RASSEGNA STAMPA AL 30 OTTOBRE

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5 La 30 ottobre 2012 Bordignon vuole la testa di Quaggiotto Vedelago. La Lega all opposizione chiede le dimissioni del sindaco: «Non paga l Ici e aumenta l Imu, pessimo esempio» la difesa «Cacciato dalla politica degli slogan» VEDELAGO Cacciato dalla Lega perché in ritardo con il pagamento dell Ici? Il sindaco Paolo Quaggiotto non ritiene che questa sia una colpa. «Quanti contribuenti si trovano in ritardo con il pagamento delle imposte, ma poi le dovranno versare con sanzioni e interessi? Può succedere, non è un reato. E si dovrebbero vergognare per questo? Credevo che la politica comprendesse le difficoltà delle imprese: devo ricredermi. Solo slogan». Il sindaco ha ricevuto venerdì scorso la comunicazione ufficiale. «Sono molto amareggiato da questa vicenda: dopo diversi anni di militanza e di impegno nella Lega e più di otto anni come sindaco di Vedelago incomprensibilmente vengo considerato un sindaco non più rappresentativo del movimento. Ho appreso solo dal giornale e da una telefonata con il segretario provinciale che le motivazioni sono attinenti a un ritardo nel pagamento dell Ici di una società immobiliare, per il quale il Comune ha emesso un avviso di accertamento». Ricostruisce il rapporto con l apparato leghista sulla questione Barcon. «Nessun rilievo mi viene avanzato sulla mia attività politico-amministrativa. Anche la vicenda Barcon nulla c entra con questa storia. Il partito, la segreteria provinciale sono sempre stati informati su tutto. Nessuna indicazione da parte del partito è pervenuta circa la contrarietà alla proposta, solo singole posizioni ma non una linea chiara del partito. È stato il segretario provinciale a chiedermi di portare l argomento in consiglio comunale anche se la procedura non lo prevedeva e anche se la stessa delibera era stata approvata due volte in giunta anche da coloro che poi in consiglio hanno votato contro». Davide Nordio VEDELAGO «Un sindaco che non paga l Ici e aumenta l Imu è un pessimo esempio per i suoi cittadini ed è bene che rassegni le dimissioni». Oscar Bordignon, capogruppo della Lega all opposizione, presenta il conto a Paolo Quaggiotto. Il sindaco è per ora sospeso dal Carroccio, ma si attende la sentenza definitiva annunciata per il 5 novembre quando il consiglio direttivo provinciale si pronuncerà sulla sua cacciata dal partito di Maroni. Tra Bordignon e Quaggiotto non corre buon sangue: prima alleati di giunta e poi accerrimi nemici. Ed è tempo di resa dei conti. «Il mancato pagamento di una tassa comunale, nella fattispecie l Ici», osserva Bordignon, seduto ai banchi dell opposizione con in tasca la tessera della Lega del segretario Giorgio Granello, «non sarà un reato, ma non può essere nemmeno una benemerenza da appuntare al petto con il filo dell arroganza, tantomeno un distintivo da ostentare davanti alla stragrande maggioranza dei cittadini che pagano le tasse. Le dichiarazioni del sindaco rappresentano un offesa gratuita a tutti coloro che versano le imposte regolarmente come avviene in uno Stato di diritto. Quaggiotto forse ritiene che ricoprire un incarico istituzionale possa esimerlo dai più elementari doveri in vigore in una società civile?». E su questo la stessa Lega si è spaccata con il segretario provinciale Giorgio Granello a condannare il comportamento del sindaco e il suo predecessore Giannatonio Da Re a giustificarlo in virtù della crisi che ha messo in ginocchio tantissimi imprenditori, Quaggiotto compreso. Bordignon sta con l attuale portavoce del Carroccio trevigiano. «Sebbene l appartenenza a una corrente o a una sottocorrente politica possa oscurare la capacità di giudizio e indurre la difesa oltre il limite di un comportamento censurabile, non può più essere tollerata la difesa a oltranza di comportamenti inacettabili. Cosa succederebbe se tutti i cittadini seguissero l esempio del sindaco, se da domani tutti smettessero di pagare l imposta per l asporto rifiuti oppure l Irpef comunale? Quali servizi riuscirebbe a fornire l amministrazione locale con le casse vuote?». Il capogruppo della Lega all opposizione non ha dubbi: Quaggiotto deve andare a casa. «Tanto più», aggiunge carne al fuoco, «che nell ultimo consiglio comunale, quello in cui si discuteva dell operazione Barcon, ha respinto l emendamento con cui il mio gruppo aveva proposto di rinunciare all aumento dell Imu, proprio in virtù del difficile periodo economico che stiamo attraversando». Maggioranza e giunta al completo hanno deliberato il passaggio dell aliquota per la prima casa dallo 0,8 allo 0,4 per cento. «Un aumento del 20 per cento», sottolinea Oscar Bordignon, «proposto e approvato da un sindaco che non ha pagato l Ici». Quaggiotto per ora non molla. Granello stesso, pur confermando l intenzione di espellerlo dal partito, sostiene di non voler mandare a casa chi è stato eletto dai cittadini, nel rispetto della volontà di questi ultimi. Le tante anime della Lega. 5

6 La 27 ottobre 2012 Vedelago, Quaggiotto resta sindaco VEDELAGO Nonostante l imminente espulsione dalla Lega, il sindaco Paolo Quaggiotto rimarrà in carica. È questa l indicazione data dalla segreteria provinciale del Carroccio all indomani dello scoppio del caso riguardante il primo cittadino vedelaghese. Ieri il segretario Giorgio Granello ha confermato quanto trapelato. L espulsione di Quaggiotto avverrà a brevissimo. Il provvedimento sarà sottoposto all esame del consiglio provinciale del partito il 5 novembre. Successivamente dovrà essere ratificato dall organo federale di garanzia. La motivazione ufficiale dell espulsione sta nel nodo Ici. Il caso era scoppiato a marzo. L Ufficio Tributi del Comune di Vedelago infatti aveva inviato all Immobiliare Quaggiotto (ditta di cui il primo cittadino è socio) un accertamento per non aver pagato l Ici per gli anni 2008 e 2009 per alcune decine di migliaia di euro. Comportamento non accettabile per un primo cittadino. «Comprendo il dramma delle aziende, in particolare in ambito immobiliare», ha detto ieri Granello, «e capisco l aspetto umano e contingente di una situazione drammatica. Credo che se ne avesse avute le possibilità l imposta l avrebbe pagata. Ma una persona che riveste la carica di sindaco deve sapere fino a dove può spingersi con i propri comportamenti e non è ammissibile che sia lui a non pagare quella Imu la cui aliquota era stata peraltro appena aumentata». Per ora Quaggiotto è stato sospeso, il 5 novembre si saprà se sarà espulso definitivamente. La poltrona di sindaco tuttavia non è a rischio almeno per ora. L indicazione data dai vertici del Carroccio ai componenti leghisti della maggioranza che sostiene Quaggiotto è di non sfiduciarlo e di sostenere la sua giunta fino a fine mandato. Per ora nessuno strappo interno. I componenti non leghisti della maggioranza, invece, attendono l ufficializzazione dell espulsione prima di prendere posizione. Sulla vicenda ha pesato la battaglia di Quaggiotto a favore del mega progetto Barcon. Una battaglia condotta in aperto contrasto con la segreteria del partito che si è pronunciata contro l accordo di programma per la realizzazione di maxi macello e cartiera. Quaggiotto ha voluto portarlo fino in fondo, a costo di attirare su di sé il fuoco incrociato dei suoi stessi compagni di partito e di maggioranza. Antonio De Poli, deputato Udc, invita la Lega a staccare la spina al sindaco togliendogli l appoggio nella maggioranza e mandandolo a casa. Genty: «La base vuole un giovane? Gli darò una mano per vincere» «Ho parlato con Granello e siamo giunti a una intesa: non aspetteremo fino a Natale per sciogliere le riserve. Attendo solo che sia la base a dirmi cosa fare, i leghisti della circoscrizione, quindi il provinciale. Se mi vogliono ancora candidato sindaco bene, altrimenti darò il mio contributo per aiutare il prescelto». Così, a sorpresa, parlò Gentilini. Insomma, pare proprio che il (doppio) passaggio di Maroni a Treviso abbia tagliato il nodo gordiano del Carroccio: lo sceriffo sta valutando seriamente di fare un passo indietro, in merito alle sue ambizioni di rifare il sindaco di Treviso. «Gentilini è un fuoriclasse, non possiamo fare a meno di lui, ma attenti all anagrafe», ha detto il segretario federale del Carroccio Bobo Maroni, a Treviso lunedì e giovedì scorso per incontri ufficiali con i sindaci del Carroccio e ufficiosi con i leghisti di Marca. È chiaro che la Lega, oggi in calo di consensi, non può certo fare a meno di Gentilini, destinato infatti a guidare una lista a suo nome; ma è altrettanto vero che SuperG ha 83 anni e che la Lega maroniana vorrebbe piuttosto portare alla ribalta un giovanotto, in primis il quarantenne Federico Caner, capogruppo in Regione del Carroccio, anche se piuttosto renitente alla... leva. Però il pressing dei vertici del Carroccio pare aver sortito effetto, nel vecchio leone di Ca Sugana: dopo il monito affettuoso di Maroni, ieri il segretario provinciale Giorgio Granello è stato a sua volta chiaro: Gentilini è «un grandissimo» ma la città e i militanti forse preferiscono una faccia nuova, «e, Gentilini a parte, tra i giovani ritengo sia Caner il miglior nome». Un Granello ultimamente in attrito proprio con i leghisti del capoluogo, i «caneriani», che gli hanno bocciato settimane fa l idea di candidare a sindaco di Treviso un non leghista, e che hanno fatto sponda a Gentilini solo per evitare, di fatto, che Caner venga chiamato al gran sacrificio, e infatti al suo posto sponsorizzano Sandro Zampese. Però alla fine, comunque andrà a finire, lo sceriffo uscirà a a testa alta, anche perché appare ormai chiaro che SuperG non romperà con il partito creando una propria lista civica antileghista. Un Gentilini come sempre generoso con la «sua» Lega, e che in merito allo scandalo di Vedelago, ossia la cacciata dal partito del sindaco Quaggiotto, dice: «Un sindaco deve far moltiplicare i posti di lavoro e far decollare queste iniziative. Su Barcon, Quaggiotto aveva fatto bene». Giancarlo Gentilini «assolve» quindi il primo cittadino di Vedelago, sfiduciato ufficialmente per questioni legate a mancati pagamenti dell Ici, anche se, dietro le quinte, ci sarebbe il grande nodo del maxi-macello di Barcon. 6

7 Il Gazzettino di Treviso 27 ottobre 2012 Sindaco evasore : 20mila euro di Ici «Colpa della crisi»: così Paolo Quaggiotto giustifica i mancati versamenti dalla sua immobiliare al Comune Paolo Quaggiotto, sindaco di Vedelago, in un giorno ha dovuto incassare due colpi da ko: l espulsione di fatto dalla Lega e la grana dell Ici non pagata sugli immobili di proprietà della Immobiliare Quaggiotto snc di cui è presidente. Uno scandalo bello e buono: il sindaco che non paga l Ici al suo stesso Comune ma che, in due occasioni differenti, aumenta l Imu della prima casa ai suoi cittadini senza toccare quello sulla seconda. Aspetto questo che alimenta altri dubbi e malignità. E il diretto interessato invece di difendersi, attacca: «Si tratta di una questione che attiene alle difficoltà della mia azienda che, analogamente a quanto accade a decine di altre realtà nel mio stesso comune, dopo aver pagato dipendenti e fornitori e in assenza di linee di credito da parte delle banche non ha potuto far altro che non versare l Ici di alcune annualità pregresse. In una congiuntura come questa le aziende andrebbero sostenute. Io in questa situazione mi sono trovato, da sindaco, perché è avanzata la crisi ma non ho mai approfittato del mio ruolo per sanare posizioni personali». Intanto emergono le cifre. Al momento il Comune di Vedelago contesta all immobiliare del sindaco il mancato pagamento dell Ici per un totale euro dal 2008 al E non sono ancora disponibili i conteggi per il 2010 e Per la precisione: nel 2008 la cifra da pagare è di euro; nel 2009 sono due le tranche non saldate, una di euro e una di La vicenda viene alla luce a novembre quando Fiorenza Morao (Primavera Civica) scopre che il Comune vuole dei chiarimenti in merito al pagamento dell Ici alla Quaggiotto Immobiliare. La notizia del sindaco «moroso» inizia a circolare. Una decina di giorni fa arriva all orecchio del segretario della Lega Giorgio Granello, che convoca subito Quaggiotto. Il sindaco ammette tutto e tenta di spiegare. Ma Granello, inflessibile, gli chiede di dimettersi dalla sua carica. Richiesta non accettata. Da qui la decisione di avviare il procedimento di espulsione. Adesso la giunta Quaggiotto è in pericolo. Il sindaco non vuole dimettersi, ma il Pdl sta meditando di togliergli la fiducia e mandarlo a casa. Del resto già nel caso Barcon gli ha votato contro. Adesso lo scandalo dell Ici potrebbe accelerare le cose. Il vice sindaco Marco Perin, Pdl di marca sernagiottiana, non conferma. Ma le voci che corrono parlano di una crisi imminente. Come una bomba ad orologeria, l ultima in ordine di tempo, anche se questa volta la cosa sembra seria. Dopo il «no» al progetto Barcon, Paolo Quaggiotto è finito nel mirino del suo partito che di fatto gli ha dato il benservito. «Non se i vertici provinciali della Lega erano a conoscenza della situazione -attacca Fiorenza Morao leader di Primavera Civica- però lo sapevano tutti i consiglieri comunali fin dallo scorso marzo. Spero non abbiano voluto far finta di nulla. Noi lo abbiamo ribadito a più riprese e in pio occasioni, ma non siamo mai stati ascoltati». Era stata proprio la Morao a sollevare il caso lo scorso novembre. «Spesso mi vado a leggere il protocollo -spiega- Il 21 novembre feci richiesta di accesso agli atti per avere chiarimenti proprio sul protocollo inerente a tre avvisi di accertamento Ici per gli anni 2008/09 a carica della Quaggiotto Immobiliare snc, di Paolo Quaggiotto. Per questione di privacy, mi dissero, l accesso mi venne negato. Ho rifatto la richiesta il 17 gennaio producendo motivazioni e sentenze. Niente. Il 27 febbraio rinnovo la richiesta al segretario comunale per sollecitare una risposta. Il 5 marzo ho presentato un interrogazione spedita a tutti i consiglieri comunali. Il 19 marzo arriva la risposta con la cifra accertata e dovuta per il ; oltre una risposta parziale per conoscere gli importi dovuti anche per il ». La risposta, scritta, arriva dal sindaco il 26 marzo: Si ritiene non ammissibile la richiesta di discutere in consiglio comunale l interrogazione, in quanto le interrogazioni devono riguardare esclusivamente argomenti relativi all amministrazione comunale. Il 20 aprile Primavera Civica invia un esposto al Prefetto di Treviso per informarlo della situazione. «Tre giorni dopo -continua la Morao- in apertura del consiglio comunale comunico quanto accaduto negli ultimi mesi riguardo all Ici non pagata, all accesso negato agli atti, soprattutto quelli del progetto di Barcon. Qui è scoppiato il caso». Un caso che potrebbe mettere fine alla carriera politica del sindaco. La prossima mossa potrebbe essere un autoconvocazione del consiglio comunale per verificare se Quaggiotto ha ancora una maggioranza o se un voto di sfiducia metterà fine alla sua seconda legislatura. «Spero in un gesto nobile un gesto nobile da parte sua -chiude La Morao- e si dimetta. Venire sfiduciato in consiglio comunale sarebbe un altra pessima figura. D altra parte, una mozione di sfiducia va presentata con le debite motivazioni. Ci stiamo ragionando, almeno per ora». 7

8 Il Gazzettino di Treviso 27 ottobre 2012 IL PROTAGONISTA La difesa è un contrattacco: «Non ho commesso reati» VEDELAGO - (P. Cal.) «Quanti contribuenti si trovano in ritardo con il pagamento delle imposte, ma poi le dovranno versare con sanzioni e interessi. Può succedere, non è mica un reato! E si dovrebbero vergognare per questo?». Paolo Quaggiotto, sindaco di Vedelago, si difende attaccando. Non pagare l Ici «non è un reato», anzi. E la sua annunciata espulsione dalla Lega è vista, ai suoi occhi, quasi come uno sfregio. Ammette tutto, non si nasconde, ma spiega: «La questione sollevata riguarda la mia vita professionale per un ritardo nel pagamento dell Ici di una mia azienda, mentre quella intestata alla mia persona è stata versata. In questo momento di crisi generale, che colpisce tanta gente, le enormi difficoltà che stanno attraversando anche le piccole e medie imprese le vivo anche io da imprenditore, e per questo sono molto vicino a queste persone e capisco il loro dramma quando le banche ti bloccano il credito e ti mettono in grave difficoltà di liquidità. Così come mi angoscia vedere che c è chi non ce la fa più e decide di compiere anche gesti estremi». Il sindaco la mette giù dura. «Credevo che anche la politica comprendesse le difficoltà delle imprese, invece devo ricredermi. Solo slogan». Ribadisce che non si dimetterà, che la sua azienda ha scelto di pagare prima stipendi e fornitori e che non ha mai infranto la legge. «Mi sono sempre comportato onestamente non ho commesso nessun illecito, ho cercato di agire correttamente per il bene dei miei cittadini. Da sindaco, responsabilmente, mi sono ridotto volontariamente l indennità di carica in questi anni, non ho mai richiesto nessun rimborso spese». E poi tira in ballo il caso «Barcon»: «La cosiddetta vicenda Barcon nulla c entra con questa storia. Il partito, la segreteria provinciale, è sempre stata informata su tutto. Nessuna indicazione da parte del partito è mai pervenuta circa la contrarietà alla proposta, solo singole posizioni ma non una linea chiara del partito. È stato proprio il segretario provinciale a chiedermi di portare l argomento in consiglio comunale anche se la procedura non lo prevedeva, e anche se la stessa delibera era già stata approvata due volte in giunta anche da coloro che poi in consiglio hanno votato contro». Ma ad affossarlo non è stato questo, quanto l Ici e l intransigenza di un segretario provinciale amante delle regole. La 26 ottobre 2012 Bufera su Ici e Barcon Quaggiotto espulso La segreteria provinciale caccia il sindaco di Vedelago dal partito Il caso dell imposta non versata dalla società del primo cittadino Nuovo terremoto nella Lega trevigiana: la segreteria del Carroccio ha deciso di cacciare dal partito Paolo Quaggiotto, sindaco di Vedelago. Un altro primo cittadino scaricato dai vertici provinciali per la sua condotta, ritenuta per nulla aderente alla linea del partito, guidato oggi nella Marca trevigiana dal maroniano Giorgio Granello. La notizia è circolata ieri come una bomba pronta a esplodere da un momento all altro. E oggi verrà ufficializzata dai vertici del Carroccio. Finisce così la militanza leghista del primo cittadino vedelaghese. Stando a quando è trapelato ieri, la motivazione ufficiale della cacciata starebbe nella questione Ici, la vecchia imposta comunale sugli immobili. Il caso era infatti scoppiato lo scorso mese di marzo: l ufficio Tributi del Comune di Vedelago, infatti, aveva inviato all «Immobiliare Quaggiotto», ditta di cui il primo cittadino è socio, un accertamento per non aver pagato l Ici per gli anni 2008 e 2009 per alcune decine di migliaia di euro. Un caso che aveva suscitato grande scalpore e su cui venne anche presentato un esposto al Prefetto di Treviso da parte dell opposizione consiliare. Un comportamento considerato «poco edificante» per il primo cittadino Quaggiotto, che fino a ieri risultava essere iscritto alla Lega. Ma proprio il Carroccio, visto l addensarsi delle nubi all orizzonte, ha deciso di troncare la faccenda calando l accetta dell espulsione. Ma la cacciata di Quaggiotto arriva anche in seguito a una condotta definita alquanto discutibile tenuta dal sindaco di Vedelago in merito alla scottante vicenda di Barcon, ossia il progetto industriale che Quaggiotto ha sostenuto con tutte le forze ma che invece il consiglio comunale di Vedelago ha sonoramente bocciato. Su questo tema Paolo Quaggiotto aveva assunto una posizione diametralmente opposta rispetto a quella indicata dalla segreteria provinciale e locale della Lega, che si era espressa con un «no» secco che già profilava una mala parata per 8

9 il sindaco, c era insomma odor di provvedimenti... disciplinari. Ai vertici del Carroccio non è infatti piaciuto nemmeno il comportamento del sindaco all indomani della bocciatura del consiglio comunale. Il tentativo di far passare il progetto Barcon ad ogni costo, scavalcando addiruttura il consiglio comunale e portandolo in Regione, è stata la classica goccia che fa traboccare il vaso. In molti si aspettavano infatti le dimissioni di Quaggiotto, dopo la bocciatura avvenuta grazie al voto contrario anche di tre assessori e un consigliere di maggioranza. E invece Quaggiotto ha tirato dritto, arrivando all isolamento politico completo. Il segretario provinciale della Lega Giorgio Granello, maroniano esponente della nuova linea moralizzatrice del partito, oggi stesso comunicherà l espulsione dal Carroccio di Quaggiotto, che ieri ha risposto «no comment» a chi gli chiedeva se la notizia dell imminente espulsione fosse vera. Il bubbone dell Ici non pagata era venuto a galla lo scorso marzo: la società immobiliare del sindaco Paolo Quaggiotto finì nel mirino dell ufficio tributi del Comune dopo la denuncia fatta dalla consigliera comunale di Primavera Civica, Fiorenza Morao: passando al setaccio le comunicazioni affisse all albo pretorio del municipio, la Morao trovò un documento protocollato con il numero 4961 del 14 marzo «Curiosa» la descrizione: «consegna al capo settore Paolo Baldassa degli avvisi di accertamento Ici corrispondenti agli atti 1 e 2 del 14 febbraio 2011 e 3 del successivo 16 febbraio per gli anni e ravvedimento operoso per il periodo 2010 a carico della Quaggiotto Immobiliare snc di Quaggiotto Paolo e C.». Insomma, l ufficio tributi aveva riscontrato che la società di cui il sindaco è socio di maggioranza non aveva versato l imposta negli anni 2008 e 2009, rimediando solo in parte l anno successivo. In ballo, un debito nei confronti del Comune di alcune decine di migliaia di euro. E anche allora, come oggi, Quaggiotto si trincerò in prima battuta dietro a un «no comment». E a questo fattaccio si è aggiunta la faccenda Barcon, che ha reso il clima a Vedelago irrespirabile. E per la Lega Nord, a questo punto, evidentemente insopportabile. E così il segretario Granello con la direzione provinciale del Carroccio non ci ha messo molto, a decidere per le vie di fatto e dare il benservito a Quaggiotto. Quella colata di cemento odiata da tutti Un affare che ha spaccato il paese Progetto Barcon, fonte di infinite polemiche a Vedelago. Di che si tratta? Il comune di Vedelago, su proposta di privati, in primis il re delle carni Colomberotto, ha chiesto un accordo di programma a Regione e Provincia per fare un nuovo casello della superstrada Pedemontana, con viabilità di collegamento tra il nuovo casello e la zona industriale, pari alla cementificazione - accusano gli ambientalisti - di 90 ettari di territorio agricolo. I privati mettono un contributo economico e la disponibilità dei terreni per la nuova viabilità e, in cambio, ricevono la trasformazione di un area di 90 ettari da agricola appunto a commerciale industriale. In quest area si insedierebbe, per una parte, uno stabilimento di lavorazione agroalimentare e una superfice commerciale (Colomberotto), per l altra parte la cartiera Rotocart, che si trasferirebbe dall attuale collocazione a Piombino Dese. La cartiera verrebbe costruita con un piano interrato e quindi bisogna scavare. L estratto calcolato è di 1,846 milioni di metri cubi di ghiaia, per un introito di euro dalla vendita del materiale. Secondo quanto previsto dal piano, ci sarebbe in totale un beneficio per il privato, tra aumento del valore delle aree e vendita della ghiaia, pari a 37 milioni. I privati sborserebbero 10 milioni come contributo economico per la realizzazione del nuovo casello (che costerebbe il doppio) e 960 mila euro come valore dei terreni messi a disposizione per farci sopra la nuova viabilità. L area agricola soggetta alla pesante cementificazione si trova alle spalle della palladiana Villa Emo, sulla strada tra Castelfranco e Treviso, acquistata anni fa dalla Banca di Credito Cooperativo Trevigiano. Il Gazzettino di Treviso 26 ottobre 2012 VEDELAGO Sorprendente decisione del segretario Granello: «Comportamento non conforme» Quaggiotto sospeso dalla Lega Il sindaco ad un passo dall espulsione: l iter è già stato avviato. Sconosciuta la causa del provvedimento Un fulmine a ciel sereno: Paolo Quaggiotto sospeso dalla Lega e sul punto di essere espulso. La notizia è circolata ieri e ha trovato subito conferma nelle parole di Giorgio Granello, segretario provinciale: «Sì - dice il segretario - Paolo Quaggiotto da oggi (ieri ndr) non rappresenta più nel territorio la Lega Nord». Non si tratta ancora di un espulsione vera e propria, ma di una sospensione che prelude però alla fuoriuscita dal partito. Ma la strada è quella: servono solo alcuni passaggi del tutto formali in direttivo provinciale». 9

10 Una mossa che non si aspettava nessuno e che a Vedelago ha sorpreso tutti, a cominciare dal segretario comunale Renzo Franco caduto dalle nuvole: «Non so niente», dice. Granello, dal canto suo, rimane vago sulle motivazioni alla base della sua decisione: «Quaggiotto non ha tenuto comportamenti conformi a quanto la Lega richiede ai suoi rappresentanti», si limita a precisare. Dichiarazione che vuole dire tutto e niente, ma che presuppone che sia successo qualcosa di poco chiaro. Le supposizioni si sprecano e più di qualcuno tira in ballo il caso Barcon, il voto del consiglio comunale che ha affondato la giunta e spaccato il Carroccio. Quaggiotto aveva detto che, in caso di voto contrario, si sarebbe dimesso. Non lo ha fatto e adesso arriva l espulsione: sembra tutto correlato, ma potrebbe esserci dell altro. Negli ultimi giorni ci sono stati molti incontri tra Granello e Quaggiotto: colloqui riservati, da cui non è trapelato nulla. Ma che avrebbero turbato non poco il sindaco. Poi l accelerazione di ieri: il sindaco convocato da Granello e la comunicazione ufficiale del procedimento di espulsione. Una cosa gravissima: nella Lega non capita spesso. L ultimo a essere espulso è stato il senatore Piergiorgio Stiffoni, travolto dallo scandalo Belsito e diamanti. Prima ancora, nella gestione Da Re, è toccato a un assessore di Zero Branco coinvolto in un caso di appalti e tangenti. Per Quaggiotto non c è nulla di tutto questo all orizzonte: ma la sua colpa pare non essere solo riconducibile alle critiche per le vicende di Barcon. Corriere del Veneto 26 ottobre 2012 La Lega caccia sindaco «Non ha pagato l Ici» Vedelago, Quaggiotto moroso verso il suo Comune VEDELAGO (Treviso) - Il sindaco è in debito col Comune che amministra e rappresenta, e per decine di migliaia di euro. Un paradosso. Eppure a Vedelago, comune della Castellana in provincia di Treviso, è proprio questo che ha spinto la Lega Nord a togliere la tessera a Paolo Quaggiotto: dal 2008 non avrebbe pagato l Ici sugli immobili della sua società. «E quest anno ha pure fatto approvare l aumento dell Imu sulla prima casa» commenta, con rabbia, un consigliere comunale. Troppo per il Carroccio: «Il sindaco deve dare il buon esempio, è il primo cittadino!», sbotta un leghista di lungo corso, che di queste cose dice di non averne mai viste. E così, ieri mattina, è partita la telefonata del segretario provinciale Giorgio Granello al sindaco Quaggiotto. Poi, a stretto giro, il telegramma con l ufficialità dell espulsione. Non si tratta di un fulmine a ciel sereno, ma di una decisione ragionata; solo che anche gli ultimatum lanciati dal movimento nelle scorse settimane, di cui si sussurrava nei corridoi, non erano serviti a niente. «Dalla data odierna Quaggiotto non rappresenta più la Lega sul territorio», conferma il segretario provinciale Granello. Detto questo, la Lega si trincera nel silenzio. Il diretto interessato si è limitato a rispondere con poche parole: «Granello mi ha preannunciato questa mattina (ieri per chi legge, ndr) il provvedimento. Resto in attesa di chiarire quello che mi viene contestato e le motivazioni di quanto deciso». Ma in consiglio e in giunta il dubbio c era da tempo, sollevato dalle minoranze. Quaggiotto è socio di maggioranza e procuratore speciale della «Immobiliare Quaggiotto & C.». Nella scorsa primavera, la consigliera di opposizione Fiorenza Morao aveva scoperto, fra i documenti del protocollo in municipio a Vedelago, che qualcosa non andava con i pagamenti del sindaco: mancava l Ici sugli immobili della società, che ha avuto qualche problema con la crisi. Morao aveva quindi chiesto copia dei documenti sospetti per approfondire, ma il Comune aveva risposto di no per motivi di privacy. La consigliera si era rivolta allora, con un esposto, al prefetto. E anche da lì niente. Nei mesi non si è stancata di cercare e nei giorni scorsi il segretario comunale le avrebbe dato la conferma che mancava: nel 2008 e 2009 il debito Ici del sindaco ammonterebbe a circa 35mila euro, fra rate e sanzioni. E così, ieri mattina, il segretario provinciale della Lega Granello ha preso formalmente la questione in mano, la patata era diventata bollente. Ormai molti in municipio a Vedelago ritengono le dimissioni del sindaco doverose, ma nessuno le impone: se Quaggiotto se la sente, può continuare a fare il sindaco. Ma non sarà più un sindaco leghista. Quando la notizia dell espulsione è circolata e ancora non si conoscevano i motivi dell allontanamento, a Vedelago si pensava che il provvedimento fosse legato al caso Barcon, il grande polo agro-industriale bocciato dal consiglio comunale. Quaggiotto aveva perso la battaglia e la maggioranza. Ma oggi quella bocciatura sembra essere il male minore. 10

11 La 24 ottobre 2012 Operazione Barcon La Regione stoppa il blitz del sindaco Il dirigente respinge la documentazione presentata a luglio Comitati e Primavera Civica chiedono a Zaia l archiviazione VEDELAGO Se la formula è laconica come si deve a una comunicazione ufficiale, il contenuto della lettera inviata dal dirigente regionale Vincenzo Fabris al sindaco Paolo Quaggiotto è invece dirompente: l accordo di programma di Barcon non ha le caratteristiche per rivestire quell interesse pubblico che ne giustificherebbe l adozione. E quindi non avrà il via libera da Venezia, passaggio fondamentale all avvio dell iter per la realizzazione di maxi macello Colomberotto, cartiera Rotocart e casello della Pedemontana Veneta a nord di Via Terza Armata. Dopo il no espresso lo scorso 8 ottobre dal consiglio comunale, la lettera della Direzione Urbanistica e Paesaggio della Regione sembra essere la pietra tombale sul progetto sponsorizzato dal sindaco. È arrivata sul tavolo di Quaggiotto la settimana scorsa. Risponde alla documentazione inviata lo scorso 23 luglio dal sindaco stesso nel tentativo - non riuscito - di saltare a pie pari il problematico passaggio in consiglio dell operazione. Il 4 luglio Venezia aveva chiesto a Quaggiotto di integrare la documentazione relativa all accordo di programma proposto dagli imprenditori Colomberotto e Gelain. Invitava a produrre tutti gli atti con cui la sua amministrazione avesse dimostrato la bontà dell operazione e il suo interesse pubblico. Quaggiotto aveva risposto rispolverando una vecchia delibera adotta all unanimità dalla giunta solo dopo aver posto pesanti condizioni, mai soddisfatte. E insieme aveva allegato un integrazione al progetto presentata in tutta fretta da Colomberotto & Co. Una sorta di blitz estivo nel tentativo di mandare avanti un accordo di programma su cui la giunta si è poi definitivamente spaccata. La Regione ha atteso prima di rispondere, ma alla fine ha stoppato tutto. «Il contenuto dell integrazione prodotta dall amministrazione di Vedelago», ha messo nero su bianco il dirigente regionale, «non contribuisce a superare la carenza di informazioni sull accordo di programma tale da consentire la prosecuzione dell iter procedurale istruttorio». Tutto si ferma, nonostante l attivismo del sindaco Quaggiotto, ottimista sull approvazione dell operazione anche dopo la sonora bocciatura rimediata l 8 ottobre in consiglio comunale. Per evitare ulteriori sorprese Primavera Civica, Barcon Viva e Comitato Civico hanno chiesto con raccomandata al governatore Luca Zaia e ai suoi assessori di archiviare l operazione alla luce del voto dell assemblea vedelaghese e di tutte le perplessità espresse da più parti in questi mesi. La 20 ottobre 2012 Barcon, il sindaco ricuce e convoca tutta la giunta VEDELAGO Ha lasciato passare una settimana. Pausa necessaria e consigliata per far sbollire gli animi accesissimi dopo il consiglio comunale dell 8 ottobre in cui in dodici contro nove hanno bocciato l operazione Barcon. Ma poi, mercoledì scorso, come nulla fosse, con il classico sms, il sindaco Paolo Quaggiotto ha convocato l intera giunta. Nessuna epurazione dopo la frattura segnata dal voto in consiglio in cui tre assessori (il vicesindaco Marco Perin e i colleghi di giunta Cristina Andretta e Franco Renzo) e un consigliere della maggioranza (Daniele Volpato) si sono schierati contro l accordo di programma proposto dagli imprenditori Colomberotto e Rotocart e sostenuto a spada tratta dal primo cittadino. Si attendeva l arrivo delle lettere di revoca delle deleghe ai tre dissidenti e invece nulla di tutto ciò. Tutti convocati in giunta e, imbarazzi a parte, nessuno dei tre ha declinato l invito. Mercoledì alle hanno risposto tutti:«presente» all appello del sindaco in municipio. Mancava solo Andrea Gazzola, assessore con competenza su cave e ambiente e fedelissimo del sindaco. Una pacca sulla spalla al «figliol prodigo» - Franco Renzo che è il segretario del Carroccio locale - e Quaggiotto ha aperto la seduta. Di Barcon non si è parlato: nessun accenno al voto delconsiglio comunale, nessun riferimento ai veleni dei giorni seguenti. Tutto passato, secondo il sindaco. «Non voglio commentare», glissa Paolo Quaggiotto, «Il momento è delicato, ma per quanto mi riguarda è tutto risolto». In giunta mercoledì si sono approvati patrocini e altri provvedimenti di ordinaria amministrazione. Nessun commento, per ora, da parte dei tre dissidenti. Crisi rientrata? Il sindaco, messo in minoranza dai suoi stessi assessori su un progetto per cui si è speso moltissimo, ribadisce il ritorno alla normalità. Apparente o reale? 11

12 Il Gazzettino di Treviso 18 ottobre 2012 LA POLEMICA Dopo il no del consiglio comunale al progetto industriale, gli animi non si placano Caso Barcon, il sindaco non molla Ermes Dondoni (Barcon Viva): «Prenda atto della volontà dei cittadini». Bufera sugli striscioni Una bordata al giorno tanto per tenere caldo l argomento e far capire al sindaco che dopo il «no» della scorsa settimana al caso Barcon è meglio che lasci perdere. Lui, Paolo Quaggiotto, però non demorde e pensa di riportare il progetto in consiglio comunale. Ad alzare la voce ora è Ermes Dondoni, presidente e portavoce di Barcon Viva :. «Aveva riposto tutta la sua credibilità personale e politica su questo progetto -attacca Dondoni- e la sua reazione alla bocciatura è semplicemente disarmante». Un accenno agli striscioni apparsi nella mattinata di mercoledì 10: «Barcon Viva - aggiunge il presidente- ha chiesto la loro immediata rimozione oltre al sequestro amministrativo (cosa fatta anche da Renzo Franco, assessore alla Sicurezza e segretario locale della Lega, e dal capogruppo di Primavera Civica Fiorenza Morao), cosa che ha fatto, togliendo però solo quelli offensivi, non gli altri a testimonianza, dice lui, della volontà della gente. La cosa verrà sottoposta all sutorità competente per valutare questo suo comportamento. Solo manifesti abusivi a cui il sindaco affida la sua convinzione, manifesti che lui avrebbe il sacrosanto dovere di far rimuovere, esposti da una sparuta minoranza che non ha il coraggio di dichiararsi». Dondoni incalza: «Sarebbe questa la volontà della gente? I suoi sostenitori? C è da chiedersi se Quaggiotto sia in grado di rappresentare le esigenze della comunità, se riesca a comprendere le conseguenze delle sue prese di posizione». Poi l affondo: «Dedichi il suo tempo alla risoluzione dei molteplici problemi del territorio e non si incaponisca su un progetto democraticamente bocciato. Prenda coscienza che sta alimentando una crescente tensione sociale che potrebbe degenerare se non fermata. Si affidi pure ad uno sparuto gruppo di sostenitori verbalmente aggressivi ed offensivi come i fatti dimostrano, si assuma pure questa responsabilità, prima o poi sarà chiamato a rispondere. Ora ci attendiamo un intervento immediato da parte della Regione, che metta la parola fine a questo tanto discusso progetto, discusso, contestato e alla fine bocciato». La 17 ottobre 2012 Cartiera in via Sile Don Claudio con il no «Basta cemento» CASTELFRANCO Cartiera Rotocart in via Sile, anche don Claudio Miglioranza, prete operaio, dice no. «Basta cemento». Il prete noto in città per le sue prese di posizioni decise era presente lunedì sera all assemblea pubblica organizzata al centro culturale di Campigo dal neonato comitato anti cartiera. Un comitato costituitosi ufficialmente in quest assemblea con il nome «No Ecomostro». Hanno aderito parecchi cittadini di Campigo, Salvatronda e Salvarosa. Per il momento il gruppo di lavoro include una ventina di persone, il portavoce del comitato è Stefano Costa. Scatterà sabato in piazza Giorgione con apposito gazebo la mobilitazione anti cartiera. Il comitato raccoglierà firme contro il progetto che la Rotocart spa di Piombino Dese (Pd) intende realizzare nell appezzamento di terreno tra via Sile e via Lovara. Saranno distribuiti volantini informativi e raccolte firme anche nelle tre frazioni interessate alla questione cartiera. Alla riunione di lunedì ha partecipato un centinaio di persone. C erano i consiglieri comunali del gruppo Pd-lista Sartor, il consigliere comunale indipendente Elena Magoga, il consigliere di Vivere Loris Stocco (assieme ad altri esponenti della civica Gomierato tra cui il coordinatore Renato Tesser) e anche alcuni dei protagonisti della lotta contro il polo industriale di Barcon di Vedelago. Ovvero il portavoce del comitato spontaneo Barcon Viva, Ermes Dondoni, e il capogruppo di Primavera Civica, Fiorenza Morao. E tra coloro che sono intervenuti anche don Claudio Miglioranza che ha tuonato contro il progetto. «Qui si parla di ulteriore cemento», ha detto, «i cittadini saranno espropriati di altra terra, di un area che doveva essere dedicata a servizi e invece vogliono fare industriale. C è qualcosa di poco chiaro in tutta questa operazione. C è bisogno di un comitato che mobiliti l intera cittadinanza». I numeri del progetto sono stati ricordati dai consiglieri presenti. Un area di 119 mila mq di cui 90 mila coperti. Una cubatura costruibile di oltre 700 mila mc con altezza massima degli immobili di 10 metri. Il Comune metterà all asta il terreno il 7 novembre al prezzo di 5,3 milioni di euro. Chi si aggiudicherà l acquisto dovrà versarne 4 entro fine novembre. I consiglieri del gruppo Pd-lista Sartor, assieme a Loris Stocco di Vivere ed Elena Magoga 12

13 hanno presentato ieri mattina l annunciato esposto alla Procura e alla Corte dei Conti. Per i consiglieri sarebbe stata violata la normale procedura relativa all asta del terreno. Il Gazzettino di Treviso 17 ottobre 2012 Si chiama No Ecomostro, è il comitato creato lunedì sera dai contrari all insediamento dello stabilimento per la lavorazione della carta tra via Sile e via Lovara. C era all incirca un centinaio di persone nel centro culturale di Campigo l altra sera. Durante la riunione sono state annunciate le azioni da intraprendere in questi giorni. Mentre ieri sono stati presentati gli esposti in Procura ed alla Corte dei Conti come già preannunciato dai gruppi di opposizione in Consiglio comunale. A firmarli gli esponenti del gruppo Pd-Lista Sartor ed i consiglieri Loris Stocco (Vivere Castelfranco) ed Elena Magoga (indipendente): in sostanza dal loro punto di vista ci sarebbero state delle anomalie nel modo in cui è stata indetta l asta. Asta che, com è noto, si terrà il 7 novembre prossimo: il terreno, 119mila metri quadrati, sarà messo in vendita partendo da una base di 5,3 milioni di euro. Parallelamente partirà anche l opera di sensibilizzazione della cittadinanza: via ad una petizione per bloccare il progetto. Gli attivisti, il cui portavoce sarà Stefano Costa, saranno sabato in piazza Giorgione con un gazebo dove verranno raccolte firme. Durante la riunione di lunedì sera c erano tanti cittadini delle zone più vicine all area al centro della polemica, in particolare di Salvarosa, Salvatronda e Campigo. E poi esponenti del mondo politico appartenenti a vari gruppi di opposizione, oltre a membri dei comitati che hanno dato battaglia a Barcon riuscendo a far bocciare il progetto di maximacello e cartiera in Consiglio comunale a Vedelago. Tra il pubblico c era anche Don Claudio Miglioranza, sacerdote di San Giorgio non nuovo ad uscite su temi attualità, talvolta anche durante l omelia in chiesa. Miglioranza ha preso la parola durante l incontro e si è schierato apertamente a favore del comitato e contro il Comune che sta portando avanti la vendita del terreno per insediarci l industria. «Qui si parla di altro cemento -ha affermato Don Claudio Miglioranza- I cittadini saranno espropriati di altra terra, di un area che doveva essere dedicata a servizi ed invece vogliono fare industriale. Serve un comitato che mobiliti anche l intera cittadinanza». La 16 ottobre 2012 Le categorie unite in assenza di politica LAVORO E TERRITORIO intervento «Non tutto il male viene per nuocere» recita un vecchio detto. Ecco che allora la crisi economica e la crisi della politica hanno prodotto, nella nostra Provincia, un piccolo ma incoraggiante risultato positivo. Le organizzazioni professionali dei vari settori economici del Trevigiano hanno iniziato ad incontrarsi e a discutere insieme di varie problematiche, molto più frequentemente che nel passato. Sono ben quattro i tavoli di discussione attualmente aperti, che vedono insieme le varie rappresentanze del comparto agricolo, del commercio, dell artigianato, dell industria e dei sindacati dei lavoratori. E la particolarità di questi tavoli sta nel fatto che la loro formazione nasce dall iniziativa spontanea di alcune sigle di alcuni settori produttivi e non, come accadeva in passato, da convocazioni di enti e amministrazioni pubbliche.c è un tavolo di confronto sull uso del suolo e del territorio, che è nato sull onda dei progetti di insediamento del macello e della cartiera di Barcon e dell insediamento dell Ikea, ma che sta tentando di aprire una riflessione più ampia sulla disastrosa cementificazione della nostra provincia. C è un tavolo sulla questione del credito che è nato da una mancata attenzione pubblica nei confronti dei Consorzi fidi ma che si propone una più ampia disamina di tutto il settore creditizio. C è un tavolo sull Imu, che si è concretizzato in una azione unitaria nei confronti di tutti i comuni del trevigiano diretta a contenere la pressione di questa imposta, tavolo che ha successivamente allargato i propri lavori alla materia del riordino delle Province. C è un tavolo infine che sta discutendo sugli atti preliminari per la definizione del Piano di assetto del territorio del comune di Treviso (Pat), finalizzato a pro- 13

14 durre un documento unitario che metta insieme le esigenze di tutti i settori produttivi dell area. Già il fatto di vedere riunite in una stessa sala molte sigle rappresentative di vari settori che spesso tra loro si ignoravano, quando non si facevano la guerra, è un risultato positivo che lascia ben sperare. L augurio è che anche il mondo politico si renda conto che le rappresentanze del mondo produttivo e dei lavoratori dipendenti esigono risposte concrete ai loro problemi e non sono più disposte ad aspettare. Giampaolo Casarin Confagricoltura Treviso Il Gazzettino di Treviso 16 ottobre 2012 «A Castelfranco non faremo una cartiera, ma un converting, quindi non c è alcun rischio di inquinamento». A parlare è Giuliano Gelain, titolare della Rotocart di Piombino Dese, ditta che potrebbe insediarsi nel terreno di proprietà comunale compreso tra via Sile e via Lovara al centro di polemiche nelle ultime settimane, all asta il 7 novembre prossimo per 5,3 milioni di euro. Gelain fa delle precisazioni sul tipo di stabilimento che potrebbe insediarsi nell area. «Il progetto prevede venga realizzato un converting - spiega - Diversamente che in una cartiera, dove effettivamente si produce carta, in questo tipo di impianto viene lavorata la carta. Vuol dire che arrivano delle bobine, che poi vengono trasformate in prodotto finito, come carta igienica, fazzoletti etc. Le bobine madri arrivano da cartiere in Europa e vengono ridotte in carta da commercializzare, senza consumare acqua e senza produrre inquinamento, né dell aria, né della terra. Si tratta di un industria pulitissima. Noi ne abbiamo già due di questo tipo, non fanno nemmeno rumore ed abbiamo della abitazioni a trenta metri di distanza con cui non abbiamo mai avuto problemi. Non viene fatto nulla di interrato, come mi è capitato di leggere, e non viene prelevata acqua: l unica che viene utilizzata è quella per i servizi igienici dei dipendenti come in qualsiasi altra fabbrica. Riguardo gli scarti di lavorazione, inoltre, si tratta di carta inviata ad altre cartiere per essere lavorata per altre tipologie di prodotto, come ad esempio scatoloni». Quello di Castelfranco è un progetto, sottolinea lo stesso patron di Rotocart, diverso da quello di Barcon. «A Barcon - precisa Gelain - era in progetto di realizzare sia il converting che la cartiera. A Castelfranco, invece, come già detto, si tratta solo del converting. La cartiera per ragioni di spazio non si può realizzare. A Castelfranco verrebbe quindi fatta trasformazione e stoccaggio del materiale. Si tratterebbe di un importante stabilimento logistico e ci siamo orientati in quel punto perché c è lo scalo merci ferroviario, un importante opportunità che consentirebbe di spostare il trasporto dalle strade alla ferrovia». L imprenditore fa un inciso anche sulla cartiera in progetto a Barcon: «Sarebbe stata all avanguardia, una delle più innovative al mondo: non avrebbe inquinato e sarebbe uscita acqua in classe A». Infine sui duecento posti di lavoro che potrebbero arrivare a Castelfranco: «È un numero veritiero in base alla situazione odierna, ammesso che non ci sia un ulteriore rallentamento dell economia da qui a quando sarà realizzato lo stabilimento, cosa che ovviamente nessuno può prevedere». L INTERVENTO UN REFERENDUM PER LA CARTIERA di Oscar De Gaspari Come non bastassero i mostri sonnecchianti di Barcon/ Vedelago e Ikea/Casale sul Sile, sul piatto dello scempio ambientale della Marca ora si aggiunge Castelfranco con il progetto di una bella cartiera su un lotto edificabile di metri quadrati tra via Sile e via Lovara. Come al solito, al cittadino della Marca mancano tutte le informazioni riferito all opportunità del progetto. All attivo per la collettività viene solo evidenziato il dato occupazionale di 200 unità, senza tenere in alcuna considerazione la volatilità dello stesso. Ma non è solo questo il punto. Resto sconcertato di fronte alla cronaca giornalistica che mi informa come nelle casse del Comune di Castelfranco potrebbero entrare 5 milioni e 300 mila euro in conseguenza dell operazione. Una boccata di ossigeno per le casse del Comune che in tal modo rientrerebbe nel patto di stabilità. In altri termini, io Comune, vendo un lotto edificabile a privati senza curarmi delle conseguenze economico-sociali sul paese e l ambiente e senza alcuna programmazione di sviluppo urbanistico a medio e lungo termine. Solo per fare cassa e con la speranza che Provincia di Treviso e Regione Veneto non si oppongano alle varianti che a breve potrebbero essere presentate. Rientriamo anche in questo caso nell abitudine tutta locale di monetizzare e/ o permutare con opere di pubblica utilità, a carico del committente, i disagi che l investimento privato potrebbe comportare. 14

15 E tutto quello che sa fare l opposizione è solo invitare il privato a fare il capannone un po più in là, applicando il caro principio del Ninbi (costruisci ovunque ma non nel mio giardino). O preoccuparsi del fatto che prima ancora di lanciare la gara di appalto, sia stato fatto il nome di un probabile assegnatario,la Rotocart, appunto. Con conseguente turbativa d asta. Questi sono i veri e ben più devastanti costi per una politica impreparata e inefficiente. Le cene disoneste pagate con i soldi della collettività offendono la morale ma non creano danni ambientali. Al contrario, le oneste incompetenze di tanti consigli comunali maturano devastanti e irreversibili colate di cemento. Qualche settimana fa, il sindaco di Cortina, Andrea Franceschi, lanciava sul web una richiesta a tutta la gente dell Ampezzano per utilizzare al meglio un tesoretto di euro, ricevendo strampalate risposte ma anche intelligenti osservazioni. Io ho aspramente protestato sul Corriere delle Alpi. Ma con il senno del poi riconosco che il primo cittadino di Cortina non aveva poi tutti i torti. Giro la medesima proposta al sindaco di Castelfranco. Sarebbe molto interessante che Luciano Dussin indicesse sul web un referendum pro o contro il progetto di cartiera. Sono certo che le sorprese non mancherebbero. La 14 ottobre 2012 Quaggiotto vuol riportare il progetto in Consiglio VEDELAGO E guerra aperta tra il sindaco Paolo Quaggiotto e il comitato spontaneo Barcon Viva. La bocciatura del mega progetto industriale di Barcon non ha spinto il primo cittadino a mollare. Anzi, Quaggiotto ha già detto di voler riportare il progetto in consiglio per tentare di farlo passare. Il comitato Barcon chiede l intervento della Regione per bloccare definitivamente l operazione. «La reazione del sindaco alla sonora bocciatura del Progetto - Barcon, sul quale Paolo Quaggiotto sembra aver riposto la sua credibilità politica e personale, è a dir poco disarmante - spiega Ermes Dondoni, portavoce del comitato - dopo essere stato sconfessato dal consiglio, dal suo vicesindaco e da due dei suoi assessori, si consola con gli striscioni che nottetempo sono stati esposti da ignoti, abusivi ed offensivi contro chi gli ha votato contro. Su richiesta di immediata rimozione e sequestro amministrativo, presentata dal comitato Barcon Viva, seguita anche da quella dell assessore nonché segretario locale della Lega Nord Franco Renzo e dal capogruppo di Primavera Civica Fiorenza Morao, il sindaco ha provveduto a far togliere gli striscioni con scritte offensive, ma ha ordinato di lasciare stesi gli altri a testimonianza della volontà della gente, come ha dichiarato ai giornali. Il fatto verrà sottoposto all Autorità competente per la valutazione di questo suo comportamento. Una convinzione del sindaco affidata unicamente a manifesti abusivi, che lui stesso avrebbe il sacrosanto dovere di far togliere senza far distinzioni, esposti da una sparuta minoranza che non ha nemmeno il coraggio di dichiararsi. Sarebbero questi i suoi sostenitori? Sarebbe questa l espressione della volontà della gente? Viene da chiedersi seriamente se Paolo Quaggiotto sia ancora in grado di rappresentare le esigenze della comunità, se riesca a comprendere le conseguenze delle sue prese di posizione». Si costituisce il comitato No Cartiera «Indetta una gara che ha già un vincitore» CASTELFRANCO. Domani sera alle 21 al centro culturale di Campigo si costituirà in assemblea pubblica il comitato «No Cartiera». Il comitato nasce per contrastare il progetto di realizzazione della maxi area industriale nell area tra via Lovare e via Sile. «Perché un operazione di tale portata, portare l area industriale a Castelfranco da 120 mila metri quadrati a 720 mila con possibili ulteriori ampliamenti, è stata comunicata alle opposizioni nelle Commissioni Bilancio e Urbanistica solo 4 giorni prima del voto in Consiglio comunale? - scrivono via mail gli organizzatori dell assemblea - Perchè la documentazione relativa è stata consegnata ai Consiglieri di opposizione solo 48 ore prima del consiglio impedendo una valutazione approfondita? Perché non è stata accolta la richiesta di inserire nel bando di gara un vincolo per l acquirente di assunzione dei posti promessi (200), in tempi certi con penalità in caso non venga onorato l impegno? Dalle dichiarazioni dell Amministrazione si parla di un azienda che produrrà carta, dunque molti occupati, poi si dice che trasformerà carta, dunque un po meno assunzioni e poi si dice che stoccherà carta e che sarà completamente automatizzata quindi quali assunzioni. E possibile indire una gara sapendo chi è l unico acquirente e cambiando la destinazione d uso del terreno a uso e consumo di un singolo già identificato? Quali rassicurazioni ci sono in termini di utilizzo delle falde acquifere visto che stiamo parlando di una cartiera, tipologia di industria classificata ad alto inquinamento ambientale? (d.q.) 15

16 CASTELFRANCO Si terrà mercoledì 7 novembre alle 10 l asta pubblica per 2 aree comunali. La prima è l area all angolo tra via Sile e via Lovara, tra Salvatronda, Campigo e Salvarosa. Si tratta esattamente del lotto della discordia su cui la giunta vuole dare il via libera per la realizzazione di una cartiera. La seconda è un area commerciale in viale Europa, a sud dello Shopping Day. E l estremo tentativo da parte della giunta Dussin di salvare il bilancio comunale dallo sforamento del patto di stabilità. L area edificabile tra via Lovara e via Sile parte da un prezzo di base d asta di 5,3 milioni di euro. Chi si aggiudicherà l asta dovrà versare entro il 30 novembre 4 milioni, il resto in seguito. L area ha una superficie complessiva di 119 mila mq. Nel Piano Regolatore Generale l area era inizialmente individuata come zona mista con destinazione «attrezzature produttive, servizi, pubbliche attività terziarie». La maggioranza si è affretta a predisporre una variante urbanistica con cui cambiare la destinazione trasformando l area in zona produttiva industriale. Una scelta che le minoranze avevano contestato. In consiglio comunale avevano votato contro il gruppo Pd-lista Sartor, Vivere Castelfranco con il consigliere Loris Stocco e anche il consigliere indipendente Elena Magoga. La vendita del terreno all angolo tra via Sile e via Lovara è stata portata in Commissione di lunedì sera e il venerdì successivo è finita in consiglio per essere inserita tra i terreni che a breve andranno all asta. Il sindaco Luciano Dussin, dal canto suo, ha sostenuto l operazione ed ha ribadito che l area in questione è già classificata nel Prg in essere come industriale. Secondo il primo cittadino l insediamento della cartiera dunque porterà benefici in termini di posti di lavoro dando la possibilità di rendere operativo lo scalo merci ferroviario presente in zona. La cartiera infatti lo andrebbe ad utilizzare (tramite una società di trasporti che andrebbe appunto ad operare sullo scalo merci). Per il Pd si è voluto concludere la cosa troppo in fretta senza valutare attentamente le conseguenze di un progetto di grande impatto sull urbanistica castellana. La cartiera doveva essere realizzata nell ambito del mega progetto industriale di Barcon di Vedelago. La ditta Rotocart tuttavia ha deciso di «deviare» verso Castelfranco, viste le proteste della popolazione di Barcon protagonista di una mobilitazione senza precedenti contro il maxi progetto industriale. All asta anche una seconda area situata in viale Europa a sud del centro commerciale Shopping Day. Un lotto di 12 mila mq a destinazione commerciale. Il prezzo di base d asta è di 2,2 milioni di euro. Chi si aggiudicherà l are dovrà pagare un milione entro fine novembre, successivamente la parte rimanente. Mai come in questo caso, quindi, si può dire che le sorti delle finanze comunali castellane siano intrecciate alla più spinosa vicenda urbanistico-politica dell ultimo decennio, nella Castellana: il caso Barcon che nlle vicina Vedelago è deflagrato con conseguenze pesanti, con la possiible crisi di giunta. Il Gazzettino di Treviso 14 ottobre 2012 Da una parte le proteste, dall altra il Comune che tira dritto. È stato infatti pubblicato il bando d asta dell area tra via Sile e via Lovara dove dovrebbe sorgere la cartiera al centro delle polemiche: si terra mercoledì 7 novembre alle 10, nella sala consiliare del municipio. Si tratta di un area di 119mila metri quadrati e il prezzo è quello già preannunciato con base d asta di 5,3 milioni di euro. Nel bando si specifica anche la modalità di pagamento: acconto di 4 milioni entro il 30 novembre, il saldo, pari al prezzo di aggiudicazione, ridotto dell accanto versato, oltre l iva. Quindi tutto come previsto, compreso il fatto che ci sarà da aspettare l approvazione degli enti preposti prima di formalizzare definitivamente la vendita. Cosa su cui i gruppi di opposizione hanno suonato il campanello d allarme: che cosa accadrà se non ci sarà l approvazione e il Comune di Castelfranco avrà già incassato gran parte del prezzo? Il sindaco Luciano Dussin si è detto tranquillo su questo punto, dando per scontato che da qui all approvazione della variante non ci dovrebbero essere stop. Aspetto, però, tutt altro che secondario e su cui conta di far leva chi è sceso in trincea ed è pronto a far fuoco contro l amministrazione, non solo a suon di firme e manifestazioni di vario tipo, ma soprattutto in sede giudiziaria. Domani sera, alle 21, ci sarà un incontro nel centro culturale di Campigo, dove verrà ufficialmente creato il comitato No Cartiera: sembra essere già particolarmente agguerrito e con lo stesso proposito dei comitati di Barcon, che hanno bloccato il progetto della cartiera e del maxi macello. Con l asta del 7 novembre il Comune metterà in vendita anche un altro lotto di valore considerevole: base d asta 2,2 milioni di euro. Si tratta di un area edificabile con destinazione commerciale a sud del centro commerciale Shopping Day, della superficie di 12mila metri quadrati. Anche qui la modalità di pagamento è la stessa, nell ottica di sanare il bilancio comunale entro fine anno evitando lo sforamento del patto di stabilità: acconto di un milione entro il 30 novembre e il resto col trasferimento della proprietà. 16

17 La 13 ottobre 2012 «Il sindaco, un generale senza esercito» VEDELAGO «Serve chiarezza: non c è mai stata sui posti di lavoro nè sulla viabilità che è incompleta. Si è deciso di portare in consiglio comunale il progetto Barcon e l assemblea si è espressa con molta chiarezza: 12 voti contrari, di cui 4 dalla maggioranza, e 9 favorevoli. Il progetto di Barcon ha cambiato volto troppe volte e non ha convinto il consiglio. I numeri dicono tutto, al di là di ogni considerazione. Il fatto che si cerchi di non tenere conto di quanto espresso dall organo collegiale è gravissimo». Marco Perin vicesindaco, Cristina Andretta assessore all urbanistica, Renzo Franco assessore alla Sicurezza e Daniele Volpato, consigliere, rispondo così al sindaco Paolo Quaggiotto. «È stato chiesto il parere del consiglio? Ha detto no. Si rispetti il volere dell assemblea. E invece Quaggiotto sta creando, giorno dopo giorno, una tensione sociale fortissima, pericolosa. Un sindaco, senza una maggioranza a sostenerlo, sta trascinando per i capelli un progetto che non è nè salva-lavoro e nemmeno risolutivo sul fronte del traffico. È un generale senza esercito. I presupposti iniziali si sono persi strada facendo. Lo possono vedere tutti: leggendo l accordo di programma, sul quale abbiamo votato, l occupazione è talmente importante da non meritare nemmeno un capitolo a se stante e soprattutto la relazione dettagliata, che abbiamo chiesto sui posti di lavoro, non ci è mai stata presentata». Nasce il comitato per stoppare la cartiera CASTELFRANCO Lunedì alle 21 al centro culturale di Campigo ci sarà un assemblea pubblica durante la quale si costituirà il comitato «No Cartiera». Si tratta di un gruppo apartitico che nasce per bloccare il progetto della realizzazione della cartiera nell area all angolo tra via Sile e via Lovara. Giovedì sera si è dibattuto del piano in un incontro organizzato dal Pd. Decine di persone si sono ritrovate nella sede di via Matteoti, presenti anche appartenenti ad altri gruppi politici. Per il momento il Pd ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura per irregolarità gravi riscontrate nell iter che ha portato alla vendita dell area. Per i democratici manca tra l altro una perizia tecnica sul valore dell area. Si parla di potenziale turbativa d asta pubblica. I democratici lamentano la mancanza di un piano occupazionale esaustivo. Per la giunta Dussin, viceversa, tutto si è svolto regolarmente. L area in questione ha una superficie complessiva di 120 mila mq, di cui 90 mila saranno destinati a superficie coperta. L azienda interessata è la Rotocart spa di Piombino Dese, quella che avrebbe voluto insediarsi a Barcon di Vedelago. Viste le difficoltà incontrate a Barcon, la cartiera punta ora su Castelfranco. Il Gazzettino di Treviso 13 ottobre 2012 VEDELAGO Caso Barcon, i tre assessori spiegano le ragioni del no «Progetto che non salva il lavoro» A quasi una settimana dal no all accordo di programma con la Colomberotto-Rotocart arriva una nota congiunta da parte dei tre assessori Marco Perin Cristina Andretta, Renzo Franco che hanno contribuito con il loro voto alla bocciatura. «Serve chiarezza -si legge- Non c è mai stata, soprattutto sui posti di lavoro, sulla viabilità che è incompleta. Si è deciso di portare in consiglio comunale il progetto e l assemblea si è espressa senza tentennamenti: 12 voti contrari di cui 4 della maggioranza, 9 favorevoli. Il progetto ha cambiato volto troppo spesso -si legge ancora- e non ha convinto il consiglio comunale. Questi sono i numeri. Il fatto che si cerchi di non tener conto di quanto espresso dall organo collegiale è gravissimo. È stato chiesto il parere al Consiglio? Bene: il Consiglio ha detto no. Si rispetti dunque il volere dell assemblea. E invece Quaggiotto sta creando giorno dopo giorno, una tensione sociale fortissima, pericolosa. Perché un sindaco, senza una maggioranza a sostenerlo, sta trascinando per i capelli un progetto che non è salva lavoro nè risolutivo sul fronte del traffico? È come un generale senza esercito -continua durissima la nota- e i presupposti iniziali si sono persi per strada. Lo possono vedere tutti leggendo l accordo di programma sul quale abbiamo votato. L occupazione è talmente importante da non meritare nemmeno un capitolo; la relazione che abbiamo chiesto sui posti di lavoro non ci è mai stata presentata. Il progetto si reggeva sulla risoluzione del problema viabilità, con le circonvallazioni di Barcon e Vedelago. La proposta del progetto su cui ci siamo espressi prevede, come opere interamente finanziate, solamente un piccolo stralcio di viabilità che non è altro che il viale d ingresso 17

18 di quella che sarà la nuova area industriale con rotonda d innesto sulla Postumia Romana. Questo non è interesse pubblico -conclude la nota- visto che non c è menzione delle due circonvallazioni indispensabili per il territorio. A simili condizioni non ci starebbe nessuno». Nasce il comitato No Cartiera. Sarà costituito ufficialmente lunedì sera a Campigo. Tutti i cittadini sono invitati al centro culturale del paese per assistere all incontro informativo dove verranno date le informazioni sulle iniziative in programma. La guerra contro l insediamento della cartiera tra via Sile e via Lovara si sposta quindi a tutti gli effetti da Vedelago a Castelfranco. Nel comune del sindaco Paolo Quaggiotto alla fine sono stati proprio i cittadini riuniti in comitato a spuntarla, dilatando i tempi per l approvazione al punto da dissuadere gli imprenditori interessati all operazione di Barcon e arrivando a un voto contrario al piano pure da parte di alcuni membri della maggioranza in Consiglio. Accadrà lo stesso a Castelfranco? Questo è da vedere, la linea comunque pare essere proprio la stessa. Erano in tanti giovedì sera nella sede del Partito Democratico di via Matteotti, almeno un centinaio di persone, molte delle quali in rappresentanza di quartieri, frazioni e associazioni. Una partecipazione apartitica e trasversale. L incontro dell altra sera, ci tengono a sottolineare gli organizzatori, non aveva infatti finalità politiche, erano sì presenti vari gruppi politici, ma soprattutto cittadini comuni. Chi c era giovedì sera si è dato appuntamento alle 21 di lunedì, appunto al centro culturale di Campigo, dove verrà sancita l esistenza del nuovo comitato, chiamato provvisoriamente No Cartiera. Il nome definitivo potrebbe essere un altro, ma questo non cambia la sostanza. Presto verrà stilato un programma delle iniziative da svolgere. In linea di massima, comunque, si agirà parallelamente su due fronti. Innanzitutto ci saranno incontri informativi nei quartieri e nelle frazioni, soprattutto quelli più vicini alla zona interessata, e poi una mobilitazione generale con raccolta di firme e delle manifestazioni. Contemporaneamente il comitato si muoverà dal punto di vista giudiziario, come del resto già annunciato, prima con un esposto in Procura e poi, probabilmente, anche con un ricorso al Tar. La 12 ottobre 2012 Il sindaco non s arrende: tutti in piazza Barcon. Quaggiotto: «L accordo non è stato ritirato, vado avanti con la mia giunta, Perin, Franco e Andretta compresi» VEDELAGO «Ritiro delle deleghe per chi ha votato contro l accordo di programma Colomberotto-Rotocart? Non ci penso nemmeno. Non caccerò nessuno: Marco Perin, Cristina Andretta e Renzo Franco ( i tre assessori dissidenti, ndr) restano nella mia giunta. Un figlio che sbaglia si rimprovera, ma poi si perdona». Non si arrende il sindaco Paolo Quaggiotto, nonostante il no sonoro all operazione Barcon suonatogli lunedì sera in consiglio comunale. Lotta come un leone per difendere un progetto contestato e bocciato da più parti. Sull operazione Barcon lunedì è stato messo in minoranza: solo nove voti a favore, dodici i contrari. «La proposta dell accordo di programma per il polo agroindustriale a nord di via Terza Armata», insiste, «non è stata ritirata. Barcon non è una pagina chiusa e la gente è con me. Lo dimostrano i tanti che mi hanno fermato in questi giorni dicendomi: Sindaco, siamo con te. Vai avanti. E così farò. Riporterò il progetto in consiglio comunale». Per Quaggiotto maxi macello, cartiera e casello della Pedemontana Veneta non sono archiviati. «Porterò il popolo dei favorevoli all operazione in piazza e vedrete che non sono pochi». Archiviata è invece, a suo dire, la crisi di maggioranza letta da tutti nel voto del consiglio comunale. «Macchè crisi», minimizza lo strappo con vicesindaco Perin e assessori Andretta e Franco, «Ci sono state valutazioni differenti su un progetto, tutto qui». Non certo un progetto di secondo piano, ma Quaggiotto glissa e ribadisce: «Per me non cambia nulla». Mercoledì sera intanto la maggioranza - o l ex?- si è ritrovata in una pizzeria di Vedelago per fare il punto dopo la batosta di lunedì. «Io non c ero», dice il sindaco che annuncia per la prossima settimana una n uova riunione di giunta, «senza alcun rimpasto». Dopoil voto di lunedì, però, non si è ancora sentito con il suo vice Perin e gli assessori all urbanistica Andretta e alla sicurezza Franco. Non una telefonata, non un invito a un incontro chiarificatore. «Non serve», insiste Quaggiotto, «Sapevo cosa avrebbero votato in aula: il loro no non è stata una sorpresa». In giro per il paese ci sono ancora gli striscioni stesi dal popolo dei favorevoli all operazione Barcon. «Ho fatto rimuovere dai vigili urbani solo quelli offensivi, quelli con i nomi», riferisce Quaggiotto, «Gli altri restano a testimonianza della volontà della gente». La battaglia per tutti non è ancora finita. 18

19 Insultato e minacciato, Franco denuncia VEDELAGO Pacata ma ferma la sua dichiarazione di voto in aula contro il progetto Barcon. Furiosa invece la reazione nei suoi confronti del popolo pro macello e cartiera. Renzo Franco, assessore alla sicurezza e segretario locale del Carroccio, è stato aggredito verbalmente a fine votazione anche dal fratello del sindaco Quaggiotto. Offese pesanti e minacce in aula e poi anche sugli striscioni affissi martedì notte in giro per il paese. «Giuda», hanno apostrofato lui, il segretario provinciale Giorgio Granello e il capogruppo della lista Bordignon Sindaco. Ora il portavoce della Lega vedelaghese è pronto a sporgere denuncia contro chi lo ha insultato in aula. Non mancano i testimoni, ci sono pure riprese video. Con le prove in mano andrà dai carabinieri. La rottura con il sindaco Quaggiotto pare definitiva. Martedì ha fatto protocollare in municipio la richiesta di far togliere gli striscioni denigratori, accolta a metà da Paolo Quaggiotto. Renzo Franco rivendica la sua onestà, il suo lavorare per la gente, con la gente. Davanti al consiglio comunale ha spiegato il suo voto contrario all operazione con la volontà di «essere coerente con le scelte che a suo tempo ci eravamo prefissati, ma ancor di essere più onesto con la gente e con me stesso proprio nel momento in cui c è il rischio di condizionare con una nostra scelta il destino dell intera collettività». Vent anni fa le cave, ora un insediamento produttivo che rischia di ferire per sempre la terra di Vedelago. «Non contesto il progetto in sè», ripete, «ma il metodo con il quale lo abbiamo affrontato. Da parte dei proponenti non c è mai stata una chiara e dettagliata rappresentazione di come si sarebbe effettivamente sviluppato, non solo in termini urbanistici e ambientali, ma soprattutto per le conseguenze che avrebbe portato sul nostro territorio. Lavoro e strade. Ma quali, quando e per chi?». Il Gazzettino di Treviso 12 ottobre 2012 Sarà posta all attenzione della Procura la questione della cartiera che si dovrebbe insediare tra via Sile e via Lovara. È il proposito del Pd di Castelfranco che, ieri sera nella sede di via Matteotti, ha dato il via alla mobilitazione per bloccare il progetto portato avanti dal sindaco Luciano Dussin. Gli esponenti castellani del Pd vogliono coinvolgere quante più persone possibile nella protesta per poi presentare un esposto in Procura affinché valuti la regolarità dell operazione. «Vogliamo chiamare a raccolta quante più persone possibile - spiega Sebastiano Sartoretto, capogruppo del Pd in Consiglio -. Crediamo che ci seguiranno comitati ambientalisti e di cittadini. La nostra gente deve indignarsi di fronte a questa cosa. È nel loro interesse che venga bloccata il prima possibile. Su che cosa accadrà in quel posto non è stata fornita alcuna garanzia. Chi compra ottiene il terreno a un prezzo vantaggioso e poi magari può frazionarlo e rivenderlo. Che garanzie ci sono poi sui posti di lavoro promessi?». Non ci si fermerà comunque alla azioni di protesta. Sartoretto e colleghi intendono appellarsi alla magistratura. «Verrà presentato presto un esposto in Procura- afferma - e cercheremo di fare in modo che siano quante più persone a promuoverlo. Dopo l esposto potrebbe essere valutato anche un ricorso al Tar». A meno di una settimana dalla fine della guerra a Vedelago, ne inizia quindi una a Castelfranco. A Vedelago, con la bocciatura da parte del Consiglio comunale del piano di Barcon, dove oltre alla cartiera che ora si potrebbe insediare a Castelfranco è stato stoppato anche il maxi-macello della Colomberotto, dopo tre anni i comitati per il no sono riusciti a spuntarla. Da vedere che cosa succederà ora a Castelfranco. Il sindaco Luciano Dussin un paio di giorni fa ha sottolineato come, dal suo punto di vista, la situazione di Barcon è diversa da quella di Castelfranco. «Lì si parlava di aree agricole che sarebbero state trasformate con una forma di perequazione - ha affermato il primo cittadino castellano -, mentre a Castelfranco si parla di una zona già edificabile ed in parte già destinata ad uso produttivo. Qui da noi, inoltre, l industria che potrebbe essere realizzata sfrutterà la vicinanza dello scalo merci, spostando il traffico dalle strade alle rotaie». 19

20 La 11 ottobre 2012 Cari industriali, no al ricatto morale sul lavoro INTERVENTO di GIOVANNI BONOTTO Ho letto l articolo del presidente di Unindustria Treviso, Alessandro Vardanega, sul Caso Barcon: recuperare il valore sociale di fare impresa pubblicato domenica 7 ottobre sulla tribuna di Treviso e, quale amministratore del territorio mi sono sentito chiamato in causa. In sostanza, il presidente di Unindustria prende spunto dalla situazione dell Austria e dalle sue attrazioni di delocalizzazione, volendo evidenziare il diverso atteggiamento dell amministrazione pubblica e della società austriaca rispetto ad una generale indifferenza alle ragioni dell impresa della nostra realtà locale. Al presidente di Unindustria non servono spiegazioni: gli basta l impietoso accostamento dei rispettivi dati della disoccupazione, in particolare di quella giovanile: 9,7 % in Austria, 34,5% in Italia. In altre occasioni questo autorevole rilievo avrebbe potuto aprire un dibattito, serio, sulle ragioni di una differenza inaccettabile. Le variabili potrebbero esser infinite. C è intanto il sospetto che i dati dell Austria traggano origine da una buona amministrazione in ogni settore, in un ambiente dove l impresa opera al riparo da uno sconsolante sperpero di denaro pubblico e al di fuori di realtà territoriali a volte persino sotto scacco di malavita organizzata. Nel suo sillogismo un po malizioso il dott. Vardanega ritiene invece di porre quel dato di sintesi esclusivamente in contrapposizione con il caso Barcon, dunque con le manifestazioni popolari e i tentennamenti dell amministrazione contro quell insediamento. In realtà la sua denuncia sfiora l outlet di Roncade e, in generale, tutti quegli insediamenti dove la volontà negativa dei vari comitati e la cecità degli amministratori si opposta all avvio di progetti di sviluppo. Negando di fatto le vere prospettive di lavoro. Cosicchè il Presidente degli industriali evidenzia la schizofrenia che caratterizzerebbe l azione della nostra comunità che da un lato si oppone alla delocalizzazione ma dall altro ispira la sua (in)azione alla regola del NIMBY ( non nel mio cortile ) o del NIMTO (non durante il mio mandato). E invoca una nuova sensibilità sociale. Quello della lontananza della politica dalla attività imprenditoriale è un pensiero diffuso. C è del vero e tutti potremmo trovare motivo per un esame di coscienza sull accoglienza delle novità e sulla contrapposizione preconcetta ad ogni disturbo del quieto vivere. Personalmente non credo che il nostro Paese abbia perso (o quasi) interi settori importanti come l elettronica, la chimica (oggi, l auto), il bianco ecc. ecc. per colpa di qualche comitato. Eppure nessuno vorrebbe aver visto quell enorme striscione a Roncade (no a 500 posti di lavoro, a chi giova?) anche se nel caso specifico mi pare che l enorme centro commerciale costato 60 milioni di euro sia rimasto paralizzato per una feroce controversia giudiziaria sollecitata da concorrenti e non certo per quella insensibilità collettiva cui si riferisce il referente di Unindustria. Quello che non ritengo accettabile come cittadino, prima ancora che come amministratore, è di dovermi sentire accusato di insensibilità di fronte al dramma di chi non ha ancora (o ha perso) un posto di lavoro, quasi preferissi a prescindere lo svolazzare di tortore e colombacci in zone altrimenti sfruttabili. C è un limite a questa sorta di ricatto morale del lavoro negato a fronte di qualsiasi altra considerazione di merito. Vorrei fare un viaggetto in Austria con il dott. Vardanega (a mie spese, ben si intende) per vedere con lui se lassù vi siano situazioni analoghe a quelle cui siamo assuefatti nel nostro paese. Vedere, per cominciare, se sussista anche in Austria un consumo del territorio paragonabile a quello intervenuto nel Veneto, e a macchia di leopardo in questi ultimi decenni. Qui il territorio è stato devastato, anche e soprattutto a causa di un sistema normativo che ha legato la finanza locale in via di fatto esclusiva e proporzionale alla cementificazione del territorio (oneri di urbanizzazione, Ici, ora Imu ecc.). Ogni amministratore preoccupato per l integrità del suo territorio è costretto a sentire il peso dei proventi svaniti e delle perequazioni mancate ed costretto a diventare socio d affari di qualsiasi iniziativa edificatoria anziché arbitro della sua portata qualificante in generale. Nel 2004 esistevano nei piani regolatori generali dei 95 comuni della provincia di Treviso 1077 aree produttive, per una superficie complessiva di ettari. Le aree produttive coprono dal 20 al 25% del totale delle superfici urbanizzate. La provincia di Treviso è, dopo Padova, la provincia in cui sono state rilasciate più concessioni edilizie dal 2001 al 2004, durante il ( remoto ) boom edilizio. Circa un quinto delle concessioni edilizie rilasciate nel Veneto hanno riguardato la Marca. Il patrimonio edilizio non residenziale è anche abbastanza recente: quasi il 50% delle cubature realizzate dopo il 1970 è stato edificato dopo il La Provincia di Treviso si è finalmente posta l obiettivo di ridurre drasticamente, attraverso il nuovo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) sia il numero sia la superficie delle aree produttive. Questo intervento crea nuove tensioni (si pensi agli ampliamenti nelle aree divenute improprie) ma l esigenza non può non essere condivisa. Eppure, col caso Ikea, proprio la prospettiva della occupazione ( si parlava di un indotto di oltre un migliaio di posti di lavoro) ha fatto vacillare la Politica ad un anno appena 20

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