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1 A cura della classe VG anno scolastico 2012/2013 in collaborazione con l istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (INSMLI) Istituto d istruzione superiore L. Cremona - Milano

2 LA STORIA NEI DOCUMENTI Attività laboratoriale a.s A partire dall analisi di documenti relativi alla Resistenza ed alla Seconda Guerra Mondiale conservati all Archivio INSMLI sono state elaborate le seguenti schede informative. INDICE Azioni dei partigiani in Lombardia Unità partigiane Gruppi Difesa Donna Guerra di Spagna Avvenimenti post bellici ed epurazioni Prigionia e controversie Osservazioni conclusive

3 AZIONI DEI PARTIGIANI IN LOMBARDIA

4 AZIONI DEI PARTIGIANI IN LOMBARDIA CVL, Busta 6, Fascicolo 19 Doppi divisi per regione (CVL, Corpo Volontari della Libertà: esercito partigiano istituito nel giugno 1944, unisce i vari gruppi partigiani ) Raccolta di estratti del Bollettino delle azioni partigiane del Comando generale per l Italia occupata, regione Lombardia. In seguito all analisi dei fascicoli abbiamo trovato una raccolta di bollettini che riportano, con registrazioni quasi quotidiane, ogni tipologia di azione partigiana: disarmi effettuati a ufficiali tedeschi o fascisti, azioni di volantinaggio clandestino e diversi tipi di sabotaggio (distruzione di autoveicoli, taglio dei fili del telefono, manomissione delle strade, ecc.).riportiamo di seguito alcuni esempi: 06/02/1944 Niguarda; garibaldini della brigata Giani lanciano bombe contro la caserma GNR 17/02/1944 Precotto; taglio fili del telefono 18/02/1944 Greco, Zara, Maggiolina; lancio di volantini 19/02/1944 Sesto S.Giovanni; affissione manifesti stabilimento Falk in via Concordia 24/02/1944 Breda; garibaldini difendono operaio da guardia fabbrica 08/03/1944 Viale Fulvio Testi; scontro armato, uccisione di un sottoufficiale tedesco 30/10/1944 Affori; disarmo di due militi della polizia e di un ufficiale 31/10/1944 Bicocca; vengono attaccati quattro tedeschi, due sottoufficiali, con un morto e nessuna perdita partigiana CVL, Busta 20,Fascicolo 29 Monografie Estremi cronologici : 11/01/ /04/1945 Raccolta di quindici Monografie, alcune con più copie, a cura del Servizio informazioni del Comando generale Cvl In seguito all analisi delle monografie abbiamo potuto visionare cartine dettagliate raffiguranti postazioni militari e resoconti delle produzioni industriali riguardanti i primi mesi del 1945 CLNL, Busta 4, Fascicolo 31 Cln aziendali-relazioni Documentazione dei Cln aziendali di Milano e provincia del periodo clandestino e legale: verbali di riunioni, relazioni tecniche, pratiche d epurazione, corrispondenza. Si segnala la presenza di copie dei seguenti giornali: L Italia libera ; Il Megafono ; La Nostra voce ; L OM tricolore Date: 01/07/ /06/1946 In seguito all analisi della documentazione abbiamo trovato numerosi resoconti aziendali e giornali riguardanti l andamento economico-industriale della regione Lombardia Allegati : Oltre ai tre fascicoli abbiamo preso visione dei seguenti documenti: -manuale del partigiano per la manomissione delle linee ferroviarie -manuale del partigiano per la preparazione, l organizzazione e la buona riuscita di: azioni di disarmo scrittura sui muri lancio di manifesti comizi

5 Seguono alcuni dei documenti presi in esame (Fondo Cvl, b. 29, fasc. 54) : ISTRUZIONI PER ATTI DI SABOTAGGIO

6 PRONTUARIO DEL SAPISTA (SAP: Squadre di Azione Patriottica)

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12 Componenti del gruppo: Livio Pacella, Matteo Villa,Filippo Vinetti

13 Unità Partigiane

14 1. CVL 1 busta 59, FASC 138 Unità Partigiane Fascicolo con materiale molto eterogeneo, in gran parte relazioni sulle attività di due brigate garibaldine: la 107 e la 110, attive in zona Affori-Bicocca. Presenza anche di lettere di comunicazione tra i vari nuclei partigiani e il Comando Piazza di Milano Lettera da parte di un nucleo alla piazza di Milano MI/382 27/11/ Dopo richieste di chiarimenti tecnici, ci si domanda se sia utile effettuare rappresaglie contro i nazi-fascisti se questo poi porta a rappresaglie contro i n/ compagni detenuti - Richiesta di delucidazioni sul fatto se sia meglio o no arrivare ad un unificazione dei nuclei sotto un unica denominazione che indichi lo spirito veramente volontaristico dei loro componenti ecc. Lettera da parte di un commissario garibaldino 17/12/ Commissario del P.A. è assente e ostacola il settore Garibaldi nel prendere parte alle operazioni, questo va contro il popolo Azioni 107 brigata Garibaldi - Il 15/11/1944 la 107 occupa le cucine della PIRELLI BICOCCA e tiene un comizio davanti a 1700 operai - Molte operazioni di depistaggio, recupero armi e prigionieri e operazioni di sabotaggio - Lancio di volantini su Cinisello, Viale Monza, Sarca e Testi Gruppi Garibaldini Lombardia 15/05/ Assalto il 26/04/1945 ad ex sede fascista, requisizione di material e vestiario, tutto ridistribuito tra la popolazione locale. sostenuti da vigili urbani e del fuoco. Il 30/05/1945 il comandante della brigata Mazzini (P.A.), in seguito all ordine del comando di piazza di Milano, decreta sciolte le unità partigiane. 2. CVL busta 61, FASC 151 Anche questo fascicolo è molto eterogeneo, oltre a numerose relazioni relative ad azioni dei vari gruppi partigiani e lettere di comunicazione tra i vari nuclei di combattenti, sono presenti anche documenti riguardanti la strutturazione delle formazioni partigiane di Giustizia e Libertà e dell organizzazione della struttura del Comando Piazza di Milano. 1 CVL Corpo Volontari della Libertà: esercito partigiano istituito nel giugno 1944 unisce i vari gruppi partigiani

15 È inoltre presente un documento che illustra le probabili vie per un invasione alleata della Pianura Padana, questo ci fa capire come ci fosse pochissima o nessuna comunicazione tra gli alleati e le formazioni partigiane. Relazione di un maresciallo in seguito all arresto di Mussolini Lettera dell ufficiale di collegamento G.L. al comando piazza di Milano - Segnala difficoltà nel ricevere informazioni e rimanere collegati, parla di tornare al vecchio metodo Le SS aderiscono a scambio di prigionieri, viene scambiato Bruno Ragazzi con un ufficiale tedesco Organizzazione formazioni Giustizia e Libertà - Comandante - Commissario politico - Segretario - Servizio collegamenti - Servizio armamento - Servizio stampa e propaganda - Intendenza Una squadra è fatta da 4 uomini + caposquadra distaccamento: 40 uomini (8 squadre + ufficiali) brigata: da 200 a 500 uomini (5-9 distaccamenti + ufficiali e comandante) Struttura della Piazza Milano - Comandante Br. Garibaldi - 1 vice comandante Br. Matteotti - Commissario politico DC - 2 vice comandante Br. Risorgimento - 2 vice commissario politico Br. Mazzini - Capo stato maggiore Probabili direttrici dell intervento alleato - Invasione della pianura padana da Rimini - // da Ventimiglia - // da Cuneo - // dalla Val di Susa e Torino

16 3. CVL busta 61, FASC 152 Documenti che illustravano l evoluzione del movimento partigiano; qui sotto viene riportata una tabella con sedi e componente numerica di distaccamenti GAP (Gruppi Azione Patriottica) in Lombardia Distaccamento GAP 14/09/ /10/ MI VA CO BG BS MN CR PV Venivano dati questionari per sapere notizie sui volontari dei nuclei Conferimento attestati alle donne che prestavano servizio al comando 4. CVL busta 60, FASC 143 In questo fascicolo l unico documento degno di nota è quello che riporta un appunto di un partigiano che riporta in ordine gli obbiettivi dei nuclei partigiani Obiettivi dei nuclei partigiani: a) Propaganda tramite manifestini b) Assistenza/espatrio per inglesi, ebrei, deportati c) Falsificazione documenti x espatrio d) Asportazione documenti incriminanti e) Guardia armata alla Certosa di Pavia per evitare io furto di opere d arte f) Sabotaggio treni, rotaie ed infrastrutture in genere g) Individuare i luoghi delle opere di difesa germaniche h) Approvvigionamenti di vitto e armi Si viene a conoscenza che per entrare a far parte dei nuclei bisogna consegnare alla brigata un documento per poter ricevere il lasciapassare. Viene riferita l esistenza di una biblioteca del popolo Componenti gruppo: Alice Mulè, Riccardo Sala, Valeria Vella

17 GRUPPI DIFESA DONNA

18 IL GDD E LE DONNE Gruppi difesa donna CLNL, busta 1, fascicolo 10, Organizzazione di massa Documento: Comitato nazionale dei gruppi di difesa della donna e per l assistenza dei combattenti della libertà. Nel documento sopra citato, abbiamo ritrovato informazioni relative all intera organizzazione e alle attività del GDD gruppo creatosi nel 1943 e diretto da Rita Riccolato, che nel 1945 diventò l Unione delle Donne Italiane. Esso era un gruppo non di indirizzo politico e difatti ne facevano parte donne di diverso orientamento, tra cui appartenenti ai partiti Comunista e Socialista, o all Azione Cattolica o al Partito d Azione ed altri. Era anche riconosciuto dal CDLN come unica organizzazione di massa delle donne. Le principali attività svolte da questo organismo erano: l aiuto ai combattenti tramite la raccolta di somme di denaro, di medicinali o indumenti, e tramite supporto morale inviato attraverso la corrispondenza; la creazione di punti di pronto soccorso e la direzione di corsi di infermieristica; istituzione della settimana del partigiano ( vedi allegato ); visite alle tombe dei martiri (tra cui vengono ricordate quelle svoltesi l 8 marzo 1944); spedizione di petizioni contro la deportazione delle donne; creazione di gruppi di fabbrica per ottenere il soddisfacimento degli 8 punti previsti dal sindacato di Milano e provincia. Le donne appartenenti al GDD erano suddivise in gruppi per compiti e nel documento vengono riportati i seguenti dati: - Aprile gruppi e 100 aderenti -Agosto 60 gruppi e 900 aderenti -Novembre 116 gruppi, 2299 aderenti e 7000 collegate Dove per aderenti si intendono le attiviste che pagavano la quota di iscrizione al gruppo e per collegate si intendono tutte le donne che collaboravano con il gruppo senza pagare la quota di iscrizione o essere ammesse alle riunioni. Il gruppo era inoltre molto attivo sul fronte propagandistico tanto da avere un proprio periodico dal titolo Noi Donne, il giornale trattava gli argomenti più vari: dalla lotta partigiana ai lavori domestici. CLNL, busta 2, fascicolo 19, Commissariato assistenza Documento: Curriculum di Giuseppina Palumbo (commissaria all assistenza del Cln Lombardia) Giuseppina Palumbo nasce a Milano il 6 Gennaio 1906 da padre e madre attivisti nella reazione al nazifascismo agli ideali dei quali ella stessa aderì. Già a nove anni, infatti, prese parte al corpo delle giovani esploratrici (prima associazione scout italiana fondata nel 1912) dove, durante il primo conflitto mondiale, faceva giocare i figli dei soldati al fronte. Si sposò molto giovane con un musicista, ma non per questo interruppe le sue attività. Divenne prima infermiera della Croce Rossa Italiana e poi assistente sanitaria visitatrice negli ospedali militari. Riguardo a ciò il curriculum riporta la sua permanenza a Baveno, terminata dall arrivo delle SS. Viene riportato poi il suo intervento in Val d Ossola dove collabora con i gruppi partigiani ( tra essi vi era anche il fratello della Palumbo, deportato in Germania, ma liberato dai russi nel 1945). Infine le viene assegnato il ruolo di commissaria rappresentante all assistenza dal CLN e nel 1945 entra a far parte del UDI (Unione delle Donne Italiane). Notizie più recenti non vengono riportate.

19 Nei documenti presi in esame, abbiamo trovato la frase che riportiamo di seguito che testimonia la posizione espressa dalle donne nella resistenza: Le donne italiane, che troppo a lungo hanno dovuto soggiacere ad un sistema che le privava di ogni singolo diritto, giovandole solo di un cumulo di doveri (...) ora sopportano come gli uomini sofferenze atroci e partecipano attivamente alla lotta contro il nazifascismo (CLNL, busta 1, fascicolo 10, Organizzazione di massa)

20 Documenti (Fondo Cln regionale Lombardia, b. 1, fasc. 10) :

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22 Componenti del gruppo: Marta Cannistrà, Silvia Leoni, Francesca Toldi

23 GUERRA DI SPAGNA

24 Guerra di Spagna Dal 1936 al 1939 fu combattuta in Spagna una guerra civili che coinvolse larga parte del paese. Il conflitto si svolse tra i nazionalisti (Nacionales), comandati dal generale filofascista Francisco Franco, e i repubblicani (republicanos), di ispirazione marxista. La guerra suscitò un grande interesse anche all estero tanto che le principali potenze europee decisero di intervenire in tale conflitto inviando truppe a sostegno delle due parti. L Italia, insieme a Germania e Romania, sostenne la fazione filofascista mentre Francia, Unione Sovietica e Polonia aiutarono la fazione repubblicana. E importante ricordare l ingente contributo delle Brigate internazionali che si schierarono contro Franco. Tali reparti militari erano gruppi di volontari stranieri che venivano reclutati soprattutto dai sindacati e dai partiti comunisti; essi erano composti principalmente da liberali, comunisti, anarchici, socialisti, studenti e operai. Analizzando i documenti presenti nell Archivio siamo riusciti a ricavare delle informazioni molto interessanti sul contatto tra la popolazione locale spagnola e le brigate internazionali, in particolare abbiamo deciso di prendere in considerazione documenti relativi a tre volontari italiani, provenienti proprio dalla zona nord di Milano, che dopo essersi opposti al regime fascista hanno deciso di partire per la Spagna e collaborare con l esercito repubblicano. Archivio aicvas, busta 7, Sangiorgio Mario Documento: testimonianza di Mario Sangiorgio: La manifestazione che più mi rimase impressa fu in una stazione dove dovevamo aspettare la coincidenza [...] In un baleno la stazione venne invasa e quando seppero che eravamo della Brigata Internazionale ci circondarono e ci applaudirono mentre taluni corsero a casa a prendere gli strumenti e le bandiere.[...] Ho constatato che il popolo spagnolo è buono, sincero e generoso.[...] Tutte le persone che incontro hanno il sorriso sulle labbra e sono tutti quanto mai decisi a lottare per non tornare più al passato. Sangiorgio, nato a Niguarda, è stato tra i fondatori del PCI e durante l occupazione fascista diede testimonianza diretta delle vicende in qualità di giornalista, sotto lo pseudonimo di Rusconi. Archivio aicvas, busta 52, fascicolo 198, Terramargra Giuseppe: Documento: articolo di giornale in ricordo degli eroi morti (giornale non individuato) Altra testimonianza della partecipazione dei partigiani italiani nella guerra civile spagnola l abbiamo con un breve articolo dedicato a Terramagra Giuseppe. In esso si dice che meccanico dell Alfa Romeo, sposato e con figli, decide di opporsi al regime fascista e nel trentasei decide di partire per la Spagna, nonostante la sua salute cagionevole. Morirà successivamente nel 1937 nell offensiva Brunetta. Archivio aicvas, busta 52, fascicolo 197, Alfredo Terragni: Documento: copia dell articolo dal titolo I nostri martiri comparso sul giornale Italia Libera (data non identificata) Nell articolo si racconta la vita di Alfredo Terragni. Originario del quartiere Niguarda fu un esponente del partito comunista che decise di combattere nella Guerra di Spagna. Fu anche attivo fra le fila dei partigiani F.T.P. in Francia contro i tedeschi e per questo, fatto prigioniero, fu spedito in un campo di concentramento da cui fuggì. Si distinse in numerose azioni militari. Il 6 agosto 1944 trova la morte in un imboscata tesagli a Les Taconnieres. Componenti gruppo: Jovan Minic, Alessandro Pelosini, Paolo Tacchetti

25 AVVENIMENTI POST BELLICI ED EPURAZIONI

26 AVVENIMENTI POST BELLICI ED EPURAZIONI Tra gli argomenti che ci sono stati proposti, abbiamo trovato particolarmente interessante quello relativo agli avvenimenti successivi alla Liberazione. Nei documenti che abbiamo analizzato sono riportati fatti accaduti nella zona nord di Milano che permettono di capire le condizioni di vita in cui si trovavano i cittadini e le cittadine nell immediato periodo post-bellico. Busta CNL rionali di Milano, fascicolo 1 Documento datato 29/04/1945 Nel documento sono descritti i primi giorni della Liberazione a Milano. Durante il 25 aprile 1945 furono organizzate le prime manifestazioni popolari e esposte alle finestre delle caserme bandiere tricolori e rosse. La caserma della Guardia Repubblicana venne occupata da 300 uomini delle SAP (Squadre di Azione Patriottica); gli stessi uomini organizzarono altre azioni di sabotaggio nei confronti dei nazi-fascisti come l occupazione di strade e l assalto di camion. Sono descritti anche scontri cruenti che portarono alla morte due generali tedeschi, una donna, un fascista e un partigiano. Il giorno dopo continuarono gli assalti alle autovetture tedesche: in uno di questi furono fatti prigionieri 17 soldati tedeschi, un altro portò alla cattura di 5 ufficiali nazisti. Nonostante il clima di euforia generale, i cittadini versavano ancora in condizioni di grave indigenza, come è sottolineato nella descrizione dell assalto a un forno effettuato il 27 aprile. Il giorno seguente il CLN decise di distribuire alla popolazione 180 grammi di pane (il documento non specifica a quante persone era assegnata tale quantità). Un altro fatto riportato nel documento è la morte di un tedesco che dopo essere stato giudicato per aver ucciso un partigiano tentò la fuga, e fu ucciso nel tentativo di fermarlo. Documento datato 2/5/1945 Nel documento viene descritta la festa del 1 maggio celebrata il giorno precedente. Viene riportata l'atmosfera di esultanza che coinvolgeva tutta la popolazione. Tale risultato era quello che ci si aspettava poiché erano stati distribuiti manifesti illustrativi dell'evento. Tutti coloro che si rivolsero alla folla durante la festa vennero esaltati. In riferimento alla giornata del 2 maggio si segnala che continuarono gli interrogatori dei prigionieri di guerra. Fascisti e tedeschi vennero portati in parte in carcere a San Vittore, in parte alla stazione di polizia di via Crivelli. Fu inoltre recuperato il cadavere di un 50enne vicino all'autostrada, l ipotesi più accreditata è una vendetta d'amore (non viene specificato il fondamento di questa ipotesi). A far scalpore invece fu il caso di un compagno morto presso la strada bovisasca a causa di un incidente. Documento datato 19/06/1945 Si riferisce che all ordine del giorno dell assemblea del CNL si era trattato del caso Giulio Franesi. L uomo, prima della liberazione, aveva rubato due cavalli ai tedeschi e li aveva rivenduti per conto proprio. Dopo che il comitato di liberazione lo aveva denunciato alla polizia il signor Giulio Franesi si era difeso affermando che lui era tenuto a rispondere solo alla sua Brigata, la Brigata Matteotti. Fu evidenziata la necessità di discutere su chi avrebbe dovuto giudicare questo furto. Fascicolo 2, busta 2 In vari documenti sono più volte registrati problemi relativi alla gestione dell impianto elettrico pubblico. Documento datato 15/10/1945 Si registra un problema di illuminazione nel quartiere di Affori. Si annota l invio di una lettera al sindaco, in cui i cittadini si lamentano del fatto che ad Affori non c è corrente a differenza dei paesini vicini. La popolazione chiede al CLN di sollecitare il sindaco a provvedere. Documento datato 6/11/1945 Un altro problema sociale è relativo alla gestione degli orfani di guerra; nel documento si annota l apertura di un orfanotrofio per i figli delle vittime della guerra di liberazione. Si registrano le

27 condizioni per essere ammessi: i bambini devono avere un età compresa tra i 2 e i 10 anni, possedere un certificato di nascita e il documento del CLN o di un partito di uno dei genitori. Inoltre devono avere il certificato di morte di uno dei genitori che ne conferma l'uccisione, il contesto e il motivo di essa. I documenti evidenziano non solo l esaltazione per la fine della guerra e per la caduta del fascismo ma soprattutto i problemi che questa pagina dolorosa di storia ha comportato. Componenti del gruppo: Francesco Avarello, Giorgio Garbujo, Andrea Maggi

28 Campo di Fossoli PRIGIONIA e CONTROVERSIE

29 Sfasc. 12: Assistenza - Campo di concentramento di Fossoli Dai documenti trovati nello sfascicolato veniamo a conoscenza del fatto che il 15 giugno di un anno di guerra (non segnalato), nel campo sono presenti 3600 tra prigionieri e condannati, sia italiani che tedeschi. Nessuno può parlare coi detenuti politici, o spedire dei pacchi tramite parenti. Si può entrare nel campo solo se si è in possesso di un permesso, da questa regola scaturisce un logico fenomeno di corruzione delle sentinelle. Il campo è molto ben protetto: gli unici sei che sono riusciti fino a quel punto a scappare sono usciti dalla porta. Maurizio Carpi, prigioniero del campo, racconta che durante i caotici trasbordi notturni tra treno e campo, in campagna, molti tentavano la fuga. Nello sfascicolato sono presenti elenchi ordinati di prigionieri, pagine di diari, e contabilità. sfasc. 14: Assistenza - Carcere di San Vittore Anche in questo sfascicolato sono presenti lunghi elenchi di prigionieri. Troviamo anche una lettera di un anonimo che svolge assistenza a tutti i prigionieri politici all interno del campo, e ci racconta come è organizzata tale attività. I prigionieri sono divisi in gruppi, ad ognuno dei quali fa capo un responsabile (un politico anziano ed esperto). Vi è poi la testimonianza del prigioniero Melino, che parla della vita in carcere sottolineando che: cose che fuori sarebbero da ridere, scrive, acquisiscono qui importanza e gravità. RAI Busta 20, Fasc Da documenti presenti nella Busta (una memoria scritta a macchina e fotocopie di articoli di giornali) abbiamo trovato la testimonianza di una persona coinvolta in fatti bellici ed anche di resistenza il cui ruolo è stato però a lungo oggetto di interpretazioni controverse. In sintesi il documento principale, la memoria scritta da A.C., racconta le peripezie da lui vissute nel tempo di guerra e successivamente. Ne diamo qui una breve sintesi Nella città di B., nella scuola dove insegnava storia dell arte, mancava poco alle vacanze, quando all altoparlante annunciano che inizia la guerra anche per l Italia. A.C., figlio di un vigilato speciale e lui stesso vigilato speciale, viene trasferito quindi in zona di guerra, per punizione, perché recidivo del reato di disfattismo. Dopo anni di guerra, in seguito all 8 settembre, scappa e con varie vicissitudini, si trova a compiere una marcia forzata di 47 giorni da F. per ritornare a B., dove trova la famiglia decimata: altri quattro fratelli sparsi per il mondo ; lì viene sottoposto a degli accertamenti in ospedale, per poi tornare ad insegnare con l affidamento della cattedra di matematica alla facoltà di chimica. E Presidente del Circolo Pensiero e Azione del Partito d Azione. Torna ad avere un ruolo nelle vicende di guerra dopo che Benedetto Croce lo accredita presso il comando dell ottava armata: si trova per forza di cose a dover imparare l inglese, ad andare a scuola di sacrificio e di rinuncia che non ha nome. Gli vengono assegnate missioni molto serie e difficili; durante una di queste viene catturato e trasferito ad Auschwitz. All atto dalla liberazione del campo pesava 37,8 chili. Tornato in Italia scrive di avere conosciuto la sua patria ingrata, ed essersi trovato ad essere per essa l affaire Dreyfus della Francia di un secolo fa, con qualcosa di più e di peggio. Tutto questo perché a servizio finito, ad opera conclusa, non gli viene dato nessun riconoscimento pubblico come era in uso. Riuscito, in guerra, a sfuggire a tre sentenze di morte, una volta tornato in patria, ha in mano la promessa da parte di P.R. di far carriera a Milano con lui, ma una volta lì viene messo allo bando. A Milano non ha le cento lire necessarie a pagare il letto nel dormitorio pubblico così è costretto a dormire su una panchina di piazzale Leonardo da

30 Vinci. Passano così otto anni fino a quando una signora distinta, professoressa in belle lettere, sorella di due meravigliosi partigiani, non gli dà la chiave dell odioso ostracismo calato sulla sua esistenza. Ciò è un libro intitolato:" Tutte le strade conducono a Roma" di L.V. dove viene accusato di essere una spia della Gestapo, un lurido criminale al servizio dei nazisti. Ecco che per lui ha inizio un tremendo secondo calvario. Emarginazione, minacce, insomma la morte civile. A questo punto intenta un processo contro L.V. Anno Tutte le autorità, da quelle politiche a quelle ecclesiastiche e militari gli sono ostili. Dopo 40 anni grazie alla grossolana malinconia di un giornalista da strapazzo si riapre il processo. Processo che non ha avuto il coraggio di confessare che il sottoscritto fu un eroe della Resistenza, ma lo dice tra le linee. Epperò, assolve l'autore (del libro), perché, lo ha fatto per così dire, in buona fede. Libro pieno zeppo di calunnie nei suoi riguardi, ma anche all' indirizzo delle Brigate Garibaldine e il tribunale lo condanna alle spese processuali. A questo punto C. si rivolge alla stampa, agli uomini politici più influenti, scrive una supplica a Sandro Pertini e a Francesco Cossiga. Non ottiene nulla, nessuna udienza. Quello che ottiene è un pugno di silenzio Componenti del gruppo: Michele Gay, Mirko Lavarra, Silvia Morini

31 ALCUNE OSSERVAZIONI Le schede informative qui raccolte sono state presentate alla classe da parte dei gruppi che le hanno elaborate. Gli studenti hanno proposto, quindi, alcune osservazioni ed evidenziato aspetti del fenomeno resistenziale che l analisi dei documenti ha permesso di comprendere con maggior puntualità. Il rapporto diretto con il documento ha senza dubbio dato vita ai riferimenti storici incontrati nel percorso di studio imponendosi con la sua realtà. Vengono qui sintetizzati gli elementi più significativi rilevati che hanno o confermato quanto già studiato o lo hanno integrato con la messa a fuoco di temi talvolta lasciati sullo sfondo. Per quanto riguarda le azioni partigiane (molte relative alla zona Niguarda, Affori, Sesto,ecc.) si è notato come non si tratti solo di azioni di disturbo e sabotaggio, ma anche di propaganda (volantinaggio, comizi improvvisati) destinate perciò ad ampliare il consenso ed il sostegno all azione partigiana. Inoltre il doc. Prontuario del Sapista, con indicazioni molto dettagliate circa le modalità da seguire nella preparazione e realizzazione delle azioni, ci fa capire che spesso i partigiani erano giovani volontari senza una specifica preparazione militare ed era perciò necessario sopperire ad un mancato significativo addestramento con indicazioni che formassero all azione questi gruppi. Interessanti anche le considerazioni che emergono dai doc. relativi alle unità partigiane. Vi sono non solo riferimenti alle azioni fatte, ma emergono anche le problematiche circa il rapporto fra le diverse unità. Problemi di collegamento, ma anche dubbi sulla utilità o meno di arrivare ad un unica denominazione. Vi sono indicazioni dettagliate sull organizzazione complessa delle formazioni. Ci si pongono domande di tipo etico circa lo scatenamento delle rappresaglie naziste in seguito alle azioni partigiane. Si fa riferimento ad uno scambio di prigionieri, un partigiano liberato dalle SS in cambio di un ufficiale tedesco. Si nota come un episodio analogo sia raccontato da Fenoglio in Una questione privata. Si deduce che i rapporti con gli alleati evidentemente non sono così facili e i partigiani non sanno da che parte potrebbe arrivare il loro intervento. Si nota un attenzione, anche nel tempo duro della guerra, alla difesa del patrimonio culturale (guardia armata alla Certosa di Pavia per evitare il furto di opere d arte). Si riferisce dell esistenza di una biblioteca del popolo. Per quanto riguarda il contributo delle donne alla resistenza, è interessante notare come al GDD, riconosciuto dal CDLN, facciano riferimento donne di diverso orientamento politico. Molte sono le attività della attiviste o collaboratrici, non solo di sostegno morale o sociale, ma anche di impegno politico e sindacale. Il numero delle donne coinvolte sale rapidamente in modo significativo nel periodo cha va dall aprile al novembre del 44 (da 19 gruppi con 100 aderenti a 116 gruppi con 2299 aderenti e 700 collegate.) Interessante notare come in un doc. si faccia riferimento alla condizione delle donne nel periodo fascista, periodo che le privava di ogni singolo diritto. E evidente la consapevolezza della necessità di cambiamento della condizione della donna e dei suoi diritti anche politici. I documenti relativa alla partecipazione di partigiani alla Guerra di Spagna ed alla resistenza francese ci testimoniano la portata europea del fenomeno ed il forte sentimento di solidarietà internazionale nella lotta contro i sistemi oppressivi.

32 Il clima di euforia per la fine della guerra, ma anche i problemi che permangono risultano dai doc. che testimoniano il perdurare di scontri, anche nei giorni immediatamente successivi alla liberazione, ed il ritrovamento di cadaveri che fanno pensare a morti misteriose, forse vittime di vendette. Nei mesi successivi sono numerose le segnalazioni di problemi che toccano la cittadinanza: la mancanza della luce, la mancanza di pane, la necessità di aiutare gli orfani, in particolare i figli di chi era morto per la guerra di liberazione. Le organizzazioni partigiane continuano dunque anche nell immediato dopoguerra a svolgere un ruolo civile di sostegno alla popolazione e di coordinamento in una situazione ancora precaria. Interessante la segnalazione di un caso che vede coinvolto un partigiano accusato dal CNL di aver trattenuto per sé del denaro ricavato dalla vendita di due cavalli rubati ai tedeschi e per questo denunciato alla polizia, ma l uomo ritiene di dover rispondere solo alla sua brigata. Questo apre una discussione su chi avrebbe dovuto giudicare questo furto. L episodio è interessante in quanto ci fa capire la particolarità del momento di transizione che si vive e la necessità di individuare e riconoscere le autorità di riferimento nel nuovo contesto politico. La complessità della ricostruzione degli anni di guerra, l individuazione dei diversi ruoli svolti da protagonisti più o meno importanti degli avvenimenti, l ambiguità di alcuni contesti in cui le persone si trovarono ad agire ci è parsa evidente da un doc. che abbiamo avuto a disposizione e che presenta la controversa vicenda di una persona accusata, dopo la guerra, di aver fatto la spia per la Gestapo. Un caso difficile che, stando alle affermazioni del protagonista, non ha trovato giustizia nonostante un processo pubblico. Concludiamo le nostre osservazioni proprio con questo ultimo tema che ci ha portato a riflettere sull importanza del ruolo dello storico e del suo lavoro di ricerca basato sulle fonti. Un lavoro che richiede un attenta analisi e valutazione dei materiali a disposizione per ricostruire il passato e rendere possibile la comprensione e l interpretazione della storia.

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