REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI MODENA SENTENZA. promossa da:

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1 Responsabilità civile Colpa - Trattamento diserbante Effetti sul fondo contiguo Disseccazione dei filari di frutteto adiacenti il confine Nesso causale - Risarcimento del danno Liquidazione Criteri Proprietà e confini -Accessione - Carenza di legittimazione attiva del danneggiato Assenza di titolo di proprietà del fondo (acquisto con patto di riservato dominio) Beni piantati dall attore Prova dell accessione in capo al danneggiante Inottemperanza - Rif.Leg.artt. 934,936,2043 cc; Sentenza n. 1677/2006 Pronunziata il Depositata il REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI MODENA Il Giudice dott. Roberto Cigarini, ha emanato la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 3967/2002 R.G. promossa da: BRAIDA CELESTE nato a Finale Emilia il , residente a Finale Emilia, con domicilio eletto in Modena, via Taglio 22, nello studio dell'avv. Verena Corradini, rappresentato e difeso nel presente giudizio in virtù di procura speciale apposta in calce all'atto di citazione parte attrice contro: VITALI LINO residente a Massa Finalese di Finale Emilia, con domicilio eletto in Modena, via Fabrizi 59, nello studio dell'avv. Fabio Pellacani, rappresentante e difensore nel presente giudizio in virtù di procura speciale apposta in calce alla copia notificata della citazione parte convenuta FONDO ASSICURATIVO TRA AGRICOLTORI Società per azioni di assicurazioni e riassicurazioni (FATA) s.p.a. con sede in Roma, e con domicilio eletto in Modena, via Fabrizi 59, nello studio dell'avv. Fabio Pellacani, rappresentante e difensore nel presente giudizio in virtù di procura speciale apposta in calce alla copia notificata della citazione parte convenuta

2 avente ad oggetto: risarcimento danni. Conclusioni di parte attrice "voglia l'ill.mo Giudice adito, respinte le eccezioni e le deduzioni sollevate da parte avversa, anche in via preliminare: - accertare e dichiarare la responsabilità, ex art c.c., del sig. Vitali Lino per il danno subito dal frutteto di pere di proprietà del sig. Braida Celeste, precisato in atti; - condannare, conseguentemente, il sig. Vitali, in via esclusiva e/o solidale con FATA Assicurazioni spa, al risarcimento di tutti i danni subiti dal sig. Braida, che si indicano nella complessiva somma di , al lordo dell'acconto già versato, nonché al rimborso delle spese sostenute, quantificabili in 4.075, o a versare, comunque, quei diversi importi che risultino di giustizia, con la rivalutazione monetaria e gli interessi legali decorrenti dal giorno del sinistro all'avvenuto saldo. Con vittoria di spese, diritti ed onorari di causa, oltre alla rifusione della liquidata CTU". Conclusioni di parte convenuta Vitali Lino "Disattesa ogni diversa istanza, eccezione e deduzione voglia l'ill.mo sig. Giudice adito: - in via preliminare: accertare e dichiarare la carenza di legittimazione attiva dell'attore Braida Celeste; - nel merito: respingere le domande tutte ex adversis formulate; - in via subordinata: accertare e dichiarare che la somma di L offerta da FA- TA Assicurazioni spa è comprensiva e soddisfattiva dei danni subiti da parte attrice in conseguenza del sinistro per cui è causa; - accertare e dichiarare Vitali Lino tenuto a corrispondere a parte attrice la sola somma di 9.766,40, oltre interessi legali. In ogni caso, con vittoria di spese, competenze ed onorari di causa". Conclusioni di parte convenuta FATA Assicurazioni "Disattesa ogni diversa istanza, eccezione e deduzione, voglia l'ill.mo Giudice adito: - in via preliminare: accertare e dichiarare la carenza di legittimazione attiva dell'attore Braida Celeste; - accertare e dichiarare la carenza di legittimazione passiva del convenuto Fata Assicurazioni spa e conseguentemente escludere lo stesso dal processo con conseguente condanna di controparte alle spese; - nel merito: respingere le domande tutte ex adversis formulate; - in via subordinata: accertare e dichiarare la somma di L offerta da FATA Assicurazioni spa è congrua e soddisfattiva dei danni subiti da parte attrice in conseguenza del sinistro per cui è causa; - accertare e dichiarare FATA Assicurazioni spa tenuta a corrispondere la sola somma di 9.766,40 oltre interessi legali.

3 In ogni caso con vittoria di spese, competenze ed onorari di causa". SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con atto di citazione notificato in data 29 agosto 2002 Braida Celeste conveniva in giudizio Vitali Lino e la società FATA Assicurazioni spa assumendo che a causa delle maldestre modalità con cui il Vitali, nella primavera 1998, aveva effettuato un trattamento diserbante ad un appezzamento di terreno coltivato a pomodoro, contiguo al frutteto di esso attore, alcuni filari del proprio pereto hanno subito il completo disseccamento. Il Vitali, all'epoca, fece intervenire la compagnia FATA Assicurazioni che liquidava al Braida la somma di L in acconto, quale risarcimento del danno subito per la diminuita produzione di pere nell'anno Asseriva inoltre l'attore che successivamente FATA proponeva l'ulteriore importo di L a saldo, per compensare la perdita complessiva di produzione frutticola e le spese per la sostituzione delle piante ammalorate. Ritenendo insufficiente la proposta di risarcimento, il Braida attivava nel corso del 2001 una procedura di accertamento tecnico preventivo all'esito della quale emerse che l'effetto del diserbante utilizzato dal Vitali ("glyphosate") doveva essere ritenuto la causa del definitivo disseccamento di 810 piante di pere e della conseguente perdita della produzione per le annate 1999/2000/2001/2002. Concludeva pertanto chiedendo la condanna dei convenuti al pagamento della somma di oltre ad ulteriori per le spese sostenute a seguito degli accertamenti effettuati. Alla prima udienza del 27 novembre 2002 si costituivano in giudizio entrambi i convenuti eccependo la carenza di legittimazione attiva dell'attore poiché questi non era proprietario del fondo all'epoca del sinistro. La compagnia assicuratrice eccepiva anche l'inammissibilità della propria chiamata in giudizio mancando il Braida di azione diretta contro essa convenuta. Nel merito entrambi i convenuti eccepivano che l'offerta stragiudiziale di L proposta dalla compagnia assicuratrice deve ritenersi congrua e chiedevano conseguentemente il rigetto della domanda attorea. Fallito il tentativo di conciliazione, all'udienza del 28 ottobre 2003 venivano assunte prove per testimoni e l'interrogatorio formale dell'attore. Veniva disposta ed espletata una consulenza tecnica d'ufficio. La causa passava quindi in decisione sulle conclusioni trascritte in epigrafe all'udienza del 10 maggio MOTIVI DELLA DECISIONE Sull eccezione di legittimazione attiva Entrambi i convenuti eccepiscono la carenza di legittimazione attiva dell'attore poiché questi non era proprietario del fondo all'epoca del sinistro. Non è contestato l'assunto attoreo che Braida Celeste abbia acquistato il fondo di cui è causa nell'anno 1994 avvalendosi della Cassa per la formazione della piccola proprietà contadina istituita dall'art. 9 del Decreto Legislativo 5 marzo 1948 n. 121 e quindi che l'acquisto è avvenuto con "patto di riservato dominio". Il danno subito dal Braida riguarda la piantagione di pere piantata dall'attore.

4 Parte convenuta eccepisce che ai sensi dell'art. 934 c.c. la piantagione era divenuta di proprietà del proprietario del fondo che era quindi l'unico legittimato ad agire. L'assunto non può essere condiviso. Non è contestato infatti che la piantagione sia stata piantata dall'attore. Versandosi quindi nell'ipotesi di cui all'art. 936 c.c. era semmai parte convenuta a dover provare l'effettività dell'accessione. In ogni caso sembra pacifico che il Braida, avendo perduto la piantagione, non avrebbe avuto nemmeno diritto a richiedere alla proprietà l'indennità prevista dall'art. 936 comma 2 c.c. È evidente quindi che il Braida è pienamente legittimato ad a- gire ai sensi dell'art c.c. È lui infatti, e soltanto lui, che ha subito un danno dall'improvvida azione del Vitali. Non si può comunque non rilevare la contradditorietà del comportamento assunto dalla compagnia assicuratrice, che ha già parzialmente risarcito il danno ed ha offerto, anche nel corso di questo giudizio, una ulteriore somma a titolo di ristoro definitivo del danno lamentato dall'attore. Sull eccepita inammissibilità della chiamata in causa di FATA La società assicuratrice ha eccepito che il Braida non ha azione diretta contro essa compagnia, non vertendosi in una ipotesi di danno derivante dalla circolazione dei veicoli. L'attore ha controeccepito che avendo la FATA versato la somma di L al Braida nel febbraio somma da questi accettata in acconto sul maggior danno preteso - ed avendo quindi successivamente offerto l'ulteriore somma di L a saldo - somma questa volta non accettata dall'attore - si è concluso un negozio espromissorio che rende legittima la chiamata diretta in giudizio della società assicuratrice. La controeccezione dell'attore appare fondata. Risulta dalle lettere prodotte (docc. 8-9) che la compagnia assicuratrice ha offerto somme al Braida e lo ha invitato a definire transattivamente l'entità del danno medesimo. Ora, L'offerta di risarcimento del danno rivolta dall'assicuratore al terzo danneggiato - implicita nell'invito a definire transattivamente l'entità del danno medesimo - concreta una proposta di espromissione e, ove sia accettata, dà vita al relativo contratto, il quale non è soggetto ad onere di forma (in relazione alla sua naturale volontarietà), sicché ne è possibile la conclusione tacita (Cassazione civile, sez. III, 5 aprile 2001, n Soc. Ras assicur. c. Gestione gov. Ferr. Sardegna Giust. civ. Mass. 2001, 716). La presenza di un negozio espromissorio rende pertanto pienamente ammissibile la chiamata in causa della compagnia assicuratrice, che anche nel presente giudizio ha offerto ulteriori somme al danneggiato a fini transattivi. Responsabilità extracontrattuale La responsabilità del Vitali nella causazione del danno appare sufficientemente provata. La relazione di accertamento tecnico preventivo esclude chiaramente che il danno alla piantagione sia derivato da attacchi batterici mentre, osservando che i filari più danneggiati erano quelli più vicini al confine, e che l'effetto del diserbante sui filari degradava man mano che ci si allontanava dal confine stesso, conferma che la causa del danneggiamento fu proprio il trattamento effettuato dal confinante Vitali. La perdita ha interessato 510 piante di pere William rosso e 300 di pere Santa Maria.

5 Ulteriori conferme sono provenute dalla prove orali. Le circostanze salienti del fatto dannoso sono state confermate dai testi Braida Franco, Orlandi Andrea, Bombarda Gilberto, Stefanini Orazio, Molinari Gabriele, Galeotti Fabio e Carani Angelo. Quantificazione del danno La consulenza tecnica d'ufficio, nella parte in cui ha quantificato il danno subito dal Braida, è stata oggetto di critica da parte attrice. Il consulente d'ufficio, infatti, ha affermato che "non era possibile stabilire all'epoca dei fatti se le piante di tutti i quattro filari interessati avessero subito un danno così grave da portarle al completo deperimento. Ciò è valido in particolare per i due filari più distanti dal confine da cui è arrivato per deriva l'erbicida. Per questi due filari poteva apparire giustificato attendere la primavera successiva, al fine di verificarne lo stato vegetativo" (cfr. c.t.u. pag. 7). L'assunto del c.t.u. non può essere condiviso. Invero, l'accertamento tecnico preventivo svolto ante causam ha permesso di accertare i- nequivocabilmente che i filari danneggiati, composti di 510 piante di pere William rosso e di 300 piante di pere Santa Maria, erano quattro. L'assunto del c.t.u., che non vide i filari al momento dell'evento dannoso, altro non è se non una congettura che contrasta peraltro con le osservazioni svolte dal consulente stesso sulla pericolosa aggressività del Glyfosate contenuto nel diserbante, che è erbicida fosforganico che agisce per contatto, ad azione sistemica, traslocabile per via floematica e che si accumula negli organi sotterranei provocando un blocco dell'attività vegetativa della pianta... questo principio attivo è estremamente nocivo e pericoloso in quanto, entrando nel metabolismo della pianta, può portare a morte la pianta stessa oppure non esaurire i suoi effetti nell'annata in cui si verifica il contatto, ma avere effetti indesiderati sulle piante e sulla produzione nell'annata/annate successiva (c.t.u. pag. 3). Alla luce delle considerazioni che precedono non appare affatto giustificato l'abbattimento del danno del 45% relativo al costo dell'espianto del frutteto e del 25% del reimpianto. D'altra parte, nemmeno il conteggio operato dal consulente di parte attrice appare interamente condivisibile. Non sembra infatti giustificata la richiesta di per spese generali di potature, trattamenti antiparassitari, concimazioni, trattandosi di interventi periodici che l'attore avrebbe comunque dovuto effettuare. In definitiva il danno può essere così quantificato: - spese di espianto e di reimpianto del frutteto perdita prodotto William x annate perdita prodotto Santa Maria x annate totale acconto versato da FATA totale Su detta somma decorreranno gli interessi legali dal data in cui la società FATA riconosceva il danno subito dal Braida, cfr. doc. 8 attore - fino al saldo. Le spese, comprese quelle di accertamento tecnico preventivo e di consulenza tecnica d'ufficio, quantificabili in 4.075, seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo.

6 DISPOSITIVO DELLA SENTENZA Definitivamente decidendo, ogni diversa domanda ed eccezione respinta: condanna Vitali Lino e la compagnia assicuratrice Fondo Assicurativo tra Agricoltori Società per azioni di assicurazioni e riassicurazioni (FATA) s.p.a., in solido, a pagare a favore di Braida Celeste, a titolo di risarcimento danni, la somma di oltre agli interessi legali dal al saldo, alle spese accertamento tecnico preventivo e di consulenza tecnica d'ufficio, quantificate in 4.075, e alle altre spese del presente procedimento, che liquida in per diritti, per onorario, 952,80 per rimborso spese generali, oltre iva e c.a.p. Modena, 16 ottobre Il Giudice ROBERTO CIGARINI Depositato in Cancelleria il 17 ottobre 2006.

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