Cap. 4: L azione di prevenzione della Direzione regionale

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1 Cap. 4: L azione di prevenzione della Direzione regionale I progetti di prevenzione: panoramica Studenti, aspiranti lavoratori e datori di lavoro, attuali lavoratori e datori di lavoro : questa la platea interessata ai progetti che INAIL Lazio mette in campo nel settore della prevenzione. E in particolare dai primi che parte qualunque politica della prevenzione, poiché è con i giovani che si getta il seme più fertile di una cultura che informi di sé tutta una mentalità del futuro lavoratore. Ed è una fiducia che risulta sempre ben riposta, visti i risultati di una iniziativa diventata ormai un cult di INAIL Lazio : le borse di studio bandite in sinergia con l Ufficio Scolastico Regionale del MIUR. Ogni anno, fra i ragazzi e le scuole aderenti vengono premiati lavori molto interessanti dal punto di vista tecnico (quali, ad esempio, la descrizione del ciclo produttivo di un frantoio, con dettagliata illustrazione dei rischi connessi e delle auspicabili misure per controllarli) e assai pregiati anche per la qualità del messaggio comunicato. Quest ultimo è il caso di un idea risultata poi vincente con la quale è stato realizzato un video in cui i ragazzi hanno scritto a più mani, ciascuno nella propria lingua (italiano, cinese, portoghese, arabo, inglese, francese e indiano) una lettera al padre vittima della mancata applicazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro, esprimendo tutto il loro dolore e lo sconvolgimento che un incidente porta nella vita familiare.

2 Caro papà, quella mattina sono andata a scuola come al solito, ara una giornata come le altre, non sapevo che niente sarebbe stato più come prima. Quando sono tornato a casa, me l hanno detto. Dopo l incidente alla fabbrica, ti avevano portato all ospedale, l operazione è durata otto ore e dopo sei stato in coma farmacologico per dieci giorni. Quando ti sei svegliato non eri più tu. Mamma era come impazzita e noi ragazzi eravamo sconvolti, anche se cercavamo di non farlo vedere. Ti abbiamo portato a casa, ma lo strazio non è finito lì. Da quel giorno la nostra vita è stata un odissea fatta di operazioni chirurgiche, lunghe degenze in ospedale, cicli di fisioterapia. Non ti sei ripreso, non puoi più lavorare. Ci penso sempre. Se fossero state adottate le norme di sicurezza dalla ditta, se avessero messo le protezioni che dovevano mettere, la macchina non ti avrebbe stritolato le gambe, ma soprattutto non avrebbe stravolto la vita di noi quattro. Noi tiriamo avanti, io ho lasciato la scuola e lavoricchio, il piccolo ci va ancora. Mamma fa le pulizie perché il sussidio che ti danno non ci basta, tu stai a casa e non parli. Papà però, ricordati, noi ti vogliamo tanto bene lo stesso e non ti lasceremo mai solo. Tua figlia 2

3 La sensibilità, la delicatezza ed il sentimento di una testimonianza come questa meritano di essere valorizzati, perché esprimono al massimo grado, attraverso la voce dei nostri utenti, un concetto che troppo spesso noi che operiamo nel settore ripetiamo in modo non sempre davvero consapevole, e cioè che dietro ad ogni infortunio c è una persona, con tutto il suo mondo materiale, morale e ideale, la sua famiglia, il suo contesto sociale. Proprio la particolare versatilità di una platea giovane ha indotto INAIL Lazio a rivolgere il suo sguardo agli studenti non solo in quanto futuri lavoratori di domani, ma anche in quanto potenziali datori di lavoro di domani, cercando di suscitare la curiosità per un imprenditoria che recuperi i mestieri della tradizione regionale, quale invero si va perdendo. Un simile spunto era stato peraltro già colto in uno dei progetti presentati nell ambito del citato concorso a borse di studio, con il coinvolgimento di una famiglia di tappezzieri del quartiere: prestatasi ad una intervista mirata ad illustrare il percorso della nuova generazione a muoversi sulle orme della vecchia, pur avendo già esplorato il panorama più rassicurante del lavoro dipendente, i giovani intervistatori hanno saputo porre in luce l inestimabile bagaglio di professionalità e di creatività riposto in un attività inventata da chi la esercita. Ebbene, in una simile ottica INAIL Lazio sta dando vita ad una serie di progetti - i cui frutti si potranno raccogliere auspicabilmente nel 2014 incentrati proprio su una prevenzione orientata alle attività imprenditoriali-artigianali, in partnership sia con soggetti particolarmente qualificati nel settore della formazione degli studenti, sia con enti locali e parti sociali. I risultati attesi di simili iniziative sono un certo numero di neo-imprese da assistere nella gestazione di nuove attività imprenditoriali fornendo assistenza, consulenza, in collaborazione con Cassa Nazionale Artigiani; ma anche il recupero di mestieri che vanno scomparendo come la falegnameria, la lavorazione del ferro e della ceramica. Quest ultimo è un ambizioso obiettivo condiviso con la Fondazione Mondo Digitale, teso alla creazione di una rete multisettoriale di comunicazione e formazione tra giovani e forze produttive del territorio, che stimoli e coinvolga tutti i partner ad una rivalorizzazione delle attività manuali in quanto bagaglio culturale prezioso. Crescita personale e sviluppo di una ripresa economica sana sono dunque il traguardo più alto di tale iniziativa. Se la nuova frontiera della prevenzione è quella dei lavoratori e dei datori di lavoro di domani, non bisogna dimenticare che la normativa vigente chiama l INAIL in prima battuta a fornire sostegno a quanti già oggi sono nel mondo produttivo. Rinviando ai paragrafi che seguono i dettagli su alcuni dei progetti più interessanti relativi sia a lavoratori altamente specializzati (operatori addetti agli ambienti confinati), sia a lavoratori che provengono da tradizioni estranee a quella italiana ( Sicurezza senza frontiere ), in questa sede preme soltanto rammentare i finanziamenti annualmente erogati per progetti di investimento realizzati da parte di micro, piccole e medie imprese. A tale riguardo, nel 2011 sono stati accolti 353 progetti, a fronte di uno stanziamento di circa ; mentre nel 2012 i progetti finanziati sono stati 272, a fronte di uno stanziamento di circa

4 4.2 - Formazione ed addestramento itinerante - Procedure di lavoro in spazi confinati: l Unità Mobile di addestamento UMA ed il contributo delle Istitiuzuioni del Lazio I tragici incidenti mortali, anche multipli, accaduti negli ultimi anni in ambienti di lavoro contaminati o confinati hanno attivato il livello massimo di tutela per i lavoratori. Infatti il Presidente della Repubblica, con l emanazione del D.P.R. n. 177 del 2011, ha inteso definire la qualificazione professionale richiesta alle imprese e ai lavoratori autonomi destinati ad operare nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati. Requisiti fondamentali per l abilitazione al lavoro negli spazi confinati, individuati dal Decreto, sono l informazione e la formazione sui fattori di rischio propri di tali attività e l addestramento all applicazione delle procedure di lavoro specifiche richiesti all operatore (lavoratore dipendente o autonomo o datore di lavoro) sia per la normale operatività che per la corretta gestione delle fasi dell eventuale emergenza e delle relative procedure di sicurezza. La formazione e l addestramento sono quindi indicate dal decreto come misure essenziali, al pari di una adeguata valutazione dei rischi, per la prevenzione degli infortuni degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati. È infatti risultato che in molti incidenti mortali, pur in presenza sui luoghi di lavoro delle attrezzature di protezione e dei dispositivi di protezione individuali necessari, l evoluzione degli infortuni è stata comunque infausta perché l addestramento, all uso corretto di tali attrezzature e dispositivi, si è dimostrato carente. Fig. 1 Fig. 2 Esempi di operazioni di ingresso in ambienti confinati Fin dal 2010 la Direzione Regionale per il Lazio dell INAIL ha avviato una proficua attività di sensibilizzazione e formazione per le figure di coordinamento della salute e sicurezza (Responsabili SPP, Coordinatori per la Sicurezza, Datori di Lavoro) chiamate a gestire le attività da svolgere negli ambienti a rischio di inquinamento o confinati. Nel 2012 è stato siglato, dalla Prefettura di Latina, dall INAIL Direzione Regionale Lazio, da Confindustria Latina e dall AUSL Latina - Dipartimento SPreSal, il protocollo d intesa Safety First - La sicurezza prima di tutto: formazione itinerante per addetti che operano in ambienti confinati, con l obiettivo di rispondere alle esigenze di formazione e addestramento degli operatori introdotte dal D.P.R. n. 177/11. L obiettivo del protocollo d intesa Safety First - La sicurezza prima di tutto: formazione itinerante per addetti che operano in ambienti confinati era finalizzato all erogazione di un percorso formativo teorico, propedeutico e di addestramento in campo con l impiego di una speciale Unità Mobile di Addestramento (U.M.A.). L interno del simulatore è allestito per riprodurre le condizioni di ingresso/uscita, sia in verticale che in orizzontale, da uno spazio confinato e le relative condizioni 4

5 operative prevedibili negli interventi lavorativi in spazi confinati, con il fine di addestrare alle corrette procedure di sicurezza in situazioni normali e di emergenza. Il valore aggiunto del percorso esperienziale, proponibile con l utilizzo dell U.M.A., è rappresentato dall opportunità per i lavoratori di sperimentare personalmente, in sicurezza, le reali e differenti condizioni di lavoro, nonché di acquisire i corretti comportamenti e gli schemi operativi utili per la gestione delle fasi dell emergenza. Fig.3: Unità Mobile di Addestramento (U.M.A.) Fig. 4: Allestimento operativo Nell ottica di favorire e promuovere la cultura della sicurezza negli ambienti di lavoro all interno delle realtà sociali e produttive del territorio, il progetto Safety First - La sicurezza prima di tutto: formazione itinerante per addetti che operano in ambienti confinati si pone come un concreto sostegno alle imprese impegnate nel difficile compito di preparare e addestrare le proprie maestranze, siano esse operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati presso la propria unità produttiva che presso i siti dei committenti. Nello specifico le parti hanno condiviso e sottoscritto i seguenti impegni: 1. L INAIL, Direzione Regionale Lazio, quale Ente di promozione e finanziamento del progetto, con la disponibilità dei propri tecnici specializzati in materia, ha preso in carico l onere di svolgere attività di formazione teorica in aula, supportando pure la diffusione dell iniziativa tramite la fornitura di materiale divulgativo ed il noleggio di specifiche attrezzature su indicazione dell Associazione degli Industriali della Provincia di Latina - Confindustria. 2. L U.T.G. PREFETTURA DI LATINA, nella qualità di Ente di patrocinatore del progetto ha assunto il compito di divulgare sul territorio le informazione sulle finalità e sulla modalità di svolgimento dell iniziativa, anche informando il Nucleo Tecnico Permanente per la Sicurezza sul Lavoro della Provincia di Latina; 3. CONFINDUSTRIA LATINA, ha assunto il compito di comunicare alle proprie aziende associate i dettagli tecnico/logistico/organizzativi del progetto, oltre a chiedere loro di mettere a disposizione idonee sedi per l erogazione dei corsi (aule e piazzali o altre strutture equivalenti) nonché a rilasciare gli attestati di frequenza. Ha inoltre assunto l impegno di affidare le attività di supporto tecnico-operativo ad idonea azienda che garantisca lo svolgimento delle attività addestrative con personale altamente professionalizzato e con specifiche attrezzature, in primo luogo l Unità Mobile di Addestramento (U.M.A.), coordinandone gli interventi. 4. La AUSL, tramite il Dipartimento di Prevenzione sul Lavoro di Latina, quale organo di controllo locale, ha preso in carico il compito di favorire, in accordo con le parti firmatarie, la diffusione dell iniziativa. Nel corso del 2013 si sono già effettuate 14 sessioni, che hanno coinvolto 192 lavoratori appartenenti a medie aziende e a piccole o micro imprese.l INAIL Lazio si propone di estendere in futuro l iniziativa anche alle altre provincie della Regione. 5

6 Festa della sicurezza senza frontiere La Direzione Regionale Lazio dell INAIL e la Comunità di Sant Egidio, nell ottobre 2012, hanno stipulato un protocollo d intesa con lo scopo di contribuire alla formazione, in tema di sicurezza sui luoghi di vita e di lavoro, degli studenti lavoratori stranieri che frequentano i corsi, di italiano e di formazione professionale, presso la Scuola di Lingua e Cultura Italiana della Comunità di Sant Egidio, a Roma. Nel gennaio del 2013 più di 1000 di questi studenti, insieme alle loro famiglie, hanno partecipato alla Festa della Sicurezza senza Frontiere, per vivere un momento di svago e di festa apprendendo allo stesso tempo nozioni utili per la loro vita professionale. La sede della Comunità di Sant Egidio di Via Dandolo, nel quartiere Trastevere, per una giornata è stata trasformata in uno spazio di approfondimento e discussione, con l allestimento di aree per giochi didattici, cineforum e stand informativi. L area giochi Il cineforum Come per le Feste interculturali per la sicurezza in edilizia, organizzate con successo dalla Direzione Regionale del Lazio dell INAIL negli anni passati, anche nella Festa della Sicurezza senza Frontiere è stata prevalente l associazione di momenti ludici a momenti didattici. Insomma un vero e proprio percorso informativo e didattico con il via libera a giochi, musica, cartoni animati, cortometraggi e video per un apprendimento utile e divertente al tempo stesso. Nel corso della giornata, gli studenti hanno potuto partecipare a lezioni e simulazioni, relative ai rischi nei cantieri e ai rischi in ambiente domestico, tenute da docenti della Consulenza Tecnica per l'edilizia Regionale e del Dipartimento Processi Organizzativi e del Processo Formazione regionale con la collaborazione e l'ausilio di personale amministrativo. L addestramento sui rischi domestici Le One Point Lesson sulla sicurezza in edilizia 6

7 In particolare, sul tema della sicurezza in edilizia, è stata allestita un apposita aula formativa per l utilizzo del metodo One Point Lesson (OPL), già sperimentato in altre occasioni dalla Direzione Regionale. Il metodo OPL, ideato in Giappone negli anni 50, è stato adattato per la formazione degli addetti alle costruzioni, un settore composto spesso da lavoratori stranieri con scarsa propensione a partecipare ai classici percorsi formativi. Esso è caratterizzato in particolare da una durata breve (circa 15 minuti), aule di piccoli gruppi (10-12 persone), dalla trattazione di un singolo argomento, illustrato su fogli di grande formato con l impiego di più canali comunicativi e di materiale multilingue. In un altra aula è stato possibile seguire delle vere e proprie simulazioni, di situazioni e lavori usuali, con le quali apprendere le corrette informazioni per conoscere e evitare i rischi domestici; inoltre un area apposita, lo spazio cineforum, è stata riservata alla visione di filmati sulle corrette procedure di lavoro a cui hanno fatto seguito brevi scambi di informazioni con la possibilità, per i partecipanti, di raccontare proprie esperienze lavorative e ricevere risposte ai loro quesiti dai funzionari della Direzione Regionale Lazio. I videogiochi per individuare i pericoli La distribuzione dei materiali informativi La Festa è poi continuata coinvolgendo i più piccoli, figli di lavoratori e studenti dei corsi di lingua italiana, facendoli partecipare a giochi a premi, distribuendo materiali informativi e gadget presenti nei vari stand allestiti dalla Direzione Regionale INAIL e dalla Comunità. La giornata si è poi conclusa con un concerto di musica multietnica. Di seguito riportiamo le interviste, ad alcuni partecipanti, registrate durante la festa. Mussa (studente e operaio) E importantissima questa giornata, per sapere tutte queste cose su come proteggersi non solo per il lavoro ma anche nella vita quotidiana. Quindi ringrazio chi ha avuto l idea ed ha organizzato questa giornata per farci capire le cose importanti per lavorare e anche per il nostro futuro. Mentre facevo il corso di saldatore mi è capitato che un pezzo di ferro è caduto nei miei occhi. Stavo lavorando senza occhiali e senza mascherina, niente. Ho lavorato anche in campagna, così senza la scarpa antinfortunistica e senza guanti. Facevo così perché quando finivo il lavoro non mi sentivo niente e pensavo che potevo lavorare così, che tanto non capita niente. Oggi ho imparato che è molto importante lavorare con scarpe antinfortunistiche e anche usare i guanti, e mi ha fatto molto piacere. 7

8 Un'altra cosa mi ha colpito molto: mentre si lavora, se si fa pausa, non si deve bere alcolici, tipo vino o qualsiasi alcol. Questo non lo sapevo per niente, perché vedevo dove ho lavorato, anche altri lavoratori quando lavoravano che si portavano vino e bevevano qualsiasi cosa. Non avevo mai sentito che è vietato bere. Queste cose oggi ho scoperto. Questo mi ha colpito molto. Kadija (figlia di un partecipante alla festa ) Questa giornata mi è piaciuta molto perché ho imparato che la sicurezza è importante. Soprattutto bisogna sempre stare attenti perché c è sempre il pericolo da qualche parte. Bisogna fare attenzione per esempio a non sforzare troppo la schiena oppure non bisogna sollevare i pesi molto pesanti. Bisogna stare attenti a stare dritti quando ci si siede. Poi mi è piaciuto soprattutto il gioco che ci hanno fatto fare le ragazze dell Inail. Abbiamo fatto i cruciverba sulla sicurezza e dovevamo unire dei puntini e poi veniva fuori una figura. Poi abbiamo fatto giochi per individuare le azioni più pericolose: per esempio avere lo zaino pesante sulle spalle, stare gobbi, oppure arrampicarsi. E poi abbiamo fatto il gioco dell oca in cui uno tira il dato e capita su un tassello. Su questo tassello c è disegnata un immagine e tu devi spiegare se è pericolosa. Se uno sta arrampicato per prendere una cosa tu devi spiegare che è pericoloso perché puoi cascare. Mi sono divertita e ho imparato molte cose. Insomma questa è stata una giornata bellissima. Mgdaline (mediatrice culturale) La giornata di oggi è molto interessante perché è una giornata di festa della sicurezza, sia per i bambini che per gli adulti. Questa cosa è fondamentale perché noi tutti stranieri veniamo qui per fare dei lavori, e ci riguardano tutte queste cose sulla sicurezza che ci hanno spiegato. Oggi ci hanno insegnato cose importanti per noi, per la nostra salute, ma pure per capire come comportarci nel mondo del lavoro per essere sempre protetti dai danni. Luna (operatrice Sociale) Appartengo al gruppo Gente di Sant Egidio. Questa giornata, mi sembra molto importante, perché ci insegna come possiamo evitare certi incidenti che purtroppo accadono molto spesso. Io sono anche molto interessata perché ho due bambini piccoli. Trovo che sia molto importante per tutti noi stranieri, che non abbiamo molte opportunità di eventi come questo, che ci ritroviamo insieme in questo posto molto particolare. Non solo perché è la scuola per gli stranieri, ma anche perché così ci conosciamo e diventiamo amici. Per cui questo è ancora più gradevole, più interessante. Spero che ci siano ancora altre occasioni in cui possiamo imparare altre cose. 8

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