Il Progetto provinciale extrascuola Valore aggiunto al tempo libero

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1 Il Progetto provinciale extrascuola Valore aggiunto al tempo libero Istituzioni scolastiche, famiglie e territorio uniti in un esperienza finalizzata a incoraggiare e orientare i ragazzi nell avventura dell apprendere, consapevoli che la domanda sociale all origine di questo tipo di presuppone una variegata gamma di risposte Abbiamo chiesto a Franco Floris, direttore della rivista Animazione Sociale, che ha seguito e supportato le iniziative attivate dal Settore Politiche Sociali della Provincia di Bergamo ha nell area dell extrascuola, di illustrare in questo articolo le riflessioni più significative elaborate all interno del Progetto Exstrascuola che propone un insieme di azioni coordinate sviluppate a più livelli: - il Laboratorio Provinciale Extrascuola, come luogo di raccordo e coordinamento dei referenti delle componenti significative 1 di questa area di intervento per allargare la condivisone delle finalità del progetto dagli enti promotori agli enti locali e alle comunità montane della provincia, alle associazioni familiari e del volontariato e al movimento cooperativo; in questa sua configurazione interistituzionale il Laboratorio ha costituito il motore e la bussola del progetto stesso ed ha sviluppato un percorso di rilettura delle esperienze e di elaborazione di riflessioni ed orientamenti utili alla progettazione, alla gestione e alla qualificazione delle iniziative nell extrascuola, impegnandosi a favorire la diffusione delle conoscenze e delle riflessioni prodotte presso i rispettivi ambiti di rappresentanza; - la ricognizione delle esperienze di collaborazione scuola-famiglia-territorio per qualificare il tempo dei ragazzi nell extrascuola finalizzata a favorire la conoscenza e promuovere la visibilità di queste iniziative e del potenziale che esse possono rappresentare all interno delle comunità locali; - dei percorsi di formazione pensati per valorizzare, sostenere e qualificare ulteriormente, anche attraverso il confronto di esperienze, le risorse educative e le realtà organizzative che sono impegnate in queste forme di intervento: responsabili e coordinatori dei servizi, operatori professionali e volontari impegnati nella gestione delle attività, referenti delle agenzie educative territoriali visti come partner in un patto per assicurare una continuità responsabile tra scuola ed extrascuola, fra apprendimenti nel tempo scolastico e apprendimenti nel tempo libero. Franco Floris I servizi extrascuola Questo contributo presenta alcune delle riflessione emerse all Interno del Laboratorio Provinciale Extrascuola in merito alle funzioni educative e sociali che vengono svolte quotidianamente da un insieme di progetti, definiti genericamente servizi extrascuola e variamente nominati nei diversi contesti territoriali (ad es. spazi compiti, non solo compiti, laboratori, ecc.), che vedono una diffusione capillare nel territorio bergamasco (in media vi è un servizio extrascuola ogni due comuni della provincia) e sono promossi da vari soggetti (enti locali, parrocchie, associazioni, cooperative, ecc.) in raccordo con la scuola primaria e secondaria. L azione educativa di questi servizi appare interessante innanzitutto perché si esprime nella quotidianità dei ragazzi, offrendo loro, da un lato, un supporto scolastico all interno di proposte articolate che coniugano il momento dello studio a quello del gioco, dell animazione, della socialità tra pari e con gli adulti, e, dall altro un insieme di 1 Il Laboratorio Provinciale Extrascuola è composto da enti e organizzazioni che promuovono e/o gestiscono progetti: Associazioni genitori Age e Agesc, Associazioni Arci e Auser, ASL della provincia di Bergamo - Ufficio L.R. 23/99, Comuni, Comunità Montane e Ambiti Territoriali, Confcooperative e Lega delle Cooperative, Diocesi di Bergamo - Ufficio Pastorale dell Età Evolutiva e Ufficio Pastorale Scolastica, Provincia di Bergamo - Settore Politiche Sociali, Ufficio Scolastico Regionale Centro Servizi Amministrativi di Bergamo

2 opportunità ed esperienze a valenza educativa e preventiva che, anzichè enfatizzare disagi e problemi, promuovono le competenze globali dei ragazzi stessi, valorizzando al tempo stesso il potenziale pedagogico di molte delle risorse educative naturali del territorio: genitori, insegnanti, volontari, giovani, educatori, ecc. Un primo aspetto che chiama in causa direttamente le istituzioni territoriali a sostengo di queste iniziative attiene proprio il fatto che l area dell extrascuola è costituita da piccoli servizi, centrati sulla quotidianità delle vicende dei ragazzi, radicati nella specificità dei diversi contesti territoriali e gestiti con il contributo fondamentale di risorse non professionali. Queste caratteristiche infatti, se da un lato rappresentano degli elementi di forza e di qualità di questo tipo di progetti, dall altro rischiano paradossalmente di costituire un aspetto di debolezza in quanto rende poco visibili ai cittadini e soprattutto ai soggetti deputati alla programmazione sociale, il prezioso contributo che essi giornalmente offrono alle comunità locali. Quando l Assessorato provinciale mi ha proposto di condurre il Laboratorio provinciale Extrascuola ho accettato con estremo interesse l incarico, condividendo con l assessore e i suoi funzionari l intuizione che dentro questi servizi sono presenti interessanti potenzialità per le politiche sociali a favore dei minori, potenzialità in gran parte ancora da scoprire e da sviluppare in modo maggiormente consapevole. L idea di partenza che ha stimolato il Settore Politiche Sociali della Provincia di Bergamo, d intesa con l Asl, l Ufficio Pastorale dell Età Evolutiva della Diocesi di Bergamo e l Ufficio Scolastico Provinciale, a promuovere un investimento di attenzioni e di risorse in questa direzione è nata costatando che, nonostante questi servizi si siano a volte sviluppati come proposte residuali o di carattere compensativo rispetto ad altri ambiti educativi e formativi, essi rappresentano interventi che si collocano in una posizione potenzialmente strategica per le politiche sociali rivolte ai minori. Questi servizi, infatti, si pongono in un area di connessione fra le responsabilità e le attenzioni educative della famiglia, della scuola e del territorio e consentono di attivare proposte che integrano al loro interno valenze promozionali, preventive e di integrazione culturale. Un ulteriore elemento che sollecita l attenzione delle istituzioni su questi servizi deriva dal fatto che, se, da un lato, questa situazione di residualità ha generato soluzioni creative, che hanno portato ad investire risorse diversificate (dagli operatori professionali, a giovani volontari e ai genitori associati) e a valorizzare ulteriormente contenitori e soggetti sociali con interessanti valenze educative già presenti nel territorio, dall altro ha messo in evidenza alcuni limiti e soprattutto alcuni elementi di fatica che rischiano di depotenziare e disperdere il patrimonio di esperienze e di energie che questi interventi hanno saputo mobilitare. La mancanza di un raccordo organico fra le componenti impegnate nell attuazione degli interventi, la solitudine delle figure educative, la mancanza di supporti e orientamenti necessari per sostenere la fatica della gestione del ruolo educativo in un setting debole possono indurre forme di eccessivo turn over, discontinuità degli interventi e azioni non sufficientemente qualificate sul piano pedagogico. A partire dalla condivisione di queste premesse e da una analisi della fotografia dell extrascuola in provincia di Bergamo, realizzata attraverso la ricognizione svolta a livello provinciale nel 2004, il Laboratorio Provinciale ha avviato la sua riflessione ricercando un

3 comune denominatore che potesse aiutare a definire in modo più chiaro e condiviso l eterogeneo insieme di esperienze richiamate attraverso il termine extrascuola Man mano le riflessioni si sono inoltrate negli elementi di senso delle esperienze si è potuta verificare la fondatezza dell ipotesi di partenza del Laboratorio circa le potenzialità, ancora in gran parte inespresse, intraviste nell area di intervento dell extrascuola. Ciò che in particolare il confronto fra le diverse componenti del Laboratorio Provinciale Extrascuola ha permesso di cogliere con maggiore chiarezza è che queste potenzialità possono essere concretizzate soltanto assumendo scelte pedagogiche consapevoli e operando traduzioni organizzative coerenti che consentano di attraversare alcune ambivalenze che sfidano l impegno educativo nell ambito dell extrascuola a trovare un equilibrio originale fra diverse centrature: - extrascuola come luogo dove i ragazzi possano fare insieme compiti e non solo compiti o come percorso di ricerca intorno all avventura dell apprendere in un rapporto di continuità fra scuola e tempo libero, fra saperi della scuola e saperi dell extrascuola; - un dopo-scuola per recuperare cosa e chi non riesce a scuola o un nuovo modo di promuovere dentro le comunità, a favore di tutti i ragazzi, l apprendimento e la cultura, attraverso nuove forme di partnership fra una scuola che si fa territorio e un territorio che si assume la responsabilità di dar vita a una formazione di qualità a scuola e non solo; - una opportunità per portare attenzione alle difficoltà o alle potenzialità di apprendimento cognitivo del singolo ragazzo o per integrare i processi di formazione della scuola con gli apprendimenti, altrettanto essenziali per la crescita, promossi dai diversi ambiti di socializzazione: gruppalità familiare, gruppalità istituzionale della scuola e della classe e gruppalità elettive del tempo libero. L analisi delle esperienze e il confronto fra le diverse prospettive di osservazione rappresentate nel Laboratorio ha inoltre favorito l emergere e l esplicitarsi di alcune insidie pedagogiche in cui le progettualità dell extrascuola possono incorrere se non supportate sufficientemente sul piano educativo: - l extrascuola e il rischio di una doppia marginalità: soprattutto quando esso si colloca ai margini della scuola, da una parte sopportato con sufficienza (come esperienza di serie B rispetto alla scuola) e dall altra gestito con altrettanta sufficienza, inficiato da superficiali pregiudizi e luoghi comuni sulla scuola; - l extrascuola e il rischio di aumentare la ghettizzazione sociale di chi fa fatica, quando i ragazzi con problemi sociali rischiano di ritrovarsi (solo) tra loro, senza una scambio sociale allargato, con un forte impoverimento relazionale sia orizzontale che verticale. L intenzione di integrare si trasforma inconsapevolmente in una doppia emarginazione: al mattino in classe, al pomeriggio nell extrascuola - l extrascuola e il rischio di omologazione dei bisogni e dei problemi attraverso interventi generici e semplicistici; si può infatti accedere ai progetti extrascuola portando domande e problemi molto diversi e limitarsi a fare i compiti non basta; problemi diversificati di apprendimento richiedono interventi diversi e specifici: perdita di motivazione e del senso dell andare a scuola, carenza di identificazione positiva in figure adulte in continuità o in tensione con le figure genitoriali, abbassamento della

4 propria stima per mancanza di esperienza positiva nei gruppi di pari, a scuola come nel tempo libero, disturbi cognitivi specifici, che richiedono attenzioni specialistiche, ecc.; - l extrascuola e il rischio della presa in carico di problematiche complesse con strumenti e professionalità deboli e inadeguati, che portano spesso ad esprimere e ad accettare deleghe impegnative (da famiglie, scuole, comuni, servizi sociali) con un eccesso di presunzione in chi opera (a livello professionale o volontario) senza specifiche competenze, senza una progettualità definita, senza un adeguata condivisione in rete dei problemi e delle risorse e senza il conforto di funzioni di supporto, di opportunità di formazione e di confronto con altre esperienze. Attraverso l analisi e la riflessione intorno alle criticità e alle potenzialità individuabili nelle esperienze dell extrascuola, all interno del Laboratorio Provinciale si è progressivamente delineato uno scenario nuovo per l extrascuola, ricco di una molteplicità di direzioni di investimento possibili in rapporto ad una comune preoccupazione delle comunità adulte: incoraggiare, sostenere e orientare i ragazzi nell avventura dell apprendere che si snoda in un rapporto di continuità fra scuola, tempo libero, famiglia e territorio. In particolare si è potuto cogliere che dietro questa comune preoccupazione ci sono domande molto diverse cui spesso, per imperizia, per ristrettezze di tempo o di risorse, viene offerta una risposta univoca, in termini semplificati o standardizzati. Ciò implica la consapevolezza che non esiste un modello di doposcuola, ma convivono innumerevoli modalità di farsi carico insieme dei problemi correlati alle esperienze di apprendimento dei ragazzi. In altri termini, la domanda sociale che sta dietro i servizi dell extrascuola è molto articolata e potenzialmente presuppone una variegata gamma di risposte che si collocano su quadranti diversi dello scenario complessivo dell extrascuola, come si può desumere dalla tavola riportata nella pagina seguente. L analisi dei processi di implementazione delle diverse esperienze ha permesso, infine, di cogliere la possibilità che i percorsi di progettazione e di attivazione dei laboratori dell extrascuola, anziché essere delegati di volta in volta a specialisti o volonterosi, possono invece essere restituiti ai diversi soggetti sociali, istituendo percorsi di progettazione sociale e laboratori di comunità che, a partire dal riconoscimento dell extrascuola come bene comune, conducano a sperimentare efficaci processi sociali di assunzione di responsabilità e di mobilitazione coordinata dell insieme delle risorse che costituiscono la cosiddetta comunità educante. Penso sia proprio questo il merito maggiore che si deve riconoscere al Laboratorio Provinciale Extrascuola: essere riusciti a intravedere e rendere visibile anche ad altri attori sociali che dentro i servizi extrascuola sono presenti interessanti e formidabili potenzialità per dar vita a piccole ma significative impresa di comunità intorno al diritto dei ragazzi all apprendimento. Questa nuova direzione di lavoro apre infatti una prospettiva di senso del tutto inedita per i laboratori dell extrascuola: da strumenti messi in campo dalla comunità adulta per accompagnare i ragazzi nell avventura dell apprendere a contenuto fondamentale di un dialogo aperto nella comunità intorno ai nuclei di una nuova pedagogia della democrazia, testimoniata in modo diretto ai ragazzi da una comunità che sa riconoscere le sfide emergenti e sa mobilitarsi per salvaguardare il bene di ciascuno e di tutti.

5 E in questa direzione che il Settore Politiche Sociali e le realtà sociali e istituzionali riunite nel Laboratorio Provinciale hanno orientato le iniziative formative e di sensibilizzazione già attuate e quelle che verranno programmate in modo decentrato nel prossimo futuro insieme agli Ambiti Territoriali e alle realtà educative attivi a livello zonale.

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