Tavola Rotonda Internazionale Regioni Competitive e Innovative

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1 Tavola Rotonda Internazionale Regioni Competitive e Innovative 25 giugno 2012, Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro, Novara Le persone fanno la differenza I luoghi e le reti svolgono un ruolo importante per l'innovazione e le PMI Le strategie di "specializzazione intelligente" per le regioni richiedono di selezionare aree prioritarie Una efficace strategia regionale deve comprendere un processo di apprendimento, supportato da indicatori riguardanti i risultati, in un contesto di governance multi livello Le nuove imprese e le PMI innovative sono attori chiave per una ripresa che crei occupazione e per la crescita economica di lungo periodo La terza missione dell'università favorisce le PMI e l'innovazione regionale Introduzione Le regioni sono attori chiave per l'innovazione e l'innovazione è necessaria per le regioni. L'innovazione può essere fonte diretta di crescita economica, in particolare in un periodo di crisi o di post-crisi. Essa è uno strumento fondamentale per affrontare sfide globali quali il cambiamento climatico e questioni sociali come l'ineguaglianza tra cittadini. In modo crescente, le regioni vedono nell innovazione una leva cruciale di cambiamento e sviluppo economico. Tuttavia, nel disegno e nell implementazione di strategie e politiche per lo sviluppo, è fondamentale una visione condivisa a livello regionale sui punti di forza e di debolezza, sulle risorse specifiche e le opportunità. Tale analisi è parte integrante del processo di definizione di strategie di specializzazione intelligente. Una sfida fondamentale per le politiche di innovazione regionale è assicurare un ambiente favorevole all'imprenditorialità e alla crescita delle imprese. Ciò è ancora più evidente nell'attuale difficile contesto economico, nel quale il rafforzamento delle PMI e delle dinamiche imprenditoriali è cruciale per una ripresa in termini occupazionali. Il processo di ingresso e uscita di imprese (la distruzione creativa), la vitalita del tessuto imprenditoriale forniscono un contributo importante per aumentare l'efficienza e consolidare l'occupazione nel sistema regionale. La creazione di nuove imprese e lo sviluppo delle PMI accrescono la produttività, specialmente in settori basati sulla conoscenza, favorendo l'utilizzo di risorse nuove o sotto utilizzate. Nuove e giovani imprese possono trasformare la conoscenza e le idee in posti di lavoro e sviluppo, spesso cogliendo opportunità che sono state trascurate da imprese più mature. Box 1. La Regione Piemonte La Regione Piemonte e la sua capitale, Torino, sono situate nella parte nord occidentale dell'italia. In totale 4.5 milioni di persone vivono sul territorio piemontese. In Piemonte si trovano i quartieri generali della FIAT e di altre imprese competitive a livello globale, nei settori farmaceutico, chimico, dell'ingegneria, tessile, agro-alimentare, nuovi materiali e aerospazio. La regione ha sviluppato una politica dei poli dell'innovazione per fornire supporto a tali settori. Il Piemonte si trova nel gruppo delle Zone di Produzione Industriale delle regioni OCSE (Figura 1). E' una regione avanzata rispetto al panorama socio-economico italiano: è la regione italiana con il più elevato tasso di spesa in R&S nel settore privato e la seconda rispetto ai valori di spesa in R&S totale (in % del PIL). L'impiego regionale nei settori manifatturieri ad alta e media tecnologia e dei servizi ad alta intensità di conoscenze è elevato rispetto alle medie nazionali. Nel corso degli ultimi 15 anni, anche grazie ad eventi internazionali come le Olimpiadi Invernali del 2006, il Piemonte ha seguito un percorso di riconversione economica e culturale. La regione e la città di Torino sono diventate, in modo crescente, destinazioni turistiche per attività culturali ed eno-gastronomiche. Fonte: OECD (2009) OECD Reviews of Regional Innovation: Piedmont, Italy. OECD 2012 Pubblicato sotto la responsabilità del Segretario Generale dell OCSE. Le opinioni qui espresse e gli argomenti sviluppati non riflettono necessariamente il punto di vista ufficiale dei paesi membri dell OCSE.

2 La Tavola Rotonda e i suoi organizzatori La Tavola Rotonda La Tavola Rotonda Internazionale su Regioni Competitive e Innovative si è svolta con lo scopo di promuovere il dialogo e lo scambio di buone pratiche nell ambito del sostegno all'innovazione e all'imprenditorialità nelle regioni. Alla Tavola Rotonda hanno partecipato congiuntamente esponenti politici nazionali e regionali, organizzazioni internazionali, la comunità accademica e scientifica, rappresentanti del settore privato, e altri rappresentanti del sistema di innovazione regionale. L'evento si è svolto presso l'università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro (Novara), il 25 giugno 2012 ed è stato congiuntamente organizzato dalla Regione Piemonte e dall'ocse. La Regione Piemonte e Finpiemonte Dal 2005, la Regione Piemonte ha istituito un Assessorato specificamente dedicato a ricerca e innovazione. Attualmente, l Assessorato, che è dedicato a Sviluppo economico, Ricerca e Innovazione, ha la responsabilità di definire e sovraintendere le strategie e le politiche regionali in questi settori. Coerentemente con le priorità della Giunta, gli uffici regionali sono organizzati in Direzioni, di cui una è interamente dedicata a innovazione, ricerca, università e sviluppo energetico sostenibile. Nata nel 1977, Finpiemonte è una società pubblica, il cui socio di maggioranza è la Regione Piemonte, che detiene più del 96% del capitale sociale. Finpiemonte è la finanziaria regionale in house della Regione e opera a sostegno dello sviluppo e della competitività del Piemonte. L' OCSE La Divisione delle Politiche di Sviluppo Regionale (OCSE), sotto il Direttorato per la Goverance Pubblica e lo Sviluppo Territoriale, analizza come lo sviluppo regionale e le politiche basate sul territorio possano contribuire alla performance economica aggregata. Tale performance è misurata non solo in termini di crescita economica, ma anche tramite più ampie strategie di sviluppo che integrino equità e attenzione per l'ambiente. Le principali aree coperte nel campo dello sviluppo regionale sono l'innovazione, lo sviluppo territoriale urbano e rurale, le città e la crescita verde, la governance multi-livello e la produzione di statistiche e indicatori a livello regionale. Il Centro per l'imprenditorialità, le PMI e lo Sviluppo Locale (OCSE) sostiene i governi nazionali e locali nel concepire e implementare politiche efficaci per le PMI, l'imprenditorialità, il turismo, il mercato del lavoro e lo sviluppo economico locale. Grazie a un'ampia rete di esperti internazionali ed un regolare costante dialogo con istituzioni e società civile, il Centro intraprende analisi e promuove l'identificazione di buone pratiche, fornisce raccomandazioni per favorire l'imprenditorialità, aiutare le PMI a innovare e rispondere alle sfide poste dalla globalizzazione, facilitare la crescita economica locale sostenibile, la competitività, e la creazione di posti di lavoro basati sulle competenze. OECD

3 Elenco dei partecipanti Sergio Arzeni, Direttore, Centro per l'imprenditorialità, le PMI e lo Sviluppo Locale, OCSE, Parigi, Francia Andrea Ballarè, Sindaco, Città di Novara Andrea Bonaccorsi, Professore, Università di Pisa e Agenzia Nazionale di Valutazione dell'università e della Ricerca Vincenzo Capizzi, Professore, Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro e IBAN (Italian Business Angels Network) Stephen Cohen, Professore, University of California at Berkeley e Co-Direttore, Berkeley Roundtable on the International Economy, Stati Uniti d'america Roberto Cota, Presidente, Regione Piemonte Lucia Cusmano, Centro per l'imprenditorialità, le PMI e lo Sviluppo Locale, OCSE, Parigi, Francia Mike Emmerich, Chief Executive, New Economy, Manchester, Regno Unito Massimo Feira, Presidente, Finpiemonte Paolo Garbarino, Rettore, Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro Carlo Gianelle, Ricercatore, European Commission Joint Research Center, Institute for Prospective Technological Studies, Siviglia, Spagna Massimo Giordano, Assessore per lo Sviluppo Economico, la Ricerca e l'innovazione, Regione Piemonte Lorenzo Lener, Direttore, Incubatore dell' Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro Yves Leterme, Vice Segretario Generale, OCSE, Parigi, Francia Karen Maguire, Divisione delle Politiche di Sviluppo Regionale, OCSE, Parigi, Francia Francesco Profumo, Ministro dell'istruzione, dell'università e della Ricerca Joan Romero, Executive Secretary, ACC1Ó Competitiveness for Catalonia, Spagna Diego Sozzani, Presidente, Provincia di Novara Lars Vildbrad, Vice Direttore, Sviluppo Regionale, Regione della Danimarca Centrale, Danimarca OECD

4 Figure 1. Categorizzazione OCSE di regioni in base a variabili di innovazione Knowledge hubs Industrial production zones Non-S&T-driven regions Nota: Questa mappa è per scopi illustrativi e senza pregiudizio dello stato o della sovranità di qualsiasi territorio nella suddetta mappa. Otto diversi tipi di profili regionali, basati su un'analisi di 12 indicatori nelle regioni OCSE con dati disponibili, sono state raggruppate nelle 3 categorie: Poli di conoscenza; Zone di produzione industriale; Regioni non basate su scienza e tecnologia. Fonte: OECD (2011) Regions and Innovation Policy, OECD Publishing. Le persone fanno la differenza. Lo sviluppo e l'attrazione di talenti sono essenziali per la competitivita delle regioni Per le regioni dell'area OCSE, personale qualificato e competenze sono risorse chiave per la crescita economica e la competitività a lungo termine. Senza competenze, il progresso tecnologico e le innovazioni potenziali difficilmente si traducono in crescita economica. Favorire competenze diffuse, in una regione, è inoltre essenziale al fine dell'inclusione sociale. I dati mostrano come lavoratori con scarse competenze siano un fattore limitante per la crescita in qualsiasi contesto regionale. Le regioni di maggior successo sono quelle capaci di formare, attrarre e trattenere lavoratori altamente competenti. Il tasso di lavoratori con educazione terziaria è distribuito in modo diseguale nelle regioni OCSE. Per le regioni partecipanti alla tavola rotonda, tali valori erano nel 2008 alquanto differenziati: 31.6% in Catalogna, 29.9% nell'inghilterra Nord-Occidentale (la regione di Manchester), 29.7% nella Danimarca Centrale e 15.6% in Piemonte. La Strategia per le Competenze dell'ocse (OECD Skills Strategy) definisce un percorso per investire in competenze, lungo ed oltre il percorso di formazione tradizionale delle persone: dalla prima infanzia fino alla carriera lavorativa. Ciò che conta non è soltanto sviluppare competenze, ma sviluppare competenze rilevanti. L'economia della conoscenza, infatti, è caratterizzata dalla rapida obsolescenza delle competenze. Di conseguenza le competenze acquisite devono essere costantemente rinnovate e adattate attraverso cicli di apprendimento ad ogni età. OECD

5 In alcune regioni, alti tassi di disoccupazione coesistono con posti vacanti a causa di una discrepanza di competenze. E' necessario colmare questa discrepanza tra domanda e offerta di lavoro, con un approccio integrato a livello regionale e locale che si adatti a contesti diversi. Di conseguenza, per fornire supporto alle politiche a livello nazionale, i governi locali e regionali possono procedere all'identificazione delle competenze rilevanti per i bisogni del mercato del lavoro locale. Tali sforzi di concertazione dovrebbero considerare un ampio spettro di attori rilevanti: tra le altre, le associazioni di imprese, le università e le istituzioni di istruzione terziaria e secondaria. Questi sforzi, inoltre, dovrebbero mirare a mobilizzare competenze e talenti presso tutti i gruppi economici e sociali, inclusi i giovani, gli anziani, le donne e gli immigrati, potendo questi fornire un loro contributo specifico allo sviluppo regionale. Venire incontro alla disoccupazione giovanile attraverso corsi di formazione di alta qualità e rilevanti è una priorità urgente per l'europa, dove la disoccupazione giovanile è tipicamente doppia rispetto a quella adulta da più di un decennio. Esistono competenze specifiche per promuovere l'innovazione, in particolare le competenze STEM, ovvero quelle che si concentrano sulla scienza, la tecnologia, l'ingegneria e la matematica. I risultati del Programma Internazionale per la Valutazione degli Studenti (PISA) dell'ocse evidenziano un declino relativo di queste competenze in molti paesi OCSE. Tuttavia, poiché molti impieghi sono nel settore terziario, un ventaglio più ampio delle sole competenze STEM è necessario per l'innovazione, come ad esempio le abilità creative. Le competenze legate all'imprenditorialità devono anche essere promosse, in particolare per quei gruppi di individui sotto-rappresentati come imprenditori (Box 2). Le competenze imprenditoriali possono essere trasmesse nelle scuole, nelle università, negli istituti professionali ed anche attraverso specifici programmi pubblici. Per immigrati e nuovi arrivati, è importante essere a conoscenza dell'ambiente imprenditoriale locale e delle sue caratteristiche, come ad esempio il diritto del lavoro, il sistema di tassazione e le norme che regolano lo stato sociale. Box 2. L'area metropolitana di Manchester: l'importanza delle competenze e il rinnovo economico L'area metropolitana di Manchester, luogo di nascita della Rivoluzione Industriale, ha subito una profonda trasformazione nel corso degli ultimi 20 anni. Secondo le conclusioni della Manchester Independent Economic Review (MIER), uno studio indipendente redatto insieme da economisti, ricercatori e attori del settore privato, l'area metropolitana di Manchester è uno dei principali poli di crescita economica in Gran Bretagna, al di fuori di Londra. Investire nella città, dunque, non è soltanto una priorità a livello locale, ma bensì a livello nazionale. La città ha bisogno di investire a partire da ciò che già esiste e sulle condizioni di sviluppo generali, come le competenze, l'accesso ai finanziamenti e l'urbanistica. Lo studio ha contribuito a mobilizzare ingenti risorse finanziarie e a modificare radicalmente la visione degli attori locali nei confronti dei percorsi di sviluppo. L'idea di concentrarsi su uno sviluppo economico trainato dal mercato, ad esempio, ha condotto a rivedere la politica di sostegno ai poli industriali. Da una politica di creazione di poli si e passati ad una politica di sostegno di agglomerazioni nate da iniziative private, con lo scopo di produrre risultati di lunga durata. Una delle priorità della città e investire nello sviluppo di competenze rilevanti, specialmente per i bambini e i giovani che possono essere i veri motori di rinnovamento e trasformazione. La città ha anche implementato un programma (FranchisingWorks) per ridurre la disoccupazione attraverso la creazione di nuove imprese e posti di lavoro attraverso "franchising". Il programma include corsi di formazione strutturati al fine di fornire le competenze chiave per gestire punti di "franchising" a persone senza impiego. Fonte: OECD

6 I luoghi e le reti svolgono un ruolo importante per l'innovazione e le PMI I sistemi di innovazione regionale sono variegati, per risorse, potenziale, opportunita e iniziative politiche. Una prima fondamentale differenza tra sistemi e la composizione di attori, che possono comprendere diversi tipi di imprese (piccole o grandi, nazionali o multi-nazionali), università, enti di ricerca pubblici, centri tecnologici, associazioni di imprenditori, etc. Il concetto di sistema di innovazione regionale sottolinea la varietà dei contesti regionali all'interno dei paesi, le differenti dinamiche di innovazione e le interazioni tra istituzioni in un dato contesto. La concezione sistemica aiuta inoltre a spiegare la varietà dei modelli di innovazione tra regioni distinte e a comprendere le differenti fonti di competitività delle regioni più avanzate. Le 20 regioni OCSE con più domande di brevetto, ad esempio, concentrano il 53% della attività brevettuale mondiale. Le istituzioni politiche e gli enti di collegamento possono rafforzare queste relazioni sistemiche per favorire ulteriormente l'innovazione. I sistemi di innovazione regionali superano i confini amministrativi, ed in alcuni casi possono avere connessioni a livello globale. Dal 1977 al 2007, il numero di domande brevettuali con almeno un inventore situato in un'altra regione è raddoppiato (dal 10% al 20% delle domande totali). Le regioni devono posizionarsi e competere stabilendo delle connessioni rilevanti con partner nazionali e internazionali, secondo le loro strategie, le loro specializzazioni e le loro aree di competenza. Tali sforzi possono aumentare la massa critica in certi settori, consentendo di raggiungere quella scala minima necessaria per competere a livello globale. Ad esempio, le imprese catalane hanno stabilito rapporti di cooperazione sulle tecnologie di trattamento dell'acqua con imprese israeliane. Il Piemonte collabora con regioni nell'area del Danubio per creare poli nel settore delle nanotecnologie, sostenendo l'utilizzo di centri tecnologici comuni nell'area, evitando così una inutile duplicazione di investimenti pubblici. Come sottolineato nella Strategia per l'innovazione dell'ocse, l'innovazione deve essere considerata in senso ampio, includendo innovazioni tecnologiche (di processi e di prodotti) così come innovazioni non tecnologiche. Queste ultime includono l'implementazione di nuovi metodi organizzativi come il cambiamento nelle pratiche di impresa, nell'organizzazione sul posto di lavoro o nelle relazioni esterne dell'impresa (innovazione organizzativa) o un nuovo metodo di marketing come un cambiamento nel design di un prodotto o del packaging o nuovi metodi per attribuire prezzi a prodotti e servizi (innovazione di marketing). Di conseguenza, molte imprese innovano senza R&S, in alcuni paesi addirittura, con la stessa frequenza con cui altre aziende investono in R&S. Gli investimenti nelle risorse "non tangibili" come il software, le persone e le strutture organizzative superano gli investimenti in macchinari e strumenti in paesi come gli Stati Uniti o la Svezia. Ciò aumenta ulteriormente l'importanza di sviluppare competenze adeguate per gestire le risorse intangibili, come la proprietà intellettuale, in particolare nel caso delle PMI e delle nuove imprese che basano fortemente il proprio modello di business sul capitale intellettuale. Questo ampio approccio all'innovazione è particolarmente rilevante per il contesto italiano. Nei settori chiave di specializzazione, come il turismo, la moda, i servizi alle imprese, l'innovazione non tecnologica può fiorire e rendere i territori competitivi a livello internazionale. Ciò si applica anche al caso della Regione Piemonte, nella quale, in anni recenti, e aumentato sensibilmente il peso relativo dei servizi ad alta intensità di conoscenza. Grazie a questo rinnovo e trasformazione, Torino, la sua capitale, sta mutando: da una città tradizionalmente "grigia" ed industriale a una città "colorata" con una economia basata sull'integrazione tra manifattura e servizi a intensità di conoscenza e sull'espansione dell'industria creativa. OECD

7 Lo stesso si applica alla Catalogna, con il celebre polo del design di Barcellona o alla Danimarca Centrale, situata in un paese che fortemente sostiene il design e le innovazioni guidate dagli utenti. Le politiche per l innovazione sono chiamate in modo crescente a generare impatto economico e sostenibilità ambientale, così come a migliorare il benessere sociale. Il Ministero Italiano dell'istruzione, dell'università e della Ricerca ha recentemente incluso la dimensione sociale dell'innovazione tra le iniziative nazionali che sostiene: salute, energia, ambiente, cultura, turismo e istruzione sono tra le aree aventi priorità. I benefici sociali dell'innovazione possono avere una forte dimensione regionale e locale. Molte regioni, ad esempio, rispondono al bisogno di fornire sistemi sanitari meno costosi e più efficienti, attraverso approvvigionamenti pubblici guidati dagli utenti, per favorire l'innovazione nelle imprese locali. Le strategie regionali di "specializzazione intelligente" richiedono di intraprendere un processo di selezione e di scelta Le regioni spesso si concentrano su alcune priorità nell'attuare meccanismi di supporto (ad esempio nei confronti di settori, cluster o tecnologie specifiche). Tuttavia, questo affinamento delle politiche talvolta trascura di considerare l'effettivo ruolo delle regioni nelle reti globali di beni e servizi e di conoscenza. La sindrome "frattale" in cui le regioni possono cadere si riferisce al fatto che le regioni spesso imitano le priorità delle politiche a livello nazionale o supra-nazionale. Nel corso del tempo, ci sono state delle "mode" nella definizione delle politiche di supporto regionale nei confronti di particolari settori, dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, alle biotecnologie e le nanotecnologie fino alle tecnologie verdi. Ad esempio in Inghilterra, durante la prima generazione di strategie regionali per l'innovazione, la maggior parte delle regioni dava priorità a molti degli stessi settori. In Danimarca, tutte le cinque regioni hanno dato priorità alle tecnologie della salute e alle energie sostenibili nelle loro strategie. Occorre ricordare, tuttavia, che non tutte le regioni possono essere ugualmente competitive nel medesimo settore. Ciò non implica che le specifiche caratteristiche e gli specifici punti di forza regionali non possano tradursi in competitivita a livello internazionale. Il successo delle politiche che si concentrano in alcuni settori è strettamente legato alla capacità di identificare punti di forza e effettive potenzialita, campi nei quali può essere creata una massa critica, attraverso la leva di finanziamenti privati. Ad esempio, una delle aree selezionate dalla Danimarca Centrale è l'energia eolica. La regione è terza su scala mondiale in termini di brevetti nel settore delle energie rinnovabili. La Catalogna (Spagna) ha dato priorità alle scienze della vita, in particolare attraverso il supporto alla ricerca scientifica. La regione è passata negli ultimi 30 anni dal quarto al primo quintile in termini di numero di co-brevetti con regioni estere nel settore delle biotecnologie. In passato, le strategie regionali di innovazione hanno spesso sofferto di una serie di punti deboli comuni, tra cui la mancanza di prospettiva internazionale e trans-regionale, la disconnessione dal tessuto industriale ed economico della regione, una eccessiva presenza del settore pubblico che limita la partecipazione del settore privato nelle strategie per l'innovazione. Spesso le strategie regionali non includono una rigorosa analisi dei punti di forza e si limitano a replicare le strategie delle regioni migliori senza adattarle al contesto locale. La Commissione Europea ha sviluppato alcune linee guida per le strategie di specializzazione intelligente al fine di evitare questi comuni errori (Box. 3). OECD

8 Box 3. Le strategie di specializzazione intelligente: la definizione della Commissione Europea La Commissione Europea fornisce una guida sulle modalità per sviluppare una strategia di specializzazione intelligente. Tale strategia deve essere basata sulle 4 "C". Esse includono: (Tough) Choices and Critical mass: un numero limitato di piorità basate su specifici punti di forza e specializzazione a livello internazionale evitare la duplicazione e la frammentazione nell'area di Ricerca Europea concentrare le fonti di finanziamento assicurando una più efficace gestione budgetaria Competitive Advantage: mobilizzare i talenti abbinando le capacità RTS+I e i bisogni del settore privato attraverso un processo di scoperta imprenditoriale Connectivity and Clusters: sviluppare cluster di livello mondiale e fornire spazi per connessioni tra cluster e settori sia dentro sia fuori la regione, favorendo così la diversificazione specializzata tecnologicamente abbinare ciò che una regione possiede con quanto offrono altre regioni Collaborative Leadership: sistemi di innovazione efficienti, quale risultato di uno sforzo collettivo, basato su alleanze pubblico-privato piattaforme sperimentali per dare voce ad attori inusuali Le strategie di specializzazione intelligente possono essere tradotte in pratica implementando i passi seguenti: Step 1 - Analisi del contesto regionale e del potenziale innovativo; Step 2 - Governance: assicurare partecipazione e senso di appartenenza; Step 3 - Elaborazione di una visione generale per il futuro della regione; Step 4 - Identificazione delle priorità; Step 5 - Definizione di un portafoglio di politiche, percorsi e piani di azione coerenti; e Step 6 - Integrazione di meccanismi di monitoraggio e di valutazione. Fonte: European Commission (2012), Guide to Research and Innovation Strategies for Smart Specialisations (RIS 3), Maggio Una efficace strategia regionale deve comprendere un processo di apprendimento, supportato da indicatori sui risultati, in un contesto di governance multi livello Le regioni devono implementare politiche che abbiano un fine ben definito, ma devono anche imparare lungo tale percorso. I processi di apprendimento, sia per chi disegna le politiche sia per chi ne ususfruisce, sono fondamentali. La fase di monitoraggio e di valutazione deve essere dunque una componente centrale delle strategie regionali di innovazione, in modo da poter imparare da esperienze passate e migliorare strategie e strumenti di intervento. L'apprendimento richiede uno schema di incentivi ben disegnato che renda gli attori politici responsabili dei risultati. Gli indicatori relativi ai risultati favoriscono l'apprendimento, quando si possono monitorare efficacemente e valutare le politiche in atto, in base a parametri predefiniti. Tali risultati devono essere definiti con indicatori affidabili e robusti che siano in grado di verificare il grado di efficacia degli schemi implementati. Ad esempio, nella Regione Toscana, il finanziamento agli incubatori dipende dal numero di imprese che questi ultimi sono in grado di attirare. Il finanziamento relativo ai poli di innovazione dipende dal numero di aziende che intraprendono progetti di ricerca comuni. Con il corretto meccanismo di incentivi, coloro che disegnano le politiche regionali possono selezionare i migliori attori a livello locale. Tali istituzioni, riceventi finanziamenti pubblici, sono incentivate a imparare in modo da svolgere soltanto le attività in cui eccellono. I processi di apprendimento politico sono necessari a differenti livelli di governance. In tempi di austerità fiscale, con il ruolo crescente delle regioni nelle politiche di innovazione, un uso efficiente delle risorse è cruciale. Per le politiche di innovazione regionale, il ruolo del settore privato è inoltre fondamentale. Strumenti di coordinamento per trasmettere informazioni tra il settore pubblico e privato sono necessari, come ad esempio il Foro Regionale per la Crescita presente in ciascuna delle regioni danesi (Box 4). OECD

9 In questo contesto, diversi meccanismi sono usati per rispondere a questo bisogno di coordinamento degli investimenti attraverso differenti livelli di governance. Essi includono, tra gli altri, il dialogo, la consultazione, i contratti e il co-finanziamento di progetti. Il dialogo può costruire relazioni e favorire la diffusione di informazioni. Esso può inoltre far emergere gli attori regionali più rilevanti del settore accademico, pubblico e privato, che possono essere fondamentali nel migliorare le performance regionali e nazionali. Box 4. Le nuove regioni danesi e il Foro Regionale per la Crescita La Danimarca ha implementato una riforma dell'amministrazione a livello sub-nazionale nel Tale riforma ha consolidato le 14 pre-esistenti contee in 5 regioni. Le nuove regioni hanno il compito di erogare servizi (principalmente socio-sanitari), ma anche di sviluppare il territorio. Le regioni sono oggi ufficialmente responsabili per l'implementazione di strategie di sviluppo e supporto alle imprese, per guidare progetti di innovazione. Inoltre, ciascuna regione ha messo in opera un Foro Regionale per la Crescita in cui i rappresentanti di entità regionali appartenenti al settore privato, pubblico e dell'istruzione superiore si incontrano e discutono delle questioni regionali e delle strategie di sviluppo in modo regolare e permanente. Fonte: OECD (2012) OECD Reviews of Regional Innovation: Central and Southern Denmark, OECD Publishing. Le nuove imprese e le PMI innovative sono attori chiave per una ripresa che crei occupazione e per la crescita economica di lungo periodo Favorire l'imprenditorialità e lo sviluppo di piccole imprese à un ingrediente chiave delle strategie per la ripresa occupazionale. Le PMI costituiscono il 99% delle imprese nell'area OCSE e il 50-75% del valore aggiunto nei paesi di tale zona. Il loro contributo all'inclusione sociale e alla crescita economica è ben noto. La recente crisi e i suoi effetti sulle PMI e i potenziali imprenditori hanno, se possibile, evidenziato ulteriormente il ruolo cruciale delle piccole imprese e delle start-up nella creazione o nel mantenimento dell'occupazione, così come nella generazione e nella diffusione dell'innovazione. La creazione di nuove imprese attraverso l'imprenditorialità è un fattore chiave per la generazione di lavoro e di ricchezza, specialmente quando le dinamiche di entrata derivano da opportunità legate ai processi innovativi. Secondo la Kauffman Foundation, tra il 1977 e il 2005, quasi la totalità dei posti di lavoro netti (posti creati meno posti perduti) negli Stati Uniti sono stati generati in imprese attive da meno di 5 anni. Nel 2008, le imprese innovative, favorite da venture capital, componevano l'11% dell'impiego nel settore privato statunitense e il 21% del PIL: ciò significa che esse hanno creato posti di lavoro con una produttività più elevata della media USA. Il ruolo crescente delle nuove e piccole imprese nelle dinamiche di innovazione è collegato alle trasformazioni profonde e multidimensionali nelle economie di mercato. Questi fenomeni hanno condotto a una riduzione dell'importanza delle economie di scala nella produzione, nella gestione, nella finanza e nella R&S. Una delle principali cause di questi cambiamenti è stata la più ampia differenziazione dei prodotti. L aumento dei salari e la crescente preferenza dei consumatori per la varieta hanno favorito la comparsa di numerose nicchie di mercato, che le piccole e nuove imprese riescono a servire in tempi rapidi. Ciò include mercati di prodotti tradizionali e, in modo crescente, beni sociali e servizi, come, ad esempio, servizi per la protezione individuale ed ambientale. Inoltre, una più elevata competizione abbinata all'utilizzo di nuove tecnologie ha ridotto il ciclo di vita dei prodotti, richiedendo rapidità nell'anticipare o rispondere a nuovi bisogni del mercato. Le imprese a livello locale, di conseguenza, necessitano, se possibile in modo ancora piu pressante, di migliorare le loro competenze tradizionali e integrarle con nuovi profili per raggiungere nicchie di mercato a più alto valore aggiunto. OECD

10 Il ruolo sempre più importante per l'innovazione svolto dalle piccole entità è anche collegato al modello di innovazione aperta e basata su reti che sta emergendo. Le nuove tecnologie e le loro applicazioni stanno cambiando il modo in cui le imprese sono create, crescono ed innovano. Internet ha permesso la nascita di star-up che richiedono piccole quantità di capitale iniziale, permettendo una maggior efficacia nell'utilizzo dei capitali e una più rapida evoluzione dei prodotti e dei modelli di business. Nuove e piccole imprese partecipano in modo crescente alle reti di conoscenza, non solo come fruitori ma anche come trasmettitori di conoscenza e, perfino, come ponti di innovazione, interagendo con altri enti che acquisiscono, forniscono e scambiano conoscenza. Questo è il caso, ad esempio, delle imprese che offrono servizi specializzati per altre imprese, quali la consulenza, le ricerche di mercato, servizi ingegneristici, di design e tecnici. Tali imprese forniscono input specializzati di conoscenza ad altre imprese di servizi o manifatturiere, generano opportunità di apprendimento interattivo, favoriscono la creazione di collegamenti locali e contribuiscono alla connettività dei sistemi nazionali e regionali con reti di conoscenza esterne. Ma le politiche regionali devono riconoscere la grande eterogeneità nel settore delle PMI e adattare gli strumenti a bisogni distinti Una serie di ostacoli limita le PMI e gli imprenditori dall'assumere pienamente il loro ruolo per l'innovazione e la crescita Tuttavia, esiste una distribuzione sbilanciata tra piccole imprese innovative con alto potenziale di crescita e la grande maggioranza delle PMI, spesso gestite a livello familiare in settori a medio/basso contenuto tecnologico, che innovano molto meno rispetto alle loro più grandi controparti e faticano ad adattarsi all'economia della conoscenza. Le differenze all'interno dello stesso settore possono pertanto essere maggiori delle differenze tra settori distinti. Le politiche di innovazione a livello locale devono distinguere chiaramente questi diversi gruppi di imprese e definire strumenti adatti, che riflettano i diversi modi con i quali tali imprese innovano. Esistono, tradizionalmente, ostacoli all'innovazione e alla crescita nelle PMI. L'accesso ai finanziamenti limitato, carichi amministrativi e norme di regolazione ingombranti, la mancanza di personale qualificato (sia scientifico sia manageriale), una bassa attitudine al rischio costituiscono i principali ostacoli per la crescita delle PMI. Mentre le politiche pubbliche si sono a lungo occupate degli aspetti legati ai problemi di finanziamento (e alcuni approcci efficaci stanno emergendo), solo in tempi recenti e emerso come prioritario il bisogno di affinare le competenze nelle PMI e di fornire quelle necessarie a nuovi imprenditori per fondare imprese ora competitive. Gli imprenditori nella fase iniziale della loro carriera spesso hanno competenze limitate in ambiti di rilievo per la sopravvivenza e la crescita dell impresa, come l`attitudine al rischio, la capacità di prendere decisioni, processare informazioni, riconoscere le opportunità, organizzare le risorse, avere la consapevolezza dei mercati, e gestire i prodotti. Inoltre, il ruolo ed il raggio di azione dei business angel come fonte di finanziamento per nuovi imprenditori e PMI deve essere meglio considerato e compreso dalle autorità regionali. Le opportunità imprenditoriali sono un canale formidabile per la partecipazione sociale ed economica, e per incanalare nuovi talenti e innovazioni che possano fiorire in diverse parti della società. Gli imprenditori possono giocare un ruolo importante permettendo a gruppi sotto-rappresentati, inclusi i giovani, le donne, i migranti, di creare le loro proprie opportunità partecipando all'economia locale. Programmi per l'imprenditorialità dei giovani e delle donne vengono implementati come parte delle risposte politiche alla crisi e come strategie di rinnovamento economico in molte regioni e paesi. OECD

11 L'ambiente locale e le infrastrutture "soft" sono importanti per le dinamiche imprenditoriali e l'innovazione delle PMI La terza missione di sviluppo economico delle università sostiene le PMI e l'innovazione La qualità dell'ambiente locale per la generazione e la trasmissione della conoscenza, come la bontà degli enti tecnologici locali o dei legami tra scienza e industria, è cruciale per sostenere dinamiche imprenditoriali e innovazione nelle PMI. Anche se molte delle condizioni di contorno nelle quali le imprese operano sono determinate a livello nazionale o addirittura globale, i governi regionali possono avere un ruolo importante nel disegnare le infrastrutture "soft" per orientare e sostenere gli sforzi innovativi delle PMI e attirare talenti e risorse dall'esterno. In particolare, l'acquisizione delle competenze da parte delle PMI avviene nel contesto dell'ecosistema locale. Questi ecosistemi sono costituiti da reti regionali e settoriali che consentono l interazione tra istituzioni pubbliche e private di formazione (università, istituti di istruzione superiore ), datori di lavoro, rappresentanti dell'industria, sindacati, intermediari del mercato del lavoro e di formazione (agenzie di lavoro interinali e fornitori di servizi di formazione ), agenzie governative locali e regionali, e rappresentanti della società. E da tali interazioni che possono svilupparsi strategie e strumenti per competenze rilevanti. Le università e le istituzioni di istruzione superiore possono contribuire in diversi modi allo sviluppo economico regionale. Al di là della missione tradizionale di istruzione e ricerca, le università sono in modo crescente spinte a svolgere un ruolo attivo nello sviluppo economico regionale. Questa "terza missione" delle università include un ampio spettro di azioni, come la ricerca collaborativa e la consulenza alle PMI, la gestione della proprietà intellettuale e la trasmissione della conoscenza attraverso istituzioni di trasferimento tecnologico, corsi di imprenditorialità, corsi di formazione post-scuola, sviluppo di competenze, programmi di scambio del personale per rafforzare la capacità di assorbimento delle conoscenze da parte delle PMI, spin-offs che stimolano il sistema locale imprenditoriale, iniziative sociali e culturali di divulgazione scientifica. Le università possono inoltre giocare un ruolo importante di trasmissione, all'interno del sistema regionale di innovazione, favorendo il dialogo tra diverse culture e discipline e tra diversi enti e gruppi di interesse. In aree del mondo rinomate per l'esistenza di un "locus" di innovazione, come la Silicon Valley o Israele, l'interazione tra università e privati è intensa. Questa interazione favorisce anche lo sviluppo di un linguaggio e di una visione comune, che aiuta le PMI ad articolare la loro domanda di innovazione. Gli incubatori sono infrastrutture, in genere presso o strettamente legate alle università, disegnate per accelerare lo sviluppo di imprese innovative attraverso una serie di risorse e servizi di supporto. I servizi sono forniti dai gestori dell'incubatore e sono offerti sia nell'incubatore sia attraverso la rete dei suoi contatti. Gli incubatori possono erogare servizi in modo diverso, possono essere caratterizzati da diverse strutture organizzative e possono rivolgersi a diversi tipi di clienti. L'esperienza della Regione Piemonte illustra come diversi modelli possono svilupparsi all'interno dello stesso contesto regionale, riconoscendo diverse situazioni e bisogni (Box 5). Box 5. Incubatori universitari per l'impresa nella Regione Piemonte La Regione Piemonte ha una lunga esperienza nello sviluppo di Incubatori per l'industria, con strutture dedicate nelle sue università. Ad esempio, il Politecnico di Torino, il cui Incubatore di Imprese Innovative (I3P) ha lanciato 140 start-up sin dal 1999, è un esempio di come la ricerca di livello internazionale possa sostenere la competitività regionale. Questo è un incubatore tecnologico tradizionale, i cui obbiettivi principali sono quelli del trasferimento della tecnologia e dell'assistenza delle start-up nello sviluppo dei prodotti. L'Università di Torino, d'altro canto, ha lanciato un incubatore (2I3T) che supporta start-up basate sulla scienza, nello sviluppo di ricerca applicata e nella collaborazione con imprese di taglia media o grandi gruppi industriali. Un diverso modello di incubatore (Enne3) è stato creato dall' Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro a Novara, fondata nel 1998 per servire l'area regionale distante dall'area torinese. Questo terzo incubatore, come l'università, ha per missione il sostegno allo sviluppo regionale. Il suo modo di operare si basa dunque su forti legami con le istituzioni locali e le PMI del territorio e intende promuovere nuovi imprenditori, profondamente inseriti nel contesto locale, al fine di contribuire a modernizzare l'industria locale e rafforzare i collegamenti con le reti di conoscenza. Fonte: OECD

12 Bibliografia su regioni e politiche di innovazione Bibliografia su PMI, imprenditorialità e innovazione OECD (2012), OECD Reviews of Regional Innovation: Central and Southern Denmark, OECD Publishing. OECD (2011), OECD Regional Outlook: Building Resilient Regions for Stronger Economies, OECD Publishing. OECD (2011), OECD Regions at a Glance, OECD Publishing. OECD (2011), Regions and Innovation Policy, OECD Publishing. OECD (2010), OECD Reviews of Regional Innovation: Catalonia, Spain, OECD Publishing. OECD (2009), Regions Matter: Economic Recovery, Innovation and Sustainable Growth, OECD Publishing. OECD (2009), OECD Reviews of Regional Innovation: Piedmont, Italy, OECD Publishing. OECD (2008), OECD Reviews of Regional Innovation: North of England, UK, OECD Publishing. OECD (forthcoming), Local Policies for Entrepreneurship and Small Business Development, OECD Publishing. EC/OECD (2012), Policy Brief on Youth Entrepreneurship: Entrepreneurial Activities in Europe, European Commission, Brussels. OECD (2012), Financing SMEs and Entrepreneurs: An OECD Scoreboard, OECD Publishing. OECD (2011), Intellectual Assets and Innovation: The SME Dimension, OECD Publishing. OECD (2010), SMEs, Entrepreneurship and Innovation, OECD Publishing. Potter J., A. Proto and M. Marchese (eds.) (2010), Entrepreneurship, SMEs and Local Development in the Marche region, Italy, OECD LEED electronic working paper n. 2010/12. OECD (2010), High Growth Enterprises: What Governments Can Do To Make a Difference. OECD Publishing. Bibliografia su competenze e innovazione OECD (2012), Towards an OEC Skills Strategy, OECD Publishing. OECD (2010), The OECD Innovation Strategy: Getting a Head Start on Tomorrow, OECD Publishing. OECD (2010), Measuring Innovation: A New Perspective, OECD Publishing. OECD

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