REPORT DEFINITIVO INDIVIDUAZIONE DI AZIONI POSITIVE DA REALIZZARE IN CINQUE ORGANIZZAZIONI LAVORATIVE NEL COMUNE DI PESCARA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "REPORT DEFINITIVO INDIVIDUAZIONE DI AZIONI POSITIVE DA REALIZZARE IN CINQUE ORGANIZZAZIONI LAVORATIVE NEL COMUNE DI PESCARA"

Transcript

1 REPORT DEFINITIVO INDIVIDUAZIONE DI AZIONI POSITIVE DA REALIZZARE IN CINQUE ORGANIZZAZIONI LAVORATIVE NEL COMUNE DI PESCARA 1

2 Indice Capitolo 1 La metodologia di Lavoro Pag Attività n. 1: Costituzione Gruppo di Lavoro Attività n. 2: Individuazione delle Organizzazioni Bersaglio Attività n. 3: Ricognizione delle Azioni Positive Attività n. 4: Selezione di Azioni Positive Attività n. 5: Scelta di Azioni Positive Attività n. 6: Validazione dell Indagine Attività n. 7: Conclusione dell Indagine Attività n. 8: Proposte Migliorative 26 Capitolo 2 Individuazione delle Buone Prassi per le 5 Organizzazioni Pag. 28 di riferimento 2.1 Selezione della Buona Prassi per il Comune di Pescara Selezione della Buona Prassi per l Ospedale Civile di Pescara Selezione della Buona Prassi per la Provincia di Pescara Selezione della Buona Prassi per l Inail di Pescara Selezione della Buona Prassi per Adecco Italia 49 Capitolo 3 Le possibili Linee di Finanziamento Pag. 57 2

3 Capitolo 1 La metodologia di lavoro Il progetto INDIVIDUAZIONE DI AZIONI POSITIVE DA REALIZZARE IN CINQUE ORGANIZZAZIONI LAVORATIVE NEL COMUNE DI PESCARA è nato su iniziativa di Daniela Arcieri Mastromattei, Presidente Commissione Pari Opportunità, e ha dato voce ad una esigenza molto sentita, non solo sul nostro territorio: verificare le effettive richieste, le problematiche, le esigenze delle donne sulle Pari Opportunità nel mondo del lavoro al fine di identificare possibili soluzioni realmente utili per il territorio. L obiettivo è stato quello di individuare azioni concrete in tema di Pari Opportunità sul territorio pescarese promuovendo una modalita di indagine che utilizza due strade: Il Trasferimento di Buone Prassi Nazionali ed Internazionali su contesti omogenei L indagine Bottom-up ossia una attivita che si mette in ascolto di coloro che ogni giorno vivono le reali difficolta sulle quali si promuove l intervento. L attivita iniziata l 8 ottobre si e conclusa il 7 dicembre e ha visto la realizzazione di 8 attivita tra loro complementari e sinergiche che verranno dettagliate piu avanti A conclusione dell attivita di indagine si consegnano 3 out-put di progetto: 1. Elenco delle Buone Prassi nazionali ed internazionali selezionate 2. Risultati dei Focus e delle Interviste realizzate; 3. Report dettagliato sulle conclusioni a cui si e giunti a seguito dell indagine Questi tre out-put insieme consentono il raggiungimento dell obiettivo fissato ossia LA COMPRENSIONE DI QUALI AZIONI POSITIVE POSSONO TROVARE APPLICAZIONE NELLE 5 ORGANIZZAZIONI SELEZIONATE 3

4 L attivita svolta ha visto la realizzazione di n. 8 Attivita tra loro complementari e sinergiche di cui si dettaglia l operato. 4

5 1.1 Attivita n. 1 : COSTITUZIONE GRUPPO DI LAVORO La prima attivita che e stata svolta e stata quella di costituire il Gruppo di Lavoro sulla base delle professionalita individuate quali necessarie all interno del progetto esecutivo. ATTIVITA n. 1 AZIONI TEMPO RISORSE Costituzione del Individuare le 4 Dall 8/10/2010 Responsabile: Gruppo di professionalita che al 10/10/2010 Coordinatore Lavoro (GL) corrispondono a quelle Progetto indicate nel progetto e di seguito definite Out-put: Designazione dei 4 esperti all interno del Gruppo di Al interno del GL si e deciso di inserire le seguenti professionalità: GRUPPO DI LAVORO Coordinatore di Progetto Caratteristiche Esperto Senior di coordinamento gruppi di lavoro di ricerca con comprovata esperienza nella gestione di progetti rivolti alla promozione delle PO Esperto Pari Opportunita N. 2 Esperti in attivita di indagini e Focus Group Esperto Senior sugli interventi di Pari Opportunita all interno di Progetti europei, nazionali e regionali Esperti Middle con esperienza comprovata in indagini e ricerche sul campo Nexus che gia opera da diversi anni nell ambito delle indagini in tema di Pari Opportunita e nell identificazione di Azioni Postive ha potuto provvedere con facilita all individuazione dei membri del gruppo di lavoro. 5

6 Caratteristiche delle professionalità proposte all interno del GL costituito: RISORSA RUOLO CARATTERISTICHE Pina Basti Coordinatore di Progetto Esperto Senior di coordinamento gruppi di lavoro di ricerca con comprovata esperienza nella gestione di progetti rivolti alla promozione delle PO Paola Vione Esperto Pari Opportunita Esperto Senior sugli interventi di Pari Opportunita all interno di Progetti europei, nazionali e regionali Paride Massari Paola Della Marra Esperto in attivita di indagini e Focus Group Esperto in attivita di indagini e Focus Group Esperto Middle con esperienza comprovata in indagini e ricerche sul campo Esperto Middle con esperienza comprovata in indagini e ricerche sul campo Il gruppo di lavoro cosi selezionato ha in primis elaborato un Progetto Esecutivo di dettaglio e poi si e suddiviso i compiti secondo una modalita di Project Management. La sessione di lavoro finale ha portato alla condivisione di tutti gli out-put e alla definitiva individuazione delle Buone Prassi indicate nel presente Report 6

7 1.2 ATTIVITA n. 2 : INDIVIDUAZIONE DELLE ORGANIZZAZIONI BERSAGLIO Successivamente all individuazione del Gruppo di Lavoro si e passati ad individuare le Organizzazioni bersaglio sulle quali sperimentare le Azioni Positive. ATTIVITA n. 2 AZIONI TEMPO RISORSE Individuare insieme al Committente le 5 Organizzazioni su cui sperimentare le Azioni Positive Effettuare una riunione con il Committente per definire le 5 organizzazioni presso le quali svolgere l attivita di indagine 22/10/2010 Responsabile: Coordinatore Committente: Daniela Arcieri Mastromattei Out-put: Individuazione delle 5 Organizzazioni e dei 5 referenti A seguito di una riunione intercorsa tra la coordinatrice del progetto e la Presidente della Commissione PO si e deciso di scegliere le seguenti organizzazioni bersaglio: ORGANIZZAZIONE BERSAGLIO Pubblica amministrazione Mondo sanitario Azienda Privata Ente pubblico ORGANIZZAZIONE SELEZIONATA 1. Comune di Pescara 2. Provincia di Pescara 3. Ospedale Civile di Pescara 4. Fater o altra grande Impresa 5. EQUITALIA o INAIL Si e deciso di scegliere organizzazioni lavorative che raggruppano un numero molto consistente di dipendenti. 7

8 All interno del segmento Pubblica Amministrazione si e deciso di concentrarsi su Comune e Provincia di Pescara. Nel Mondo Sanitario si e deciso di scegliere una struttura molto organizzata e con una presenza significativa femminile quale l Ospedale Santo Spirito di Pescara; Nel Mondo Aziendale si e deciso di concentrarsi su una grande azienda con una presenza femminile rilevante. All interno dell Ente pubblico si e deciso di focalizzare l attenzione su strutture numerose che registrano una presenza femminile importante. Sono state invitate a partecipare le organizzazioni preselezionate e i risultati sono stati i seguenti: - Comune di Pescara e Provincia di Pescara hanno accettato di far parte dell indagine - L Ospedale Civile di Pescara ha accettato di far parte dell indagine - La Azienda FATER SpA non ha accettato di partecipare all indagine in quanto ha ritenuto di attivare al suo interno gia Azioni Positive condivise con i dipendenti; - L INAIL sezione di Pescara ha accettato di partecipare all indagine. A seguito di una selezione sul territorio di grandi aziende con una presenza femminile molto rilevante si e invitata a partecipare la azienda ADECCO SPA in sostituzione della FATER, che ha accettato. A conclusione dell attivita di selezione il Gruppo e risultato cosi composto: di ORGANIZZAZIONI SELEZIONATE ORGANIZZAZIONE BERSAGLIO Pubblica amministrazione Mondo sanitario Azienda Privata ORGANIZZAZIONE SELEZIONATA 6. Comune di Pescara 7. Provincia di Pescara 8. Ospedale Civile di Pescara 9. ADECCO SPA 8

9 Ente pubblico 10. INAIL PESCARA Tutte e 5 le organizzazioni selezionate hanno messo a disposizione dell indagine un gruppo di donne bersaglio sulle quali sviluppare l attivita di ricerca. 9

10 1.3 ATTIVITA N. 3 RICOGNIZIONE DELLE AZIONI POSITIVE ATTIVITA n. 3 AZIONI TEMPO RISORSE Ricognizione delle azioni positive nazionali ed europee 1)Individuazione delle AP nazionali ed europee che sono state realizzate in contesti analoghi al nostro in relazione a due primi parametri di riferimento: Dall 8/10/2010 al 31/10/2010 Responsabile: Coordinatore progetto Esperto PO di Comune con circa abitanti; Contesto lavorativo simile a quello delle organizzazioni selezionate. 2)Processare ogni AP secondo campi di indagine omogenei che consentiranno la comparazione orizzontale secondo i seguenti campi di indagine: Territorio di riferimento / Attivita svolte / Gruppo bersaglio / Risultati raggiunti / Contesto lavorativo di riferimento (se ne potranno aggiungere di specifici) al fine di individuarne le condizioni di applicabilita e gli obiettivi di performances Out-put: Archivio di Buone Prassi catalogate Questa fase del lavoro ha preso le mosse dalla definizione di Buona Prassi/Pratica e conseguentemente degli indicatori che consentono di individuarla. Fissata come ipotesi di partenza una definizione il più possibile ampia come: 10

11 si intende per Buona Prassi/Pratica tutto ciò che, all interno di un determinato contesto, consente il raggiungimento di un risultato atteso, misurato nella sua efficienza e nella sua efficacia e può quindi essere assunto come modello, può essere generalizzato o applicato ad altri contesti e, ai fini di verificarla e confermarla, è stato utilizzato l approccio di superare inizialmente la questione meramente definitoria provando ad analizzare quali sono gli obiettivi e i principi che reggono una buona pratica ovvero, invece di porsi la domanda cos è una buona pratica, ci si è chiesti a cosa serve e da cosa è contraddistinta, attingendo a tal scopo anche alle riflessioni svolte nel contesto delle organizzazioni sovranazionali ed internazionali, governative e non. È infatti evidente come il concetto di buona prassi/ pratica abbia un applicazione saliente in tutte le attività di progettazione sociale, volte, ad esempio, allo sviluppo locale, al rafforzamento dell occupabilità e adattabilità, alle pari opportunità, alla lotta contro l esclusione sociale. In tutti questi ambiti, l Unesco, e più in generale le Nazioni Unite, indicano quali buone pratiche gli interventi che: sono innovativi, ovvero hanno sviluppato soluzioni nuove e creative al problema che affrontano; hanno un impatto tangibile e dimostrabile nel migliorare la qualità della vita dei beneficiari; sono il risultato di partenariati effettivi tra pubblico, privato e settori della società civile; sono sostenibili da punto di vista sociale, culturale, economico ed ambientale; sono potenzialmente riproducibili in altri contesti Nella stessa cornice definitoria, le best practices hanno la finalità di: orientare le scelte pubbliche sull adozione di modelli o strumenti sperimentati con successo, anche sensibilizzando l opinione pubblica e i decisori politici sulle potenzialità, in termini di aumento della qualità della vita, delle soluzioni sperimentate. promuovere la condivisione e il trasferimento di know-how attraverso strategie di apprendimento in rete. 11

12 Tornando al tema della definizione è stato importante in questa sede prendere in considerazione la letteratura esistente in ambito nazionale e in particolare le diverse sistematizzazioni nel campo delle riflessioni Isfol: per buona pratica si assume una costruzione empirica delle modalità di sviluppo delle esperienze che per l efficacia dei risultati, per le caratteristiche di qualità interna e per il contributo offerto alla soluzione di problemi particolari soddisfa il complesso sistema d aspettative dell ambito preso in cosiderazione, ed ancora: una buona pratica ha sia carattere bottom up, in quanto è costruita sulla base di esperienze esemplari e positive che si presuppongono trasferibili in contesti più ampi, sia un carattere top down, in quanto richiede la prefigurazione di un insieme sistematizzato di ipotesi da verificare su base empirica. In riferimento al rapporto tra buone pratica e processo di modellizzazione: una buona pratica è ritenuta efficace solo se è capace di individuare modelli per l azione convenzionalmente ritenuti adatti dagli addetti ai lavori, agendo quindi sul piano del dover essere apprezzato per utilità e fattibilità funzionale. Sempre nella letteratura Isfol, le buone pratiche vengono distinte dalle storie di successo (success stories), infatti: le buone pratiche riflettono l idea che le possibilità di miglioramento della qualità e l introduzione di elementi utili per il cambiamento sono possibili e costituiscono un traguardo facilmente raggiungibile e quindi condivisibile. Una pratica è una costruzione empirica delle modalità di sviluppo di esperienze che per l efficacia dei risultati, per le caratteristiche di qualità interna e per il contributo offerto alle soluzioni di particolari problemi soddisfa il complesso sistema di aspettative nel contesto specifico In questa definizione, non solo viene ribadita la derivazione della buona pratica da un processo di modellizzazione delle soluzioni soddisfacenti sperimentate in un determinato contesto, ma viene anche accennata una declinazione di buona pratica nelle sue caratteristiche definitorie, che ove meglio specificate possono essere definite come criteri ed indicatori di buona pratica. 12

13 Ancora, la buona prassi viene definita, sempre nel contesto della letteratura Isfol, come la risultante dell interazione di quattro elementi costitutivi, così definiti: strategie progettuali; qualità delle azioni; riproducibilità; trasferibilità. Riprendendo la definizione iniziale di Buona Prassi come è tutto ciò che, all interno di un determinato contesto, consente il raggiungimento di un risultato atteso, misurato nella sua efficienza e nella sua efficacia e può quindi essere assunto come modello, può essere generalizzato o applicato ad altri contesti, a questo punto supportata e confermata dalla letteratura ed esperienza nazionale e internazionale, è stata esaminata più in dettaglio questa definizione. La buona prassi/pratica: - Descrive i risultati, i punti di forza, di criticità e i processi di un progetto locale: - nelle sue linee operative, nell efficacia dello svolgimento, nella sua realizzazione. - Presuppone che siano sempre comprensibili le modalità, le risorse, le valutazioni e gli esiti delle azioni. - Richiede, come condizione necessaria, la combinazione fra sapere e fare: non basta saper costruire un progetto, è essenziale farlo e documentare ciò che si è appreso nel processo di interazione fra teoria e pratica. Per questo la buona prassi/pratica funziona in un determinato contesto locale e temporale. Può essere esportata solo se non riproduce se stessa, solo se assume la funzione di supporto e di facilitazione per la produzione di una nuova buona pratica. Ogni pratica traccia un solco, su cui si innestano nuove e diverse opportunità e innovazioni. La buona prassi/ pratica possiede la caratteristica della trasferibilità se è: - concreta; - il risultato di più persone che vivono nella comunità locale e mettono assieme esperienze sia soggettive che collettive; - un percorso di lavoro in cui la fiducia, l attenzione e la comunicazione sono al centro dell agire; 13

14 - portatrice di elementi di novità; - realizzata preferibilmente in rete (reale o virtuale). Costruire una buona prassi/pratica è dunque un esercizio per incrementare: - Competenza progettuale - Autonomia - Responsabilità Gli elementi portanti di un esperienza di buone prassi/pratiche : - Rivisitazione dei saperi - Sviluppo di un processo discorsivo e inter-soggettivo - Sviluppo di una pratica riflessiva - Trasformazione della cultura organizzativa In questa terza attivita ci si e concentrati sulla selezione e analisi delle buone prassi/pratiche. La ricerca, l identificazione e la selezione di esperienze significative (da intendersi come esperienze di eccellenza e/o buone pratiche) ha necessitato di un delicato lavoro di elaborazione concettuale relativo alla definizione dei criteri d eccellenza per poter poi garantire replicabilità e trasferibilità delle esperienze. Sono stati comunque tematizzati criteri relativi alle strategie adottate, alla qualità del contenuto delle azioni, alla riproducibilità e trasferibilità delle buone pratiche, alla soddisfazione dei diversi attori, al rapporto tra azione e contesto, agli impatti delle azioni. Un altro elemento di riflessione importante può essere costituito dall idea che si attribuisce a una esperienza un valore d eccellenza se e nella misura in cui contribuisce alla soluzione di problemi, specifici, situazionali o generali. Caratteristiche fondamentali da ricercare nelle esperienze di eccellenza sono anche il sufficiente grado di trasparenza dei processi realizzativi e l adeguato livello di progettazione e documentazione degli stessi. È evidente come una buona prassi/pratica si identifica per la presenza dei seguenti indicatori: 14

15 - L impatto di un intervento corrisponde ai mutamenti che il progetto causa nella società. Tali mutamenti si riferiscono a condizioni che sono oltre il punto di non ritorno e non a cambiamenti temporanei. - La rilevanza di un intervento viene valutata verificando in quale misura i risultati del progetto sono importanti per i beneficiari, ovvero in che misura l intervento ha costruito soluzioni per i problemi specifici e più salienti dei destinatari. - L efficacia indica il grado in cui i servizi/prodotti/valore aggiunto apportati dall intervento hanno consentito ai beneficiari di raggiungere i benefici previsti. - L efficienza in un intervento viene espressa in termini di qualità e quantità dei servizi offerti in seguito all intervento, in relazione ai costi complessivi sopportati per la loro erogazione. Una buona prassi/ pratica, al termine dell azione progettuale, lascerà sul territorio: Innovatività, declinata non in termini assoluti, o non solo con riferimento a livelli di avanzamento tecnologico, ma in termini relativi a: - le condizioni di partenza del contesto - il target - i modelli adottati in partenza di inserimento lavorativo, formazione, concertazione, comunicazione progettazione, ecc. dei modelli formativi, di orientamento, accoglienza, adottati ai modelli di didattica, di rimotivazione, ecc. - output (figure professionali innovate; nuovi prodotti/servizi) - mainstreaming, ovvero impatto sulle politiche sociali e per il lavoro a livello locale, regionale, nazionale. Sostenibilità: indica la continuità e stabilità dei benefici raggiunti per i destinatari, anche dopo la fine del progetto e del suo finanziamento, nel rispetto delle risorse non rinnovabili e delle pari opportunità. La sostenibilità dipende da: - analisi delle precondizioni e vincoli esterni - coerenza progettuale interna - identificazione trasparente dei compiti e assunzione di responsabilità chiare dei componenti della rete di partenariato. 15

16 Trasferibilità: l azione è suscettibile di essere moltiplicata su uno stesso target (riproducibilità) o con destinatari e contesti differenti. Perveniamo quindi ad una definizione di buona prassi/ pratica che si caratterizza per: sul Piano progettuale Avere impatto Essere rilevante Essere efficace Essere efficiente Sul Piano meta-progettuale Essere innovativa Essere trasferibile Essere sostenibile Sulla base di tali presupposti sono state individuate le buone prassi nazionali ed europee che sono state realizzate in contesti analoghi a quello oggetto di indagine in relazione ai seguenti parametri di riferimento (preferenziale): Comune con circa abitanti; Contesto lavorativo simile a quello delle organizzazioni selezionate. Pertanto nello specifico dell indagine, facendo riferimento a definizioni e indicatori sopradescritti la raccolta di Buone Pratiche è avvenuta secondo due direttrici: con approccio top down: attraverso serbatoi istituzionali di buone pratiche ufficializzate (Equal I e II Fase, POR Regionali, Isitituzioni di Pari Opportunità, Ministeri, Enti Locali, ecc); con approccio bottom up: attraverso referenti del mondo del lavoro pubblico e privato (associazioni datoriali e sindacali, imprese, organizzazioni varie, ecc). Nella prima direttrice l individuazione è stata fatta partendo dai siti istituzionali, nella seconda direttrice sia attraverso i siti delle associazioni, sia attraverso l utilizzo di parole chiave selezionate da utilizzare sul motore di ricerca 16

17 La ricerca è stata finalizzata alla raccolta di tutte le Buone Prassi/Pratiche che consentono, sostengono, agevolano, valorizzano, ottimizzano e potenziano la presenza femminile nel mondo del lavoro fino al raggiungimento delle posizioni apicali, attraverso azioni orientate al genere e/o sistemi di valutazione e promozione delle risorse umane nei settori pubblico e privato. Successivamente, ogni buona prassi/pratica è stata processata e catalogata secondo campi di indagine omogenei che consentono la comparazione orizzontale secondo i seguenti campi di indagine: -Titolo -Area Geografica -Caratteristiche territoriali -Organizzazione pubblica -Organizzazione Privata -Strutture Coinvolte -Modalità Attuative -Destinatari -Criteri Adottati -Dispositivi -Analisi -Condizioni -Fonti 17

18 1.4 ATTIVITA N. 4 SELEZIONE DI AZIONI POSITIVE ATTIVITA n. 4 AZIONI TEMPO RISORSE Selezione di AP che possono trovare maggiore applicabilita sul nostro territorio 1)Selezione delle azioni all interno delle seguenti macroazoni: MACROAZIONE: Mainstreaming di genere MACROAZIONE: Conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare MACROAZIONEGender budgeting MACROAZIONE: Empowerment Dal 01/11/2010 Al 05/11/2010 Responsabile: Coordinatore progetto Esperto PO di Out-put: L elenco delle Buone Prassi nazionali ed internazionali selezionate La selezione delle buone prassi dall insieme di quelle individuate, processate e catalogate nell ambito di Attività n 3 è avvenuta sulla base e all interno delle seguenti Macroazioni: MACROAZIONE: Mainstreaming di genere Il mainstreaming di genere può essere definito come una strategia per ridurre le differenze di impatto che le politiche possono avere su uomini e donne. È finalizzata al raggiungimento delle pari opportunità, promuovendo la partecipazione femminile in campi o ruoli precedentemente loro preclusi. Rappresenta una delle principali novità nell ambito dell attuale ciclo di programmazione delle politiche strutturali. È un modello che parte dall analisi della vita quotidiana delle donne e degli uomini, rende visibili le diverse esigenze, problematiche e favorisce lo sviluppo di politiche e prassi non contaminate da stereotipi o presupposti errati. 18

19 MACROAZIONE: Conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare Gli effetti prodotti dalla crescita dell occupazione femminile sono stati da un lato la messa in discussione del tradizionale modello di divisione dei ruoli fondato sul genere e dall altro l aumento dell attenzione sulle problematiche legate alla necessità di conciliare tempi e ruoli diversi. Tutti i paesi sviluppati e tutti i lavoratori si trovano a gestire il problema della conciliazione ma, la difficoltà di conciliare vita lavorativa e familiare è avvertita soprattutto dalle donne a causa della diseguale distribuzione del carico di lavoro domestico, in particolare nella fase successiva alla nascita dei figli: le donne devono gestire maggiori responsabilità nella cura della prole e degli altri familiari. MACROAZIONE: Gender budgeting La Gender Budget Analysis rappresenta un modello di analisi delle entrate e delle uscite di un bilancio pubblico in grado di valutare i possibili diversi effetti sulla componente maschile e femminile della popolazione. Si presenta come strumento di trasparenza nella gestione dei fondi pubblici, di innovazione, di democrazia nell allocazione e distribuzione delle risorse. La GBA, quindi, attraverso l analisi delle differenze anagrafiche, economiche, sociali e di reddito permette di prendere decisioni politiche e di bilancio con la consapevolezza del diverso impatto che queste hanno rispetto alle differenze di genere. Gli obiettivi che la teoria della GBA intende perseguire sono: l equità, l efficienza, la trasparenza ed infine la consapevolezza. MACROAZIONE: Empowerment L empowerment, identifica un processo di evoluzione delle esperienze di apprendimento che consentono ad un individuo di superare una condizione di impotenza. Si tratta di un saper fare e di un saper essere caratterizzati da una condizione di fiducia in sé stessi, dalla capacità di sperimentare e di confrontarsi con la realtà circostante. Le diverse azioni e gli interventi centrati sull empowerment, pertanto, mirano a rafforzare il potere di scelta degli individui migliorandone le competenze e le conoscenze in un'ottica di emancipazione Nel contesto delle pari opportunità, infatti, l empowerment definisce il 19

20 processo di attribuzione di potere e responsabilità alle donne in primo luogo attraverso la promozione della presenza femminile nei centri decisionali della vita sociale, politica ed economica e, in secondo luogo sollecitando le donne a valorizzare ed accrescere le proprie abilità e competenze. 20

21 1.5 ATTIVITA N. 5 SCELTA DI AZIONI POSITIVE ATTIVITA n. 5 AZIONI TEMPO RISORSE SCELTA DI AZIONI POSITIVE 1)Progettazione dei Focus Group: predisposizione del testo di indagine e degli strumenti da sottoporre all attenzione degli stakholders 2)Realizzazione di n. 3 Focus Group (10 stakholders + 2 esterni) I Focus Group hanno l obiettivo di verificare la rispondenza delle Azioni Positive selezionate con i desiderata dei beneficiari. Realizzazione: 09/11/ /11/ /11/2010 Responsabile: Coordinatore di progetto Esperto PO 2 Esperti Middle con esperienza comprovata in indagini e ricerche sul campo Out-put: I risultati dei Focus Group Per scegliere le Azioni Positive da attuare nei vari contesti di riferimento si e deciso di promuovere dei Focus Group e delle Interviste immersive. Grazie a questa modalita di indagine di ascolto emergono i reali bisogni delle intervistate. Questo anche grazie alla scelta del campione, alle modalità di conduzione delle interviste sempre garantite da anonimato e alla tipologia delle questioni poste. Il rovesciamento di prospettiva (bottom up), partire cioè dall ascolto delle dirette interessate e solo dopo avviare, su queste basi, azioni concrete per rimuovere gli ostacoli e rendere le Pari Opportunità una realtà e non più solo una intenzione, trova, in questo progetto, pieno accoglimento. La vera grande forza di questo lavoro sta appunto nell assenza di una pre-strutturazione degli interventi positivi: si parte invece dall ascolto, dalla raccolta dei dati, dalla 21

22 catalogazione dei bisogni sul territorio e su questi sarà possibile iniziare un percorso di correzione delle disfunzioni e di valorizzazione delle Pari Opportunità. Il focus group è una tecnica di ricerca che nasce negli Stati Uniti ad opera di due sociologi degli anni 40, K. Levin e R. Merton. E un metodo di ricerca che permette di focalizzare la riflessione su un argomento specifico al fine di far emergere le relazioni tra i partecipanti. Il focus group non è una intervista, ma è una libera discussione che si svolge all interno di un piccolo gruppo (8-10 persone) di stakeholders 1 su un tema o diversi temi proposti da un moderatore. Dal punto di vista metodologico, il Focus Group è una tecnica che permette in maniera efficace anche se ovviamente non statisticamente rappresentativa la raccolta di informazioni rilevanti su un tema. La scelta degli stakeholders diviene quindi fondamentale al fine dell inclusione di tutte le opinioni ragguardevoli sull oggetto della discussione. Il risultato consiste in una sintesi della registrazione della discussione e degli appunti presi manualmente durante la discussione. Obiettivo: nell ambito del presente progetto di ricerca, l obiettivo è stato quello di raccogliere le esperienze delle donne che operano all interno di organizzazioni selezionate per rilevare le difficoltà incontrate in relazione al loro genere di appartenenza e le possibili soluzioni che propongono per il superamento di questi ostacoli. A questo riguardo sono state analizzate 4 Aree di discussione relativamente ai seguenti aspetti: Conciliazione Empowerment Gender Budgeting Mainstreming 1 Gli stakeholders sono quegli attori che detengono una posta in gioco riguardo ad una questione. Tale posta in gioco può essere data da interessi, danni impropri che possono essere subiti, valori. 22

23 Ambito di intervento: Sono stati effettuati 4 Focus Group (1 in più di quelli previsti) nelle seguenti organizzazioni: 1. Provincia di Pescara 2. INAIL 3. Ospedale Civile di Pescara 4. Comune di Pescara Target: 8-10 donne che operano all interno della struttura selezionata di età compresa preferibilmente tra 30 anni e i 45 anni. Metodologia utilizzata: La discussione e avvenuta in forma libera seguendo la tecnica del colloquio di gruppo. Ogni Focus Group ha avuto una durata di circa 120 minuti. Il gruppo di stakeholders selezionato per un FG è stato di circa 10 unità. Il gruppo e stato completato dalla presenza di due membri esterni. Un facilitatore che e intervenuto interviene per sviluppare il dibattito e il coordinatore, che ha organizzato i temi della discussione, fungendo da osservatore esterno e sintetizzando le parti più rilevanti della discussione. Il FG si sono svolti in questo modo. Il coordinatore ha introdotto i temi del dibattito, che sono poi stati sviluppati in maniera autonoma dai partecipanti. Il coordinatore ha potuto intervenire per mantenere la discussione nei termini prefissati o per concedere la parola a tutti i partecipanti. Il facilitatore e intervenuto ogni qualvolta il dibattito languiva o per moderare. La durata media di un FG è stata di 2 ore (in maniera dipendente dal numero effettivo di partecipanti). I documenti prodotti sono il risultato della sintesi delle registrazioni della discussioni e degli appunti presi manualmente durante la discussioni. E stata effettuata una registrazione di tutte le sessioni e si e provveduto a richiedere la liberatoria per l uso consenziente della registrazione audio. Tuttavia le registrazioni integrali, per la normativa sulla privacy, sono state utilizzate esclusivamente ai fini della presente ricerca e non saranno disponibili all esterno per ulteriori utilizzi. Nell out-put specifico sono riportati i dettagli dei 4 FOCUS GROUP. 23

Proposta per un Piano di Azioni Positive nel Gruppo Ferrovie dello Stato

Proposta per un Piano di Azioni Positive nel Gruppo Ferrovie dello Stato Proposta per un Piano di Azioni Positive nel Gruppo Ferrovie dello Stato Roma 21 giugno 2006 PREMESSA Fin dalla loro costituzione i Comitati per le pari Opportunità del Gruppo Ferrovie dello Stato hanno

Dettagli

Il progetto Valutazione & Miglioramento

Il progetto Valutazione & Miglioramento Il progetto Valutazione & Miglioramento Valutazione & Miglioramento è un progetto che si pone la finalità di promuovere il miglioramento delle scuole mediante percorsi di valutazione e autovalutazione,

Dettagli

Pari Opportunità e performance nella PA

Pari Opportunità e performance nella PA Pari Opportunità e performance nella PA Enrica Castignola Università Cattolica del Sacro Cuore ALTIS (Alta Scuola Impresa e Società) Divisione Public Management Sommario 1. Le pari opportunità nella PA

Dettagli

Strategie di Sviluppo Socio-economico Sostenibile

Strategie di Sviluppo Socio-economico Sostenibile Azioni a carattere innovativo finanziate nel quadro dell'art. 6 del regolamento relativo al Fondo Sociale Europeo, Linea di Bilancio B2-1630,"Strategie locali per l'occupazione e innovazione" Strategie

Dettagli

Bilancio Sociale 2014

Bilancio Sociale 2014 Attività di promozione e sviluppo del sistema AIC Bilancio sociale 2014 Associazione Italiana Celiachia 3 16 3 ATTIVITÀ DI PROMOZIONE E SVILUPPO DEL SISTEMA AIC 3.1 COORDINAMENTO ATTIVITÀ ISTITUZIONALI

Dettagli

PIANO DI COMUNICAZIONE

PIANO DI COMUNICAZIONE PIANO DI COMUNICAZIONE La legge regionale n. 5/2009 e il Piano Regionale della Salute 2011-2013 promuovono la centralità del cittadino e il suo coinvolgimento nei processi di miglioramento dei Servizi

Dettagli

Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011

Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011 Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011 1 PREMESSA Il CNSA riconosce e valorizza le specificità di ciascun Ente Locale, delle singole professionalità e delle

Dettagli

4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO

4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO 4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO 4. 1 LA MISSION La Direzione Didattica San Giovanni conferma le scelte educative delineate nel corso degli ultimi anni, coerenti con le finalità e gli obiettivi del sistema nazionale

Dettagli

Mappatura Competenze. Analisi del Clima Aziendale

Mappatura Competenze. Analisi del Clima Aziendale 1/7 Servizi Integrati del Clima Aziendale Oggi, in molte aziende, la comunicazione verso i dipendenti rappresenta una leva gestionale attivata dal vertice aziendale, organizzata, coerente con gli obiettivi

Dettagli

RIPARTIRE DALLA SOSTENIBILITA - per una nuova generazione dei Piani Territoriali di Coordinamento delle Province

RIPARTIRE DALLA SOSTENIBILITA - per una nuova generazione dei Piani Territoriali di Coordinamento delle Province Le tecniche operative solitamente applicate in questa fase sono l intervista diretta a testimoni privilegiati (telefonica e/o verbale), e la ricerca con l ausilio di internet. I testimoni privilegiati

Dettagli

Competenze del Dirigente scolastico

Competenze del Dirigente scolastico Competenze del Dirigente scolastico Repertorio elaborato in ambito SI.VA.DI.S Repertorio delle competenze del dirigente scolastico Il repertorio descrittivo delle azioni professionali e delle competenze

Dettagli

Sviluppo del percorso

Sviluppo del percorso Ministero Pubblica Istruzione Titolo sintetico del progetto: I CARE Imparare Comunicare Agire in una Rete Educativa Piano Nazionale di formazione e ricerca SCHEDA DI PROGETTO Regione PIEMONTE NUOVE TECNOLOGIE:

Dettagli

DOCUMENTO DI INDIRIZZO SULLA COMUNICAZIONE PUBBLICA IN SANITÀ

DOCUMENTO DI INDIRIZZO SULLA COMUNICAZIONE PUBBLICA IN SANITÀ DOCUMENTO DI INDIRIZZO SULLA COMUNICAZIONE PUBBLICA IN SANITÀ 1. Premessa generale sulla comunicazione in Sanità 1.1 I diritti di salute e informazione La salute è un diritto fondamentale della persona

Dettagli

"GIOVANE CITTADINANZA: dalla prevenzione verticale alla peer education"

GIOVANE CITTADINANZA: dalla prevenzione verticale alla peer education "GIOVANE CITTADINANZA: dalla prevenzione verticale alla peer education" SISTEMA DI VALUTAZIONE INDICE DEL DOCUMENTO 1. Linee guida per la valutazione.. pag. 2 2. Dimensioni e tempi della valutazione...

Dettagli

STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE

STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE Titolo 8 POLITICHE DEL PERSONALE: VALORIZZAZIONE E TUTELA DEL CAPITALE UMANO Art. 68 - Salute organizzativa Art. 69 - Strumenti per la

Dettagli

Piano di Azioni Positive della Provincia di Matera

Piano di Azioni Positive della Provincia di Matera PROVINCIA DI MATERA COMITATO UNICO DI GARANZIA Piano di Azioni Positive della Provincia di Matera Triennio 2011-2014 1 PIANO DI AZIONI POSITIVE DELLA PROVINCIA DI MATERA (ART. 48 D.LGS. 198/06) PREMESSA

Dettagli

Piano di Azioni Positive 2013-2015 approvato dal Comitato Unico di Garanzia con propria deliberazione n. 2 del 15 maggio 2013

Piano di Azioni Positive 2013-2015 approvato dal Comitato Unico di Garanzia con propria deliberazione n. 2 del 15 maggio 2013 Premessa Il Piano delle Azioni Positive - PAP, è documento programmatico redatto a norma dell'art. 48 del D.Lgs. 198/2006 Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell art. 6 della legge

Dettagli

Progetto per la gestione innovativa della maternità/paternità in Unicoop Tirreno: i contenuti e i metodi per la realizzazione delle 6 sperimentazioni

Progetto per la gestione innovativa della maternità/paternità in Unicoop Tirreno: i contenuti e i metodi per la realizzazione delle 6 sperimentazioni Progetto per la gestione innovativa della maternità/paternità in Unicoop Tirreno: i contenuti e i metodi per la realizzazione delle 6 sperimentazioni Rev 1 del 27 gennaio 2011 della presentazione effettuata

Dettagli

Ref: 2013-1-ES1-LEO05-66260

Ref: 2013-1-ES1-LEO05-66260 Ref: 2013-1-ES1-LEO05-66260 Buone pratiche nell uso di ambienti di apprendimento collaborativo quali strumenti per favorire la creatività ed identificazione di modelli di successo nel settore metalmeccanico

Dettagli

COMUNE DI PAGLIETA Provincia di Chieti

COMUNE DI PAGLIETA Provincia di Chieti COMUNE DI PAGLIETA Provincia di Chieti PIANO TRIENNALE DI AZIONI POSITIVE per la realizzazione delle pari opportunità tra uomo e donna 2010/2012 PIANO TRIENNALE AZIONI POSITIVE 2010 2012 Fonti normative:

Dettagli

SCUOLA MEDIA STATALE F. GUARINI SOLOFRA

SCUOLA MEDIA STATALE F. GUARINI SOLOFRA SCUOLA MEDIA STATALE F. GUARINI SOLOFRA I. Introduzione COUNSELING E COUNSELOR Attualmente nella sua definizione più ampia, il termine Counseling indica la relazione d aiuto che si instaura tra una persona

Dettagli

Bilancio Sociale 2013

Bilancio Sociale 2013 3 Attività di promozione e sviluppo del sistema AIC 3.1 Coordinamento attività Istituzionali L attività istituzionale rappresenta la dimensione formale e sostanziale del fermento democratico di una associazione:

Dettagli

ANIMATORE PROFESSIONALE SOCIO EDUCATIVO DENOMINAZIONE ALTRE DENOMINAZIONI SETTORE DESCRIZIONE

ANIMATORE PROFESSIONALE SOCIO EDUCATIVO DENOMINAZIONE ALTRE DENOMINAZIONI SETTORE DESCRIZIONE ANIMATORE PROFESSIONALE SOCIO EDUCATIVO DENOMINAZIONE ALTRE DENOMINAZIONI SETTORE DESCRIZIONE Animatore professionale socio-educativo Educatore socio-culturale, animatore sociale Socio-sanitario, culturale

Dettagli

Documento di lavoro per l incontro ISFOL Sviluppo Lazio rivolto agli operatori del sistema EdA nel Lazio

Documento di lavoro per l incontro ISFOL Sviluppo Lazio rivolto agli operatori del sistema EdA nel Lazio STD Documento di lavoro per l incontro ISFOL Sviluppo Lazio rivolto agli operatori del sistema EdA nel Lazio (data prevista: 29 novembre 2010) Il gruppo di lavoro U. O. ISFOL FLAI-lab 1 - Sviluppo Lazio,

Dettagli

Convegno 20 gennaio 2014 Istituto Schiapparelli Gramsci Milano - ASL Pesante -

Convegno 20 gennaio 2014 Istituto Schiapparelli Gramsci Milano - ASL Pesante - ISIS Facchinetti di Castellanza Convegno 20 gennaio 2014 Istituto Schiapparelli Gramsci Milano - ASL Pesante - Finalità ed obiettivi L offerta formativa del nostro istituto, per quanto attiene la formazione

Dettagli

Educazione e relazioni: la necessità di formazione e interventi nella scuola secondaria di primo grado

Educazione e relazioni: la necessità di formazione e interventi nella scuola secondaria di primo grado ESTRATTO Educazione e relazioni: la necessità di formazione e interventi nella scuola secondaria di primo grado SCHEDA TECNICA DELL INTERVENTO (novembre 2010) I. PRESENTAZIONE DELLA ATTIVITA (FORMAZIONE

Dettagli

HOUSING SOCIALE, RIQUALIFICAZIONE URBANA E QUALITÀ DELL ABITARE

HOUSING SOCIALE, RIQUALIFICAZIONE URBANA E QUALITÀ DELL ABITARE HOUSING SOCIALE, RIQUALIFICAZIONE URBANA E QUALITÀ DELL ABITARE a cura degli architetti Roberta Prampolini Daniela Rimondi F/01_FASCICOLO 1_DESCRIZIONE DELLA RICERCA Indice 1. La ricerca 2. Gli obiettivi

Dettagli

Una esperienza di formazione e ricerca nel settore turistico: il progetto "Nuove professionalità per il mercato del lavoro Veneto".

Una esperienza di formazione e ricerca nel settore turistico: il progetto Nuove professionalità per il mercato del lavoro Veneto. Una esperienza di formazione e ricerca nel settore turistico: il progetto "Nuove professionalità per il mercato del lavoro Veneto". M. Fontana*, C. Felicioni** *Cultore della materia, Dip. di Psicologia

Dettagli

Pane e denti. Progetto Comunitario Equal

Pane e denti. Progetto Comunitario Equal Progetto Comunitario Equal Pane e denti Problema di riferimento Nonostante il carattere strutturale assunto dalla presenza immigrata in Italia, l immigrazione viene percepita ancora come un problema piuttosto

Dettagli

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO 1 Titolo del progetto ManiTese 2 Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): Settore: Cod. aree di intervento: ASSISTENZA A 01 (Anziani)

Dettagli

INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION sugli utenti dei consultori familiari nel percorso nascita

INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION sugli utenti dei consultori familiari nel percorso nascita Servizio Famiglia Infanzia Età Evolutiva Ufficio Promozione Qualità INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION sugli utenti dei consultori familiari nel percorso nascita anno 2012 Pag. 1 di 13 Indice 1. Introduzione...

Dettagli

PROGETTO ESECUTIVO SUL TEMA PARITA SALARIALE

PROGETTO ESECUTIVO SUL TEMA PARITA SALARIALE PROGETTO ESECUTIVO SUL TEMA PARITA SALARIALE INDICE DEL DOCUMENTO Il contesto di riferimento Pagina 3 La Provincia di Bologna e l ipotesi di un progetto Pagina 4 allargato alle altre Amministrazioni Pubbliche

Dettagli

3. PROGRAMMA DI SOSTEGNO. 3.1 Dati Generali RETI VOLONTARIE CONSAPEVOLI. Ambito territoriale (comune/i, provincia/e, regione/i) Durata del programma

3. PROGRAMMA DI SOSTEGNO. 3.1 Dati Generali RETI VOLONTARIE CONSAPEVOLI. Ambito territoriale (comune/i, provincia/e, regione/i) Durata del programma 3. PROGRAMMA DI SOSTEGNO 3.1 Dati Generali Titolo Ambito territoriale (comune/i, provincia/e, regione/i) Durata del programma RETI VOLONTARIE CONSAPEVOLI Le 6 regioni meridionali (Sicilia,Calabria, Basilicata,

Dettagli

L.R. 25 SETTEMBRE 1996 ART. 5 CO. 2 E ART. 21 CO. 3 D.P.R. N. 022/PRES.

L.R. 25 SETTEMBRE 1996 ART. 5 CO. 2 E ART. 21 CO. 3 D.P.R. N. 022/PRES. PROGRAMMA PROVINCIALE FINALIZZATO ALLA SPERIMENTAZIONE DI MODELLI ORGANIZZATIVI INNOVATIVI DEGLI INTERVENTI E DEI SERVIZI DI RETE RIVOLTI ALLE PERSONE DISABILI L.R. 25 SETTEMBRE 1996 ART. 5 CO. 2 E ART.

Dettagli

International Programs Communication Officer Dipartimento Programmi Internazionali Save the Children Italia Onlus (ROMA) Responsabile Dipartimento

International Programs Communication Officer Dipartimento Programmi Internazionali Save the Children Italia Onlus (ROMA) Responsabile Dipartimento TERMINI DI RIFERIMENTO RUOLO: AREA/DIPARTIMENTO: SEDE DI LAVORO: REFERENTE: RESPONSABILITÀ DI GESTIONE: RESPONSABILITÀ DI BUDGET: TIPOLOGIA DI CONTRATTO: DURATA: SALARIO DI RIFERIMENTO RAL 24.000 26.000

Dettagli

Data di avvio Data di conclusione. Durata (in mesi) 31/1/2010

Data di avvio Data di conclusione. Durata (in mesi) 31/1/2010 WP n.1 Titolo: Analisi dei bisogni e fattibilità Obiettivi: - Collegare le diverse analisi dei bisogni del gruppo target per individuare, definire e condividere le principali criticità registrate nei diversi

Dettagli

Comunicazione e valutazione Leader, verso la prospettiva 2020

Comunicazione e valutazione Leader, verso la prospettiva 2020 REPORT Comunicazione e valutazione Leader, verso la prospettiva 2020 Mestre, 28 giugno 2012 Regione del Veneto - Direzione Piani e Programmi Settore Primario Autorità di Gestione PSR Veneto 2007-2013 Il

Dettagli

STRATEGIE E METODI PER L INNOVAZIONE DIDATTICA E TERRITORIALE

STRATEGIE E METODI PER L INNOVAZIONE DIDATTICA E TERRITORIALE ISTITUTO SILONE San Ferdinando di Puglia STRATEGIE E METODI PER L INNOVAZIONE DIDATTICA E TERRITORIALE REPORT FINALE DI MONITORAGGIO E VALUTAZIONE Progetto di Ricerca finanziato da: REGIONE PUGLIA Assessorato

Dettagli

PIANO DI AZIONI POSITIVE per il triennio 2015-2017

PIANO DI AZIONI POSITIVE per il triennio 2015-2017 Comune di Cinisello Balsamo Allegato A) alla Deliberazione di Giunta comunale n. 112 del 28/05/2015 PIANO DI AZIONI POSITIVE per il triennio 2015-2017 COMUNE DI CINISELLO BALSAMO Piano di Azioni Positive

Dettagli

I N D I C E LE PERSONE SONO L ELEMENTO CHIAVE PER RAGGIUNGERE I RISULTATI

I N D I C E LE PERSONE SONO L ELEMENTO CHIAVE PER RAGGIUNGERE I RISULTATI COACHING LE PERSONE SONO L ELEMENTO CHIAVE PER RAGGIUNGERE I RISULTATI I N D I C E 1 [CHE COSA E IL COACHING] 2 [UN OPPORTUNITA DI CRESCITA PER L AZIENDA] 3 [ COME SI SVOLGE UN INTERVENTO DI COACHING ]

Dettagli

INTERVENTI MODULARI DI FORMAZIONE LA QUALITÁ NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE

INTERVENTI MODULARI DI FORMAZIONE LA QUALITÁ NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE INTERVENTI MODULARI DI FORMAZIONE LA QUALITÁ NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE INDICE Premessa 3 Obiettivi e strumenti metodologici dell intervento di formazione 4 Moduli e contenuti dell intervento di

Dettagli

L analisi dei fabbisogni dell EDA nell area sub-provinciale di Roma. Risultati conseguiti dal progetto: guida alla consultazione

L analisi dei fabbisogni dell EDA nell area sub-provinciale di Roma. Risultati conseguiti dal progetto: guida alla consultazione BANDO PER L EDUCAZIONE PERMANENTE DEGLI ADULTI Delibera Giunta Regionale n. 30 dell 11/01/2001 (Pubblicato nel BUR Lazio n.5 del 20 febbraio 2002 Parte I e II) Misura di sistema: Ricerche e analisi finalizzate

Dettagli

Piano triennale di azioni positive 2013-2015

Piano triennale di azioni positive 2013-2015 COMITATO UNICO DI GARANZIA (D.LGS. 165/01, ART. 57, C. 01) Piano triennale di azioni positive Gennaio CRA via Nazionale, 82 00184 Roma COMITATO UNICO DI GARANZIA @ cug@entecra.it T +39-06-478361 F +39-06-47836320

Dettagli

PIANO DI INTERVENTO PER CONTRASTARE LA DISPERSIONE SCOLASTICA - LINEE GUIDA -

PIANO DI INTERVENTO PER CONTRASTARE LA DISPERSIONE SCOLASTICA - LINEE GUIDA - PROVINCIA DI PIACENZA PIANO DI INTERVENTO PER CONTRASTARE LA DISPERSIONE SCOLASTICA - LINEE GUIDA - PREMESSA ED OBIETTIVI OPERATIVI: Al fine di perseguire gli obiettivi individuati dal patto territoriale,

Dettagli

METODOLOGIA PER L INDAGINE E LA VALUTAZIONE DELLO STRESS LAVORO CORRELATO

METODOLOGIA PER L INDAGINE E LA VALUTAZIONE DELLO STRESS LAVORO CORRELATO QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO L articolo 28 del Decreto Legislativo n 81/2008 introduce l obbligo per il Datore di Lavoro di valutare, insieme agli altri rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori,

Dettagli

Il ruolo degli stakeholder nella progettazione di un Piano di Marketing Territoriale e di un Marchio d Area

Il ruolo degli stakeholder nella progettazione di un Piano di Marketing Territoriale e di un Marchio d Area Il ruolo degli stakeholder nella progettazione di un Piano di Marketing Territoriale e di un Marchio d Area Il Marketing territoriale Il territorio, sia esso una città, un area urbana, un area turistica

Dettagli

4. Le DPO per la promozione e la tutela dei diritti umani

4. Le DPO per la promozione e la tutela dei diritti umani 4. Le DPO per la promozione e la tutela dei diritti umani Obiettivi di apprendimento I partecipanti acquisiranno una conoscenza di base su: - Il ruolo delle organizzazioni di persone con disabilità nei

Dettagli

OBIETTIVI GENERALI DEL PROGETTO

OBIETTIVI GENERALI DEL PROGETTO Piccoli PA.S.S.I.- Parrocchia di San Prospero Sostegno Scolastico Integrato di bambini e ragazzi con Disturbi Specifici dell Apprendimento e Bisogni Educativi Speciali PREMESSA In ambito scolastico e,

Dettagli

Realizzare la valutazione inclusiva

Realizzare la valutazione inclusiva LA VALUTAZIONE NELLE CLASSI COMUNI IT Realizzare la valutazione inclusiva La fase conclusiva del progetto La valutazione nelle classi comuni dell Agenzia ha visto un dibattito e una spiegazione del concetto

Dettagli

ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo

ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo Indice 1. Premessa 3 2. Il sistema di misurazione e valutazione delle performance 4 3. Criteri per la

Dettagli

PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE CITTADINANZA DI GENERE E CONCILIAZIONE VITA-LAVORO SOMMARIO

PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE CITTADINANZA DI GENERE E CONCILIAZIONE VITA-LAVORO SOMMARIO PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE CITTADINANZA DI GENERE E CONCILIAZIONE VITA-LAVORO SOMMARIO TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI OGGETTO PRINCIPI E OBIETTIVI art. 1 Oggetto e principi art. 2 Obiettivi TITOLO II

Dettagli

AFFIDAMENTO FAMILIARE NELLA PROVINCIA DI TORINO. Storia, obiettivi e attività del tavolo

AFFIDAMENTO FAMILIARE NELLA PROVINCIA DI TORINO. Storia, obiettivi e attività del tavolo AFFIDAMENTO FAMILIARE NELLA PROVINCIA DI TORINO Il video LE STORIE DELL AFFIDO è un progetto del Tavolo permanente di Coordinamento sull Affidamento Familiare della provincia di Torino, con la realizzazione

Dettagli

L EFFICACIA DELLA COMUNICAZIONE

L EFFICACIA DELLA COMUNICAZIONE L EFFICACIA DELLA COMUNICAZIONE GLI ESITI DEL PRIMO RAPPORTO DI VALUTAZIONE ANTONIO STRAZZULLO COMITATO DI SORVEGLIANZA REGGIO EMILIA, 21 GIUGNO 2011 Obiettivi della valutazione Valutazione del Piano di

Dettagli

PROGETTO DI ACCOGLIENZA

PROGETTO DI ACCOGLIENZA ISTITUTO D ISTRUZIONE G. FLORIANI RIVA DEL GARDA PROGETTO DI ACCOGLIENZA PER L INSERIMENTO DEGLI ALUNNI/E DI MADRE LINGUA NON ITALIANA Premessa Da qualche anno nel nostro Istituto si registra un incremento

Dettagli

Carta d Identità del CNGEI

Carta d Identità del CNGEI Carta d Identità del CNGEI "Il nostro è un movimento libero, accanitamente, irriducibilmente libero da ingerenza politica, confessionale o di interesse e deve rimanere tale contro chiunque fosse di diverso

Dettagli

Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato

Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato Il progetto Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato è nato in seguito ad un progetto pilota avviato durante l anno scolastico 1999/2000 e presentato

Dettagli

Il mio futuro lo scelgo oggi

Il mio futuro lo scelgo oggi CARATTERISTICHE DEL PROGETTO TITOLO Il mio futuro lo scelgo oggi OBIETTIVI : sperimentare percorsi educativi didattici e metodologici comuni innovativi che permettano ai giovani di autogestire efficacemente

Dettagli

NIDI E SERVIZI PER L INFANZIA

NIDI E SERVIZI PER L INFANZIA NIDI E SERVIZI PER L INFANZIA Conoscere per governare 13 novembre 2013 Sala Polifunzionale Via Santa Maria in Via, 37 R o m a I servizi per la prima infanzia: il punto sulle Intese e il Piano di Azione

Dettagli

GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI INDIVIDUALI

GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI INDIVIDUALI GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI INDIVIDUALI comunicazionetrasparenteprogettoinf ormareinformarsivalorizzazioneco struireteamworkeleaderschipproporrecolla boraredeisostenereprofessionisti stimolareintegrazionerelazionialleanzesoluzi

Dettagli

Glossario Project Cycle Management

Glossario Project Cycle Management Glossario Project Cycle Management Albero degli obiettivi Diagramma, utilizzato nell ambito dell Approccio del Quadro Logico, che permette di rappresentare, in un quadro unitario, ciò che si potrebbe osservare

Dettagli

Lo sportello d ascolto per i dipendenti

Lo sportello d ascolto per i dipendenti ULSS 13 Dolo-Mirano-Noale U.O. SORVEGLIANZA SANITARIA DEI LAVORATORI E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO Responsabile dr. Fabrizio Fiorini Lo sportello d ascolto per i dipendenti Dott.ssa Stefania Menin

Dettagli

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 10 OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI AUTOCONTROLLO ATTENZIONE E PARTECIPAZIONE ATTEGGIAMENTO E COMPORTAMENTO

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma

A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma ( ) Per affrontare i problemi sociali non possiamo fare a meno di ascoltare

Dettagli

Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta. Quadri sulla gestione

Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta. Quadri sulla gestione 6 Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta Quadri sulla gestione Impiegati con responsabilità direttive Dirigenti di imprese private e organizzazioni pubbliche, interessati

Dettagli

PIANO DI AZIONI POSITIVE

PIANO DI AZIONI POSITIVE PIANO DI AZIONI POSITIVE TRIENNIO 2013-2015 PIANO DI AZIONI POSITIVE (ART. 48, COMMA 1, D. LGS. 11/04/2006 N. 198) PREMESSA Le azioni positive sono misure temporanee speciali che, in deroga al principio

Dettagli

Elisa Battaglia Assessore alle Pari Opportunità Provincia di Udine

Elisa Battaglia Assessore alle Pari Opportunità Provincia di Udine Il Servizio Antimobbing della Provincia di Udine è attivo dal 2007, ed è divenuto negli anni un punto di riferimento per il territorio, rappresentando un importante investimento per l Ente provinciale.

Dettagli

Visite in comune. Comune di Olgiate Molgora. Progetto

Visite in comune. Comune di Olgiate Molgora. Progetto Comune di Olgiate Molgora Progetto Visite in comune Laboratori di consultazione e di progettazione rivolti a bambini e ragazzi per la realizzazione di percorsi di visita ai luoghi istituzionali della città

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Pari Opportunità

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Pari Opportunità Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Pari Opportunità Regione Calabria Le politiche conciliative nel Por Calabria FSE 2007/2013: la strategia del dual approach per garantire il gender mainstreaming

Dettagli

AD COMUNICATIONS COMPANY PROFILE AD COMUNICATIONS

AD COMUNICATIONS COMPANY PROFILE AD COMUNICATIONS COMPANY PROFILE SCHEDA TECNICA Campagne mirate di e-mail marketing. L e-mail marketing è un mezzo che consente di ottenere in modo continuo nuovi flussi di contatti commerciali qualificati e mirati (ovvero

Dettagli

Concorso Premiamo i risultati DOCUMENTO DI PARTECIPAZIONE

Concorso Premiamo i risultati DOCUMENTO DI PARTECIPAZIONE Ministero per la pubblica amministrazione e l innovazione Concorso Premiamo i risultati DOCUMENTO DI PARTECIPAZIONE - 1 - PREMESSA Il documento di partecipazione ha come oggetto la progettazione esecutiva

Dettagli

PROVINCIA DI PIACENZA

PROVINCIA DI PIACENZA PROVINCIA DI PIACENZA DI SVILUPPO E QUALIFICAZIONE DEI SERVIZI EDUCATIVI PER BAMBINI N ETA 0-3 ANNI INDIRIZZI GENERALI PER IL TRIENNIO 2001-2003 Approvato con atto C.P. 29.10.2001 n.133 Ufficio Politiche

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DELL AQUILA DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA LM / 85 BIS

UNIVERSITA DEGLI STUDI DELL AQUILA DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA LM / 85 BIS UNIVERSITA DEGLI STUDI DELL AQUILA DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA LM / 85 BIS PROGETTO DI TIROCINIO L istituzione del nuovo Corso di Laurea in Scienze

Dettagli

L'approccio iniziale all esperienza nella struttura educativa sarà quindi interpretato nel rispetto dei principi di "gradualità" e "continuità".

L'approccio iniziale all esperienza nella struttura educativa sarà quindi interpretato nel rispetto dei principi di gradualità e continuità. 1 Accogliere un bambino in un servizio educativo per la prima infanzia, significa accogliere tutta la sua famiglia, individuando tutta una serie di strategie di rapporto fra nido/centro gioco e casa, volte

Dettagli

QUESTIONARIO sull ASSISTENTE SOCIALE

QUESTIONARIO sull ASSISTENTE SOCIALE QUESTIONARIO sull ASSISTENTE SOCIALE GUIDA ALLA COMPILAZIONE Il questionario è composto da 4 sezioni: 1. PROCESSI ED ATTIVITA PRIMARI e DI SERVIZIO 2. CONOSCENZE 3. ABILITA 4. CARATTERISTICHE PERSONALI

Dettagli

STRUMENTO N 9 REPORT INDAGINE

STRUMENTO N 9 REPORT INDAGINE STRUMENTO N 9 REPORT INDAGINE REPORT INDAGINE Roma, 11 maggio Comune di Bisceglie RILEVAZIONE DELLA CUSTOMER SATISFACTION DEL SERVIZIO FRONT OFFICE "Accesso e utilizzo dei servizi di sportello" Strumento

Dettagli

PROGETTO 618. POTENZIARE LE CAPACITA CREATIVE PER INVENTARSI UN LAVORO AL FEMMINILE

PROGETTO 618. POTENZIARE LE CAPACITA CREATIVE PER INVENTARSI UN LAVORO AL FEMMINILE PROGETTO 618. POTENZIARE LE CAPACITA CREATIVE PER INVENTARSI UN LAVORO AL FEMMINILE Bando pubblico per la selezione di 20 candidate per il percorso formativo di sviluppo di nuove idee imprenditoriali al

Dettagli

REGIONE TOSCANA PREAMBOLO

REGIONE TOSCANA PREAMBOLO REGIONE TOSCANA L.R. 2 aprile 2009, n. 16 Cittadinanza di genere B.U. Regione Toscana 06 aprile 2009, n. 11 PREAMBOLO Visto l articolo 117, terzo, quarto e settimo comma della Costituzione; Visto l articolo

Dettagli

RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE INDICE 1 PREMESSA 5 IL PROGETTO RIMOTIVAZIONE 6 PRIMA PARTE IL CONTESTO TEORICO DI RIFERIMENTO 8 CAPITOLO PRIMO I DIVERSI MODELLI

Dettagli

PIANO DELLE AZIONI POSITIVE - PARI OPPORTUNITÀ TRA UOMO E DONNA TRIENNIO 2015/2017 (art. 48 del D.Lgs. 11.04.2006 n 198)

PIANO DELLE AZIONI POSITIVE - PARI OPPORTUNITÀ TRA UOMO E DONNA TRIENNIO 2015/2017 (art. 48 del D.Lgs. 11.04.2006 n 198) 813830 COMUNE DI BONASSOLA Provincia della Spezia Via Beverino 1 cap 19011 tel 0187 81381 fax 0187 PIANO DELLE AZIONI POSITIVE - PARI OPPORTUNITÀ TRA UOMO E DONNA TRIENNIO 2015/2017 (art. 48 del D.Lgs.

Dettagli

COMITATO REGIONALE EMILIA-ROMAGNA

COMITATO REGIONALE EMILIA-ROMAGNA COMITATO REGIONALE EMILIA-ROMAGNA ASSOCIAZIONI CHE PARTECIPANO ALLA GESTIONE IN RETE DEL PROGETTO. UISP Comitato regionale ER (capofila) Arci Comitato regionale Emilia Romagna CSI Comitato regionale Emilia

Dettagli

COMUNE DI ARCENE (Provincia di Bergamo) PIANO DELLE AZIONI POSITIVE 2013-2015

COMUNE DI ARCENE (Provincia di Bergamo) PIANO DELLE AZIONI POSITIVE 2013-2015 COMUNE DI ARCENE (Provincia di Bergamo) PIANO DELLE AZIONI POSITIVE 2013-2015 Quadro normativo Il Piano delle Azioni Positive si inserisce nell ambito delle iniziative promosse dall Amministrazione per

Dettagli

Orientamento scolastico e partnership dei genitori

Orientamento scolastico e partnership dei genitori Orientamento scolastico e partnership dei genitori Progetto di Ricerca per l Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio nelle scuole secondarie di primo grado Prof. Antonio Cocozza Responsabile scientifico

Dettagli

PROGETTO CONTINUITÀ SCUOLA INFANZIA SCUOLA PRIMARIA

PROGETTO CONTINUITÀ SCUOLA INFANZIA SCUOLA PRIMARIA ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE CESALPINO Scuola dell Infanzia, Primaria, Secondaria di 1 grado Via Porta Buia - Arezzo Tel. 0575/20626 Fax 0575/28056 e mail: media.cesalpino@tin.it sito internet: www.iccesalpino.it

Dettagli

Indagini per la conoscenza del livello del benessere organizzativo aziendale Triennio 2012/2014

Indagini per la conoscenza del livello del benessere organizzativo aziendale Triennio 2012/2014 Indagini per la conoscenza del livello del benessere organizzativo aziendale Triennio 2012/2014 La valutazione del benessere organizzativo è stata affidata ad un soggetto esterno individuato nel Prof.

Dettagli

Percorsi di sensibilizzazione alla parità di genere nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado

Percorsi di sensibilizzazione alla parità di genere nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado Percorsi di sensibilizzazione alla parità di genere nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado Luglio 2011 Indice Premessa... pag. 3 Documenti e ricerche... pag. 5 Gli obiettivi... pag.

Dettagli

40 6.4.2009 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGE REGIONALE 2 aprile 2009, n. 16

40 6.4.2009 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGE REGIONALE 2 aprile 2009, n. 16 40 6.4.2009 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGE REGIONALE 2 aprile 2009, n. 16 Cittadinanza di genere. Il Consiglio regionale ha approvato Il Presidente della Giunta promulga la

Dettagli

REGIONE LIGURIA DIPARTIMENTO SALUTE E SERVIZI SOCIALI

REGIONE LIGURIA DIPARTIMENTO SALUTE E SERVIZI SOCIALI ALLEGATO E DGR 535/2015 (estratto) REGIONE LIGURIA DIPARTIMENTO SALUTE E SERVIZI SOCIALI LINEE DI INDIRIZZO IN MATERIA DI PARTECIPAZIONE E ASCOLTO DEI MINORENNI Servizio Famiglia, Minori e Pari Opportunità

Dettagli

PROGRAMMI DI FORMAZIONE PER IL PERSONALE OPERANTE IN ENTI ED ISTITUZIONI ASSISTENZIALI E SANITARIE

PROGRAMMI DI FORMAZIONE PER IL PERSONALE OPERANTE IN ENTI ED ISTITUZIONI ASSISTENZIALI E SANITARIE PROGRAMMI DI FORMAZIONE PER IL PERSONALE OPERANTE IN ENTI ED ISTITUZIONI ASSISTENZIALI E SANITARIE STUDIO FORMAZIONE ha sviluppato una competenza specifica nel settore della formazione rivolta a strutture

Dettagli

LO PSICOLOGO IN AZIENDA L analisi e la promozione di un buon clima aziendale

LO PSICOLOGO IN AZIENDA L analisi e la promozione di un buon clima aziendale LO PSICOLOGO IN AZIENDA L analisi e la promozione di un buon clima aziendale Associazione DAGUS www.associazionedagus.it associazione.dagus@gmail.com. 1 Lo psicologo in azienda L analisi e la promozione

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MESSINA

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MESSINA L Università degli studi di Messina In collaborazione con il Comitato Pari Opportunità Piano di Azioni positive triennio 2008/2011 Le azioni positive sono, com è noto, lo strumento fondamentale per l attuazione

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

Titolo LO SPAZIO INTORNO A NOI Il territorio: un testo da leggere, interpretare, apprezzare, valorizzare

Titolo LO SPAZIO INTORNO A NOI Il territorio: un testo da leggere, interpretare, apprezzare, valorizzare UNITÀ DI APPRENDIMENTO INTERDISCIPLINARE Classe IV Scuola primaria Titolo LO SPAZIO INTORNO A NOI Il territorio: un testo da leggere, interpretare, apprezzare, valorizzare Senso formativo del percorso

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI COMUNE DI ARZERGRANDE. Settore IV Demografico Sociale Via Roma 104 - Tel. 049 5800030 COSEP - SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE

CARTA DEI SERVIZI COMUNE DI ARZERGRANDE. Settore IV Demografico Sociale Via Roma 104 - Tel. 049 5800030 COSEP - SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE CARTA DEI SERVIZI COMUNE DI ARZERGRANDE Settore IV Demografico Sociale Via Roma 104 - Tel. 049 5800030 COSEP - SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE Via Guido Reni 17/1 - Padova Tel. 049 611333 - Fax 049 611923

Dettagli

5. AREA PEDAGOGICO DIDATTICA

5. AREA PEDAGOGICO DIDATTICA I.C. MAHATMAGANDHI,VIA CORINALDO 41 ROMA 5. AREA PEDAGOGICO DIDATTICA - Continuità- Integrazione Orientamento Nido-Infanzia Infanzia- Primaria Primaria- Secondaria - Diversità, integrazione e inclusione

Dettagli

Comitato Unico di Garanzia (CUG) per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni

Comitato Unico di Garanzia (CUG) per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni Comitato Unico di Garanzia (CUG) per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni Che cos è Il Comitato Unico di Garanzia, istituito ai sensi dell art.

Dettagli