AVALON - Added Value of Local Networking. Promotore Gesellschaft für soziale Unternehmensberatung mbh - gsub mbh

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2 Titolo AVALON - Added Value of Local Networking Capo progetto Contatto Dr. Reiner Aster Bettina Papenburg Promotore Gesellschaft für soziale Unternehmensberatung mbh - gsub mbh Indirizzo ufficiale Oranienburger Straße 65 D Berlin Tel: +49 /030/ Fax: +49 /030/ Indirizzi Sito Internet: Neu: Numero di Riferimento Accordo VS/2000/0774 D 59 Data di inizio Data finale Nome del Programma (contrattuale), (reale) (contrattuale), (reale) Preparatory Measures for a Local Commitment for Employment Misura N. 3 Copertura geografica Organizzazioni Partner: Partner associato: Il presente progetto coprirà le seguenti aree: Berlino, Amburgo, Londra, Cantabria e Roma / Catania Sicilia. D Johann-Daniel-Lawaetz-Stiftung UK Haringey Council and the College of North East London E Documenta I CIOFS-FP (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane Formazione Professionale) IR Dublin Territorial Employment Pact S Europaforum Stockholm 1

3 Breve presentazione dell'organizzazione a capo del progetto: Dal 1991, la Gsub opera in qualità di società fiduciaria ed ente erogatore di fondi alle imprese con il supporto del Land di Berlino. Attualmente la Gsub sostiene circa posti di lavoro. La Gsub sviluppa e realizza progetti europei, ovvero progetti che rientrano nell'ambito delle iniziative comunitarie ADAPT ed ECOS OVERTURE. La Gsub ha operato in qualità di coordinatore del patto territoriale per l'occupazione di Neukölln fin dal Ha ottenuto la certificazione DIN ISO 9001 e IQNet. 2

4 Indice: Pagina 1. Punto di partenza (Ipotesi) ed obiettivi del Progetto 6 2. Metodologia di autovalutazione Analisi descrittiva e comparativa Studio dei casi Benchmarking Scambio di esperti I partner transnazionali ed i rispettivi territori Londra: lo Haringey Council ed il College of North East London (CONEL) Amburgo: Johann Daniel Lawaetz Stiftung Cantabria: Documenta Instituto Europeo de Estudios Para La Formación y El Desarrollo 3.4. Sicila Catania: CIOFS FP Centro Italiano Opere Femminili Salesiane -Formazione Professionale 3.5. Berlino: Gsub Gesellschaft für soziale Unternehmensberatung mbh Dublino: Patti Territoriali per l'occupazione Stoccolma: Consiglio Municipale Europaforum Analisi comparativa dei territori Esempi di buone prassi mirate al coinvolgimento di imprese in partenariati locali - comprensivi dell'opinione degli esperti Londra-Haringey Il North London Stansted Partnership (NLSP) Runway to Work CREATE Iniziativa di formazione ed occupazione 59 3

5 4.2. Amburgo Round Tables (Tavole Rotonde) Un progetto per imprese in crisi della Camera di Commercio di Amburgo Hep Il programma di Amburgo per l'avviamento di imprese Cantabria Assegno di Servizio (Service Cheque) Spin-off accademico Sicilia Catania INTEGRA Cooperazione per il reinserimento di giovani a rischio di esclusione sociale Il settore della microelecttronica a Catania: il caso della ST Microelectronics Berlino La srategia rappresentata dai Patti del distretto di Berlino Creare la propria impresa Neue GründerZEIT Challenge Sostenere il cambiamentostrtturale a livello aziendale Dublino Il Patto di Dublino per l Occupazione Fastrack in to Technology (FIT) Ltd Stoccolma Kista Matching Handcraft Fattori chiave per il successo - Analisi comparativa degli esempi di buone prassi, comprensiva die pareri a cura degli esperti 5.1. Reti complementari partenariati di tipo pubblico-private e partenariati intersettoriali

6 5.2. Partecipazione attiva delle imprese locali Coinvolgimento delle grandi imprese e delle società controllanti Coinvolgimento delle piccole, medie e microimprese Progetti di avviamento di impresse creare nuove imprese a livello locale Regioni competitive imprese competitive Identità Aziendale (IA) e marketing di una regione Verso i fabbisogni della popolazione conciliare questioni economiche e sociali 5.6. Migliorare le competenze di base a livello locale ed aziendale Il ruolo del finanziamento Il significato della ricerca, della valutazione e degli obiettivi quantitivi Il ruolo dell intermediario Trasferabilità ed innovazione Summario Collaborazione transnazionale Valutazioni, Conclusioni and Raccomandazioni 6.1. Dalla teoria alla practica confronto tra I resultati ottenuti è gli obiettivi iniziali 6.2. Elaborare gli elementi di una strategia locale per l occupazione, di tipo trasferibile 6.3. Riflessioni sul processo di cooperazione transnazionale Valutazioni, Conclusioni and Raccomandazioni 7 Il processo di benchmarking: un confronto tra le regioni rispetto alle strutture del partenariato e agli aspetti innovativi

7 1. Punto di partenza (Ipotesi) ed obiettivi del Progetto Nell'introdurre la presente relazione conclusiva, ci pare opportuno ricordare alcuni degli obiettivi e delle ipotesi iniziali, già indicati nel modulo di domanda. Quindi, nel presente primo capitolo verranno illustrati nel dettaglio i problemi e le ipotesi che sono emerse durante la realizzazione del progetto. Nella domanda si partiva da due ipotesi per AVALON: A)Analizzare il ruolo svolto dal settore privato nei patti locali per l'occupazione, nonché dal sostegno alle micro imprese nei piani di avviamento all'impresa. B) Analizzare il problema delle prospettive occupazionali che si determinano grazie alla cooperazione tra partner diversi in settori che esulano dalla loro consueta sfera di influenza. L'obiettivo del progetto è stato individuato nell'analisi, valutazione e sviluppo dell'esperienza acquisita dal candidato e dai suoi partner in progetti di sviluppo locale, e/o patti territoriali per l'occupazione. Il Progetto AVALON si proponeva di individuare una strategia generale e trasferibile attraverso il raffronto di esempi di buone prassi realizzati nelle diverse regioni. Inoltre, era nostra intenzione pervenire ad individuare un metodo per favorire l'imprenditorialità nelle regioni caratterizzate da un elevato tasso di disoccupazione e da gravi problemi sociali 1. Una delle principali ipotesi proposte dal progetto AVALON è la seguente "Il coinvolgimento di imprese, il sostegno alle imprese per migliori prospettive occupazionali e l'integrazione di partner attivi a livello locale e delle loro risorse, costituiscono fattori chiave per il successo delle reti locali che tendono al miglioramento dell occupazione". La suddetta ipotesi principale necessita tuttavia di alcune note di commento e sotto-ipotesi fondamentali in relazione all'importanza assunta dal livello locale e dall'impegno imprenditoriale a livello locale. Secondo un'ipotesi iniziale, a livello locale vi sarebbero potenziali zone di crescita che presentano prospettive occupazionali positive ancora da identificare; in altre parole, esisterebbe un notevole potenziale di risorse ancora da sviluppare ed opportunità per la creazione di posti di lavoro suscettibili di sviluppo. Si tratta dunque di stimolare l'occupazione non soltanto intervenendo sulle condizioni macroeconomiche generali, ma anche a livello locale, ovvero, in concreto, nei circa comuni europei. 1 Si rimanda a tale proposito al Modulo di Domanda della Gsub Mbh, Progetto AVALON, «Detailed Discription of the project»,

8 Pertanto, ai fini dello sviluppo dell occupazione, si tende oggi ad attribuire grande importanza alle aziende a livello locale, in quanto molto spesso costituiscono i principali datori di lavoro nella zona, e per tale ragione esercitano un'influenza diretta sull'occupazione. Inoltre, nelle competenze degli enti locali ricadono aree in cui è possibile creare nuova occupazione. Tali enti sono evidentemente chiamati a svolgere un ruolo rilevante nello sviluppo dei partenariati per l'occupazione, nell'agire da stimolo e nello strutturare l'occupazione a livello locale, in quanto primo livello democraticamente eletto del sistema statale, quindi più vicino alla gente ed all'economia locale. Di recente, sono il settore sanitario e sociale, i servizi alle imprese, l'industria alberghiera e la ristorazione, le attività del tempo libero, quelle culturali e sportive ad aver registrato il più elevato tasso di crescita occupazionale nell'unione Europea 2. In altre tipologie di attività economiche a livello locale, come il commercio al dettaglio, l'edilizia ed i trasporti pubblici, ad esempio, la crescita occupazionale può essere attribuita al numero di nuovi posti di lavoro creati, piuttosto che ai tassi di crescita. Secondo i dati dell'unione (1998), il 99,8% delle imprese private era costituito da imprese di piccole e medie dimensioni; il 93,1% di queste era costituito da micro imprese (con un massimo di 10 dipendenti). Se considera il complesso delle imprese non-agricole, il 33,9% degli occupati è impiegato in tale tipologia di impresa. Sono inoltre queste le imprese che registrano una forte crescita occupazionale. In particolare, tali imprese si confrontano con problemi e difficoltà che possono venire più facilmente risolti a livello locale. Secondo un'ulteriore ipotesi, l'integrazione delle imprese a livello locale, l'offerta di strutture di sostegno (in particolare per le micro imprese, ma anche per quelle di piccole e medie dimensioni) a favore dell'avviamento di nuove imprese ma anche del consolidamento, della crescita e della sostenibilità, rappresentano fondamentali fattori di successo per una moderna politica occupazionale. Le capacità competitive delle singole imprese dipendono in una certa misura da quelle della rispettiva regione di appartenenza. Si tratta quindi di cercare di incrementare la competitività delle imprese già esistenti e consolidate, e di quelle di più recente creazione attraverso partenariati locali, nonché attraverso attività di "problem solving" a vantaggio delle singole imprese. Al fine di sfruttare appieno il potenziale occupazionale locale, occorre considerare le reali esigenze delle imprese locali. D'altro canto, le imprese locali sono a loro volta chiamate a dare il proprio contributo nella formulazione ed implementazione delle strategie per l'occupazione e lo sviluppo a livello locale, in quanto non è possibile dare una risposta adeguata alle esigenze dei reali destinatari esclusivamente attraverso approcci di natura governativa oppure esterni alle imprese. La partecipazione attiva di imprenditori ed imprenditrici nel campo dei partenariati per l'occupazione deve quindi non solo essere incoraggiata, ma è da considerarsi essenziale. Al fine di affrontare tali questioni in maniera comprensibile per i rappresentanti delle imprese ma anche per un più ampio pubblico, nella prima brochure sono stati formulati i seguenti interrogativi: 2 A tale proposito si rimanda all'avviso della Commission..."Acting locally for Employment", Bruxelles, 7 Aprile 2000, Commissione delle Comunità Europee. 7

9 Come coinvolgere le piccole e medie imprese, i commercianti e gli artigiani, le imprese in fase di avviamento e le aziende di grandi dimensioni nei patti locali e nei piani di azione? Qual è il valore aggiunto per le imprese, e - per converso - cosa possono offrire ai patti? Quale sostegno viene offerto dai patti, nella fattispecie per l avviamento di imprese a livello locale? In senso generale, quali sono gli indicatori del successo dei patti locali per l'occupazione? Inoltre, nella suddetta brochure, è stato definito un ulteriore obiettivo i cui risultati sono destinati alla Commissione: "Il principale obiettivo di AVALON consiste nel formulare raccomandazioni per la Commissione Europea e per le regioni europee in relazione a come coinvolgere e sollecitare l'impegno delle imprese private nei patti locali per l'occupazione in misura maggiore rispetto a quanto non avvenga oggi". Come può configurarsi, a livello locale, il contributo alla creazione di posti di lavoro ed a favore di uno sviluppo economico maggiormente sostenibile? Quali sono i fattori chiave e gli elementi di successo? Quali problemi possono emergere? Quali sono gli ostacoli da superare? 3 2. Metodologia di Autovalutazione Nel modulo di domanda sono stati previste le seguenti fasi in quanto momenti costitutivi dell'approccio metodologico adottato dal progetto AVALON: Workshop di apertura Newsletter Analisi comparativa e sinopsi Conferenza iniziale Scambio transnazionale di esperti Workshop finale Seconda conferenza finale Relazione finale Vario materiale di disseminazione I suddetti momenti si sono svolti secondo il programma prestabilito, fatte salve alcune limitazioni rappresentate dal pubblico invitato agli incontri ed agli scambi di esperti. 3 Brochure «AVALON», Versione inglese, Marzo

10 Non è stato possibile invitare tutti i partecipanti agli incontri pianificati per motivi finanziari. Per lo stesso motivo, il numero e la durata dei soggiorni degli esperti nelle varie regioni sono stati inferiori rispetto a quanto auspicato. Tuttavia, al fine di ottenere risultati di maggiore validità ed affidabilità, in occasione della prima conferenza svoltasi a Roma è stato deciso di introdurre elementi ulteriori quali il "Benchmarking" (analisi comparativa), e lo Studio di casi (Case studies) Analisi descrittiva e comparativa Al fine di comparare le regioni (a tale proposito si rimanda al Capitolo 3), si è ricorso a dati statistici relativi a: Popolazione totale Tassi di disoccupazione Tassi di occupazione Totale disoccupati di lunga durata Tassi di crescita del PIL Principali settori economici Inoltre, descrizioni qualitative di ciascuna regione hanno contribuito a fornire ulteriori informazioni ai fini del raffronto tra le regioni e le aree specifiche in cui sono stati svolti i progetti di buone prassi. In seguito al workshop di apertura, i candidati hanno provveduto a redigere una prima versione dell'analisi comparativa, basata sulle dichiarazioni dei partner e degli altri esperti rilasciate a Berlino in data 22 e 23 marzo, ed arricchita dal contenuto dei verbali del primo incontro. Il contributo di SEYFRIED (2001), presentato in occasione del suddetto workshop di apertura di Berlino ha fornito il quadro di riferimento teorico, come peraltro anche alcuni aspetti dell'opera di PUTNAM 4. L'obiettivo di tale primo raffronto consisteva nell'individuare, attraverso l'analisi di materiali diversi, i fattori chiave di successo delle attività a favore dell'occupazione a livello locale, in particolar modo di quelle legate al coinvolgimento delle imprese o del settore privato. Prima di procedere alla comparazione ed al clustering (raggruppamento) dei diversi temi e proposte, il primo capitolo della presente relazione propone un raffronto tra le regioni interessate dal progetto (a tale proposito si rimanda al capitolo 3). Tale prima analisi comparativa è stata sviluppata durante la fase di elaborazione del progetto sulla base di documentazione aggiuntiva e maggiormente dettagliata inviata dai partner al candidato, e sulla base degli input emersi nel corso degli incontri (workshop e conferenze). Tale metodo ha reso possibile l'identificazione di fattori chiave di successo, di percorsi per coinvolgere le imprese, e di elementi trasferibili nelle diverse regioni europee caratterizzate da profonde differenze. 4 Robert D. Putnam Making Democracy work Civic Traditions in Modern Italy, Princeton University Press

11 2.2. Casi di studio Gli esempi di buone prassi utilizzati come fonte dei dati impiegati per l'analisi comparativa possono essere definiti come classici casi di studio. Ciascun partner ha presentato uno o due esempi considerati esempi di "buone prassi" nella regione di appartenenza, relativi al coinvolgimento di imprese, o al sostegno all avviamento di imprese. Inoltre, nei vari studi è stata fornita una descrizione delle reti locali, delle istituzioni, delle diverse tipologie e qualità dei rapporti tra i partner, ecc., sulla base di esperienze, limiti e raccomandazioni sulla trasferibilità. Al fine di comprendere i principi alla base di tale approccio, può essere opportuno fornire qualche delucidazione sulla metodologia applicata nei casi di studio : In linea di principio, nello studio dei casi è possibile ricorrere indifferentemente ad un approccio qualitativo o quantitativo. Tuttavia, il metodo qualitativo e quello quantitativo non si escludono per natura a vicenda. I metodi qualitativi costituiscono un connubio di approcci razionali ed intuitivi in cui le esperienze personali occupano una posizione essenziale. Tendono a descrivere lo svolgimento di processi sociali, in contrasto con i metodi quantitativi, che invece affrontano le strutture sociali a partire da dati numerici5. Il ricorso congiunto ad entrambi i metodi può consentire di comprendere la realtà in maniera più completa. In generale, lo studio dei casi prevede sei fasi principali6: (1) delimitazione del caso, concettualizzazione dell'oggetto di studio (2) selezione dei fenomeni, temi o problemi (3) individuazione di gruppi di dati atti ad illustrare i temi (4) triangolazione tra osservazioni chiave e basi interpretative (5) selezione di interpretazioni alternative da sviluppare (6) sviluppo di affermazioni o generalizzazioni sul caso Secondo Patton (1990), le aspettative dell'unione Europea (in riferimento al progetto AVALON) possono essere definite come valutazione progettuale di sintesi. Le valutazioni di sintesi verranno giudicate nella misura in cui contribuiscono alle decisioni circa un programma, decisioni che generalmente hanno a che vedere con l'efficacia complessiva, il prosieguo, l'espansione e la riproduzione in altre sedi. Una relazione di valutazione di sintesi dovrà organizzare dati e risultati per la formulazione di raccomandazioni relative ad un programma. 7 Quindi, l'analisi iniziale delle valutazioni di sintesi risulta fortemente facilitata da un'esposizione chiara di come sia più utile presentare i risultati. 5 Van Maanen, J.(1979): Reclaiming Qualitative Methods for Organisational Research, In: Administrative Science Quarterly, Qualitative Methodology, Volume 24, Numero 4, Dicembre, pp Stake, R.E. (1994): Case Studies. In: Denzin, N.K., Lincoln, Y.S. (Ed.): Handbook of qualitative research. Thousand Oaks, London, New Dehli, pp Patton, M.Q. (1990): Qualitative evaluation and research methods. Newbury Park, London, New Dehli. 10

12 Le opzioni disponibili includono le seguenti, e possono venire combinate (a tale proposito si rimanda a pag. 377): Cronologia: Descrizione di ciò che è stato osservato in ordine cronologico, nel suo sviluppo nel tempo, dall'inizio alla fine. Ambientazioni diverse: Descrizione dei vari luoghi, siti, ambientazioni o ubicazioni (con relativo studio di caso per ciascuno), prima di passare ad un'analisi trasversale dei modelli di ambientazione. Tali osservazioni possono venire combinate per far luce su questioni chiave, rappresentando quindi l'equivalente dei quesiti primari di valutazione. Ai fini dell'analisi, la descrizione e l'interpretazione dei dati devono risultare nettamente separate. L'interpretazione prevede la spiegazione dei dati rilevati, la risposa a domande del tipo "perché ", l'attribuzione di importanza a determinati risultati, e la collocazione dei modelli, o andamenti, in un quadro analitico. Tuttavia, tali attività devono venire precedute da un momento descrittivo. La disciplina ed il rigore dell'analisi qualitativa dipende dalla presentazione di solidi dati descrittivi, ciò che viene spesso definita "descrizione particolareggiata", cosicché coloro che prenderanno visione dei risultati ottenuti possano comprenderli e trarre le proprie conclusioni. Sulla base di tali brevi indicazioni sulle questioni metodologiche, è stato raccomandato il seguente piano di azione: Breve descrizione delle buone prassi E opportuno presentare una breve descrizione della storia delle buone prassi. Occorre tuttavia sottolineare che la presentazione dei risultati dovrebbe essere strutturata sulla base del primo quesito di ricerca formulato nella proposta, ovvero: "Quali sono i fattori di successo per il coinvolgimento degli imprenditori nei patti per l'occupazione? Per trovare risposta a tale interrogativo sarà opportuno assicurare che gli esempi di buone prassi - peraltro piuttosto disomogenei per quanto attiene allo sviluppo economico - siano comparabili, almeno in una certa misura. Il Clustering dei casi Il clustering consentirà di identificare problemi tipici per aree diverse caratterizzate da una struttura comparabile. Potrà quindi essere possibile trasferire tali risultati anche ad altre regioni. Sarà dunque opportuno procedere ad un'analisi dei dati, concentrando l'attenzione su fattori di successo e problemi tipici, estrapolando dai dati quali siano le caratteristiche comuni a tutte le regioni e le aree di un determinato cluster, procedendo successivamente a descrivere i tre casi. 11

13 Identificazione dei fattori chiave di successo e dei problemi tipici per i tre clusters I possibili aspetti sui quali concentrare le analisi possono essere costituiti da esperienze positive, negative, ruolo degli occupati, aspettative e contributi degli stessi, problemi organizzativi o giuridici, ruolo delle imprese locali, aspettative e contributi delle stesse quindi, qualsiasi cosa possa contribuire a rispondere all'interrogativo principale. Raccomandazioni fondate sugli esempi di buone prassi Al fine di pervenire alla formulazione delle raccomandazioni, si è reso necessario ricorre a metodi di triangolazione ed ad osservazioni chiave. Lo sforzo principale si è concentrato sulla sintesi delle strutture e dei risultati tipici individuati. Tali sono stati i risultati degli studi condotti sui clusters, e, se del caso, sarà possibile pervenire ad individuare gli indicatori di successo dei patti locali per l'occupazione indipendentemente da condizioni strutturali specifiche. L'obiettivo risiedeva nel sintetizzare situazioni di tipo "win-win". In tale piano di azione è stato fatto ricorso sia ai metodi qualitativi che quantitativi, in combinazione con un approccio multi-metodologico Benchmarking In occasione della conferenza tenutasi a Roma, il Team AVALON ha preso la decisione di avviare un processo di benchmarking in quanto strumento aggiuntivo per valutare i diversi patti territoriali per l'occupazione coinvolti nel progetto. Alcune considerazioni di carattere generale possono contribuire a chiarire tale metodo: è noto come la pratica del benchmarking abbia avuto origine in Giappone, e sia oggi parte integrante di un moderno approccio al miglioramento della competitività. Uno degli approcci più comunemente usati, e forse uno tra i più efficaci, consiste nell'applicazione di un principio definito "Shukko", ovvero il temporaneo distaccamento dei dipendenti presso altre organizzazioni. Si tratta di un approccio di rotazione del lavoro utilizzato per la prima volta in Giappone in cui gli individui sono non solo incoraggiati ad apprendere i processi produttivi interni, ma anche a recarsi all'esterno dell'organizzazione per riportavi nuove prassi che contribuiranno ad aiutare l'organizzazione stessa a progredire. Tali distaccamenti vengono generalmente definiti "incarichi speciali". Negli Stati Uniti il benchmarking è stato per la prima volta introdotto dalla Rank Xerox nel 1979, benché alcuni sostengano che la prassi del "copiare" e lo spionaggio industriale esistano da lungo tempo. Ciò che distingue quest'ultimo dal benchmarking è che questo è legale, laddove l'altro processo non lo è. Mentre il benchmarking veniva prevalentemente utilizzato nel settore privato, è diventato oggi uno strumento comunemente impiegato anche dagli organismi del settore pubblico. 12

14 Il benchmarking è un processo che coadiuva la pianificazione strategica, e contribuisce a fissare obiettivi credibili e facilmente raggiungibili. E' inoltre di supporto all'apprendimento continuo ed al miglioramento della qualità. L'autovalutazione rappresenta un momento importante per un costante miglioramento dell'erogazione di servizi. L'innovazione è da sempre percepita in termini di prodotti e servizi tecnologici. Gli sforzi delle organizzazioni sono sempre stati tesi ad utilizzare le giuste tecnologie per raggiungere un vantaggio competitivo. Verso la fine degli anni '90, le condizioni di concorrenza sono mutate, grazie ad un più ampio accesso ad un know-how tecnologico sempre più economicamente accessibile. Nel contesto di una organizzazione moderna, quindi, l'innovazione ha a che fare con la capacità di fornire la dimensione aggiuntiva della qualità, che consentirà di differenziare un prodotto o un servizio grazie ad elementi quali novità ed originalità. Il grado di novità è legato al fattore temporale, e deve essere rinnovato e ricreato su base costante. Il benchmarking nel quadro del progetto Avalon Il progetto AVALON ha sviluppato un'ipotesi secondo la quale sono due i fattori chiave - tra molti altri - a svolgere un ruolo determinante nel garantire il successo dei patti locali per l'occupazione. In un processo di benchmarking sono i seguenti fattori a venire sottoposti a valutazione: coinvolgimento degli imprenditori gestione professionale attraverso un'azione di mediazione Il progetto ha riconosciuto che le particolari condizioni economiche e sociali di ciascuna area interessata dai patti/partenariati possono avere un impatto sul successo atteso. La forza o la debolezza della struttura organizzativa del partenariato locale rappresentano un fattore da includere nel processo di benchmarking. Il team del progetto doveva prendere una posizione chiara in ordine a cosa sottoporre al processo di benchmarking. Tutti i partner hanno concordato che il benchmarking doveva rappresentare lo strumento per gestire l'innovazione di processo. E' stato concordato che il progetto includesse i risultati dell'attività di benchmarking nella relazione finale, e proponesse raccomandazioni per azioni future. Le aree da sottoporre a benchmarking dovevano includere l'innovazione ed il funzionamento dei partenariati, in quanto caratteristiche chiave dei patti per l'occupazione. Il questionario di benchmarking includeva i seguenti temi: Condizioni occupazionali locali Funzionamento del partenariato/coinvolgimento del settore privato Gestione dell'innovazione/azione di mediazione 13

15 I partner avevano la facoltà di scegliere due modalità per la compilazione dei questionari: 1) i singoli partner erano tenuti a compilare un questionario che quindi veniva discusso in occasione di un incontro di partenariato. 2) i singoli membri del partenariato erano tenuti a riempire il modulo in modo indipendente e quindi restituirlo al manager del progetto Avalon perché fosse analizzato. Indipendentemente dall'approccio adottato, il manager del progetto AVALON doveva garantire che i questionari venissero compilati da rappresentanti di ciascuno dei seguenti settori: Settore privato Piccole e medie imprese (PMI) Organizzazioni non governative (ONG) Enti locali Istituti di formazione Mediatori Uffici/agenzie di collocamento. I questionari venivano riempiti attribuendo un punteggio ad ogni affermazione per livello di importanza, quindi in termini di valutazione di performance, con un valore massimo pari a 5. Questionario Condizioni occupazionali locali Il partenariato ha accesso a dati relativi alle condizioni economiche e sociali. 2 Il partenariato ha effettuato una buona analisi delle condizioni occupazionali locali, ivi compresi i bisogni formativi e la mancanza di competenze. 3 Vi sono gruppi target prioritari chiaramente definiti per le azioni locali a favore dell'occupazione. 4 Le azioni locali a favore dell'occupazione considerano le donne come gruppo prioritario. 5 Le azioni locali a favore dell'occupazione considerano le comunità nere e le minoranze etniche come gruppi prioritari. 6 Le azioni locali a favore dell'occupazione considerano i giovani come gruppo prioritario. 7 Le azioni locali a favore dell'occupazione considerano i profughi come gruppo prioritario. 14

16 8 Sono stati identificati settori occupazionali con un potenziale di crescita occupazionale. 9 La disoccupazione di lunga durata rappresenta un fattore critico, di natura prioritaria indipendentemente dalla performance economica locale. Funzionamento del partenariato / coinvolgimento del settore privato 10 Il partenariato include tutte le agenzie competenti, sia a livello strategico che operativo. 11 Tutte le agenzie inviano una rappresentanza adeguata, su base regolare, sia agli incontri strategici che operativi. 12 Il partenariato possiede una strategia chiara (piano di gioco) compresa da tutti i partner. 13 Il partenariato ha concordato ruolo e responsabilità per ciascuna agenzia. 14 Il partenariato ha sviluppato un sistema interno di comunicazione efficace. 15 Tutte le agenzie hanno impegnato risorse nel piano strategico e di azione concordato. 16 Il settore privato svolge un ruolo attivo negli incontri del partenariato riguardo le azioni locali a favore dell'occupazione. 17 Il coinvolgimento del settore privato vede essenzialmente la partecipazione di imprese di grandi dimensioni. 18 Il coinvolgimento del settore privato vede essenzialmente la partecipazione delle PMI. 19 Il settore privato è coinvolto esclusivamente a livello progettuale nelle azioni locali a favore dell'occupazione. 20 Il settore privato fornisce risorse in natura o in denaro a sostegno di progetti locali

17 Gestione dell'innovazione / azione di mediazione 21 Gli alti dirigenti delle agenzie del partenariato sono impegnati a favore dell'innovazione nelle iniziative locali per l'occupazione. 22 Viene messo a disposizione personale/ore di lavoro a sostegno dell'innovazione nelle azioni locali a favore dell'occupazione. 23 Il personale coinvolto nei progetti per l'occupazione possiede la creatività, la conoscenza e la base di competenze necessarie a sostenere l'innovazione. 24 La comunicazione e la collocazione sul mercato delle attività a favore dell'innovazione sono efficaci. 25 Vi è un elevato coinvolgimento dei partner nelle azioni innovative a favore dell'occupazione. 26 Vi è una chiara strategia destinata a diffondere i progetti innovativi nei programmi locali per l'occupazione. 27 Il ruolo di mediazione è di vitale importanza per il successo delle azioni locali a favore dell'occupazione. 28 Il ruolo di mediatore dovrebbe essere svolto da un'agenzia dotata di personale qualificato a svolgere tale ruolo. 29 Il ruolo di mediatore dovrebbe essere svolto da un'organizzazione partner ritenuta maggiormente in grado di ottenere risultati positivi. 30 I mediatori sarebbero tenuti ad avere una chiara ed ampia percezione della strategia innovativa di un partenariato locale per l'occupazione

18 2.4 Scambio di esperti Lo scambio di esperti è stato previsto al fine di pervenire ad una migliore comprensione del lavoro dei partner. Un esperto inviato da uno dei partner era tenuto a prendere parte alle attività quotidiane svolte da un altro partner, presso il quale era in visita. La visita consentiva agli esperti di acquisire familiarità con la struttura delle reti dei partner, raffrontarle con le strutture del rispettivo paese di appartenenza, e controllare se fosse o meno possibile trasferire l'approccio del partner in questione nella propria regione. Al termine dello scambio, gli esperti erano tenuti a redigere una relazione, indicando le proprie impressioni, e quanto dedotto dall'esperienza fatta, in riferimento agli obiettivi di AVALON. Al fine di garantire che i risultati fossero comparabili, in occasione della conferenza di Roma il team AVALON ha redatto un questionario, obbligatorio per tutti gli esperti: 1.1 Classificazione del caso (progetto) oggetto di studio Di cosa si occupa il progetto in via prioritaria? Quando è stato avviato il progetto? Il progetto è incentrato su un determinato campo/tecnologia/branca economica? Gode di sostegno finanziario pubblico? Chi sono i beneficiari principali? ad esempio Consulenza Trasferimento di know-how / qualificante / Qualificazione Coordinamento/networking Trasferimenti reali (infrastrutture, ovvero uffici) Trasferimenti o incentivi finanziari Statale/nazionale Statale/locale Pubblico (altro) Fondi UE Mezzi privati Individui Imprese Strutture locali Strutture regionali 1.2 Organizzazione del progetto Per quale motivo è stato avviato il progetto: un problema o un potenziale particolare Se sì, quale: 17

19 Quale dei partecipanti, se del caso, si è attivato in maniera particolare? Si è provveduto fin dall'inizio a formulare obiettivi specifici? Sono stati riscontrati problemi seri o condizioni particolarmente favorevoli durante la fase di insediamento del progetto? Se sì, quali: Quali? Come sono stati risolti? 1.3 Descrizione dei partecipanti e (se del caso) dei rispettivi collegamenti a livello locale? Grandi imprese (>250 dipendenti) Imprese/PMI ( dipendenti) Micro imprese (<11 dipendenti) Sindacati Camere Amministrazioni locali Amministrazioni per l'occupazione Istituti di consulenza Organismi di mediazione Istituti di ricerca/università Descrizione del tipo/numero/dimensioni/del collegamento locale? 1.4. Gli attori pubblici (ovvero le amministrazioni locali) svolgono un ruolo particolare tra i partecipanti? 1.5 Come descrivere il metodo di cooperazione tra i partecipanti? Reti Coalizione Più informali, da cooperazione caso per caso tra persone dello stesso livello - partecipanti operanti indipendentemente gli uni dagli altri Cooperazione maggiormente regolare sulla base di interessi definiti 18

20 Associazioni formalmente organizzate/fusioni Forme miste (ibridi) Osservazioni: Responsabilità definite e procedure decisionali 1.6 Quali sono i servizi o le risorse generalmente messe a disposizione del progetto dai partecipanti? Partecipanti/tipologie Servizi/risorse (sarebbe auspicabile una descrizione dettagliata) Grandi imprese (>250 dipendenti) Imprese/PMI ( dipendenti) Micro imprese (<11 dipendenti) Sindacati Camere Amministrazioni locali Amministrazioni per l'occupazione Istituti di consulenza Organismi di mediazione Istituti di ricerca/università 1.7 Quali problemi/obiettivi specifici dovevano venire affrontati dal progetto per conto dei partecipanti? Partecipanti/tipologie Grandi imprese (>250 dipendenti) Imprese/PMI ( dipendenti) Micro imprese (<11 dipendenti) Sindacati Istituti di ricerca/università Camere Amministrazioni locali Amministrazioni per l'occupazione Istituti di consulenza Organismi di mediazione Problemi/obiettivi 1.8 Vi è una situazione di concorrenza tra i partecipanti? Se sì, in quale contesto? 19

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