MALATTIE DEL METABOLISMO PROF. GIUGLIANO LEZIONE DEL 11/10/2013 Sbobinata da Raffaella Carpentieri

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "MALATTIE DEL METABOLISMO PROF. GIUGLIANO LEZIONE DEL 11/10/2013 Sbobinata da Raffaella Carpentieri"

Transcript

1 MALATTIE DEL METABOLISMO PROF. GIUGLIANO LEZIONE DEL 11/10/2013 Sbobinata da Raffaella Carpentieri DIABETE Il diabete mellito è la piu frequente malattia del metabolismo nel mondo. Dalle stime effettuate sulla popolazione mondiale,il diabete interessa 350milioni di persone nel mondo e per il 2030 i diabetici saranno 550 milioni di persone (circa 8-9 % della popolazione totale mondiale). ogni anno muore l 1% della popolazione mondiale per malattie croniche non trasmissibili e non comunicabili cioè non mediate da agenti patogeni. al primo posto troviamo le malattie cardiovascolari,al secondo posto le malattie oncologiche al terzo posto, le malattie respiratorie e al quarto posto,il diabete mellito. le principali forme di diabete sono: -diabete mellito di tipo 1 -diabete mellito di tipo 2 diabete tipo 1: ci riferiamo alla malattia autoimmune organo specifica legata alla distruzione delle beta cellule (che producono insulina)e che soccombono all attacco dei linfociti citotossici diabete tipo 2: malattia multifattoriale, poligenica, associata a due importanti fattori: - l insulino resistenza - la deficitaria secrezione insulinica l obesita è associata all insulino resistenza che predispone al diabete. consideriamo due soggetti obesi, che hanno lo stesso peso, la stessa insulino resistenza ma uno dei due sviluppa il diabete e l altro no. Il soggetto che diventa diabetico ha una forte familiarità del diabete mentre l altro non ha l ereditarieta. l ereditarieta è probabilmente legata alla possibilita della beta cellula di compensare. quando abbiamo insulino resistenza (intesa come la difficolta dell ormone insulina ad esplicare il suo messaggio biologico sul metabolismo dei glicidi), l organismo per cercare di mantenere l omeostasi produce piu insulina. E cosi l obeso diabetico produrra piu insulina rispetto ad un individuo normale anche se avranno gli stessi livelli di glicemia. consideriamo un soggetto normopeso che diventa diabetico. In questo caso l insulino resistenza non è legata all obesita ma è geneticamente determinata e prevalgono le condizioni di deficitaria secrezione insulinica. esiste una terza forma di diabete, il diabete gestazionale. insorge durante la gravidanza che è uno stato di resistenza insulinica perchè gli ormoni (e principalmente il progesterone) hanno questo effetto.la beta cellula è sottoposta ad uno stress ulteriore e se la donna è gia predisposta possiamo avere la manifestazione del diabete gestazionale ci sono altre forme di diabete piu rare come quelle geneticamente determinate diagnosi di diabete 1)facciamo diagnosi di diabete sulla base di un esame del sangue molto semplice:la glicemia mediante glucometri la glicemia viene misurata a digiuno,dopo riposo notturno si effettua un prelievo.per la diagnosi il valore dovra essere maggiore di 126mg/dl (7mMol)

2 2)glicemia random :in qualsiasi momento della giornata viene misurata la glicemia che dovra essere superiore a 200mg/dl -un valore compreso tra 110 e 125mg/dl, soggetto con alterata glicemia a digiuno sono sogetti che progrediscono piu rapidamente al diabete bisogna scendere al di sotto di 100m/dl per non essere considerati soggetti a rischio 3)test da carico di glucosio per via orale: 75 gr di glucosio anidro( in genere si preferisce soluzione glicosata al 50% ) dopo due ore si effettua un prelievo di sangue, possiamo avere vari scenari: 1)valore di glicemia 220mg/dl :soggetto diabetico 2)se il valore ottenuto è inferiore a 200 mg/dl ma superiore a 140mg/dl in questo caso oltre all alterata glicemia a digiuno avremo anche alterata tolleranza al glucosio 3)glicemia inferiore a 140mg/dl : alterata glicemia a digiuno 4)emoglobina glicata :emoglobina ha degli aa liberi che legano glucosio cosi piu glucosio si lega e piu si forma emoglobina glicata ( valore per la diagnosi : ) cosa succede nel nostro organismo per quanto riguarda la glicemia nel periodo post assorbitivo e nel digiuno? La glicemia in genere compresa tra 70/100mg/dl è ben regolata perché l organismo deve difendersi dall ipoglicemia (quando la glicemia scende sotto i 70mg/dl) Ma deve difendersi anche dall iperglicemia che causa molti danni. La glicemia è in feedback positivo con l insulina. Quando aumenta la glicemia, l insulina sale per evitare la glicosilazione non enzimatica. I tessuti insulino sensibili principali sono:muscolo,fegato e tessuto adiposo.mediante glut 4 entra il glucosio all interno della cellula. L insulina in questi tessuti favorisce lo stoccaggio del glicogeno e la glicolisi e in questo modo la glicemia si riduce. In caso di digiuno non rischio l ipoglicemia ad esempio,durante il riposo notturno, l insulina si riduce e attiva il glucagone per la glicogenolisi, le scorte di glucosio del fegato sono abbastanza piccole e non sufficienti ma la glicemia non scendera mai al di sotto dei 70mg/dl grazie alla glucogenesi attivata dal glucagone nel fegato. In caso di pasto proteico, gli aa(basici), stimolano la secrezione di insulina, che facilita l ingresso degli aa nel fegato che vengono indirizzati alla sintesi proteica e stimolano anche il glucagone per prevenire l ipoglicemia. Nel caso di intensa attivita fisica non rischiamo ipoglicemia perché si abbassa il livello di insulina si attiva il sistema adrenergico, la glicogenolisi ed il fegato produce glucosio l insulina è un ormone anabolico: aumenta la concentrazione di glicogeno nel fegato, nel muscolo -nel tessuto adiposo determina la formazione di trigliceridi perché facilita la formazione di glicerolo e acidi grassi liberi, il tessuto adiposo si espande sotto l azione dell insulina -aumenta la sintesi proteica la sintomatologia del diabete di tipo 1 inizia a manifestarsi dopo la distruzione del 90%delle cellule beta, l esordio è improvviso. anche nei bambini si manifesta con stanchezza,scarsa attenzione,dimagrimento nonostante l alimentazione,poliuria. il dimagrimento si spiega per la carenza di insulina ed il catabolismo del tessuto adiposo:lipolisi(scissione dei trigliceridi ad acidi grassi liberi e glicerolo)

3 l iperglicemia si genera a causa dell eccesso di glucagone favorito dalla deficitaria azione dell insulina, esalta la glucogenesi e si produce piu glucosio dal fegato anche gli acidi grassi hanno un ruolo.quando arrivano al fegato, in assenza di insulina ed eccesso di glucagone vengono inviati alla beta ossidazione che termina con la formazione di acetil coa che comporta la formazione dei corpi chetonici. i corpi chetonici sono caricati elettricamente e ad elvate concentrazioni fanno scendere il ph, si crea acidosi. l organismo ha due meccanismi per difendersi da questa condizione :attraverso iperventilazione(respiro di kussmaul) o attraverso il meccanismo tampone a livello renale. la poliuria osmotica: in presenza di glicemia superiore a 180mg/dl viene sueperata la soglia di riassorbimento del glucosio, avremo glicosuria che determina poliuria ed il glucosio essendo osmoticamente attivo richiamo acqua e sodio, per cui la sete è secondaria alla poliuria osmotica

4 Malattie del Metabolismo Prof. Giuliano Lez Abbiamo parlato delle differenze tra chetosi e chetoacidosi e ci spiegavamo in base alle alterazioni biochimiche la sintomatologia del bambino o del giovane adulto che ha questi problemi di scompenso glicemico per mancata secrezione di insulina. Esiste anche un altra possibilità che è il coma iperosmolare. Sia il coma iperacidosico che il coma iperosmalare sono rari da quando è stato possibile avere strumenti a casa che misurassero la glicemia. Il coma iperosmolare si verifica nella persone anziane ed è appannaggio del diabete di tipo II Il coma acidosico del diabete di tipo I Il coma iperosmolare non comporta né chetosi né chetoacidosi (differenza biochimica oltreché fisiopatologica dal diabete di tipo I) perché non c è assenza di secrezione insulinica,il processo non coinvolge l autoimmunità e non c è della distruzione betacellula quindi, anche se poca, la quantità d insulina fa sì che non avvenga gicolisi passiva, e che quindi non si formino corpi chetonici, questa è la differenza fondamentale biochimica. Questo tipo di coma come dice la stessa parola è dovuto ad un aumento dell osmoralità del sangue conseguente all aumento dei soluti ed in particolare del glucosio quindi è dato dall iperglicemia. Quali sono le condizioni favorenti il coma iperosmolare? L età, questo è un fattore predisponente poiché l anziano percepisce poco lo stimolo della sete, ed ecco perché gli anziani dovrebbero bere un predefinito quantitativo di acqua, inoltre l anziano può prendere dei farmaci che possono facilitare l iperglicemia come i diuretici( altro fattore predisponente: allotanando acqua e Na aumentano l osmolarità) o farmaci che aumentano l insulino resistenza come i cortisonici. E infine un fattore scatenante come un forte stress dovuto a febbre, polmonite o un ricovero ospedaliero. Abbiamo tracciato il profilo di un soggetto a rischio di coma iperosmolare. Ovviamente il coma iperosmolare è ad alta mortalità. [Evoluzione della specie tex willer-indiani-mesopotamia] [ ]Se diecimila anni fa ci fossero stati due individui uno economo e l'altro che dissipava tutta l energia. La specie si è evoluta favorendo il genotipo economo, cioè quello che era predisposto ad accumulare le riserve di cibo poiché riuscivano a mangiare rarissimamente. Se Noi siamo discendenti di quest ultimo genotipo pero associato ad una grande disponibilità di cibo, siamo per forza dei perdenti perché l obesità rappresenta più di 600 milioni al mondo. Parentesi sulla povertà che rappresenta primo fattore di morte[ ] I fattori di rischio per il diabete di tipo II: -l età, -la storia familiare, -una dieta di tipo occidentale -mancanza di esercizio fisico

5 Contro gli ultimi due fattori di rischio si puo lottare attraverso il cambiamento dello stile di vita: sana nutrizione ed esercizio fisico. Complicanze vascolari del diabete oggi il diabetico non soccombe più agli eventi acuti (coma iperosmolare/chetoacidosico)ma bensì a quelli cronici. Mentre prima il diabetico soffriva di complicanze acute perché non c erano farmaci adatti, si curava o con alti dosi di acido acetilsalicilico o con gli oppioidi, l insulina fu scoperta nel 21 e fu commercializzata ne 22 e da allora le cose sono cambiate e quindi ora il diabetico muore prevalentemente di complicanze cardiovascolari(60-65%). Le complicanze croniche si dividono in: -Microvascolari: colpiscono piccoli vasi e quindi a livello retinico, glomerulare e vasi che avvolgono i nervi. Sono strettamente collegate all iperglicemia e quindi al diabete. -Macrovascolari: colpiscono grandi vasi ( principalmente le coronarie, i vasi che portano il sangue al cervello e quelli che lo portano agli arti inferiori), sono associate al diabete e non sono strettamente dipendenti dall iperglicemia ma riconoscono tutti gli altri fattori di rischio cardiovascolari: fumo, dislipidemia, ipertensione arteriosa e obesità, si possono dividere in modificabili e non, maggiori, minori ed accessori. Il soggetto diabetico, principalmente di tipo II, ha un elevata incidenza di malattie cardiovascolari perché nella sua persona si associano gli altri fattori di rischio cardiovascolari essendo nel 70% dei casi è iperteso, nell 80% dei casi è in sovrappeso o obeso e nel 90% dei ha un iperglicemia che non è ipercolesterolemie ma aumento dei trigliceridi e diminuzione dell HDL colesterolo. L iperglicemia comporta danni ai vasi attraverso la glicazione non enzimatica delle proteine, la presenza dei prodotti di glicazione proteica avanzata, la produzione di ROS, soprattutto l anione superossido, che ha la capacità di sequestrare il monossido di azoto con la formazione di perossinitrito che è il radicale libero piu dannoso di tutti. Altre strade come la vie dei pentoso fosfati che puo essere private. Retinopatia diabetica Colpisce la retina, che è la parte nobile dell occhio, deputata alla visione attraverso i coni e i bastoncelli. I piccoli capillari che portano il sangue alla retina possono soffrire d ischemia; si forma così un area ischemica (che è possibile vedere con esami strumentali) Quest area causa una vasodilatazione riflessa con conseguenti microemorragie, se questo meccanismo viene ripetuto nel tempo si forma tessuto cicatriziale che scompaginerà la visione, questo processo può richiedere anni. Per prevenire la retinopatia bisogna andare dall oculista per l analisi del fondo oculare. Il diabetico di tipo II necessita di un indagine annuale. Quello di tipo I alla diagnosi ogni 5 anni. Perché nel diabete di tipo II noi possiamo risalire alla data della diagnosi clinica ma non possiamo sapere da quanti anni dura uno stato di alterata tolleranza al glucosio. Ovviamente l oculista ci dirà quello che vede, aree ischemiche, microemorragie retiniche e si porrà a questo punto il problema su come intervenire, perché bisogna chiudere quelle microemorragie, perché sarà il tessuto cicatritriziale che causerà la cecità, ed infatti il diabete rappresenta ancora la prima causa di cecità.

6 Anzitutto bisogna migliorare il controllo glicemico, vi basti sapere che questa ipotesi è stata dimostrata con uno studio di intervento, prendendo 1000 soggetto diabetico, di cui 500 sono stati trattati con terapia insulinica tradizionale e gli altri in maniera più aggressiva in modo da ridurre l emoglobina glicata (studio di intervento in cui vado a testare l ipotesi). Seconda cosa da fare bisogna cercare di agire sugli altri fattori di rischio : fumo di sigaretta, ma se nonostante tutti i nostri sforzi noi non dovessimo riuscire a migliorare le condizioni, abbiamo ancora una altra possibilità: per visualizzare meglio la retina puo fare un esame che si chiama fluoroangiografia retinica: mediante la somministrazione di un mezzo di contrasto la fluorescina che colora di giallo i vasi retinici, dopodiché si fotografa l occhio e se vi sono microemorragie, vengono fermate attraverso l induzione della coagulazione con un sottile fonte di calore, questo processo si chiamo elettrocoagulazione o fotocoagulazione e avviene attraverso un laser (laserterapia) che emette una luce monocromatica che permette un estrema precisione, nonostante tutto vengono danneggiate anche cellule ancora sane, è stato provato pero che sono maggiori i benefici a lungo termini ( ritardo della cecità) che gli svantaggi di questo trattamento. Il paziente diabetico può accusare un calo della vista anche inseguito a trattamento insulinico perché l abbassamento repentino della glicemia causa un cambiamento dell osmolarità del sangue ( prima più alta), mentre quella del cristallino ci mette più tempo per regolarizzarsi e quindi questa differenza tra il cristallino ed il sangue può dare questa perturbazione della vista, ma dopo 4-5 gg rientra nella normalità. Nefropatia diabetica: (molte cose ve le diranno i colleghi nefrologi), il diabete è la prima causa di insufficienza renale. il diabetico è più suscettibile al danno renale Come si verifica la nefropatia: sembra che tutto parta dall iperglicemia, a livello dei glomeruli esiste un intenso scambio attraverso i pori e sembra che questi pori, che permettono il passaggio di molte sostanze, abbiamo anche il ruolo di regolare lo scambio proteico. Le proteine normalmente non passano ma non tutte per la grandezza poiché alcune, tipo l albumina, riuscirebbero a passare ma non lo fanno a causa delle cariche elettriche. L albumina è carica negativamente e anche la MB quindi vi è un respingimento che non permette all albumina di passare, nel soggetto diabetico vi è una perdita di questo meccanismo in quanto vi è una diminuzione di cariche negative dei glicosamminoglicani della MB e quindi diventa più semplice per l albumina passare, ma questo cosa centra con la nefropatia? Perché sembra che questo traffico danneggi il rene, ma indipendentemente dalla causa, sembra che più proteine si perdano dal rene e maggiore sia il danno presente, allora quale è stata la furbizia di alcune persone: noi andiamo a valutare la salute del rene testando la quantità di proteine e visto che l albumina è la più piccola si è passati al concetto di albuminuria che è un marcatore di nefropatia. Noi possiamo dividere l albuminuria in micro e macro albuminuria, dove per microalbuminuria si intende l emissione di mg/die e macro mg/die, ovviamente stiamo parlando di piccole quantità di proteine ma l importanza del fattore di rischio è quella di prevenire la malattia. Quindi cosa faccio con un pz con diabete e microalbuminuria? Anzitutto faccio molti controlli glicemici, secondo il fattore di rischio più importante dopo l elevata glicemia è l elevata PA, quindi fare attenzione al controllo della PA, addirittura in fase tardiva il controllo della PA diventa preponderante anche su quello della glicemia perché il rene risente moltissimo della PA e non solo è un induttore dell ipertensione ma anche un bersaglio e allora come fare? Il sistema renina-angiotensina è fondamentale per la regolazione della pressione e sapete anche cha la pressione dell arteriola afferente e dell arteriola

7 efferente ma principalmente dell arteriola afferente risente molto dell angiotensina II ed infatti l aumento di filtrazione renale aumenta quando aumenta la pressione della capsula del Bowman, ma come fa ad aumentare la pressione a questo livello? Se esiste uno squilibrio tra l arteriola afferente ed efferente, se l arteriola efferente si contrae noi abbiamo un aumento di pressione a monte, questo aumento di pressione a monte, nel tentativo di forzare il blocco a valle, determina un aumento di pressione di perfusione, un aumento del filtrato e quindi anche un aumento dell albumina che vediamo, quindi agire sull arteriola efferente è fondamentale e come agiamo? Con i farmaci che agiscono sull angiotensina II ( ACE inibitori, i sartanici che bloccano i recettori per l angiotensina II o l anti renina). In particolare nel diabete di tipo I si usa l ACEinibitore anche in assenza di ipertensione, e se presenta micro/macroalbuminuria è possibile prescriverlo a carico del sistema sanitario nazionale e quindi serve non solo per abbassare la pressione ma anche per ridurre la quantità di albumina nelle urine. Nel diabete di tipo II si usano preferibilmente i sartani, ma non perché gli ACE inibitori non vadano bene ma perché ci sono più studi che hanno dimostrato un effetto positivo dei sartani in questa forma di diabete. Ovviamente quando c è progressione di nefropatia, quindi nel soggetto vi è aumento della creatinina e allora la malattia è già avanzata e non si può aspettare che aumenti la creatinina per fare diagnosi di nefropatia diabetica. La nefropatia diabetica oltretutto comporterà un maggiore rischio di malattie cardiovascolari. Neuropatia diabetica: causa principale di amputazioni non traumatiche. È una complicanza microvascolare del diabete, è un alterazione dovuta alla compromissione dei piccolissimi vasi dei nervi, che irrorano il nervo e quindi anche in questo caso partiamo da una complicanza ischemica, ovviamente i nervi sono tanti, come faccio a parlare di neuropatia? Può essere una mononeuropatia, una polineuropatia può essere sensitiva, motoria.. tutti i nervi IN TEORIA possono essere colpiti, IN PRATICA c è una predizione in alcuni nervi. es: Un pz diabetico accusa doppia visione e comincia ad essere strabico, il medico capisce che lo strabismo insorto all improvviso in un soggetto può essere una paresi capisce per dove va l occhio se è il III, il IV o il VI, che innervano i muscoli che fanno muovere l occhio, quindi questo soggetto ha avuto la peresi di uno di questi. La prima cosa da fare è bendare l occhio per evitare stress inutili. Ma è raro che la neuropatia diabetica si presenti come mono, la forma più comune di neuropatia è una polineuropatia simmetrica distale centripeta sensitiva-motoria (le due componenti dei nervi), i nervi sono molto lunghi e guarda caso un fattori di rischio per neuropatia diabetica è l altezza del soggetto, entrando nel dettaglio: la maggior parte delle volte queste forme decorrono in modo asintomatico, che non è un bene. Vediamo quelle sintomatiche che sono sintomatiche (30-40%), il soggetto accusa di notte dei formicolii (parestesie) o dolori forti ed urenti, crampi e piedi freddi, a volte il soggetto diabetico non riesce a sopportare il peso del lenzuolo (allodinia : ad uno stimolo innocuo corrisponde un forte dolore), un altra fetta di soggetti diabetici non ha sintomi, quindi non viene da voi ve ne potete accorgere se il soggetto ha delle lesioni e non sa come se le è procurate, se non sente più l acqua fredda o calda, quindi queste sono espressioni di alterata sensibilità periferica; queste sono più importanti da un punto di vista prognostico, immaginate di avere un piccolo sasso nella scarpa, vi provoca dolora e voi lo togliete, ma il diabetico potrebbe non accorgersi di averlo perché è prevalsa l alterazione della fibra sensitiva, quindi significa che manca quel sistema di controllo automatico che permette di regolare l appoggio plantare a seconda degli stimoli provenienti dal suolo, noi lo facciamo automaticamente, senza avere coscienza di quello che stiamo facendo, nemmeno il diabetico ce l ha. Immaginate quindi che un soggetto diabetico non percepisca bene il suo appoggio plantare, a noi è un fatto automatico se scegliamo una scarpa piuttosto che un altra perché abbiamo una determinata conformazione,

8 caratteristica del nostro piede, se il diabetico percepisce male significa che appoggia dove capita e che non esiste piu un sistema automatico su quello che noi percepiamo con i nostri recettori e sul modo di impostare la nostra camminata. Quindi il diabetico non si rende conto del modo posa il piede e si creano dei punti di iperpressione e quindi delle callosità caratteristiche sotto la pianta ed in particolare sulle teste dei metatarsi, quando c è un appoggio prolungato sulle teste dei metatarsi perché non riusciamo a distribuire bene il peso per mancanza di informazioni si formano queste callosità. Quindi da un alterazione sensitiva siamo arrivati ad un alterazione del piede.

9 Lez. di Malattie del Metabolismo del 17/10/13 prof.giugliano Proseguendo quello che ci siamo detti ieri, dobbiamo adesso finire le complicanze, principalmente le microvascolari e, se non ricordo male, stavamo alla neuropatia diabetica. Avevamo già parlato della retinopatia e avevamo incominciato a discutere sulla neuropatia e avevamo detto che sebbene tutti i nervi possano essere colpiti dal processo, in quanto il processo è sistemico, purtuttavia vi erano delle preferenze per quanto riguarda alcune localizzazioni. E avevamo parlato di una polineuropatia simmetrica sensitivomotoria centripeta e distale. Quindi queste aggettivazioni ci aiutavano ad inquadrare il fenomeno. Avevamo anche detto che questa localizzazione prevalente agli arti inferiori, non in tutti i soggetti diabetici si appalesava sintomaticamente, nel senso che in alcune persone c era la possibilità di non avere sintomi. Fortunatamente per noi e sfortunatamente per il paziente, questi sintomi ci mettono in allarme e sono probabilmente la migliore cosa per il paziente perché vi dicono che c'ha una neuropatia periferica. Altrimenti nelle fasi asintomatiche il paziente può soffrirne senza che noi ce ne accorgiamo. Dei sintomi ne abbiamo, sono sintomi fastidiosi: i formicolii, le parestesie, sensazioni di crampi notturni, l intolleranza del peso del lenzuolo, e tanti altri. In linea generale, dobbiamo fare diagnosi differenziale con altri sintomi che ci possono essere, perché il paziente diabetico può andare in contro spesso a complicazioni per esempio del canale centrale delle radici nervose. Un ernia del disco per esempio può venire anche ad un paziente diabetico. E dovremmo fare diagnosi differenziale in genere, in un ernia del disco, monolaterale con dolore. Non so quanti di voi avranno visto persone che soffrono di queste cose a livello sacrale. Esiste sempre la possibilità che ci possa essere anche nel soggetto diabetico. Avevamo anche accennato al fatto che la maggior parte dei pazienti diabetici sono asintomatici, nel senso che questa patologia, questa compromissione delle vie nervose non dà segni o può dare dei segni negativi (cioè il paziente non sente normali stimoli) a cui il paziente non fa tanto caso. Per cui la bravura del medico è di domandare piuttosto che ascoltare perché la prevenzione si fa anche domando alla persona che cosa avverte o che cosa non avverte. Ovviamente la perdita della sensibilità profonda che è quella che ci dà informazioni sulla nostra postura e ci dà informazioni sui nostri movimenti, la perdita, o la distruzione, o anche la parziale distruzione di quelle fibre si associa ad una perdita non dell equilibrio, ma a disturbi dell'appoggio plantare. Per cui il soggetto non riconosce, non si accorge, perché nessuno glielo dice, che può avere degli incidenti di percorso. Ma quello che è più grave è che rischia di perdere questa distribuzione del peso corporeo ai normali punti di appoggio che ovviamente può determinare delle iperpressioni in qualche zona della pianta, per cui si hanno delle manifestazioni che possono sembrare banali, come delle callosità o ipercheratosi, ma che banali non sono perchè a questo si aggiunge il fatto che non avvertendo la sensazione dolorifica o anche la sensazione di pressione il soggetto continua a camminarci sopra, si può avere fissurazione, se a questo aggiungete il fatto che il paziente diabetico è più portato a processi infettivi, allora è chiaro il quadro di questa situazione, che si può avere l ulcera a tutto spessore di cui il paziente non si accorge neanche. Prendete un anziano che vive solo (oggi è abbastanza, non dico frequente, ma diciamo non è inusuale che l'anziano possa vivere da solo, sia per problemi di spazio nelle famiglie che si fanno sempre più piccole ma anche per problemi di metratura quadrata degli appartamenti per cui il nonno, la nonna non ci stanno più) che non può guardarsi sotto la pianta del piede, perché gli risulta difficile, non si accorge del problema. Quindi il consiglio che noi diamo ai medici è di scoprire i piedi a qualsiasi paziente diabetico di qualsiasi età. Scoprite i piedi dei pazienti diabetici. Ovviamente potete anche dire al paziente, che potrebbe avere pudore di scoprirsi i piedi, "vi vedrò i piedi la prossima volta" così lo mettete in uno stato di rilassamento mentale, voi state tranquilli e siamo tutti felici. Questo per cercare callosità e ulcere plantari e tutto quello che vedete a livello del piede da segnalare. Vi ricordo che un piede neuropatico, non è un piede vascolare: il piede vascolare è quello in cui non arriva più il sangue per un ostruzione, alla femorale, poplitea, tibiale dove volete voi, che impedisce l afflusso di sangue. Come succede alle coronarie può succedere anche alle

10 altre arterie. Per fare la differenza, cioè come faccio a distinguere il piede vascolare dal piede neuropatico? Ovviamente riferendoci alla fisiopatologia, nel piede vascolare, se arriva poco sangue il piede sarà freddo, pallido, gli annessi cutanei atrofici, il piede neuropatico sarà invece più caldo, ma perché? Perché la neuropatia diabetica a livello del sistema autonomico determina un apertura degli shunt arterovenosi per cui il piede è caldo e cianotico. La classica ulcera neuropatica ha la caratteristica di essere completamente indolente. Il paziente non ha dolore. Ecco perché può essere fastidiosa e pericolosa, perché è frequente che l ulcera si infetti e questo è il pericolo fondamentale, perché un ulcera infettata, va in gangrena. Le ulcere infette fanno davvero raccapriccio perché si creano dei tragitti fistolosi all interno delle strutture del piede che possono arrivare anche fino all osso. L amputazione, quando avviene, se avviene, nel paziente diabetico, a parte microamputazioni delle dita del piede che non compromettono l ambulazione, l amputazione del piede, fino al ginocchio eventualmente, è dovuta proprio al fatto che noi non riusciamo a controllare l infezione perché è talmente vasta e ampia che l unica alternativa è l amputazione. Ovviamente l amputazione è un fenomeno destruente per una qualsiasi persona perché priva dell ambulazione naturale e i soggetti amputati sono quelli che più facilmente sono a rischio di altre amputazioni, così come i soggetti infartuati sono a rischio di ulteriori infarti. Se il medico si accorge per tempo che c è qualcosa che non va è possibile prevenire o ritardare la comparsa dell ulcera, ma come? Anzitutto scaricando la pressione. Perché se il problema principale è la pressione in un punto specifico che determina la formazione della callosità e a sua volta fissurazione e poi ulcera, se noi agiamo a monte riusciamo a evitare questa come. Come lo facciamo? Semplicemente valutando quali sono i punti di pressione, con un apparecchio che si chiama podometro che dà i punti di pressione. Vengono quindi usati dei plantari idonei fatti su misura con materiale super leggero che consentono di scaricare il peso in modo più uniforme. Lo stesso avviene anche con l ulcera infetta: se il paziente ha avuto un infezione per cui la glicemia che è salita alle stelle (non dimenticate mai che la febbre o comunque un infezione è uno stress per il paziente e viene visto come un aumento degli ormoni cortisonici che sono diabetogeni), se noi vogliamo curare un ulcera infetta oltre ad un antibiogramma, oltre ad usare il più potente antibiotico, oltre a tutto quello che volete voi, anche in questo caso dobbiamo scaricare il piede del soggetto, non lo possiamo mettere a letto per 30 giorni, facciamo male al paziente rischiando trombosi da stasi ed embolie, ma non possono camminare sulla lesione, ma vengono usati dei tutori che permettono al paziente di camminare scaricando il peso. Quindi il piede diabetico l abbiamo visto, l ulcera diabetica l abbiamo vista. Ricordiamo che essa è indolente, mentre l ulcera vascolare è molto dolente e questa è un'altra caratteristica che ci aiuta a dirigerere la nostra attenzione verso una cosa piuttosto che un'altra. Vi dicevo prima che la neuropatia diabetica colpisce anche altri distretti. Noi abbiamo il sistema sensitivo, il sistema motorio ma esiste anche il sistema neurovegetativo che a volte sottovalutiamo. Vorrei fare un ragionamento con voi, visto che siete una classe abbastanza omogenea per età. L esplorazione del sistema cardiaco in genere si fa su quello cardiovascolare perché è quello più facilmente accessibile, immediato e si basa su un principio fondamentale che è quello della [Perfusione]. La frequenza è influenzata innanzitutto dal sesso, dall età, dall attività fisica (in genere chi fa attività fisica ha una frequenza più bassa xkè è più allenato). Ma fermo restando questo quello che è importante per la fisiologia cardiaca è l alternanza della frequenza, cioè non abbiamo una frequenza fissa, ma variabile, e questa variabilità della frequenza è una spia importante della nostra salute cardiovascolare. Più variabile è la frequenza più stiamo bene. Ovviamente come si può fare a valutarla, anche a casa vostra, con mezzi di fortuna? Una di queste è la respirazione, che è accoppiata al cuore proprio per vicinanza ed è chiaro che possono avere altre connessioni oltre a quella geografica. Se voi inspirate profondamente abbiamo variazioni della frequenza che sono fisiologiche. Quindi quando io inspiro, la frequenza che fa? Diminuisce via dell aumento del ritorno venoso, perché i polmoni dilatandosi determinano un abbassamento della pressione nelle cavità toracica che richiama più sangue. Questo sangue raggiunge l atrio destro l aumento di pressione atriale

11 determina l attivazione dei barocettori presenti nell auricola dell atrio. I barocettori mandano quindi segnali che rallentano la frequenza cardiaca. Quando noi espiriamo succede l opposto. Allora se voi vi fate una prova sulla vostra frequenza, meglio farlo con l ecg che ci da l intervallo R-R, che è l intervallo tra due sistoli successive e quindi ci da la frequenza cardiaca... Allora avendo a disposizione una striscia elettrocardiografica noi possiamo calcolare l intervallo R-R e vediamo che esso in inspirazione si allunga ed in espirazione si accorcia. Quindi in un cuore perfettamente normale come quello di una classe come voi, in un ispirazione se noi facciamo il rapporto tra l intervallo R-R più lungo, cioè la massima diminuzione della frequenza che si è avuta in ispirazione e quello basale noi abbiamo un rapporto che è superiore ad uno, perché stiamo confrontando un R-R che si è allungato con un R-R più piccolo. Se non vado errato se il numeratore è maggiore del denominatore significa che il rapporto sarà maggiore di 1, come avviene in questo caso. In un cuore normale addirittura vediamo 1,4-1,5 a testimoniare che quest estrema variabilità della frequenza è in rapporto agli atti respiratori. Quindi quanto più è alto questo rapporto, tanto più il cuore gode di buona salute, almeno da questo punto di vista. Orbene immaginiamo un soggetto diabetico: Come facciamo a vedere se ha una neuropatia vegetativa? Sembra, almeno in studi prospettici e osservazionali, che più coesista questa cardiopatia autonomica, più aumenta il rischio di morte improvvisa. Quindi se il soggetto ha una cardiopatia autonomica, nel senso che ha un alterazione neurovegetativa cardiaca è più esposto al rischio di morte improvvisa. Detto questo, dite: ma come faccio io a valutare nel soggetto diabetico, se voglio accertarmi che mio zio Pasquale che è diabetico da tanti anni, tiene questa cardiopatia? Io che faccio? Esiste un test che si chiama Respirazione Profonda cioè Deep Breathing degli autori anglosassoni, e si fa in questo modo: si standardizza quello che vi ho detto prima, in modo che sia sempre uguale in tutti quanti. Si devono fare un Inspirazione profonda che dura 6 secondi, ovviamente bisogna allenarsi un attimo perché noi respiriamo più velocemente: dai 15 ai 22 atti al minuto a seconda del vostro stato ansioso e altre condizioni che possono alterare la vostra respirazione. Dobbiamo abituarci a respirare a 6 atti al minuto. 5 secondi di inspirazione e 5 di espirazione. Una volta, diciamo per due minuti, allenati a questo, poi si incomincia. Si calcola L R-R basale, si calcola l R-R al massimo dell inspirazione, si fa il rapporto e si vede che zio Pasquale ha un R-R di 1, cioè ha una frequenza fissa, non varia assolutamente questo rapporto. Questo significa che la sua salute cardiovascolare autonomica è completamente andata, non riesce a modulare la frequenza cardiaca in risposta a questi atti respiratori. Ce ne sono tant altri di test ma il test Deep Breathing è molto più accettato e semplice da farsi, però da una valutazione solo parasimpatica. Per avere una valutazione anche simpatica si fa il test dello Squating che significa accovacciamento. Infatti quando voi vi accovacciate, se ci riuscite, voi avete una diminuazione della frequenza cardiaca perché? Per lo stesso motivo che abbiamo detto prima perché quando vi accovacciate aumentate il ritorno venoso al cuore. Quando vi alzate per passare da una posizione di accovacciamento ad una posizione in piedi, voi avete l inverso e quindi si attiva il sistema simpatico e la frequenza ritorna normale. Se avete un paziente anziano che non riesce ad accovacciarsi, se gli mettete uno sgabello piccolo su cui sedersi, riuscite a farlo accovacciare con una seduta per cui non cade per terra. Ma esistono anche altre possibilità. È importante un concetto: più è ampia la variabilità cardiaca, più è indice di buona salute cardiovascolare. La frequenza fissa o la mancanza di aumento o diminuzione della frequenza in risposta a manovre fisiologiche è un segno che esiste una cardiopatia autonomica. La cardiopatia autonomica si associa ad un aumento del rischio di morte improvvisa. Adesso come ultima tappa vi devo parlare di una complicanza che riguarda principalmente i maschietti e cioè la disfunzione erettile, diretta conseguenza di questa neuropatia autonomica. Se ricordate Dobbiamo fare un passo in dietro un professore di sessuologia a L Aquila, mio amico, diede al suo gruppo a cui insegna a L Aquila nella facoltà di Psicologia, diede un foglio di carta su cui disegnare i propri genitali, sia ai maschi che alle femmine, mentre per i maschi era più facile, con pure un po di esagerazione, nelle donne invece c era molta discordanza, sia per quanto riguarda la grandezza, ma sia per quanto riguarda proprio l ubicazione delle varie cose. Quindi per dirvi che la conoscenza da parte del paziente del proprio corpo non la dovete dare per scontata. Ritornando a quanto dicevamo prima, prima questa cosa si chiamava

12 impotenza, che però, visto che le parole uccidono più delle scoppiettate, si iniziato ad usare il termine disfunzione erettile, più elegante. Chi è che vuole non voglio vedere niente sono sapere concettualmente come avviene fisiologicamente l erezione. Chi se la sente? Ragazzo: allora da quello che ricordo ci sono delle arterie, le arterie elicine, la loro vasodilatazione mediata dall ossido nitrico determina un aumento del flusso. Contemporaneamente abbiamo una riduzione del ritorno venoso perché appunto questa vasodilatazione di queste arterie fa riempire di sangue i corpi cavernosi che comprimendo le vene impediscono il ritorno venoso. Prof: Qualcuno vuole aggiungere qualcosa? Ci manca come parte lo stimolo. Allora nella fase più classica, nel maschio, ci sono più stimoli, visivi, uditivi, tattili, olfattivi, qualsiasi cosa è buona, perché poi ognuno ha le sue manie. Qualsiasi stimolo attiva delle fibre dette Nanc (non adrenergiche, non colinergiche) che utilizzano ossido di azoto come neurotrasmettitore (dette anche nitrergiche). Quindi questo stimolo va a determinare un rilascio locale, a livello dei corpi cavernosi, di NO sia attraverso queste fibre sia attraverso l endotelio di cui è ricco il corpo cavernoso. Parliamo di una spugna, quindi pensate quanto endotelio ci sia tra tutti gli anfratti. L NO agisce sull GMPc e poi determina vasodilatazione e lo strozzamento delle vene. Ovviamente quando si ha la detumescenza? Quando prevale il sistema simpatico. In quel caso voglio dire dopo la sigaretta, per capirci, va ad attivarsi il sistema simpatico e si ha la detumescenza. Perché l attivazione degli alfa-recettori determina vasocostrizione. Allora perché è importante? Innanzitutto perché è un segno innanzitutto psicologico di virilità nel maschio e nel diabetico la prevalenza di disfunzione erettile è 3 volte superiore a quella del non diabetico. Ovviamente se bisogna dire quali sono i fattori di rischio più importanti, il primo è l età, su questo non si discute, e tutti i fattori di rischio cardiovascolari sono fattori di rischio di disfunzione erettile. Ma in un giovane, anche se non diabetico, la disfunzione erettile può essere il primo segno di una malattia aterosclerotica. In questi casi non dimenticate di andare a valutare il rischio cardiovascolare del giovane, perché si è visto che questa disfunzione si associa ad un aumento del rischio. Come possiamo curare questa condizione? Anzitutto curando il diabete e i fattori di rischio, monitorando la pressione, invitando a smettere di fumare, se possibile, e poi se non ci riusciamo abbiamo delle misure farmacologiche importanti. Fino all uscita del primo farmaco nessuno parlava di impotenza, nemmeno con il proprio medico. Qualche anno fa una prostaglandina, sapete che le prostaglandine appartengono ad una famiglia di molecole alcune con attività vasodilatatrice, fu messa in commercio da una casa farmaceutica e si chiamava Prostadil. Era una prostaglandina che si iniettava direttamente nei corpi cavernosi attraverso una puntura. Quindi il concetto è: io metto direttamente il vasodilatatore nel sito d azione, esso dilata i corpi cavernosi e parte l erezione. Ovviamente quando voi utilizzate questi farmaci, voi sganciate il meccanismo dell erezione dallo stimolo psicologico. Potete pure fare un altra cosa, tipo leggere il giornale o guardare la televisione, se vi iniettate la prostaglandina voi avete lo stesso l erezione. Ovviamente questo farmaco non avuto poi molta fortuna per due motivi fondamentali: uno per il fatto che fosse cruento, non bene accetto dal paziente, e due perché c era questa dissociazione. E poi è venuta la pillola blu, il viagra. Il principio attivo del viagra agisce su quel sistema di cui parlavamo prima, cioè del NO, perché quello è il sistema fisiologico. È questa la trovata. Perché è un inibitore delle fosfodiesterasi che hanno il compito di degradare il GMPc. Esistono varie isoforme di fosfodiesterasi, come quella polmonare, se vogliamo inibire quella vascolare dobbiamo dare questi inibitori che inibiscono specificamente sulla fosfodiesterasi presente nei corpi cavernosi. Il viagra funziona perché amplifica quello che fisiologicamente succede. Cioè fa stare più tempo il GMPc a disposizione per avere effetto vasodilatatore. Quindi senza donne il viagra non funziona! Perché se non si attiva il meccanismo dello stimolo, non si libera NO a livello delle terminazioni nervose e quindi non c è la possibilità di attivazione. Quindi è un potenziamento di quello che fisiologicamente accade. Questo è importante perché vi rendete conto del perché ci dicono che il viagra va preso grosso modo un ora prima di un presunto futuro Ovviamente vi rendete conto quindi di come avere a disposizione un farmaco abbia fatto sorgere un problema nascosto di cui 30 anni fa nessuno parlava. Oggi la situazione è molto cambiata un po anche perché i medici hanno più conoscenze su questo, hanno più strumenti, e quindi la patologia può essere

13 indagata perché abbiamo gli strumenti. Quello che però sta succedendo oggi è che l uso di questi farmaci invece di essere appannaggio di soggetti che hanno la disfunzione erettile è appannaggio giovani e meno giovani che vogliono aumentare le prestazioni. Quindi incomincia ad essere usato in modo abnorme dalla popolazione. Anche perché chiunque guarda nel web troverà molte offerte di pillole a meno di 1 l una (costano un po di più). Il problema è che non siamo sicuri di cosa ci sia dentro a queste pillole. Infatti un esempio che è uscito sul New England Journal, che è uno dei giornali più importanti al mondo due anni fa usci sul New England Journal of Medicine un articolo che parlava di una seria circostanza: in un ospedale di singapore ci fu in centinaio di ricoveri per ipoglicemia. Visto che nessuno era diabetico incominciarono ad insospettirsi gli epidemiologi, perchè si era passati in una settimana da 0 a 150 casi, quindi c'era qualcosa che non funzionava. Soprattutto perchè si trattava di soggetti non diabetici. Quindi iniziano le indagini epidemiologiche e vanno a scoprire che tutti questi soggetti avevano assunto un determinato farmaco, che guarda caso è il viagra ed era dello stesso logo farmaceutico per tutti. Fecero delle analisi sulla pillola e nel viagra oltre al sildenafil, che è il costituente principale, che ci deve stare per forza, c'era della glibenclamide. La glibenclamide è una sulfanilurea ad azione ipoglicemizzante che stimola la secrezione di insulina. E il bello è che non ce n'era una quantità irrisoria, ce ne erano 100mg. Che è tantissimo, al diabetico si danno due pillole da 5mg, lì dentro c'erano 20 compresse di sulfanilurea! Alcuni dicono che mettono un po' di ipoglicemizzanti perchè la soglia dell'ipoglicemia stimola di più il sistema nervoso adrenergico e quindi boh... Ci sta un'altra azienda cinese che propagandava un prodotto simile, dichiarando che era un prodotto di erbe naturali. Ovviamente quando uno sente che sono erbe pensa "vabbè sono erbe che ci possono fare? fanno solo bene" e invece in questo prodotto, e anche in altri anche statunitensi, c'erano o ci sono degli analoghi del sildenafil mai testati sull'uomo! cioè noi rischiamo di ingerire delle schifezze incredibili senza sapere di cosa si tratta. Voi direte "non c'è nessuno che controlla?". Quando sono integratori, nessuno controlla. Si dovrebbero controllare ma nessuno lo fa. Perchè non sono farmaci e quindi non devono sottostare alle leggi a cui sottostanno i farmaci. Questo è un ultimo esempio che vi dico: Un altro caso clinico uscito sul New England parla di un soggetto con sindrome metabolica, un poliziotto americano ispanico (sapete che gli ispanici sono quelli che vengono dal messico), a cui il medico aveva consigliato di perdere peso. Allora questo va in un drug-store americano e si compra uno di quei barattoloni di integratori e vitamine, vede che sono tutti prodotti naturali, si rassicura, prodotto brasiliano tra l'altro, e dice "beh questo mi può fare solo bene". Inizia quindi anche a dimagrire. Poi va a fare dei controlli, sapete che la polizia come tutti gli enti governativi fa dei controlli per la salute, ed esce che è positivo alle anfetamine. Il poliziotto viene quindi lincenziato per uso di sostanze illecite. Che c'era quindi nel barattolone? C'erano dei derivati anfetaminici. Voi sapete che fanno aumentare la tensione, la vigilanza, sono quindi degli adrenergici. Per dirvi, noi non sappiamo cosa assumiamo. Esistono anche i farmaci contraffatti. Voi pensate all'italia, una realtà piccola, ma guardate alla cina e all'india come facciamo a sapere che assumono quelli là?. Gli anfetaminici erano usati per far perdere di peso, e mi sembra anche giusto, perchè aumentano il metabolismo energetico, quindi aumentano il metabolismo basale e la produzione di energia. Ovviamente però fanno aumentare frequenza e pressione aumentando il rischio cardiovascolare, infatti oggi in Italia nessuno di questi farmaci ha l'indicazione per perdita di peso. Oggi l'unico farmaco che ci è rimasto per la perdita di peso è un farmaco che agisce a livello intestinale aumentando la scissione dei trigliceridi, ma funziona poco da noi, perchè mangiamo pasta e pane, non cibi particolarmente grassi. Bene così abbiamo chiuso questa panoramica delle complicanze microvascolari nel soggetto diabetico. Abbiamo parlato della retinopatia con le sue alterazioni che ricordiamo tutti quanti. Abbiamo parlato della necessità di operare i bulbi oculari di un soggetto diabetico. Abbiamo ricordato i principali fattori di rischio che sono la pressione arteriosa, il fumo di sigaretta nella retinopatia diabetica. Abbiamo anche detto che poi potrebbe essere necessario una fluorangiografia per individuare queste microemorragie che possono essere dannose. E allora abbiamo parlato del laser e della fotocoagulazione laser che va a bruciare i vasi determinando delle piccole lesioni che però arrestano l'emorragia e possono prevenire la cecità. La

14 fotocoagulazione negli ultimi anni ha permesso la riduzione del 50% della cecità nei soggetti diabetici. Abbiamo poi parlato della nefropatia diabetica e la compromissione dei vasi glomerulari renali in corso di diabete mellito. Abbiamo anche ricordato come la microalbuminuria, quella condizione che è una spia di una nefropatia incipiente, cioè quella che ci dice se il soggetto è più predisposto a sviluppare la malattia e quindi che cosa dobbiamo mettere in essere in quel soggetto per evitare la progressione. Quindi abbiamo visto che la microalbuninuria va da 30 a 300 mg nelle urine delle 24 ore, si dosa con un metodo specifico perchè le striscette urinarie non riescono a trovarla. E in questi soggetti con microalbinuria dobbiamo consigliare quello che consigliamo a tutti i diabetici e cioè di controllare al meglio la glicemia, di controllare meglio la pressione arteriosa e comunque gli date un inibitore del sistema renina-angiotensina che può essere un ACE-inibitore o un saltanico. Poi abbiamo parlato anche stamattina della polineuropatia diabetica che può essere sensitiva, motoria e vegetativa, quindi può prendere tutti i sistemi neurologici dell'organismo. Quindi può esserci una mononeuropatia ma è più frequente una polineuropatia, che può essere sia sintomatica che asintomatica e la forma asintomatica è la più pericolosa. E abbiamo anche ricordato stamattina di come sia importante far scoprire i piedi al soggetto diabetico perchè è quello che ci da la spia di questa neuropatia motoria e sensitiva. Quindi questo è stato un po' il summit di tutto quello che ci siamo detti. Ricordate che il 60-70% dei pazienti hanno un danno al sistema nervoso. Quindi è una cifra importante anche se non tutti saranno asintomatici. Oggi anche i pazienti diabetici stanno sperimentando un aumento dell'aspettativa di vita. Nonostante il soggetto diabetico ha un aspettativa di vita ridotta di 4-5 anni (quando è giovane, perchè ovviamente in un 80enne diabetico l'aspettativa di vita sarà quasi uguale a quella di un 80enne normale; la fascia più colpita da questa riduzione è tra i 40 e i 60 anni). Quindi ovviamente tutto questo ci dice che il soggetto diabetico va guardato con attenzione. Ora vorrei spendere gli ultimi minuti per un argomento che non è meno importante ma che non è peculiare del soggetto diabetico, cioè l'aterosclerosi. Nel soggetto diabetico è uguale a quella nel soggetto non diabetico solo che è accelerata, amplificata. Abbiamo ricordato l'altra volta che i fattori di rischio cardiovascolari si dividono in fattori non modificabili e modificabili. Tra i fattori modificabili ci sono l'età, il sesso (il sesso maschile è più propenso) e c'è la familiarità. Quelli su cui possiamo intervenire sono quelli modificabili e cioè la pressione arteriosa (vi ricordo che la pressione arteriosa rappresenta il fattore di rischio più importante per mortalità del mondo intero; non so se vi ho già parlato del Global Burden of Disease, come dice il nome è uno studio, il più grande studio fatto finora, in cui sono andati a valutare lo stato di salute del mondo intero, questo studio è stato finanziato dalla Fondazione Gates, la fondazione di quello che ha fondato Microsoft, che ha finanziato circa 30 miliardi di dollari. Da questo studio è emerso proprio che l'ipertensione arteriosa ancora oggi è la principale causa di morte al mondo.), l'ipercolesterolemia, fumo di sigaretta e l'obesità. Quindi questi fattori sono modificabili, nel senso che possiamo incidere su questi fattori di rischio con modificazioni degli stili di vita e con farmaci. Ma che rischio ha un soggetto diabetico di avere un ictus o un infarto o un'angina instabile oppure di un'arteriopatia periferica rispetto un soggetto non diabetico? In genere riguardo al sistema cardiovascolare ha un rischio di 2,5 volte in più rispetto ad un soggetto non diabetico. Addirittura riguardo le arteriopatie periferiche il rischio sarebbe molto più elevato per la compartecipazione di altri fattori di rischio. Ovviamente tutto questo fa sì che il soggetto diabetico diventi un soggetto molto vulnerabile dal punto di vista cardiovascolare e questo significa che noi dobbiamo prestare particolare cura al suo livello di aterosclerosi. Come facciamo noi a valutare lo stato di salute del cuore? Abbiamo a disposizione molte armi. Non dobbiamo solo valutare la glicemia perché non è solo la glicemia che amplifica il processo. Anzi mentre negli studi di intervento si è visto che più curavi il diabete, nel senso che più gli abbassate l'emoglobina glicata, meglio va per le complicanze microvascolari, per le complicanze macrovascolari (ictus, infarti...) non esiste questa relazione o almeno non è così evidente, il che fa pensare che esistono molti altri fattori che influiscono. Se il soggetto diabetico c'ha un emoglobina glicata di 7,5, poi c'ha il colesterolo di 130 (voi sapete che il colesterolo aterogeno è LDL, che è una parte del colesterolo; per calcolare le LDL si usa una formula, la formula di Friedewald, questa forma ci dice che per calcolare le LDL si fa colesterolo totale meno colesterolo HDL meno trigliceridi/5 [LDL=Col.Tot. - HDL - (Tri/5)]. Però questa forma va bene per valori di trigliceridi che non superano i 400, perchè

15 altrimenti vai a sottostimare le LDL. Il colesterolo LDL è quello che dobbiamo prendere come riferimento)... Se prendiamo una donna che c'ha 230 di colesterolo totale ma c'ha 80 di HDL perchè è in età fertile, secondo la formula, avrà un colesterolo LDL di 124 grosso che per una donna della sua età in età fertile è assolutamente normale, ovviamente può essere non normale nel soggetto diabetico, perchè il limite nel soggetto diabetico è 100mg di LDL. Quindi mentre nella microangiopatia possiamo focalizzarci solo sulla glicemia come fattore di rischio e forse la pressione arteriosa per la nefropatia e la retinopatia, nella macroangiopatia, per ridurre il rischio cardiovascolare abbiamo più bersagli: la pressione, i lipidi, la glicemia e il peso, ma questa è una battaglia persa come vedremo.

16 Malattie metabolismo Giugliano FARMACI PER IL TRATTAMENTO DEL DIABETE Prima di ricorrere al farmaco bisogna porre l attenzione sulla correzione degli stili di vita. Grafico di confronto tra trattamento placebo, trattamento farmacologico e correzione degli stili di vita mostra come si possa avere un ritardo nel peggioramento delle condizioni del paziente facendo ricorso alla correzione di stili di vita sbagliati. È importante tenere in considerazione lo stile di vita del paziente prediabetico e diabetico sia prima della terapia farmacologica che durante. Spesso il paziente crede di poter continuare ad avere delle abitudini alimentari non sane dato che gli viene somministrato un farmaco per tenere sotto controllo il diabete. È invece compito del medico educare il paziente ad una corretta alimentazione che sarà accompagnata da una terapia farmacologica. SUFANILUREE Nel dopoguerra intorno alla metà degli anni 50, osservando effetto dei sulfamidici in soggetti volontari, notarono che una categoria era responsabile di ipoglicemia, stimolando beta cellule pancreatiche a produrre insulina, queste erano le sulfaniluree (oggi utilizziamo la terza generazione di sulfaniluree). Sono detti farmaci secretatori in quanto stimolano secrezione di insulina. Azione: chiusura canali K + simulando azione del glucosio non perché aumenta il rapporto ATP/ADP nella cellula, ma perché va ad agire con un recettore suo specifico posto all esterno della membrana che è accoppiato al canale del potassio. Il recettore si chiama SUR1 (sulfanilurea receptor 1) accoppiato al canale del K +, la sulfanilurea lo aggancia quindi si chude il canale e da qui il meccanismo è lo stesso come quando avviene l entrata del glucosio. (ricorda glc entra tramite GLUT2, viene convertito a glc6p quindi avviene la glicolisi che determina aumento della concentrazione di ATP responsabile della chiusura dei canali per K +. Segue quindi la depolarizzazione della membrana con attivazione di canali per Ca 2+ che, entrando nella cellula, causa rilascio dell insulina). Quindi la sulfanilurea causa aumento della secrezione insulinica anche in un soggetto non diabetico (il prof lo menziona tra i farmaci utilizzati a scopo suicida per la sua azione ipoglicemizzante). Epidemia di ipoglicemia a Singapore a seguito di utilizzo di viagra poichè nella compressa c era glibenclamide, una sulfanilurea di seconda generazione, alla dose di 100mg, quando normalmente dose max è in compresse da 5mg. Vantaggi: funzionano fin quando esiste una riserva di funzione della beta cellula, quindi nel diabete di tipo1 non funzionano sono molto efficaci hanno un costo molto ridotto (molti hanno perso il brevetto, disponiamo quindi di molti generici). Svantaggi: possibilità di indurre ipoglicemia, soprattutto in pazienti anziani. Alcune sulfaniluree di prima generazione avevano un azione molto lunga (anche fino a 48h) Aumento ponderale. Oggi sulfaniluree non sono farmaci di prima scelta nel diabete di tipo 2.

17 METFORMINA Farmaco di prima scelta oggi raccomandato nel diabete di tipo 2. Appartiene alla classe dei biguanidi. Ha cinquant anni di storia quindi si caratterizza per costi molto ridotti in quanto disponibile come farmaco generico. Esplica la sua azione attraverso un effetto di sensibilizzazione insulinica. Facilita azione dell insulina prevalentemente a livello epatico. Principalmente blocca la neoglucogenesi mattutina (meccanismo che spiega, quando non inibito, l iperglicemia a digiuno del diabetico. Aumentata resistenza epatica all insulina, quindi aumento della neoglucogenesi). Sensibilizzazione attraverso l aumento dell amilasi epatica quindi riduce iperglicemia a digiuno. Vantaggi: Non da ipoglicemia Non da aumento di peso (a volte può anche determinare calo ponderale) Presenta un costo ridotto in quanto non è più coperta da brevetto (in questo è uguale alle sulfaniluree, ma i precedenti punti spingono all utilizzo della metformina come farmaco di prima scelta) Svantaggi: Intolleranza gastrica: 10-20% non la tollera, ha senso di ripienezza gastrica, acidità, nausea, sapore metallico in bocca, a volte diarrea (o ridurre la dose o sospendere la somministrazione) Potrebbe non essere indicata in pz con IRC con un valore di filtrato di 45ml/min (a volte anche 60ml/min) Quando l emoglobina glicata >7% dobbiamo introdurre un farmaco (SELEZIONARE TARGET DELL HB GLICATA DA RAGGIUNGERE IN BASE AL TIPO DI PAZIENTE CHE ABBIAMO IN CURA. Target dell emoglobina glicata può variare in base al momento di insorgenza e alle condizioni del paziente, ad esempio un soggetto con problemi cardiovascolari anziano può avere un target di Hb glicata del 7-8%, nei giovani con lunga aspettativa di vita è preferibile avere un target più ristretto di Hb glicata intorno al 5%). Il primo è la metformina disponibile in commercio in compresse da 500 o 850mg e la dose max giornaliera è di 2.5g. si saggia prima la tollerabilità gastrica quindi, se possibile, si aumenta la dose. Il problema della patologia diabetica è la cronicità con esaurimento progressivo della cellula beta per cui dopo un tempo variabile (da 1 a 5 anni o più, a seconda della dieta seguita) bisogna modificare la terapia in quanto la metformina tenderà a fallire. Aggiungiamo quindi una sulfanilurea in quanto complementare alla metformina (esiste in commercio una formazione precostituita di una sulfanilurea con metformina). Oggi in Italia abbiamo bel 9 classi di farmaci per il diabete. È un grosso business, in quanto le previsioni di spesa mondiale della sanità fino al 2015 danno come prima fonte di spesa i farmaci oncologici con 70 mld di dollari, mentre al secondo posto ci sono i farmaci antidiabetici con 50 mld di euro di spesa. GLITAZONE di cui ne abbiamo uno solo oggi: il PIOGLITAZONE (TIAZOLIDINEDIONI). Entrarono in commercio alla fine degli anni 90. Sono degli attivatori di PPAR agiscono sul metabolismo dei lipidi, infatti l effetto ipoglicemizzante è un effetto secondario in questa categoria di farmaci. Per la FDA ha dimostrato capacità di riduzione dell emoglobina glicata, quindi idoneo per essere utilizzato come farmaco antidiabetico. Portano alla riduzione degli FFA (free fatty acid)normalmente implicati nell azione di resistenza all insulina quindi riducendo FFA miglioriamo la sensibilità insulinica. Il primo farmaco ad essere

18 introdotto sul commercio solo negli Stati Uniti fu il troglitazione, mai arrivato in italia e rimosso dal commercio poiché epatotossico. Il rosiglitazone fu ritirato dal mercato nel 2007 perché correlato a problemi cardiovascolari. Vantaggi: Riduce insulino- resistenza ma con un meccanismo di azione diverso dalla metformina Basso costo (non più coperto da brevetto) Non da ipoglicemia Svantaggi: aumento del peso stimolando la sintesi dei trigliceridi (aumento depositi sottocutanei e non viscerali che sono invece correlati con l insulino-resistenza) e favorendo la ritenzione idrica poiché tra i meccanismi d azione dobbiamo ricordare anche l aumento del recupero del sodio a livello del tubulo renale (importante considerare se ad esempio il pz ha uno scompenso cardiaco). Possibilità di fratture al polso della donna (stimola riassorbimento osseo) il medico di medicina generale può prescrivere metformina e sulfaniluree, ma ci sono numerosi altri farmaci che non possono essere prescritti dal medico di base per cui bisogna far riferimento ad un specialista. ACARBOSIO Inibitore delle disaccaridasi intestinali. L glucosidasi intestinale è un enzima che scinde i disaccaridi formando monosaccaridi, che saranno poi assorbiti. Ritarda ma non sopprime l assorbimento del glucosio poiché non è un inibitore al 100%, si avrà quindi una riduzione del picco postprandiale della glicemia. Farmaco molto usato in Giappone in quanto è stato scoperto lì. In Italia è prescrivibile in fascia A (con insulina, sulfanilurea e metformina) per i soggetti diabetici da poco tempo. Vantaggi: Prezzo Non produce ipoglicemia Non da aumento ponderale Svantaggi: Presenza di disaccaridi nell intestino con conseguenti disturbi gastrointestinali. GLINIDI Agiscono come le sulfaniluree. In Italia sono una, la repaglinide. Stimolano secrezione insulinica e hanno anche gli stessi effetti collaterali della sulfaniluree con la differenza che hanno ancora un costo elevato poiché sotto brevetto. INCRETINE Farmaci nuovi (dal 2006). In realtà negli anni 60 scoprirono nell intestino qualcosa che amplificava la risposta insulinica al glucosio.

19 Somministrando in un campione glc per endovena e nel secondo campione glc per via orale osservarono che, a parità di glicemia, nel campione con somministrazione orale l insulina aveva un valore doppio rispetto al campione con somministrazione endovenosa. Aumento della secrezione dell insulina indotto dall intestino. I mediatori di questo effetto sono GLP-1 e GIP, due ormoni intestinali secreti in risposta al cibo, potenziano la risposta insulinica al glucosio. Il vantaggio delle incretine rispetto alle sulfaniluree è dovuto ad un azione delle prime solo quando c è iperglicemia, quindi non sono responsabili di ipoglicemia. In secondo luogo inibiscono la secrezione del glucagone. GLP-1 è un peptide e non può essere somministrato per via orale poiché verrebbe degradato, quindi dovrebbe essere somministrato per via sottocutanea come l insulina ma ha un emivita di 2 minuti (essendo un ormone intestinale ha un attività paracrina). Due problemi da risolvere: emivita e via di somministrazione. Da alcuni studi su Gila monster (Heloderma suspectum, grossa lucertola del deserto dell Arizona) è stata trovata nella saliva una proteina con il 50% di omologia con GLP-1, utilizzata per formare il primo analogo sintetico del GLP-1, l exenatide ( ha un emivita di 12h, valida per una somministrazione bi giornaliera). In alcuni casi determina anche perdita di peso. Svantaggi: somministrazione parenterale con un ago sottocute (exenatide 2 volte al dì) disturbi gastrointestinali (nausea, vomito) costo elevato ( /mese) Dopo l exenatide,p stata commercializzata la liraglutide che necessita di una sola somministrazione al giorno. Medici di medicina generale non hanno accesso alla prescrizione di questi farmaci, solo medici specialisti o un centro antidiabete accreditato, per contenere la spesa. Il problema della somministrazione parenterale per questi farmaci non è stato risolto. Si è posta allora l attenzione sulla via di degradazione di GLP-1, attraverso l enzima dipeptidilpeptidasi-4 (DPP-4). L obiettivo era prolungare l emivita del GLP-1 attraverso il blocco del catabolismo. Nel 2006 nascono inibitori del DPP-4. Gli inibitori del DPP-4 oggi prodotti in Italia sono 4 chiamati GLIPTINE (sitagliptin, linagliptin, saxagliptin e vildagliptin). Gliptine Vantaggi: somministrazione orale (monogiornaliera, a volte bi giornaliera) non determinano ipoglicemia non determinano variazione di peso svantaggi: costo potenza molto inferiore alla sulfanilurea

20 non ci sono ancora prove sufficienti sulla loro sicurezza. INIBITORI DEL CONTROTRASPORTO SODIO/GLUCOSIO A LIVELLO RENALE Sarà disponibile dall anno prossimo. Agiscono favorendo la glicosuria. Altro effetto vantaggioso legato alla perdita delle calorie legate al glucosio, possiamo quindi aspettarci una riduzione del peso. Già negli anni 80 esisteva la florenzina, derivato di una pianta, utilizzato nel cane diabetico per produrre glicosuria Negli Stati Uniti altri farmaci non utilizzati in Italia: bromocriptina: dopaminergico utilizzato per abbassare la prolattina, ha effetto immediato, data di sera inibisce il sistema adrenergico e determina un abbassamento del picco mattutino della glicemia (sistema adrenergico aumenta insulino-resistenza) resina a scambio ionico che si usa per abbassare il colesterolo e funziona anche abbassando la glicemia. TERAPIA INSULINICA Sempre nel diabete di tipo 1, insulino privo. Nel diabete di tipo 2, soprattutto quando altri farmaci hanno fallito, nelle fasi tardive del trattamento. Somministrazione per via sottocutanea. Sono allo studio spray nasali ormonali che sfruttano la superficie alveolo-capillare per l assorbimento, ma l assorbimento risulta troppo variabile. Ancora si sta tentando la somministrazione per via orale con scarsi risultati. Formulazione farmacologica è insulina pronta che però ha un azione max di 4-6h. quando diamo insulina esogena dobbiamo rispettare i pasti. La durata di 6 ora dell azione insulinica pone il problema del raggiungimento del mattino successivo. Già negli anni 40 avevano ovviato al problema attraverso l insulina glutaminata, con un rilascio prolungato nel tempo (utilizzata fino agli anni 90), l azione era prolungata per 10-12h, esponendo però il paziente ad un rischio di ipoglicemia notturna. Insulina umana è arrivata negli anni 80, quando, grazie all ingegneria genetica, venne prodotta da E.Coli tramite DNA ricombinante. Prima insulina di cavallo, poi di bue, dopo ancora porcina (differente per un solo aminoacido). Quando fu disponibile insulina umana furono fatti vari tentativi di ricombinazione aminoacidica, producendo analoghi dell insulina. Il primo di questi fu l insulina lys-pro, invertendo lisina e prolina della catena, rendendola più rapida dell insulina nativa. L insulina nativa andava somministrata 20-30min prima del pasto, invece l insulina lys-pro ha una maggiore rapidità di azione, quindi il paziente può somministrarsela appena inizia il pasto. Sono presenti 3 analoghi rapidi in commercio. Analoghi lenti invece si ottengono aggiungendo alcuni aminoacidi e danno quindi una copertura temporale maggiore. Terapia di somministrazione attraverso il sistema basal-bolus: 3 somministrazioni di insulina rapida (colazione, pranzo, cena) più la puntura per la glicemia a digiuno(basal). 4 punture al giorno per la somministrazione dell insulina a cui aggiungerne altre 2 per il controllo della glicemia. Le 4 punture per la

BREVE SINTESI E GLOSSARIO SUL DIABETE MELLITO

BREVE SINTESI E GLOSSARIO SUL DIABETE MELLITO BREVE SINTESI E GLOSSARIO SUL DIABETE MELLITO 1. Definizione 2. Classificazione 2.1. Diabete mellito di tipo 1 2.2. Diabete mellito di tipo 2 2.3. Diabete gestazionale 2.4. Altre forme di diabete 2.5.

Dettagli

perchè vengono, QUali sono, Come possiamo evitarle lingua italiana

perchè vengono, QUali sono, Come possiamo evitarle lingua italiana Le complicanze perchè vengono, QUali sono, Come possiamo evitarle lilly Le cause delle complicanze Il diabete è una malattia cronica caratterizzata da elevati valori di zucchero nel sangue, elevata glicemia,

Dettagli

Aspetti generali del diabete mellito

Aspetti generali del diabete mellito Il diabete mellito Aspetti generali del diabete mellito Il diabete è una patologia caratterizzata da un innalzamento del glucosio ematico a digiuno, dovuto a una carenza relativa o assoluta di insulina.

Dettagli

CLASSIFICAZIONE del DIABETE

CLASSIFICAZIONE del DIABETE Il DIABETE Malattia cronica Elevati livelli di glucosio nel sangue(iperglicemia) Alterata quantità o funzione dell insulina, che si accumula nel circolo sanguigno TASSI di GLICEMIA Fino a 110 mg/dl normalità

Dettagli

Senza il dolce, il cuore è più leggero.

Senza il dolce, il cuore è più leggero. Il diabete Il diabete Opuscolo redatto da Franco Veglio*. Alla stessa collana, coordinata da Nicola De Luca*, appartengono anche i seguenti titoli: Senza il dolce, il cuore è più leggero. L attività fisica

Dettagli

DIABETE MELLITO. Patologia cronica del metabolismo conseguente a disfunzione insulinica. Patologia multisistemica e multifattoriale

DIABETE MELLITO. Patologia cronica del metabolismo conseguente a disfunzione insulinica. Patologia multisistemica e multifattoriale DIABETE MELLITO Patologia cronica del metabolismo conseguente a disfunzione insulinica Patologia multisistemica e multifattoriale Parametri clinici: iperglicemia glicosuria - poliuria - polidipsia cheto-acidosi

Dettagli

Il Diabete Mellito. Mariarosaria Cristofaro UOC Diabetologia-Endocrinologia ASReM Campobasso. Campobasso 19 marzo 2014

Il Diabete Mellito. Mariarosaria Cristofaro UOC Diabetologia-Endocrinologia ASReM Campobasso. Campobasso 19 marzo 2014 Il Diabete Mellito Mariarosaria Cristofaro UOC Diabetologia-Endocrinologia ASReM Campobasso Campobasso 19 marzo 2014 DIABETE MELLITO Definizione Il diabete mellito è una malattia cronica caratterizzata

Dettagli

dott. Luigi Abate Auditorium Ospedali Riuniti della Val di Chiana Montepulciano, 8/11/2008 dott. L. Abate

dott. Luigi Abate Auditorium Ospedali Riuniti della Val di Chiana Montepulciano, 8/11/2008 dott. L. Abate Diabete mellito e.oltre le consuete complicanze dott. Luigi Abate Auditorium Ospedali Riuniti della Val di Chiana Montepulciano, 8/11/2008 Il diabete mellito Diabete mellito: criteri diagnostici Prediabete

Dettagli

UOC MEDICINA 2 - UOS DIABETOLOGIA UOCMEDICINA E CHIRURGIA ACCETTAZIONE URGENZA. Protocollo rispetto qualità della diagnosi secondo criterio APRO3

UOC MEDICINA 2 - UOS DIABETOLOGIA UOCMEDICINA E CHIRURGIA ACCETTAZIONE URGENZA. Protocollo rispetto qualità della diagnosi secondo criterio APRO3 UOC MEDICINA 2 - UOS DIABETOLOGIA UOCMEDICINA E CHIRURGIA ACCETTAZIONE URGENZA Protocollo rispetto qualità della diagnosi secondo criterio APRO3 Diabete Il Diabete Mellito rappresenta uno dei problemi

Dettagli

GESTIONE DELLA GLICEMIA GUIDA PER ADULTI CON DIABETE DI TIPO 2

GESTIONE DELLA GLICEMIA GUIDA PER ADULTI CON DIABETE DI TIPO 2 GUIDE AI PAZIENTI GESTIONE DELLA GLICEMIA GUIDA PER ADULTI CON DIABETE DI TIPO 2 RIGUARDO QUESTA INFORMATIVA Questa informativa: è dedicata ai soggetti adulti con diabete di tipo 2, ai loro parenti e a

Dettagli

I consigli per invecchiare bene: la dieta mediterranea, l attività fisica, la cura del nostro cuore, l esercizio della nostra mente

I consigli per invecchiare bene: la dieta mediterranea, l attività fisica, la cura del nostro cuore, l esercizio della nostra mente I consigli per invecchiare bene: la dieta mediterranea, l attività fisica, la cura del nostro cuore, l esercizio della nostra mente Dott.ssa Silvia Navarin Scuola di Specializzazione Medicina d Emergenza-Urgenza

Dettagli

Dia 1 L ipertensione arteriosa è una patologia più frequente nella popolazione diabetica rispetto alla popolazione generale, soprattutto da quando i criteri per definire un iperteso si sono fatti più rigorosi.

Dettagli

E facilmente intuibile come, da quel che si è esposto, questo sottogruppo di obesi, trattati con metformina, abbia conseguito i migliori risultati.

E facilmente intuibile come, da quel che si è esposto, questo sottogruppo di obesi, trattati con metformina, abbia conseguito i migliori risultati. Dia 1 E necessario sottolineare la profonda differenza nella patogenesi delle complicanze microvascolari, quali la retinopatia, la nefropatia e la neuropatia, e quelle macrovascolari, quali la cardiopatia

Dettagli

PROGETTO DI RICERCA SU ATTIVITA MOTORIA ADATTATA E DIABETE TIPO 1

PROGETTO DI RICERCA SU ATTIVITA MOTORIA ADATTATA E DIABETE TIPO 1 PROGETTO DI RICERCA SU ATTIVITA MOTORIA ADATTATA E DIABETE TIPO 1 I l termine diabete mellito indica un insieme di malattie metaboliche, diverse fra loro per eziopatogenesi, caratterizzate da iperglicemia

Dettagli

CAUSE E CONSEGUENZE. Lingua Italiana

CAUSE E CONSEGUENZE. Lingua Italiana Che cos è il Diabete CAUSE E CONSEGUENZE. Lilly Cos è il Diabete Il DIABETE MELLITO è una malattia frequente che dura tutta la vita. In Italia ci sono 3 milioni e mezzo di persone con Diabete, a cui vanno

Dettagli

IL DIABETE MELLITO NON INSULINODIPENDENTE (NIDDM) GESTIONE DA PARTE DEL MMG

IL DIABETE MELLITO NON INSULINODIPENDENTE (NIDDM) GESTIONE DA PARTE DEL MMG IL DIABETE MELLITO NON INSULINODIPENDENTE (NIDDM) GESTIONE DA PARTE DEL MMG A cura di Marco Pietro Mazzi e Maria Chiara Cressoni (SIMG-FIMMG ASL 22) PREMESSA Nella gestione del paziente diabetico l obiettivo

Dettagli

Un efficace controllo del diabete richiede che l andamento dei livelli degli zuccheri nel sangue (glicemia) siano strettamente seguiti nel tempo

Un efficace controllo del diabete richiede che l andamento dei livelli degli zuccheri nel sangue (glicemia) siano strettamente seguiti nel tempo Un efficace controllo del diabete richiede che l andamento dei livelli degli zuccheri nel sangue (glicemia) siano strettamente seguiti nel tempo Il monitoraggio Il principale strumento per monitorare l

Dettagli

regole fondamentali di prevenzione

regole fondamentali di prevenzione diabete regole fondamentali di prevenzione Assessorato Sanità Settore Farmaceutico Università di Napoli Federico II Facoltà di Farmacia 1 Cos è il diabete? Il diabete Mellito è una condizione metabolica

Dettagli

L ipertensione arteriosa è una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati

L ipertensione arteriosa è una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati ANTIPERTENSIVI (1) L ipertensione arteriosa è una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati E uno dei maggiori problemi clinici dei tempi moderni. 1. Molte volte chi è iperteso lo scopre occasionalmente

Dettagli

2 CONVEGNO DIABESITA

2 CONVEGNO DIABESITA 2 CONVEGNO DIABESITA La co-morbidità nel paziente con diabesità Dott. Roberto Gualdiero 7 Giugno 2014- CAVA DEI TIRRENI Diabesità è il neologismo coniato dall OMS per sottolineare la stretta associazione

Dettagli

DIABETE MELLITO TIPO 2 Presentazione PDTA ULSS 6 Vicenza. Vicenza 20 Maggio 2014

DIABETE MELLITO TIPO 2 Presentazione PDTA ULSS 6 Vicenza. Vicenza 20 Maggio 2014 DIABETE MELLITO TIPO 2 Presentazione PDTA ULSS 6 Vicenza Vicenza 20 Maggio 2014 Percorso Diagnostico Terapeutico tra MMG delle MGI dell ULSS 6 Vicenza e la Diabetologia Gli Obiettivi HbA1c < 53 mmol/mol

Dettagli

DIABETE MELLITO DIABETE MELLITO: EPIDEMIOLOGIA

DIABETE MELLITO DIABETE MELLITO: EPIDEMIOLOGIA HOME DIABETE MELLITO Dr. Alessandro Bernardini DIABETE MELLITO: EPIDEMIOLOGIA DIABETE MELLITO Il diabete di tipo 1 si può manifestare a qualsiasi età, ma c'è un netto aumento nel periodo della pubertà

Dettagli

LINEE GUIDA E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO

LINEE GUIDA E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO PERCORSO DIAGNOSTICO-TERAPEUTICO PER LA GESTIONE INTEGRATA DEL PAZIENTE DIABETICO Il documento è finalizzato ad individuare modalità operative che consentano una più agevole integrazione tra assistenza

Dettagli

Caso clinico 2. Pz. di 50 anni, obeso (IMC: 32Kg/mq) Familiarità per diabete mellito. Asintomatico. Glicemia plasmatica di 130 mg/dl.

Caso clinico 2. Pz. di 50 anni, obeso (IMC: 32Kg/mq) Familiarità per diabete mellito. Asintomatico. Glicemia plasmatica di 130 mg/dl. Caso clinico 1 Pz di 15 anni, di sesso femminile, lievemente sottopeso (IMC: 18Kg/mq). Manifesta nausea, vomito, dolori addominali, poliuria, polidipsia e dispnea. Nel giro di poche ore, manifesta obnubilamento

Dettagli

PROTOCOLLI DI IDONEITÀ ALLA GUIDA

PROTOCOLLI DI IDONEITÀ ALLA GUIDA PROTOCOLLI DI IDONEITÀ ALLA GUIDA DIABETE L IMPORTANZA DEL PROBLEMA DEL DIABETICO ALLA GUIDA Con il termine diabete mellito viene descritto un disordine metabolico ad eziologia multipla caratterizzato

Dettagli

PREVENZIONE E DIAGNOSI PRECOCE

PREVENZIONE E DIAGNOSI PRECOCE PREVENZIONE E DIAGNOSI PRECOCE Segnali d allarme Gran parte delle malattie renali si possono comportare come killer silenziosi : operano indisturbate, senza sintomi, per anni e, quando i loro effetti si

Dettagli

RASSEGNA STAMPA: NUTRIZIONE E BENESSERE A cura di www.integratorinutrizionali.it - infoline: 347 3712411

RASSEGNA STAMPA: NUTRIZIONE E BENESSERE A cura di www.integratorinutrizionali.it - infoline: 347 3712411 NUTRIZIONE CELLULARE: QUELLO CHE IL TUO MEDICO DEVE SAPERE Parla il Dr. David B. Katzin, M.D., Ph.D. specialista in Scienza della Nutrizione, Fisiologia, Cardiovascolare e Medicina interna (...) Io sono

Dettagli

Terapie nel DM2 non. Reggio Emilia 2009

Terapie nel DM2 non. Reggio Emilia 2009 Terapie nel DM2 non Ipoglicemizzanti Reggio Emilia 2009 Ipertensione: obiettivi Il trattamento anti-ipertensivo nei pazienti con diabete ha come obiettivo il raggiungimento di valori di pressione sistolica

Dettagli

Un problema di cuore.

Un problema di cuore. Le malattie cardiovascolari nella donna Le malattie cardiovascolari nella donna Opuscolo redatto da Maria Lorenza Muiesan* e Maria Vittoria Pitzalis*. Alla stessa collana, coordinata da Nicola De Luca*,

Dettagli

L EDUCAZIONE ALIMENTARE COME PERCORSO MATURATIVO DELLA RELAZIONE CON LO SPECIALISTA

L EDUCAZIONE ALIMENTARE COME PERCORSO MATURATIVO DELLA RELAZIONE CON LO SPECIALISTA L EDUCAZIONE ALIMENTARE COME PERCORSO MATURATIVO DELLA RELAZIONE CON LO SPECIALISTA La dieta nel diabete Come deve essere la dieta del paziente diabetico? Tutti gli alimenti vanno consumati con misura

Dettagli

Tu sei nel cuore di Fondo Est!

Tu sei nel cuore di Fondo Est! Tu sei nel cuore di Fondo Est! Prevenzione della Sindrome Metabolica 1 Fondo EST in collaborazione con Unisalute ti invita a partecipare alla campagna TU SEI NEL CUORE DI FONDO EST. Si tratta di uno screening

Dettagli

Alcune considerazioni Sul diabete. Anna Carla Babini

Alcune considerazioni Sul diabete. Anna Carla Babini Alcune considerazioni Sul diabete Anna Carla Babini Quali argomenti Assolutamente pratici Criteri diagnostici metformina come utilizzarla insulina basale? QUALE VOI VORRETE HbA1c 6,5% il cut-point diagnostico

Dettagli

Seconda giornata 24 gennaio 2004 Lavoro in piccoli gruppi

Seconda giornata 24 gennaio 2004 Lavoro in piccoli gruppi Seconda giornata 24 gennaio 2004 Lavoro in piccoli gruppi L esercitazione è stata volta ad evidenziare vantaggi e criticità collegati al trasferimento nella pratica di quanto raccomandato dalla linea guida,

Dettagli

Il diabete: aspetti medico-legali, psicologici e sociali

Il diabete: aspetti medico-legali, psicologici e sociali Il diabete: aspetti medico-legali, psicologici e sociali Giordana Fauci IL DIABETE: ASPETTI MEDICO-LEGALI, PSICOLOGICI E SOCIALI www.booksprintedizioni.it Copyright 2012 Giordana Fauci Tutti i diritti

Dettagli

La prima causa di morte nei diabetici è la malattia cardiovascolare.

La prima causa di morte nei diabetici è la malattia cardiovascolare. La prima causa di morte nei diabetici è la malattia cardiovascolare. Il diabete malattia sociale epidemia che avanza a velocità crescente e rischia di mandare in frantumi con le sue drammatiche conseguenze:

Dettagli

DELL OBESITA IN RELAZIONE ALLA LOCALIZZAZIONE

DELL OBESITA IN RELAZIONE ALLA LOCALIZZAZIONE LE COMPLICANZE ADIPOSA DELL OBESITA IN RELAZIONE ALLA LOCALIZZAZIONE E sempre più chiaro che non è tanto l entità della massa adiposa a incidere negativamente sulla salute, quanto la distribuzione del

Dettagli

DIABETE diabete tipo 1 (DM1)

DIABETE diabete tipo 1 (DM1) DIABETE In questo ambito le attività di ricerca attualmente in corso nel Dipartimento sono finalizzate allo studio dei meccanismi eziopatogenetici alla base della malattia diabetica che rappresenta sempre

Dettagli

Il diabete. è classificato tra le malattie cosiddette autoimmuni,

Il diabete. è classificato tra le malattie cosiddette autoimmuni, Il diabete Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) e dovuta a un alterata quantità o funzione dell insulina. L insulina

Dettagli

IL DIABETE GESTAZIONALE

IL DIABETE GESTAZIONALE IL DIABETE GESTAZIONALE dott.ssa Annamaria Nuzzi Ambulatorio Diabete e Gravidanza S.S.D. Diabetologia e Malattie del Metabolismo A.S.L. CN2 sede di Alba e Canale Resp.. Dott.ssa A. Rosatello COS E IL DIABETE

Dettagli

CONSULENZA PRECONCEZIONALE

CONSULENZA PRECONCEZIONALE CONSULENZA PRECONCEZIONALE Questo articolo è rivolto a tutte le coppie che desiderano un figlio, o che non escludono di averlo in futuro, e che vogliono conoscere con maggior precisione quali siano le

Dettagli

Diabete e nefropatia cronica (o malattia renale cronica)

Diabete e nefropatia cronica (o malattia renale cronica) Diabete e nefropatia cronica (o malattia renale cronica) Cos è il diabete? Il diabete mellito, meglio noto come diabete, è una malattia che compare quando l organismo non produce insulina a sufficienza

Dettagli

controllo metabolico ottimale

controllo metabolico ottimale IL DIABETE MELLITO Il diabete è una malattia cronica caratterizzata da iperglicemia E dovuto ad una carenza assoluta di insulina dovuta alla distruzione autoimmune delle cellule beta pancreatiche Il diabete

Dettagli

Condizioni e fattori di rischio di DMT2

Condizioni e fattori di rischio di DMT2 Condizioni e fattori di rischio di DMT2 IFG o IGT o pregresso diabete gestazionale Età >45 anni, specie se con BMI >25 od obesità centrale Età 25) e una o più fra le seguenti

Dettagli

Se il mio alunno avesse il diabete

Se il mio alunno avesse il diabete Se il mio alunno avesse il diabete Azienda Unità Sanitaria Locale di Parma Azienda Ospedaliero - Universitaria di Parma Ufficio XIII Ambito territoriale per la provincia di Parma 1 Questo opuscolo nasce

Dettagli

Un efficace strumento di cura e prevenzione

Un efficace strumento di cura e prevenzione HK HealthKlab HealthKlab Health Klab, il Klab della salute, nasce con l'obiettivo di creare e mantenere salute. Sotto questo marchio operano il Servizio di Prevenzione e Attività Fisica dell'istituto di

Dettagli

PROGETTO DI CLINICAL GOVERNANCE DEL DIABETE MELLITO DI TIPO 2 IN FRIULI VENEZIA GIULIA

PROGETTO DI CLINICAL GOVERNANCE DEL DIABETE MELLITO DI TIPO 2 IN FRIULI VENEZIA GIULIA PROGETTO DI CLINICAL GOVERNANCE DEL DIABETE MELLITO DI TIPO 2 IN FRIULI VENEZIA GIULIA PRIMO REPORT ELABORAZIONE DATI NOVEMBRE 2007 dati aggregati DESCRIZIONE DELLA POPOLAZIONE RAPPRESENTATA, PER SESSO

Dettagli

Gli indicatori di qualità nella cura del diabete : Il Diabetologo

Gli indicatori di qualità nella cura del diabete : Il Diabetologo SALVATORE ITALIA U.O.S. Endocrinologia e Mal. Metaboliche Azienda Ospedaliera Umberto I Siracusa Gli indicatori di qualità nella cura del diabete : Il Diabetologo OBIETTIVI DI UN MODELLO ASSISTENZIALE

Dettagli

colesterolo sotto controllo

colesterolo sotto controllo Come tenere il colesterolo sotto controllo LAVORIAMO INSIEME PER PROTEGGERE LA TUA VITA Cos è il colesterolo alto (ipercolesterolemia)? Come succede a molti di noi, non hai mai pensato al colesterolo o

Dettagli

Diabete e attività fisica

Diabete e attività fisica Diabete e attività fisica Dott. Francesco Costantino Clinica Pediatrica Servizio di Diabetologia Infantile Università La Sapienza Roma Tipologia del Diabete Diabete mellito tipo 1 E caratterizzato dalla

Dettagli

CHE COS E L IPERTENSIONE ARTERIOSA E COME SI PUO CURARE

CHE COS E L IPERTENSIONE ARTERIOSA E COME SI PUO CURARE Lega Friulana per il Cuore CHE COS E L IPERTENSIONE ARTERIOSA E COME SI PUO CURARE Materiale predisposto dal dott. Diego Vanuzzo, Centro di Prevenzione Cardiovascolare, Udine a nome del Comitato Tecnico-Scientifico

Dettagli

La molla che fa saltare il cuore.

La molla che fa saltare il cuore. L ipertensione arteriosa Ipertensione arteriosa Opuscolo redatto da Franco Veglio*. Alla stessa collana, coordinata da Nicola De Luca*, appartengono anche i seguenti titoli: La molla che fa saltare il

Dettagli

CAPITOLO 2 I TRATTI COMPLESSI

CAPITOLO 2 I TRATTI COMPLESSI CAPITOLO 2 I TRATTI COMPLESSI Tratti semplici e tratti complessi Come detto nel capitolo precedente, la genetica classica studia fondamentalmente i cosiddetti tratti mendeliani semplici, quelli in cui,

Dettagli

Le scarpe vengono munite di plantari sagomati in modo da correggere le anomalie del carico riscontrate con lo studio dei carichi plantari.

Le scarpe vengono munite di plantari sagomati in modo da correggere le anomalie del carico riscontrate con lo studio dei carichi plantari. Dia 1 Viene considerata fra le complicanze microvascolari in quanto l alterazione fisiopatologica che è alla base viene provocata dal deficit di irrorazione dei capillari nutritivi dei nervi (vasa nervorum),

Dettagli

VIET TAI CHI e la mia salute

VIET TAI CHI e la mia salute VIET TAI CHI e la mia salute Autore: VIVIANA ALEXANDRA DURE 1 PRIMA PARTE Molte volte sentiamo parlare di malattie rare, per tante di queste purtroppo non ci sono cure. E nella ricerca che molti hanno

Dettagli

E DIABETE. Prof. Nicola Candeloro. Campobasso 9 Aprile 2014

E DIABETE. Prof. Nicola Candeloro. Campobasso 9 Aprile 2014 ESERCIZIO FISICO E DIABETE Prof. Nicola Candeloro Campobasso 9 Aprile 2014 Steve Redgrave 5 volte oro olimpico (1984,1988,1992,1996,2000) Diabete tipo 1 Effetti del training sul metabolismo energetico

Dettagli

INVESTIRE IN SALUTE. Progetto: TU SEI NEL CUORE DI. AZIONE DI SENSIBILIZZAZIONE E DI PREVENZIONE DELLA SINDROME METABOLICA

INVESTIRE IN SALUTE. Progetto: TU SEI NEL CUORE DI. AZIONE DI SENSIBILIZZAZIONE E DI PREVENZIONE DELLA SINDROME METABOLICA ASSOCIAZIONE PRO SENECTUTE DI PEIA-ONLUS via Don Brozzoni n 32 24020 Peia (BG) cod. fiscale 90017120164 (Iscritta nel Registro Generale Regionale del Volontariato al n. 26038 dal 24.10.2000) e-mail prosenectute_peia@virgilio.it

Dettagli

CLASSIFICAZIONE DEL DIABETE MELLITO. Dottoressa BOVERO Anna Medicina Interna III Negri Ospedale Santa Corona Pietra Ligure ( SV)

CLASSIFICAZIONE DEL DIABETE MELLITO. Dottoressa BOVERO Anna Medicina Interna III Negri Ospedale Santa Corona Pietra Ligure ( SV) CLASSIFICAZIONE DEL DIABETE MELLITO Dottoressa BOVERO Anna Medicina Interna III Negri Ospedale Santa Corona Pietra Ligure ( SV) Il diabete mellito è formato da un gruppo eterogeneo di disturbi metabolici

Dettagli

L'aspettativa di vita sana sta crollando in Italia Come invecchiare bene? Prevenzione e segreti

L'aspettativa di vita sana sta crollando in Italia Come invecchiare bene? Prevenzione e segreti Anziani f-+ m gamba L'aspettativa di vita sana sta crollando in Italia Come invecchiare bene? Prevenzione e segreti organizzata dalla Fondazione Veronesi nell 'ambito del programma "The Future qfscience

Dettagli

Quali sono le malattie reumatiche più importanti?

Quali sono le malattie reumatiche più importanti? Quali sono le malattie reumatiche più importanti? L ARTROSI, una patologia legata alla degenerazione delle cartilagini e del tessuto osseo nelle articolazioni, è la malattia reumatica più frequente. Il

Dettagli

Anemia e nefropatia. Stadi 1 4

Anemia e nefropatia. Stadi 1 4 Anemia e nefropatia Stadi 1 4 Iniziativa NKF-KDOQI (Kidney Disease Outcomes Quality Initiative) della National Kidney Foundation L iniziativa della National Kidney Foundation (NKF-KDOQI ) sviluppa linee

Dettagli

IL RISCHIO CARDIOVASCOLARE GLOBALE: IL CRUSCOTTO DEL CUORE

IL RISCHIO CARDIOVASCOLARE GLOBALE: IL CRUSCOTTO DEL CUORE Lega Friulana per il Cuore IL RISCHIO CARDIOVASCOLARE GLOBALE: IL CRUSCOTTO DEL CUORE Materiale predisposto dal dott. Diego Vanuzzo, Centro di Prevenzione Cardiovascolare, Udine a nome del Comitato Tecnico-Scientifico

Dettagli

IL DIABETE MELLITO: PREVENZIONE, TUTELA ASSISTENZIALE, SERVIZI SANITARI TERRITORIALI

IL DIABETE MELLITO: PREVENZIONE, TUTELA ASSISTENZIALE, SERVIZI SANITARI TERRITORIALI CORSO FAD IL DIABETE MELLITO: PREVENZIONE, TUTELA ASSISTENZIALE, SERVIZI SANITARI TERRITORIALI ID ECM: 113615 CREDITI DESTINATARI 12 CREDITI ECM Farmacisti Territoriali e Ospedalieri DURATA Data di inizio

Dettagli

APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO CARDIOCIRCOLATORIO

APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO CARDIOCIRCOLATORIO APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO TURBE del SISTEMA CARDIOCIRCOLATORIO Storti Chiara Francesca Istruttore PSTI APP. CARDIOCIRCOLATORIO OBIETTIVI Cenni di ANATOMIA e FISIOLOGIA dell APP. CARDICIRCOLATORIO il

Dettagli

I dati di MilleinRete e i dati di sistema: i risultati di una ricerca regionale. (A. Battaggia, M. Saugo, R. Toffanin)

I dati di MilleinRete e i dati di sistema: i risultati di una ricerca regionale. (A. Battaggia, M. Saugo, R. Toffanin) Gli strumenti a supporto dei percorsi di governance I dati di MilleinRete e i dati di sistema: i risultati di una ricerca regionale (A. Battaggia, M. Saugo, R. Toffanin) Convegno Quadri SIMG Padova, 18

Dettagli

L ASSISTENZA INTEGRATA ALLA PERSONA CON DIABETE MELLITO TIPO 2

L ASSISTENZA INTEGRATA ALLA PERSONA CON DIABETE MELLITO TIPO 2 L ASSISTENZA INTEGRATA ALLA PERSONA CON DIABETE MELLITO TIPO 2 La patologia diabetica mostra una chiara tendenza, in tutti i paesi industrializzati, ad un aumento sia dell incidenza sia della prevalenza.

Dettagli

PERCHE L ATTIVITA FISICA E SALVACUORE

PERCHE L ATTIVITA FISICA E SALVACUORE Lega Friulana per il Cuore PERCHE L ATTIVITA FISICA E SALVACUORE Materiale predisposto dal dott. Diego Vanuzzo, Centro di Prevenzione Cardiovascolare, Udine a nome del Comitato Tecnico-Scientifico della

Dettagli

Screening neonatale: un semplice test per proteggere la salute dei bimbi

Screening neonatale: un semplice test per proteggere la salute dei bimbi Screening neonatale: un semplice test per proteggere la salute dei bimbi Informazioni per i genitori A cosa serve lo screening neonatale Questa pubblicazione serve ad illustrare perché è così importante

Dettagli

STUDIO PEDROTTI MALATTIE DEGLI OCCHI

STUDIO PEDROTTI MALATTIE DEGLI OCCHI STUDIO PEDROTTI MALATTIE DEGLI OCCHI DOSSIER SU DIABETE E RETINOPATIA DIABETICA Via Mazzini,11 Vicenza 36100 Tel. 0444 541000 mail: info@studiopedrotti.it sito: www.studiopedrotti.it DOSSIER SU DIABETE

Dettagli

Piano Sanitario Regionale 2008-2010 LA SANITA DI INIZIATIVA IN AMBITO TERRITORIALE

Piano Sanitario Regionale 2008-2010 LA SANITA DI INIZIATIVA IN AMBITO TERRITORIALE Piano Sanitario Regionale 2008-2010 LA SANITA DI INIZIATIVA IN AMBITO TERRITORIALE PERCORSO DIAGNOSTICO TERAPEUTICO ASSISTENZIALE PER PAZIENTI CON DIABETE MELLITO TIPO II Versione III Maggio 2013 1 FASE

Dettagli

IL DIABETE MELLITO: CAUSE E RIMEDI

IL DIABETE MELLITO: CAUSE E RIMEDI Cosa è il Diabete Il Diabete mellito è una malattia cronica caratterizzata - da una eccessiva concentrazione di glucosio nel sangue, - dalla insorgenza, nel suo decorso, di numerose complicanze e - da

Dettagli

Jama, 2001, 285(19):2486-2496

Jama, 2001, 285(19):2486-2496 Sommariio esecutiivo delllle lliinee-guiida ATP-III per lla prevenziione delllle mallattiie coronariiche Jama, 2001, 285(19):2486-2496 FASE 1. DETERMINARE IL PROFILO LIPIDICO-LIPOPROTEICO NEL SOGGETTO

Dettagli

COSA FARE DOPO IL RISCONTRO DI ATEROSCLEROSI ASINTOMATICA DELLE CAROTIDI

COSA FARE DOPO IL RISCONTRO DI ATEROSCLEROSI ASINTOMATICA DELLE CAROTIDI Lega Friulana per il Cuore COSA FARE DOPO IL RISCONTRO DI ATEROSCLEROSI ASINTOMATICA DELLE CAROTIDI Materiale predisposto dal dott. Diego Vanuzzo, Centro di Prevenzione Cardiovascolare, Udine a nome del

Dettagli

Come e perché si aumenta di peso: il bilancio energetico

Come e perché si aumenta di peso: il bilancio energetico Come e perché si aumenta di peso: il bilancio energetico Intorno al concetto del giusto peso si sono formulate tante teorie, a volte vere, altre assolutamente prive di valenza scientifica. Nella grande

Dettagli

ITI ENRICO MEDI. Programmazione. Materia:Igiene - Anatomia - Fisiologia - Patologia Classe Terza

ITI ENRICO MEDI. Programmazione. Materia:Igiene - Anatomia - Fisiologia - Patologia Classe Terza ITI ENRICO MEDI Programmazione Materia:Igiene - Anatomia - Fisiologia - Patologia Classe Terza L insegnamento di Igiene, Anatomia, Fisiologia e Patologia, in particolare, vuol far acquisire agli alunni:

Dettagli

I PIEDI MERITANO ATTENZIONE

I PIEDI MERITANO ATTENZIONE I PIEDI MERITANO ATTENZIONE A cura del Prof. Mauro Montesi Presidente Associazione Italiana Podologi Roma UN COMPAGNO DI VITA SCOMODO Il diabete mellito è una malattia metabolica cronica che in Italia

Dettagli

VERO O FALSO? FALSI MITI E VERE AFFERMAZIONI DELLA NOSTRA TAVOLA

VERO O FALSO? FALSI MITI E VERE AFFERMAZIONI DELLA NOSTRA TAVOLA VERO O FALSO? FALSI MITI E VERE AFFERMAZIONI DELLA NOSTRA TAVOLA Questo opuscolo è stato creato per dare delle reali risposte ai tipici luoghi comuni riguardanti l' alimentazione e le possibili cause dell'

Dettagli

VISITA PRE-CONCEZIONALE

VISITA PRE-CONCEZIONALE VISITA PRE-CONCEZIONALE Avete deciso che è arrivato il momento giusto di avere un bambino è avete già iniziato a prepararvi anche emotivamente al coinvolgimento necessario e all impegno a lungo termine

Dettagli

1. Ipertensione Arteriosa: definizione, classificazione, complicanze. 2. Diabete Mellito: classificazione, segni clinici, complicanze. 3.

1. Ipertensione Arteriosa: definizione, classificazione, complicanze. 2. Diabete Mellito: classificazione, segni clinici, complicanze. 3. 1. Ipertensione Arteriosa: definizione, classificazione, complicanze. 2. Diabete Mellito: classificazione, segni clinici, complicanze. 3. Disfunzioni della tiroide: ipotiroidismo ed ipertiroidismo. 4.

Dettagli

COSA FARE DOPO UNA ARTERIOPATIA PERIFERICA

COSA FARE DOPO UNA ARTERIOPATIA PERIFERICA Lega Friulana per il Cuore COSA FARE DOPO UNA ARTERIOPATIA PERIFERICA Materiale predisposto dal dott. Diego Vanuzzo, Centro di Prevenzione Cardiovascolare, Udine a nome del Comitato Tecnico-Scientifico

Dettagli

LINEE DI RICERCA SOSTENUTE DAL 5xMILLE 2013

LINEE DI RICERCA SOSTENUTE DAL 5xMILLE 2013 LINEE DI RICERCA SOSTENUTE DAL 5xMILLE 2013 I Ricercatori del Centro di Genomica e Bioinformatica Traslazionale stanno lavorando a linee di ricerca legate a 1. Sclerosi Multipla 2. Tumore della Prostata

Dettagli

FAQ LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI. Cosa s intende per malattie cardiovascolari? Il rischio di andare incontro a infarto è uguale per uomini e donne?

FAQ LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI. Cosa s intende per malattie cardiovascolari? Il rischio di andare incontro a infarto è uguale per uomini e donne? Cosa s intende per malattie cardiovascolari? Le malattie cardiovascolari sono tutte quelle patologie che colpiscono il cuore e/o i vasi sanguigni. In caso di malattia si verifica una lesione in uno o più

Dettagli

Che cosa ci preoccupa tanto nell obesità dei giovanissimi? Vi è un filo che lega l obesità infantile alle malattie cardio-vascolari nell adulto.

Che cosa ci preoccupa tanto nell obesità dei giovanissimi? Vi è un filo che lega l obesità infantile alle malattie cardio-vascolari nell adulto. Ed ecco la quarta serie di diapositive tratte da alcune presentazioni sull obesità infantile e problemi correlati che ho illustrato durante incontri con i genitori di bambini ed adolescenti desiderosi

Dettagli

Informazioni per utenti e familiari

Informazioni per utenti e familiari LA DEPRESSIONE MAGGIORE Informazioni per utenti e familiari In questa dispensa parleremo di depressione e dei problemi che può dare nella vita di una persona. Nella vita, è comune attraversare periodi

Dettagli

L anziano. Terapia del diabete tipo 2: un algoritmo basato su efficacia e farmaco-economia

L anziano. Terapia del diabete tipo 2: un algoritmo basato su efficacia e farmaco-economia Terapia del diabete tipo 2: un algoritmo basato su efficacia e farmaco-economia L anziano Edoardo Guastamacchia Università degli Studi di Bari A. Moro I diabetici over 65 sono oltre 1.5 milioni, entro

Dettagli

ECM CRISTALLI NEL SANGUE NUOVI NEMICI DEL CUORE: ACIDO URICO TROPPO ALTO IN 4 INFARTI SU 10 COMUNICATO STAMPA

ECM CRISTALLI NEL SANGUE NUOVI NEMICI DEL CUORE: ACIDO URICO TROPPO ALTO IN 4 INFARTI SU 10 COMUNICATO STAMPA ECM COMUNICATO STAMPA Ormai gli esperti non hanno più dubbi: l eccesso di acido urico nel sangue è un nuovo fattore di rischio cardiovascolare, complice del 40% degli infarti che si registrano ogni anno

Dettagli

APPROPRIATEZZA DELLA DIAGNOSTICA DI LABORATORIO: PROFILI PER LA DIAGNOSI E IL FOLLOW UP DEL DIABETE MELLITO ESAMI QUANDO E PERCHE

APPROPRIATEZZA DELLA DIAGNOSTICA DI LABORATORIO: PROFILI PER LA DIAGNOSI E IL FOLLOW UP DEL DIABETE MELLITO ESAMI QUANDO E PERCHE APPROPRIATEZZA DELLA DIAGNOSTICA DI LABORATORIO: PROFILI PER LA DIAGNOSI E IL FOLLOW UP DEL DIABETE MELLITO ESAMI QUANDO E PERCHE Dr. Gaiti Dario Reggio Emilia 08.05.2013 Sintomi+ PG >200 mg/dl oppure

Dettagli

VobisNewSMagazinE Anno V - Febbraio 2015

VobisNewSMagazinE Anno V - Febbraio 2015 VobisNewSMagazinE Anno V - Febbraio 2015 Linee Guida NICE 2014: denso affollamento in area RCV (ESC/EAS, AHA/ACC, Nota 13 ) A cura di: Luigi Santoiemma MMG Modugno (BA) Lora Accettura Corso di Formazione

Dettagli

Dott.ssa Felicita Andreotti Ricercatrice presso Università Cattolica del Sacro Cuore Facoltà di Medicina e Chirurgia

Dott.ssa Felicita Andreotti Ricercatrice presso Università Cattolica del Sacro Cuore Facoltà di Medicina e Chirurgia Dott.ssa Felicita Andreotti Ricercatrice presso Università Cattolica del Sacro Cuore Facoltà di Medicina e Chirurgia IL RISCHIO CARDIOVASCOLARE IN UN OTTICA DI MEDICINA DI GENERE Oggi nel mondo siamo 7

Dettagli

ARTERIOPATIE CRONICHE OSTRUTTIVE Le arterie sono un sistema di distribuzione composto da vasi in grado di adattarsi a situazioni emodinamiche

ARTERIOPATIE CRONICHE OSTRUTTIVE Le arterie sono un sistema di distribuzione composto da vasi in grado di adattarsi a situazioni emodinamiche ARTERIOPATIE CRONICHE OSTRUTTIVE Le arterie sono un sistema di distribuzione composto da vasi in grado di adattarsi a situazioni emodinamiche variabili Derivazione embriologica: Mesoderma La patologia

Dettagli

DISLIPIDEMIE. Dr. Alessandro Bernardini DISLIPIDEMIA

DISLIPIDEMIE. Dr. Alessandro Bernardini DISLIPIDEMIA HOME DISLIPIDEMIE DISLIPIDEMIE Dr. Alessandro Bernardini DISLIPIDEMIA Rispetto al termine iperlipidemia, è più appropriato utilizzare dislipidemia,, che comprende sia livelli anormalmente elevati di lipoproteine

Dettagli

Ipertensione arteriosa e nefropatia cronica. Per pazienti con nefropatia cronica stadio da 1 4

Ipertensione arteriosa e nefropatia cronica. Per pazienti con nefropatia cronica stadio da 1 4 Ipertensione arteriosa e nefropatia cronica Per pazienti con nefropatia cronica stadio da 1 4 Risultati dell'iniziativa qualità della National Kidney Foundation (NKF-KDOQI ) per le patologie renali La

Dettagli

La gestione integrata della malattia diabetica centrata sulla persona

La gestione integrata della malattia diabetica centrata sulla persona La gestione integrata della malattia diabetica centrata sulla persona L assistenza integrata alla persona con diabete tra Ospedale e Territorio: il punto di vista del diabetologo Valeria Manicardi UIMD

Dettagli

ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA

ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA IL COLESTEROLO BENVENUTI NEL PROGRAMMA DI RIDUZIONE DEL COLESTEROLO The Low Down Cholesterol DELL American Heart Association ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA www.unicz.it/cardio

Dettagli

SCREENING DEL PIEDE DIABETICO

SCREENING DEL PIEDE DIABETICO INDICE PREMESSA 1. SCOPO. 2. CAMPO DI APPLICAZIONE. 3. RIFERIMENTI E ABBREVIAZIONI. 3.1 Riferimenti 3.2 Abbreviazioni 4. RESPONSABILITA....... 5. MODALITA DI GESTIONE. 5.1 Chi sottoporre allo screening

Dettagli

(ovvero dell impotenza sessuale) Università degli Studi di Torino

(ovvero dell impotenza sessuale) Università degli Studi di Torino Le terapie della Disfunzione Erettile (ovvero dell impotenza sessuale) Paolo Gontero Professore Associato in Urologia Professore Associato in Urologia Università degli Studi di Torino Perché preoccuparsi

Dettagli

SERVIZIO DI ANGIOLOGIA E CHIRURGIA VASCOLARE

SERVIZIO DI ANGIOLOGIA E CHIRURGIA VASCOLARE SERVIZIO DI ANGIOLOGIA E CHIRURGIA VASCOLARE ASSOCIAZIONE ITALIANA PER L EDUCAZIONE DEMOGRAFICA SEZIONE DI ROMA Il Servizio di Angiologia e Chirurgia vascolare dell AIED si occupa di prevenzione, diagnosi

Dettagli

Tabacco, alcool, droghe

Tabacco, alcool, droghe Tabacco e prestaziome Tabacco, alcool, droghe Essere in pieno possesso delle proprie capacità cardio respiratorie e muscolari è indispensabile per la pratica di uno sport, qualunque esso sia. Alcune sigarette

Dettagli

OBESITA, DIABETE E IPERTENSIONE : I MATTONI DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI. Costanza Grasso Cardiologia 2 - AO Città della Salute e della Scienza

OBESITA, DIABETE E IPERTENSIONE : I MATTONI DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI. Costanza Grasso Cardiologia 2 - AO Città della Salute e della Scienza OBESITA, DIABETE E IPERTENSIONE : I MATTONI DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI Costanza Grasso Cardiologia 2 - AO Città della Salute e della Scienza OBIETTIVI DELLA PRESENTAZIONE Malattia cardiovascolare:

Dettagli

REaD REtina and Diabetes

REaD REtina and Diabetes Progetto ECM di formazione scientifico-pratico sulla retinopatia diabetica REaD REtina and Diabetes S.p.A. Via G. Spadolini 7 Iscrizione al Registro delle 20141 Milano - Italia Imprese di Milano n. 2000629

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA PREVENZIONE E DELLA COMUNICAZIONE DIREZIONE GENERALE DELLA SANITA VETERINARIA E DEGLI ALIMENTI UFFICIO XII L' approccio alla malattia diabetica si basa su tre

Dettagli