REGIONE BASILICATA Giunta Regionale DAPEF Addendum

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1 Giunta Regionale DAPEF Addendum Gennaio 2004

2 SOMMARIO 1 Premessa Aggiornamento del quadro congiunturale Politiche industriali e sviluppo delle aree interne Politiche sociali: diritti di cittadinanza ed emergenza immigrazione Politiche di sostegno alla famiglia e ai diritti dell infanzia e dell adolescenza Mercato del lavoro e sostegno ai segmenti deboli Risorse naturali e sviluppo dei servizi pubblici locali Lo sviluppo della ricerca e dell innovazione tecnologica e le sinergie con l Università L internazionalizzazione, nuova frontiera dello sviluppo regionale Sussidiarietà, decentramento ed efficienza del sistema pubblico regionale Il caso Scanzano e la nuova sfida delle politiche territoriali di qualità

3 1 Premessa Lo schema di Documento Annuale di Programmazione Economica e Finanziaria (DAPEF), approvato dalla Giunta Regionale il 22 luglio 2003, ha offerto al confronto politico gli elementi e le coordinate che contraddistinguono l attuale fase di evoluzione del quadro socio-economico ed istituzionale della Regione: i processi di mutamento delle componenti e delle dinamiche sociali e territoriali, la riforma in senso federalista dello Stato, la revisione della politica di coesione europea, la ridefinizione dei sistemi di governance istituzionale e sociale, l accentuazione delle valenze strategiche dei fattori territoriali. Nell ultimo triennio il quadro congiunturale dell economia lucana ha fatto registrare, sia pure in forma molto più attenuata rispetto al trend dell economia nazionale ed internazionale, segni di rallentamento, rendendo perciò indispensabile ed indifferibile un grande sforzo di riclassificazione e di condivisione di priorità e di impegni convergenti verso un sostenuto e diffuso rilancio dell economia regionale, la difesa e l espansione dei progressi sociali conquistati e la tutela dei valori naturali ed ambientali, nell ottica condensata dal trinomio sussidiarietàsolidarietà-sostenibilità. La prospettiva strategica di contesto è quella della imminente fuoriuscita della Regione dall area dell Obiettivo 1 nel più generale quadro della riforma della politica di coesione dell Unione Europea, oltre che della riforma degli assetti istituzionali nazionali e della finanza pubblica, nella consapevolezza che il passaggio da un economia regionale sostenuta in senso compensativo ad un economia incentivata in senso competitivo dovrà avvenire attraverso una fase transitoria ( phasing-out ) caratterizzata dalla progressiva selettività delle azioni di coesione e dalla verifica sempre più stringente dell efficacia degli interventi ai fini dello sviluppo della cooperazione e delle ricadute occupazionali. Recenti orientamenti collegano il rilancio della competitività del Mezzogiorno con il recupero di una capacità di programmazione delle politiche pubbliche e di integrazione delle risorse, evidenziando come fattori fondamentali dello sviluppo quelli basati sull economia della conoscenza, sullo sviluppo endogeno dei territori e dei sistemi di imprese che vi operano. La breve ma intensa fase di confronto, più comunemente chiamata verifica, che ha impegnato negli ultimi mesi le forze politiche e l ininterrotta interlocuzione intercorrente tra il governo regionale e le forze economiche e sociali sui grandi temi dello sviluppo regionale hanno fornito una serie di importanti elementi di puntualizzazione e di integrazione dell impianto del documento che si è ritenuto utile e prezioso ricapitolare nel presente Addendum, in cui si riconoscono anche le questioni poste al centro del documento per una rinnovata intesa tra la Regione Basilicata, le autonomie istituzionali e le rappresentanze economiche e sociali, intitolato Coesione, competitività, protagonismo al plurale: la Basilicata oltre l Obiettivo 1 e focalizzato appunto sugli indirizzi, gli obiettivi e le priorità della programmazione regionale E appena il caso di rimarcare la peculiarità e la pregnanza del percorso di consolidamento degli strumenti di programmazione partecipata, che sta assurgendo a vera e propria strategia di sviluppo e attraverso cui viene perseguita e valorizzata la massima corresponsabilizzazione di tutti gli attori delle istituzioni e della rappresentanza civile, in coerenza con i rispettivi ruoli e responsabilità e secondo un principio che può definirsi di sussidiarietà cooperativa, con l obiettivo di avviare una nuova e più impegnativa fase dei loro rapporti di confronto e di cooperazione e con lo scopo primario di implementare un rinnovato regime di relazioni concertative, quale premessa e garanzia di un pieno sviluppo delle capacità di autogoverno delle comunità locali e quale contributo alla costruzione di quell originale modello di democrazia regionale, che dovrà trovare la sua definizione nel nuovo Statuto regionale in corso di elaborazione. In linea con gli scenari evolutivi e con i fattori propulsivi dello sviluppo sopra evidenziati, la Regione Basilicata ha focalizzato il quadro programmatorio e conseguentemente impegnato risorse finanziarie sulle politiche dell accrescimento della conoscenza e della competitività endogena dei territori e delle imprese ben al di sopra di quella soglia del 50% della spesa per 3

4 investimenti suggerita in sede scientifica come massa critica minima per il rilancio del Mezzogiorno. Questo impegno programmatico è tanto più rilevante sia perché le risorse a regia regionale sono relativamente contenute rispetto al totale delle risorse pubbliche mobilitabili, sia perché in una situazione di frammentazione e dispersione delle fonti finanziarie la Regione sta perseguendo, attraverso gli strumenti della programmazione negoziata, il maggior grado di integrazione tra i diversi livelli di governo in una logica di multilevel governance. Va evidenziato che ciò si realizza in una situazione di sostanziale tenuta dell assetto finanziario complessivo che è anche decisamente migliore di quello delle altre regioni del Mezzogiorno, ivi compreso quelle a Statuto Speciale. Gli specifici contenuti programmatici, che hanno catalizzato lo sforzo di approfondimento di questi ultimi mesi e che postulano appunto elementi aggiuntivi di attenzione, arricchimento e specializzazione, riguardano le seguenti aree tematiche: Politiche industriali e sviluppo delle aree interne Politiche sociali: diritti di cittadinanza ed emergenze immigrazione. Politiche di sostegno alla famiglia. Mercato del lavoro e sostegno ai segmenti deboli. Risorse naturali e sviluppo dei servizi pubblici locali Lo sviluppo della ricerca e dell innovazione tecnologica e le sinergie con l Università L internazionalizzazione, nuova frontiera dello sviluppo regionale. Sussidiarietà, decentramento ed efficienza del sistema pubblico regionale. Ad essi va aggiunta, per la forza scatenante degli avvenimenti più recenti -la decisione, poi rientrata, del governo di localizzare sulla costa jonica lucana il deposito delle scorie radioattive rivenienti dalle centrali nucleari dismesse, una riacutizzata sensibilità collettiva per le questioni attinenti alla salvaguardia ambientale ed alla riaffermazione dei tratti caratterizzanti del modello di ecosostenibilità che la Basilicata ha scelto per sé in tutti questi anni. La grande mobilitazione popolare contro il decreto-legge governativo non soltanto ha obiettivamente spostato in avanti l attenzione verso i fattori di qualità dello sviluppo, ma ha anche modificato la stessa agenda politica regionale, proiettando in una nuova luce le opzioni programmatiche richiamate dal Dapef. 2 Aggiornamento del quadro congiunturale Rispetto al luglio 2003, la congiuntura internazionale sembra iniziare a manifestare i primi, sia pur timidi ed ancora poco stabili, segnali di una possibile ripresa dell attività produttiva e dell occupazione. Come avviene ormai tradizionalmente, la ripresa sembra iniziare dagli Stati Uniti, per poi successivamente espandersi anche alle economie europee. Una politica fiscale espansiva, in previsione delle elezioni presidenziali del 2004, la forte iniezione di spesa pubblica per finalità militari, il costo del denaro su livelli straordinariamente bassi (il tasso di riferimento della Fed è attestato infatti attorno all 1%) stanno infatti fornendo all economia statunitense un propellente vivace alla crescita. L incremento del PIL degli USA nel secondo trimestre è stato infatti pari al 3,3% su base annua, per raggiungere una crescita del 7,2% nel terzo, che attesta le previsioni di crescita, sull intero arco del 2003, attorno al 2,8%. Malgrado i promettenti segnali provenienti da oltre oceano e la conseguente crescita complessiva dell interscambio commerciale internazionale, indotta anche dalla forte crescita della Cina e dal progressivo miglioramento economico giapponese, l area dell Euro sembra ancora indugiare nell imboccare con decisione il sentiero della ripresa economica. Nel secondo trimestre del 2003, il PIL dei 12 Paesi dell Euro è cresciuto dello 0,2% appena su base annuale, 4

5 contro una crescita, comunque modesta, dello 0,8% nei primi tre mesi. Le previsioni complessive di crescita del Pil dell area Euro per il 2003 non superano lo 0,8%. Le incertezze che investono il quadro geopolitico internazionale e la stessa stabilità della ripresa economica statunitense 1 sembrano ancora schiacciare le aspettative degli operatori europei, comprimendo quindi il livello complessivo di attività economica nell area dell Euro (l indice di fiducia dei consumatori e degli imprenditori dell area, infatti, cala rispettivamente del 6% e del 4% nel terzo trimestre 2003 rispetto al corrispondente periodo del 2002). Anche se alcuni segnali, come la crescita della produzione industriale a luglio rispetto al mese precedente, pari all 1%, segnalata da Eurostat, dopo due mesi di calo, possono far presagire i primi sintomi di inversione di tendenza, l intonazione generale dell economia europea appare ancora caratterizzata da debolezza, come indica il dato di settembre sul numero di disoccupati, in crescita dello 0,2% rispetto ad agosto. In un contesto europeo di debole crescita, l economia italiana appare fra quelle che ancora accusano le maggiori difficoltà. Nel primo e secondo trimestre dell anno, infatti, il PIL nazionale è calato dello 0,1% sul trimestre precedente, denotando quindi una vera e propria recessione 2 nella prima metà dell anno, anche se, in ragione dell aumentato grado di flessibilità del lavoro e del ritardo temporale con cui i dati occupazionali assorbono gli effetti del ciclo, il tasso di disoccupazione è sceso, fra gennaio e luglio, dal 9,1% all 8,3%. La recessione che ha colpito il Paese è da attribuirsi essenzialmente alla drastica riduzione delle esportazioni, ridottesi, tendenzialmente, di quasi il 12% nel primo semestre del 2003, associata alla debole dinamica dei consumi interni, a sua volta attribuibile al clima di incertezza generale che pesa sulla fiducia dei consumatori. Come sottolinea il Governatore della Banca d Italia, la contrazione dell export è da attribuirsi principalmente ad un forte calo della competitività di prezzo delle imprese italiane all estero, ridottasi del 4% nei primi sei mesi dell anno. Anche se alcuni segnali, come la ripresa dell indice della produzione industriale destagionalizzato che, nel terzo trimestre 2003 segna finalmente una crescita dell 1,4% rispetto al precedente trimestre, potrebbero lasciar presagire un lento miglioramento dell economia nazionale nella seconda metà del 2003, le previsioni di crescita complessiva per l anno in corso sono fra le più modeste dell unione Europea: dopo aver segnato una previsione di crescita del PIL nazionale dello 0,8% in sede di DPEF, il Governo ha ufficialmente abbassato tale dato allo 0,5% in sede di presentazione della Legge Finanziaria ed alcuni centri studi prevedono che, alla fine dell anno, la crescita italiana non supererà lo 0,4%, al di sotto della già modesta crescita europea (che dovrebbe attestarsi in una forchetta compresa fra lo 0,6% e lo 0,8%). Poiché il mercato nazionale e quello di alcuni Paesi europei (segnatamente Francia e Germania) costituiscono il principale sbocco dei beni e servizi prodotti dal sistema produttivo lucano, l andamento lento, per non dire recessivo, che ha caratterizzato tali mercati nella prima metà del 2003 ha avuto ovvi effetti negativi sull economia della Basilicata. L andamento congiunturale del sistema industriale regionale e del comparto dei servizi, in questi primi mesi del 2003, mostra infatti una fase di affaticamento evidente. Gli indici della produzione calano, fra primo semestre 2002 e corrispondente periodo del 2003, del 4,6% nell industria in senso stretto, ed in particolare nei comparti metalmeccanico, estrattivo e chimico, del tessile abbigliamento e agroalimentare e del 6,7% nell edilizia. Anche i settori dell ICT e del turismo, che in questi ultimi anni avevano funzionato da volano della crescita economica regionale, accusano, per la prima volta, una battuta di arresto nei primi sei mesi dell anno 3. Quest ultimo comparto, in particolare, sempre secondo i dati dell Osservatorio Banche Imprese perde, fra primo semestre 2002 e primo semestre 2003, il 4% in termini di arrivi e lo 0,3% in termini di giorni di permanenza media. 1 Illustri economisti, come Paul Krugman, sottolineano il rischio che tale ripresa sia effimera o che comunque venga alimentata a danno dell economia europea, mediante la svalutazione del tasso di cambio del dollaro rispetto all Euro. 2 In termini tecnici si definisce recessione una situazione in cui il PIL cala almeno per due trimestri consecutivi. 3 Fonte: Osservatorio Banche Imprese 5

6 Come avvenuto nell Italia nel suo insieme, il rallentamento produttivo è stato accompagnato da un forte ridimensionamento delle vendite sull estero, che hanno subito una contrazione del 21,2% in termini di quantità e del 14,7% in valore fra secondo trimestre 2003 e corrispondente periodo del Per la marcata specializzazione settoriale che caratterizza la struttura dell export lucano,tale andamento è da attribuirsi essenzialmente alla riduzione delle vendite sull estero di mezzi di trasporto (che costituiscono più del 34% del totale dell export regionale), dovuta alle note difficoltà del gruppo Fiat, e di prodotti agricoli ed agroalimentari, nonché al settore dei minerali energetici (petrolio greggio). Questi cattivi andamenti produttivi si sono tradotti in un deciso peggioramento del mercato del lavoro regionale. Infatti, da gennaio ad aprile 2003, la crescita del tasso di attività, non avendo trovato uno sbocco in un incremento occupazionale a causa delle difficoltà dell economia, si è tradotta in un repentino incremento del tasso di disoccupazione, passato dal 15,2% al 17%. Nel secondo trimestre, si è verificato un apparente recupero occupazionale che però sembra da attribuirsi a meri effetti statistici: fenomeni migratori della popolazione attiva o l influenza del cosiddetto effetto lavoratore scoraggiato che è tipico di fasi di rallentamento macroeconomico hanno indotto una contrazione numerica di coloro che lavorano o sono disposti a lavorare immediatamente: fra aprile e luglio 2003 le forze di lavoro occupati più disoccupati presenti in regione passano infatti da circa a circa unità. Come è comprensibile, la contrazione delle forze di lavoro riguarda soprattutto la componente dei disoccupati che, in una congiuntura economica sfavorevole, migrano in altre regioni o entrano fra le non forze di lavoro (infatti i disoccupati lucani, fra aprile e luglio, passano da circa a circa unità, mentre il numero degli occupati non sembra mostrare nessun segnale significativo di crescita). Tutto ciò naturalmente ha comportato miglioramenti puramente statistici nel tasso di occupazione ed in quello di disoccupazione nel secondo trimestre 2003, che però non segnalano nessun recupero reale delle condizioni di occupabilità, stante la debolezza dell attività produttiva regionale. Rispetto alle previsioni che è possibile, sia pur con notevole cautela, formulare per il secondo semestre del 2003, l Osservatorio Banche Imprese mostra alcune, timide, aspettative di miglioramento della situazione da parte degli imprenditori intervistati nel campione, in linea con i primissimi, peraltro ancora difficilmente interpretabili, segnali di inversione di tendenza che è possibile cogliere a livello internazionale e nazionale. Nel comparto dell industria manifatturiera, infatti, si assiste alle previsioni di ripresa dei settori metalmeccanico, chimico e, per la prima volta dopo qualche anno, di quello del tessile-abbigliamento. Interessante anche la dinamica positiva del settore delle pelli, cuoio e calzature, mentre il mobile imbottito e l agroalimentare dovrebbero proseguire nelle loro difficoltà. Anche nel ramo edile si notano previsioni favorevoli, guidate soprattutto dal settore delle opere pubbliche e dalle imprese medio-grandi. Infine, anche il settore dell ICT prevede di riprendere un forte slancio nella seconda parte del 2003, grazie alla nuova crescita, sia pur ancora timida, del settore informatico, associata al proseguimento del brillante andamento delle imprese delle TLC e della ricerca e sviluppo. Nell insieme, le previsioni Unioncamere-Prometeia segnalano, per il 2003, una crescita del PIL regionale pari allo 0,9%, superiore quindi all andamento nazionale (+0,4-0,5%) grazie al recupero previsto per il secondo semestre dell anno, ma comunque ancora non brillantissima. Una prima ripresa consistente, per l economia regionale, sempre secondo le previsioni Unioncamere- Prometeia, dovrebbe verificarsi solo nel 2004, quando il prodotto interno lordo regionale potrebbe crescere attorno all 1,9% 4. Al di là dell andamento congiunturale segnalato, e si potrebbe dire sottostanti a quest ultimo, si posizionano i difetti di fondo, di natura strutturale del sistema produttivo lucano, che sono, in sostanza, così riassumibili: 1. eccessiva frammentazione delle unità produttive con conseguente sottodimensionamento e debole capacità di fare rete; 2. marcata sottocapitalizzazione delle imprese; 4 E appena il caso di sottolineare la cautela nell interpretare dati previsionali costruiti su scala regionale, stanti le note difficoltà di ordine metodologico. 6

7 3. basso livello tecnologico dei processi produttivi; 4. limitatezza quali quantitativa della gamma dei servizi alle imprese; 5. insufficiente integrazione fra agricoltura, trasformazione industriale e commercializzazione; 6. bassa presenza su mercati non locali. Dal punto di vista sociale, l importante crescita che l economia lucana ha sperimentato nel medio periodo si è riflessa in un più elevato livello del tenore di vita, misurato in termini di PIL pro capite, che la collocherà in phasing out dall Obiettivo 1 a partire dal A tal proposito, a fronte della rappresentazione contraddittoria ed asimmetrica che gli indicatori Istat relativi all incidenza della povertà a livello regionale forniscono circa l effettiva condizione socio economica delle famiglie lucane, è utile precisare che trattasi di indici di povertà non comparabili con quelli utilizzati per il PIL, in quanto costruiti sui livelli dei consumi -e non dei redditi- e su base campionaria: dunque doppiamente inattendibili riguardo a regioni, come la Basilicata, dimensionalmente esposte a rilevanti margini di errore per il metodo prescelto e per di più connotate da una elevata propensione al risparmio 5. 3 Politiche industriali e sviluppo delle aree interne Lo scenario economico sopra delineato evidenzia criticità che, a prescindere dai trend congiunturali influenzati in larga misura da fattori nazionali ed internazionali non controllabili dalla Regione, comunque richiedono per il periodo di programmazione uno sforzo aggiuntivo volto a riequilibrare alcuni elementi di fondo del sistema produttivo regionale al fine 5 In linea di massima, esistono tre metodi per costruire l indice della povertà: il metodo dei consumi per famiglia, utilizzato dall ISTAT per il calcolo dell indice di povertà, secondo il quale è povero chi consuma meno di un certo livello, il metodo del reddito reale, che pone la linea di povertà in termini di un certo reddito familiare al netto del costo della vita, e il metodo soggettivo, basato sul chiedere ad un campione della popolazione quale sia la sua percezione. Il primo metodo ha il pregio di garantire una notevole semplicità nel calcolo della linea di povertà. Ma ha uno svantaggio: definendo la povertà in termini di livello di consumi, si corre il rischio di sopravvalutare condizioni di povertà laddove invece, come nelle regioni del Mezzogiorno ed in Basilicata, esiste una elevata propensione al risparmio, distorcendo quindi il dato. Inoltre, l'indice di povertà è ottenuto mediante una indagine campionaria, i cui risultati sono sempre costituiti dal valore centrale di un intervallo di confidenza. In altri termini, la percentuale di famiglie povere in Basilicata non è del 26,9%, ma, con una probabilità del 95%, è uno qualsiasi dei valori all'interno dell'intervallo compreso fra 20,8% e 33%. Ora, una regola generale dell'inferenza statistica è che più piccolo è l'universo da esaminare, più piccolo sarà il campione e più elevato il margine di oscillazione del dato stimato. In pratica, per una regione piccola come la Basilicata l'intervallo di confidenza è molto ampio (12,2 punti percentuali, ovvero la differenza fra i due estremi 20,8 e 33%). Mentre per una regione grande come la Lombardia tale intervallo è soltanto di 1,6 punti. Ora, se l'indice di povertà reale della Basilicata fosse attestato all'estremo inferiore dell'intervallo di confidenza, ovvero 20,8%, e c'è la medesima probabilità che sia pari a questo valore piuttosto che al 26,9%, la regione in questione avrebbe una situazione migliore rispetto alla media dell'intero Mezzogiorno, che è pari al 22,4%. Come dice anche l'istat, "è bene ricordare che la ridotta numerosità del campione di famiglie povere, osservata nelle singole regioni, rende la stima dell'incidenza della povertà meno precisa rispetto a quella nazionale e ripartizionale. Infatti, a livello regionale, l'errore campionario è maggiore e gli intervalli di confidenza sono più ampi...tenere conto degli intervalli di confidenza è dunque importante per i confronti territoriali; limitate differenze nelle incidenze di povertà, infatti, non sono necessariamente significative poiché possono essere determinate dall'errore campionario" E' curioso invece notare come, nelle informazioni più direttamente collegate con la povertà, la Basilicata evidenzi valori migliori rispetto alla media del Mezzogiorno. Ad esempio, la percentuale di famiglie lucane che hanno avuto difficoltà ad acquistare il cibo necessario, a pagare le bollette e le cure mediche è inferiore alla media del Mezzogiorno. La percentuale di famiglie che hanno ricevuto aiuti in denaro o natura è inferiore addirittura alla media nazionale. 7

8 di restituirgli capacità competitive di medio-lungo periodo, agendo contemporaneamente sul rilancio delle politiche di sviluppo industriale e sullo sviluppo delle aree interne. Le iniziative in essere puntano ad agire in tal senso. Le risorse sono le seguenti: Il POR ha programmato 624,15 Meuro per aiuti ed azioni di potenziamento dei sistemi produttivi locali (per tutti i settori ammissibili di tipo manifatturiero, agricolo, servizi, turismo e commercio); tra questi, 149 Meuro riguardano aiuti alle PMI, di 40,4 per il turismo (Mis.IV.2, IV.3 e IV.5). Nel primo triennio del POR sono stati attivati bandi per i settori extragricoli per 22 Meuro, a cui si aggiungono i 60,6 Meuro dei bandi in corso di valutazione; per il settore agricolo, sono stati emanati 3 bandi per progetti di filiera per 11,5 Meuro, di cui 10,26 sulla base della territorializzazione dei PIT; la procedure di valutazione delle richieste a valere sul PIA Matera-Treviso sono in fase di ultimazione, ed entro i primi mesi del 2004 verranno pertanto finanziate le prime imprese. il bando per regimi di aiuto a valere sulla Misura IV.4 del POR sta evidenziando il notevole interesse che il sistema produttivo regionale manifesta per l acquisizione della certificazione di qualità, sia produttiva (ISO 9000:2000) sia ambientale (ISO 14001, EMAS, ECOLABEL) sia, infine, etica (ECOLABEL, ecc.); la possibilità di disporre di tali certificazioni costituisce infatti, già di per sé, un importantissimo biglietto da visita sui mercati, quindi uno strumento di marketing importante. E però molto più importante che le imprese acquisiscano effettivamente la logica di qualità, orientando la propria organizzazione e la propria attività verso i principi del total quality management, oramai indispensabili per competere su mercati dove il fattore-costo non è più una leva utile per sistemi produttivi operanti in Paesi evoluti. A tal fine, la concessione dei finanziamenti verrà accompagnata da uno strumento di monitoraggio, volto a comprendere se, effettivamente, le imprese beneficiarie del contributo si stiano orientando verso la logica della qualità, imponendo quindi un cambiamento positivo a tutto il sistema; il Programma Operativo Val d Agri, che mobilita investimenti pari a 350 Meuro, è entrato nella sua fase attuativa, mediante l attivazione delle azioni interessanti gli enti locali e con il prossimo raccordo dei regimi di aiuto con quelli a valere sul POR. Va infine menzionato l avanzamento delle politiche di riconoscimento e sostegno ai distretti industriali, agroalimentari, rurali ed ai sistemi produttivi locali, di cui alla L.R. n. 1/2001 e a norma della quale la Giunta Regionale ha già provveduto ad approvare le nuove procedure di identificazione e riconoscimento delle aree. La stipula del protocollo deve essere preceduta da incontri convocati dai promotori, adeguatamente preparati e documentati, da tenersi in ogni comune coinvolto dall iniziativa. Lo scopo degli incontri è quello di informare gli imprenditori e le autorità locali circa le caratteristiche del progetto e raccogliere le disponibilità all adesione. Inoltre, sulla base di una apposita scheda, si procederà alla valutazione di merito della esistenza dei requisiti per il riconoscimento delle aree produttive in questione, mediante una procedura che vedrà coinvolti i Dipartimenti Attività Produttive ed Agricoltura ed il NRVVIP. In materia agricola, la Giunta Regionale ha approvato alcune integrazioni ai tre bandi già pubblicati per la concessione di contributi in agricoltura 6 : i bandi finanziano iniziative a favore della commercializzazione dei prodotti agricoli di qualità, a sostegno degli investimenti nelle aziende agricole e per il miglioramento delle condizioni di trasformazione. Inoltre, è stato definitivamente approvato il Piano Triennale di Servizi in Agricoltura che, con stralci annuali, consentirà un migliore coordinamento di tutti i soggetti che offrono servizi al settore, sulla base del coordinamento della Regione. E stato infine pubblicato, a cura dell Istituto per il Commercio estero di Puglia e Basilicata e del Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale, il Repertorio dei Vini di Basilicata. Nella guida, rientrante nelle attività previste dall accordo di programma tra Regione Basilicata e Ministero delle Attività Produttive, sono inserite 39 aziende vinicole che imbottigliano i più pregiati vini lucani. Per il futuro, il miglioramento dell efficacia della spesa e della potenzialità di coniugare politiche industriali con lo sviluppo delle aree interne richiede che l attenzione sia concentrata su elementi innovativi e sulla soluzione delle seguenti questioni-chiave: 6 BUR n. 68 del 19 settembre

9 attivazione di un modello di sviluppo locale idoneo a promuovere i fattori di localizzazione delle persone e degli investimenti, fra cui le infrastrutture di collegamento ed i servizi avanzati alle imprese; perseguimento del carattere integrato e convergente delle azioni di sostegno alle attività produttive e di promozione dell occupazione, attraverso ogni possibile sinergia per l attrazione degli investimenti; massimo snellimento sia dei procedimenti amministrativi che della risoluzione delle vertenze occupazionali, avendo parimenti cura della salvaguardia dell equilibrio della finanza del sistema pubblico regionale; attivazione delle procedure di acquisizione della certificazione ambientale EMAS da parte delle aree per insediamento produttivo, come criterio permanente delle politiche regionali di sviluppo produttivo del territorio, sull esempio del Programma Regionale di Azione Innovativa denominato Territorio di Eccellenza. In tale ottica di intervento integrato si inquadra il riparto di risorse destinate dal CIPE per le aree sottoutilizzate, pari a circa 157,2 Meuro assegnate alla Basilicata, effettuato dalla Giunta regionale 7 e finalizzato: al sostegno ad iniziative produttive agevolate in specifiche aree territoriali, per un importo di 50 Meuro, mediante sottoscrizione dell APQ Sviluppo Locale avvenuta in data 18/12/03; al finanziamento per 14 Meuro delle infrastrutture dei Patti territoriali in essere (Sapori Lucani, Patecor, Basilicata Nord-Occidentale); alla realizzazione di infrastrutture per insediamenti industriali da localizzare nelle aree di Galdo, Acinello ed Irsina, per un importo di 15 Meuro; ad interventi per le infrastrutture di trasporto, pari al 50 Meuro, aggiuntivi a quelli previsti dall APQ Infrastrutture per il trasporto e sistemi di mobilità ed in particolare per l aeroporto civile di Basilicata; al finanziamento, pari a 16 Meuro, dell addendum all APQ Valorizzazione delle risorse storico-culturali, che avrà quindi una ricaduta favorevole sul circuito turistico regionale; interventi, pari a 11,5 Meuro, in reti tecnologiche e sviluppo della società dell informazione; al finanziamento, pari a 0,7 Meuro, per studi di fattibilità per la ottimizzazione dei fattori energetici regionali. Sul versante dell infrastrutturazione al servizio del turismo, è da segnalare che accanto alla previsione di realizzare l aeroporto civile della Basilicata nel territorio della città di Potenza, la G.R. ha riconosciuto valida la previsione avanzata nell ambito del Contratto di Programma della Cit Holding di porre a servizio della fascia costiera ionica un aviosuperficie destinata a servire la consistente domanda di trasporto aereo che gli insediamenti realizzati o in corso di realizzazione sollevano, utilizzando la pista Mattei dell area industriale di Pisticci. Inoltre, al fine di allestire un pacchetto di strumenti coordinati con adeguata incisività sulla situazione di difficoltà economica sopra evidenziata, sarà definito un Piano di intervento sul sistema produttivo regionale, facendo leva sulle risorse residue del POR, del Fondo Unico Regionale per gli Incentivi alle Imprese, di rinunce a valere su bandi regionali preesistenti nonché sulla sponda attivabile da fonti finanziarie governative. Il Piano sarà imperniato sulle seguenti componenti, coordinate fra loro in un unico strumento programmatico in grado di massimizzarne l efficacia: un programma di rilancio del poli chimici regionali (aree industriali Valbasento, polo Tito- Potenza-Vaglio, con possibilità di estensione anche ad altre aree a vocazione chimica), effettuato mediante un Accordo di Programma in via di progettazione fra MAP, Osservatorio Chimico Nazionale e Regione Basilicata. Si punterà inoltre sull'innovazione tecnologica e l'evoluzione in chiave hi tech delle vocazioni produttive locali, mediante azioni di attrazione di investimenti e sostegno allo start up di iniziative ad alto profilo tecnologico, nei settori della biochimica, ingegneria genetica e farmaceutica, mediante un processo concertativo che coinvolga tutti gli attori locali rilevanti, il più possibile aderente alla metodologia già sperimentata con il Programma Val d Agri; 7 DGR n.1706 del 26 settembre

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