STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali

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1 STUDIO COMPLETO Il commercio in tempo di crisi Analisi degli esercizi commerciali Calo degli esercizi commerciali in sede fissa. Nell ultimo decennio l intero comparto della distribuzione commerciale ha conosciuto una continua espansione dimostrandosi in grado di rispondere in maniera puntuale al comportamento d acquisto dei nuovi consumatori. Negli ultimi anni però, complice la congiuntura economica non favorevole che ha comportato anche una significativa contrazione dei consumi, la crescita del ventaglio dei canali di vendita nel suo insieme è stata notevolmente rallentata. Nel 2011 il complesso della distribuzione commerciale contava oltre 1,6 milioni di esercizi commerciali, in aumento solo dello 0,36% rispetto al 2010 e dell 1,12% rispetto al A guidare l intero sistema della distribuzione c è il settore del piccolo dettaglio e della grande distribuzione che nel 2011 contava esercizi commerciali. A seguire il settore del commercio all ingrosso ( ), quello degli intermediari del commercio ( ), del commercio ambulante ( ), del settore auto ( ). Chiude il canale di vendita che utilizza modalità alternative con esercizi commerciali rilevati nel Tabella 1 Numero degli esercizi commerciali per tipologia. Anni Valori assoluti Tipologia Anni (*) Commercio al dettaglio in sede fissa e Grande Distribuzione Commercio ambulante Commercio al dettaglio al di fuori di negozi, banchi e mercati Commercio all ingrosso Intermediari del commercio Settore auto (*): 1 semestre Il numero complessivo di esercizi commerciali registrati nel corso del 2011 sembra però destinato ad un ridimensionamento significativo nel I dati del primo semestre dell anno, infatti, rilevano un andamento negativo con oltre esercizi commerciali in meno rispetto allo scorso anno. Entro il 2012 chiuderanno i battenti quasi punti vendita in sede fissa. La flessione d altra parte non ha interessato tutti i canali di distribuzione ma in modo particolare l area relativa al piccolo dettaglio e alla grande distribuzione che nel primo semestre del 2012 è già sceso di quasi lo 0,7% con oltre punti vendita in meno, così come gli intermediari del commercio in calo dello 0,9%; cresce, invece, dell 1,3% il settore del commercio ambulante che registra attività in più rispetto al 2011 e quello del commercio al dettaglio alternativo ai negozi, banchi e mercati che nei primi sei mesi dell anno ha già fatto registrare un incremento degli esercizi pari a circa il 3,5% (oltre attività in più). 1

2 Tabella 2 Numero degli esercizi commerciali per tipologia. assoluta e percentuale Anni Canale di vendita 2012 (*) Commercio al dettaglio in sede fissa e Grande Distribuzione Commercio ambulante Commercio al dettaglio al di fuori di negozi, banchi e mercati Commercio all ingrosso Intermediari del commercio Settore auto ,66 1,34 3,47 0,11-0,94-0,03-0,23 (*): 1 semestre Le stime per il Secondo gli studi e le previsioni della Link Campus University, inoltre, entro la fine del 2012, vi sarà una ulteriore diminuzione degli esercizi commerciali che afferiscono al settore del piccolo dettaglio e della grande distribuzione con quasi esercizi in meno rispetto al primo semestre del 2012 per un totale quindi di quasi punti vendita in sede fissa in meno rispetto al Grafico 1 Commercio al dettaglio in sede fissa e Grande Distribuzione. Stima al 31/12/2012 Anni Commercio al dettaglio in sede fissa e Grande Distribuzione ,9% Fonte: Stima Link Lab dell Università Link Campus University. D altra parte la crisi del comparto del piccolo dettaglio e della grande distribuzione era già evidente nel 2011 quando si contavano oltre 200 punti vendita in meno rispetto al Sempre nel 2011 il settore dell auto e quello del commercio all ingrosso hanno registrato un modesto incremento (rispettivamente dello 0,22% e dello 0,35%), mentre un segnale fortemente positivo proviene dal commercio ambulante e soprattutto dal commercio al dettaglio che utilizza canali di vendita alternativi ai negozi e ai mercati. Quest ultimo, che 2

3 ricomprende al suo interno la vendita a domicilio, il commercio per mezzo di distributori automatici, per corrispondenza, radio, telefono, televisione e soprattutto via internet, è cresciuto del 5,5% con circa punti vendita in più rispetto al Il commercio ambulante, che invece fa riferimento ad una pluralità di forme di distribuzione come i mercati, le fiere e la vendita itinerante, ha conosciuto un incremento di circa il 3%. Tabella 3 Numero degli esercizi commerciali per tipologia. assoluta e percentuale Tipologia Commercio al dettaglio in sede fissa e Grande Distribuzione Commercio ambulante Commercio al dettaglio al di fuori di negozi, banchi e mercati Commercio all ingrosso Intermediari del commercio Settore auto ,03 2,97 5,50 0,35-0,74 0,22 0,36 La crescita del settore del commercio ambulante e quello del commercio al dettaglio al di fuori di negozi, banchi e mercati appare più significativa se si analizza l andamento dell intera rete distributiva dal In soli due anni il numero degli ambulanti è salito del 4,7%, mentre le attività commerciali che utilizzano modalità alternative di distribuzione sono aumentate del 12,2% (oltre esercizi in più nel 2011). L incremento dei restanti settori, invece, è stato molto più contenuto; il commercio all ingrosso, infatti, è cresciuto di quasi l 1,8%, il settore auto dello 0,8% e quello del commercio al dettaglio e della grande distribuzione ha registrato un aumento dello 0,4%. La peggiore performance appartiene ancora una volta al settore degli intermediari del commercio che perde lo 0,9% rispetto al Tabella 4 Numero degli esercizi commerciali per tipologia. assoluta e percentuale Anni Tipologia Commercio al dettaglio in sede fissa e Grande Distribuzione Commercio ambulante Commercio al dettaglio al di fuori di negozi, banchi e mercati Commercio all ingrosso Intermediari del commercio Settore auto ,45 4,67 12,19 1,76-0,90 0,83 1,12 Crisi del piccolo dettaglio: il settore non-alimentare quello più penalizzato ma informatica e TLC non conoscono crisi. Il piccolo dettaglio è il canale di vendita che soffre maggiormente tra gli esercizi commerciali in sede fissa. L andamento negativo si rende 3

4 evidente già nel 2011 quando si assiste ad una modesta contrazione del numero di esercizi commerciali, pari a circa ca 700 unità in meno rispetto al Tale riduzione peraltro ha riguardato prevalentemente l area non alimentare che ha perso 512 unità a fronte di 217 esercizi commerciali in meno registrati nell area alimentare. Il calo più consistente nell area alimentare si registra per il settore della carne che scende dell 1,9% con oltre 600 unità in meno rispetto al 2010, seguito dal settore dei prodotti da forno e della confetteria che perde 270 punti vendita. Segno positivo, invece, per il settore del pesce che vede 103 unità in più rispetto al 2010 e per quello dei tabacchi che cresce del 2% con 629 esercizi in più rilevati nel La flessione registrata nel 2011 nell area non alimentare ha riguardato in modo particolare il settore relativo a mobili e articoli i per la casa che nel 2011 conta oltre 650 unità in meno rispetto al 2010, e il settore tessile che scende del 2,9% con 623 esercizi commerciali in meno. Segnale negativo, ancora, per il comparto di ferramenta, vernici e materiali da costruzioni, in calo di 366 unità, per il reparto degli articoli sportivi che conta 263 esercizi commerciali in meno e per quello dell abbigliamento con una riduzione di 219 unità rispetto al Un modesto decremento si registra anche per il settore relativo a giornali e articoli di cartoleria con 142 esercizi in meno, e per quello dei libri con un calo di 41 esercizi. A fronte però del declino di alcuni settori dell area non alimentare ci sono alcune componenti che non soffrono la crisi e che, anzi, continuano a crescere nonostante la recessione. È il caso del settore dell informatica e delle telecomunicazioni si pensi alle lunghe file degli ultimi giorni per l acquisto dell iphone 5 che cresce del 2,6% con 387 attività commerciali in più rispetto al 2010, e quello degli elettrodomestici con 276 esercizi in più aperti nel corso del Segnale fortemente positivo per il settore dei medicinali che 362 attività in più rispetto al In controtendenza anche il reparto degli articoli di gioielleria che cresce di 249 unità, quello delle calzature e degli articoli in pelle con 186 punti vendita in più e, infine, il settore relativo a piante e animali domestici che sale con 164 esercizi commerciali in più rispetto al L aumento del settore del lusso denota un allargamento della forbice economica e sociale a cui stiamo assistendo nell ultimo periodo o che se da un lato vede allargarsi l area della povertà, dall altra vede rafforzare quella della ricchezza. 4

5 Tabella 5 Piccolo dettaglio per specializzazione (*). assoluta e percentuale 2010 Piccolo dettaglio Specializzazione Esercizi non specializzati con prevalenza prodotti alimentari Esercizi specializzati Frutta e verdura Area alimentare Carni e prodotti a base di carne Pesci, crostacei e molluschi Pane, torte, dolciumi e confetteria Bevande Altri esercizi alimentari specializzati Tabacchi Area alimentare Area non alimentare Non specializzati Specializzati Carburanti Apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni Prodotti tessili Ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione Tappeti, rivestimenti per pavimenti e pareti Elettrodomestici Mobili, articoli per l'illuminazione e altri articoli per la casa Libri Giornali e articoli di cartoleria Registrazioni musicali e video Articoli sportivi Giochi e giocattoli Articoli di abbigliamento , , , , , ,23 4 0, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,44 Calzature e articoli in pelle Medicinali Articoli medicali e ortopedici Cosmetici, articoli di profumeria e di erboristeria Fiori, piante, semi, fertilizzanti, animali domestici e alimenti Orologi e articoli di gioielleria Altri prodotti e prodotti non specificati Articoli di seconda mano Area non alimentare generale , ,18 0,71 1,28-0,23-0,37-0,09-0,10 Fonte: Elaborazione Link Lab dell Università Link Campus University su dati Confcommercio. (*) Il dato relativo al piccolo dettaglio è ottenuto sottraendo al totale degli esercizi in sede fissa gli esercizi commerciali della Grande Distribuzione. 5

6 Piccolo dettaglio: la maggiore concentrazione al Sud e nelle Isole. L analisi della distribuzione degli esercizi del piccolo dettaglio nelle diverse regioni ne evidenzia una maggiore consistenza numerica nell Italia meridionale e nelle Isole dove nel 2011 si contano oltre esercizi commerciali al dettaglio, a fronte dei attivi nel Nord-Ovest, dei nel Centro e dei del Nord-Est. Proprio i piccoli commercianti del Mezzogiorno e delle Isole, però, sembrano patire maggiormente la crisi economica: nel 2011 si registrano, infatti, 722 esercizi commerciali in meno rispetto al 2010, a fronte dei 199 punti vendita in meno del Nord-Ovest e i 139 in meno nel Nord-Est. L unica area geografica in controtendenza è quella del Centro che invece fa registrare 226 esercizi in più rispetto al Tabella 6 Piccolo dettaglio per area geografica. assoluta e percentuale 2010 Area geografica Nord Ovest Nord Est Centro Sud e Isole Fonte: Elaborazione Link Lab dell Università Anni , , , ,23 dell Università Link Campus University su dati dell Osservatorio Nazionale del Commercio. In Campania la più alta diffusione di esercizi commerciali al dettaglio. La maggiore concentrazione di esercizi al piccolo dettaglio si ha soprattutto nella regione Campania che ne conta quasi , seguita dalla Lombardia con oltre punti vendita, il Lazio con e la Sicilia con Quest ultima, tuttavia, nel 2011 ha fatto registrare la peggiore variazione rispetto al 2010 con 510 punti vendita in meno, seguita dalla Liguria (-230), dalla stessa Campania (-199) e dalla Toscana (-174). Segno negativo anche per il Piemonte con 166 esercizi commerciali in meno e il Friuli Venezia Giulia che ha chiuso il 2011 con 145 esercizi in meno rispetto al Variazione positiva, invece, per il Lazio il cui numero di attività di piccolo dettaglio è cresciuto di 383 unità, per la Lombardia che conta 195 esercizi in più e la Puglia che ne calcola 165 in più. 6

7 Tabella 7 Piccolo dettaglio per regione. assoluta e percentuale Piccolo dettaglio Regione Piemonte Valle d'aosta Lombardia Liguria Veneto Trentino Alto Adige Friuli Venezia Giulia Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ,33 0,11 0,22-0,95-0,07-0,04-1,13 0,10-0,35-0,49 0,40 0,53-0,29-1,89-0,20 0,28 0,23 0,17-0,72-0,40 Piccoli ambulanti crescono. Come ricordato in precedenza, il comparto del commercio ambulante ha conosciuto una crescita considerevole negli ultimi anni. Il primo semestre del 2012 ne conferma la tendenza: si registrano infatti oltre ambulanti in più rispetto al A guidare il comparto è il settore dell abbigliamento e dei tessuti che registra, nei primi sei mesi dell anno, attività, ben in più rispetto al 2011, seguito dal settore di articoli generici che ne conta , ovvero esercizi in più rispetto allo scorso anno. In calo, invece, il settore alimentare che vede 197 ambulanti in meno. Tabella 8 Commercio ambulante. assoluta e percentuale Anni Anni Settori (*) Non specificato Alimentare Abbigliamento, Tessuti e Calzature Abbigliamento e Tessuti Calzature e Pelletterie Altri Articoli Mobili e Articoli di uso domestico commercio ambulante ,4-0,5-3,8 4,1 1,9 4,0 3,2 1,3 (*): 1 semestre 7

8 I dati confermano l andamento registrato dal comparto nel 2011 quando si registravano ambulanti in più rispetto al Il 2011 ha visto i commercianti ambulanti che si occupano della vendita di abbigliamento, tessuti e calzature in particolare difficoltà con oltre attività in meno rispetto al 2010, mentre è cresciuto considerevolmente il settore degli articoli generici ( ) così come il numero degli esercizi commerciali che si occupano della sola vendita di abbigliamento e tessuti (+3.099). Quest ultimo dato sottolinea l andamento di un settore che incontra particolari difficoltà nella formula distributiva del piccolo dettaglio in sede fissa e che invece trova maggiore spazio nella vendita in forma ambulante, presumibilmente per effetto di una differente politica dei prezzi che esorta una risposta positiva da parte dei consumatori. Tabella 9 Commercio ambulante. assoluta e percentuale Settori Non specificato Alimentare Abbigliamento, Tessuti e Calzature Abbigliamento e Tessuti Calzature e Pelletterie Altri Articoli Mobili e Articoli di uso domestico commercio ambulante Fonte: Elaborazione Link Lab dell Università Anni , , , , , , , ,0 dell Università Link Campus University su dati dell Osservatorio Nazionale del Commercio. Commercio ambulante: entro la fine dell anno +3,7%. I dati fin qui riportati hanno dimostrato una significativa crescita del commercio ambulante a fronte di una contrazione dei canali di vendita tradizionali. Tale aumento può con molta probabilità ricollegarsi ai significativi vantaggi economici per il commerciante che intende avviare un attività commerciale in quanto potrà beneficiare del considerevole abbattimento dei costi di gestione di un esercizio in sede fissa. La diretta conseguenza è la riduzione dei prezzi di vendita, la quale a sua volta stimola una risposta positiva da parte degli acquirenti, alle prese con il difficile compito del risparmio in un momento di gravi difficoltà economiche per l intera popolazione. Secondo le previsioni della Link Campus University si assisterà ad una ulteriore espansione del commercio ambulante che crescerà, entro la fine del 2012, del 3,7% rispetto al

9 Grafico 2 Commercio ambulante. Stima al 31/12/2012 Anni Commercio ambulante ,7% Fonte: Stima Link Lab dell Università Link Campus University. Internet non conosce crisi. Il commercio via Internet è senz altro il settore che ha trainato l intero comparto del commercio alternativo a negozi, banchi e mercati.. Nei primi 6 mesi del 2012 il numero di esercizi commerciali dediti all e-commerce è stato di , in aumento del 10,2% rispetto al 2011 quando gli esercizi commerciali online ammontavano a 9.228, il 18,9% in più rispetto al Secondo gli studi della la Link Campus University, inoltre, entro la fine del 2012, il numero degli esercizi commerciali online continuerà a crescere attestandosi a +24% rispetto al Tabella 10 Commercio via Internet, per anni. percentuale e 2010 Anni Commercio via internet Diff. % Diff. % (*) (*) ,2 18,9 (*): 1 semestre 9

10 Grafico 3 Commercio su Internet. Stima al 31/12/2012 Anni Commercio su Internet % Fonte: Stima Link Lab dell Università Link Campus University. Italia a macchia di e-commerce.. Gli esercizi commerciali che utilizzano Internet come canale di vendita prevalgono in misura maggiore nelle regioni del Nord-Ovest con esercizi registrati nel 2011 a fronte dei esercizi nel Sud e nelle Isole, dei del Centro e dei del Nord-Est. La performance positiva del settore è dunque confermata dal confronto dei dati con l anno 2010 che vede un incremento complessivo del 18,9%, circa esercizi in più nel Tabella 11 Commercio via Internet, per area geografica. percentuale Area geografica Anni Nord Ovest Nord Est Centro Sud e Isole ,2 19,2 18,4 17,8 18,9 In Lombardia il numero più alto di esercizi commerciali con attività di vendita online: registrate nel 2011, ben 300 in più rispetto all anno precedente. Seguono il Lazio con esercizi nel 2011, 162 in più rispetto all anno precedente, la Campania (824) e il Piemonte (800). È opportuno sottolineare che tutte le regioni hanno conosciuto ciuto un incremento delle attività di vendita via internet, a conferma dell importanza strategica assunta, per consistenza numerica e volume d affari, dal settore. v.a. % 10

11 Tabella 12 Commercio via Internet, per regione. assoluta e percentuale 2010 Commercio via Internet Regione Piemonte Valle d'aosta Lombardia Liguria Veneto Trentino Alto Adige Friuli Venezia Giulia Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ,0 0,0 20,5 14,5 18,3 23,7 9,7 21,7 18,9 18,4 20,1 17,5 14,4 0,0 19,2 21,8 34,7 25,7 14,4 5,0 18,9 L e-commerce appare oggi una risposta strategica alla crisi economica, in grado di coniugare le esigenze dei commercianti e quelle dei consumatori. La riduzione dei costi di gestione e lo snellimento della catena burocratica risultano oggi gli importanti vantaggi che stimolano e appoggiano lo slancio imprenditoriale verso questo canale di vendita innovativo, oggi più che mai apprezzato dai consumatori. La crescente penetrazione di Internet e dei diversi i dispositivi di accesso tra le famiglie italiane, nonché la pianificazione della giornata tipica del cittadino postmoderno che vede la progressiva riduzione del tempo libero a disposizione, hanno senz altro incoraggiato nuove abitudini di acquisto nei consumatori che oggi sempre più si rivolgono alla Rete apprezzandone la possibilità di confrontare prezzi e prodotti e soprattutto i prezzi più competitivi. Il decalogo quasi teorico dei vantaggi del web trova quindi finalmente attuazione concreta anche per gli italiani. 11

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