1 LE POLITICHE PER L INNOVAZIONE: UN ANALISI COMPARATA DEL FENOMENO DELLE START-UP 1. POLITICHE PER L INNOVAZIONE

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2 LE POLITICHE PER L INNOVAZIONE: UN ANALISI COMPARATA DEL FENOMENO DELLE START-UP 1. POLITICHE PER L INNOVAZIONE La globalizzazione, che negli ultimi decenni ha esteso la competizione a livello internazionale creando un unico grande mercato, ha dato impulso ad un processo di modernizzazione e di innovazione da parte dei vecchi Paesi industrializzati e delle nuove nazioni emergenti. Le realtà che da tempo mostrano i maggiori tassi di innovazione e sviluppo sono quelle in cui la burocrazia e l apparato politico sono attenti a non gravare eccessivamente sulle imprese attraverso due distinte modalità d azione: per quanto riguarda le aziende già esistenti, ricorrendo all incentivazione degli investimenti in R&S, ad esempio consentendone la detrazione dall imponibile di imposta di una percentuale dei costi; per incentivare le imprese di nuova costituzione, invece, le soluzioni adottate spaziano dal finanziamento pubblico alle start-up a politiche giuslavoriste agevolate, da programmi territoriali ad agevolazioni fiscali, fino ad arrivare alla progettazione e creazione di incubatori in cui le imprese giovani possano trovare una realtà favorevole alla nascita e allo sviluppo, idonea a supportarle fino allo stato di piena autonomia (cfr. Appendice 1). A fianco al lavoro svolto dalla pubblica amministrazione, è essenziale alla nascita e al successo di nuove start-up l intervento da parte di capitale privato, tipicamente nella figura del venture capitalist, ovvero un soggetto o una società che dispone di grandi capitali e decide di investirli in iniziative imprenditoriali potenzialmente innovative e con elevate revenues prospettiche. Questa prima fase in media ha una durata di circa 3-5 anni, al termine dei quali il finanziatore rileva la start-up per la quota, di norma maggioritaria, come remunerazione del rischio sopportato nell investimento iniziale. L acquisizione della partecipazione avviene solo nel caso in cui l impresa appena avviata sopravviva all ingresso nel mercato. 2. INCENTIVI ALL INNOVAZIONE NEI PRINCIPALI STATI 2.1 USA Gli Stati Uniti sono uno dei Paesi che ha improntato maggiormente la propria competitività e la propria crescita su investimenti in R&S, creando così nuove opportunità lavorative grazie anche alla nascita di start-up, di cui la Silicon Valley è il centro nevralgico. Nel 1982 ha inizio il principale programma governativo (SBIR, Small Business Innovation Research) attivato dall organismo che da sempre è di supporto alle imprese nascenti, noto come SBA (Small Business Administration). I 27 miliardi di dollari finora erogati dall ente federale testimoniano l importanza che il governo americano attribuisce alla ricerca e all innovazione come propulsori dello sviluppo del Paese. Lo SBIR è un programma organizzato sotto forma di concorso a premi, che vengono elargiti alle start-up ritenute più meritevoli sulla base di criteri - quali tecnologia innovativa e potere commerciale - per supportare le fasi di avvio e successivo sviluppo. Un ulteriore iniziativa di sostegno attuata dallo SBA è il programma di assistenza finanziaria denominato SBIC. Le SBICs sono società private che rispettano le regole dettate dall ente governativo e la loro mission è quella di finanziare gli investimenti di ricerca e sviluppo (R&S) delle piccole imprese, con fondi che sono in parte privati e in parte sovvenzionati dallo Stato. Ultima iniziativa attuata dal governo statunitense in ordine temporale è quella del progetto Start-up America, che prevede lo stanziamento di 2 miliardi di dollari per finanziare promettenti idee imprenditoriali. Per quanto riguarda il regime di tassazione, gli Stati Uniti non prevedono trattamenti 1

3 privilegiati per il venture capitalism, in quanto la normativa fiscale del Paese è già competitiva a livello di singolo Stato Federale. 2.2 Germania La Germania è una delle nazioni europee più inclini ad accettare i capitali di investitori stranieri destinati alla creazione di start-up e agevola questo processo grazie alle numerose varianti di forme societarie alle quali è possibile ricorrere per dare inizio al proprio business. L innovativa forma societaria resa disponibile dal parlamento tedesco nel 2008, denominata Mini-GmbH, è quella di maggior successo tra gli startuppers, in quanto permette di avviare un attività senza disporre del capitale di rischio iniziale: è possibile avviare una società di capitali con un solo euro investito, usufruendo di facilitazioni burocratiche, legislative e finanziarie. La tassazione tedesca, nonostante non preveda provvedimenti specifici per le start-up, è una delle più favorevoli d Europa, con un aliquota impositiva media inferiore al 30%. Specificatamente a favore delle giovani imprese sono interventi come: l Exist Business Start-up Grant, di supporto alla preparazione di progetti innovativi con l intervento di università e istituti di ricerca; l Erp Start-up Fund, con cui il Ministero dell Economia tedesca partecipa per un massimo del 50% dell investimento in aziende innovative nate da non più di 10 anni; per ultima Bioregio Initiative, nata per migliorare l uso di biotecnologie e la ricerca in questo ambito con l assegnazione di fondi a livello regionale. 2.3 Israele Le basi per il processo innovativo israeliano vengono poste nel 1968 con la creazione di dipartimenti denominati Offices of the Chief Scientist (OCS) nei principali ministeri, per stimolare investimenti in R&S nei rispettivi ambiti di competenza. L OCS che maggiormente ha favorito lo sviluppo industriale del Paese è stato quello del Ministero dell Industria, affiancato nel corso degli anni 80 da investimenti di multinazionali straniere. Negli stessi anni un primo programma governativo ha portato venture capital stranieri ad investire in Israele, favorendo la creazione di compagnie di finanziatori totalmente autoctone. Oggi, infatti, Israele dispone di 70 fondi di venture capital attivi, 4000 start-up ed è il Paese con la più alta densità di nuove imprese e con la più alta percentuale di PIL investito in R&S: fattori che la rendono una delle più grandi potenze hi-tech a livello mondiale. L OCS del Ministero dell Industria ha da sempre incentivato gli investitori in imprese hi-tech con finanziamenti di 300 milioni di dollari l anno, che sono serviti e serviranno a finanziare fino al 50% dei progetti ritenuti validi (Law for the Encouragement of Industrial Research and Development). Altri incentivi sono: la riduzione delle aliquote fiscali e la creazione dei Binational founds, che consentono di sviluppare progetti con partnership straniere. Nel 1991 è stato lanciato il Technological Incubator Program, per incentivare il lancio di start-up supportate da incubatori e per lo stesso motivo, nel 1993, è stato creato il programma di co-investimento pubblico Yozma, che ha portato investimenti nel settore hi-tech e delle comunicazioni. 2.4 Corea del Sud Il processo di sviluppo e innovazione sud-coreano è iniziato nel 1972 con la Legge per la promozione dello sviluppo tecnologico, tuttavia il governo ha iniziato ad assumere una posizione attiva in questo campo solo negli anni 80 e fino agli anni 90 la gran parte della tecnologia è stata importata dagli Stati Uniti. È in quello stesso periodo che inizia a formarsi il know-how autoctono alla base dello sviluppo tecnologico degli anni successivi. Nel 1999 viene varato un programma a lungo termine detto Vision 2025, con l intento di portare il Paese ad essere - entro il un leader nel settore delle biotecnologie e dell hi-tech 2

4 grazie ad un maggior sfruttamento dei risultati ottenuti dal Governo nell ambito di R&S in un primo momento e, successivamente, attraverso una traslazione dei risultati acquisiti al settore privato come perno dell innovazione. Vi sono una serie di provvedimenti governativi precedenti e posteriori a Vision I precedenti sono: nel 1972 la Technology Promotion Law (incentivi finanziari e fiscali per le imprese che si impegnano in R&S); nel 1989 la Promotion of Basic Science Research Law (supporto economico a istituti e università per R&S); nel 1998 la Dual Use Technology Programme Facilitation (utilizzo dei risultati R&S militari per scopi civili ed economici). Il provvedimento successivo a Vision 2025 è la Science and Technology Frame Work Law del 2001 per promuovere scienza e tecnologia a livello nazionale. Il programma sud-coreano a lungo termine è molto ambizioso, tuttavia presenta il grande difetto di aver incentivato principalmente la creazione di colossi nazionali senza una politica espressamente diretta alle start-up. 2.5 Cina La Cina ha iniziato il suo processo di modernizzazione tecnologica grazie ad una serie di riforme emanate a partire dal 1978, volte a favorire maggior libertà di iniziativa economica. La grande rapidità con cui il Paese ha raggiunto le potenze occidentali è dovuta in parte all importazione di tecnologie e innovazioni (sulla falsa riga di quanto fatto negli stessi anni dalla Corea del Sud) e in parte alla capacità emulativa degli imprenditori. Nel 1983 la Cina si è aperta a investitori stranieri con la creazione delle prime tre Special Economics Zones, ossia aree particolarmente vicine a poli commerciali. Negli anni seguenti sono stati emanati provvedimenti nella stessa direzione, in particolare per dare sostegno agli istituti di ricerca. Nel 1988 con il Programma Torch è stata avviata la trasformazione tecnologica cinese: il programma prevede finanziamenti per la realizzazione di innovazioni attuate ma non ancora commerciate, consulenza per gli imprenditori, aiuto nel reparto marketing e distribuzione e, infine, realizzazione di incubatori di impresa. Questi ultimi hanno l obiettivo di creare un ambiente innovativo per investitori e businessmen locali in ambiti e settori dominati da stranieri. Tutto ciò ha concorso al boom tecnologico cinese, non ancora alla pari, però, con i giganti occidentali. 2.6 Francia Dal 2008 una serie di riforme stanno facilitando la nascita di nuove start-up (JEI). La varietà di forme societarie possibili rende agevole la costituzione di un impresa in base alle esigenze del singolo investitore che, comunque, gode di incentivi fiscali sotto forma di credito d imposta per un massimo del 30% sugli investimenti annuali in R&S. Le tre principali tipologie di società francesi sono la SARL (Società a Responsabilità Limitata), la SAS (Società per Azioni Semplice) e la SA (Società Anonima). Tra queste la SAS è la più rilevante per gli startuppers, in quanto viene eliminato il capitale sociale minimo presente nella SARL e inoltre gode di benefici quali l esenzione di imposta sugli immobili e sulle spese di R&S che costituiscono almeno il 15% dei costi per un periodo di 5 anni. Oltre agli sgravi fiscali il governo francese tramite la OSEO, una holding da questo creata, concede finanziamenti, sovvenzioni, prestiti a interesse zero per spingere alla realizzazione di progetti rischiosi e innovativi anche per i poli di competitività francese (aree specializzate che incorporano imprese, laboratori e istituti di ricerca). 2.7 Cile Come si è verificato per la maggior parte dei Paesi orientali, ad esempio Corea del Sud e Cina, il Cile ha aperto le sue frontiere a investimenti esteri sul territorio nazionale e al commercio 3

5 internazionale. Per stimolare l innovazione, come in tutti gli Stati ad essa favorevoli, nel Paese vi è la possibilità per i nuovi imprenditori di costituire la propria start-up sfruttando diversi tipi di forme societarie che, come incentivo, non richiedono capitale sociale minimo e prevedono basse spese di costituzione (1000 dollari), quali: Sociedad Anonima (SA), Sociedad por Acciones (SPA) e Sociedad de Responsabilidad Limitada (SRL). Inoltre il governo cileno ha disposto incentivi fiscali per le nuove imprese, riguardanti l area di R&S, con detrazioni fino a un massimo del 35% degli investimenti (Research and Development Investment Tax Incentive). Nel 2010 viene lanciato un programma pilota, divenuto dal 2011 un programma ufficiale, che prende il nome di Start-up Chile : strumento utilizzato dal Paese per diventare l hub sudamericano per le start-up, attraendo investitori anche da altre nazioni. Tabella 1: dati Start-up Chile Descrizione MARZO 2013 Richiedenti Paesi richiedenti 72 Progetti 584 Imprenditori 1037 Paesi selezionati 51 ATTIVITA TOTALI Meets-up 533 Workshop e conferenze Attività nelle regioni 425 PARTECIPANTI TOTALI Ore di mentoring POLITICHE PER L INNOVAZIONE IN ITALIA 3.1 Quadro generale L Italia, nell ultimo decennio, si è trovata in una situazione di svantaggio competitivo rispetto ai suoi competitors internazionali: tutto ciò è testimoniato da gap consistenti nei tassi di crescita del PIL pro capite. Le cause sono riconducibili a uno dei più bassi valori percentuali di investimenti in R&S rispetto al PIL (2,8%), fattore che ha minato la crescita di produttività di lavoro e capitale umano. 4

6 Grafico 1: Spesa in R&S % sul PIL dal 1980 al 2010 (in % sul PIL) 5,5 5 4,5 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0, Israele Corea del Sud USA Germania Francia Italia Cile Fonte: dati OECD Note: i dati fanno riferimento alla GERD, la spesa generale in R&S risultante da investimenti sia pubblici che privati. Il trend negativo rispetto ai concorrenti si riscontra anche nel numero dei brevetti registrati anno dopo anno e nella spesa nel settore della R&S scientifico. Tuttavia il nostro Paese continua a spiccare a livello internazionale per gli eccellenti risultati nell ambito della ricerca scientifica e per i risultati ottenuti dagli accademici italiani a livello di pubblicazioni, che compaiono sempre tra le più citate nelle riviste di settore, evidenziando in tal modo come l Italia sia incapace di valorizzare l enorme capitale umano di cui dispone. Grafico 2: indicatori dei risultati della ricerca scientifica in Italia nel 2009 Italia EU USA 15,3 12,1 11,6 6,9 8,2 1,8 2,11 4 4,32 Ricercatori su 1000 occupati Pubblicazioni scientifiche internazionali tra il 10% più citato in % sul totale delle pubblicazioni scientifiche Brevetti applicativi (PCT) per miliardi di PIL Fonte: dati DG Research e OECD 5

7 Burocrazia lenta e inefficiente e giurisprudenza macchinosa rendono molto rischiosa la spinta innovativa costituita dal brevetto delle nuove idee imprenditoriali, disincentivandone così la registrazione; a ciò, nella realtà italiana, si aggiunge la difficoltà riscontrata dalle piccole e medie imprese, che ne costituiscono la forza trainante, di reperire ingenti capitali nonché know-how strategico per superare le barriere d innovazione. Per quanto attiene al problema della difficoltà di brevetto, passi in avanti si stanno compiendo grazie all adesione dell Italia alla Corte Europea dei Brevetti; in merito alla lentezza dell apparato burocratico-giurisprudenziale si sta operando nella direzione che comporterebbe politiche di abbassamento dei costi di gestione e deroghe a normativa fiscale e giuslavorista per nuove imprese dotate di grande potenziale innovativo, in particolare se provenienti da realtà universitarie o di ricerca. 3.2 Le nuove politiche per l innovazione in Italia L Italia ha risposto alla crisi economica che sta caratterizzando il mercato mondiale già da diversi anni tramite il Decreto Legge denominato Crescita 2.0, che ha assunto piena operatività il 20 Ottobre 2012: si tratta di uno strumento studiato con lo scopo di stimolare l economia attraverso agevolazioni per le nuove imprese. La start-up, per essere considerata tale, deve sottostare a diversi requisiti: essere stata avviata da non più di 2 anni, con grandi spese in R&S, con personale composto da dottorandi di ricerca e persone altamente qualificate, con sede legale in Italia, con produzione annua non superiore ai 5 milioni di euro, senza distribuzione di utili e non nata da operazioni di M&A di altre società. Il programma prevede, oltre alla definizione degli incubatori di start-up, stanziamenti per 110 milioni di euro annui e agevolazioni dal punto di vista normativo, giuslavorista e fiscale tese a semplificare nascita e governance delle nuove realtà imprenditoriali, permettendo, ad esempio, di estendere oltre i 12 mesi il periodo di rinvio a nuovo delle perdite. Altri benefici di cui godranno i giovani imprenditori potranno essere la riduzione delle spese di avvio dell impresa (esonero dai diritti di bollo e segreteria per l iscrizione al registro delle imprese), possibilità di detrazioni e deduzioni dall imponibile - per persone fisiche e giuridiche - di parte degli investimenti di sviluppo nonché utilizzo di contratti atipici per garantire maggiore flessibilità nei rapporti di lavoro (possibilità di assunzione a tempo variabile tra i 6 e i 36 mesi rinnovabili fino ai 48, al termine dei quali il contratto dovrà essere tramutato in uno a tempo indeterminato). 3.3 Confronto internazionale Il nostro Paese, tramite il Decreto Crescita 2.0, ha iniziato a intraprendere un percorso importante per lo sviluppo sulla falsariga degli altri Paesi industrializzati, anche se è ancora lontana da questi e non riesce a sfruttare appieno il grande potenziale di capitale umano presente sul territorio nazionale. Il fattore positivo che accomuna la manovra italiana alle spinte innovative dei suoi concorrenti internazionali è la vasta gamma di forme societarie messe a disposizione degli imprenditori e in particolar modo degli startuppers (fondamentale il capitale minimo ridotto a 1 euro per la nuova SsRL); rimane, però, lontano dagli standard esteri il nostro regime di tassazione fortemente gravoso per le imprese, a differenza di casi come la Germania, con aliquote medie relativamente basse, o la Francia, che adotta misure fiscali ad hoc per spronare l investimento in start-up. Ulteriore discrepanza negativa per l Italia è rappresentata dall assenza di iniziative economiche territoriali. 6

8 Tabella 2: misure per le start-up innovative \ Finanziamenti pubblici per le Imprese Cofinanziamenti in R&S Agevolazioni fiscali Deroghe legislazione societaria Deroghe legislazione giuslavorativa Programmi territoriali Cile Cina Corea del sud Francia - - Germania - Israele Italia USA - La situazione è ben inquadrata da queste ulteriori informazioni: l Italia è il Paese con la più bassa percentuale di imprese innovative di successo (0,17% della capitalizzazione complessiva delle top 150 imprese dei Paesi analizzati) e anche il loro fatturato rispecchia questo trend (0,20% della top 150). 7

9 Appendice 1 - Incubatore di start-up: nascita e funzionamento Il concetto di incubatore nasce nel 1959 negli USA grazie all iniziativa di Joseph Mancuso, che aprì il Batavia Industrial Center a New York. Tale fenomeno si è poi espanso a macchia d olio nel resto degli States, raggiungendo successivamente il vecchio continente negli anni 80. Oggi la NBIA (US National Business Incubation Association) stima che ci siano più di 5000 business incubator a livello globale, che riescono a trovare un ambiente recettivo anche nei Paesi di più recente sviluppo industriale. Usando la definizione dell autorevole NBIA l incubatore è un processo dinamico di sviluppo di impresa. Gli incubatori alimentano le imprese aiutandole a sopravvivere e crescere nella fase in cui sono maggiormente vulnerabili, quella di start-up. Gli incubatori forniscono assistenza manageriale, accesso a finanziamenti, consentono l esposizione ad attività imprenditoriali critiche e l utilizzo di servizi di supporto tecnico. CARATTERISTICHE: Le principali peculiarità degli incubatori sono: la prassi di riunire le start-up incubate nello stesso immobile i cui locali sono concessi in affitto; la fornitura di materiali, macchinari e servizi in condivisione tra le aziende incluse nel progetto per ridurne le spese; la formazione dei nuovi imprenditori attraverso attività di training imprenditoriale; l intermediazione con l ambiente esterno per aiutare le giovani realtà nell accesso a tecnologie, capitale umano e finanziario. SCOPO: Gli incubatori si prefiggono di costituire imprese di successo, in grado di lasciare il progetto in condizioni di autonomia e solidità finanziaria e che possano essere d aiuto all economia locale grazie alle tecnologie e ai servizi sviluppati. TIPOLOGIE: Vi sono tre principali tipologie di incubatori: incubatori in calce e mattoni, incubatori virtuali, hub. I primi si basano principalmente sulla fruizione dell immobile e dei servizi di base per le start-up; i secondi si avvalgono di internet per la fornitura di un vasto pacchetto di servizi e per l intermediazione con il mondo esterno; gli ultimi, i più importanti e completi, sono caratterizzati da un ufficio centrale e varie divisioni specializzate in diverse materie. Il processo di incubazione si articola in tre principali fasi. Nella prima, detta pre-incubazione, l imprenditore viene coadiuvato nello sviluppo della sua business idea e nella preparazione del business plan in modo da incrementare per la start-up le possibilità di creare valore. Di norma gli incubatori affiancati da Istituti Universitari rientrano in questa categoria. Il secondo passo è quello della vera e propria incubazione in cui all imprenditore viene fornito tutto il supporto di cui necessita fino al raggiungimento della piena autonomia; questa fase dura di norma dai tre ai cinque anni. L ultimo step, che conclude il processo di incubazione, è denominato post-incubazione (o accelerazione d impresa) nel quale l azienda, ormai avviata, viene aiutata ad ottimizzare e perfezionare i processi produttivi e ad ottenere una dimensione maggiore, puntando all internazionalizzazione. 8

10 Appendice 2 - Start-up America: peculiarità, partnership e obiettivi Nel 2011 la Casa Bianca ha lanciato un iniziativa in collaborazione con il settore privato finalizzata a stimolare la nascita di start-up innovative e progetti nell area R&S nell ambito di energia rinnovabile e innovazione tecnologica, con il principale obiettivo di riaccendere il motore dell economia americana. Tutto ciò avverrà con finanziamenti di ammontare pari a 2 miliardi di dollari spalmati in cinque anni, divisi equamente tra aziende situate in aree geografiche economicamente arretrate e altre con difficoltà ad ottenere finanziamenti in maniera autonoma. L iniziativa sarà attuata in collaborazione con Steve Case, cofondatore di AOL, e Carl Schramm, e riceverà sovvenzionamenti da associazioni private quali Ewing Marion Kauffman Foundation (di cui Carl Schramm è CEO) e Case Foundation. Altri colossi privati del settore hi-tech affiancheranno il progetto Start-up America con iniziative proprie. Figurano come principali aziende coinvolte: Intel con 200 milioni di dollari stanziati, IBM con 150 e HP con 4 milioni. Anche aziende di altri settori collaboreranno al progetto con iniziative atte alla preparazione e formazione di nuovi entrepeneurs (Facebook, Blackstone Charitable Foundation, NFTE e Pearson Foundation in collaborazione con quest ultima). Start-up America inoltre, per promuovere l attività imprenditoriale del settore, ha introdotto l abolizione della tassazione del capital gain relativo alla dismissione degli investimenti chiave delle piccole medie imprese oltre a velocizzare la concessione di brevetti alle nuove società. Gli obiettivi che il progetto si prefigge sono riassumibili in tre principali punti: 1) Accelerazione e dimensione: emulare e favorire il proliferare di comunità di imprese basate sul modello degli incubatori/acceleratori e favorire la creazione di partnership con grandi compagnie per soddisfare meglio le esigenze del sistema-clienti e quello fornitori. 2) Educazione: individuare le risorse necessarie per l educazione e la formazione di nuovi imprenditori. 3) Commercializzazione: aiutare le aziende a stabilire connessioni più solide con il mercato e con il mondo della ricerca universitaria. 9

11 Appendice 3 Start-up Chile: obiettivi e funzionamento Il governo di Santiago si è posto l ambizioso obiettivo, attraverso Start-up Chile, di dare lustro a idee innovative e con prospettive di crescita, creando una culla per la giovane imprenditoria nel Paese. Lo sforzo profuso dalle istituzioni nazionali a favore dell iniziativa è testimoniato dai 40 milioni di dollari (22 miliardi di pesos) stanziati con l obiettivo di arrivare a lanciare 1000 giovani imprese entro il 2014 (a partire dal 2011). Il progetto è stato avviato sulla base dei buoni risultati ottenuti dal programma pilota del 2010, che ha richiamato in Cile 22 start-up provenienti da 14 Paesi diversi. Il budget totale viene ridistribuito alle migliori idee di business selezionate di anno in anno tramite bandi di gara, concedendo ad ognuna dollari a fondo perduto senza vincolo di spesa per sviluppare l idea di business. In base a questi numeri saranno, in media, 250 le idee finanziate ogni anno. Inoltre questi imprenditori emergenti hanno l opportunità di sviluppare i loro progetti grazie all ottenimento di un visto temporaneo di 6 mesi e alla possibilità di godere di un vasto network reso disponibile dal programma per condividere idee, progetti, know-how e per coinvolgere studenti e imprenditori locali. L unico vincolo di questa straordinaria opportunità è costituito dall obbligo di rimanere sul territorio cileno per i primi 6 mesi di vita dell attività, partecipando a eventi, conferenze e seminari organizzati in modo da condividere le esperienze lavorative accumulate. Il Ministero dell Economia cileno, per dirigere e coordinare i bandi di selezione, ha istituito un nuovo dipartimento chiamato InnovaChile, coadiuvato da rappresentanti governativi riuniti in un ente denominato CORFO (Corporation de Fomento de la Produccion), a sua volta affiancato da esperti della Silicon Valley. Ulteriori collaborazioni provengono da alcune delle più prestigiose università al mondo (Harvard, MIT, Warton, LSE e Stanford). 10

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