Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 Giugno 2013

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1 Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 Giugno 2013

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3 Gruppo bancario Banca popolare dell'emilia Romagna Cariche sociali della Capogruppo alla data di approvazione della Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2013 pag. 5 sommario Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo al 30 giugno 2013 pag. 7 BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO Prospetti contabili consolidati al 30 giugno 2013 Stato patrimoniale consolidato pag. 119 Conto economico consolidato pag. 120 Prospetto della redditività consolidata complessiva pag. 121 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato pag. 122 Rendiconto finanziario consolidato pag. 123 NOTE ESPLICATIVE CONSOLIDATE Parte A - Politiche contabili pag. 129 Parte B - Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato pag. 141 Parte C - Informazioni sul Conto economico consolidato pag. 195 Parte D - Redditività consolidata complessiva pag. 219 Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura pag. 221 Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato pag. 235 Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda pag. 245 Parte H - Operazioni con parti correlate pag. 249 Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali pag. 255 Parte L - Informativa di settore pag

4 ALLEGATI Prospetti contabili della Capogruppo al 30 giugno 2013 sommario Stato patrimoniale pag. 267 Conto economico pag. 268 Conto economico trimestralizzato pag. 269 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto pag. 270 L'andamento della Capogruppo I risultati della gestione bancaria pag. 275 ATTESTAZIONI E ALTRE RELAZIONI Attestazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento CONSOB n del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni pag. 301 Relazione della PricewaterhouseCoopers s.p.a. sulla revisione contabile limitata del Bilancio consolidato semestrale abbreviato pag

5 Cariche sociali della Capogruppo alla data di approvazione della Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2013 cariche sociali Consiglio di amministrazione Presidente: * rag. Ettore Caselli Vice Presidenti: * dott. Alberto Marri * cav.lav.ing. Piero Ferrari * rag. Giosuè Boldrini Amministratore delegato: * dott. Luigi Odorici Consiglieri: avv. Antonio Angelo Arru ing. Giulio Cicognani * ing. Pietro Ferrari prof.ssa Elisabetta Gualandri dott. Manfredi Luongo prof. dott. Giuseppe Lusignani avv. Valeriana Maria Masperi cav. lav. Giuseppina Mengano dott. Fioravante Montanari avv. Daniela Petitto * rag. Deanna Rossi * dott. Erminio Spallanzani * prof. Angelo Tantazzi I Consiglieri contrassegnati con un asterisco sono membri del Comitato esecutivo. Collegio sindacale Presidente: Sindaci effettivi: Sindaci supplenti: dott. Romano Conti dott. Carlo Baldi dott. Guglielmo Cacchioli dott. Fabrizio Corradini dott. Pier Paolo Ferrari dott. Luigi Fontana dott. Luigi Attilio Mazzocchi 5

6 Collegio dei probiviri cariche sociali Effettivi: dott.ssa Miranda Corradi avv. Federico Ferrari Amorotti avv. Vittorio Rossi dott. Roberto Bernardi avv. Massimo Turchi Supplenti: Direzione generale avv. Pier Luigi Cerutti dott. Philip Bergamini Direttore generale: Vice Direttori generali: rag. Fabrizio Togni dott. Alessandro Vandelli dott. Eugenio Garavini Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Dirigente preposto: rag. Emilio Annovi 6

7 RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE DEL GRUPPO al 30 giugno 2013 Gruppo bancario Banca popolare dell Emilia Romagna 7

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9 Gruppo BPER. La nostra forza è la tua forza. Banca Popolare dell Emilia Romagna Banca della Campania Banca di Sassari Banca Popolare del Mezzogiorno Banca Popolare di Ravenna Banco di Sardegna Cassa di Risparmio di Bra Questo è il marchio del Gruppo BPER. Un gruppo bancario composto da 7 banche con oltre 1300 sportelli e uomini.

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11 Sommario 1. Cenni sull'economia 2. I fatti di rilievo e le operazioni strategiche relazione intermedia sulla gestione 2.1 Operazioni strategiche 2.2 Piano industriale di Gruppo Operazioni di finanza strutturata 2.4 Recupero credito deteriorato: cartolarizzazioni ed altre operazioni finanziarie 2.5 Altri fatti di rilievo 3. Quadro di sintesi delle attività ad indirizzo strategico 3.1 Il posizionamento di mercato del Gruppo 3.2 Le politiche commerciali 3.3 Le politiche creditizie 3.4 L'informatica e l'organizzazione 3.5 Le risorse umane 3.6 L'ambiente 4. L' area di consolidamento del Gruppo BPER 4.1 Mappa del Gruppo al 30 giugno Composizione del Gruppo al 30 giugno Variazioni nell'area di consolidamento 5. I risultati della gestione 5.1 Premessa 5.2 Indicatori di performance 5.3 Aggregati patrimoniali 5.4 Il patrimonio di vigilanza e i ratios patrimoniali 5.5 Raccordo utile/patrimonio netto consolidati 5.6 Aggregati economici 5.7 I dipendenti del Gruppo 5.8 Organizzazione territoriale del Gruppo 6. Principali rischi ed incertezze 6.1 La gestione dei rischi 6.2 Comunicazione in merito alle esposizioni detenute dalle società quotate nei titoli di debito sovrano 6.3 Principali contenziosi ed azioni giudiziarie pendenti 11

12 7. Il sistema dei controlli interni relazione intermedia sulla gestione 7.1 Premessa 7.2 Processo di gestione del Sistema dei controlli interni 7.3 Ruoli e compiti di controllo in funzioni della Capogruppo e del Gruppo 7.4 Revisione interna 7.5 Direzione rischi di Gruppo 7.6 Controlli di linea 7.7 Altre funzioni coinvolte nel Sistema dei controlli interni di Gruppo 8. Altre informazioni 8.1 Azioni proprie in portafoglio 8.2 Il titolo azionario 8.3 La compagine sociale 8.4 Rating al 30 giugno Accertamenti ispettivi degli Organi di Vigilanza sulle Banche e Società del Gruppo 8.6 Informazioni sui rapporti infragruppo e con parti correlate 8.7 Informazioni su operazioni atipiche o inusuali, ovvero non ricorrenti 8.8 Informazioni sulla continuità aziendale, sui rischi finanziari, sulle verifiche per riduzione di valore delle attività e sulle incertezze nell'utilizzo di stime 8.9 Informazioni da fornire sulle verifiche per la riduzione di valore delle attività, sulle clausole contrattuali dei debiti finanziari, sulle ristrutturazioni dei debiti e sulla "gerarchia del fair value" 9. Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura del semestre e prevedibile evoluzione della gestione 9.1 Fatti di rilievo avvenuti dopo il 30 giugno Accertamenti ispettivi degli Organi di Vigilanza sulle Banche e Società del Gruppo 9.3 Prevedibile evoluzione della gestione 12

13 1. CENNI SULL ECONOMIA Le azioni intraprese nell estate del 2012 dalla Banca Centrale Europea volte ad eliminare il rischio di scenari estremi per l Area Euro hanno ridotto in modo significativo le tensioni sui mercati finanziari. Il miglioramento del clima sui mercati è proseguito nel primo semestre del 2013, pur se con momenti di nervosismo a febbraio a seguito dello stallo politico italiano e a marzo in occasione del salvataggio di Cipro. A fine maggio poi la Federal Reserve ha annunciato che potrebbe ridurre la quantità di acquisti mensili di titoli già a partire dalla seconda parte del 2013 e questo ha causato un aumento della volatilità sui mercati. relazione intermedia sulla gestione Nell Eurozona, dopo la contrazione di 0,6% su trimestre registrata nel 2012, il PIL è ulteriormente diminuito ad inizio 2013, a causa della debolezza della domanda interna e del deterioramento del canale estero. Il periodo aprile-giugno ha però visto un modesto ritorno alla crescita, che ha interrotto la serie di sei ribassi, su trimestre, consecutivi: il PIL è infatti cresciuto di 0,3% su trimestre; su anno la contrazione è dello 0,7% contro il -1,1% del periodo gennaio-marzo. A trainare il PIL dell Area Euro è stata l accelerazione della crescita registrata in Germania (+0,7% trim/trim) e in Francia (+0,5% trim/trim), favorita dall aumento della domanda domestica, inclusa la spesa delle famiglie, mentre Italia e Spagna registrano l ennesima contrazione dell attività economica. A giugno il tasso di disoccupazione dell Eurozona rimane comunque fermo da marzo 2013 al 12,1%, il livello più alto dal debutto della moneta unica nel 1999, mentre la disoccupazione giovanile sfiora il 24%. In Italia il 2013 è iniziato con un altra, pesante, caduta di attività economica. Nei mesi tra gennaio e marzo il PIL è sceso dello 0,6% su trimestre e del 2,3% su anno. Nel periodo aprile-giugno la contrazione del PIL è significativamente rallentata: il calo su trimestre è stato pari a 0,2%, per un ribasso su anno del 2%. La recessione dura ormai da due anni, si tratta quindi della crisi più lunga dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. La disoccupazione ha continuato a salire, toccando un massimo record dal 1977, da che esiste una serie storica di dati omogenei, a 12,2% a maggio, per poi discendere marginalmente a 12,1% a giugno, risultando comunque in rialzo di quasi 1,5 punti percentuali in dodici mesi. Il tasso di disoccupazione giovanile, pari al 39,1% a giugno, rimane su un livello altissimo e senza precedenti, in netto rialzo dal 34,4% del giugno A fronte di questa drammatica situazione, il nuovo Governo ha previsto misure per la promozione dell occupazione, in particolare giovanile. In Giappone la crescita ha registrato una marcata accelerazione nel primo semestre del 2013, beneficiando, oltre che del forte aumento dei consumi delle famiglie, anche dell espansione del bilancio pubblico e della ripresa delle esportazioni, favorita dalla debolezza della divisa nipponica. Il PIL è cresciuto a ritmi sostenuti da marzo a giugno (2,6% trim/trim annualizzato), pur se in rallentamento rispetto al 3,8% del primo trimestre. La svolta dell economia giapponese è iniziata lo scorso autunno con il nuovo Governo e l annuncio di cambiamenti radicali alla strategia di politica monetaria, che ha imboccato un sentiero aggressivamente espansivo. L impatto è evidente su divisa, esportazioni e spesa per consumi, mentre ancora non si scorgono segnali positivi sul versante investimenti delle aziende. Nei principali paesi emergenti, pur rimanendo nel complesso sostenuta, la crescita ha perso vigore nel corso del 2013, in particolare in Cina. La crescita del PIL cinese è scesa a 7,5% su anno nel secondo trimestre del 2013, in ulteriore indebolimento rispetto al 7,7% del periodo 13

14 relazione intermedia sulla gestione gennaio-marzo, riflettendo tra l altro la rinnovata debolezza della domanda estera. In India l economia è cresciuta del 4,8% nel primo trimestre del 2013, un decimo al di sopra del quarto trimestre 2012, rimanendo sui minimi degli ultimi tre anni. A pesare il rallentamento in termini tendenziali di consumi privati e investimenti, oltre che la sensibile decelerazione della spesa pubblica e un contributo negativo del canale estero. Per l intero 2013 la crescita del PIL mondiale, sulla base delle previsioni di luglio del Fondo Monetario Internazionale, dovrebbe attestarsi al +3,1%, in linea con il dato registrato a fine Permane una marcata eterogeneità nello stato di salute dell economia globale: nei Paesi sviluppati la crescita dovrebbe toccare il +1,2%, mentre i Paesi emergenti dovrebbero espandersi del +5,0%. Tra i primi, gli Stati Uniti appaiono orientati a chiudere l anno con un +1,7%, mentre l Eurozona dovrebbe registrare una contrazione (-0,6%), riconducibile prevalentemente alle difficoltà di Italia e Spagna (-1,8% e -1,6% rispettivamente). Diversi sono i rischi al ribasso che incombono su queste proiezioni: un riemergere delle tensioni nell Eurozona o un rallentamento prolungato della crescita nei principali paesi emergenti potrebbero portare ad una crescita ancora più contenuta dell economia globale. In un contesto caratterizzato da una ripresa ancora debole dell economia globale, le principali banche centrali hanno mantenuto politiche monetarie ampiamente espansive. La Federal Reserve ha lasciato il tasso ufficiale allo 0-0,25% e per tutto il periodo ha proseguito con le operazioni di allentamento quantitativo, che prevedono l acquisto di titoli per Dollari 85 miliardi ogni mese. Tuttavia, già a partire dalla fine di maggio, il presidente della Fed ha lasciato intendere che le politiche non convenzionali potrebbero essere gradualmente ridimensionate già a partire dalla seconda metà del 2013, per poi concludersi completamente nella prima parte del La Banca Centrale Europea ha tagliato il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali, portandolo al minimo storico dello 0,50%. Inoltre, per la prima volta ha fornito indicazioni esplicite sulle proprie intenzioni per il futuro, affermando che i tassi resteranno bassi per un periodo di tempo esteso. Le restituzioni di fondi ottenuti dalle banche in occasione delle aste straordinarie di fine 2011 e inizio 2012 (LTRO) non hanno avuto fino ad ora effetti reali, dal momento che hanno impattato soltanto sull eccesso di liquidità in essere all interno del settore bancario europeo. Un ruolo da protagonista ha avuto, in questa prima parte dell anno, anche la Bank of Japan che, nel contesto della cosiddetta Abenomics ha dato il via ad un operazioni di allentamento quantitativo senza precedenti nella storia del Sol Levante e, in proporzione alle dimensioni dell economia locale, di misura anche superiore a quella che sta effettuando la Federal Reserve. Le decisioni delle banche centrali sono state il fattore che più ha inciso sull andamento dei mercati finanziari nella prima parte dell anno. L adozione di politiche ampiamente supportive ha infatti alimentato un diffuso appetito per il rischio, che si è tradotto in un rialzo generalizzato di tutte le asset class più volatili. Il movimento rialzista ha però subito una brusca frenata quando, alla fine del mese di maggio, il presidente della Federal Reserve ha cominciato a parlare in maniera esplicita di una progressiva riduzione dell allentamento quantitativo. Soltanto l adozione, qualche settimana dopo, di toni più morbidi da parte della Fed, ha favorito un rimbalzo dei mercati azionari. L appetito per il rischio ha prodotto effetti anche sul comparto obbligazionario, che ha visto un diffuso spostamento di risorse dai titoli ritenuti più sicuri a quelli caratterizzati da un rendimento più elevato. Come per le azioni, tale dinamica è stata condizionata dalle dichiarazioni rilasciate dal board della banca centrale Usa, oltre che dal riemergere di alcune tensioni nell Eurozona. Per quanto concerne l Italia, il rendimento del BTP decennale si è mantenuto per buona parte del semestre all interno della fascia 4,0%-4,5%, superando tale livello verso l alto in 14

15 seguito alla elezioni di febbraio. Sempre molto contenuti i rendimenti del Bund, che tuttavia nel periodo maggio-giugno sono passati dall 1,2% all 1,8%. Lo spread tra la carta decennale italiana e quella tedesca di pari durata si è avvicinato ai 350 b.p. solo nel mese di marzo, mantenendosi tra 250 e 300 per quasi tutto il resto del periodo. Sul fronte bancario si evidenzia l ulteriore indebolimento nella dinamica degli impieghi. A giugno 2013, sulla base delle prime stime, il totale dei prestiti a clientela (settore privato più Pubblica Amministrazione) erogati da banche operanti in Italia si colloca ad Euro miliardi, segnando una variazione su base annua negativa del 2,8% (-1,8% nel semestre). A frenare le erogazioni contribuiscono sia il grado di restrizione dei criteri adottati dagli istituti bancari per la concessione di finanziamenti, che riflettono la percezione del rischio di credito, sia la debolezza della domanda, con le imprese che hanno praticamente congelato gli investimenti. relazione intermedia sulla gestione In flessione l attività creditizia nei confronti del comparto delle famiglie (-0,9% il dato a maggio 2013 rispetto all anno precedente). Tra le cause del deterioramento troviamo la negatività della congiuntura economica, il basso clima di fiducia e le deboli prospettive del mercato immobiliare e dell occupazione. I finanziamenti per l acquisto di immobili sono infatti calati dello 0,8% a maggio 2013 e il credito al consumo del 5,2%. Il persistere di un contesto economico debole ha portato poi ad un ulteriore peggioramento della qualità del portafoglio crediti delle banche. Si tratta di una tendenza in essere fin dall inizio della crisi, sulla quale incide anche il fatto che in Italia il tasso di estinzione delle sofferenze, strutturalmente più basso rispetto agli altri paesi dell Area Euro, è ulteriormente calato negli ultimi anni, contribuendo ad aumentare il rapporto tra sofferenze ed impieghi. A maggio 2013 le sofferenze lorde si sono attestate poco sotto Euro 136 miliardi, con un incidenza sul totale impieghi pari al 6,9% (era al 5,6% un anno prima). Le prime stime mostrano a giugno 2013 un contenuto miglioramento, su base annua, della raccolta complessiva, passata da Euro miliardi a Euro miliardi (+0,66%); dal 1 gennaio risulta in calo dell 1,5%. Più nel dettaglio, si mantiene sostenuta la dinamica dei depositi da clientela residente, cresciuti in un anno del 5,70% (+1% nel semestre), mentre permane fortemente negativo l andamento delle obbligazioni, ossia della raccolta a più lungo termine degli istituti di credito, calata in dodici mesi del 9,2% (-6,8% nel semestre). A maggio 2013 si è confermato negativo il trend dei depositi dall estero (-7,10% a/a), che tuttavia evidenzia una dinamica più contenuta rispetto al 2012, quando contrazioni a due cifre erano la norma. Continua a flettere lo spread fra il tasso medio sui prestiti erogati e quello medio sulla raccolta da famiglie e società non finanziarie: a giugno 2013 il dato si è assestato a 179 b.p., 10 in meno rispetto ad un anno prima. In modesto calo la remunerazione media della raccolta bancaria, all 1,96% contro il 2,08% di giugno Più marcata la flessione dei tassi sui prestiti a famiglie e società non finanziarie, passati in dodici mesi dal 3,97% al 3,75%. 15

16 2. I FATTI DI RILIEVO E LE OPERAZIONI STRATEGICHE relazione intermedia sulla gestione 2.1 Operazioni strategiche Fusione per incorporazione di Cassa di Risparmio della Provincia dell Aquila s.p.a., Banca Popolare di Lanciano e Sulmona s.p.a. e Banca Popolare di Aprilia s.p.a. in Banca popolare dell Emilia Romagna s.c. In data 11 gennaio 2013 il Consiglio di amministrazione di Banca popolare dell Emilia Romagna s. c. (di seguito anche BPER o Incorporante ), ed i Consigli di amministrazione di Cassa di Risparmio della Provincia dell Aquila s.p.a. (CARISPAQ), Banca Popolare di Lanciano e Sulmona s.p.a. (BPLS), Banca Popolare di Aprilia s.p.a. (BPA), hanno approvato un Progetto di fusione per incorporazione di CARISPAQ, BPLS e BPA (di seguito anche Incorporande o Banche del Centro) in BPER. La fusione, che rientra tra le attività previste dal Piano industriale di Gruppo , volte a conseguire una semplificazione e razionalizzazione della struttura organizzativa e di governo del Gruppo, nonché un ottimizzazione e valorizzazione delle risorse ed una riduzione dei costi operativi, è stata autorizzata da Banca d Italia in data 5 marzo La fusione ha avuto luogo in forma semplificata ai sensi dell art bis del Codice civile in quanto l Incorporante deteneva una partecipazione superiore al 90% del capitale sociale delle Incorporande. I Consigli di amministrazione delle società partecipanti alla fusione, assistiti da advisors indipendenti, hanno determinato i rapporti di cambio, senza conguagli in denaro, come segue: n. 1,01 azioni ordinarie BPER per ogni azione ordinaria CARISPAQ; n. 1,76 azioni ordinarie BPER per ogni azione ordinaria BPLS; n. 8,76 azioni ordinarie BPER per ogni azione ordinaria BPA. Ai sensi dell art bis del Codice civile, agli azionisti delle Incorporande diversi da BPER, è stato riconosciuto il diritto di far acquistare le proprie azioni all Incorporante per un corrispettivo calcolato alla stregua dei criteri previsti per il recesso. Poiché la fusione ha comportato implicitamente una trasformazione eterogenea delle Incorporande ed una modifica dei diritti di voto e di partecipazione, agli azionisti delle medesime diversi da BPER, che non abbiano concorso alla deliberazione di fusione, è spettato il diritto di recesso per tutte o parte delle azioni possedute, ai sensi dell art e seguenti del Codice civile. Il valore di liquidazione delle azioni è stato determinato dai Consigli di amministrazione delle Incorporande, previo parere favorevole dei relativi Collegi sindacali e della società incaricata della revisione legale dei conti, in: Euro 8,90 per ciascuna azione ordinaria CARISPAQ; Euro 13,20 per ciascuna azione ordinaria BPLS; Euro 58,60 per ciascuna azione ordinaria BPA. Tali importi sono stati definiti anche quale corrispettivo da riconoscere ai soci delle Incorporande che hanno esercitato l opzione di vendita ai sensi dell art bis del Codice civile. In data 8 marzo 2013, avendo ottenuto le necessarie autorizzazioni dall Organo di Vigilanza, la Capogruppo ha iscritto presso il Registro delle Imprese di Modena il Progetto di fusione e in data 11 marzo 2013 ha depositato gli atti di cui al procedimento semplificato ai sensi dell art bis del Codice civile. Tale documentazione è rimasta depositata durante i trenta giorni precedenti la deliberazione di fusione e fino alla sua adozione è stata pubblicata anche sul sito internet 16

17 In data 23 aprile 2013, dopo l approvazione delle assemblee straordinarie delle tre Banche Incorporande, avvenute rispettivamente il 14 aprile per BPLS, e il 18 aprile per CARISPAQ e BPA, il Consiglio di amministrazione della Capogruppo BPER ha approvato l operazione di fusione per incorporazione delle tre controllate, nonché le correlate modifiche dell art. 6 del proprio Statuto sociale (iscritte nel Registro delle Imprese di Modena in data 24 aprile 2013). La realizzazione dell operazione è avvenuta durante il fine settimana del 25 e 26 maggio 2013, con efficacia giuridica 27 maggio 2013 e decorrenza contabile e fiscale 1 gennaio relazione intermedia sulla gestione Cessione della quota di controllo nella società immobiliare IMMO.BI s.r.l. In data 25 febbraio 2013 la Capogruppo ha raggiunto un accordo di cessione con la società Sequenza s.p.a. per la vendita dell intera quota di controllo (80,90%) posseduta da BPER nella società Immo.Bi s.r.l. per un corrispettivo pari ad Euro ,68. La società, che al 31 dicembre 2012 era stata contabilizzata tra le Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, nel primo trimestre 2013 è uscita dal perimetro di consolidamento. Nadia s.p.a. acquisisce quote di controllo in due società immobiliari In data 30 gennaio 2013 Nadia s.p.a, in un ottica di razionalizzazione e riorganizzazione del patrimonio immobiliare, ha stipulato un contratto di acquisto per rilevare le quote degli altri due soci e diventare conseguentemente socio unico nella società Immobiliare Reiter s.p.a., già posseduta al 31 dicembre 2012 per il 34%. Nell ambito del medesimo progetto Nadia è subentrata nel controllo totalitario di un altra società immobiliare, Galilei Immobiliare s.r.l.. L acquisizione di tali società da parte di Nadia s.p.a. permetterà di attivare un presidio e una gestione più efficace per lo sviluppo dei terreni edificabili nella disponibilità delle due società, e per la cessione degli asset destinati alla vendita. Optima cambia denominazione sociale A far data dal 1 febbraio 2013 Optima s.p.a. SGR ha cambiato la propria denominazione in Optima s.p.a. SIM avendo ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie dalle autorità competenti, trasferendo al contempo la propria sede legale da Milano a Modena. BPER acquisisce il controllo della Cassa di Risparmio di Bra In data 7 febbraio 2013 Banca popolare dell Emilia Romagna s.c. (di seguito anche BPER ) e Fondazione Cassa di Risparmio di Bra (di seguito anche la Fondazione ), ottenute le autorizzazioni necessarie da parte delle competenti Autorità, hanno dato esecuzione al Contratto di compravendita di azioni sottoscritto il 20 settembre 2012, avente ad oggetto la cessione, da parte della Fondazione a favore di BPER, del 35,98% del capitale della Cassa di Risparmio di Bra (di seguito anche la Cassa ), per un controvalore complessivo di circa Euro 23,9 milioni, mediante pagamento del corrispettivo per il 50% in contanti e per il restante tramite Obbligazioni Subordinate BPER tipo Lower Tier II a tasso fisso della durata di 7 anni. L operazione ha determinato in capo a BPER la titolarità di una partecipazione di controllo pari al 67,00% del capitale della Cassa, che comporta l ingresso della banca nell area di consolidamento. Con lettera del 17 maggio 2013 Banca d Italia ha autorizzato le modifiche statutarie necessarie per rendere coerente lo Statuto della Cassa con l appartenenza al Gruppo BPER e per dare 17

18 relazione intermedia sulla gestione compimento all aumento di capitale sociale necessario a garantire il rafforzamento patrimoniale richiesto dall Autorità di Vigilanza a inizio anno. L 11 giugno 2013 la Cassa ha convocato un Assemblea straordinaria dei soci per l approvazione di un aumento di capitale sociale di Euro , attuato mediante l emissione di n nuove azioni; di esse n sono state sottoscritte da BPER e n sono state sottoscritte dalla Fondazione. Arca Impresa Gestioni SGR s.p.a. Arca Impresa Gestioni SGR s.p.a., specializzata nella promozione e gestione di fondi chiusi di private equity, alla fine del 2012 gestiva quattro fondi, due dei quali in fase di investimento e due prossimi alla conclusione dell attività di disinvestimento. In data 21 marzo 2013, dopo un periodo di trattativa in esclusiva con Iniziativa Gestione Investimenti SGR s.p.a., si è realizzato il trasferimento della partecipazione, detenuta da BPER al 100%, essendo pervenute le autorizzazioni di legge da parte dell acquirente. In data 23 luglio 2013 si è infine determinato il valore definitivo di cessione ed il conseguente pagamento alla controparte del valore di aggiustamento prezzo; di tale ammontare (Euro 255,4 mila) si è tenuto debitamente conto in sede di redazione del bilancio semestrale. Al 30 giugno 2013, a seguito del perfezionamento della sua cessione, la società, che al 31 dicembre 2012 era stata contabilizzata tra le Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, non è più compresa nel perimetro di consolidamento. 2.2 Piano industriale di Gruppo Nella seduta del 13 marzo 2012 il Consiglio di amministrazione della Banca popolare dell Emilia Romagna ha approvato il Piano industriale : Il nuovo Gruppo BPER: crescita, valore e territorio in un Paese che cambia. Il Piano è stato poi presentato alla comunità finanziaria il 14 marzo Mediante lo sviluppo dei progetti previsti nel Piano industriale, il Gruppo si è posto come obiettivo principale per il triennio , il raggiungimento di una redditività adeguata e sostenibile nel tempo, da realizzare attraverso: maggiore efficienza ed aumento dei ricavi; contenimento della base dei costi; rafforzamento della macchina operativa di Gruppo; nel rispetto del forte radicamento territoriale che da sempre contraddistingue il Gruppo BPER. Le principali azioni previste dal Piano industriale possono essere distinte in due macrocategorie: azioni straordinarie ed azioni ordinarie, declinate originariamente in n. 82 progetti, di cui n. 68 ordinari e n. 14 straordinari. Ad oggi i n. 82 progetti originari previsti nel Master Plan del piano sono stati rideterminati in n. 74 per l accorpamento di n. 4 azioni e lo spostamento di altre n. 4 azioni fuori dall arco temporale Per ciò che riguarda la realizzazione e l avanzamento dei progetti originari, ad oggi, n. 49 azioni sono in corso mentre n. 6 risultano già conclusi (fra questi tutte le operazioni di incorporazione in BPER previste dal Piano). Tra le più rilevanti, comprese quelle già realizzate nel 2012, si segnalano: integrazione di Meliorbanca (realizzata nel 2012): il 16 novembre 2012 è stato stipulato l atto di fusione, con efficacia contabile dal 1 gennaio 2012, creando nell ambito 18

19 della Capogruppo una Divisione Meliorbanca quale punto di riferimento per il Gruppo su attività creditizie ad alto contenuto specialistico (acquisition finance, project finance, shipping finance, advisory); fusione per incorporazione nella Capogruppo di CARISPAQ, BPLS e BPA: in data 11 gennaio 2013 i rispettivi Consigli di amministrazione hanno approvato l operazione di fusione che si è realizzata a fine maggio Tale operazione rientra tra le attività volte a conseguire una semplificazione e razionalizzazione della struttura organizzativa e di governo del Gruppo, nonché un ottimizzazione e valorizzazione delle risorse ed una riduzione dei costi operativi; nuovo modello di governo della Capogruppo (già realizzato nel 2012): istituzione delle figure del CRO (Chief Risk Officer), CLO (Chief Lending Officer), COO (Chief Operating Officer) e CFO (Chief Financial Officer) per garantire un maggior presidio dei rischi aziendali ed il potenziamento delle attività di gestione del credito. Inoltre, al fine di migliorare le attività di coordinamento delle Banche del Gruppo sono state istituite la Direzione Commerciale di Gruppo, la Direzione Organizzazione di Gruppo e la Direzione Risorse Umane di Gruppo ; nuovo modello di governo delle Banche del Gruppo (iniziato nel 2012): è in fase di completamento il recepimento del nuovo modello organizzativo delle Banche del Gruppo escluse dalle operazioni di fusione, finalizzato ad un maggiore orientamento al business e ad un aumento della velocità di attuazione delle linee guida di Capogruppo, con particolare attenzione alle funzioni Commerciali e di Credito; progetto Gestione industrializzata delle sofferenze di Gruppo (iniziato nel 2012): nell ambito del progetto sono state definite le attività di dettaglio, la loro pianificazione e la stima dei costi relativi alle singole azioni previste nel Piano industriale. Tra le finalità del progetto si segnalano il miglioramento delle attività di monitoraggio all interno dei comparti/settori potenziando la rete informativa a livello di Gruppo al servizio di piani ed azioni strategiche, la progressiva riduzione dei costi di gestione e la contrazione dei tempi di recupero. relazione intermedia sulla gestione Nell ambito delle operazioni ordinarie: valorizzazione della strategia multicanale: attraverso il completamento, in fase realizzativa ormai avanzata, delle funzionalità di home-banking e trading online; programma Basilea 2 : il Gruppo BPER ha avviato già nel corso del 2007 il Programma Basilea 2, che si trova ora nella sua fase conclusiva, dedicata all ottimizzazione ed alla manutenzione ordinaria del sistema IRB (Internal Rating Based) sotto l aspetto organizzativo, metodologico ed informatico. Il progetto di validazione dei modelli interni è una priorità del Gruppo BPER e che al 30 giugno 2013 si può affermare evidenzi un buon livello di avanzamento dei lavori per il raggiungimento degli obiettivi prefissati di validazione dei modelli avanzati sia per i segmenti Corporate che Retail. In tale ambito sono totalmente attivi con la priorità massima tutti i presidi ed i gruppi di lavoro dedicati, sotto la direzione e il coordinamento di uno snello e specifico Comitato di Progetto che fa riferimento ad un apposito Comitato Guida; accordo sindacale per il personale: in data 9 aprile 2013 si è conclusa la fase di verifica con le Organizzazioni Sindacali in merito alla Manovra sul Personale di cui all Accordo quadro di Gruppo sottoscritto in data 15 settembre 2012, volto a semplificare l'organizzazione del Gruppo e a ridurre in modo strutturale i costi operativi nel loro complesso. Obiettivo principale dell accordo consisteva nella riduzione degli organici nella misura complessivamente definita di n. 450 unità, tramite l adesione volontaria al piano di 19

20 relazione intermedia sulla gestione incentivo all esodo e l accesso al Fondo di sostegno al reddito di settore. Al fine di supportare il ricambio generazionale, era stato inoltre condiviso, in caso di superamento del limite di cui sopra, un piano di assunzione di personale cogliendo anche le opportunità date dai nuovi strumenti messi a disposizione dal CCNL. Il numero di adesioni pervenute nel periodo previsto dall Accordo ha determinato il superamento del target prefissato: a fronte dei maggiori esodi, si procederà all inserimento di ulteriori n. 49 risorse, in aggiunta alle n. 145 già assunte dall inizio del Piano industriale. La conclusione della verifica con le Organizzazioni Sindacali ha comportato altresì la condivisione dell estensione di quattro mesi del perimetro temporale, dal 30 giugno 2016 al 31 ottobre 2016, che ha determinato n. 45 ulteriori adesioni, di cui è prevista l uscita il prossimo 1 gennaio 2014 e a fronte delle quali sono state concordate ulteriori nuove assunzioni nella misura di una ogni tre uscite. L accordo ha determinato l accertamento complessivo di costi per circa Euro 34,3 milioni al Fondo per rischi ed oneri, di cui Euro 25,3 milioni nello scorso esercizio e ulteriori Euro 9 milioni nel primo semestre 2013, per effetto soprattutto della citata estensione del perimetro di adesione. Rispetto alla pianificazione progettuale aggiornata al 30 giugno 2013 risulta un sostanziale allineamento. Peraltro, sulla base delle evidenze dal Master Plan, per agevolare la realizzazione delle progettualità più importanti si è ritenuto necessario riprogrammare alcune priorità producendo un'accelerazione per alcune di esse, valutando al contempo il rallentamento o la riqualificazione come attività ordinarie per altre. Allo stato, alcuni risultati realizzati nel primo semestre 2013 e le attese per la seconda parte dell esercizio, rendono confidenti sul raggiungimento degli obiettivi di ricavi e costi stimati nel Piano relativamente al Al momento, si ritiene quindi di confermare le attese per le azioni poste in essere, che il Piano evidenziava con un risultato congiunto, di sinergie lorde complessive stimate in Euro 165 milioni (Euro 115 milioni al netto dei relativi oneri di implementazione). Le sinergie di ricavo lorde, stimate al 2014, erano pari ad Euro 80 milioni e sono ascrivibili principalmente alle attività di finalizzazione del Modello Divisionale (Euro 19 milioni), all evoluzione ed integrazione dei canali diretti (Euro 17 milioni) ed allo sviluppo di servizi ad elevato valore aggiunto (Euro 16 milioni). Le sinergie di costo lorde, stimate al 2014, erano invece pari ad Euro 85 milioni, tra cui le più rilevanti sono rappresentate da: Euro 40 milioni di sinergie relative al costo del personale, Euro 18 milioni alle attività di cost reduction ed Euro 13 milioni di minori costi legati al nuovo assetto del Gruppo. 2.3 Operazioni di finanza strutturata Una delle principali linee guida del Piano industriale è quella del mantenimento di un adeguato profilo di liquidità. Seguendo tale indirizzo, sono state pianificate diverse iniziative finalizzate alla diversificazione delle forme di finanziamento a medio-lungo termine, inizialmente tramite operazioni di mercato aperto dell'eurosistema, in attesa che si rivitalizzi l interesse degli operatori verso transazioni con controparti italiane, oggi limitato. In tale contesto, nel periodo in esame, sono state perfezionate le seguenti azioni: a valere sul programma pluriennale di Obbligazioni Bancarie Garantite ( Covered Bond ) per complessivi Euro 5 miliardi, destinato agli investitori istituzionali, il cui 20

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