REPORT DEFINITIVO INDIVIDUAZIONE DI AZIONI POSITIVE DA REALIZZARE IN CINQUE ORGANIZZAZIONI LAVORATIVE NEL COMUNE DI PESCARA

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1 REPORT DEFINITIVO INDIVIDUAZIONE DI AZIONI POSITIVE DA REALIZZARE IN CINQUE ORGANIZZAZIONI LAVORATIVE NEL COMUNE DI PESCARA 1

2 Indice Capitolo 1 La metodologia di Lavoro Pag Attività n. 1: Costituzione Gruppo di Lavoro Attività n. 2: Individuazione delle Organizzazioni Bersaglio Attività n. 3: Ricognizione delle Azioni Positive Attività n. 4: Selezione di Azioni Positive Attività n. 5: Scelta di Azioni Positive Attività n. 6: Validazione dell Indagine Attività n. 7: Conclusione dell Indagine Attività n. 8: Proposte Migliorative 26 Capitolo 2 Individuazione delle Buone Prassi per le 5 Organizzazioni Pag. 28 di riferimento 2.1 Selezione della Buona Prassi per il Comune di Pescara Selezione della Buona Prassi per l Ospedale Civile di Pescara Selezione della Buona Prassi per la Provincia di Pescara Selezione della Buona Prassi per l Inail di Pescara Selezione della Buona Prassi per Adecco Italia 49 Capitolo 3 Le possibili Linee di Finanziamento Pag. 57 2

3 Capitolo 1 La metodologia di lavoro Il progetto INDIVIDUAZIONE DI AZIONI POSITIVE DA REALIZZARE IN CINQUE ORGANIZZAZIONI LAVORATIVE NEL COMUNE DI PESCARA è nato su iniziativa di Daniela Arcieri Mastromattei, Presidente Commissione Pari Opportunità, e ha dato voce ad una esigenza molto sentita, non solo sul nostro territorio: verificare le effettive richieste, le problematiche, le esigenze delle donne sulle Pari Opportunità nel mondo del lavoro al fine di identificare possibili soluzioni realmente utili per il territorio. L obiettivo è stato quello di individuare azioni concrete in tema di Pari Opportunità sul territorio pescarese promuovendo una modalita di indagine che utilizza due strade: Il Trasferimento di Buone Prassi Nazionali ed Internazionali su contesti omogenei L indagine Bottom-up ossia una attivita che si mette in ascolto di coloro che ogni giorno vivono le reali difficolta sulle quali si promuove l intervento. L attivita iniziata l 8 ottobre si e conclusa il 7 dicembre e ha visto la realizzazione di 8 attivita tra loro complementari e sinergiche che verranno dettagliate piu avanti A conclusione dell attivita di indagine si consegnano 3 out-put di progetto: 1. Elenco delle Buone Prassi nazionali ed internazionali selezionate 2. Risultati dei Focus e delle Interviste realizzate; 3. Report dettagliato sulle conclusioni a cui si e giunti a seguito dell indagine Questi tre out-put insieme consentono il raggiungimento dell obiettivo fissato ossia LA COMPRENSIONE DI QUALI AZIONI POSITIVE POSSONO TROVARE APPLICAZIONE NELLE 5 ORGANIZZAZIONI SELEZIONATE 3

4 L attivita svolta ha visto la realizzazione di n. 8 Attivita tra loro complementari e sinergiche di cui si dettaglia l operato. 4

5 1.1 Attivita n. 1 : COSTITUZIONE GRUPPO DI LAVORO La prima attivita che e stata svolta e stata quella di costituire il Gruppo di Lavoro sulla base delle professionalita individuate quali necessarie all interno del progetto esecutivo. ATTIVITA n. 1 AZIONI TEMPO RISORSE Costituzione del Individuare le 4 Dall 8/10/2010 Responsabile: Gruppo di professionalita che al 10/10/2010 Coordinatore Lavoro (GL) corrispondono a quelle Progetto indicate nel progetto e di seguito definite Out-put: Designazione dei 4 esperti all interno del Gruppo di Al interno del GL si e deciso di inserire le seguenti professionalità: GRUPPO DI LAVORO Coordinatore di Progetto Caratteristiche Esperto Senior di coordinamento gruppi di lavoro di ricerca con comprovata esperienza nella gestione di progetti rivolti alla promozione delle PO Esperto Pari Opportunita N. 2 Esperti in attivita di indagini e Focus Group Esperto Senior sugli interventi di Pari Opportunita all interno di Progetti europei, nazionali e regionali Esperti Middle con esperienza comprovata in indagini e ricerche sul campo Nexus che gia opera da diversi anni nell ambito delle indagini in tema di Pari Opportunita e nell identificazione di Azioni Postive ha potuto provvedere con facilita all individuazione dei membri del gruppo di lavoro. 5

6 Caratteristiche delle professionalità proposte all interno del GL costituito: RISORSA RUOLO CARATTERISTICHE Pina Basti Coordinatore di Progetto Esperto Senior di coordinamento gruppi di lavoro di ricerca con comprovata esperienza nella gestione di progetti rivolti alla promozione delle PO Paola Vione Esperto Pari Opportunita Esperto Senior sugli interventi di Pari Opportunita all interno di Progetti europei, nazionali e regionali Paride Massari Paola Della Marra Esperto in attivita di indagini e Focus Group Esperto in attivita di indagini e Focus Group Esperto Middle con esperienza comprovata in indagini e ricerche sul campo Esperto Middle con esperienza comprovata in indagini e ricerche sul campo Il gruppo di lavoro cosi selezionato ha in primis elaborato un Progetto Esecutivo di dettaglio e poi si e suddiviso i compiti secondo una modalita di Project Management. La sessione di lavoro finale ha portato alla condivisione di tutti gli out-put e alla definitiva individuazione delle Buone Prassi indicate nel presente Report 6

7 1.2 ATTIVITA n. 2 : INDIVIDUAZIONE DELLE ORGANIZZAZIONI BERSAGLIO Successivamente all individuazione del Gruppo di Lavoro si e passati ad individuare le Organizzazioni bersaglio sulle quali sperimentare le Azioni Positive. ATTIVITA n. 2 AZIONI TEMPO RISORSE Individuare insieme al Committente le 5 Organizzazioni su cui sperimentare le Azioni Positive Effettuare una riunione con il Committente per definire le 5 organizzazioni presso le quali svolgere l attivita di indagine 22/10/2010 Responsabile: Coordinatore Committente: Daniela Arcieri Mastromattei Out-put: Individuazione delle 5 Organizzazioni e dei 5 referenti A seguito di una riunione intercorsa tra la coordinatrice del progetto e la Presidente della Commissione PO si e deciso di scegliere le seguenti organizzazioni bersaglio: ORGANIZZAZIONE BERSAGLIO Pubblica amministrazione Mondo sanitario Azienda Privata Ente pubblico ORGANIZZAZIONE SELEZIONATA 1. Comune di Pescara 2. Provincia di Pescara 3. Ospedale Civile di Pescara 4. Fater o altra grande Impresa 5. EQUITALIA o INAIL Si e deciso di scegliere organizzazioni lavorative che raggruppano un numero molto consistente di dipendenti. 7

8 All interno del segmento Pubblica Amministrazione si e deciso di concentrarsi su Comune e Provincia di Pescara. Nel Mondo Sanitario si e deciso di scegliere una struttura molto organizzata e con una presenza significativa femminile quale l Ospedale Santo Spirito di Pescara; Nel Mondo Aziendale si e deciso di concentrarsi su una grande azienda con una presenza femminile rilevante. All interno dell Ente pubblico si e deciso di focalizzare l attenzione su strutture numerose che registrano una presenza femminile importante. Sono state invitate a partecipare le organizzazioni preselezionate e i risultati sono stati i seguenti: - Comune di Pescara e Provincia di Pescara hanno accettato di far parte dell indagine - L Ospedale Civile di Pescara ha accettato di far parte dell indagine - La Azienda FATER SpA non ha accettato di partecipare all indagine in quanto ha ritenuto di attivare al suo interno gia Azioni Positive condivise con i dipendenti; - L INAIL sezione di Pescara ha accettato di partecipare all indagine. A seguito di una selezione sul territorio di grandi aziende con una presenza femminile molto rilevante si e invitata a partecipare la azienda ADECCO SPA in sostituzione della FATER, che ha accettato. A conclusione dell attivita di selezione il Gruppo e risultato cosi composto: di ORGANIZZAZIONI SELEZIONATE ORGANIZZAZIONE BERSAGLIO Pubblica amministrazione Mondo sanitario Azienda Privata ORGANIZZAZIONE SELEZIONATA 6. Comune di Pescara 7. Provincia di Pescara 8. Ospedale Civile di Pescara 9. ADECCO SPA 8

9 Ente pubblico 10. INAIL PESCARA Tutte e 5 le organizzazioni selezionate hanno messo a disposizione dell indagine un gruppo di donne bersaglio sulle quali sviluppare l attivita di ricerca. 9

10 1.3 ATTIVITA N. 3 RICOGNIZIONE DELLE AZIONI POSITIVE ATTIVITA n. 3 AZIONI TEMPO RISORSE Ricognizione delle azioni positive nazionali ed europee 1)Individuazione delle AP nazionali ed europee che sono state realizzate in contesti analoghi al nostro in relazione a due primi parametri di riferimento: Dall 8/10/2010 al 31/10/2010 Responsabile: Coordinatore progetto Esperto PO di Comune con circa abitanti; Contesto lavorativo simile a quello delle organizzazioni selezionate. 2)Processare ogni AP secondo campi di indagine omogenei che consentiranno la comparazione orizzontale secondo i seguenti campi di indagine: Territorio di riferimento / Attivita svolte / Gruppo bersaglio / Risultati raggiunti / Contesto lavorativo di riferimento (se ne potranno aggiungere di specifici) al fine di individuarne le condizioni di applicabilita e gli obiettivi di performances Out-put: Archivio di Buone Prassi catalogate Questa fase del lavoro ha preso le mosse dalla definizione di Buona Prassi/Pratica e conseguentemente degli indicatori che consentono di individuarla. Fissata come ipotesi di partenza una definizione il più possibile ampia come: 10

11 si intende per Buona Prassi/Pratica tutto ciò che, all interno di un determinato contesto, consente il raggiungimento di un risultato atteso, misurato nella sua efficienza e nella sua efficacia e può quindi essere assunto come modello, può essere generalizzato o applicato ad altri contesti e, ai fini di verificarla e confermarla, è stato utilizzato l approccio di superare inizialmente la questione meramente definitoria provando ad analizzare quali sono gli obiettivi e i principi che reggono una buona pratica ovvero, invece di porsi la domanda cos è una buona pratica, ci si è chiesti a cosa serve e da cosa è contraddistinta, attingendo a tal scopo anche alle riflessioni svolte nel contesto delle organizzazioni sovranazionali ed internazionali, governative e non. È infatti evidente come il concetto di buona prassi/ pratica abbia un applicazione saliente in tutte le attività di progettazione sociale, volte, ad esempio, allo sviluppo locale, al rafforzamento dell occupabilità e adattabilità, alle pari opportunità, alla lotta contro l esclusione sociale. In tutti questi ambiti, l Unesco, e più in generale le Nazioni Unite, indicano quali buone pratiche gli interventi che: sono innovativi, ovvero hanno sviluppato soluzioni nuove e creative al problema che affrontano; hanno un impatto tangibile e dimostrabile nel migliorare la qualità della vita dei beneficiari; sono il risultato di partenariati effettivi tra pubblico, privato e settori della società civile; sono sostenibili da punto di vista sociale, culturale, economico ed ambientale; sono potenzialmente riproducibili in altri contesti Nella stessa cornice definitoria, le best practices hanno la finalità di: orientare le scelte pubbliche sull adozione di modelli o strumenti sperimentati con successo, anche sensibilizzando l opinione pubblica e i decisori politici sulle potenzialità, in termini di aumento della qualità della vita, delle soluzioni sperimentate. promuovere la condivisione e il trasferimento di know-how attraverso strategie di apprendimento in rete. 11

12 Tornando al tema della definizione è stato importante in questa sede prendere in considerazione la letteratura esistente in ambito nazionale e in particolare le diverse sistematizzazioni nel campo delle riflessioni Isfol: per buona pratica si assume una costruzione empirica delle modalità di sviluppo delle esperienze che per l efficacia dei risultati, per le caratteristiche di qualità interna e per il contributo offerto alla soluzione di problemi particolari soddisfa il complesso sistema d aspettative dell ambito preso in cosiderazione, ed ancora: una buona pratica ha sia carattere bottom up, in quanto è costruita sulla base di esperienze esemplari e positive che si presuppongono trasferibili in contesti più ampi, sia un carattere top down, in quanto richiede la prefigurazione di un insieme sistematizzato di ipotesi da verificare su base empirica. In riferimento al rapporto tra buone pratica e processo di modellizzazione: una buona pratica è ritenuta efficace solo se è capace di individuare modelli per l azione convenzionalmente ritenuti adatti dagli addetti ai lavori, agendo quindi sul piano del dover essere apprezzato per utilità e fattibilità funzionale. Sempre nella letteratura Isfol, le buone pratiche vengono distinte dalle storie di successo (success stories), infatti: le buone pratiche riflettono l idea che le possibilità di miglioramento della qualità e l introduzione di elementi utili per il cambiamento sono possibili e costituiscono un traguardo facilmente raggiungibile e quindi condivisibile. Una pratica è una costruzione empirica delle modalità di sviluppo di esperienze che per l efficacia dei risultati, per le caratteristiche di qualità interna e per il contributo offerto alle soluzioni di particolari problemi soddisfa il complesso sistema di aspettative nel contesto specifico In questa definizione, non solo viene ribadita la derivazione della buona pratica da un processo di modellizzazione delle soluzioni soddisfacenti sperimentate in un determinato contesto, ma viene anche accennata una declinazione di buona pratica nelle sue caratteristiche definitorie, che ove meglio specificate possono essere definite come criteri ed indicatori di buona pratica. 12

13 Ancora, la buona prassi viene definita, sempre nel contesto della letteratura Isfol, come la risultante dell interazione di quattro elementi costitutivi, così definiti: strategie progettuali; qualità delle azioni; riproducibilità; trasferibilità. Riprendendo la definizione iniziale di Buona Prassi come è tutto ciò che, all interno di un determinato contesto, consente il raggiungimento di un risultato atteso, misurato nella sua efficienza e nella sua efficacia e può quindi essere assunto come modello, può essere generalizzato o applicato ad altri contesti, a questo punto supportata e confermata dalla letteratura ed esperienza nazionale e internazionale, è stata esaminata più in dettaglio questa definizione. La buona prassi/pratica: - Descrive i risultati, i punti di forza, di criticità e i processi di un progetto locale: - nelle sue linee operative, nell efficacia dello svolgimento, nella sua realizzazione. - Presuppone che siano sempre comprensibili le modalità, le risorse, le valutazioni e gli esiti delle azioni. - Richiede, come condizione necessaria, la combinazione fra sapere e fare: non basta saper costruire un progetto, è essenziale farlo e documentare ciò che si è appreso nel processo di interazione fra teoria e pratica. Per questo la buona prassi/pratica funziona in un determinato contesto locale e temporale. Può essere esportata solo se non riproduce se stessa, solo se assume la funzione di supporto e di facilitazione per la produzione di una nuova buona pratica. Ogni pratica traccia un solco, su cui si innestano nuove e diverse opportunità e innovazioni. La buona prassi/ pratica possiede la caratteristica della trasferibilità se è: - concreta; - il risultato di più persone che vivono nella comunità locale e mettono assieme esperienze sia soggettive che collettive; - un percorso di lavoro in cui la fiducia, l attenzione e la comunicazione sono al centro dell agire; 13

14 - portatrice di elementi di novità; - realizzata preferibilmente in rete (reale o virtuale). Costruire una buona prassi/pratica è dunque un esercizio per incrementare: - Competenza progettuale - Autonomia - Responsabilità Gli elementi portanti di un esperienza di buone prassi/pratiche : - Rivisitazione dei saperi - Sviluppo di un processo discorsivo e inter-soggettivo - Sviluppo di una pratica riflessiva - Trasformazione della cultura organizzativa In questa terza attivita ci si e concentrati sulla selezione e analisi delle buone prassi/pratiche. La ricerca, l identificazione e la selezione di esperienze significative (da intendersi come esperienze di eccellenza e/o buone pratiche) ha necessitato di un delicato lavoro di elaborazione concettuale relativo alla definizione dei criteri d eccellenza per poter poi garantire replicabilità e trasferibilità delle esperienze. Sono stati comunque tematizzati criteri relativi alle strategie adottate, alla qualità del contenuto delle azioni, alla riproducibilità e trasferibilità delle buone pratiche, alla soddisfazione dei diversi attori, al rapporto tra azione e contesto, agli impatti delle azioni. Un altro elemento di riflessione importante può essere costituito dall idea che si attribuisce a una esperienza un valore d eccellenza se e nella misura in cui contribuisce alla soluzione di problemi, specifici, situazionali o generali. Caratteristiche fondamentali da ricercare nelle esperienze di eccellenza sono anche il sufficiente grado di trasparenza dei processi realizzativi e l adeguato livello di progettazione e documentazione degli stessi. È evidente come una buona prassi/pratica si identifica per la presenza dei seguenti indicatori: 14

15 - L impatto di un intervento corrisponde ai mutamenti che il progetto causa nella società. Tali mutamenti si riferiscono a condizioni che sono oltre il punto di non ritorno e non a cambiamenti temporanei. - La rilevanza di un intervento viene valutata verificando in quale misura i risultati del progetto sono importanti per i beneficiari, ovvero in che misura l intervento ha costruito soluzioni per i problemi specifici e più salienti dei destinatari. - L efficacia indica il grado in cui i servizi/prodotti/valore aggiunto apportati dall intervento hanno consentito ai beneficiari di raggiungere i benefici previsti. - L efficienza in un intervento viene espressa in termini di qualità e quantità dei servizi offerti in seguito all intervento, in relazione ai costi complessivi sopportati per la loro erogazione. Una buona prassi/ pratica, al termine dell azione progettuale, lascerà sul territorio: Innovatività, declinata non in termini assoluti, o non solo con riferimento a livelli di avanzamento tecnologico, ma in termini relativi a: - le condizioni di partenza del contesto - il target - i modelli adottati in partenza di inserimento lavorativo, formazione, concertazione, comunicazione progettazione, ecc. dei modelli formativi, di orientamento, accoglienza, adottati ai modelli di didattica, di rimotivazione, ecc. - output (figure professionali innovate; nuovi prodotti/servizi) - mainstreaming, ovvero impatto sulle politiche sociali e per il lavoro a livello locale, regionale, nazionale. Sostenibilità: indica la continuità e stabilità dei benefici raggiunti per i destinatari, anche dopo la fine del progetto e del suo finanziamento, nel rispetto delle risorse non rinnovabili e delle pari opportunità. La sostenibilità dipende da: - analisi delle precondizioni e vincoli esterni - coerenza progettuale interna - identificazione trasparente dei compiti e assunzione di responsabilità chiare dei componenti della rete di partenariato. 15

16 Trasferibilità: l azione è suscettibile di essere moltiplicata su uno stesso target (riproducibilità) o con destinatari e contesti differenti. Perveniamo quindi ad una definizione di buona prassi/ pratica che si caratterizza per: sul Piano progettuale Avere impatto Essere rilevante Essere efficace Essere efficiente Sul Piano meta-progettuale Essere innovativa Essere trasferibile Essere sostenibile Sulla base di tali presupposti sono state individuate le buone prassi nazionali ed europee che sono state realizzate in contesti analoghi a quello oggetto di indagine in relazione ai seguenti parametri di riferimento (preferenziale): Comune con circa abitanti; Contesto lavorativo simile a quello delle organizzazioni selezionate. Pertanto nello specifico dell indagine, facendo riferimento a definizioni e indicatori sopradescritti la raccolta di Buone Pratiche è avvenuta secondo due direttrici: con approccio top down: attraverso serbatoi istituzionali di buone pratiche ufficializzate (Equal I e II Fase, POR Regionali, Isitituzioni di Pari Opportunità, Ministeri, Enti Locali, ecc); con approccio bottom up: attraverso referenti del mondo del lavoro pubblico e privato (associazioni datoriali e sindacali, imprese, organizzazioni varie, ecc). Nella prima direttrice l individuazione è stata fatta partendo dai siti istituzionali, nella seconda direttrice sia attraverso i siti delle associazioni, sia attraverso l utilizzo di parole chiave selezionate da utilizzare sul motore di ricerca 16

17 La ricerca è stata finalizzata alla raccolta di tutte le Buone Prassi/Pratiche che consentono, sostengono, agevolano, valorizzano, ottimizzano e potenziano la presenza femminile nel mondo del lavoro fino al raggiungimento delle posizioni apicali, attraverso azioni orientate al genere e/o sistemi di valutazione e promozione delle risorse umane nei settori pubblico e privato. Successivamente, ogni buona prassi/pratica è stata processata e catalogata secondo campi di indagine omogenei che consentono la comparazione orizzontale secondo i seguenti campi di indagine: -Titolo -Area Geografica -Caratteristiche territoriali -Organizzazione pubblica -Organizzazione Privata -Strutture Coinvolte -Modalità Attuative -Destinatari -Criteri Adottati -Dispositivi -Analisi -Condizioni -Fonti 17

18 1.4 ATTIVITA N. 4 SELEZIONE DI AZIONI POSITIVE ATTIVITA n. 4 AZIONI TEMPO RISORSE Selezione di AP che possono trovare maggiore applicabilita sul nostro territorio 1)Selezione delle azioni all interno delle seguenti macroazoni: MACROAZIONE: Mainstreaming di genere MACROAZIONE: Conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare MACROAZIONEGender budgeting MACROAZIONE: Empowerment Dal 01/11/2010 Al 05/11/2010 Responsabile: Coordinatore progetto Esperto PO di Out-put: L elenco delle Buone Prassi nazionali ed internazionali selezionate La selezione delle buone prassi dall insieme di quelle individuate, processate e catalogate nell ambito di Attività n 3 è avvenuta sulla base e all interno delle seguenti Macroazioni: MACROAZIONE: Mainstreaming di genere Il mainstreaming di genere può essere definito come una strategia per ridurre le differenze di impatto che le politiche possono avere su uomini e donne. È finalizzata al raggiungimento delle pari opportunità, promuovendo la partecipazione femminile in campi o ruoli precedentemente loro preclusi. Rappresenta una delle principali novità nell ambito dell attuale ciclo di programmazione delle politiche strutturali. È un modello che parte dall analisi della vita quotidiana delle donne e degli uomini, rende visibili le diverse esigenze, problematiche e favorisce lo sviluppo di politiche e prassi non contaminate da stereotipi o presupposti errati. 18

19 MACROAZIONE: Conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare Gli effetti prodotti dalla crescita dell occupazione femminile sono stati da un lato la messa in discussione del tradizionale modello di divisione dei ruoli fondato sul genere e dall altro l aumento dell attenzione sulle problematiche legate alla necessità di conciliare tempi e ruoli diversi. Tutti i paesi sviluppati e tutti i lavoratori si trovano a gestire il problema della conciliazione ma, la difficoltà di conciliare vita lavorativa e familiare è avvertita soprattutto dalle donne a causa della diseguale distribuzione del carico di lavoro domestico, in particolare nella fase successiva alla nascita dei figli: le donne devono gestire maggiori responsabilità nella cura della prole e degli altri familiari. MACROAZIONE: Gender budgeting La Gender Budget Analysis rappresenta un modello di analisi delle entrate e delle uscite di un bilancio pubblico in grado di valutare i possibili diversi effetti sulla componente maschile e femminile della popolazione. Si presenta come strumento di trasparenza nella gestione dei fondi pubblici, di innovazione, di democrazia nell allocazione e distribuzione delle risorse. La GBA, quindi, attraverso l analisi delle differenze anagrafiche, economiche, sociali e di reddito permette di prendere decisioni politiche e di bilancio con la consapevolezza del diverso impatto che queste hanno rispetto alle differenze di genere. Gli obiettivi che la teoria della GBA intende perseguire sono: l equità, l efficienza, la trasparenza ed infine la consapevolezza. MACROAZIONE: Empowerment L empowerment, identifica un processo di evoluzione delle esperienze di apprendimento che consentono ad un individuo di superare una condizione di impotenza. Si tratta di un saper fare e di un saper essere caratterizzati da una condizione di fiducia in sé stessi, dalla capacità di sperimentare e di confrontarsi con la realtà circostante. Le diverse azioni e gli interventi centrati sull empowerment, pertanto, mirano a rafforzare il potere di scelta degli individui migliorandone le competenze e le conoscenze in un'ottica di emancipazione Nel contesto delle pari opportunità, infatti, l empowerment definisce il 19

20 processo di attribuzione di potere e responsabilità alle donne in primo luogo attraverso la promozione della presenza femminile nei centri decisionali della vita sociale, politica ed economica e, in secondo luogo sollecitando le donne a valorizzare ed accrescere le proprie abilità e competenze. 20

21 1.5 ATTIVITA N. 5 SCELTA DI AZIONI POSITIVE ATTIVITA n. 5 AZIONI TEMPO RISORSE SCELTA DI AZIONI POSITIVE 1)Progettazione dei Focus Group: predisposizione del testo di indagine e degli strumenti da sottoporre all attenzione degli stakholders 2)Realizzazione di n. 3 Focus Group (10 stakholders + 2 esterni) I Focus Group hanno l obiettivo di verificare la rispondenza delle Azioni Positive selezionate con i desiderata dei beneficiari. Realizzazione: 09/11/ /11/ /11/2010 Responsabile: Coordinatore di progetto Esperto PO 2 Esperti Middle con esperienza comprovata in indagini e ricerche sul campo Out-put: I risultati dei Focus Group Per scegliere le Azioni Positive da attuare nei vari contesti di riferimento si e deciso di promuovere dei Focus Group e delle Interviste immersive. Grazie a questa modalita di indagine di ascolto emergono i reali bisogni delle intervistate. Questo anche grazie alla scelta del campione, alle modalità di conduzione delle interviste sempre garantite da anonimato e alla tipologia delle questioni poste. Il rovesciamento di prospettiva (bottom up), partire cioè dall ascolto delle dirette interessate e solo dopo avviare, su queste basi, azioni concrete per rimuovere gli ostacoli e rendere le Pari Opportunità una realtà e non più solo una intenzione, trova, in questo progetto, pieno accoglimento. La vera grande forza di questo lavoro sta appunto nell assenza di una pre-strutturazione degli interventi positivi: si parte invece dall ascolto, dalla raccolta dei dati, dalla 21

22 catalogazione dei bisogni sul territorio e su questi sarà possibile iniziare un percorso di correzione delle disfunzioni e di valorizzazione delle Pari Opportunità. Il focus group è una tecnica di ricerca che nasce negli Stati Uniti ad opera di due sociologi degli anni 40, K. Levin e R. Merton. E un metodo di ricerca che permette di focalizzare la riflessione su un argomento specifico al fine di far emergere le relazioni tra i partecipanti. Il focus group non è una intervista, ma è una libera discussione che si svolge all interno di un piccolo gruppo (8-10 persone) di stakeholders 1 su un tema o diversi temi proposti da un moderatore. Dal punto di vista metodologico, il Focus Group è una tecnica che permette in maniera efficace anche se ovviamente non statisticamente rappresentativa la raccolta di informazioni rilevanti su un tema. La scelta degli stakeholders diviene quindi fondamentale al fine dell inclusione di tutte le opinioni ragguardevoli sull oggetto della discussione. Il risultato consiste in una sintesi della registrazione della discussione e degli appunti presi manualmente durante la discussione. Obiettivo: nell ambito del presente progetto di ricerca, l obiettivo è stato quello di raccogliere le esperienze delle donne che operano all interno di organizzazioni selezionate per rilevare le difficoltà incontrate in relazione al loro genere di appartenenza e le possibili soluzioni che propongono per il superamento di questi ostacoli. A questo riguardo sono state analizzate 4 Aree di discussione relativamente ai seguenti aspetti: Conciliazione Empowerment Gender Budgeting Mainstreming 1 Gli stakeholders sono quegli attori che detengono una posta in gioco riguardo ad una questione. Tale posta in gioco può essere data da interessi, danni impropri che possono essere subiti, valori. 22

23 Ambito di intervento: Sono stati effettuati 4 Focus Group (1 in più di quelli previsti) nelle seguenti organizzazioni: 1. Provincia di Pescara 2. INAIL 3. Ospedale Civile di Pescara 4. Comune di Pescara Target: 8-10 donne che operano all interno della struttura selezionata di età compresa preferibilmente tra 30 anni e i 45 anni. Metodologia utilizzata: La discussione e avvenuta in forma libera seguendo la tecnica del colloquio di gruppo. Ogni Focus Group ha avuto una durata di circa 120 minuti. Il gruppo di stakeholders selezionato per un FG è stato di circa 10 unità. Il gruppo e stato completato dalla presenza di due membri esterni. Un facilitatore che e intervenuto interviene per sviluppare il dibattito e il coordinatore, che ha organizzato i temi della discussione, fungendo da osservatore esterno e sintetizzando le parti più rilevanti della discussione. Il FG si sono svolti in questo modo. Il coordinatore ha introdotto i temi del dibattito, che sono poi stati sviluppati in maniera autonoma dai partecipanti. Il coordinatore ha potuto intervenire per mantenere la discussione nei termini prefissati o per concedere la parola a tutti i partecipanti. Il facilitatore e intervenuto ogni qualvolta il dibattito languiva o per moderare. La durata media di un FG è stata di 2 ore (in maniera dipendente dal numero effettivo di partecipanti). I documenti prodotti sono il risultato della sintesi delle registrazioni della discussioni e degli appunti presi manualmente durante la discussioni. E stata effettuata una registrazione di tutte le sessioni e si e provveduto a richiedere la liberatoria per l uso consenziente della registrazione audio. Tuttavia le registrazioni integrali, per la normativa sulla privacy, sono state utilizzate esclusivamente ai fini della presente ricerca e non saranno disponibili all esterno per ulteriori utilizzi. Nell out-put specifico sono riportati i dettagli dei 4 FOCUS GROUP. 23

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