! " # $ #"#%# " % % $

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "! " # $ #"#%# " % % $"

Transcript

1 ! "# $ % #"#%# " % $

2 L emoglobina glicata e la prevenzione della sindrome metabolica: nuove prospettive in Farmacia L emoglobina glicata in Farmacia L emoglobina glicata Il passaggio alle unità IFCC L interpretazione dei risultati Esiste un valore ideale di emoglobina glicata? La sindrome metabolica Pag.1 Pag.2 Pag.3 Pag.4 La sindrome metabolica: come riconoscerla Pag 5 Criteri di identificazione Pag.6 L insulino-resistenza Pag.6 L obesità Pag.8 Alterazioni del metabolismo lipidico Pag.9 Ipertensione arteriosa Pag.10 Diabete e rischio cardiovascolare Pag.11 Prevenzione Pag.12 Piante medicinali utili nella terapia del diabete Piante a polifenoli Pag 13 Piante a glucochine guanidiniche Pag 14 Gymnena silvestre Pag 16 Momordica charantia Pag 16 La Banaba Pag.17 Il cromo Polinicotinato Pag.17 Stenia Reubaudiana Pag.17 Il baccello del fagiolo Pag 19 Piante contenenti fibre(fico d India, glucomannano, ispagul, Pag. 19 chiosano) I trigliceridi: come tenerli sotto controllo Omega-3 e omega-6 Cassia Nomane La prevenzione del colesterolo Pag.21 Pag.26 Il Monascus Ruber Pag.27 I policosanoli Pag.29 Gli steroli vegetali Pag.30 La berberina.un alcaloide che promette ulteriori sviluppi Pag.30 L aglio Pag.31 La Garcinia Gambogia Pag.32 Come controllare la pressione in modo naturale Principali piante utili nella cura dell ipertensione Pag.33 Il biancospino Pag.33 L Olivo Pag. 35 Bibliografia Pag 36

3 EMOGLOBINA GLICATA Emoglobina glicata L'emoglobina glicata (emoglobina glicosilata, emoglobina A1c, HbA 1c, A1C, o Hb 1c ; a volte anche HbA1c) è una forma di emoglobina usata principalmente per identificare la concentrazione plasmatica media del glucosio per un lungo periodo di tempo. Viene prodotta in una reazione non-enzimatica a seguito della esposizione della emoglobina normale ad alte concentrazioni di glucosio plasmatico. La Glicosilazione dell emoglobina è stata associata con le malattie cardiovascolari, le nefropatie, e con la retinopatia del diabete mellito. Il monitoraggio dell HbA 1c nei pazienti con diabete tipo 1 può migliorare il trattamento. Storia L emoglobina A1c fu separata dalle altre forme di emoglobina da Huisman e Meyering nel 1958 mediante una colonna cromatografica. Venne caratterizzata per la prima volta come glicoproteina da Bookchin e Gallop nel Il suo aumento nel diabete fu descritto per la prima volta nel 1969 da Samuel Rahbar e collaboratori La reazione che porta alla sua formazione fu caratterizzata da Bunn ed i suoi collaboratori nel L uso dell emoglobina A1c per il monitoraggio del grado di controllo del metabolismo glucidico in pazienti diabetici fu proposto nel 1976 da Anthony Cerami, Ronald Koenig e collaboratori. Principio Nel normale arco di vita di 120 giorni dei globuli rossi, le molecole di glucosio reagiscono con l emoglobina formando emoglobina glicosilata. In individui con scarso controllo del diabete, la quantità della emoglobina glicosilata che si forma è molto più elevata che nei soggetti sani o nei soggetti diabetici con un buon controllo glicemico ottenuto dalla terapia. Un aumento di emoglobina glicosilata all'interno dei globuli rossi, pertanto, riflette il livello medio di glucosio al quale l'emazia è 1

4 stata esposta durante il suo ciclo vitale. Il dosaggio della emoglobina glicosilata fornisce valori indicativi dell'efficacia della terapia monitorando la regolazione a lungo termine del glucosio sierico. Il livello di HbA1c è proporzionale alla concentrazione media del glucosio durante le quattro settimane tre mesi precedenti. Alcuni ricercatori affermano che la porzione più grande del suo valore sia da attribuire ad un periodo di tempo relativamente più corto, da due a quattro settimane. Nel 2010 l American Diabetes Association Standards of Medical Care in Diabetes ha aggiunto l A1c 6.5% come ulteriore criterio per la diagnosi clinica di dabete mellito, tuttavia l argomento è controverso e questo criterio non è stato adottato universalmete. Misurazione della Emoglobina Glicosilata Esistono diversi metodi di misura dell'hba1c. I laboratori di analisi usano: high-performance liquid chromatography (HPLC) immunoassay Gli strumenti presenti nei point of care (es. Gli ambulatori medici, le farmacie) usano: immunoassay boronate affinity chromatography Negli Stati Uniti, I test utilizzati nei point of care sono certificati dal National Glycohemoglobin Standardization Program (NGSP) per standardizarli nei confronti dei risultati ottenuti dal Diabetes Control and Complications Trial (DCCT) del Il passaggio alle unità della IFCC Nell'agosto del 2008 l'american Diabetes Association (ADA), la European Association for the Study of Diabetes (EASD) e l'international Diabetes Federation (IDF) hanno stabilito che, in futuro, l'hba 1c dovrà essere refertata con le unità della IFCC (International Federation of Clinical Chemistry). La refertazione in unità IFCC è stata introdotta in Europa, fatta eccezione per il Regno Unito, nel 2003, dove, il primo giugno del 2009 è stata introdotta la doppia refertazione che rimarrà in vigore fino al primo giugno La conversione tra le due unità di misura può essere calcolata mediante la seguente formula:ifcc- HbA 1c (mmol/mol) = [DCCT-HbA 1c (%) ] DCCT- HbA 1c IFCC-HbA 1c (%) (mmol/mol) Il modo più semplice per fare la conversione rimane il trucco di Kilpatrik che parte dall assunto che il valore espressi in mmol/mol può essere ottenuto da quello in percentuale con due semplici operazioni: meno 2 meno 2. Per esempio al valore 6 (espresso come HbA %) corrisponde un numero a due cifre, il primo dei quali è 4 (6-2) ed il secondo è 2 (6-2-2). Quindi il 6% si trasforma in 42 mmol/mol. A partire da gennaio 2010 i risultati dell emoglobina glicata venivano espressi dai laboratori sia in unità allineate al sistema DCCT % che in unità IFCC (mmol/mol). 2

5 A partire dai gennaio 2012 i risultati dell emoglobina glicata verranno repertati solamente in unità Ifcc. Perché non viene repertata anche il valore della glicemia media stimata ead ( estimated Average Glucose)? È stato suggerito di convertire il valore dell emoglobina glicata in un valore di glicemia media, ma il mondo scientifico e i diabetologi delle varie nazioni sono divisi sull interpretazioni dei dati, con pareri dunque discordanti. I tempi non sono ancora maturi per l inserimento di tale parametro nel referto.si ritiene che i parametri derivanti dagli studi fatti abbiano dei limiti, quali la mancata inclusione di adolescenti, donne in gravidanza, pazienti nefropatici oltre a soggetti di etnie diverse. Interpretazione dei risultati A partire dalla comparazione dei valori di emoglobina glicosilata con i valori medi di glucosio plasmatico nell'uomo, è stato possibile costruire la seguente tabella: Una riduzione dell'1% dei livelli di HbA 1c riduce del 21% il rischio di complicanze complessive e del 21% la mortalità dovuta alle complicanze del diabete. L'emoglobina glicata - o glicosilata che dir si voglia, consente di valutare a grandi linee l'andamento della glicemia negli ultimi due o tre mesi; si tratta quindi di un esame molto utile per monitorare il controllo glicemico del paziente diabetico, recentemente rivalutato anche nella diagnosi della malattia La glicazione è il processo biologico non enzimatico per cui gli zuccheri si possono legare covalentemente alle proteine. Lo zucchero più abbondante del sangue, il glucosio, può quindi legarsi in modo irreversibile ad una parte specifica dell'emoglobina, formando l'hba1c o emoglobina glicata. Tanto più alta è la concetrazione ematica di glucosio e tanto maggiore risulta la percentuale di emoglobina glicata (HbA1c o A1C)!"!#$%& # %#"''$%& (! )"%($*&!' * *(")!$%!& %' ' % %%"!'$%) & %)' %)'" ($%*%& %! %# "%!$()& (' % *"%)'$()!& () +, #// - # #.- -/ Considerata l'irreversibilità della glicazione, l'emoglobina glicosilata contenuta nei globuli rossi (avidi di glucosio) circola nel sangue per tutta la durata della loro vita (in media 90/120 giorni). Entro certi limiti si tratta di un processo assolutamente normale, che non comporta alcun pericolo per la salute del paziente, dato che l'emoglobina glicata continua a svolgere normalmente la propria funzione. I problemi, piuttosto, sono legati agli alti livelli ematici di glucosio che l'accompagnano. Tutte queste caratteristiche rendono l'emoglobina glicata un parametro molto più utile della comune glicemia nella 3

6 diagnosi e nel monitoraggio del diabete; l'emoglobina glicosilata è infatti espressione della glicemia media nel lungo periodo, non di un singolo momento; come tale non è soggetta a variazioni acute (come l'alimentazione del giorno precedente o lo stress da esame) e non necessita quindi di un preventivo digiuno di almeno otto ore. Prima del prelievo di sangue, dunque, il paziente rimane libero di mangiare e bere secondo abitudini. La più tipica applicazione dell'emoglobina glicata rimane comunque la valutazione del controllo glicometabolico nel medio e lungo periodo; diversi studi hanno infatti dimostrato una stretta correlazione tra il grado di controllo glicemico, valutato in base ai livelli di HbA1c, ed il rischio di sviluppo e progressione delle complicanze croniche del diabete. L'emoglobina glicata è utilizzata sia come indice di glicemia media che come valutazione del rischio di sviluppare le complicanze del diabete. Può altresì essere utilizzata a fini diagnostici secondo criteri in fase di definizione. Nel diabetico, l'efficacia di un farmaco o di un atto terapeutico è valutata attraverso il suo influsso sui livelli di emoglobina glicata. 0 < 6,3% + tra 6,3% e 7,1% tra 7,1% e 9% 1 2 9% L emoglobina glicata può essere usata nella diagnosi del diabete? Si. Nel 2009 un comitato di esperti, nominati dalla American Diabetes Association (ADA) e dalla European Association of the study of Diabetes (EASD) ha suggerito che la misurazione dell emoglobina glicata è più affidabile della glicemia per al diagnosi del diabete. Il comitato di esperti ritiene l HbA 1c più affidabile per i seguenti motivi: 1. ha una migliore standardizzazione 2. è espressione della glicemia media di un lungo periodo e non di un singolo momento 3. ha una minore variabilità biologica 4. ha una minore instabilità pre-analitica 5. non ha necessità di un prelievo dopo 8 ore di digiuno 6. non soffre di alcuna influenza da parte di perturbazioni acute (stress da prelievo) 7. è lo stesso parametro usato per il monitoraggio clinico del diabete il comitato scientifico di esperti ADA/Easd/IDF ha indicato il valore di 6,5% come livello decisionale per la diagnosi di diabete. Al di sotto di tale livello la retinopatia diabetica, utilizzato come marcatore della presenza della malattia, è virtualmente assente. Esiste un valore ideale di emoglobina glicata? Il valore 'normale' di emoglobina glicata nella popolazione è compreso tra il 4 ed il 5-6%. Le attuali linee guida indicano che l'obiettivo primario delle terapie intraprese contro il diabete è quello di mantenere i livelli di emoglobina glicata a concentrazioni non superiori al 7%, meglio se sotto il 6,5%. Nel caso tali valori sconfinino al di sopra dell'8% il trattamento dev'essere prontamente rivalutato. Tanto più alta è la percentuale di emoglobina glicata e tanto maggiore è la probabilità di sviluppare le complicanze del diabete e di aggravare quelle già esistenti; tale relazione è valida soprattutto per quel che riguarda la nefropatia, la neuropatia e la retinopatia diabetica. 4

7 LA SINDROME METABOLICA La Sindrome Metabolica rappresenta una situazione clinica legata ad una serie di fattori e sintomi che se presenti contemporaneamente, espongono il paziente ad un alto rischio cardiovascolare. Non dobbiamo spaventare i clienti della nostra Farmacia: la sindrome metabolica non è una vera e propria malattia. Lo dobbiamo invece considerare un campanello d allarme che ci avvisa come le nostre abitudini alimentari e il nostro stile di vita attuali, se mantenuti tali, potrebbero nel corso degli anni aumentare il rischio di andare incontro a seri problemi quali: infarto, ictus o diabete. È importante far capire che la Sindrome Metabolica è una situazione reversibile, basta dare ascolto al campanello d allarme e correggere le proprie cattive abitudini. In questo modo il farmacista, non solo svolge un servizio importante, ma fa anche prevenzione e salute in Farmacia. Il nome della sindrome Nel 1988 Gerald M. Reaven [12] ha definito sindrome X la manifestazione simultanea di insulinoresistenza, iperinsulinemia, stati pre-diabetici o diabete mellito di tipo 2 conclamato, dislipidemia, obesità centrale, iperuricemia (una concentrazione alta di acido urico nel sangue), e ipertensione arteriosa, considerandola una condizione clinica che precede lo sviluppo di complicanze vascolari. Ad essa si associa un'aumentata incidenza di cardiopatia ischemica, disfunzioni del ventricolo sinistro e scompenso cardiaco. Tutto ciò comporta un forte incremento del rischio di mortalità per cause cardiovascolari. Tale sindrome era conosciuta anche con il nome di Sindrome di Reaven, in suo onore. Le stesse patologie cardiovascolari inducono, a loro volta, insulino-resistenza e aumentano la probabilità che si sviluppi nel tempo un diabete mellito di tipo 2. La sindrome X è stata definita anche sindrome da insulino-resistenza e successivamente sindrome metabolica cardiovascolare. Attualmente la sindrome è stata rinominata plurimetabolica e comprende l'associazione di insulinoresistenza, iperinsulinemia, obesità centrale, intolleranza glucidica o diabete mellito di tipo 2, iperuricemia, dislipidemia e ipertensione arteriosa. Su quasi tutti i testi è ancora comune trovare la dicitura di sindrome metabolica, mentre in Australia tale sindrome è conosciuta con il nome di CHAOS. 5

8 Criteri per l'identificazione Nel 2005 l' International Diabetes Federation ha rivisto i criteri diagnostici, proponendo come metodo per identificare la patologia la presenza nello stesso paziente di 2 dei seguenti disordini: Glicemia a digiuno: oltre 100 mg/dl stadio IFG; Ipertensione arteriosa: oltre i 130/85 mm Hg o terapia ipotensivante; Ipertrigliceridemia: oltre i 150 mg/dl; Ridotto colesterolo HDL: 40 mg/dl nei maschi, 50 mg/dl nelle femmine o terapia ipolipemizzante, associati a una circonferenza vita oltre i 94 cm nei maschi, 80 cm nelle femmine per i pazienti di etnia Europide (i parametri variano in base al gruppo etnico di appartenenza). La circonferenza vita e quindi il grasso addominale, essendo direttamente correlato alla resistenza insulinica, viene ritenuto dalla classe medica il fattore cardine ed imprescindibile per la determinazione della sindrome metabolica. A questi si aggiunge un importante fattore di rischio, l'età, che è determinante a partire dai 45 anni negli uomini e dai 55 nelle donne. In Italia In Italia, la sindrome metabolica interessa circa il 25% degli uomini e addirittura il 27% delle donne. Sono dei numeri altissimi, che equivalgono a circa 14 milioni di individui. I numeri stimati sono importanti. Potenzialmente il farmacista svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione. Basti pensare che, per esempio, in una Farmacia dove entrano circa 200 persone il giorno, 50 di queste soffrono della sindrome metabolica e una diagnosi precoce può cambiare la qualità della vita futura di queste persone. Eziologia Il circolo vizioso dell'insulino resistenza. Insulino-resistenza Secondo le ultime analisi l'insulino-resistenza riveste un ruolo centrale nella genesi della sindrome. L'iperinsulinemia, suo derivato, è risultata un fattore di rischio indipendente per la cardiopatia ischemica; contribuisce all'esordio precoce del diabete, nonché alla sua progressione, e concorre alla comparsa delle numerose altre condizioni patologiche associate che si traducono in fattori di rischio cardiovascolare Definizione Per insulino-resistenza si intende una condizione nella quale le quantità fisiologiche di insulina producono una risposta biologica ridotta, cioè una riduzione dell'azione precoce dell'insulina sul controllo glucidico dopo il pasto; ad esso è associata un'inadeguata soppressione insulinica durante il digiuno notturno, in presenza di una sintesi conservata. Ne segue un'alternanza tra insulino-resistenza e iperinsulinemia, verificabile con il riscontro di elevate concentrazioni insuliniche a digiuno e dopo i pasti. Una ridotta soppressione dell'insulina durante il digiuno notturno si verifica anche in caso di iperinsulinemia e non è necessariamente associata a insulino-resistenza. L'insulino-resistenza, peraltro, non è sempre associata all'iperglicemia e non è dunque prerogativa esclusiva dei pazienti diabetici La dimostrazione del ruolo fondamentale dell'insulino-resistenza e dell'iperinsulinemia nel determinare le patologie cardiovascolari è documentata dagli studi clinici. L insulino-resistenza è legata ad una ridotta risposta biologica dei tessuti periferici e quindi dell organismo all insulina. Questo porterà ad una iper produzione di insulina da parte del Pancreas che negli anni provocherà un esaurimento della ghiandola stessa con ridotta produzione di insulina e quindi dabete. Oltre al ruolo svolto nel metabolismo glucidico, l'insulina contribuisce alla regolazione del metabolismo lipidico e proteico e della pressione arteriosa, interferendo con la funzione piastrinica e 6

9 con l'equilibrio tra fattori protrombotici e modulatori della fibrinolisi endogena. Regola inoltre gli stimoli proliferativi sulle cellule muscolari lisce della parete vascolare e influenza la funzione endoteliale: tutto ciò spiega il possibile ruolo che l'insulino-resistenza esercita nel determinismo della sindrome metabolica. Correlazione fra sindrome metabolica, resistenza insulinica e rischio cardiovascolare: Fattori genetici Iperglicemia Obesità Vita sedentaria Insulino resistenza Ipertenzione Dislipidemia Rischi trombotici Microalbuminuria (insufficienza renale) Non sono ancora noti né i meccanismi con cui si instaura l'insulino-resistenza né i siti di interazione insulina-superficie cellulare-comparto intracellulare, nei quali la catena di segnali prodotti dall'ormone si interrompe, impedendo un adeguato utilizzo del glucosio circolante. L'insulino-resistenza si sviluppa quasi sicuramente molto prima della sindrome metabolica e di altre patologie cliniche più avanzate, come lo stesso diabete mellito di tipo 2 e l'arterosclerosi, apparendo in tutti i contesti come una realtà multifattoriale sia in merito alla genesi che ai danni potenziali. Stati pre-diabetici e intolleranza glucidica Gli stati pre-diabetici e il diabete mellito di tipo 2 conclamato sono essi stessi fattori di rischio cardiovascolare annoverati nell'ambito della sindrome metabolica. I pazienti con alterata tolleranza glucidica o con iperglicemia a digiuno mostrano le caratteristiche cliniche della sindrome da insulinoresistenza, con un rischio relativo di sviluppare complicanze macrovascolari (e in particolare cardiopatia ischemica) di due-tre volte superiore a quello di soggetti sani di pari età. Cause di morte Nei pazienti diabetici la patologia cardiovascolare e cerebrovascolare è responsabile del 65% dei decessi e di questo 65%, il 40% è imputabile a cardiopatia ischemica, il 15% ad altre forme di cardiopatia e il 10% ad eventi cerebrovascolare. La prevenzione della sindrome metabolica si fa migliorando lo stile di vita, aumentando l attività fisica e riducendo il peso corporeo. Ridurre il peso migliora tutti i fattori di rischio. Riduce l adiposità addominale, riduce la pressione, riduce i trigliceridi, aumenta il colesterolo-hdl, riduce la glicemia.inoltre l attività fisica riduce la resistenza insulinica in quanto attiva i recettori per l insulina a livello dei tessuti ed in particolare nei muscoli. 7

10 Obesità L'obesità è una situazione di accumulo anomalo o eccessivo di grasso nei tessuti adiposi del corpo che comporta rischi per la salute. La causa di fondo è un'eccedenza energetica che determina un aumento di peso; in altre parole le calorie introdotte sono superiori alle calorie bruciate. L'IMC (un acronimo con il quale si indica l'indice di massa corporea) si calcola dividendo il peso espresso in chilogrammi per altezza espressa in metri al quadrato (kg/m2). Normalmente l'imc si dovrebbe attestare ad un valore che oscilla fra i 18,5 e i 25,superando il valore di 25 si entra nella fascia di rischio del soggetto, dove si possono riscontrare disturbi associati. Il rischio aumenta con l'aumentare del valore, diventando dapprima moderato fino a trasformarsi in alto Una volta raggiunto il valore di 25 la persona viene definita come in soprappeso; Superato il valore di 30 si rientra nel termine obeso Sovrappeso e obesità sono influenzati da molti fattori tra cui la predisposizione ereditaria, fattori ambientali e comportamentali, invecchiamento e gravidanze. Entrano in gioco anche fattori biologici come ormoni, genetica, stress, farmaci e invecchiamento. L'obesità predispone l'individuo ad una serie di fattori di rischio cardiovascolare tra cui il diabete, l'ipertensione e l'aumento del tasso di colesterolo nel sangue. Il diabete di tipo 2 è quello maggiormente legato all'obesità e al sovrappeso. In effetti, il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 aumenta già con un IMC nettamente al di sotto della soglia dell'obesità (IMC = 30). Il rischio di diabete di tipo 2 aumenta parallelamente all'imc, soprattutto nei soggetti con una predisposizione genetica a questa malattia e cala parallelamente alla perdita di peso. Le persone definite obese possono più facilmente riscontrare valori alti di trigliceridi (ovvero un tipo di grassi presenti nel sangue) e bassi valori di colesterolo HDL, il cosiddetto colesterolo buono, e di elevati valori di colesterolo LDL, definito anche come "colesterolo cattivo". Le persone obese con un forte accumulo di grasso endo addominale (la cosiddetta forma a mela") sono più facilmente soggette a tale situazione metabolica, ed hanno un elevato rischio di malattie coronariche. Con strumenti quali esercizio fisico e dieta e con conseguente diminuzione del peso, è prevedibile che la situazione lipidica nel sangue migliori Sono stati effettuati molti studi approfonditi sullo stretto rapporto che lega l'ipertensione (ovvero la pressione arteriosa elevata) e obesità, e nei paesi sviluppati l'ipertensione causata dall'obesità è calcolata sul 30-65% (a seconda degli studi). Infatti all'aumento del valore dell'imc si riscontra un aumento della pressione arteriosa, il rapporto è stato calcolato che ad ogni 10 kg corrisponda un aumento della pressione di 2-3 mm. Tale simbiosi la si riscontra anche quando il peso diminuisce, ed il rapporto in questo caso diventa che ad ogni 1% di peso complessivo perso corrisponda una diminuzione della pressione di 1-2 Hg Vi è una predisposizione maggiore all'ipertensione nelle persone definite in soprappeso rispetto a quelle con peso normale. Tre volte superiore in genere e sei volte superiore per la fascia di età cha va dai 20 ai 44 anni. Uno strumento fondamentale per orientare il paziente verso un peso ideale e l IMC (Indice di Massa Corporea) o BMI (Body Mass Index) Come calcolarlo: 8

11 Alterazioni del metabolismo lipidico Le alterazioni del profilo lipidico che caratterizzano la sindrome metabolica sono verosimilmente secondarie all'insulino-resistenza, che modifica la fisiologica soppressione del rilascio di acidi grassi da parte del tessuto adiposo nella fase post-prandiale. La maggiore disponibilità di precursori condiziona un aumento della sintesi di C-LDL da parte del fegato e una maggiore disponibilità di trigliceridi nella circolazione sistemica. L'insulino-resistenza si associa ad una ridotta attività delle lipoproteinlipasi di origine endoteliale che, in condizioni fisiologiche, contribuiscono alla sottrazione di trigliceridi dal flusso circolatorio e all'utilizzo dei prodotti del loro catabolismo come fonte energetica da parte dell'apparato muscoloscheletrico. Anche le LDL sono più ricche di trigliceridi e assumono l'aspetto di particelle più piccole e dense di quelle presenti nei soggetti con normale sensibilità all'insulina, manifestando una maggiore aterogenicità. Con il termine catabolismo s'intende l'insieme dei processi di eliminazione che hanno come prodotti finali sostanze più semplici e povere di energia, liberando quella in eccesso sotto forma di energia chimica ed energia termica. Le modificazioni indotte dall'insulino-resistenza sul metabolismo lipidico favoriscono lo sviluppo di obesità, che nei pazienti con sindrome metabolica assume un aspetto centrale con distribuzione viscerale dell'adipe soprattutto a carico dell'addome (Borsa omentale e sottocutaneo). L'insulinoresistenza modifica l'equilibrio tra fattori protrombotici e regolatori della fibrinolisi endogena a favore dei primi, contribuendo anche attraverso questo meccanismo all'aterosclerosi precoce e all'instabilità delle placche ateromasiche. L'iperinsulinemia e un'eventuale iperglicemia agiscono in modo sinergico con l'insulino-resistenza nel favorire una generica condizione di "trombofilia". Tra le anomalie più comuni del sistema emocoagulativo si segnalano l'iperattività piastrinica, l'incremento dei livelli plasmatici di alcuni precursori trombinici così come della stessa trombina e del D-dimero, e infine l'aumento di alcuni inibitori fisiologici della fibrinolisi come l'inibitore dell'attivatore del plasminogeno-1 e l'inibitore trombin-attivabile della fibrinolisi. Per trombofilia si intende una malattia ematologica, dovuta ad una coagulazione eccessiva del sangue, sviluppando di conseguenza trombosi ed embolie, sia venose che arteriose. A tutto questo si associa un'importante disfunzione endoteliale che si esprime principalmente con una riduzione dei vasodilatatori fisiologici (ossido nitrico, prostacicline) e con un aumento dei fattori ad azione pro-aggregante e vasocostrittrice (endotelina-1) Trigliceridi Anche i trigliceridi alti, possono essere un fattore di rischio per la Sindrome Metabolica. In questo caso la prevenzione è essenzialmente di tipo alimentare in quanto spesso valori elvati di trigliceridi sono correlati ad un eccessivo consumo di grassi e zuccheri. Vediamo alcuni valori di riferimento che ci possono orientare: Livello Concentrazione Normale minore di 150 mg/dl Medio alto mg/dl Alto mg/dl Molto Alto pari o superiore a 500 mg/dl 9

12 Ipertensione arteriosa Valori dell' ipertensione arteriosa Diastolica < 80 ottimale < 85 Normale > 89 < 120 < > 139 Moderata primo stadio di ipertensione Sistolica Ottimale Normale medio - elevata primo stadio di ipertensione L'ipertensione arteriosa è una delle componenti cliniche costanti nella sindrome metabolica. Nel diabete mellito può essere una condizione clinica associata che si comporta come un ulteriore fattore di rischio cardiovascolare, o la conseguenza della nefropatia diabetica, la quale esordisce con la microalbuminuria e progredisce successivamente verso la sindrome nefrosica e l'insufficienza renale cronica. Si definisce nefropatia diabetica l'insieme di alterazioni che coinvolgono il rene. L'insulino-resistenza come causa dell'ipertensione arteriosa Il ruolo dell'insulino-resistenza nella genesi dell'ipertensione arteriosa è documentato dall'osservazione che, in assenza di diabete mellito noto o clinicamente evidente, un'insulino-resistenza e un'iperinsulinemia sono state rilevate in oltre il 70% dei pazienti con ipertensione arteriosa essenziale, non necessariamente obesi. La prevalenza dell'ipertensione arteriosa nei pazienti con diabete mellito è circa doppia rispetto a quella della popolazione generale e tende ad aumentare in funzione dell'età, della durata della malattia diabetica, della presenza di obesità e di complicanze macro e microvascolari. La condizione di insulino-resistenza/iperinsulinemia si associa alla riduzione della vasodilatazione endotelio-dipendente. L'aumento delle concentrazioni di insulina circolante favorisce il riassorbimento renale di sodio e di acqua, una maggiore risposta vasocostrittrice all'aldosterone e all'angiotensina II, una ridotta azione dell'ormone natriuretico atriale, la stimolazione dell'attività nervosa simpatica e la modificazione di fattori locali di regolazione del tono vascolare, con inevitabili ripercussioni sulla pressione arteriosa sistemica. Inoltre la stimolazione dei fattori di crescita mediata dall'iperinsulinemia, soprattutto di quelli che agiscono sulla muscolatura liscia vasale come l'insulin-like growth factor-1, contribuisce alla vasocostrizione periferica e quindi all'aumento delle resistenze vascolari periferiche totali. L'ipertensione arteriosa accelera la progressione dei danni microvascolari e macrovascolari indotti dal diabete e dagli altri fattori di rischio cardiovascolare e aumenta la probabilità di eventi clinici di tipo ischemico, come dimostrato nello studio osservazionale UKPDS36 (UK Prospective Diabetes Study). Esiste una correlazione positiva tra valori progressivamente più elevati di pressione sistolica e la maggiore incidenza di infarto miocardico, che risulta peraltro di circa due volte più frequente per ciascun punto di pressione sistolica media nei pazienti diabetici. Oltre ad accelerare i processi di aterosclerosi vascolare, l'ipertensione arteriosa danneggia anche il miocardio modificandone la struttura, la funzione diastolica e quella sistolica. Il risultato finale è il rimodellamento del ventricolo sinistro, fenomeno progressivo ed evolutivo verso l'insufficienza cardiaca. È stata dimostrata una stretta associazione tra diabete mellito e ipertensione arteriosa con lo sviluppo di ipertrofia ventricolare sinistra, con un conseguente impatto maggiore del solo diabete sullo spessore della parete e dell'associazione diabete/ipertensione sulla massa ventricolare totale. La funzione ventricolare sinistra è compromessa sia nei pazienti affetti dalla sola ipertensione che in quelli affetti dal solo diabete, anche se l'entità della compromissione è decisamente più rilevante in coloro che presentano entrambe le patologie. Anche i fenomeni di morte cellulare programmata (apoptosi) vengono facilitati dalla coesistenza di ipertensione arteriosa e di diabete mellito attraverso l'aumento delle concentrazioni di angiotensina II secondario all'iperattivazione del sistema renninaangiotensina. D'altro canto l'aumento dello stress ossidativo secondario alla disfunzione endoteliale, associato all'insulino-resistenza, di per sé sembra facilitare il fenomeno dell'apoptosi a livello delle cellule 10

13 miocardiche, che vanno incontro a necrosi, e contribuire in tal modo allo sviluppo della cardiomiopatia descritta nei pazienti diabetici. In definitiva i pazienti con sindrome metabolica presentano un rischio elevato di sviluppare precocemente l'aterosclerosi, una malattia cronica delle arterie, e le sue complicanze. Riconoscere tale condizione permette di identificare i soggetti il cui profilo di rischio impone drastiche misure di correzione dello stile di vita. Volendo raggiungere i normali valori del peso corporeo ideale, del profilo glico-lipidico e dei valori di pressione arteriosa, bisogna sia fare attività fisica e seguire una dieta equilibrata sia vietare comportamenti scorretti e nocivi ( quali il fumo). Relazioni con la cardiopatia ischemica Il termine "fattore di rischio" apparve per la prima volta nel titolo di un articolo medico del 1963 e divenne successivamente ampiamente accettato anche per caratterizzare altre conseguenze dell'aterosclerosi, quali ictus e arteriopatia periferica. Il rischio cardiovascolare, così come definito da ampi studi osservazionali, non risulta in rapporto ad un solo determinante, ma appare correlato ad un ampio spettro di fattori di rischio che si manifestano in maniera diversa in ciascun individuo. Se un soggetto può presentare alcune di queste condizioni singolarmente espresse ad un livello elevato (per esempio grave ipercolesterolemia familiare, ovvero l'eccesso di colesterolo nel sangue o ipertensione arteriosa di grado severo), altri soggetti possono vedere accresciuto il loro rischio in quanto presentano una costellazione di caratteristiche solo lievemente alterate. Se pure queste ultime non appaiono da sole capaci di influenzare l'incidenza di malattie cardiovascolari, esse si potenziano reciprocamente e il rischio che ne deriva diventa clinicamente significativo. Si parla pertanto di «rischio cardiovascolare globale»: è chiaro che questa globalità è in funzione del tipo e del numero, oltre che del livello dei fattori di rischio considerati, e che potrà ulteriormente variare in funzione di condizioni non incluse o per valori dei fattori di rischio non considerati. Tutti i fattori implicati nella sindrome metabolica sono i principali fattori di rischio cardiovascolari. Diabete e rischio cardiovascolare Vari studi epidemiologici e patologici indicano il diabete come un fattore di rischio indipendente per le cardiopatie sia negli uomini sia nelle donne. La percentuale di morte delle persone affette da diabete per colpa di malattie cardiovascolari si attesta al 65%. Il diabete mellito è inoltre un fattore prognostico negativo per tutti i pazienti con malattia coronarica e in particolare per i pazienti sottoposti ad interventi coronarici percutanei (PCI). La restenosi, anomalia che si verifica quando si riformano placche aterosclerotiche nelle coronarie, in precedenza rimosse con un intervento chirurgico chiamato angioplastica, rappresenta il principale svantaggio degli interventi coronarici per via transcutanea da quando sono state utilizzate per la prima volta. A seguito del danno causato dalla restenosi le cellule muscolari lisce vascolari (VSMCs, acronimo di Vascular Smooth Muscle Cells) modificano il loro fenotipo, prima contrattile ora sintetico (dedifferenziazione), proliferando nella tonaca media e formando così la neointima. Altri studi hanno invece dimostrato che le cellule di midollo osseo circolanti originano la metà del tessuto neointimale. Per fenotipo si intende la totale manifestazione fisica di un organismo, ottenuti da una combinazione fra il patrimonio genetico e le condizioni ambientali in cui vive. La neointima è una nuova struttura organica creata dall'accumulo di cellule muscolari lisce nella tonaca intima, causata sempre da un qualche danno all'organismo provocato da un intervento sulla persona (angioplastica, catetere a palloncino) Per prevenire la restenosi si utilizzano farmaci antiaggreganti (come l'aspirina), ipolipemizzanti (come le statine); si dovrebbe inoltre cessare il consumo di sigarette e similari e infine mantenere un corretto profilo glucidico (ridurre l'assunzione di carboirdati). L'NO (ovvero l'ossido nitrico) sembra svolgere un lavoro di "protezione" del sistema vascolare, inibendo l'attivazione delle piastrine, l'ispessimento della neointima, il reclutamento dei leucociti e l'ossidazione delle LDL. Di fatto, la perdita della vasodilatazione NO-dipendente è un aspetto importante nella disfunzione endoteliale caratterizzante il diabete, poiché inibisce l'attivazione delle piastrine, l'ispessimento della neointima, il reclutamento dei leucociti e l'ossidazione delle LDL. Si pensa che l'no, con alcuni fattori di crescita, favorisca la proliferazione endoteliale, tanto nel corso del cambio endoteliale che nella creazione di nuovi vasi. 11

14 Oltre al rischio concreto che corre una persona di sviluppare malattia aterosclerotica coronarica, esiste anche una cardiomiopatia diabetica che non si associa agli altri fattori di rischio cardiovascolare ma che deriva soltanto dalle alterazioni metaboliche della malattia diabetica. Diverse alterazioni molecolari sono state riscontrate nel diabete mellito. Il tessuto muscolare diabetico, mostra una riduzione dell'attivazione indotta dall'insulina di PI3 kinase e di AKT. Nel miocardio di persone diabetiche è anche presente una alterazione della risposta angiogenetica in seguito ad ischemia, anomalia che si fonde con la riduzione delle capacità riparative. Dislipidemie e rischio cardiovascolare Per dislipidemia si intende un qualsiasi difetto del metabolismo delle lipoproteine. Tra i fattori di rischio cardiovascolare, un ruolo di primo piano è riconosciuto ai disordini del metabolismo lipidico. La maggior parte dei pazienti che presentano aterosclerosi precoce non sono affetti da iperlipemie gravi, piuttosto manifestano aumenti di grado moderato di colesterolo LDL e trigliceridi o una riduzione di colesterolo HDL. Un aumento della colesterolemia, e in particolare dei livelli di LDL, rappresenta un determinante principale di malattia coronarica, specialmente quando inserito nel contesto del profilo di rischio complessivo. L'aumento del grasso viscerale, la cosiddetta obesità addominale, una pressione arteriosa elevata e l'insulino-resistenza sono tutti fattori spesso associati ad un incremento dei livelli plasmatici di trigliceridi e ad una riduzione del colesterolo HDL. La lipodistrofia di Dunnigan è un'anomalia genetica con caratteristiche che ricordano la sindrome metabolica. Ipertensione e rischio cardiovascolare Livelli pressori preipertensivi (fra i 120/80 ed i 139/89 mmhg) sono associati ad aumento del rischio di malattie cardiovascolari. Il rischio risulta comunque abbastanza eterogeneo: alcuni soggetti preipertesi sono infatti maggiormente a rischio rispetto agli altri, come ad esempio anziani, obesi, diabetici ed afroamericani. Sembra che sia la pressione sistolica il fattore maggiormente predittivo di rischio cardiovascolare. Ciò è valido in un ampio range di età. Rispetto alla pressione sistolica, quella differenziale e la pressione arteriosa media non risultano altrettanto costantemente indicative come fattori predittivi del rischio cardiovascolare nelle varie fasce d'età. Un'eccessiva riduzione della pressione diastolica dovrebbe essere evitata nei pazienti con coronaropatie. Bisogna comunque rimanere aggressivi nella riduzione della pressione, soprattutto di quella sistolica, ma clinicamente non si deve dimenticare che se la pressione diastolica scende sotto i 70 mmhg è possibile andare incontro a compromissione del flusso coronarico ed all'aumento del rischio di un evento negativo. La perfusione coronarica avviene infatti prevalentemente durante la diastole, in contrasto con quanto avviene in tutti gli altri settori della circolazione. Il minor rischio di esiti negativi si osserva per una pressione di 128/74 mmhg. La sistole è una fase del ciclo cardiaco in cui il muscolo cardiaco si contrae, la pressione sistolica si riferisce infatti al valore pressorio del sangue arterioso più alto raggiunto durante il battito cardiaco La diastole è il periodo di rilassamento del muscolo cardiaco dopo la contrazione (ovvero la sistole), la pressione diastolica si riferisce infatti al valore pressorio del sangue arterioso più basso raggiunto durante il battito cardiaco Prevenzione Molti fattori possono essere controllati o modificati dallo stile di vita di una persona. Un'attività fisica regolare (circa 30 minuti al giorno) migliora la captazione di insulina da parte dei tessuti, migliora in generale tutto il metabolismo dei carboidrati, nonché contribuisce alla diminuzione del peso corporeo che è notoriamente associato ad una diminuzione dei valori pressori. Una dieta povera di grassi e ricca di alimenti contenenti acidi grassi omega3 (riscontrabili nel pesce) diminuisce il colesterolo totale ed i trigliceridi, aumentando le HDL e di conseguenza migliorando l'assetto lipidico. 12

15 PIANTE MEDICINALI UTILI NELLA TERAPIA DEL DIABETE Prima di iniziare a parlare di fitoterapia dobbiamo ricordare che il diabete è una patologia molto delicata che deve essere gestita e seguita dal medico curante o dal centro antidiabetico. È comunque importante conoscere le piante utili a controllare la glicemia per poter dare dei consigli al banco ed evitare magari il fai da te da parte del paziente. La fitoterapia sarà uno strumento utile soprattutto nella prevenzione dell insorgenza della malattia nelle persone che presentano una predisposizione e sarà utile anche nella prevenzione della Sindrome Metabolica. Piante a polofenoli: attraverso la loro azione antiossidante inbiscono la -glicosidasi Eucalipto (Eucalyptus globulus ) Famiglia: Myrtaceae Origini:Australia Parti utilizzate: Foglie dei rami adulti Fitocomplesso: o Un olio essenziale(1,5-3,5%) particolarmente ricco in eucaliptolo (o 1,8-cineolo) o Monoterpeni (_pinene, p-cimene, ecc) o Triterpeni (derivati dell acido ursolico) o Flavonoidi o Polifenoli e calyptodie o Tannini Per l azione ipoglicemizzante si utilizza la Tintura Madre a bassa gradazione alcolica (30-35 ) o l infuso di foglie, con tempi d infusione lunghi (20 minuti) per evitare alte concentrazioni di monoterpeni e triterpeni. Responsabili dell azione ìpoglicemizzante sono principalmente i polifenoli ed in parte il calyptodie, che attraverso la loro azione antiossidante inbiscono la -glicosidasi, importanti enzimi digestivi, situate sull orletto a spazzola delle cellule dell intestino tenue e deputate alla scissione dei carboidrati complessi come disaccaridi e polisaccaridi in carboidrati semplici (monosaccaridi )che poi vengono assorbiti. Proprio per questo motivo l assunzione dovrà essere fatta prima o durante il pasto principale, Anche i Tannini impedirebbero la digestione delle sostanze amilacee, riducendo così il picco glicemico postprandiale. Posologia: Eucalipto T.M. a bassa gradazione alcolica, 60 gtt x 2 volte al giorno durante pranzo e cena. N.B. L'olio essenziale è presente in Farmacopea ufficiale. È utilizzato per la sua attività balsamica, fluidificante delle secrezioni catarrali dell'apparato respiratorio e sedativa della tosse (in preparazioni galeniche ad uso esterno o per via orale, in capsule o soluzioni liquide). L'aerosol può essere irritativo, e i dati di un recente lavoro dimostrano che oli essenziali ad alte concentrazioni possono ridurre in vitro l'attività ciliare delle cellule della mucosa respiratoria non protetta dal muco. Sperimentalmente l'eucalipto ha ridotto l'iperglicemia in topi sovrappeso, e quindi potrebbe rappresentare una potenziale risorsa anche per il paziente diabetico. Controindicazioni, soprattutto dell olio essenziale: nausea, vomito, gastrite miosi, disturbi dello stato di coscienza, convulsioni (alte dosi di olio essenziale). Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti 13

16 . Anche altre piante hanno nel loro fitocomplesso polifenoli con azione ipoglicemizzante: o Noce (juglans Regia) foglie o Vaccinium Myrtillus (Mirtillo nero) foglie o Agrimonia Eupatoria sommità o Rosmarinus Officinalis o Salvia Officinalis Queste piante possono essere usate insieme in una tisana o miscelati insieme come Tintura Madre. Se usate singolarmente è consigliabile la T.M. 60 gtt x 2 durante i pasti L Agrimonia, oltre ai polifenoli, contiene triterpenoidi, flavonoidi e tannini con azione astringente, utile dunque in persone che tendono ad avere episodi di diarrea leggera. La Salvia, oltre ai polifenoli contiene anche flavonoidi che insieme svolgono una blanda azione similestrogenica, inoltre svolge un azione anidrotica bloccando la secrezione delle ghiandole sudoripare.sarà da prediligere nelle donne in menopausa, con ipersudorazine e con iperglicemia. Il Rosmarino con la presenza di acido rosmarinico(attività coleretica) e flavonoidi aiuta la funzionalità epatodigestiva e svolge un azione spasmolitica sulla mucosa gastrointestinale. Piante a glucochinine guanidiniche: Aumentano il numero dei recettori insulinici di membrana, potenziando l effetto insulinico di membrana. Galega officinalis Arctium Lappa (Bardana) Urtica Dioica foglie Galega officinalis Famiglia: Fabaceae Parti utilizzate: Foglie e parti aeree Fitocomplesso: Flavonoidi polisaccaridi polifenoli galegina (derivato guanidinico) La Galega è una pianta che la medicina popolare utilizza comunemente per favorire la lattazione (da cui anche il nome 'galega' dal greco gala aghein) e come rimedio antidiabetico. La galega è la fonte botanica da cui è stata isolata per la prima volta nel 1950 la Metformina. Più che un azione ipoglicemizzante, la pianta svolge un azione anti-iperglicemizzante, non induce rilascio di insulina dal pancreas, ne provoca ipoglicemia. Non presenta effetti sulla secrezione di glucagone, cortisolo, ormone della crescita o somatostatina. La galegina (composto glucochinino guanidinico) aumentano il numero dei recettori insulinici di membrana e potenzia l effetto insulinico all interno della cellula, aumentando l azione dell insulina a livello del tessuto muscolare e adiposo. Oltre a potenziare l effetto dell insulina, la galegina riduce la produzione epatica di glucosio. Inoltre in parte il fitocomplesso, probabilmente per la presenza di polifenoli, riduce l assorbimento intestinale di glucosio. Interazioni: Antidiabetici orali Avvertenze: Sono stati descritti casi di intossicazioni in animali (pecore e bovini) con dispnea, schiuma dalla bocca, accessi di tosse e morte, dovuto al consumo della pianta fresca. 14

17 Arctium Lappa (Bardana) Parti utilizzate:radici Fitocomplesso: Lignani:arctigenina, matairesinolo, lappaoli (azione detossificante) Sesquiterpeni: arctiolo, eudesmolo, fukinone (azione cicatrizzante per uso esterno) Acidi organici (malico, lattico, tartarico) Polifenoli: acido caffeico, acido clorogenico Acido -guanidin butirrico (az.ipoglicemizzante) Steroli: sitosterolo, stigmasterolo (az.antinfiammatoria) Inulina (azione equilibrante sulla flora batterica intestinale) Mucillagini, Tannini (protettiva della mucosa intestinale) Principalmente l estratto della radice di Bardana viene utilizzato nelle affezioni dermatologiche per la sua azione depurativa sulla pelle. Usata in caso di dermatiti, foruncolosi, acne, psoriasi, seborrea. Ha un organotropismo per la cute, apparato urinario, metabolismo glucidico, disintossicante epatico e intestinale. Contiene derivati guanidinici e svolge anche un azione ipoglicemizzante, comunque meno marcata rispetto alla galega. Una delle indicazioni principali sarà dunque nelle affezioni dermatologiche del paziente diabetico. Le foglie per uso esterno usate come applicazioni locali svolgono un attività antinfiammatoria e disinfettante. Urtica Dioica Parti utilizzate: Foglie Famiglia: Urticaceae Fitocomplesso: Sali minerali (K, Ca, Mg), silicati, acidi organici, proteine (23-24% della pianta secca), aminoacidi, flavonoidi, cumarine, vitamina C, B, K. Tra le piante a glucochinine guanidiniche è quella che presenta un azione ipoglicemizzante minore. Svolge principalmente un azione rinineralizzante ed antiastenica per la presenza di protidi, aminoacidi e sali minerali. La presenza di flavonoidi determina una leggera azione diuretica ed antiinfiamatoria, antireumatica. L utilizzo consigliato potrebbe essere nella cura dell astenia fisica del diabetico. N.B. L ortica radice svolge un azione antiprostatica, in particolare sulla componente infiammatoria. 15

18 PIANTE DI MAGGIOR INTERESSE FITOTERAPICO PER LA PREVENZIONE DEL DIABETE Gymnema silvestre Famiglia: asclepiadaceae Origine: India e Paesi dell Africa centrale Droga: Foglie Sinonimi: Gur-mar (dalla lingua Hindu che significa eliminatore di zuccheri ) Fitocomplesso: o Polifenoli o Glucosidi triterpenici (acidi gimnemicia-d), molecole molto simili tra loro, il cui aglicone sono costituiti dalla gimnemagenina e dall gimnestrogenina e fra i quali il più attivo risulta essere l acido gimnemico A1. La Gimnema agisce principalmente attraverso due meccanismi: 1. Riduce l assorbimento intestinale del glucosio attraverso un blocco reversibile dei recettori per il glucosio a livello dei villi intestinali, sembra che in particolare l acido gimnemico abbia un meccanismo di tipo competitivo rispetto al glucosio nel legame con il recettore presente a livello intestinale. 2. agisce sia sul Diabete di tipo I che tipo II in quanto aumenta l azione dell insulina a livello sistemico ed alcuni esperimenti su animali hanno evidenziato un azione rigenerante e rivitalizzante sulle cellule del Pancreas. N.B. è stato sperimentalmente provato che l effetto ipoglicemizzante della pianta avviene solo in presenza di Diabete e in caso di persone sane non produce alcun effetto ipoglicemizzante. Posologia: Gymnema E.S. 300 mg x 2 volte al giorno prima dei pasti Famiglia: Cucurbitaceae Origine: Cina e regioni sud-est asiatiche Mormodica Charantia L. Fitocomplesso: o Glucosidi (momordicosidi) o Flavonoidi o Licopene o Glucosidi steroidei (Luteolina, citrullina, charantina, cryptoxantina) o Proteine ad azione insulino-mimetica (polipeptide-p) o Tracce di alcaloidi Meccanismo d azione: i glucosidi steroidei ed in particolare la charantina svolgono un azione stimolante la secrezione di insulina da parte delle cellule del Pancreas oltre ad inibire la -glicosidasi intestinale, enzima presente sui villi intestinali che trasforma i carboidrati in monosaccaridi facilmente assimilabili. È una pianta utile nel diabete tipo II e riduce sensibilmente sia la glicemia postprandiale sia i valori dell emoglobina glicata. Posologia: 1 o 2 capsule da 100 mg (titolate al 7-8% in fitosteroli) da assumere durante i pasti principali. 16

19 Famiglia: Lytraceae Droga: foglie Banaba (Lagerstroemia speciosa) Fitocomplesso: o Triterpenoidi: (acido corosolico, acido maslinico) o Kaempferolo o Ellagitannini (lagerstroemin, flosin B e reginin A) o Tannini (lagertannini) Meccanismo d azione: In particolare l acido corosolico svolge un azione insulino-simile, in particolare sembra stimolare, come l insulina, l up-take cellulare di glucosio. Il vantaggio è che la pianta a differenza dell insulina, che deve essere somministrata per via sottocutanea, è efficace anche se somministrata per via orale svolge un azione insulinosimile ed ha un meccanismo d azione che possiamo definire complementare ai farmaci ipoglicemizzanti di sintesi. Posologia: è stato sperimentalmente dimostrato che l estratto oleoso di Banaba svolge un azione ipoglicemizzante più marcata rispetto all estratto secco, probabilmente per un maggiore assorbimento a livello intestinale e quindi una maggiore biodisponibilità. Banaba Capsule di gelatina molle, 30 mg /die di estratto standardizzato all 1% in acido corosolico, da assumere preferibilmente durante o dopo i pasti principali. La Banaba ed in particolare l acido corosolico dunque apre nuovi scenari nel futuro della terapia del diabete. Cromo polinicotinato Il cromo stimola l attività degli enzimi responsabili del metabolismo del glucosio, è utile per l energia dell organismo e per al sintesi degli acidi grassi e del colesterolo. Il cromo e parte integrante del GTF (Glucose Tollerance factor ) ed è stato dimostrato che una sua carenza è una delle cause principali dell insulino-resistenza. Oltre a migliorare il metabolismo degli zuccheri dei grassi e del colesterolo, svolge un azione preventiva nello sviluppo della Sindrome Metabolica. Meccanismo d azione: Il cromo favorisce l attacco dell insulina ai recettori specifici di membrana, probabilmente è un cofattore importante per la formazione di legami disolfuro tra l insulina e il recettore. In questo modo migliora sia il metabolismo glucidico, ma anche quello proteico e lipidico. STEVIA REUBAUDIANA La stevia è un a pianta endemica dell America Meridionale. Viene attualmente coltivata in tutta l America Centro-meridionale e in Asia (Thailandia, Cina, Corea, Giappone). La popolazione endemica chiama la pianta Guarani che significa erba dolce. Droga: Foglie. Anche se tutte le parti della pianta hanno sapore dolce, le foglie hanno una più alta concentrazione in principi dal sapore dolce. 17

20 Fitocomplesso: 42% di sostanze idrosolubili e in particolare di terpeni glucosidici: o Stevioside o Steviolbioside o Rebaudioside A o Reubaudioside B o Rebaudioside C o Dulcoside A o Dulcoside B Lo stevioside e il reubaudioside hanno un potere 300 volte più dolcificante del saccarosio. Il dulcoside a e B hanno un azione dolcificante 100 volte maggiore del saccarosio. I principi attivi hanno un potere dolcificante 300 volte superiore al saccarosio e le foglie essiccate sono 15 volte più dolci dello zucchero tradizionale. Da non dimenticare dunque l utilizzo della pianta come taglio tisana in aggiunta ad eventuali tisane preparate in farmacia come correttivo del sapore e per renderla più gradevole. Vantaggi nellutilizzo dell estratto di Stenia Reubaudiana: o potere dolcificante 300 volte quello del saccarosio o privo di calorie o acariogeno o stabile al calore la pianta potrà essere utilizzata in tutta sicurezza in caso di: o trattamento dell obesità o mantenimento del peso corporeo o prevenzione e riduzione della carie e della placca o trattamento del diabete Lo stevioside e il reubaudoside sono stabili al calore ( fino a 250 ) e stabili in un intervallo di PH compreso fra 3 e 9. Queste caratteristiche lo rendono un ottimo additivo come dolcificante, nella preparazione di prodotti da forno. La leggera attività antibatterica mostrata da alcuni dei composti contenuta negli estratti, li rende non fermentabili e poco favorevoli allo sviluppo della placca batterica, quindi perfetta per entrare nella composizione di caramelle chewing-gum e bevande. Anche nella sperimentazione animale lo stevioside ha dimostrato un azione ipoglicemizzante. L azione dello stevioside e delo steviolo sono stati studiati su ratti con diabete tipo I (insulino dipendente) e di tipo II (insulino-indipendente) e in entrambi i casi si è registrato una netta riduzione dei tassi ematici di glucosio. È stato dimostrato sperimentalmente, utilizzando isolotti pancreatici sani di topo e linee di cellule -pancreatiche con diabete di tipo I, che sia lo stevioside, ma in modo più marcato lo steviolo, inducono un aumento della secrezione di insulina dagli isolotti incubati e l effetto risulta dose dipendente. Abbiamo dunque a disposizione in Farmacia un dolcificante senza calorie e che svolge un azione insulinotropico e anti-iperglicemico. Studi sull uomo hanno dimostrato che un pasto standard contenete 1 gr di stevioside somministrato a 12 pazienti con diabete di tipo II è stato in grado di abbassare i livelli di glucosio post-prandiale del 18% circa, Dopo il trattamento con lo stevioside, la secrezione di insulina è aumentata del 40% e non è stata notata glicosuria. In un altro esperimento condotto su persone con diabete tipo II, l utilizzo del reubauside, a concentrazioni 7 volte maggiori rispetto all introito quotidiano tradizionale, ha dimostrato effetti positivi sull omeostasi del glucosio e sul profilo lipidico e sulla pressione sanguigna. Questo apre nuovi scenari e prospettive future incoraggianti sulla prevenzione della sindrome metabolica. 18

DIABETE MELLITO. Organi danneggiati in corso di diabete mellito INSULINA

DIABETE MELLITO. Organi danneggiati in corso di diabete mellito INSULINA DIABETE MELLITO Il diabete mellito è la più comune malattia endocrina: 1-2% della popolazione E caratterizzato da : -alterazione del metabolismo del glucosio -danni a diversi organi Complicanze acute:

Dettagli

Il Diabete Mellito. Mariarosaria Cristofaro UOC Diabetologia-Endocrinologia ASReM Campobasso. Campobasso 19 marzo 2014

Il Diabete Mellito. Mariarosaria Cristofaro UOC Diabetologia-Endocrinologia ASReM Campobasso. Campobasso 19 marzo 2014 Il Diabete Mellito Mariarosaria Cristofaro UOC Diabetologia-Endocrinologia ASReM Campobasso Campobasso 19 marzo 2014 DIABETE MELLITO Definizione Il diabete mellito è una malattia cronica caratterizzata

Dettagli

STEATOSI EPATICA: malattia emergente CORSO ECM

STEATOSI EPATICA: malattia emergente CORSO ECM 10 MAGGIO 2014, ore 08:30 Centro Analisi Monza MONZA (MB) STEATOSI EPATICA: malattia emergente CORSO ECM Specialista in Medicina Interna Numero pazienti esaminati 340 15,88 84,12 Maschi Femmine Analisi

Dettagli

CHE COS E IL DIABETE E COME SI PUO CURARE

CHE COS E IL DIABETE E COME SI PUO CURARE Lega Friulana per il Cuore CHE COS E IL DIABETE E COME SI PUO CURARE Materiale predisposto dal dott. Diego Vanuzzo, Centro di Prevenzione Cardiovascolare, Udine a nome del Comitato Tecnico-Scientifico

Dettagli

della secrezione di insulina, la soppressione della secrezione di glucagone, il rallentamento dello svuotamento gastrico, la riduzione dell

della secrezione di insulina, la soppressione della secrezione di glucagone, il rallentamento dello svuotamento gastrico, la riduzione dell Introduzione Il diabete mellito di tipo 2 rappresenta un problema medico estremamente rilevante per l ampia diffusione della patologia e per la morbilità a essa associata. Mentre si è affermata la necessità

Dettagli

Attualità in tema di diabete: Iperglicemia post-prandiale Resistenza insulinica Dott. Piero Vasapollo Area Endocrinologia e metabolismo della

Attualità in tema di diabete: Iperglicemia post-prandiale Resistenza insulinica Dott. Piero Vasapollo Area Endocrinologia e metabolismo della Ridurre i fattori di rischio cardiovascolari : il diabete Attualità in tema di diabete: Iperglicemia post-prandiale Resistenza insulinica Dott. Piero Vasapollo Area Endocrinologia e metabolismo della Società

Dettagli

uno dei maggiori problemi clinici del nostro secolo. "essenziale" "secondaria".

uno dei maggiori problemi clinici del nostro secolo. essenziale secondaria. L ipertensione arteriosa, una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati, si riscontra nel 20 percento della popolazione adulta ed è considerata uno dei maggiori problemi clinici del nostro

Dettagli

Aspetti generali del diabete mellito

Aspetti generali del diabete mellito Il diabete mellito Aspetti generali del diabete mellito Il diabete è una patologia caratterizzata da un innalzamento del glucosio ematico a digiuno, dovuto a una carenza relativa o assoluta di insulina.

Dettagli

DIABETE MELLITO TIPO 2 Presentazione PDTA ULSS 6 Vicenza. Vicenza 20 Maggio 2014

DIABETE MELLITO TIPO 2 Presentazione PDTA ULSS 6 Vicenza. Vicenza 20 Maggio 2014 DIABETE MELLITO TIPO 2 Presentazione PDTA ULSS 6 Vicenza Vicenza 20 Maggio 2014 Percorso Diagnostico Terapeutico tra MMG delle MGI dell ULSS 6 Vicenza e la Diabetologia Gli Obiettivi HbA1c < 53 mmol/mol

Dettagli

BREVE SINTESI E GLOSSARIO SUL DIABETE MELLITO

BREVE SINTESI E GLOSSARIO SUL DIABETE MELLITO BREVE SINTESI E GLOSSARIO SUL DIABETE MELLITO 1. Definizione 2. Classificazione 2.1. Diabete mellito di tipo 1 2.2. Diabete mellito di tipo 2 2.3. Diabete gestazionale 2.4. Altre forme di diabete 2.5.

Dettagli

C A R D I O P A T I A I S C H E M I C A : R I D U R R E I L R I S C H I O. Riassunto

C A R D I O P A T I A I S C H E M I C A : R I D U R R E I L R I S C H I O. Riassunto Riassunto 1 Introduzione 1.1 Premessa 1.2 Spesa sanitaria e cardiopatia ischemica 1.3 Fattori di rischio coronarico come causa di cardiopatia ischemica 1.3.1 Prospettive future 1.3.2 Nutrizione e malattie

Dettagli

Tu sei nel cuore di Fondo Est!

Tu sei nel cuore di Fondo Est! Tu sei nel cuore di Fondo Est! Prevenzione della Sindrome Metabolica 1 Fondo EST in collaborazione con Unisalute ti invita a partecipare alla campagna TU SEI NEL CUORE DI FONDO EST. Si tratta di uno screening

Dettagli

Alcune considerazioni Sul diabete. Anna Carla Babini

Alcune considerazioni Sul diabete. Anna Carla Babini Alcune considerazioni Sul diabete Anna Carla Babini Quali argomenti Assolutamente pratici Criteri diagnostici metformina come utilizzarla insulina basale? QUALE VOI VORRETE HbA1c 6,5% il cut-point diagnostico

Dettagli

DIABETE MELLITO DIABETE MELLITO: EPIDEMIOLOGIA

DIABETE MELLITO DIABETE MELLITO: EPIDEMIOLOGIA HOME DIABETE MELLITO Dr. Alessandro Bernardini DIABETE MELLITO: EPIDEMIOLOGIA DIABETE MELLITO Il diabete di tipo 1 si può manifestare a qualsiasi età, ma c'è un netto aumento nel periodo della pubertà

Dettagli

L OBESITA : FATTO DI ESTETICA O MALATTIA?

L OBESITA : FATTO DI ESTETICA O MALATTIA? Cernusco Lombardone 11-05-2013 L OBESITA : FATTO DI ESTETICA O MALATTIA? Dott Ivano Baragetti Divisione di Nefrologia e Dialisi Ospedale Bassini, Cinisello Balsamo Azienda Ospedaliera ICP Milano IN UN

Dettagli

STENOSI CAROTIDEA. Influenza del controllo glicemico. Este, 29 novembre 2013. giuseppe panebianco

STENOSI CAROTIDEA. Influenza del controllo glicemico. Este, 29 novembre 2013. giuseppe panebianco STENOSI CAROTIDEA Influenza del controllo glicemico Este, 29 novembre 2013 giuseppe panebianco Difficoltà di determinare una correlazione tra correzione terapeutica dell iperglicemia e riduzione delle

Dettagli

I MERCOLEDÌ DEL CITTADINO: 23 ottobre 2013 Sala Piccolotto ore 18.00

I MERCOLEDÌ DEL CITTADINO: 23 ottobre 2013 Sala Piccolotto ore 18.00 I MERCOLEDÌ DEL CITTADINO: CONOSCERE PER PREVENIRE Prevenzione dell'ictus cerebrale dr. Francesco malfa Dirigente Medico Neurologia di Feltre neurosonologo 23 ottobre 2013 Sala Piccolotto ore 18.00 Dati

Dettagli

Condizioni e fattori di rischio di DMT2

Condizioni e fattori di rischio di DMT2 Condizioni e fattori di rischio di DMT2 IFG o IGT o pregresso diabete gestazionale Età >45 anni, specie se con BMI >25 od obesità centrale Età 25) e una o più fra le seguenti

Dettagli

PARLIAMO DI DIABETE 4

PARLIAMO DI DIABETE 4 ASSOCIAZIONE DIABETICI TORINO 2000 Via San Domenico, 18 Torino Tel. 011.436.2269 Presidente Sig.ra M. Bono e-mail assdiato2000@email.it Alberto BRUNO U.O.A. DIABETOLOGIA ASO San Giovanni Battista Torino

Dettagli

2 CONVEGNO DIABESITA

2 CONVEGNO DIABESITA 2 CONVEGNO DIABESITA La co-morbidità nel paziente con diabesità Dott. Roberto Gualdiero 7 Giugno 2014- CAVA DEI TIRRENI Diabesità è il neologismo coniato dall OMS per sottolineare la stretta associazione

Dettagli

DELL OBESITA IN RELAZIONE ALLA LOCALIZZAZIONE

DELL OBESITA IN RELAZIONE ALLA LOCALIZZAZIONE LE COMPLICANZE ADIPOSA DELL OBESITA IN RELAZIONE ALLA LOCALIZZAZIONE E sempre più chiaro che non è tanto l entità della massa adiposa a incidere negativamente sulla salute, quanto la distribuzione del

Dettagli

CLASSIFICAZIONE del DIABETE

CLASSIFICAZIONE del DIABETE Il DIABETE Malattia cronica Elevati livelli di glucosio nel sangue(iperglicemia) Alterata quantità o funzione dell insulina, che si accumula nel circolo sanguigno TASSI di GLICEMIA Fino a 110 mg/dl normalità

Dettagli

CHECK UP ASSETTO LIPIDICO (Valutazione dell assetto lipidico) I LIPIDI NEL SANGUE COLESTEROLO TRIGLICERIDI CONSIGLI UTILI LA RIPETIZIONE DEL TEST

CHECK UP ASSETTO LIPIDICO (Valutazione dell assetto lipidico) I LIPIDI NEL SANGUE COLESTEROLO TRIGLICERIDI CONSIGLI UTILI LA RIPETIZIONE DEL TEST Paziente: Cod. Prodotto: 00000 Codice Accettazione: 00000 CCV: 000 Data: 24/12/2015 CHECK UP ASSETTO LIPIDICO (Valutazione dell assetto lipidico) I LIPIDI NEL SANGUE COLESTEROLO TRIGLICERIDI CONSIGLI UTILI

Dettagli

COLESTEROLO. l insidioso killer del cuore. A cura della Dott.ssa Anna Maria Marcellini Direttore Tecnico del Laboratorio Gruppo Ippocrate

COLESTEROLO. l insidioso killer del cuore. A cura della Dott.ssa Anna Maria Marcellini Direttore Tecnico del Laboratorio Gruppo Ippocrate COLESTEROLO l insidioso killer del cuore A cura della Dott.ssa Anna Maria Marcellini Direttore Tecnico del Laboratorio Gruppo Ippocrate Cos è il COLESTEROLO Il Colesterolo è una sostanza che appartiene

Dettagli

DIABETE diabete tipo 1 (DM1)

DIABETE diabete tipo 1 (DM1) DIABETE In questo ambito le attività di ricerca attualmente in corso nel Dipartimento sono finalizzate allo studio dei meccanismi eziopatogenetici alla base della malattia diabetica che rappresenta sempre

Dettagli

DISTURBI METABOLICI. Modulo 1 Lezione C Croce Rossa Italiana Emilia Romagna

DISTURBI METABOLICI. Modulo 1 Lezione C Croce Rossa Italiana Emilia Romagna DISTURBI METABOLICI Modulo 1 Lezione C Croce Rossa Italiana Emilia Romagna IL PANCREAS Funzione esocrina: supporto alla digestione Funzione endocrina: produzione di due ormoni: insulina e glucagone I due

Dettagli

POLICLINICO MILITARE DI ROMA DIRETTORE MAGG. GEN. M.A. GERMANI

POLICLINICO MILITARE DI ROMA DIRETTORE MAGG. GEN. M.A. GERMANI POLICLINICO MILITARE DI ROMA DIRETTORE MAGG. GEN. M.A. GERMANI 1 DISLIPIDEMIA NEL SOGGETTO AFFETTO DA SINDROME COL.ME ALTAMORE GIUSEPPE POLICLINICO MILITARE CELIO DIPARTIMENTO DI MEDICINA CAPO U.O.C. DI

Dettagli

E facilmente intuibile come, da quel che si è esposto, questo sottogruppo di obesi, trattati con metformina, abbia conseguito i migliori risultati.

E facilmente intuibile come, da quel che si è esposto, questo sottogruppo di obesi, trattati con metformina, abbia conseguito i migliori risultati. Dia 1 E necessario sottolineare la profonda differenza nella patogenesi delle complicanze microvascolari, quali la retinopatia, la nefropatia e la neuropatia, e quelle macrovascolari, quali la cardiopatia

Dettagli

UOC MEDICINA 2 - UOS DIABETOLOGIA UOCMEDICINA E CHIRURGIA ACCETTAZIONE URGENZA. Protocollo rispetto qualità della diagnosi secondo criterio APRO3

UOC MEDICINA 2 - UOS DIABETOLOGIA UOCMEDICINA E CHIRURGIA ACCETTAZIONE URGENZA. Protocollo rispetto qualità della diagnosi secondo criterio APRO3 UOC MEDICINA 2 - UOS DIABETOLOGIA UOCMEDICINA E CHIRURGIA ACCETTAZIONE URGENZA Protocollo rispetto qualità della diagnosi secondo criterio APRO3 Diabete Il Diabete Mellito rappresenta uno dei problemi

Dettagli

ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA

ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA IL COLESTEROLO BENVENUTI NEL PROGRAMMA DI RIDUZIONE DEL COLESTEROLO The Low Down Cholesterol DELL American Heart Association ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA www.unicz.it/cardio

Dettagli

Jama, 2001, 285(19):2486-2496

Jama, 2001, 285(19):2486-2496 Sommariio esecutiivo delllle lliinee-guiida ATP-III per lla prevenziione delllle mallattiie coronariiche Jama, 2001, 285(19):2486-2496 FASE 1. DETERMINARE IL PROFILO LIPIDICO-LIPOPROTEICO NEL SOGGETTO

Dettagli

IPERTENSIONE IPERTENSIONE ARTERIOSA

IPERTENSIONE IPERTENSIONE ARTERIOSA UNIVERSITA di FOGGIA C.D.L. in Dietistica AA. 2006-2007 IPERTENSIONE ARTERIOSA IPERTENSIONE L ipertensione è la più comune malattia cardiovascolare. Corso di Medicina Interna Docente: PROF. Gaetano Serviddio

Dettagli

LIPOSAN FORTE SALUGEA: STUDIO CLINICO Preview Risultati di uno Studio Funzionale

LIPOSAN FORTE SALUGEA: STUDIO CLINICO Preview Risultati di uno Studio Funzionale LIPOSAN FORTE SALUGEA: STUDIO CLINICO Preview Risultati di uno Studio Funzionale LIPOSAN FORTE SALUGEA Integratore alimentare 100% Naturale, a base di estratti vegetali. LIPOSAN FORTE attua una innovativa

Dettagli

AUTOCONTROLLO ED AUTOGESTIONE DEL DIABETE MELLITO

AUTOCONTROLLO ED AUTOGESTIONE DEL DIABETE MELLITO AUTOCONTROLLO ED AUTOGESTIONE DEL DIABETE MELLITO Prof. Paolo Brunetti Parte I Montepulciano, 23 Febbraio 2008 Complicanze microangiopatiche del diabete Nefropatia -Prevalenza:20-30% -Contributo alla dialisi/tx:

Dettagli

1. Obesità. Per valutare la distribuzione del grasso corporeo, si può utilizzare il rapporto vita.

1. Obesità. Per valutare la distribuzione del grasso corporeo, si può utilizzare il rapporto vita. 2%(6,7 1. Obesità L incidenza del sovrappeso e/o dell obesità è andata aumentando dal dopoguerra in tutti i paesi industrializzati per l abbondanza e la disponibilità di cibi raffinati da un lato e la

Dettagli

Serena Missori Specialista in Endocrinologia. U.O. D Geriatria Ospedale S. Andrea Roma II Facoltà di Medicina Università La Sapienza di Roma

Serena Missori Specialista in Endocrinologia. U.O. D Geriatria Ospedale S. Andrea Roma II Facoltà di Medicina Università La Sapienza di Roma Serena Missori Specialista in Endocrinologia U.O. D Geriatria Ospedale S. Andrea Roma II Facoltà di Medicina Università La Sapienza di Roma IL FULCRO della SM è l'obesita' CENTRALE SINDROME METABOLICA

Dettagli

PROTOCOLLI DI IDONEITÀ ALLA GUIDA

PROTOCOLLI DI IDONEITÀ ALLA GUIDA PROTOCOLLI DI IDONEITÀ ALLA GUIDA DIABETE L IMPORTANZA DEL PROBLEMA DEL DIABETICO ALLA GUIDA Con il termine diabete mellito viene descritto un disordine metabolico ad eziologia multipla caratterizzato

Dettagli

La principale causa di patologia cardiovascolare è la cardiopatia ischemica.

La principale causa di patologia cardiovascolare è la cardiopatia ischemica. MEDICINA DELLO SPORT LEZIONE 4 CARDIOPATIA ISCHEMICA E DILATATIVA La principale causa di patologia cardiovascolare è la cardiopatia ischemica. ISCHEMIA È un processo generale che può interessare qualsiasi

Dettagli

Terapie nel DM2 non. Reggio Emilia 2009

Terapie nel DM2 non. Reggio Emilia 2009 Terapie nel DM2 non Ipoglicemizzanti Reggio Emilia 2009 Ipertensione: obiettivi Il trattamento anti-ipertensivo nei pazienti con diabete ha come obiettivo il raggiungimento di valori di pressione sistolica

Dettagli

DISTURBI METABOLICI. Modulo 1 Lezione C Croce Rossa Italiana Emilia Romagna

DISTURBI METABOLICI. Modulo 1 Lezione C Croce Rossa Italiana Emilia Romagna DISTURBI METABOLICI Modulo 1 Lezione C Croce Rossa Italiana Emilia Romagna IL PANCREAS Funzione esocrina: supporto alla digestione Funzione endocrina: produzione di due ormoni: insulina e glucagone I due

Dettagli

IL RISCHIO CARDIOVASCOLARE GLOBALE: IL CRUSCOTTO DEL CUORE

IL RISCHIO CARDIOVASCOLARE GLOBALE: IL CRUSCOTTO DEL CUORE Lega Friulana per il Cuore IL RISCHIO CARDIOVASCOLARE GLOBALE: IL CRUSCOTTO DEL CUORE Materiale predisposto dal dott. Diego Vanuzzo, Centro di Prevenzione Cardiovascolare, Udine a nome del Comitato Tecnico-Scientifico

Dettagli

Attività fisica_raccomandazioni progetto cuore

Attività fisica_raccomandazioni progetto cuore Attività fisica_raccomandazioni progetto cuore Attività fisica_raccomandazioni progetto cuore Attività fisica_raccomandazioni progetto cuore Attività fisica_esercizio aerobico Aiuta mantenere peso ideale

Dettagli

Prevenzione dell'aterosclerosi Fasi evolutive della patologia aterosclerotica

Prevenzione dell'aterosclerosi Fasi evolutive della patologia aterosclerotica Abbiamo cercato di riassumere in queste pagine alcune semplici indicazioni che riteniamo utili per salvaguardare il nostro cuore e prevenire l'aterosclerosi. Il nostro scopo è quello di fornire indicazioni

Dettagli

RACCOMANDAZIONI PER LA TERAPIA MEDICA NUTRIZIONALE DEL DIABETE MELLITO.

RACCOMANDAZIONI PER LA TERAPIA MEDICA NUTRIZIONALE DEL DIABETE MELLITO. RACCOMANDAZIONI PER LA TERAPIA MEDICA NUTRIZIONALE DEL DIABETE MELLITO. Introduzione Le ultime raccomandazioni nutrizionali italiane per il trattamento del diabete mellito sono state stilate nel 1990 dal

Dettagli

DISLIPIDEMIE. Dr. Alessandro Bernardini DISLIPIDEMIA

DISLIPIDEMIE. Dr. Alessandro Bernardini DISLIPIDEMIA HOME DISLIPIDEMIE DISLIPIDEMIE Dr. Alessandro Bernardini DISLIPIDEMIA Rispetto al termine iperlipidemia, è più appropriato utilizzare dislipidemia,, che comprende sia livelli anormalmente elevati di lipoproteine

Dettagli

L ASSOCIAZIONE ITALIANA GASTROENTEROLOGI ED ENDOSCOPISTI DIGESTIVI OSPEDALIERI PRESENTA:

L ASSOCIAZIONE ITALIANA GASTROENTEROLOGI ED ENDOSCOPISTI DIGESTIVI OSPEDALIERI PRESENTA: L ASSOCIAZIONE ITALIANA GASTROENTEROLOGI ED ENDOSCOPISTI DIGESTIVI OSPEDALIERI PRESENTA: STEATOSI E STEATOEPATITE NON ALCOLICA AIGO PER I PAZIENTI: INFORMAZIONE SANITARIA A CURA DELLE COMMISSIONI AIGO

Dettagli

dott. Luigi Abate Auditorium Ospedali Riuniti della Val di Chiana Montepulciano, 8/11/2008 dott. L. Abate

dott. Luigi Abate Auditorium Ospedali Riuniti della Val di Chiana Montepulciano, 8/11/2008 dott. L. Abate Diabete mellito e.oltre le consuete complicanze dott. Luigi Abate Auditorium Ospedali Riuniti della Val di Chiana Montepulciano, 8/11/2008 Il diabete mellito Diabete mellito: criteri diagnostici Prediabete

Dettagli

Caso clinico 2. Pz. di 50 anni, obeso (IMC: 32Kg/mq) Familiarità per diabete mellito. Asintomatico. Glicemia plasmatica di 130 mg/dl.

Caso clinico 2. Pz. di 50 anni, obeso (IMC: 32Kg/mq) Familiarità per diabete mellito. Asintomatico. Glicemia plasmatica di 130 mg/dl. Caso clinico 1 Pz di 15 anni, di sesso femminile, lievemente sottopeso (IMC: 18Kg/mq). Manifesta nausea, vomito, dolori addominali, poliuria, polidipsia e dispnea. Nel giro di poche ore, manifesta obnubilamento

Dettagli

Dia 1 L ipertensione arteriosa è una patologia più frequente nella popolazione diabetica rispetto alla popolazione generale, soprattutto da quando i criteri per definire un iperteso si sono fatti più rigorosi.

Dettagli

NOVITÀ PER IL MEDICO

NOVITÀ PER IL MEDICO DIABETE GESTAZIONALE Paolo Macca - Irene Carunchio 20 NOVITÀ PER IL MEDICO Spesso durante la gravidanza si tende ad assecondare la donna e in particolare i suoi desideri alimentari. La dieta restrittiva

Dettagli

IL DIABETE A MANTOVA. Associazione Diabetici della Provincia di Mantova Associazione per l aiuto ai Giovani Diabetici - Mantova

IL DIABETE A MANTOVA. Associazione Diabetici della Provincia di Mantova Associazione per l aiuto ai Giovani Diabetici - Mantova Associazione Diabetici della Provincia di Mantova Associazione per l aiuto ai Giovani Diabetici - Mantova IL DIABETE A MANTOVA Prof. PierPaolo Vescovi S.C. di Medicina Generale Dott. Stefano Fazion Dott.ssa

Dettagli

Che cos è il Diabete. Cause e conseguenze. Lingua Italiana

Che cos è il Diabete. Cause e conseguenze. Lingua Italiana Che cos è il Diabete Cause e conseguenze. Lilly Cos è il Diabete Il Diabete Mellito è una malattia frequente che dura tutta la vita. In Italia ci sono 3 milioni e mezzo di persone con Diabete, a cui vanno

Dettagli

Seconda giornata 24 gennaio 2004 Lavoro in piccoli gruppi

Seconda giornata 24 gennaio 2004 Lavoro in piccoli gruppi Seconda giornata 24 gennaio 2004 Lavoro in piccoli gruppi L esercitazione è stata volta ad evidenziare vantaggi e criticità collegati al trasferimento nella pratica di quanto raccomandato dalla linea guida,

Dettagli

ETIOPATOGENESI DELLA CARDIOMIOPATIA DIABETICA PROF. GIANCARLO DE MATTIA Dipartimento di Medicina Interna

ETIOPATOGENESI DELLA CARDIOMIOPATIA DIABETICA PROF. GIANCARLO DE MATTIA Dipartimento di Medicina Interna ETIOPATOGENESI DELLA CARDIOMIOPATIA DIABETICA PROF. GIANCARLO DE MATTIA Dipartimento di Medicina Interna La cardiopatia ischemica è una delle principali cause di morbilità e mortalità nei pazienti diabetici

Dettagli

OMEOSTASI DELLA TEMPERATURA CORPOREA

OMEOSTASI DELLA TEMPERATURA CORPOREA OMEOSTASI DELLA TEMPERATURA CORPOREA Ruolo fisiologico del calcio Omeostasi del calcio ASSORBIMENTO INTESTINALE DEL CALCIO OMEOSTASI GLICEMICA Il livello normale di glicemia? 90 mg/100 ml Pancreas

Dettagli

CAUSE E CONSEGUENZE. Lingua Italiana

CAUSE E CONSEGUENZE. Lingua Italiana Che cos è il Diabete CAUSE E CONSEGUENZE. Lilly Cos è il Diabete Il DIABETE MELLITO è una malattia frequente che dura tutta la vita. In Italia ci sono 3 milioni e mezzo di persone con Diabete, a cui vanno

Dettagli

www.buoncompensodeldiabete.org Una guida pratica per imparare a controllare il diabete.

www.buoncompensodeldiabete.org Una guida pratica per imparare a controllare il diabete. www.buoncompensodeldiabete.org Una guida pratica per imparare a controllare il diabete. Con il contributo incondizionato di Indice 1. Che cos è il Buon Compenso del Diabete pg. 1 Una malattia da controllare

Dettagli

Le due porzioni del pancreas, esocrino ed endocrino, sono anatomicamente e funzionalmente diverse.

Le due porzioni del pancreas, esocrino ed endocrino, sono anatomicamente e funzionalmente diverse. ENDOCRINOLOGIA E NUTRIZIONE UMANA LEZIONE 7 PANCREAS Le due porzioni del pancreas, esocrino ed endocrino, sono anatomicamente e funzionalmente diverse. Isole del Langherans Contengono da poche centinaia

Dettagli

CAPITOLO 1 CONCETTI GENERALI

CAPITOLO 1 CONCETTI GENERALI CAPITOLO 1 CONCETTI GENERALI 1.1 Il digiuno Prima di affrontare il capitolo dedicato alla malnutrizione calorico-proteica è bene focalizzare l attenzione sul digiuno e sul suo ruolo nel condizionare la

Dettagli

Domenica 21 Marzo 2010 Loc. Poggiardelli Montepulciano

Domenica 21 Marzo 2010 Loc. Poggiardelli Montepulciano Domenica 21 Marzo 2010 Loc. Poggiardelli Montepulciano Pazienti in trattamento sostitutivo della funzione renale (USL 7 Zona Valdichiana) N Dialisi extracorporea 40 Dialisi peritoneale 10 Trapianto attivo

Dettagli

Classificazione e Definizione del Diabete Mellito

Classificazione e Definizione del Diabete Mellito Università degli Studi di Roma Tor Vergata Classificazione e Definizione del Diabete Mellito Davide Lauro Centro di Riferimento Diabete di Tipo 2 d.lauro@uniroma2.it La parola Diabete deriva dal verbo

Dettagli

L educazione alimentare

L educazione alimentare L educazione alimentare Educazione alimentare: alimenti e nutrienti Sono ALIMENTI tutte le sostanze che l organismo può utilizzare per l accrescimento, il mantenimento e il funzionamento delle strutture

Dettagli

DATASET (cosa registra il MMG partecipante a CGDM):

DATASET (cosa registra il MMG partecipante a CGDM): DATASET (cosa registra il MMG partecipante a CGDM): diagnosi di diabete mellito (codificata ICD9): Diabete mellito (non altrimenti specificato): cod. 250.0 Diabete mellito di tipo 1: cod. 250.01 (non considerato

Dettagli

L ipertensione arteriosa è una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati

L ipertensione arteriosa è una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati ANTIPERTENSIVI (1) L ipertensione arteriosa è una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati E uno dei maggiori problemi clinici dei tempi moderni. 1. Molte volte chi è iperteso lo scopre occasionalmente

Dettagli

DIABETE MELLITO. Patologia cronica del metabolismo conseguente a disfunzione insulinica. Patologia multisistemica e multifattoriale

DIABETE MELLITO. Patologia cronica del metabolismo conseguente a disfunzione insulinica. Patologia multisistemica e multifattoriale DIABETE MELLITO Patologia cronica del metabolismo conseguente a disfunzione insulinica Patologia multisistemica e multifattoriale Parametri clinici: iperglicemia glicosuria - poliuria - polidipsia cheto-acidosi

Dettagli

VALUTAZIONE E STRATIFICAZIONE DEL PROFILO DI RISCHIO DEL DEL MEDICO DI FAMIGLIA

VALUTAZIONE E STRATIFICAZIONE DEL PROFILO DI RISCHIO DEL DEL MEDICO DI FAMIGLIA VALUTAZIONE E STRATIFICAZIONE DEL PROFILO DI RISCHIO DEL PAZIENTE IPERTESO NELLO STUDIO DEL MEDICO DI FAMIGLIA Traduzione Pratica Ho idea del livello di rischio cardiovascolare del paziente iperteso che

Dettagli

L a p a p p r p oc o ci c o o al a l Con o c n o c r o so s p r e S ed e i d i Fa F r a mac a e c u e t u i t che

L a p a p p r p oc o ci c o o al a l Con o c n o c r o so s p r e S ed e i d i Fa F r a mac a e c u e t u i t che L approccio al Concorso per Sedi Farmaceutiche dalla Preparazione all Esposizione Antidiabetici ANTIDIABETICI Totale: 33 ANTIDIABETICI 427 441 518 586 651 668 718 942 952 1072 1082 1092 1102 1112 1122

Dettagli

Cosa è il diabete mellito

Cosa è il diabete mellito Cosa è il diabete mellito Il diabete mellito è una malattia a carico del metabolismo. L'origine del nome diabete mellito è greca, e fa riferimento alla caratteristica del miele di essere particolarmente

Dettagli

Senza il dolce, il cuore è più leggero.

Senza il dolce, il cuore è più leggero. Il diabete Il diabete Opuscolo redatto da Franco Veglio*. Alla stessa collana, coordinata da Nicola De Luca*, appartengono anche i seguenti titoli: Senza il dolce, il cuore è più leggero. L attività fisica

Dettagli

DESG Teaching Letter 1

DESG Teaching Letter 1 DESG Teaching Letter 1 IPOGLICEMIZZANTI ORALI I pazienti affetti da diabete mellito non-insulino-dipendente sono generalmente meno informati e meno motivati sul trattamento del loro disturbo metabolico

Dettagli

RACCOMANDAZIONI PER LA TERAPIA MEDICA NUTRIZIONALE DEL DIABETE MELLITO

RACCOMANDAZIONI PER LA TERAPIA MEDICA NUTRIZIONALE DEL DIABETE MELLITO Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica Associazione Medici Diabetologi Gruppo di studio diabete e nutrizione RACCOMANDAZIONI PER LA TERAPIA MEDICA NUTRIZIONALE DEL DIABETE MELLITO Dott.

Dettagli

CONTROLLO GLICEMICO E ANTIDIABETICI ORALI. Lucia Ricci

CONTROLLO GLICEMICO E ANTIDIABETICI ORALI. Lucia Ricci CONTROLLO GLICEMICO E SICUREZZA DEI FARMACI ANTIDIABETICI ORALI Lucia Ricci Trattamento all esordio Definizione TARGET Educazione Stile di vita Monitorizzazione TRATTAMENTO ALL ESORDIO: MEMORIA PERSEGUIRE

Dettagli

ALIMENTAZIONE NELLE PATOLOGIE CRONICHE. dott.ssa Siciliano Italia Grazia biologo nutrizionista

ALIMENTAZIONE NELLE PATOLOGIE CRONICHE. dott.ssa Siciliano Italia Grazia biologo nutrizionista ALIMENTAZIONE NELLE PATOLOGIE CRONICHE dott.ssa Siciliano Italia Grazia biologo nutrizionista DALLA PREISTORIA AD OGGI: STILI DI VITA DIVERSI 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% DALLA PREISTORIA

Dettagli

L EDUCAZIONE ALIMENTARE COME PERCORSO MATURATIVO DELLA RELAZIONE CON LO SPECIALISTA

L EDUCAZIONE ALIMENTARE COME PERCORSO MATURATIVO DELLA RELAZIONE CON LO SPECIALISTA L EDUCAZIONE ALIMENTARE COME PERCORSO MATURATIVO DELLA RELAZIONE CON LO SPECIALISTA La dieta nel diabete Come deve essere la dieta del paziente diabetico? Tutti gli alimenti vanno consumati con misura

Dettagli

DEL CUORE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI A CURA DI:

DEL CUORE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI A CURA DI: 2016 LE 12 REGOLE DEL CUORE CONSIGLI NUTRIZIONALI PER LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI A CURA DI: DOTT.SSA FRANCESCA DE BLASIO BIOLOGA NUTRIZIONISTA DOTTORATO DI RICERCA IN SANITÀ PUBBLICA

Dettagli

STRESS E PATOLOGIE CORRELATE: STRATEGIE NUTRIZIONALI E MOTORIE

STRESS E PATOLOGIE CORRELATE: STRATEGIE NUTRIZIONALI E MOTORIE STRESS E PATOLOGIE CORRELATE: STRATEGIE NUTRIZIONALI E MOTORIE Dott. ssa Annalisa Caravaggi Biologo Nutrizionista sabato 15 febbraio 14 STRESS: Forma di adattamento dell organismo a stimoli chiamati STRESSOR.

Dettagli

INVESTIRE IN SALUTE. Progetto: TU SEI NEL CUORE DI. AZIONE DI SENSIBILIZZAZIONE E DI PREVENZIONE DELLA SINDROME METABOLICA

INVESTIRE IN SALUTE. Progetto: TU SEI NEL CUORE DI. AZIONE DI SENSIBILIZZAZIONE E DI PREVENZIONE DELLA SINDROME METABOLICA ASSOCIAZIONE PRO SENECTUTE DI PEIA-ONLUS via Don Brozzoni n 32 24020 Peia (BG) cod. fiscale 90017120164 (Iscritta nel Registro Generale Regionale del Volontariato al n. 26038 dal 24.10.2000) e-mail prosenectute_peia@virgilio.it

Dettagli

ANUPSA VERONA. Dott.ssa F. «Come affrontare il sovrappeso e le sue complicanze. Dimagrire in salute: la dieta Proteica, i pro e i contro.

ANUPSA VERONA. Dott.ssa F. «Come affrontare il sovrappeso e le sue complicanze. Dimagrire in salute: la dieta Proteica, i pro e i contro. ANUPSA VERONA «Come affrontare il sovrappeso e le sue complicanze. Dimagrire in salute: la dieta Proteica, i pro e i contro.» Circolo Ufficiali di Castelvecchio 13 febbraio 2014 1 Dott.ssa F. Dopo gli

Dettagli

CROCE ROSSA ITALIANA COMITATO LOCALE AREA SUD MILANESE

CROCE ROSSA ITALIANA COMITATO LOCALE AREA SUD MILANESE Opera MALORI IMPROVVISI PERDITE DI SENSI MALORI DOVUTI A DISTURBI DEL S.N. MALORI PER CAUSE AMBIENTALI 1. Perdite di coscienza transitorie Lipotimia (debolezza con o senza perdita coscienza) Sincope (improvvisa

Dettagli

Nome Cognome: ROBERTO ZELANTE Titolo della Relazione:LINEE GUIDA AZIENDALI-MALATTIA DIABETICA AUSL 7 RAGUSA-

Nome Cognome: ROBERTO ZELANTE Titolo della Relazione:LINEE GUIDA AZIENDALI-MALATTIA DIABETICA AUSL 7 RAGUSA- Nome Cognome: ROBERTO ZELANTE Titolo della Relazione:LINEE GUIDA AZIENDALI-MALATTIA DIABETICA AUSL 7 RAGUSA- 1 PERCORSI DIAGNOSTICO TERAPEUTICI DELLA MALATTIA DIABETICA ruppo di lavoro coordinato dal dr.

Dettagli

Diabete. Malattia metabolica cronica dipendente da una insufficiente produzione di insulina. Ridotta disponibilità alterazione della normale azione

Diabete. Malattia metabolica cronica dipendente da una insufficiente produzione di insulina. Ridotta disponibilità alterazione della normale azione Diabete Malattia metabolica cronica dipendente da una insufficiente produzione di insulina Ridotta disponibilità alterazione della normale azione Epidemiologia Popolazione mondiale affetta intorno al 5%

Dettagli

La scoperta della sindrome

La scoperta della sindrome Per sindrome metabolica (detta anche sindrome X, sindrome da insulinoresistenza,chaos [1] o sindrome di Reaven) si intende, in ambito medico, una situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare che

Dettagli

L olio di semi di canapa è un alimento che si ricava dalla spremitura a freddo dei semi della pianta di canapa. Il seme di canapa è l alimento

L olio di semi di canapa è un alimento che si ricava dalla spremitura a freddo dei semi della pianta di canapa. Il seme di canapa è l alimento L o l i o d i c a n a p a n e l l a l i m e n t a z i o n e L olio di semi di canapa è un alimento che si ricava dalla spremitura a freddo dei semi della pianta di canapa. Il seme di canapa è l alimento

Dettagli

ATTIVITA FISICA NEL DIABETE Paolo Mughetti-Università di Verona

ATTIVITA FISICA NEL DIABETE Paolo Mughetti-Università di Verona ATTIVITA FISICA NEL DIABETE Paolo Mughetti-Università di Verona In questa relazione cerchero di tracciare gli elementi fondamentali del rapporto tra esercizio e diabete, tenendo presente le peculiarità

Dettagli

OBESITA. 11 Aprile 2013

OBESITA. 11 Aprile 2013 OBESITA 11 Aprile 2013 L obesità è una patologia cronica caratterizzata dall eccessivo accumulo di tessuto adiposo nell organismo ed è causata da fattori ereditari e non ereditari che determinano un introito

Dettagli

1. Iperlipidemie. 2.2. Fabbisogno di lipidi

1. Iperlipidemie. 2.2. Fabbisogno di lipidi ,3(5/,3,'(0,( 1. Iperlipidemie Le iperlipidemie, ed in particolar modo l ipercolesterolemia, rappresentano sicuramente il più riconosciuto ed importante fattore di rischio per l insorgenza dell aterosclerosi

Dettagli

Corso Scienze Tecniche Dietetiche Applicate MED/49 Educazione alimentare Anno Accademico 2010-11 11 Il Diabete Mellito Prof.ssa Maria Luisa Eliana Luisi Diabete Mellito Il diabete mellito è caratterizzata

Dettagli

ATEROSCLEROSI LESIONI FORMATIVE: a) strie lipidiche - sono un evento precoce, che compare nell adolescenza (15 aorta - 20-30 anni coronarie e

ATEROSCLEROSI LESIONI FORMATIVE: a) strie lipidiche - sono un evento precoce, che compare nell adolescenza (15 aorta - 20-30 anni coronarie e ATEROSCLEROSI LESIONI FORMATIVE: a) strie lipidiche - sono un evento precoce, che compare nell adolescenza (15 aorta - 20-30 anni coronarie e carotidi). Possono sia evolvere in ateroma che regredire. Sono

Dettagli

BIOMOLECOLE (IN ALIMENTAZIONE SONO CLASSIFICATE TRA I MACRONUTRIENTI)

BIOMOLECOLE (IN ALIMENTAZIONE SONO CLASSIFICATE TRA I MACRONUTRIENTI) BIOMOLECOLE (IN ALIMENTAZIONE SONO CLASSIFICATE TRA I MACRONUTRIENTI) Sono i composti chimici dei viventi. Sono formate da Carbonio (C), Idrogeno (H), Ossigeno (O), Azoto (N), Fosforo (P) e Zolfo (S).

Dettagli

IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE E LA NEFROPATIA DIABETICA: studio sui comportamenti prescrittivi diagnosticoterapeutici di un gruppo di medici genovesi

IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE E LA NEFROPATIA DIABETICA: studio sui comportamenti prescrittivi diagnosticoterapeutici di un gruppo di medici genovesi Università degli Studi di Genova Facoltà di Medicina e Chirurgia IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE E LA NEFROPATIA DIABETICA: studio sui comportamenti prescrittivi diagnosticoterapeutici di un gruppo di medici

Dettagli

IL DIABETE MELLITO NON INSULINODIPENDENTE (NIDDM) GESTIONE DA PARTE DEL MMG

IL DIABETE MELLITO NON INSULINODIPENDENTE (NIDDM) GESTIONE DA PARTE DEL MMG IL DIABETE MELLITO NON INSULINODIPENDENTE (NIDDM) GESTIONE DA PARTE DEL MMG A cura di Marco Pietro Mazzi e Maria Chiara Cressoni (SIMG-FIMMG ASL 22) PREMESSA Nella gestione del paziente diabetico l obiettivo

Dettagli

Com. Scien. Ass. Giuseppe Dossetti: i Valori Sviluppo e Tutela dei Diritti Cardiologa A.C.O. S. Filippo Neri, Roma

Com. Scien. Ass. Giuseppe Dossetti: i Valori Sviluppo e Tutela dei Diritti Cardiologa A.C.O. S. Filippo Neri, Roma DOTT.SSA CINZIA CIANFROCCA Com. Scien. Ass. Giuseppe Dossetti: i Valori Sviluppo e Tutela dei Diritti Cardiologa A.C.O. S. Filippo Neri, Roma PREVENIRE E MEGLIO CHE CURARE: LA PREVENZIONE DELLE PATOLOGIE

Dettagli

E DIABETE. Prof. Nicola Candeloro. Campobasso 9 Aprile 2014

E DIABETE. Prof. Nicola Candeloro. Campobasso 9 Aprile 2014 ESERCIZIO FISICO E DIABETE Prof. Nicola Candeloro Campobasso 9 Aprile 2014 Steve Redgrave 5 volte oro olimpico (1984,1988,1992,1996,2000) Diabete tipo 1 Effetti del training sul metabolismo energetico

Dettagli

Somministrazione Insulina - Dossier INFAD. Diabete: Conoscerlo per gestirlo!

Somministrazione Insulina - Dossier INFAD. Diabete: Conoscerlo per gestirlo! Somministrazione Insulina - Dossier INFAD Diabete: Conoscerlo per gestirlo! GENERALITA Secondo l ISS il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue

Dettagli

IL CUORE DELLE DONNE LINEE GUIDA 2014 PER LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI NELLE DONNE

IL CUORE DELLE DONNE LINEE GUIDA 2014 PER LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI NELLE DONNE IL CUORE DELLE DONNE LINEE GUIDA 2014 PER LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI NELLE DONNE PREMESSA Queste Linee Guida sono indirizzate al sesso femminile, finalizzate alla divulgazione delle

Dettagli

venerdì 12 Settembre 2014 Associazione Diabetici Roma G www.associazionediabeticiromag.org Seguici su:

venerdì 12 Settembre 2014 Associazione Diabetici Roma G www.associazionediabeticiromag.org Seguici su: SELEZIONE EZIONE RASSEGNA A STAMPA venerdì 12 Settembre 2014 Associazione Diabetici Roma G www.associazionediabeticiromag.org Seguici su: 1 settembre 2014 3 settembre 2014 2 settembre 2014 Una nuova formulazione

Dettagli

La fenotipizzazione e la stratificazione dei pazienti diabetici Un nuovo modello di approccio gestionale per migliorare l assistenza

La fenotipizzazione e la stratificazione dei pazienti diabetici Un nuovo modello di approccio gestionale per migliorare l assistenza La fenotipizzazione e la stratificazione dei pazienti diabetici Un nuovo modello di approccio gestionale per migliorare l assistenza Gerardo Medea Area Metabolica SIMG Brescia Pz diabetici complessità

Dettagli

Lo Studio QUADRI. Target metabolici non ben controllati. Prevalenza delle complicanze

Lo Studio QUADRI. Target metabolici non ben controllati. Prevalenza delle complicanze Lo Studio QUADRI Target metabolici non ben controllati Insufficiente controllo dei target metabolici, della PA e dell assetto lipidico Mancato raggiungimento del target BMI Prevalenza delle complicanze

Dettagli

Comune di Modena Modena per il Cuore

Comune di Modena Modena per il Cuore Comune di Modena Modena per il Cuore Le malattie del sistema circolatorio: al primo posto tra le cause di morte Nella realtà modenese le malattie del sistema cardiocircolatorio sono un tema di salute prioritario:

Dettagli