Filippo Moreschi Lezioni di storia delle relazioni internazionali

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3 Filippo Moreschi Lezioni di storia delle relazioni internazionali universitas studiorum

4 2012, Universitas Studiorum S.r.l. via Angelo Scarsellini Mantova (MN), Italy P. IVA tel./fax 0376/ Prima edizione 2012 Finito di stampare nel febbraio 2012 presso Pixartprinting S.r.l., Quarto d Altino (VE) ISBN

5 Premessa La presente raccolta nasce dall esigenza, in principio esoterica, di dotare gli studenti della Scuola Universitaria per Mediatori Linguistici di Mantova di dispense per il corso semestrale di Storia delle Relazioni Internazionali, articolato in dieci lezioni. Il lavoro che ne è conseguito, come si potrà vedere, ha ben presto abbandonato la natura informale delle semplici note, redatte a complemento degli appunti del corso, per diventare un testo organico, sicuramente un po più complesso ma ugualmente fedele al lavoro e al programma svolto a lezione. Per quanto abbia potuto ricercare, non ho rinvenuto alcuna pubblicazione, al di fuori della prestigiosa manualistica istituzionale in parte citata nella bibliografia che si calibri alle necessità degli studenti dei corsi di lingue e di mediazione linguistica, o di altri corsi di laurea che non siano di area strettamente giuridica. Ciò comporta per il docente l esigenza e la difficoltà di estrapolare, dagli argomenti classici del diritto internazionale, i concetti essenziali per corsi di breve durata, per lo più di trenta ore semestrali, frequentati da studenti che in molti casi faranno delle lingue, e non del diritto, l oggetto e lo strumento principale della loro attività professionale. Per questi motivi, pur seguendo il percorso tracciato dai testi canonici, ho cercato di dare allo stesso tempo al presente lavoro un taglio pratico, sviluppando singoli argomenti, riferimenti storici, e traendo dai testi normativi citati qualche spunto interessante anche per gli studenti di discipline linguistiche, come ad esempio quello legato alla traduzione dei trattati internazionali. Tan- 1

6 to, nella cosapevolezza che l approccio al diritto internazionale pubblico è per sua natura storico, anche per l importanza della consuetudine e per il radicale mutamento di alcuni dei suoi princìpi (come quello sull uso della forza), avvenuto negli ultimi due secoli di realzioni internazionali. Ho sentito anche la necessità di inserire brevi voci di glossario, nelle quali si illustrano alcuni concetti, principalmente giuridici, esattamente come viene fatto a lezione. 2

7 Lezione 1 I soggetti del diritto internazionale: gli Stati sovrani 1. Definizione Il diritto internazionale pubblico è l ordinamento giuridico della Comunità internazionale. Si tratta di un sistema giuridico, un insieme di norme e di regole, diverso da quello dei singoli Stati. Per questo motivo il diritto internazionale va distinto nettamente da altri sistemi di diritto. Il diritto internazionale di cui qui ci si occupa è innanzitutto diritto pubblico, cioè un sistema di norme giuridiche che disciplinano i rapporti tra soggetti pubblici: in questo caso, i cosiddetti soggetti di diritto internazionale, in particolare gli Stati e le organizzazioni internazionali. Va dunque in primo luogo distinto dal diritto internazionale privato, ossia da quell insieme di norme, parte del diritto interno di ciascuno Stato, che disciplina i rapporti privati dei cittadini che presentano collegamenti con l ordinamento di Stati stranieri; esso può riguardare, ad esempio, la successione ereditaria di un cittadino straniero residente in Italia e qui deceduto. L oggetto del nostro studio è il diritto internazionale, perché le norme che ne costituiscono l insieme non fanno parte dell ordinamento interno dei singoli Stati, ma sono le regole della comunità internazionale, ossia di una realtà sociale composta non da 3

8 LEZIONI DI STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI individui ma da Stati sovrani, in primo luogo, e da quei pochi altri enti o soggetti in grado di rapportarsi con gli Stati su un piano di parità. Questi enti (Stati e soggetti diversi), nel diritto pubblico internazionale, divengono titolari di diritti e assumono obblighi che discendono dalle norme dell ordinamento giuridico internazionale. Sono essi, perciò, quelli che si definiscono soggetti di diritto internazionale. 2. I soggetti di diritto internazionale Soggetti di diritto internazionale sono in primo luogo gli Stati sovrani, tradizionalmente i membri principali della società internazionale. La nascita delle moderne strutture statali è il risultato di un processo storico molto lungo, iniziato, per alcune esperienze, nel Medioevo, evolutosi quindi nei secoli XVI-XVIII (il periodo delle monarchie assolute) e solcato da molte tappe significative; tra di esse, convenzionalmente si segnala la Pace di Westfalia del 1648, che pose fine alla guerra dei trent anni, sancì l affermazione delle moderne monarchie nazionali e segnò il tramonto delle pretese sovranazionali e universalistiche del Papato e dell Impero. Oggi, tuttavia, agli Stati sovrani si affiancano altri soggetti ed enti, costituiti su un piano di parità con gli Stati sovrani: tra questi, principalmente, le organizzazioni internazionali, realtà create dagli Stati per favorire e rendere stabile la cooperazione tra di essi. Questione ancora dibattuta è, invece, se gli individui (persone fisiche) siano soggetti di diritto internazionale. La concezione tradizionale del diritto pubblico internazionale lo nega: gli individui, infatti, sono soggetti al potere dello Stato e non sono perciò soggetti sovrani. Oggi, tuttavia, si prende atto che gli individui sono destinatari di numerose norme, pattizie e consuetu- 4

9 1. I SOGGETTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE: GLI STATI SOVRANI dinarie, del diritto internazionale, volte principalmente alla tutela dei diritti dell uomo. Tali norme impongono anche agli Stati sovrani comportamenti e obblighi di rispetto. Qualche Autore ha parlato a tal proposito di limitata soggettività internazionale dell individuo. Non di meno, è impossibile non osservare che se pure l uomo, il soggetto individuale, oggi emerge nel diritto internazionale quale oggetto di tutela, egli non è il protagonista principale dell ordinamento pubblico internazionale, ruolo riservato agli Stati sovrani e ai soggetti ad essi in qualche modo equiparati. 3. Gli Stati: elementi costitutivi e criteri identificativi Lo Stato è l organizzazione di governo di una determinata comunità territoriale. In tale definizione si ritrovano gli elementi costitutivi dello Stato secondo la dottrina classica, che è stata elaborata applicando i criteri della Convenzione di Montevideo sui diritti e doveri degli Stati del 26 /12/1933: popolo, territorio, organizzazione di governo. Pur se la Convenzione citata ha carattere regionale, poiché è stata stipulata e sottoscritta dai soli Stati americani, la definizione di Stato in essa contenuta è stata accettata su scala universale. Ai criteri menzionati dalla convenzione di Montevideo si affiancano, nella definizione di Stato, altri due parametri, detti criteri identificativi: la sovranità esterna e la sovranità interna. In altre parole, non tutti gli Stati (o soggetti assimilabili ad essi sulla scorta dei tre elementi costitutivi) sono soggetti di diritto internazionale: lo sono solamente gli Stati sovrani. La sovranità esterna è l indipendenza, l autonomia del soggetto-stato che non riconosce un autorità statale o politica superiore, ma soltanto altri Stati indipendenti, su un piano di parità (superiorem non recognoscens). Uno Stato è sovrano, infatti, quan- 5

10 LEZIONI DI STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI do è in grado di dotarsi di un ordinamento giuridico originario, come possono essere una Costituzione e delle norme che non traggano la loro forza giuridica dall ordinamento di un altro Stato o di un soggetto politico superiore. La sovranità interna è altrimenti detta effettività, ossia l esercizio di fatto e in concreto dei poteri di governo su una comunità territoriale. Tale esercizio deve poi essere stabile, o quanto meno possedere l attitudine a durare. Sotto il profilo dell effettività, ai cosiddetti Stati fantoccio non è riconosciuta alcuna soggettività internazionale, giacché il potere effettivo è in realtà quello dello Stato controllante che influenza il potere di governo del controllato; esempio storico di Stato fantoccio è la Repubblica Sociale Italiana, instaurata nella parte di territorio italiano occupata dall esercito tedesco dopo l armistizio dell 8 settembre Si parla di Stato fantoccio anche con riguardo alla Francia di Vichy, lo Stato collaborazionista costituitosi a seguito dell invazione tedesca del Viceversa, sono ritenuti pienamente effettivi, e dunque indipendenti e sovrani, i micro-stati, ossia quelle entità statali di piccolissime dimensioni territoriali e di limitato numero di abitanti. Nonostante qualche dubbio in passato, oggi tali realtà sono per lo più riconosciute come Stati indipendenti a tutti gli effetti, e molti di essi sono membri a pieno titolo dell ONU, come il Principato di Monaco, la Repubblica di San Marino e Andorra. Approfondimento: effettività e legittimità Al principio dell effettività, come definito dalla dottrina classica dello Stato, si è affiancato più recentemente il diverso e per certi versi opposto criterio della legittimità. Secondo la dottrina tradizionale, uno Stato è una realtà politica che nasce e si sviluppa in forza di un processo storico più o meno lungo. Lo Stato, è la tesi classica, non viene creato dal diritto internazionale, ma è piuttosto una realtà naturale, di fatto (principio dell effettività), di cui l ordinamento giuridico internazionale si limita 6

11 1. I SOGGETTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE: GLI STATI SOVRANI a prendere atto. Oggi tuttavia questa tesi viene contemperata dal principio di legittimità: uno Stato nasce e acquista personalità per effetto dell applicazione di norme giuridiche internazionali (consuetudinarie o positive). In altre parole, nel mondo contemporaneo non si può dichiarare automaticamente legittimo qualunque processo storico che porti alla nascita di un nuovo Stato. Uno Stato, infatti, nasce e viene accolto nella Comunità internazionale non solo quando è effettivo e sovrano, ma anche quando il processo storico che ha portato alla sua nascita non contrasta con le più importanti norme internazionali, soprattutto di natura consuetudinaria. 4. Il riconoscimento In relazione al rapporto tra il principio dell effettività, che privilegia l effettivo e concreto esercizio del governo su una comunità territoriale, e quello di legittimità, che concede lo status di soggetto sovrano sulla base dell origine legale o meno del potere costituito, viene valutato il riconoscimento, ossia l atto mediante il quale uno Stato ammette che un determinato ente statale è in possesso dei requisiti per ottenere la piena soggettività internazionale. Si discute, in particolare, se il riconoscimento di uno Stato da parte di un altro Stato abbia valore costitutivo o dichiarativo. Il riconoscimento ha valore costitutivo se è condizione necessaria per l acquisizione della soggettività internazionale dello Stato riconosciuto; viceversa, ha valore dichiarativo se con esso lo Stato si limita a constatare una soggettività internazionale già acquisita dal soggetto statale che viene riconosciuto. La dottrina classica, aderente al principio dell effettività, tende a sostenere l efficacia solo dichiarativa del riconoscimento. La realtà delle relazioni tra gli Stati, infatti, evidenzia e denuncia la natura essenzialmente discrezionale del riconoscimento stesso, che appare come un atto a forte rilevanza politica. Tuttavia il riconoscimento, soprattutto se effettuato da un numero rilevante di Stati in un periodo ristretto, ha l effetto naturale di accogliere 7

12 LEZIONI DI STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI il nuovo Stato, da pari, nella Comunità internazionale. Perciò la dottrina lo considera come la prova della soggettività internazionale del nuovo Stato. Approfondimento: le federazioni tra Stati Gli Stati membri di Stati federali (i cosiddetti Stati federati) non sono comunemente ritenuti soggetti di diritto internazionale, perché il loro ordinamento viene considerato derivato rispetto a un ordinamento superiore, quello cioè dello Stato federale, al quale tali enti sono sottoposti. In altre parole, essi non sono considerati indipendenti. Tra gli esempi, comunque molti, troviamo naturalmente gli Stati Uniti d America e altri soggetti federali quali la Repubblica Federale di Germania. Proprio la Germania è da ritenersi uno Stato federale, se pure in una forma costituzionale diversa dall attuale, fin dalla proclamazione del Reich unitario tedesco nel 1871 (noto come secondo Reich ) ad opera di Bismarck, nonostante la sopravvivenza, all interno di esso, di alcune monarchie pre-unitarie come ad esempio la Baviera e la Prussia. Se si nega l indipendenza ai soggetti enti pubblici federati, facenti parte degli Stati federali, a maggior ragione si nega indipendenza e sovranità a quegli enti che sono semplici articolazioni dello Stato territoriale, pur se dotati di autonomia anche legislativa in alcune materie, come ad esempio le Regioni italiane. Le eccezioni a tale principio sono rare. Molto si discute, tuttavia, sulla personalità internazionale di alcune province del Canada, prima tra tutte il Québec che, avendo una storia diversa da quella del resto dello Stato (fu colonia francese acquisita dall Inghilterra alla fine della guerra dei sette anni), ha rappresentanti presso alcuni Stati esteri con cui intrattiene anche relazioni internazionali. Secondo l impostazione tradizionale, invece, gli Stati confederati membri delle Confederazioni conservano la loro indipendenza, poiché sono Stati sovrani che attraverso un accordo internazionale creano una struttura unica per alcune materie o per perseguire scopi comuni. Alla data odierna, l esperienza delle Confederazioni può dirsi largamente in declino. Tuttavia la storia ha conosciuto una fase in cui si sono sviluppati molti fenomeni confederali: tra gli esempi più noti vi è la Confederazione Elvetica, divenuta Stato federale svizzero nel Di contro, di 8

13 1. I SOGGETTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE: GLI STATI SOVRANI breve durata fu la Confederazione Americana, ossia la struttura scelta inizialmente dalle ex colonie britanniche d America dalla data della dichiarazione di indipendenza (1776) sino all entrata in vigore dell attuale Costituzione federale degli Stati Uniti d America nel Gli elementi costitutivi dello Stato: dettagli Come detto sopra, elementi costitutivi dello Stato sono il popolo, il governo e il territorio. Per popolazione (o popolo) si intende la comunità di persone stabilmente stanziata nel territorio su cui lo Stato si costituisce. Di conseguenza, non si ammette l esistenza di un governo dello Stato su popolazioni nomadi, slegate da un territorio di riferimento. La popolazione comprende i soli cittadini dello Stato, ma allo stesso tempo non coincide con essi; la cittadinanza, infatti, presuppone l esistenza dello Stato ed è regolata dal suo diritto interno. Per governo si intende la struttura istituzionale che esercita effettivamente e in maniera stabile e organizzata il potere su uno Stato e non solo l organo che, nell ambito dell ordinamento costituzionale dello Stato, è titolare del cosiddetto potere esecutivo.non è indispensabile che l organizzazione di governo sia culturalmente avanzata o aderisca a modelli occidentali : è sufficiente, infatti, anche un organizzazione di natura tribale. Il mutamento di governo, se avviene nel quadro e nel rispetto delle regole istituzionali e in conformità con il diritto interno, non è rilevante dal punto di vista del diritto internazionale. Molte volte, invece, si assiste a quello che si definisce colpo di Stato, ossia a un fenomeno rivoluzionario interno che sovverte il sistema di governo e il quadro istituzionale dello Stato, in modo anche violento, sostituendolo con un ordinamento totalmente o parzialmente nuovo. In questi casi, storicamente la prassi internazionale preferisce ritenere che il mutamento (rivoluzionario) del governo non incida sulla personalità internazionale dello Stato. Insomma, non si crea uno Stato nuo- 9

14 LEZIONI DI STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI vo per effetto di una rivoluzione, soprattutto se il mutamento di governo non si accompagna a radicali mutamenti degli altri due elementi (popolazione e territorio). Tale atteggiamento ha avuto plurime conferme storiche nel caso della Francia, considerata, da sempre, lo stesso soggetto internazionale nonostante i mutamenti anche traumatici della sua organizzazione istituzionale, verificatisi a più riprese a partire dalla rivoluzione del Questo comportamento è stato storicamente rafforzato dall azione degli stessi governi rivoluzionari che, mentre proclamavano la novità dello Stato, sul piano internazionale accettavano di fatto la regola della continuità. Se, infatti, lo Stato è il medesimo nonostante la rivoluzione, esso sarà vincolato dagli stessi obblighi e vanterà gli stessi diritti derivanti dalle convenzioni internazionali stipulate prima del colpo di Stato. Tant è vero che anche quando le autorità di governo rivoluzionarie affermano, per motivi principalmente propagandistici, l assoluta novità dello Stato rivoluzionario, di fatto poi finiscono per accettare il punto di vista dell identità con lo Stato preesistente; un caso emblematico in tal senso si verificò quando l Unione Sovietica bolscevica affermò l assoluta novità, anche sul piano internazionale, del nascente Stato sovietico rispetto all Impero zarista, per poi cambiare repentinamente posizione. I casi estremi sono quelli nei quali il governo non esiste oppure lo Stato è temporaneamente privo di un organizzazione di governo effettiva. Se il governo non esiste, viene meno uno degli elementi costitutivi dello Stato e dunque dovrebbe venir meno anche la soggettività internazionale dello Stato. Tuttavia questo accade solo quando la mancanza di un governo è da considerarsi definitiva. Un caso rarissimo. Quando invece l assenza di un organizzazione di governo è prolungata, generalmente per il perdurare di una guerra civile di incerto esito, si entra nell ipotesi dell anarchia. In questi casi, è decisivo l atteggiamento della Comunità internazionale che, soprattutto oggi, può intervenire con 10

15 1. I SOGGETTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE: GLI STATI SOVRANI gli strumenti a disposizione delle Nazioni Unite, in particolare con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, ai sensi del Cap. VII della Carta dell ONU. Approfondimento: la guerra civile in Somalia Dal 1991 la Somalia è in preda a una guerra civile tra i signori della guerra, che ha impedito di fatto la nascita di una forma di governo stabile. In più, dal 2006 una parte del territorio è sotto il diretto controllo delle cosiddette corti islamiche, organizzazioni per lo più considerate vicine ad al-qaida, e alcune zone costiere sono utilizzate come basi da organizzazioni di pirateria. In questo contesto, la Comunità internazionale non ha cessato di considerare la Somalia uno Stato, nella sua integrità, tant è vero che l ONU, nel 2000, ha riconosciuto un Governo transitorio somalo, con il quale ha invitato tutti gli Stati a operare per la lotta alle forme di pirateria nell Oceano Indiano (Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell ONU n. 1851/2008). Approfondimento: l occupazione bellica Una situazione analoga a quella dell anarchia è quella dell occupazione bellica totale. Secondo la tradizione, l occupazione bellica determinava, alla fine della guerra, l estinzione dello Stato totalmente occupato. Oggi, a fronte delle norme internazionali e della consuetudine che vietano l uso della forza nei rapporti internazionali, l occupazione militare di uno Stato non ne determina l estinzione; anzi, se l operazione bellica è stata autorizzata dalle competenti organizzazioni internazionali, essa è finalizzata alla ricostituzione di un organizzazione di governo stabile sul territorio. Piuttosto, c è da chiedersi se lo Stato che nasce alla fine dell occupazione sia uno Stato nuovo o se al contrario esso costituisca la continuazione dello Stato precedente. Anche in questi casi è decisivo l atteggiamento della Comunità internazionale. Dal punto di vista storico, è interessante il caso della Germania, occupata dalle potenze vincitrici dell ultima guerra mondiale fino al 1949, poi smembrata; dalla divisione post-bellica nacquero, come è noto, la Germania Est (Repubblica Democratica Tedesca) e la Germania Ovest (Repubblica Federale Tedesca), due Stati totalmente diversi tra loro e molto differenti rispetto alla Germania pre-bellica. Sia la dottrina, sia il governo tedesco occidentale, sia la Comunità internazionale (soprattutto occidentale) hanno sempre considerato la Germania Ovest la reale continuatrice della Germania pre-bellica. 11

16 LEZIONI DI STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI Il territorio è lo spazio sul quale si esercita la sovranità dello Stato: esso si distingue in territorio terrestre, marittimo e aereo. I mutamenti territoriali a volte determinano solamente l aumento della superficie del territorio di uno Stato e la corrispondente diminuzione di quello di un altro Stato, ma non causano l estinzione dell uno o dell altro Stato; ciò avviene, in pratica, per effetto del trasferimento di una porzione di territorio da uno Stato ad un altro. Tale trasferimento può avvenire per effetto di un trattato internazionale, come un trattato di pace che pone fine ad una guerra, oppure mediante altri atti giuridici in tutto e per tutto simili ai contratti privati, come il caso della vendita dell Alaska dalla Russia agli Stati Uniti, avvenuta nel In altri casi, invece, i mutamenti territoriali determinano anche la sparizione di uno o più Stati o, nel caso opposto, la creazione di uno o più Stati nuovi. L unificazione determina la sparizione degli Stati preesistenti e la creazione di uno Stato nuovo, che governa sul territorio unificato (e spesso assume la struttura dello Stato federale); quale esempio si può ricordare la fusione dello Yemen del Nord e di quello del Sud, che ha portato alla creazione nel 1990 della Repubblica Yemenita. L incorporazione (o annessione) comporta invece la sparizione dello Stato incorporato, il cui territorio viene inglobato nello Stato incorporante. L incorporazione è la modalità tipica dell acquisto del territorio conseguito mediante conquiste militari; nella storia, pertanto, gli esempi sono moltissimi: tra di essi vi è la formazione dell Italia Unita ( ), consistita nella progressiva annessione da parte del Regno di Sardegna degli Stati pre-unitari attraverso la conquista militare o l acquisizione politica. Il Regno di Sardegna, per effetto del processo unitario, non è sparito, ma ha progressivamente esteso le proprie strutture (politiche, legislative e amministrative) agli Stati acquisiti, 12

17 1. I SOGGETTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE: GLI STATI SOVRANI cambiando denominazione in Regno d Italia. Il cambiamento di nome dello Stato, quindi, non sempre è indicativo di un soggetto internazionale nuovo. Ha costituito invece un annessione soltanto politica, e non bellica, il processo impropriamente conosciuto come riunificazione tedesca, avvenuto nel 1990 dopo la caduta del muro di Berlino. In questo caso, infatti, la ex Germania Est è sparita ed è stata inglobata dalla Germania Ovest, che ad essa ha esteso la propria struttura politica, amministrativa ed economica. All opposto ci sono fenomeni storici e politici che, attraverso mutamenti territoriali, comportano la creazione di Stati nuovi: essi sono la secessione e la dissoluzione. La secessione (o separazione o distacco) è il processo per cui una parte del territorio dello Stato si separa da esso e si proclama indipendente, costituendo uno Stato nuovo; lo Stato precedente, di conseguenza, non sparisce ma sopravvive, seppur territorialmente mutilato. Gli esempi di secessione sono moltissimi, a cominciare dalla rivoluzione americana della fine del sec. XVIII, che ha portato alla nascita degli Stati Uniti d America. La secessione non è per il diritto internazionale un fatto lecito o illecito: è solo un fatto storico-politico. Molto dipende, infatti, da come essa avviene e da quali principi vengono invocati dallo Stato secessionista; naturalmente in tempi recenti essa è vista per lo più con scarso favore. La dissoluzione (o smembramento) si ha invece quando da un unico Stato si determina la formazione di due o più Stati nuovi, con la completa sparizione dello Stato preesistente. Di dissoluzione si può parlare nel caso della divisione consensuale della Cecoslovacchia in Repubblica Ceca e Slovacchia nel Entrambi gli Stati, come risultato, sono stati ammessi all ONU in qualità di nuovi Stati membri. 13

18 LEZIONI DI STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI Approfondimento: la Jugoslavia, dissoluzione o secessione? Il caso della Jugoslavia è indicativo della difficoltà di decidere se il processo storico-politico di creazione dei nuovi Stati balcanici sia stato un processo di dissoluzione o piuttosto di secessione da quello Stato che prima delle guerre civili jugoslave, iniziate nel 1991, era conosciuto come Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia (comprendente le sei repubbliche di Serbia, Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Macedonia). La Serbia, assumendo ufficialmente nel 1992 nel pieno dello scontro armato con la Croazia il nome di Repubblica Federale di Jugoslavia, aveva inizialmente preteso di continuare la personalità internazionale dello Stato preesistente, ma tale pretesa era fortemente osteggiata dagli altri Stati ex jugoslavi. Il Consiglio di Sicurezza dell ONU, con la risoluzione n. 777 del 1992, invitò la Repubblica Federale di Jugoslavia a presentare una nuova domanda di ammissione all ONU al pari degli altri Stati ex jugoslavi, sostenendo che la vecchia Jugoslavia aveva cessato di esistere e che pertanto tutti gli Stati ex jugoslavi derivavano da uno smembramento e non da una secessione. La Serbia, dopo alcuni anni, ha accettato tale punto di vista e vi si è adeguata, venendo ammessa all ONU nel 2000 e cambiando la propria denominazione in Unione Statale di Serbia e Montenegro (dal 2003) e successivamente in Repubblica di Serbia (dal 2006 ad oggi), dopo il referendum che ha sancito la rottura della precedente confederazione con il Montenegro. Il territorio è componente necessaria e indispensabile dello Stato: se non c è territorio, non c è lo Stato. Tuttavia, lo Stato può esistere anche se il territorio non è esattamente definito nei suoi confini: ad esempio, sul piano internazionale si riconosce l esistenza dello Stato d Israele anche se i suoi confini risultano internazionalmente contestati, soprattutto dopo la guerra dei sei giorni del Il principio dell uti possidetis è un particolare modo di acquisto del territorio da parte degli Stati usciti dalla dominazione coloniale. È il principio in base al quale i confini del nuovo Stato ex colonia vengono ricalcati sui confini delle entità amministrative in cui si ripartiva la colonia. Tale principio trovò applicazione, 14

19 1. I SOGGETTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE: GLI STATI SOVRANI ad esempio, nel processo di indipendenza delle ex colonie sudamericane della Spagna ed è poi diventato consuetudine internazionale venendo utilizzato, fra i tanti casi, anche nel processo di decolonizzazione dei Paesi dell Africa. 6. La successione dello Stato nei trattati Nel caso di nascita di nuovo Stato, ossia nel caso di subentro di uno Stato a un altro nel governo di un territorio, ci si chiede quali degli obblighi e degli impegni assunti mediante trattati dallo Stato precedente continuino a vincolare il nuovo Stato. Il principio classico è quello della tabula rasa: uno Stato nuovo non è vincolato in linea di principio a nessun trattato preesistente, per cui esso sceglie liberamente a quali trattati aderire, con l eccezione dei trattati localizzati, relativi cioè a una specifica porzione di territorio, per i quali è pacifico il subentro automatico nei diritti e negli obblighi assunti dallo Stato precedente. L indirizzo del Diritto internazionale è tuttavia mutato anche per effetto della Convenzione di Vienna del 1978 sulla Successione degli Stati rispetto ai trattati; anche grazie ad essa, oggi si tende a orientarsi in deroga alla regola della tabula rasa verso il subentro automatico degli Stati di nuova formazione nei trattati multilaterali relativi alla protezione dei diritti dell uomo. La novità o meno di uno Stato non è un fatto puramente teorico, ma una questione che ha notevoli risvolti pratici, come ad esempio la definzione del ruolo dello Stato nelle organizzazioni internazionali, la questione della titolarità e della gestione del patrimonio dello Stato predecessore (come gli archivi di Stato, i beni mobili ad esempio l arsenale militare e i beni immobili), nonché, da ultimo, il problema del debito pubblico, da intendersi come l insieme delle obbligazioni economiche contratte dallo Stato predecessore nei confronti di altri Stati o di qualsiasi altro 15

20 LEZIONI DI STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI soggetto internazionale. Si capisce agevolmente che il nuovo Stato, applicando il principio della tabula rasa, non potrà dichiararsi titolare dei beni dello Stato predecessore né, tanto meno, potrà succedergli nel ruolo da esso precedentemente ricoperto nelle organizzazioni internazionali, occupandone ad esempio il seggio all ONU; al massimo, esso potrà concorrere con gli altri Stati derivati dallo smembramento dello Stato predecessore alla spartizione delle sue spoglie, come è avvenuto con la ex Jugoslavia e, in più larga scala, con l eredità dell Unione Sovietica che è stata oggetto di accordi divisori tra i singoli Stati ex sovietici. 16

21 1. I SOGGETTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE: GLI STATI SOVRANI Otto von Bismarck ( ), cancelliere di Prussia. A lui va il merito dell unificazione della Germania nel Il maresciallo Philippe Pétain ( ), capo del governo collaborazionista della Francia di Vichy ( ). Un immagine di profughi in Somalia, dove la guerra civile continua dal

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