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1 alorianno 8 numero 57. Marzo ,50 Mensile di economia sociale, finanza etica e sostenibilità Inserto speciale > finanza&microcredito Fotoreportage > Emergenza ambientale ROBERTO CACCURI / CONTRASTO Dossier > Altro che isole sperdute, il denaro sporco si ricicla in Europa Chi lava più bianco Internazionale > Costa d Avorio: il traffico di rifiuti in Africa non è reato Finanza > Eni ed Enel le prime aziende nel mirino dell azionariato critico Economia solidale > Inceneritori: i pareri non molto indipendenti Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1, DCB Trento - Contiene I.P.

2 Finanza grigia senza regole editoriale di Andrea Baranes ECOR L AUTORE Andrea Baranes Direttore dell Osservatorio sulla Finanza (www.osservatoriofinanza.it) e responsabile delle campagne su banche private e finanza della CRBM (la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale). Collabora con la Fondazione Culturale di Banca Etica. È anche membro del comitato direttivo della rete internazionale BankTrack, che monitora gli impatti sociali e ambientali delle banche private. «LA DIFFERENZA TRA ELUSIONE FISCALE ED EVASIONE FISCALE è nello spessore delle mura di una prigione». Con questa espressione, l ex ministro delle finanze inglese Denis Healey indicava la difficoltà di distinguere tra attività considerate legali per quanto discutibili come l elusione fiscale, e illegali, quali l evasione. Il discorso si può allargare all insieme delle attività finanziarie, all enorme zona grigia tra operazioni legali e illegali che rende impossibile tracciare una linea di separazione. Gli attuali meccanismi che consentono alle imprese e alle ristrette élite di ultra-ricchi di speculare e di eludere il fisco sono esattamente gli stessi che facilitano crimini quali il riciclaggio, la corruzione, i traffici di droga, armi o esseri umani. La segretezza e la mancanza di trasparenza, caratteristiche premianti dei paradisi fiscali, sono ricercate tanto dalle grandi imprese e dagli attori finanziari quanto dalla criminalità organizzata internazionale. I profitti delle mafie provengono e sono reinvestiti nei centri finanziari del pianeta. Gli interessi in gioco sono giganteschi. Al momento del fallimento la Enron aveva 692 società registrate nelle sole Isole Cayman. Le compagnie offshore vengono create a un ritmo di 150 mila l anno e sono milioni in tutto il mondo, senza contare organismi quali i trust offshore e le fondazioni, che non hanno obbligo di registrazione e che si stima possano essere decine di milioni. È difficile riuscire a giustificare la loro esistenza, se non per garantire segretezza e anonimato. Ad oggi è risultato vano ogni tentativo di regolamentare gli Hedge Funds, i fondi altamente speculativi registrati in massima parte nei paradisi fiscali. Malgrado gli sforzi di diversi Paesi, Germania e Francia in testa, non solo non si è riusciti ad approvare delle regole, ma persino la promozione di linee guida volontarie e non vincolanti si è scontrata contro il muro delle lobby del settore. Il mantra neoliberista dell autoregolamentazione dei mercati ha fallito. La progressiva liberalizzazione degli scambi finanziari e la deregulation hanno consentito questo stato di cose. Non è ancora passata la crisi dei mutui subprime che già se ne affaccia una nuova, legata alle carte revolving, mentre negli stessi giorni, in Francia, un trader spregiudicato causa un buco di cinque miliardi di euro a una delle più grandi banche europee. In seguito agli attentati dell 11 settembre del 2001 la comunità internazionale, Stati Uniti in testa, appariva intenzionata ad affrontare seriamente la questione, nel tentativo di identificare e prosciugare i canali di finanziamento del terrorismo internazionale. A distanza di sei anni sembra che tale proposito sia andato perduto, mentre la lotta al terrorismo si riassume nell incremento delle spese militari. La necessità di regole è legata a motivi economici, di contrasto alla grande criminalità, ma anche alla tutela dei diritti umani e sociali e allo stesso concetto di democrazia. La finanza, che oggi domina tanto l economia quanto la politica, deve tornare al suo ruolo originario: da fine a mezzo, per favorire gli scambi commerciali ed economici. Questo percorso deve iniziare con una azione seria e coordinata a livello internazionale di contrasto ai paradisi fiscali e ai meccanismi finanziari ad essi collegati.. ANNO 8 N.57 MARZO 2008 valori 3

3 valori marzo 2008 mensile anno 8 numero 57 Registro Stampa del Tribunale di Milano n. 304 del editore Società Cooperativa Editoriale Etica Via Copernico, Milano promossa da Banca Etica soci Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Arci, TransFair Italia, Mag 2, Editrice Monti, Fiba Cisl Nazionale, Cooperativa Sermis, Ecor, Cnca, Fiba Cisl Brianza, Agemi, Publistampa, Federazione Trentina delle Cooperative, Rodrigo Vergara, Circom soc. coop., Donato Dall Ava consiglio di amministrazione Ugo Biggeri, Stefano Biondi, Pino Di Francesco Fabio Silva Sergio Slavazza direzione generale Giancarlo Roncaglioni collegio dei sindaci Giuseppe Chiacchio (presidente), Danilo Guberti, Mario Caizzone direttore editoriale Ugo Biggeri direttore responsabile Andrea Di Stefano redazione Via Copernico, Milano Paola Baiocchi, Andrea Barolini, Ilaria Bartolozzi, Francesco Carcano, Matteo Cavallito, Paola Fiorio, Emanuele Isonio, Michele Mancino, Mauro Meggiolaro, Andrea Montella, Jason Nardi, Irene Panozzo, Francesca Paola Rampinelli, Elisabetta Tramonto progetto grafico e impaginazione Francesco Camagna Simona Corvaia Vincenzo Progida (impaginazione) fotografie Francesco Cabras (Greenpeace), Roberto Caccuri (Contrasto), Raffaele Masto stampa Publistampa Arti grafiche Via Dolomiti 12, Pergine Valsugana (Trento) abbonamento annuale 10 numeri Euro 30,00 scuole, enti non profit, privati Euro 40,00 enti pubblici, aziende Euro 60,00 sostenitore abbonamento biennale 20 numeri Euro 55,00 scuole, enti non profit, privati Euro 75,00 enti pubblici, aziende come abbonarsi I bollettino postale c/c n Intestato a: Società Cooperativa Editoriale Etica, via Copernico Milano Causale: abbonamento/rinnovo Valori I bonifico bancario c/c n Abi Cab Cin Z Iban: IT29Z della Banca Popolare Etica Intestato a: Società Cooperativa Editoriale Etica, via Copernico Milano Causale: abbonamento/rinnovo Valori + Cognome Nome e indirizzo dell abbonato I carta di credito sul sito sezione come abbonarsi Causale: abbonamento/rinnovo Valori È consentita la riproduzione totale o parziale dei soli articoli purché venga citata la fonte. Per le fotografie di cui, nonostante le ricerche eseguite, non è stato possibile rintracciare gli aventi diritto, l Editore si dichiara pienamente disponibile ad adempiere ai propri doveri. Carta ecologica Sappi Presto da gr. 90 e Sappi Magno da gr. 150, sbiancata senza uso di cloro o biossido di cloro, ottenuta da cellulosa proveniente da foreste ambientalmente certificate. ROBERTO CACCURI / CONTRASTO Una montagna di rifuti di ogni genere, in una discarica a cielo aperto nella provincia di Roma. Due carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico) effettuano un ispezione investigativa. Roma, 2002 sommario bandabassotti 7 fotoreportage. Emergenza ambientale 8 dossier. Finanza da riciclo 16 La lavatrice della porta accanto 18 I 39 metodi per lavare il denaro sporco 18 Loretta Napoleoni: Intrappolati in un economia canaglia 20 Macao meravigliao. Un paradiso dove tutto è possibile 22 La mappa delle lavanderie nel mondo 24 lavanderia 29 finanzaetica 30 Azione critica, pronti... via 32 Signoraggio: obiettivo sbagliato o problema vero 34 Banche popolari: è arrivata l ora delle riforme 36 Andrea Ferrante: Banca etica: essere diversi per diventare grandi 38 Preti attivisti contro suore padrone. In California esplode la protesta 40 bruttiecattivi 42 economiasolidale 44 Dietro agli inceneritori, il business delle consulenze? 46 La seconda vita dei computer (e degli ingegneri) 49 Leggere la storia attraverso gli atti ufficiali 51 Cooperazione allo sviluppo: Oxfam International sbarca in Italia 53 internazionale 56 Costa d Avorio: inquinare l Africa non è reato 58 Il business fantasma delle pattumiere globali 60 E-waste: quando l innovazione è irresponsabile 62 Antartide: molto più di terra e ghiaccio 63 gens 66 altrevoci 68 indiceetico 76 utopieconcrete 78 LETTERE E CONTRIBUTI RELAZIONI ISTITUZIONALI E AMMINISTRAZIONE Società Cooperativa Editoriale Etica Via Copernico 1, Milano tel fax INFO VALORI ABBONAMENTI, SVILUPPO E COMUNICAZIONE Società Cooperativa Editoriale Etica Via Copernico 1, Milano tel fax orario Lun-Ven dalle 9.30 alle e dalle alle 18.00

4 Microcredito Benetton salva l Africa bandabassotti di Alessia Vinci IL MESE SCORSO, SULLE PAGINE DI SETTIMANALI E MENSILI, una notizia si ripeteva in modo quasi assordante. Più che le primarie americane, l indipendenza del Kosovo o la campagna elettorale italiana, a dominare la stampa periodica nostrana è stata l iniziativa di Benetton per il microcredito in Senegal. Foto di ragazzi africani, in pose tutt altro che naturali, hanno tappezzato le pagine di decine di giornali e (questo è più normale ) manifesti pubblicitari ovunque. Un ragazzo carico di scope e tappeti, un altra con un sorriso stampato sul viso e una zappa in spalla, un pastore con una capretta di fianco sullo sfondo bianco di un asettico set fotografico. La prima domanda che sorge spontanea è: perché simulare a tavolino una realtà che esiste in qualsiasi villaggio o periferia di grandi città dell Africa o dell America Latina? E la seconda: qual è la grande notizia che ha attirato l attenzione della stampa italiana? La si potrebbe sintetizzare così: finalmente qualcuno ha trovato un modo per salvare l Africa. Chi? Benetton, neo-protagonista della finanza etica (hanno scritto così), che ha scoperto un nuovo strumento: il microcredito. È vero che la realtà può essere vista da diverse angolature, ma questa forse è un interpretazione un po troppo fantasiosa. Senza voler entrare nel merito dell eticità dell azienda veneta, sarebbe il caso di ricordare che il microcredito esiste da decenni. Non è stato neanche inventato dal Nobel Yunus (citato dagli articoli sulla campagna Benetton). A lui va certamente il merito di averlo fatto affermare e diffondere, ma era già praticato dall 800, o prima ancora, nelle casse rurali e nelle piccole cooperative di credito e risparmio, in Sudamerica come in Europa. Forse bisogna rammentare al signor Benetton che, prima che lui sbarcasse in Senegal per finanziare (con quanti soldi? Questo i giornali non lo hanno scritto) una nuova agenzia di microcredito, 133 milioni di persone nel mondo avevano già avuto la loro chance grazie a un piccolo prestito. Il microcredito funziona? Certamente! Noi di Valori lo diciamo da sempre. In questi anni abbiamo raccontato le storie delle persone, vere, a cui il microcredito ha dato una possibilità. Di quegli 89 milioni di uomini e donne a cui ha permesso di uscire dalla soglia di povertà. Doveva arrivare Benetton a rivelarci quanto faccia bene il microcredito? Evidentemente sì. È triste ammetterlo ma forse l aspetto che più sconcerta non è che un azienda sfrutti una buona azione e se ne attribuisca la paternità per farsi pubblicità. Né che, in modo totalmente acritico, buona parte della stampa italiana dia risonanza enorme, non a una vera notizia ma a un enorme campagna promozionale. Il fattore più grave è che la maggior parte dei lettori abbia pensato: però, non male questo microcredito, brava Benetton! La sensazione è che siano necessari belle facce, lustrini e foto finte per far conoscere una realtà che esiste da anni, che 3100 piccole agenzie di microfinanza, sparse in tutti gli angoli del Pianeta, coltivano faticosamente (un altra domanda: perchè creare un agenzia di microcredito quando ne esiste già una schiera, funzionano, avrebbero solo bisogno di finanziamenti, magari da una generosa impresa europea?). E allora, brava Benetton: ha saputo vedere in un iniziativa, purtroppo semi conosciuta al grande pubblico, un opportunità da cavalcare. Grazie Benetton: è riuscita dove noi non avremmo potuto senza budget milionari: far balzare agli onori della cronaca uno strumento dall efficacia lapalissiana, ma relegato nel vocabolario comune tra termini come no global, terzo settore, cooperazione internazionale.. Ha fatto uscire dalla povertà 89 milioni di persone. Ma solo oggi la stampa italiana si accorge della microfinanza. Merito della generosità del marchio veneto e di una pubblicità invadente ANNO 8 N.57 MARZO 2008 valori 7

5 fotoreportage > Emergenza ambientale ROBERTO CACCURI / CONTRASTO foto di Roberto Caccuri / Contrasto Ci sono voluti 50 anni, 157 operai morti di cancro e un centinaio menomati in modo permanente, tutti lavoratori del Petrolchimico di Porto Marghera, per denunciare la pericolosità del cloruro di vinile monomero. Dieci anni fa il ministero varò il piano nazionale per la bonifica dei siti inquinati. Ma le aree contaminate continuano ad aumentare. In Italia la legalità in tema ambientale è ancora una semplice dichiarazione d intenti. I numeri parlano da soli: negli ultimi 6 anni sono stati accertati oltre 133 mila illeciti ambientali, più di 100 mila le persone denunciate e circa 38 mila i sequestri effettuati (dati Rapporto Legambiente). Una situazione che evidenzia da una parte la mancanza di una cultura ambientale diffusa; dall altra il grande lavoro repressivo delle forze dell ordine, che deve però fare i conti con un apparato sanzionatorio che nella maggior parte dei casi prevede la sola contravvenzione. Nelle situazioni più gravi, quelle che finiscono davanti al giudice penale, c è sempre in agguato la beffa della prescrizione. Tra i reati ambientali più gettonati c è lo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi, l inquinamento dell aria e dell acqua, l apertura di discariche abusive, a volte anche nelle aree protette e nei parchi. Non poteva mancare poi l abusivismo edilizio, vizio tipico e antico degli italiani, incentivato dai recenti condoni. Solo nel 2005 sono stati costruiti 60 mila edifici non autorizzati. Le cose non vanno meglio se si guarda al risanamento ambientale dei siti fortemente inquinati. Mentre altre nazioni hanno dato vita all industria del disinquinamento, incentivando la ricerca e stimolando i territori al riutilizzo delle aree bonificate, in Italia tutto va a rilento. Dieci anni fa è stato varato dal ministero dell Ambiente il programma nazionale di bonifica con l obiettivo di ripulire e restituire alla collettività aree compromesse dagli scarichi delle fabbriche. Si tratta dei grandi poli industriali come il Petrolchimico di Porto Marghera, le acciaierie di Taranto e il distretto calzaturiero della valle del Chienti, nelle Marche. Aree contaminate dall amianto e dal mercurio, acque dove si pesca pesce al Ddt, come accade nel Lago Maggiore. Siti inquinati dallo smaltimento illegale dei rifiuti speciali e pericolosi da parte delle ecomafie, soprattutto in Campania. Si stima che in Italia siano oltre 154 mila gli ettari di terreno contaminati dagli inquinanti più pericolosi. L approvazione del piano nazionale per la bonifica di queste aree non ha sortito, però, grandi effetti. Continuano a essere ancora tante le fabbriche italiane che inquinano, come ad esempio quelle che usano il mercurio nella cella elettrolitica degli impianti chimici per produrre il cloro e la soda. La riconversione di questi impianti è chiesta ormai a gran voce dagli ambientalisti che hanno lanciato la campagna Zero mercury, coordinata dall Eeb (European Environmental Bureau), il network delle associazioni ambientaliste europee. Degli 8 impianti cloro-soda ancora attivi nel nostro Paese, solo 2, quello di Assemini (Cagliari) e quello della Solvay di Rosignano (Livorno), sono stati riconvertiti alla tecnologia a membrana. Tutti gli altri, compreso quello di Porto Marghera, continuano ad usare indisturbati il mercurio. L AUTORE Roberto Caccuri è nato a Lodi nel 1975 e vive a Roma. Dal 2000 fa parte dello staff dell agenzia fotografica Contrasto Segue soprattutto temi legati all ambiente e all inquinamento, in Italia e all estero. Nel settembre 2004, il suo reportage sui cantieri delle linee ferroviarie ad Alta Velocità è stato esposto alla IX Mostra internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, presso la Fondazione Querini Stampalia e pubblicato poi nel libro Sguardi su una grande opera, edito nel 2006 da Electa. Sempre nel 2004 ha partecipato al progetto 36 ore in 100 città, Bnl per Telethon, in cui ha raccontato con altri colleghi di Contrasto le iniziative legate alla raccolta di fondi per la ricerca, divenuto poi un libro edito da Contrasto Extra e Bnl. Nel marzo 2007 ha partecipato alla mostra Italia, un emozione Verde, allestita dal mensile Geo alla fondazione Forma, Centro Internazionale di Fotografia di Milano, sui temi dell ambiente e dei progetti di sviluppo eco-compatibile all avanguardia nel territorio italiano. Nel 2007 ha realizzato per l Enel un ampio reportage per l annual report, raccontando il lavoro e la produzione di energia alternativa e tradizionale in tredici nazioni. All autore Valori aveva già riservato il suo portfolio fotografico sul numero che proponeva il dossier sulle aree dismesse (n.52, settembre 2007). Stabilimento Ilva: al calare della sera aumentano gli scarichi dei fumi industriali. Emissioni tossiche nella zona siderurgica. Il polo è sviluppato a fianco della città, in modo particolare nel quartiere popolare di Tamburi. Le norme di sicurezza per lo stoccaggio delle polveri minerarie non vengono osservate per ridurre i costi di produzione e i fumi tossici degli altoforni non vengono filtrati come invece prevede la legge. Taranto, 2001 > Emergenza ambientale 8 valori ANNO 8 N.57 MARZO 2007 ANNO 8 N.57 MARZO 2007 valori 9

6 fotoreportage ROBERTO CACCURI / CONTRASTO Nella foto grande, l acqua piovana si mescola ai rifiuti industriali della centrale elettrica dell Eni. Sopra, dall alto in basso: bovini al pascolo vicino allo stabilimento, i rifiuti tossici prodotti nelle miniere di Campiano inquinano il fiume Merse e gli effetti devastanti sulla natura circostante. Grosseto, 2001 > Emergenza ambientale 10 valori ANNO 8 N.57 MARZO 2007 ANNO 8 N.57 MARZO 2007 valori 11

7 fotoreportage ROBERTO CACCURI / CONTRASTO Nella foto grande, una nave mercantile per il trasporto di sostanze chimiche ormeggiata lungo il canale industriale ovest, di fronte a una raffineria. Si stima che 80 milioni di metri cubi di sostanze tossiche siano state scaricate nella laguna e che circa 6 milioni di metri cubi di terreno contaminato siano da rimuovere dal fondo dei canali. Sopra, dall alto in basso: pensionati pescano il cefalo in un canale di scarico dell Enichem, una vasca di cemento nell area dell ex azienda chimica Agrimont che raccoglie terreni radioattivi provenienti dalla bonifica e una montagna di rifiuti ferrosi accumulata lungo una banchina. Porto Marghera (Ve), 2001 > Emergenza ambientale 12 valori ANNO 8 N.57 MARZO 2007 ANNO 8 N.57 MARZO 2007 valori 13

8 fotoreportage ROBERTO CACCURI / CONTRASTO Nella foto grande, il centro di trattamento Idea granda, società mista Pirelli e Azienda Consorzio Smaltimento Rifiuti, dove viene prodotto il combustibile Cdr-p a partire dai rifiuti solidi urbani: stoccaggio di componenti a base di gomma e plastica non clorurata necessari alla produzione. Sopra, dall alto in basso: la spiaggia vicino alla raffineria petrolifera Api, l mpianto petrolchimico e di incenerimento rifiuti dell Enichem e una discarica tra i boschi protetti sulla costa molisana. Cuneo, 2003 / Falconara Marittima (An), 2001 / Mantova, 2001 / Campomarino (Cb), 2002 > Emergenza ambientale 14 valori ANNO 8 N.57 MARZO 2007 ANNO 8 N.57 MARZO 2007 valori 15

9 a cura di Paola Baiocchi, Andrea Baranes, Andrea Barolini, Paolo Fusi, Mauro Meggiolaro e Elisabetta Tramonto dossier Carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico) durante un ispezione investigativa in una discarica di rifiuti urbani a cielo aperto. Roma, 2002 La lavatrice della porta accanto >18 I 39 metodi per lavare il denaro sporco >18 Intrappolati in un economia canaglia >20 Macao meravigliao. Un paradiso dove tutto è possibile >22 La mappa delle lavanderie nel mondo >24 Come non pagare le tasse e vivere felici >26 ROBERTO CACCURI / CONTRASTO Riciclare ad arte I soldi sporchi si lavano... vicino a casa Gli Usa hanno leggi restrittive. Russia, Cina ed Europa meno. Cambiano i circuiti del riciclaggio. Si spostano dove lavare è più semplice, protetti da scarsi controlli e dal segreto bancario 16 valori ANNO 8 N.57 MARZO 2008 ANNO 8 N.57 MARZO 2008 valori 17

10 dossier finanza sporca La lavatrice della porta accanto di Mauro Meggiolaro L a mela non cade mai lontano dall albero. Come i soldi sporchi non vengono quasi mai lavati lontano dalla fonte di produzione. Trafficanti di droga e di armi, mercanti di schiavi, ricettatori, si trovano a loro agio vicino a casa. È lì che di solito effettuano il placement, il prelavaggio dei contanti, prima di reintegrarli nell economia pulita (vedi BOX ). Dimenticatevi per un momento i coralli delle Bermuda e le acque trasparenti delle Bahamas. Le più grandi lavanderie di denaro del Pianeta si trovano negli Stati Uniti, in Russia, in Cina e sempre di più nei Paesi europei. Solo in Italia, secondo le stime dell Eurispes, la ndrangheta contribuirebbe al 5% del PIL (prodotto interno lordo), Le più grandi lavanderie di denaro sporco non sono nelle isolette dei Carabi, ma nei grandi mercati finanziari dei Paesi sviluppati il doppio di quello prodotto dall intero settore agricolo. 36 miliardi di euro, legati per due terzi al traffico di droga, che rientrano in gioco attraverso il riciclaggio e si moltiplicano con l investimento in proprietà immobiliari, beni di lusso, attività finanziarie e commerciali. LE TRE TAPPE PRINCIPALI DEL LAVAGGIO DEL DANARO Al Capone. DOBBIAMO IL TERMINE lavaggio del denaro ad Al Capone, che copriva le entrate del contrabbando di alcolici, durante il proibizionismo degli anni 30, con l attività di una catena di lavanderie. Le tecniche per operare il lavaggio si sono molto raffinate e diversificate, ma le tappe per sbiancare il denaro sono fondamentalmente tre: A] PLACEMENT O PRELAVAGGIO Il denaro proveniente dal traffico della droga o da altri crimini, viene raccolto e portato in una banca o in un altra istituzione finanziaria. È la fase in cui più facilmente si può individuare il denaro sporco : infatti più sarà integrato nei flussi finanziari e più sarà difficile individuarlo. B] LAYERING O LAVAGGIO In questa fase il denaro viene spedito in giro per il mondo per far perdere le tracce delle origini illegali. I lavandai trasferiscono il denaro dalla propria banca a quella della società X. Dopo parecchi trasferimenti le somme arrivano alla banca di un paradiso fiscale, che concede un prestito alla società Y, che a sua volta rilascia una falsa fattura alla società X. A questo punto la società X, che può essere una lavanderia o un prestanome, ha ricevuto denaro la cui origine non è più rintracciabile. Nella fase del lavaggio il denaro può girare il globo più volte, in appena un paio d ore. C] INTEGRATION O INTEGRAZIONE Terminata la fase vorticosa del lavaggio, il prestanome può cominciare a parcheggiare permanentemente il denaro, acquistando beni di lusso come yacht, auto prestigiose, diamanti, immobili oppure può investire nel mercato reale o nel settore finanziario. schede a cura di Paola Baiocchi I 20 PAESI AL MONDO IN CUI SI RICICLA PIÙ DENARO SPORCO dossier finanza sporca TABELLA 1 POSIZIONE PAESE % DEL RICICLAGGIO GLOBALE DENARO RICICLATO IN MILIONI DI DOLLARI* 1 STATI UNITI 18,9% ISOLE CAYMAN 4,9% RUSSIA 4,2% ITALIA 3,7% CINA 3,3% ROMANIA 3,1% CANADA 3,0% CITTÀ DEL VATICANO 2,8% LUSSEMBURGO 2,8% FRANCIA 2,4% BAHAMAS 2,3% GERMANIA 2,2% SVIZZERA 2,1% BERMUDA 1,9% PAESI BASSI 1,7% LIECHTENSTEIN 1,7% AUSTRIA 1,7% HONG KONG 1,6% GRAN BRETAGNA 1,6% SPAGNA 1,2% * STIME BASATE SUL MODELLO DI ATTRAZIONE GRAVITAZIONALE DEI FLUSSI DI DENARO SPORCO DI JOHN WALKER (1998) E SULLE IPOTESI DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE, SECONDO CUI LA FINANZA NERA VARREBBE COMPLESSIVAMENTE MILIARDI DI DOLLARI. L Europa lava più bianco Mentre gli Stati Uniti, dopo l 11 settembre, hanno approvato norme restrittive che rendono più difficile l ingresso del denaro sporco, l Europa sta diventando, in misura sempre maggiore, la meta preferita dell economia criminale. Il merito è anche dell euro. «La nuova valuta unificata offre alle organizzazioni già attive nel riciclaggio opportunità di crescita e guadagni inaspettati», spiega Loretta Napoleoni (vedi INTERVISTA ). Se un tempo la ndrangheta lavava pacchi di banconote di diverse valute negli uffici di cambio per turisti pagando laute commissioni, oggi, con la moneta unica, tutto è diventato più facile. E i risultati si vedono a occhio nudo. «I dati della Guardia di Finanza dimostrano che dal 2001 al 2004 il riciclaggio di denaro in Italia è aumentato del 70%», continua la Napoleoni. «In Europa, l assenza di una legge simile a quella statunitense si è dimostrata provvidenziale per le organizzazioni criminali». L invasione dei taxi finanziari Ma non c è solo l euro. C è anche un ambiente finanziario sempre più favorevole al lavaggio di denaro, creato dall espansione senza precedenti dei mercati negli ultimi vent anni. «Negli anni Ottanta il 50% delle operazioni finanziarie mondiali erano sottoposte a livelli elevati di regolamentazione», spiega Donato Masciandaro, ordina- FONTE: WALKER (1998) E UNGER (2007) IN D. MASCIANDARO, E. TAKÀTS, BRIGITTE UNGER, BLACK FINANCE. THE ECONOMICS OF MONEY LAUNDERING, EDWARD ELGAR, 2007 A] TECNICHE DELLA FASE DEL PLACEMENT (PRELAVAGGIO) B] TECNICHE DELLA FASE DI LAYERING (LAVAGGIO) 1. SMINUZZAMENTO E CONSOLIDAMENTO (SMURFING AND STRUCTURING) Si usa per importi non molto grandi di danaro sporco, che viene ridotto in versamenti più piccoli restando al di sotto degli obblighi di denuncia. In Olanda, per esempio, il limite è di 15mila euro: per pulire 1,5 milioni di euro si dovranno, quindi, effettuare più di 100 versamenti. 2. MASCHERAMENTO (CAMOUFLAGE) Per introdurre grosse somme nel circuito bancario sono molto utilizzati i falsi passaporti. Sui siti internet specializzati, i documenti più richiesti sono quelli veri, di Paesi che non esistono più come l Honduras britannico. Un passaporto falso costa circa 1000 dollari. 3. CONTRABBANDO DI VALUTA (CURRENCY SMUGGLING) l contante è depositato in banche di Paesi con leggi blande contro il riciclaggio. Da una prima banca offshore, riparte verso un altra banca offshore. Ripulito entra nel circuito ufficiale. Svantaggi: il contante è pesante e difficile da dissimulare, si può facilmente essere scoperti. Di solito viene nascosto in bare, auto, barche o bombole di ossigeno per sportivi. 4. TRAVELLERS CHEQUES L acquisto di Travellers cheques con dirty money è una lucrosa tecnica di riciclaggio. Il vantaggio dei Tc è che possono passare i confini senza obbligo di segnalazione. Inoltre sono emessi da società rispettabili e si possono convertire in contante senza correre alcun rischio. 5. GIOCO D AZZARDO E CASINÒ (GAMBLING, CASINOS) I casinò sono utilizzati nella prima e nella terza fase del lavaggio: il danaro sporco può essere cambiato in fiches e, una volta riconvertito in contante, depositato in banca o trasformato in assegno. Ma un riciclatore può anche acquistare un casinò, formidabile fabbrica di contante, e far rientrare nei profitti il denaro sporco. Dovrà pagare le tasse, ma avrà una II copertura. Le vincite vengono trasferite dai casinò alle banche d appoggio: nel 2003 il Casinò olandese ha trasferito 17,5 milioni di euro sulle banche dei vincitori; 7,5 sono andati a 132 giocatori e risultano provenire da attività non registrate ai tavoli da gioco. La nuova frontiera dell azzardo è su internet, favorita dalla difficoltà dei controlli. 6. OPERAZIONI TRA BANCHE CORRISPONDENTI (CORRESPONDENT BANKING) Stabilendo una rete di relazioni internazionali tra banche, possono operare in aree dove non hanno giurisdizione. Le banche corrispondenti possono essere delle porte girevoli per far entrare fondi illegali nei circuiti regolari, soprattutto attraverso Paesi che non collaborano nella lotta al riciclaggio. 7. ASSEGNI E TRATTE BANCARIE (BANK CHEQUES AND BANK DRAFTS) Gli assegni, ma soprattutto le tratte bancarie, usate per trasferire fondi tra persone o giurisdizioni, non vanno denunciate e non richiedono identificazione se non superano determinati limiti (tra i 10 e 15 mila euro). 8. PAGAMENTI COLLETTIVI (COLLECTIVE ACCOUNTS) Un professionista stimato dalle istituzioni bancarie, può pagare ingenti somme a persone differenti che, naturalmente, sono d accordo con il riciclatore. >> 9. CONTI DI PASSAGGIO (PAYABLE-THROUGH ACCOUNT) Il riciclatore deve avere un conto in una banca straniera, che ha un sistema di conti di passaggio verso banche di altri Paesi, per esempio gli Usa. Questi conti permettono di condurre affari nel secondo Paese, senza sottostare alle sue regole bancarie. 18 valori ANNO 8 N.57 MARZO 2008 ANNO 8 N.57 MARZO 2008 valori 19

11 dossier finanza sporca dossier finanza sporca >> B] LAVAGGIO 10. PRESTITI CON POCHI O SENZA INTERESSI (LOAN AT LOW OR NO INTEREST RATES) Si possono trasferire ingenti somme ad altre persone, anche senza l appoggio di conti bancari. I prestiti verranno restituiti poco alla volta, senza superare i limiti di segnalazione. Chi riceve il prestito quasi sempre sa della provenienza dubbia del denaro, ma non ne fa parola, godendo dei benefici degli interessi preferenziali. 11. PRESTITO PARALLELO (BACK-TO-BACK LOANS) Due aziende si prestano valuta: una società Usa presta dollari a una inglese negli Usa e riceve l equivalente in sterline. Il sistema serve per riciclare prestando, per esempio, contante in Paraguay, che sarà poi trasferito in Svizzera e usato a garanzia per l acquisto di un immobile in Olanda. 12. UFFICI DI CAMBIO (MONEY EXCHANGE OFFICES) Il denaro può essere lavato attraverso uffici di cambio corrotti, che non sollevano problemi sulle quantità di contante cambiato. Oppure il riciclatore può essere il proprietario di un money exchange e incorporare il denaro sporco ai profitti generati dal cambio. Pagare le tasse su queste entrate ne legittima la provenienza. 13. UFFICI DI TRASFERIMENTO DEL DENARO (MONEY TRANSFER OFFICES) Sembrano avere un ruolo rilevante nel riciclaggio di denaro. Questi trasferimenti di valuta, veloci e non molto costosi, pare siano usati soprattutto per la tratta degli immigrati e delle donne. I controlli sono diversi a seconda dei Paesi. 14. MERCATO ASSICURATIVO (INSURANCE MARKET) Un sistema di riciclaggio passa dalle polizze di assicurazione di beni veri o falsi, attraverso broker disonesti o ignari. Riscuotere i premi può essere un modo per restituire contanti al riciclatore che, per ridurre il rischio di essere scoperto, deve accertarsi che i reclami fatti non diminuiscano il profitto dell assicuratore. 15. VENDITE E ACQUISTI FITTIZI (FICTITIOUS SALES AND PURCHASES) Società di copertura producono documenti di vendita e d acquisto falsi verso altre società, senza che le organizzazioni legittime ne siano a conoscenza. I falsi documenti nascondono le entrate illegali. 16. FALSA FATTURAZIONE (FAKE INVOICING) Si creano false fatture per quantità elevate di merce di poco valore e poi si inverte la procedura per dissimulare i guadagni. È una tecnica molto difficile da scoprire, utilizzata soprattutto nell import-export. 17. SOCIETÀ DI COPERTURA (SHELL COMPANIES) Aziende senza scopo commerciale, che servono per celare i veri beneficiari degli affari e dei beni posseduti. La maggior parte delle società di copertura ha sede in Paesi conosciuti per la rigidità del segreto bancario o per le blande leggi antiriciclaggio. 18. UFFICI DI FIDUCIA (TRUST OFFICES) Forniscono consulenza legale o fiscale alle società straniere che non svolgono attività commerciali in quel Paese, ma che vi hanno sede per approfittare delle vantaggiose tasse sui diritti d autore e sui dividendi (come in Olanda). La loro quantità è molto diminuita da quando nel 2003 sono state messe sotto il controllo della Banca Centrale. 19. ENTITÀ FINANZIARIE DESTINATE A SCOPI SPECIALI (SPECIAL PURPOSE ENTITIES O SPECIAL PURPOSE VEHICLES) Società che hanno sede all estero, sulle quali si fanno arrivare guadagni da un altro Paese, per ridistribuirli in una terza nazione. Le multinazionali usano spesso le SPEs per il trasferimento di fondi monetari interni, attraverso compagnie sussidiarie. >> rio di Economia della regolamentazione finanziaria all Università Bocconi di Milano. «Oggi siamo scesi al 20%, non perché sia cresciuta la finanza criminale, ma perché è cresciuto l intero sistema finanziario ed è diventato sempre più complicato e più difficile da monitorare». Basti pensare al ruolo delle SPEs (Special Purpose Entities), entità finanziarie destinate a scopi speciali. Scatole societarie costruite apposta per adempiere a una sola funzione, che possono durare un giorno, un mese, un anno e poi scomparire nel nulla. Dei veri e propri taxi finanziari sui quali si sale per gestire attività di varia natura, rigorosamente al di fuori dei bilanci aziendali. Sulle SPEs si possono far confluire flussi di liquidità che si desidera sottrarre alla tassazione o alla contabilità, oppure montagne di mutui spazzatura, com è successo con i subprime. Già usate con profitto dal Banco Ambrosiano, da Parmalat, Enron e dalla famigerata banca londinese BCCI, le SPEs oggi sono diventate una prassi per migliaia di grandi corporation a New York e a Londra, in Lussemburgo, in Irlanda, in Olanda o nelle isole dei Carabi. «L ammontare UN ESPRESSIONE ANTICA. Prima che George W. Bush nel 2002 la usasse per indicare gli Stati del cosiddetto asse del male (gli stati canaglia, tradotto dall inglese rogue states ), lo avevamo sentito solo in di Elisabetta Tramonto qualche film western. È anche un termine ambiguo: non positivo, ma neanche del tutto negativo. Per questo Loretta Napoleoni ha scelto di usarlo per il titolo del suo libro, Economia canaglia, che però descrive situazioni gravissime: riciclaggio di denaro, criminalità, schiavitù, arricchimento dei ricchi e impoverimento dei poveri. Perché dunque usare il termine canaglia e non uno più negativo? Perché spesso si tratta di azioni che non violano alcuna totale dei trasferimenti internazionali verso le SPEs è talmente elevato circa otto volte il PIL dei Paesi Bassi che non viene incluso nei calcoli delle bilance dei pagamenti nazionali», ha dichiarato Brigitte Unger, docente di Economia Pubblica all Università di Utrecht. L Italia quarta lavanderia del mondo Vista l impossibilità di definire con certezza la vera entità del riciclaggio di denaro nel mondo, la professoressa Unger ha recentemente rielaborato un modello (creato dal ricercatore australiano John Walker nel 1998) per stimare la quota di denaro sporco riciclato da ogni Paese, usando la teoria gravitazionale. Nel modello, la capacità di uno Stato di attrarre e lavare i proventi delle attività criminali è direttamente proporzionale al PIL pro capite, alla riservatezza delle operazioni bancarie e al volume dei depositi finanziari. Altri fattori considerati cruciali sono le politiche antiriciclaggio e la distanza tra il luogo di produzione del denaro sporco e il luogo in cui viene lavato. Applicando il modello gravitazionale, già utilizzato con successo in altri legge, pur essendo anti-etiche e provocando danni e ingiustizie enormi. Con la globalizzazione e le nuove tecnologie, l economia ha iniziato a correre e la politica non è riuscita a starle dietro, ne ha perso il controllo. Si è creata una zona grigia, all interno della quale le canaglie, anche per intelligenza e furbizia, sono riuscite ad approfittare delle maglie larghe della legalità, traendo profitti con azioni criminali, non necessariamente illegali, o comunque difficili da portare alla luce. La globalizzazione quindi ha agevolato i crimini finanziari? Ha reso tutto più facile, veloce ed economico. Prendiamo il riciclaggio di denaro sporco. Un tempo richiedeva costi notevoli e un certo numero di giorni. Oggi basta ambiti economici, i risultati sono inquietanti. «I primi destinatari di denaro sporco risultano essere Paesi di una certa dimensione, con economie ben sviluppate, non piccole isole o centri offshore come siamo abituati a pensare», spiega Brigitte Unger. In testa ci sono gli Stati Uniti, con il 18,9% del denaro riciclato globalmente (in tutto miliardi di dollari, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale), seguiti dalle Isole Cayman, dalla Russia e dall Italia. All ottavo posto compare Città del Vaticano, che precede il Lussemburgo, la Francia e le Bahamas. «Il riciclaggio ha un impatto notevole sull economia, la società e la politica»,continua la Unger. «Condiziona le attività commerciali, incide sul livello dei prezzi, sullo sviluppo e sull occupazione. Pregiudica la stabilità dei mercati finanziari». Per combatterlo con efficacia serve una forte volontà normativa a livello internazionale. Secondo gli studi di Donato Masciandaro e Brigitte Unger, una regolamentazione efficace potrebbe far crescere in breve tempo del 25% il costo del riciclaggio, distruggendo oltre 280 miliardi di dollari prodotti dall economia nera.. Intrappolati in un economia canaglia Dopo il successo di Terrorismo Spa, un nuovo libro di Loretta Napoleoni. La politica ha perso il controllo dell economia, che può compiere crimini, anche senza violare la legge. Loretta Napoleoni. riempire un tir di contanti e farlo girare da un Paese all altro in Europa. Non ci sono barriere né praticamente controlli. L 80% del riciclaggio avviene in contanti. E l euro, una moneta unica in tutta Europa, ha facilitato gli spostamenti, eliminando anche i rallentamenti e i costi legati al cambio. Ci sono nuovi metodi oggi per riciclare denaro? Nuovi metodi e nuovi circuiti, reali e virtuali. Dopo l 11 settembre gli Stati Uniti hanno reso più difficile la circolazione di denaro sporco, che si è spostata in Europa. Internet poi è una lavanderia ideale, basti pensare al gioco d azzardo on line. Per quanto riguarda i metodi, poi, il più nuovo e semplice è la contraffazione. Dalle borsette ai medicinali, IL SISTEMA SOCIÉTÉ GÉNÉRALE? LAVANDERIA E SOLDI SOTTO IL MATERASSO VI SEMBRA POSSIBILE CHE JÉRÔME KERVIEL, questo Charlie Brown della finanza addetto ai plain vanilla - come vengono chiamate delle semplici operazioni sui futures - sia riuscito in completa solitudine a far vacillare i mercati europei e la terza banca francese? Kerviel parla e agli inquirenti illustra un ingranaggio ben rodato, in cui i suoi superiori non potevano non sapere che aveva superato le autorizzazioni e illustra alcuni normali trucchi del sistema per aggirare i controlli: per esempio la tecnica del materasso, che dissimula su più esercizi gli utili (o le perdite) raggiunte. Insomma - dice Kerviel - lui avrebbe lavorato solo negli interessi della banca, incoraggiato dai suoi superiori a correre dei rischi, a conoscenza del fatto che: «Se va bene, ha le gambe; ma se ti fai scoprire, ti impicchiamo». Un sistema per creare soldi dal niente addirittura più legale di quello per cui Société Générale è già stata pizzicata : il suo presidente in carica, Daniel Bouton, è accusato nel processo Sentier II, da poco iniziato, di aver lasciato prosperare un vasto traffico di assegni falsi tra Francia e Israele alla fine degli anni 90, circa sette milioni di euro trasmessi dall Israele Discount Bank e cambiati dalla banca francese, nonostante Société Générale sapesse «che questo flusso era di provenienza criminale». Un sistema di riciclaggio di cui Bouton afferma di non essere a conoscenza, nonostante siano stati trovati documenti indirizzati al consiglio d amministrazione, intitolati: Affaire du Sentier, rischio di controllo della Société Générale per riciclaggio. Ora una nuova indagine interna, conclusa nel dicembre 2007 dalla sezione antifrode della banca e consegnata alla Tracfin (il servizio antiriciclaggio di Bercy) rileva delle anomalie in almeno 900 conti, aperti a Parigi e provincia, che farebbero capo alla società di investimento di due fratelli russi, nell orbita degli oligarchi di stanza a Londra: Roman Abramovitch, Oleg Deripaska e Lev Tchernoy. Negli ultimi due anni su questi conti sarebbero transitati centinaia di milioni di euro di dubbia origine, investiti in grandi progetti immobiliari a Parigi e in Costa Azzurra. «Finché si guadagna e la cosa non si vede troppo, non se ne parla» (dichiarazione di Jérôme Kerviel alla polizia). Pa.Bai. 20 valori ANNO 8 N.57 MARZO 2008 ANNO 8 N.57 MARZO 2008 valori 21

12 dossier finanza sporca dossier finanza sporca >> B] LAVAGGIO 20. OPERAZIONI BANCARIE SOTTERRANEE (UNDERGROUND BANKING) Tutte le operazioni finanziarie che si svolgono al di fuori degli ambiti bancari regolati. I clienti tipo sono immigrati illegali o regolari, ma con condizioni di lavoro poco chiare. In questi circuiti in cui si mescolano familiarità, riservatezza e controllo informale, passa anche il lavaggio del denaro e il finanziamento al terrorismo. 21. MERCATO NERO DI VALUTA ESTERA (BLACK MARKET OF FOREIGN CURRENCY) I riciclatori usano il mercato nero sia per non correre i rischi nel trasportare ingenti somme, sia per evitare di depositare grandi quantità di valuta estera nelle banche del proprio Paese. II >> C] TECNICHE DELLA FASE DELL INTEGRAZIONE (THE INTEGRATION) 22. INVESTIMENTI NEL MERCATO DEI CAPITALI (CAPITAL MARKET INVESTMENTS) Il riciclatore può investire il denaro in assets finanziari, soprattutto azioni e bonds a basso rischio. In questa fase gli assets sono ancora abbastanza fluidi e possono essere riconvertiti rapidamente in contante. 23. DERIVATI (DERIVATIVES) Possono essere comprati dal riciclatore per investire i liquidi in attività legali, magari attraverso un broker. I derivati sono molto più rischiosi degli strumenti finanziari tradizionali. 24. ACQUISTO DI BENI IMMOBILI (REAL ESTATE ACQUISITION) Il lavandaio può investire i proventi illegali in beni immobili che difficilmente si svalutano. Gli occorre un agente immobiliare disposto a non tener conto del fatto che voglia pagare in contanti un bene molto costoso. Gli immobili possono essere venduti subito dopo per dimostrare una fonte legittima di contanti. 25. L INDUSTRIA DELLA RISTORAZIONE (THE CATERING INDUSTRY) In questo settore i riciclatori investono spesso perché è una fonte di contante quasi come i casinò: sia il pagamento del lavoro dei dipendenti (spesso senza contratto) che gli incassi avvengono in contante, che copre così le entrate illegali. 26. IL MERCATO DELL ORO (THE GOLD MARKET) L oro ha il vantaggio di un buon rapporto tra peso e redditività, quindi rappresenta una delle tipologie più semplici e più efficaci di riciclaggio, sia in lingotti che lavorato. Viene usato nel circuito del lavaggio del denaro proveniente dal narcotraffico, dal crimine organizzato e dal commercio illegale di merci. 27. IL MERCATO DEI DIAMANTI (THE DIAMOND MARKET) I diamanti, come l oro e altre gemme, hanno un alto valore aggiunto in un piccolo formato. Sono, cioè, facilmente nascondibili e trasportabili, inoltre possono essere commercializzati in tutto il mondo. Per queste caratteristiche all interno del mercato dei diamanti la criminalità ha molte ramificazioni. 28. ACQUISTO DI GIOIELLI (BUYNG JEWELS) 1,2 miliardi di dollari sono stati recuperati nel 2003 a Los Angeles, nell operazione La Mina, ricavati delle vendite all ingrosso e al minuto di gioielli, provenienti dal lavaggio del denaro dei narcotrafficanti colombiani. 29. ACQUISTO DI BENI DI CONSUMO PER L ESPORTAZIONE (PURCHASE OF CONSUMER GOODS FOR EXPORT) Il riciclatore compra beni di consumo come televisioni o elettrodomestici, che possono essere tranquillamente esportati e venduti all estero, generando profitti legali. LIBRI Economia canaglia Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale Loretta Napoleoni il Saggiatore, 2008 un business miliardario e un modo perfetto per canalizzare i proventi dei crimini e, anzi, moltiplicarli. Ma non si può intervenire per interrompere questi traffici? È difficile, proprio perché la politica è rimasta indietro e non ci sono leggi internazionali efficaci. Il riciclaggio avviene sotto i nostri occhi. Nel mercato immobiliare ad esempio. Il centro di Roma è sempre più in mano a stranieri super ricchi, oligarchi ed esponenti della mafia russa, che comprano case in contanti per riciclare denaro sporco. Ci sono agenti immobiliari disposti a eseguire queste transazioni e c è una rete di avvocati e commercialisti europei che le permettono. Le autorità ne sono al corrente, ma non riescono a smascherarli perché le leggi li proteggono. In che senso la legge protegge i traffici illegali? Torniamo al problema iniziale: oggi l economia è globalizzata, la politica no. Il denaro, pulito o sporco, può circolare rapidamente, ripulendosi da un passaggio all altro. La legge invece è ingabbiata nei singoli Paesi. Se un carico di droga viene venduto in Spagna, il IMIEI SOLDI LI PORTO A MACAO. Una cosa del genere non me l ha mai detta nessuno. A San Marino, Montecarlo, Lussemburgo, Panama o Tortola. Ma a Macao no. Eppure è uno dei Paesi offshore più incredibili. Nel dicembre del 1999 di Paolo Fusi Macao è tornato alla Cina. Il Portogallo ha ancora una forte rappresentanza in loco ed il portoghese è una delle lingue nazionali, ma dal punto di vista sostanziale Macao è Cina. Una componente multietnica e multiculturale che male si armonizza con il resto del Paese. Qui, più ancora che guadagno in contanti può essere caricato su un camion e portato fino in Olanda, senza che nessuno lo fermi, né lo sappia. Zapatero e la polizia spagnola ha giurisdizione fino al confine, poi diventa tutto più lento e difficile. La ndrangheta, invece riesce ad arrivare dappertutto e ad approfittare della globalizzazione. Chi trae vantaggio da tutto questo? Oltre alla criminalità organizzata, anche i super ricchi, gli oligarchi russi, gli hedge funds americani, che non violano alcuna legge, ma si comportano in modo non etico. E chi, invece, ci perde? Noi tutti, come consumatori, perché non abbiamo gli strumenti per approfittare di questa economia canaglia ma, al contrario, veniamo derubati. E anche come elettori perché ci vendono messaggi falsi, a cui siamo disposti a credere, perché ci tranquillizzano. Noi siamo le vittime, ma anche le cause. ad Hong Kong, la dirigenza cinese ha trovato clan con un potere enorme, attaccabili solo militarmente. Pechino però ha deciso di non cambiare gli equilibri e di trasformare Macao nella sua porta esclusiva offshore per gli affari in Africa, Europa ed Estremo Oriente. Un utile caos Macao quindi è un caos: da un lato i casinò costruiti da Steve Wynn e Sheldon Adelson, i bordelli, le banche fetecchia, gli sportelli della hawala e della Western Union, tutto aperto 24 ore su 24. Dall altra una Cioè involontariamente anche noi contribuiamo alla finanza nera? Sì, nei piccoli gesti quotidiani. Ogni volta che compriamo una falsa borsetta di Gucci alimentiamo un sistema malato. Perpetuiamo l idea che sia un bene desiderato e facciamo aumentare i prezzi. O quando compriamo del pesce al supermercato, incentiviamo la pesca di frodo nel mar Baltico. O acquistando una maglietta da un euro al mercatino sosteniamo l industria del falso cinese. Che cosa possiamo fare per spezzare questo circolo vizioso? Niente, è una sorta di enorme matrix, come il film, una realtà di illusioni che ci imprigionano e che non possiamo cambiare. Possiamo solo prenderne coscienza. È l unico modo per essere liberi. E i politici, i governi possono fare qualcosa? Purtroppo no, nessuno in Occidente ha le armi per cambiare le cose. Siamo arrivati a un punto in cui non possiamo più tornare indietro. La situazione peggiorerà e, poi, la soluzione verrà da Oriente. Dalla Cina e dalla finanza islamica, che porrà regole e limiti morali e religiosi alla finanza sregolata di oggi. Non dobbiamo tentare di arginare questo processo, solo osservarlo in modo consapevole.. Macao meravigliao. Un paradiso dove tutto è possibile terra contadina, congelata nel periodo del colonialismo e arroccata sulla sua cultura meticcia cino-portoghese. Pechino cerca di tenere tutto sotto controllo, ma non ci riesce. L unico atto che la Cina è riuscita a concludere è stata la condanna a 27 anni di prigione dell ex ministro dei Trasporti e delle Costruzioni pubbliche, Ao Man Long, che tra il 1999 e il 2006 (gli anni del suo mandato) ha messo insieme 800 milioni di patacas (la moneta di Macao si chiama proprio così), la bella cifretta di circa 69 milioni di euro. Li ha messi insieme dando permessi di costruzione a 76 bighelloni stranieri. I cinesi che l hanno corrotto FALSE BORSE GRIFFATE VERE LAVANDERIE PER SOLDI SPORCHI UN COMPACT DISC MASTERIZZATO ILLEGALMENTE e il traffico internazionale di droga hanno in comune molto più di quanto si creda. Secondo un rapporto dell agenzia Onu per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (Unicri), il commercio di falsi genera un giro d affari mondiale di oltre 200 miliardi di dollari all anno. In prima linea ci sono le Triadi cinesi, la Yakuza giapponese, la mafia russa e la camorra italiana. «Il traffico di merci contraffatte spiega l Unicri svolge per la criminalità organizzata un ruolo duplice: è una fonte di finanziamento per le attività illecite e una via per riciclare denaro sporco». Nel 2002 negli Usa un indagine su alcuni trafficanti di droga portò a rivelare che gli stessi gruppi criminali dediti allo spaccio si occupavano anche della vendita di beni taroccati. Nel 2002 in Messico le autorità scoprirono che i proventi del commercio dei falsi venivano riciclati nel traffico di droga e nello sfruttamento della prostituzione. La Direzione investigativa antimafia di Roma tre anni fa ha scoperto un organizzazione dedita al riciclaggio attraverso il commercio di beni contraffatti. La polizia ceca nel 2001 ha sequestrato al confine con la Polonia tir pieni di cd pirata e narcotici, a conferma della stretta relazione tra contraffazione, riciclaggio e altre attività illecite. Cd, magliette, scarpe e borse falsificate, dunque, sono veri e propri assett dell industra criminale organizzata, capaci di riunire numerose organizzazioni criminali in coalizioni, in grado di controllare giganteschi flussi finanziari. A.B. Una costola della Cina, rifugio per denaro che scotta, sintesi di come la finanza mondiale abbia deciso di dare il benvenuto ai soldi del crimine, per sostenere una traballante economia planetaria. non sanno nemmeno dove siano finiti i soldi. Lui deve essere d esempio. Una burla, non per il fatto che 27 anni di galera siano uno scherzo. Ma i soli 30 milioni di dollari sequestrati sui suoi conti bancari dimostrano che nessuno, nemmeno i cinesi, è in grado di controllare il mercato offshore di Macao. Un mercato in cui il fiduciario parla cinese, giapponese, arabo e portoghese. Quanto sia strategico lo si capisce senza essere esperti. Macao non solo ricicla i soldi di investimenti sporchi provenienti dalle mafie dell intera Asia (e probabilmente dell intero Pianeta) ma anche i miliardi di euro che arrivano dall e- PAG valori ANNO 8 N.57 MARZO 2008 ANNO 8 N.57 MARZO 2008 valori 23

13 dossier finanza sporca dossier finanza sporca PARADISI FISCALI: LE LAVANDERIE DEL DENARO DA RIPULIRE IPOTESI DI COMPLOTTO Gli attuali meccanismi che consentono alle imprese di eludere il fisco sono esattamente gli stessi che facilitano crimini quali il riciclaggio, la corruzione, i traffici di droga, di armi o di esseri umani. 1 BELIZE ISOLE CAYMAN USA Negli Usa sono state inventate le Limited Liability Corporation (LLC), compagnie che non hanno alcun obbligo fiscale. Simili alle LLP inglesi, sono un ibrido tra imprese tradizionali e partnership, e possono essere possedute anche da non residenti. Particolarmente diffuse abbondanti in Wyoming, Nevada e soprattutto il Delaware, dove è possibile usufruire di ulteriori vantaggi e flessibilità fiscali. PORTOGALLO 1 BAHAMAS NEW YORK [USA] ISOLE TURKS E CAICOS BERMUDA ISOLE VERGINI AMERICANE ISOLE VERGINI BRITANNICHE ANGUILLA SAINT KITTS E NEVIS ANTIGUA E BARBUDA MONTSERRAT DOMINICA ARUBA SAINT LUCIA BARBADOS COSTA RICA SAINT VINCENT E GRENADINE PANAMA GRENADA ANTILLE OLANDESI 2 3 L Arcipelago di Madeira è a tutti gli effetti parte del Portogallo. Le imprese URUGUAI registrate su queste isole godono di enormi esenzioni fiscali, che non saranno riviste prima del Madeira ha anche una delle poche giurisdizioni al di fuori del mondo anglosassone a riconoscere lo stabilimento di trust offshore. ISLANDA Le ITC (Islandic International Trading Company) sono compagnie di diritto islandese create con una legge del Pagano solo il 5% di imposte e possono essere create da cittadini di ogni nazionalità. Possono agire come intermediari nel commercio di servizi tra entità registrate al di fuori del territorio islandese. Le Limited Liability Partnership (LLP) possono operare senza alcun obbligo fiscale per le autorità della Gran Bretagna. I soci possono essere di qualunque nazionalità. Dipendono direttamente dalla Gran Bretagna le Isole della Manica (Jersey, Guernsey), Gibilterra, Isola di Man, e altri territori considerati tra i maggiori paradisi fiscali del pianeta. ISLANDA 4 2 ISOLA DI MAN IRLANDA GUERNSEY 5 6 SARK 7 E ALDERNEY JERSEY 8 LUSSEMBURGO SVIZZERA ANDORRA MONACO GIBILTERRA MADEIRA SPAGNA [MELILLA] [PORTOGALLO] LIBERIA CAMPIONE D ITALIA È un enclave italiana in territorio svizzero. È l unica zona italiana dove, per alcune transazioni e operazioni, vige la non imponibilità dell IVA. È parte del Canton Ticino dal punto di vista doganale, quindi si applicano le norme svizzere per quanto riguarda le transazioni e l importexport. Questo ed altri accorgimenti garantiscono notevoli agevolazioni fiscali per i residenti, ma anche per le società di persone registrate a Campione. SÃO TOMÉ E PRINCIPE IRLANDA Negli scorsi anni l Irlanda è stata duramente criticata dagli altri Paesi dell Unione Europea per i propri comportamenti in ambito fiscale, e in particolare per presunte elusioni delle norme sulla concorrenza in materia fiscale tra Paesi europei. Negli ultimi tempi il governo irlandese ha in parte rivisto la propria legislazione in materia per andare incontro alle richieste dell UE, anche se alcuni vantaggi, in particolare dal punto di vista fiscale, sono ancora presenti. LONDRA [REGNO UNITO] OLANDA BELGIO FRANCOFORTE [GERMANIA] LIECHTENSTEIN UNGHERIA 9 INGUSCEZIA [RUSSIA] 3 TRIESTE [ITALIA] CAMPIONE [ITALIA] REPUBBLICA TURCA MALTA CIPRO DI CIPRO NORD LIBANO TEL AVIV [ISRAELE] SUD AFRICA BAHRAIN DUBAI SOMALIA GRAN BRETAGNA SEYCHELLES MAURITIUS MALDIVE MACAO LABUAN [MALESIA] SINGAPORE OLANDA L Olanda ospita circa compagnie e imprese puramente nominali, senza alcuna presenza commerciale nel Paese. La Banca Centrale Olandese contava nel 2002 oltre società finanziarie per scopi speciali (SPEs). Molte di queste compagnie fungono da tramite tra le filiali delle imprese transnazionali presenti nei Paesi ad elevata tassazione e i paradisi fiscali veri e propri, e in particolare con compagnie nominali situate nelle Antille olandesi o in altri territori offshore. HONG KONG TAIPEI [TAIWAN] ISOLE MARIANA DEL NORD ISOLE MARSHALL BELGIO Ha un sistema fiscale ad elevata tassazione, ma offre vantaggi consistenti per alcune particolari operazioni. Le più rilevanti sono alcune esenzioni dalla tassazione dei capital gain o la possibilità di usufruire di meccanismi di sgravi chiamati Notional Interest Deduction (NID). Grazie a questi meccanismi è possibile, per holding straniere, ottenere consistenti riduzioni del carico fiscale. Il Belgio è anche l unico Paese al mondo, a parte la Cina, ad avere concluso un accordo bilaterale in materia fiscale con Hong Kong, con ulteriori vantaggi per le imprese presenti nelle due giurisdizioni. UNGHERIA Dal 1994 esiste in Ungheria una legge che permette di creare delle compagnie off-shore, note con l acronimo KFT. È possibile registrarle in modo da non fare risultare i dettagli circa la proprietà. Secondo il Tax Justice Network, associazione non profit belga che si batte per un'equa distribuzione della tassazione a livello internazionale, oltre 70 Paesi al mondo possono essere definiti paradisi fiscali. Sono Stati che facilitano l'evasione delle tasse applicando aliquote molto basse e garantendo la segretezza di tutte le operazioni. Accanto ai territori offshore (Isole Cayman, Bahamas, Isole del Canale, ecc...) si stanno sviluppando sempre di più nuove aree assimilabili ai paradisi fiscali sulla terra ferma (onshore), come a New York, a Londra, o in Paesi insospettabili come il Belgio, l'ungheria, l'islanda. 9 NAURU VANUATU TONGA SAMOA NIUE ISOLE COOK FONTE: TAX JUSTICE NETWORK, IDENTIFYNIG TAX HAVENS AND OFFSHORE FINANCE CENTRES Per i patiti delle coincidenze significative segnaliamo l intervista a Martin Baker, scrittore ed ex cronista finanziario dell International Herald Tribune, pubblicata su Le Temps, autorevole quotidiano della Svizzera romanda: Baker, nel suo romanzo Meltdown, uscito il 4 gennaio a Londra, racconta la storia di un trader francese che si sforza di nascondere le perdite prima di essere scoperto. La curiosità sulla coincidenza si fa più accesa scoprendo che Baker è marito di Nicola Horlick, che vanta una lunga carriera all interno di Société Générale, prima come consigliera particolare di Philippe Collas, direttore generale di SG Asset Management (Sgam) e poi come fondatrice e direttore generale della filiale britannica di Sgam. Baker assicura di essersi ispirato a qualcosa successo in passato nel sistema finanziario francese, e di aver scritto almeno tredici versioni del libro: «Curiosamente dice Baker nella dodicesima versione del libro parlo di investimenti sui Delta Quadrant, mentre Kerviel investiva nei Delta One». Preveggenza vera, come quella di mister Day, americano, membro del consiglio di amministrazione di Société Générale, che il 9 gennaio ha venduto 85,7 milioni di euro di titoli della banca prima che le quotazioni crollassero. Oppure, come dice il sito francese solidariteetprogres.org, tutte le strade portano a Londra? 24 valori ANNO 8 N.57 MARZO 2008 ANNO 8 N.57 MARZO 2008 valori 25

14 dossier finanza sporca dossier finanza sporca >> C] THE INTEGRATION 30. ACQUISTO DI MERCI DI LUSSO (AQUISITION OF LUXURY GOODS) Auto costose, superbarche e altri beni di lusso, possono essere comperati per uso personale o per esportazione: una delle qualità che rende attraenti questi prodotti è che una grande quantità di contanti può essere cambiata, senza sentirsi fare troppe domande dal venditore. 31. ATTIVITÀ MOLTO LIQUIDE (CASH-INTENSIVE BUSINESS) Nascondere le entrate illegali assieme a quelle di un attività che genera molto contante - come un ristorante o un ufficio di cambio - è una delle forme di lavaggio più vecchie: il denaro lecito e quello di origine criminale, vengono versati su un unico conto. 32. USARE LA VALUTA PER COMPLETARE UN OPERAZIONE APPARENTEMENTE LEGALE (USING CURRENCY TO SUPPLEMENT AN APPARENTLY LEGITIMATE TRANSACTION) Il riciclatore compra un bene da 500mila euro e lo paga con un bonifico da 300 più 200 mila euro in contanti, da traffici illegali, ma nascosti da un attività di copertura che produce molti liquidi, come un ristorante. 33. IMPORT-EXPORT (EXPORT IMPORT BUSINESS) Può essere usato per falsificare i prezzi delle importazioni; è una forma di falsificazione delle fatture, giocata sul sopravvalutare gli import e deprezzare l export. 34. ACQUISTO E CONTRABBANDO DI ARMI (ACQUISITION AND SMUGGLING OF ARMS) È particolarmente comune nei circuiti terroristici ed è esso stesso origine di guadagni illeciti, che poi devono essere lavati. I ricavi del commercio delle armi, con quelli del narcotraffico e del crimine organizzato, rappresentano le principali fonti di denaro destinato al lavaggio. II NUOVE POSSIBILITÀ DI RICICLAGGIO ATTRAVERSO INTERNET (NEW MONEY LAUNDERING RISK) 35. ATTIVITÀ BANCARIE ON-LINE (ON-LINE BANKING) Hanno reso più facile per i riciclatori condurre transazioni, perché possono mantenere l anonimato, evitando di andare in banca. 36. DENARO ELETTRONICO (E-CASH) È più difficile da tracciare rispetto al contante reale per la facilità con cui può girare il mondo senza essere identificato. Con i soldi smaterializzati i riciclatori non devono più preoccuparsi di depositare grandi somme di contante; ogni pagamento o versamento viene eseguito elettronicamente. 37. ORO ELETTRONICO (E-GOLD) Si può comprare o vendere oro su internet. Bisogna registrarsi, ma è comunque una forma anonima di riciclaggio del denaro. 38. CARTE TELEFONICHE PREPAGATE (PREPAID PHONE CARDS) Possono essere comprate con denaro sporco e poi usate per comprare in forma anonima su internet. Le possibilità di acquisto sono in costante crescita: la Dutch Banking Association ha stimato che in Olanda, nel 2004, il volume dei pagamenti attraverso internet è stato 2 miliardi di euro e 1 miliardo di euro gli acquisti con il telefonino. 39. SISTEMI RISERVATI (PROPRIETARY SYSTEMS) Pagamento o trasferimento di fondi gestiti da providers di servizi finanziari in tutto il mondo. Nel 2002 l United States Internal Revenue Service (Irs) ha valutato che Mastercard ha eseguito 1,7 milioni di transazioni offshore, su 230 mila conti, in almeno 30 Paesi che hanno un segreto bancario molto stretto. II vasione fiscale dei nuovi ricchi nei Paesi a più elevato tasso di crescita: Brasile, Angola, Cina, India. Per fare questo Macao offre addirittura fondi misti rispettosi della sharia e non. Baggianate, che servono solo di copertura ad operazioni finanziarie illegali, come del resto anche in Europa. Da noi hanno imparato che la lotta al riciclaggio serve per dare al cliente che ricicla la sensazione di non far nulla di male. Macao è la sintesi riuscita di come la piazza finanziaria mondiale, guidata dagli americani e dagli europei, abbia deciso di dare il benvenuto formale e sostanziale ai soldi del crimine per sostenere una traballante e mal gestita economia planetaria. PIÙ DELLA METÀ DEL COMMERCIO MONDIALE passa per un paradiso fiscale. Ma il PIL, cioè la ricchezza effettivamente prodotta negli stessi paradisi fiscali, è inferiore al 3% del PIL del Pianeta. Perché una simile differenza? Semplice: per questi Paesi passa un enorme volume di scambi, realizza- di Andrea Baranes ti senza alcun fine produttivo, ma unicamente per eludere o evadere le tasse e nascondere i profitti e i redditi. Utili che appaiono e scompaiono Uno dei metodi più utilizzati è il transfer pricing o prezzo di trasferimento. Secondo l OCSE circa i due terzi del commercio internazionale si svolge all interno di una stessa impresa, solo un terzo riguarda la vera e propria vendita di prodotti o servizi sul mercato. Cioè la maggior parte delle operazioni di import-export avviene tra due sussidiarie di una stessa multinazionale: una filiale compra o vende dei prodotti a un altra in un Paese diverso. Non trattandosi di operazioni di mercato, è spesso possibile fissarne i prezzi in maniera arbitraria e far poi risultare gli utili dell impresa nelle filiali situate nei Paesi a minore imposizione fiscale e le perdite dove la tassazione è maggiore, eludendo in questo modo il fisco. Da non credere Non credereste che abbiano copiato le società tedesche di associazione sulla scommessa (Faber). Tu ti iscrivi e la Faber scommette per te insieme a migliaia di altre persone, sicché la possibilità di vincere è altissima ma la vincita, divisa per migliaia di persone, è poca cosa. La Faber partecipa per te anche ai concorsi delle ditte che offrono viaggi alle Antille se compri aranciata, weekend alle Mauritius se compri i tamponi, una settimana a Viareggio se compri il digestivo. Solo che a Macao la società in oggetto offre una partecipazione alle scommesse degli ospiti dei casinò una sorte di Un esempio Una ditta italiana che vende succhi di frutta realizza a fine anno un milione di euro di profitti, sui quali dovrebbe pagare le tasse secondo la legge del nostro Paese. L impresa crea però una filiale in un paradiso fiscale, che durante l anno dichiara di vendere a quella italiana litri di succo di frutta, a euro l uno. L impresa in Italia ha ora un costo supplementare a bilancio di x = un milione di euro per l acquisto dei succhi di frutta. Questo costo supplementare, benché fittizzio, va ad annullare, nelle scritture contabili, i profitti realmente realizzati dall impresa. A fine anno, nel bilancio risulterà un profitto nullo e l impresa non pagherà tasse. I profitti risulteranno ora nella filiale nel paradiso fiscale che avrà nel suo bilancio un entrata supplementare di un milione di euro. Nei paradisi fiscali, non esiste però alcuna forma di tassazione sui profitti. Ecco fatto, il gioco di prestigio è riuscito: niente tasse da pagare. E non si tratta solo di un esempio: negli scorsi anni sono state registrate esportazioni di succo di mela a dollari al litro, di secchi di plastica a 725 dollari al pezzo, di spazzolini da denti venduti a dollari l uno. Come non pagare le tasse e vivere felici Come funzionano i paradisi fiscali? Ecco svelati alcuni giochi di prestigio finanziari. Profitti che appaiono o scompaiono, prodotti comprati, in bilancio, ma mai arrivati in magazzino. Il denaro è veloce, difficile stargli dietro. Meglio se intangibili Il meccanismo, in se legittimo, del transfer pricing è ancora più efficace e meno controllabile quando ad essere trasferiti tra diverse filiali sono beni intangibili come loghi, marchi o brevetti. È sufficiente registrare il marchio in una filiale appositamente costituita in un paradiso fiscale. Tutti gli stabilimenti produttivi e le succursali, per utilizzare il marchio dell impresa, dovranno pagare i diritti (copyright) alla filiale dove il marchio è stato registrato. In questo modo è possibile garantire, in maniera molto semplice e quasi automatica, un continuo trasferimento di denaro dagli stabilimenti produttivi alla filiale, creata nel paradiso fiscale con l unico scopo di custodire il marchio. Considerando poi che ogni impresa è libera di attribuire al proprio logo il valore che crede, è possibile comprendere la forza di un tale meccanismo finanziario. strumento finanziario derivato sull esito delle scommesse, che serve ai casinò per creare una quantità di uscite esterne ed una quantità di denaro pulito fuori dalla nazione, perché la società di Macao ha una sede ad Hong Kong ma è diretta a Funchal, il capoluogo di Madeira (Portogallo). Un altro esempio: un altra società offre partecipazioni a fondi chiusi su attività illegali al di fuori da Macao. Non viene detto cosa ci possa essere. A Macao la pedofilia non è reato, il traffico di organi non è reato, il traffico di esseri umani non è reato. C è da pensare. Eppure Macao non è su nessuna lista nera di alcuna organizzazione internazionale. Macao ha solo otto banche proprie, delle quali quattro appartengono a banche cinesi. Il resto a commercianti portoghesi o americani. Di soldi veri, a Macao, non ce ne sono, perché i soldi dei casinos escono veloci come lampi e l economia locale di ricchezza vera e propria, legata alla produzione di beni, praticamente non ne ha. Quindi le migliaia di società offshore di questa giurisdizione offrono molta più trasparenza che quelle (ad esempio) del Liechtenstein o delle Isole Vergini). Non hanno niente da nascondere perché laggiù tutto succede alla luce del sole. Una pacchia.. Altri trucchi Un metodo simile al transfer pricing è il cosiddetto mispricing. In questo caso la transazione avviene aumentando o diminuendo artificialmente il prezzo di un prodotto o di una materia prima destinata al mercato o all export. Ad esempio, in alcuni casi i diamanti africani sono stati esportati ad un prezzo che è solo una piccola frazione del loro reale valore. Tra il 1993 e il 1997 la Guinea ha segnalato l esportazione di 2,6 milioni di carati di diamanti verso il Belgio, a un prezzo medio di 96 dollari al carato. Nello stesso lasso di tempo, il Belgio ha dichiarato al Diamond High Council l importazione di 4,8 milioni di carati di diamanti dalla Guinea, a un prezzo medio di 167 dollari al carato. Altri meccanismi per alcuni versi simili riguardano l utilizzo dell indebitamento, con una filiale che presta denaro a un altra in un secondo Paese. In altri casi le imprese multinazionali creano delle compagnie di assicurazione che operano solo per conto della stessa impresa, chiamate compagnie di assicurazione vincolate. Le società del gruppo pagano i premi assicurativi a questa compagnia di assicurazione vincolata, registrata in un paradiso fiscale, iscrivendo i premi pagati come costi nel bilancio delle filiali situate in Paesi ad elevata tassazione. L obiettivo è sempre quello di spostare denaro e profitti tra diverse giurisdizioni.. LIBRI Black Finance Donato Masciandaro, Elod Takats, Brigitte Unger Edward Elgar, valori ANNO 8 N.57 MARZO 2008 ANNO 8 N.57 MARZO 2008 valori 27

15 Evasione Tesoro da difendere lavanderia di Paolo Fusi CISL «S OLO PERCHÉ SONO PICCOLO E NERO... ÈUN INGIUSTIZIA...» Caro Liechtenstein, tu non sei nero, sei solo sporco. Usa Avacomelava e come profuma! Salvo poi incocciare in un regolamento dei conti dei servizi segreti tedeschi con il loro governo federale e scoprire che quanto lavato puzza più di prima. Mi spiego. Il BND, i servizi segreti tedeschi, compra per svariati milioni un cd da un impiegato della banca del principe del Liechtenstein, che contiene oltre mille nomi di cittadini di tutto il mondo (anche italiani) che hanno nascosto la loro evasione fiscale all ombra della capace ala regale di Vaduz. Il mogio presidente del consiglio Othmar Hasler bofonchia fino a Berlino, dove Angela Merkel lo bacchetta sulle mani e chiede: «più trasparenza, perbacco!». A Vaduz i giovani delle associazioni bancarie e fiduciarie, invece, nelle loro regolamentari giacche nere e camicie bianche, strillano: «Noi non ci lasciamo minacciare. Non rubiamo, non ricicliamo, non abbiamo il segreto bancario, accanto ad ogni numero di conto illegalmente acquisito dal BND c è il nome di una persona, l indirizzo, la e il telefono». Si è tentati di cadere nella trappola. Piccoli pidocchiosi di uno sputo di terra, che fino a pochi mesi fa eravate contadini e ora nascondete i soldi dei potenti! Questo pensano in molti. Io invece sono stufo, di queste bugie e di questo avanspettacolo. Il Liechtenstein va protetto, perché a livello bancario è uno dei Paesi più trasparenti al mondo. Il che non vuol dire che ogni singolo liechtensteinese sia un galantuomo. In Germania, invece, la legge sulla privacy vieta alle autorità di prendere troppe informazioni sui conti privati come è giusto che sia a meno che non ci sia il sospetto motivato di un reato. Se si facessero controlli fiscali, la maggior parte dei lavoratori autonomi, banchieri, industriali, avvocati, medici e politici tedeschi verrebbero arrestati il giorno dopo, perché i soldi, per essere nascosti in Liechtenstein, escono dai conti personali della Germania. Se si volesse sapere, insomma, si saprebbe. Come da noi. Ma i controlli non si fanno. Non si fanno per i seguenti motivi: A] la piazza finanziaria europea è con l acqua alla gola e ricatta tutti, politici ed industriali in testa. Dopo i disastri sui derivati, da 20 anni gli immobili vengono iscritti a bilancio a prezzi sempre più folli. Ogni volta che una banca entra in crisi di liquidità (come la Westdeutsche Landesbank), in un giorno si passa dai proclami di nuove acquisizioni siderali alla bancarotta fulminea. Bum. Un fulmine. Poff. Fumo e cenere; B] da quando, sapientoni come siamo, abbiamo scorporato la creazione del plusvalore dalla produzione, abbiamo creato i Ricucci, i Geronzi, gli Gnutti e i Tronchetti, e abbiamo messo in ginocchio l industria; C] la spesa pubblica è fuori controllo. I servizi non funzionano più. Dare lavoro a tutti ha significato inserire nei quadri il personale peggiore della storia; D] i governi sono ostaggio di questa situazione e non sono più capaci di fare politica. Quindi, ogni centesimo non pagato in tasse, scippato ai ricatti delle banche e usato dai consumatori per rimettere in moto la produzione è una pianticella miracolosa nell asfalto arido di Cinisello Balsamo. E va curata. Lo sa la Merkel, lo sapeva Blair, lo sa Sarkozy e anche i nostri. L evasione fiscale nei paradisi protetti va difesa. Il Liechtenstein quei soldi li fa fruttare e spendere nei nostri Paesi. Il riciclaggio lo si fa negli Usa, Israele, Gran Bretagna, Germania, Paesi scandinavi, Olanda, Russia. La lotta al riciclaggio, signori miei, inizia da lì, da Cinisello Balsamo, e non finisce lontano da Fregene.. L evasione fiscale nei paradisi protetti va difesa. Lo sanno i politici europei. Il riciclaggio di denaro sporco si fa a casa nostra, per combatterlo non c è bisogno di andare lontano ANNO 8 N.57 MARZO 2008 valori 29

16 inbreve Azione critica, pronti...via >32 Signoraggio: obiettivo sbagliato o problema vero >34 inanzaetica Preti attivisti contro suore padrone >40 LA SACE FINIRÀ IN MANO AI FONDI DI PRIVATE EQUITY? UNA CAUSA DELLA RIVOLTA IN CIAD? IL PETROLIO L INDIA SOSPENDE LA LICENZA A UBS SUBPRIME: IN CAMPO GLI AZIONISTI ATTIVI USA BANK TRACK DÀ I VOTI ALLE LINEE GUIDA DI 45 GRANDI BANCHE INTERNAZIONALI inbreve BOICOTTAGGIO DEL COTONE UZBEKO. DANNI IN BANGLADESH Il ministero dell Economia ha incaricato Lehman Brothers di valutare le opzioni strategiche di valorizzazione del gruppo Sace. Questo potrebbe significare la cessione al mercato di uno degli ultimi gioielli totalmente in mano al Tesoro. Ma Sace Group, la società che assicura le attività delle imprese italiane che operano all estero (un patrimonio netto di circa sei miliardi di euro), ben presto potrebbe aprire il suo capitale a fondi privati. Le ipotesi attualmente allo studio sono comunque più di una: la quotazione in Borsa, un partner industriale che possa affiancarla nelle sue attività o l ingresso di fondi di private equity. L opzione della quotazione è ostacolata dal fatto che la Sace, pur essendo una società per azioni, svolge un compito di natura pubblicistica, assistendo le imprese italiane anche in zone ad alto rischio. Un attività che difficilmente potrebbe essere affidata a privati. Diverso sarebbe il discorso per Sace Bt (breve termine, ovvero coperture assicurative del credito nel breve periodo, a mesi) che, più simile a un operatore privato, potrebbe varcare più facilmente le porte di Piazza Affari. Ma bisognerebbe prima smembrare il gruppo. Sarà comunque Lehman Brothers a presentare le diverse ipotesi praticabili e a sondare il terreno per capire, come spiegava il direttore generale del ministero dell Economia Vittorio Grilli, «se sussistano possibili interessi di soggetti privati italiani e/o esteri per un ipotesi di apertura del capitale della società». Una cosa è certa: le cifre della Sace potrebbero far gola a molti, viste anche le possibilità di espansione del gruppo. I numeri sono indiscutibili: un utile netto di 212 milioni e un utile lordo di 330 (+35%). E il piano industriale approvato prevede corposi dividendi per l azionista unico (il Tesoro). L obiettivo è raggiungere 463 milioni di premi lordi consolidati entro il 2010 (+51,8% rispetto ai 305 milioni previsti per il 2007). In tutto il Paese sembra tornata la calma e si rincorrono voci di almeno un migliaio di morti durante gli scontri che si sono verificati il mese scorso tra ribelli e soldati governativi. Intanto si sta provando ad analizzare i reali motivi dietro il tentato colpo di stato in Ciad. Ci aveva già provato ECA Watch, la rete di Ong che promuovono una campagna sulle agenzie di credito all export. Per ECA Watch una delle ragioni della forte instabilità socio-politica in Ciad è il controverso Chad-Cameroon Oil and Pipeline, che ha significato l apertura di 300 pozzi petroliferi nel Ciad meridionale e la costruzione di un oleodotto di km che arriva al mare in Camerun attraversando la foresta tropicale e le zone dove abitano popolazioni indigene Pigmee Bakola. Il progetto, sostenuto dalla Banca Mondiale e da numerose agenzie di credito all export, ha comportato numerosi episodi di violazioni dei diritti umani, scempi ambientali e scarsa trasparenza nell utilizzo dei proventi, quasi mai impiegati per le compensazioni dovute alle popolazioni impattate dall opera. Il tutto, con il sostegno delle istituzioni finanziarie internazionali. La Reserve Bank of India (Banca Centrale Indiana) ha sospeso la licenza, concessa un anno fa, al colosso bancario svizzero UBS, che le consentiva di aprire filiali per la clientela business nel Paese asiatico. UBS non avrebbe collaborato con le autorità indiane in un indagine riguardante un sospetto caso di riciclaggio di denaro tra la Svizzera, New York, le Isole Vergini Britanniche e la città di Pune, nel Maharashtra. Il lavaggio di denaro sarebbe collegato al traffico d armi e avrebbe come protagonisti Hassan Ali Khan, un uomo d affari indiano che alleva cavalli e Adnan Khashoggi, il noto miliardario saudita commerciante d armi, residente nel Principato di Monaco. Secondo quanto riporta l Hindustan Times, Hassan Ali Khan avrebbe otto miliardi di dollari depositati principalmente presso l UBS. Sempre nell ambito degli accertamenti sul riciclaggio di denaro, lo scorso dicembre la Reserve Bank aveva bloccato l acquisto da parte di UBS della divisione investimenti indiana della Standard Chartered Bank. Infuriati per i disastri provocati dai mutui spazzatura, gli azionisti attivi americani sono pronti a scendere in campo contro le banche. Alla vigilia delle assemblee si moltiplicano le iniziative: campagne di raccolta voti, mozioni, lettere. Nel mirino la gestione dei rischi delle grandi corporation finanziarie, disastrosa secondo gli investitori. «È ora di chiedere ai responsabili delle banche i dettagli delle operazioni su titoli rischiosi, per valutare il rischio di potenziali scandali futuri», ha dichiarato Jennifer O Dell, del sindacato Liuna (Laborers International Union of North America), il cui fondo pensione ha appoggiato buona parte delle iniziative. CtW Investment Group, che rappresenta i diritti di voto di sette sigle sindacali, ha spedito lettere ai dirigenti di sei gruppi bancari chiedendo più trasparenza sui criteri di valutazione dei rischi sui mutui. «Se le risposte non saranno soddisfacenti, voteremo contro la rielezione degli amministratori», ha spiegato al Wall Street Journal Michael Garland, responsabile per l azionariato attivo in CtW. Tra i bersagli Morgan Stanley, Citigroup e Merrill Lynch. Intanto le banche cercano in tutti i modi di ostacolare la presentazione di mozioni in assemblea sollevando eccezioni di non ammissibilità davanti alla SEC (la Consob americana). Secondo i big della finanza sono decisioni che spettano solo ai manager, non ai sindacati. Il settore bancario sta mostrando dei progressi nello sviluppo di politiche creditizie che tengano in considerazione aspetti sociali, ambientali e di tutela dei diritti umani. Ma è un processo lento e squilibrato. Alcune banche guidano il processo, altre rimangono indietro. E resta una distanza preoccupante tra l adozione di politiche e la loro implementazione nelle operazioni quotidiane. Sono queste le principali conclusioni della pubblicazione e della sezione on line Mind The Gap, lanciate il mese scorso da BankTrack, la rete di 27 organizzazioni internazionali della società civile che monitora il settore finanziario e delle banche private. Il rapporto, basato su una ricerca di 10 mesi, valuta le politiche sul credito di 45 tra i più grandi gruppi bancari internazionali secondo tre dimensioni: il contenuto di policy di settore e su specifiche tematiche, il livello di trasparenza e di accountability, e l implementazione delle stesse policy. La ricerca si focalizza sulle policy riguardanti l agricoltura, le dighe, la pesca, le foreste, il commercio di armi e l industria militare, le miniere, il petrolio e il gas, la biodiversità, i cambiamenti climatici, i diritti umani, dei popoli indigeni e dei lavoratori, la tassazione e gli inquinanti. Le linee guida delle banche sono comparate con i migliori standard internazionali. I risultati sono presentati seguendo il profilo di ognuna delle 45 banche. Tra i dati più interessanti: il fatto che 36 delle 45 banche analizzate non hanno alcuna policy riguardante l agricoltura o che solo una banca ha sviluppato una policy riguardante la pesca e le attività connesse. Solo 4 banche hanno sviluppato policy sia per il settore minerario che per quello riguardante petrolio e gas. Ancora nessuna banca ha sviluppato una policy riguardante l elusione fiscale e i paradisi fiscali. Il rapporto completo su La raccolta del cotone in Uzbekistan (secondo produttore mondiale) sarebbe effettuata con l uso di lavoro minorile forzato sotto la protezione della polizia. Lo denuncia l ONG britannica Environmental Justice Foundation (www.ejfoundation.org). Su pressione dell opinione pubblica, sollevata da un reportage della BBC, la grande distribuzione inglese ha deciso di mettere al bando il cotone uzbeko. Dopo la catena di supermercati Tesco, hanno aderito al boicottaggio anche Marks & Spencer, Matalan e Debenhams. In particolare, Debenhams annuncia indagini in singoli Paesi, a cominciare dal Bangladesh, per controllare che la propria politica venga rispettata dai fornitori. Ma è proprio dal Bangladesh (uno degli Stati più poveri del mondo) che arrivano le prime proteste degli industriali tessili: il 65% del cotone lavorato nel Paese asiatico proviene infatti dall Uzbekistan. L industria tessile del Bangladesh dà lavoro a 4 milioni di persone, quasi tutte donne, e contribuisce al 5% del PIL e al 78% dell export. 30 valori ANNO 8 N.57 MARZO 2008 ANNO 8 N.57 MARZO 2008 valori 31

17 finanzaetica finanza responsabile Azione critica pronti... via finanzaetica Come si può cambiare la politica di un impresa, per renderla più equa e rispettosa dell ambiente e dei diritti umani? Comprando le sue azioni. Inizia da Eni ed Enel l avventura della Fondazione Culturale Responsabilità Etica. D di Elisabetta Tramonto Lo striscione issato da Greenpeace a fianco del palazzo dell Enel a Brindisi lo scorso novembre: Il primo assassino del clima in Italia. ALLE PAROLE AI FATTI. Lo avevamo annunciato sull ultimo numero (dicembre-gennaio) e al convegno che Valori ha organizzato a Milano il 21 gennaio scorso (all Università Cattolica del Sacro Cuore). Ora l iniziativa di azionariato critico, promossa dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica, con la collaborazione di Valori e dell Osservatorio Finanza (www.osservatorio finanza.it), è diventata realtà. Le imprese italiane su cui puntare sono state scelte: Eni ed Enel. La Fondazione ha già comprato le azioni (250 di Enel e 80 di Eni), diventando così ufficialmente azionista delle due società, con tutti i diritti che comporta questo ruolo: in particolare poter accedere e votare alle assemblee ed avere un contatto diretto con i vertici delle imprese. «Negli ultimi anni abbiamo tentato in ogni modo di instaurare un dialogo con il Cda (consiglio di amministrazione) di Eni ed Enel, FRANCESCO CABRAS / GREENPEACE ma è stato praticamente impossibile», spiega Andrea Baranes, di CRBM. «L azionariato critico è uno strumento in più, che si affianca alle campagne che già esistono, per cercare di influenzare la politica delle aziende che, in qualche modo, danneggiano l ambiente, violano i diritti umani, insomma, non considerano il proprio impatto negativo sul mondo esterno». A proporre i nomi delle due società sono state Crbm, per Eni, e Greenpeace, per Enel. La Fondazione Culturale Responsabilità Etica ha affidato la scelta a queste protagoniste della società civile, attive da anni nel monitoraggio e nella difesa dei diritti umani e dell ambiente. Ma perché proprio Eni ed Enel? Sono le imprese più cattive nel panorama italiano? «Non si possono attribuire etichette del genere risponde Andrea Baranes. Diciamo che sono due tra le società che offrono maggiori spunti di critica. Abbiamo voluto puntare su imprese che fossero già nel mirino di diverse campagne di contestazione». «Non vogliamo ripartire da zero, ma continuare il lavoro già avviato da altri», aggiunge Ugo Biggeri, presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica. Eni ed Enel sono le due società che Legambiente aveva scelto di inserire nel suo esperimento di azionariato ecologista, portato avanti negli anni Novanta. «Nel 2000, nell ultimo intervento di Legambiente a un assemblea di Enel, era stato presentato un documento in cui la società ambientalista lodava il comportamento della compagnia energetica sostenendo che, rispetto a vent anni prima, aveva effettuato notevoli passi avanti verso un miglioramento dell impatto ambientale, grazie alla totale liquidazione del nucleare e alla limitazione dell uso del carbone racconta Biggeri. Oggi, otto anni dopo, la situazione è completamente diversa: anziché andare avanti siamo tornati indietro. Enel ha ripreso a investire nel nucleare, anche se fuori dall Italia, e nella produzione di energia dal carbone». Si pensi all impianto di Belene, in Bulgaria, che dovrebbe sorgere in una zona altamente sismica. E Mochovce, la centrale nucleare della Slovenske Elektrarne, nella Repubblica Slovacca, dove Enel costruirà due nuovi reattori da 440 MW ciascuno. Un intervento su un vecchio impianto sovietico, che, secondo Crbm, comporta rischi elevatissimi in caso di fuoriuscite radioattive e di attacchi terroristici, perché sarà realizzato senza scudo di protezione. Eni, invece, è nell occhio del ciclone degli ambientalisti per l impatto dei suoi giacimenti petroliferi. Come quello di Kashagan, sul mar Caspio, per cui Crbm denuncia i rischi ambientali e sociali connessi all esplorazione del giacimento, ricchissimo di un petrolio di qualità molto bassa, contenente nella sua parte gassosa oltre 40 sostanze tossiche (da Ma Eni è accusata anche di violare i diritti umani nella zone sul INFO Valori terrà costantemente informati i lettori sui passi dell iniziativa. Sui numeri in uscita ogni mese e sui siti e Delta del Niger, dove sorgono numerosi impianti della compagnia e dove milioni di persone vivono con meno di due dollari al giorno. I prossimi passi dell azionariato critico? Bisogna prepararsi per le assemblee delle due società, che si terranno il 28 (Enel) e il 29 aprile (Eni). «Stiamo studiando i bilanci, civilistici e di sostenibilità, di Eni ed Enel, e i verbali delle assemblee del 2007, per trovare spunti annuncia Andrea Baranes. Poi ci occuperemo di coinvolgere i piccoli azionisti e di individuare i fondi etici che investono in Enel (sono ben 47) e in Eni, e verificare se possano essere interessati ad azioni congiunte». Il cammino è iniziato. «Un lungo cammino, non ci aspettiamo di ottenere dei risultati immediati. Ci vorranno anni sottolinea Andrea Baranes E non è una guerra contro nessuno, vogliamo sviluppare anche in Italia un nuovo strumento di partecipazione dei cittadini alla vita economica e cercare di influenzare il comportamento delle imprese».. Un momento della manifestazione di Greenpeace al porto di Brindisi per contrastare la politica energetica dell Enel. FRANCESCO CABRAS / GREENPEACE 32 valori ANNO 8 N.57 MARZO 2008 ANNO 8 N.57 MARZO 2008 valori 33

18 finanzaetica dietro la moneta finanzaetica Signoraggio: obiettivo sbagliato o problema vero? È un dibattito che sembra nato dal nulla e fa presa negli ambienti più diversi grazie a toni accesi e titoli come La colossale truffa ai danni del popolo. IL SIGNORAGGIO ERA UN VECCHIO PRIVILEGIO DEL PRINCIPE, del seigneur che poteva indebitarsi senza pagare interessi. Sul sito della Banca d Italia, uno dei quindici istituti che forma il Sistema delle banche centrali europee di Paola Baiocchi (Sebc), si legge che il signoraggio è l insieme dei redditi derivanti dall emissione della moneta. Sembrerebbe un termine per specialisti, che circola solo tra addetti della finanza. Ma la questione è più complicata: digitando la parola signoraggio su internet, escono paginate di siti con spiegazioni non solo tecniche ma molto ideologiche e poi blog di discussione e anche un link che rimanda ad uno spettacolo di Beppe Grillo, in cui il comico ragiona coloritamente sui banchieri centrali. Insomma sul signoraggio si è aperto un dibattito che ha toni bellicosi e si è diffuso dalle pagine web alle televisioni locali, per attecchire nella rete dei Gruppi di acquisto solidali (Gas), far proseliti tra i sindacalisti dei bancari e far nascere anche un associazione che si chiama P.ri.m.it, Programma per la riforma monetaria italiana e ha come obiettivo cambiare il mondo. Cominciamo dai contenuti, perché è doveroso cercare di capire chi non si limita a guardare il mondo, ma vuole contribuire al suo cambiamento. La maggior parte dei siti dove si parla di signoraggio non contiene documentazione propria, ma riprende i punti messi in circolazione dall attivissimo Sandro Pascucci, promotore dell associazione P.ri.m.it. e animatore del sito che rimanda a sua volta a molti video su Youtube. Lo male dello monno La critica al signoraggio, che è anche definito lo male dello monno è articolata grosso modo così: Ai danni del popolo è in atto una colossale truffa monetaria da parte dei poteri forti finanziari, che controllano e gestiscono le nostre vite attraverso il controllo del denaro e dell economia. Bankitalia SpA e la Banca centrale europea sono enti privati; la Bce non risponde a nessun governo, stampa la moneta e la presta allo Stato al valore impresso su di essa, maggiorato di un tasso di interesse. La differenza tra quanto la Bce incassa prestando la banconota allo Stato e quanto spende per stamparla si chiama signoraggio. Ma, soprattutto si afferma sui siti del signoraggio -, le enormi somme di denaro creato dal nulla (moneta cartacea più moneta scritturale) vengono prestati allo Stato, ai cittadini, alle imprese private che debbono poi restituire le somme erogate in moneta reale più gli interessi. Dopo queste dichiarazioni c è chi continua affermando che Bce, Bankitalia, le banche, i politici e i burocrati sono colpevoli di Simone Martini: Guidoriccio da Fogliano all assedio di Montemassi, Affresco nella Sala del Mappamondo, Palazzo Pubblico, Siena. una serie di reati come eversione della Costituzione per aver trasferito il potere sovrano a organismi privati, peculato, associazione di tipo mafioso, attentato all indipendenza dello Stato, ecc.. Mentre i fondatori del P.ri.m.it. sostengono la necessità di fare scuola, formare e informare. La via legale nei confronti del signoraggio è stata tentata: il 26 settembre 2005 l avvocato Antonio Tanza dell Adusbef ha ottenuto dal giudice di pace di Lecce una sentenza di condanna nei confronti della Banca d Italia per sottrazione del reddito di signoraggio a danno alla collettività, quantificato da una perizia tecnica in circa cinque miliardi di euro per il periodo , ossia 87 euro per cittadino residente. «Bankitalia ha presentato ricorso ci spiega Antonio Tanza è ha ottenuto una sentenza dalle tre corti riunite di Cassazione, che però non entra nel merito, ma chiarisce IN RETE solo la carenza di competenza del giudice». In altre parole dice che non è compito dei giudici sindacare sulle funzioni statuali di politica monetaria e di adesione ai trattati. «Ma cause così non ne faccio più conclude l avvocato Tanza sono poteri fortissimi, mi è bastato sollevare il problema». E dopo aver sollevato il problema alcuni cambiamenti in Bankitalia sono avvenuti: la carica di governatore non è più a vita e l articolo 3 dello Statuto della Banca centrale, richiamato nella causa, è stato modificato eliminando la parte che riconduceva la proprietà di Bankitalia a enti pubblici. La trasversalità del signoraggio Subito dopo la sentenza del giudice di pace, il 3 ottobre 2005, Teodoro Buontempo, all epoca di An, presenta una proposta di legge dal titolo Proprietà popolare della moneta e conto di cittadinanza, che prevede di utilizzare il signoraggio per introdurre un sistema di conti di cittadinanza e altri strumenti come il reddito di cittadinanza. Ispiratore di questa legge è Giacinto Auriti, docente universitario e ideologo, come riporta il sito nel necrologio per la sua morte, l 11 agosto Auriti ha teorizzato il valore indotto della moneta e ha realizzato nel suo paese natale, Guardiagrele in Abruzzo, il Simec (Simbolo econometrico di valore indotto) ovvero la moneta locale. Auriti e la sua sovranità monetaria popolare piacciono molto ai fascisti di Forza nuova che l hanno inserita nel loro programma, ma sono anche il trait d union delle simpatie che nascono verso il dibattito sul signoraggio all interno dei Gas o delle reti di economia solidale. Ma quella nei confronti del signoraggio è veramente una battaglia centrale, basata su fondamenti solidi? Il professor Giulio Tagliavini, docente del Master per lo sviluppo dell Università di Parma ci ha risposto così: «La campagna contro il signoraggio si basa sull ipotesi che i vantaggi da signoraggio finiscano in mani private e non a vantaggio della collettività. Ma questa premessa è sbagliata: lo Statuto della Bce prevede che gli utili finiscano in capo alle Banche centrali nazionali che detengono il capitale della stessa Bce. L utile che arriva alla Banca d Italia viene poi girato agli aventi diritto secondo quanto disposto dagli art. 54 e 57 dello Statuto. Questi - continua il professor Tagliavini - prevedono che agli azionisti "privati" venga assicurata una resa del 6% sul capitale nominale, bassissimo (il capitale della Banca d Italia è di euro ed è suddiviso in quote di partecipazione nominative di 0,52 euro ciascuna). Tutto il resto viene girato al Tesoro e, quindi, all Erario. Si possono trovare tutti i dettagli nella relazione al bilancio della Banca d Italia, disponibile sul sito nella parte specifica sul bilancio della Banca d Italia, alla voce distribuzione del risultato». La questione del signoraggio agita gli animi su richieste di equità, ma dopo averli agitati non li porta da nessuna parte, non mette in discussione la proprietà privata di cui le banche sono espressione, anzi potrebbe aprire ad una richiesta di ripubblicizzazione di Bankitalia, che farebbe guadagnare ulteriormente le banche, che hanno già stabilito il valore delle loro quote a un prezzo di mercato molto diverso dal valore nominale. E quale forza politica potrebbe opporsi in Italia a questi poteri fortissimi? Nessuna, visto che non c è un partito bolscevico come nella Russia del 1917, quando le banche sono state nazionalizzate - caso unico al mondo - senza contropartita e messe sotto il controllo dei Soviet dei deputati operai.. 34 valori ANNO 8 N.57 MARZO 2008 ANNO 8 N.57 MARZO 2008 valori 35

19 finanzaetica anomalie che funzionano Banche popolari: è arrivata l ora delle riforme Scarsa mutualità e onnipotenza degli amministratori. Sono questi i mali delle popolari secondo il sindacato Fiba-Cisl. Che chiede nuovo ossigeno al legislatore per il modello bancario cooperativo. UN ANOMALIA. Viste da Bruxelles le banche popolari italiane sembrano mosche bianche, governate secondo regole ottocentesche. Voto capitario ( una testa, un voto invece di di Mauro Meggiolaro un azione, un voto ), clausola di gradimento all ingresso di nuovi azionisti, limiti restrittivi al possesso di azioni da parte dei soci (0,5% del capitale). Eppure si muovono, producono profitti e competono con grandi banche private. Per restare sul mercato, però, hanno bisogno urgentemente di riforme e di riscoprire lo spirito mutualistico delle origini. È questa la diagnosi del sindacato Fiba-Cisl, nella ricerca Banche popolari: sviluppo, democrazia economica e partecipazione dei lavoratori. «È vero che la Commissione Europea ha deciso di non avviare la procedura di infrazione nei confronti delle banche popolari», spiega Giuseppe Gallo, segretario generale Fiba, «ma non significa che tutto debba continuare come prima: i rischi sarebbero troppo elevati». 36 valori ANNO 8 N.57 MARZO 2008 LE PROPOSTE DI RIFORMA VOTO CAPITARIO Mantenimento del principio una testa, un voto. Fiba-Cisl propone di innalzare i limiti alla raccolta delle deleghe con la definizione di soglie percentuali rapportate alla dimensione del capitale (e non con tetti quantitativi come quelli previsti dalla attuale disciplina). Superamento dei limiti in caso di sollecitazione delle deleghe. LIMITE AL POSSESSO DI AZIONI Innalzamento del limite (oggi allo 0,5%), distinguendo tra investitori privati e istituzionali. Fiba-Cisl propone il 3% per i fondi di investimento e le fondazioni bancarie e il 5% per i fondi pensione chiusi. MUTUALITÀ Nessun richiamo alla mutualità nella proposta di legge. Fiba propone di inserirla come requisito per distinguere le popolari dalle altre banche. CLAUSOLA DI GRADIMENTO Regola anacronistica che Fiba propone di abolire. I numeri di un successo In effetti, agli inizi di ottobre, Charlie McCreevy, commissario UE per il Mercato Interno, aveva abbandonato il progetto di estendere a livello europeo il principio un azione - un voto. Se fosse passato avrebbe fatto cadere il voto capitario, la colonna portante su cui si reggono le popolari, dove, quando si tratta di votare, puoi avere in mano anche centomila azioni ma conti sempre e solo come uno. «Non c è prova economica di un vincolo causale fra le deviazioni dal principio di proporzionalità e le performance economiche delle imprese», ha dichiarato McCreevy. Tradotto in parole semplici significa che le popolari saranno pure un anomalia, ma in fin dei conti funzionano bene. «Il rapporto sofferenze/impieghi è da sempre inferiore rispetto al resto del sistema bancario», continua Gallo, «perché le popolari sono banche del territorio, hanno un rapporto più diretto con i clienti e riescono ad allocare il credito in modo più efficiente» (vedi GRAFICO). Il modello localistico, che avvicina le banche popolari alle famiglie e alle piccole e medie imprese, raggiunge in Italia oltre otto milioni di clienti in sportelli, circa un quarto del totale del sistema bancario (vedi TABELLA). Squadra che vince non si cambia? In realtà no, anche perché la squadra rischia di essere sempre la stessa. Da decenni. Il rischio dell autoreferenzialità «Il voto capitario e i limiti al possesso di azioni, pensati come difesa da eventuali scalate, in molti casi hanno finito per indebolire i soci dando sempre più potere a una ristretta cerchia di amministratori», spiega Gallo. I Consigli di amministrazione diventano spesso direttòri dove i consiglieri sono candidati dal presidente e rimangono in carica per un numero indefinito di mandati. «Nelle assemblee della maggioranza delle popolari», si legge nella ricerca Fiba-Cisl, «i responsabili delle agenzie sono come grandi elettori ai quali, in genere, è demandato il compito di portare in assemblea i soci clienti delle loro strutture». «Va da sé che più uno ne porta, più aggiunge voti favorevoli all operato del Consiglio», continua Giuseppe Gallo. «E chi più porta, ovviamente, più acquista meriti con la Direzione». Un altro ostacolo a una gestione trasparente del governo nelle banche popolari è la clausola di gradimento, una norma che permette di accettare tra i soci solo le persone gradite al Cda, escludendo chi potrebbe criticare l operato dei dirigenti in assemblea. Un anacronismo FONTE: FIBA CISL, BANCHE POPOLARI: SVILUPPO ECONOMICO, DEMOCRAZIA ECONOMICA E PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI LA RIFORMA INTERROTTA DALLA CRISI DI GOVERNO L ULTIMA FUMATA NERA SULLA RIFORMA DELLE POPOLARI si è vista il 21 dicembre scorso, nella VI Commissione Finanze e Tesoro del Senato. A causa dei contrasti tra le forze politiche, la discussione è ormai rimandata a dopo le elezioni, quando il nuovo Parlamento si sarà insediato. In Commissione si erano comunque raggiunti punti condivisi da tutti gli schieramenti: innalzamento della quota di possesso azionario (3% per le popolari quotate in borsa, 1% per le non quotate, che salirebbe al 5% per i fondi comuni e i fondi pensione), aumento delle deleghe e iniziative per favorire la partecipazione dei soci. Molto probabilmente in primavera si ripartirà da qui, ma non mancheranno le difficoltà. Con la crisi di governo, la strada della riforma è ancora più in salita. M.M. RAPPORTO SOFFERENZE LORDE/IMPIEGHI TOTALI Adriano Sella LA GIUSTIZIA Nuovo volto della pace pp ,00 Sistema bancario italiano Banche Popolari Le guerre insegnano che è molto difficile fare la pace. La storia mostra il divorzio tra pace e giustizia, voluto per sostenere gli interessi delle multinazionali e delle super potenze. Eppure un altro mondo è possibile! Philanthropy Centro Studi VIAGGIO NEL FUND RAISING Storie di successo nella raccolta fondi pp ,00 Valerio Melandri, direttore del Master in fund raising per il non profit e gli enti pubblici dell Università di Bologna, spiega i segreti della raccolta fondi attraverso l analisi di numerosi casi di successo. Per informazioni e acquisti: Editrice Monti Via Legnani, 4 - Saronno (VA) Tel I NUMERI DELLE POP Istituti di credito 93 comprese Spa contr. Sportelli Soci di banche pop. coop. Clienti Dipendenti Totale Attivo 387mld Provvista 272mld Impieghi 252mld QUOTE DI MERCATO Provvista 20,5 Impieghi 19,9 Sportelli 24,1 STATISTICHE AL 31/10/2006 (DATI PROVVISORI) FONTE: ASSOCIAZIONE NAZIONALE FRA BANCHE POPOLARI Sergio Paronetto LA NONVIOLENZA DEI VOLTI Forza di liberazione pp ,00 L autore, amico di Ernesto Balducci, David Maria Turoldo, Alex Zanotelli, Rigoberta Menchù, Tonino Bello, presenta i loro volti e le loro voci dimostrando l estremo realismo della nonviolenza, da don Primo Mazzolari a oggi. SCONTO DEL 15% finanzaetica che è costato caro, per esempio, al Gruppo Preatoni nel tentativo di scalare la Popolare di Crema, poi acquisita dalla Lodi di Fiorani. Come spezzare la catena di un potere sempre più autoreferenziale? La bozza di riforma delle popolari, in discussione al Senato,prevede di alzare i limiti al possesso di azioni e di introdurre nuove regole di governance, per assicurare che parte dei componenti del board e del Collegio Sindacale siano scelti dai fondi di investimento che detengono una partecipazione nel capitale della banca. La Fiba, nel suo documento, propone inoltre che siano introdotti limiti massimi alla durata dei mandati degli amministratori e strumenti che garantiscano realistiche possibilità di organizzare il voto, per esempio aumentando i limiti alla raccolta delle deleghe. Tornare alle origini Ma il nodo centrale della riforma, secondo il sindacato dei bancari Cisl, dovrebbe essere la tanto sbandierata, ma ormai quasi del tutto perduta, mutualità : il reciproco aiuto tra i soci che, alla fine dell Ottocento, aveva portato alla nascita del credito popolare e cooperativo per combattere l usura. «Nella bozza di riforma non è richiesto in alcun modo il requisito della mutualità», spiega Giuseppe Gallo. «In realtà dovrebbe essere questa la principale caratteristica che distingue le banche cooperative dalle altre banche. Nell odierna attività delle popolari, specie quelle quotate o di notevoli dimensioni, è difficile, se non impossibile, identificare un qualche elemento che indichi il beneficio dell essere socio, in termini di partecipazione all attività delle banca, ma anche di accesso ai servizi a condizioni agevolate». Aperte al cambiamento, integrate con le economie locali, attente alla distribuzione di valore a tutti gli stakeholder e orientate al medio-lungo periodo. Sono queste le popolari del futuro secondo la Fiba. Quelle che potranno costruire il terzo polo, alternativo a Intesa-San Paolo e Unicredit- Capitalia e necessariamente pluricentrico, perché legato alle economie locali.. A cura delle ACLI IL WELFARE CHE VERRÀ La nuova frontiera dei diritti nel tempo della globalizzazione pp ,50 Lo stato sociale nelle interpretazioni di: Luigi Bobba, Romano Prodi, Paolo Onofri, Tiziano Treu, Edo Patriarca, Walter Passerini, Maurizio Ambrosini, Luigi Campiglio e altri. A cura delle ACLI COMUNITÀ E DEMOCRAZIA ASSOCIATIVA Per una globalizzazione dal basso pp ,00 Ne scrivono: Massimo Cacciari, Sandro Calvani, Ilvo Diamanti, Marco Revelli, Emilio Gabaglio, Riccardo Petrella, Felice Scalvini, Luigi Bobba, Romano Prodi, Bruno Volpi e altri. PER I LETTORI DI VALORI CHE RICHIEDERANNO I LIBRI ALL EDITRICE MONTI CITANDO QUESTA INSERZIONE

20 finanzaetica domande e risposte Banca Etica: essere diversi per diventare grandi Continua il dibattito sul futuro di Banca Etica, lanciato lo scorso settembre dalla redazione di Valori. A dare il suo punto di vista questo mese tocca ad Andrea Ferrante, presidente dell Aiab, l associazione italiana per l agricoltura bio. B ANCA ETICA HA RAGIONE DI ESISTERE se è diversa dalle altre banche, altrimenti non ne ha. Si riassume in questa frase la riflessione sul futuro dell istituto di credito nato a Padova di di Andrea Ferrante Andrea Ferrante, presidente dell Aiab, l associazione italiana per l agricoltura biologica, tra i soci fondatori della banca. Ma è solo l inizio del suo intervento nel dibattito lanciato dalla Redazione di Valori lo scorso settembre, a cui hanno già contribuito Leonardo Becchetti, professore di economia politica all Università di Torvergata a Roma (Valori di novembre) e Tonino Perna, docente di sociologia economica all Università degli Studi di Messina (Valori dicembre-gennaio). 1. CRESCITA VS COERENZA ETICA/MISSION: è possibile mantenere i valori fondanti (il sogno ) di Banca Etica, mirando ad un espansione? È possibile uscire dall ambiguità di banca alternativa? Dal punto di vista di chi sta cercando di cambiare un modello di produzione e, in qualche modo, ha vinto la scommessa rispetto al mercato, grazie a milioni di cittadini che scelgono il biologico, non è concepibile che Banca Etica non sia più coraggiosa nell essere diversa. Siamo usciti da una sequela infinita di scandali finanziari, dai furbetti del quartiere ai prestiti subprime americani. Siamo in una situazione in cui tre grandi gruppi bancari controllano quasi tutto e l accesso al credito è un dramma per la piccola e media impresa. Ci sono praterie di fronte a noi per declamare la nostra diversità e mettere in causa un sistema che è una delle zavorre di questo Paese. Quelle stesse banche, hanno tenuto Telecom Italia ferma per un anno per capire quale amministratore delegato fosse a loro più congeniale e noi non abbiamo detto assolutamente nulla. E stato più coraggioso il Sole 24 ore. Il nostro sistema bancario è caro e arretrato, per quanto faccia profitti a palate non può essere definito un modello virtuoso. Credo che ce ne sia abbastanza per reclamare la nostra diversità, partendo anche da una posizione di forza non indifferente: la nostra base sociale è il meglio del terzo settore italiano e tutti insieme rappresentiamo diversi milioni di persone. Insomma, non siamo la banca di pochi inguaribili alternativi, ne rappresentiamo qualche milione! Qualche milione di persone pensa che un altro sistema economico-finanziario è possibile e alcune migliaia di imprese, sociali e non, lo stanno praticando ogni giorno. 3. Andrea Ferrante, presidente dell Aiab, l associazione italiana per l agricoltura biologica. DISTINGUERSI NELLA GIUNGLA DEI PRODOTTI e delle banche responsabili e rivolte al Terzo Settore e in particolare confrontarsi anche con la sfida di Banca Prossima (patrimonio iniziale di 100 milioni di euro, un centinaio di dipendenti), nuovo soggetto che nasce appunto da Banca IntesaSanpaolo. Sviluppo non significa omologazione. Il biologico per arrivare a tutti non deve passare per forza dalle mani di Wall Mart (la più grande catena di distribuzione a livello mondiale). Cosi la banca per crescere non si deve uniformare ad IntesaSanPaolo. Mantenere l alterità è fondamentale. La nostra diversità deve essere la forza trainante che ci fa superare le innegabili inefficienze. La banca deve crescere nella sua capacità di raccolta fondi da questi milioni di potenziali clienti, che devono sentire Banca Etica come il loro strumento di cambiamento sociale, così come lo sono le loro associazioni. Dobbiamo avere la velocità di saper investire bene perché il cambiamento lo dobbiamo fare ora. Solo il biologico, oggi, vale in termini di mercato, in Italia, oltre 2 miliardi di euro e siamo poco meno del 2% dei consumi privati degli Italiani. Ma nello stesso tempo il 70% degli Italiani ha consumato anche solo saltuariamente biologico. Facciamo in modo che sia meno saltuario, che le nostre campagne cambino, che i rapporti di produzione rispondano alle esigenze dei cittadini e dell ambiente. Noi ci proviamo e Banca Etica può e deve essere al nostro fianco. 7. finanzaetica PARTECIPAZIONE E MAGGIOR COINVOLGIMENTO DEI SOCI: strumenti di gestione aperta (come bandi) per la sponsorizzazione di iniziative; migliorare la capacità di ascolto e di risposta alle esigenze di clienti e soci; migliorare i meccanismi elettorali, da molti soci considerati troppo blindati. Banca Etica ha, fino ad oggi, avuto troppo rispetto di Banca d Italia, troppa preoccupazione di essere valutata come un istituto di credito, ma non siamo solo questo. Banca Etica non è piccola, dietro ha milioni di persone. E qui entra il rapporto con i soci che dobbiamo completamente rilanciare. La debolezza verso l esterno della banca riflette la cronica debolezza del terzo settore nella sua capacità di rappresentarsi, ma questo non può e non deve essere la scusa per nasconderci. Banca Etica è la nostra banca e dobbiamo spingerla ad osare di più. AIAB, per esempio, vorrebbe un istituto di credito che abbia il coraggio di individuare l agroalimentare come uno degli assi strategici della sue attività. Un agroalimentare che trova nell agricoltura biologica il suo modello per affermarsi in senso giusto, buono, etico e sostenibile. Allora dobbiamo ripensare al nostro modo di rapportarci al mondo rurale, che oggi è sommerso dai debiti. Dobbiamo essere una risposta reale per chi fa scelte coraggiose, come investire nell agricoltura biologica per cambiare il modello di produzione e consumo. E Banca Etica deve essere presente lì, nei territori, accanto a queste persone, accanto ai gruppi di acquisto che si vogliono organizzare, accanto a chi costruisce nuovi modelli di distribuzione. La banca ha nei suoi soci la grande capacità di essere ovunque, di sostenere l attività delle poche filiali e dei banchieri ambulanti grazie ad una rete di soci che è un patrimonio immenso. E deve essere trainante, culturalmente avanzata e valorizzare al meglio il patrimonio che gli arriva dalla propria base sociale, altrimenti questa stessa base rischia di allontanarsi e di percepire la banca come un progetto, magari bello, ma che bene o male si è realizzato e non è più prioritario. Questo è il modo in cui Banca Etica cresce diventando un pezzo essenziale della scommessa sull innovazione di questo Paese. 9. INVESTIRE NELLA COMUNICAZIONE: maggiore trasparenza delle informazioni, visibilità sui media di massa, capacità di fornire messaggi che vadano oltre il target dei già sensibili. Investire nelle attività culturali e di ricerca, anche attraverso la creazione di un centro studi al servizio dell economia sostenibile. L Altraeconomia è una realtà che dà lavoro a migliaia di persone, contribuisce alla qualità della vita di centinaia di migliaia di famiglie. Il problema è che non ne siamo consapevoli e tanto meno lo comunichiamo. Banca Etica si sente troppo banca, comunica principalmente numeri, intesi come risparmio raccolto o credito erogato. Ma è molto di più: è un progetto culturale che sta costruendo un nuovo sistema finanziario, in Italia e all estero, che è un pezzo intrinsecamente collegato a quell altraeconomia che pratica nuovi modelli di welfare di prossimità, di sport e cultura diffusa e accessibile a tutti, di nuovi modelli di produzione socialmente, ambientalmente ed economicamente sostenibili, in primis l agricoltura biologica ed il commercio equo. E qualcosa che coinvolge quotidianamente alcuni milioni di italiani e noi sbagliamo perché non riusciamo a metterli in rete ed assumere questa consapevolezza. Noi non abbiamo grandi fatturarti, ma abbiamo milioni di piccoli fatturati che muovono centinaia di migliaia di occupati. Mi chiedo perché ogni battito d ali di Fiat, che ha meno occupati di noi, ha una mediatizzazione cento volte superiore alle nostre iniziative, che insieme valgono molto, ma molto, di più.. 38 valori ANNO 8 N.57 MARZO 2008

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