ISTITUTO ILONGAMOR. Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio. Estratti del Dossier di Ricerca:

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1 ISTITUTO ILONGAMOR Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio Estratti del Dossier di Ricerca: Quadro regionale di riferimento per l Innovazione, R&ST Ambito di riferimento: Regione Abruzzo Data: maggio 2007 Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 1

2 INDICE QUADRO REGIONALE DI RIFERIMENTO PER L INNOVAIONE, R&ST.4 1. POSIZIONAMENTO E PERFORMANCE DELL ITALIA SUL TEMA DELL INNOVAZIONE, R&ST European Innovation Scoreboard (EIS 2005) Analisi delle performance italiane nell ambito EIS L istruzione L innovazione e l imprenditorialità L applicazione di nuova conoscenza La proprietà intellettuale Un quadro di sintesi POSIZIONAMENTO E PERFORMANCE DELL ABRUZZO SUL TEMA DELL INNOVAZIONE, R&ST Infrastrutture, congiuntura, dinamiche e specializzazioni settoriali Le infrastrutture dei trasporti La congiuntura La dinamica e le specializzazioni settoriali La dinamica e le specializzazioni settoriali nelle aree obiettivo Il Regional Innovative Scoreboard (RIS 2005) L istruzione terziaria L occupazione nei settori ad alta e medio-alta tecnologia L incidenza della spesa pubblica e privata in Ricerca e Sviluppo Brevetti EPO ad alta tecnologia La spesa per l innovazione e le imprese che hanno innovato Il tasso di penetrazione dei siti aziendali e la diffusione di internet La natalità netta delle imprese Un quadro di sintesi...87 Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 2

3 3. ANALISI DEL GAP E DELLE PERFORMANCE SETTORIALI SUL TEMA DELL INNOVAZIONE, R&ST Il settore alimentare ed agro-alimentare Il settore abbigliamento-tessile Il settore pelletteria Il settore legno Il settore chimico Il settore plastica Il settore metallurgico-metallo Il settore elettrico-elettronico Il settore metalmeccanico Il settore commercio e servizi ANALISI DEL POTENZIALE INNOVATIVO DEI SISTEMI LOCALI DEL LAVORO ABRUZZESI L individuazione dei potenziali distretti tecnologici La localizzazione dei settori high-tech a medio contenuto tecnologico La localizzazione dei settori high-tech ad elevato contenuto tecnologico La percentuali di laureati sulla popolazione residente Il tasso medio di natalità delle imprese nel triennio Un quadro di sintesi L individuazione dei SLL leader per ognuno degli 11 settori produttivi oggetto d analisi I SLL leader per il settore agroalimentare I SLL leader per il settore tessile-abbigliamento I SLL leader per il settore della pelletteria I SLL leader per il settore legno I SLL leader per il settore chimico I SLL leader per il settore plastica I SLL leader per il settore metallurgico-metallo I SLL leader per il settore elettrico-elettronico I SLL leader per il settore metalmeccanico I SLL leader per il settore commercio I SLL leader per il settore servizi Un quadro di sintesi Allegato: il questionario d indagine per il settore chimico Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 3

4 QUADRO REGIONALE DI RIFERIMENTO PER L INNOVAZIONE, R&ST Il percorso di analisi riportato nel presente documento si fonda su due linee guida: L esigenza di indagare la performance innovativa della Regione Abruzzo in relazione a quella dell Italia e degli altri 24 paesi economicamente più progrediti. Ciò si spiega con la consapevolezza delle imprescindibili interconnessioni che caratterizzano uno scenario economico globalizzato, nell ambito del quale i sistemi territoriali regionali e locali misurano la propria capacità competitiva sui mercati internazionali. L intento è quello di studiare la performance innovativa della nostra regione anche nella sua articolazione locale e settoriale, indagando quindi il potenziale innovativo dei 19 Sistemi Locali del Lavoro abruzzesi e degli 11 settori produttivi individuati dal bando di gara. Questo approccio si fa carico quindi di ricostruire una mappa dell innovazione su scala subregionale, che si ritiene possa essere utili ai policy makers regionali e locali nella formulazione di efficaci politiche pubbliche per l innovazione. Il presente documento si struttura quindi in quattro parti: 1. Un indagine di tipo desk sul posizionamento del sistema Italia sul tema dell innovazione rispetto ai competitor europei (cap. 1). I risultati cui si perviene (sintetizzati nel par. 1.3) mediante l utilizzo dello strumento dell European Innovation Scoreboard consentono di confrontare la performance italiana con quella di altri 24 paesi sulla base di 5 categorie di indicatori: driver dell innovazione, creazione di nuova conoscenza, innovazione ed imprenditorialità, applicazione della conoscenza; proprietà intellettuale. Rispetto all annualità DocUP 2003 i dati EIS sono aggiornati all ultimo anno disponibile (2005). 2. l indagine di tipo desk inerente il posizionamento della Regione Abruzzo sul tema dell innovazione rispetto alle altre regioni italiane (cap.2). I risultati ottenuti (si veda il par ) mediante l applicazione del Regional Innovative Scoreboard (RIS) consentono di misurare la performance innovativa della nostra regione sulla base di 9 categorie (ambiti) di indicatori. Si noti come a supporto di questa analisi sia stato condotto uno studio sulla congiuntura economica e sulle dinamiche e le specializzazioni settoriali abruzzesi (cfr. par. 2.1). 3. l indagine di tipo desk (cap. 3) sulle performance innovative degli 11 settori produttivi indicati dal bando regionale (alimentare ed agro-alimentare; Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 4

5 abbigliamento-tessile; pelletteria; legno; chimico; plastica; metallico-metallurgico; elettrico-elettronico; metalmeccanico; commercio e servizi). L approccio in questo caso non è di tipo territoriale quanto di natura settoriale e consente di valutare: a) il posizionamento sul tema dell innovazione di un dato settore produttivo (ad es. il chimico) rispetto agli altri settori in primo luogo su scala europea (utilizzando i dati della ricerca pubblicata dal MERIT per conto della Commissione Europea) ed in secondo luogo su scala italiana (facendo ricorso all indagine ISTAT Statistiche sull innovazione delle imprese del giugno 2004); b) le criticità, i fabbisogni di innovazione e le priorità strategiche di ciascuno degli 11 settori in Abruzzo, con particolare riferimento alle aree ob.2, individuate nell ambito della precedente annualità 2003 del DocUP Programma Regionale per l Innovazione. Si noti peraltro che, rispetto alla suddetta annualità 2003, il nostro documento aggiunge una indagine di tipo field inerente il settore chimico e condotta su tutte le imprese regionali con più di 10 addetti localizzate in ob. 2 (cfr. par. 3.5) 4. l indagine di tipo desk sul posizionamento dei 19 Sistemi Locali del Lavoro abruzzesi (cap.4). Si tratta di una metodologia completamente nuova rispetto alla precedente annualità DocUP e relativamente alla quale non sono state riscontrate esperienze di studio simili a livello regionale. Essa ha consentito di: a) tracciare ipotesi verosimili sull esistenza di distretti tecnologici, classificando i 19 SLL in funzione di due categorie di indicatori attestanti rispettivamente il grado di specializzazione del SLL in settori ad elevato e medio contenuto tecnologico ed il grado di innovatività del sistema territoriale (cfr. risultati di sintesi contenuti nel par ). Il rilevante risultato cui si giunge è quindi la selezione di quelle aree regionali identificate come maggiormente capaci di accogliere tecnologia. b) individuare per ciascuno degli 11 settori produttivi - ivi inclusi quelli classificati come settori a basso contenuto tecnologico e quindi sostanzialmente esclusi dall indagine inerente i distretti tecnologici i SLL leader in Abruzzo, dove la leadership è stata ricavata combinando fattori indicanti il grado di specializzazione del SLL nel settore produttivo (tradizionalmente utilizzati negli approcci tesi allo studio delle specializzazioni produttive) con fattori indicanti il grado di distrettualizzazione tecnologica del SLL in oggetto (riprendendo la metodologia di cui al precedente punto a). Il risultato cui questo approccio conduce è una mappa dell articolazione locale dello sviluppo costruita non più esclusivamente sulla concentrazione di una determinata attività sul territorio ma anche sull attitudine di quel territorio ad accogliere innovazione tecnologica. Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 5

6 1. POSIZIONAMENTO E PERFORMANCE DELL ITALIA SUL TEMA DELL INNOVAZIONE, R&ST 1.1 European Innovation Scoreboard (EIS 2005) La European Innovation Scoreboard (EIS) occupa un posto di assoluto rilievo fra gli strumenti utili a rilevare le performance degli stati europei in tema di innovazione. Tale strumento d analisi, attraverso un apposito set di indicatori, permette di tracciare le performance delle singole nazioni dell Unione Europea, del Giappone, degli USA, della Bulgaria, della Romania, della Turchia, dell Islanda, della Norvegia e della Svizzera rispetto ai principali fattori trainanti dell innovazione tecnologica. L ultima versione della Scoreboard, pubblicata nel 2005, è composta da un set di 26 indicatori che vanno a sintetizzare i più importanti motori dell innovazione ed i relativi output. La maggior parte di tali indicatori è calcolata sulla base di dati Eurostat ma va osservato come il livello di aggiornamento di tali indicatori non sia omogeneo. Non è stato infatti possibile reperire lo stesso stato di aggiornamento temporale per ogni dato. Inoltre, quando nell ambito del confronto tra i vari indicatori si utilizza la dicitura media EU, per una questione di omogeneità temporale dei dati si fa riferimento alla media dei paesi dell Unione europea con la disponibilità di dati più recenti. Tali divergenze, unitamente al processo di revisione degli indicatori attuato nel corso degli ultimi anni, non ha però inficiato i risultati globali dell analisi che mostrano trend e risultati in linea rispetto alle evidenze empiriche comunemente riscontrate. Sulla scorta di quanto finora considerato, appaiono pertanto coerenti i risultati dell EIS 2005, in relazione all indicatore globale SII (Summary Innovation Index) che, da un lato classificano la Svezia, la Svizzera, la Finlandia, la Danimarca e la Germania fra le nazioni leader in tema di innovazione, dall altro nazioni quali Bulgaria, Polonia, Slovacchia, Romania e Turchia fra i paesi maggiormente deficitari in tale ambito. Passando all analisi della struttura della Scoreboard va osservato come nell EIS sia stato adottato un approccio che consenta un confronto fra gli elementi propulsori del processo di innovazione ed i rispettivi ritorni in termini di avanzamento della performance innovativa. Pertanto i 26 indicatori sono stati classificati in 5 categorie e divisi in 2 raggruppamenti logici: Input ed Output dell innovazione: 1) Input dell innovazione Driver dell innovazione: misura le condizioni strutturali relative al potenziale innovativo di una nazione, cioè gli elementi indirettamente correlati alla innovazione tecnologica. Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 6

7 Creazione di nuova conoscenza: misura gli investimenti in ricerca e sviluppo, considerati quali elementi chiave per lo sviluppo di una economia della conoscenza. Innovazione ed imprenditorialità: misura gli sforzi diretti delle aziende in tema di innovazione, quali elementi diretti della capacità di innovazione di un economia. 2) Output dell innovazione Applicazione della conoscenza: misura la performance dei settori innovativi in termini di occupazione e prodotti. Proprietà intellettuale: misura i risultati ottenuti in termini di sviluppo e tutela del knowhow. Nella tabella seguente è riportato il dettaglio dei 26 indicatori e delle relative fonti. TABELLA 1.1.1: SCHEMA INDICATORI EIS 2005 Driver dell'innovazione 1.1 Laureati in discipline tecnico-scientifiche Eurostat 1.2 Popolazione con istruzione post-secondaria Eurostat, OCSE 1.3 Tasso di penetrazione della banda larga Eurostat 1.4 Partecipazione alla formazione permanente Eurostat 1.5 Livello di istruzione giovanile Eurostat INPUT Creazione di nuova conoscenza 2.1 Spesa pubblica in R&S Eurostat, OCSE 2.2 Spesa privata in R&S Eurostat, OCSE 2.3 R&S nei settori a medio ed alto sviluppo tecnologico Eurostat, OCSE 2.4 Imprese beneficiarie di fondi pubbici per l'innovazione Eurostat (CIS) 2.5 Spese di R&S commissionate da aziende private all'università Eurostat, OCSE Innovazione ed imprenditorialità 3.1 PMI che sviluppano innovazioni in house Eurostat (CIS) 3.2 PMI che sviluppano innovazioni in cooperazione Eurostat (CIS) 3.3 Spesa per l'innovazione Eurostat (CIS) 3.4 Capitale di rischio iniziale Eurostat 3.5 Spesa in ICT Eurostat 3.6 PMI utilizzanti processi di cambiamento non tecnologici Eurostat (CIS) OUTPUT Applicazione della conoscenza 4.1 Occupazione nei servizi hi-tech Eurostat 4.2 Export di prodotti ad alta tecnologia Eurostat 4.3 Vendite di prodotti "nuovi per il mercato" Eurostat (CIS) 4.4 Vendite di prodotti "nuovi per l'impresa ma non nuovi al mercato" Eurostat (CIS) 4.5 Occupazione nel settore manifat. a medio ed alto sviluppo tecnologico Eurostat Proprietà intellettuale 5.1 Brevetti depositati EPO Eurostat 5.2 Brevetti depositati USPTO Eurostat 5.3 Brevetti Triadici Eurostat, OCSE 5.4 Nuovi marchi registrati a livello comunitario OHIM 5.5 Nuovi design registrati a livello comunitario OHIM Fonte: EIS 2005 Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 7

8 Proprio a seguito della suddivisione in indicatori di Input e di Output è possibile evincere dal seguente grafico quali siano i paesi con il miglior tasso di conversione fra l impegno nel promuovere azioni che favoriscono l innovazione ed i rispettivi risultati in tal senso. FIGURA 1.1.1: PERFORMANCE INDICATORI INPUT ED OUTPUT Fonte: EIS 2005 Nota: Austria (AT), Belgio (BE), Cipro (CY), Danimarca (DK), Estonia (EST), Finlandia (FI), Francia (FR), Germania (DE), Grecia (EL), Irlanda (IRL), Italia (IT), Lettonia (LV), Lituania (LT), Lussemburgo (LU), Malta (MT), Paesi Bassi (NL), Polonia (PL), Portogallo (P), Regno Unito (UK), Repubblica Ceca (CZ), Slovacchia (SK), Slovenia (SLO), Spagna (ES), Svezia (S), Ungheria (H). Com è messo in luce dal grafico soprastante, paesi quali la Svizzera, la Germania, il Lussemburgo e l Irlanda, posizionati al di sopra della diagonale, mostrano performance superiori negli indicatori di output rispetto a quelli di input dimostrando l efficienza delle politiche adottate in tema di innovazione. Tali performance appaiono maggiormente intelligibili incrociando i suddetti dati con quanto emerge dal sondaggio Innobarometer 2005 sulla domanda di innovazione in Europa: quest ultimo ha classificato le nazioni in oggetto sulla base del rispettivo interesse della popolazione nei confronti dell innovazione e dei prodotti innovativi ed ha correlato i risultati con il rispettivo rapporto performance di output/performance di input. I risultati sono stati i seguenti: 9 fra le 10 nazioni dell Unione Europea la cui popolazione dimostra un maggior interesse nei confronti dell innovazione e dei prodotti innovativi hanno un rapporto performance di output/performance di input superiore alla media; 7 delle 10 nazioni che dimostrano un minor interesse nei confronti dei prodotti innovativi hanno un rapporto performance di output/performance di input inferiore alla media. Ne segue come l attitudine di una popolazione nei confronti dell innovazione possa essere annoverata fra i parametri chiave per lo sviluppo di un efficace strategia di innovazione. Al fine di pervenire ad un indicatore unico che sintetizzi le performance di una nazione in tema di innovazione si è provveduto a sviluppare il SII (Summary Innovation Index) che Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 8

9 sintetizza in un unico dato le risultanze emerse dai 26 indicatori dell EIS. Inoltre, incrociando per ogni nazione i valori del SII con il tasso di crescita di tale indicatore, è possibile segmentare i paesi in 4 gruppi: 1. Paesi Leader: Svezia, Svizzera, Finlandia, Danimarca, USA, Germania e Giappone; 2. Paesi con performance nella media: Irlanda, Regno Unito, Francia, Lussemburgo, Belgio, Norvegia, Paesi Bassi, Italia, Austria, Islanda; 3. Paesi in risalita : Malta, Cipro, Grecia, Portogallo, Repubblica Ceca, Lituania, Lettonia, Slovenia ed Ungheria; 4. Paesi in declino : Turchia, Estonia, Spagna, Bulgaria, Romania e Slovacchia. FIGURA 1.1.2: CLUSTER DI NAZIONI Fonte: EIS 2005 Nota: Austria (AT), Belgio (BE), Cipro (CY), Danimarca (DK), Estonia (EST), Finlandia (FI), Francia (FR), Germania (DE), Grecia (EL), Irlanda (IRL), Italia (IT), Lettonia (LV), Lituania (LT), Lussemburgo (LU), Malta (MT), Paesi Bassi (NL), Polonia (PL), Portogallo (P), Regno Unito (UK), Repubblica Ceca (CZ), Slovacchia (SK), Slovenia (SLO), Spagna (ES), Svezia (S), Ungheria (H). Interpolando il tasso medio di crescita del SII, è possibile stimare come, tra i paesi al di sotto della media, solo per l Italia, la Slovenia e L Ungheria si preveda il raggiungimento entro il 2015 di un valore del SII pari alla media dei paesi dell EU25 mentre per gli altri paesi che attualmente fanno rilevare un SII al di sotto della media tale processo potrebbe richiedere dai 20 ai 50 anni. Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 9

10 L analisi sul SII può essere ulteriormente approfondita passando all analisi dei singoli indicatori dove, per ciascun indice, è possibile individuare i paesi leader in tema di innovazione, mettendo così in risalto i punti di forza delle nazioni più virtuose. TABELLA 1.1.2: I PAESI LEADER NEI SINGOLI INDICATORI EIS 2005 Indicatori EU25 EU15 Leader Europei US JP 1.1 Laureati in discipline tecnico-scientifiche IE (24.2) FR (22.2) UK (21.0) Popolazione con istruzione post-secondaria FI (34.2) DK (32.9) NO (32.3) Tasso di penetrazione della banda larga DK (15.6) IS (15.5) NL (14.7) Partecipazione alla formazione permanente SE (35.8) IS (31.7) CH (28.6) Livello di istruzione giovanile NO (95.3) SK (91.3) CZ (90.9) Spesa pubblica in R&S IS (1.37) FI (1.03) SE (1.02) Spesa privata in R&S SE (2.93) FI (2.45) CH (1.90) R&S nei settori a medio ed alto sviluppo tecn SE (93.7) DE (93.5) IT (91.1) Imprese beneficiarie di fondi pub. per l'innov. N/a N/a AT (19.2) FI (18.7) IT (14.8) Spese di R&S commissioonate da az. private all'univ LV (23.9) BE (12.7) DE (12.5) PMI innovative in house N/a N/a CH (54.8) IS (46.5) AT (44.7) PMI innovative in cooperazione N/a N/a HU (32.9) CY (22.6) FI (18.6) Spesa per l'innovazione N/a N/a CH (3.48) UK (3.35) MT (3.29) Capitale di rischio iniziale SE (0.081) FI (0.065) DK (0.063) Spesa in ICT SE (8.7) EE (8.6) MT (8.5) PMI utilizzanti processi di cambiamento non tecn. N/a N/a LU (74) DE (65) CH (63) Occupazione nei servizi hi-tech SE (4.85) IS (4.81) FI (4.68) Export di prodotti ad alta tecnologia MT (55.5) IE (29.9) LU (29.3) Vendite di prodotti "nuovi per il mercato" N/a N/a SK (10.9) PT (10.8) LU (9.1) Vendite di prodotti "nuovi per l'impresa ma non N/a N/a DK (25.6) DE (23.4) CH (20.5) nuovi al mercato" 4.5 Occupazione nel settore manifatturiero a medio ed DE (11.04) SI (8.94) CZ (8.71) alto sviluppo tecnologico 5.1 Brevetti depositati EPO CH (460.1) SE (311.5) FI (310.9) Brevetti depositati USPTO CH (188.3) SE (187.4) FI (158.6) Brevetti Triadici CH (110.8) FI (94.5) SE (91.4) Nuovi marchi registrati a livello comunitario LU (571.2) CH (180.0) AT (158.8) Nuovi design registrati a livello comunitario DK (199.1) CH (161.2) DE (147.1) Fonte: EIS 2005 Nota: Austria (AT), Belgio (BE), Cipro (CY), Danimarca (DK), Estonia (EST), Finlandia (FI), Francia (FR), Germania (DE), Grecia (EL), Irlanda (IRL), Italia (IT), Lettonia (LV), Lituania (LT), Lussemburgo (LU), Malta (MT), Paesi Bassi (NL), Polonia (PL), Portogallo (P), Regno Unito (UK), Repubblica Ceca (CZ), Slovacchia (SK), Slovenia (SLO), Spagna (ES), Svezia (S), Ungheria (H). Dalla tabella è possibile osservare come paesi leader nell innovazione quali Svezia, Finlandia, Danimarca, Germania e Svizzera siano presenti in circa il 60% delle posizioni di testa. Confrontando le performance dell Unione Europea con quelle degli Stati Uniti e del Giappone appare ancora notevole il divario fra l UE e tali paesi: in particolare sia gli Stati Uniti che il Giappone superano le performance dell UE in 11 indicatori mentre le performance europee risultano essere migliori delle statunitensi in 5 indicatori e migliori delle giapponesi in 4 indicatori. Rispetto a quanto finora emerso può apparire logico come un elevata performance in un indicatore sia da associare ad una valutazione positiva: ciò è senz altro vero in linea generale ma vi sono alcuni casi in cui tale asserzione risulterebbe fuorviante. In particolare, nel caso dei brevetti si assiste, nei nuovi Stati membri, ad un elevata attività di registrazione da parte degli affiliati locali di aziende multinazionali che hanno già registrato tali brevetti in altri paesi dell ovest dell Unione. Un altro indicatore che necessita una lettura più approfondita è senz altro la percentuale di investimenti in R&S nei settori a medio ed elevato impatto tecnologico: in particolare nel caso della Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 10

11 Finlandia la performance di tale indicatore è bassa in quanto tale paese già eccelle per quanto riguarda l ammontare delle risorse investite nel settore manifatturiero ad elevata tecnologia e pertanto si è optato per una politica che miri ad intensificare gli investimenti in R&S a favore dei settori a medio-bassa intensità tecnologica, dando prova dell esistenza di una vera e propria politica strategica degli investimenti in R&S. 1.2 Analisi delle performance italiane nell ambito EIS 2005 L analisi del SII (Summary innovation index) pone l Italia al 12-esimo posto della lista dei paesi più innovativi dell Unione Europea. Come analizzato in precedenza, l Italia rientra nel gruppo dei paesi con performance nella media, sebbene in tale segmento faccia rilevare il più modesto valore del SII. Passando dall analisi statica a quella dinamica si può rilevare un trend positivo, la cui moderatezza impone tuttavia la necessità di un rafforzamento della politica a sostegno dell innovazione, al fine di raggiungere gli obiettivi delineati dalla strategia di Lisbona. TABELLA 1.2.1: PERFORMANCE E POSIZIONE DELL ITALIA NEL SII E NELLE 7 DIMENSIONI CHIAVE Indicatori Valore Posizione EIS Summary innovation index (SII) 0,36 12 EIS Indice composito per i driver dell innovazione 0,26 21 EIS Indice composito per la Creazione della conoscenza 0,55 7 EIS Indice composito per l Innovazione e l imprenditorialità 0,29 20 EIS Indice composito per l Applicazione della conoscenza 0,43 11 EIS Indice composto per la Proprietà intellettuale 0,31 12 EXIS Indice per la Domanda di innovazione 0,43 13 EXIS Indice per la Governance dell innovazione 0,5 10 Fonte: EIS 2005 Considerando le 5 dimensioni chiave da cui è composto l EIS ed integrandole con 2 indicatori, Governance e Domanda d Innovazione rielaborati sulla base del report EXIS (Exploratory Approach to Innovation Scoreboards), è possibile confrontare visivamente, attraverso un grafico radar, le performance dell Italia rispetto alla media dei paesi dell UE mettendo in luce i punti di forza e debolezza della nazione. Dall analisi dei 7 indicatori dimensionali è possibile notare come per la Domanda d innovazione, la Governance, la Proprietà intellettuale e l Applicazione della conoscenza si riscontrino valori nella media europea. Valori al di sotto della media sono invece riscontrati nelle dimensioni dei Driver dell innovazione e dell Innovazione e imprenditorialità mentre è possibile rilevare una performance Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 11

12 superiore alla media europea per quanto riguarda la Creazione della conoscenza collocando il Paese al 7 posto fra i paesi dai migliori risultati in tale ambito. FIGURA 1.2.1: PERFORMANCE DELL ITALIA NELLE 7 DIMENSIONI CHIAVE Fonte: EIS 2005 FIGURA 1.2.2: PERFORMANCE DELL ITALIA RISPETTO ALLA MEDIA EU Fonte: EIS 2005 Approfondendo il livello d indagine, è possibile rilevare il livello di performance dei singoli indicatori italiani e confrontare tali risultati rispetto alla media europea al fine di poter meglio indagare circa le dinamiche interne alle singole dimensioni chiave di cui è composto l EIS. Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 12

13 Il grafico sopra esposto mostra il dettaglio dei 26 indicatori dell EIS per l Italia standardizzati rispetto ad un valore di media europea pari a 100. Appare preoccupante la performance relativa alla quota delle PMI che sviluppano innovazione attraverso la cooperazione, nonché quella sulla disponibilità del capitale di rischio, che spesso si rivela una delle fonti di finanziamento più importanti per lo sviluppo e la creazione di nuove imprese innovative. Altrettanto negativi appaiono i risultati degli indicatori relativi al livello di istruzione della popolazione italiana, fotografando un paese dove il numero di cittadini con un istruzione postsecondaria è pari a solo la metà della media UE. Infine, i dati relativi alla registrazione dei brevetti si dimostrano anch essi insoddisfacenti, spiegando in parte le difficoltà riscontrate dalle imprese nell export di prodotti ad alta tecnologia. Il grafico seguente mostra sull asse delle ordinate la performance dei 26 indicatori italiani in relazione alla media europea (pari a 100); sulle ascisse è indicata la variazione tra tasso di crescita nazionale e media UE. Il posizionamento degli indicatori (contrassegnati dai rispettivi codici, si veda Tabella 1.2.1) nei 4 quadranti indica, tra gli altri: un trend sensibilmente positivo per quelli relativi al livello di istruzione del Paese (1.1, 1.2, 1.3, 1.5,); un crollo dell indicatore relativo al capitale di rischio, tendenza che rischia di avere effetti critici sullo sviluppo del tessuto imprenditoriale. FIGURA 1.2.3: ANALISI DINAMICA DEGLI INDICATORI EIS PER L ITALIA Fonte: EIS 2005 Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 13

14 1.2.1 L istruzione Nell ambito dei drivers dell innovazione, l Italia si caratterizza per una performance mediocre in tutti gli indicatori riguardanti il livello dell istruzione della popolazione. Nello specifico, la quota di laureati in discipline tecnico-scientifiche si attesta ad un livello pari a solo il 65% della media europea; la performance concernente il numero di cittadini in possesso di un istruzione post-secondaria è addirittura pari solo al 53% della media europea ed infine anche l ammontare della popolazione che frequenta programmi di formazione permanente si attesta ad appena il 69% della media europea. Ciò è riconducibile ad una politica dell istruzione e sociale che non è stata in grado di contenere fenomeni quale la dispersione scolastica (pari al doppio della media europea 1 ), frutto di un vizioso intreccio fra lavoro nero e lavoro minorile e che ha contribuito alla circostanza per cui, secondo i dati diffusi nel 1999 dal CEDE, risulta che il 5,4% della popolazione fra i 16 e i 65 (pari ad un totale di persone) è analfabeta funzionale 2. Grafico : Indicatori sull'istruzione 40 Popolazione con istruzione post-secondaria (per 100 abitanti) CY LU LV AT HU CZ MT IT EE NL DE SI PL SK PT DK BE SE ES EU LT FI UK FR IE Laureati in discipline tecnico-scientifiche (per 1000 abitanti) Fonte: ns. elaborazioni su dati EIS 2005 Nota: Austria (AT), Belgio (BE), Cipro (CY), Danimarca (DK), Estonia (EST), Finlandia (FI), Francia (FR), Germania (DE), Grecia (EL), Irlanda (IRL), Italia (IT), Lettonia (LV), Lituania (LT), Lussemburgo (LU), Malta (MT), Paesi Bassi (NL), Polonia (PL), Portogallo (P), Regno Unito (UK), Repubblica Ceca (CZ), Slovacchia (SK), Slovenia (SLO), Spagna (ES), Svezia (S), Ungheria (H). 1 Fonte: Unidea S intende l alfabetismo funzionale come il possesso delle conoscenze e delle abilità nel leggere e nello scrivere che rendono un adulto capace di impegnarsi in modo efficace in quelle attività in cui la lettura e la scrittura sono normalmente intese nella sua cultura o gruppo di riferimento" (Unesco 1956) Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 14

15 Estendendo l analisi a livello europeo, si può osservare come le performance italiane nel campo dell istruzione siano assimilabili a quelle dei paesi dell Est-Europa, mentre la maggior parte dei paesi dell Ovest dell Unione si caratterizza per tassi di istruzione superiori alla media. In genere, è poi rintracciabile una correlazione positiva fra gli indicatori presenti sugli assi delle X e delle Y mentre tale correlazione viene ad essere più labile per quanto riguarda la percentuale di cittadini interessati dalla formazione permanente mettendo in risalto in alcuni casi (come ad es. la Francia) forti differenze fra le politiche dell istruzione e della formazione professionale. Analizzando i suddetti dati in maniera dinamica è interessante seguire l evoluzione temporale di tali indicatori per quanto riguarda l Italia e UE. Grafico : Evoluzione indicatori sull'istruzione Popolazione con istruzione postsecondaria (per 100 abitanti) IT 2000 IT 2001 IT 2002 EU 2000 EU 2001 EU Laureati in discipline tecnico-scientifiche (per 1000 abitanti) Fonte: ns. elaborazioni su dati EIS 2005 In tal caso è osservabile come l Italia tenda negli ultimi anni a ridurre le distanze con le performance europee specialmente per quanto riguarda il numero di laureati nelle discipline tecnico-scientifiche. Tale trend dovrebbe ulteriormente rafforzarsi anche alla luce delle riforme universitarie poste in essere negli ultimi anni volte a ridurre il numero di fuoricorso ed unitamente ad aumentare il numero di laureati. L obiettivo strategico di diffondere l istruzione universitaria e, più in generale, l istruzione giovanile viene poi confermato dalla lettura dell indicatore riguardante il livello di istruzione giovanile, rappresentato nel grafico sotto esposto. In tale ambito è possibile appurare come l Italia si attesti ad un livello poco al di sotto della media Europea facendo altresì registrare un trend positivo del 3,3% rispetto alla precedente rilevazione. Anche in tal caso, ed in misura ancora maggiore rispetto a quanto osservato in precedenza, gli effetti delle riforme del sistema scolastico italiano incidono in maniera positiva nei confronti della dinamica dell indicatore. Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 15

16 Grafico : Livello di istruzione giovanile UK SE FI SK SI PT PL AT NL MT HU LU LT LV CY IT IE FR ES EL EE DE DK CZ BE EU 0,0 20,0 40,0 60,0 80,0 100,0 Popolazione giovanile in possesso di un diploma di istruzione superiore (per 1000 abitanti) Fonte: EIS 2005 Nota: Austria (AT), Belgio (BE), Cipro (CY), Danimarca (DK), Estonia (EST), Finlandia (FI), Francia (FR), Germania (DE), Grecia (EL), Irlanda (IRL), Italia (IT), Lettonia (LV), Lituania (LT), Lussemburgo (LU), Malta (MT), Paesi Bassi (NL), Polonia (PL), Portogallo (P), Regno Unito (UK), Repubblica Ceca (CZ), Slovacchia (SK), Slovenia (SLO), Spagna (ES), Svezia (S), Ungheria (H) L innovazione e l imprenditorialità Un ulteriore area in cui l Italia mostra gravi deficit nella performance degli indicatori è quella relativa al rapporto fra imprenditorialità ed innovazione. Ciò è dovuto a dei valori piuttosto negativi relativi alla quota di PMI che sviluppano innovazioni in cooperazione, e soprattutto al basso ammontare di capitale di rischio messo a disposizione per le aziende, cifra che ha fatto inoltre registrare un vero e proprio crollo diminuendo del 56% rispetto all ultima rilevazione. Relativamente al rapporto fra lo sviluppo da parte delle PMI di innovazioni in house piuttosto che in collaborazione, è possibile mettere a confronto le differenti performance delle PMI europee riguardo a tali indicatori. Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 16

17 Grafico : PMI ed innovazione % di PMI che sviluppano innovazione in cooperazione 35% HU 30% 25% CY 20% FI DK 15% LT SE AT EU EE 10% FR BE SI DE PL NL LU UK EL PT LV 5% SK ES CZ IT MT 0% 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% 40% 45% 50% % di PMI che sviluppano innovazione in house Fonte: ns. elaborazioni su dati EIS 2005 Nota: Austria (AT), Belgio (BE), Cipro (CY), Danimarca (DK), Estonia (EST), Finlandia (FI), Francia (FR), Germania (DE), Grecia (EL), Irlanda (IRL), Italia (IT), Lettonia (LV), Lituania (LT), Lussemburgo (LU), Malta (MT), Paesi Bassi (NL), Polonia (PL), Portogallo (P), Regno Unito (UK), Repubblica Ceca (CZ), Slovacchia (SK), Slovenia (SLO), Spagna (ES), Svezia (S), Ungheria (H). In tal caso non è individuabile una chiara relazione fra lo sviluppo d innovazioni all interno dell azienda piuttosto che in collaborazione con altre imprese. Ciò è dovuto al gran numero di variabili che possono influenzare la scelta di un azienda verso un percorso di sviluppo di innovazione piuttosto che un altro (o alla scelta di attuarli entrambi) derivanti in parte anche dalle rispettive politiche nazionali in tale ambito. Nel caso dell Italia, ad esempio, è possibile spiegare la scarsa propensione alla collaborazione fra diverse imprese al fine dello sviluppo di prodotti/servizi tecnologici, attraverso una serie di fattori quali: la mancata diffusione capillare su tutto il territorio nazionale dei distretti industriali; il tessuto imprenditoriale italiano caratterizzato da un elevato numero di PMI che non hanno al proprio interno il know how per poter gestire in maniera efficiente le interrelazioni necessarie allo sviluppo fra più imprese di prodotti innovativi; l elevato ammontare di contributi pubblici per l innovazione, la cui erogazione non è legata allo sviluppo di forme di cooperazione fra le imprese beneficiarie. Un ulteriore analisi riguardante gli indicatori relativi agli impatti dell innovazione sul comportamento delle aziende, è quella relativa ai legami fra l ammontare del capitale di rischio iniziale, la spesa in ICT e la percentuale di PMI che sviluppano cambiamenti non tecnologici. In Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 17

18 tal caso è stato possibile reperire i dati relativi a tutti e tre gli indicatori solo per 15 paesi dell Unione Europea. Grafico : Indicatori di imprenditorialità 0,09% 0,08% % Capitale di rischio iniziale sul PIL SE 0,07% FI 0,06% DK 0,05% 0,04% BE FR 0,03% NL 0,02% PT DE ES AT 0,01% HU EL IT SK CZ 0,00% 4% 5% 6% 7% 8% 9% % Spesa per l'ict sul PIL Fonte: ns. elaborazioni su dati EIS 2005 Nota: Austria (AT), Belgio (BE), Cipro (CY), Danimarca (DK), Estonia (EST), Finlandia (FI), Francia (FR), Germania (DE), Grecia (EL), Irlanda (IRL), Italia (IT), Lettonia (LV), Lituania (LT), Lussemburgo (LU), Malta (MT), Paesi Bassi (NL), Polonia (PL), Portogallo (P), Regno Unito (UK), Repubblica Ceca (CZ), Slovacchia (SK), Slovenia (SLO), Spagna (ES), Svezia (S), Ungheria (H). Dall analisi di tali dati appare evidente come, eccettuate l Ungheria e la Repubblica Ceca, vi sia una decisa correlazione positiva fra l ammontare del capitale di rischio iniziale e la spesa in ICT. Infatti, un gran numero di nuove imprese innovative vedono nel capitale di rischio iniziale una delle principali fonti di finanziamento delle proprie attività ed inoltre proprio gli investimenti in hardware e software rilevano in maniera importante sull ammontare degli investimenti necessari per l inizio e lo sviluppo di tale attività imprenditoriale. Ne segue che laddove la disponibilità della suddetta fonte di finanziamento viene a languire (Italia, Spagna, Grecia, Austria) si assiste, unitamente ad una riduzione della spesa in ICT, ad un incremento del numero di imprese che sviluppano innovazione attraverso i più economici cambiamenti non tecnologici L applicazione di nuova conoscenza Gli ambiti in cui la performance relativa dell Italia risulta essere fra le migliori sono quelli della creazione e dell applicazione della conoscenza. Ciò è dovuto ad una performance decisamente superiore rispetto alla media europea nell indicatore relativo alla percentuale di Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 18

19 imprese che ricevono finanziamenti pubblici per l innovazione. Va però osservato come sia l ammontare degli investimenti pubblici che quelli privati siano al di sotto della media Europea (attestandosi rispettivamente ad un livello dell 88% e del 44% della media europea) e nonostante tale ammontare stia aumentando nel tempo e contribuisca alla riduzione della forbice nei confronti della media UE, tale incremento risulta essere alquanto marginale soprattutto per quanto riguarda la spesa in R&S delle imprese. In particolare, il trend degli investimenti in R&S per l Italia e la media UE è specificato nel seguente grafico: Grafico : Andamento delle spese in R&S % degli investimenti sul PIL 1,25 1,15 1,05 0,95 0,85 0,75 0,65 0,55 0, investimenti pubblici EU Investimenti privati EU investimenti pubblici Italia Investimenti privati Italia Fonte: ns. elaborazioni su dati EIS Incrociando le dimensioni degli investimenti privati e pubblici a livello dei paesi dell Unione Europea è possibile ottenere il pallogramma (grafico 1.2.7) dove il diametro è legato alla performance dell indicatore riguardante la percentuale di imprese che ricevono fondi pubblici. In tal caso è possibile rilevare una discreta correlazione positiva fra l ammontare della spesa pubblica e privata in R&S. In particolare, passando all analisi dei raggruppamenti strategici, è interessante notare come le performance migliori siano da attribuire ai paesi dell ovest Europa e come appaia anomala la posizione dell Italia, della Spagna e del Portogallo che si attestano invece sui livelli dei paesi dell est europeo. Va inoltre fatto rilevare come, fra i paesi che mostrano le performance peggiori rispetto alla suddetta analisi, l Italia sia fra le nazioni in cui una gran parte delle imprese godono di finanziamenti pubblici, circostanza che potrebbe in parte spiegare il basso livello di investimenti privati in R&S ( effetto spiazzamento ). Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 19

20 Grafico : Spese in R&S 3,50% 3,00% SE 2,50% FI % Spesa privata in R&S sul PIL 2,00% 1,50% 1,00% 0,50% LU SK ES BE CZ SI UK IT EU DE DK NL AT FR 0,00% MT LV CY EL PL PT EE HU -0,50% 0,00% 0,20% 0,40% 0,60% 0,80% 1,00% 1,20% % Spesa pubblica in R&S sul PIL Fonte: ns. elaborazioni su dati EIS 2005 Nota: Austria (AT), Belgio (BE), Cipro (CY), Danimarca (DK), Estonia (EST), Finlandia (FI), Francia (FR), Germania (DE), Grecia (EL), Irlanda (IRL), Italia (IT), Lettonia (LV), Lituania (LT), Lussemburgo (LU), Malta (MT), Paesi Bassi (NL), Polonia (PL), Portogallo (P), Regno Unito (UK), Repubblica Ceca (CZ), Slovacchia (SK), Slovenia (SLO), Spagna (ES), Svezia (S), Ungheria (H). Riguardo agli indicatori relativi all applicazione della conoscenza, l Italia si contraddistingue per una performance molto elevata riguardo alle vendita di prodotti nuovi per il mercato e vicino alla media europea per quanto riguarda la vendita di prodotti nuovi all impresa. A tal proposito va osservato come con la locuzione di prodotti nuovi per il mercato si faccia riferimento a nuove versioni dei prodotti già commercializzati da un azienda unitamente ai nuovi prodotti lanciati, mentre con la dicitura nuovi per l impresa si intendano i prodotti che sono nuovi per l azienda ma non per il mercato misurando in tal modo l adozione da parte delle aziende di tecnologie sviluppate in precedenza da altre aziende. Dall analisi del confronto europeo fra questi due indicatori non vi è però una correlazione negativa tra le performance degli indicatori relativi ai prodotti nuovi per il mercato e nuovi per l azienda non potendo pertanto supportare l affermazione in base alla quale le aziende che producono prodotti nuovi per il mercato sono necessariamente caratterizzate da una bassa quota di innovazioni acquistate all esterno dell azienda. Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 20

21 Grafico : Prodotti innovativi 30% % vendite di prodotti "nuovi per l'impresa" 25% DK DE 20% UK FI 15% PT BE FR 10% LT AT PL EL EU23 CZ EE IT 5% CY LU SI ES HU LV NL SK MT 0% 0% 2% 4% 6% 8% 10% 12% % di vendite di prodotti "nuovi per il mercato" Fonte: ns. elaborazioni su dati EIS 2005 Nota: Austria (AT), Belgio (BE), Cipro (CY), Danimarca (DK), Estonia (EST), Finlandia (FI), Francia (FR), Germania (DE), Grecia (EL), Irlanda (IRL), Italia (IT), Lettonia (LV), Lituania (LT), Lussemburgo (LU), Malta (MT), Paesi Bassi (NL), Polonia (PL), Portogallo (P), Regno Unito (UK), Repubblica Ceca (CZ), Slovacchia (SK), Slovenia (SLO), Spagna (ES), Svezia (S), Ungheria (H). Di qui la necessità di approfondire la modalità con cui le aziende innovano. In tale ottica va collocata l analisi sviluppata dal rapporto EXIS in cui le imprese vengono suddivise in: Innovatrici strategiche: aziende per cui l innovazione assume un ruolo rilevante nell ambito della propria attività imprenditoriale; Innovatrici intermittenti: aziende che sviluppano innovazioni in house laddove è necessario o si presenti un occasione favorevole; Modificatrici di tecnologia: aziende che modificano i propri prodotti già esistenti attraverso innovazioni di processo e reingegnerizzazione dei prodotti; Adottatrici di tecnologia: aziende che innovano attraverso l adozione di tecnologie sviluppate da altre aziende od organizzazione. Compilando le omologhe classifiche per rilevare la prevalenza relativa nei paesi UE di ciascun tipo di aziende si evince come l Italia si collochi all 8 posto nella classifica dei paesi per numero di aziende innovatrici intermittenti, al 7 posto nella classifica dei paesi per numero di aziende modificatrici di tecnologia ed al 10 posto ed al 16 posto nelle classifiche relative ad aziende innovatrici strategiche e adottatrici di tecnologie. Ne segue come l ottima performance italiana relativa all indicatore delle vendite dei prodotti nuovi per Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 21

22 il mercato possa essere ricondotta alla presenza di aziende che sviluppano innovazione al fine di differenziare la gamma dei prodotti attraverso processi di reingegnerizzazione piuttosto che a seguito di investimenti strategici in R&S. Ciò deporrebbe a favore dell opinione comune per cui i prodotti Italiani siano meno innovativi dei prodotti di altre nazioni quali ad es. la Germania che, pur ottenendo una performance peggiore dell Italia nell indicatore relativo alle vendite dei prodotti nuovi per il mercato, si caratterizza per una quota molto elevata di imprese classificabili quali innovatrici strategiche. FIGURA 1.2.3: CLASSIFICAZIONE DELLE IMPRESE PER MODALITA' DI INNOVAZIONE Fonte: EXIS La proprietà intellettuale Un aspetto strettamente legato agli investimenti in R&S, che può essere considerato come uno degli indicatori per quantificare i risultati derivanti da tali investimenti, è la registrazione di brevetti ad alta tecnologia. I brevetti, infatti, rappresentano la capacità di un paese di utilizzare le proprie conoscenze per produrre valore aggiunto e sono utilizzati dagli economisti come misura dell attività inventiva. Un motivo fondamentale, che porta una maggiore attenzione sui temi legati alla proprietà intellettuale, fa riferimento all affermarsi di un nuovo scenario economico internazionale in cui le dinamiche di competitività delle imprese dei paesi industrializzati sono sempre più legate ai contenuti tecnologici innovativi dei prodotti e meno ai fattori naturali (lavoro, materie prime,...). Poiché lo sviluppo delle tecnologie deriva dalla conoscenza, il principale vantaggio competitivo è insito nella capacità di costruire e gestire tale conoscenza attraverso la proprietà intellettuale. Con l esclusione dell indicatore riguardante il numero di nuovi design brevettati a livello comunitario, l Italia fa registrare una performance inferiore alla media europea in tutti gli indicatori riguardanti la salvaguardia della proprietà intellettuale. Ciò può Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 22

23 derivare dall attitudine delle imprese italiane ad innovare attraverso cambi non tecnologici piuttosto che ad investire in R&S al fine di poter in seguito sviluppare prodotti e servizi innovativi da rivendere all esterno. Il gran numero di brevetti relativi a nuovi design può essere ricondotto alla riconosciuta creatività italiana nel campo del design. Grafico : Indicatori di proprietà intellettuale 160,0 unità per milioni di abitanti 140,0 120,0 100,0 80,0 60,0 40,0 20,0 0,0 Brevetti depositati EPO Brevetti depositati USPTO Brevetti Triadici Nuovi marchi registrati a livello comunitario Nuovi design registrati a livello comunitario EU25 IT Fonte: EIS 2005 Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 23

24 1.3 Un quadro di sintesi La seguente tabella riassume graficamente le considerazioni svolte nel corso del capitolo in termini di performance degli indicatori EIS riguardanti l Italia. Tabella 1.3.1: SINTESI DELLA PERFORMANCE ITALIANA NEGLI INDICATORI EIS 2005 Driver dell'innovazione 1.1 Laureati in discipline tecnico-scientifiche 1.2 Popolazione con istruzione post-secondaria 1.3 Tasso di penetrazione della banda larga 1.4 Partecipazione alla formazione permanente 1.5 Livello di istruzione giovanile Creazione di nuova conoscenza 2.1 Spesa pubblica in R&S INPUT 2.2 Spesa privata in R&S 2.3 R&S nei settori a medio ed alto sviluppo tecnologico 2.4 Imprese beneficiarie di fondi publici per l'innovazione n/a 2.5 Spese di R&S commissionate da aziende private all'università Innovazione ed imprenditorialità 3.1 PMI che sviluppano innovazioni in house n/a 3.2 PMI che sviluppano innovazioni in cooperazione n/a 3.3 Spesa per l'innovazione n/a 3.4 Capitale di rischio iniziale 3.5 Spesa in ICT 3.6 PMI utilizzanti processi di cambiamento non tecnologici n/a Applicazione della conoscenza 4.1 Occupazione nei servizi hi-tech 4.2 Export di prodotti ad alta tecnologia 4.3 Vendite di prodotti "nuovi per il mercato" n/a OUTPUT 4.4 Vendite di prodotti "nuovi per l'impresa ma non nuovi al mercato" n/a 4.5 Occupazione nel settore manifatturiero a medio ed alto sviluppo tecnologico Proprietà intellettuale 5.1 Brevetti depositati EPO 5.2 Brevetti depositati USPTO 5.3 Brevetti Triadici 5.4 Nuovi marchi registrati a livello comunitario 5.5 Nuovi design registrati a livello comunitario Fonte: EIS 2005 Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 24

25 Si riportano nella tabella di seguito, i valori puntuali sui quali è stato basato il giudizio formulato nella tabella Tabella 1.3.2: SINTESI DELLA PERFORMANCE ITALIANA NEGLI INDICATORI EIS 2005 Driver dell'innovazione IT EU Laureati in discipline tecnico-scientifiche 7,4 12,2 1.2 Popolazione con istruzione post-secondaria 11,6 21,9 1.3 Tasso di penetrazione della banda larga 6,1 6,5 1.4 Partecipazione alla formazione permanente 6,8 9,9 1.5 Livello di istruzione giovanile 72,9 76,7 Creazione di nuova conoscenza 2.1 Spesa pubblica in R&S 0,60 0,69 INPUT 2.2 Spesa privata in R&S 0,55 1, R&S nei settori a medio ed alto sviluppo tecnologico 91,1 89,2 2.4 Imprese beneficiarie di fondi publici per l'innovazione 14,8 n/a 2.5 Spese di R&S commissioonate da aziende private all'università 3,8 6,6 Innovazione ed imprenditorialità 3.1 PMI che sviluppano innovazioni in house 28,8 n/a 3.2 PMI che sviluppano innovazioni in cooperazione 2,7 n/a 3.3 Spesa per l'innovazione 1,54 n/a 3.4 Capitale di rischio iniziale 0,005 0, Spesa in ICT 5,3 6,4 3.6 PMI utilizzanti processi di cambiamento non tecnologici 49,0 n/a Applicazione della conoscenza 4.1 Occupazione nei servizi hi-tech 2,93 3, Export di prodotti ad alta tecnologia 7,1 17,8 4.3 Vendite di prodotti "nuovi per il mercato" 8,1 n/a OUTPUT 4.4 Vendite di prodotti "nuovi per l'impresa ma non nuovi al mercato" 5,8 n/a 4.5 Occupazione nel settore manifatturiero a medio ed alto sviluppo tecnologico 7,42 6,60 Proprietà intellettuale 5.1 Brevetti depositati EPO 74,7 133,6 5.2 Brevetti depositati USPTO 30,3 59,9 5.3 Brevetti Triadici 13,5 22,3 5.4 Nuovi marchi registrati a livello comunitario 83,6 87,2 5.5 Nuovi design registrati a livello comunitario 129,2 84,0 Fonte: EIS 2005 Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 25

26 2. POSIZIONAMENTO E PERFORMANCE DELL ABRUZZO SUL TEMA DELL INNOVAZIONE, R&ST 2.1 Infrastrutture, congiuntura, dinamiche e specializzazioni settoriali Le infrastrutture dei trasporti In questa sezione andremo ad analizzare la dotazione infrastrutturale della Regione Abruzzo. Sarà in particolare analizzata la rete dei trasporti, focalizzando l attenzione su quelli stradali, ferroviari, aerei e marittimi; la performance della regione Abruzzo sarà confrontata in primo luogo con la media Italiana, del Sud, del Centro, del Nord-Est e del Nord-Ovest ed in seconda istanza con le performance relative alle province abruzzesi. Trasporti stradali Per avere un quadro significativo delle infrastrutture stradali è necessario considerare non solo il numero di chilometri di infrastruttura viaria presenti in Abruzzo rispetto al resto d Italia, ma anche la qualità di tali strade: in tal senso è utile riportare anche il numero di chilometri di autostrade a tre corsie. Dal primo grafico la performance abruzzese è maggiore rispetto alla media Italiana, a quella del Mezzogiorno, del Centro e del Nord-Est. Considerando però, il fattore qualità (grafico 2.1.2) oltre che quantità, l Abruzzo presenta un valore molto basso. Grafico : Trasporti stradali (Km di autostrade per 1.000Kmq di superficie territoriale) 35 31, ,2 19,2 16,7 21, Abruzzo Nord-Ovest Nord-Est Centro Mezzogiorno Italia Fonte: ns. elaborazioni su dati Istat 2003 Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 26

27 Grafico : Indice funzionalità trasporti stradali (Km di autostrade a tre corsie per 100 km di autostrade) ,6 29, , , Abruzzo Nord-Ovest Nord-Est Centro Mezzogiorno Italia Fonte: ns. elaborazioni su dati Istat 2003 Come si può notare dal grafico di seguito la distribuzione autostradale in Abruzzo vede le province di Teramo e Pescara al di sopra della media regionale, mentre L Aquila e Chieti sono ad un livello inferiore. La rete stradale abruzzese si estende lungo due direttive principali: la litoranea, che collega i centri costieri; e la transappenninica che collega il versante adriatico a quello tirrenico. Il fatto che L Aquila, pur essendo il capoluogo della regione, si trovi ad avere una dotazione stradale minore è dovuto al suo posizionamento rispetto a questi due principali assi stradali. Mentre infatti le province di Teramo e Pescara si trovano sulla direttiva della litoranea e Chieti su quella transappenninica, L Aquila è decentrata verso la parte più interna del territorio. Grafico : Trasporti stradali (Km di autostrade per 1.000Kmq di superficie territoriale) ,5 44, ,7 32, L'Aquila Chieti Pescara Teramo Abruzzo Fonte: ns. elaborazioni su dati Istat 2003 Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 27

28 Trasporti Ferroviari Anche nel caso delle infrastrutture ferroviarie, esaminando il chilometraggio della rete o la qualità della stessa si giunge a risultati diversi. Possiamo chiaramente vedere dal grafico 2.1.4, come la dotazione di infrastrutture ferroviarie abruzzese sia in linea con la media italiana, con un valore maggiore rispetto al Nord-Est ed al Mezzogiorno. Nel grafico 2.1.5, invece, dove la qualità di tale rete è rappresentata dal chilometraggio a binario doppio, l Abruzzo si contraddistingue per la performance più bassa in assoluto rispetto alle ripartizioni territoriali con cui è confrontato. Grafico : Trasporti ferroviari (Km di rete ferroviaria F.S. per 1000 kmq di superficie territoriale) , ,3 46,2 53, Abruzzo Nord-Ovest Nord-Est Centro Mezzogiorno Italia Fonte: ns. elaborazioni su dati Istat Gragico : Indice di funzionalità dei trasporti ferroviari (Km di rete F.S. a binario doppio per 100 Km di rete ferroviaria) 50,3 54,6 39,8 39, ,8 25,1 Abruzzo Nord-Ovest Nord-Est Centro Mezzogiorno Italia Fonte: ns. elaborazioni su dati Istat 2004 Nel grafico la performance della regione viene specificata per provincia. In questo caso la provincia dell Aquila risulta avere la performance maggiore rispetto alle altre province. Se però ci rifacciamo alla figura 2.1.1, riportata di seguito, possiamo osservare come le tratte che Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 28

29 interessano la provincia dell Aquila non facciano parte dell asse ferroviario principale, che invece si estende attraverso le province di Pescara e Teramo. Inoltre, buona parte di questa è classificata come rete non elettrificata (sulla mappa è riportata con una linea tratteggiata). Grafico : Trasporti ferroviari (Km di rete ferroviaria F.S. per 1000 kmq di superficie territoriale) ,6 38,9 44,4 38, , L'Aquila Chieti Pescara Teramo Abruzzo Italia Fonte: ns. elaborazioni su dati Istat 2004 FIGURA 2.1.1: LA RETE FERROVIARIA IN ABRUZZO Fonte: RFI Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 29

30 Trasporti aerei La regione Abruzzo è dotata di un unico aeroporto presso la provincia di Pescara. Dal grafico si vede come la performance abruzzese è nettamente al di sotto della media italiana. Grafico : Trasporti aerei (Superficie delle piste degli aeroporti per kmq di superficie territoriale) ,5 28,1 18, , ,2 5 0 Abruzzo Nord-Ovest Nord-Est Centro Mezzogiorno Italia Fonte: ns. elaborazioni su dati Istat 2003 Passando all analisi del traffico aereo di passeggeri in transito presso l aeroporto di Pescara va però riscontrato come ci si trovi di fronte ad una dinamica positiva di tale indicatore. Nello specifico, tale crescita, moderata dal 96 al 2000, ha avuto un picco verso l alto dal 2001 al 2002 ed una crescita più lieve ma sempre significativa dal 2003 al FIGURA 2.1.2: AEROPORTO D'ABRUZZO, ANDAMENTO PASSEGGERI (VALORI ASSOLUTI) Fonte: Assaeroporti Trasporti marittimi Le infrastrutture marittime abruzzesi, eccettuate quelle presenti nella zona centrale della costa abruzzese, sono ad un livello nettamente inferiore rispetto al resto Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 30

31 d Italia. Nel grafico si può osservare come la provincia di Chieti sia quella maggiormente dotata di tali infrastrutture, mentre la provincia di Pescara pur potendo contare su un capologuo che si affaccia sul mare mostra una performance medio-bassa. Tale risultato può essere in parte giustificato dalla presenza dell aeroporto in questa provincia. Grafico : Trasporti marittimi (Superficie dei piazzali dei porti per kmq di superficie territoriale) , ,9 69,3 63, ,1 21,2 Abruzzo Nord-Ovest Nord-Est Centro Mezzogiorno Italia Fonte: ns. elaborazioni su dati Istat Grafico : Trasporti marittimi (Superficie dei piazzali dei porti per kmq di superficie territoriale) 22, ,1 13,9 9, Chieti Pescara Teramo Abruzzo Fonte: ns. elaborazioni su dati Istat La congiuntura Prima di entrare nel merito dell analisi congiunturale relativa ai principali settori individuati dalla regione Abruzzo, sarebbe opportuno esporre alcune brevi considerazioni sul valore aggiunto regionale. Dal grafico osserviamo che il valore aggiunto del settore agricolo è in percentuale maggiore in Abruzzo che in Italia dove invece hanno più rilevanza i servizi. Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 31

32 Grafico : Confronto composizione % del Valore aggiunto fra Abruzzo ed Italia Italia 3% 4% 27% 28% Abruzzo Agricoltura, Silvicoltura e pesca Industria Servizi 68% 70% Fonte: ns. elaborazioni su dati CRESA: Rapporto sull economia abruzzese 2005 Se suddividiamo il totale del valore aggiunto per provincia possiamo rilevare come Chieti produca la percentuale maggiore di tale valore (32%) seguita da Pescara, Teramo ed infine L Aquila. Grafico : Valore aggiunto per provincia 21% 32% L'AQUILA TERAMO PESCARA CHIETI 23% 24% Fonte: ns. elaborazioni su dati CRESA: Rapporto sull economia abruzzese 2005 Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 32

33 Nel grafico si analizza il trend del valore aggiunto scomposto per settori. Da tale grafico risulta che il peso, sul totale economia, del valore aggiunto dell agricoltura è leggermente diminuito passando da un 3,9% nel 2001 ad un 3,7% nel Quello dei servizi è aumentato di un punto percentuale e quello dell industria è diminuito di mezzo punto. Tale lettura però ci potrebbe portare a delle conclusioni non totalmente corrette se non fosse tenuto in considerazione anche l andamento dei valori assoluti riportati nel grafico Attraverso la lettura di tale grafico, infatti, si può comprendere come la diminuzione percentuale del peso del valore aggiunto del settore agricolo ed industriale sia dovuta esclusivamente ad un aumento più che proporzionale del valore aggiunto del settore dei servizi. Infatti, considerando la variazione assoluta dei dati, sia il valore aggiunto del settore agricolo che di quello industriale sono aumentati dal 2001 al Grafico : Trend della composizione % del valore aggiunto dei settori 100% 80% 60% 40% 20% 0% Agricoltura, Silvicoltura e pesca Industria Servizi Considerando infine il valore aggiunto ed il suo trend per ogni provincia si osserva come la provincia di Chieti abbia il valore più alto per quanto riguarda il settore industriale ma un trend di crescita percentuale maggiore per quanto riguarda il settore dei servizi. Pescara risulta avere il maggior valore aggiunto per quanto riguarda i servizi ed il secondo trend di crescita percentuale, sempre in questo settore, dopo Chieti. L Aquila risulta avere un trend di crescita molto modesto in tutti e tre i settori. Teramo si distingue per avere un trend percentuale negativo nel settore industriale. Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 33

34 Grafico : Ripartizione % del Valore Aggiunto per provincia 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Teramo Pescara L'aquila Chieti Abruzzo Agricoltura, Silvicoltura e pesca Industria Servizi Fonte: ns. elaborazioni su dati CRESA: Rapporto sull economia abruzzese 2005 Grafico : Trend del valore aggiunto per settore della regione Abruzzo Valore aggiunto (in milioni di euro) Agricoltura, Silvicoltura e pesca Industria Servizi Totale Fonte: ns. elaborazioni su dati CRESA: Rapporto sull economia abruzzese 2005 Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 34

35 Grafico : Variazione % dal 2001 al 2003 del valore aggiunto per provincia 18% 16% 14% 12% 10% 8% 6% 4% 2% 0% -2% -4% L'aquila Chieti Pescara Teramo Abruzzo Agricoltura, Silvicoltura e pesca Industria Servizi Totale Fonte: ns. elaborazioni su dati CRESA: Rapporto sull economia abruzzese 2005 A questo punto non resta che incentrare l attenzione sui principali settori individuati dalla Regione Abruzzo, senza tuttavia tralasciare la ricostruzione di un quadro di sintesi dell intera industria abruzzese. Evoluzione del settore industriale in Abruzzo L andamento altalenante del settore industriale che ha caratterizzato il 2004 si è riproposto anche per il 2005, anno che però si è chiuso su una posizione generalmente inferiore rispetto al precedente; si tenga conto, però, della notevole eterogeneità dei dati a seconda dei diversi settori produttivi. Emerge chiaramente la debolezza dei settori tradizionali del made in Italy (abbigliamento, calzature, legno e mobilio) che perdono competitività a livello nazionale anche se rafforzano leggermente la propria competitività a livello internazionale. Tale crisi è dovuta al fatto che la maggior parte delle imprese operanti in questo settore sono di dimensioni molto piccole e dunque non hanno sufficiente capitale da investire nella ricerca. Questo fenomeno implica l impossibilità di attivare economie di scala e dunque di puntare sulla competitività dei prezzi di vendita. L andamento della produzione e del fatturato è stato instabile durante tutto il 2005 con una leggera ripresa verso la fine dell anno. I prezzi di vendita invece sono stati generalmente stabili con lievi oscillazioni positive a partire dal secondo trimestre. La crescita dei volumi di prodotto continua a non essere accompagnata da un maggior utilizzo della capacità produttiva. Il grado di sfruttamento medio degli impianti nel corso Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 35

36 dell anno è stato dell 80,1%, inferiore di quasi 1,5 punti percentuali rispetto all anno precedente. Il portafoglio ordini ha garantito mediamente la copertura di due mesi di produzione, con un calo però durante il secondo semestre. Per quanto attiene l'analisi della domanda, si rileva che nel corso del 2005 si è assistito ad un'importante crescita della domanda interna accompagnata da un minore aumento della domanda estera che frena, in tal modo, la spinta propulsiva verso le esportazioni che aveva caratterizzato il Gli occupati nel settore industriale abruzzese in media nel 2005 ammontano a unità di cui nel settore manifatturiero con un aumento dell' 1,5% rispetto all'anno precedente. In particolare, cresce il numero dei lavoratori dipendenti mentre quello degli indipendenti rimane stabile. Se poi consideriamo lo spaccato provinciale, a Chieti si registra un calo dell'occupazione, a L Aquila e Teramo una crescita, mentre Pescara rimane stabile rispetto al Il tasso di disoccupazione regionale si attesta sul 7,9%, valore di poco superiore alla media nazionale (7,7 %) con forti variazioni a livello provinciale. Infatti, mentre L Aquila e Teramo registrano un valore medio migliore di quello regionale, per Pescara e Chieti si rileva un tasso di disoccupazione più elevato di quello medio italiano. Per quanto riguarda la Cassa Integrazione Guadagni, nel corso del 2005 l'inps ha autorizzato un numero di ore inferiore del 4,5% rispetto a quelle dell'anno precedente cui corrisponde un aumento del 6% degli interventi straordinari e un calo degli interventi ordinari del 24,1%. Tale dato evidenzia il permanere di una difficile situazione di natura strutturale che già dall'anno scorso interessa importanti comparti del sistema industriale abruzzese quali il tessile, l'abbigliamento e la lavorazione di pelli e cuoio. Andiamo ora ad analizzare alcuni settori nel dettaglio. Alimentare I volumi di produzione e del fatturato del settore alimentare sono aumentati significativamente nel corso del 2005 determinando una fase di crescita di tale settore rispetto al Le variazioni dei prezzi non risultano essere significative: nel corso del 2005 l incremento è stato minore rispetto al Considerando inoltre che nel corso del 2005 si è evidenziato un rilevante aumento sia del costo delle materie prime che della forza lavoro, possiamo dedurre come la crescita dei volumi di fatturato sia derivata da un incremento delle vendite più che da un adeguamento dei prezzi a copertura dell aumento di tali costi. Il tasso di sfruttamento degli impianti è stato dell 85,1% con un aumento del 3,8% rispetto all'anno precedente soprattutto grazie ad un andamento particolarmente positivo del secondo trimestre. Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 36

37 Grafico : Indicatori Congiunturali Settore ALIMENTARE (Var. % su trim. prec.) I '04 II '04 III '04 IV '04 I '05 II '05 III '05 IV '05-10 Produzione Fatturato Prezzi di vendita Fonte: Cresa A conferma della fase espansiva che sta attraversando il settore alimentare abruzzese, dai dati forniti dall'inps si legge, pur in presenza di un aumento rispetto al 2004 delle ore di Cassa Integrazione Guadagni autorizzate, una consistente diminuzione in termini assoluti e percentuali della forma straordinaria Grafico : Ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni Settore ALIMENTARE Fonte: Cresa Per quanto riguarda il portafoglio ordini si è riscontrato un aumento sia nella componente estera che nazionale, dove quest ultima è stata più rilevante ed ha consentito alle imprese di operare nel 2005 avendo ordini per 3,5 mesi. Positivo anche il valore dell'export che cresce del 6,7% rispetto all'anno precedente. Gli operatori prevedono di stabilizzare nel futuro prossimo la produzione sui livelli attuali e di incrementare la domanda dei propri prodotti. Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 37

38 Grafico : Esportazioni (Milioni di euro) Settore ALIMENTARE ,07 263,1 233,9 264, Fonte: Cresa Abbigliamento Nel 2005 il settore dell'abbigliamento, dopo un primo trimestre difficile, mostra una moderata crescita dei volumi prodotti ed un incremento dei prezzi di vendita. Da ciò però non consegue un aumento dei volumi del fatturato, dove si registrano valori inferiori rispetto a quelli del La crescita della produzione sembra essere legata ad un maggiore utilizzo della capacità produttiva degli impianti che raggiunge l'80,2% e rappresenta la percentuale più alta registrata negli ultimi anni. Grafico : Indicatori Congiunturali Settore ABBIGLIAMENTO (Var.% su trim. prec.) I '04 II '04 III '04 IV '04 I '05 II '05 III '05 IV '05 Produzione Fatturato Prezzi di vendita Fonte: Cresa Il costo della forza lavoro e delle materie prime non hanno subito oscillazioni rilevanti e questo ha contribuito a rendere possibile il contenimento dei prezzi di vendita nonostante il verificarsi di un decremento del fatturato. Nonostante si registri una diminuzione del 10% rispetto all'anno precedente delle ore di CIG autorizzate, l aumento delle ore di CIG straordinaria è stato Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 38

39 notevole superando il 150% ed è stato accompagnato da una importante riduzione della CIG ordinaria. Il settore, contrariamente a quanto registrato nel corso dell' anno precedente, pare quindi entrare in una fase di crisi strutturale Grafico : Ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni Settore ABBIGLIAMENTO Fonte: Cresa Le imprese hanno operato nel corso dell'anno con un portafoglio ordini che ha assicurato loro cinque mesi di lavoro. Sotto il profilo della domanda, si registra un aumento della componente estera del portafoglio e un aumento più moderato di quella nazionale. Sul fronte delle esportazioni prosegue, seppure in modo meno evidente che negli anni passati, un trend negativo dell 1,4% che è il risultato di un leggero incremento del settore connesso alla produzione di capi di vestiario accompagnato da una riduzione superiore al 10% del tessile. Pari andamento si registra sul fronte delle importazioni. Gli operatori paiono guidati da una notevole cautela nelle previsioni circa la produzione e la domanda nazionale ed estera. Grafico : Esportazioni (Milioni di euro) Settore ABBIGLIAMENTO , ,6 608, , Fonte: Cresa Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 39

40 Pelli cuoio e calzature L andamento negativo di questo settore riscontrato nel 2004 è confermato anche per il 2005 dove si è visto un crollo del fatturato nell ultimo periodo dopo un trend positivo del secondo e terzo trimestre. I prezzi di vendita rimangono sostanzialmente invariati con una lieve tendenza alla flessione. Cresce il grado di utilizzo degli impianti che nel 2005 si attesta su un valore medio del 78,6% della capacità produttiva. Grafico : Indicatori Congiunturali (Var. % su trim. prec.) Settore PELLI, CUOIO E CALZATURE I '04 II '04 III '04 IV '04 I '05 II '05 III '05 IV '05 Produzione Fatturato Prezzi di vendita Fonte: Cresa Il costo del lavoro è diminuito nel corso dell anno, quello delle materie prime invece ha registrato un incremento consistente incidendo fortemente sul prodotto finito e contribuendo, in assenza di una forte domanda, a frenare la produzione. La situazione di forte incertezza è confermata sul fronte dell' occupazione dalla situazione della Cassa Integrazione Guadagni Grafico : Ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni Settore PELLI, CUOIO E CALZATURE Fonte: Cresa Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 40

41 Secondo i dati forniti dall'inps, infatti, pur essendo la percentuale di ore autorizzate diminuita del 12,1% rispetto all'anno precedente, il ricorso alla CIG straordinaria è aumentato considerevolmente sia in termini di ore che percentualmente, a testimonianza di una situazione di crisi strutturale più che congiunturale del settore. Per quanto attiene agli ordini, si rileva una sostanziale tenuta degli ordini esteri ed un importante calo di quelli interni. Il settore ha avuto la produzione assicurata per una media di 1,5 mesi cui corrispondono però, a conferma del clima di incertezza, due trimestri di portafoglio ordini per 3 mesi e altri due senza portafoglio ordini. Sul fronte delle esportazioni si registra un inversione di tendenza rispetto al trend negativo delineatosi a partire dal 2002, e si registra un aumento superiore al 4% rispetto ai dati dell anno precedente. Grafico : Esportazioni (Milioni di euro) Settore PELLI, CUOIO E CALZATURE ,9 113,7 99,5 93,4 97, Fonte: Cresa Il giudizio espresso dagli operatori è stato fortemente prudenziale nel corso di tutto l'anno per quanto attiene le previsioni di produzione e domanda interna ed estera ed ha mostrato un certo ottimismo solo nel terzo trimestre peraltro, in coincidenza con una fase di crescita di produzione e fatturato. Legno e mobili In questo settore si registra un andamento fortemente oscillante sia della produzione che del fatturato che nel complesso portano ad una moderata crescita delle quantità prodotte e, in misura maggiore, del volume di fatturato. È pertanto confermato il trend positivo iniziato già nella seconda metà del I prezzi di vendita sono sostanzialmente stazionari rispetto ai valori dello scorso anno con una lieve tendenza all'aumento. Nonostante la crescita delle quantità prodotte, il tasso di utilizzo degli impianti registra Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 41

42 il valore più basso riportato negli ultimi anni stabilizzandosi sul 76,7% della capacità produttiva, quasi 5 punti percentuali al di sotto di quanto registrato nel Grafico : Indicatori Congiunturali (Var. % su trim. prec.) Settore LEGNO E MOBILI -15 I '04 II '04 III '04 IV '04 I '05 II '05 III '05 IV '05 Produzione Fatturato Prezzi di vendita Fonte: Cresa Il costo del lavoro e soprattutto quello delle materie prime sono cresciuti notevolmente. Sulla base dei dati forniti dall'inps continua, anche se diminuisce di intensità rispetto all'anno precedente, la flessione delle ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni (- 18,9%) relativamente alle quali si registra il perdurare dell'assenza di ricorso agli interventi straordinari. Grafico : Ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni Settore LEGNO E MOBILI Fonte: Cresa Per quanto riguarda gli ordinativi, le imprese del comparto legno e mobili hanno potuto contare su un portafoglio che ha loro assicurato lavoro per più di due mesi. Sotto il profilo della provenienza degli ordini si rileva un aumento degli ordini esteri, ma d altro canto una perdita per quanto riguarda gli ordini interni, delineatasi a partire dalla seconda metà dell'anno. Dopo anni di Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 42

43 valori negativi, torna ad essere positivo il dato riguardante l'export (+1,22%) grazie all'andamento del settore mobili che mette a segno un 4% in più rispetto all'anno precedente e che compensa il corrispondente valore negativo (-10%) del settore legno. Tutto il comparto sembra attraversare una fase di transizione e dall'analisi dei giudizi degli operatori emerge una profonda cautela nel prevedere l'evolversi della situazione della produzione e della domanda ,9 Grafico : Esportazioni (Milioni di euro) Settore LEGNO E MOBILI 146, ,6 130,9 132, Fonte: Cresa Metalmeccanica elettronica Il fatturato e la produzione di questo settore hanno registrato un andamento fortemente oscillante con vistosi picchi negativi nel primo e nel terzo trimestre dell'anno compensati e, nel caso del fatturato, sopravanzati da fasi di crescita rilevante. I prezzi di vendita, pur con minori oscillazioni, si attestano su un valore moderatamente positivo. Il tasso di utilizzo degli impianti continua a scendere nel corso del 2005 registrando un valore del 82,5% che risulta essere leggermente inferiore a quello registrato nel 2004 (82,5%). Grafico : Indicatori Congiunturali (Var. % su trim. prec.) Settore METALMECCANICA E ELETTRONICA I '04 II '04 III '04 IV '04 I '05 II '05 III '05 IV '05 Produzione Fatturato Prezzi di vendita Fonte: Cresa Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 43

44 Il costo del lavoro e delle materie prime è aumentato significativamente nel corso dell'anno mostrando una flessione consistente solo nel terzo trimestre, probabilmente per motivi connessi a fattori stagionali (chiusura stabilimenti/rallentamenti dell'attività produttiva e dei processi di approvvigionamento per ferie estive). Per quanto riguarda la Cassa Integrazione Guadagni i dati forniti dall'inps fanno registrare nel corso del 2005 una diminuzione delle ore complessivamente autorizzate (-5,2%) cui corrisponde però un aumento sia in valore assoluto che in percentuale delle ore di CIG straordinaria. In generale si è riscontrata una situazione difficile dal punto di vista anche occupazionale che nasce dalla crisi strutturale di alcune grandi imprese operanti nei comparti metalmeccanico ed elettronico in particolar modo nella provincia dell' Aquila Grafico : Ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni Settore METALMECCANICA- ELETTRONICA Fonte: Cresa I comparti metalmeccanico ed elettronico nel corso del 2005 fanno registrare una produzione assicurata mediamente per 1,5 mesi e un portafoglio ordini interni ed esteri che, pur aumentando nel complesso, evidenzia due flessioni nel primo e terzo trimestre dell'anno e due fasi di forte crescita negli altri due trimestri. Sotto il profilo delle esportazioni i comparti in esame nel loro complesso rivelano una debole tendenza alla crescita (0,8%) Grafico : Esportazioni (Milioni di euro) Settore METALMECCANICO-ELETTRONICO E DEI MEZZI DI TRASPORTO ,8 1290,0 1938,6 1858, ,6 1700, Metalmecc. Mezzi trasp. Fonte: Cresa Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 44

45 Da un esame più approfondito emerge che il comparto dei mezzi di trasporto ha accresciuto la propria quota di export di un valore significativo (+8,6%) al contrario del "metalmeccanico ed elettronico" che ha visto la propria quota di vendite all'estero contrarsi del 4,1 %. Le aspettative degli operatori del settore denotano una certa prudenza e sono orientate quasi unanimemente alla tenuta delle posizioni attuali sia per quanto riguarda la produzione che la domanda, in particolare relativamente alla domanda interna una parte consistente degli operatori (18,2%) mostra un certo ottimismo. Chimica e farmaceutica Nel 2005 l'industria chimica e farmaceutica ha proseguito l'andamento positivo registrato già nel 2004 con valori positivi sia delle quantità prodotte sia, anche se in misura minore, del fatturato. I prezzi di vendita sono rimasti sostanzialmente stabili nel corso dell'anno; per quanto riguarda invece la produzione ed il fatturato si registrano valori lievemente negativi rispettivamente nel terzo e nel secondo semestre. Il tasso di utilizzo degli impianti dalla seconda metà dell anno mostra un aumento rispetto all anno precedente, stabilizzandosi su un valore del 77,5% nel 2005 rispetto al 76,1% del Grafico : Indicatori Congiunturali (Var. % su trim. prec.) Settore CHIMICA-FARMACEUTICA I '04 II '04 III '04 IV '04 I '05 II '05 III '05 IV '05 Produzione Fatturato Prezzi di vendita Fonte: Cresa Il costo del lavoro risulta essere leggermente diminuito mentre quello delle materie prime debolmente incrementato. Tale indicazione, accompagnata da un aumento del fatturato inferiore a quello della produzione in presenza di prezzi di vendita stabili, suggerisce che le imprese abbiano ritenuto conveniente aumentare le scorte sotto forma di prodotti finiti o semilavorati. Il ricorso alla cassa integrazione, che nel corso del 2004 aveva fatto registrare un boom (+268% rispetto all'anno precedente) torna ad assumere un valore negativo (-27%). Nonostante quanto detto in Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 45

46 precedenza si rileva che il settore negli ultimi 5 anni ha visto quintuplicare il numero di ore di Cassa Integrazione Guadagni. Nell anno 2005 si rileva che l'83,6% delle ore autorizzate sono di CIG straordinaria, il che testimonia il permanere di una delicata situazione almeno sotto il profilo occupazionale. Grafico : Ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni Settore CHIMICA-FARMACEUTICA 700,0 600,0 500,0 400,0 300,0 200,0 100,0 0, Fonte: Cresa Per quanto riguarda l'andamento degli ordini, si rileva una sostanziale stabilità nel corso dell' anno con valori lievemente migliori degli ordini nazionali rispetto a quelli esteri. Nel complesso il portafoglio ordini ha assicurato lavoro per un mese a partire dal secondo trimestre dell'anno. Le esportazioni registrano un aumento del 38% rispetto al Grafico : Esportazioni (Milioni di euro) Settore CHIMICA-FARMACEUTICA 593, ,1 369,8 431,1 430, Fonte: Cresa Dall'analisi delle aspettative degli operatori economici emerge, relativamente a produzione, occupazione e domanda interna ed estera, il permanere di una diffusa attesa di tenuta delle posizioni attuali, contraddetta solo da aspettative di crescita per quanto riguarda la produzione nel primo e terzo trimestre dell'anno. Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 46

47 Gomma e plastica Nel grafico andiamo ad analizzare, come di consueto, la variazione percentuale della produzione, del fatturato e del prezzo dei prodotti finiti per i due semestri del 2004 e quelli del Tale andamento è chiaramente altalenante per quanto riguarda il fatturato che vede una decrescita tra il primo ed il secondo semestre 2004 per poi incrementare dello 0,6% tra il 2004 ed il primo semestre 2005 ed infine nuovamente decrescere dell 1,2% nel secondo semestre La produzione ed il prezzo dei prodotti finiti aumentano entrambi tra il primo e secondo semestre 2004 per poi diminuire nel secondo semestre La produzione nel 2005 ha un incremento negativo dell 1,2% mentre il prezzo dei prodotti finiti rimane stabile. Grafico : Indicatori congiunturali (variazione %) 5,00% 4,00% 3,00% 2,00% 1,00% 0,00% -1,00% -2,00% I Sem.2004 II Sem.2004 I Sem.2005 II Sem.2005 Produzione Fatturato Prezzo prodotti finiti Fonte: ns. elaborazioni su dati Confindustria Abruzzo, Indagini semestrali sull industria abruzzese Per quanto riguarda l occupazione, il trend è stato positivo anche se come si può vedere dal grafico successivo c è stata una ripresa significativa del ricorso straordinario alla CIG mentre quello ordinario dopo essere diminuito dal primo al secondo semestre 2004 è leggermente aumentato nel primo semestre 2005 per poi stabilizzarsi. Grafico : Ricorso CIG (variazione %) 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% I Sem.2004 II Sem.2004 I Sem.2005 II Sem.2005 Ricorso CIG ordinaria Ricorso CIG straordinaria Fonte: ns. elaborazioni su dati Confindustria Abruzzo, Indagini semestrali sull industria abruzzese Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 47

48 Relativamente alle esportazioni, abbiamo un trend particolarmente positivo fino a metà del secondo semestre 2004 per poi cadere a picco fino ad un valore di crescita del fatturato pari a zero. Grafico : andamento del fatturato dovuto alle esportazioni (variazione %) 0,30% 0,25% 0,20% 0,15% 0,10% 0,05% 0,00% I Sem.2004 II Sem.2004 I Sem.2005 II Sem.2005 Fonte: ns. elaborazioni su dati Confindustria Abruzzo, Indagini semestrali sull industria abruzzese Risultano positivi gli indicatori relativi agli investimenti che appaiono essere un sintomo di una riconsiderazione delle componenti strutturali del settore. Commercio Vediamo ora l andamento del commercio in Abruzzo nel corso del periodo temporale che va da 2002 al Il primo grafico riportato di seguito mostra il trend del valore aggiunto ai prezzi base ed in valore assoluto per la regione Abruzzo e, in generale, per ognuna delle sue province. Per quanto riguarda la provincia di Chieti e dell Aquila, il trend è stato negativo dal 2002 al 2003, mentre si è avuta una leggera ripresa nel 2004 con una variazione percentuale complessiva dal 2002 al 2004 rispettivamente dell 1,34% e dello 0,56% (vedi tabella 2.1.1). Pescara risulta essere la provincia più attiva e con un valore aggiunto crescente durante tutto il periodo considerato ed una variazione percentuale finale del 14,8%. Il valore aggiunto della provincia di Teramo ha avuto incrementi positivi sia per il 2003 che per il 2004 con un incremento percentuale del 3,73%. TABELLA 2.1.1: VALORE AGGIUNTO DEL COMMERCIO AI PREZZI BASE (VALORE ASSOLUTO) E VARIAZIONE PERCENTUALE DI TALE VALORE Variazione% Chieti ,34 L Aquila ,58 Pescara ,8 Teramo ,73 Abruzzo ,92 Fonte: ns. elaborazioni su dati dell Osservatorio nazionale sul commercio Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 48

49 Grafico : Valore aggiunto del commercio ai prezzi base (valori assoluti) Chieti L'Aquila Pescara Teramo Abruzzo Fonte: ns. elaborazioni su dati dell Osservatorio nazionale sul commercio Considerando ora la Regione Abruzzo in generale, vediamo come ciascuna Divisione del commercio abbia contribuito alla creazione di tale valore aggiunto. Le Divisioni prese in considerazione sono le seguenti: Div50: "commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli e motocicli; vendita al dettaglio di carburanti per autotrazione"; Div51: "commercio all'ingrosso e intermediari del commercio, autoveicoli e motocicli esclusi"; Div52: "commercio al dettaglio (escluso quello di autoveicoli e di motocicli; riparazione di beni personali e per la casa". Appare evidente come la Div.52 contribuisca in maniera maggiormente significativa, anche se il suo trend risulta essere decrescente a differenza delle altre due divisioni che vedono un incremento del loro contributo nel corso del tempo. Grafico : Contributo %di ogni divisione alla creazione del valore aggiunto totale per la regione Abruzzo Div.50 Div.51 Div.52 Fonte: ns. elaborazioni su dati dell Osservatorio nazionale sul commercio Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 49

50 Vediamo ora come il settore del commercio contribuisca all assorbimento di forza lavoro. TABELLA 2.1.2: NUMERO DI OCCUPATI IN VALORE ASSOLUTO E VARIAZIONE % Variaz.% Chieti ,9 L Aquila ,2 Pescara ,8 Teramo ,5 Abruzzo ,02 Fonte: ns. elaborazioni su dati dell Osservatorio nazionale sul commercio Nel grafico abbiamo riportato il numero degli occupati in valore assoluto per quanto riguarda la regione in generale ed uno spaccato per province. Anche in questo caso Pescara si trova ad avere valori maggiori rispetto alle altre province ed un andamento particolarmente crescente dal 2002 al 2003 con una variazione percentuale complessiva ( ) del 13,8% (vedi tabella 2.1.2). Possiamo invece vedere come L Aquila si distingua per avere una diminuzione del numero degli occupati nel settore del commercio sia dal 2002 al 2003 che dal 2003 al 2004 con una variazione percentuale complessiva particolarmente negativa (-5,2%). Per quanto riguarda Teramo individuiamo una decrescita dal 2002 al 2003 ed un leggero aumento dal 2003 al Tale incremento però non va a recuperare la precedente perdita e la variazione percentuale finale risulta essere negativa (-2,5%). Grafico : Numero degli occupati in valore assoluto Chieti L'Aquila Pescara Teramo Abruzzo Fonte: ns, elaborazioni su dati dell Osservatorio nazionale sul commercio Terziario avanzato Il settore del Terziario avanzato si caratterizza per il biennio per una tendenza di relativa stagnazione. Dal grafico si può notare come sia il fatturato che gli Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 50

51 ordini abbiano subìto un decremento significativo nel corso del A partire dal primo semestre 2005 si è registrata una ulteriore perdita percentuale (-3,7%) del fatturato che si era ripreso nell ultimo periodo del Sul fronte degli ordini tuttavia si registrano segnali di una relativa ripresa (0,2%). Grafico : Indici congiunturali (variazione %) 0,40% 0,30% 0,20% 0,10% 0,00% -0,10% I Sem II Sem I Sem II Sem ,20% -0,30% -0,40% -0,50% fatturato ordini Fonte: ns. elaborazioni su dati Confindustria Abruzzo, Indagini semestrali sull industria abruzzese Rispetto al mercato estero, le aziende di questo settore sono pressoché assenti oppure mantengono un ruolo del tutto marginale con un peso della produzione destinato a questo mercato quasi inesistente. L estrema debolezza delle aziende del terziario dell Abruzzo è sicuramente imputabile alla scarsa competitività connessa alla bassissima propensione allo sviluppo ed alla integrazione nei processi di crescita, com è dimostrato dal ridotto livello degli investimenti ed in particolare di quelli destinati al campo della ricerca e sviluppo. Riguardo a questo aspetto e facendo riferimento alla tabella 2.1.3, possiamo comunque notare come la percentuale destinata a tali investimenti sia progressivamente aumentata anche se ha subìto un calo nell ultimo semestre Nel grafico seguente la tabella possiamo, invece, individuare il trend della variazione percentuale di tali investimenti. TABELLA 2.1.3: PERCENTUALE DEGLI INVESTIMENTI IN R&S I Sem.2004 II Sem I Sem II Sem Percentuale rispetto al tot. investimenti Percentuale rispetto al fatturato 4,8% 17,2% 19,6% 18,6% 1,9% 4,5% 5,2% 2,1% Fonte: ns. elaborazioni su dati Confindustria Abruzzo, Indagini semestrali sull industria abruzzese Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 51

52 Grafico : Investimenti in R&S (variazione %) 0,90% 0,80% 0,70% 0,60% 0,50% 0,40% 0,30% 0,20% 0,10% 0,00% I Sem II Sem I Sem II Sem.2005 Fonte: ns. elaborazioni su dati Confindustria Abruzzo, Indagini semestrali sull industria abruzzese La dinamica e le specializzazioni settoriali Prima di analizzare le dinamiche e le specializzazioni settoriali che caratterizzano l Abruzzo, si si segnala, dal grafico sotto esposto, come la provincia di Chieti sia quella con la maggiore concentrazione d imprese, pari al 33% del totale. Il capoluogo dell Aquila è invece quello con la minore presenza, pari al 20%. Grafico : Ripartizione delle imprese per provincia 24% 33% 23% 20% Teramo Pescara L'aquila Chieti Fonte: ns. elaborazioni su dati Unioncamere, Movimprese 2005 Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 52

53 Per quanto riguarda il trend, nei grafici e riportati di seguito si mette a confronto l andamento delle imprese attive in Abruzzo ed in Italia. In particolare, nel primo viene fornito l aumento in valore assoluto di tali imprese, nel secondo la variazione percentuale. Come si può notare nel grafico , la curva blu, riguardante il trend delle imprese in Abruzzo, è crescente più che proporzionalmente nell arco dell intero periodo di riferimento. I dati dell'anagrafe delle Camere di Commercio abruzzesi mostrano che nel 2005 c è stata una crescita dello stock di imprese dell'1,2%. Grafico : Evoluzione Imprese attive N imprese N imprese Abruzzo Italia Fonte: ns. elaborazioni su dati UnionCamere, Movimprese 2005 Grafico : Trend % imprese attive 1,6% 1,4% 1,2% 1,0% 0,8% 0,6% 0,4% 0,2% 0,0% Abruzzo Italia Fonte: ns. elaborazioni su dati UnionCamere, Movimprese 2005 Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 53

54 L andamento della curva riguardante l Italia fa rilevare un tasso di crescita positivo sebbene tale andamento non sia costante. Infatti il tasso di crescita del numero di imprese attive tende a rallentare fra il 2002 ed il 2003, a crescere in misura maggiore rispetto a quello dell Abruzzo dal 2003 al 2004 ed infine si assiste ad un ulteriore frenata dal 2004 al Analizzando la variazione percentuale delle imprese attive all interno di ogni provincia si può notare come Chieti faccia rilevare l incremento percentuale minore dal 2002 al Tale dato può essere ricondotto a due motivi principali: innanzi tutto, come è stato evidenziato in precedenza, tale provincia risulta essere più satura a livello imprenditoriale rispetto alle altre, e quindi vengano probabilmente a crearsi minori necessità di apertura di nuove imprese. In secondo luogo, come vedremo in seguito, la provincia di Chieti risulta essere maggiormente specializzata nel settore dell Agricoltura, settore che evidenzia un calo marcato del numero di imprese. Grafico : trend % del N imprese per provincia 1,80% 1,60% 1,40% 1,20% 1,00% 0,80% 0,60% 0,40% 0,20% 0,00% Teramo Pescara L'aquila Chieti Fonte: ns. elaborazioni su dati Unioncamere, Movimprese 2005 Per quanto riguarda le altre province vediamo che Teramo dal 2003 risulta avere un tasso medio d incremento delle imprese più deciso rispetto a tutte le altre e si vede specializzato nel settore della pesca e della manifattura. Pescara ha avuto un trend con incrementi particolarmente positivi fino al 2003 per poi stabilizzarsi quasi del tutto fino al Il capoluogo dell Aquila ha un trend più piatto che non mostra particolari variazioni nel corso dei tre anni presi in considerazione. Entrando ora nel merito dei vari settori, ed in particolare di quelli individuati dalla Regione Abruzzo, è possibile, sulla base delle tabelle sotto esposte, trarre alcune considerazioni. Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 54

55 Per quanto riguarda il settore Agro-alimentare possiamo individuare un incremento delle imprese attive sia in valore assoluto che percentuale in particolare nella provincia di Pescara. Relativamente al settore Tessile-abbigliamento, emergono alcuni elementi contrastanti: nel comparto del Tessile si riscontrano incrementi percentuali positivi, soprattutto considerando che in Italia la variazione è stata negativa (-10,9%); nel comparto della Confezione vestiario, preparazione e tintura pellicce, ad eccezione della provincia terama (+7,3%), tutte le altre evidenziano, unitamente al resto del paese, un andamento negativo. Il settore della Pelletteria e del Legno hanno riscontrato decrementi sia in valore assoluto che percentuale in tutte le province, dato in linea con l andamento anche a livello nazionale. Anche l andamento del settore Chimico è stato generalmente negativo, fatta eccezione per la provincia di Teramo dove c è stata l entrata di una nuova impresa che in termini percentuali rappresenta un incremento del 3%. La provincia di Teramo d altro canto è però l unica dove non si è evidenziata alcuna variazione all interno del macrosettore della plastica, dove invece si riscontrano variazioni positive su tutte le altre province ed in contrasto con quanto è avvenuto a livello nazionale (perdita del 3%). Nel settore metallurgico (DJ28) la provincia dell Aquila è stata l unica ad avere una variazione negativa, con la perdita di un impresa; le altre province hanno mostrato invece incrementi significativamente positivi ed al di sopra della media nazionale. Per quanto riguarda il settore Elettrico-elettronico vi è una tendenza altalenante a seconda dei sottosettori presi in considerazione. Dove infatti la Fabbricazione di macchine per ufficio ed elaboratori e quella per medicinali e strumenti ottici vedono valori mediamente positivi, le altre sotto-categorie sono caratterizzate essenzialmente da una perdita d imprese. Diversa invece è la situazione per il settore metalmeccanico dove riscontriamo solo un valore negativo (provincia di Chieti nel settore Fabbricazione di altri mezzi di trasporto). Il settore dei servizi e del commercio è mediamente caratterizzato da variazioni assolute e percentuali positive. Valori più significativi si registrano per la variazione percentuale positiva del sottosettore Poste e telecomunicazioni che però non corrisponde ad una variazione assoluta particolarmente elevata. Il settore del commercio al dettaglio e degli alberghi e ristoranti mostra, invece, valori assoluti molto elevati che però corrispondono a variazioni percentuali medie. Istituto Ilongamor - Servizi Statistici e Professionali per le Aziende e il Territorio - 55

56 TAB 2.1.4: DINAMICA IMPRENDITORIALE: VARIAZIONI ASSOLUTE E % DEL NUMERO DI IMPRESE ATTIVE IMPRESE ATTIVE 2005 VARIAZIONE ASSOLUTA IMPRESE ATTIVE VARIAZIONE % IMPRESE ATTIVE COD DESCRIZIONE AQ TE PE CH ABR. ITA AQ TE PE CH ABR. ITA AQ TE PE CH ABR. ITA A Agricoltura, caccia e silvicoltura ,2-5,9-7,1-9,7-8,5-6,7 A 01 Agricoltura, caccia e relativi servizi ,7-5,9-7,1-9,7-8,6-6,8 A 02 Silvicoltura e utilizzaz.aree forestali ,1-5,8-4,8-22,0 0,3 2,2 B Pesca,piscicoltura e servizi connessi ,1-12,8-4,4 15,9-6,1 3,7 C Estrazione di minerali ,7 28,6-10,3 4,5 7,4-6,2 CA10 Estraz.carbon fossile e lignite;estraz.torba n.c. -100,0 n.c. n.c. -100,0-26,5 CA11 Estraz.petrolio greggio e gas naturale ,0 n.c. 100,0 100,0 66,7-20,7 CA12 Estraz.minerali di uranio e di torio n.c. n.c. n.c. n.c. n.c. 0,0 CB13 Estrazione di minerali metalliferi ,0 n.c. -100,0 n.c. -50,0-21,6 CB14 Altre industrie estrattive ,4 30,8-11,1 0,0 7,9-5,5 D Attivita' manifatturiere ,4 6,3 4,6 8,6 6,6-0,8 DA15 Industrie alimentari e delle bevande ,9 11,2 19,6 12,3 13,5 13,0 DA16 Industria del tabacco n.c. n.c. n.c. -100,0-100,0-37,7 DB17 Industrie tessili ,1 34,2 32,9 17,0 31,7-10,9 DB18 Confez.articoli vestiario;prep.pellicce ,5 7,3-15,1-10,9-3,0-11,5 DC19 Prep.e concia cuoio;fabbr.artic.viaggio ,0-11,2-2,8-3,2-9,6-9,9 DD20 Ind.legno,esclusi mobili;fabbr.in paglia ,6-5,7-7,4-2,6-4,1-10,2 DE21 Fabbric.pasta-carta,carta e prod.di carta ,0-4,7-15,8 16,1 1,6-3,8 DE22 Editoria,stampa e riprod.supp.registrati ,0 7,0 2,7 24,1 10,4 1,9 DF23 Fabbric.coke,raffinerie,combust.nucleari ,0-100,0-40,0-33,3-40,0-28,9 DG24 Fabbric.prodotti chimici e fibre sintetiche ,3 3,3 0,0-17,9-7,5-9,3 DH25 Fabbric.artic.in gomma e mat.plastiche ,7 0,0 10,9 10,7 10,8-3,0 DI26 Fabbric.prodotti lavoraz.min.non metallif ,8 8,9-4,8 3,5 5,4 1,1 DJ27 Produzione di metalli e loro leghe ,1 0,0 0,0-12,8-6,9-14,1 DJ28 Fabbricaz.e lav.prod.metallo,escl.macchine ,2 11,9 7,8 16,2 10,0 2,2 DK29 Fabbric.macchine ed appar.mecc.,instal ,2 8,8 10,2 19,3 13,0 2,6 DL30 Fabbric.macchine per uff.,elaboratori ,3 37,5 22,2 125,0 38,3 20,9 DL31 Fabbric.di macchine ed appar.elettr.n.c.a ,1 12,7-22,7-17,8-4,9-10,3 DL32 Fabbric.appar.radiotel.e app.per comunic ,2-4,9-33,9-32,5-17,6-31,8 DL33 Fabbric.appar.medicali,precis.,strum.ottici ,8 1,5-0,8 6,1 1,7 1,7 DM34 Fabbric.autoveicoli,rimorchi e semirim ,8 26,9 33,3 19,0 29,5 11,0 DM35 Fabbric.di altri mezzi di trasporto ,0 5,6 12,5-14,3 1,5 22,6 DN36 Fabbric.mobili;altre industrie manifatturier ,5 14,3 17,2 23,2 15,2 0,3 DN37 Recupero e preparaz. per il riciclaggio ,0 50,0 61,5 28,6 41,9 28,8 E Prod.e distrib.energ.elettr.,gas e acqua ,0 66,7 9,1 16,7 30,2 24,9 E 40 Produz.energia elettr.,gas,acqua calda ,8 83,3 0,0 35,7 33,3 40,3 E 41 Raccolta,depurazione e distribuzione acqua ,0 33,3 n.c. -50,0 11,1-0,3 F Costruzioni ,6 20,4 23,2 22,9 19,1 17,8 G Comm.ingr.e dett.;rip.beni pers.e per la cas ,8 7,5 4,1 6,7 6,1 3,8 G 50 Comm.manut.e rip.autov. e motocicli ,0 3,4 1,1 6,3 4,1 0,4 G 51 Comm.ingr.e interm.del comm.escl.autov ,4 11,6 4,2 13,3 8,1 4,3 G 52 Comm.dett.escl.autov;rip.beni pers ,2 6,8 4,7 4,2 5,7 4,3 H Alberghi e ristoranti ,2 10,9 13,1 15,0 13,8 9,9 I Trasporti,magazzinaggio e comunicaz ,9 11,1 7,1 6,4 7,6 5,5 I 60 Trasporti terrestri;trasp.mediante condotta ,5 4,3 2,4 3,3 2,5-0,5 I 61 Trasporti marittimi e per vie d'acqua n.c. 0,0-50,0 n.c. -40,0 10,7 I 62 Trasporti aerei n.c. 0,0 n.c. 0,0 100,0 2,1 I 63 Attivita' ausiliarie dei trasp.;ag.viaggi ,9 25,6 14,2 18,5 22,1 18,1 I 64 Poste e telecomunicazioni ,4 170,0 264,3 71,4 148,5 180,7 J Intermediaz.monetaria e finanziaria ,1 8,4 5,6 11,0 7,0 2,5 J 65 Interm.mon.e finanz.(escl.assic.e fondi p.) ,7-36,4-27,9-26,2-35,6-28,8 J 66 Assic.e fondi pens.(escl.ass.soc.obbl.) ,0-13,5-24,3-46,4-37,0-57,4 J 67 Attivita' ausil. intermediazione finanziaria ,5 16,7 12,5 17,5 14,6 10,2 K Attiv.immob.,noleggio,informat.,ricerca ,1 31,6 24,8 30,2 29,3 21,1 K 70 Attivita' immobiliari ,0 115,3 50,1 53,4 75,2 31,6 K 71 Noleggio macc.e attrezz.senza operat ,1 11,3 39,4 47,8 37,2 20,4 K 72 Informatica e attivita' connesse ,8 22,2 28,3 35,6 31,2 13,1 K 73 Ricerca e sviluppo ,5 42,9 55,6 30,8 22,2 27,0 K 74 Altre attivita' professionali e imprendit ,9 12,5 14,9 20,9 16,0 14,7 M Istruzione ,3-5,8 25,0 15,3 17,4 21,4 N Sanita' e altri servizi sociali ,8 19,8 24,1 29,5 25,3 26,0 O Altri servizi pubblici,sociali e personali ,6 7,9 5,2 12,2 9,1 8,4 O 90 Smaltim.rifiuti solidi, acque scarico e sim ,0 22,7-3,1 17,5 14,4 20,2 O 92 Attivita' ricreative, culturali sportive ,7 27,8 23,9 38,8 29,8 26,9 O 93 Altre attivita' dei servizi ,5 1,6 0,2 5,8 3,2 2,9 P Serv.domestici presso famiglie e conv ,0 n.c. n.c. -100,0-100,0-100,0 NC Imprese non classificate ,5-40,2-33,1-48,1-45,0-37,5 TOT TOTALE ,1 6,5 5,7 1,9 4,5 4,5 Fonte: ns. elaborazioni su dati Unioncamere Istituto Ilongamor - Consulenza Statistica, Direzionale, Organizzativa ed Informatica - 56

57 TAB : VARIAZIONI ASSOLUTE DELLE IMPRESE ATTIVE NEGLI 11 MACRO-SETTORI Macrosettori COD DESCRIZIONE AQ TE PE CH Alimentare DA15 Industrie alimentari e delle bevande Abbigliamento tessile DB17 Industrie tessili DB18 Conf. art. di vest.; preparaz. e tint. pellicce Pelletteria DC19 Prep.e concia cuoio;fabbr.artic.viaggio Legno DD20 Ind.legno,esclusi mobili;fabbr.in paglia Chimico DG24 Fabbric.prodotti chimici e fibre sintetiche Plastica DH25 Fabbric.artic.in gomma e mat.plastiche Metallurgico-metallo DJ27 Produzione di metalli e loro leghe DJ28 Fabbri.e lav.prod.metallo,escl.macchine DL30 Fabbric.macchine per uff.,elaboratori Elettrico-elettronico DL31 Fabbric.di macchine ed appar.elettr.n.c.a DL32 Fabbric.appar.radiotel.e app.per comunic DL33 Fabbric.appar.medicali,precis.,strum.ottici DK29 Fabbric.macchine ed appar.mecc.,instal Metalmeccanico DM34 Fabbric.autoveicoli,rimorchi e semirim DM35 Fabbric.di altri mezzi di trasporto G 51 Comm.ingr.e interm.del comm.escl.autov G 52 Comm.dett.escl.autov;rip.beni pers H Alberghi e ristoranti I 60 Trasporti terrestri;trasp.mediante condotta I 61 Trasporti marittimi e per vie d'acqua Servizi e commercio I 62 Trasporti aerei I 63 Attivita' ausiliarie dei trasp.;ag.viaggi I 64 Poste e telecomunicazioni K 72 Informatica e attivita' connesse K 73 Ricerca e sviluppo K 74 Altre attivita' professionali e imprendit O 90 Smaltim.rifiuti solidi, acque scarico e sim Fonte: ns. elaborazioni su dati Unioncamere TAB 2.1.6: VARIAZIONI PERCENTUALI DELLE IMPRESE ATTIVE NEGLI 11 MACRO-SETTORI Macrosettori COD DESCRIZIONE AQ TE PE CH ABR. ITA Alimentare DA15 Industrie alimentari e delle bevande 11,9 11,2 19,6 12,3 13,5 13 Abbigliamento tessile DB17 Industrie tessili 56,1 34,2 32, ,7-10,9 DB18 Conf. art. di vest.; preparaz. e tint. pellicce -3,5 7,3-15,1-10,9-3,0-11,5 Pelletteria DC19 Prep.e concia cuoio;fabbr.artic.viaggio 0-11,2-2,8-3,2-9,6-9,9 Legno DD20 Ind.legno,esclusi mobili;fabbr.in paglia -2,6-5,7-7,4-2,6-4,1-10,2 Chimico DG24 Fabbric.prodotti chimici e fibre sintetiche -13,3 3,3 0-17,9-7,5-9,3 Plastica DH25 Fabbric.artic.in gomma e mat.plastiche 35,7 0 10,9 10,7 10,8-3 Metallurgico metallo DJ27 Produzione di metalli e loro leghe -11,1 0,0 0,0-12,8-11,1 0,0 DJ28 Fabbri.e lav.prod.metallo,escl.macchine -0,2 11,9 7,8 16,2 10 2,2 DL30 Fabbric.macchine per uff.,elaboratori -14,3 37,5 22, ,3 20,9 Elettrico-elettronico DL31 Fabbric.di macchine ed appar.elettr.n.c.a. 38,1 12,7-22,7-17,8-4,9-10,3 DL32 Fabbric.appar.radiotel.e app.per comunic. 4,2-4,9-33,9-32,5-17,6-31,8 DL33 Fabbric.appar.medicali,precis.,strum.ottici 1,8 1,5-0,8 6,1 1,7 1,7 DK29 Fabbric.macchine ed appar.mecc.,instal. 12,2 8,8 10,2 19,3 13 2,6 Metalmeccanico DM34 Fabbric.autoveicoli,rimorchi e semirim. 77,8 26,9 33, ,5 11 DM35 Fabbric.di altri mezzi di trasporto 40 5,6 12,5-14,3 1,5 22,6 G 51 Comm.ingr.e interm.del comm.escl.autov. 6,4 11,6 4,2 13,3 8,1 4,3 G 52 Comm.dett.escl.autov;rip.beni pers. 7,2 6,8 4,7 4,2 5,7 4,3 H Alberghi e ristoranti 16,2 10,9 13, ,8 9,9 I 60 Trasporti terrestri;trasp.mediante condotta -0,5 4,3 2,4 3,3 2,5-0,5 I 61 Trasporti marittimi e per vie d'acqua n.c n.c ,7 Servizi e commercio I 62 Trasporti aerei n.c. 0 n.c ,1 I 63 Attivita' ausiliarie dei trasp.;ag.viaggi 44,9 25,6 14,2 18,5 22,1 18,1 I 64 Poste e telecomunicazioni 94, ,3 71,4 148,5 180,7 K 72 Informatica e attivita' connesse 38,8 22,2 28,3 35,6 31,2 13,1 K 73 Ricerca e sviluppo -12,5 42,9 55,6 30,8 22,2 27 K 74 Altre attivita' professionali e imprendit. 15,9 12,5 14,9 20, ,7 O 90 Smaltim.rifiuti solidi, acque scarico e sim ,7-3,1 17,5 14,4 20,2 Fonte: ns. elaborazioni su dati Unioncamere Istituto Ilongamor - Consulenza Statistica, Direzionale, Organizzativa ed Informatica - 57

58 Analizzata la dinamica demografica del tessuto imprenditoriale abruzzese, con particolare riferimento ai settori individuati dalla Regione Abruzzo, è utile indagare anche la distribuzione settoriale delle imprese nell ambito delle diverse province. In linea di massima, la provincia di Teramo risulta specializzata nella Pesca e nelle Attività manifatturiere. Pescara nel Commercio all ingrosso e al dettaglio, nei Trasporti, nell Intermediazione monetaria e finanziaria, nelle Attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca e nel settore dell Istruzione. La provincia aquilana mostra invece delle specializzazioni nell Estrazione di minerali, nella Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua, negli Alberghi e ristoranti. Per la provincia di Chieti soltanto il settore primario evidenzia una concentrazione di aziende superiore alla media. Fonte: ns. elaborazioni su dati Unioncamere TABELLA 2.1.7: INDICI DI LOCALIZZAZ. NELLE PROVINCE ABRUZZESI, 2005 (In grasseto i coefficienti > 1,2) Settore Teramo Pescara L Aquila Chieti A - Agricoltura,caccia e silvicoltura 0,83 0,65 0,77 1,50 B - Pesca,piscicoltura e servizi connessi 2,28 0,98 0,10 0,62 C - Estrazione di minerali 0,73 1,12 1,73 0,68 D - Attivita' manifatturiere 1,29 0,95 0,95 0,85 E - Prod.e distrib.energ.elettr.,gas e acqua 0,76 0,64 2,09 0,77 F - Costruzioni 1,13 0,97 1,20 0,80 G - Comm.ingr.e dett.;rip.beni pers.e per la casa 0,95 1,26 1,07 0,82 H - Alberghi e ristoranti 1,12 0,88 1,40 0,76 I - Trasporti,magazzinaggio e comunicaz. 0,96 1,37 0,93 0,82 J - Intermediaz.monetaria e finanziaria 0,90 1,23 1,05 0,88 K - Attiv.immob.,noleggio,informat.,ricerca 1,01 1,30 1,08 0,74 M - Istruzione 0,72 1,57 1,07 0,78 N - Sanita' e altri servizi sociali 0,95 1,06 1,12 0,92 O - Altri servizi pubblici,sociali e personali 1,03 1,13 1,02 0,88 NC - Imprese non classificate 1,23 1,39 0,59 0,81 Fonte: Cresa su dati Inofocamere Istituto Ilongamor - Consulenza Statistica, Direzionale, Organizzativa ed Informatica - 58

59 Le Sezioni economiche analizzate nella tabellea 2.1.7, pur consentendo una visione d insieme delle specializzazioni produttive nelle quattro province, non permette di entrare nel merito degli undici settori individuati dalla Regione Abruzzo. Si è quindi reso necessario estendere l analisi alle Divisioni economiche, riportate nella tabella sotto esposta. TAB 2.1.8: ADDETTI PRESSO LE IMPRESE E COEF. DI LOCALIZ. (calcolati sul n. di addetti presso le imp.), in grassetto coef. > 1,2 - Addetti presso le Imprese attive, 2005 Coef. di localiz., 2005 (grass.>1,2) DESCRIZIONE AQ TE PE CH ABR. AQ TE PE CH ABR. A01 Agricoltura, caccia e relativi servizi ,05 1,52 0,88 6,00 3,21 A02 Silvicoltura e utilizzaz.aree forestali ,28 0,70 0,28 0,50 1,24 B05 Pesca,piscicoltura e servizi connessi ,11 4,78 1,70 1,30 2,04 CA11 Estraz.petrolio greggio e gas naturale ,73 1,95 1,72 5,88 3,83 CB13 Estrazione di minerali metalliferi ,01 0,00 0,00 0,00 0,77 CB14 Altre industrie estrattive ,11 1,00 1,31 0,40 0,97 DA15 Industrie alimentari e delle bevande ,35 1,73 1,20 1,38 1,43 DA16 Industria del tobacco ,00 0,17 1,13 0,49 0,45 DB17 Industrie tessili ,11 1,85 0,38 0,18 0,61 DB18 Confez.articoli vestiario-prep.pellicce ,49 5,18 2,02 1,38 2,29 DC19 Prep.e concia cuoio-fabbr.artic.viaggio ,02 2,90 0,20 0,38 0,90 DD20 Ind.legno,esclusi mobili-fabbr.in paglia ,63 1,14 0,48 0,76 0,93 DE21 Fabbric.pasta-carta,carta e prod.di carta ,23 0,75 1,05 1,62 1,85 DE22 Editoria,stampa e riprod.supp.registrati ,83 0,54 0,85 0,24 0,51 DF23 Fabbric.coke,raffinerie,combust.nucleari ,06 0,37 0,10 0,54 0,34 DG24 Fabbric.prodotti chimici e fibre sintetiche ,99 0,90 1,45 0,63 1,06 DH25 Fabbric.artic.in gomma e mat.plastiche ,40 1,06 1,08 1,37 1,09 DI26 Fabbric.prodotti lavoraz.min.non metallif ,33 2,26 0,85 2,03 1,76 DJ27 Produzione di metalli e loro leghe ,28 1,32 0,68 1,01 1,07 DJ28 Fabbricaz.e lav.prod.metallo,escl.macchine ,85 1,11 0,86 1,05 1,00 DK29 Fabbric.macchine ed appar.mecc.,instal ,09 0,27 0,47 0,30 0,29 DL30 Fabbric.macchine per uff.,elaboratori ,58 0,23 0,70 0,46 0,47 DL31 Fabbric.di macchine ed appar.elettr.n.c.a ,49 0,39 0,44 1,91 1,06 DL32 Fabbric.appar.radiotel.e app.per comunic ,0 0,64 0,34 0,58 2,15 DL33 Fabbric.appar.medicali,precis.,strum.ottici ,84 9 0,95 0,93 0,57 0,77 DM34 Fabbric.autoveicoli,rimorchi e semirim ,91 0,95 0,41 7,81 4,19 DM35 Fabbric.di altri mezzi di trasporto ,15 0,21 0,17 1,45 0,71 DN36 Fabbric.mobili-altre industrie manifatturiere ,39 1,90 0,39 0,34 0,74 DN37 Recupero e preparaz. per il riciclaggio ,62 0,89 1,62 1,44 1,21 E 40 Produz.energia elettr.,gas,acqua calda ,03 1,10 0,73 0,58 0,96 E 41 Raccolta,depurazione e distribuzione acqua ,51 0,12 1,15 0,32 0,76 F 45 Costruzioni ,14 1,13 1,38 0,70 1,00 G 50 Comm.manut.e rip.autov. e motocicli ,31 1,11 1,51 0,95 1,15 G 51 Comm.ingr.e interm.del comm.escl.autov ,73 0,65 1,85 0,54 0,83 G 52 Comm.dett.escl.autov-rip.beni pers ,02 0,83 0,86 0,54 0,74 H 55 Alberghi e ristoranti ,94 0,66 0,72 0,40 0,60 I 60 Trasporti terrestri-trasp.mediante condotta ,97 0,87 0,91 0,58 0,77 I 61 Trasporti marittimi e per vie d'acqua ,00 0,02 0,03 0,00 0,01 I 62 Trasporti aerie ,18 0,03 0,00 0,58 0,28 I 63 Attivita' ausiliarie dei trasp.-ag.viaggi ,81 0,27 0,78 0,56 0,57 I 64 Poste e telecomunicazioni ,81 0,25 0,19 0,16 0,75 J 65 Interm.mon.e finanz.(escl.assic.e fondi p.) ,26 1,21 1,12 0,51 0,91 J 66 Assic.e fondi pens.(escl.ass.soc.obbl.) ,17 0,51 1,27 0,59 0,63 J 67 Attivita' ausil. intermediazione finanziaria ,26 0,66 1,21 0,62 0,84 K 70 Attivita' immobiliari ,25 0,36 0,42 0,13 0,26 K 71 Noleggio macc.e attrezz.senza operat ,55 1,54 1,15 0,82 1,17 K 72 Informatica e attivita' connesse ,63 0,29 0,41 0,25 0,35 K 73 Ricerca e sviluppo ,30 0,51 0,60 1,79 1,18 K 74 Altre attivita' professionali e imprendit ,83 0,44 1,15 0,49 0,65 M 80 Istruzione ,28 0,94 1,92 0,63 1,04 N 85 Sanita' e altri servizi sociali ,97 0,56 2,06 1,28 1,20 O 90 Smaltim.rifiuti solidi, acque scarico e sim ,90 0,63 1,07 0,32 0,62 O 91 Attivita' organizzazioni associative n.c.a ,00 0,02 0,00 0,15 0,07 O 92 Attivita' ricreative, culturali sportive ,02 1,21 1,03 0,71 1,24 O 93 Altre attivita' dei servizi ,51 1,35 1,76 0,95 1,28 X Imprese non classificate ,30 0,80 1,55 0,81 0,87 TOTALE ,00 1,00 1,00 1,00 1,00 Fonte: ns. elaborazioni su dati Unioncamere Istituto Ilongamor - Consulenza Statistica, Direzionale, Organizzativa ed Informatica - 59

60 In generale, vengono confermati i risultati visti precedentemente; in particolare, entrando nel merito dei vari comparti e, focalizzando come di consueto l attenzione sugli undici macro-settori individuati dalla Regione Abruzzo, si possono trarre le seguenti conclusioni, schematizzate per punti. TAB 2.1.9: COEF. DI LOCALIZZAZIONE (calcolati sul n. di addetti presso le imp.), 2005 In grassetto i coefficienti >1,2 Macrosettori COD DESCRIZIONE AQ TE PE CH ABR. Alimentare DA15 Industrie alimentari e delle bevande 1,35 1,73 1,20 1,38 1,43 DB17 Industrie tessili 0,11 1,85 0,38 0,18 0,61 Abbigliamento tessile DB18 Conf. art. di vest.; preparaz. e tint. pellicce 0,49 5,18 2,02 1,38 2,29 Pelletteria DC19 Prep.e concia cuoio;fabbr.artic.viaggio 0,02 2,90 0,20 0,38 0,90 Legno DD20 Ind.legno,esclusi mobili;fabbr.in paglia 1,63 1,14 0,48 0,76 0,93 Chimico DG24 Fabbric.prodotti chimici e fibre sintetiche 1,99 0,90 1,45 0,63 1,06 Plastica DH25 Fabbric.artic.in gomma e mat.plastiche 0,40 1,06 1,08 1,37 1,09 DJ27 Produzione di metalli e loro leghe 1,28 1,32 0,68 1,01 1,07 Metallurgico-metallo DJ28 Fabbri.e lav.prod.metallo,escl.macchine 0,85 1,11 0,86 1,05 1,00 DL30 Fabbric.macchine per uff.,elaboratori 0,58 0,23 0,70 0,46 0,47 DL31 Fabbric.di macchine ed appar.elettr.n.c.a. 0,49 0,39 0,44 1,91 1,06 Elettrico-elettronico DL32 Fabbric.appar.radiotel.e app.per comunic. 11,09 0,64 0,34 0,58 2,15 DL33 Fabbric.appar.medicali,precis.,strum.ottici 0,84 0,95 0,93 0,57 0,77 DK29 Fabbric.macchine ed appar.mecc.,instal. 0,09 0,27 0,47 0,30 0,29 Metalmeccanico DM34 Fabbric.autoveicoli,rimorchi e semirim. 3,91 0,95 0,41 7,81 4,19 DM35 Fabbric.di altri mezzi di trasporto 0,15 0,21 0,17 1,45 0,71 G 51 Comm.ingr.e interm.del comm.escl.autov. 0,73 0,65 1,85 0,54 0,83 G 52 Comm.dett.escl.autov;rip.beni pers. 1,02 0,83 0,86 0,54 0,74 H Alberghi e ristoranti 0,94 0,66 0,72 0,40 0,60 I 60 Trasporti terrestri;trasp.mediante condotta 0,97 0,87 0,91 0,58 0,77 I 61 Trasporti marittimi e per vie d'acqua 0,00 0,02 0,03 0,00 0,01 I 62 Trasporti aerei 0,18 0,03 0,00 0,58 0,28 Servizi e commercio I 63 Attivita' ausiliarie dei trasp.;ag.viaggi 0,81 0,27 0,78 0,56 0,57 I 64 Poste e telecomunicazioni 3,81 0,25 0,19 0,16 0,75 K 72 Informatica e attivita' connesse 0,63 0,29 0,41 0,25 0,35 K 73 Ricerca e sviluppo 1,30 0,51 0,60 1,79 1,18 K 74 Altre attivita' professionali e imprendit. 0,83 0,44 1,15 0,49 0,65 O 90 Smaltim.rifiuti solidi, acque scarico e sim. 0,90 0,63 1,07 0,32 0,62 Fonte: ns. elaborazioni su dati Unioncamere o Per quanto riguarda il settore Alimentare tutte le province registrano un coefficiente di localizzazione maggiore di uno, su tutte spicca Teramo con un indice pari 1,73. o Nel settore Tessile, solo Teramo mosta una significativa concentrazione di imprese (indice pari a 1,85), mentre nella Confezione di articoli di vestiario, preparazione e tintura pellicce, oltre alla provincia teramana (5,18), anche Pescara (2,02) e Chieti (1,38) mostrano una specializzazione. o Anche la Pelletteria è una prerogativa esclusiva della provincia di Teramo (indice pari a 2,90). o Nel settore Legno si segnala L Aquila (1,63), ma anche Teramo (1,14). o Nel Chimico spiccano le province dell Aquila (1,99) e Pescara (1,45). Istituto Ilongamor - Consulenza Statistica, Direzionale, Organizzativa ed Informatica - 60

61 o Il Settore della Plastica evidenzia invece una specializzazzione della provincia teatina (1,37) o Il macro settore Metallurgico-metallo segnala L Aquila e Teramo come quelle a maggior concentrazione di imprese, almeno per quanto riguarda la Divisione DJ27 Produzione di metalli e loro leghe (rispettivamente 1,28 e 1,32). o Nel macro settore Elettrico-elettronico spicca la provincia aquilana con un coefficiente pari a 11,09 sulla Divisione DL32 Fabbricazione di apparecchi radiotelevisivi e apparecchi per le comunicazioni. o Nel macro settore Metalmeccanico troviamo invece soprattutto la Provincia di Chieti con la Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (indice pari a 7,81), ma anche, sia pur in misura minore, Teramo (3,91); per quanto riguarda invece la Divisione DM35 Fabbricazione di altri mezzi di trasporto solo Chieti evidenzia una concentrazione di imprese superiore alla media nazionale (1,45). o Infine, nel macro settore Sevizi e commercio poche risultano le specializzazioni provinciali. Si segnala Pescara con il Commercio all ingrosso (1,85), L Aquila con le Telecomunicazioni (3,81) e con la Ricerca e sviluppo (1,30), la provincia teatina anch essa con la Divisione Ricerca e sviluppo (1,79) La dinamica e le specializzazioni settoriali nelle aree obiettivo 2 La maggior parte dei comuni abruzzesi rientra nella categoria delle cosiddette aree obiettivo 2. Tali aree si distinguono rispetto alla media Regionale e Nazionale in termini di declino della popolazione, di modesta densità di popolazione e depressione economica. Le zone ammissibili sono, infatti, i territori interni più fragili, esclusi dalle dinamiche di sviluppo delle zone costiere. I comuni coinvolti sono 263 su un totale di 305; se invece consideriamo i Sistemi Locali del Lavoro (SLL), di 19 SLL esistenti sul territorio regionale, 10 sono ammessi interamente all obiettivo 2, 5 solo parzialmente e 2 ne sono completamente esclusi (Pescara e Pineto). Il programma dell obiettivo 2 è quello di rafforzare l efficienza economica e la competitività della regione intervenendo su tre aree principali: competitività regionale; sviluppo imprenditoriale; tutela e valorizzazione delle risorse ambientali e culturali. La mappa riportata di seguito mostra la distribuzione delle aree coinvolte e parzialmente coinvolte dall obiettivo 2. Queste ultime, come L Aquila o Città Sant Angelo, sono state considerate interamente obiettivo 2, poiché spesso sono fuori obiettivo solo alcune aree del centro storico. Istituto Ilongamor - Consulenza Statistica, Direzionale, Organizzativa ed Informatica - 61

62 FIGURA 2.1.3: AREE OBIETTIVO 2 Obiettivo 2 Obiettivo 2 (parziale) Fonte: Commissione Europea Come si evince dal grafico , le aree obiettivo 2 delle province di Chieti e Pescara hanno evidenziato una dinamica imprenditoriale similare, con tassi di crescita elevati fino al 2004, ma con una brusca caduta nel 2005, soprattutto nella provincia teatina. Teramo è caratterizzata invece, rispetto alle 2 sopra citate province, da una minore espansione negli anni 2003 e 2004, ma da una performance migliore nel 2005, sia pur di modesta entità. Infine, per la provincia dell Aquila il trend nel quinquennio è stato costante, ma con tassi di crescita piuttosto ridotti, (grafico ). Grafico : Trend % del N di imprese per provincia 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% -5,0% ,0% L'Aquila Teramo Chieti Pescara Fonte: ns. elaborazioni su dati Unioncamere 3 3 Per la provincia di L Aquila, si rimanda all analisi elaborata nel paragrafo precedente, data la appartenenza di tutti comuni all area obiettivo 2 (a parte alcune aree del centro storico della città capoluogo). Per quanto concerne le province di: Teramo, Chieti e Pescara si precisa che i dati utilizzati ai fini dell analisi esposta in questo paragrafo, sono comprensivi anche delle le imprese presenti in provincia con sede legale fuori provincia. Istituto Ilongamor - Consulenza Statistica, Direzionale, Organizzativa ed Informatica - 62

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