Il Piano Strategico di Rimini e del suo territorio. Laboratorio L8 TASK FORCE INNOVAZIONE. Volume 1 RIMINI INTERNATIONAL TOURISM INCUBATOR

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1 Il Piano Strategico di Rimini e del suo territorio Laboratorio L8 TASK FORCE INNOVAZIONE Volume 1 RIMINI INTERNATIONAL TOURISM INCUBATOR

2 prodotti e servizi innovativi per il turismo globale Associazione Forum Rimini Venture Direzione del Piano Strategico di Rimini Palazzo del Turismo, Piazzale Fellini Rimini Telefono: Fax: sito: Giugno 2012

3 COMPOSIZIONE DEL LABORATORIO Portavoce Andrea Aureli Coordinamento Maurizio Ermeti Coordinamento Tecnico Filippo Boschi Partecipanti Anconetani Stefania (Ord. Agronomi) Angelini Adriano (Ord. Ing.) Arlotti Giancarlo (Pedalando) Bruno Michele (Ord.Ing.) Gabellini Gianluca (Confindustria) Giovanardi Mauro (Ord. Medici) Guaitoli Matteo (Fond Carim) Gulino Katia (Confcooperative) Masini Claudia (CNA) Mussoni Maurizio (CUD) Panigalli Ivano (CNA) Pari Gianluigi (API) Protti Federica (Legacoop.) Raffi Franco (Confindustria) Rapone Alessandro (CNA) Signorini Luca (CDO) Succi Lorenzo (Dir Unirimini) Temeroli Maurizio (Dir Cam Com) Troina Epifanio (Ord.Ing.) Trevi Umberto (Confindustria) Via Antonio (Ord. Ing.) Zerbini Samuele (Cons.Com Rn)

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5 INDICE Presentazione LA MAPPA DELLE RISORSE La situazione prima della crisi I Tecnopoli Spinner Nuove Idee Nuove Imprese I laboratori accreditati IL PROFILO DELLE START UP ITALIANE Start up e fundraising LE POSSIBILI FONTI DI FINANZIAMENTO D.Lgs 185/200: avvio di micro imprese Business Angels Venture Capital SeedLab: il nuovo business accelerator Incentivi del Governo Monti Fondo Ingenium Emilia Romagna Elenco del VC e Seed Capital attivi in Italia GLI INCUBATORI-FINANZIATORI DI START UP H-Farm Incubatore M RIMINI INERNATIONAL TOURISM INCUBATOR Giustificazione Obiettivo Ricadute La costruzione dell Incubatore...45

6 Laboratorio L8 Presentazione 4

7 VOLUME 1 _ RIMINI INTERNATIONAL TOURISM INCUBATOR Sono le imprese innovative, che si aprono ai mercati internazionali, che competono con le idee e la qualità dei prodotti a crescere e creare nuova occupazione. Tra queste sono da includere le start up (nuove imprese) che negli Stati Uniti, pur rappresentando una frazione dell occupazione totale, hanno contribuito a creare il grosso dei nuovi posti di lavoro negli ultimi vent anni. La provincia di Rimini, con una disoccupazione giovanile al 23 per cento e delle giovani donne al 29 per cento (Istat 2010), che si aggiunge ad una domanda di personale laureato strutturalmente debole, ha urgente bisogno di un nuovo agente di sviluppo. Che non serve però solo a creare lavoro ed opportunità imprenditoriali, ma a fare di questa territorio un Distretto turistico a 360 gradi, che non produce cioè solo servizi di ricettività ed accoglienza, ma innovazioni e prodotti (materiali e immateriali) per un turismo globale. O meglio, per i tanti turismi che crescono nel mondo. Questo è il senso e la finalità di costruire a Rimini, mettendo in rete e valorizzando le migliori risorse disponibili, un Incubatore specializzato nel supporto a nuove imprese dedicate alla realizzazione di prodotti e servizi altamente innovativi per il turismo, locale, europeo e mondiale. Parafrasando la più famosa Silicon, una Rimini Valley del turismo, che al momento non esiste da nessun altra parte, non chiusa ma aperta e capace di attrarre le migliori intelligenze nazionali e internazionali, realizzando quel mix di competenze, culture e professionalità che è l essenza stessa dell esperienza turistica. Un vivaio di idee, progetti e creatività che aiuterà l economia locale a ritrovare un nuovo sentiero di sviluppo e il turismo locale ad avere un veicolo promozionale in più, con i nuovi prodotti che potranno girare il mondo col marchio Made in Rimini. Questo documento di fattibilità approfondisce questa ipotesi di lavoro. Apre con una ricognizione delle risorse, le azioni e gli strumenti di innovazione per le imprese (non solo turistiche) disponibili o programmati, poi prosegue concentrandosi sul tema delle start up, sulle opportunità di finanziamento con capitale di rischio delle nuove imprese, sottolineando il grande ritardo dell Italia in questo campo, quindi le opportunità che si aprono potendo raggiungere le posizioni degli altri paesi europei, infine due studi di caso di Venture Incubator all avanguardia in Italia e non solo, e per ultimo una prima valutazione, anche quantitativa, circa la possibilità di far nascere un Incubatore anche a Rimini. Una sfida per questo territorio e per le tante creatività e intelligenze presenti, che richiede grande apertura culturale, ma anche grande voglia di costruire imprese globali, che potranno cambiare il modo di fare turismo non solo a Rimini ma nel mondo. 5

8 Laboratorio L8 1. LA MAPPA DELLE RISORSE Costruire reti e valorizzare le risorse già presenti sul territorio sono, da tutti, considerati gli ingredienti necessari, anche se non sufficienti, per la buona riuscita di un incubatore, come di qualsiasi altra iniziativa di sostegno all innovazione delle imprese e alla nascita di una imprenditorialità giovane ed orientata verso i settori più innovativi. In questo senso l esperienza suggerisce, prima di avviare nuove iniziative, di fare un breve ripasso delle forze in campo. Quella che segue è quindi una breve fotografia della situazione odierna e una rassegna delle strutture e delle iniziative che in qualche modo operano a sostegno delle imprese, vecchie e nuove, presenti in questo territorio. 6

9 VOLUME 1 _ RIMINI INTERNATIONAL TOURISM INCUBATOR 1.1La situazione prima della crisi Rimini, va riconosciuto, è sempre stato piuttosto assente tanto nella richiesta di avere sul proprio territorio qualche Centro di ricerca di carattere nazionale, come per l implementazione di strutture deputate a sostenere il trasferimento tecnologico nelle aziende, in stragrande maggioranza troppo piccole per poter fare da sole. con l unica presenza rappresentata dal Consorzio Studi e Ricerche del principale Gruppo manifatturiero locale. Unico Centro provinciale di ricerca e trasferimento tecnologico, quando le altre province risultano ben più organizzate. Quindi non deve sorprendere se già alla vigilia dello scoppio dell ultima crisi, cominciata nel 2008, troppe caselle di Rimini risultano vuote, Presenza di Istituti di ricerca e trasferimento tecnologico in Emilia Romagna Provincia CNR INAF INFM ENEA INFS TT Bologna Ferrara Ravenna Parma Modena 2 7 Forlì-Cesena 4 Reggio Emilia 5 Rimini 1* Fonte: Aster 2008 CNR = Consiglio Nazionale delle Ricerche INAF = Istituto Nazionale di Astrofisica INFM = Istituto Nazionale Fisica della Materia ENEA = Ente per le Nuove Tecnologie, l'energia e l'ambiente INFS = Istituto Nazionale di Fisica Nucleare TT = Centri per il Trasferimento Tecnologico * CSR Consorzio Studi e Ricerche-SCM Group 7

10 Laboratorio L8 1.2I Tecnopoli La Rete regionale per l Alta Tecnologia Promossi e sostenuti dalla Regione Emilia-Romagna, in partenariato con Università ed Enti di ricerca operanti sul territorio, i Tecnopoli sono parte costitutiva della Rete regionale per l Alta Tecnologia, che si prefigge di estendere l impegno verso la ricerca industriale nelle Università e negli Enti di ricerca medesimi e di radicare, quindi, all interno degli stessi ed in modo permanente strutture espressamente dedicate alla ricerca industriale, con un impegno organizzato e specifico di risorse umane e di attrezzature scientifiche e tecniche. Strutture quindi con una sede propria, una chiara identità, autonomia scientifica, funzionale e organizzativa, continuità di impegno, riconoscibilità ed accessibilità per le imprese. I Tecnopoli si delineano come una rete di infrastrutture dislocate in 10 sedi nel territorio dell Emilia-Romagna che ospitano e organizzano attività, servizi e strutture per la ricerca industriale, lo sviluppo sperimentale ed il trasferimento tecnologico. Promossi dalla Regione Emilia-Romagna assieme a Università di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, Parma, al Politecnico e all Università Cattolica di Milano sede di Piacenza, il CNR, l ENEA, l Istituto Ortopedico Rizzoli, gli Enti locali dei diversi territori, i Tecnopoli: sono sede dei laboratori di ricerca industriale della Rete Alta Tecnologia dell Emilia-Romagna dotati di moderne strumentazioni di ricerca e personale dedicato ad attività e servizi di interesse per le imprese della regione; includono strutture di servizio per attività di divulgazione, dimostrazione e informazione e strutture di accoglienza per le imprese, spazi per spin off innovativi e per laboratori di ricerca privati; promuovono l incontro tra imprese e ricercatori e l accesso ad attrezzature scientifiche all avanguardia riducendo la distanza fra domanda e offerta di ricerca; fungono, ognuno per il proprio territorio, da porta di accesso a tutta la Rete Alta Tecnologia dell Emilia-Romagna, favorendone anche la proiezione a livello nazionale e internazionale. L accesso al tecnopolo e alla Rete Alta Tecnologia sarà facilitato da un portale dei tecnopoli presente in ognuna delle sedi che si occuperà, anche attraverso la collaborazione con le strutture di collegamento già attivate dalle Università e con i Centri per l innovazione presenti nella Rete, del rapporto con l utenza, in primo luogo l impresa, offrendo servizi per l individuazione di competenze e tecnologie e a supporto delle relazioni ricerca-impresa anche in riferimento agli adempimenti collegati all attivazione di collaborazioni con i soggetti del tecnopolo. I Tecnopoli potranno promuovere, con le aree destinate agli incubatori, lo spin off di nuove imprese da risultati di ricerca e attività formative per il trasferimento tecnologico. Come si noterà (tabella a fianco) a Rimini, già priva di Centri e Parchi per l innovazione, unica in Regione, non è previsto nessun incubatore d impresa. 8

11 VOLUME 1 _ RIMINI INTERNATIONAL TOURISM INCUBATOR Dal 2007 la Rete Alta Tecnologia dell Emilia- Romagna si è organizzata in Piattaforme Tematiche per promuovere un modello di sviluppo delle competenze e garantire un offerta di ricerca sul territorio in grado di rispondere alle richieste di innovazione tecnologica delle imprese. Le Piattaforme Tematiche nascono con gli obiettivi di: Soddisfare i fabbisogni di sviluppo e innovazione delle imprese e aggregare le conoscenze delle Università e degli Enti di ricerca presenti in Emilia-Romagna, avvicinando così la domanda e l offerta di ricerca industriale Sviluppare strategie in cui la crescita, la competitività e la sostenibilità future siano sostenute da importanti progressi tecnologici Definire obiettivi di ricerca e sviluppo tecnologico a medio e lungo termine Identificare le più promettenti traiettorie tecnologiche a cui dare priorità nei programmi di ricerca regionali, nazionali ed europei Interessare l intera catena economica del valore, assicurando che la conoscenza generata dalla ricerca sia convertita prima in tecnologie e processi, quindi in prodotti e servizi commercializzabili Offrire strumenti di marketing e integrazione prodotto per favorire l avvio di contratti di ricerca e di servizio e migliorare le capacità di ricerca collaborativa della Rete. Attivare una capillare azione di informazione e formazione verso le imprese del territorio Attualmente le Piattaforme tematiche sono sei: agroalimentare, costruzioni, energia-ambiente, ICT e design, meccanica-materiali, scienze della vita. Ogni Piattaforma è organizzata in Laboratori o CIRI (Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale) distribuiti, secondo le specializzazioni, su diverse province. I CIRI, a loro volta, attuano tramite Unità Operative. Per ultimo, nella stessa rete sono previsti Centri per il trasferimento tecnologico, al momento presenti solo a Bologna (3 centri), ed uno ciascuno (condiviso) a Modena e Reggio Emilia. 9

12 Laboratorio L8 Il Tecnopolo di Rimini La Rete Alta Tecnologia è presente in provincia con due CIRI, Energia e Ambiente, Meccanica Avanzata e Materiali, attivi con due unità operative, la prima denominata Eco-design industriale, recupero rifiuti e ciclo di vita dei prodotti, la seconda Tecnologie innovative per la moda. nell area dell ex Macello Comunale, in via Dario Campana. In attesa i Laboratori didattici e di ricerca del Polo universitario di Rimini sono dislocati nell ex sede dell Arpa (P.zza Malatesta), nel Palazzo Briolini (Corso d Augusto), nella sede di Navigare Necesse e in un edificio vicino. Particolare importante: Entro il 2013 i CIRI dovranno raggiungere la completa autonomia economica, mantenersi cioè solo con l attività di ricerca industriale su commissione. Fisicamente il Tecnopolo di Rimini dovrebbe sorgere, su una superficie di mq circa, Il Tecnopolo della provincia di Rimini Specifiche Rimini Superficie inpegnata in mq 1400/1.500 Nuovo personale dedicato 16 Personale a tempo parziale 27 CIRI* ENERGIA E AMBIENTE U.O.** Eco-design industriale, recupero rifiuti e ciclo di vita dei prodotti Direttore Luciano Morselli CIRI* MECCANICA AVANZATA E U.O.** Tecnologie innovative per la moda MATERIALI Direttore Alberto Maggiore Aree di specializzazione U.O. Eco-design industriale, recupero rifiuti e ciclo di vita dei prodotti Settori di impatto Soggetti promotori e di supporto Fonte:Regione Emilia Romagna, giugno 2010 * Centro Interdisciplinare di Ricerca Industriale ** Unità Operativa Gestione sostenibile del cilco di vita dei rifiuti, prevenzione e ri-prodotti Ecodesign, ecoefficienza e industrial ecology per la sostenibilità di att.ind. Strumenti di validazione sostenibilità processi (LCA, LCC, LCM) Processi meccanici, chimico-fisici e biologici per recupero di chimicals da biomasse (biorafinerie) Microproduzione di energia a livello locale e ottimizzazione energetica per le industrie Tecniche di "soil washing" U.O. Tecnologie innovative per la moda Studi di cessione e caratterizzazione chimico-tossicologica Studi tossicologici: definizione del profilo tossicologico delle eventuali sostanze rilasciate dai tessuti Studio morfologico e ultrastrutturale di tessuti e materiali e valutazione della biocompatibilità dei tessuti medesimi Sviluppo e caratterizzazione di nuovi materiali dell'industria cosmetica Imprese di servizi; Public Utilities; Industria Manifatturiera; Chimica; Alimentare; di riciclaggio e recupero di materia ed energia dai rifiuti. Industria dei materiali, industria della moda e cosmetica Università degli Studi di Bologna, Polo di Rimini Comune di Rimini Provincia di Rimini 10

13 VOLUME 1 _ RIMINI INTERNATIONAL TOURISM INCUBATOR 11

14 Laboratorio L8 1.3 Spinner Il primo Spinner ha operato nell ambito del POR- FSE Obiettivo della Regione Emilia-Romagna, gestendo le Misure D3, Sviluppo e consolidamento dell imprenditorialità con priorità ai nuovi bacini d impiego, e D4, Miglioramento delle risorse umane nel settore della ricerca e sviluppo tecnologico. L Organismo incaricato della gestione e della realizzazione del progetto è il Consorzio Spinner, costituito da ASTER Scienza Tecnologia Impresa, Fondazione Alma Mater e Invitalia, l Agenzia nazionale per l attrazione degli investimenti e lo sviluppo d impresa (ex Sviluppo Italia S.p.A.). Le attività previste comprendevano tre azioni: la prima, orientata all Economia della conoscenza, che ha rappresentato il cuore del progetto, e due esperienze pilota dedicate rispettivamente alle problematiche del Ricambio generazionale (Azione Pilota 2) e alla ricerca di percorsi sperimentali per l Emersione e la regolarizzazione dell impresa e del lavoro (Azione Pilota 3). Complessivamente, nel primo Spinner, sono state presentate circa richieste di agevolazioni, di cui accolte, per attività che hanno riguardato 200 progetti di imprese innovative (per un migliaio di beneficiari), 400 di trasferimento tecnologico e 107 premi di laurea. Ci sono stati, inoltre, 84 progetti di creazione di impresa andati a buon fine, che hanno cioè portato alla loro effettiva costituzione. Il secondo Spinner 2013 nasce all interno del Programma Operativo Regionale (POR) del Fondo Sociale Europeo (FSE), Asse IV Capitale Umano, Obiettivo 2 Competitività regionale e Occupazione promossa dall Assessorato Scuola, Formazione professionale, Università e ricerca, Lavoro della Regione Emilia-Romagna. Prevede, in collaborazione con università, centri di ricerca e imprese, interventi per la qualificazione delle risorse umane nel settore della ricerca e della innovazione tecnologica e si rivolge a persone interessate a sviluppare: progetti fondati su idee imprenditoriali innovative e/o ad alto contenuto di conoscenza progetti di ricerca industriale, sviluppo precompetitivo, trasferimento tecnologico percorsi di innovazione organizzativa, manageriale e finanziaria piani di riprogrammazione professionale Sostiene, inoltre, la partecipazione di persone a Dottorati di Ricerca regionali, organizzati in rete tra gli Atenei dell Emilia-Romagna, su tematiche strategiche per lo sviluppo e l innovazione del Sistema Regione. Nell ultimo bando Spinner ricerca (febbraio 2012) sono stati selezionati 38 dottorati di ricerca, di cui 13 all Università di Bologna, con un finanziamento di 1 milione e 846 mila euro, pari a euro per ciascuna borsa di dottorato. Possono accedere a Spinner 2013 occupati, inoccupati e disoccupati, persone in cassa integrazione o in mobilità residenti e/o domiciliati in Emilia-Romagna, in particolare: laureandi, laureati, dottorandi e dottori di ricerca, possessori di titoli di formazione post laurea e diplomati con pluriennale esperienza lavorativa di tipo tecnico e/o gestionale e con posizioni di responsabilità, singolarmente o in gruppo. Spinner 2013 propone un sistema integrato di: Agevolazioni finanziarie - borse di ricerca e incentivi economici Assistenza nella fase di messa a punto dell idea progettuale Tutoraggio e assistenza tecnica per lo sviluppo del progetto Voucher per la partecipazione al Master inter-universitario di II livello Percorsi di accompagnamento per la 12

15 VOLUME 1 _ RIMINI INTERNATIONAL TOURISM INCUBATOR crescita delle competenze Servizi di consulenza ad alta specializzazione Attraverso la costituzione di una community, Spinner diventerà inoltre un punto di aggregazione per persone, imprese e istituzioni interessate ai temi dell imprenditorialità, della ricerca industriale e dell innovazione e alla centralità delle risorse umane per la crescita e la qualità del territorio regionale. Nel primo Spinner Rimini non aveva un ufficio di rappresentanza (il più vicino era a Cesena), che invece è stato aperto, presso l URP del Comune di Rimini, per Spinner L avvicinamento di un punto di contatto deve aver contribuito a far crescere il numero delle domande, che nella Quarta call Spinner 2013, che si è chiusa il 1 marzo 2012, su un totale di 123 domande regionali presentate, 12 sono venute da Rimini (nella Terza call, chiusa il 15 dicembre 2011, da Rimini era arrivata solo 1 domanda). Allo spinner sarà dedicato un approfondimento specifico nel Volume 2 del laboratorio L8. 13

16 Laboratorio L8 1.4Nuove Idee Nuove Imprese Col contributo di importanti Istituzioni economiche e pubbliche della provincia di Rimini e della Repubblica di San Marino, prende avvio nel 2002 la competizione Nuove Idee Nuove Imprese con l obiettivo di aiutare la crescita di nuove imprese, con una attenzione particolare per l imprenditorialità giovanile. L edizione 2011, che ha raggiunto un numero record di 280 iscritti candidati, di cui il 63 per cento laureati, e 103 progetti presentati, chiude quindi il primo decennio di attività. In questo periodo la competizione ha contribuito a far nascere 20 nuove imprese, la maggioranza non risultando vincitrice di nessun premio, esaminato 434 progetti, di cui 196 trasformati in business plan. Chiusa la decima edizione, a febbraio 2012 è già aperta la XIma competizione. 14

17 VOLUME 1 _ RIMINI INTERNATIONAL TOURISM INCUBATOR 1.5 I laboratori accreditati I Laboratori, ufficialmente riconosciuti dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (Miur), in genere operano dentro le aziende che ne sono titolari, oppure appartengono a imprese di servizi attive nel campo delle analisi, validazione e certificazione (dall ambiente ai materiali, fino ai processi, ecc.). Certamente un azienda dotata di un Laboratorio interno, incaricato della ricerca, per se ma spesso anche per altri, dimostra una propensione all innovazione, investendoci sopra, particolarmente apprezzabile. Non a caso sono anche le aziende più dinamiche della provincia. All inizio del 2012, i Laboratori accreditati dal Miur in provincia di Rimini sono 9 (erano 8 nel 2006), avanti solo a Piacenza e Ferrara. Ma Rimini scivola all ultimo posto se i Laboratori presenti sono messi in relazione al numero delle imprese attive sul territorio (36 mila): sono appena 0,2 per ogni mille imprese, lontano da Bologna, Modena e Parma, le prime tre in Regione, rispettivamente con 2,8, 1,9 ed 1,4. All assenza di Istituti di ricerca (vedi sopra) va quindi sommata la scarsa presenza di Laboratori di ricerca applicata, fornendo così un quadro piuttosto critico degli strumenti, disponibili per le imprese, a sostegno dell innovazione e della competitività. 15

18 Laboratorio L8 2. IL PROFILO DELLE STURT UP ITALIANE 16

19 VOLUME 1 _ RIMINI INTERNATIONAL TOURISM INCUBATOR Sturt up, secondo la definizione più accreditata, è una impresa appena costituita o un progetto di impresa, operante in ambiti innovativi, con intensi piani di crescita, che ha bisogno di apporto di capitale nella fase iniziale o per crescere. Non è quindi una semplice nuova impresa, ma qualcosa di più. Da non confondere con le spin-off, che è un termine usato di solito per connotare quelle start up i cui fondatori provengono da altre aziende (i cosiddetti corporate spin-off ) o da università o enti di ricerca (gli spin-off accademici). Le start up rappresentano quindi un sottoinsieme delle nuove imprese che vengono censite ogni anno dalle statistiche nazionali. Ma mentre la gran parte delle nuove imprese opera in ambiti tradizionali e senza prospettive di crescita rapida ed intensa e, come tali, non possono essere considerate start up, per quelle vere è diverso. Perché pur rappresentando, le sturt up come sopra definite, una componente numericamente minoritaria, sono connotate da maggiore dinamicità e rilevanza in termini di prospettive. Da queste difatti, come mostrano le analisi più recenti, dipendono le possibilità di crescita economica ed occupazionale di molti sistemi locali e di paese (negli USA le startup sono responsabili della creazione dei due terzi dei nuovi posti di lavoro). Nel Rapporto 2011, dedicato alle start up italiane, la Fondazione Mind the Bridge, con base nella Silicon Valley Californiana (Stati Uniti), ne traccia un profilo che è molto utile per capirne le dinamiche. Delle circa mille start up censite (sono quelle che hanno fatto richiesta di un qualche finanziamento agli investitori) emerge questo profilo dello sturtupper italiano: Ha in media 32 anni, è di sesso maschile nella grande maggioranza dei casi (87%, sebbene la percentuale di donne risulti in aumento, ha un livello di istruzione medio-alto ed ha accumulato esperienze lavorative e imprenditoriali precedenti; La maggior parte delle startup sono localizzate al Nord (39%), al Centro il 35% e per ultimo al Sud col 10 %. Divisi per Regione, al primo posto c è la Lombardia col 25%, seguita dal Lazio col 15%, mentre l Emilia Romagna si ferma al 6%. Le città dove sono state concepite più startup sono, nell ordine: Roma, Milano, Firenze, Torino e Pavia. Si tratta non solo di grandi città ma anche di poli universitari di rilievo. I fattori che maggiormente influenzano la scelta della dislocazione di una startup sono: i luoghi ove viene svolta la formazione di più alto profilo (dottorato e master) e quelli dove hanno avuto luogo le prime esperienze lavorative. Di conseguenza, emerge chiaramente come il potenziamento dei programmi specialistici delle università (sia in ambito tecnico-scientifico che manageriale) sia l investimento più efficace per sostenere la creazione di impresa; Le start up hanno un gruppo di fondatori composto in media da 2/3 persone ed impiegano in media da 3 a 4 dipendenti. Non si tratta quindi di un uomo solo al comando, ma di gruppi imprenditoriali che aggregano competenze differenti; Due terzi degli imprenditori hanno un background scientifico (61%), mentre un terzo ha una educazione 17

20 di impostazione umanistica. Tali dati confermano la trazione scientifico tecnologica delle start up innovative e, al contempo, contribuiscono a spiegare le difficoltà che molte trovano nel costruire un business. Persone con un background tecnico ingegneristico faticano a trasformare la propria idea in impresa, soprattutto se non sono in grado di supplire a competenze manageriali attraverso l ampliamento del nucleo imprenditoriale; Il 90% circa ha una laurea di primo livello, mentre il 60% ha conseguito anche una laurea specialistica; Gli ambiti tecnologici operativi delle start up italiane riguardano principalmente il web, il 60% opera in quest ambito, a seguire l Information and Communication Technologies (ICT) con il 25%, quindi le tecnologie pulite con un altro 10%, per ultimo biotecnologie e scienze della vita con il 5%. E noto, sottolineano gli autori del Rapporto, che far partire un progetto di impresa in ambito web o software sono richiesti investimenti minimi in fase di start up, al contrario di quanto avviene per lo sviluppo di tecnologie in campo biomedicale e biotecnologico o di dispositivi ed hardware. Da segnalare, infine, come una percentuale importante e in crescita (attualmente il 9%) abbia deciso di trasferirsi all estero, dove si ritiene vi siano migliori condizioni ed opportunità. I principali luoghi esteri di attrazione sono: Silicon Valley (US), Delaware (US), Boston (US), London (UK ). La scelta di localizzazione all estero può però essere dettata anche da specifiche strategie aziendali, come l espansione su determinati mercati e per ragioni di fundraising. Il Tecnopolo della provincia di Rimini Specifiche Rimini Superficie inpegnata in mq 1400/1.500 Nuovo personale dedicato 16 Personale a tempo parziale 27 CIRI* ENERGIA E AMBIENTE U.O.** Eco-design industriale, recupero rifiuti e ciclo di vita dei prodotti Direttore Luciano Morselli CIRI* MECCANICA AVANZATA E U.O.** Tecnologie innovative per la moda MATERIALI Direttore Alberto Maggiore Aree di specializzazione U.O. Eco-design industriale, recupero rifiuti e ciclo di vita dei prodotti Settori di impatto Soggetti promotori e di supporto Fonte:Regione Emilia Romagna, giugno 2010 * Centro Interdisciplinare di Ricerca Industriale ** Unità Operativa Gestione sostenibile del cilco di vita dei rifiuti, prevenzione e ri-prodotti Ecodesign, ecoefficienza e industrial ecology per la sostenibilità di att.ind. Strumenti di validazione sostenibilità processi (LCA, LCC, LCM) Processi meccanici, chimico-fisici e biologici per recupero di chimicals da biomasse (biorafinerie) Microproduzione di energia a livello locale e ottimizzazione energetica per le industrie Tecniche di "soil washing" U.O. Tecnologie innovative per la moda Studi di cessione e caratterizzazione chimico-tossicologica Studi tossicologici: definizione del profilo tossicologico delle eventuali sostanze rilasciate dai tessuti Studio morfologico e ultrastrutturale di tessuti e materiali e valutazione della biocompatibilità dei tessuti medesimi Sviluppo e caratterizzazione di nuovi materiali dell'industria cosmetica Imprese di servizi; Public Utilities; Industria Manifatturiera; Chimica; Alimentare; di riciclaggio e recupero di materia ed energia dai rifiuti. Industria dei materiali, industria della moda e cosmetica Università degli Studi di Bologna, Polo di Rimini Comune di Rimini Provincia di Rimini 18

21 2.1Start up e fundraising Le start up basano il proprio sviluppo sul ricorso a finanziamenti esterni da parte di investitori. Lo sviluppo del prodotto e del servizio e la sua immissione sul mercato passano attraverso un periodo (più o meno lungo, in funzione delle caratteristiche delle tecnologie sviluppate e dei mercati di destinazione) connotato da investimenti importanti ed entrate nulle o comunque insufficienti a coprire le uscite. Il fundraising è finalizzato a traghettare la startup lungo le fasi di sole uscite (spese) fino al momento in cui questa incomincerà a generare cassa. Cosa serve alle startup italiane per crescere? Il 69% delle startup italiane è alla ricerca di capitali da venture capitalist; percentuale che sale al 76% se si restringe l analisi alle società maggiormente strutturate. Ma non basta: molte sono anche alla ricerca di partner strategici che possano supportarle nei propri processi di sviluppo. Le forme di finanziamento più comuni sono le seguenti: 1. Capitali raccolti dal gruppo dei fondatori nell ambito delle risorse possedute direttamente o all interno del nucleo familiare o della rete di conoscenti; 2. Grants, ossia finanziamenti in genere destinati al supporto di attività di ricerca in ambito universitario; 3. Seed Financing, finanziamenti ricevuti da fondi di investimento in genere collegati ad attività di incubazione e business development; 4. Business Angels, finanziamenti ricevuti da persone fisiche che in genere effettuano investimenti in forma associata (in rete); 5. Venture Capital, finanziamenti da fondi di investimento specializzati nel capitale di rischio. Il capitale in media raccolto dalle startup ammonta a circa 71 mila euro. Si tratta ovviamente di un dato medio, che sale a 136 mila euro circa se si considerano i migliori progetti. 19

22 Laboratorio L8 3. LE POSSIBILI FONTI DI FINANZIAMENTO 20

23 VOLUME 1 _ RIMINI INTERNATIONAL TOURISM INCUBATOR 3.1D.Lgs 185/2000: Avvio di microimprese Possono beneficiare della legge le Società di persone (snc, sas) che avviano un attività imprenditoriale nella produzione di beni e servizi in tutti i settori, ad esclusione del commercio e trasformazione agricola. Almeno la metà numerica e di capitale dei soci della Nuova Impresa devono, al momento della presentazione della domanda, possedere i seguenti requisiti: essere Non occupati. Per non occupati si intendono tutti quei soggetti che non sono: E concesso un contributo del 100% degli investimenti così strutturato: 50% a fondo perduto e il restante 50% in conto interessi, con un tasso pari al 30% del tasso di riferimento e con un periodo di rimborso di 7 anni. A titolo di esempio: ipotizzando un progetto che comprende Investimenti per e spese di gestione per , per un totale di , il progetto potrà beneficiare di un contributo a fondo perduto pari a e di un finanziamento agevolato per altrettanti I l bando è sempre aperto e i tempi per ottenere il finanziamento, se ammesso, sono di sei-otto mesi circa. lavoratori dipendenti (a tempo determinato, indeterminato, e part-time); titolari di contratti di lavoro a progetto, intermittente o ripartito; soggetti che esercitano una libera professione; titolari di partita IVA anche se non movimentata; imprenditori, e loro familiari nel caso di impresa familiare; artigiani. Sono ammissibili le spese per investimenti (attrezzature, macchinari, impianti ed allacciamenti, beni immateriali ad utilità pluriennale, ecc.) fino ad un massimo di euro e spese di gestione per un massimo di euro. 21

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