LO SVILUPPO COGNITIVO

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1 SIGNIFICATO DEL TERMINE CONOSCENZA ( COGNIZIONE, PROCESSI COGNITIVI ) Alcuni processi mentali, patrimonio esclusivo dell uomo, sono universalmente considerati cognitivi: pensiero, ragionamento, soluzione di problemi, formazione di concetti Anche altri processi (che condividiamo con altre specie animali): percezione, memoria, attenzione, apprendimento tutte le azioni attraverso le quali un organismo acquisisce informazioni dall ambiente, le conserva, le riorganizza, ne fa uso nel corso delle proprie azioni

2 Jean Piaget ( ) Studio dello sviluppo cognitivo al fine di costruire un ponte tra biologia ed epistemologia Epistemologia genetica come si passa da forme meno evolute di conoscenza a forme più evolute? origini della conoscenza nell uomo no studio delle modificazioni nel comportamento manifesto MA attraverso lo studio del comportamento manifesto quali trasformazioni nelle strutture mentali sottostanti (strutturalismo)

3 Jean Piaget ( ) Ipotesi innatista Le strutture cognitive hanno un origine esclusivamente interna Piaget respinge Piaget propone Ipotesi ambientalista Le strutture cognitive hanno un origine esclusivamente ambientale Teoria organismica L individuo non è un passivo recettore di influenze ambientali, né un veicolo di idee innate, ma un attivo costruttore delle proprie conoscenze

4 Gli assunti base della teoria di Piaget Lo sviluppo è comprensibile all interno della storia evolutiva delle specie, di cui l organizzazione biologica e psicologica dell uomo costituisce l apice L organismo è attivo e si modifica attraverso gli scambi con l ambiente Lo sviluppo consiste nella trasformazione di strutture che non sono innate, ma si costruiscono grazie all attività dell individuo (Strutturalismo Costruttivistico)

5 L INTELLIGENZA SECONDO PIAGET ASSIMILAZIONE ACCOMODAMENTO Incorpora nei propri schemi i dati dell esperienza Conservazione Modifica i propri schemi per adattarli ai nuovi dati Novità principali responsabili del cambiamento cognitivo ADATTAMENTO DELL ORGANISMO ALL AMBIENTE accordo del pensiero con le cose primo invariante funzionale

6 L INTELLIGENZA SECONDO PIAGET ORGANIZZAZIONE COGNITIVA accordo del pensiero con se stesso secondo invariante funzionale Tendenza dell organismo a integrare, coordinare e organizzare le proprie strutture cognitive in totalità che possiedono proprietà e leggi intrinseche Elevato grado di coerenza, nella fase di sviluppo raggiunta dal bambino, relativamente a diverse abilità e competenze è l intera struttura cognitiva che si adatta e non parti isolate di essa

7 L INTELLIGENZA SECONDO PIAGET EQUILIBRAZIONE terzo invariante funzionale Tendenza dell organismo a raggiungere uno stato di equilibrio con l ambiente e con se stesso La conoscenza del mondo si sviluppa attraverso una serie di stati discreti di disequilibri tra organismo e ambiente l adattamento intellettivo consiste nel mettere in equilibrio il meccanismo assimilatorio e quello di accomodamento

8 IL PROCESSO DI SVILUPPO SECONDO PIAGET PROCESSO DI SVILUPPO Continuità Discontinuità Funzioni invarianti: Adattamento Equilibrio Organizzazione Stadi di sviluppo Strutture variabili

9 GLI STADI DI SVILUPPO SECONDO PIAGET Ciascuno stadio prevede una particolare forma di organizzazione psicologica (è una totalità) Il passaggio da uno stadio al successivo può essere graduale e l età può variare da un bambino all altro, ma la sequenza è invariante e universale Ogni stadio è qualitativamente diverso dal precedente, presenta forma e regole proprie Le acquisizioni di uno stadio non si perdono con il passaggio allo stadio successivo, ma vengono integrate in strutture più evolute (integrazione gerarchica tra stadi)

10 LO STADIO SENSOMOTORIO (fino ai 24 mesi) Il bambino interagisce con l ambiente solo mediante azioni e percezioni L intelligenza consiste di schemi di azione che gradualmente tendono a generalizzarsi e a coordinarsi dando luogo a sequenze comportamentali più ampie a) la risposta del bambino alla realtà è di tipo sensoriale e motorio b) il bambino reagisce al presente immediato no progetti, no scopi c) il bambino non ha una rappresentazione interna della realtà (no parole, no immagini mentali)

11 6 SOTTOSTADI 1. Esercizio dei riflessi (0-1 mese) il neonato si limita a esercitare gli schemi riflessi, alcuni dei quali rimangono immutati nel corso della vita, altri scompaiono, altri si modificano (suzione, prensione, visione, fonazione, audizione) applica le reazioni innate (in modo isolato) a situazioni sempre più numerose (es. suzione) egocentrismo radicale: né consapevolezze di sé, né del mondo esterno considera l immagine che osserva come l estensione, se non il prodotto, del suo sforzo di vedere

12 6 SOTTOSTADI 2. Reazioni circolari primarie (1-4 mesi) l attività sensomotoria si trasforma in funzione dell esperienza ripetizione di azioni (centrate sul proprio corpo) che portano a risultati interessanti costituzione di schemi nuovi (le prime abitudini) inizia la coordinazione di più schemi (es. suzione del pollice, che da fatto occasionale si trasforma in condotta sistematica attraverso la coordinazione tra lo schema di suzione e i movimenti della mano)

13 6 SOTTOSTADI 3. Reazioni circolari secondarie (4-8 mesi) interesse per la realtà esterna la cui esistenza è ancora legata alle azioni del bambino bisogno di ripetizione si formano gli schemi secondari che consentono di produrre effetti sul mondo esterno (ad es. visivi o sonori scuotendo un oggetto) migliore conoscenza degli oggetti il bambino non comprende ancora i nessi causali, quindi utilizza dei procedimenti anche inadeguati per far durare gli spettacoli interessanti compare la reazione circolare differita: riprende l azione su un oggetto dopo averla momentaneamente interrotta coordinazione degli schemi della visione e della prensione

14 6 SOTTOSTADI 4. Coordinazione di schemi secondari e loro applicazione a situazioni nuove (8-12 mesi) compare una differenziazione tra mezzi e fini (intelligenza sensomotoria) gli schemi secondari sono coordinati in modo che uno funga da fine e l altro da mezzo il comportamento si può dire intenzionale il bambino diversi utilizza gli schemi che già possiede per scopi aumento delle condotte esplorative (l oggetto viene assimilato a tutti gli schemi d azione disponibili) il bambino inizia a cercare un oggetto quando qualcuno lo ha nascosto davanti ai suoi occhi, però commette l errore A non B **

15 6 SOTTOSTADI 5. Reazioni circolari terziarie e scoperta di mezzi nuovi mediante sperimentazione attiva (12-18 mesi) il bambino si impegna attivamente nella ricerca di nuovi mezzi e cerca di scoprire nuovi aspetti delle azioni e degli oggetti tramite le reazioni circolari terziarie affina la comprensione dei rapporti spaziali e causali la causalità diventa obiettiva e esteriorizzata (eistenza di cause indipendenti dalla propri azioni) nuove condotte: supporto, cordicella, bastone il bambino non commette più l errore A non B, ma non sa rappresentare gli spostamenti che non vede

16 6 SOTTOSTADI 6. Invenzione di mezzi nuovi mediante sperimentazione mentale (18-24 mesi) compare la funzione simbolica (o rappresentativa) il bambino può evocare mentalmente oggetti o situazioni non presenti ed effettuare azioni non solo corporee, ma anche mentali (azioni interiorizzate) i bambini, posti di fronte a una situazione nuova, risolvono il problema mentalmente, immaginandosi diverse azioni e i loro esiti, per poi realizzare solo quella che ha successo permanenza dell oggetto

17 PERMANENZA DELL OGGETTO I. II. nessun comportamento di ricerca; l oggetto cessa di esistere una volta perso il contatto visivo con esso III. IV. cerca di recuperare l oggetto solo se è parzialmente visibile; interrompe il proprio comportamento se l oggetto viene improvvisamente coperto mentre sta per afferrarlo non sa cercare l oggetto se esso viene nascosto in un nuovo nascondiglio, davanti ai suoi occhi (errore A non B) V. cerca l oggetto nella posizione in cui lo ha visto scomparire VI. cerca l oggetto anche quando è sottoposto a spostamenti non visibili

18 LO STADIO PREOPERATORIO (2-6 ANNI) Conquista della funzione rappresentativa simbolica da azioni manifeste ad azioni interiorizzate Il bambino è in grado di evocare oggetti ed eventi non presenti, attraverso il gioco simbolico, l imitazione differita, il linguaggio tutti questi comportamenti evocano una realtà non percepita ma conosciuta in precedenza dalla coordinazione degli schemi sensomotori sono derivati gli schemi mentali (azioni interiorizzate) che rappresentano oggetti e azioni che possono essere manipolati mentalmente limite: sono isolati, possono essere pensati uno alla volta

19 LO STADIO PREOPERATORIO (2-6 ANNI) Egocentrismo intellettuale tendenza a percepire, capire ed interpretare il mondo dal proprio punto di vista il bambino non può adottare il punto di vista percettivo e concettuale di un altra persona Studi sull egocentrismo prospettive spaziali (egocentrismo percettivo) linguaggio (egocentrismo comunicativo) visione del mondo fisico

20 Compito delle 3 montagne di Piaget Si chiede al bambino di scegliere, tra una serie di figure, quella che rappresenta meglio una prospettiva diversa dalla propria I diversi punti di vista non risultano essere coordinati all interno di un sistema unitario il punto di vista del momento rimane l unico concepibile solo a 9-10 anni compare la capacità di scegliere la figura appropriata

21 LO STADIO PREOPERATORIO (2-6 ANNI) Linguaggio egocentrico Il bambino non è capace di adattare il proprio discorso alle caratteristiche dell ascoltatore e viene data per scontata una conoscenza comune con l interlocutore nella descrizione di eventi e oggetti non sente il bisogno di agire sull interlocutore, di comunicargli veramente qualche cosa: un po come nella conversazione di certi salotti, in cui tutti parlano e nessuno ascolta Piaget (1923). Il linguaggio e il pensiero del fanciullo.

22 LO STADIO PREOPERATORIO (2-6 ANNI) Linguaggio egocentrico Ti piace la mia maglietta, mamma? Cos è questo, mamma?

23 LO STADIO PREOPERATORIO (2-6 ANNI) Visione del mondo fisico Animismo: tendenza a considerare le cose come viventi e dotate di intenzionalità (vita attribuita a: qualunque cosa coinvolta in una qualche azione solo a oggetti mobili solo a oggetti dotati di moto proprio) Finalismo: tendenza ad interpretare tutti i fenomeni come finalizzati ad uno scopo, all interno di un ordine prestabilito di cui l essere umano è il centro Artificialismo: consiste nel considerare le cose come il prodotto della costruzione umana o di un attività divina che opera secondo le regole della costruzione umana

24 LO STADIO PREOPERATORIO (2-6 ANNI) Animismo Hub (6;6) Che cosa fa il sole quando ci sono le nuvole e piove? Va via perché c è brutto tempo Perché? Perché non vuole bagnarsi (Piaget, 1926)

25 Hub (6;6) LO STADIO PREOPERATORIO (2-6 ANNI) Artificialismo La luna è sempre tonda? No Com è? A mezzaluna. E molto consumata. Perché? Perché ha illuminato Come ridiventa tonda? Perché la rifanno (Piaget, 1926)

26 LO STADIO PREOPERATORIO (2-6 ANNI) Artificialismo, animismo e finalismo rispecchiano la confusione (o mancanza di distinzione) tra il mondo interiore e il mondo fisico: le cose del mondo vengono assimilate alla propria esperienza soggettiva L io è il modello di interpretazione dell universo Pensiero prelogico o intuitivo la soluzione a problemi pratici viene raggiunta attraverso un meccanismo di rappresentazione di immagini relative a percezioni e movimenti Pensiero trasduttivo da particolare a particolare relazione causale tra due elementi concreti perché si verificano assieme

27 LO STADIO PREOPERATORIO (2-6 ANNI) Irreversibilità E l esempio più chiaro di rigidità del pensiero di tipo preoperatorio (focalizzato sugli stati più che sulle trasformazioni) Le azioni interiorizzate conservano diverse caratteristiche delle azioni reali fra cui quella di essere legate alla sequenzialità spazio-temporale (la direzionalità) Esse non sono ancora coordinate in sistemi d insieme che consentano di eseguire più azioni mentali in rapida successione o simultaneamente: non è possibile annullare, invertire o compensare l effetto di una di esse mediante l azione opposta

28 LO STADIO PREOPERATORIO (2-6 ANNI) Irreversibilità Esempio: Rapporti parte-tutto DOMANDA: Sono di più le perle di legno o le perle nere? RISPOSTA: le perle nere, perché le bianche sono solo tre

29 LO STADIO PREOPERATORIO (2-6 ANNI) Irreversibilità Esempio: Rapporti parte-tutto I bambini, dopo aver compiuto l azione mentale di dissociare le perle nere da tutte le altre per isolarle e fare il confronto richiesto, non sono più in grado di annullarla mediante l azione di ricongiungerle mentalmente alle altre per ricostruire la fila delle perle di legno. Quindi il confronto viene fatto fra le perle nere e quelle che rimangono dopo la dissociazione iniziale, cioè le perle bianche. Vince un giudizio basato sulla percezione

30 LO STADIO PREOPERATORIO (2-6 ANNI) Acquisizioni che preparano il passaggio allo stadio successivo Identità qualitativa gli oggetti e le persone conservano la propria identità pur subendo delle trasformazioni che ne alterano l aspetto Funzione x = f(y) x è funzione di y se col variare di y varia anche x, seguendo una regola ben definita

31 COMPITO DI CONSERVAZIONE (della sostanza)

32 COMPITO DI CONSERVAZIONE (del volume)

33 COMPITO DI CONSERVAZIONE (del numero)

34 LO STADIO PREOPERATORIO (2-6 ANNI) Acquisizione delle funzioni -esempio- A bambini dai 3 ai 7 anni vengono mostrati tre pesci giocattolo di grandezza: A = 5 cm B = 10 cm C = 15 cm Vengono dati loro dei chicchi di grano con la richiesta di dare a B il doppio del cibo dato ad A ed a C il triplo I bambini più piccoli distribuiscono il cibo a caso Quelli intermedi differenziano le quantità in base alla grandezza dei pesci I più grandi risolvono il compito

35 LO STADIO OPERATORIO CONCRETO (7-12 ANNI) Le azioni mentali isolate si coordinano tra loro e si raggruppano per dar luogo a delle strutture d insieme: le operazioni intellettuali Operazioni Reversibilità Ad ogni operazione corrisponde un operazione inversa (invarianti/nozioni di conservazione) Segna la genesi del pensiero logico in quanto permette la coordinazione dei diversi punti di vista tra loro (sia che originino da individui diversi, sia che consistano in percezioni e intuizioni diverse dello stesso individuo) I bambini ragionano in termini logici davanti a problemi concreti

36 LO STADIO OPERATORIO CONCRETO (7-12 ANNI) Piaget postula l esistenza di 16 strutture operatorie: Raggruppamenti logici riguardano operazioni che si compiono sugli oggetti e sulle relazioni tra gli oggetti (di classe; di relazione) infra-logici riguardano operazioni sulle relazioni spaziotemporali tra oggetti e sulle relazioni parte-tutto negli oggetti

37 LO STADIO OPERATORIO CONCRETO (7-12 ANNI) Operazioni di classificazione Ciò che caratterizza la classe (relazione simmetrica di uguaglianza) come risultato di un operazione è il fatto di essere sempre collocata all interno di un sistema di classi Su un sistema di classi è possibile compiere operazioni di addizione e di moltiplicazione logica Piaget ha studiato lo sviluppo delle operazioni di classificazione riguardo alla capacità: 1. di individuare una proprietà sulla cui base costruire una classe (es. sagome geometriche di diverse forme e colori) Categorization inability 2. di compiere operazioni di addizione e moltiplicazione logica -e le loro inverse- sulle classi (es. perle di legno; classe foglie verdi)

38 Classificazione Moltiplicativa

39 LO STADIO OPERATORIO CONCRETO (7-12 ANNI) Operazioni di seriazione Si possono sommare o moltiplicare anche relazioni asimmetriche, cioè serie insieme in cui una proprietà è posseduta in misura diversa da ciascun elemento Piaget ha studiato lo sviluppo delle operazioni di: 1. seriazione additiva (es. insieme di bastoncini di diversa lunghezza) 2. seriazione moltiplicativa (es. bicchieri di diversa altezza e larghezza)

40 Seriazione Additiva LO SVILUPPO COGNITIVO

41 Seriazione Moltiplicativa

42 LO STADIO OPERATORIO CONCRETO (7-12 ANNI) Operazioni infralogiche a) conservazione della distanza b) conservazione della lunghezza/della superficie c) conservazione ordine temporale Es. 3 palline di diverso colore, ABC, attraversate da un pezzetto di filo di ferro, vengono fatte entrare da DX a SX in un tubo non trasparente; con che ordine usciranno dall estremità sinistra del tubo? E dopo una rotazione di 180? E dopo 16 rotazioni di 180? E dopo 25 rotazioni di 180?

43 LO STADIO OPERATORIO FORMALE (DAI 12 ANNI) Il pensiero diviene ipotetico-deduttivo in quanto consente di compiere operazioni logiche su premesse puramente ipotetiche, esplicitate in modo esclusivamente verbale, senza alcun supporto materiale E ipotetico perché, una volta individuati i fattori coinvolti in un fenomeno, li varia in modo sistematico per verificare quali siano la causa di quel fenomeno E in grado di compiere deduzioni e induzioni, cioè stabilire le appropriate relazioni logiche tra fatti specifici e leggi generali

44 Che cosa si modifica (e come) nel corso dello sviluppo? Modificazione sostanziale delle strutture mentali che il b. utilizza per interagire con la realtà: - Schema d azione - Azioni interiorizzate - Operazioni intellettuali Il passaggio da uno stadio all altro avviene grazie ad una serie di meccanismi generali determinati biologicamente (adattamento, organizzazione, equilibrazione)

45 Lo sviluppo è un processo dominio-generale o dominiospecifico? è determinato da invarianti funzionali innati che agiscono su tutti gli aspetti del sistema cognitivo ogni stadio si caratterizza per la presenza di una specifica struttura cognitiva che controlla ogni aspetto del comportamento e del pensiero del b. Sviluppo dominio-generale

46 Qual è il rapporto tra fattori biologici ed esperienza? il costruttivismo piagetiano rappresenta un punto di contatto tra la visione innatista e quella empirista attraverso l esperienza il b. costruisce il proprio sistema cognitivo a partire da pochi riflessi innati l esperienza è un fattore necessario ma non sufficiente per spiegare il cambiamento Epigenesi costruttivista

47 Lo sviluppo avviene in modo continuo o discontinuo? la presenza di una struttura cognitiva specifica per ogni stadio rende ciascuna fase dello sviluppo qualitativamente diversa dalla precedente e dalla successiva Processo discontinuo MA i meccanismi che rendono possibile la conoscenza rimangono identici nei vari stadi dello sviluppo, anche se vengono espletati da strutture diverse

48 CRITICHE ALLA TEORIA DI PIAGET I compiti piagetiani sono troppo difficili? L analisi dei compiti piagetiani ha consentito di definire in modo preciso le abilità richieste; la modalità di presentazione del compito e il tipo di consegna verbale servono a capire quale significato il bambino attribuisca al problema Modificando aspetti criteriali del compito si ottengono risposte corrette da parte di bambini che avevano fallito alle prove piagetiane standard

49 CRITICHE ALLA TEORIA DI PIAGET Compito del ragazzo e dei poliziotti che cosa una persona vede? come la vede?

50 CRITICHE ALLA TEORIA DI PIAGET Quanto più la formulazione del compito risulta comprensibile (cioè il b. riesce ad inserire tale compito nell ambito delle sue conoscenze del mondo), tanto migliore e affidabile sarà la sua prestazione Problema di natura logica: quali esempi selezionare per verificare se la regola se p allora q sia vera situazione sperimentale delle api ronzanti (Girotto, Blaye, Farioli; 1989) il 70% dei b. di 7 anni controlla correttamente la regola

51 CRITICHE ALLA TEORIA DI PIAGET Il bambino riesce meglio in compiti vicini alla sua esperienza quotidiana utilizzando materiale significativo e situazioni familiari è possibile abbassare l età in cui una determinata competenza si manifesta TUTTAVIA risultati come questi non minano le fondamenta della teoria piagetiana condizioni facilitanti possono anticipare prestazioni corrette ma ciò non toglie che l egocentrismo e il ragionamento intuitivo (pre-logico) siano tipici del periodo pre-operatorio

52 CRITICHE ALLA TEORIA DI PIAGET L esistenza degli stadi Lo stadio è inteso come fase dello sviluppo caratterizzata da una stessa struttura cognitiva sottostante coerenza di tipo orizzontale: omogeneità nei comportamenti e nelle prestazioni cognitive del bambino di una certa età In realtà non esiste stabilità e sistematicità nelle risposte che uno stesso soggetto fornisce a compiti diversi décalage orizzontale Troppo semplicistico l assunto dell esistenza di una singola struttura unitaria la cui evoluzione è responsabile di tutti i cambiamenti

53 Il décalage nell acquisizione della nozione di conservazione

54 CRITICHE ALLA TEORIA DI PIAGET Il ruolo dell esperienza e dell apprendimento Piaget ritiene che il normale corso dello sviluppo sia autogenerativo e che non possa subire modificazioni sostanziali per effetto di esperienze di apprendimento L apprendimento non può modificare il normale andamento evolutivo (tutti gli stadi sono necessari) È possibile indurre l acquisizione di particolari nozioni solo a condizione che le strutture disponibili al momento non siano troppo al di sotto di quelle richieste dal concetto

55 CRITICHE ALLA TEORIA DI PIAGET Il conflitto socio-cognitivo Assunto: le azioni dell individuo si collocano in un contesto sociale lo sviluppo cognitivo è un processo sociale Conflitto interindividuale (sociocognitivo) come fattore di sviluppo più efficace rispetto al conflitto intraindividuale L interazione sociale è in grado di indurre una perturbazione cognitiva capace di innescare la ricerca di un organizzazione mentale di livello superiore

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