accolta con ritardo e fastidio. Non ci scuotiamo da un sonnolento trantran illudendoci di continuare a ballare sulle vecchie note di un bilancio di previsione che non c è più mentre la nave affonda. I richiami alla concordia, all emergenza, alla responsabilità diffusa qui non trovano eco, come se non riguardassero anche i nostri conti. Rischiamo di essere noi gli orchestrali della prima classe che comunque non si salveranno, cui allude Tremonti con il richiamo al Titanic. Anche il governatore della nave dà l idea di abbandonarla per primo quando annuncia l intenzione di essere protagonista nelle elezioni per le primarie del PdL, previste nel 2012, ipotesi che porterà allo scioglimento di questo Consiglio, depotenziandone già oggi la responsabilità. Facciamo anche peggio quando continuiamo a illudere i passeggeri con gli spot ideologici sul federalismo prossimo venturo che risolverà tutti i mali e raddrizzerà la barca. La manovra del Ministro Tremonti è la pietra tombale su questa attesa, propagandata a parole ma incapace a realizzarsi in azioni strutturali, concrete ed effettivamente incisive. Dopo i tagli sui trasferimenti ai Comuni e alla Regione del 50 per cento i primi e del 40 per cento per la Lombardia, lo spazio compensativo di una maggiore autonomia impositiva locale - perché di questo si tratta, dover mettere tasse e imposte locali per colmare i buchi - viene definitivamente chiuso con una ulteriore manovra che aumenta e non diminuisce la pressione fiscale statale e centrale sui redditi, con il taglio dell esenzione alle famiglie, il prelievo sull indicizzazione delle pensioni, tasse e accise sui beni di consumo, l aumento dell IVA e del ticket sanitario con effetti inflazionistici. È la fine delle illusioni. Il federalismo non c è, non si può agire su nessuna leva del prelievo locale. La definizione dei costi standard slitta anch essa al 2014, a dopo il 2014 ma, peggio ancora, quel che è stato spazzato via è l autonomia di poter decidere nella nostra Regione come poter rispettare i saldi impostici dalla manovra. È finito il tempo della protesta su cui il Presidente Formigoni non ha risparmiato parole di impegno senza alcun risultato visto che i decreti sono rimasti inalterati e sono legge finanziaria. Occorre adesso adeguarsi a raggiungere gli obiettivi quantitativi di contenimento indicati dal Governo. Possiamo ancora tentare, a parità di saldi, di decidere noi un modo più adeguato per osservarli, selezionando priorità di taglio e risorse di sostegno sulle esigenze e sulle necessità nella Lombardia, sui suoi bisogni di crescita e sulle opportunità, pure avviate, mettendo in gioco anche il vasto patrimonio regionale di partecipazioni di proprietà pubbliche. Sarebbe bene smettere di ingannarci tutti ed illuderci ancora su ricette false e semplificate ma inattuabili in tempi in cui dobbiamo applicare severità e rigore, nel diminuire drasticamente l intervento

16 12 pubblico regionale non aumentandolo, ma spendendo di più. Avevamo proposto, già a luglio, in quest aula, di prendere atto con maggior consapevolezza di quanto stava precipitando e di assumere, fin da subito, le drastiche conseguenze per il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013, conformemente agli impegni assunti in sede europea per il patto di stabilità e per la difesa della moneta unica. Per questo abbiamo dato piena disponibilità a confrontarci ed assumere decisioni difficili in un clima di concordia e solidarietà nazionale a partire dal bilancio di, che ha ora urgenza di un radicale ripensamento e di un forte segnale di concorso alla politica nazionale di contenimento della spesa pubblica. Rinnoviamo questo appello e questa disponibilità anche se cogliamo pochi segnali di ripensamento sull iter che stiamo seguendo, tutto estraneo alla crisi in atto e soprattutto sulla qualità delle scelte che rapidamente dobbiamo riconsiderare, come se la casa in Lombardia non stesse bruciando più che altrove. Consigliere Sola, prego. SOLA Gabriele I tempi sono molto contingentati oggi, ci costringono ad una certa sintesi e, in apertura, dal mio punto di vista, a sottoscrivere a pieno l analisi circostanziata proposta dal collega Tosi e anche l osservazione del collega Quadrini che parrebbero in piena sintonia con quanto affermato urbi et orbi a più riprese dal Presidente della Giunta regionale Formigoni. Sono circostanze drammatiche aggravate da alcune dichiarazioni degli ultimi giorni. Ad esempio, l altro ieri Mauro Moretti ha dichiarato: Ci attendono o meglio i cittadini sono attesi da aumenti molto consistenti che porteranno un allineamento delle tariffe a livelli europei. Peccato che il livello qualitativo del servizio ferroviario sia allineato a standard centroafricani ad oggi e, presumibilmente, lo resterà anche in futuro. Questa mattina un quotidiano titola Disabili e anziani: tagli del 77 per cento per le famiglie. Ogni giorno, insomma, si aggiunge un tassello al puzzle inquietante che, però, appunto, sembra essere condiviso anche dal Presidente Formigoni, il quale, talora un po ci disorienta. Mi spiace che ora si sia allontanato. Ci disorienta perché lui cambia camicia ogni giorno. Il giorno in cui si presenta con la camiciola da Presidente della ci dice che questa manovra è inaccettabile, il taglio a- gli Enti locali è inaccettabile, il federalismo sta morendo, non va assolutamente bene, il Governo sta sbagliando, occorre svoltare, occorre operare per lo sviluppo. Questo è il Presidente Formigoni con la camiciola da Presidente della. Poi il giorno seguente cambia camicia, mette quella a fiorellini, tinta da finto ingenuo, da alto dirigente del PdL e tu ti aspetti che, essendo conseguente, intervenga sugli stessi temi e influisca sulle scelte che il suo partito, il Popolo della Libertà, insieme con la Lega Nord determina a livello di Governo centrale. Ti aspetteresti questo. Invece scopri che il Presidente Formigoni con la camiciola da alto dirigente del PdL si concentra sulle primarie del PdL, su Alfano e su altre storie, su altre vicende partitiche più che politiche. A quel punto ti sfugge qualcosa e pensi che questo sta un po ciurlando nel manico, ha la credibilità

17 13 di una polenta taragna made in Cina, tanto per utilizzare un esempio caro a tutti noi lombardi buongustai. Nel momento in cui, ad esempio, si pone con fare molto critico nei confronti del Governo nazionale, apre una trattativa, un dibattito, un confronto anche serrato, apparentemente, a leggere certe dichiarazioni, con il Governo centrale ti aspetteresti risultati consistenti. E ti aspetteresti risultati consistenti non solo nell ottenere qualche ritocchino ai tagli - che per ora, peraltro, non ci sono - delle Regioni e degli Enti locali, ma ti aspetteresti che venisse indicata la strada, la giusta rotta al Governo centrale che, attraverso questo marcamento a uomo da parte delle Regioni nei confronti del Governo centrale, qualcosa accada per davvero nelle scelte del Governo centrale, un cambiamento di rotta effettivo. E invece no. Come è già accaduto, qualche sconto, qualche ritocchino, qualche elemento di lifting ci verrà proposto come un grande successo della Giunta regionale della Lombardia. Servizio del trasporto pubblico: Il Governo ha condannato a morte per ghigliottina il servizio del trasporto pubblico. Non ci sta bene. È una condanna che non accettiamo e ci battiamo. Dopo verranno a dirci: Cittadini lombardi, grazie al nostro intervento il Presidente Formigoni e l Assessore Cattaneo sono intervenuti con incisività e il servizio del trasporto pubblico è condannato comunque a morte, ma con iniezione letale. È veramente un progresso significativo, sostanziale e sostanzioso! Non funziona così. Crediamo non debba funzionare così. Crediamo non sia leale nei confronti dei cittadini. Allora forse basterebbe suggerire al Governo e proporre, anche all interno degli equilibri di Centrodestra, che sono gli stessi che governano questa Regione, misure concrete, effettive ed efficaci: lo stop ai rimborsi elettorali ai partiti, lo stop ai contributi all editoria, l abolizione delle Province, l accorpamento dei Comuni di piccole dimensioni, la riduzione dei Parlamentari, lo stop ai vitalizi, la riduzione delle Comunità montane, delle circoscrizioni e dei Consorzi di bonifica, i tagli alle auto blu, alle spese di rappresentanza e alle consulenze, la soppressione del rappresentante regionale all estero (magari), prevedere l amministratore unico per le SpA partecipate dagli Enti territoriali, dismettere le partecipazioni di Stato, dismettere immobili, ridurre le spese militari, unificare gli Enti previdenziali, rinunciare al Ponte sullo Stretto - mi rendo conto che si tratta di operare delle scelte, abbiamo fatto il tunnel da Ginevra e quindi il soldi per il Ponte sullo Stretto presumibilmente non ce ne saranno più -, recuperare l efficienza dei dirigenti pubblici, ridurre la deducibilità per le banche, ridurre le agevolazioni fiscali tranne che per le famiglie, i pensionati e sulla casa che invece sono quelli che pagano, tassare finalmente e seriamente le rendite finanziarie - salvo i titoli di Stato, magari al 20 per cento - aumentare i canoni di concessione, intensificare i controlli sulle invalidità, il contributo di solidarietà del 7 per cento sui capitali regolarizzati tramite scudo fiscale, una seria lotta all evasione e all elusione fiscale, non azioni di facciata così come tutte quelle a cui ho fatto riferimento in questo breve intervento. Ecco che cosa si aspettano probabilmente i cittadini dalla Giunta regionale, dalla e dal Governo italiano. Magari i lombardi si aspetterebbero qualche buon esempio, qualche dimostrazione concreta di una voglia di intervenire che in realtà da parte della Giunta regionale e della Lombardia pare non esserci. Ad esempio, è la sola Regione in Italia a disporre sia di Sottosegretari che di delegati del Presidente. Dobbiamo tagliare, dobbiamo renderci protagonisti di un momento nuovo di responsabilità, di attenzione. Diamo un esempio anche in questo senso, evitiamo che questa Istituzione si confermi in ciò che è stato per troppo tempo un poltronificio e soprattutto manteniamo atteggiamenti conseguenti rispetto a ciò che affermiamo in pubblico. È l invito che avrei volentieri rivolto al Presidente Formigoni se, dopo questa breve comparsata, sollecitata dal nostro Presidente Zamponi, si fosse mantenuto in aula. La parola al Consigliere Brambilla.

18 14 BRAMBILLA Enrico Quando il Gruppo del Partito Democratico chiese di discutere degli effetti e delle ricadute della manovra sulla nostra Regione, fin dal mese di luglio scorso, non intendeva fare di questa richiesta un attività strumentale per avere un occasione di sterile propaganda all interno di quest aula. Il nostro giudizio su quella manovra, e su quanto poi ad essa è seguito, è assolutamente netto. È stato peraltro, forse ancor più autorevolmente di noi, dato un po da tutti quanti gli osservatori nazionali e non. La nostra richiesta, dicevo, nasceva anzitutto dalla consapevolezza, come è stato prima ricordato, della assoluta straordinarietà del momento che stiamo attraversando e della necessità conseguente che questo Consiglio, questa Regione - la più importante d Italia, uno dei motori dell Europa - cercasse di ragionare al proprio interno su come utilizzare questo momento di difficoltà e di crisi per proporre una propria autentica interpretazione, una propria capacità di proposta che non la vedesse semplicemente succube a ricevere i provvedimenti calati dall alto dal Governo nazionale. Avremmo voluto, cioè, contribuire alla costruzione di una proposta lombarda per affrontare l attuale crisi; avremmo voluto contribuire insieme ad una proposta che non si limitasse ad evidenziare le insufficienze e le difficoltà della manovra nazionale, ma che riuscisse anche ad articolare ipotesi, perché dalla fiscalità, dal welfare, al sostegno alla ripresa si potessero mettere in campo delle proposte condivise. Non ci è stato consentito. Sono passate alcune settimane in cui la situazione si è ulteriormente aggravata. Si è arrivati conseguentemente ad una nuova manovra il cui tratto, credo, più importante, quello che maggiormente ci preoccupa, oltre alla sua iniquità, alla sua insostenibilità come è stato anche qui più volte ricordato, però purtroppo temo sarà la sua netta insufficienza, la consapevolezza cioè che tutti abbiamo che fra poco sarà necessario rimettere ulteriormente mano ai conti e trovare ulteriormente delle vie di uscita per cercare di rimettere in carreggiata questo Paese. Allora forse non tutto il tempo, da questo punto di vista, è perduto. Abbiamo ancora la possibilità, a partire da questo Consiglio regionale e a partire anche dagli atti che questo Consiglio è prossimamente chiamato a licenziare, di cercare di giocare un nostro ruolo, di fare in modo, quindi, che Regione Lombardia sia appunto uno dei protagonisti attivi nella ricostruzione di questo Paese, che è lo snodo fondamentale, il tema che ci troviamo tutti quanti ora di fronte. E a partire, dicevo, dai prossimi atti e, in particolare, dal documento strategico annuale che noi qui invitiamo la Giunta a voler rileggere, rivedere, integrare, aggiornare alla luce di quello che è successo. Non potremo trovarci qui fra un mese a discutere di un documento strategico scritto alcuni mesi fa, ma che ormai sembra essere stato scritto un secolo fa, perché ci racconta di un mondo, di una Regione, di una situazione che, nel frattempo, è completamente cambiata. Crediamo che quel documento sia necessario riscriverlo, rivederlo, attualizzarlo e concentrarci sulle novità e sulle priorità che la situazione ci propone. Sulla fiscalità è stato detto prima che quello che doveva essere il Governo che diminuiva le tasse a tutti, sta proponendo ora uno scenario con una pressione fiscale mai conosciuta in questo Paese; pressione fiscale alla quale rischiano di dover dare il loro ulteriore contributo in maniera significativa le Autonomie locali. Allora, ad esempio, c è un passo nella manovra che non sarà sfuggito sicuramente all Assessore Colozzi che anticipa al 2012 la manovrabilità dell addizionale regionale anche per questa Regione, dimenticandosi, però, di fare l operazione che pure era scritta nei decreti del federalismo fiscale, che accompagnava la manovrabilità delle addizionali regionali e la possibilità, quindi, di di incrementare di uno 0,5 per cento la propria aliquota base, con la corrispondente diminuzione delle aliquote centrali. Altrimenti, se questo non avviene, evidentemente anche la manovrabilità che viene riconosciuta al-

19 15 le Autonomie locali non può che andare ulteriormente a concorrere all inasprimento fiscale. Questo nella manovra non c è scritto. Vogliamo fare di questo, insieme, uno degli elementi di confronto e di richiesta con il Governo centrale. La seconda questione è la questione del patto di stabilità. Anche qui ci accontentiamo di quello che è scritto nella manovra di questi indici di virtuosità che dovrebbero un po cercare di attenuare l impatto in particolar modo su alcune Regioni introducendo questa graduatoria, queste quattro classi di virtuosità, sperando di andare a finire in quella che non ne risentirà. Oppure vogliamo anche su questa partita diventare protagonisti ed essere all interno evidentemente dei soldi dati e tenendo conto che non è probabilmente questa la situazione e la condizione che ci può consentire di andare a ricontrattare alcunché a Bruxelles, vista la nostra scarsa credibilità all interno dello scenario che comunque dobbiamo rispettare? È possibile che ci impegniamo a costruire un nostro modello di patto di stabilità che non sia la miseria dei 70 milioni che abbiamo messo a disposizione delle nostre Amministrazioni locali per quest anno e che credo basterà probabilmente neppure a far fronte alle esigenze di un Comune di media dimensione? Per non parlare di quello che vorrebbe dire se all interno di questo patto di stabilità si dovesse confermare l idea che ci debbono ricadere anche tutte le opere su Expo Anche questa partita vogliamo farla diventare un tema su cui apre una discussione con lo Stato centrale? Innanzitutto ribadisco e sottolineo come l eventuale inclusione di Expo 2015 all interno della gabbia del patto di stabilità significherebbe il definitivo affossamento di questa manifestazione. Sugli assetti istituzionali aspettiamo anche qui l esito lungo e incerto del disegno di legge costituzionale sulla revisione delle Province. Nel frattempo, entro il 2012, i nostri Comuni dovranno cercare di impegnarsi in forme aggregative almeno per i Comuni inferiori ai mille abitanti. È l occasione questa per anticipare e giocare un ruolo proattivo sulla partita del versante istituzionale e quindi mettere mano da subito alla costruzione della Città metropolitana; mettere mano da subito a dei modelli di aggregazione per i nostri Comuni anche al di là delle modeste quote indicate all interno della manovra e quindi pensando anche ad aggregazioni sulle funzioni decisamente più importanti. Su tutta la partita dei servizi pubblici locali suona singolare la dicitura che c è nel testo della manovra di ferragosto che vorrebbe quel provvedimento essere in adeguamento agli esiti referendari. In realtà, quel testo in gran parte ignora e accantona gli esiti referendari. È vero, ne è escluso il servizio idrico, eppure, però, anche sul servizio idrico è necessaria, e noi l abbiamo chiesta più volte, una ripresa e una rilettura della nostra legge regionale alla luce degli esiti del referendum, ma alla luce soprattutto della grande incertezza che regna in questo settore e che oggi sta pesantemente bloccando gli investimenti in questo settore. Questa è la più preoccupante ricaduta dell attuale vuoto normativo che sta paralizzando tutti gli ambiti territoriali locali e impedendo, di fatto, un riavvio dei necessari investimenti in questo settore. Abbiamo qui indicato un po degli aspetti del contenuto della manovra che hanno riflessi sulle attività proprie di. Non stiamo qui facendo quindi propaganda o demagogia, stiamo richiamando la nostra Regione a svolgere il ruolo che le è proprio. Concludo con l ultima annotazione perché queste erano le cose che nella manovra ci stanno, ma poi c è tutto ciò che nella manovra non c è. In particolare, quello che non c è nella manovra è una idea di futuro per i nostri giovani. È stato più volte ricordato anche qui prima: noi ancora abbiamo dei modelli organizzativi, di avvicinamento al lavoro, di costruzione del welfare, tutti pensati per una società che nel frattempo è cambiata. Non possiamo continuare a permettere che il 30 per cento dei nostri giovani sia fuori dal mercato del lavoro, non possiamo continuare ad avere un modello di welfare che esclude completamente da un idea di pensione, da un idea di futuro la gran parte della popolazione giovanile.

20 16 Anche su questa partita potrebbe svolgere un ruolo fondamentale avviando, ad esempio, il percorso di previdenza integrativa regionale che abbiamo più volte sollecitato; pensando, come è stato detto anche qui, di riprendere in mano tutta la partita dei tirocini, degli inserimenti al lavoro e dell apprendistato. Vogliamo confrontarci su queste cose? Il Partito Democratico della Lombardia è disponibile per un confronto serio su questi ragionamenti, al di là del giudizio netto, secco su questa manovra che è assolutamente sbagliata e insufficiente, ma che ci impone, quindi, di assumere delle scelte importanti per il futuro della nostra Regione. La parola alla Presidente Cremonesi. Ne ha facoltà. CREMONESI Chiara Il dibattito sulla manovra economica e le ricadute sul nostro territorio e sulla nostra Regione; un dibattito che come è stato ricordato anche da altri Consiglieri che mi hanno preceduto è stato lungamente richiesto e lungamente atteso. Avremmo voluto discutere quasi in tempo reale in quest aula delle conseguenze della manovra sui cittadini lombardi. Abbiamo spesso anche apprezzato le prese di posizione del Presidente Formigoni, nel suo contrasto al Governo amico, al Governo di Berlusconi rispetto a questi temi, ma avremmo voluto avere appunto la facoltà come Consiglieri di discuterne il prima possibile e di non ritrovarci il 27 settembre tra l altro ancora con alcuni dati da approfondire. Penso, ad esempio, alle conseguenze rispetto al TPL; conseguenze che abbiamo letto in modo molto preoccupato, se è vero che un treno su due sostanzialmente dovrà essere cancellato. Sono stati, questi, mesi difficili, mesi in cui forse ci sarebbe stato bisogno di un confronto. Sono stati mesi difficili perché le giravolte sulla manovra hanno fatto inquietare e preoccupare molte categorie, probabilmente quasi tutte nel nostro Paese, dalle laureate e dai laureati alle vedove, da chi ha fatto la leva ad altre categorie ancora. Alla fine poi si è chiusa questa fase, almeno per ora, con delle manovre sulle quali, anche noi, come chi mi ha preceduto, diamo un giudizio molto serio rispetto all iniquità in primo luogo e rispetto all inefficacia in secondo luogo. Se potessi in qualche modo, con una battuta, fare una fotografia di questi mesi potrei parafrasare Ennio Flaiano quando dice: La situazione è drammatica, ma non è seria. Non è seria per le giravolte che abbiamo visto e perché abbiamo visto come le soluzioni adottate non aiutano il nostro Paese ad uscire da questa fase così difficile. Venivano già citate prima per cui non mi voglio dilungare su questo, ma tutti considerano l aumento dell IVA una misura prociclica e quindi non in grado di far crescere il Paese, ma anzi di deprimere ulteriormente la domanda interna, i consumi e quindi l economia. Penso al secondo punto, a quello ugualmente importante per noi, anzi forse di più, sedendo in questa Assemblea lombarda, quella dei tagli agli Enti locali e alle Regioni. Proprio qui il 29 agosto abbiamo ospitato una manifestazione nazionale dell ANCI, nell auditorium qui vicino, con i Sindaci di tutta Italia e di tutti i colori che chiedevano sostanzialmente che la manovra venisse fortemente corretta, non solo perché ovviamente attenti e preoccupati per i loro bilanci, ma

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