Lo sviluppo dei settori ad alta intensità di conoscenza

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1 Lo sviluppo dei settori ad alta intensità di conoscenza Lauretta Rubini Master EMSS 2011

2 I cluster high tech Il caso delle biotecnologie A livello internazionale si sta sviluppando una particolare attenzione verso le agglomerazioni di imprese in settori ad alta intensità di tecnologia e conoscenza, che costituiscono solo una delle tante modalità esistenti a livello mondiale di agglomerazioni fra imprese.

3 I cluster high tech: The Death of Distance Secondo molti studiosi, la diffusione di nuovi mezzi di comunicazione, in particolar modo legati all informatica, porta alla cosiddetta Death of Distance. Per godere di vantaggi legati all agglomerazione di imprese non sarebbe più indispensabile essere localizzati vicino ad altre imprese e quindi la distanza non rappresenterebbe più una variabile rilevante, dal momento che il contenuto di conoscenza dei beni intangibili li rende facilmente disponibili ed accessibili in ogni parte del mondo. Alcuni dei tradizionali vantaggi localizzativi vengono superati. La prossimità a fonti di materie prime difficilmente trasportabili diviene poco importante, anche grazie alla diminuzione dei costi di trasporto. Tuttavia L evidenza empirica mostra che questo non è sempre vero (es. Silicon Valley, Sophia Antipolis).

4 I cluster high tech: perché? 1. Informazione e conoscenza Una delle possibili spiegazioni risiede nella distinzione fra conoscenza e dall innovazione. Informazione: facilmente codificabile, di immediata ed unica interpretazione (es. tasso di cambio o indice di borsa in un determinato momento) Conoscenza: vaga, difficilmente codificabile e soggetta a molteplicità di interpretazioni. DI CONSEGUENZA: Le industrie nelle quali ha rilevanza la conoscenza più che l informazione tendono ad essere spazialmente concentrate

5 I cluster high tech: perché? 2. La conoscenza tacita Nei settori high-tech, la conoscenza è spesso di carattere tacito, ossia altamente specifica ed acquisita in seguito ad un lungo processo di apprendimento, spesso informale. In questo caso, la diffusione della conoscenza tacita è possibile solo se favorita da un interscambio sociale, da rapporti di carattere informale caratterizzati da elevati livelli di fiducia tra i soggetti.

6 I cluster high tech: perché? 3. La complessità del processo innovativo L agglomerazione delle imprese high tech è favorita anche dall aumentata complessità del processo innovativo, che non è più lineare, è sempre più costoso ed è caratterizzato da un grado crescente di interattività fra i soggetti coinvolti. La singola impresa non è in grado di internalizzare l intero processo e di conseguenza interagisce con altre imprese vicine, per diminuire il rischio di dispersione di informazioni strategiche. L accumulazione di conoscenza si verifica perciò tramite scambi inter-organizzativi, accordi di R&S e reti di apprendimento. Nascono così le cosiddette piattaforme tecnologiche che uniscono partner con competenze diverse ma complementari per migliorare la conoscenza in aree tematiche specifiche.

7 I cluster high tech: dove? Una volta definito perché le imprese high tech continuano ad aggregarsi, è importante capire dove tendono a localizzarsi, ossia quali sono i possibili elementi di attrazione. 1) Centri urbani Se è vero che la conoscenza diventa fondamentale, localizzarsi vicino ai centri urbani permette di avvicinarsi alla market knowledge. Essere vicino ai clienti permette una stretta interazione che facilita il processo di innovazione personalizzata del prodotto. Nei centri urbani sono inoltre presenti centri di servizi specializzati, che diventano elemento strategico per il successo del processo innovativo. Nelle città si concentrano poi molte altre attività, con cui i settori high-tech hanno interazioni.

8 I cluster high tech: dove (cont.)? 2) Università La centralità della conoscenza rende la localizzazione presso i centri universitari strategica per le imprese high-tech. Ricerca di base Disponibilità di laureati e ricercatori Processi di spin off. 3) Università research-oriented 4) Altri fattori di agglomerazione specifici di settore

9 Il caso delle biotecnologie - Struttura e localizzazione Definizione: utilizzo di organismi viventi o loro componenti per creare prodotti e servizi di carattere industriale. Principali fasi di sviluppo: 1953: Scoperta della struttura e del funzionamento della molecola del DNA 1973: Stanley Cohen (Stanford) ed Herber Boyer (UCLA) scoprono una tecnica per ricombinare il DNA 1976: viene fondata Genentech, la prima impresa biotech a commercializzare prodotti derivati dall ingegneria genetica 1976: vengono promulgate le prime norme da parte dell NIH sulla ricerca di rdna

10 Il caso delle biotecnologie - Struttura e localizzazione Principali fasi di sviluppo (cont.): 1980: Bayh-Dole Act approvato dal governo federale degli Stati Uniti: assegna a università e altri enti no profit (+ piccole imprese) il diritto di brevettare i risultati di ricerche finanziate con fondi federali. 1980: Chakrabarty Ruling: la Corte Suprema Statunitense concede la brevettabilità di organismi geneticamente modificati. 1982: Genentech riesce a produrre insulina umana 1986: Viene istituito in Francia il Nouveau Marché 1995: viene emanato negli Stati Uniti il Biotechnology Process Patent Act, una legge che ha reso più semplice ottenere una protezione brevettuale per processi biotecnologici

11 Il biotech e le interazioni multi-settoriali Ind. alimentare Biomedicale Agricoltura, zootecnia Farmaci Chimica BIOTECNOLOGIA Biotech industriale Ind. della carta Computer biologici Information Technology Salute digitale Ambiente Elettronica

12 La struttura del settore: piccole imprese Il settore è, in tutto il mondo, composto principalmente di piccole imprese (con qualche ovvia eccezione come Amgen o Genentech). Le spiegazioni che sono state date a questa conformazione settoriale sono molteplici e a volte discordanti: 1. Esistono diseconomie di scala legate al processo burocratico che inibiscono la crescita delle imprese; 2. Le dimensioni limitate garantiscono una maggiore flessibilità e una migliore capacità competitiva in ambiente instabile; 3. Le imprese non riescono a crescere per l elevato rischio che caratterizza la loro attività. A causa di incertezze regolamentari, ritardi nella commercializzazione e contestazioni pubbliche legate all utilizzo del biotech, molte imprese faticano ad effettuare OPA ed acquisire fondi in genere.

13 La struttura del settore: piccole imprese (cont.) 4. Le piccole imprese biotech hanno spesso accordi piuttosto vincolanti con grandi case farmaceutiche, da cui ricevono fondi per ricerche specifiche. Per questo i ricercatori (che sono spesso anche i titolari dell impresa) preferiscono non ampliare il ventaglio delle ricerche effettuate per evitare che l impresa farmaceutica si appropri anche dei risultati di queste ultime in virtù dell accordo che le lega.

14 La struttura del settore: nuovi entranti Una seconda caratteristica del settore biotech è la prevalenza di nuove imprese anziché di imprese farmaceutiche esistenti che estendono la propria attività. Anche in questo caso esistono diverse teorie, riassumibili in due filoni principali: 1. La struttura delle grandi imprese farmaceutiche esistenti non è adatta ad attirare e motivare ricercatori universitari, meglio inseribili in strutture nuove e flessibili (soprattutto grazie al Bayh Dole Act); 2. L emergere di nuove tecnologie come il DNA ricombinante ha introdotto nuove opportunità nel mercato e le imprese farmaceutiche non hanno la flessibilità sufficiente per farvi fronte.

15 La struttura del settore: nuovi entranti (cont.) Emergono perciò due gruppi coesistenti: da un lato piccole imprese biotecnologiche e dall altro grandi gruppi farmaceutici, che cooperano fra loro, con pochissimi casi di integrazione verticale, nonostante la relativa vicinanza delle attività svolte Fonte: Querè, 2003 Anno Numero acquisizioni di imprese biotech da parte di imp. farmaceutiche

16 La struttura del settore: nuovi entranti (cont.) 500 Numero di partnership a livello mondiale tra imprese del farmaco e biotech Fonte: Farmindustria,

17 La struttura del settore: nuovi entranti (cont.) Le cause di questa coesistenza sono per alcuni da ricondurre alla presenza nei due gruppi di assets complementari: Da un lato le imprese biotech mancano della conoscenza e dell esperienza necessarie per ottenere l approvazione del prodotto finale e per commercializzarlo. Tramite accordi di cooperazione con le imprese farmaceutiche possono contare su una fonte di finanziamento stabile, ma anche sull expertise necessaria per accedere al mercato finale; Dall altro le grandi imprese farmaceutiche non hanno la flessibilità e il livello di specializzazione che sarebbero necessari per adottare facilmente le nuove tecnologie. Tramite gli accordi possono perciò contare su strutture di ricerca esterne e flessibili. Fonte: Querè, 2003

18 La struttura del settore: nuovi entranti (cont.) Secondo alcuni questo spiega la frammentazione del settore: Le biotech sono legate alle farmaceutiche dagli accordi e tendono a non espandere il proprio portafoglio di ricerca per evitare che l impresa farmaceutica finisca per appropriarsi dei risultati in virtù dell accordo esistente; Inoltre le piccole imprese biotech sono spesso di proprietà degli stessi ricercatori, che non hanno interesse ad espandere l impresa per paura di perdere il potere decisionale o di causare interferenze da parte di soggetti esterni. Fonte: Querè, 2003

19 La struttura del settore: le dinamiche di localizzazione Un ulteriore peculiarità del settore delle biotecnologie è la compresenza di numerosi accordi di cooperazione anche internazionali e la tendenza delle imprese a localizzarsi in cluster, creando agglomerazioni facilmente identificabili. Nel cercare di dare una spiegazione a questo fenomeno, è necessario distinguere le dinamiche di localizzazione (perché in California piuttosto che in Texas?), da quelle di agglomerazione, che spiegano perché le imprese biotech tendono a localizzarsi le une vicine alle altre. Come già accennato, alcuni autori spiegano la localizzazione in base ai seguenti fattori: 1) Vicinanza alla popolazione 2) Vicinanza alle università 3) Vicinanza alle università ad alta intensità di ricerca Altri invece si riferiscono alla presenza di un impresa locomotiva o di parchi scientifici e tecnologici.

20 La struttura del settore: le dinamiche di agglomerazione Ma cosa spinge le late-comers a localizzarsi vicino alle esistenti? La presenza di conoscenza tacita e non facilmente codificabile che richiede un interazione diretta e molto spesso personale; Poter attingere ad un bacino di personale tecnico e accademico di ricerca altamente specializzato; spesso sono conoscenze legate ad uno specifico laboratorio universitario, che attira perciò le imprese che vogliono accedervi; La presenza di interconnessioni con altri settori (come elettronica o informatica); Condizioni normative particolarmente favorevoli, soprattutto per quanto riguarda la protezione dei diritti intellettuali (oltre la metà del valore dell industria è incorporato nel suo capitale intellettuale); La disponibilità di venture capital o di altri fondi (es. California); La disponibilità di infrastrutture; Altri fattori (clima, qualità di vita, ambiente).

21 Esperienze internazionali: Stati Uniti Gli Stati Uniti sono di gran lunga i leader a livello mondiale nel settore biotech. Qui, il modello prevalente è quello di agglomerazioni di startup formate da professori o ricercatori universitari e finanziate tramite venture capital. Il ruolo del governo consiste nel definire linee guida, quali quelle che regolano la creazione di nuove imprese oppure la protezione dei diritti di proprietà intellettuale. Un ruolo decisivo nello sviluppo del settore, secondo molti, è stato giocato dal Bayh-Dole Act, che nel 1980 ha assegnato ad università e altri enti no profit (+ piccole imprese) il diritto di brevettare i risultati di ricerche finanziate con fondi federali. Altrettanto importante per lo sviluppo del settore è stata la disponibilità di capitale che ha permesso alle imprese di trovare le risorse finanziarie indispensabile per crescere.

22 Numero di brevetti basati sul DNA Brevetti USA basati sul DNA Anni FONTE: Pressman L., 2004

23 OPI a confronto: EU vs. USA, 2001 Fonte: E&Y, 2001

24 Biotech a confronto: EU vs. USA

25 Un confronto fra le imprese biotech europee pubbliche e le leader americane, 2001 FONTE: E&Y, 2001

26 Esperienze internazionali: Francia Il modello francese di promozione dei settori high-tech è anche noto come Colbertismo high-tech, con un ampio ruolo del governo che viene spesso visto come essenziale a causa della limitata dimensione del mercato del venture capital nel paese. Dal momento che l agglomerazione fra imprese viene considerata un risultato altamente desiderabile, la localizzazione delle imprese viene spesso pilotata dal governo. Ne costituiscono un esempio due cluster high-tech francesi: Genopole è stata inizialmente finanziata con fondi provenienti da un organizzazione filantropica e successivamente con fondi pubblici; Futuroscope è nato come parco divertimenti, il cui successo ha da un lato fornito il capitale per il successivo sviluppo del cluster high-tech e dall altro ha incoraggiato il governo ad intervenire con ulteriori finanziamenti a più ampia scala.

27 Esperienze internazionali: Germania Lo sviluppo del settore biotech è in gran parte legato al BioRegio Contest, pianificato all inizio degli anni 90 e presentato nel Si è trattato, in particolare, di una gara tra regioni del paese in cui ciascuna delle partecipanti ha dovuto presentare un progetto in cui descriveva i propri punti di forza nel settore, nonché una proposta articolata di sviluppo futuro. I criteri di scelta dei progetti vincitori sono stati, fra gli altri: numero e dimensione delle biotech esistenti, attività di collaborazione esistenti, piano regionale di supporto alle start up, risorse finanziare disponibili, collaborazione fra imprese, università e strutture ospedaliere, e così via. Le regioni vincenti si sono aggiudicate un consistente finanziamento che ha permesso un notevole sviluppo del settore, se si considera che dal 1995 al 1997 il numero delle imprese biotech è passato da 100 a 465. Si è trattato di un intervento di supporto fortemente regionale, che ha posto l accento sulle collaborazioni fra imprese. Nonostante il successo mostrato dall iniziativa, ci sono state tuttavia critiche legate al fatto che ha supportato le regioni che già erano forti nel settore, discriminando le imprese localizzate al di fuori delle aree vincitrici.

28 Esperienze internazionali: Germania

29 Esperienze internazionali: Italia Il settore biotech in Italia è a uno stadio di sviluppo quasi embrionale, con molte delle imprese esistenti nate in seguito a processi di crisi/ristrutturazione di grandi imprese farmaceutiche. Molti dei problemi di sviluppo del settore sono attribuibili da un lato ad un insufficiente investimento in ricerca, ad uno scarso orientamento verso i settori ad alta tecnologia e a deboli legami fra imprese ed università, come mostrano i dati che seguono.

30 FONTE: Eurostat, 2010

31 Numero di imprese biotech in Europa, 2001 FONTE: E&Y, 2001

32 Lauree in ambiti scientifici, 2007 (% sul totale dei laureati) Fonte: OECD, 2010

33 Personale R&D (per migliaia di addetti totali), 2006 Fonte: OECD, 2008

34 Crescita del personale in settori high tech Fonte: OECD, 2008

35 Fondi pubblici per la R&S (%) Portogallo Italia Grecia Austria Spagna Francia Paesi Bassi Eu-25 Eu-15 Danimarca Germania Regno Unito Israele Stati Uniti Finlandia Svizzera Belgio Irlanda Svezia Giappone 0,0 10,0 20,0 30,0 40,0 50,0 60,0 70,0 Fonte: Schilling, 2008

36 Trattamento fiscale alla R&S, 2008 Fonte: OECD, 2008

37 Spese tot. in biotech R&D delle imprese attive nel settore, 2003 FONTE: OECD 2008

38 Investimento in venture capital come % del PIL (2007) FONTE: OECD 2008

39 Brevetti in nanotecnologie (% sul tot.), FONTE: OECD 2008

40 Tasso di crescita annuo dei brevetti, Fonte: OECD, 2008

41 Articoli scientifici, 2005 (per milione di popolazione) Fonte: OECD, 2008

42 Finland Japan Sweden USA Belgium Denmark Germany France United Kingdom EU-15 Netherlands Ireland Austria Spain Portugal Greece Italy Ricercatori per 1000 addetti, FONTE: EU, 2002

43 Greece Finland Ireland Spain Portugal Belgium USA Netherlands Sweden Denmark EU-15 United Kingdom Japan Germany France Italy Ricercatori 14 per 1000 addetti, saggio di crescita annuale, FONTE: EU, 2002

44 0.8 Indice sintetico di innovazione, Turchia Romania Croazia Polonia Fonte: Schilling, 2008 Slovacchia Portogallo Grecia Ungheria Spagna Italia Repubblica Ceca Norvegia Australia Canada Unione Europea Belgio Francia Paesi Bassi Austria Irlanda Stati Uniti Regno Unito Germania Giappone Danimarca Israele Finlandia Svizzera Svezia

45 Profilo sintetico S&T, Italia (2008) Fonte: OECD, 2010

46 Profilo sintetico S&T, Finlandia (2008) Fonte: OECD, 2010

47 Cluster high tech: implicazioni di politica L analisi dei motivi alla base della localizzazione delle imprese high tech, di cui il settore delle biotecnologie rappresenta un esempio, ha forti implicazioni in termini di politica industriale. Se diventano chiare le forze agglomerative e localizzative dell industria high tech, diventano egualmente chiare le leve da utilizzare per promuoverne lo sviluppo. Se, ad es. emerge che lo sviluppo dei cluster biotech è legato a quello delle università ad alta intensità di ricerca, ne consegue che occorrerà agire su queste ultime per creare benefici alle prime e massimizzare la ricaduta dell intervento. Tutto questo tenendo comunque in considerazione le specifiche problematiche di settore, quali ad es. l opposizione dell opinione pubblica nei confronti della biotecnologia.

48 Alcuni esempi di politiche a supporto del biotech Le politiche a supporto del settore biotech sono sintetizzabili nelle seguenti categorie: Politiche industriali (supporto alla R&S o alla raccolta di investimenti in conto capitale, anche perché le scienze della vita hanno un ciclo di ricerca molto lungo, con forti costi di acquisto di materiali e attrezzature); Approntamento di adeguati contesti normativi e costituzione e regolamentazione di mercati specializzati per imprese ad alto rischio; Protezione dei diritti di proprietà intellettuali, con eventuale promozione della mobilità fra università ed imprese

49 Un nuovo approccio nel supporto ai settori ad alta intensità di conoscenza: il sostegno alla ricerca Lo sviluppo di settori che - come le biotecnologie sono caratterizzati da un elevata intensità di conoscenza, è strettamente legato agli avanzamenti nella ricerca che viene effettuata a monte, spesso al di fuori del contesto industriale. Nel caso delle biotecnologie, tale ricerca è legata soprattutto alla genetica e ai settori ad essa collegati.

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