rapporto mensile indipendente sulle comunicazioni promosso da Gianni Di Quattro

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1 èbeltel Beltel rapporto mensile indipendente sulle comunicazioni promosso da Gianni Di Quattro dal 1995 bundling people Comitato d Onore Enzo Cheli Antonio Maccanico Comitato Tecnico-Scientifico Giampio Bracchi Maurizio Decina Sandro Frova Gustavo Ghidini Claudio Leporelli Sergio Mariotti Franco Morganti Elserino Piol Enzo Pontarollo Comitato di redazione Franco Carlini Annalisa D Orazio Marina Mascazzini Antonio Pilati Luigi Prosperetti Giuseppe Richeri responsabile Marina Mascazzini Caspa srl via Cassolo, Milano tel fax e.mail belvedere stiamo entrando in una fase nuova, Elserino Piol e Maurizio Decina assalto ai clienti degli operatori mobili, Franco Carlini controluce, Franco Morganti visto da Elfo mercato primopiano wireless local loop: tanto rumore per nulla! Enzo Pontarollo da New York, Sandro Malavasi Rai e new media, un discorso sospeso, Marco Mele analisi fattori critici per il successo dei progetti e-government, Sergio Mariotti piccolo è bello non fa più tendenza, Giorgio Meletti banda larga tra regolamentazione e competizione, Enrico Grazzini c era una volta Silicon Valley, Bernardo Parrella inchiesta tecnologia wi-fi: quale opportunità? a cura di Andrea Lawendel attualità notizie spazio all e-learning interviste, a cura di Marinella Zetti dedicato a municipalizzate e dintorni banche e finanza oltre il mercato regole economia il valore delle concessioni radiotv in quest epoca, Eugenio Prosperetti la terza internet in sette mosse, Piero De Chiara nuova opportunità di business, Rosaria Ledonne attenzione a quel decreto, Massimo Messina l oracolo di Beltel lo spettro dello spettro, Luigi Prosperetti dai mercati, Walter Galbiati nuove misure di redditività per la telefonia mobile, Andrea Masnata tecnologia scenari dalla quarta rivoluzione, Maurizio Decina l umts per il mercato business, Paola Pernigotti wireless lan, Vittorio Trecordi e Martino De Marco pagine utili Beltel n. 5

2 ... belvedere... stiamo entrando in una fase nuova intervista a Elserino Piol e a Maurizio Decina a cura di Grazia Longoni E una sensazione diffusa: l idea che, grosso modo dal 98 a oggi, un ciclo si sia concluso nelle Tlc. E opinione corrente che gli ultimi quattro anni siano stati caratterizzati prima da una forte spinta verso la liberalizzazione, poi da una sopravvalutazione di tutto quanto orbitava nella new economy con un ruolo della finanza prevalente rispetto a quello della tecnologia, infine dallo scoppio della bolla internet e da una crisi che è diventata anche stagnazione. Affermare però che si stratta di un ciclo finito significa dire qualcosa di meno scontato. E ipotizzare che le condizioni delle Tlc da adesso in avanti non solo siano diverse da quelle del passato ma abbiano in sé le premesse per una nuova fase di sviluppo. Con questa idea in testa, Beltel ha posto una serie di domande a due grandi esperti del settore: Maurizio Decina ed Elserino Piol. Le loro risposte confermano l ipotesi ed entrano nel merito dei diversi aspetti della nuova realtà. Piol ha un occhio attento soprattutto all evoluzione delle aziende del settore e del mercato e vede positivamente (nonostante provochi lacrime e sangue) il ritorno ai fondamentali nel definire il valore delle imprese e dei modelli di business. Decina si sofferma sulle potenzialità offerte da nuovi standard tecnologici e ragiona, con qualche provocazione, sulle tendenze in tema di asimmetrie normative a favore della concorrenza. Ecco, di seguito, le due interviste. Elserino Piol E diffusa la sensazione di essere in una fase nuova delle Tlc: è così? Penso che siamo alla fine di un ciclo, ancora non completato, di riposizionamento delle aziende di Tlc. Le aziende stanno rivedendo sia la loro posizione finanziaria e il loro valore (lo hanno fatto per esempio Tiscali, Aol e Vodafone), spesso modificando i valori delle acquisizioni fatte in passato, sia la loro posizione competitiva. Questo riposizionamento va visto in termini positivi. Si era infatti creata una valutazione eccessiva, e ora ci sia avvia a una fase in cui i fondamentali sono impostati più correttamente. Sta cambiando anche il ruolo attribuito alla tecnologia? Sì, vediamo che si soppesa con più attenzione l impatto che potrà avere l Umts, l evoluzione del Gsm, eccetera. Spesso questa diversa valutazione della tecnologia porta a rivedere le previsioni al ribasso. Ma quello che a mio parere più conta è che c è un importanza nuova attribuita ai fondamentali. In generale, c è il clima di una corsa finita, con i concorrenti che si preparano per iniziarne un altra. E si valutano con più attenzione le capacità, i modelli di business eccetera. Che cosa dobbiamo attenderci ora? Sono ottimista perché sull importanza del settore non c è alcun dubbio, quindi il fatto che certe spade di Damocle scompaiano, che si adotti un atteggiamento più prudente, può essere solo un vantaggio. Si ricomincia il gioco da posizioni più chiare. Credo che ci vorrà ancora qualche mese per avere un quadro definitivo delle forze in campo. Come vede il mercato? Dal punto di vista degli utenti, sia business sia consumer, il traffico telefonico e internet sta aumentando e aumenterà sempre di più. Dal punto di vista dello scenario competitivo, è chiaro che non c è posto

3 ... belvedere... per tutti e che assisteremo a una selezione darwiniana. Siamo solo all inizio ma penso che sarà un processo rapido. In parte si tratta di processi che sono sempre attivi, ma non c è dubbio che nel 2002 ci sarà una punta. Sulle quasi 200 licenze che sono state concesse, penso che non resteranno più che una decina di imprese di Tlc, di cui solo cinque o sei in modo realmente significativo. Quando pensa che questa selezione sarà completata? Penso che uno scenario di massima sarà visibile già entro quest anno, anche se il processo effettivo di selezione sarà più lungo. Prevedo che alla fine di quest anno si capirà chi ha le chance per restare competitivo. Che cosa si aspetta sul piano normativo? «Non mi aspetto novità strabilianti. Penso che aumenterà l interazione tra l Italia e l Europa, che alcuni temi già sollevati in Europa, come le tariffe delle terminazioni fisso su mobile, oggi favorevoli agli operatori mobili, troveranno una soluzione. Mi aspetto un insieme di definizioni volte a migliorare lo scenario competitivo». Qual è il suo pensiero su questo vantaggio degli operatori mobili? Qualcuno parla di unfair advantage per gli operatori del mobile. I quali ribattono il loro diritto a non essere penalizzati visti i forti investimenti che hanno dovuto sostenere per l Umts. Penso che tra queste due cose non ci sia una vera relazione. Come vede oggi il ruolo della tecnologia? Direi che la tecnologia ha due dimensioni. Una è il consolidamento e l ottimizzazione delle infrastrutture sia hardware sia software per ridurre i costi e aumentare l efficienza dei sistemi (centrali, reti intelligenti, software ecc). Come detto, si tratta di un processo di ottimizzazione. L altra dimensione è la possibilità che la tecnologia offre di aprire nuovi mercati. Per esempio? La più importante è quella offerta dai sistemi Wi Fi, cioè da un nuovo standard per comunicazioni wireless in banda larga. Penso che possa avere un impatto rilevante sul mercato, anche perché le licenze non sono regolamentate. Se resteranno tali, la nuova tecnologia potrà avere un impatto simile a quello di internet: lo standard c è, negli Usa ci sono club di utenti, in certe città vengono installate antenne, Bt vuole realizzare una rete completa, eccetera. Certamente si tratta di un grado di libertà nuovo per gli utenti. E per gli operatori si aprono possibilità di nuovi servizi: posso fare un accordo con un aeroporto, installare le antenne, dotare i miei clienti di una carta intelligente per accedere al servizio e poi far pagare loro una bolletta. Un altro esempio di tecnologie in grado di aprire nuovi mercati è quello dei sistemi Blue Tooth per la rete domestica. Come vede, in questi nuovi scenari, la convergenza tra Tlc e informatica? Penso che ci sia un rilancio della convergenza. A livello individuale esiste già, perché il pc è uno strumento di comunicazione. Nelle aziende non ha senso pensare a un sistema informativo senza un legame con le Tlc, c è tutto il campo dei data center, il mercato degli Application Service Provider, di tutte le attività che saranno possibili in outsourcing, senza dover gestire un hardware di proprietà. Sotto l ombrello di internet c è una crescente convergenza tra Tlc e informatica. C è poi un altro campo da considerare. L operatore di Tlc non può più limitarsi a fare affari vendendo minuti di traffico, deve arricchire i suoi servizi, quindi entrare nell informatica.

4 ... belvedere... Maurizio Decina E diffusa la sensazione che il settore della Tlc stia entrando in una fase una diversa da quella cui abbiamo assistito negli anni scorsi. E così? Nel settore Tlc c è stata una recessione che tuttora stenta a lasciare il passo alla ripresa. Cio indubbiamente porta sul mercato una situazione nuova. Possiamo dire che si è chiusa una prima fase, quella caratterizzata dall apertura alla competizione in sincronia con con l esuberanza la New economy, e che quella che ora si inaugura è segnata da una stagione di riflessione. Il rallentamento del mercato è iniziato all inizio della primavera 2001 negli Usa, e nell estate 2001 in Europa. Poi, l attentato alle Twin Towers e la successiva guerra hanno creato turbolenze che tendono a prolungare questa situazione di stagnazione. In che cosa si traduce questa fase nuova? Il gran numero di imprese nate nate per fornire servizi di telefonia e internet è destinato a diminuire in modo drastico. Se si pensa al mercato del mobile in Italia, con l uscita di Blu, i competitor Gsm si riducono a tre, mentre per l Umts con il congelamento di Ipse i competitor sono quattro. Nelle Tlc fisse stiamo assistendo a un forte processo di fusione soprattutto tra imprese nate per fornire telefonia e internet. Ma quali esiti ha avuto la liberalizzazione? Gli obiettivi della liberalizzazione sono di favorire i consumatori con tariffe più basse e di stimolare la diffusione di servizi innovativi. Prendiamo ad esempio gli Usa. Il Telecommunications Reform Act del 96 aveva aperto una nuova stagione delle regole dopo quella della divestiture del gigante At&t di dieci anni prima. Lì c e oggi un duopolio che compete nelle reti locali per la telefonia e per i dati, le Lec e gli operatori di Catv. Molti operatori locali alternativi, i cosiddetti Clec, sono scomparsi dal mercato. Il livello di sviluppo degli accessi a larga banda via cavo, doppini e coassiali, è considerato relativamente basso, il 15% delle abitazioni statunitensi. Allora, lo sviluppo delle tecnologie innovative nelle aree locali è rallentato dall imposizione alle Lec dell unbundling? E si discute animatamente su una proposta di deregolamentazione dei servizi dati a larga banda offerti dalle Lec e di contemporanea proibizione a operare servizi dati sulle lunghe distanze. Il contrario di quanto stabilito nel Si può dire che c è una fase nuova per quanto riguarda la tecnologia e la sua possibilità di influenzare il mercato? Le recenti misure fatte sullo sviluppo di Internet nei primi mesi del 2002 mostrano con chiarezza una forte ripresa dell incremento di traffico sui backbone internazionali, della crescita delle pagine Web e dell aumento del numero di accessi alla Rete. Gli esperti sono convinti di essere di fronte a una nuova tumultuosa onda di innovazioni tecnologiche, nelle radiocomunicazioni, nell ottica e nel pervasive computing che consentirà lo sviluppo di nuovi servizi e applicazioni internet based per le imprese e per i consumatori. Aspettiamoci quindi l inesorabile ripresa della Net economy! Recentemente è emersa con prepotenza la potenzialità dell accesso a larga banda senza fili, attraverso la tecnologia radio Wireless Lan. Questa tecnologia si chiama Wireless Fidelity o Wi-fi. La velocità di download è dell ordine dei milioni di bit al secondo, molto grande rispetto a quella del Gsm/Gprs che è dell ordine delle decine di di migliaia di bit al secondo, anche dell Umts che è dell ordine delle centinaia di migliaia. Questa tecnologia consente dunque all utenza business e a quella consumer, un accesso internet con un altissima qualità di downstreaming. Chiaramente è una tecnologia di accesso dati e non ha certo le caratteristiche di ubiquità e mobilità del Gsm e dell Umts. Ci sono infine importanti aspetti regolatori. Perché? Se indoor Wi-fi può sostituire il cavo (e succederà nelle case, negli uffici, negli aeroporti, negli alberghi, ecc.), se è outdoor diventa servizio pubblico. Le Wireless Lan operano su una banda di frequenza a 2,4 Gigahertz chiamata Ism che negli Usa e nei paesi scandinavi è impiegabile anche outdoor in modo condiviso da piu operatori unlicensed. Il fatto che la banda sia senza licenza e che

5 ... belvedere... la rete costi poco fa sì che l accesso sia a costi bassi. Nei principali paesi europei, invece, non è oggi consentito offrire servizi pubblici su bande Ism e questo appare come un freno allo sviluppo di tecnologie innovative. Ci sono comunque importanti aspetti tecnici per il corretto funzionamento delle comunicazioni sulla banda Ism, i livelli di interferenza, ad esempio. Questo sarà oggetto di dibattito in Europa? Il dibattito e ormai acceso da molti mesi in Inghilterra. In Europa sul dibattito influisce chiaramente anche la peculiare situazione delle costosissime licenze rilasciate per le bande dedicate Umts. Il 15 aprile Bt ha tagliato il nodo gordiano, e ha annunciato di voler diventare operatore pubblico su Wi-fi, offrendo un servizio di Integrated Mobility che combina Wi-fi e Gsm/Gprs. Concludendo, qual è lo scenario che ci aspetta nel prossimo futuro? Mentre negli Usa il servizio pubblico Wi-fi è consentito e si discute se deregolamentare la trasmissione dati su Dsl da parte delle Lec, in Europa il processo di regolamentazione dell unbundling è concretamente appena avviato e si discute se ci debba essere una licenza ad hoc per i servizi Wi-fi. E proprio la stagione del ripensamento al di là e al di qua dell oceano Atlantico. In sostanza, mi sembra che si oscilla tra voler annullare o ripristinare le famose misure asimmetriche, sempre con l obiettivo di tutelare i consumatori e la concorrenza».

6 ... belvedere... assalto ai clienti degli operatori mobili Franco Carlini Il punto di vista ottimistico suona così: 1. ci sono al mondo solo 500 milioni di utilizzatori della rete Internet, ma sono già un miliardo quelli dotati di un telefono cellulare (avendo recentemente raggiunto il numero delle linee telefoniche fisse). 2. Il telefono cellulare è molto personale molto facile da usare, al punto che non solo i bambini, ma anche gli anziani lo usano correntemente, anche per mandare i messaggi di testo. 3. A differenza di quanto avviene nell Internet, nel mondo della telefonia mobile tutti gli utenti danno per scontato che i servizi si pagano e hanno dimostrato di essere disposti a farlo, persino per ascoltare improbabili oroscopi del giorno. 4. Oltre a tutto gli operatori di telefonia cellulare sono ben attrezzati a contabilizzare ogni minuta transazione: hanno l hardware e il software per farlo e soprattutto la cultura aziendale. L insieme di queste caratteristiche positive sembra rendere possibile un sogno: quello di trasformare l Internet in qualcosa di profittevole, anziché di gratuito o basato solo sulla pubblicità. In sostanza al dramma del gratuito (ma è davvero un dramma? Questo è un altro discorso) si potrebbe sfuggire adottando un doppio e parallelo percorso, a una doppia e magica accoppiata di parole: larga banda e mobile. La prima permetterebbe di convogliare nella rete contenuti multimediali ricchi e a pagamento in sostanza di tipo cinematografico e televisivo. La seconda sarebbe il luogo di transazioni economiche magari piccole ma di massa, fino a generare rispettabili fatturati e profitti. Tutto ciò contiene molto di ragionevole e a renderlo ancora più probabile è il noto fenomeno dell indebitamento di cui le aziende di telecomunicazione si sono dovute caricare. Dovute perché hanno subito un ricatto di fatto dei governi europei e degli investitori, senza avere alcuna possibilità di sottrarsi: chi non era già nel settore mobile come Tiscali o e.biscom, ha potuto saggiamente evitare al trappola, ma chi era già operatore mobile è stato costretto a giocare al gioco dell Asta Micidiale. Ma dovute anche perché la quasi completa saturazione del parco abbonati e la inevitabile discesa dell Arpu (quanto ogni utente in media spende telefonando) rendevano comunque necessario una nuova ondata di innovazione; l alternativa era solo quella di rassegnarsi a una stagnazione in un settore maturo. Dunque c è sia l opportunità che l obbligo, ma il difficile e il mal di testa per gli operatori mobili cominciano proprio a questo punto. Per usare la solita metafora un po brutale, la domanda che essi si fanno è questa: come non essere ridotti al ruolo di idraulico e tubista? Ovvero: come essere degli idraulici smart, a valore aggiunto? Che le aziende dei telefoni mobili siano almeno un po idraulici non c è dubbio, e guai se smettessero di farlo. Quello che vendono al pubblico è infatti un valore assai apprezzato: la possibilità di usare le loro infrastrutture per essere in relazione d affari o d affetto con i nostri simili. E così facendo hanno accumulato un importante patrimonio aziendale, costituito dai milioni di utenti con nome, cognome, consumi e conto corrente. Questo possesso del cliente (il termine è poco elegante, ma proprio di questo si tratta) ce l hanno solo loro, ma è un patrimonio che oggi, nella n uova ondata cellulare, può venire insidiato. Oppure, se si preferisce, è un database che altri cercano loro di sottrarre. A monte, sul fronte degli apparati, ci prova la finlandese Nokia: il suo Club Nokia non è un banale sistema di valorizzazione di un marchio importante, ma corrisponde al bisogno di quella stessa azienda di essere lei riconosciuta come il brand di riferimento del popolo telefonatore. A valle, sul terreno dei servizi mobili, intrecciati con quelli della rete, il tentativo più robusto viene da Microsoft che ha molto promesso (e molto fallito) nel tentativo di ritagliarsi uno spazio nella telefonia cellulare. La strategia di Microsoft si centra dunque sul fatto di essere insieme piattaforma e hub per i Web Services, mobili e fissi, relegando appunto gli operatori telefonici nel ruolo di gestori del traffico, mentre il valore si produce e si consolida agli estremi. Come gli stessi operatori mobili fronteggiano queste minacce che cercano di invadere un territorio fino a ieri esclusivo è l altra questione. E merita, com è ovvio, un prossimo approfondimento.

7 ... belvedere... controluce Franco Morganti Qual è il ruolo dell Italia nelle Ict? Basterà la Task Force sulla larga banda a farci recuperare il terreno perduto? Le ultime notizie dall industria non sono buone: abbiamo perso a cavallo degli anni 70 e 80 l industria informatica (la storica Olivetti è ormai Tecnost, il suo software è ormai Getronics), venti anni dopo abbiamo perso le telecomunicazioni (Telettra è da tempo Alcatel, Italtel è ormai Siemens e Cisco), nei cellulari, nonostante il ricco mercato nazionale, siamo marginali con Telit, nei semiconduttori manteniamo un profilo industriale, non di ricerca, con STMicroelectronics. Importiamo tutto, al massimo assembliamo, in ogni caso inventiamo tecniche applicative o di vendita (roaming, carte prepagate, condivisione di frequenze, ecc.), nelle quali siamo eccellenti. Se guardiamo alla ricerca e sviluppo, l Italia spende da anni l 1% del suo Pil, contro il 2,3% della Germania, il 2,2 % della Francia, l 1,8% di UK, il 2,8% di USA, il 3% del Giappone, l 1,85% della media europea (evitiamo per carità di patria il confronto con i paesi scandinavi). D altra parte, oltre alle Ict, abbiamo perso anche aeronautica, chimica e farmaceutica. La riforma universitaria che servirebbe (abolizione del valore legale del titolo di studio) non è all ordine del giorno, neppure del ministro Moratti. Il CNR continua a essere una confraternita spartitoria. Il rapporto fra università e industria è modesto e fragile. Di conseguenza il Venture Capital langue, mancando figure imprenditoriali che abbiano origine dalla ricerca. La scommessa che molti di noi hanno fatto fin dagli anni 60 è dunque irrimediabilmente perduta? Ma allora, come fa l Italia a mantenere le sue quote nelle esportazioni mondiali? E vero, avevamo un 16,3% nel 1996, mentre nel 2000 siamo scesi a 14,3%, però anche la Germania è scesa di un punto e la Francia mantiene appena la posizione. Salgono gli USA, il Canada, ma anche l Austria e l Irlanda. E come se la ventata Ict fosse passata sul nostro paese senza lasciar traccia o, meglio, lasciando traccia sulle altre industrie che si chiamano moda, arredo, tessile, alimentari, turismo, macchine utensili, un po di cavi e un po di automobili. Mi dicono che gli italiani del Nord-Est stanno abbandonando la Malaysia perché il costo del lavoro è ormai troppo caro. Lavoriamo con margini modesti e, infatti, le imprese italiane guadagnano poco. Qualcuno vede una luce in fondo al tunnel?

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9 ... mercato... primopiano wireless local loop: tanto rumore per nulla! Enzo Pontarollo Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano A metà aprile, il Ministero delle Comunicazioni ha fornito una serie di informazioni sullo svolgimento della gara relativa alla tecnologia di accesso all ultimo miglio per via radio (il cosiddetto WLL-Wireless Local Loop), le domande relative alla quale scadevano il 22 marzo scorso. La procedura si concluderà il 7 maggio prossimo con l apertura delle offerte presentate dalle 29 imprese ammesse alla fase finale della gara. Con questo adempimento, giungerà finalmente a termine una delle vicende più lunghe e tormentate della breve storia della liberalizzazione italiana in materia di Tlc, con un risultato molto diverso da quello che ci si attendeva all inizio. Come è ben noto ai lettori di Beltel, il WLL è una tecnologia radio a larga banda, che connette gli utenti alla rete telefonica pubblica, utilizzando nell ultimo miglio segnali radio in sostituzione dei collegamenti fisici (rame, coassiale o fibra). L importanza dell ultimo miglio è ben nota: l operatore che lo controlla ha la possibilità di accedere direttamente al cliente, per cui chi possiede l ultimo miglio possiede il cliente. E se un impresa vuole offrire dei servizi, è questa la chiave di accesso. La rapida utilizzazione della tecnologia WLL era stata considerata una delle strade più veloci per consentire l accesso all anello locale ai nuovi operatori svincolandoli dalla necessità di utilizzare la rete dell operatore incumbent. L interesse per questa tecnologia nasce dai suoi costi limitati, dato che consente di raggiungere i clienti finali senza investire in attività di scavo per la posa della fibra ottica, e senza dover intraprendere la faticosissima e costosa trafila insita nell unbundling del local loop. Il WLL sembra presentare dei vantaggi anche rispetto al doppino in rame: gli operatori alternativi che intendono fornire servizi DSL attraverso l unbundling devono pagare l incumbent per l uso dei cavi in rame e per la co-locazione delle loro apparecchiature. Il WLL consente, invece, di bypassare completamente l incumbent, e un impresa non dovrebbe mai essere nella posizione di avere una struttura dei costi controllata dal suo maggiore concorrente. L offerta dei servizi WLL è soprattutto mirata alle piccole medie imprese, che sono state tradizionalmente trascurate dagli operatori dominanti, dato che attivano in genere dei flussi di traffico troppo modesti per giustificare investimenti ad hoc. Inoltre, è particolarmente indicata per quelle PMI che necessitando di flussi di dati simmetrici, non traggono grande giovamento dalla tecnologia ADSL. Un ulteriore vantaggio del WLL è rappresentato dalla sua scalabilità: l operatore può infatti aumentare la capacità in maniera graduale, evitando in tal modo i grossi investimenti richiesti dalla posa delle fibre ottiche; inoltre, una volta che il cliente sia passato alla fibra, gli impianti WLL possono essere recuperati ed utilizzate altrove. Sulla base di queste considerazioni ottimistiche, quasi tutti paesi dell Unione hanno deciso, fin dalle prime fasi del processo di liberalizzazione, di concedere delle licenze per questo servizio, come mostra la seguente tabella. Prime licenze WLL concesse in Europa Paese Licenze accordate Data Germania 860 licenze accordate a 12 operatori. Tra i vincitori Viag Interkom e Agosto 1999 Broadnet Portogallo Licenze sono state accordate a Broadnet e First Mark Agosto 1999 Irlanda 4 licenze accordate. Tra i vincitori Telecom Eireann ed Esat Telecom Settembre 1999 Spagna 6 licenze accordate. Tra i vincitori Broadnet e Jazztel Marzo 2000 Svizzera 34 licenze accordate. Tra i vincitori UPC e First Mark Marzo 2000 Finlandia Accordate diverse licenze Tra i vincitori UPC e Callahan Agosto 1999-Giugno 2000 Lussemburgo Licenze concesse a First Mark e Formus Luglio 2000 Francia 2 licenze nazionali e 44 locali accordate, attribuite solo 28. Tra i Luglio 2000 vincitori Broadnet e First Mark Regno Unito Concesse 16 licenze su 42 per mancanza di candidati Novembre 2000 Danimarca 4 licenze accordate. Tra i vincitori Broadnet e Sonofon Dicembre 2000 Austria Solo 2 operatori su 7 ammessi alla gara hanno ottenuto la licenza Febbraio 2001 Belgio 4 licenze accordate. Tra i vincitori Belgacom e Formus Febbraio 2001 Olanda 7 licenze concesse Primavera 2001 Svezia Sono state attribuite svariate licenze Maggio 2001 Fonte: Public Network Europe, Aprile 2001

10 ... mercato... La tavola mostra con chiarezza che la gran parte dei paesi ha attribuito le licenze entro l anno 2000, mentre solo in qualche caso, la procedura è stata completata nei primi mesi del I risultati delle gare sono stati molto diversi: modesti in Austria e soprattutto nel Regno Unito dove sono state assegnate solo 16 licenze sulle 42 previste, con un introito per lo Stato di 54 milioni di dollari, anche perché in quest ultimo paese non è stato consentito l uso del WLL per interconnettere gli apparati d antenna degli operatori GSM. Ottima è stata invece la risposta degli operatori in Danimarca e soprattutto in Svizzera, dove lo Stato ha introitato ben 345 milioni di dollari. Anche la nostra Autorità si era mossa abbastanza velocemente su questa strada, avviando nel novembre 1999 una consultazione pubblica con gli operatori per verificare l interesse al sistema dell ultimo miglio via radio. La consultazione, conclusasi nel febbraio 2000, non è stata sfortunatamente seguita da iniziative concrete fino a novembre, quando l Autorità ha annunciato finalmente le procedure per l assegnazione delle frequenze. A gennaio 2001, però, il Parlamento ha approvato il D.L. 23/1/01 n.5, convertito dalla legge 20/3/01 n. 66, che ha stabilito il trasferimento al Ministero di alcune importanti competenze, quali il rilascio di licenze e autorizzazioni, che erano state in precedenza trasferite dallo stesso Ministero all AGCOM. Ciò ha determinato un prolungato scontro tra Authority e Ministero sulle rispettive competenze, che si è risolto con un compromesso in base al quale alla prima spetta di stabilire le misure asimmetriche per garantire l equilibrio della concorrenza, mentre tocca al Ministero elaborare il bando e le procedure per l assegnazione. Dopo il parere dell Autorità Antitrust, ad ottobre 2001, l AGCOM ha varato le misure asimmetriche, che prevedono per Telecom l obbligo di congelare il servizio per quattro anni in caso di acquisizione delle licenze, periodo nel quale i nuovi entranti potranno gestire in esclusiva le reti locali punto-multipunto per via radio. All inizio del 2002, il Ministero ha finalmente pubblicato il bando di gara riguardante 10 licenze per ogni regione della durata di quindici anni, gara basata su una procedura mista e cioè sul versamento di una fee di ingresso ed una eventuale fase d asta con rilanci competitivi. L enorme ritardo che ha caratterizzato l intera procedura, tuttavia, ha modificato grandemente le aspettative delle imprese, per cui su 210 licenze locali messe in gara, sono state presentate offerte solo per 153 di esse, il che ridurrà grandemente l incasso per lo Stato, che era stato stimato all inizio della procedura in 110 milioni di Euro. Inoltre, contrariamente a quanto ci si poteva aspettare, i più attivi nel richiedere collegamenti punto-multipunto via radio sono stati i tre maggiori operatori di telefonia mobile, interessati a sostituire i costosi circuiti affittati dall incumbent con collegamenti tra le stazioni radio delle reti cellulari, così da poter realizzare consistenti risparmi nei costi. Quali lezioni si possono ricavare da questa vicenda? La più importante di esse riguarda la tempistica: l attività di regolamentazione obbliga sostanzialmente a prendere delle decisioni, che vanno adottate secondo calendari rigorosi, che non possono essere prorogati. Ogni ritardo, in un contesto caratterizzato da un rinnovamento tecnologico molto serrato, può diventare deleterio e si traduce di fatto in un regalo fatto all operatore dominante. I ritardi rendono, poi, il processo di regolamentazione inefficiente e soprattutto fanno perdere all Autorità quell autorevolezza che è certamente l asset più prezioso di cui un organismo di regolamentazione deve disporre. Il fatto, poi, che certi ritardi non siano, sempre ed esclusivamente, attribuibili all Autorità e soprattutto il fatto che si siano ridimensionate nel frattempo le aspettative che erano state riposte sul WLL come strumento di accesso alternativo, non elimina la serietà delle conseguenze, soprattutto in un momento in cui gruppi molto potenti di interessi organizzati insistono sulla necessità di ridurre l ambito della regolamentazione ed il ruolo del Regolatore. Come osservava qualche mese fa, su questa stessa rivista, il prof. Leporelli, la concorrenza non sarebbe mai partita senza decisioni regolamentari e non durerebbe un giorno se i vincoli posti cadessero: i competitori per ora sono puri strumenti del regolatore. Per quanto cruda possa sembrare quest affermazione, essa è assolutamente incontrovertibile ed implica, per il bene del mercato, che l autorevolezza dell Autorità non venga assolutamente indebolita da vicende come quella che abbiamo brevemente descritto.

11 ... mercato... attualità da New York Sandro Malavasi Le sigle del momento: sicuramente Wi-Fi e Mvno Si tratta di terza generazione, ma non dei cellulari. E quella della grande spinta in atto in America verso i wireless network, cioè network cellulari, applicati soprattutto alle aziende, che permettano collegamenti cellulari a laptop, palmari e normali pc. I dati più recenti dicono che oltre 63 dei 165 milioni di utenti americani internet si collegano via cellulare. Secondo le previsioni di Jupiter Media Metrix per il 2005 nel mondo merci e servizi per 22,5 mld di dollari verranno acquistati tramite computer via linee cellulari, anche se al momento solo il 2% degli utenti americani del cellulare fa acquisti online. Su questo fronte le novità più discusse sono racchiuse in due sigle:wi-fi e Mvno. La prima prende il nome da Wireless Fidelity e si sta diffondendo anche in luoghi pubblici come aeroporti e alberghi, anche se offre collegamenti cellulari in zone piuttosto limitate, ma presto anche in 530 negozi della catena Starbucks che punta a un collegamento cellulare per il 70% dei suoi punti vendita. Wi-Fi ha successo per i suoi costi contenuti e la facilità d uso che creano una sorta di Lan cellulare. Una società specializzata, la Runforoffice.com, si sta già occupando della commercializzazione delle schede necessarie per l accesso. Secondo Gemma Paulo di In-Stat nessuna tecnologia cellulare ha avuto lo scorso anno il successo e l espansione di Wi-Fi e 7,5-8 milioni di americani hanno già comprato gli strumenti necessari per i collegamenti nelle aree designate. Nel 2000, durante la recessione, le vendite di hardware per Wi-Fi sono aumentate del 14%, e ora aree di copertura Wi-Fi vengono promosse anche da privati nella zona vicino alla loro abitazione o nel loro stesso edificio, con grossi risparmi per gli utenti. Mvno prende invece il nome dalle iniziali di Mobile Virtual Network Operators e rappresenta un network cellulare che usa un marchio a scelta utilizzando le strutture di un gruppo esistente. Questo permette in teoria di creare il Network di Topolino o quello di Linus utilizzando le frequenze di una delle società che forniscono servizi cellulari. Gli Mvno si prestano quindi a soluzioni commerciali, perché all elemento tecnico uniscono il fattore marketing e la creazione di un network per molteplici fini, es. religiosi o politici. L esempio di maggiore successo è probabilmente quello di OnStar, il servizio di assistenza telefonica nelle vetture che dopo sei anni di attività ha già 1,5 milioni di abbonati e usa il network delle telecomunicazioni cellulari di Verizon. Pochi messaggini per gli americani col cellulare Meno del 10%. E questa un po a sorpresa la percentuale degli americani che usano gli Sms, i messaggini telefonici. I dati offerti dall In-Stat Group segnalano infatti che nel primo trimestre di quest anno a fronte di 132,8 milioni di abbonati a servizi telefonici cellulari negli Usa, solo 12,8 milioni lo erano anche agli SMS. In effetti il servizio viene offerto dal 98, ma fino a poco tempo fa i vari operatori cellulari non permettevano il passaggio di messaggi di testo da un sistema telefonico all altro e quindi di fatto bloccavano lo scambio di comunicazioni. Secondo Donald Longueuil, analista della stessa In-Stat, negli Usa gli Sms sono stati frenati anche dalla larga diffusione di posta elettronica e computer, a livelli decisamente superiori a quelli europei. Senza contare che per gli utenti più assidui della posta elettronica si è sviluppato un segmento del mercato delle trasmissioni cellulari tramite palmare, con le versioni più avanzate di Palm, Handspring e Blackberry della canadese Research in Motion diffuso nei network aziendali e divenuto famoso per essere stato l unico servizio cellulare in azione anche durante il tragico 11 settembre a New York.

12 ... mercato... Lenta la sostituzione di linee tradizionali con servizi cellulari Il termine tecnico è quello di landline substitution, cioè il passaggio dell utenza commerciale e residenziale a servizi unicamente cellulari. E interessante scoprire che negli Usa i dati non confermano l opinione corrente secondo cui i prezzi e le caratteristiche dei servizi cellulari hanno indotto molti americani ad annullare le loro linee tradizionali. Secondo alcune verifiche fatte da Linda Mutschler di Merrill Lynch, in alcune aree degli Usa il 10-15% degli abbonati ai cellulari ha annullato ogni abbonamento a linee tradizionali, mentre una delle società del settore la Leap Wireless ha recentemente dichiarato che il 32% dei suoi abbonati non usa più linee tradizionali rispetto al 7% rilevato 18 mesi prima. Un altro fenomeno collegato è che molti hanno cancellato l abbonamento ad alcuni degli optional telefonici, come l avviso di chiamata o la possibilità di identificare il numero da cui proviene una chiamata, perché gli stessi sono disponibili gratuitamente nei loro servizi cellulari. La tesi dell analista di Merrill Lynch è che la migrazione dalle linee tradizionali a quelle cellulari comporterà delle perdite per le grandi società telefoniche americane che riacquisteranno solo parte dei vecchi abbonati con promozioni e sconti. Uno degli effetti paralleli di questa situazione è che la guerra dei prezzi in atto sul cellulare, a tutto vantaggio degli utenti, arriverà prima o poi anche sui servizi tradizionali costretti a ridurre i costi per non perdere abbonati. Negli Usa, infatti, buona parte dei cellulari offre servizi interurbani a tariffa fissa o addirittura gratuiti nelle ore serali e nel fine settimana. Ennesimo rinvio, grazie al Congresso, per le aste delle frequenze Il progetto, già rivisto più volte, era quello di lanciare il prossimo 19 giugno l asta per le frequenze dei canali compresi fra 52 e 69 attualmente controllati dalle stazioni televisive ma destinati agli operatori di telefonia cellulare. Nei giorni scorsi, però, il Congresso ha proposto l ennesima proroga per permettere sia alle stazioni sia ai possibili acquirenti sul fronte cellulare di riesaminare la loro posizione. A bloccare le stazioni televisive c è il fatto che la migrazione verso le trasmissioni digitali, che avrebbe permesso di non utilizzare le frequenze all asta, prosegue a rilento. Per gli operatori cellulari, invece, sono molte le aste previste e poca la chiarezza sui progetti come quello Umts, quindi, l interesse per queste frequenze potrebbe risultare modesto. Per le frequenze comprese fra i canali 60 e 69 l asta è in ritardo rispetto al progetto originale di oltre due anni ed è stata già rimandata cinque volte, mentre per le frequenze relative ai canali restanti incombe una scadenza del prossimo 30 settembre. Il chairman della Fcc ha dichiarato senza mezzi termini che il Congresso era la sede adatta per approvare una proroga e così è puntualmente avvenuto. Ora la proposta di legge è che le aste non abbiano più una scadenza, salvo quella che entro 12 mesi la stessa FCC riferisca al Congresso sui suoi progetti di aste o di nuova organizzazione delle frequenze per facilitare il passaggio alle trasmissioni digitali. Billy Tauzin, il presidente della commissione energia e commercio del Congresso, ha spiegato che la messa all asta di frequenze in un mercato non ancora pronto, genera due conseguenze negative: deprime il prezzo delle frequenze e crea molte frequenze invendute. L amministrazione Bush ha proposto una scadenza a settembre 2004 per le frequenze dei canali e una a settembre 2006 per i canali televisivi Sulla televisione digitale l authority suggerisce nuovi criteri Michael Powell, chairman della Fcc e fautore della grande liberalizzazione dei media e delle tlc Usa, sta affrontando in modo originale e inaspettato il problema della tv digitale e delle trasmissioni ad alta definizione. La legge approvata nel 97 dal Congresso prevede una conversione ai segnali digitali entro il 2006 e ha offerto ai network nuove frequenze del valore di mercato di 70 miliardi di dollari per favorire questo passaggio. I risultati sono stati però finora deludenti e, a detta di tutti, le scadenze non verranno rispettate. La prima contesa è quella fra le società di produzione e i network televisivi, da un lato, e i giganti dell elettronica, dall altro. I primi sostengono che gli apparecchi televisivi per la ricezione della tv digitale sono ancora eccessivamente costosi e inaccessibili al grande pubblico, mentre i secondi ribattono che a mancare sono trasmissioni televisive prodotte in digitale che generino interesse per questo sistema avanzato di produzione e trasmissione. Senza contare che molte

13 ... mercato... società di tv via cavo e satellitare non sono ancora pronte per la ricezione di trasmissioni digitali. Powell è sceso in campo chiedendo ai quattro network televisivi, Abc Cbs Nbc e Fox, e a canali via cavo come Hbo e Showtime di produrre almeno metà delle loro nuove trasmissioni in digitale entro il prossimo autunno. Al tempo stesso ha chiesto alle stazioni televisive affiliate ai network nelle cento maggiori città americane di essere in grado di ricevere e trasmettere programmi digitali entro il primo gennaio del prossimo anno. Alle società di tv satellitare, invece, ha chiesto di trasmettere a partire da gennaio alcuni programmi in digitale senza alcun aumento delle tariffe di abbonamento. Ai produttori di tv, infine, ha dato scadenze per la produzione in digitale. Il vantaggio delle trasmissioni ad alta definizione, al di là dell alta qualità, consiste anche nella possibilità di trasmettere più programmi sullo stesso canale in contemporanea e quindi offrire maggiore scelta agli utenti come avviene già in alcuni mercati campione. Powell ha precisato in una lettera al Congresso che il suo piano rappresenta una proposta e non un obbligo per le parti in causa, anche se punta a ottenere impegni precisi da parte delle società del settore. Al momento, in ogni caso, non sono previste sanzioni per chi non rispetterà i tempi di questo passaggio al digitale. Fra le prime reazioni da segnalare, è arrivata quella cauta della potente National Cable & Telecommunications Association. Verizon: la pubblicità è una polemica sulla broadband Il logo è quello della pubblicità per tariffe e servizi concorrenziali. Però Verizon pubblicato una pagina di pubblicità in diversi periodici, in genere quelli carichi di testo, per dire la sua senza mezzi termini sul problema della trasmissione a banda larga e della relativa regulation. E per invitare chi è d accordo con le sue opinioni, a segnalarlo ai senatori eletti nel proprio stato. Le posizioni della compagnia non sono una novità, ma in genere vengono espresse in modo diverso. In questo caso si chiede a tutta pagina perché la policy del governo protegge le società della tv via cavo che dominano sul fronte dei servizi internet a banda larga e ad alta velocità rispetto ai loro concorrenti?. Verizon sottolinea che le società del cavo controllano attualmente il 64% del mercato broadband, anche se non sono praticamente regolate e soggette alla tassazione delle tlc. A essere regolate e tassate, sostiene Verizon, sono invece le società di telefonia locale e questo fra l altro blocca una serie di iniziative che porterebbero alla creazione di 1 milione di posti di lavoro. Il gruppo newyorkese sostiene che al momento sono le compagnie telefoniche a fare gli investimenti e al tempo stesso a condividere i network con i concorrenti a prezzi stracciati. Se anche lei ritiene si legge nell annuncio che la migliore politica per mercati nuovi e in via di sviluppo come internet, dove non esiste un monopolio, sia quella della maggiore competizione e non di una maggiore regolamentazione allora potete aiutarci.

14 ... mercato... primopiano Rai e new media, un discorso sospeso Marco Mele La Rai, che ha il merito di aver alfabetizzato gli italiani, può esercitare la stessa missione verso il digitale e le tecnologie interattive? O, in altri termini, il suo core business strategico deve restare, nel medio e lungo periodo, quello della televisione generalista? La forza della Rai nel mondo della convergenza sta nel poter agire contemporaneamente su più media, grazie ai propri contenuti, rafforzati dalla notorietà del marchio. Tv, radio e web potrebbero creare un circuito di comunicazioni e scambio tra servizio pubblico, soggetti collettivi e singoli cittadini, sfruttando i differenti momenti di fruizione. A patto di agire per tempo, dotandosi di una strategia lineare e ben definita. La Rai ha già compiuto una svolta rispetto al proprio intervento nei new media. A un primo approccio e a un relativo business plan tutto basato sul business, e sulla competizione del proprio portale con Kataweb, Altavista o Yahoo, è seguita una feconda riflessione, con relativo cambio di management. Il business plan di RaiNet è stato ridimensionato, mettendo al centro del progetto l offerta Rai nel suo complesso e non più la produzione di nuovi contenuti per la Rete. RaiNet, quindi, come valorizzatore del prodotto Rai, ad esempio quale consulente per siti aziendali o di struttura. La nuova logica è stata quella di evitare di perdere utenti, con troppi rimandi ad altri siti, ma di indirizzarli verso siti Rai all interno dell ambiente Rai.It. Nello stesso tempo, il servizio pubblico ha stipulato una serie di accordi per distribuire il proprio prodotto su diverse piattaforme, come RaiClick, offerta su banda larga di servizi in modalità videoon-demand (Rai 60%, e-biscom 40%). RaiNet sarà il fornitore di tali contenuti e servizi, diventando quindi l interfaccia multimediale tra Rai e mondo esterno. La Rai deve però decidere cosa fare di RaiNewMedia, la scatola che doveva diventare una sorta di subholding di controllo di tutte le attività nei nuovi media per poi essere quotata in Borsa e privatizzata. Se quest ultima parte del progetto verrà definitivamente accantonata (come ha già fatto il precedente vertice), bisognerà decidere se creare una corporate o una divisione New Media, dedicata allo sviluppo delle attività in Reti e piattaforme. E procedere alle relative nomine. In questo processo, va deciso al più presto cosa fare di RaiSat da una parte e dei cinque canali satellitari free dall altra (RaiMed, RaiEducational, RaiSportSat, RaiNews24, RaiLab più i due canali di formazione trasmessi con il consorzio Nettuno). L azienda radiotelevisiva deve decidere se esercitare l opzione e crescere fino al 10% in Tele+ o se rinegoziare l accordo, a costo di veder ridurre il minimo garantito dalla piattaforma in crisi a sei dei suoi sette canali a pagamento. RaiSat, che sa produrre a costi contenuti, potrebbe diventare il content provider Rai, anche di servizi interattivi, destinati al digitale terrestre e la larga banda, insieme a RaiNet. I suoi canali sono forse ancora troppo generalisti e poco tematici (questo potrebbe non essere uno svantaggio per la sperimentazione del Dtt). I ruoli di RaiSat e RaiNet rispetto allo sviluppo del digitale, in ogni caso, andranno presto chiariti. In Rai, inoltre, vi sono esperienze che non solo non andrebbero depauperate o ridimensionate ma potenziate e integrate nell offerta pubblica sui new media, quali quelle di RaiNews24, del Televideo, delle Teche. RaiNews24, ad esempio, è all avanguardia nell utilizzare il Web come fonte integrativa della programmazione. Il suo Teleport è una sala di monitoraggio, registrazione e trasmissione nel quale le immagini delle agenzie internazionali e di circa 70 canali mondiali sono immediatamente inseribili nel server del processo digitale, per essere poi selezionati e montati dalla redazione. Tale

15 ... mercato... digitalizzazione del giornalismo televisivo deve contagiare l articolata informazione del servizio pubblico: può essere questo uno dei compiti della nuova corporate o divisione o società Rai nei new media. In ogni caso, la cultura dell intervento del servizio pubblico dev essere quella della massima semplicità, dell accesso libero e gratuito, della massima sicurezza e della trasparenza, della formazione all uso dell interattività, senza escludere la possibilità di ampliare i ricavi grazie alla distribuzione multipiattaforma, possibilmente senza concedere esclusive, per i motivi di cui sopra. Un soggetto come la Rai non può comunque mancare all appuntamento con i new media o restare in posizione marginale. A questo fine, occorre che il servizio pubblico trovi, o sia messo in grado di trovare, le risorse per costruire la rete di trasmissione digitale dalla quale trasmettere due o tre multiplex di programmi e servizi (anche di soggetti esterni). [P.S. Non è un idea originale: perchè la Rai non distribuisce una smart card che permetta a tutti gli abbonati di ricevere i programmi satellitare delle tre reti che vengono criptati? Molte abitazioni, soprattutto in campagna, hanno solo la parabola e la possibilità di vedersi la Formula Uno o determinati programmi potrebbe ridurre l evasione del canone]

16 ... mercato... analisi fattori critici per il successo dei progetti e-government Sergio Mariotti Direttore Scientifico Ciret - Politecnico di Milano Tempo di e-government (e-g): alla fine del mese di maggio scade il termine per la presentazione dei progetti da parte di regioni ed enti locali che chiedono di accedere ai finanziamenti pubblici (120 milioni di euro con contributo dello Stato non superiore al 50% del totale) previsti dal Piano di Azione di e-g del Governo. Al di là del giudizio circa l adeguatezza delle risorse stanziate, vi è da augurarsi che esse vengano ben allocate, cioè premino i progetti a più alto profilo e con maggiori probabilità di successo. Non è facile che ciò avvenga, poiché vi è il rischio concreto che la selezione non assuma la giusta griglia di valutazione. Un piccolo contributo per ridurre tale rischio è offerto dai risultati di una recente ricerca condotta dal CIRET, la quale evidenzia i principali fattori critici di successo per i progetti di e-g, alla luce delle esperienze maturate su scala internazionale. Il primo fondamentale requisito è che il progetto preveda la trasformazione del modello di erogazione del servizio, con il passaggio da un ottica supply-driven, ad un approccio customer-driven, focalizzato sulle specifiche esigenze degli utenti. Nel modello tradizionale di interazione tra PA e utente, la produzione e l erogazione del servizio vengono progettati in funzione dell organizzazione esistente presso la PA, con l utente che è forzato ad adattarsi ad essa, identificando di volta in volta l interlocutore e le procedure di interazione appropriate e recandosi fisicamente presso gli uffici di competenza. Al contrario, le applicazioni di e-g devono riflettere una visione che colloca al centro la fruizione autonoma del servizio da parte dell utente, il quale attraverso un unico sportello virtuale deve essere abilitato a svolgere tutte le procedure necessarie ad ottenere il servizio richiesto. Il modello customer-driven implica quindi l integrazione e il coordinamento tra le diverse unità, prima separate, che concorrono al servizio e la reingegnerizzazione delle strutture organizzative, secondo logiche per processi che rompono le precedenti routine organizzative e richiedono nuove culture e professionalità degli operatori. Questa natura trasversale e innovativa dei progetti di e-g implica che nella loro progettazione, attuazione e gestione debbono essere coinvolte le diverse strutture operative, ai massimi livelli di responsabilità, e non solo i dipartimenti di information technology. Si deve evitare una deriva tecnologica, che porterebbe inevitabilmente ad un inefficace uso delle risorse delle ICT, a causa della mancata comprensione che la valorizzazione delle opportunità da esse offerte dipende dall effettiva assunzione di un approccio multidisciplinare e da un atteggiamento aperto all idea che si tratta non di automatizzare semplicemente le precedenti procedure, ma di cambiarle profondamente. Il secondo requisito consiste nella capacità di includere nei prospetti valutativi dei progetti anche costi e benefici di non immediata quantificazione monetaria. Sul lato dei costi, la tendenza a sottostimare la complessità dei progetti di e-g e la pervasività dell impatto che si determina sulle strutture esistenti, nonché l assenza di metodologie ad hoc per l analisi costi-benefici, sono all origine di clamorose sottostime dei costi di progetto. Le conseguenze dell allocazione di budget ridotti ai progetti di e- G sono che essi risultano non sostenibili a medio-lungo termine e che viene a mancare la possibilità di garantire qualità, manutenzione, aggiornamento. L insuccesso che ne segue disperde risorse e crea un clima di sfiducia verso i nuovi servizi. Sul lato dei benefici, è importante in sede sia ammi-

17 ... mercato... nistrativa, sia politica, analizzare la ricaduta in termini di benefici sociali, particolarmente in ragione del ruolo trainante che le applicazioni di e-g possono avere per lo sviluppo della società dell informazione, con riguardo sia alla diffusione dell e-business, sia all educazione dei cittadini all uso delle nuove tecnologie. Questi benefici debbono essere esplicitati, sia per giustificare e meglio tarare la spesa, sia per individuare i soggetti privati che possono essere coinvolti, anche con ruoli di partnership, nei progetti stessi. Il terzo requisito è che i progetti di e-g devono essere accompagnati dall individuazione di pratiche di eccellenza che garantiscano il mantenimento e, se possibile, il miglioramento continuo della qualità del servizio on-line. Vi sono molte ragioni che rendono critico questo aspetto, di per sé già importante per il settore privato. Esse risiedono principalmente in alcune peculiarità del settore pubblico, le quali, all ingresso nell arena elettronica, possono essere fonti di inefficienza. In generale, il minore impatto di meccanismi esterni all organizzazione della PA tipicamente i meccanismi di mercato con la loro pressione competitiva e la disciplina profitti/perdite produce minori stimoli nel perseguire l efficienza e l innovazione, riduce la propensione al rischio, rende meno credibile il commitment del soggetto pubblico verso progetti di media e lunga durata. Le scadenze del mandato politico complicano ulteriormente il quadro. In questo contesto il riferimento alle best practices può assicurare sia la continuità di prestazioni nel tempo al medesimo progetto, sia la coerenza tra progetti attuati presso unità differenti. Le iniziative di e-g dovrebbero dunque prevedere l elaborazione e la successiva adozione di manuali di pratiche eccellenti di riferimento, vincolanti per i soggetti attuatori, da sottoporre nel tempo a costante aggiornamento, in base alle esperienze provenienti da diverse fonti (interne, maturate presso altre PA, originate dal settore privato). Sapranno sia coloro che sono preposti alla valutazione delle domande di finanziamento, sia coloro che attueranno i progetti finanziati tenere conto di questi precetti semplici, che rispecchiano le esperienze internazionali sin qui maturate?

18 ... mercato... analisi piccolo e bello non fa più tendenza Giorgio Meletti L editore Marsilio manda in libreria lo stimolante saggio che un giovane studioso, Giuliano da Empoli, ha dedicato alla società dell informazione eccessiva. Il titolo la dice tutta: Overdose. Il senso dell analisi è intuibile. La disponibilità di informazione è talmente ampia da far venire il capogiro, e si segnalano anche disturbi fisici connessi al bombardamento di nozioni. A sua volta la difficoltà di assimilare tutto il ben di Dio informativo, con il conseguente obbligo di scegliere e scartare, crea stress e frustrazione. Se è vero che siamo già così inondati, sorge spontanea una riflessione sulla necessità di allargare ulteriormente i tubi: c è davvero bisogno della larga banda? Ovviamente si gioca sul filo del paradosso. Non si tratta qui di riproporre la contrapposizione filosofica tra ottimisti e apocalittici. Né di citare l ironica saggezza con cui Hans Magnus Enzensberger ha contrapposto ai caotici, infiniti grappoli di links la miracolosa chiarezza dell Enciclopedia Britannica del Il punto è se c è un mercato per la larga banda. Ma soprattutto se i protagonisti del business sanno già quali prodotti distribuire attraverso la larga banda. A quest ultima domanda la risposta è certamente negativa. Basti per tutti il caso italiano di ebiscom: dopo i rutilanti e fumosi annunci iniziali, ancora oggi sfuggono i contorni dell offerta di servizi a larga banda che la società milanese sta predisponendo per la sua clientela. Nelle ultime settimane i giornali di tutto il mondo si sono riempiti di notizie, queste sì davvero apocalittiche, sulla rovina delle pay tv in tutta Europa. Vacilla l impero francese Canal Plus (ben zavorrato dall italiana Telepiù), va a rotoli il tedesco Leo Kirch, è al tappeto l inglese Itv. Adesso si accorgono di aver pagato troppo per i preziosi contenuti (in questo caso banalmente i film di Hollywood e il calcio). In realtà i prezzi folli di certi diritti d antenna sono noti da sempre, ma evocarli oggi è il modo più elegante per evitare di ammettere la verità più scomoda: che la vera delusione, per tutti, è venuta dai fatturati. Pirateria italiana a parte, il mercato non decolla, i consumatori non muoiono dalla voglia di spendere 50 o 100 euro al mese per vedere in tv qualcosa di leggermente migliore di quanto offerto gratis dalle reti generaliste. Eppure ci si è cullati per qualche anno nell illusione che le pay tv rappresentassero solo l inizio di un nuovo Eldorado per il mercato dei contenuti. Non ci sono prodotti e quindi non c è domanda. Non c è domanda e per questo non si sviluppano prodotti. Questo classico giro vizioso, per fortuna, non esaurisce il momento attuale del mercato. Le cose si stanno muovendo. La rete cresce, per numero di utenti, per tempo medio di navigazione, e da ogni altro punto di vista. Negli Stati Uniti, dove più forte si è fatta sentire la triplice batosta del 2001 (fine della bolla della New Economy-recessione-11 settembre), la situazione comincia a cambiare, si diffonde la convinzione che il peggio è passato. E poi non è poco constatare che le attività online del New York Times hanno chiuso in attivo gli ultimi due trimestri e lo stesso Los Angeles Times ha visto per la prima volta il nero nei conti della sua divisione Internet. Quali sono i tratti distintivi di questo timido inizio di ripresa? Principalmente due, entrambi evidenziati grazie a quella certa dose di darwinismo che caratterizza nell economia tutte le fasi di crisi.

19 ... mercato... Primo: senza marchi forti non si va da nessuna parte. Vincono Wall Street Journal e il New York Times, continua ad arrancare Salon.com. Ne consegue una scelta operativa di numerosi gruppi, quella di riorganizzare i contenuti, soprattutto nel settore dell informazione, secondo una logica di network (e di marchio ombrello), del tutto opposta a quella a lungo mitizzata del piccolo è bello internettiano. Che la rete sia il mondo dell interattività e della partecipazione è vero e vale per gli individui e per il loro rapporto con gli altri individui e con i grandi siti. Ma estendere questo concetto fino al punto da vedere promettenti spazi di mercato per piccoli, artigianali e sia pur originali giornalini online è stato un errore. L individuo internettiano quando accede a un servizio di informazione, magari a pagamento, chiede un valore aggiunto visibile e una qualità a prova di bomba meglio se garantita da un marchio. Secondo: sta lentamente avviandosi al tramonto l idea che esista un mondo di Internet separato, con logiche tutte sue, bisognoso di totale autonomia produttiva. Si è scoperto che in fin dei conti questa logica genera solo la duplicazione di costi. Già un anno fa la Cnn accompagnò una massiccia dose di licenziamenti nel settore interactive con la decisione che i suoi giornalisti dovessero mettersi in grado di coprire un servizio per tutti i mezzi del gruppo, principalmente televisione e sito Internet, in modo automatico. Sono numerosi i gruppi americani che stanno marciando nella direzione di questo tipo di ottimizzazione (tipico il caso del gruppo Knight Ridder). Ma questa è solo una prima rapida analisi di primi piccoli segni di una cosa che forse non è ancora il momento di chiamare ripresa. Le grandi questioni dell informazione e dello stesso intrattenimento online (a banda stretta o larga) restano aperte. In particolare nessuno ha ancora individuato con chiarezza né il modello di business né la killer application. Però l imbuto si sta stringendo: marciano tutti in quella direzione e da lì verrà la soluzione. Per stare alle cose italiane, l accordo strategico tra il padre di tutti i portali, Virgilio, e il padre di tutti gli old media, il Corriere della Sera, è un indicatore chiaro di quale sia la tendenza.

20 ... mercato... analisi banda larga tra regolamentazione e competizione Enrico Grazzini Consulente Kpmg Il gap della Banda Larga in Italia e in Europa La diffusione dell accesso a Banda Larga ai servizi Internet è l obiettivo centrale del governo e dei maggiori operatori nel settore delle telecomunicazioni, ma la promozione della Banda Larga (BL) comporta inediti e notevoli problemi relativi alla regolamentazione e alla politica sulla competizione. L accesso a BL rappresenta il modo di superare il modello di Free Internet - che non si è dimostrato sostenibile - e di fare pagare sia l accesso sia i contenuti sia i servizi. L obiettivo è di diffondere servizi premium a pagamento, come Internet tv (per es. i Tg), musica, games, software, videoclip sportivi e film. Inoltre, come è noto, la BL è fondamentale per realizzare il sistema nervoso dell economia e della finanza, per lo scambio di informazioni e delle conoscenze fondamentali per la competizione globale. Recentemente la Task Force governativa sulla BL istituita dal Ministro delle Comunicazioni e dal Ministero per l Innovazione ha presentato le sue proposte per incentivare la penetrazione della BL. Con lo stesso obiettivo, Telecom Italia ha deciso di ridurre, dal 15 aprile, fino al 45% i prezzi per l accesso Internet a BL via adsl.. Il problema è che la BL è ancora poco diffusa in Italia, dove si contano solo 400 mila collegamenti adsl in confronto ai 26 milioni di abbonati al telefono. E il gap nei confronti dei Paesi industriali avanzati rischia di aumentare. Un esempio per tutti: nel suo Piano Industriale Telecom Italia, prevede di raggiungere nel 2004 circa 1,4 milioni di collegamenti a BL, cioè un numero inferiore a quelli attualmente già disponibili in Germania (oltre 2 milioni di connessioni Dsl), dove i prezzi sono notevolmente più bassi della media europea. Il ritardo non è solo italiano ma colpisce quasi tutti i Paesi del vecchio continente. L unbundling non ha dato i risultati sperati, non ha favorito la competizione come ci si attendeva, e la penetrazione della BL è assolutamente irrisoria: in media solo il 2% delle linee telefoniche europee sono a BL (circa 4 milioni di linee Dsl su 200 milioni di telefoni). La Germania guida con circa 2 milioni di collegamenti a BL, gestiti quasi esclusivamente da Dt; Francia (400 mila linee), Italia e Spagna seguono nella graduatoria europea, ma le percentuali di penetrazione restano pari a solo qualche punto percentuale rispetto alle linee telefoniche totali. Occorre sottolineare che il 97% circa delle linee Dsl è gestito dagli incumbent, dagli ex monopolisti, che si sono dimostrati, almeno finora, i veri e quasi unici protagonisti della BL. Le proposte della TaskForce governativa Tutta l Europa sembra molto indietro rispetto agli Usa, dove più del 10% delle famiglie ha un accesso a BL: il rischio è di creare un circolo vizioso per cui il numero di utenti dell Internet veloce è basso, quindi gli editori e la Tv non investono sui servizi e le applicazioni multimediali, per cui il numero di utenti resta limitato, ecc, ecc. Per cercare di superare questo circolo vizioso, la Task Force governativa ha recentemente presentato un Rapporto che suggerisce al governo progetti di maggiore diffusione della BL. Due sembrano essere le linee guida fondamentali: da un lato il Rapporto afferma molto chiaramente che la BL nel nostro Paese sarà un fenomeno selettivo e non un servizio universale (che riguarda cioè, come il telefono fisso, tutti i cittadini, almeno in tendenza). Si ritiene che la diffusione della BL in Italia debba essere inquadrata in un modello basato sulla selettività, senza dovere necessariamente ricorrere al concetto di servizio universale. Tuttavia il Rapporto afferma anche che le forze di mercato non bastano da sole a risolvere i problemi del Gap e del Digital Divide che rischiano di affliggere l Italia nel prossimo futuro. La concorrenza da sola non è in grado di garantire il raggiungimento di un obiettivo ambizioso...come la diffusione della banda larga, pur costituendo un motore efficace e importante. La possibilità per il Governo di condi-

21 ... mercato... zionare positivamente il processo di diffusione della BL è legato prevalentemente all attuazione di interventi di tipo indiretto su queste aree: sviluppo sia delle infrastrutture di accesso sia dei servizi e dei contenuti; sostegno dell offerta e della domanda, a partire dai progetti di e-government della Pubblica Amministrazione; interventi di carattere regolatorio, anche per quanto riguarda il mercato della connettività; attivazione di strumenti di monitoraggio costante. Occorrono quindi interventi pubblici di stimolo e di orientamento delle forze di mercato; per esempio la Task Force propone una defiscalizzazione mirata per aree territoriali, in modo da diffondere la BL anche nelle regioni più sfavorite e sollecitare un investimento aggiuntivo da parte degli operatori tlc di più di Euro 2,5 mdi. Naturalmente occorrerà verificare quali proposte il Governo effettivamente adotterà, in che misura e con quali finanziamenti. La Banda Larga tra competizione e regolamentazione Però il problema centrale per lo sviluppo della BL si rivelerà essere sempre di più di natura politica e normativa. Il dilemma infatti sembra essere: favorire la massima competizione e la guerra dei prezzi o invece contenerla in qualche modo e consentire a Telecom Italia e ai maggiori operatori di continuare a godere dei margini necessari per sostenere i notevoli investimenti necessari per realizzare le reti a BL?. L Oecd afferma che la diffusione della BL esiste soprattutto in quei Paesi (come gli Usa, Sud Corea e Canada) nei quali c è più concorrenza tra operatori di telecomunicazione e quelli di tv via cavo (che permette l accesso Internet a BL grazie al Cable-Modem). A livello internazionale la spinta competitiva sembra quindi essere la soluzione migliore per la BL. Ma in Italia, come è noto, la tv cavo non c è e sono molto pochi gli operatori di tlc in grado di sostenere migliaia di miliardi di investimenti per le nuove reti a BL. Inoltre la rete a BL sembra confermare pienamente la teoria del monopolio naturale relativa alle reti di tlc: ci sarà naturalmente un solo accesso a BL per abitazione e le economie di scala premieranno prevedibilmente solo uno o due player nazionali dotati di infrastrutture proprietarie. Non sorprende quindi che le opinioni sulle diverse forme di regolamentazione delle tlc - più o meno spinte a favore di una forte competizione nel settore - siano anche fortemente divergenti. Non è un caso che, con l obiettivo di razionalizzare gli investimenti, la Task Force suggerisce, in maniera inedita in Italia, nel suo Rapporto la possibilità di realizzare un unica infrastruttura di rete a BL gestita da tutti i maggiori competitor che invece sarebbero chiamati a fornire in concorrenza i servizi. Ma anche questa soluzione è risultata quasi impossibile. Infatti Telecom Italia non intende in nessun modo rinunciare all esclusività del suo principale vantaggio competitivo: la rete di accesso ai clienti (su cui tra l altro ha investito e investe notevoli somme). Da qui le alternative emerse recentemente nel dibattito sulle tlc, che sintetizzando si possono riassumere così: dividere forzatamente la rete dai servizi, obbligando il gestore nazionale ex monopolista a separare in due società diverse la gestione della rete da quella dei servizi: questa è la tesi sostenuta dai maggiori competitor di Telecom Italia (tra cui InfoWind, come dimostrano le recenti affermazioni del suo Amministratore Delegato Tommaso Pompei) ma respinta recentemente dall Agcom che ha imposto solo una divisione contabile tra le due attività. Incentivare al massimo la concorrenza: come sembra stia accadendo grazie, per esempio, alla recente delibera del Ministero delle Comunicazioni che equipara le centinaia di Isp locali agli operatori di tlc concorrenti di Telecom Italia. C è poi la tesi sostenuta con forza soprattutto da Marco Tronchetti Provera, l a.d. di Telecom Italia: quella di alleggerire la attuale regolamentazione asimmetrica che favorisce i new comer per permettere loro di gareggiare con Telecom Italia e lasciare invece maggiore possibilità di manovra all incumbent, che avrebbe così la possibilità di proteggere i suoi investimenti. Del resto il Piano Socrate della monopolista Stet (poi abbandonato con la liberalizzazione del mercato) non prevedeva già nel 1994 di collegare alla BL 10 milioni di abitazioni in tre anni? Al di là delle divergenze sulle politiche regolamentari, solo una forte riduzione dei prezzi per gli utenti potrà generare una diffusione molto ampia delle tecnologie di BL, anche se ovviamente la diminuzione dei prezzi rimanderà i tempi di raggiungimento del break-even.

22 ... mercato... analisi c era una volta Silicon Valley... Bernardo Parrella Tra scadenze fiscali, budget ridotti e bilanci in rosso, l high-tech arranca per uscire dalla recessione. Qualche settimana fa Alan Greenspan, chairman della Federal Reserve, si era così espresso davanti ad una commissione senatoriale: dati recenti sembrano suggerire che la ripresa economica è già iniziata. Un annuncio dall aria decisamente primaverile che faceva ben sperare. In effetti si trattava della dichiarazione più ottimista diffusa dalle autorità USA da parecchi mesi, meglio dal primo trimestre 2001, quando venne pubblicamente riconosciuta l esistenza della fase di recessione, poi acuitasi sulla scia dell attacco terrorista di settembre. Il rilancio generale dell economia stavolta è basato sulla crescita, prudente ma stabile, della fiducia dei consumatori, che hanno ripreso a spendere soprattutto in mercati high-end come quelli degli immobili, degli autoveicoli e, più distante, dell informatica. Altra conferma arriva dalla borsa di New York, che a sei mesi da quel tragico 11 settembre ha registrato un traffico superiore del 28 per cento, e ancor meglio stanno i titoli tecnologici, con il Nasdaq a quota più 36 per cento, entrambi rispetto al minimo storico toccato dieci giorni dopo l attentato. Segnali certamente positivi ma non ancora sufficienti per rilanciare seriamente quel business high-tech ancora sotto choc dopo lo scoppio della bolla Internet e, come altri settori industriali, affetto da una recessione morbida quanto si vuole ma pur sempre concreta. A ciò va aggiunto un rallentamento delle attività, per così dire fisiologico, dovuto alla consueta scadenza annuale di metà aprile: la presentazione delle dichiarazioni dei redditi. Momento comunque delicato anche perchè, è il caso di rammentarlo, le imposte dovute da contribuenti e imprenditoria coprono l 86 per cento delle entrate nazionali. Insieme al fatto che un po tutti i soggetti interessati vanno sbattendosi non poco (e bene fanno) onde risparmiare dollari preziosi in questi tempi duri, inclusa l alta percentuale di self-employed, consulenti e collaboratori free-lance di cui pullula il digitale californiano, oltre alla miriade di start-up sopravvissute o rifondate. In tal senso va anzi notato un ulteriore elemento di riflessione (o di rischio?) per la valle al silicio. Le possibili audizioni di verifica da parte dell Internal Revenue Service (IRS), eventi che qui raggiungono una percentuale doppia rispetto alla media nazionale. E vero che anche in quest area, come in tutti gli USA, il numero di tali audizioni è andato via via precipitando: per il secondo anno consecutivo il distretto della California centrale (da San Josè fino a Los Angeles) ha subìto lo 0,29 per cento di controlli, ovvero appena una dichiarazione su 345 presentate (nel 1997 era una ogni 110). Per notizia: sostanzialmente ciò è dovuto al fatto che negli ultimi cinque anni l IRS ha deciso di incrementare di circa il 20 per cento il budget e il personale dedito alla fornitura di servizi e assistenza diretta agli utenti, incluse articolate opzioni telefoniche e online. Una ristrutturazione che ha provocato a sua volta l inevitabile riduzione delle pur importanti audizioni: a livello nazionale, da una ogni 163 dichiarazioni presentate del 1997 si è passati a una ogni 625 dello scorso anno. In ogni caso, è normale che Silicon Valley sia terreno di caccia favorito dagli esattori federali, vista la presenza di dirigenti straricchi e l elevato movimento di contante di svariate aziende. La scadenza, con tutti gli annessi e connessi, merita perciò un attenta valutazione. Ancor maggiore, manco a dirlo, il cruccio sollevato dal netto ridimensionamento dei budget aziendali, a cominciare dal recente passato. Ennesima conferma arriva dalla classifica annuale delle 150 società che hanno registrato le maggiori entrate, meglio nota come Silicon Valley 150. Per la prima volta i

23 ... mercato... dati sono di segno negativo: complessivamente lo scorso anno i redditi di tali società sono diminuiti, e non certo di poco, quasi 90 miliardi di dollari in meno, cifra pari al totale dei profitti incassati negli otto anni precedenti. Un tunnel da cui molti sperano di uscir fuori spingendo disperatamente verso quelle che appaiono le nuove promesse del futuro tecnologico wireless, broadband, satellite. Gli esperti però mettono in guardia sulle facili illusioni: C è un eccitamento generale perchè tutti vogliono credere si possa ripetere il passato, sostiene Gerald Celente, direttore del Trends Research Institute di New York. Ma è importante comprendere come non esista nulla all orizzonte che possa portare ad un mega-boom. A tempi brevi non esisterebbero insomma le premesse per ripetere la rapida scalata high-tech registrata sul finire degli anni 90. Senza contare, appunto, i segnali a dir poco contraddittori dell auspicata ripresa economica. Come accennato sopra, alla rinnovata fiducia dei consumatori e a qualche balzo in avanti di Wall Street si contrappone la presenza continua di licenziati e senza lavoro soprattutto nell ambito high-tech. Un ambito che nel frattempo deve far fronte ad un impasse forse ancor più sostanziale: le grandi corporation non hanno ancora provveduto al tradizionale rinnovo di computer, software, e dispositivi vari. Come mai? Nulla di più facile: scarsità di liquidi, bilanci in rosso, budget futuri risicati. Oltre alle risultanze tutt altro che rosee del suddetto Silicon Valley 150, a calcare la mano ci pensa un recente sondaggio ad hoc curato da Goldman Sachs. Interpellando i dirigenti di 100 aziende con introiti al di sopra del miliardo di dollari (tipo IBM, Cisco, Dell), il 47 per cento dichiara che quest anno le spese per l information technology rimarranno stabili, mentre in generale le previsioni appaiono ugualmente divise tra possibili incrementi e riduzioni. Quasi la metà dei manager non esitano a sostenere che i fondi aziendali per computer laptop e desktop non subirà variazioni nel 2002, con il 38 per cento che afferma di aver esteso i tempi per la sostituzione delle macchine d uso interno. En passant, riguardo il software, il 50 per cento continuerà tranquillamente a rifornirsi di prodotti Microsoft, mentre oltre i due terzi non prevedono alcun passaggio a Linux, sistema primario appena per l uno per cento delle grandi aziende. Non c è che dire, le corporation si dimostrano guardinghe, finanche pessimistiche sul budget del settore: l 89 per cento dei dirigenti intervistati prevede che da qui a cinque anni la crescita della spesa generale per l info-tech sarà inferiore al 10 per cento. Ciò a fronte di una media annuale intorno al 13 per cento raggiunta ogni anno dopo il Un riflusso più che sensibile, causato almeno in parte dalle ripercussioni dell 11 settembre. Evento che, nello specifico, va dettando le priorità d investimento: in testa agli acquisti troviamo infatti software per la sicurezza, seguito a ruota da quello per la gestione di database e dei network, nonché per l immagazzinamento e il recupero dei dati nel caso di gravi disastri. Sembra quindi più plausibile inquadrare la ripresa di Silicon Valley nei tempi medio-lunghi, anche perchè comunque vada il settore high-tech continuerà svolgere un ruolo critico nell economia del paese. Scenario d altronde prospettato dallo stesso Greenspan davanti al Congresso: Come abbiamo avuto modo di osservare con chiarezza nel recente passato, gli avanzamenti della tecnologia hanno dato man forte alla crescita produttiva, la quale a sua volta si è dimostrata essenziale nel miglioramento dei comuni standard di vita. Gli fanno eco altri esperti, tra cui Sung Won Sohn, vicepresidente di uno dei maggiori istituti finanziari nazionali, Wells Fargo Bank, per il quale è lecito attendersi in quest ambito una ripresa più forte soltanto tra qualche tempo, non appena gli investimenti avranno ripreso quota. Al momento infatti la prudenza s impone anche tra i venture capitalist, che secondo Shawn Smith, general manager di Nvest, avrebbero già pronti circa 75 milioni di dollari da investire in progetti vari pur preferendo stare alla finestra ancora per un po. La medesima agenzia, che dalla base di Bellevue, Washington State, monitora i grandi investimenti privati, azzarda inoltre un sorta di terremoto interno all ambiente dei venture capitalist. Quelli che sopravviveranno saranno costretti a far girare il denaro in maniera assai più efficiente di quanto avvenuto sinora, prevede Shawn Smith. Altra spinta di cauto ottimismo per la ripresa dovrebbe arrivare dal deciso consolidamento di una tendenza in atto da qualche tempo, quella relativa a fusioni ed acquisizioni. Decisione quasi obbligata, almeno così pare, per un settore-chiave tipo quello della produzione di chip di memoria, mentre le telecom perderanno ulteriormente quota se non vorranno o potranno compiere il medesimo passo. E proprio riconoscendo l importanza di un tale trend che

24 ... mercato... Carly Fiorina, boss di HP, ha definito critica la fusione con Compaq, dando pieno appoggio all unificazione pur in mezzo alle aspre polemiche tuttora in corso. Aggiungendo poi come, pur ammettendo il consolidamento dell industria IT, nei prossimi 5-10 assisteremo ad una crescita più lenta di quella avvenuta negli ultimi tempi. Come non bastasse, il quadro si complica ulteriormente a causa di parecchi bilanci trimestrali ancora in rosso. Dopo il flop di nomi quali Verizon e Cisco, recentemente perfino Big Blue ha messo in guardia gli azionisti su possibili perdite, qualcosa mai accaduto nell ultimo decennio. Analoga situazione d incertezza per top software house tipo Oracle, PeopleSoft e Commerce One. Ciò a fronte di passate dichiarazioni di segno opposto, come quella di John Chambers, CEO di Cisco, il quale tempo addietro si diceva convinto che l azienda sarebbe cresciuta del per cento l anno in periodi di normalità economica. Fatto un rapido dietro-front, attualmente l attività di Cisco si dichiara centrata sui mercati disponibili in cui possiamo guadagnare qualche punto. Circostanze che rivelano lo scotto da pagare per il riflusso attraversato dalle telecom, affette da problemi di bancarotta e dai ritorni lunghi delle ingenti spese sostenute per la messa in opera dei cavi a fibra ottica. Un quadro che spinge osservatori ed addetti ai lavori a moderare le aspettative per l immediato futuro. Dopo gli anni del grande boom e relativo scoppio, anche Silicon Valley va adattandosi alla prospettiva di una ripresa economica lenta e moderata che prima o poi non mancherà di arrivare. Meglio tardi che mai.

25 ... mercato... inchiesta tecnologia wi-fi: quale opportunità? a cura di Andrea Lawendel In barba alle varie mitologie sulla presunta velocità della tecnologia - che in qualche modo risulta sempre sorprendente, imprevedibile e soprattutto non pianificabile - lo Ieee, massimo organo di standardizzazione in materia ingegneristica, ha approvato le specifiche nel lontano Che cosa significa questa ennesima sigla? Le cifre designano una famiglia di norme tecniche che descrivono una interfaccia radio ( over the air, contrapposta a quelle su cavo in rame o fibra) tra stazioni base e client corrispondenti a nodi di reti basate a loro volta sullo standard Ethernet (Ieee 802.3). La norma di riferimento per la realizzazione delle Lan, le reti locali informatiche, viene così estesa anche a dispositivi non fisicamente collegati via cavo. Questa estensione apre la strada a interessanti applicazioni di mobilità in ufficio e libera, in toto o in parte, le organizzazioni più piccole (incluse le famiglie nella loro abitazione) dai vincoli finanziari e logistici di una infrastruttura di cablaggio. A giudicare dalle date, niente di particolarmente nuovo quindi, anche se una particolare articolazione di queste Wireless Lan, la b è stata ratificata da Ieee solo nel Da allora, questa specifica, che definisce la famosa interfaccia radio nella gamma dei 2,4 GHz, è diventata oggetto di ampia discussione in molte sedi, dai normali ambienti dei fornitori infrastrutturali alle autorità regolamentatrici. Il sistema Wireless Ethernet è nato sostanzialmente per rimpiazzare normali collegamenti cablati di una rete Lan, in modo da soddisfare un esigenza molto precisa: offrire connettività di rete in azienda anche agli utenti, interni o esterni, più occasionali, privi cioè di una scrivania equipaggiata con un punto-rete fisico per il loro computer. Da questa esigenza tipicamente interna, deriva però una grande opportunità di mercato. Una stazione base o access point a norma b, infatti, può essere considerata a tutti gli effetti come una cellula di una rete radiomobile specializzata nella connettività dati. Una connettività di altissima qualità, tra l altro. L b prevede una larghezza di banda (condivisa, però) di 11 megabit al secondo. Una più recente modifica, la a, che opera nello spettro dei 5 GHz, arriva a 54 megabit; mentre l ultima proposta di ampliamento della , la g, si riferisce a Wireless Lan da 20 megabit/secondo e oltre di capacità, ancora su frequenze di 2,4 GHz. Se al normale ambiente chiuso dell ufficio, del campus aziendale o scolastico, o dell abitazione privata, si sostituiscono particolari ambienti ad alta frequentazione di professionisti informatizzati (aeroporti, grandi alberghi, centri congressi), la stazione base b può diventare un hot spot di un vero e proprio sistema di accesso pubblico a una risorsa di rete, in modo molto somigliante ai punti di presenza Dect di esperimenti come l indimenticabile Fido. Insomma: se l aeroporto viene cablato con una normale rete Ethernet e questa viene a sua volta estesa con gli opportuni punti di accesso W-Lan, è possibile fornire connettività a larga banda a tutti i frequentatori dello spazio aeroportuale dotati di un computer o di un terminale equipaggiato con la necessaria interfaccia radio. Attraverso la rete locale dell aeroporto, l utente, debitamente autenticato, potrà accedere a risorse locali (per esempio per stampare un documento) e da questa Lan entrare nelle altre reti a essa interconnesse. Tipicamente a Internet. Utilizzando Internet come infrastruttura di trasporto pubblica e una applicazione di virtual private networking (Vpn), lo stesso utente potrà accedere alle risorse di rete locale dispiegate presso la sua azienda, in qualsiasi punto si trovi (a patto che questo punto rientri nell area limitata di copertura di un hot spot b). In altre parole, l b, sistema che la Wireless Ethernet Compatibility Alliance (Weca), chiama anche Wi-Fi (da wireless-fidelity), comincia ad affermarsi come alternativa commerciale ai sistemi cellulari di accesso radio che molti davano ormai per scontati e ineluttabili. Il quadro si fa ancora più interessante se si pensa ad applicazioni come il voice over Ip e cioè alla possibilità di veicolare la voce attraverso una connessione W- Lan. In particolare, si sta delineando una possibile sfida, un conflitto di interessi, con i sistemi radiomobili di generazione 2,5 e 3, il Gsm/Gprs e l Umts. Un conflitto reso complicato da un fattore non certo trascurabile: l b opera, negli Stati Uniti ma in misura crescente anche in Europa, su porzioni di spettro a scarsa o nulla regolamentazione. I provider che installano i loro hot spot nelle aree citate, fungerebbero dunque (seppur in ambiti molto ristretti e in condizioni che riducono fortemente la mobilità dei loro clienti) da operatori non sottoposti ai tradizionali meccanismi di autorizzazione e controllo che regolamentano invece le attività degli operatori radiomobili. Il tema Wi-Fi, si sta estendendo su scala internazionale e investe direttamente anche l Italia, dove il gruppo Megabeam sta già costruendo una propria rete di access point nei maggiori aeroporti. Si tratta, ancora una volta, di una incredibile opportunità di mercato e servizio, che tuttavia si colloca in un contesto non facile per gli operatori tradizionali e i loro fornitori infrastrutturali.

26 ... mercato... Beltel non poteva restare fuori da un dibattito e ha raccolto un primo giro di opinioni e commenti su un tema che caratterizzerà fortemente l intera fase di passaggio verso i servizi wireless di nuova generazione, con esiti ancora molto incerti. Tra i partecipanti a questa prima tavola rotonda a distanza, insieme ad Antonella Pelaggi (Elitel), Marco Zamperini (Etnoteam), Graziella Dilli (Ibm), Claudio Leporelli, c è anche Marco Filippi, di Megabeam Italia. Marco Filippi, responsabile vendite Megabeam Italia L offerta Megabeam nasce da una precisa considerazione sull attuale fase di evoluzione tecnologica, in cui appare evidente che piuttosto che partire dalle tecnologie in se stesse è molto meglio concentrarsi sulle reali esigenze dell utilizzatore. Esistono insomma tecnologie che offronto specifici vantaggi a chi se ne deve servire. Se la richiesta è quella della connettività di rete negli spazi esterni all ufficio, la risposta, secondo noi, si chiama b. Megabeam è un Internet service provider a larga banda su scala europea. Il nostro target più evidente è quello dei business manager e le aree di copertura dei servizi sono diretta conseguenza di tale target. Un tipo di copertura non più territoriale ma selettiva, quella riferibile ai luoghi più interessanti per il manager che viaggia. Con molto buon senso abbiamo scelto di partire da un nocciolo duro di location importanti e da queste evolvere in una crescita graduale. Un approccio opposto a quello di un operatore cellulare che deve coprire molte location e tutte insieme. Il target è rappresentato dal dirigente o quadro aziendale di età compresa tra i 35 e 55 anni, individui che devono svolgere azioni corrispondenti ai propri ruoli in tempi spesso molto rapidi. Queste persone hanno bisogno di connettività dati di ottimo livello nel luogo in cui si trovano e spesse volte queste location sono gli aeroporti o gli spazi comuni degli alberghi. Ci siamo concentrati di fatto sulle aerostazioni principali, quelle che da sole smistano il 75% del traffico business, sugli assi Milano, Roma, Venezia, Verona e Brescia. Accanto a questi punti vogliamo raggiungere una certa capillarità nelle strutture di ospitalità alberghiera attraverso un accordo con la catena Star Hotel. In considerazione del target ci siamo interrogati sulle reali necessità, in un contesto di forte impatto delle tecnologie di Internet sugli stili e sulla modalità del lavoro. Parallelamente ai nostri sforzi, molte aziende studiano la possibilità di integrare in modo molto stretto l utente remoto con le risorse di rete aziendale, attraverso soluzioni di virtual private networking sicure. La problematica maggiore riguarda l integrazione di questi utenti fuori dai consueti spazi dell ufficio o della rispettiva abitazione. Se mi trovo in aeroporto e ho 10 minuti di tempo per prelevare la posta elettronica, la normale connessione senza-fili con cellulare Gsm non può bastare. La connettività fornita da Megabeam sì. Ecco perché secondo noi si tratta della tecnologia presente nei posti giusti e nei modi giusti. Megabeam Italia è una società di diritto italiano contollata al 75% da fondi di investimento privati. L azienda è controllata dalla capofila britannica tuttavia gode di estrema autonomia nelle scelte strategiche locali. In Italia abbiamo scelto due partnership di assoluto livello tecnologico come Cisco per l hardware infrastrutturale e Ibm per i servizi di cablaggio e networking nelle aree di copertura. Due i canali di offerta principali, pensati in funzione delle singole esigenze: accesso flat illimitato in tempo e volumi di dati trasportati e connettività ad hoc basata su una card giornaliera da acquistare attraverso canali diversi e in grado di garantire 24 ore di collegamento. A partire da maggio, sarà possibile acquistare una daily card per l aeroporto di Fiumicino direttamente online o chiamando un numero verde. Comunque la tipologia di clientela più interessante è sicuramente quella corporate, sulla quale stiamo lavorando con serizi rivolti ad aziende che dispongono o disporranno di una Vpn. La semplicità d uso è fondamentale. L accesso deve essere molto semplice e il nostro call center è in grado di fornire tutta l assistenza del caso. Chi vuole collegarsi dall aeroporto di Fiumicino per esempio, disponendo di hardware compatibile, non deve far altro che accedere alla nostra pagina di autenticazione. L utente già registrato deve semplicemente inserire la sua password, chi non è in possesso di una chiave può acquistare direttamente online una card. Non ci sono altre configurazioni complesse. «Un altro concetto fondamentale è quello di network di servizi. Il lavoro di Megabeam in teoria potrebbe essere fatto dall azienda che gestisce la singola location, però il consumatore tende a privilegiare un unico sistema di accesso disponibile in più punti. Viziato dalla bravura dei gestori nazionali e internazionali vuole poter immettere il suo Pin e cominciare subito a lavorare.

27 ... mercato... Abbiamo analizzato a fondo il quadro normativo e siamo convinti di aver rispettato tutti i requisiti propri di un segmento di spettro non regolamentato. Del resto ci sono state indicazioni importanti da parte dell Ue in direzione della piena liberalizzazione di questi servizi. Quanto al potenziale conflitto con gli operatori mobili tradizionali riteniamo di aver costruito un azienda con un idea di massima apertura. Gli operatori si rivolgono a clienti con esigenze del tutto diverse. Una tecnologia come il Gprs, per esempio, serve ad altre cose. Il nostro utente non è mobile e può tranquillamente servirsi anche del Gprs ma all interno dell aeroporto, in determinate circostanze, le sue necessità sono altre. Si tratta in altre parole di tecnologie perfettamente integrabili, complementari. Le W-Lan fanno in realtà un buon servizio ai servizi di telefonia cellulare. Trasportare i dati non è un impresa banale e i 150 manager che hanno partecipato ai nostri test rimangono sempre positivamente sorpresi. E vero, c è stato un rallentamento nello sviluppo dei sistemi radiomobili, il Gprs è ancora lento e gli utenti si aspettavano qualcosa di diverso. Secondo noi la risposta viene dalle Wireless Lan ma si tratta pur sempre di servizi complementari. A mio parere avremo certamente la possibilità di discutere con gli operatori mobili, la torta di opportunità comuni è molto grande, ma dobbiamo sfruttarla insieme. Pur facendo un ottimo lavoro, restiamo operatori molto specifici, di nicchia. L integrazione può procedere su due strade parallele. Da un lato l integrazione con gli operatori tradizionali, dall altro il dialogo con altri W-Isp per garantire un roaming generalizzato. La sicurezza? Anche questo è un tema fondamentale. Stiamo studiando la possibilità di securizzare lo strato di connessione in radiofrequenza, anche se il nostro suggerimento è implementare una vera soluzione di Vpn, un obiettivo che non comporta investimenti straordinari.» Uno degli elementi più incerti è la possibile reazione da parte dei regolatori. Il Wi-Fi è il tipico esempio di tecnologia parzialmente sfuggita alle intenzioni originarie dei suoi ingegnerizzatori. Oggi è possibile che l operatore licenziatario si rivolga alle autorità che avevano liberalizzato questi servizi, ipotizzando addirittura un contesto di concorrenza sleale. Un azione regolamentatrice, rischierebbe tuttavia di azzoppare, anche solo parzialmente, una tecnologia che sta dimostrando di funzionare molto bene. Beltel ne ha parlato con Claudio Leporelli. Claudio Leporelli, Università La Sapienza di Roma C è effettivamente una situazione di elevata confusione normativa. In maniera poco spiegabile per la terza generazione cellulare si fanno certi tipi di aste. Per il wireless in the local loop se ne fanno altre, meno pesanti. Con la televisione spesso non si parla nemmeno di costo della licenza. Ma anche il Wi- Fi è diventata una tecnologia che può sovrapporsi alle altre, sebbene come il vecchio Dect non copra distanze tali da giustificare la necessità di regolamentazione. Paghiamo le conseguenze di un gioco che è stato fatto non tenendo conto di tutte le tecnologie possibili, anche se l uso privato delle Wireless Lan non dovrebbe minimamente essere in discussione. La questione veramente delicata pertiene al cosiddetto hot spot Wi-Fi. C è chi ha pagato molto caro e oggi può in teoria essere scavalcato da operazioni con punto di pareggio assai più basso. Ma questo non è il solo conflitto possibile (c è poca chiarezza anche nell assegnazione della banda dei 5 MHz per l uso privato di Umts) e lo si poteva immaginare. Resta il fatto che è sempre difficile bloccare certe iniziative e non è mai positivo per il sistema-paese appesantire l impiego di queste tecnologie. Qualche iniquità c è ma va detto che le applicazioni mi sembrano sufficientemente differenziate da consentire forme di compensazione. Il pericolo dal punto di vista dell operatore mobile ci può essere, ma non credo che il grado di sostituibilità delle altre tecnologie sia elevato, perché non si potrà aumentare a dismisura il numero degli hot spot pubblici. Né d altra parte si può pensare che per l Umts possa essere una scelta percorribile da molti privati, perché nel caso preso in esame l impiego di queste connessioni ha un carattere molto fisso, mentre il grande vantaggio di Umts è l alta mobilità. Ecco, la mobilità è un punto che restringe le tipologie di applicazioni ad attività meno intensive dal punto di vista del trasporto dati. Posso quindi immaginare che l effetto di ricopertura rispetto agli usi dell Umts non sia elevatissimo. Non posso però figurarmi come si possa fare marcia indietro rispetto alla situazione normativa che si è creata. Sambra di capire che l Umts garantisca prestazioni di banda più basse, ma non è facile affrontare il problema della capacità relativa, se effettivamente la maggior capacità teorica del Wi-Fi può degradare rapidamente all aumentare del numero di utenti.

28 ... mercato... Non mi sembra che a questo punto ci sia la reale possibilità di bloccare tutto, ma potrebbe accadere che si finisca per mettere sullo stesso piano operatori diversi. Che succede per esempio se nell aeroporto di Fiumicino arriva un altro operatore con la stessa tecnologia? La risposta può quindi venire nel momento in cui questo stesso campo venga invaso da altri. Ciò che ha sempre giustificato l assenza di regolamentazioni stringenti è il fatto che si sia data per scontata la mancanza di conflitto tra operatori, ma nel caso ci debba essere un intervento quale intervento sarebbe il più opportuno? Misure come un assegnamento selettivo di risorse? [Ndr. La questione dell assegnamento selettivo è complicata dalla natura stessa dell interfaccia radio definita dall b, che è effetivamente a spettro allargato ma viene sfruttato in più modi. In particolare per l b funziona uno schema Dsss, (Direct sequence spread spectrum), contrapposto, per esempio all Fhss (Frequency hopping spread spectrum) di un sistema di comunicazione wireless come Bluetooth. Le condizioni al contorno tecniche, potrebbero quindi condizionare le decisioni a livello normativo] Andrebbe sicuramente salvaguardato l uso originario del Wi-Fi, quello privato. Sarebbe una sciagura se tutte queste considerazioni finissero per compromettere applicazioni utili come il cablaggio rapido, wireless, di interi edifici. Da altre parti si tende ad adottare un approccio più omogeneo. Basta visitare la sede dell Fcc americana per osservare ovunque i cartelloni con l allocazione delle frequenze ai diversi servizi. E insomma più forte la consapevolezza dell esistenza del fattore sostituibilità. Se oggi ci occupassimo solo di questo possibile conflitto il problema è quasi sicuramente destinato a ripresentarsi in futuro, per esempio con la radio digitale, campo in cui è ancora molto vaga la consapevolezza di come verranno regolamentati i servizi interattivi. Se l operatore mobile guarda un po preoccupato alla finestra (è indicativo il fatto che la dirigenza di Tilab, il laboratorio tecnologico del gruppo Telecom, molto attivo sulle wireless Lan in ambito teorico e sperimentale, abbia sostanzialmente risposto con un no comment alla richiesta di partecipare direttamente al dibattito su Beltel), per gli operatori fissi, in particolare i new entrant, il Wi-Fi rappresenta una inattesa finestra di opportunità. Per molti versi simile al controverso Wireless in the local loop. Ne parla Antonella Pelaggi di Elitel. Antonella Pelaggi, Cto Elitel Elitel è estremamente interessata a questo tipo di tecnologia. Il Wi-Fi ha applicazioni molto interessanti, vuoi per le possibilità di verticalizzazione sul cliente finale con formule come il cablaggio di reti Lan. Una attività per la quale gli oneri dell investimento grazie al wireless si spostano sugli apparati piuttosto che sulle infrastrutture, offrendoci così la possibilità di entrare senza sovrapprezzo in un mercato stimolante come il piccolo ufficio (che per esempio sarà libero di cambiare sede senza doversi sobbarcare i costi infrastrutturali di un nuovo cablaggio). Un altro significativo potenziale va visto in termini di offerta di nuovi servizi (penso agli aspetti della sicurezza, della consulenza). Siamo interessanti anche ad applicazioni di nomadic computing, molto diverso dal mobile computing perché circoscritto a luoghi e a modalità molto specifici. Ci sono molte opportunità in un segmento non coperto da altri operatori. Effettivamente chi ha investito nelle licenze Umts vede - e a mio parere di fatto esiste - una possibile cannibalizzazione. La conflittualità nasce dal fatto che questa banda non è ancora stata regolamentata, ma tra qualche tempo forse non si potrà farne a meno, poiché mi aspetto un azione di lobbying da parte degli operatori cellulari. Stiamo però parlando di ambiti molto diversi, dove la regolamentazione è difficile. Non è facile imporre delle regole su ciò che le aziende fanno in casa propria. L evoluzione di queste tencologie in ambito pubblico è però possibile, anche al posto dell Umts, per esempio. Noi intendiamo andare avanti, anche se trovo difficile prevedere se ci sarà o meno un esplosione del Wi-Fi o di altre tecnologie. La sicurezza si sta imponendo come settore di attività autonomo. A noi operatori i clienti chiedono in misura crescente la possibilità di usufruire di servizi gestiti direttamente da noi, come la posta sicura. La richiesta viene proprio dal cliente e mediamente il tentativo consiste proprio nello spostare il problema della sicurezza anche fuori dal normale ambito dell ufficio. E ancora da vedere se tutto quello che si è fatto su Internet si possa facilmente estendere anche a questo tipo di tecnologie. A mio avviso bisogna comunque partire e sperimentare molto.

29 ... mercato... Marco Zamperini, Chief Technology Evangelist di Etnoteam Zamperini ha seguito una recente iniziativa congiunta con Mp Esperia, Raitrade, Compaq, Emblaze e Digital Soccer per la sperimentazione di servizi multimediali wireless. In occasione del recente incontro di calcio Inter-Roma, Etnoteam ha realizzato nella tribuna dello stadio Meazza di Milano una rete wireless i cui utenti, equipaggiati con un palmare Compaq Ipaq abilitato a b, potevano accedere a flussi video streaming e a informazioni statistiche in tempo reale. Un test che sembra fatto apposta per parlare del problema della sovrapposizione, del conflitto tra W-Lan e reti radiomobili. Si è trattato di un occasione dimostrativa, studiata soprattutto per confermare la fattibilità di certe applicazioni, dell unione di più fornitori in un consorzio per la fornitura di un servizio e di un contenuto. La possibilità di osservare sullo schermo del palmare il video della partita era ovviamente marginale per uno spettatore allo stadio, ma il vero valore aggiunto consisteva nei dati statistici sulla partita, nel replay istantaneo delle azioni. Tanto è vero che intorno alle persone che avevano l Ipaq si formavano subito capannelli di curiosi, divertiti all idea di poter subito rivedere un azione o un incidente di gioco. In questo caso ci interessava quindi più la tipologia di applicazione che la tecnologia Wireless Lan. Che naturalmente è risultata molto comoda, ma non rappresentava per noi la vera novità. A mio parere le W-Lan sono molto più interessanti dentro alle aziende, noi stessi siamo utilizzatori di questi sistemi e con tre punti di accesso riusciamo a fornire connettività senza-fili in tutto il nostro edificio. In ambito aziendale questa non è più una opzione, ma una necessità. Oggi grazie al wireless networking sarebbe assurdo mettersi a cablare un ufficio anche oltre il confine della dorsale di rete. C è un po di malafede dietro l obiezione per cui il W-Lan potrebbe entrare in conflitto con le tradizionali tecnologie radiomobili. Per la nostra dimostrazione di fattibilità noi siamo stati costretti a ricorrere a questa tecnologia, in mancanza di altri sistemi, di Umts per esempio, oggi non c era che questo. A San Siro però il W-Lan ci è servito ad assicurare 128 kilobit/s a una cinquantina di utenti. Da Umts mi aspetterei ben altro. Quello che voglio dire è che dal nostro punto di vista il wireless networking è soltanto un ponte che deve guidarci verso nuove applicazioni. Un po come in passato abbiamo fatto per le applicazioni client/server, che dal pc sono passate ai terminali cellulari Sms, poi al Wap, oggi con i palmari e in futuro con chissà che altro. Si è trattato dunque di un semplice facilitatore. Altrimenti, lo scollamento tra la rete cellulare attuale e la rete attesa, che ancora non c è, diventa invalicabile. Il W-Lan in questo senso è una autentica opportunità per tutti. Per me, il fatto di riuscire oggi a vedere applicazioni così suggestive è molto positivo, non vedo proprio dove siano questi conflitti. Con le wireless Lan si dà spazio a nuovi fornitori, a nuovi soggetti estraneai al mercato ristretto dei tradizionali costruttori. Il W-Lan ha aperto spazi ad aziende come Intel o Compaq che sul networking non erano presenti. Da un lato quindi è un facilitatore, dall altro va a riempire nicchie di mercato che le Telco non potrebbero mai coprire (penso per esempio che il Wi-Fi sia una opportunità enorme per il mercato dell utenza residenziale, che non si rivolge certo agli operatori, molto più di Bluetooth). Mi meraviglio anzi che proprio gli operatori non siano più presenti. Volendo fare della sperimentazione sui famosi (o famigerati, a seconda dei casi) servizi a valore aggiunto l unica possibilità concreta è proprio questa. Invece, se domani, in uno scenario più maturo, questi apparati venissero sostituiti o si integrassero con le picocelle di Umts, non mi stupirei per niente. In conclusione sono molto favorevole alle reti wireless nel mondo dell impresa e non vedo affatto due infrastrutture in conflitto tra loro. Insieme sono di gran lunga più naturali della tanto decantata convergenza fisso-mobile. Dal punto di vista normativo osservo che le regole rischiano sempre di regolarizzare tecnologie obsolete. Se l esperto di legge cerca di riordinare lo standard b quando avrà concluso uscirà subito l c, che ovviamente lavorerà su altre frequenze, a velocità ancora maggiori. Ci si ritrova insomma con una norma per apparati che non sono più interessanti per il mercato. Ma questo avviene proprio perché non stiamo parlando di reti di telecomunicazione, abituate a svilupparsi in archi temporali di anni (tanto che il dubbio che qualcuno malignamente insinua è che il 4G rischia di arrivare prima del 3G anche se questo non può essere vero nella pratica). No, qui stiamo parlando di infrastrutture molto più agili, che hanno senso all interno di strutture fisse. E che danno il massimo risultato solo quando sono integrate con le strutture mobili convenzionali.

30 ... mercato... In realtà si può pensare a una infinità di cose - per esempio a un servizio che accoglie il visitatore di un grande centro commerciale con messaggi promozionali sul telefonino e a mille altre applicazioni - che spingono naturalmente verso la convergenza. E un insegnamento che abbiamo del resto tratto dagli ultimi tre anni della storia di Internet. Voglio dire che è molto bello avere una rete, ma poi ci vogliono i contenuti, si deve creare un circolo virtuoso, che genera a sua volta un modello sostenibile. In realtà la tecnologia da consumare in quanto tecnologia non esiste più. Come non ho mai creduto alla possibilità di avere mille diversi Internet Service Provider (e di fatto si sono ridotti a un piccolo gruppo di fornitori) così oggi non credo che esisteranno mai mille Wireless Isp. I modelli che si svilupperanno davvero saranno quelli che vedono coinvolti clienti, operatori e fornitori di contenuti. Forse sembrerò troppo drastico, ma non vorrei nemmeno ricreare lo stesso clima di ubriacatura generale cha ha circondato in passato tante iniziative, finendo per creare aspettative del tutto false. Graziella Dilli responsabile Wireless Business Ibm Un accordo recentissimo con Nokia, forse intenzionata a recuperare il terreno perduto sui mercati cellulari tradizionali, per favorire lo sviluppo delle public wireless network costruite dai Wisp (Wireless Isp), un hotspot dopo l altro. Per Ibm il nuovo segmento nato intorno allo standard b è una cosa seria. Come conferma Graziella Dilli. Ibm collabora con molti dei Wisp che si stanno sviluppando e che ci scelgono per i nostri servizi di integrazione. Abbiamo rapporti con Cisco e ora con Nokia e ci proponiamo sia quando si tratta di realizzare una infrastruttura con la posa degli apparati, sia per i successivi servizi di configurazione, di integrazione delle W-Lan pubbliche con le altre reti. Un mercato in forte espansione, in cui si stanno muovendo le aziende già affermate e in cui si stanno creando moltissime nuove aziende. E poi anche le Telco e i mobile operator stanno salendo a bordo, non credo quindi che siano così preoccupati. Anche se forse inizialmentele Public Wireless Lan toglieranno qualcosa al traffico della larga banda senza-fili. Sicuramente in futuro il Public W-Lan avrà una diffusione complementare alla larga banda di Umts. In altre parole tramite il cellulare si accederà a una tipologia di servizi, mentre chi si troverà in trasferta per lavoro ne utilizzerà altre. E non penso solo alle aree di copertura negli aeroporti. Forse sarà davvero possibile collegarsi anche in vacanza, sulla spiaggia, attraverso le W-Lan. Con Tim Ibm ha sviluppato un progetto pilota per l uso dei cellulari Gprs. Oggi è esteso a tutti i nostri system engineer sul territorio che lo utilizzano al posto della normale linea telefonica per collegarsi. Ma sono assolutamente impieghi complementari. Una cosa è la comunicazione svolta attraverso le reti cellulari tradizionali, un altra sono gli hot spot che hanno una connotazione fortemente professionale.

31 ... mercato... notizie a cura della redazione H3G cambia struttura. Dagli amministratori delegati, uno dei quali è Vincenzo Novari, dipendono la Direzione Marketing che si occupa dell offerta e la Direzione Commerciale che gestisce i canali di vendita più CRM. Cade la distinzione tra consumer e corpotate: alla direzione Marketing va, per il momento, Novari ad interim ed alla Direzione Commerciale Sandro Marchetti. Marco Tronchetti Provera ha annunciato i dati 2001 di Telecom Italia: 30, 8 miliardi di euro di ricavi, 2,06 miliardi di euro di perdita netta, 0,312 euro di dividendo, 17,2 miliardi di euro ricavi telefonia fissa e 10,25 miliardi di euro ricavi di telefonia mobile. Inoltre, un programma di investimenti in innovazione di 9 miliardi di euro. Intanto è in fase di cessione il 29,8% di Telekom Austria. La Commissione Europea con una apposita direttiva invita gli operatori alla riduzione delle tariffe fisso-mobile. Durante la partita Inter-Roma di marzo è stato fatto un esperimento di applicazione della tecnologia Wi-Fi (Wireless Fidelity o Ieee b). Una cinquantina di opinion leaders dotati di palmare Compaq Ipaq hanno seguito la partita in tempo reale. Il ruolo di integratore di sistema è stato svolto da Etnoteam. Il livello di servizio ai clienti di Telecom Italia deve diventare il migliore d Europa. Lo ha detto Riccardo Ruggiero. Per esempio adsl in cinque giorni. BT chiuderà entro i prossimi 4 anni due terzi dei propri call center licenziando almeno persone. Dei 98 call center attuali, 53 cesseranno l attività. France Telecom vuole cedere la sua quota in Wind, ma anche quella che ha in Eutelsat (23,1%). A proposito, Wind si cercherà un altro partner internazionale? Telia ha acquistato Sonera per 7,4 miliardi di euro attraverso un concambio azionario. La fusione Edisontel-Atlanet è avviata. Nell operazione, almeno per il momento, non sembra entri anche Albacom. Comunque dopo la fusione il fatturato consolidato sarà di circa 350 milioni di euro. Ma la rete Fastweb funziona? Forse è poco usata. Swisscom ha chiuso il 2001 con un utile netto più alto del 57% rispetto all anno precedente. Ma le previsioni per il 2002 sono molto più prudenti. Nuovo libro di Enrico Guidotti: dove ci porta internet. In questo suo quarto lavoro, l autore analizza le più significative sfaccettature della realtà internet con l obiettivo di capire dove ci sta conducendo nel suo divenire. Un libro utile per imprenditori e manager, ma anche per chi vuole solo approfondire la conoscenza del mondo internet. Secondo Gartner il 20% di tutti gli investimenti informatici è sprecato, perchè chi compra non sa spendere. Secondo noi lo spreco è più grande. La Datitalia di Napoli è stata interamente acquisita dal gruppo Gepin, che dovrebbe così raggiungere un fatturato complessivo di circa 100 milioni di euro. Datitalia è una delle prime società di software nate con una importante partecipazione bancaria. Cerved in vendita. Anche il mercato informativo è destinato a cambiare ed a concentrarsi. Potrebbe comprarla Centrale Bilanci. Entro pochi mesi saranno in circolazione circa trenta milioni di bancomat e carte di credito intelligenti. Cioè con il chip al posto della banda magnetica. Il progetto è SSB di cui è Presidente Marco Martini. Chi produrrà le carte? Il business non è trascurabile. Entro pochi mesi cambierà il Presidente Consip, Fortunato Cocco. La Consip gestisce le aste on line per tutti gli acquisti della PA. Il Ministro Lucio Stanca potrà indicare un suo uomo di fiducia? B2Biscom, la società ebiscom che opera nel commercio elettronico, nel 2001 ha avuto ricavi per 7,2 milioni di euro. Le perdite sono più di 17 milioni. Corrado Passera lascia le Poste per fare l amministratore delegato con tutte le deleghe di IntesaBCI. Un trasferimento annunciato da tempo. In generale il sistema bancario sarà soddidfatto perchè i risultati ottenuti da Passera alle Poste cominciavano a preoccupare. Naturalmente la scelta di IntesaBCI non ha a che vedere con questa considerazione. Enterprise Ericsson è guidata da Luigi Caruso come amministratore delegato e gestisce soluzioni di information technology. Adesso Andrea Panseri, da sempre in Ericsson, è responsabile delle direzioni vendite e delle relative strutture di supporto. TIm ha stipulato un accordo con la canadese RIM per offrire al mercato italiano il servizio Blackberry dedicato alle aziende, con lo scopo di gestire la posta elettronica in mobilità. Servizio partito nell ultima settimana di marzo. Ma TIM continua ad esplorare il mercato, perchè considera importante l applicazione. Nel 2001 le imprese utenti di call center sono state di cui in house e in outsourcing. Nel 2004 quelle in house saranno circa e quelle in outsourcing circa E in atto la sperimentazione della portabilità del numero sulla telefonia cellulare, la cui disponibilità per tutti gli utenti è prevista da luglio. Omnitel e TIM, hanno attivato il servizio solo in qualità di donor permettendo ai propri utenti di cambiare gestore ma senza usufruire del meccanismo inverso. Blu e Wind hanno avviato il servizio sia in ingresso sia in uscita. A proposito della portabilità del numero: la data di partenza era il Il problema delle tlc non è solo crisi finanziaria!

32 ... mercato... Come Presidente di Telecom Italia Marco Tronchetti Provera guadagna 1,8 milioni di euro all anno, come era per Colaninno. Tra le aziende dotate di un call center in house, solamente 130 circa hanno adottato una soluzione CRM. Le applicazioni di mobile internet nelle imprese italiane più numerose sono quelle di sales force automation seguite da quelle di field force automation. La maggior parte delle applicazioni è sviluppata all interno di imprese di dimensioni medio-piccole. Da marzo mille dipendenti IBM si possono collegare via web, ovunque si trovino, ai sistemi informativi aziendali con il proprio telefonino GPRS. Ma IBM, attraverso la divisione wireless, propone anche ai propri clienti il sistema. Con la connettività TIM o con altre se il cliente lo richiede. Il rapporto tra abbonati ai telefoni cellulari e popolazione: Lussemburgo con il 96,7%, Taiwan con il 96,6%, Hong Kong con l 84,4% e Italia con l 83,9%. Dobbiamo esserne felici? Rick Belluzzo, numero tre di Microsoft dopo Bill Gates e Steve Ballmer, si è dimesso. Era direttore generale operativo. Interessanti alcune considerazioni di Alessandro Penati sul Corriere della Sera a proposito di Wind. Se France Telecom uscirà dalla compagine azionaria avrà la sua plusvalenza come l ha avuta Deutsche Telekom a suo tempo espulsa perchè flirtava con Telelecom Italia di Franco Bernabè. Perchè Enel non può smentire la valutazione di Infostrada, perchè a breve sta per andare in borsa, ecc. Allora è possibile che Enel regali a due partner europei (Dt e Ft sono in mano pubblica) tutto il ricavato delle centrali elettriche Eurogen appena vendute. Beneficenza o europeismo convinto? Secondo l ADUSBEF le banche d affari che emettono report sulle società quotate nel 90% dei casi hanno prodotto consigli errati. Le due principali reti via cavo in Francia e cioè Noos, che appartiene a Suez, e NC Numericables, filiale di Canal+, sono in vendita. Edisontel, mentre si fonde con Atlanet, ha firmato una joint venture con l azienda municipalizzata AMGA di Legnano costituendo la società Amtel. Controllata al 60% da Edisontel opererà nei circa 60 comuni dell Alto Milanese dove realizzerà una rete in fibra di 20 km e offrirà servizi telefonici affittando l ultimo miglio da Telecom Italia. E il terzo accordo distrettuale di Edisontel dopo Sassuolo e La Spezia. La Kpn pensa di vendere la sua quota in Euroweb. Elisa Communications è la seconda compagnia telefonica finlandese. E in vendita ed interessa Telenor, Orange e Vodafone. MCI Worldcom ha notevoli difficoltà. Sono stati annunciati altri 3700 esuberi ed altre misure come ad esempio il blocco degli aumenti salariali e i piani di stock option a favore di alcune categorie contrattuali (!). Tra queste anche l eliminazione del caffè gratis per i dipendenti. Il Presidente di Telefonica Moviles, Luis Lada, ha detto che in Europa nel settore mobile ci sono ancora 60 operatori. Sono troppi per essere competitivi e, quindi, si augura che il processo di concentrazione si accentui in breve tempo. Ntt Docomo, il principale operatore di telefonia mobile giapponese, ha chiuso il 2001 in profondo rosso a causa principalmente delle svalutazioni delle partecipazioni estere. Ntt è l azionista di maggioranza. E la Lazard, secondo il rapporto Thomson Financials, al primo posto nella classifica delle banche d affari per le fusioni e le acquisizioni completate in Italia nel primo trimestre Il numero uno dei pc al mondo è Dell Computer. Infatti, continua a strappare quote di mercato ai principali concorrenti che sono Compaq, Hewlett-Packard e Gateway. E va bene in Borsa. Internet non è un campo uniforme, ma un sistema stratificato e in costante evoluzione-scontro fra i gruppi sociali, imprese appena nate oppure giganti industriali intenzionati a costruire sulla nuova tecnologia forme mediatiche dominanti. Così descrive la rete delle reti Franco Carlini in Divergenze digitali, il suo ultimo saggio edito da Manifestolibri. Telecom Italia detiene il 29% di Telekom Serbia. Sulla vicenda ci sono state forti polemiche forse non del tutto chiuse. Ora Telecom Italia potrebbe venderlo ai partner greci della OTE, che controllano già il 20% del capitale dell operatore serbo. Per 50 milioni di euro si dice, quasi un decimo di quanto era costata cinque anni fa. Ernesto Pascale potrebbe sostituire Giancarlo Elia Valori alla presidenza di Autostrade. Alla prossima assemblea. Mediaset ha deciso di investire 200 milioni di euro sul digitale terrestre, di cui 50 milioni già nel Questi ultimi soprattutto per comprare le frequenze per avviare la sperimentazione a partire dell autunno. Il progetto digitale terrestre in Mediaset è affidato a Gina Nieri che è anche consigliere di amministrazione della società. Rosario Bifulco è il nuovo amministratore delegato di Lottomatica, ora del gruppo De Agostini. Marco Staderini è il sostituito che rimane come Presidente della società al posto di Luigi Abete. Philippe Martinez è il nuovo amministratore delegato di Xerox Italia al posto di Dirk Collin. In Usa nel 2001 i manager rappresentano circa il 18% di tutta la forza lavoro. Un dato che fa riflettere! Ipse riduce il personale alla luce della decisione di congelare l attività per il 2002 ed il Continuerà solo l acquisizione dei siti! La Gazzetta Ufficiale della UE ha pubblicato il formato europeo per il curriculum vitae. Ancora più burocrazia e meno spazio alla fantasia. Entro l ultimo trimestre di questo anno H3G parte in 50 città con 700 stazioni cellulari già autorizzate e in via di costruzione. Il finanziamento sarà in dual mode: GSM ed Umts. La copertura nazionale sarà garantita da roaming Gprs sulle reti TIM.

33 ... mercato... Abbiamo dato allo Stato italiano miliardi di vecchie lire per poter realizzare la telefonia mobile di terza generazione. Ma se le Regioni continueranno a crearci ostacoli, come sta facendo la Lombardia, che ha bloccato la costruzione delle stazioni radio base in tutta Milano, avremo il diritto di chiedere la restituzione dei soldi con i danni. Lo ha detto Vincenzo Novari, coamministratore delegato di H3G. La pubblicità sui media nei primi due mesi 2002 ha avuto una flessione di quasi l 11%. Rispetto al 2001 che non è stato un anno splendido. E in sviluppo la business Tv cioè la tv aziendale che arriva su ogni computer grazie ad un collegamento via satellite e una rete intranet. Per favorire e accelerare l integrazione tra persone e culture aziendali diverse, per informare tempestivamente i dipendenti. Una scelta innovativa già fatta da Enel, Banca Intesa BCI, RAS, Mediolanum e Fiat. La tecnologia wi-fi è utile agli utenti e questo è chiaro. Ma ci sono dubbi sulla sua diffusione? Sì, perchè non è ancora evidente se è utile agli operatori. Che succede in IBM. Il profit warning che la riguarda desta sensazione anche perchè è il primo da dieci anni a questa parte. Solo una generale diminuzione degli investimenti delle aziende in informatica? L Italia è ultima in Europa per il rispetto delle licenze sul software e in 5 anni ha perso 37 mila posti di lavoro secondo una ricerca della Business Software Alliance che riunisce i produttori mondiali di software. Secondo loro! Le condizioni di mercato nel settore tlc non sono soddisfacenti. I prezzi dei servizi e i guadagni dalle compagnie sono tra i più elevati d Europa. E l opinione dell Antitrust italiana. Ma non solo! Il sottosegretario Gianni Letta propone una legge unica per il riassetto del sistema televisivo e delle tlc e la privatizzazione della Rai. E rilancia l istituzione di un tavolo tecnico, idea elaborata da Franco Debenedetti. Per le tlc sarebbe meglio staccarsi dalla tv! KirchMedia, che controlla le attività di trading dei diritti tv e l emittente ProSiebenSat 1, ha presentato istanza di fallimento. adesso bisognerà rivedere tutte le politiche che riguardano il settore. Lo sviluppo del commercio elettronico passa anche attraverso la semplificazione degli adempimenti fiscali. I sette punti della nuova strategia BT secondo il nuovo amministratore delegato Ben Verwaayen: attenzione prioritaria alla clientela, disciplina di bilancio, banda larga al centro delle attività, divisione per i clienti business in attivo dal 2003, riunificazione di gestione di tutte le attività inglesi, estensione del branding in aree contigue, massima motivazione del personale. Neanche ad Harward! Il Ministro delle Comunicazioni si dota di una rete privata virtuale fornita da Fastweb. Banda larga, protocollo internet, collegamenti con tutte le sedi del Ministero, video e dati: ecco le caratteristiche dell impianto in fase avanzata di installazione. Per Alice, l obiettivo di Telecom Italia è di poter attivare circa 5 mila connessioni al giorno, cioè di poter offrire questo servizio a quasi un milione di persone e/o aziende in un anno. Noicom ha chiuso il 2001 con 13 milioni di euro di ricavi e una base clienti di 170 mila linee attive. Nel 2002 il fatturato previsto è di 46 milioni di euro. Case Associates, il cui managing partner è Cento Veljanovski, apre una filiale in Italia. Se ne occuperà Paolo Bucciarossi economista prima in Antitrust. La quota di mercato di Telecom Italia nella telefonia fissa è scesa al 79%, più o meno la stessa percentuale degli ex monopolisti negli altri paesi europei. ANFoV ha istituito il primo osservatorio sulla tv digitale terrestre per monitorare un fenomeno ancora in parte inesplorato in Italia ma già affermato in altre realtà europee. ANFoV intende approfondire, attraverso l osservatorio, un tema di crescente interesse economico e politico, in grado di coinvolgere il mondo televisivo ma anche l economia digitale in senso lato. L osservatorio, aperto alla partecipazione di tutti gli operatori, svilupperà la propria attività attraverso il lavoro di un comitato composto da Augusto Preta, che ne è il responsabile, Fabio Bassan, consulente giuridico, Roberto Viola, direttore della regolamentazione dell Agcom, Franco Morganti, Presidente ANFoV. Perchè Tim può essere interessata a Blu? Per i 2 mila siti, per le frequenze e per i crediti fiscali da portare in detrazione. La spesa dei gestori per apparati tlc si dovrebbe ridurre nel 2002 di circa il 32% rispetto al Si può capire la difficoltà dei vendors. Fastweb investirà a Napoli circa 150 milioni di euro per il cablaggio. Obiettivo: coprire entro il 2002 il 70% della città. Dopo lo scandalo Enron-Andersen adesso, tra gli altri, si profila anche quello Xerox-Kpmg. Il tema è sempre lo stesso: bilanci non trasparenti. BT costruirà in Gran Bretagna una rete mobile Wlan per consentire agli utenti un accesso wireless ad alta velocità alla sua rete fissa. Lucent Technologies forse taglia altri 5 mila dipendenti. Infatti, la ripresa del settore non sembra molto vicina. Non solo Andersen ha i problemi che tutti conoscono, ma anche Accenture (ex Andersen Consulting) annuncia cali molto consistenti dei profitti. E da un po che non si capiva la strategia! Postel compra Selecta, specializzata nei servizi di stampa e posta automatizzata per le aziende. Ma le Poste non stanno comprando un pò troppo? Value Partners (VP) è la società di Giorgio Rossi Cairo che in questo momento assiste il nuovo management Telecom Italia per la definizione delle strategie e dei piani industriali. Adesso ha creato una nuova divisione operativa: VP finance affidata a Isidoro Lucciola. Value Partners ha 230 professionisti dislocati in tre sedi: Milano, Roma e San Paolo del Brasile. E possibile che Roberto Colaninno si compri la quota di France Telecom in Wind? Per arrivare alla maggioranza? Sembra inverosimile! Gli operatori mobili potrebbero consorziarsi per gestire insieme la rete di telefonia cellulare del metro di Milano.

34 ... mercato... Chi ha dato il nome Alice all offerta adsl di Telecom Italia? Sembra Maurizio Costanzo. Giorgio Bernini si unisce allo Studio Baker e McKenzie. Questo in Italia è guidato da Corrado Bartoli e Gianfranco Di Garbo a Milano e da Franco Macconi a Roma. Baker e McKenzie ha 100 legali in Italia e nel mondo. La trasformazione del mercato televisivo e le opportunità legate all interattività: definizione e sviluppo di nuovi modelli di business. E il titolo di un rapporto multimediale della Italmedia Consulting. Il lavoro analizza il quadro complessivo del settore, i fattori di cambiamento e ridisegna le prospettive. Italtel ha vinto in Colombia una gara del valore di 8,5 milioni di euro per la realizzazione di una rete integrata multiservizio dedicata alla fornitura di servizi Voice over Ip e di accesso internet. Mauro Sentinelli, direttore generale di TIM, è entrato nel Consiglio di Amministrazione. L operazione Stream-Tele+ si allontana a causa dell Antitrust. A parte i problemi di Tele+ in Francia. Nasce una nuova grande holding multiutility nel settore dei servizi energetici, idrici e ambientali di Bologna e Rimini. Con oltre un milione e mezzo di utenti e più di un miliardo di euro di fatturato. la sensazione che questa via sarà percorsa in altre aree del paese. Glamm Interactive e Ipermedia hanno vinto la gara per realizzare il nuovo portale internet della Toscana. Valore: 6 milioni di euro. La conclusione della gara per il wireless local loop non dovrebbe raggiungere la previsione di incasso di 110 milioni di euro corrispondenti al prezzo base totale delle 210 licenze previste. In Wind Infostrada. Il marchio Wind rimane focalizzato sui cellulari, quello Infostrada sulla telefonia fissa e Libero sui servizi internet. Ma il logo Wind ovviamente prevale su tutto così come il suo colore arancione. Quindi, piano piano Infostrada vedrà la scomparsa del verde. A proposito di scomparsa del verde, anche Omnitel Vodafone lo abbandonerà a favore del rosso? Sul fronte degli scandali di bilancio Usa conseguenti al caso Enron ed al ruolo di Andersen, voci anche su Computer Associates su presunte manovre contabili nel 98. La lista si allunga! St Microelectronics, Philips e Motorola, tra i primi dieci fabbricanti di semiconduttori a livello mondiale, hanno annunciato un alleanza quinquennale destinata ad accelerare l attività di ricerca e sviluppo sulle tecnologie di base del settore. In Usa fallisce anche Flag Telecom. Era dedicata a costruire un network in fibra ottica come Global Crossing. Ma l operazione non ha dato i risultati sperati in termini di profitti. Nel 2001 Marco de Benedetti ha guadagnato 1,7 milioni di euro e Mauro Sentinelli circa 640 mila. Così si dice! Anche UPC, maggior operatore europeo di tv via cavo, dopo il gruppo Kirch forse sta per fallire. I revisori manifestano grossi dubbi sulla possibilità dell azienda di continuare l attività. Cominciano i problemi per molte società della telefonia cellulare? Vedi Vodafone ad esempio. I mercati sono saturi, il ricavo medio per utente non aumenta, l umts non è vicinissimo e non si sa se può essere la soluzione, il tema delle tariffe fisso-mobile comincia ad essere affrontato seriamente. Fabio Tedeschi è il nuovo amministratore delegato di Club Nautilus. Clifford Stoll è uno scienziato ed è tra i creatori di internet. Ha scritto un libro confessioni di un eretico high-tech pubblicato in Italia da Garzanti. E molto interessante perchè esamina quelli che potremmo chiamare gli effetti collaterali dell informatica. Un esempio? Ecco le sue parole è facile parlare di velocità dei computer, di memorie Ram e di novità tecnologiche. Più difficile è gestire le frustrazioni che queste cose generano, i loro costi (diretti ed indiretti). Questi aspetti negativi possono essere più significativi di quelli super pubblicizzati benefici. Che cosa si perde quando si adotta una nuova tecnologia? Chi viene emargianto? Quali preziosi aspetti della realtà rischiano di essere calpestati?. Forse la soluzione è quella indicata da Orazio est modus in rebus. Colt Telecom in Italia: fatturato a 75 milioni di euro, ebitda positivo del 4 trimestre, 8000 clienti con oltre 600 edifici cablati e 1,8 miliardi di minuti di traffico telefonico. Il fatturato previsto per il 2002 supera i 100 milioni di euro. Alcatel nel primo trimestre perde 850 milioni di euro rispetto all utile di 210 milioni nello stesso periodo dello scorso anno. Stm Microelectronics ha acquistato le attività di microelettronica da Alcatel per 390 milioni di euro. Accordo tra Kelyan Lab, società del gruppo Bernabè, ed Elettromontaggi per lo sviluppo di soluzioni congiunte nel campo delle tlc mobili. Le partecipate della Sia: Kedrios controllata al 62,5% che opera nell outsourcing per il back office e l asset management, Actalis partecipata al 50% con Ssb specializzata nei servizi di sicurezza, Bitsystem partecipata al 35% e di cui l altro partner è Borsa Italiana che opera nella consulenza, nel project management e nell integrazione di sistemi per intermediari, Advanced Technology Solutions partecipata al 30% per lo sviluppo software e Value e procurement partecipata al 20% che fornisce servizi di consulenza per e-procurement. Poi allo studio una joint venture con Montetitoli per sviluppare a livello europeo il servizio di Rrg. Una bella galassia alle dipendenze dell amministratore delegato della Sia Renzo Vanetti, una vita nelle istituzioni bancarie dopo un esperienza tecnica in IBM. Hewlett-Packard ha fatto pressione su alcuni detentori di azioni come Deutsche Bank per indirizzare i loro voti a favore della fusione con Compaq? La Sec sta indagando sempre su denuncia di Walter Hewlett, figlio di uno dei fondatori. Questa storia sembra non finire più! 9Telecom va a LdCom del gruppo Dreyfus in cambio di azioni. Così Telecom Italia esce dal mercato della telefonia fissa in Francia.

35 ... mercato... MMO2 ha scelto Nortel Networks come uno dei due principali fornitori di sistemi di rete e servizi per Gprs ed Umts per le sue reti in Europa. Accordo tra Edisontel e Mpsnet per offrire le applicazioni internet di mpsnet sulla connettività Edisontel. Per le piccole e medie imprese. Accordo Matrix Virgilio con RCS Corriere della Sera: il sito Corriere.it sarà distribuito anche all interno del portale Virgilio. Accordo IBM-Hitachi per il data storage. Obiettivo: scalzare Emc. Questa alleanza è la dimostrazione dei cambiamenti di mercato pensando alle battaglie degli anni passati. Alleanza Bouygues Telecom con Ntt Docomo per il lancio dei servizi i-mode in Francia. Con la situazione Ntt Docomo? Maurizio Sella per un altro biennio alla guida dell ABI. La Nus consulting ha approntato la tradizionale annuale indagine internazionale sull andamento dei costi aziendali delle tlc nel periodo febbraio 2001-febrbaio In Italia il costo aziendale delle chiamate locali è aumentato del 4% contro una diminuzione in Francia, Spagna, Regno Unito che raggiunge addirittura il 20% in Germania. Le chiamate nazionali sono diminuite del 9% con un -15% di Germania e Spagna. Quest ultima resta, comunque, il paese europeo con la tariffa più alta sul versante delle chiamate internazionali ci sono state notevoli riduzioni in termini percentuali come il -26% della Francia, il -21% della Spagna e il -14% del Regno Unito, lasciando l Italia fanalino di coda con una diminuzione del -4%. Per il costo del canone delle linee fisse il confronto è a nostro sfavore con un aumento del +4,8% contro aumenti più contenuti sugli altri Paesi (escluso la Spagna con un eccezionale +26%) e una diminuzione del 6,3% in Germania. Infine, i costi delle chiamate da cellulari non registrano variazioni, mentre diminuiscono nel Regno Unito (-28,6%) che rimane comunque con prezzi più elevati rispetto a quelli italiani. Spagna e Germania hanno attuato delle modeste riduzioni. In Italia sta avendo molto successo l offerta di pacchetti tutto compreso ad un prezzo fisso annuale comprensivo di canone e traffico. Perchè consente di gestire meglio la propria spesa così come succede per le banche a proposito dei costi di gestione del conto e delle operazioni. Le tariffe di questi pacchetti possono essere rivalutate su base annuale, tenedno conto edel traffico telefonico svolto nel corso dell anno precedente. Il 9 maggio il Convegno nazionale dell ANFoV. Solo il 20% degli utenti internet Italiani fa uso di un portale. Secondo dati Nielsen. Fastweb scrive a tutti gli utenti tlc di Milano proponendo i propri servizi e precisando che la stessa Fastweb è la principale concorrente di Telecom Italia. Nelle tlc se ne dicono tante! L organizzazione del marketing di TIM: consumer services (Gorietti), interactive services (Rovelli), customer relationship (Marini), advertising (Fiaschetti). Giovanni Nuzzi lascia il marketing e communication di Lucent per le Ferrovie dello Stato. Anche in questo settore avanza la liberalizzazione. Perchè falliscono le pay-tv europee? Perchè hanno costi molto alti. Pagano tanto films e partite di calcio (forse soprattutto), l unico strumento promozionale di marketing utilizzato alla grande è lo sconto o il regalo, vedi decoder. E poi il gioco è fatto! Etnoteam nel 2001: fatturato +29% rispetto al 2000, risultato netto consolidato negativo per 8,9 milioni di euro. Questo risultato è fortemente influenzato da perdite non ricorrenti per 12 milioni di euro, che derivano dalla svalutazione di partecipazioni in società non controllate e dai costi di avviamento delle attività di e-sourcing. Nel 2002 le Poste forse saranno in pareggio. Bene, Corrado Passera è stato molto bravo perchè questo risultato è contemporaneo al miglioramento dei servizi ed all umento della professionalità dell azienda. Accordo Riello e TIM per controllare a distanza gli impianti di riscaldamento. Mail Boxes ha l obiettivo in Italia nel 2002 di arrivare a quota 500 negozi. Alice in versione flat (connessione internet illimitata) con tecnico a domicilio costa 42,95 euro al mese. All Unicredit, Carlo Salvatori sarà Presidente? Qwest tratta la cessione di Yellow Pages, per 8-10 miliardi di dollari. Benissimo Apple Computer con il nuovo imac. Non riesce a produrre la quantità richiesta! L IBM nel 2002 prevede un pò meno fatturato e un pò meno ricavi, ma sostanzialmente come nel EnzoTorresi premiato dalla Niaf (National Italian American Foundation) per l apporto dato al patrimonio culturale di 25 milioni di italo-americani. Ora Torresi è managing partner di MyQube Usa che gestisce il fondo EuroQube promosso da Pirelli. Pierluigi Celli lascia IPSE entro maggio. Circolata la voce che sarebbe andato all Authority. L operazione valeva molti soldi ma non si è chiusa. Così si dice! Tecnosistemi, holding guidata da Mario Mutti, opera nelle tlc e sicurezza hi-tech. Tra gli azionisti Mediobanca e il fondo Star Venture di Pierdomenico Gallo. Nel 2002 prevede di fatturare 450 milioni di euro con dipendenti distribuiti in 41 società. In Messico è presente insieme ad Olivetti. Mario Carletti è ora direttore commerciale di Epiclink. Alessandro Lamanna è marketing manager di Nokia Mobile Phones Italia. Siemens Informatica guidata da Valentino Bravi vuole proporre al Governo una carta di identità elettronica per gli immigrati. La carta potrebbe contenere un impronta digitale oppure un immagine dell iride. Siemens Informatica è per il 51% di Siemens e per il 49% di Telecom Italia.

36 ... mercato... Gli 850 mila registratori di cassa italiani potrebbero essere sostituiti con postazioni internet. E la soluzione Netshop di Olivetti-Tecnust con la benedizione di Comufficio, Confcommercio e Confesercenti. Con un finanziamento governativo da più di 15 milioni di euro. Perchè? Per realizzare la nuova piattaforma centralizzata di acquisti online per la Pubblica Amministrazione sono previsti 56 milioni di euro. Ma altri milioni saranno necessari per le parti extrapiattaforma. Chi prenderà questi soldi? IBM e Global Value (IBM+Fiat) da una parte ed EDS com AT Kearny (sua consociata) dall altra. Secondo la britannica International Financial Law Firm, nel 2001 lo studio Bonelli Erede Pappalardo ha curato in Europa il miglior equity deal. In quanto advisor legale in Italia nella quotazione in Orange. Il mondo delle tlc non può reggersi sull equazione più operatori, mercato più libero, ma su una selezione basata sulla qualità degli investimenti di stampo darwiniano. Nei prossimi anni lo spazio non c è se non per cinque o sei operatori europei disposti ad investire. Lo ha detto Marco Tronchetti Provera. Inoltre, sempre citando il Presidente, Telecom Italia punta a concentrare le proprie attività in Italia, Turchia ed America Latina. Ericsson dopo le trmendi perdite del primo trimestre di quest anno ha deciso di tagliare in due anni 20 mila posti di lavoro. Bill Gates nel processo presso la Corte Federale di Washington contro Microsoft ha detto tra l altro: se si rimuove Explorer da Windows cessano di funzionare altre applicazioni e il sistema si blocca. MCI Worldcom verso il disastro. Telecom Italia ha acquistato l 86% di Epiclink per circa 60 milioni di euro. Hanno venduto Edisontel, Pirelli, Intesa BCI, E-Voluzione e Camuzzi Holding. Epiclink si occupa di outsourcing nell area ict per le piccole e medie aziende.

37 le segnalazioni di Beltel Luigi Prosperetti & Partners organizza a Roma, il prossimo lunedì 10 giugno, una giornata di studio su le nuove direttive europee sulle comunicazioni elettroniche La giornata analizzerà dettagliatamente le caratteristiche del nuovo quadro regolatorio definito dalle quattro Direttive UE, pubblicate nei giorni scorsi, dai documenti sui mercati rilevanti e sulla metodologia per la loro analisi, che verranno pubblicati nel mese di maggio. Interverranno i massimi esperti del settore ed i Responsabili degli affari regolamentari dei principali operatori, secondo il seguente programma: 9.30 Registrazione e caffè Il nuovo quadro regolatorio: principali aspetti giuridici Mario Siragusa, Cleary, Gottlieb, Steen and Hamilton Discussione Accesso e servizio universale nel nuovo quadro regolatorio Luigi Prosperetti, Università di Milano-Bicocca Discussione Le implicazioni per la rete fissa: voce e broadband Andrea Camanzi, Telecom Italia Giovanni Amendola, Wind Giovanni Moglia, Fastweb Discussione Colazione Le implicazioni per il radiomobile: GSM e UMTS Andrea Bernabei, TIM Bianca Martinelli, Omnitel Antongiulio Lombardi, H3G Discussione Le implicazioni per la diffusione di Internet Luigi Gambardella, PuntoIt Caffè Panel: Verso il recepimento delle Direttive Rita Ciccone, Autorità Garante della Concorrenza Vincenzo Monaci, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Sergio Antocicco, ANUIT Raffaele Giarda, Baker & McKenzie Mario Libertini, Clarich, Libertini, Macaluso e Valli Luca Radicati, Bonelli, Erede e Pappalardo Conclusioni, Luigi Prosperetti Termine dei lavori Roma, St. Regis Grand Hotel - via V.E. Orlando, 2 Per informazioni e iscrizioni Silvia Petranca T

38 le segnalazioni di Beltel La rivoluzione incompiuta Per un informatica centrata sugli esseri umani di Michael Dertouzos edizione italiana a cura di Bernardo Parrella Apogeo, Marzo 2002 pg. 256, 18,90 Quella dell information technology è una rivoluzione che ha innescato una trasformazione del nostro mondo (del nostro modo di vivere) davvero senza precedenti. I prodotti della tecnologia dell informazione sono dovunque, ma siamo proprio soddisfatti di queste macchine? La risposta è negativa: spesso queste apparecchiature ci sembrano addirittura ostili, tanto sono complicate, mentre speriamo che ci aiutino a ottenere di piu con minor fatica. La rivoluzione c è, ma non è completa: lo dimostrano anche tutte le incertezze dell industria, i subitanei entusiasmi e le altrettanto repentine delusioni. Dertouzos propone una visione chiara e convincente dell informatica antropocentrica - di un futuro in cui la tecnologia si adatta alle persone, anziché il contrario. -Bill Gates Michael indica le enormi mancanze dell Information Technology e i modi per risolverle. E ci fornisce una guida per portare la tecnologia del Web da una intricata confusione di sviluppi paralleli verso un picco coordinato di funzionalita. -Tim Berners-Lee. Michael Dertouzos, dal 1974 fino alla scomparsa (agosto 2001) direttore del Laboratory for Computer Science del MIT (il laboratorio in cui sono nate gran parte delle idee alla base delle nuove tecnologie) ci ha lasciato, con questo suo ultimo libro, una analisi lucida dei motivi per cui la rivoluzione informatica e ancora incompiuta, e dei traguardi che bisogna raggiungere per portarla a compimento. Anche se l analisi è impietosa, Dertouzos non era un catastrofista, ma uno scienziato impegnato e ottimista: il futuro di cui parla non è fantascienza, bensì una possibilità concreta e alla nostra portata: gli scenari che descrive non sono avveniristici, impossibili allo stato attuale delle nostre conoscenze. E tutto ruota attorno a un idea chiave: la tecnologia è ancora troppo orientata alle macchine, deve diventare invece antropocentrica, centrata sugli essere umani e sulle loro esigenze.

39 ... mercato... attualità spazio all e-learning a cura di Didael Peer to peer (P2P) La tecnologia Peer to Peer (P2P), venuta alla ribalta grazie al fenomeno Napster e al suo modello per lo scambio gratuito, almeno inizialmente, dei file musicali Mp3, sta evidenziando nuove possibilità di applicazioni anche all e-learning, grazie alle sua struttura di tipo collaborativo. Una definizione Le reti sono tradizionalmente costituite da un insieme di PC (client) che ricevono informazioni e condividono risorse residenti su un unico computer (server). L architettura client/server diviene la norma quando il PC del client è meno potente del server. Inoltre, questo tipo di impostazione, consente a chi l adotta un controllo sui flussi informativi gestiti dai singoli client. Il Peer to Peer è, invece, una tecnologia dirompente, perché i computer connessi in una rete in modalità P2P possono condividere risorse direttamente l uno con l altro, bypassando un server centrale. Attraverso il P2P, i PC possono mettere in comune lo spazio sull hard disk, scambiarsi file, utilizzare la potenza del processore di un altro PC, connettersi direttamente a Internet. I vantaggi del P2P Secondo il gruppo di lavoro creato da Intel, la tecnologia P2P sarà la prossima rivoluzione di Internet. Le tecnologie P2P, focalizzandosi sul lavoro di gruppo, possono migliorare il modo di lavorare e di apprendere ma, soprattutto, promuovono una fusione e una circolarità tra i due momenti. Naturalmente questo meccanismo funziona solo se le persone sono preparate a condividere il loro materiale. Il valore di una organizzazione nella economia della conoscenza è determinata dalle capacità e dalle conoscenze del suo staff che debbono essere continuamente accresciute tramite la condivisione. Secondo le più importanti ricerche del settore, più del 70% del valore di un impresa sta nel suo capitale umano. La soluzione P2P fornisce un meccanismo per promuovere e condividere la conoscenza, tagliando i costi della duplicazione del materiale. L applicazione all e-learning Il P2P offre parecchie applicazioni pratiche. Esistono, per esempio, già molti progetti, alcuni a sfondo di ricerca scientifica, che utilizzano le capacità altrimenti non utilizzate di centinaia di computer in tutto il mondo per creare l equivalente di un singolo super computer (distributed computing). Anche l e-learning può usufruire di questo tipo di tecnologia. La soluzioni tradizionali di Knowledge Management (KM) e di e-learning si basano sulla raccolta centralizzata di materiale online alla quale accedono i client. La soluzione P2P si basa sulla indicizzazione di materiali residenti su singole postazioni client alle quali l utente può accedere per ricevere/scambiare risorse. Gli utenti all interno della Rete possono cercare, condividere, valutare e scaricare contenuti creati da qualunque altro utente della Rete. È concepibile anche che i learning objects, grazie alla loro struttura granulare, possano essere scambiati attraverso un sistema P2P. Fonti Learning Circuits EPIC

40 ... mercato... attualità interviste a cura di Marinella Zetti Mauro Dezi, amministratore delegato di Equant Italia Le origini di Equant sono da ricercare nel 1949 nella fondazione Sita (un network per la trsmissione di dati per l industria del trasporto aereo), proprio da quell embrione, nel 1997, nasce la società. Nel novembre del 2000, France Télécom, attraverso una complessa operazione che vede coinvolta anche la controllata Global One, prende il controllo di Equant. Oggi la neonata Equant, controllata per il 54,3% da France Télécom, è quotata alla Borse di Parigi e New York e annovera 3700 grandi clienti nel mondo. In Italia Equant sbarca nel 1994, anche se nel nostro Paese la società opera da oltre 50 anni con la filiale di Sita e può contare sui nodi nelle 33 città dove hanno sede i principali aeroporti. Fiore all occhiello di Equant è il centro tecnologico di Pomezia, in provincia di Roma, che si estende su una superficie di sei mila metri quadrati. Con Mauro Dezi, ammministratore delegato della filiale italiana, oltre a valutare i risultati a un anno dalla fusione, cerchiamo di fotografare la situazione del mondo delle telecomunicazioni. Le società di telecomunicazioni medio e piccole stanno vivendo un momento di grande sofferenza, l unico modo per crescere in questo mercato sempre più competitivo è quello di siglare accordi commerciali o fondere le diverse realtà. La fusione tra Global One ed Equant ha generato un incremento del fatturato e del numero dei clienti; riunire i clienti su un unica rete significa razionalizzare i costi e ottimizzare il personale, il tutto di traduce in un integrazione dei modi di operare, dei servizi e del portafoglio, in altre parole vuol dire il raggiungimento di una massa critica che le due aziende non avrebbero avuto singolarmente Le considerazioni valgono anche per l Italia, dove Equant può contare su un team raddoppiato per il supporto tecnico con un innegabile vantaggio per i clienti sia in termini di supporto sia di copertura geografica. Unendo le forze abbiamo migliorato la nostra offerta, alla specializzazione sulla parte Voice over Ip si sono aggiunte la capacità di hosting e i servizi di Global One Una drastica riduzione Mauro Dezi concorda con gli analisti che prevedono una drastica riduzione degli attori nel mondo delle telecomunicazioni. Nel panorama internazionale resteranno pochi operatori, alcuni analisti sostengono 6/7, le motivazioni sono semplici: i costi delle infrastrutture sono molto elevati e i ritorni degli investimenti sono in tempi medi e lunghi, a questo si aggiunge la continua erosione dei margini. Per far fronte a questi fattori è necessario una forte solidità finanziaria, per questo, a mio avviso, oltre ai grandi carrier, sopravviverà qualche operatore di nicchia, con una forte specializzazione in grado di dare valore aggiunto o con una grande elasticità nell offerta dei servizi. La liberalizzazione del mercato ha generato, non solo in Italia, la teoria sulla possibilità di una crescita infinita delle telecomunicazioni, così abbiamo assistito alla nascita di una miriade di aziende che oggi stanno scomparendo; l effervescenza del mercato ha fatto nascere nel cliente l aspettativa di una riduzione dei costi, in parte ragionevole ma non sostenibile a lungo termine; la guerra dei prezzi può essere la leva per entrare in un mercato ma non può diventare una strategia consolidata, gli operatori che hanno inseguito questa chimera oggi si trovano in difficoltà. Gli operatori nazionali quali Telecom e Wind/Infostrada stanno cercando di rafforzarsi e raggiungere la stabilità sul mercato, ovviamente uno scontro tra giganti porta difficoltà ai piccoli, ma proprio dallo scontro potrebbere emergere gli operatori di nicchia. Nel mondo delle telecomunicazioni sta accadendo quanto si è verificato qualche anno fa nel settore informatica: dopo una grande effervescenza e la nascita di tanti piccoli operatori, si è

41 ... mercato... assistito a una razionalizzazione con fusioni che hanno portato anche alla scomparsa di importanti aziende. Per quanto riguarda gli operatori nazionali, a mio parere, assisteremo a un livellamento delle tariffe, anche se gli operatori dovessero riuscire a recuperare un po di margine, in ogni caso per la stabilità si dovrà aspettare la fine dell anno. Poca voce e tanti dati Equant non ha accettato di partecipare alla guerra dei prezzi, ha imboccato una strada diversa. La nostra offerta non si è concentrata sulla voce /fonia, una commodity il cui punto di forza è il prezzo, abbiamo puntato su reti Ip estese e su una serie di servizi, facendo leva sulla capillarità dei nostri nodi e sulla competenze del personale del supporto tecnico in grado di proporre dalla rete locale al cablaggio dell edificio. Inoltre, puntando sul fuso orario, si possono ottimizzare le capacità trasmissive. Integrazione del mondo dell informatica con quello delle telecomunicazioni, se ne parla da diversi anni, ma si tratta di un matrimonio difficile. Competenza e specializzazione non nascono dall improvvisazione. In alcune situazioni Equant può svolgere un lavoro di integrazione ma in nessun caso vogliamo sostituirci alle aziende di informatica focalizzate sugli applicativi. Anzi, abbiamo selezionato i partner con i quali collaborare quando i clienti chiedono l integrazione tra la parte di telecomunicazione e il sistema informativo aziendale. Personalizzare l offerta In tutto il mondo il target di Equantl sono i grandi clienti, in particolare le aziende con molto traffico internazionale. In Italia operano molte Pmi e poche grandi aziende,che, con una forte attività di import/export, generano un interessante volume di traffico, quindi Equant ha messo a punto proposte ad hoc alle quali cercheremo di dare la massima visibilità nei prossimi mesi. Il nostro Tallone di Achille, infatti, è proprio la scarsa conoscenza dei nostri servizi da parte delle Pmi. Patrizia Grieco, direttore generale Italtel Da 80 anni Italtel è un punto di riferimento nel mondo delle telecomunicazioni, il core business della società, infatti, si focalizza nella progettazione, sviluppo e attivazioni di reti integrate multiservizio di nuova generazione e nell offerta di servizi di supporto alle attività di rete. Dal dicembre 2000, la private equity americana Clayton, Dublier & Rice è l azionista di maggioranza di Italtel, del gruppo di investitori finanziari fanno parte anche altri due fondi statunitensi, Advent International e Brera Capital; le altre quote appartengono a Telecom Italia e a Cisco Systems. Nel corso del triennio , attraverso un piano di azionariato diffuso e di stock options, è prevista l assegnazione a dipendenti e amministratori di Italtel di una quota pari al 10% del capitale. Nel dicembre 1999 è stata affidata a Patrizia Grieco la direzione generale con la responsabilità del mercato dell azienda, da marzo Grieco guida anche il core business di Italtel, inclusa la R&D dei prodotti. Lo scenario Con Patrizia Grieco ripercorriamo i passaggi fondamentali dell evoluzione di Italtel che sfoceranno nel cambiamento del nome dell azienda previsto entro la fine dell anno. Nel corso degli ultimi anni l azienda ha promosso un profondo processo di ristrutturazione, culminato nell assetto azionario dell anno 2000, facendo leva sulle proprie competenze storiche nel settore della commutazione e sull alleanza con Cisco; Italtel ha abbandonato alcuni segmenti di mercato meno redditizi concentrandosi sulle centrali di nuova generazione mettendo a punto un offerta competitiva per le centrali sia di transito sia di accesso. Con grande rammarico, da un lato, e come una grande sfida, dall altro, stiamo cercando di individuare un brand che meglio identifichi l odierna Italtel. Nel contempo Italtel ha perseguito un efficace ridimensionamento del numero di addetti, avviando contestualmente un processo di diversificazione dei mercati. Queste scelte hanno consentito alla società di chiudere il 2001 con un fatturato di circa 925 milioni di euro, con incrementi di tutto rispetto in alcuni segmenti come quello dei servizi e dei nuovi operatori; con una flessione, rispetto al 2000, solo del 5% in un mercato che ha registrato un calo

42 ... mercato... decisamente più significativo. Questi numeri permettono a Italtel di affrontare il 2002, un anno tutt altro che facile, in buona salute; mentre il primo semestre 2001 risentiva dell inerzia positiva del 2000, il primo semestre del 2002 porta con sé l inerzia negativa dell ultimo semestre del 2001, probabilmente dovremo aspettare il secondo semestre per l assestamento dopo la bolla speculativa e, nonostante alcuni segnali positivi, la ripresa arriverà solo nel Il mercato delle tlc ha sofferto molto di più di altri comparti dell Ict, oggi il settore delle tlc è pervaso da un sentimento negativo, i vendor e gli operatori di servizi hanno problemi finanziari e fatturati modesti o in calo, una redditività che non è adeguata agli investimenti che tutto il comparto deve sostenere; tutto ciò ha già innescato un processo di fusioni e acquisizioni, vi sono tuttavia delle eccezioni sia tra gli operatori tradizionali sia tra quelli alternativi, infatti, alcuni stanno investendo e stanno costruendo le piattaforme tecnologiche innovative sulle quali saranno in grado di offrire i servizi che caratterizzeranno il nostro futuro. L innovazione tecnologica è inarrestabile, la ripresa sarà più lenta ma gli operatori avranno bisogno di soluzioni in grado di integrare la voce e i dati e di infrastrutture a più elevata capacità proprio per offrire ai clienti quei servizi che significano per le imprese maggiore produttività, maggiore sicurezza, formazione ed entertainment. Le alleanze Grieco pone l accento sull alleanza tecnologica e commerciale con Cisco Systems che detiene circa il 20% del capitale di Italtel. L alleanza è importante per entrambi: insieme abbiamo costruito un offerta molto competitiva sia come vantaggio temporale sia come affidabilità della soluzione sulle reti di nuova generazione, siamo riusciti a mescolare le capacità di Italtel sulla voce e quelle di Cisco nel mondo dei dati; la misura dell efficacia di questa proposta trova conferma nel fatto che le prime reti multiservizio oggi operanti in traffico reale sono proprio quelle che derivano dalla collaborazione delle due aziende. La partnership con Cisco consentirà a Italtel di continuare in quella politica di diversificazione dei mercati e dei clienti intrapresa negli anni passati; tutti gli elementi convergono sull opportunità di rafforzare ulteriormente l alleanza. Italtel è molto attenta al mercato interno ma pone tra gli obiettivi la sfida internazionale. Il mercato domestico è certamente un punto di fortissimo impegno: con la liberalizzazione, oltre a Telecom Italia, per la quale Italtel è sempre stato un importante punto di riferimento sia in chiave tecnologica sia innovativa, sono scesi in campo i nuovi operatori; proprio in questo settore, la competitività dell offerta congiunta Italtel e Cisco ha consentito di guadagnare ulteriori posizioni di mercato registrando delle crescite molto significative. Un ulteriore sfida è rappresentata dell egovernment da cui sembrano emergere segnali incoraggianti in termini anche di sostegno alla ripresa del settore tlc. Sul fronte internazionale stiamo lavorando in modo significativo con Cisco nei paesi nei quali Italtel è già consolidata, in particolare in Spagna e in Sud America; recentemente Italtel ha costituito tre organizzazioni locali in Gran Bretagna, Francia e Germania per operare sul campo con le strutture locali di Cisco al fine di ampliare la capacità di proporre l offerta integrata>>. Gli investimenti Uno dei punti di forza di Italtel è la ricerca, nonostante le difficoltà del mercato, Italtel impiega nel reparto ricerca e innovazione 1600 persone che rappresentano il 49% della forza lavoro della società. Credo sia il più forte centro di eccellenza italiano in termini di capacità di innovazione nelle comunicazioni e uno dei più rilevanti a livello europeo. Italtel, però, offrendo soluzioni ai propri clienti deve essere in grado di integrare la propria capacità di ricerca e sviluppo, che naturalmente sfocia in prodotti, con sistemi di terzi, in primo luogo con quelli di Cisco, e avere anche la capacità di identificare prodotti da fornire ai suoi clienti chiavi in mano. Grazie al supporto dei suoi attuali azionisti, Italtel è fortemente impegnata in un processo di acquisizioni che andranno in parte a rafforzare la competenza tecnologica dell azienda e in parte ad ampliare la capacità commerciale e di presidio dei mercati; in altre parole, se Italtel vuole essere davvero un azienda in grado di fornire soluzioni deve far leva sulle proprie competenze interne, su quelle che ingloberà tramite acquisizioni e sulla capacità di integrare il proprio catalogo con soluzioni di terzi che consentano di costruire l offerta più competitiva.

43 ... mercato... dedicato a municipalizzate e dintorni Benedetta Rizzo La gestione dei servizi pubblici Un monitoraggio effettuato su comuni (su un totale di 8.100) valuta l efficacia e l efficienza dei principali servizi pubblici locali. Queste le caratteristiche principali della ricerca condotta dal Ministero degli Interni sugli ultimi dati disponibili. Le aree prese in esame sono quelle tradizionali: istruzione, asili nido, nettezza urbana, fognature e acquedotti. Per ciascuno di questi servizi è stato individuato un indicatore che ne sintetizza la qualità. Vincono le regioni del nord e si segnalano, in particolare, la Valle d Aosta e il Friuli Venezia Giulia che, secondo l indagine condotta dalla Direzione Centrale per la Finanza Locale del Viminale, sono le regioni italiane che meglio garantiscono la qualità dei servizi pubblici. Spicca il dato relativo all efficacia dell istruzione primaria e secondaria. L indicatore esprime il rapporto tra le aule e il numero degli studenti, evidenziando la densità abitativa delle scuole: ai valori più bassi corrisponde una maggiore presenza di studenti in aula. È netto il divario tra le regioni del nord e quelle del sud Italia. Liguria, Valle d Aosta, Friuli, Piemonte e Veneto sono le regioni con il numero più basso di studenti in aula. La meglio piazzata tra le regioni centro-meridionali appare l Umbria, che si colloca al 6 posto della graduatoria nazionale. In fondo alla classifica troviamo Puglia, Molise e Calabria. Il nord ovest rileva i valori più alti. In termini di efficienza i comuni del Trentino spendono 880 euro per ogni studente, a fronte dei 370 euro della Liguria, fino ad arrivare ai 273 del Molise. Anche dall analisi degli asili nido emerge il divario tra il nord e il sud del paese, sebbene con caratteristiche meno preoccupanti. In questo caso l efficacia del servizio è misurata dal rapporto percentuale tra domande presentate e domande soddisfatte. In testa alla classifica ritroviamo la Valle d Aosta, seguita questa volta da Toscana, Marche, Lombardia, Liguria e Molise. In queste aree ottiene un responso positivo oltre l 80% delle domande presentate. La Valle d Aosta arriva fino al 90%. In fondo alla graduatoria troviamo la Basilicata con il 59%, la Sardegna con il 56% e l Emilia con appena il 26%. L indicatore dell efficienza indica, invece, il costo medio sostenuto per ciascun bambino. I comuni della Puglia sono quelli che spendono meno di tutti (4.332 euro) rispetto al Trentino con circa per bambino. Passiamo all analisi compiuta sugli acquedotti, ove gli indicatori di efficacia esprimono il rapporto tra i metri cubi di acqua erogata e gli abitanti serviti. Anche in questo caso i cittadini settentrionali sono più favoriti: un friulano beneficia di oltre 176 mc di acqua, rispetto ai 131 mc di un abitante della Lombardia e ai 133 mc di un sardo. Non manca l acqua neanche nelle Marche, nel Lazio e in Calabria. Dati più sconcertanti si registrano al sud. Segnaliamo però che tale indicatore, seppur significativo, ha il limite di considerare solo gli acquedotti comunali. Così, per esempio, il dato pugliese, ove ci sono solo 44 mc di acqua per abitante, è viziato dall esistenza dell acquedotto pugliese. Nella lista dei cattivi anche in questo caso ritroviamo la Basilicata e il Molise. Il nord/ ovest risulta nuovamente la zona più avvantaggiata e il sud quella meno servita. Per quanto riguarda gli indicatori di efficienza, il costo di ciascun mc di acqua erogato è più alto in Umbria, Toscana e Basilicata, mentre nel nord Italia costa decisamente meno: 23 cent di euro in Lombardia, 24 cent in Liguria e 25 cent in Friuli.

44 ... mercato... I dati sulla nettezza urbana rimescolano un po le carte: le unità immobiliari maggiormente servite sono in Sardegna e in Campania, ma anche in Friuli e Valle d Aosta. Mentre stupisce il dato della Lombardia e dell Emilia, a pari merito con Molise e Calabria. Il servizio costa di più nel Lazio, nelle Marche, seguite da Liguria ed Emilia, mentre sono decisamente bassi i costi in Umbria, Puglia, Molise, Abruzzo e Calabria. Un settore più delicato è invece quello rappresentato dal servizio di fognature e depurazione. L efficacia, misurata dal rapporto tra le unità immobiliari servite e il totale delle unità immobiliari, è massima in Sardegna come in Valle d Aosta e Basilicata; è minima in Veneto, ma anche in Lombardia, in Puglia e nel Lazio. Il dato dell efficienza è ancora più interessante e le enormi differenze che emergono nei costi delle fognature testimoniano le diverse politiche di intervento delle amministrazioni locali su servizi indispensabili come questi. L analisi si chiude con un breve cenno agli impianti sportivi. In termini di efficacia si misura il rapporto tra gli impianti esistenti e la popolazione. Gli emiliani, questa volta in compagnia dei calabresi, sono i più fortunati; gli abitanti della Puglia, della Campania e della Sicilia hanno invece di che recriminare. L analisi per macroaree pone il nord/est in testa alla graduatoria. In termini di efficienza (rapporto tra costo totale e numero utenti) il costo per utente passa dai 2,6 euro dell Umbria, ai 151 euro del Lazio. Nonostante il monito che proviene dal Viminale sulla necessità di non considerare tali risultati come valori indiscutibili di riferimento, alcune indicazioni certamente ci vengono suggerite dalle analisi compiute tra cui la più importante è certamente che l Italia dei servizi non è un paese omogeneo e le diverse regioni non garantiscono agli abitanti la medesima qualità dei servizi pubblici.

45 ... mercato... dedicato a banche e finanza a cura di CeTif-Università Cattolica di Milano Ict e banche: uno sguardo d insieme Le tecnologie di comunicazione e informatiche hanno da sempre rappresentato per le banche una risorsa indispensabile per lo svolgimento delle loro attività. Lo conferma l ammontare di spesa Ict nel settore bancario e la composizione degli investimenti, sempre di più orientati alle nuove tecnologie. Nel 2000 il settore bancario in Europa ha registrato, ancora una volta un incremento degli investimenti Ict, confermandosi al primo posto in termini di crescita della domanda. Il quadro italiano conferma ampiamente le tendenze registrate a livello europeo. Nel 2000 la spesa It è stata di circa mln. di euro, equivalente a un aumento del 13,9% rispetto al Questa tendenza è confermata anche da Cipa-Abi (2001) che evidenzia come l incremento della spesa Ead (Elaborazione automatica dei dati) nel settore (+8,3% nel 1998; +7,8 nel 1999; +3,5 nel 2000) sia molto sensibile alle sollecitazioni derivanti dal mercato. L importanza assunta dalla variabile tecnologica è testimoniata altresì dall aumento del costo medio Ead per dipendente bancario (pari a circa euro nel 2000). Da evidenziare, comunque, come nel 2000 la crescita della spesa Ead sia stata inferiore alla crescita dei costi operativi, contrariamente ai passati esercizi. Un analisi più approfondita della ripartizione della spesa Ead tra le banche italiane (segue tabella) mostra una difformità di comportamenti in relazione alla classe dimensionale di appartenenza. Si osserva che tipicamente le banche maggiori e grandi tendono a non esternalizzare la funzione Ead (lo testimoniano gli alti costi relativi al personale interno e al software applicativo), al contrario delle banche di medio-piccole dimensioni che, disponendo di minori risorse, preferiscono avvalersi dei servizi di elaborazione e professionali forniti da terze parti. Va altresì evidenziato come le grandi aziende godano di maggior peso contrattuale nei confronti delle terze parti. Il personale Ead è in diminuzione presso le banche che affidano a terzi la gestione dei propri sistemi informativi. Nel 1999 il rapporto personale Ead/totale dipendenti era pari a 4,8% per le banche appartenenti alla categoria insourcing e facility management, mentre il dato corrispondente per le banche con gestione esternalizzata era pari a 0,8%. Il ridimensionamento dell organico in forza presso le banche che delegano l Ead ha coinvolto maggiormente le funzioni di staff e sistemistiche, mentre rimane pressoché inalterata la consistenza delle persone addette alle funzioni applicative, spesso con compiti di controllo dell operato dell outsourcer, e di esercizio. Il focus sulla relazione col cliente moltiplica la richiesta di tecnologie soprattutto in direzione di applicazioni rivolte al front-office e di tecnologie legate alla gestione di grandi volumi di dati. La composizione della spesa mostra ancora la supremazia, in termini assoluti, degli investimenti per l automazione delle filiali, anche se il tasso di incremento riferito all acquisizione di soluzioni relativamente nuove, quali il phone banking e l Internet banking, fa registrare maggiore dinamismo. Mentre nel 1999 gli elevati investimenti erano riferiti in particolare ai progetti euro e cambio data, nell anno 2000 si è registrata la concomitanza di tre importanti fenomeni: - le iniziative di integrazione e centralizzazione dei sistemi informativi, a seguito di processi di fusione e di acquisizione tra banche; - la realizzazione di progetti associati a Internet (home banking, trading on-line, portali businessto-business); - l adozione di soluzioni volte a sfruttare il potenziale racchiuso nel patrimonio informativo aziendale (Business intelligence, Customer relationship management e Data Warehousing).

46 ... mercato... Meritano quindi particolare attenzione gli investimenti in tecnologie Internet e mobile (Wap e ultima generazione) a supporto della gestione dei canali di accesso ai servizi e in linee dedicate ad alta velocità, affidabili mezzi di trasporto dati tra le strutture periferiche e centrali e tra la banca e il centro elaborazioni dati. Alcuni investimenti su reti e telefoni Ip (voice over Ip, in particolare) hanno rappresentato delle esperienze interessanti, benché circoscritte, di utilizzo di questa nuova tecnologia sulle realtà periferiche. L introduzione di differenti tecnologie di comunicazione e soprattutto l apertura verso nuovi canali distributivi ha indotto le banche a prestare molta attenzione agli investimenti in sicurezza e in architetture tecnologiche solide e affidabili. Scalabilità e flessibilità delle soluzioni, inoltre, sono due requisiti fondamentali richiesti in un settore tecnologicamente all avanguardia come quello bancario. (Chiara Frigerio) Spesa EAD da bilanci 1999 Banche Maggiori Banche Grandi Banche Medie Banche Piccole Hardware e telecomunicazioni 1 21% 20% 15% 18% Software di sistema e applicativo 26% 15% 10% 13% Personale Ead 18% 20% 15% 9% Servizi professionali e di elaborazione 24% 27% 45% 48% Altro 11% 18% 15% 12% totale 100% 100% 100% 100% Fonte: (ABI-Prometeia, dicembre 2000). 1 Comprende gli oneri riferiti ai sottosistemi: centrale, trasmissivo (comprensivo di canoni per le linee di trasmissione dati), periferico e specializzato e si riferisce agli oneri derivanti da noleggio, leasing, altre spese, manutenzione e ammortamenti. Note I dati riportati sono contenuti nella relazione sulla Rilevazione dello stato di automazione del sistema creditizio (luglio 2001) della Convenzione interbancaria per i problemi dell automazione. CIPA è l associazione ufficiale di Banca d Italia e ABI che si occupa delle problematiche tecnologiche del settore. Al momento non sono disponibili altri dati ufficiali più aggiornati. La tabella si riferisce ad una ricerca congiunta Prometeia-ABI. Notizie dal mondo bancario Salvatori alla presidenza di UniCredito Carlo Salvatori è il nuovo presidente di UniCredito, primo gruppo bancario italiano. La sua lunga esperienza nel settore bancario (Ambroveneto, Cariplo, Banca Intesa, Banca di Roma) ha portato il noto banchiere a diventare il sostituto dell uscente Francesco Cesarini. A Salvatori verrà anche affidata la vicepresidenza di Mediobanca, accanto a Cesare Geronzi, d.g. di Banca di Roma. Al via la Nuova Banca Popolare di Verona e Novara E stato creato il sesto gruppo bancario italiano dopo l accordo siglato tra Bpv e Bpn. La nuova Banca Popolare sarà presieduta da Carlo Fratta Pasini (attuale presidente della Verona) con Siro Lombardini come vicepresidente (attuale presidente popolare di Novara), Fabio Innocenzi amministratore delegato (attuale d.g. della Verona) e Piero Montani (Popolare di Novara) nella veste di direzione generale.). L accordo raggiunto ha previsto inoltre la creazione di una nuova Banca Popolare di Novara S.p.A. (controllata al 100% dal gruppo) alla quale verranno ceduti tutti gli

47 ... mercato... sportelli dell attuale BPN con la previsione, per il 2003, di cessione alla banca capogruppo di grand parte delle filiali. La fusione porterà così alla creazione di un gruppo molto radicato nel Nord Italia specializzato nel retail banking, nel private banking (Banca Aletti) e nei servizi corporate per le Pmi Il sistema informativo di Bpv è la soluzione tecnologica prescelta per il gruppo. Nasce il nuovo consorzio Eds Italia e il consorzio Cse hanno creato un offerta che affianca le modalità di full outsourcing di Eds con l offerta di application management della realtà emiliana. Il target è rappresentato dalle banche di grandi dimensioni che potrebbero essere interessate anche a singoli moduli del sistema informativo o ad una gestione in Asp del sistema. Il consorzio unisce le competenze di due outsourcer con un importante storia nel mondo bancario. E nata I.Know per il CRM delle banche E I.Know il nome dato alla joint-venture creata da Banca Monte dei Paschi di Siena e Accenture per la gestione in modalità Asp delle soluzioni e dei servizi per il Customer Relationship Management delle banche italiane. L accordo è stato siglato dalle due realtà che hanno in corso delle relazioni professionali su queste tematiche complesse. Del gruppo, anche Banca 121 è impegnata con un progetto per il supporto alla forza vendite sempre con la medesima società di consulenza. Sec e Wind Sec (Servizi ElettroContabili), consorzio di gestione dei sistemi informativi del Gruppo Banca Popolare di Vicenza, ha stretto un accordo con Wind per il rifacimento delle linee di trasmissione dati delle banche appartenenti al gruppo. Sec, posseduto al 49% dal gruppo Popolare di Vicenza, offre servizi anche ad alcune banche esterne come Banca Popolare di Intra e Venetobanca, rappresentando così un full outsourcer conosciuto dal mercato delle banche di medio-grandi dimensioni. Accordo siglato tra Finmatica Intel Finmatica e Intel Corporation Italia hanno creato un accordo che prevede la partecipazione di Intel nel progetto di costruzione di una soluzione di datawarehousing per Finmatica (Itau) che verrà offerta al settore bancario e finanziario italiano nei prossimi mesi. La multinazionale metterà a disposizione le conoscenze tecnologiche dei suoi ingegneri di Monaco per migliorare la soluzione di Finmatica. (Vanessa Gemmo)

48 ... oltre il mercato... regole il valore delle concessioni radiotv in quest epoca Eugenio Prosperetti Studio Prosperetti - Roma E un fatto notorio che il sistema delle nuove concessioni, previsto dalla Legge Maccanico e dai suoi regolamenti attuativi, non ha mai potuto trovare piena e compiuta attuazione. Il dato più evidente al proposito è la mancata implementazione del piano nazionale frequenze: gli operatori attuali continuano a trasmettere sulle frequenze che già possedevano nell era pre-maccanico. Inoltre, degli otto concessionari previsti, solo sette (CANALE 5, ITALIA 1, TELE + nero, TMC, TMC 2, EUROPA 7 e TELEMARKET) hanno effettivamente ottenuto la concessione; il rilascio dell ottava concessione è infatti tuttora oggetto di attenzione da parte della giustizia amministrativa chiamata a pronunciarsi sui ricorsi che i tre pretendenti per questa concessione hanno proposto. Non è questa la sede per soffermarsi sui motivi che hanno portato a tale stato di cose che quindi, ai nostri fini, prenderemo come dato di fatto da cui partire per sviluppare un diverso tipo di riflessioni. Partiamo con il considerare che la scadenza delle sopra citate concessioni è fissata per il 2005, assai prossima dunque se si pensa che nel 2006, salvi eventuali (probabili) ritardi, le trasmissioni analogiche dovranno essere sostituite interamente da trasmissioni in standard DVB-T (il c.d. digitale terrestre ). Gli operatori del settore sono già in fermento per attrezzarsi a tale passaggio, che richiede investimenti, acquisizione di know-how e attente riflessioni sulle modalità di transizione da proporre agli utenti del mezzo televisivo che, fatto mai avvenuto prima nella storia della televisione, dovranno necessariamente aggiornare i propri apparecchi per poter continuare a fruire del servizio televisivo. Altrettanto in fermento sono le strutture amministrative, Ministero delle Comunicazioni e AGCOM, preposte a coordinare il passaggio al digitale terrestre. In questo quadro tuttavia alcuni affermano piuttosto la necessità di portare a compimento l originario assetto concessorio della Legge Maccanico e tuttora richiedono nelle competenti sedi dell AGCOM, ministeriali e giudiziali, la piena attuazione di quel regime. Tali prese di posizione avrebbero senso se la prospettiva di lungo periodo fosse quella di un quadro del settore immutato; se si prevedessero ancora almeno dieci anni di operatività in regime analogico. In questo particolare momento ha più senso, ad opinione di chi scrive, intervenire reinterpretando il quadro normativo del settore in vista del nuovo regime e mettendo a punto correttivi che agevolino la transizione per tutti gli operatori. Per dare un idea della situazione partiamo da quanto scrive Marco Mele in Beltel di aprile: L accesso [al mercato della TV digitale terrestre] è ancora ristretto: solo gli attuali concessionari sul mercato, ad esempio, possono acquistare frequenze per la sperimentazione ; ciò non è del tutto esatto. Le frequenze per la sperimentazione sembrano poter essere acquistate da tutti i soggetti che allo stato legittimamente trasmettono, concessionari e non. Non possono, al contrario, essere acquistate da chi, pur concessionario, non dispone ancora di frequenze su cui trasmettere in analogico per la mancata attuazione del nuovo piano frequenze. E anche vero che i soggetti che trasmettono in base a provvedimenti diversi dalla concessione 1, seppur legittimati ad acquistare frequenze per la sperimentazione del digitale, non hanno, in base al regolamento digitale, la certezza che potranno sperimentare indisturbati: ove cadesse il loro titolo originario per trasmettere si potrebbe ipotizzare (ma nemmeno questo è certo!) che ad essi sia precluso, con effetti sicuramente aberranti, proseguire la sperimentazione. 1 In genere ordinanze di sospensiva rilasciate dal competente T.A.R.

49 ... oltre il mercato... Tale stato di cose sicuramente frena gli investimenti nel settore, fondamentali se si vuole veramente effettuare il passaggio alla nuova tecnologia. Occorre allora un azione da parte del legislatore (e, per quanto di loro competenza, del Ministero e dell AGCOM), mirata, coordinata e chirurgica, volta a porre gli attuali contendenti su un effettivo piano di parità nell attuale fase di transizione al digitale terrestre. Ai concessionari che, per qualche ragione, non riescano a disporre delle frequenze su cui sperimentare (e, in futuro, trasmettere) in digitale deve essere consentito acquisirne anche in deroga al piano frequenze. Ai non concessionari, che pure sono sopravvissuti sul mercato per le più varie ragioni e trasmettono a titolo legittimo deve essere applicata una sanatoria idonea a premiare quelli più capaci in vista e a condizione della loro riconversione a operatori di rete digitali. La situazione potrebbe insomma essere risolta legittimando formalmente a trasmettere in analogico fino all anno di transizione, quegli operatori che si impegnino a sperimentare il digitale effettuando investimenti in questa tecnologia. Sarebbe anche interessante verificare, sul piano giuridico, quanto la legislazione sul digitale abbia innovato in termini di abrogazioni implicite di norme. E opportuno qualche chiarimento al riguardo a beneficio dei non giuristi. Esistono due modi di abrogare una norma: il primo attraverso l approvazione una successiva norma di pari forza che ne disponga l abrogazione; il secondo, meno palese, attraverso l approvazione di una successiva norma di pari forza che, in definitiva, sia incompatibile con la vecchia. Ebbene, la normativa sul digitale, poiché ridefinisce il sistema delle concessioni per il futuro convertendole in licenze per operatore di rete e autorizzazioni per fornitori di contenuti, potrebbe aver avuto l effetto di rendere superflue o comunque non più enforceable, alcune norme legate a doppio filo al vecchio regime. Per fare un esempio si potrebbe ipotizzare che, al giorno d oggi, per capire se un operatore possiede i requisiti per la concessione, siano validi non più i requisiti previsti dalla normativa collegata alla Legge Maccanico, quanto piuttosto una combinazione dei requisiti per operatore di rete e fornitore di contenuti ricavabile dal regolamento del digitale terrestre. In conclusione dunque, riservandomi di ritornare in seguito sull argomento, ritengo che una rilettura delle attuali concessioni e posizioni legittimanti l esercizio di attività televisiva volta a tramutare le stesse in titoli temporanei per poter sperimentare in tranquillità e con tutti gli investimenti necessari, si possa e si debba fare. Una tale operazione potrebbe certamente contribuire a fornire al futuro mercato della radiotelevisione digitale terrestre quella pluralità di operatori diversificati e in grado di proporre servizi innovativi necessaria per proporre e presentare all utenza il radicale cambiamento che rappresenta la radiotelevisione digitale e che non può prescindere dalla cooperazione di chiunque possegga un apparecchio televisivo.

50 ... oltre il mercato... regole la terza internet in sette mosse Piero De Chiara Public&Economic Affairs, Telecom Italia I prossimi cento giorni saranno decisivi per l Internet italiana, più di quanto non lo siano stati quelli dell autunno del 99 quando esplose free internet. 1. Tutto cambia. Ci sarà, innanzitutto, la verifica della grande scommessa dell adsl. Riuscirà una politica dell offerta aggressiva a incontrare una domanda che, per ora, si è solo chiesta: a che serve? Stavolta le imprese, il Governo, le Autorità sembrano fare sul serio. Il nuovo gruppo dirigente di Telecom Italia gioca su Alice tutte le sue carte; come il personaggio di Lewis Carrol, deve inseguire un coniglio bianco attraverso il buco della serratura, per evadere dal tran tran del mondo a banda stretta e scoprire il paese delle meraviglie. Anche le Autorità, questa volta, si sono mosse con intelligenza. Nel 2000, nel giustificato timore che l operatore dominante partisse quando nessun altro era pronto, avevano tirato il freno a mano, chi comminando sanzioni paperoniche, chi indulgendo in ritardi borbonici. Oggi hanno fatto capire a Telecom Italia che avrebbe avuto il semaforo verde solo se avesse fatto offerte wholesale vere, tali da consentire di partire anche a Wind e ad altri operatori o ISP. Telecom Italia ha capito; così, accanto alla sua offerta ci sono quelle, altrettanto belle, di Infostrada, di Tiscali e altre se ne aggiungeranno. 2. Nei prossimi cento giorni si conclude la sperimentazione dello shared access e parte lo sfruttamento commerciale delle alte frequenze (vedi articolo a pag ). Oggi lo shared access sembra una fissazione della Commissione europea; non lo vuole nessuno. Ma stavolta la Commissione ha ragione e la sua visione ha la stessa forza rivoluzionaria che ebbe il primo pacchetto ONP con l invenzione della interconnessione. Le alte frequenze sono a disposizione di tutti, quasi gratuite perché tutto il costo della connessione in rame viene già pagato dall abbonamento alla telefonia vocale. Più di venti anni fa successe una cosa simile nell industria televisiva, quando la Corte costituzionale italiana e poi a seguire le Corti supreme di altri paesi europei, decisero che le frequenze non utilizzate dall impresa statale di servizio pubblico potevano essere utilizzate da altre imprese. Frequenze libere, a disposizione di chi ha idee e capitale da investire. Con lo shared access, non esistono più bottleneck fisici per trasmettere dati ad alta velocità, servono solo (si fa per dire) i capitali necessari per gli investimenti in co-locazione e nodi ATM. Nonostante il brutto momento dei mercati finanziari, alcune imprese ci stanno pensando. I principali nemici di questa visione saranno i tossicodipendenti della pura rivendita del servizio dell operatore dominante, il cosiddetto Canale Virtuale Permanente. 3. Cambia anche Internet in banda stretta, che ancora rappresenta il 95% della base clienti. Arriva Friaco. Tutti gli operatori potranno raccogliere chiamate internet alla metà del prezzo che hanno pagato fino ad ora. Come useranno questa possibilità? Forse non ci sarà il boom delle offerte flat per il pubblico e probabilmente è meglio così; l esigenza di always on è meglio soddisfatta dall adsl. I prezzi delle offerte a consumo caleranno, in misura inferiore rispetto al calo dei prezzi intermedi. Tutti gli operatori vorranno ricostruire un po di margine e di qualità del servizio, dispersi nella grande corsa del free internet. C è spazio perché rinasca un mercato premium; sarebbe un bene per un industria che non è sinora riuscita a costruire una forte relazione con il cliente. 4. Gli ISP sono stati equiparati agli OLO. Che vuol dire? Se lo sono chiesto gli ISP stessi, non appena finiti i brindisi di congratulazioni con se stessi e con il ministro. La fase di attuazione regolamentare è delicata, ma l esito è scontato: alla fine gli ISP potranno interconnettersi senza bisogno di

51 ... oltre il mercato... dotarsi di una inutile centrale di fonia e avranno la titolarità dei numeri, che non sono, almeno per internet, una risorsa scarsa. Non saranno più figli di un dio minore. 5. Cambiano i numeri e forse è una occasione persa. Quando si decise di dedicare una intera decade a internet era un bel segnale. Era il giusto riconoscimento a un mezzo di comunicazione che aveva superato in minuti il traffico di fonia. Oggi nessuno ci capisce più niente. Non si capisce chi è il titolare del numero, chi della tariffa. I numeri vengono concessi col contagocce e subito revocati: il 701 è stato reso inutile, il 709 è stato bruciato prima di nascere dall assenza di qualsiasi trasparenza sul prezzo al cliente. Si tenta di far vivere solo il 702, vale a dire solo il vecchio free internet. E la fantasia del mercato di sperimentare modelli alternativi, viene bruscamente ricondotta ad una realtà dove le regole limitano ex ante i modelli di business. 6. Nel caso della banda stretta, né le aziende né le Autorità stanno dimostrando idee lucide. Tutti sanno che la catena impiantistica necessaria per realizzare una connessione ad internet è più corta, più efficiente e quindi più economica di quella necessaria per una chiamata vocale; per motivi intrinseci alla natura di un servizio any to few e non per le scelte discrezionali di un singolo operatore. Ma tutti hanno paura di trarne le conseguenze Basta leggere di seguito gli ultimi tra listini di Telecom Italia a proposito dello sbinamento dei valori tra fonia e internet: deve essersi rotta la bussola. Basta leggere le ultime delibere dell Autorità. Come i sapienti fiorentini del Galileo di Brecht si rifiutavano di guardare nel cannocchiale per non dover ammettere l esistenza delle stelle medicee, l Autorità si rifiuta di entrare in una centrale telefonica e di accorgersi che un NAS, la porta verso internet, non è mai attestato su una centrale remota. E la logica della conservazione: vietato immaginare nuovi modelli di business, vietato attentare agli equilibri di mercato. 7. Si aspettano segnali dall altra Autorità. Ma in via Liguria non si sono ancora accorti che, sfruttando una normativa asimmetrica di favore, l impresa pubblica ha conquistato più della metà del mercato internet e mette in campo tutto l armamentario tipico della casistica antitrust, dalle offerte bundling, ai prezzi discriminatori a seconda dell ISP scelto dal cliente. Nei prossimi mesi la leva regolamentare sarà un elemento importante. Può restituire dinamismo al mercato o può, viceversa, frenarlo e deformarlo. In ogni caso non potrà impedirne il cambiamento. Nel 2000, passato prossimo di internet, i rivoluzionari giacobini proposero la riforma del calendario, inventando l anno internet che corrispondeva a tre mesi del calendario gregoriano. I rivoluzionari furono sconfitti e caddero molte teste. Ma anche la Restaurazione ha finito il suo ciclo. Con il 2002 inizia la Terza internet. Le opinioni espresse dall autore sono personali e possono non coincidere con quelle della società

52 ... oltre il mercato... regole nuova opportunità di business Rosaria Ledonne Public&Economic Affairs, Telecom Italia La capacità di trasmissione sul collegamento cosidetto ultimo miglio consente la coesistenza contemporanea sullo stesso doppino (collegamento finale in rame tra la centrale e la casa del cliente) di servizi di fonia (sulle basse frequenze) e servizi dati (sulle alte frequenze). I due servizi vengono separati a livello di centrale e vengono gestiti su reti diverse: la rete commutata per i servizi di fonia e la rete ATM per i servizi dati. Il fornitore di servizi dati può quindi essere diverso da quello dei servizi di fonia. Lo shared access, svincolando completamente il servizio del new entrant da quello dell incumbent, consente quindi a qualsiasi impresa di offrire proprie soluzioni di accesso a larga banda a qualsiasi cliente e consente al cliente finale di poter scegliere tra una pluralità di offerte e di fornitori di accesso, favorendo la concorrenza sui prezzi, sulle soluzioni e sui servizi. La mancanza di questo servizio rendeva nei fatti i servizi di unbundling appannaggio esclusivo degli operatori con business sia sul servizio di fonia che sul servizio dati. Lo shared access, consentendo il noleggio esclusivamente delle alte frequenze, apre la possibilità di usufruire dei servizi di unbundling anche a quegli operatori specializzati sui servizi dati come gli ISP (fornitori di accesso ad internet) che non sono interessati ad entrare nel mercato della fonia. Il servizio è stato introdotto alla fine del 2001 prevalentemente su pressione della Commissione Europea, che ne aveva fatto un suo cavallo di battaglia sin dal Regolamento unbundling. Il prezzo è stato definito avendo a riferimento solo i costi aggiuntivi in quanto il canone di abbonamento del servizio telefonico copre gli altri costi di accesso. Ciò con l obiettivo di favorire lo sviluppo del nuovo mercato dell accesso a larga banda non gravandolo di costi ed inefficienze proprie di altri servizi. In Italia, con la pubblicazione del listino 2002 finisce la fase sperimentale ed inizia l offerta commerciale. Il prezzo mensile è di 4,34, circa un terzo del prezzo del full unbundling. Questo servizio, ancora poco conosciuto e richiesto, costituisce in realtà il punto di svolta per l industria delle comunicazioni. Sinora il modello di business degli operatori nuovi entranti era poco più che un arbitraggio tra i valori del listino di interconnessione e i prezzi finali al pubblico di Telecom Italia. La possibilità di sostituire elementi di rete dell operatore dominante con investimenti propri aveva effetti parziali sulla propria base di costi. Prendiamo ad esempio la tipologia di concorrenza più diffusa: il cliente medio in carrier preselection, che svolge tutto il suo traffico con Wind, che pure è interconnesso su tutti gli SGU, rigira comunque a Telecom Italia, direttamente o indirettamente, oltre il 60% della sua spesa telefonica, comprensiva di canone. Nel caso di unbundling questa percentuale scende al 40% circa. Con la larga banda le cose non vanno meglio. L operatore che rivende ADSL sfruttando l offerta wholesale regolamentata rigira a Telecom Italia circa il 57% di quanto incassa dal cliente. Ancora peggiore della dipendenza economica è la dipendenza tecnologica. Telecom Italia decide in quali aree si può offrire il servizio, a quali velocità, utilizzando quali apparati e fornitori. Il prezzo dello shared access è invece circa il 12% dei ricavi medi da vendita del servizio ADSL lite ed è una quota ancor più ridotta del prezzo dei servizi a velocità maggiori. Questo significa che qualsiasi impresa può investire in soluzioni totalmente indipendenti da quelle di Telecom Italia, può scegliere tecnologie più efficienti, schemi di pricing autonomi, e persino aree non coperte dall operatore domi-

53 ... oltre il mercato... nante. La quasi totalità dei costi necessari per approntare un servizio xdsl/atm derivano da scelte indipendenti di ciascuna impresa. Le alte frequenze sono libere e quasi gratuite. Restano ovviamente economie di scala (assai ridotte a fronte delle previsioni di sviluppo del mercato). Non ci sono economie di scopo: l offerta può essere confezionata, senza svantaggi, anche da operatori focalizzati sui servizi a larga banda. Con lo shared access può iniziare una nuova fase della concorrenza nell industria delle telecomunicazioni. Perché questa fase effettivamente abbia inizio occorre rimuovere due ostacoli regolamentari figli della fase precedente. Il primo ostacolo è l offerta regolamentata di CVP (canale virtuale permanente), l obbligo cioè per Telecom Italia di consentire la rivendita del proprio servizio xdsl/atm a condizioni retail minus. Lucidamente la delibera 2/00/CIR introduceva questo obbligo come transitorio (... la previsione di tipologie di accesso di tipo logico da parte dell operatore dominante non dovrà essere intesa come un sostituto permanente ed equivalente all accesso di tipo fisico ) anche se dimenticava di indicare la data di scadenza. L esistenza della rivendita obbligatoria del CVP è oggi l ostacolo principale allo sviluppo dello shared access. Le imprese che puntano tutto sulla rivendita sono i principali avversari delle imprese che puntano su soluzioni proprie. Una soluzione potrebbe essere prevedere la scadenza dell obbligo del CVP in quelle aree in cui sia stato reso disponibile lo shared access. Il secondo ostacolo è costituito da una curiosa asimmetria della normativa attuale. Mentre rende possibile ad un operatore offrire servizi a larga banda ad abbonati di Telecom Italia, per il servizio di fonia, non consente di fare la stessa cosa su clienti abbonati per il servizio di fonia ad altro operatore. In uno scenario di sviluppo coerente dell unbundling è auspicabile garantire a tutti i clienti questa possibilità e non solo a quelli di Telecom Italia. Questa limitazione rende di fatto ostaggio dell operatore di accesso i clienti presi in unbundling. E invece evidente il vantaggio di garantire a tutti i clienti il diritto di decidere quale è il loro operatore preferito per la fonia e quale è invece il loro operatore preferito per i dati a larga banda. Le opinioni espresse dall autore sono personali e possono non coincidere con quelle della società

54 ... oltre il mercato... regole attenzione a quel decreto Massimo Messina Direttore Sistemi Informativi, Albacom Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in data 21 dicembre 2001, il decreto legislativo n. 467, Gazzetta Ufficiale n. 13 del , recante nuove Disposizioni in materia di protezione dei dati personali che oltre a modificare la L. 675/96 ed a migliorare contemporaneamente l accordo con la disciplina comunitaria di settore, ha un impatto concreto per il settore delle telecomunicazioni. L ambito di applicazione della 675/96 è stato modificato con l integrazione al testo dell art. 2 dell inserimento dei commi, 1bis e 1ter nei quali si prevede un estensione anche a coloro che, stabiliti nel territorio di un Paese non appartenente all Unione europea, impieghino per il trattamento mezzi situati nel territorio dello Stato anche diversi da quelli elettronici o comunque automatizzati (1-bis). In tali casi il titolare del trattamento deve designare un proprio rappresentante stabilito nel territorio dello Stato (1-ter). La modifica fa si che entrino nell ambito ad esempio i siti WEB dislocati all estero ma che siano accessibili da postazioni italiane. Il decreto, fermo restando il diritto del titolare della linea telefonica di acquisire il dettaglio delle telefonate in uscita, esclude dal diritto di accesso alle banche dati (che l interessato può attivare sulla base dell art. 13 della L. 675/96) i dettagli delle telefonate in entrata. Infatti l art. 6 (Limiti al diritto di accesso) aggiunge la lettera e-bis al comma 1 dell art. 14 della 675/96: e-bis) da fornitori di servizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico, limitatamente ai dati personali identificativi di chiamate telefoniche entranti, salvo che possa derivarne pregiudizio per lo svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n Viene poi modificato l articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 13 maggio 1998, n. 171, indicando che i fornitori di servizi telefonici sono tenuti a predisporre ogni misura idonea affinché si renda effettivo l uso di modalità di pagamento alternative alla fatturazione in modo da assicurare l anonimato dell utente (es. carte prepagate). L art. 22 del 467/2001 (Informazione al pubblico sull identificazione della linea chiamante e collegata) obbliga un operatore ad informare i propri clienti sulla possibilità previste ai commi 1, 2, 3 e 4 dell articolo 6, del decreto legislativo 13 maggio 1998, n. 171 (eliminazione dell identificazione di chiamata, possibilità di respingere le chiamati entranti se l identificazione della chiamata è assente, eccetera). L art. 23 del 467/2001 modifica l articolo 7 del decreto legislativo 13 maggio 1998, n. 171 che tratta le Chiamate di disturbo e di emergenza aggiungendo il comma 2-bis. Il fornitore di una rete di telecomunicazioni pubblica o di un servizio di telecomunicazioni accessibili al pubblico deve predisporre procedure adeguate e trasparenti per garantire, linea per linea, l annullamento della soppressione dell identificazione della linea chiamante da parte dei servizi abilitati a ricevere chiamate d emergenza.. Attraverso l introduzione del c.d. bilanciamento di interessi per il trattamento dei dati, nei rapporti commerciali non è più necessario il consenso dell interessato quando si dia luogo all esecuzione di misure precontrattuali adottate come nel caso degli istituti di credito e delle assicurazioni che prevedono la comunicazione di dati a terzi. Con l inserimento della lettera h-bis al comma 1 dell art. 12 non è più necessario il consenso se il trattamento persegue un interesse legittimo del titolare o di un terzo destinatario dei dati qualora non prevalgano i diritti e le libertà fondamentali, la dignità o un legittimo interesse dell interessato stesso. In aggiunta ai dati comuni ed a quelli sensibili viene definita una nuova tipologia di dati: i dati cosiddetti semi o quasi sensibili. Essi vengono descritti dal nuovo art. 24-bis rubricato Altri dati particolari che introduce il trattamento dei dati diversi da quelli di cui agli art. 22 e 24 e che presenta rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità dell interessato. Il decreto 467/2001 ha anche previsto una approfondita revisione della notificazione al Garante dei trattamenti di dati personali (prevista dall art. 7 L. 675/96) riducendo i casi di obbligo di notificazione. Altri chiarimenti utili su questi obblighi possono trovarsi nella Newsletter 25 febbraio del Garante. Le opinioni espresse dall autore sono personali e possono non coincidere con quelle della società.

55 ... oltre il mercato... regole nani e giganti l Oracolo di Beltel L oracolo pensa che sia un segno di vitalità il botta e risposta sulle tematiche di attualità... quindi ha letto con interesse l articolo di Claudio Boreggi pubblicato in Beltel di aprile, che riaffrontava, seppure con una certa vena polemica, il problema del corretto utilizzo di benchmark e contabilità regolatoria. Ci scusiamo con i lettori per il fatto di ritornare ancora su questo tema, ma alcune delle osservazioni riportate nell articolo citato richiedono alloracolo un intervento a propria discolpa. Molto schematicamente: 1) come abbondantemente argomentato in Beltel di marzo, l oracolo non sta chiedendo un utilizzo assoluto e indiscriminato dello strumento del benchmark, bensì ha sostenuto l opportunità di utilizzare tale strumento quale termine di paragone significativo (dal momento che Telecom Italia dichiara di essere efficiente almeno quanto i suoi maggiori corrispondenti europei) in caso di assenza di un modello di costo correttamente impostato, riconciliato con il bilancio e certificato. Tale posizione, peraltro, lungi dall essere anacronistica, è stata autorevolmente sostenuta dall Autorità Antitrust nell ambito del parere prodotto a proposito del Listino di Riferimento per il ; 2) l oracolo non ignora affatto che il RIO 2001 proposta da Telecom Italia dovrebbe essere stato costruito a costi correnti, ma si limita a sottolineare che il modello non è stato affatto certificato, tanto è vero che l Autorità di Regolamentazione ha ritenuto di dover ridurre molti dei valori economici nella recente Delibera 4/02/CIR; 3) relativamente alla completezza della contabilità regolatoria di Telecom Italia solo due osservazioni: a) se invece di citare la Delibera 101 del giugno 1999 (che peraltro non si riferiva ai circuiti dedicati) citiamo la Delibera 389/00/CONS del luglio 2000 (questa sì riferita alle linee affittate) troviamo i seguenti commenti formali: In data 26 agosto 1999 sono pervenuti in Autorità i dati di contabilità regolatoria della società Telecom Italia il cui grado di disaggregazione dei dati si è tuttavia rivelato non adeguatamente dettagliato al fine dell analisi oggetto della presente istruttoria. La società ha tuttavia dichiarato di non disporre di una contabilità analitica dotata di un maggior dettaglio di disaggregazione. L Autorità, pertanto, ha potuto tener conto in misura solo marginale dei dati di contabilità regolatoria 2. Ci sembra quindi di poter affermare con una certa sicurezza che non esiste un complotto tra Telecom Italia e Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, dal momento che quest ultima non sembra propriamente soddisfatta dei dati di contabilità regolatoria in suo possesso (e per carità di patria taciamo in questa sede delle polemiche sull accuratezza del lavoro di certificazione svolto dal revisore sui dati del 97 di Telecom Italia); b) non si capisce come mai la stessa Telecom Italia che sbandiera l accuratezza e l efficacia della propria separazione contabile quando si tratta di giustificare i dati prodotti, stia contemporaneamente cercando di convincere il regolatore nell ambito dell istruttoria sulla Parità di Trattamento che ogni stortura del passato (vedi comportamenti abusivi accertati dall Autorità) potrà essere sanata con una buona, semplice separazione contabile! Ma la separazione contabile non è già stata correttamente e completamente implementata? 1 Parere datato 20 febbraio Considerando 4.1

56 ... oltre il mercato... Al di là dell arringa di difesa 3, ci pare che la riflessione sui principî in tema di utilizzo della contabilità dei costi, coniugata con la lettura della storia passata e della realtà attuale di questo settore, ci porti ad alcune considerazioni ulteriori, che trovano ulteriore spunto dalle conclusioni dell intervento del prof. Prosperetti, sempre in Beltel di aprile. Il prof. Prosperetti, partendo dalla considerazione che, di fatto, gli operatori nuovi entranti sono generalmente in difficoltà e, comunque, sono rimasti sostanzialmente dei nani a confronto con l operatore ex-monopolista (sia negli Stati Uniti sia in Europa) illustra due possibili alternative di politica industriale teorizzate per la situazione statunitense: i) rafforzare le asimmetrie regolamentari, oppure ii) incoraggiare l ingresso delle ex-baby Bell anche nei mercati attualmente riservati, alimentando processi di concorrenza tra giganti. Perché non perseguire entrambe le strategie? Anzi, perché non utilizzare una strategia per rafforzare l altra? Ma quale gigante potrebbe affacciarsi sui mercati europei, e su quello italiano in particolare? (in cui non esistono barriere all entrata di tipo legale) 4 Si osserva che i giganti, per esercitare un azione di riduzione del livello di dominanza non devono necessariamente posizionarsi allo stesso livello della catena del valore. Ma allora, perché non dividere Telecom Italia in due società, l una che gestisce la rete e l altra che fornisce i servizi, come richiesto anche dal recente dibattito sulla separazione strutturale? Alla luce delle considerazioni del prof. Prosperetti, potremmo rileggere questa misura quale compendio delle due alternative teorizzate in ambito statunitense, dal momento che, non solo renderebbe più efficaci le misure regolamentari fin qui adottate, ma introdurrebbe un nuovo operatore sicuramente non affetto da nanismo, contribuendo al bilanciamento dei soggetti sul mercato. Per tornare al botta e risposta con l articolo di Boreggi, peraltro, ricordiamo che la separazione strutturale sostanzia gli obblighi di separazione contabile, rendendoli automaticamente applicati e molto più verificabili da diverse istituzioni (obblighi civilistici, fiscali e borsistici), superando così le polemiche sul giusto livello delle tariffe orientate ai costi o determinate secondo un modello retail minus. Si osserva che una soluzione di questo tipo sanerebbe l attuale anomalia che vede in Telecom Italia l unico ex-monopolista di un settore di pubblica utilità recentemente liberalizzato le cui attività non siano state opportunamente separate strutturalmente (e verrebbero automaticamente rilassati i tanto esecrati obblighi di contabilità regolatoria ). 3 tra l altro, relativamente al casus belli, non si capisce come mai Telecom Italia dia per scontato che l offerta pianificata di circuiti dedicati non sia adatta anche agli operatori di dimensione minore ed ai clienti finali, dal momento che quest offerta si differenzia da quella standard solo per la natura biennale, e non sulla base dei volumi acquisiti. A nostra conoscenza, invece, l offerta pianificata risulta piuttosto utilizzata dai grandi clienti finali, per i quali il vincolo biennale non è generalmente considerato un fattore disincentivante: la flessibilità interessa molto di più i rivenditori di servizi, che rischiano una perdita economica in caso di dismissione anticipata da parte del cliente (mentre devono continuare a pagare i circuiti non ancora scaduti). 4 Per onore di cronaca si ricorda come l idea di contrapporre due giganti non è una novità assoluta, dal momento che era stata fortemente supportata dal prof. Leporelli già all epoca della privatizzazione di Telecom Italia. Il prof. Leporelli, infatti, aveva sottolineato i possibili benefici per la concorrenza nascente dell ipotesi di vendere Telecom Italia e TIM a due soggetti diversi.

57 ... oltre il mercato... economia lo spettro dello spettro Luigi Prosperetti Università di Milano-Bicocca Quali sono le strategie più opportune nei paesi dell Unione Europea per quanto riguarda l assegnazione dello spettro? E, più precisamente: quali strategie seguire in futuro? Quali strategie invece impostare nei confronti degli operatori che hanno ottenuto licenze UMTS, spesso a condizioni economiche molto gravose? Su questi temi il governo olandese ha organizzato a metà dello scorso mese di aprile un seminario internazionale alla presenza di operatori, regolatori ed esperti. Le risposte alla prima domanda si sono allineate alle posizioni di Analysis, che aveva preparato una relazione di base per il convegno 1, che possiamo così sintetizzare: 1. l assegnazione dello spettro avviene in seguito alla sua preliminare allocazione tra le molteplici possibili utilizzazioni; questa è frutto nella maggior parte dei casi di processi storici, che tendono a privilegiare gli utilizzatori che sono arrivati prima ; 2. Le procedure di allocazione sono in misura crescente a carattere internazionale, ma richiedono processi estremamente lunghi e laboriosi, che è indispensabile rendere più veloci. 3. L assegnazione tra diversi operatori - dei diritti all utilizzazione delle frequenze allocate nello scalino precedente avviene in genere utilizzando procedure assai diverse: in linea di massima, là dove i policy makers sono mossi da preoccupazioni inerenti ai contenuti, come nella radio e nella televisione, l assegnazione tende a privilegiare i beauty contests. Negli altri casi, si registra un utilizzo crescente di procedure competitive, sia pure disegnate con modalità diverse in casi e paesi diversi. 4. Guardando avanti, appare probabile che si ampli l area nella quale vengono utilizzate procedure competitive. 5. Tuttavia, è indispensabile migliorare il loro disegno per evitare che esse generino oneri eccessivamente gravosi per i partecipanti. Su quest ultimo punto si è tuttavia registrata una pluralità di posizioni tra gli economisti presenti, alcuni dei quali si sono detti ancora sostanzialmente soddisfatti dei risultati delle gare Umts europee, nelle quali gli operatori hanno pagato il prezzo che ritenevano fosse giusto pagare. Comprensibilmente, questa posizione ha provocato forti dissensi tra gli operatori, alcuni dei quali hanno ironicamente offerto stages gratuiti in azienda a questi economisti per far loro conoscere la dura realtà. Essa ha comunque trovato un accoglienza abbastanza tiepida anche da parte di diversi regolatori, che sono preoccupati dal rallentamento nello sviluppo del servizio derivante dall indebitamento degli operatori. Gli operatori hanno in realtà fornito una spiegazione molto diversa della recente vicenda UMTS, che così possiamo riassumere: 1. i governi di molti paesi erano assai dispiaciuti di aver assegnato licenze Gsm gratuite, o comunque a costi molto contenuti, ad operatori che erano stati in grado di ottenere profitti elevati attraverso un utilizzo di quelle frequenze. Essi hanno quindi colto l Umts come una splendida occasione per prelevare risorse da queste operatori; 1 La relazione di Analysys, ed una sintesi - facilmente accessibile - della teoria economica delle aste, sono disponibili sul sito

58 ... oltre il mercato ai tempi in cui sono state disegnate e si sono tenute le gare, la tecnologia era promettente ma ancora in larga parte acerba. 3. Per questi motivi, le gare non sono state tanto una modalità competitiva per assegnare risorse scarse, quanto un ben congegnato meccanismo per estrarre quattrini agli operatori esistenti i quali, se non avessero ottenuto la licenza per la terza generazione, avrebbero veduto rapidamente dileguarsi e propri clienti Gsm: un vero e proprio exit game, insomma. 4. Questo meccanismo ha anche consentito di ottenere risorse rilevanti dai nuovi entranti, che vedevano le licenze di terza generazione come l unica possibilità per entrare nel mercato europeo. Nella diversità dei punti di vista su che cosa sia effettivamente successo, tutti hanno concordato sul fatto che i problemi attuali sono assai complessi, stante la situazione debitoria di molti operatori, sia di grande che di piccola dimensione. Molti interventi hanno quindi visto un rimedio possibile nella possibilità di autorizzare un mercato secondario delle licenze, nel quale si possano presentare come venditori gli assegnatari di blocchi Umts che non prevedono di riuscire ad utilizzarli, in tutto o in parte, e come compratori operatori Umts affamati di altre frequenze, ed altri operatori che abbiano necessità di acquisire blocchi di frequenze per applicazioni diverse. Questa soluzione è stata in generale ritenuta come opportuna, anche se naturalmente dovranno essere studiati meccanismi perequativi che evitino -a chi abbia ottenuto frequenze a titolo gratuito o quasi- di ottenere un profitto dalla loro cessione a titolo oneroso sul mercato secondario. È stato peraltro sottolineato come, nel ritenere ipotizzabile la creazione di un mercato secondario, la Framework Directive abbia specificato che ciò non debba portare a fenomeni distorsivi della concorrenza, con ciò rendendo assai difficile il futuro commercio di tali frequenze tra operatori di dimensione elevata. Il pratico funzionamento di un futuro mercato secondario si presenta quindi, in molti paesi, alquanto problematico.

59 ... oltre il mercato... economia dai mercati Walter Galbiati In attesa del rimbalzo dell Arpu, Tim e Vodafone soffrono in Borsa Se all inizio dell anno un risparmiatore avesse investito euro su IntesaBci, la più grande banca italiana, o su Eni, l azienda nazionale leader nel settore energetico, ora si troverebbe in tasca nel primo caso euro e nel secondo euro. Qualora, invece, avesse preferito comprare Tim, la situazione sarebbe ben diversa: non avrebbe ottenuto una plusvalenza, ma avrebbe perso il 14,4% del suo investimento iniziale. Le difficoltà borsistiche, infatti, che da gennaio affliggono i principali titoli della telefonia mobile europea non sembrano voler rientrare e nel frattempo gli investitori continuano a scommettere su altri titoli come bancari ed energetici. Nel mese di aprile la situazione è precipitata nuovamente: Vodafone, il numero uno europeo, ha registrato i minimi degli ultimi tre anni anni, mentre Tim si è avvicinata ai livelli toccati nelle sedute dopo l 11 settembre. L eccessiva penalizzazione, che stanno scontando questi due titoli, tuttavia, non appare giustificata. Negli ultimi tre mesi Vodafone ha lasciato sul terreno il 31,4%, in linea con Orange (-30%) e mmo2 (-33%), mentre Tim, in virtù della sua natura difensiva, ha sovraperformato i competitor (-13,1%). Stupisce, però, che Vodafone, un operatore consolidato, non abbia fatto meglio di due competitor giovani e in via di consolidamento, come mmo2 e di Orange. La solidità di Tim e Vodafone, tuttavia, non può essere messa in dubbio. La forte generazione di cassa e il basso livello di indebitamento, infatti, dovrebbero essere due fattori di forza, che in aggiunta agli ottimi margini di redditività, da soli potrebbero sostenere le quotazioni dei titoli. Vodafone ha archiviato il 2001 con un cash flow, calcolato come Ebitda meno Capex, pari a 4,5 miliardi di euro, mentre Tim ha ottenuto un risultato di 1,86 miliardi di euro. Anche il debito non desta preoccupazioni: per Vodafone ammonta al 15% dell enterprise value della società, mentre quello di Tim è solo al 4%. L Ebitda margin dell operatore inglese è cresciuto dal 30,6% del 2000 al 31,7% dell esercizio appena concluso. Tim, invece, ha mantenuto un rapporto fra margine operativo lordo e fatturato a livelli elevati, pari a oltre il 46%. Le attenzioni degli investitori, però, si sono focalizzate su altri indicatori chiave. Il sentiment è stato guastato dalla delusione creata da una impercettibile crescita dell Arpu a fronte di una continua diminuzione dei nuovi utenti. Il campanello d allarme è suonato prima negli Stati Uniti, il mercato in cui Vodafone è leader, grazie alla joint venture creata con Verizon, e poi nel Giappone, dove l operatore inglese opera attraverso la controllata J-Phone. Nel quarto trimestre del 2001 Verizon Wireless ha visto scendere le nuove acquisizioni a 715mila dalle 800mila del trimestre precedente, mentre nel Sol Levante Ntt Docomo, l operatore dominante, ha annunciato che nel 2002 le sue nuove sottoscrizioni caleranno del 30% rispetto all anno precedente. J-phone potrebbe trarne benefici, ma sul mercato prevale la paura che si possa trattare di un calo generalizzato.

60 ... oltre il mercato... Vodafone senza dubbio si trova in un momento di transizione: alla diminuzione delle net additions non corrisponde un rimbalzo, ma una fase di progressiva stabilizzazione dell Arpu. Il mancato rimbalzo dei ricavi per utente ha gettato un ombra sullo status dei titoli della telefonia mobile. In uno scenario in cui l effetto diluitivo delle nuove linee non dovrebbe farsi più sentire e in cui il traffico voce rimane in leggera crescita con i prezzi stabili, la crescita dell Arpu dovrebbe arrivare dai dati; ma se questa componente del fatturato stenta a decollare, l andamento dell Arpu continua a rimanere flat, con la conseguenza di far perdere ai titoli della telefonia mobile la qualifica di growth stock. Tutti i broker sono convinti che il futuro della telefonia mobile sia nel traffico dati, ma, stando agli andamenti di Borsa, pochi sono disposti a credere che nel breve periodo ci possa essere una crescita dei ricavi generata da Gprs e Umts degna delle migliori growth stock. Ciò non toglie però, che, anche ipotizzando una mancata crescita dell Arpu, ai prezzi attuali Vodafone e Tim appaiano eccessivamente a sconto. Per Vodafone una quotazione pari a 130p implica che l Arpu dal 2002 al 2009 cali ogni anno del 2%, mentre per Tim un valore intorno ai 5 euro presuppone che l Arpu 2009 sia in linea o leggermente inferiore di quello attuale. Il mercato, insomma, scommette che il calo del traffico voce e dei prezzi sia a stento colmato dalla crescita del traffico dati. Nessuno al momento è disposto a pagare un premio per i ricavi che genereranno le tecnologie Gprs e Umts. Alcuni fattori tuttavia fanno pensare che almeno in Italia si stiano creando le premesse per un rimbalzo dell Arpu. In aprile Marco De Benedetti, l amministratore delegato di Tim, ha comunicato, a margine dell assemblea degli azionisti, che nel primo trimestre dell anno il traffico totale della rete Tim è aumentato del 19%, un dato in linea con lo scorso anno e che implica un incremento dello usage del 4%. Si tratta di un indicazione positiva perché mostra come i minuti per linea tendano ad aumentare: nell intero 2001, infatti, lo usage era cresciuto solo del 2%, mentre ora sembra accelerare il recupero e, grazie anche al minore effetto diluitivo delle nuove linee, potrebbe portare al rimbalzo dell Arpu a partire dal secondo semestre dell anno. Quanto ai prezzi, visti gli alti margini degli operatori di telefonia mobile, è difficile pensare che le tariffe di Tim e Omnitel non finiscano sotto la scure dell Authority per le comunicazioni. Su questo fronte, però, un contributo al recupero dei ricavi per utente potrebbe arrivare da una minore pressione sulle tariffe, dovuta a una diminuzione della competizione. L uscita di scena di Blu e la decisione di Telefonica di sviluppare la propria rete prima in Spagna e in Germania piuttosto che in Italia, dove opera attraverso Ipse, indicano che lo scenario si sta riducendo da sei concorrenti a quattro. La battaglia sui prezzi, il terreno di scontro preferito dai nuovi entranti, potrebbe essere meno aspra e rallentare il calo delle tariffe. Il vantaggio a livello di Arpu sarebbe evidente. Nokia, un nuovo allarme per la telefonia mobile Sono preoccupanti i segnali lanciati da Nokia nel corso della presentazione dei dati del primo trimestre Il leader mondiale della telefonia mobile, pur avendo registrato risultati in linea o superiori alle attese, ha ritoccato al ribasso le stime per l anno in corso. Secondo il colosso finlandese, i cellulari venduti nel 2002 saranno tra le 400 e le 420mila unità, contro una precedente stima di mila. Il fatturato di Nokia nei telefonini, invece, non crescerà più di oltre il 15%, ma di una percentuale compresa tra il 4% e il 9%, mentre la divisione reti avrà una crescita compresa tra lo zero e il 5%. L allarme di Nokia riguarda tutto il settore della telefonia mobile, in quanto le stime della società si basano su dati raccolti tra oltre un centinaio di operatori sparsi in tutto il mondo. Il taglio degli investimenti nello sviluppo delle reti di seconda e terza generazione da parte dei principali operatori mondiali è il motivo fondamentale che ha spinto Nokia a rivedere al ribasso le proiezioni per

61 ... oltre il mercato... l anno in corso. Il mancato sviluppo delle infrastrutture si abbatte, con effetto domino, su tutte le altre componenti del settore, provocando un rallentamento nella vendita dei cellulari di nuova generazione, un calo nelle aspettative sul traffico dati e una ulteriore riduzione degli investimenti. Quanto ai servizi Umts, il lancio avverrà nell ultima parte dell anno, ma Nokia ha lasciato intendere che la fase di transizione potrà essere più lunga del previsto. Non per niente stentano a decollare anche i servizi multimediali già disponibili con la tecnologia Gprs. Le stime della società sono conservative, lo ha ammesso lo stesso amministratore delegato Jorma Ollila, ma non possono non far sorgere qualche dubbio agli investitori. Nokia, con una crescita del fatturato inferiore al 10% e concentrata soprattutto nel mantenere stabile la sua quota di mercato e la sua profittabilità, deve essere considerata ancora una growth stock oppure deve cambiare status? Si tratta in sostanza dello stesso dubbio suscitato dagli operatori di telefonia mobile, che al momento trattano a multipli degni delle migliori utility e non di titoli ad alta crescita. Le perplessità sono state alimentate dallo stesso Olilla che nella presentazione si è soffermato a lungo sulla ricerca di redditività (mantenere il margine operativo intorno al 20%), sulla abilità di Nokia nel generare un forte cash flow operativo (908 milioni di euro) e sulla capacità di mantenere inalterata la quota di mercato, piuttosto che focalizzarsi sulle prospettive di crescita del gruppo. Quanto alla conservazione della market share, le affermazioni di Olilla sono vere solo fino a un certo punto. Nei telefoni cellulari la società ha una market share del 37% in linea con quella dell intero 2001, ma in calo rispetto all ultimo trimestre dello scorso anno, quando era pari al 39%. Che fare quindi con il titolo Nokia? Ai valori attuali (21 euro), la società tratta 22 volte gli utili e 2,6 volte le vendite attese per il 2002: sono multipli forse troppo elevati se la crescita sarà inferiore al 10%, ma un investitore non deve neppure dimenticare che se vuole investire sul settore, Nokia è il leader mondiale e fa utili, mentre il suo concorrente più diretto, Motorola, ha una quota di mercato solo del 17% e un bilancio in profondo rosso. L incognita resta il momento: siamo in una fase di transizione e se il mercato non è disposto a pagare un premio per i titoli di telefonia mobile, come Vodafone e Tim, di cui non si riescono a misurare i benefici che in futuro arriveranno da Gprs e Umts, perché dovrebbe scommettere per gli stessi motivi su Nokia? StM spicca il volo nella notte dell hi tech Il primo e il secondo produttore europeo di chip, StM e Infineon, hanno riportato nel primo trimestre 2002 risultati superiori alle attese, ma mentre la società italo-francese ha previsto per il secondo trimestre un fatturato in crescita del 10% rispetto ai primi tre mesi dell anno, Infineon non si è pronunciata sullo scenario di breve periodo. Sull intero 2002, invece, le due società concordano: è un anno di transizione e sui prossimi sei mesi domina ancora lo scetticismo. Tuttavia iniziano ad arrivare i primi deboli segnali di ripresa che, come più volte anticipato da Pasquale Pistorio, ad di StM, sarà lenta e

62 ... oltre il mercato... graduale. Nel primo scorcio del 2002 a spingere i risultati delle due società europee sono state le consegne nell area asiatica (soprattutto Cina e Taiwan), ma è chiaro che la chiave di volta per il settore sarà il recupero dell Europa e del Nord America, che attualmente, viste le ottime performance dell Estremo Oriente, pesano solo poco più del 40% sul fatturato di StM e Infineon. Aspettando l onda lunga che segnerà la riscossa per tutto il settore, gli investitori guardano con fiducia i dati del Book-to-Bill nordamericano diffusi il 22 aprile: il rapporto tra ordinativi e consegne di apparecchiature per la produzione di chip è salito a un valore superiore a uno, la soglia sopra la quale si inizia a parlare di mercato in espansione. Gli ordini di marzo sono stati pari a 839 milioni di dollari (+14% rispetto al mese precedente), mentre le consegne a 808 milioni di dollari (+1% rispetto al mese precedente). Anche il prezzo delle memorie a 128 megabit (il prodotto usato come riferimento per tutto il settore) sembra essersi stabilizzato intorno ai 3,5 dollari, dopo aver recuperato notevolmente dai minimi dello scorso novembre, quando era intorno a 1,5 dollari. Al momento, insieme al ritardo della ripresa negli Usa e in Europa, l altro tallone di Achille del settore dei semiconduttori resta la debolezza della telefonia mobile, come confermato dai profit warning di Nokia ed Ericsson. Nel primo trimestre il fatturato di StM nelle telecomunicazioni è precipitato del 19,8% rispetto al mese precedente, mentre Infineon ha evidenziato risultati discordanti: da una parte la divisione wireline è cresciuta del 16%, grazie all incremento della diffusione della tecnologie a banda larga, dall altra quella wireless ha visto i ricavi rimanere sostanzialmente stabili (+1%). Si tratta di risultati deludenti se confrontati con le performance degli altri settori in cui operano le due aziende: auto (Stm +5,2%, Infineon +9%), consumer (StM +2,2%), security (Infineon +10%) e computer (StM - 2,1%, Infineon +10,5%). Tuttavia tutte queste divisioni non sono in grado di colmare da soli la debolezza delle tlc e la perdurante salute malferma del settore fa prospettare per il 2002 uno scenario ben diverso da quello dello scorso anno, quando nel primo trimestre per StM le applicazioni nel comparto delle tlc avevano realizzato, tra tutti i business, la crescita più forte su base annua: +35,8% di fatturato contro il +12,3 del settore automobile e il +8,2 dei computer. Lo stesso discorso valeva per Infineon: i ricavi della divisione wireline erano in crescita del 50% rispetto all anno precedente, mentre quelli della divisione wireless del 4.

63 ... oltre il mercato... economia nuove misure di redditività per la telefonia mobile Andrea Masnata Manager PwC Consulting Fra i tanti messaggi più o meno espliciti emersi al recente 3GSM Congress di Cannes, abbiamo visto mantenersi viva l ormai ben nota preoccupazione sulla diminuzione dell ARPU (Average Revenue per User) degli operatori mobili. Tuttavia gli analisti ci dicono che nell arco di 2-3 anni l ARPU comincerà a risalire, grazie al crescente contributo dei nuovi servizi 2.5-3G. Ma possiamo accontentarci di un ARPU in ripresa? La telefonia mobile arriva alla sfida del 3G dopo anni di espansione e forti profitti. In questo periodo si è imposto un modo di valutare i clienti ed il proprio portafoglio servizi tramite misure come i ricavi, il primo margine di contribuzione e i loro corrispettivi per user (ARPU e MARPU). Queste metriche servivano per ottimizzare il flusso di cassa generato dai servizi a copertura di tutte le rimanenti uscite aziendali. Di fatto gli operatori erano abbastanza sicuri di realizzare profitti e cercavano di massimizzarli aumentando i ricavi tramite azioni sulla loro base clienti e sul mix dei servizi. Gli utili erano comunque tali da soddisfare anche azionisti esigenti. Il futuro si prospetta diverso. Dal lato dei servizi tradizionali il mercato va verso la saturazione ed il cliente medio produce sempre minori ricavi, mentre i forti investimenti nell UMTS dovranno essere adeguatamente remunerati. Per sostenere i servizi esistenti, o per garantire il successo dei nuovi investimenti 3G, gli operatori dovranno imparare a valutare ed influenzare tutti i fattori che contribuiscono alla redditività complessiva del business. Oltre all ARPU assumono importanza indicatori che danno misura della capacità dell operatore di produrre reddito (EBIT, EBIT margin) o di generare un ritorno sull investimento (ad es. il ROCE Return on Capital Employed). Questi indicatori, o almeno quelli reddituali, non sono certo una novità nei financial reports di settore, ma il mercato dei prossimi anni richiede che essi vengano considerati in una luce nuova. Gli operatori dovranno comprendere quali sono le leve per influenzarli. Il tradizionale primo margine, comprendente i soli costi variabili (interconnessione, roaming), è un indicatore apprezzato dagli uomini di marketing perchè dipende da fattori tipicamente di loro competenza, come il numero di clienti, la quantità acquistata ed il prezzo. I rimanenti costi aziendali, che concorrono al calcolo della redditività complessiva, sono da loro considerati come indiretti o fissi, perchè non sensibili alle scelte commerciali. I costi dell IT, del call center, della rete, delle funzioni di supporto hanno dinamiche difficili da decifrare e si arriva a vederli come un overhead indistinto e poco comprensibile. Così le scelte di marketing sono spesso basate su ARPU e MARPU, mentre il resto viene tralasciato. Eppure i brand manager del largo consumo sono soliti ragionare sugli economics dei loro prodotti includendo il costo di produzione ed una quota parte di overhead. Nei settori maturi e commoditised l obiettivo ultimo del profitto è sentito e comunicato con maggiore evidenza. L analisi dei bilanci pubblicati dagli operatori mobili italiani dà un immediata dimostrazione del fatto che fermarsi all ARPU non basta. Guardando alla performance in termini di ARPU si ottiene una prima classifica degli operatori. Ma passando all EBIT per user la classifica cambia. Quindi alcuni remunerano in realtà i loro azionisti meglio di altri: pur avendo un ARPU più basso, quando si tratta di produrre un utile cioè di contenere i costi si comportano meglio dei rivali. Gli operatori dovrebbero acquisire maggiore consapevolezza del fatto che i loro costi cosiddetti fissi o indiretti non sono insensibili alle scelte di portafoglio servizi, ma anzi possono variare significativamente in funzione di queste. Telefonate diverse generano costi e richiedono investimenti diversi. La videochiamata è uno dei servizi di punta dell offerta 3G di NTT DoCoMo in Giappone. Chi volesse

64 ... oltre il mercato... fare altrettanto dovrebbe tener presente che una videoconversazione occupa una banda 4-5 volte maggiore della voce, e che la banda ha un costo. E vero che nei primi anni le reti UMTS avranno molta capacità e pochi utenti, e quindi il costo incrementale per l utilizzo della banda è nullo. Ma che cosa si farà quando, a rete satura, si scoprirà che un minuto di videochiamata costa per pura ipotesi 1 euro, mentre viene ormai venduta di nuovo per pura ipotesi a 50 cent per via di un pricing che è partito basso trascurando l esistenza di costi tecnici? L operatore potrebbe alzare il prezzo o scoraggiarne l uso in altri modi. Insistere su servizi con un utile marginale negativo (più vendo = più perdo) potrebbe incidere pesantemente sui risultati aziendali. Dal punto di vista della remunerazione degli azionisti, anche la capital intensity dei diversi servizi assume rilievo. Ad esempio, i servizi location based richiedono investimenti ingenti in sistemi di localizzazione dell utente e di gestione di contenuti legati al territorio, anche aggiornati in tempo reale come le informazioni sul traffico. Erogare un servizio di news sportive fornite da un content provider esterno, che gestisce le informazioni su propri server, richiede all operatore un investimento decisamente minore. Supponendo che i due servizi producano utili comparabili, il risultato in termini di ritorno sul capitale impiegato (ROCE) sarà di gran lunga migliore per le news che per i location based. Nel corso di analisi da noi svolte presso operatori mobili in tutto il mondo, abbiamo riscontrato che i ROCE di singoli servizi variavano in range piuttosto ampi (da 0% a 200% per i servizi che generano utili, escludendo i casi estremi). Tramite analisi approfondite della tecnologia e dei processi è possibile determinare quali costi e quali investimenti sono indotti da quali servizi e da quali clienti, anche indirettamente, fino a calcolare il contributo dei singoli servizi o clienti all EBIT ed al ROCE aziendali. Crediamo che nell immediato futuro gli operatori dovranno superare la logica del primo margine e cominciare a ragionare su indicatori nuovi come l EBIT per user o per singolo servizio. Queste nuove metriche consentiranno di compiere scelte di gestione più consapevolmente mirate al raggiungimento degli obiettivi di performance di interesse dell azionista. La nostra esperienza presso diversi operatori mobili europei suggerisce che lo sforzo richiesto per realizzare un modello funzionante di profitability analysis risulta in genere contenuto in 2-4 mesi, comprendendo sia la definizione delle logiche che l implementazione di un applicativo dedicato. Il progetto è guidato dal controllo di gestione o comunque dagli enti preposti alla reportistica direzionale. La metabolizzazione delle nuove metriche da parte dell azienda è progressiva e richiede una sponsorship ad alto livello, ma una volta compiuta viene vissuta come un miglioramento significativo nella qualità delle informazioni a supporto delle decisioni.

65 ... oltre il mercato... tecnologia scenari dalla quarta rivoluzione * colloquio con Maurizio Decina a cura di Gianfranco Valleriani Uomini dalla pelle elettronica e paesaggi virtuali. La nuova informazione rincorre l uomo, aggregandolo alla moltitudine delle comunità planetarie La rete nell uomo Dalla metafora del network spingiamo verso un accezione sempre più intima e profonda della rete. La tecnologia penetra l uomo, si inserisce sotto la pelle (electronic skin), arrivando a configurare una variazione sensoriale della natura umana. I Wearable computers sono veri e propri computer da indossare. Microcalcolatori che possono essere inseriti nelle stoffe dei vestiti o direttamente sotto la pelle degli individui; comunicano via radio con la rete ogni genere di informazione, compresa la loro posizione nel pianeta Terra con la precisione di qualche centimetro. Stiamo parlando dei body area networks, reti di dimensione corporea, che permettono di estendere i sensi dell uomo oltre la portata delle proprie dita, attraverso la vista e perfino l olfatto. Esistono oggi applicazioni militari di queste tecnologie, ma prendono forma anche applicazioni professionali. Workstations comandate dallo sguardo cominciano a essere allestite nel trading finanziario: permettono di puntare uno degli indicatori che segnalano l andamento dei titoli, poggiando lo sguardo sullo schermo. La cartina del paesaggio tecnologico Anche gli oggetti del paesaggio cominciano a incorporare meccanismi sensibili? La diffusione delle internet appliances, utensili elettronici, è la seconda grande ondata di rivoluzione della rete. La prima è stata quella delle reti per comunicare tra esseri umani tramite dispositivi posti tra essi e i centri di informazione web, mentre oggi la rete diventa un enorme contenitore in cui un numero sempre maggiore di macchine si scambiano messaggi informatici. I primi candidati a diventare utensili elettronici sono i veicoli. Già oggi i dispositivi elettronici installati, come i navigatori elettronici, ne fanno un centro elettronico di eccellenza. Gli Ad Hoc Mobile Networks sono reti di comunicazione che hanno la capacità di interconnettere gli emettitori delle automobili: una frazione minima di automobili provvista di ripetitori radio può creare un tessuto connettivo utile per monitorare il traffico automobilistico e indicare le strade meno congestionate. Nel giro di un lustro il fleet management e l intera gestione dei trasporti subirà un forte processo di automazione proprio grazie alle internet appliances, introdotte nei semafori e in ogni tipo di sensori. È l ambiente elettronico : i microprocessori sono già entrati sotto la pelle dell uomo, anche se spero che non arriveranno ad inserirsi nelle cortecce degli alberi. È uno straordinario paesaggio quello che si delinea, con un rischio: quello della vita rinchiusa nel paesaggio virtuale. Tutti i dispositivi elettronici tesi al prolungamento dei sensi, verso lo spazio e verso il tempo, portano ad una contrazione della realtà. La nuova generazione di macchine fa sognare le persone, creando uno spazio virtuale che andrà ad influire sui sensi non in modo mediato ma diretto. Mentre noi oggi abbiamo la vista, l udito, il tatto, che mediano la finestra virtuale del computer che abbiamo davanti, domani tutto questo sarà incorporato (embedded) direttamente nel senso del reale. Evento straordinario ma anche minaccioso. Intervista tratta da FMM di marzo 2002 trimestrale d informazione sul cinema e sui nuovi linguaggi della comunicazione audiovisiva.

66 ... oltre il mercato... L informazione va incontro all uomo Nel pianeta disseminato di dispositivi intelligenti, l informazione muta la sua natura e crea nuove forme di servizi per l uomo. Riprendiamo l esempio delle automobili che si scambiano continuamente messaggi sullo stato del traffico: il sistema porta ad un elaborazione della mappa di tutte le automobili che si trovano in un dato istante nella stessa area. Passiamo dunque da un informazione statica a una dinamica. Questo può accadere sia per chi è nel centro del mondo abitato sia per chi si trova nelle regioni più periferiche. Un sistema di comunicazione e di scambio di informazioni garantito dalle reti satellitari che, nonostante il recente rallentamento del business, continuano a svilupparsi. L uomo ha in mano un aleph, che riesce a ricevere enormi quantità di dati, e ad elaborarle in pochissimo tempo per prendere decisioni. Un mondo popolato di computer Con l aumento esponenziale di personal computer e information appliances si configura un mondo popolato di utensili intelligenti. Si dice che quasi due miliardi di individui sulla terra non hanno mai fatto una telefonata. Intanto i telefonini si vanno rapidamente diffondendo nelle foreste dell Amazzonia e nelle zone più remote dell Africa e dell Asia. Miliardi di individui tutti i giorni fanno telefonate da telefoni fissi e mobili, accedono a Internet, ricevono segnali televisivi e informazioni in formato elettronico. Si stima che nel 2010 oltre 3 miliardi di persone, più della metà della popolazione del pianeta, avranno un accesso a internet, attraverso computer, multimedia communicator, carte elettroniche, carte di credito incorporate in piccoli oggetti. Dal punto di vista invece della crescita degli utensili elettronici, si pensa che nei prossimi 10 anni gli utensili elettronici diffusi nel pianeta saranno 300 miliardi. È una rivoluzione difficile da controllare, che avrà la sua forza nella gestione dei movimenti, ma anche nelle esigenze domestiche (domotica). La penetrazione di dispositivi elettronici nella vita quotidiana avrà investito oltre il 50% delle case delle sette nazioni più sviluppate. Con l obiettivo prioritario di sostituire l enorme quantità di fili presente con dispositivi wireless. Più memoria più intelligenza? Quanta memoria artificiale esiste oggi sul pianeta? Quanti dati sono già immagazzinati e quanti lo potranno essere nel prossimo decennio? Quali problematiche si porranno per un loro utilizzo intelligente? La rete è il più straordinario canale di comunicazione mai inventato dall uomo. Ha accorciato i tempi della diffusione dell informazione e anche del sapere. Perché è vero che c è molta differenza tra information e knowledge, però avere a disposizione tutta l informazione del mondo è un plus incredibile per l aumento del know-how. Nel mondo industriale l avvento della rete è stato prepotente dall inizio degli anni novanta, proprio a partire alla comunità scientifica. La differenza di know-how tra i grandi centri di ricerca americani e quelli europei trent anni fa si misurava in quinquenni. Oggi il time-lag tra la California e il resto del mondo si misura in settimane, al massimo in mesi. L informazione si accumula nella rete ad un tasso esponenziale (si parla di 5 miliardi di pagine web oggi presenti, centinaia di terabyte) ed è facile pensare alla scacchiera delle Mille e una notte. E stiamo parlando soltanto di informazione statica: se consideriamo anche l informazione dinamica che produciamo con lo streaming video e audio, ovvero quella della realtà che si modifica nel tempo, entriamo nel paradosso di Morel o della memoria del racconto di Borges, nel quale il bambino era condannato a vivere nella realtà ma contemporaneamente in parallelo anche nella memoria di ciò che aveva fatto qualche istante prima. Anywhere, anytime, anyhow Le reti Umts realizzano un passo decisivo verso una dimensione di piena accessibilità che permette all uomo di avere, da qualsiasi collocazione, la piena fruizione di informazione e servizi. Quali sono le nuove classi di servizi Umts? Con la telefonia mobile si è passato dal paradigma del telefono fisso in un punto della casa, ad un oggetto personale portatile, e con molti accessori in più: agenda, rubrica, musica. C è poi il paradigma del computer, nato non proprio come oggetto personale, ma dannatamente fisso e un po ingombrante. L intuizione dell Umts, l oggetto del desiderio, è di essere un computer che si porta in una mano, maneggevole come un portafogli. L idea è di avere il proprio desktop, utilizzato però come un telefonino. Su questo oggetto si riesce a fare tutte le cose che si vorrebbero fare sul Pc quando si è invece in movimento: guardare un file, un numero di telefono, un appuntamento, una presentazione a colori, una

67 ... oltre il mercato... mappa. Coniugando questa volta la capacità di telefonare e di avere tutto ciò che si ha in Internet anche nelle connessioni telefoniche convenzionali. Con il sistema Gprs, che anticipa l Umts, si ha oggi una capacità di 30 kilobit al secondo; l idea è che se invece di 30 si hanno 300 kilobit a disposizione, cioè dieci volte di più, a quel punto si può abilitare una comunicazione audiovisuale di eccellente qualità per il movimento. Il paradigma del video andrà dal grande schermo che si ha a casa per il DVD in surround, alla visione più tradizionale dello schermo di piccola dimensione, fino ad arrivare a questo oggetto chiamato WIDGET (Wireless Internet Digital Gadget for Electronic Transactions), che è un vero e proprio gadget personale, come l orologio da panciotto di una volta, che abilita la persona alla comunicazione multimediale attraverso l utilizzo simultaneo di due media: il telefonino e il computer. Il dissolvimento reale/virtuale Ubiquità della rete; capacità di creazione e trasferimento di immagini reali e storiche; multimedialità interattiva tutto tende a dissolvere i confini conosciuti fra realtà e virtualità. Giro nel supermercato con il mio Widget. Prima di uscire il mio conto è già aggiornato. Gli oggetti acquistati, infatti, tramite le information appliances hanno dialogato con i sensori della cassa che hanno comunicato al mio digital wallet il totale della spesa. Un bip mi comunica che il conto è stato pagato. Gli oggetti hanno fatto da soli quello che oggi fanno gli esseri umani. È questa la scena del prossimo futuro. Certo, le incognite ci sono, se pensiamo che è dagli anni 70 che si cerca di realizzare quello che gli americani chiamavano picture-phone, rivelatosi uno dei più grandi flop dell industria delle telecomunicazioni. Oggi anche la tecnologia più convenzionale, la ISDN, può realizzare una videotelefonata a basso costo. Il punto è che la qualità che si ottiene è scadente se paragonata a quella televisiva. Ma soprattutto non credo che il pubblico abbia questa aspirazione di videocomunicazione, perché propone un paradigma diverso da quello del telefono, del computer, della televisione a cui è abituato: l unico esempio di videotelefonata corrente è quella usata dai ragazzi nelle chat-line o nei net-meeeting. L Umts non abilita la videotelefonata. Nel senso che è difficile immaginare l utilizzo del terminale Umts per dieci o venti minuti di conversione con immagine, mentre si passeggia per strada. Anche per l Umts la videocomunicazione ha bisogno del valore aggiunto dell evento o della notizia. L immagine deve aggiungere valore all informazione e non essere ambiente di sottofondo della comunicazione multimediale. Il suo utilizzo è per il download del videoclip, del goal, dell azione, di un fatto specifico e particolare che solo l immagine può dare. I nuovi paradigmi di comunicazione multimediale saranno due: una di tipo fisso, nell abitazione, con la fibra ottica che garantirà una grandissima qualità dell audio e del video, sofisticazione e tridimensionalità, insomma lo splendore della multimedialità; l altra con la capacità di avere una qualità di informazione dinamica e multimediale in forme di mobilità globale, data dalle reti Umts. La killer application dei nuovi sistemi non sarà comunque la videocomunicazione, il download del videoclip, il messaggio immagazzinato multimediale per affari e per business, quanto piuttosto una modalità di interazione di tipo paritetico scelta dal consumatore (peer-to-peer application). I ragazzi nati con la rete si scambiano informazioni in modo diretto, non più client/server, così come avviene nell internet, ma client-to-client. Una modalità di interazione già attivata con software quali Morpheus o Napster, quest ultimo ibrido perché si basava comunque su directory. Si cerca, cioè, da soli qualcuno sulla rete senza avere punti centralizzati. Dunque non una semplice videotelefonata, ma qualcosa più ricco e motivato, potrebbe rappresentare la vera applicazione che scatenerà l utilizzo della larga banda. L uomo è più vicino agli altri o più solo? La rete è un enorme catalizzatore di persone con gli stessi problemi, le stesse passioni, le stesse sofferenze, gli stessi interessi. È un Giano bifronte, con una faccia buona e una cattiva, come tutte le cose del mondo. La faccia cattiva è quella che prefigura la vita in un mondo completamente virtuale, con la perdita di elementi di contatto e di conoscenza con le cose semplici della realtà e della natura. La faccia buona è quella che offre un enorme capacità di creare comunità e integrarle, trasformandole in nuova realtà. Gli scrittori di fantascienza disegnano questo scenario radicale in cui la rete aggrega moltitudini di comunità. Io credo che, al di là dei fenomeni di comunicazione, sono gli uomini e l aggregazione degli uomini il significato di fondo delle nuove tecnologie. La rete è una formidabile aggregazione di comunità di interessi di persone ben intenzionati e anche di persone male intenzionate, terroristi, malfattori. È un processo con una valenza sociale davvero rivoluzionaria, di fronte alla quale è fondamentale chiedersi quale saranno gli impatti sui modi convenzionali di aggregazione della politica.

68 ... oltre il mercato... tecnologia l umts per il mercato business Paola Pernigotti Business Development Manager for Mobile Operators, Lucent Technologies Italia Il lancio commerciale dell UMTS in Europa deve ancora avvenire: operatori e fornitori da un lato studiano il mercato, dall altro preparano la rete per realizzare un servizio adeguato alle grandi aspettative che i media hanno creato. Aspettative che, come dimostra la ricerca commissionata da Lucent Technologies a Total Research Corporation, ricalcano anche una concreta e specifica esigenza di trasmissione dati wireless dell utenza business. La trasmissione dati ad alta velocità, possibile solo con tecnologie di terza generazione, viene incontro a questa reale esigenza, trasformando l esistente domanda di trasmissione dati wireless in una reale opportunità per gli operatori di telefonia mobile. Abbiamo assistito, nell ultimo decennio, alla nascita, crescita e diffusione della mobilità nelle telecomunicazioni. Mobilità che è stata finora coniugata con il termine voce. La novità prima, e l esigenza poi, di avere sempre un telefono a disposizione, insieme alla facilità con cui l utente si è abituato ad usufruire di tale servizio, hanno fatto negli ultimi anni del cellulare uno strumento imprescindibile della nostra vita quotidiana. Il successivo boom dell SMS ha però evidenziato che il binomio mobilità-voce è in realtà soltanto un aspetto del più complesso dualismo mobilità-comunicazione. L SMS, un embrionale servizio dati, evidenzia infatti come alla base della diffusione dei sistemi mobili di seconda generazione ci sia un esigenza di comunicare in senso lato: non solo voce quindi, ma anche, se possibile, dati e video, che aprono le porte all informazione di dettaglio (il dato) e anche alla metacomunicazione di cui si fa carico l immagine (con il video). Lucent Technologies ha cercato di approfondire la concretezza di questa necessità, quanto cioè l utente percepisse come esigenza contingente la possibilità di trasferire nel mondo mobile, oltre alla voce, innanzitutto il servizio dati, che è già parte integrante della comunicazione quotidiana (internet, intranet, mail.). Così come era stato per il GSM, anche, e a maggior ragione per servizi di terza generazione, ci si aspetta che i primi potenziali utenti ricadano nel bacino del mondo business. Per questo Lucent Technologies ha incaricato un ente di ricerca indipendente, Total Research Corporation, di condurre un indagine a livello mondiale per valutare concretamente che tipo di servizio wireless necessitassero i manager in termini di velocità di trasferimento dati, facilità di utilizzo, sicurezza, disponibilità, prezzo. La ricerca è stata condotta nell agosto/dicembre dello scorso anno presso 500 imprese in Europa (Francia, UK, Germania, Spagna), USA, America Latina, ed è ancora in corso per quanto riguarda i mercati orientali. Le aziende intervistate appartengono a vari settori: automotive, elettronica, finanziario, petrolchimico, bancario, farmaceutico I risultati emersi, piuttosto allineati nonostante la disomogeneità del campione sia in termini culturali che di business, sono: forte necessità di accesso dati wireless: life is on the road. Sempre di più, infatti, i manager si trovano in viaggio più che in ufficio. La semplice visualizzazione da remoto della posta elettronica con relativi attachment è ormai indicata come una delle tante killer application ; l accesso da remoto ad Intranet ed , attualmente utilizzato da circa il 35% dei dipendenti, è considerato un elemento chiave per aumentare la produttività e ridurre i costi aziendali;

69 ... oltre il mercato... esiste una marcata esigenza di una trasmissione sicura (intranet e ); necessità di un bit rate superiore a 140 Kbps in Europa, 64 Kbps in USA; spesa mensile media accettata: intorno a 110 euro; la predisposizione alla spesa è proporzionale alle performance di rete: per 384 Kbps la predisposizione alla spesa aumenta dal 10 al 40% a seconda del Paese. Alla luce di questi dati risulta evidente che esiste una concreta domanda del mercato business per un servizio mobile dati di terza generazione: solo l UMTS garantisce infatti i bit rate richiesti, la sicurezza endto-end della trasmissione, l ottimizzazione dinamica delle risorse radio a seconda del traffico della cella. E importante che l operatore sia in grado di cogliere per tempo la grande opportunità costituita dalla reale esistenza di una domanda latente del mercato. Mercato che, trattandosi di utenza business, è tanto pregiato quanto circoscritto: i primi operatori che riusciranno a lanciare il servizio guadagneranno sicuramente quel market share su cui graverà fortemente la solidità del proprio business case. Fin ora uno dei più grandi ostacoli alla data del lancio è stata la non disponibilità dei terminali. Nel frattempo però alcuni fornitori (come ad esempio Option in partnership con Lucent), hanno cercato di superare tale vincolo lanciando sul mercato delle schede (PC card) UMTS. La PC card UMTS, con funzionalità, nell immediato futuro, GSM e GPRS, consente di prescindere dalla disponibilità di telefoni UMTS: essa, infatti, si inserisce in terminali commerciali ed affidabili (per prestazioni, memoria, durata della batteria ) come i PDA e i laptop e consente quindi la trasmissione dati UMTS con strumenti già ampiamente noti all utenza. Sempre secondo l indagine condotta da Total Research Corporation, il 100% delle aziende fornisce ai propri manager il laptop e nel 50% dei casi (fortemente dipendente dal Paese) anche il PDA: questo ovviamente renderebbe usufruibile fin da subito, previa disponibilità della PC card, del servizio UMTS per l utenza business. Un altro aspetto chiave per una veloce implementazione della rete UMTS è una buona conoscenza della tecnologia CDMA (Code Division Multiple Access), su cui si basa l accesso radio. Nella terza generazione la suddivisione della banda in canali, non è più, come nel GSM, a divisione di tempo/ frequenza, ma di codice. Una buona pianificazione e ottimizzazione della rete di accesso consentono all operatore di contenere tempi, costi, risorse per la realizzazione di quella che è la più complessa parte della implementazione di una rete radiomobile. Spostandoci dall accesso al core della rete, la parte di core network interessata alla trasmissione dati è basata sulla tecnologia IP (mondo Internet). E pertanto importante che gli operatori radiomobili, la cui esperienza è prevalentente legata al mondo a circuito, si appoggino, per l implementazione della rete dati, ad un fornitore che abbia una buona conoscenza delle reti dati, delle Virtual Private Network realizzate su IP, di firewalling e di routing. Inutile sottolineare anche in quest ambito di trasmissione dati l importanza che rivestono i servizi, attori principali nella telefonia di terza generazione, e con i servizi quindi le terze parti con cui gli operatori stanno stringendo accordi in questa nuova catena del valore. Fondamentale quindi la presenza di piattaforme aperte di rete intelligente che consentano un agile e veloce interoperabilità di sistemi. Per concludere lo spaccato di rete che l operatore deve essere in grado di realizzare in tempi brevi

70 ... oltre il mercato... per cogliere la domanda di trasmissioni dati wireless, è bene citare l importanza di una rapida attivazione del servizio. Lucent, per esempio, garantisce 10 minuti come il tempo necessario per installare la PC card UMTS su laptop/pda e realizzare la connessione alla rete UMTS e alla propria rete corporate. L UMTS continua ad essere una grande sfida più che una realtà. Il lancio dell UMTS partendo dal solo servizio dati ad alta velocità, consentirebbe all operatore di anticipare i tempi (terminali esistenti su base PDA e laptop consolidata), ridurre la complessità di rete (e quindi della gestione della stessa), diminuire i rischi (circoscrivendo la complessità intrinseca di una rete completamente nuova vocedati), focalizzare i propri sforzi procedendo per gradi. E questa la filosofia su cui alcuni operatori e fornitori (come ad esempio Lucent) stanno lavorando da diversi mesi. E evidente che il primo operatore che lancerà efficacemente il servizio UMTS riuscirà a far convergere sulla propria rete la quota di mercato più significativa e pregiata. Ma è altrettanto noto che un lancio del servizio tardivo può compromettere la data del break-even. La sfida è ancora aperta. Operatori e fornitori sono ancora tutti in gara per dimostrare che la tecnologia di terza generazione è pronta oggi ed è in grado di aprire, così come ha fatto il GSM, le porte ad una nuova era della comunicazione. Le opinioni espresse dall autore sono personali e possono non coincidere con quelle della società

71 ... oltre il mercato... tecnologia wireless lan Vittorio Trecordi e Martino De Marco Ict Consulting Mentre gli operatori mobili in tutto il mondo si stanno adoperando per sviluppare la rete e i servizi di terza generazione, un altra tecnologia radio si sta imponendo all interesse della comunità tecnicoeconomica: Wi-Fi, nome convenzionale della tecnologia per le reti locali senza fili, standardizzata come Ieee b. Nata per soddisfare le esigenze di flessibilità nella realizzazione di reti locali che non vincolino gli utenti a collegare il terminale a una presa di rete, la tecnologia delle Wireless Lan è divenuta un veicolo interessante per offrire servizi di accesso Internet via radio a velocità elevata. Ad avvalorare questa opportunità sono una serie di elementi, tra cui la disponibilità di una tecnologia matura a costi contenuti e la tendenza dei costruttori di pc portatili a includerla nell equipaggiamento di base. Elementi decisivi sono la gamma delle frequenze radio (2,4Ghz negli Usa,ove sono considerate parte dello spettro Instrumentation Scientific Medical) e il fatto che non è prevista licenza, una possibilità determinante per le valutazioni del modello di business degli operatori, detti Wireless Isp (Wisp), che accarezzano l idea di offrire servizi di accesso Internet con Wi-Fi. Parallelamente alla prospettiva dei Wisp che si prefiggono di cavalcare il business model reso possibile dalla tecnologia Wi-Fi si assiste al fenomeno del guerrilla networking, ossia della costruzione bottom-up di reti che nascono dalla federazione di iniziative di alcuni entusiasti della tecnologia, mossi dallo spirito che animò i pionieri di Internet e prima ancora dei Bullettin Board Systems: condivisione delle risorse e accesso gratuito per tutti. Standard Le reti Wlan nascono dall esigenza di offrire un alternativa flessibile alle lan convenzionali, svincolando gli utenti dalla necessità di allacciare il terminale a una presa di rete via cavo. L attenzione è primariamente indirizzata alla comunicazione tra calcolatori nelle architetture applicative distribuite convenzionali, prevalentemente client-server, oltre alla possibilità di realizzare comunicazioni paritetiche tra sistemi terminali. Nel primo caso la rete si struttura analogamente alle reti cellulari della fonia mobile con delle stazioni radio base (Access Point) che garantiscono la copertura a tutte le postazioni mobili che occupano una determinata regione di spazio e che normalmente offrono un raccordo con le strutture cablate per connettere le postazioni mobili alla dorsale della rete. Nel secondo caso le postazioni terminali realizzano scambi di dati tra loro realizzando link punto-punto. La soluzione dominante nel mercato delle Wlan è stata standardizzata dall Ieee nel gruppo di lavoro nel luglio Come in tutti gli standard 802, in relazione al modello Osi, vengono specificati il livello fisico e il sottolivello Medium Access Control. A livello fisico, lo standard originario (Ieee ) aveva definito due alternative, operanti a frequenza di 2,4GHz, basate su tecniche trasmissive differenti: Frequency Hopping Spread Spectrum (Fhss) e Direct Sequence Spread Spectrum (Dsss). I sistemi spread spectrum sono impiegati per la loro robustezza, in quanto impiegano un gran numero di portanti narrowband localizzate in una vasta porzione dello spettro radio. Un sistema FHSS cambia portante a ogni slot secondo un pattern predefinito, mentre il Dsss utilizza codici pseudocasuali (chipping code) che associano un bit di informazione a un set di segnali trasmessi contemporaneamente su diverse portanti. All aumentare della lunghezza del chipping code cresce la robustezza del sistema di trasmissione, ma diminuisce la capacità del canale: lo standard definisce un chipping code di 11 bit, per un physical rate massimo di 2Mb/s. I sistemi Fhss solitamente operano alla velocità di 1Mb/s (anche se in caso di ambiente assolutamente privo di disturbi è comunque lasciata la possibilità di lavorare a 2Mb/s). L estensione b (approvata nel settembre 99) consente velocità di canale massima di 11Mb/ s, sempre in banda di frequenza a 2,4GHz e con copertura tipica di circa 150m nello spazio libero.

72 ... oltre il mercato... Physical rate di una connessione b in funzione della distanz a tra le stazioni (D. Malmkvist). È importante evidenziare che l overhead introdotto dal protocollo è di circa il 40%, per cui il data rate effettivo massimo risulta essere di 6Mb/s. Inoltre, è da considerare che lo spettro utilizzato (non protetto da licenza) è soggetto a interferenze ed errori di trasmissione che diminuiscono ulteriormente il throughput del sistema. I terminali b possono trasmettere anche a physical rate inferiori rispetto al massimo stabilito dallo standard (1Mb/s, 2Mb/s o 5,5Mb/s): la velocità di trasmissione viene dinamicamente adattata al livello di errore sul canale. Le maggiori prestazioni rispetto all si giustificano con l adozione di un estensione del Dsss, chiamata Hr-Dsss (High-Rate Dsss), in grado di ottimizzare l utilizzo dello spettro senza degradare eccessivamente la robustezza del sistema a (comunemente noto come WiFi5) opera nella banda di frequenza a 5GHz e consente un physical rate di 54Mb/s e può scalare a 6, 9, 12, 18, 24, 36 o 48Mb/s. Le massime prestazioni sono ottenibili solo in assenza di interferenza e a distanza limitata dal ricevitore, grazie all adozione di una complessa tecnica di modulazione, chiamata Ofdm (Orthogonal Frequency Division Multiplexing). L adozione della tecnica di modulazione Ofdm consente di contrastare in modo più efficacie rispetto alla tecnica spread spectrum il problema dei cammini multipli, in quanto si usano intervalli di guardia che assorbono le differenze tra i segnali ricevuti dai diversi cammini e ottenendo una semplice equalizzazione. Con Ofdm, una sequenza di simboli binari viene scomposta in più sottosequenze che vengono affidate a frequenza di cifra ridotta e in parallelo a portanti molto vicine tra loro grazie all ortogonalità che aiuta a mantenere bassa l interferenza intersimbolica, raggiungendo così una notevole efficienza spettrale (minimizzazione dello spettro impiegato). 30 Throughput (Mbps) Raggio dell area coperta dal servizio (m) Confronto tra le prestazioni di una rete a e b (Atheros) g è una proposta emergente, in corso di standardizzazione, proveniente da alcune aziende leader del settore: promette un physical rate di 54Mb/s alla frequenza di 2,4GHz e la compatibilità con b. L attuale bozza di standard prevede l impiego di sistemi con modulazione OFDM, ma accetta anche l implementazione di un evoluzione proprietaria (di Texas Instruments) della modulazione Dsss.

73 ... oltre il mercato... Ratified Standard Frequency Modulation Speed Backward Compatibility Forward Migration b g* a 2.4GHz 2.4GHz 5GHz DSSS OFDM OFDM 11 Mbps 20 + Mbps 54 + Mbps *Not yet ratified Le varianti dello standard IEEE per le Wireless LAN (WECA). Il protocollo Mac impiegato dalle Wlan è basato sulla tecnica Csma/Ca (Carrier Sense Multiple Access/Collision Avoidance), un estensione del noto protocollo di accesso al mezzo utilizzato dalle reti Ethernet (Csma/Cd, Collision Detection). La rete Ethernet alle origini si basava su una topologia fisica a bus, con collegamento passivo delle stazioni, attraverso l impiego di transceiver in grado di inserirsi sul cavo coassiale costituente il bus. Il mezzo trasmissivo condiviso era utilizzato per trasportare le comunicazioni tra tutte le stazioni collegate, risolvendo la contesa per l accesso al mezzo condiviso attraverso il Csma/Cd. Applicando questa tecnica, le stazioni rilevano lo stato di occupazione del canale di comunicazione prima di iniziare la propria trasmissione. Nel caso in cui il canale non sia impegnato, la trasmissione ha inizio, in caso contrario si attende che il canale si liberi. Il Csma/Cd prevede che la stazione che trasmette attivi una funzione di rilevamento della collisione, ossia d individuazione di sovrapposizione con altre trasmissioni contemporanee. La collisione non è completamente prevenuta, poiché la velocità di propagazione dei segnali è superiormente limitata. L azione preventiva delle collisioni del carrier sense è tanto più efficace quanto più la rete ha dimensioni contenute. Al rilevamento della collisione, la stazione cessa la trasmissione in corso e calcola l istante in cui ritentare l accesso al canale attraverso una procedura che introduce la casualità per evitare la ripetizione sistematica delle collisioni. Nell , l allocazione del canale viene effettuata tramite la funzionalità Distributed Coordination Function (Dcf), che presuppone che tutte le stazioni siano in ascolto del canale radio. Se il canale è libero, la stazione può trasmettere. Se invece il canale risulta occupato, la stazione attende la fine della trasmissione in corso e partecipa a una procedura di selezione casuale del prossimo trasmettitore. La stazione attende un tempo di attesa casuale prima di riprovare a trasmettere. Se scaduto il tempo di attesa il canale risultasse libero, la stazione effettua la trasmissione, in caso contrario attende per un ulteriore periodo. Il livello Mac dell è estremamente ricco di feature: esempio, definisce meccanismi per il controllo di sequenza e di errore e per il recupero delle trame danneggiate o perse. Inoltre, in caso di canale trasmissivo molto rumoroso, è supportato un meccanismo di frammentazione delle trame, che consente di minimizzare le ritrasmissioni. Il supporto del roaming (cioè la possibilità per un terminale mobile di attestarsi a Wlan diverse nel corso del tragitto) è gestito tramite la trasmissione periodica da parte degli Access Point di segnali di beacon, che permettono alle stazioni mobili di verificare la propria posizione e di decidere se continuare a mantenere l attestazione all Ap corrente o se richiedere l accesso a uno nuovo. Al fine di garantire l interoperabilità tra i prodotti dei diversi costruttori, è stato istituito il consorzio Weca (Wireless Ethernet Compatibility Alliance). Weca ha certificato oltre 200 prodotti Wi-Fi di circa 40 fornitori diversi, mentre la certificazione WiFi5 non è ancora disponibile: pertanto esistono problemi di interoperabilità su questa tecnologia per apparati di costruttori diversi. Frequenze I primi standard disponibili commercialmente ( e b) operano in frequenza di 2,4GHz che a livello internazionale dovrebbe essere destinata a uso Ism. Tale raccomandazione non è però stata recepita in modo uniforme nei diversi paesi, per cui la disponibilità di banda è difforme (segue

74 ... oltre il mercato... tabella). Negli Usa e (generalmente) in Europa vi sono 83,5 MHz allocabili a Wi-Fi, in Francia, Spagna e Giappone si riducono rispettivamente a 37, 30 e 26 MHz. La ridotta porzione di spettro allocata limita il numero di canali radio disponibili (lo standard fornisce 3 canali in una banda di 83,5MHz), imponendo un frequente riuso spaziale degli stessi canali con conseguente aumento del livello di interferenza reciproca. È da considerare che la banda a 2,4GHz è utilizzata anche dalla tecnologia Bluetooth e che quindi terminali Bluetooth e b causano reciprocamente interferenze distruttive. Il grafico confronta le prestazioni ottenute sperimentalmente su un sistema b in uno spazio esente da interferenze e in ambiente condiviso con terminali Bluetooth Data rate [Mbps] WLAN Free Space Distance from Access Point [log scale = meters] b w/ BlueToothActivity b No Bluetooth Activity Area di copertura e prestazioni di un sistema Wi-Fi in presenza di interferenze (Mobilian) Si può notare come già a una distanza di 10 metri dall Ap, le prestazioni ottenute dal terminale Wi-Fi in presenza di trasmissioni Bluetooth risulta gravemente compromessa. L uso della gamma di frequenze 5GHz consente di posizionare i segnali in una zona di frequenze meno affollata da altri segnali, ottenendo una maggiore robustezza del sistema di comunicazione. La figura mostra il dettaglio dell allocazione delle frequenze nella gamma 5GHz e la potenza massima consentita per le comunicazioni operanti in questa banda. Si osserva che esistono differenze tra l Europa, gli Usa e il Giappone in termini di allocazione delle frequenze e di potenze massime. Mentre negli Usa le frequenze fanno parte della banda Unlicensed National Information Infrastructure (U- Nii), in Europa le frequenze tra 5.15 e 5.35GHz sono allocate da Etsi alla rete Hiperlan. La banda U- Nii consente di realizzare sistemi a a 11 canali (a riuso spaziale), anche se gli apparati sono solitamente in grado di utilizzarne fino a otto. Alcuni sistemi proprietari sono in grado di affasciare più canali all interno della stessa cella, in modo da ottenere un data rate maggiore. Indoor use Giappone 160 mw EIRP USA (U-NII) 40 mw Pt 200 mw Pt 800 mw Pt Europa (HIPERLAN) 200 mw EIRP 1 Watt EIRP GHz EIRP: (Effective Isotropic Radiated Power) Allocazione delle frequenze nella gamma 5GHz

75 ... oltre il mercato... In Italia, è disponibile la porzione di spettro compreso tra 5,15 e 5,25GHz, mentre la restante banda è allocata al Ministero della Difesa. L utilizzo delle frequenze di tipo collettivo (radiolan hiperlan) è regolato dal DPR n 447 del 5/10/2001 che prevede il libero utilizzo di tali sistemi all interno di un fondo o di una proprietà privata (in questo caso non si richiedono autorizzazioni e canoni di utilizzo), mentre per attività di telecomunicazioni a uso privato che prevedono l attraversamento di suolo pubblico (es. per la connessione di due sedi aziendali attraverso una strada pubblica): in quest ultimo caso è richiesta una autorizzazione generale per lo svolgimento di un attività di telecomunicazioni a uso privato ed è previsto il versamento canone annuale. Recependo la normativa europea, sono fissati limiti stringenti alla potenza di emissione (100mW nella banda Ism). A oggi, è espressamente vietata l interconnessione con reti pubbliche e ciò ne impedisce di fatto l utilizzo a fini commerciali. Sicurezza nelle Wlan Gli aspetti inerenti alla sicurezza sono di fondamentale importanza per le tecnologie wireless, in quanto le comunicazioni non fanno uso di un canale fisicamente sicuro, ma della risorsa radio che per definizione è accessibile a chiunque. Infatti, anche in ambito indoor privato, il segnale radio non può essere facilmente confinato all interno dei confini del fondo, per cui le trasmissioni in atto possono essere facilmente captate da terminali in transito ai bordi. Il problema può essere in qualche modo limitato utilizzando antenne direzionali (che irradiano i segnali in un settore circolare piuttosto che in modo omni-direzionale), in modo da confinare il più possibile il segnale all interno della proprietà. La necessità di implementare meccanismi a tutela della sicurezza della comunicazione in ambito wireless si scontra con la ridotta capacità dei terminali mobili in termini di potenza di elaborazione e di autonomia energetica. Il Working Group ha definito alcuni meccanismi al fine di garantire la confidenzialità e il controllo degli accessi. I cardini del sistema di sicurezza sono la crittografia Wep (Wired Equivalent Privacy) e l autenticazione a chiave segreta condivisa tra tutti i client e l Access Point (Ska, Shared Key Authentication), anche se è possibile utilizzare un sistema di autenticazione aperto. Wep ha il compito di garantire la confidenzialità e l integrità della trasmissione. Impiega una chiave crittografica segreta di 40 bit (condivisi da tutti gli utenti della cella) e un Initialization Vector di 24 bit, generato ad ogni frame e trasmesso in chiaro nell header. La chiave e l Initialization Vector sono utilizzati dalla coppia di stazioni per codificare e decodificare le frame (crittografia simmetrica). Ogni frame contiene un header, l Initialization Vector (trasmessi in chiaro), il payload e l Integrity Check Value (crittografati): quest ultimo fornisce la garanzia dell integrità della frame ricevuta. Il trasmettitore impiega una chiave crittografica di 64 bit, formata dalla chiave condivisa e dall Initialization Vector generato per la trasmissione. Mediante un opportuno algoritmo, lo stream da trasmettere viene codificato e viene generato Integrity Check Value, trasmesso nella trama. Il ricevitore, utilizzando lo stesso algoritmo (chiave simmetrica) può decodificare la trama ricevuta e verificarne l integrità. Diversi sono gli elementi di vulnerabilità del Wep: dato che la chiave è condivisa tra tutti i trasmettitori, se una stazione viene violata la sicurezza dell intera rete è compromessa; il numero di combinazioni rese possibili dai 40 bit della chiave segreta è piuttosto esiguo se rapportato alla potenza di calcolo degli elaboratori attuali (brute force attack); il digest impiegato dal protocollo è piuttosto debole (si tratta dell algoritmo per la verifica di integrità delle trame, il Crc-32); è stata scoperta una vulnerabilità del protocollo che ha permesso la sua violazione in modo piuttosto semplice (un gruppo di ricerca ha dimostrato che è possibile portare attacchi con successo in meno di 15 minuti): la tecnica di attacco messa a punto da alcuni hacker è stata implementata in un programma pubblicamente disponibile (airsnort). Inoltre, è richiesto che l Ap autentichi il terminale, anche se la stazione mobile non è abilitata all autenticazione del nodo di rete cui è attestata. In questo modo è possibile simulare per un utente malintenzionato simulare l access point e quindi intercettare la trasmissione di un terminale mobile. Molti prodotti recenti incorporano perciò sistemi di sicurezza proprietari che estendono le funzionalità

76 ... oltre il mercato... di Wep. Uno dei più popolari è Tkip (Temporal Key Integrity Protocol), definito nell ambito dell Ietf, informalmente noto come Wep2, è basato su una chiave di 128 bit ed è compatibile con Wep, quindi vulnerabile agli stessi attacchi. Il Working Group 802 ha definito nel luglio 2001 la specifica 802.1X, che fornisce un framework per l autenticazione e la gestione delle chiavi (quindi non costituisce una soluzione completa per la sicurezza). Impiega l Extensible Authentication Protocol (Eap), che consente diverse modalità di autenticazione (username/passwork, Kerberos, X.509,...). Una soluzione completa dovrebbe arrivare solo con la definizione dello standard i, basato su Aes (Advanced Encryption Standard). In definitiva, attualmente la funzionalità messe a disposizione dagli standard per Wlan non sono sufficienti a garantire un elevato livello di sicurezza. Quindi, nel caso in cui si vogliano realizzare comunicazioni sicure è necessario implementare feature di sicurezza a livelli superiori, come ad esempio avviene per le Vpn sicure a livello Ip. Aziende che vogliono realizzare delle Mobile Intranet possono implementare le funzionalità Vpn sui terminali mobili e consentire il collegamento sicuro fino ad una sede dell azienda, transitando per la Wlan e per Internet. Altre proposte per Wlan Hiperlan/2 L Etsi/Bran (European Telecommunications Standards Institute/Broadband Radio Access Networks) ha sviluppato lo standard per le LAN wireless utilizzando per la versione 2 di HiperLan un livello fisico molto simile a quello della WiFi5 (Ofdm e banda 5GHz). Tuttavia si suppone di usare una tecnica di accesso a mezzo condiviso differente dal Csma/Ca e si impiega Atm per indirizzare primariamente i requisiti di qualità di servizio delle applicazioni isocrone. I primi prodotti Hiperlan/2 sono attesi nel corso dell anno 2003, ma sono già disponibili delle implementazioni prototipali. Hiperlan/2 è alla base delle attuali proposte di una nuova generazione di reti cellulari (4G), che promette di unire al controllo della QoS fornito dalle reti cellulari tradizionali, la flessibilità di utilizzo tipico delle Wlan. È inoltre in corso un progetto congiunto di Ieee e Etsi al fine di giungere ad un unico standard per Wlan a 100Mb/s, fondendo le specifiche a e HiperLan/2 (5GPP, 5GHz Partnership Project). Evoluzioni in ambito Ieee Anche l Ieee sta attualmente lavorando al fine di risolvere alcune problematiche emerse con l utilizzo degli standard In particolare, è in corso di definizione l d, che consente di estendere l impiego del b anche a frequenze diverse dai 2,4GHz.(banda non disponibile in tutti i paesi del mondo) e definirà il supporto alla QoS per reti : viene promosso un nuovo livello MAC che va a sostituire il Csma/Ca con uno schema di tipo Tdma (Time Division Multiple Access), in cui l accesso al canale condiviso è coordinato tra le stazioni sulla base di un meccanismo a priorità che supporta la QoS f consentirà il roaming tra Wlan senza perdita della connessione (così come avviene oggi nelle reti ) h ambisce a migliorare il controllo della potenza di trasmissione e la selezione canale radio in reti Estensione Scopo e Definisce le modifiche da apportare al livello Data Link (MAC) per il supporto e la gestione della qualità di servizio f Inter Access Point Protocol (IAPP) Roaming extension g Estensione dello standard b con velocità di trasmissione fino a 54 Mbps h Consente l approvazione dello standard a in Europa i Definisce le modifiche da apportare al livello Data Link (MAC) per migliorare i meccanismi di sicurezza e autenticazione (WEP-2) 802.1X Nuovo standard, presente anche in Windows XP, che consente l'uso di diversi metodi di gestione e autenticazione delle chiavi

77 ... oltre il mercato... Il mercato degli apparati L interesse per la tecnologia radio nelle Lan è destinato ad aumentare se si considera che il rapporto di costo tra le tecnologie Pcmcia per connessione radio e per connessione cablata stanno convergendo, a parità di prestazioni. Se si considerano i costi di impianti di cablaggio capillari oltre alla flessibilità possibile con il collegamento radio è naturale prevedere un forte sviluppo della tecnologia Wlan Cost Speed Confronto tra connessione PCMCIA radio e cablata (Atheros) Le prospezioni di sviluppo del mercato delle lan senza fili sono particolarmente promettenti, sia in termini di numerosità di interfacce di rete per le postazioni terminali, nella forma di schede per bus Pci miniaturizzate per essere alloggiate nei portatili o di schede Pcmcia, che di Access Point. Wireless NIC & Mini-PCI Forecast (all technologies/standards) [M units] IDC '01 In-Stat ' Stima di sviluppo del mercato delle Wireless Lan Le prospettive di successo di WiFi sono ulteriormente avvalorate dal fatto che Microsoft ha deciso di supportare in modo nativo b in Windows Xp. Wlan e Umts La comparsa a livello internazionale delle prime implementazioni di soluzioni Wlan in ambito pubblico hanno allertato gli operatori mobili, in particolare coloro che hanno conseguito licenze Umts (pagate a caro prezzo). Infatti, nel caso in cui fosse consentito l impiego di frequenze di tipo collettivo per servizi pubblici, gli operatori 3G si troverebbero a competere con soggetti (Wisp) che non hanno sopportato gli ingenti esborsi legati al conseguimento delle licenze Umts (canoni, non hanno obblighi di copertura del territorio (quindi possono accuratamente limitare l offerta del servizio alle aree a maggior redditività), che dispongono di una tecnologia dalle prestazioni indubbiamente superiori (almeno per i dati) e già ampiamente disponibile sui terminali (in particolare sui notebook, che non

78 ... oltre il mercato... implementano ancora la tecnologia 3G). La maggior preoccupazione degli operatori mobili è che gli utenti abbiano la possibilità di utilizzare ed apprezzare i servizi pubblici a larga banda in ambito Wlan prima dell arrivo dell Umts e quindi possano restare legati a quella tecnologia. Dal punto di vista tecnologico, gli standard Wlan e Umts/3G presentano forti elementi di differenziazione, tali da far emergere la possibilità di un dispiegamento complementare delle due soluzioni. Infatti, le caratteristiche di copertura, la tipologia di mobilità ed il data rate supportato rendono le Wlan particolarmente idonee in contesti caratterizzati da un addensamento di terminali nomadici (e contraddistinti da una limitata mobilità) che richiedono trasmissioni a larga banda, a prevalente beneficio di utenza business. Le Wlan pubbliche sono state inizialmente implementate nei terminali degli aeroporti, nei business center, in catene di hotel, ma la limitata copertura degli hotspot rende improponibile un dispiegamento a tappeto sul territorio. Lo standard 3G, che offre ai terminali una capacità trasmissiva assai più limitata, ha caratteristiche native di supporto alla mobilità e di copertura in ambito geografico, oltre che standard di sicurezza elevati e capacità di garantire la qualità della comunicazione (mentre le Wlan impiegano frequenze ad uso collettivo e quindi soggette ad interferenza). Caratteristiche di mobilità e velocità di trasmissione degli standard per reti wireless (Ericsson) 3G WLAN (5GHz) Data rate per utente kb/s 10 Mb/s Range 2km 200m Tipo di mobilità supportata Veicolare Nomadica Costo per base station US$ 1000 US$ Costo per terminale US$ US$ Licenza per uso dello spettro Necessaria Non necessaria Supporto della voce SI No Confronto tra le caratteristiche dell UMTS e delle WLAN a 5GHz (PA Consulting) Alcuni operatori mobili si stanno muovendo nell ottica di sfruttare la complementarietà tra le due tecnologie, mediante l implementazione di un accesso radio Wlan limitato ad alcune aree e sovrapposto alla copertura estensiva 2.5G-3G. L integrazione delle due tecnologie nei terminali mobili consentirebbe di rendere accessibile agli utenti il patrimonio di servizi ed applicazioni in corso di implementazione nel mondo 3G, alle migliori prestazioni rese possibili dalla posizione e dal livello di mobilità del terminale. La progressiva convergenza in atto anche nel mondo 3G verso il paradigma Internet (3GPP2) potrebbe subire un ulteriore accelerazione, spinta dall integrazione tra mondo Wlan e mondo 3G. In questo modo, gli operatori mobili potrebbero difendersi dalla concorrenza dei futuri WISP facendo leva sull ubiquità dei loro servizi. Limitando l analisi al mercato europeo, le tecnologie Wlan sono già ampiamente impiegate in ambito pubblico nei paesi scandinavi. Telenor (l incumbent norvegese) offre attualmente servizi inte-

79 ... oltre il mercato... grati Gprs/Wlan ed ha già previsto l implementazione di servizi Umts/Wlan: inoltre, è stato già avviato con i partner tecnologici un progetto per la specifica e la realizzazione di soluzioni di interworking Umts/Wlan. Anche Telia in Svezia offre un servizio Wlan in ambienti pubblici indoor (HomeRun) ed ha in corso sperimentazioni di soluzioni Gprs/Wlan. Sonera (in Finlandia) offrirà soluzioni Wlan integrate ai propri clienti 2.5G e 3G. Nel Regno Unito, British Telecom ha annunciato l implementazione di una Wlan pubblica, anticipando la regolamentazione sull utilizzo delle frequenze a 2,4GHz per scopi commerciali. Lo sviluppo delle rete prevede la realizzazione di 400 hot-spots entro il giugno 2003, che diverranno circa 4000 entro il giugno Saranno coperte le zone attorno ad aeroporti, stazioni ferroviarie, hotel, bar ed altri esercizi pubblici. Il data rate disponibile per utente arriverà fino a 500kb/s per l offerta di soluzioni avanzate di mobile office, wireless intranet, location services, mobile workforce, ecc,. Gli stessi applicativi saranno accessibili in modo integrato anche tramite connessioni alle reti 2.5G e 3G. Visto il proliferare di WISP e la necessità di offrire servizio ai propri clienti indipendentemente dalla loro posizione, cominciano a proporsi sul mercato ClearingHouse WiFi, cioè intermediari che pur non possedendo una copertura autonoma regolano il settlement finanziario tra provider che offrono il roaming sulla propria rete WiFi. Link utili IEEE b Working Group: Hiperlan/2 WECA (Wireless Ethernet Compatibility Alliance): WLANA (Wireless Lan Association): Wireless-Nets consulting services guide Mobilian: Consume.net: Seattle Wireless: Telia (HomeRun): British Telecom:

80 Via San Martino della Battaglia, Roma Tel Fax Digital divide: lo sviluppo riparte da Palermo Si è da poco conclusa a Palermo la conferenza internazionale E-Government per lo sviluppo organizzata dal Governo Italiano in collaborazione con l Onu e la Banca Mondiale. L evento ha richiamato la partecipazione - non solo simbolica - di 600 delegati, rappresentanti di Stati poveri e ricchi, di organismi internazionali per lo sviluppo, di esperti e di imprese impegnate sul fronte delle tecnologie e dei sistemi informativi per le pubbliche amministrazioni. Tra gli sponsor della manifestazione le multinazionali Cisco, Ibm, Sun, McKinsey, Nokia, al fianco di Engineering, Gruppo Telecom e Cos in rappresentanza della tecnologia italiana nella consulenza informatica e nelle telecomunicazioni. Al centro della due giorni di lavoro, lo snodo cruciale dello sviluppo digitale dei Paesi del Terzo Mondo. Pragmatico l approccio: il primo progetto concreto sarà infatti la realizzazione di un modello ad hoc di funzioni digitalizzate per le pubbliche amministrazioni dei Paesi in via di sviluppo. Su iniziativa del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato discusso il piano di azione internazionale sull e- Government che sarà presentato al prossimo G-8 in Canada su iniziativa del Governo italiano. Il piano di e- Government coinvolgerà Albania, Tunisia, Giordania, Mozambico e Nigeria, e per il suo avvio Onu e Banca Mondiale hanno già stanziato 9 milioni di dollari. Tunisia e Albania sono i Paesi che Engineering ha individuato per realizzare progetti a sostegno dello sviluppo dei servizi al cittadino e dell efficienza delle attività pubbliche. Le priorità emerse dagli incontri avuti dal Ministro per l Innovazione Lucio Stanca con il governo tunisino riguardano la realizzazione di sistemi di e-procurement che consentono l approvvigionamento di beni e servizi via Internet; in Albania invece si lavorerà soprattutto per i sistemi informativi demografici (anagrafe). Cosa bolle in pentola in Engiweb.com? La società del Gruppo Engineering specializzata in sicurezza e tecnologie Internet oriented ha varato alcune importanti iniziative, prima tra tutte l istituzione della Direzione Wireless, in cui si studieranno le nuove tecnologie per le telecomunicazioni (gprs, umts, ecc.) soprattutto per quanto riguarda i servizi verso l utenza. Engiweb.com ha anche lanciato una piattaforma per lo sviluppo di applicazioni di e-business che, consentendo rapidità di implementazione e bassi costi, rappresenta una valida alternativa ai costosi prodotti affermatisi in campo internazionale. Infine, Engiweb.com lancia PMI (Privilege Management Infrastructure). La soluzione è stata concepita per soddisfare una delle esigenze emergenti nel settore dei sistemi multicanale complessi: disporre di sistemi di autenticazione univoci per tutti i canali, che integrino le informazioni residenti nei diversi database di profili esistenti nell organizzazione aziendale.

81 Siemens Information and Communication Networks SpA Mobile Networks Viale Piero e Alberto Pirelli, Milano tel: fax: mail: - Siemens Information and Communication Networks S.p.A. rappresenta una delle maggiori realtà in Italia nel settore dell Information and Communication Technology con una presenza attiva in tutti i comparti delle telecomunicazioni: dal settore delle reti mobili a quello della trasmissione su fibra ottica e su ponte radio fino alle soluzioni di rete di commutazione e accesso per servizi voce, dati e IP; grazie alle sinergie con la Casa Madre è anche in grado di posizionarsi come azienda leader a livello mondiale offrendo sistemi e soluzioni avanzati e competitivi. L area Mobile Networks si occupa della ricerca, progettazione, realizzazione e vendita di soluzioni e servizi per operatori di telecomunicazioni mobili offrendo un intera gamma di apparati che consentono agli operatori stessi di mettere in esercizio, gestiree ottimizzare la propria rete: si pone quindi come fornitore chiavi in mano dell intero sistema cellulare. Nell ambito del Gruppo Siemens Mobile Networks rappresenta l unico centro di competenza per la realizzazione, sviluppo e fornitura a livello mondiale della tecnologia Radio Mobile, con particolare riferimento agli apparati costituenti la rete di accesso del sistema GSM, e cioè: le stazioni Radio Base (BTS, in grado di supportare i nuovi servizi dati basati su Wap e GPRS e predisposte alle evoluzioni future), i relativi sistemi di controllo e codifica (Base Station Controller BSC e Transcoders TRAU) e il sistema di Operation & Maintenance (OMC). Relativamente alle reti di terza generazione Mobile Networks, dopo aver sviluppato con Nec un ampia gamma di Nodi B (le base stations UMTS), ha avviato (con TIM e la stessa NEC) nella città di Padova la sperimentazione della comunicazione mobile di terza generazione, realizzando le prime chiamate voce, dati e video su una completa infrastruttura UMTS. I laboratori di Ricerca e Sviluppo di Mobile Networks dislocati presso la nuova sede di Cinisello Balsamo (MI) - si occupano dello studio, progettazione e sviluppo di sistemi radiomobili di seconda generazione (GSM) e di terza generazione (UMTS), stazioni radio per mobilità locale e servizi radiomobili privati, servizi di engineering di rete, pianificazione e ottimizzazione della copertura radio, service, programmi di ricerca europei e applicazioni di tecnologie avanzate. Le competenze maturate e consolidate in questo ambito sono state conseguite con un attività ultra-decennale, grazie allo sviluppo dapprima di sistemi radiomobili analogici TACS e poi, in tempi più recenti, di sistemi radiomobili digitali GSM 900, DCS 1800, PCS 1900, sia come stazioni radiobase (BTS) che come sistemi di interfaccia e controllo (BSC/ TRAU), sistemi di gestione della rete (OMC) e, in ultimo, stazioni radiomobili Micro-BTS e Pico-BTS, quest ultime particolarmente adatte a garantire uniformità di copertura radio in aree difficili (dark spots) e a servire aree con alta concentrazione di traffico radio (hot spot). I 1000 ricercatori impegnati nei laboratori di Cinisello Balsamo hanno un ruolo importante nel progettare e sviluppare la tecnologia 3G TSM (TD SCDMA) congiuntamente con China Academy of Telecommunication Technology (CATT). Poiché dal mercato cinese, particolarmente sensibile agli aspeti economici legati all introduzione delle tecnologie di terza generazione, viene richiesta l evoluzione verso le stesse mantenendo l attuale infrastruttura GSM, la tecnologia TSM ha come obiettivo specifico proprio quello di congiungere le tecnologie di terza generazione con l infrastruttura sopra citata e quindi sfruttare la rete GSM per offrire i nuovi servizi. Oltre a quanto sopra evidenziato, i ricercatori hanno anche la responsabilità della progettazione e sviluppo di hardware e software, dalla fase di analisi a quella di product integration, in accordo con gli standard di seconda e di terza generazione, per la rete di accesso radiomobile; partecipano a vari progetti condotti nell ambito dei programmi di ricerca EUREKA, ACTS, ESPRIT e IST e hanno rapporti di collaborazione, a livello tecnico e tecnologico, nell ambito di programmi europei, con qualificate aziende di telecomunicazione, con il CNR e le Università ed altri importanti organizzazioni di ricerca rappresentate da Enti di standardizzazione e normazione europee (ETSI, 3GPP). A livello internazionale Siemens Mobile Networks segue direttamente le attività estere partecipate da TIM o WIND, oltre che servire importanti Operatori in Spagna, Grecia, Malta, Iran, Armenia, Turchia, Cina, Cile e attualmente sta operando in Brasile, il mercato più promettente del Sud America, dove TIM ha acquisito alcuni operatori.

82 we make business straight.forward COLT Telecom SPA Sede legale Viale Jenner, Milano Tel: 02/ Fax: 02/ Numero Verde: COLT è il leader europeo nei servizi di telecomunicazione e Internet a banda larga per aziende. Il gruppo gestisce una rete europea in fibra ottica di chilometri, che collega 32 grandi città cablate, fra le quali Milano, Roma e Torino. Attraverso la rete in fibra ottica, ADSL e SHDSL, COLT offre una vasta gamma di servizi integrati di telecomunicazione e Internet per le aziende, per trasmissione dati e video, la telefonia e l accesso al web. Servizi Dati Circuiti cittadini, nazionali e internazionali, da 64 kbps fino a 10 Gigabit/s Interconnessione native LAN a banda larghissima, fino a 1 Gigabit/s Reti private virtuali Trasporto nazionale ed internazionale di segnali video a banda larga Servizi Internet Accesso a larga banda illimitata, 24 ore su 24, always on Hosting su piattaforme Unix, NT e Windows 2000 con connettività dedicata Housing con rack o aree dedicati Servizi a valore aggiunto: gestione mail, soluzioni di sicurezza, back up, storage e monitoraggio, streaming Consulenza e progettazione Assistenza 24 ore su 24 Le web farm di COLT offrono ad aziende e Internet Service Provider (ISP) le più evolute soluzioni di hosting e housing per l e-business e servizi di accesso a Internet, utilizzando la rete IP in fibra ottica di COLT, con collegamento diretto ai principali peering point europei e di New York. COLT è il partner ideale per l e-business: oltre server disponibili per l Italia nelle web farm di Milano, Torino e Roma. Servizi Voce Connessione diretta e portabilità del numero Accesso con preselezione del codice Portale vocale con informazioni su 500 milioni di abbonati in Italia e nel mondo Numeri verdi, ad addebito ripartito e a tariffa premio Servizi ultimo miglio COLT offre Accelerator, un pacchetto integrato che potenzia di 30 volte la tradizionale linea telefonica: fino a 2 Mbit/s per accedere rapidamente ad Internet, parlare, inviare e ricevere dati e fax. L offerta comprende: accesso a banda larga sempre disponibile e senza limiti di navigazione, router in comodato d uso installato e gestito da COLT, dominio, caselle personalizzate, web mail, indirizzi IP statici, spazio web per la creazione di siti, servizi voce con connessione diretta, portabilità del numero, numeri verdi e ad addebito ripartito.

83 TWO.NET CONNETTE LA CITTA PENSANDO A CHI CI VIVE. 2Net Spa è un azienda dedicata a realizzare le reti e le infrastrutture che permettono l erogazione di servizi a banda larga. Finanziata dal fondo Kiwi II e dalla finanziaria Neweb, collabora con le aziende locali pubbliche e private per alleanze di progetto e operative. 2Net spa Via Turati, Milano Tel: fax TeleAp Via Patroclo, Milano tel fax TeleAp Sponsor della manifestazione annuale riservata ai clienti Siebel. La seconda edizione di Siebel European User Week, basata sul modello della Worldwide User Week, si svolgerà a Barcellona dal 7 al 10 Aprile Questo importante meeting europeo destinato ai manager, ai project manager, ai developer e a tutti i professionisti dell IT offrirà un occasione unica per incontrarsi con gli Executive Siebel, i responsabili di prodotto, i partner Siebel ed i clienti provenienti da tutta Europa. L evento di quest anno si focalizzerà su come poter utilizzare Siebel 7 e clienti Siebel spiegheranno come stanno utilizzando Siebel 7 per i loro importanti progetti di ebusiness. TeleAp, in qualità di Siebel Premier Consulting Partner, è punto di riferimento sul mercato italiano nell ambito del CRM, non solo nel settore degli operatori telco, di cui è leader, ma anche nei mercati Finance e Utilities dove è presente con realizzazioni particolarmente complesse e funzionalmente efficaci. TeleAp (www.teleap.it), costituita da Olivetti nel 1995, opera come system integrator con un offerta completa di consulenza e soluzioni CRM ed Enterprise Interaction Management. TeleAp si qualifica come un partner di riferimento per la creazione e lo sviluppo di strategie di relazione con i propri clienti, ottimizzando il contatto non solo attraverso i mezzi tradizionali, come telefono, fax, , SMS, ma anche impiegando quelli più innovativi dell area Internet, esempio chat VoIP, Wap, in tutti i settori: dal Customer Service al Marketing, dalle vendite al Web/ Phone Banking e così via. TeleAp ha di fatto realizzato i più complessi progetti di Contact Center multimediali in Italia per dimensione, importanza e per strategicità del business.

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