Studio sul Battesimo* Il retroterra giudaico del battesimo cristiano

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1 Studio sul Battesimo* Il retroterra giudaico del battesimo cristiano Autore: A. Quintavalle Introduzione C è un periodo del calendario ebraico in cui ci si aspetta che ogni persona rifletta sulle azioni compiute nell anno passato. A partire dall inizio del Nuovo Anno ebraico, ci sono dieci giorni in cui una persona deve riconciliare i rapporti con Dio e il prossimo in vista del Giorno dell Espiazione. Questo periodo di pentimento e di riconciliazione riecheggia la voce di un messaggio profetico carico di appello al pentimento. Tutti i Vangeli si aprono con la descrizione della proclamazione di Giovanni Battista di «un battesimo di ravvedimento per la remissione dei peccati» (Mar. 1:4). In un tempo di intensa attesa della prossima venuta del Messia, gli uomini ebrei lasciavano le città e si portavano nel deserto. Lì, cercavano di avviare la purificazione d Israele e di affrettare la venuta del Messia. Molti cristiani sono sorpresi di scoprire che l invito di Giovanni all immersione rituale non era niente di nuovo per i suoi ascoltatori ebrei. Sebbene questa pratica venga scarsamente menzionata nelle Scritture Ebraiche, ai tempi di Giovanni l usanza era ben sviluppata. Non c è dubbio che la chiesa è debitrice al giudaismo per la sua struttura principale, non solo per il Messia ma anche per le Scritture, sia del Vecchio che del Nuovo Testamento, per la comune adunanza, i canti, le offerte, la cena del Signore, ma anche per il battesimo. Poiché il cristianesimo iniziale era parte del giudaismo dei tempi di Yeshua, il battesimo cristiano era originariamente giudaico, nel senso che la pratica della chiesa di battezzare per immersione era un costume giudaico. La maggior parte dei metodi usati oggi per amministrare il battesimo si basano esclusivamente sulla tradizione. Altri sono basati in parte sulla Scrittura e in parte sulla tradizione, altri ancora si basano sulla Scrittura erroneamente interpretata. La Bibbia afferma in modo categorico che «V è un solo Signore, una sola fede, UN solo battesimo» (Efes. 4:5). Ciò pone molti dubbi sul fatto che esistano diverse modalità di battesimo. Questo studio è rivolto a tutti gli amanti della verità, a coloro che sono pronti a mettere il Messia sopra ogni cosa. Storia della Miqwēh giudaica Nel terzo giorno della creazione troviamo la parola miqwēh, la quale è utilizzata per la prima volta in Gen. 1:10 quando il Signore dice: «e chiamò la raccolta (miqwēh) delle acque mari». Per questo riferimento di Genesi, l oceano può essere legittimamente chiamato una miqwēh. Il termine miqwēh, in ebraico, significa letteralmente una qualsiasi raccolta di acque, ma è utilizzato specificatamente nella Torah per le acque o per il bagno dell immersione rituale. Costruire una miqwēh era così importante nei tempi antichi che spesso aveva la precedenza sulla costruzione di una sinagoga. L'immersione era così importante che doveva essere fatta dal Sommo Sacerdote prima d iniziare il servizio del Giorno delle Espiazioni, prima che i

2 sacerdoti partecipassero al servizio del Tempio, prima che ogni persona entrasse nel complesso del Tempio ad offrire sacrifici, prima che uno scriba scrivesse il nome di Dio, e come pure in molte altre occasioni. La Mishnah (la Legge orale su come compiere la Legge scritta) attribuisce a Esdra un decreto che ogni maschio si doveva immergere prima di pregare o studiare. C'erano numerosi gruppi giudaici che praticavano l immersione rituale tutti i giorni a dimostrazione della loro prontezza ad accogliere il Messia. I cosiddetti padri della chiesa hanno chiamato uno di questi gruppi Hemerobattisti che in greco vuol dire "bagnanti giornalieri". Tra quelli che praticavano delle regolari immersioni c erano gli Esseni e altri che il Talmud chiama tovelei shaharit o i "bagnanti dell alba". Le Miqwaôt intorno al Tempio Il Nuovo Testamento ci dice che intorno al Tempio si svolgevano molte della attività giornaliere della prima chiesa. Dalla storia sappiamo che c'erano molte vasche per le immersioni rituali (pl. = miqwaôt) sul Monte del Tempio, tra cui una nella Camera dei Lebbrosi situata nell angolo nord-ovest del Cortile delle Donne. Giuseppe Flavio ci dice anche che durante la guerra con Roma (66-70 d.c.) le leggi sull immersione rituale erano rigorosamente praticate (Guerre Giudaiche, 4:205). Il Tempio stesso conteneva, in vari punti, delle vasche d immersione per i sacerdoti. Il Sommo Sacerdote aveva nel Tempio dei luoghi d acqua speciali per l immersione, due dei quali sono citati nella Mishnah. Uno di questi era nella Porta dell Acqua, a sud del cortile, e un altro era sul tetto di una Camera. Un altro luogo per le immersioni si trovava sul Monte degli Ulivi e questo era connesso con le ceneri della giovenca rossa. Una rampa speciale conduceva da questa miqwēh al Monte del Tempio. Questa rampa era costruita come una doppia arcata (una sopra l altra) per evitare l impurità delle tombe che si trovavano nella valle sottostante. Recenti scavi archeologici hanno trovato 48 differenti miqwaôt vicino alla grande scalinata che conduce nel complesso del Tempio. Il Vangelo di Luca parla del periodo di «purificazione» di Maria (Luca 2:22). Questo è stato quaranta giorni dopo la nascita di Yeshua (cfr. Lev. 12:2-4). Soltanto dopo questo periodo gli era permesso di entrare nel Tempio. Prima di entrare nel perimetro del Tempio, Maria si doveva sottoporre a una immersione rituale, magari in una delle apposite vasche che gli archeologi hanno scoperto lungo la parete sud del Monte del Tempio. Miqwēh giudaica (foto) del I secolo, trovata a Gerusalemme, adiacente all imponente scalinata che conduce alla Porta Doppia del muro meridionale del Monte del Tempio.

3 Un'altra vasca (disegno) per immersioni rituali scoperta negli scavi del Monte del Tempio. Si trova tra le scalinate che conducono alla Porta Doppia e Tripla del muro meridionale del Monte del Tempio. La vasca per le immersioni rituali nel muro meridionale di Masada (disegno). 1. Il condotto dell acqua; 2. punto di raccolta dell acqua; 3. la vasca d immersione connessa al n.2 da un condotto; 4. un piccolo posto dove poter lavare le mani ed i piedi prima dell immersione nel n.3. Casi particolari Secondo la legge giudaica c erano diversi casi in cui era richiesta l immersione nella miqwēh, tra questi ricordiamo: 1) L'immersione sia per gli uomini che per le donne che si convertivano al giudaismo. C'erano tre prerequisiti per un proselita che entrava nel giudaismo: circoncisione, battesimo e sacrificio. 2) Secondo la fede ebraica ci si sottoponeva all immersione se c era qualche problema d impurità rituale. Questo poteva dipendere da una serie di cause, molte delle quali appartengono al normale corso della vita, come per esempio dopo il parto o dopo che la donna aveva avuto il suo flusso mensile (Lev. 12:2; 15:28). Oltre a queste, c erano anche altre circostanze ed altri momenti dove era abituale immergersi nella miqwēh, come per esempio il giorno precedente allo Yom Kippur, come segno di purezza e pentimento, e prima del Sabato per sensibilizzarsi alla santità del giorno. Le sei categorie decrescenti d immersione rituale

4 Ci sono sei categorie decrescenti di bagni rituali nella Mishnah e la categoria più alta è quella dell acqua corrente: di una sorgente o di un fiume. Vediamo Yeshua adempiere questa categoria in Mat. 3:16 poiché egli è stato battezzato nel fiume Giordano «adempiendo così ogni giustizia». Questa categoria più alta era chiamata Acqua Viva ed era rappresentativa del perdono dei peccati, e dunque sentiamo Yeshua utilizzare questo termine in rapporto a sé stesso (Giov. 4:10,11). Le restrizioni dell acqua C'erano anche sei restrizioni di base riguardo l acqua usata nella miqwēh: (1) La miqwēh non poteva contenere altro liquido oltre all acqua. (2) L'acqua doveva sgorgare dal terreno o doveva far parte di una costruzione collegata al terreno. (3) La miqwēh non doveva far fluire l acqua, a meno che non fosse una sorgente, un fiume o un mare. (4) L'acqua non doveva essere portata manualmente. (5) L'acqua non doveva essere canalizzata nella miqwēh con qualcosa di sporco. (6) La miqwēh doveva contenere almeno 40 sa'ah, 700/800 litri d acqua. Il termine sa'ah è un antica misura biblica equivalente a circa venti litri. Tutte le sei richieste si basano sul significato delle parole ebraiche di Lev. 11:36. Rabbi Yitzchok ben Sheshes ha detto che la quantità di 40 sa'ah viene dall idea che il corpo umano più grande ha un volume di 20 sa'ah, quindi la quantità di acqua necessaria per "annullare" questo corpo è il doppio della sua quantità, cioè 40 sa'ah. Perché l immersione? Per l antico giudeo, la miqwēh era un processo di purificazione e pulizia spirituale, specialmente in relazione ai vari tipi di tumah o contaminazioni cerimoniali. Sebbene Dio non abbia rivelato tutto il significato della miqwēh, è evidente che per l abbondanza di spazio che gli viene dato nella Scrittura e per il fatto che anche Yeshua l ha compiuto, il comandamento è estremamente importante. Tutti i comandamenti del Signore rientrano in tre categorie: 1. Le leggi morali o etiche che sono necessarie all uomo per vivere in armonia sono note come Mishpatim e sono tradotte letteralmente «leggi». 2. I rituali e le feste che ci fanno rendere conto di verità importanti come il Sabato, le Feste annuali, i Tefillin e la Mezuzah che ci ricordano la presenza di Dio sono note come Mitzvot o Edos e vengono tradotte letteralmente «comandamenti» o «testimonianze». 3. Il terzo gruppo, spesso, non ha alcuna ragione esplicita per la sua esistenza eccetto l identificazione d Israele come popolo scelto di Dio tra altre nazioni (Deut. 4:6). Questo gruppo di leggi è noto come Chukim e sono letteralmente tradotte con «prescrizioni». Tra i decreti di questo gruppo ci sono le leggi alimentari e l immersione rituale. Come veniva fatta l'immersione Il battesimo giudaico non è mai stato preso alla leggera, e in tempi antichi l immersione doveva essere fatta alla presenza di testimoni (Talmud Ger. Yebamos 47b). La persona che veniva battezzata faceva delle preparazioni speciali, si tagliava le unghie, si svestiva e faceva una professione della sua fede davanti ai padri del battesimo designati (Mishnah Kethub. 11a; Erub. 15a). La persona entrava in avanti e si immergeva totalmente

5 accovacciandosi nell acqua, e un testimone o battezzatore faceva da officiante. Osserviamo che il Nuovo Testamento mette in evidenza il fatto che Yeshua «salì fuor dell acqua» (Mat. 3:16). L'idea dell immersione totale viene da Lev. 15:16 dove è scritto: «si laverà tutto il corpo nell acqua». La rappresentazione più antica di battesimo cristiano è stata trovata sul muro di una catacomba romana del secondo secolo, e mostra Giovanni Battista che sulla riva del Giordano aiuta Yeshua a salire fuori dall acqua dopo aver fatto l immersione. Giovanni battezza Yeshua (da una catacomba romana) Gli antichi saggi hanno insegnato che la parola miqwēh ha le stesse lettere di qo(w)meh, la parola ebraica per salire o stare in alto, e quindi vediamo l idea di essere battezzato entrando in acqua in piedi. Il concetto dell immersione, nella letteratura rabbinica, è menzionato come una nuova nascita (Talmud Ger. Yebamos. 22a; 48b; 97b). Prendiamo nota di altre sei aspetti importanti dell antica immersione giudaica: 1. L'immersione era accompagnata da esortazioni e benedizioni. Un convertito doveva affermare la sua accettazione della Torah, dichiarando «Io farò ed ascolterò» che era la frase del giuramento fatto originariamente dal popolo per non abbandonare la Torah (Deut. 29:9-14). Questo rituale dimostrava la volontà del convertito di abbandonare il suo passato da gentile e rivestirsi dell identità giudaica prendendo su di sé lo status di colui ha fatto propri i comandamenti di Dio. Secondo molti saggi ebrei, mayim, che è la parola ebraica per acqua, ha la stessa radice della parola mah, che significa "che cosa". Questo insegnamento indica che quando una persona s immerge in acqua, egli annulla il proprio io e si chiede, che cosa sono io? nella stessa

6 maniera in cui hanno fatto Mosè e Aaronne in Es. 16:7 quando hanno detto «che cosa siamo noi?». 2. La pratica ebraica consisteva in una triplice immersione. Una ragione abituale per far immergere tre volte era che la parola miqwēh si trova tre volte nella Torah. Questa doveva anche essere stata l originaria pratica cristiana come indicato in un documento cristiano del primo secolo, la Didache. 3. Secondo la legge giudaica l'immersione necessitava di un testimone. Il Dott. William LaSor del Biblical Archaeology Review dice che la frase biblica nel nome di era un indicazione del testimone richiesto. In numerosi riferimenti del Nuovo Testamento (1Cor. 1:13,15; Mat. 21:25; Atti 1:22; 19:3) vediamo il battesimo citato insieme al nome di persone, come Giovanni e Paolo. Ulteriori informazioni al riguardo, possono essere trovate nella letteratura giudaica riguardante il battesimo del proselita dove si dice che il suo battesimo doveva essere attestato dal testimone nel cui nome era stato immerso. 4. Ai giorni di Yeshua, a differenza dei vari tipi di battesimo cristiano, la persona si immergeva da sola e non veniva toccata dal battezzatore. Siccome Lev. 15:16 dice «si laverà tutto il corpo nell acqua», il giudaismo sottolinea il fatto che l intero corpo doveva venire in contatto con l acqua della miqwēh. Per assicurare la validità dell immersione, si entrava in acqua quasi svestiti. Qualsiasi intervento che impediva all acqua di raggiungere una parte del corpo era chiamato Chatzitzah e rendeva nulla l immersione. La vasca battesimale aveva spesso due serie di gradini, una per entrare e l altra per uscire, in modo da non contaminare chi era stato purificato. Naturalmente, questa differenza formale suscita una domanda sul ruolo fisico di Giovanni nel battesimo di Yeshua. «Or avvenne che come tutto il popolo si faceva battezzare, essendo anche Yeshua stato battezzato, mentre stava pregando, s aprì il cielo» (Luca 3:21). Alla radice della nostra incomprensione c è la confusione derivata dalla forma passiva dei verbi greci «[il popolo] si faceva battezzare» e «[Yeshua è] stato battezzato». Ma c è una certa ambiguità nell equivalente verbo ebraico il cui significato soggiace dietro il testo greco. In ebraico il verbo «battezzare» può essere sia transitivo che intransitivo (cioè, riflessivo) e si può tradurre è stato battezzato ma anche si è battezzato. Un manoscritto (Codex Bezae) riporta una diversa lettura di Luca 3:7: «Ed essi si battezzavano davanti (enopion) a Giovanni», il che corrisponde al battesimo ebraico. Il verbo ebraico taval, che è alla base del baptizo della traduzione greca, è intransitivo e significa immergersi. Infatti, nell ebraismo esisteva, ed esiste, solo l auto-battesimo come cerimonia ritualmente valida. In questo senso, i seguaci di Giovanni si battezzavano davanti a lui su sua disposizione. Egli non era quindi un battezzatore nel senso corrente del termine, ma uno che invitava a battezzarsi ed era poi testimone del battesimo. Un argomento ancora più interessante è quello di ricordare che questi erano tutti degli ebrei del primo secolo, per i quali la pratica di essere immersi in acqua da qualcun altro era sconosciuta. Infatti, la forma passiva del verbo ebraico «essere immerso» in senso rituale, non si verifica mai. Con ogni probabilità, l'antico disegno della catacomba (vedi sopra) ha illustrato con precisione qual era il posto di Giovanni. Egli non immergeva fisicamente quelli che venivano a lui come di solito immaginiamo, e non era quindi un battezzatore nel senso corrente del termine, ma uno che invitava a battezzarsi ed era poi testimone del battesimo di coloro che rispondevano alla sua chiamata.

7 5. L'acqua battesimale (Miqwēh), nella letteratura rabbinica, è stata considerata come il ventre del mondo, e l uscita dall acqua di un convertito veniva considerata come una nuova nascita che lo separava dal mondo pagano. Egli, ora, veniva considerato una persona diversa e si parlava di lui come di «un bambino appena nato» o di «un bambino di un giorno» (Talmud Ger. Yebamos 22a; 48b; 97b). Vediamo il Nuovo Testamento che utilizza simili termini giudaici come «nuova nascita», «nuova creatura» e «nati dall alto». La letteratura rabbinica utilizza l espressione «nuova nascita» in riferimento ad almeno sei eventi. Notiamo come ognuno di essi parla di un cambiamento di vita: (a) Quando un gentile si converte al giudaismo. (b) Quando un uomo viene incoronato re. (c) A 13 anni quando un ragazzo giudeo sceglie di abbracciare il patto di Dio. (d) Quando ci si sposa. (e) Quando si diventa rabbino. (f) Quando un individuo diventa il preside di una scuola rabbinica. 6. La legge giudaica richiedeva la presenza di almeno tre qualificati testimoni per accertare l immersione (Talmud Ger. Yebamos 47b). Un membro del Sinedrio eseguiva comunemente l atto di osservare l immersione dei proseliti, ma in caso di necessità anche altri potevano farlo. Il battesimo segreto o quello dei bambini, non erano ammessi. Il Battesimo per aspersione? La pratica dell aspersione è entrata in vigore secoli dopo la nascita dell assemblea messianica. Da nessuna parte della Bibbia si trova un ingiunzione del genere. La parola greca baptizo significa immergere o immersione, mentre per indicare l aspersione o lo spruzzo abbiamo rhantizo. Il Nuovo Testamento usa sempre la parola "baptizo" quando fa riferimento al battesimo. Il mandato che il Messia ha affidato ai suoi discepoli in Mat. 28:19 è dunque quello di andare e immergere (battezzare) tutti i popoli. Al fine di confermare ulteriormente la procedura corretta, riflettiamo su Atti 8: il battesimo dell eunuco: «E cammin facendo, giunsero a una cert acqua. E l eunuco disse: Ecco dell acqua; che impedisce che io sia battezzato?... E comandò che il carro si fermasse; e discesero ambedue nell acqua, Filippo e l eunuco; e Filippo lo battezzò. E quando furon saliti fuori dell acqua». Va ricordato che l'eunuco, essendo un uomo ricco e di grande autorità, non avrebbe affrontato un viaggio senz acqua. Se l aspersione era la regola, perché mai l eunuco avrebbe chiesto di entrare in acqua quando lo poteva fare per aspersione con l acqua che aveva con sé? Il fatto stesso che Giovanni Battista battezzava nel fiume Giordano significa che c era bisogno di abbondanza d acqua. Giov. 3:23: «Or anche Giovanni stava battezzando a Enon, presso Salim, perché c era là molt acqua; e la gente veniva a farsi battezzare». Il battesimo non deve essere amministrato ai bambini ma solo agli adulti La Bibbia è molto chiara sul fatto che il Battesimo non è mai amministrato ai bambini, e le chiese che lo fanno stanno seguendo una tradizione portata avanti dalla Chiesa Cattolica Romana. Questa tradizione non ha assolutamente alcuna autorità scritturale. La condizione spirituale che precede il battesimo, rende molto chiaro il motivo per cui un bambino non può essere battezzato, poiché il battesimo è limitato a coloro che sono in grado di prendere decisioni responsabili per se stessi. Queste persone devono avere la maturità per accettare

8 l offerta della salvezza che Dio ha predisposto per chi crede nel Vangelo. Il Salvatore disse: «Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato» (Mar. 16:16). Che il battesimo deve essere una cosa responsabile è testimoniato anche in Atti 2:37,38,41: «Or esse, udite queste cose, furon compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: Fratelli, che dobbiam fare? E Pietro a loro: Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Yeshua hamashiah, per la remissione dei vostri peccati e voi riceverete il dono dello Spirito santo Quelli dunque i quali accettarono la sua parola furon battezzati». Così è stato anche in seguito: Atti 8:12,13: «Ma quand ebbero creduto a Filippo che annunziava loro la buona novella relativa al regno di Dio e al nome di Yeshua hamashiah, furon battezzati, uomini e donne». Atti 8:36-39: «E cammin facendo, giunsero a una cert acqua. E l eunuco disse: Ecco dell acqua; che impedisce che io sia battezzato? Filippo disse: Se tu credi con il tuo cuore, è possibile. L eunuco rispose: Io credo che Yeshua hamashiah è il Figliuol di Dio. E comandò che il carro si fermasse; e discesero ambedue nell acqua, Filippo e l eunuco; e Filippo lo battezzò». Da queste Scritture, è assolutamente chiaro che la persona che doveva essere battezzata, prima doveva ascoltare la predicazione che lo avrebbe portato al pentimento, poi doveva credere e accettare il vangelo e quindi essere battezzato. Nessuna persona intelligente potrebbe associare questi requisiti con un neonato che non è in grado né di parlare né di badare a se stesso. Per non parlare poi del pentimento dei peccati che sono inesistenti alla sua età! Il rito del battesimo, infatti, testimonia del perdono dei peccati. Molti ritengono, tuttavia, che i bambini nascono nel peccato e quindi è necessario battezzarli. Questa è la famosa dottrina del peccato originale, che è stata formulata da Agostino ( ). Egli sostenne che a causa della 'caduta' di Adamo ed Eva, il 'peccato originale' è stato trasmesso per eredità e di conseguenza i bambini nascono nel peccato. Ciò implicherebbe che il Messia, alla sua nascita, ha ereditato il peccato! - Come poteva allora essere "senza macchia e senza difetto"? Coloro che insegnano queste cose, non riescono a rendersi conto che «il peccato è la violazione della Torah» (1Giov. 3:4), e «ogni iniquità è peccato» (1Giov. 5:17), e «i tuoi comandamenti sono giustizia» (Sal. 119:172). «Mediante la Torah è data la conoscenza del peccato» (Rom. 3:20). Ma questa cecità è dovuta alla loro convinzione che "la grazia ha sostituito la legge". Invece no, i bambini sono senza peccato! Essi non hanno bisogno di pentimento e quindi non hanno bisogno del battesimo! Un altro insegnamento erroneo, è che il battesimo dei bambini ha sostituito il rito della circoncisione. Che questa affermazione sia assolutamente falsa è provato dal fatto che la Sacra Scrittura non contiene alcuna dichiarazione di questa sorta.

9 La Scrittura insegna molto chiaramente che la circoncisione della carne era un sigillo del patto che Dio aveva fatto con Abrahamo. Ma indicava anche qualcosa di più grande che il Signore si aspettava dai suoi figli, e cioè la «circoncisione del cuore». Purtroppo, l interpretazione cristiana segue l errato ragionamento che la legge di Dio è stata abolita perché il Messia ha affermato di aver adempiuto la Torah. Il fatto che Egli ha sottolineato non meno di quattro volte nello stesso punto (Mat. 5:17-20), che la Torah non è stata abolita, questo per loro ha poca rilevanza. Il battesimo simboleggia che la "vecchia vita peccaminosa" della persona pentita è tagliata via (come nella circoncisione) e sepolta nella tomba dell acqua. Col. 2:11,12: «in lui voi siete anche stati circoncisi d una circoncisione non fatta da mano d uomo, ma della circoncisione del Messia, che consiste nello spogliamento del corpo della carne; essendo stati con lui sepolti nel battesimo, nel quale siete anche stati risuscitati con lui mediante la fede nella potenza di Dio che ha risuscitato lui dai morti». La circoncisione spirituale è un concetto che troviamo anche nell Antico Testamento, ma essa non sostituisce quella carnale: Deut. 30:6 «L Eterno, il tuo Dio, circonderà il tuo cuore e il cuore della tua progenie affinché tu ami l Eterno, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore e con tutta l anima tua, e così tu viva». Mosè esortò gli Israeliti: Deut. 10:16 «Circoncidete dunque il vostro cuore e non indurate più il vostro collo». Quindi è una questione davvero molto semplice capire che la circoncisione del cuore è il compimento spirituale della circoncisione della carne, ma l una non esclude l altra. Il battesimo è una testimonianza della circoncisione del cuore. Si deve diventare figli di Abrahamo attraverso il Messia in modo da essere spiritualmente circoncisi ed essere partecipi delle promesse che Dio ha fatto ad Abrahamo. Per questo motivo è necessario essere 'nati di nuovo'. Uno degli insegnamenti più importanti nel giudaismo è quello del pentimento. Secondo la Scrittura, per quanto grande sia il peccato, se una persona si pente e abbandona il suo peccato davanti a Dio, può essere perdonato. Sia nella predicazione di Giovanni Battista che in quella di Yeshua, il pentimento era un concetto estremamente importante. Il Talmud di Gerusalemme dichiara: «niente può resistere davanti al pentimento» (Yebamos 47b). Secondo il Dott. David Flusser, i Rotoli del Mar Morto, come pure il Nuovo Testamento, insegnano che l acqua può purificare il corpo solo se l anima è stata prima purificata attraverso il pentimento. Il battesimo di per sé certamente non può salvare. Deve essere preceduto dal pentimento e dalla rinascita spirituale. Infatti, il bagno rituale era, ed è, un segno della penitenza già fatta e del ravvedimento già avvenuto. Così, riguardo al battesimo di Giovanni, il Nuovo Testamento ci dice che si trattava di «un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati» (Luca 3:3). Nel giudaismo, acqua e sangue illustrano entrambe la purificazione di Dio

10 Sia l acqua che il sangue sono utilizzati costantemente nella Torah e nel Nuovo Testamento come i due agenti principali per illustrare la purificazione di Dio. I giudei credono che la contaminazione non sia fisica, ma piuttosto una condizione spirituale, così come si deduce da Lev. 11:44 dove viene detto che un azione sbagliata «contamina le anime». Quindi, la purificazione attraverso l immersione rituale, come ordinato dalla Scrittura, ha fondamentalmente a che fare con l anima piuttosto che con il corpo. Notiamo come sia l acqua che il sangue sono citati nella Scrittura: (1) Il sangue è usato per la purificazione in relazione all agnello pasquale (Es. 12). (2) Il sangue è usato per la purificazione in relazione al Giorno dell Espiazione (Lev. 16). (3) Il sangue è usato per la purificazione in relazione alle feste solenni (Lev. 23). (4) Il sangue è usato per la purificazione in relazione alle offerte di sacrificio (Lev. 1-7). (5) Il sangue è usato per la purificazione in relazione all espiazione per l anima (Lev. 17:11-14). (1) L acqua è usata per la purificazione in relazione alle ceneri della giovenca rossa (Num. 19). (2) L acqua è utilizzata per la purificazione in relazione alla consacrazione al ministero sacerdotale (Lev. 8:6). (3) L acqua è utilizzata in relazione alla purificazione dei lebbrosi (Lev. 14:1-8). (4) L acqua è utilizzata per la purificazione in relazione alle varie abluzioni della Legge (Ebr. 9:10). (5) L acqua è utilizzata in relazione alla remissione dei peccati (Atti 2:38; 22:16; Tito 3:5; Mar. 16:16; Rom. 6:3; 1Piet. 3:20,21; Efes. 5:26; Giov. 19:34; 1Giov.5:6; Ebr. 9:19-23). Nel nome di chi si deve battezzare? Il Salvatore ha dato un esplicito comando ai suoi discepoli, come registrato in Mat. 28:19: «Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel NOME DEL PADRE E DEL FIGLIUOLO E DELLO SPIRITO SANTO, insegnando loro di osservare tutte quante le cose che vi ho comandate». Come hanno applicato i discepoli questo comando di Yeshua? Come ha risposto Pietro alla domanda: «Fratelli, che dobbiam fare?». «Ravvedetevi e ciascun di voi sia battezzato NEL NOME DI YESHUA HAMASHIAH» (Atti 2:38). «E comandò che fossero battezzati NEL NOME DI YESHUA HAMASHIAH» (Atti 10:48). «Udito questo, furon battezzati NEL NOME DEL SIGNOR YESHUA» (Atti 19:5). Si veda anche Rom. 6:3. Bisogna chiedersi: questo non è in contraddizione con il mandato del battesimo dato da Yeshua in Mat.28:19,20? 1^ soluzione: Eusebio (ca ) è stato il vescovo di Cesarea, ed è conosciuto come "il padre della Storia della Chiesa". Sebbene sia stato uno scrittore prolifico, la sua opera più celebre è la Storia Ecclesiastica, una storia della chiesa dal periodo apostolico fino al suo tempo. Ancora oggi rimane l'opera principale sulla storia della chiesa di quel tempo. Eusebio cita molti versi nei suoi scritti, e Mat. 28:19 è uno di essi, ma non lo cita mai come compare oggi nelle Bibbie moderne, ma il verso finisce sempre con le parole "nel mio nome". Per esempio, nel Libro III della sua Storia, Capitolo 5, Sezione 2, riguardo la persecuzione giudaica delle prima chiesa, si legge: Ma il resto degli apostoli, contro cui si complottava per la loro distruzione, ed erano stati cacciati dalla Giudea, sono andati a predicare il vangelo a tutte le nazioni, facendo

11 affidamento sulla potenza di Cristo, che aveva detto loro: "Andate e ammaestrate tutti i popoli nel mio nome". Di nuovo, nella sua Orazione in lode dell Imperatore Costantino, Capitolo 16, Sezione 8, si legge: Quale re o principe di ogni epoca del mondo, quale filosofo, legislatore o profeta, di terre civilizzate o barbare, ha raggiunto una così grande altezza di eccellenza; dico, non dopo la morte, ma mentre era ancora in vita, e pieno di grande potenza, da riempire le orecchie e le lingue di tutto il genere umano con le lodi del suo nome? Sicuramente nessuno, salvo il nostro unico Salvatore, quando, dopo la sua vittoria sulla morte, ha annunciato la parola ai suoi discepoli e l ha adempiuta con il fatto, dicendo loro: "Andate e ammaestrate tutti i popoli nel mio nome". Eusebio era presente al concilio di Nicea ed è stato coinvolto nei dibattiti sull'insegnamento ariano e se il Messia era Dio o una creazione di Dio. Possiamo essere certi che, se i manoscritti che aveva davanti a lui leggevano "nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo", egli non l'avrebbe mai citato semplicemente come "nel mio nome". Così, è molto probabile che i primi manoscritti leggevano "nel mio nome", e che la frase è stato ampliato per riflettere la posizione ortodossa contro l arianesimo. Tutte le registrazioni del Nuovo Testamento mostrano che le persone sono state battezzate nel nome di Yeshua, proprio come i testi di Eusebio testimoniano. In altre parole, il "nome di Yeshua hamashiah", cioè, tutto ciò che egli rappresenta, è l'elemento, o la sostanza, in cui le persone venivano battezzate. 2^ soluzione: Il cristianesimo ha avuto la tendenza a considerare questa frase come una formula battesimale da essere pronunciata quando qualcuno viene battezzato. Questa interpretazione conduce alla domanda: Qual è questo nome del Padre, del Figlio e dello Spirito? È Yahweh? È Yeshua? O qualche altro? Per quanto mi riguarda, queste domande non colgono la questione. David H. Stern nel Jewish New Testament Commentary traduce: «battezzandoli nella REALTÀ del Padre, del Figlio e del Ruach HaKodesh», esprimendo il significato che si vuole intendere, in quanto nella Bibbia il "nome" sta per la realtà che si cela dietro quel nome: il Padre che è Dio, il Figlio (a cui è stato dato il potere da Dio [Mat. 28:18]), e lo Spirito santo, che è il dono di Dio. Sommario Uno studio attento del retroterra giudaico del battesimo cristiano enfatizza ancora di più la sua importanza, ma Dio non ci dice sempre il perché delle cose. Ovviamente, il convertito potrebbe pentirsi e avere parte della vita futura senza di esso (vedi il ladrone in croce), ma l'enfasi è sul fatto che si diventa dei nuovi credenti quando si acquista lo status di nati di nuovo e questo è rappresentato dall immersione. Qualunque confessione religiosa e tutti i credenti dovrebbero concordare che l immersione ha le sue radici nella miqwēh giudaica, ed è di estrema importanza per ognuno di noi adempiere questo atto di giustizia.

12 Contesto storico e spirituale del battesimo di Giovanni Battista Importanti sono le idee innovative che Giovanni ha attribuito al rituale. Come già detto, la pratica normale del rituale d immersione era per la purificazione dall impurità fisica o rituale. Il bisogno dell immersione rituale non equivale necessariamente ad una condizione di peccato da parte del candidato al battesimo. Tuttavia, Giovanni ha associato il rituale con la necessità di pentimento dal peccato. Ha proclamato «un battesimo di ravvedimento per la remissione dei peccati». Il rapporto tra l immersione rituale e la purificazione spirituale nel ministero di Giovanni viene specificato molto bene dallo storico ebreo Giuseppe Flavio: «quest'uomo buono [Giovanni] che esortava i Giudei a una vita corretta, alla pratica della giustizia reciproca, alla pietà verso Dio, e così facendo si disponessero al battesimo; a suo modo di vedere questo rappresentava un preliminare necessario se il battesimo doveva rendersi gradito a Dio. Essi non dovevano servirsene per guadagnare il perdono di qualsiasi peccato commesso, ma come di una consacrazione del corpo insinuando che l'anima fosse già purificata da una condotta corretta» (Antichità 18:117). L idea di Giovanni delle condizioni necessarie per il battesimo è molto simile a quella che si può ascoltare nei Rotoli del Mar Morto: «Nessuno può entrare in acqua a meno che non si sia pentito del suo male, perché l impurità aderisce strettamente ad ogni trasgressione della Sua parola» (Regola della Comunità 5:13,14). Sia Giovanni che la setta degli Esseni di Qumran credevano che il peccato personale contaminava l individuo. Così, chi si sottoponeva all immersione rituale senza pentimento, usciva dalle acque contaminate come v era entrato: «Egli non deve essere riconosciuto come perfetto; né sarà purificato dall espiazione, né lavato dalle acque purificatrici, né santificato da mari e fiumi, né reso puro da qualsivoglia abluzione. Impuro, impuro egli sarà» (Regola della Comunità 3:5,6) Questo concetto che aveva sia Giovanni che gli Esseni era un allontanamento da quello che avevano altri ebrei del primo secolo. Gli Esseni credevano che come le acque dell immersione rituale purificavano l esterno della persona, Dio era all opera per purificare l interno della persona. Il giusto mezzo per questa purificazione interiore viene descritto nella Regola della Comunità della setta: «Egli sarà purificato da tutti i suoi peccati dallo spirito di santità» (Regola della Comunità 3:7). Gli appartenenti alla Comunità di Qumran avevano anticipato la purificazione ad opera dello Spirito santo nella loro immersione rituale. Non abbiamo alcuna menzione se questa speranza era vissuta anche da quelli che si sottoponevano al battesimo di Giovanni nel fiume Giordano. Tuttavia, il collegamento tra acqua e spirito sia in Giovanni che a Qumran ci fornisce lo sfondo sul quale si è svolto l evento del battesimo di Yeshua. «Lo Spirito santo scese su lui in forma corporea a guisa di colomba; e venne una voce dal cielo: Tu sei il mio diletto Figliuolo; in te mi sono compiaciuto» (Luca 3:22). Nel caso di Yeshua, la voce divina segnala che la venuta dello Spirito santo non era a motivo di purificazione, ma per l unzione al ministero profetico. Tuttavia, per questo studio

13 quello che è importante è osservare che la presenza attiva dello Spirito santo durante il consueto rituale dell immersione era un concetto noto sia alla setta di Qumran che a Giovanni Battista, e la relazione tra acqua e spirito ha svolto un ruolo centrale nel primo pensiero cristiano. * Il presente studio è soggetto a revisioni e aggiornamenti

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