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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTÀ DI ECONOMIA CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA E MANAGEMENT PROVA FINALE ACCELERATORI D IMPRESA: ANALISI DI TRE CASI DI SUCCESSO RELATORE: CH.MO PROF. FRANCESCO FAVOTTO LAUREANDO: STEFANO CARUSO MATRICOLA N ANNO ACCADEMICO

2 Indice 1. Premessa 3 2. Scenario di riferimento e tendenze di fondo del settore 5 3. I programmi di accelerazione Definizione di acceleratore d impresa Fasi del processo Elementi chiave dei programmi di accelerazione Benefici della partecipazione Prospettiva dei founders Prospettiva degli Angel Investors e dei Venture Capital Differenza tra acceleratori e incubatori d impresa Incubatori pubblici Incubatori privati Comparazione dei programmi Tre casi di successo: Techstars, Seedcamp ed H-Farm Framework per la comparazione Comparazione dei modelli di business Scopo ed obiettivo Modello di investimento e struttura del programma Mentoring program Flusso dei progetti e quantità di startup finanziate Casi di successo ed exits Conclusione Analisi comparativa dei modelli di business Considerazioni generali sulle strategie 25 Bibliografia 26 Webgrafia 28 2

3 1. Premessa Questa prova finale si propone di confrontare i principali casi di successo di acceleratori d impresa (Techstars, Seedcamp, H-Farm) per diversi contesti geografici (rispettivamente USA, Europa, Italia) sviluppando un framework di benchmarking per questi programmi di accelerazione. Si compareranno dunque i tre casi aziendali secondo le variabili del framework, facendone emergere le differenze più esplicative, e li si ricondurranno a tre diversi modelli teorici attraverso un analisi comparata. L industria del Venture Capital e del funding delle startup innovative sta vivendo un periodo di grande fermento ed ottimismo. Dallo scoppio della bolla di internet (2000), che aveva fatto precipitare l ammontare degli investimenti e la fiducia nelle imprese high-tech, il settore ha vissuto una crescita esponenziale anche grazie all affermazione di nuove tipologie di attori, nuovi approcci al fare impresa e alla riduzione sostanziale dei costi di avviamento nel campo digitale. Un rinnovata attenzione al valore dell innovazione ha portato negli ultimi anni ( ) ad un impennata del numero di startup e parallelamente una forte domanda dal lato degli investitori e dei compratori attirati dalla forte capacità innovativa di queste imprese e da guadagni spesso consistenti. Secondo Eric Ries (2010), una startup può essere definita come un istituzione umana disegnata per distribuire un nuovo prodotto o servizio sotto condizioni di estrema incertezza. Si tratta quindi di una nuova iniziativa imprenditoriale che ha l ambizione e cerca di pianificare la commercializzazione di un innovazione per crescere di un fattore elevato in pochi anni dalla formazione (Tenner, 2011). Tra gli elementi essenziali della definizione troviamo: presenza attuale o potenziale di un business model implementabile; commercializzazione di un innovazione di prodotto o di processo; piano di crescita esponenziale (scalabilità) in un tempo definito e limitato, spesso compatibile con la durata media di un investimento di Venture Capital (3-5anni). Per i propositi di questa trattazione e per una corretta contestualizzazione dei concetti riportati vengono considerate solo startup operanti nel settore del Web, Digitale e New Media: gli attori in studio, gli acceleratori d impresa, si rivolgono specialmente (anche se non esclusivamente) a questo genere di startup, considerati i costi ridotti di nascita del business e il periodo temporale ristretto necessario per arrivare ad un prodotto testabile (spesso pochi mesi). In questo contesto, i progetti nascono essenzialmente con un idea e un team di 2-3 fondatori capaci di implementarle tecnicamente ma sono spesso sprovvisti di capitali ed esperienza dal lato business per portare l idea ad uno stadio prototipale e per lanciarla efficacemente sul mercato (Task force del Ministro dello Sviluppo Economico, 2012). Esistono diversi modi per reperire i mezzi finanziari che la startup richiede nella fase early stage. Friends, family (and fools) Nelle prime fasi di concepimento dell idea, i founder cercano spesso di raccogliere fondi attraverso l autofinanziamento o il ricorso a fonti informali come amici e parenti (Gualandri, Venturelli, 2012). 3

4 Sussidi e grant La startup può partecipare a bandi e competizioni pubbliche o private finalizzate a finanziare le startup con fondi erogati gratuitamente, a fondo perduto o tramite prestiti a tassi agevolati. Incubatori d impresa Gli incubatori sono operatori specializzati che finanziano le idee e gli imprenditori, fornendo una gamma di servizi che va oltre il supporto manageriale. Nella maggioranza dei casi il supporto finanziario da essi apportato non è di dimensioni elevate o del tutto assente, mentre il focus dell intervento è centrato sulla fornitura di spazi fisici dove intraprendere le prime iniziative, nell aiuto alla stesura di business plan e nella ricerca di nuovi investitori per supportare il progetto negli stadi successivi (Razzini, 2010). Business angels Il Business Angel è definito dallo Statuto dell associazione Italiana Business Angels (IBAN) come una persona fisica la quale investe il proprio patrimonio, professionalmente, in Piccole e Medie Imprese (PMI) sotto diverse forme di capitale di rischio, attraverso l'assunzione, la gestione e lo smobilizzo di partecipazioni, prevalentemente in società non quotate in Borsa, con un attivo coinvolgimento nello sviluppo delle aziende partecipate.si tratta, in genere di ex imprenditori, manager in attività o in pensione, liberi professionisti, dotati di un discreto patrimonio personale, e in grado di offrire alla impresa in fase di startup non solo capitali, ma anche competenze gestionali, conoscenze tecnico-operative, e una consolidata e diffusa rete di relazioni con il mondo economicofinanziario (Razzini, 2010). Business accelerator Gli acceleratori d impresa sono nuovi attori a supporto delle startup nella fase di early stage. Sono considerati come l evoluzione del modello dei business incubator, affermati dagli anni 80, e vanno a coprire un gap crescente tra i principali modelli di funding per le startup. Si collocano infatti in una fase intermedia tra i family, friends and fools e i Venture Capital, ricoprendo un ruolo da business angels ma in una forma più strutturata che si concretizza in piccoli investimenti sistematici (seed) e un forte affiancamento al progetto durante i mesi di incubazione. Agiscono come intermediari tra fornitori di capitali (solitamente investitori istituzionali o imprenditori benestanti) e le startup innovative in cerca di finanziamenti. Il core value riconosciuto agli acceleratori è il possesso di esperienza e know-how in determinati settori di attività rendendoli i soggetti ideali per spingere ed accelerare la crescita di una startup. A differenza dei business angels, i programmi di accelerazione solitamente fanno più investimenti in contemporanea su diverse startup (coorti) e le decisioni di investimento sono prese dal management team mentre è raro che gli investitori individuali siano coinvolti in tali decisioni. Sono caratterizzati inoltre da relazioni più forti e continuative durante i mesi del programma (First Ascent Ventures LLC, 2009). Venture Capital I VCs sono specializzati nel raccogliere, da investitori istituzionali e privati benestanti, capitali da investire in private equity in imprese giovani ad alto potenziale per generare un ritorno attraverso la quotazione sul mercato pubblico dei capitali o la vendita diretta dell azienda. A fronte del rischio dell investire in aziende piccole e meno mature, i VC assumono un significativo controllo sulle decisioni dell impresa oltre ad una porzione significativa della proprietà. (Destro, 2012). 4

5 Ci sono differenze sostanziali tra VC e acceleratori: mentre gli acceleratori finanziano solitamente con circa /$ le startup nella loro primissima fase (spesso senza un prodotto) i VC investono somme più alte (2 milioni /$ circa) in imprese che abbiano già iniziato a mostrare metriche di successo. 5

6 2. Scenario e tendenze di fondo del settore Si possono identificare alcuni trend che caratterizzano il settore delle startup innovative sopra identificate (Suster, 2012): una maggiore facilità nel costituire un impresa ed una significativa diminuzione dei tempi richiesti per avviare un business; una minore componente di tecnologia: si predilige lo sviluppo di apps e portali web con un minor orientamento all innovazione tecnologica ma un maggior focus sulla dimensione di user experience; minori necessità finanziare richieste per avviare e far crescere la startup portandola al Minimum Viable Product (Ries, 2011): da un lato il minor spessore tecnologico implica investimenti poco cash-intensive, dall altro la disponibilità di piattaforme e software open source gratuiti, l affermazione delle infrastrutture di cloud computing e l implementazione delle metodologie di agile development riducono fortemente costi e tempi di sviluppo, incoraggiando inoltre la creatività nella realizzazione dei prodotti (Bass, 2012); rapido time to market dei prodotti: è vitale diventare il market leader più velocemente dei concorrenti per ingaggiare una massa elevata di utenti (Suster, 2012); maggiore importanza del customer development: le interazioni devono essere sempre più rapide ed incentrate sul cliente. Considerate le richieste più basse delle startup (non servono più milioni di dollari nelle fasi iniziali) sta sempre più crescendo però un gap di investimento tra Venture Capital ed acceleratori nella fascia attorno ai /$. E la fascia di operatività dei business angels, che però spesso non operano in modo strutturato con un affiancamento professionale e full-time alla startup. Per ovviare a questo gap, stanno nascendo strutture ibride come i Super-angels e i Seed Funds che operano nel concreto come Mini-VC Fund (Lerner, et al., 2011). Nel mondo delle startup sta prendendo sempre più piede inoltre la metodologia Lean caratterizzata da un approccio snello ed una continua validazione del prodotto attraverso veloci cicli di testfeedback. The Lean Startup è un nuovo approccio alla creazione di un impresa e al lancio dei prodotti applicato principalmente nel campo delle startup web-based. Eric Ries, riprende i concetti di Lean Thinking e Lean Production del Toyota Production System adattandoli alla particolare situazione di una startup: è infatti una metodologia che si concentra primariamente sull evitare sprechi in termini di tempo e denaro. Il principio cardine di questa metodologia è il Minimum Viable Product (Ries, 2011): il prodotto dovrebbe essere lanciato sul mercato il prima possibile e con poche features o ridotti cambiamenti tali da permettere agli utenti di esprimere un feedback immediato. E un processo customer-driven: permette alla startup di validare in un tempo ridotto le ipotesi sull apprezzamento e la valorizzazione della features introdotte da parte dei clienti evitando di sprecare risorse in caratteristiche non percepite come utili (Nobel, 2011). Coerentemente con questi trend si stanno modificando anche la rosa e le caratteristiche degli attori che investono nelle startup. Il tradizionale modello del Venture Capital (investimenti sostanziosi nell ordine di 2-5milioni, aspettative di moltiplicatori alti per garantire un ritorno soddisfacente, focus su startup che abbiano già iniziato a mostrare metriche rilevanti) viene sempre più messo in discussione. Secondo il report We have met the enemy...and he is us della Ewing Marion Kauffman Foundation infatti: Over the past decade, public stock markets have outperformed the 6

7 average venture capital fund and for 15 years, VC funds have failed to return to investors the significant amounts of cash invested, despite high-profile successes, including Google, Groupon and LinkedIn (Mulcahy, Weeks, Bradley, 2012). In questo settore si stanno sempre più affermando alternative caratterizzate da una taglia ridotta degli investimenti: acceleratori, incubatori, business angels, oltre al crowdfunding. Il successo dei programmi di accelerazione è chiaramente associato alle mutazioni che stanno avvenendo. Il modello degli acceleratori, infatti, si adatta molto bene (e meglio rispetto al modello dei VC) ai nuovi approcci Lean (hanno strutture snelle, flessibili e dinamiche in grado di dare risposte sia veloci che qualificate) e alla crescenti opportunità nel mercato dell innovazione. I primi dati suggeriscono che questi modelli hanno un impatto positivo sui founders, aiutandoli ad imparare velocemente,a creare network di valore e a diventare imprenditori migliori (Miller, Bound, 2011). Del resto, la tendenza di fondo nel settore appare sempre più privilegiare la presenza di competenze ed esperienze legate al business development, marketing e design del prodotto rispetto a skill finanziarie. Il modello degli acceleratori sembra seguire questa linea evolutiva concentrandosi più su creazione e rafforzamento della community, in cui i founders possono trovare le figure utili per la loro crescita, che sul perseguimento di un sostanzioso ritorno finanziario sull investimento (Fishbein, 2012; Onetti, 2012). 7

8 3. I programmi di accelerazione 3.1 Definizione di acceleratore d impresa I programmi di accelerazione sono attori di recente sviluppo e in crescente affermazione, operanti nella filiera della creazione e crescita delle startup innovative con un nuovo modello di funding ed assistenza. Questi nuovi modelli si differenziano dai tradizionali veicoli Seed-stage ( family, friends and fools e business angels) e dai più classici incubatori d impresa, in quanto combinano i servizi di incubazione con risorse, competenze ed esperienze specifiche finalizzate a validare l idea di business e a lanciarla sul mercato. Gli acceleratori d impresa offrono infatti programmi della durata compresa tra 3 e 12 mesi durante i quali i progetti selezionati ricevono il supporto e i fondi sufficienti a garantire il mantenimento dei founders e la copertura delle principali spese per lo sviluppo del prodotto portando il progetto da una fase concettuale ad un primo stadio di implementazione. Spesso i team vengono fatti trasferire in strutture comuni nelle quali trovano spazi di lavoro adeguati alle loro esigenze, vengono affiancati dai partner del programma sullo sviluppo del business, ricevono consigli da mentori e consulenti specializzati e godono di particolare visibilità da parte di potenziali investitori accelerando in questo modo lo sviluppo della startup attraverso il suo ciclo di business. A fronte dei servizi e del funding offerti l acceleratore trattiene una percentuale di equity che presenta però forti oscillazioni tra i vari programmi ed è compresa solitamente tra il 4 e il 40% del capitale sociale (Kauffman Fellow Program, 2012) Fasi del processo Il processo dei programmi è solitamente strutturato in maniera analoga e si possono identificare delle specifiche fasi: Call for ideas: l invio dei progetti è aperto a chiunque abbia un idea da sottoporre. Selezione. Il processo di ammissione è altamente selettivo e focalizzato su parametri comuni: consistenza e caratteristiche del team, valore dell idea o del prodotto, potenzialità del mercato, livello di scalabilità del business e qualità della presentazione del progetto. Essendo il team la variabile più significativa, se l idea raccoglie l interesse degli analyst si procede ad organizzare incontri e presentazioni introduttive. Ammissione al programma, trasferimento nell ufficio (se è prevista l incubazione fisica) ed investimento. Spesso la startup non è ancora costituita in forma d impresa: si procede alla costituzione in questa sede o in momenti successivi di investimento. Programma: validazione dell idea di business, sviluppo del prototipo e test di mercato. Evento finale: a conclusione del programma si tiene un evento durante il quale i team hanno la possibilità di presentare la propria idea a potenziali investitori. Le startup che hanno concluso il programma entrano a far parte di una community, più o meno coesa, di alumni. 8

9 3.2 Elementi chiave dei programmi di accelerazione I programmi di accelerazione si contraddistinguono per la presenza di alcuni elementi comuni: Investimento in ogni startup della coorte con un taglio pre-seed o seed-stage; Le startup sono incubate per un definito periodo di tempo; Anche se l incubazione fisica è un caratteristica non sempre presente negli acceleratori, sono comunque presenti in tutti i programmi delle strutture comuni nelle quali hanno sede il management team, spazi di networking, meeting rooms per l accoglienza degli investitori e per gli eventi. Y Combinator, il programma di accelerazione più celebre basato in Silicon Valley, non offre nella sua sede uffici per le startup che devono cercare autonomamente una sistemazione nella zona. Va considerato però che ogni coorte di Y Combinator è composta da circa 80 progetti i cui team sono in media di 2-3 persone con particolari complicazioni in termini di organizzazione. Management team di comprovata competenza ed esperienza nel settore per assistere nelle fasi di nascita e crescita del business. Accesso ad un network di investitori Seed e business angels che possano co-investire nelle startup, ed investitori later-stage (VC e grandi aziende) per realizzare investimenti di follow-on o per concludere un exit. Programma educativo: viene offerta ai team l opportunità di partecipare a workshop ed eventi con esperti in diversi tematiche (business strategy, marketing analysis, marketing planning, sviluppo del prodotto, metodologia Lean) ed imprenditori di successo, in modo da fornire agli startupper un quadro completo delle principali competenze necessarie per lanciare un impresa innovativa. Eventi per incoraggiare le opportunità di networking: vengono organizzati frequenti eventi duranti i quali i team hanno la possibilità di entrare in contatto con startupper di successo, clienti, co-founders ed investitori. Demo Day: ai partecipanti viene data l opportunità di presentare la propria startup ad una platea di investitori ed imprenditori. La validazione conseguita durante il programma e i legami finanziari stretti rendono le startup incubate più attrattive e relativamente più sicure rispetto ad altre iniziative. 9

10 3.3 Benefici della partecipazione Da un lato, la partecipazione ai programmi di accelerazione offre particolari benefici e vantaggi ai founders delle startup, mentre dall altro lato gli stessi programmi contribuiscono allo sviluppo dell ecosistema dell innovazione connettendo i vari attori (investitori e founders) e filtrando i progetti presenti sul mercato identificando i migliori Prospettiva dei founders Secondo una stima della National Business Incubator Association l 80% delle imprese incubate sopravvive ai loro primi 3 anni di vita contro il 35-40% di compagnie non incubate. (Ayawongs, et al., 2007) I principali vantaggi offerti dalla partecipazione ad un programma di accelerazione sono dunque (Steph, 2012): validazione guidata dell idea di business con test di mercato in un ambiente controllato; opportunità di networking attraverso gli eventi organizzati per permettere ai founders di presentare (in maniera più o meno formale) la propria startup ad altri imprenditori ed investitori; disponibilità di partners e mentors che possono guidare la crescita della startup offrendo consigli e connessioni professionali ai founders; educazione su fondamenti del business, del branding, marketing e comunicazione; aumento della credibilità: gli investitori sono più sicuri in quanto la reputazione dell acceleratore certifica in prima persona la bontà della startup (Bass, 2012); supporto peer-to-peer degli altri team incubati attraverso la creazione di un atmosfera di interazione spontanea e la condivisione di idee, competenze e contatti; alta visibilità attraverso il Demo Day finale e la copertura di questi eventi da parte della stampa specialistica Prospettiva degli Angel Investors e dei Venture Capital I benefici offerti dai programmi all industry del funding sono: opportunità di networking con altri investitori, founders, giovani talenti ed altri imprenditori; possibilità di conoscere in anteprima nuove tecnologie ed avere visibilità diretta sui trend futuri del mercato; aumentare la consistenza e migliorare l efficienza e la qualità del flusso di progetti in entrata: gli acceleratori agiscono come filtri delle migliaia di applications che ricevono, selezionando le migliori e le presentandole ai Venture Capital come potenziali deal investibili. Per consolidare le relazioni professionali, gli acceleratori sono incentivati a selezionare e presentare ai VC solo proposte di qualità (Silver, 2012). 10

11 3.4 Differenza tra acceleratori e incubatori d impresa Gli incubatori forniscono alle startup selezionate spazi di lavoro condivisi, programmi di consulenza e servizi di assistenza legati alla fase di avvio per permettere lo sviluppo di un prodotto che possa entrare nel mercato. Spesso sono utilizzati come catalizzatori dello sviluppo economico di una regione e di un contesto locale supportati da politiche governative, o come promotori della ricerca applicata accogliendo gli spin-off universitari (Ayawong, 2007). Gli acceleratori sono considerati come l evoluzione dei programmi di incubazione, dai quali però differiscono sostanzialmente nel modello di business (Lewis, Harper-Anderson, Molnar, 2011). Gli incubatori infatti addebitano a tariffe agevolate i servizi offerti alle startup senza trattenere percentuali di equity (spesso sono enti no-profit) mentre gli acceleratori si caratterizzano come società profit oriented che erogano i servizi di incubazione a fronte di un canone e/o di una partecipazione azionaria nella nuova società costituita o da costituire. La partecipazione nel capitale della startup riveste un importante ruolo in termini di incentivi in quanto lega il successo e il profitto dell acceleratore al successo e alla crescita della startup orientando sforzi ed obiettivi nella stessa direzione. Mentre gli incubatori sono spesso stigmatizzati per fornire un supporto finalizzato a mantenere l impresa in vita nei primi anni formativi riducendone il rischio di fallimento, il modello degli acceleratori è finalizzato ad incrementare il valore delle startup per trarre guadagno dalla cessione delle quote (Miller, Bound, 2011) Incubatori pubblici Gli incubatori pubblici (un modello affermatosi da oltre 30 anni) rivestono una particolare importanza come strumento per rilanciare l imprenditoria e lo sviluppo economico regionale, creando posti di lavoro e favorendo la crescita dell economia locale: Business Incubators are used as vitamin injections for tired regions. (Bergek, Norrman, 2008). Non è inusuale che tali incubatori siano più focalizzati nell attrarre imprese ad alto contenuto tecnologico ed alto potenziale di crescita nella regione invece di essere guidati dal raggiungimento di un ritorno sull investimento soddisfacente per gli investitori (che spesso sono comunque enti ed istituzioni pubbliche come università o consorzi di ricerca). Gli incubatori universitari (come lo Start Cube di Padova, l I3P del Politecnico di Torino e l Incubatore ICT del Politecnico di Milano) prevedono canoni d'affitto a prezzi agevolati per le start-up selezionate (comprensivi di un servizio di consulenza di base fornito dal management dell incubatore: business planning, pitch, spazio di lavoro, laboratori) e servizi di consulenza ad hoc a prezzi agevolati con consulenti selezionati. L incubatore quindi non investe fondi nelle startup ma offre un ecosistema di network, formazione e consulenza alle start up di natura universitaria o spinoff Incubatori privati Sono entità profit-oriented che hanno strutture di proprietà e offrono servizi per i quali chiedono in cambio commissioni, fee for cash, o partecipazioni al capitale d impresa, fee for equity (Di Maria, Micelli, 2001). 11

12 La forza di questi operatori risiede nel radunare risorse finanziarie, tecniche, umane, spazi e strumenti per favorire lo sviluppo di imprese giovani e innovative. Tra le caratteristiche che maggiormente qualificano tale tipologia di incubatore possiamo osservare che: sono costituiti da operatori privati, spesso emanazione di gruppi industriali o di istituzioni finanziarie; sono orientati al profitto; sono direttamente collegati al mercato del capitale di rischio, con disponibilità di capitale proprie e/o rapporti di collaborazione stabili con altri operatori. (Razzini, 2010) Va sottolineato che, nonostante le differenze precedentemente descritte, spesso i due termini (incubatore privato ed acceleratore) vengono usati in maniera analoga. Non è inoltre facile identificare il termine più corretto in quanto spesso i programmi sono una fusione dei due concetti, concetti che comunque non sono definiti in maniera univoca. 12

13 4. Comparazione dei programmi 4.1 Tre casi di successo: Techstars, Seedcamp ed H-Farm Nella parte successiva vengono messi a confronto tre casi di acceleratori di successo, considerati come i modelli di riferimento per i diversi contesti nei quali operano. Techstars Techstars è un acceleratore mentorship-driven che offre spazi fisici adibiti ad uffici, un sistema di mentoring strutturato ed organizza incontri ed eventi periodici. Fondato nel 2006 a Boulder (USA) da David Cohen e Brad Feld è ora presente in altre 3 città statunitensi: Boston, New York City e Seattle, oltre ad aver implementato il principale network internazionale di acceleratori: il GAN (Global Accelerator Network). In ogni città si tiene una sessione per anno durante la quale partecipano 10 web startup selezionate tra migliaia di applications. Seedcamp Seedcamp è un programma europeo di mentoring ed investimento per startup operanti nel campo delle tecnologie web. Si differenzia sostanzialmente da Techstars in quanto finanzia startup esclusivamente nell area EMEA ed ha un modello basato su eventi europei e globali che fanno incontrare mentors e founders anche prima del programma effettivo. Supportando anche startup che non saranno finanziate, l impostazione data da Seedcamp mostra quindi la grande valenza del mentoring nella crescita di un imprenditore. Techstars e Seedcamp sono risultati ai vertici dell Accelerator program ranking (Kauffman Fellow Program, 2012), rispettivamente nella classifica statunitense ed europea. H-Farm Fondata nel 2005, per numeri di startup incubate, fondi aggregati e visibilità, è il punto di riferimento nell early stage per il crescente ecosistema italiano. H-Farm opera con una doppia anima di Venture-Incubator: Venture: è l anima finanziaria che investe fondi nelle startup e ne detiene le partecipazioni; Incubator: a fronte di un canone mensile, affitta uffici completi di connettività wifi, meeting rooms, offre servizi basilari di business, supporto nella gestione manageriale e tecnica della startup, servizi di consulenza su aree tematiche, e di supporto nella ricerca di investitori. Anche se non considerato nella comparazione è doveroso presentare Y Combinator in quanto, come primo programma di accelerazione ad essere lanciato, è stato il punto di riferimento iniziale per ogni acceleratore d impresa creato successivamente. Opera in Silicon Valley: la sua posizione permette di organizzare 2 sessioni l anno con oltre 80 startup partecipanti per sessione. Questa particolarità lo rende l acceleratore più prolifico (oltre 450 startup finanziate) e conosciuto al mondo. Adotta però un modello scarsamente strutturato e con un basso coinvolgimento. (Christiansen, 2009). I 3 casi analizzati presentano forti elementi comuni. Sono infatti acceleratori d impresa operanti nell ambito del web e del digitale: sono interessati a startup che implementino web applications, mobile apps, social games, new media, cloud tecnology e ITC. Inoltre, il loro taglio di investimento li colloca nella fase early-stage e Seed. 13

14 Nonostante i punti di contatto, i tre acceleratori si sono evoluti da un programma base comune sviluppando peculiarità significative: di seguito si evidenzieranno alcune variabili che costituiscono un possibile framework di riferimento per l analisi e la comparazione dei casi. 14

15 4.2 Framework per la comparazione Vengono presentate ora le cinque variabili qualitative identificate che permettono di inquadrare un programma di accelerazione riuscendo a farne emergere peculiarità e differenze. Scopo ed obiettivo Lo scopo che un acceleratore si prefigge, anche non intenzionalmente ma come frutto dell interazione con la comunity che aggrega, caratterizza alcune scelte strategiche che influenzano inevitabilmente la struttura dell acceleratore stesso. Modello di investimento e struttura del programma Ogni acceleratore si caratterizza per una diversa struttura del programma. Le variabili più significative per esplorarne i modelli sono: durata del programma: spesso gli acceleratori replicano il format introdotto inizialmente da Y Combinator della durata di 3 mesi. E un periodo compatibile con il tempo richiesto per lo sviluppo di un prototipo e permette al team di concludere il programma con qualcosa da mostrare. livello del funding con il quale si finanziano i progetti: questo ammontare presenta consistenti oscillazioni tra i vari acceleratori; percentuale di equity trattenuta a fronte dell investimento e dell incubazione. Questa quota dipende principalmente dall entità del finanziamento, dalla valutazione del valore della società e dal contesto geografico di operatitivà. Mentoring program Cuore di ogni programma di accelerazione è l offerta, più o meno strutturata, di mentoring. Il mentoring è un processo in cui un soggetto con esperienza accompagna un giovane allo scopo (...) di assicurare una certa trasmissione di dati, norme e impostazioni del lavoro (Costa, Gianecchini, 2009). Tra i programmi variano le modalità di sviluppo delle sessioni di mentoring, il tipo di profili coinvolti e il livello del loro coinvolgimento nell assistenza delle startup. Flusso dei progetti e quantità di startup finanziate Il numero di startup che partecipano ad ogni coorte (companies per sessions) e che hanno partecipato al programma (alumni) sembra avere importanti implicazioni in termini di maggiore esperienza e capacità di affiancamento/supporto, di maggiore conoscenza del mercato di riferimento oltre ad accrescere la reputazione dell acceleratore come programma di successo (più startup partecipano, più alta è la possibilità di riuscire a coinvolgere e concretizzare casi di successo). Casi di successo ed exits Nei mercati maturi dal punto di vista dell industry dei VC, gli acceleratori considerano come successo un qualified financing event (un investimento successivo di almeno $350k entro 12 mesi dalla conclusione del programma) o la conclusione di una qualified exit per almeno $1M (Hochberg, Kamath, 2012). Appare invece difficoltoso utilizzare un criterio simile nel contesto italiano: data la difficoltà del follow-on, H-Farm considera eventi di successo il coinvolgimento nel funding successivo di coinvestitori di spessore nazionale ed internazionale, e (con un profilo temporale più esteso) la realizzazione di exit profittevoli. 15

16 4.3 Comparazione dei modelli di business Di seguito si sviluppa la comparazione dei casi secondo le variabili descritte nel precedente paragrafo Scopo ed obiettivo L obiettivo principale di ogni acceleratore è di creare startup di successo che lascino il programma come entità autonome in grado di ricevere finanziamenti successivi e competere per rimanere profittevolmente sul mercato (definizione della National Business Incubation Association). Come imprese profit-oriented devono infatti essere in grado di autosostenersi economicamente e garantire un ritorno soddisfacente agli investitori che partecipano con le risorse finanziarie. Gli acceleratori diventano inoltre sempre più frequentemente il nodo focale della community di startupper e wannabe startupper. Il mondo degli startupper (come per i programmatori, profili che spesso coincidono) presenta una componente sociale molto forte che si declina nel senso di appartenenza ad una tribù esclusiva. Ne sono prova le community online che presentano alti tassi di attività e partecipazione (Italian Startup Scene su facebook è un ottimo esempio italiano con oltre iscritti) ed i numerosi eventi che richiamano gli startupper. Techstars Techstars adotta un modello fortemente orientato alla collaborazione e alla creazione di una community di startupper locali. E stato fondato a Boulder, centro del Colorado con una forte comunità creativa ed imprenditoriale, non paragonabile però alla Silicon Valley. L obiettivo primario di Techstars (a Boulder, ma anche nelle altre 3 città nelle quali si è espanso) è stato quindi di rafforzare la propria presenza nella comunità locale, coinvolgendone i punti di riferimento. Inoltre, come traspare dalle parole di David Cohen (fondatore di Techstars) l acceleratore statunitense mette una forte enfasi sull esportazione e replicabilità del suo modello open source : what the Techstars Network is really just saying is, Yes, you should clone this model (in your community), and here s how (Cohen, Feld, 2011). E nato quindi il Global Accelerator Network attraverso il quale gli acceleratori mondiali possono condividere le best practices e i documenti d investimento oltre ad implementare un portale unico per la submission dei progetti (http:// accelerato.rs/). Coerentemente con la mission, Techstars si caratterizza inoltre per una grande trasparenza sulla struttura del programma, sugli investimenti effettuati, sui documenti adottati, sulle pratiche in uso e sulla gestione del mentoring per rendere facilmente replicabile il suo modello. Seedcamp Come si deduce dalla mission di Seedcamp we wanted to help establish Europe as a great place to start-up a world-beating business (http://www.seedcamp.com/), l obiettivo primario che persegue è sviluppare l ecosistema europeo aggregando e mettendo in contatto gli attori europei che si trovano ad operare in un contesto in grande fermento ma caratterizzato da una forte frammentazione in isole locali (Kauffman Fellow Program, 2012). Anche la struttura del programma, focalizzata sugli eventi, rispecchia il particolare contesto nel quale opera Seedcamp in quanto permette ad un alto numero di startup di ricevere supporto e mentoring pre-funding, anche se non si concretizza l investimento. Questo aspetto assume particolare rilevanza in Europa in cui non sono ancora particolarmente diffuse una cultura dell imprenditorialità e conoscenze di base sul mondo degli investimenti, con la conseguenza che 16

17 spesso giovani founders ed imprese promettenti scarseggiano. Pur investendo in 20 startup all anno, Seedcamp riesce ad entrare in contatto e vedere sul campo oltre 200 team. H-Farm Oltre a voler creare una struttura che possa supportare i giovani nel fare impresa (e a supportare le politiche governative in materia attraverso la partecipazione del founder, Riccardo Donadon, alla Task Force di Passera), H-Farm orienta i suoi sforzi nel combinare la creazione di progetti redditizi con la costruzione del principale distretto tecnologico italiano nell'ambito del digitale: la Sile Valley, parafrasando il termine Silicon Valley con il Sile, fiume che scorre nelle vicinanze della sede (H-Farm Ventures, 2011). Il focus sulla dimensione fisica e la forte caratterizzazione di appartenenza all ecosistema di H- Farm traspaiono anche dalle parole di Maurizio Rossi (co-founder) che descrivono la struttura come un campus, funzionale, anche estetico, in cui i ragazzi possano trovarsi a loro agio e che possa favorire il contatto, gli scambi, le relazioni, per generare un network vivo ed effettivo (Intervista su Gente Veneta, 2012) Modello di investimento e struttura del programma Mentre Y Combinator, Techstars e Seedcamp sembrano aver trovato un modello finanziario remunerativo, applicabile e scalabile (finanziando la startup solo all ammissione nel programma), H-Farm adotta invece un modello più continuativo, assistenziale ed orientato ad una relazione di lungo periodo, caratteristiche compatibili con lo stadio iniziale di sviluppo dell ecosistema italiano. Techstars Techstars è un programma fortemente strutturato che si articola in 3 mesi di incubazione alla conclusione dei quali si tiene l Investor Day. Ogni location ospita lo stesso programma ma in periodi diversi, finanziando 10 startup per sede che vengono incubate fisicamente negli uffici dell acceleratore. In seguito all evento finale i team entrano a far parte della lista degli alumni ma il coinvolgimento di Techstars si esaurisce: i team dovranno proseguire autonomamente nella gestione del progetto, anche perchè la maggior parte delle startup trova finanziamenti al termine del programma. Techstars investe 6.000$ per ogni founder del team, fino ad una massimo di $ in ogni startup del programma a fronte solitamente del 6% di equity. Tutte startup possono inoltre accedere ad ulteriori $ in forma di convertible debt note opzionale. Seedcamp Seedcamp adotta un modello molto focalizzato sulla creazione di una comunità coesa e sulla continuità dei rapporti. Il programma ha un inizio definito (a seguito della Seedcamp Week) ma non si conclude in una data specifica: una volta partecipato al programma le startup sono coinvolte per almeno un anno in eventi e sessioni di networking, mentre ricevono un supporto diretto ed intensivo per 3 mesi. Il team di Seedcamp dimostra un ottima capacità nell organizzazione degli eventi che sono divenuti i punti chiave del programma evento-centrico. Vengono organizzati infatti numerosi Mini Seedcamp, eventi mensili itineranti che si svolgono nelle principali città europee e mondiali (Tel Aviv, London, Berlin, Stockholm, New York City, Ljubljana, Prague, Barcelona) disegnati per raccogliere le applications dei progetti locali e conoscere direttamente i team attraverso una leggera due diligence operativa. Sono eventi di un giorno durante 17

18 i quali 20 team selezionati entrano in contatto con i migliori imprenditori, mentori ed investitori europei. Seedcamp Week è invece il main-event annuale di una settimana a cui partecipano i migliori 20 progetti dei Mini Seedcamp che vengono coinvolti, negli uffici di Londra, in un intensa attività di mentoring (con circa 400 mentors) e networking con personalità di alto profilo e i principali investitori europei finalizzata a migliorare le presentazioni, stringere partnership ed attrarre investitori potenziali. Infine, il Seedcamp Tour porta (a Febbraio/Marzo ) le startup finanziate dal programma negli USA per incontrare i migliori imprenditori, le startup di maggiori successo, i principali investitori e le più importanti tech companies del mondo. I progetti su cui l acceleratore investe sono selezionati tra i partecipanti degli eventi: mentre solo progetti ricevono il funding (5-7 scelti tra i partecipanti alla Seedcamp Week), oltre 200 beneficiano dei contatti e dei consigli dei mentori durante gli stessi eventi. I non vincitori sono spinti a mantenere i contatti con Seedcamp e a ricandidarsi per successivi eventi. L investimento standard è di per un 8-10% di equity per coprire le spese della startup non solo per i 3 mesi del programma ma idealmente per garantirne l operatività fino all investimento di follow-on. Reshma Sohoni, founder, ritiene che un investimento più consistente sia maggiormente appropriato in Europa: We need to give them some breathing room. It can take longer to raise money over here (http://www.seedcamp.com/). Ai progetti vincitori viene consigliato di trasferirsi a Londra per un periodo di 3 mesi duranti i quali perfezionare la loro idea di business e realizzare il prodotto, traendo il massimo vantaggio dall interazione con i mentors di Seedcamp e i founders degli altri progetti vincitori. H-Farm H-Farm presenta un modello meno strutturato, più flessibile e completo nell assistenza che offre alle startup. L investimento medio è più alto rispetto agli altri 2 casi, arrivando fino ai Differentemente da Techstars e Seedcamp, che offrono un programma che spinge le startup all investimento di follow-on, H-Farm si trova invece ad operare in un mercato asfittico: in Italia non si è ancora sviluppata una solida infrastruttura di business angels e fondi di Venture Capital e le opportunità di realizzare un investimento di follow-on sono poche. L acceleratore italiano è quindi obbligato dal contesto a seguire le neonate startup con finanziamenti successivi al Seed. H-Farm è un modello ibrido tra l incubatore d impresa e il Venture Capital. Offre infatti, nella sua struttura, i normali servizi di incubazione fisica (spazio di lavoro, connettività di rete, supporto legale e finanziario, assistenza amministrativa e contabile, supporto nell attività di comunicazione, servizi di HR) ma si caratterizza per il finanziamento della startup con round superiori (30-300k ) alle poche decine di migliaia di euro dei programmi di accelerazione di stampo anglosassone. A differenza del classico modello di incubatore, H-Farm fa leva solo in misura limitata sulla fornitura di servizi di sviluppo del business (a fronte dei quali le startup versano un canone mensile sufficiente per la copertura delle spese primarie) mentre assume un ruolo più continuativo nel supportare le startup. Rappresenta quindi un modello maggiormente riconducibile ai programmi di accelerazione caratterizzati da un forte contributo formativo-manageriale e di mentorship (network, mercato, autorevolezza, riconoscibilità) offerto alla società dai mentors/partners (H-Farm Ventures, 2011). Entrando nel dettaglio del processo di funding, il primo step di investimento prevede un Seed di (a fronte del 15% circa di equity) e l incubazione nella struttura per 3 mesi. Questo periodo è compatibile con il tempo richiesto per lo sviluppo di una beta del prodotto, per la validazione dell idea e del modello di business con test di mercato su scala ridotta con l obiettivo di ottenere un primo feedback sulla bontà del progetto imprenditoriale. 18

19 A discrezione del comitato d investimento si procede poi con round successivi nell ordine di mila che permettono di coprire i primi 9-12 mesi di attività per rifinire il modello di business, perfezionare il prodotto e lanciarlo sul mercato (product development stage). Infine, se i founder riescono a coinvolgere un co-investitore, si procede con un altro round fino a 300k per il sostentamento fino a 18mesi. Nei successivi 2-3 anni dal Seed alle startup viene lasciata una maggior autonomia mentre il supporto di H-Farm si concentra sul business development, attraverso la ricerca di clienti ed acquirenti per l exit: i contatti di business di H-Farm generano infatti una parte consistente del fatturato di alcune delle startup incubate in questa fase. Tipicamente la partecipazione di H-Farm a seguito dell investimento è nell ordine del 30% mentre il partner di riferimento che ha seguito direttamente la startup ottiene il 5%. L obiettivo primario di H-Farm è portare la startup a sviluppare metriche e dati di traction sul mercato tali da validare il modello rendendo la startup finanziabile per investitori esteri. H-Farm fa infatti investimenti successivi fino a quando non raggiunge la maturità necessaria per essere appetibile per altri investitori. I VC e i soggetti che investono di mestiere non lo fanno su idee ad uno stadio primordiale. Questo modello inizia a portare i suoi frutti: la crescente visibilità di H-Farm, l ampio network di contatti con investitori e grandi aziende e il crescente fermento nel mondo delle startup italiane, rendono più facile identificare tali investitori rispetto a qualche anno fa. Tutte le startup finanziate nell ultimo Seed program (fine 2011) hanno infatti trovato co-investitori rilevanti Mentoring program Come affermato precedentemente, il cuore del programma di accelerazione è l attività di mentoring e advisoring offerta da partners, mentors, advisors e personaggi di riferimento presenti nel network dell acceleratore che apportano un valore fondamentale alla crescita dei progetti. Si possono evidenziare 3 tipologie di soggetti coinvolti nel programma: Mentors: sono figure di rilievo riconosciute come role model del settore a livello locale, nazionale ed internazionale. Spesso gli alumni più noti dei programmi, che hanno già creato startup di successo, offrono consigli ai founders su come gestire al meglio la crescita delle startup e risolvere i problemi che si troveranno ad affrontare durante il business development. Partners dell acceleratore: rivestono un ruolo simile ai mentors nell affiancamento delle startup, ma ricoprono un ruolo di supporto più continuativo (simile al coaching) ai team durante tutto il programma. Partecipano inoltre attivamente all attività del fondo: aiutano il management nella selezione delle idee, organizzano e partecipano agli incontri conoscitivi, valutano quali investimenti effettuare (come membri del comitato d investimento). Advisors: sono specialisti ed esperti in specifiche aree come contabilità, legale, comunicazione e PR, branding e marketing, che apportano la loro expertise consigliando e supportando lo sviluppo delle startup. Spesso i loro servizi sono offerti in maniera gratuita o rientrano nell offerta dell incubatore. Techstars Techstars, che si definisce a mentorship driven program (http://www.techstars.com/), si caratterizza per un approccio fortemente operativo grazie alla guida e al supporto di un grosso network di oltre mentors. I mentors di Techstars non sono full-time sulle startup ed il loro coinvolgimento è leggero e limitato, a meno che non decidano di investire direttamente nella startup come business angels. Techstars organizza frequenti cene ed eventi per portare personaggi di rilievo della scena imprenditoriale a contatto con i team delle startup. 19

20 Alcuni mentor inoltre vengono contattati per supportare la startup nelle loro specifiche aree di expertise e nella specifica fase del ciclo di vita: the more specific, the better (Cohen, Feld, 2011). Ai mentors che partecipano al programma viene chiesto di concentrarsi su una singola startup (al massimo su due se compatibile con il tempo dedicato) in modo da garantire un coinvolgimento profondo e diretto con il team. Ogni startup lavora a stretto contatto con 4-6 mentors, i quali si focalizzano sul singolo progetto. Il fattore più importante che muove un mentor è la consapevolezza di poter aiutare concretamente non solo la crescita della startup che segue ma anche lo sviluppo di un ecosistema. Nel libro Do More Faster: Techstars Lessons to Accelerate Your Startup, David Cohen e Brad Feld (co-founders di Techstars) parlano di autosostenibilità del mentoring : gli imprenditori hanno la possibilità, attraverso i programmi di accelerazione, di spingere le startup verso la strada del successo. I founder di queste startup, una volta divenuti affermati imprenditori, vogliono dare alle nuove startup ciò che hanno a loro volta ricevuto. Si crea quindi un circolo virtuoso di grande valore. Queste dinamiche, che sono alla base dell affermazione dei principali cluster dell innovazione (come la Silicon Valley), sono molto difficili da replicare in ecosistemi meno maturi in cui mancano storie di grandi e piccoli successi che, da un parte, spingano più talenti a provarci e, dall altra, forniscano potenziali mentors e capitali da investire. Seedcamp I mentors di Seedcamp vengono usati principalmente durante gli eventi. Tutte le oltre 200 startup che partecipano ogni anno agli eventi di Seedcamp vengono coinvolte nell attività dei mentors indipendentemente dalla realizzazione dell investimento. Per un programma basato sugli eventi, il network dei mentors ricopre un ruolo fondamentale: Seedcamp coinvolge (al 2012, oltre 1200 mentors tra EU, USA e Asia (60 ad ogni Mini-Seedcamp e più di 400 alla Seedcamp Week). Queste figure appartengono a diverse realtà: sono principalmente imprenditori, VC e business angels, ma anche esperti, manager di grandi corporate, recruiters. Durante il programma i team partecipano: a sessioni giornaliere su base mensile (Seedcamp Days) per coprire vari aspetti dello sviluppo del business: vendite, finanza, sviluppo del prodotto, gestione delle risorse umane. all US Trip: tour delle principali città della scena americana per entrare in contatto con gli imprenditori e le principali aziende high-tech (Google, Facebook, AOL, ebay), essere ispirati dalle loro storie di successo, condividere esperienze e consigli, stringere relazioni. E un opportunità unica per entrare in relazione con i principali Venture Capital ed investitori statunitensi. al Demo Day ed Investor Day per presentare i progressi della startup. Ricevono inoltre il Founders pack : un bundle di servizi gratuiti o a prezzi agevolati finanziati dagli sponsor. H-Farm Il supporto alle startup è fornito in particolare dai partner, che hanno un forte coinvolgimento con i team, e dallo staff dell acceleratore. Infatti H-Farm non ha ancora formalizzato una struttura di mentoring analoga ai corrispettivi americani ed europei, ma si avvale dei partner per svolgere le attività tradizionali dei mentors, oltre ad avvalersi della collaborazione occasionale di esperti ed ospiti in visita alla struttura. Mentre i partners rivestono un ruolo di guida per i fondatori delle startup, quest ultimi vengono assistiti nelle esigenze operative dai membri dello staff ognuno specializzato in un particolare 20

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