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1 Supplemento n. 2 di Dental Tribune Italian Edition - Anno VI, n. 5 Vol Maggio 2010 dentistry _ beauty & science _fatti e opinioni Neuro-estetica dentale _speciality Gestione della parodontite con splintaggio diretto _expert article Radiofrequenza non Ablativa TURIN EDITORIAL ORGANIZATIONS

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3 editoriale _ dentistry Verba volant Scripta manent Eccoci di nuovo insieme in questo numero di Cosmetic Dentistry dove, ancora una volta, ci si potrà confrontare con esperienze che arrivano da varie parti del mondo e conoscere livelli, tendenze, filosofie, tecniche che non necessariamente bisogna condividere. Prof. Angelo Putignano, direttore scientifico Cosmetic Dentistry. Dico questo perché ho raccolto nel tempo alcune critiche su come alcuni casi pubblicati sulla rivista sono stati affrontati, condotti e realizzati. Quanto pubblicato su Cosmetic Dentistry non vuol essere lo stato dell arte, ma solo un opportunità per i professionisti di poter mostrare il proprio lavoro, esponendosi anche alle critiche, e di potersi confrontare con colleghi di diversa formazione e valore, con l unico scopo di crescere e, magari, di lasciar da parte le opinioni e scegliere protocolli rigorosi e scientificamente supportati. Ma se non si sceglie il confronto e ci si perde nella sterile critica del passaparola, purtroppo si allontana l obiettivo che spinge molti di noi a impegnarsi: crescere. Per cui, ricordando a tutti il prossimo appuntamento degli Amici di Brugg, vi invito a inviare le vostre esperienze, senza la paura del giudizio, ma con la certezza che l impegno è sempre apprezzato e che, come sempre nella vita, verba volant, scripta manent. _Angelo Putignano 03

4 sommario _ dentistry editoriale 03 Verba volant Scripta manent _Angelo Putignano fatti e opinioni _neuro-estetica 06 Neuro-estetica dentale _Lia Pappagallo, Angelo Putignano speciality _splintaggio diretto 12 Gestione di denti parodontalmente compromessi con splintaggio diretto _Ajay Kakar case report _restaurativa 20 Filtek Supreme XTE Nanotecnologia in odontoiatria ricostruttiva: case report trends _Angelo Putignano _ dentistry 25 Botulino e filler dermici, prossima grande tappa in odontoiatria _Louis Malcmacher trends _ dentistry 28 Tutto nasce da un sorriso _Ezio Costa special _smile design 32 Smile Design Wheel : un approccio pratico alla progettazione del sorriso _Sushil Koirala expert article _medicina estetica 38 Il trattamento del volto con Radiofrequenza non Ablativa _Fiorella Bini notizie dalle aziende 41 _prodotti meeting 44 _intervista a Gaetano Calesini 46 _ events l editore 50 _gerenza _Errata corrige Gli autori tutti si scusano con la prof.ssa G.M. Nardi per l errore verificatosi in fase di pubblicazione dell articolo La sindrome del dente incrinato: un case report (Cosmetic Dentistry Vol. 1, 2010), in cui non veniva citato il suo nome come coautrice attiva. Ringraziano, inoltre, per l ineguagliabile e illuminante contributo scientifico e umano avuto nello studio e nelle applicazioni cliniche riguardanti le metodiche di air polishing su tessuti dentali e parodontali da quest ultima. Grazie ancora Gianna, Gianfranco Politano 04

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6 fatti e opinioni_neuro-estetica Neuro-estetica dentale Quando la bellezza di un sorriso si specchia nelle leggi matematiche Autori_Lia Pappagallo, Angelo Putignano, Italia Dalle eroine dell antichità alle dive di oggi, la bellezza delle donne ha sempre avuto una sua storia. Ogni epoca ha fissato stereotipi, costruito miti e inventato nuove tecniche, ma solo ora, per la prima volta, l odontoiatria si occupa della storia universale del sorriso per seguire l evoluzione dell arte, della scienza, dell informazione e, soprattutto, il cammino di un secolo che, spinto dalla frenetica ricerca di novità, ha visto emergere molteplici canoni estetici, tanto preziosi quanto effimeri. C è voluto un secolo per ampliare il panorama della bellezza fino ad arrivare ai canoni attuali, perché lo stile, il fascino, la bellezza stessa che un tempo se non erano innati si potevano acquisire, ora si impongono prepotentemente. Nella nostra realtà la varietà dei tipi di bellezza, può sembrare eccessiva ed estremamente difficile da imitare, ma ogni donna in questo millennio è in grado di gestire la propria immagine. Negli ultimi vent anni l estetica ha cambiato il volto della professione, e per quanto non sia una scienza esatta in senso lato, la definizione di bellezza è soggettivamente qualità comune a tutti noi. Il desiderio da parte dei pazienti di scegliere di avere una bella dentatura è un enorme salto di immagine rispetto agli anni passati, e lo dobbiamo ai pionieri dell estetica dentale, come Goldsmith e Rufenacth, che hanno contribuito a creare consapevolezza del bello nella mente degli odontoiatri, che a loro volta sono riusciti a sensibilizzare i pazienti verso un miglior aspetto orale. Oggi, infatti, i pazienti scelgono sempre più di migliorare l aspetto della propria bocca, non limitandosi a ricorrere al dentista spinti dal dolore o dai traumi, ma per ridare al volto quell aura di giovinezza altrimenti perduta, che solo un bel sorriso può dare Che cos è il bello in definitiva? È forse semplicemente solo ciò che ci attrae? Nella nostra competitiva società moderna il bello è misura, simmetria, proporzione, e questi stessi parametri sono alla base dei programmi computerizzati che oggi, in campo odontoiatrico, vengono utilizzati per la progettazione estetica oro-dento-facciale. L informatica, quindi, ci manda l aiuto necessario sotto forma di messaggio ben preciso, in quanto non basta avere denti bianchi, labbra carnose, carnagione luminosa o nasino all insù, ma bisogna valutare le giuste misure. 06

7 fatti e opinioni_neuro-estetica Noi abbiamo raccolto la sfida e oggi il nostro lavoro si muove sotto i dettami della divina proporzione. La routine pre-trattamento? Fotografare il paziente e trasferire la foto via Internet ai sistemi operativi on-line che provvederanno a sovrapporvi una specie di rete (una maschera proporzionale di bellezza) che mostrerà quanto i denti, le labbra, il naso, gli occhi si discostino dal rapporto aureo, in modo da poter valutare quali e quanti ritocchi sarà possibile eseguire per rendere più bello il sorriso e il volto. Tutto riconduce alla proporzione aurea, non dea né creatura della fantasia, bensì un numero (1,618) a cui i nostri denti, se perfetti, devono rispondere; il computer ci darà la possibilità, prima di ogni ricostruzione, di vedere se è possibile avvicinarsi ai numeri magici e rispettare la conformazione della bocca del paziente. L uomo, nel corso del tempo, ha acquisito un concetto di bellezza che si credeva fosse dovuto a un puro istinto, ma se andiamo a esaminare un volto che definiamo bello è facile scoprire come le distanze degli elementi che compongono il viso siano strettamente legati alla proporzione aurea. L attualità di questo argomento ci viene confermata dalla frequente comparsa nelle copertine patinate delle più importanti riviste d immagine del mondo, di volti e sorrisi che in maniera travolgente coinvolgono l immaginario collettivo. Nel 2003, sulla copertina della rivista britannica Newsweek, è comparso il volto dell attrice Elisabeth Harley come esempio di viso perfetto. Ma cosa aveva di così perfetto quel volto da giustificare la nomination? La risposta è la simmetria, cioè il fatto di obbedire a una regolarità geometrica che rende l osservato gradevole!

8 fatti e opinioni_neuro-estetica Una regolarità che è talmente radicata in natura da costituire, secondo molti scienziati, lo scheletro essenziale della nostra realtà. La simmetria è ovunque intorno a noi: nella natura, nei nostri corpi, nell arte, in matematica. Perché, come afferma il matematico Marcus du Sautoy, tutti noi siamo geneticamente programmati per la simmetria. Regolare = bello, dunque! Per quanto fornita sia la bibliografia e grande la testimonianza scientifica di cui disponiamo, risulta difficile trovare linee guida che facilitino l operato del professionista. La semplicità con cui immaginiamo un bel sorriso e l importanza che gli attribuiamo non sono realmente sostenute da tecniche o strategie operative di facile realizzazione. In questo lavoro si è cercato di riunire l esperienza di più professionisti nel tentativo di far convergere in un comune denominatore i parametri matematici che sostengono i risultati estetici. Il principio fondamentale per tale valutazione è l esame del volto basato essenzialmente sull osservazione e sull utilizzo dei principi percettivi della visione, perchè l 80% delle informazioni che ci provengono dall ambiente esterno ci arrivano sotto forma di immagini. L utilizzo di tecnologie computerizzate ci aiuta enormemente in questo, riuscendo a metterci in condizione di ottenere anticipatamente il risultato finale, del nostro intervento sfruttando principi neuro-fisiologici, costituenti la base del processo creativo. La realizzazione di un sorriso deve essere considerata come il frutto di un idea che si trasforma in un progetto che, successivamente prende forma grazie all azione motoria delle mani, il tutto supportato da mezzi computerizzati offerti dalla moderna tecnologia. Viviamo così tale espressione artistica, che porta alla realizzazione del lavoro dentale attraverso passaggi emozionali in cui si alternano fasi operative e fasi creative, guidate a loro volta dalle funzioni cognitive del nostro cervello. Sappiamo che il cervello riceve informazioni dall esterno tramite immagini, che poi elabora basandosi su informazioni già presenti nella nostra memoria: attiva così un elaborato attraverso un proprio modulo cerebrale. Sono le cellule nervose che decidono, soprattutto i neuroni specchio. Grazie a loro e alle emozioni immagazzinate dalla memoria, riconosciamo la bellezza. Noi dentisti possiamo considerarci a modo nostro dei neuroscienziati, perché riusciamo a sollecitare il cervello a provocare la tempesta chimica ed emotiva che ci fa pronunciare quel che bello!. È questa la tesi di Semir Zeki che, intorno alla metà degli anni Novanta, ha fondato una nuova disciplina: la Neuro-estetica. Nel territorio cerebrale c è inoltre una vasta area specializzata nel riconoscimento dei volti e delle espressioni facciali, chiamata 08

9 fatti e opinioni_neuro-estetica ippocampo, domiciliata in vicinanza della parte più emotiva del cervello, che risveglia le tracce lasciate nella memoria dai ricordi personali di chi guarda, permettendo confronti tra i concetti di bellezza e la propria esperienza. In definitiva, ogni professionista può realizzare un sorriso attingendo in parte alle proprie capacità ed esperienze, e in parte educandosi al pensiero creativo, in modo particolare con un attenta osservazione visiva di ciò che è il sorriso in natura, per poi riprodurlo il più fedelmente possibile. Ovviamente i risultati delle risposte creative saranno soggettivi, saranno il segno personale che ogni professionista imprime nel suo operato; in pratica, la personalizzazione di un intervento si impone anche quando si vuole riprodurre fedelmente la realtà. Ogni odontoiatra può usare al meglio la funzione percettiva per aumentare la capacità di base di creare, in quanto le capacità percettive sono profondamente coinvolte nelle fasi del processo creativo e, attualmente, sia la letteratura sia la conoscenza odontoiatrica offrono scarse possibilità di sviluppare un tale processo di apprendimento. L utilizzo di software specifici ci permette di standardizzare questo procedimento, bloccando le immagini nel susseguirsi del processo formativo attraverso un analisi lineare dei più comuni punti di riferimento per il calcolo delle proporzioni e delle simmetrie. La ricostruzione estetica di un dente deve nascere dalla collaborazione tra l occhio e la mano: ciò implica il pensiero, che estende la possibilità di espressione fino a far diventare la ricostruzione del dente strumento per la rappresentazione estetica, ma possedendo anche una funzione e un adeguata integrazione biologica. L occhio e la mano, infatti, sono guidati dal cervello, e sono proprio le sue molteplici qualità che permettono all occhio stesso di ricevere informazioni dal mondo esterno, trasmetterle al suo interno, elaborarle e poi dare il via all azione motoria che consentirà al professionista, grazie alla tecnica, la realizzazione e la costruzione di un sorriso. Per questo motivo, la conoscenza delle varie funzioni del cervello coinvolte nel processo di creazione delle ricostruzioni dentali, cioè il sapere, è sicuramente più importante della sola conoscenza del come fare, anche se il cervello funziona secondo i propri schemi e non secondo i nostri. Le fasi del processo creativo-dentale implicano determinate funzioni cerebrali. In odontoiatria sono attualmente riconosciute 5 fasi creative: 1_la formulazione; 2_la ricerca; 3_la riflessione; 4_la soluzione; 5_l analisi. 09

10 fatti e opinioni_neuro-estetica Per contatti: La formulazione: è il momento iniziale in cui il professionista, osservando la bocca del paziente, inizia a pensare a come risolvere il problema. In pratica, a pensare come la forma, il colore, la dimensione ecc. dei denti possano essere modificati nel rispetto della fisionomia del volto e nel modo più consono al caso. La ricerca: è intesa come lo spazio temporale necessario per ricercare tutte le soluzioni realizzabili e che si completa quando non è più possibile raccogliere ulteriori informazioni utili alla soluzione del problema. Si arriva così a un limite massimo di conoscenza rispetto allo stesso problema. Le informazioni raccolte tramite il processo visivo sono successivamente trasferite in un altra zona del cervello, affinché possano essere elaborate in maniera diversa dal consueto modo di pensare. La riflessione: inizia quando il cervello comincia a pensare al problema in modo differente dagli usuali procedimenti cognitivi e finisce quando si trova la soluzione. Col perdurare del processo analitico si arriva alla soluzione: in essa, problema e risposta si fondono. L aver intuito il come risolvere il problema, insieme alla soddisfazione derivante da ciò, rimane nella memoria, e proprio in questo momento la presa di coscienza diventa un unità creativa. Dopo questa fase il cervello mette in funzione l attività motoria che provvede a fare iniziare fisicamente al professionista le varie fasi che portano al completamento della ricostruzione dentale. L analisi: è la fase in cui la soluzione viene verificata sia come utilità sia come esattezza, poiché compete alla conoscenza (se l odontoiatra non usa adeguatamente questa funzione del cervello, il buon esito del trattamento può risultare seriamente compromesso). L ultima fase del processo creativo si può considerare in definitiva come la presa di coscienza di ciò che si fa o che si è fatto. Il tempo necessario per completare l analisi solitamente è indeterminabile, essendo la soluzione del problema estetico soggetto a continue e probabili ricontestualizzazioni. Nella nostra professione, lo scopo principale della creatività è di realizzare ricostruzioni dentali che, oltre a essere funzionali, devono anche essere esteticamente belle. Poiché l analisi è lo sviluppo che passa dall idea come soluzione alla formazione del pensiero, per poi trasferirlo nella realizzazione oggettiva del dente artificiale, il senso estetico della correttezza e della bellezza fa in modo che il prodotto finale, il sorriso artificiale, rifletta la bellezza rivelatasi al momento dell illuminazione. Questa regola aiuta notevolmente il professionista nell atto di progettazione di un sorriso ed è necessario ricordare che lo scopo principale di questa interpretazione è l integrazione armonica della riabilitazione orale nella struttura facciale, il che equivale a dire che il sorriso più bello non è il risultato della media di tutti i sorrisi, ma la media dei sorrisi considerati più belli. 10

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12 speciality_splintaggio diretto Gestione di denti parodontalmente compromessi con splintaggio diretto Autori_Ajay Kakar, India Fig. 1_Una situazione parodontale comune con mobilità dei denti anteriori superiori che causa disagio. Fig. 2_Scanalature preparate sulla superficie vestibolare degli incisivi a livello del terzo incisale per il posizionamento della fibra. Fig. 3_La fibra posizionata e polimerizzata dopo essere stata ricoperta con composito flowable. Fig. 4_Splintaggio completato con build-up in composito con tecnica adesiva diretta ai fini di un piacevole risultato estetico. Fig. 5_Un caso di migrazione degli incisivi centrali. Fig. 6_Splintaggio seguito da recontouring del dente e build-up in composito con tecnica adesiva diretta. La malattia parodontale inizia essenzialmente come gengivite che, in determinati individui, progredisce fino a diventare una forma più avanzata, nota come parodontite. La gengivite si limita all area gengivale marginale e non porta alla distruzione di tessuto osseo. La gengivite è il primo passo verso la parodontite, che porta a una estesa perdita dell osso intorno al dente. La moderna terapia generalmente può assicurare l arresto della progressione della distruzione parodontale e, in situazioni favorevoli, perfino la rigenerazione di tutti i componenti dell apparato parodontale, anche se con una percentuale inferiore all originale. Per le strutture parodontali, la perdita di tessuto molle rende molto più difficile il processo di rigenerazione completa. In tali circostanze, dove l infiammazione e l infezione sono sotto controllo e l attività della malattia è stata bloccata, diventa indispensabile che la dentizione, che risulta definitivamente compromessa a causa del pre-esistente danno, sia supportata e che sia assicurato un ulteriore ausilio per creare una combinazione ottimale di funzione ed estetica. Una delle condizioni principali di tali dentizioni è la mobilità dei denti. Questa mobilità può essere localizzata su alcuni denti e in un specifico percorso di movimento, o può essere molto più generalizzata e affliggere molti denti. In ogni caso, i vantaggi dell immobilizzazione sono molteplici. Il livello di confort del paziente è una ragione sufficiente per usare questa opzione di trattamento in caso di denti mobili. Fig. 1 Fig. 2 Fig. 3 Fig. 4 Fig. 5 Fig. 6 12

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14 speciality_splintaggio diretto Fig. 7 Fig. 9 Figg. 7-10_L adattamento intorno alla curvatura della corona del molare estratto dimostra l effetto di memoria clinica zero dello splintaggio con fibre di quarzo. Pur non polimerizzato, il materiale rimane nella nuova posizione. Fig. 8 Fig. 10 Inoltre, questo genera una forte motivazione del paziente a mantenere una corretta igiene orale, con un conseguente miglioramento della salute parodontale. Un dente immobile, poi, guarirà più rapidamente e meglio rispetto a un dente mobile. Qualunque terapia rigenerativa eseguita intorno a denti mobili afflitti avrebbe avuto risultati migliori se i denti fossero stati immobilizzati (Figg. 1-4). Un altra critica manifestazione di malattia parodontale, in combinazione con carichi occlusali non bilanciati, è la sequela di migrazione che risulta da detta situazione clinica. La migrazione, un fenomeno a sviluppo estremamente lento, porta drastiche conseguenze che solitamente possono essere corrette in modo ottimale soltanto con dispositivi ortodontici. Però, anche questa correzione richiede una procedura di splintaggio permanente per assicurare che i denti interessati rimangano in posizione e non migrino nuovamente. Questa stessa tecnica può essere usata di routine in ortodonzia per applicare splintaggi permanenti non invasivi in fibra di quarzo. Un altro possibile uso di splintaggi in fibra di quarzo è quando si verificano fratture alveolari. L avvento dell odontoiatria adesiva e la facilità d uso degli splintaggi in fibra di quarzo ne permettono l uso nella stabilizzazione e immobilizzazione di fratture alveolari anteriori. Un fattore chiave per l ottenimento del punto finale di uno splintaggio corretto e duraturo è il materiale impiegato insieme al composito da restauro per la costruzione e l applicazione dello splintaggio. È molto importane che lo splintaggio funzioni come un monoblocco e aderisca ottimamente allo smalto e alla dentina. Al fine di assicurare questo effetto di monoblocco, la sottostruttura deve aderire chimicamente ed essere in unisono con il materiale composito da restauro. Al fine di assicurare un adesione ottimale, la sottostruttura e l intero monoblocco che vengono ricostruiti devono essere adattati intimamente a tutte le curvature dei denti, esattamente negli spazi interprossimali. Questo significa che il materiale in fibra dovrebbe avere proprietà fisiche che permettano le curvature e un facile adattamento a qualsiasi forma (Figg. 5, 6). I materiali necessari per ottenere uno splintaggio estetico e funzionale sono: _ un materiale pre-impregnato per splintaggio in fibra di vetro; _ un materiale composito da restauro micro/ nano riempito; _ un materiale composito flowable; _ un agente adesivo. Quanto sopra indica solamente il materiale richiesto e non elenca lo strumentario che comprende diversi strumenti speciali per ottenere un risultato di elevata qualità e rifinitura. Tra i materiali, l agente adesivo e il materiale composito dipendono dalla preferenza del clinico. La gamma di prodotti micro o macro riempiti, di qualsiasi produttore leader di materiali da restauro, è la più indicata. È necessario anche un buon materiale flowable per creare un intimo adattamento del materiale di splintaggio sulla superficie del dente, mentre un adesivo di sesta o settima generazione è in grado di ottenere la forza adesiva desiderata. L aspetto più critico per ottenere uno splintaggio corretto è la selezione della fibra usata come sottostruttura. Sul mercato vi sono diverse opzioni disponibili. Durante la mia carriera ho testato diverse fibre di splintaggio e alcune di loro hanno dato risultati molto buoni e duraturi. I materiali disponibili hanno proprietà positive a scapito di alcuni elementi indesiderabili e, talvolta, i clinici devono scegliere e sacrificare diversi degli elementi desiderati per ottenerne altri. Il materiale in fibra ideale per la sottostruttura deve possedere le seguenti proprietà: _ elevata resistenza dopo la polimerizzazione; _ adesione chimica con il materiale composito; _ essere disponibile in versione pre-impregnata; _ non essere di spessore superiore a 0,2 mm; _ essere disponibile in diverse larghezze; _ essere facile da tagliare e rifilare; _ non avere memoria della sua forma. 14

15 speciality_splintaggio diretto Figg _La caratteristica di memoria praticamente nulla dello splintaggio in fibra di quarzo è dimostrata dalla distorsione in diverse forme; il materiale mantiene la sua posizione distorta senza alcuna polimerizzazione. Fig. 11 Fig. 12 Fig. 13 Fig. 14 Di tutte le caratteristiche elencate, l ultima è una di quelle critiche. Date le difficili caratteristiche di lavorabilità delle fibra, lo splintaggio finora è stato considerato una procedura altamente sensibile alla tecnica e, se il clinico non ha padronanza di tutti i passaggi necessari e non è veramente abile e capace nella manipolazione della fibra e del composito, la probabilità di successo a lungo termine risulta ridotta. Molti materiali da splintaggio hanno una tendenza alla memoria, ovvero: se deformati sotto carico, tendono a ritornare alla forma originale. Questa memoria di un materiale lo rende resistente all adattabilità intorno alle curvature, soprattutto a quelle doppie come, per esempio, nelle aree interprossimali intorno all aspetto linguale dei denti inferiori o intorno alle curvature di un premolare superiore. Se il materiale può essere realizzato in modo che si pieghi e si adatti attorno alle curvature, senza che rimbalzi indietro, ciò rende l adattamento e l applicazione dello splintaggio dentro alla cavità orale un compito molto più semplice e preciso. Le fibre con base di vetro hanno una tendenza intrinseca a mantenere la loro direzione longitudinale e questo può essere facilmente osservato in qualsiasi materiale a fibre unidirezionali per splintaggio. Il solo modo di annullare questa proprietà delle fibre è di intertessere le fibre stesse in una tessitura a punti incrociati. Questo crea una specie di struttura a maglia che rende il materiale quasi esente da memoria. Quindi, è possibile applicare il termine memoria zero a tale materiale, che manterrà solo minimamente qualsiasi forma alla quale viene sottoposto (Figg. 7-10). Anche se il materiale possiede una certa quantità di memoria, ciò diventa praticamente insignificante rispetto all applicazione clinica. Per tutte la applicazioni pratiche, il materiale avrebbe quindi una memoria zero. Fig. 15_Immagine vestibolare di un paziente con incisivi centrali inferiori mobili. Fig. 16_Immagine linguale dello stesso paziente con incisivi centrali inferiori mobili. Fig. 15 Fig

16 speciality_splintaggio diretto Fig. 17_Foglio di alluminio sottile per misurare le dimensioni dello splintaggio. Fig. 18_Immagine vestibolare dello splintaggio con fibre di quarzo. Fig. 17 Fig. 18 Finora, la mia esperienza migliore è stata con un nuovo prodotto in fibra per splintaggio: Quartz Splint (Recherches Techniques Dentaires). Il materiale grezzo di base usato per questo prodotto è il vetro di quarzo, diverso dalla normale fibra di vetro. Questo è lo stesso tipo di quarzo usato per i perni endodontici che hanno valori di resistenza alla fatica ciclica molto più elevati di quelli necessari nella cavità orale. Il vetro di quarzo è anche omogeneo con la gamma Bis- GMA della resina non caricata, il che lo rende ideale per l utilizzo con il composito da restauro, permettendogli così di diventare un monoblocco con il composito. Lo splintaggio in quarzo viene sviluppato sotto forma di fibre intrecciate, mediante fili estremamente sottili di fibra di vetro. La struttura intessuta ingloba alcuni attributi fisici nel materiale. Consente la distribuzione della forza, in modo tale da creare il suddetto effetto di memoria clinica zero e non resiste né inibisce la propagazione di fratture. Tutti i summenzionati effetti si ottengono senza alcun compromesso per quanto riguarda la forza del materiale. Infatti, la fibra di quarzo accrescerà e rinforzerà il monoblocco che viene a crearsi con l applicazione di resina non caricata, fibra di quarzo, composito flowable e composito micro/nano riempito. Dato che il materiale è disponibile pre-impregnato e imbevuto di resina non caricata, diventa sempre più facile usare lo splintaggio immediatamente. La memoria zero gli permette di essere adattato molto facilmente intorno a un arcata curva, senza polimerizzazione. Una volta ottenuto l adattamento ideale, il prodotto può essere polimerizzato in tale posizione e quindi stratificato con composito micro/nano per completare lo splintaggio (Figg ). Nelle diverse situazioni per le quali è indicato uno splintaggio, un altro fattore critico è la larghezza e lo spessore del materiale. Un materiale troppo spesso può diventare ingombrante durante l applicazione e il posizionamento finale. Lo spessore ideale è tra 0,1 e 0,25 mm. Più il materiale diventa sottile e più diminuisce la sua capacità di rinforzare e irrobustire. Lo spessore dello splintaggio in fibra di quarzo è nell ordine di 0,2 mm, il che lo rende utile per quasi tutte le situazioni cliniche. Lo splintaggio in fibra di quarzo è disponibile in diverse strutture e larghezze, e la struttura raccomandata per lo splintaggio intraorale è quella intessuta. Questo tipo è disponibile in larghezze di 1 mm, 2 mm e 3 mm. Di queste tre, quella da 1 mm è la più adatta come splintaggio di ritenzione in casi post-ortodontici, nei quali i denti non sono estremamente mobili né mostrano recessione gengivale o perdita delle strutture di supporto. Fig. 19_Immagine linguale dello splintaggio con fibre di quarzo. Fig. 20_Un caso che richiede una ritenzione post-ortodontica degli incisivi superiori; lo splintaggio deve essere posizionato sulla superficie palatale dei denti anteriori superiori. Fig. 19 Fig

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18 speciality_splintaggio diretto Fig. 21_Preparazioni eseguite sulla superficie palatale; sono state eseguite delle scanalature nell area di applicazione dello splintaggio. Fig. 22_Foglio di alluminio sottile applicato sulle scanalature per misurare le dimensioni dello splintaggio. Fig. 23_Splintaggio in fibra di quarzo applicato sull area preparata sulla superficie palatale dei denti anteriori superiori. Fig. 24_Splintaggio completato. Fig. 21 Fig. 22 Fig. 23 Fig. 24 _l autore Le fibre da 2 mm idealmente sono le più adatte per i denti afflitti da precedente malattia parodontale. Quando i denti sono di grandi dimensioni e mostrano corone cliniche più ampie delle corone anatomiche, al posto della fibra da 2 mm è possibile usare quella da 3 mm. Lo splintaggio in fibra di quarzo ha un design esclusivo molto simile a una fune intrecciata che gli conferisce valori di resistenza alla flessione estremamente alti dopo la completa polimerizzazione. Il design del materiale deve avere un diametro tra 1 e 2 mm. Nei denti deve essere intagliata una profonda scanalatura in cui si posiziona lo splintaggio, al fine di permettere l adattamento ottimale. Questo design può essere utilizzato nei casi in cui si utilizza uno splintaggio occlusale per stabilizzare premolari mascellari o mandibolari. Oltre alle strutture a corda o tessuto, lo splintaggio in fibra di quarzo è disponibile come fibra unidirezionale. Questo non è da applicare clinicamente, ma piuttosto in laboratorio come materiale di rinforzo per sviluppare protesi policeramiche. Lo splintaggio in fibra quarzo è disponibile anche con una maglia di 4 x 4 cm che può essere applicata, per esempio, per la riparazioni di dentiere. Il dr. Ajay Kakar è un libero professionista specializzato in parodontologia e implantologia a Mumbai in India. È segretario dell International Academy of Periodontology e della Indian Academy of Aesthetic & Cosmetic Dentistry. Tiene diverse relazioni in India e all estero e cura il sito Internet di odontoiatria indiana Il dr. Kakar può essere contattato all indirizzo: Grazie ai vantaggi del materiale, che aiutano e migliorano l aspetto funzionale dello splintaggio, e alla combinazione con le moderne tecniche di adesione, è stato possibile un approccio più innovativo. La corrispondenza del colore, la lucidabilità, la maggior forza di adesione e i compositi molto più duraturi hanno contribuito a un maggiore utilizzo di procedure di adesione diretta nella pratica clinica quotidiana. L enfasi che tutto ciò ha dato alle procedure estetiche è stata notevole. Analogamente, l uso di splintaggio con composito e fibre di quarzo in una dentizione con danno parodontale pre-esistente, può essere supportato per ottenere un migliore risultato estetico (Figg ). Anche se nell applicazione di uno splintaggio parodontale la funzione è sempre stata la preoccupazione più importante e più critica, ora anche l estetica gioca un ruolo importante. Il paziente e il clinico possono non essere completamente soddisfatti della sola funzione. È abbastanza semplice applicare i principi standard di adesione della chiusura di un diastema per assicurare che la sottostruttura sia correttamente localizzata e permetta, quindi, un eccellente risultato estetico di lunga durata. Questa modifica di uno splintaggio funzionale in uno splintaggio estetico può essere facilmente applicata a denti anteriori che mostrano mobilità o migrazione. Molti di questi casi sono illustrati nelle foto seguenti, in cui i denti anteriori superiori sono presentati con diastemi e inclinazioni associati a mobilità. I risultati sono stati molto soddisfacenti. Questo articolo ha solo brevemente elencato i concetti fondamentali dello splintaggio e le novità in termini di materiali e tecnologie. 18

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