FIMMG Accordo Integrativo Regionale Lazio

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1 128/09/ Bozza 12-1 FIMMG Accordo Integrativo Regionale Lazio ACCORDO REGIONALE PER L ASSISTENZA PRIMARIA Indice Premessa Pag. 2 Art.1 Osservatorio regionale per l appropriatezza delle prestazioni sanitarie. Pag 5 Art. 1 bis Istituzione del Dipartimento di cure primarie e nel suo ambito del Centro di Formazione regionale pag 6 Art. 2 - Linee Guida per la Prescrizione pag 13 Art. 3 - Protocollo dei rapporti con gli specialisti (ambulatoriali interni, preaccreditati, accreditati, ospedalieri, universitari) Ex Art. 48, 49 e 51 ACN pag 14 Art.4 - Assistenza farmaceutica e modulario. Pag 15 Art.5- Programmi di attività e livelli di spesa programmata Pag 17 Art.6 - Certificazioni di malattia. Art. 52 commi 1 3 ACN pag 17 Art.7- Certificazioni scolastiche e sportive pag 17 Art.8- Esenzioni dalla partecipazione alla spesa farmaceutica (tickets). Pag 18 Art. 9 Richieste e proposte pag 18 Art Studio medico. Pag 19 Art. 11 Sostituzioni (ex art 37 ACN) pag 19 Art.12 - Revoche e ricusazioni. (Art. 40, 41, 42, 43 e 44 ACN) pag 19 Art.13- Commissioni per l appropriatezza pag 21 Art. 14 Rappresentatività sindacale pag 22 Art.15 - Utilizzo delle risorse pag 22 Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 1

2 228/09/2005 Art.16 - Diritti sindacali pag 22 Art.17- Attività integrative e aggiuntive di assistenza pag23 Art.18- Prestazioni di particolare impegno professionale aggiuntive. Pag 30 Art.19- Follow-up per i diciottenni pag 30 Art. 20 Follow-up over 75 pag 30 Art.21- Indennità di collaborazione informatica pag 31 Art.22- Maggiorazioni per zone disagiate e disagiatissime pag 31 Art.23- Attività di prevenzione. Pag 31 Art.24- Tutela dell Anziano: valutazione sociosanitaria pag 33 Art.25- Assistenza Domiciliare Programmata nei confronti dei pazienti non ambulabili (ADP) pag 34 Art.26- Assistenza domiciliare integrata (ADI) pag 34 Art. 27 Assistenza domiciliare residenziale (ADR) e sistema della residenzialità pag 36 Art. 28 Finanziamento pag 40 Art- 29 Rapporto ottimale pag 40 Art 30 Formazione continua pag 41 Art Forme associative pag 46 Art 32 Equipes territoriali e UTAP Art. 33 -Prestazioni informatiche ai sensi dell art. 59 comma C pag 50 Art Tutela dei soggetti fragili pag 51 Art 35 -Art. 15 Graduatoria Regionale pag 54 Art 36 - Accompagnamento protetto pag 54 Art 37 - Zone disagiate pag 54 Art Collegamento con i Servizi di Continuità Assistenziale. Pag 54 Art 39 -Educazione Sanitaria pag 54 Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 2

3 328/09/2005 Art Smaltimento rifiuti a carico delle ASL, pag 55 Art CAPO III La Continuità Assistenziale pag 56 Capo IV La continuità dei Servizi di assistenza territoriale pag 67 Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 3

4 428/09/2005 PREMESSA La Regione Lazio, nel rispetto della normativa vigente e del PSN e PSR, nell intento di un uso appropriato delle risorse, stipula con le OOSS firmatarie dell ACN reso operativo dalla Conferenza Stato Regioni il 23 marzo 2005, il presente accordo secondo quanto recitato di seguito ai sensi di quanto previsto dell art. 4 del citato ACN Tale accordo afferma il ruolo di primario del territorio del Medico di Medicina Generale (MMG) quale governatore della salute complessiva del cittadino nel territorio, attraverso compiti e programmi di prevenzione, educazione sanitaria, potenziamento del territorio e delle cure domiciliari, assistenza dell anziano, con la collaborazione delle strutture socio-sanitarie territoriali e di altre figure professionali. Le parti, quindi, condividono l esigenza: di garantire i livelli essenziali ed appropriati di assistenza sanitaria in maniera omogenea sul territorio regionale; di pervenire al miglioramento dell organizzazione dell assistenza territoriale attraverso la valorizzazione delle cure primarie, creando nel territorio opportunità tali da soddisfare la maggior parte dei bisogni di salute dei cittadini e ridurre il ricorso improprio all assistenza sanitaria di secondo livello; di migliorare l utilizzo delle risorse finanziarie regionali disponibili, improntandolo ai principi di appropriatezza, di efficacia, di efficienza e di equità degli interventi assistenziali, mirando contestualmente all ulteriore qualificazione dell assistenza sanitaria di base. Tali obiettivi comprendono azioni strategiche tese alla razionalizzazione della spesa farmaceutica e alla riduzione del tasso di ospedalizzazione con l incremento delle prestazioni assistenziali ambulatoriali, distrettuali e domiciliari. A tal fine col presente accordo regionale si intende promuovere: la formazione continua del medico; la qualificazione degli studi medici mediante l informatizzazione e la disponibilità di collaboratori di studio ed infermieri; l incremento delle forme associative di rete e gruppo, per una più ampia accessibilità ai servizi da parte dell utenza; le prestazioni aggiuntive tese ad aumentare tale accessibilità e fruibilità del servizio da parte dell assistito; la funzionalità dei servizi di continuità assistenziale; la sperimentazione del lavoro in equipes territoriali finalizzate alla realizzazione di forme di integrazione professionale tra i vari operatori; l adozione a livello regionale/aziendale di linee guida, condivise e concordate, per patologie di particolare rilevanza; la realizzazione e valorizzazione del Distretto. Il Distretto rappresenta infatti il momento organizzativo fondamentale delle Aziende ASL, cui il Servizio Sanitario Regionale (SSR) demanda l integrazione tra i servizi sanitari al fine di garantire i livelli uniformi di assistenza nel territorio. Nel Distretto assume un ruolo fondamentale il Medico di Famiglia (MdF) nella sua veste di : attore principale nella assistenza sanitaria territoriale; Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 4

5 528/09/2005 garante e mediatore tra il bisogno-domanda di salute e la risposta che deve essere garantita dal SSR; soggetto coinvolto nelle problematiche distrettuali con la sua partecipazione attiva al monitoraggio delle relative attività e alla osservazione degli aspetti gestionali relativi all uso delle risorse assegnate al Distretto (come da DLgs 229/99 e Accordo Collettivo Nazionale Vigente (ACN). Quanto in premessa presuppone, per la sua centralità nell assistenza del territorio, la piena responsabilizzazione del MdF, il quale, coerentemente con le previsioni dell Accordo, è così impegnato ad operare secondo i principi di efficacia e di appropriatezza nell utilizzo delle risorse riducendo gli sprechi in merito a: accesso al ricovero. prestazioni di pronto soccorso. cure specialistiche; prestazioni diagnostiche e terapeutiche, anche attraverso l osservanza delle condizioni e limitazioni contenute nei provvedimenti di legge e l incremento dell uso dei farmaci generici (farmaci copia). In tale contesto appare essenziale che: i livelli di spesa programmabili siano in grado di determinare flussi di finanziamento particolarmente a favore dell assistenza territoriale e primaria; le risorse recuperate, rispetto alla spesa storica, con la razionalizzazione di tutte le prestazioni indotte, siano utilizzate per una offerta di altri servizi territoriali più qualificati, efficaci e rispondenti a domande inevase e, in parte, per alimentare il fondo di progettiobiettivo nell ambito della assistenza primaria; la deburocratizzazione soprattutto nella fornitura delle prestazioni sanitarie venga attuata al più presto.. Si dovrebbero pertanto razionalizzare i momenti certificativi, ridurre all essenziale quelli autorizzativi e perfezionare le procedure di controllo, rendendole sistematiche a livello macroscopico e selezionate e mirate sui singoli atti, e orientandole alla valutazione di merito piuttosto che a quella formale. Si dovrebbe inoltre spostare dal medico prescrittore al personale amministrativo dell erogatore il compito di attestare il diritto all esenzione in tutti i casi in cui non sia necessaria la valutazione medica. le ASL, ai fini del monitoraggio di cui all art comma 1 e successivi -----, dell ACN, dovranno attivare la commissione di cui all art---25 comma 4----, dello stesso. Ai fini di una corretta attuazione degli impegni presi dalle parti con il presente Accordo si precisa quanto segue: Il MdF convenzionato con il SSN è un medico libero professionista (come sancito dalla abolizione degli istituti ricollegabili alla dipendenza e dalla Sent n. 813 della suprema Corte di Cassazione a sezioni unite), che accetta obblighi e compensi previsti dall ACN e dagli accordi regionali ad esso connessi, l uno e gli altri liberamente sottoscritti dalle parti in causa: tutto quanto non previsto espressamente, nei suddetti regolamenti con valore di legge, ricade nell attività libero professionale, normata solo dalla legislazione vigente, nazionale e regionale, e dal codice deontologico dell Ordine dei Medici. Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 5

6 628/09/2005 Variazioni di compiti e accordi con altri settori della sanità, che interessino il medico di assistenza primaria, devono preventivamente essere discussi e concordati con le Organizzazioni Sindacali di categoria. Sarà compito dell Assessorato Regionale alla Sanità divulgare agli altri settori del mondo sanitario le norme del presente accordo integrativo, al fine della puntuale e corretta applicazione, anche ricorrendo al preliminare confronto fra le parti interessate. L Assessorato Regionale alla Sanità garantisce la vigilanza sul rispetto del presente accordo da parte delle Aziende sanitarie. Il Presidente dell'ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Roma nella qualità di Ordine capofila, che firma il presente Accordo per la parte deontologica, inviterà i Presidenti delle altre Province a vigilare sul rispetto di quanto sottoscritto e a intervenire con tutti i loro poteri per la loro competenza. Visto l ACN nei suoi articoli 4 e 14 Negoziazione regionale. Capo I Art Comitato aziendale Art Comitato Regionale; Art. 25 Programmazione e monitoraggio delle attività; Art Equipes territoriali; Art. 27 Appropriatezza delle Cure e dell uso delle risorse; Art. 32 Assistenza ai turisti Capo II: Art Copertura degli ambiti territoriali carenti di assistenza primaria; Art Instaurazione del rapporto convenzionale; Art Sostituzioni; Art Incarichi provvisori; Art. 40 Scelta del medico; Art. 44 Elenchi nominativi e variazioni mensili; Art. 46 Fondo a riparto per la qualità dell assistenza; Art. 53 Assistenza domiciliare programmata; Art. 54 Forme associative dell assistenza primaria; Capo III: Art. 70 Sostituzioni ed incarichi provvisori; Art. 71 Organizzazione della reperibilità; Capo IV Art. 78 Compiti e doveri del medico Libera professione. Capo V: Art Individuazione e attribuzione degli incarichi Art. 93 Massimale Orario Art. 95 Compiti del Medico Libera Professione Art. 97 Sostituzioni, Incarichi Provvisori Reperibilità Allegato: G - Assistenza domiciliare programmata. Allegato: H - Assistenza domiciliare integrata. si attuano i seguenti articoli : Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 6

7 728/09/2005 Art.1- Osservatorio regionale per l appropriatezza delle prestazioni sanitarie. 1. Entro 60 giorni dalla pubblicazione del presente accordo, la Regione cura l attivazione dell Osservatorio regionale per l appropriatezza delle prestazioni sanitarie, già previsto nell Accordo Regionale Integrativo come da delibera 1156/2002. Detto Osservatorio, avente sede presso l Assessorato Regionale alla Sanità, è presieduto dall Assessore Regionale alla Sanità o suo delegato, ed è composto da: due rappresentanti titolari ed un supplente per ciascun sindacato firmatario dell A.C.N., designato da ciascuna OO.SS con la previsione di esperti di settore. un Direttore Generale in rappresentanza delle Aziende individuate dall Assessore Regionale alla Sanità un direttore di Distretti Sanitari nominato da.. un Direttore Generale delle Aziende Ospedaliere ed un referente delle Università del Lazio nominato da un rappresentante dell Agenzia di Sanità Pubblica un rappresentante dei medici specialisti ambulatoriali nominato dalle organizzazioni di categoria (SUMAI, un rappresentante dei Pediatri di Libera Scelta un rappresentante delle strutture private accreditate della Regione Lazio designato dalla Federazione un rappresentante del servizio farmaceutico regionale????? 2. L Osservatorio si riunisce ordinariamente almeno una volta al mese e segue le direttive formulate nel regolamento redatto con il precedente AIR, che dovrà essere modificato nelle prime sedute in conformità con quanto stabilito dal presente accordo. 3. Compito dell Osservatorio è la formulazione di linee guida, analisi delle segnalazioni pervenenti, preparazione di convegni, e altro, per assicurare l appropriatezza delle prestazioni sanitarie e vigilare sul rispetto della normativa vigente in base all Accordo Stato Regioni del 23 Marzo 2005 e in base all art. 179 della finanziaria A tal fine i Direttori Generali delle Aziende e delle Aziende Ospedaliere provvederanno a diffondere le disposizioni che regolano i rapporti tra medici di assistenza primaria, medici specialisti e medici dipendenti da strutture pubbliche (ospedalieri, universitari, funzionari) e da strutture accreditate, relativamente alle procedure di accesso a prestazioni sanitarie a carattere diagnostico-terapeutico-riabilitativo e alle relative modalità di prescrizione, vigilando sulla loro corretta applicazione, anche attraverso la diffusione degli strumenti gia elaborati dall Osservatorio o dalla FIMMG con l ASP e la Regione. Eventuali anomalie riscontrate saranno comunicate, per i provvedimenti di competenza: al Direttore Generale dell Azienda competente per l applicazione degli Accordi tra Medici di Medicina Generale e medici specialisti ambulatoriali interni; al Direttore Generale dell Azienda Sanitaria per i medici dipendenti; al Direttore Generale delle Aziende Ospedaliere ed Universitarie per i medici ospedalieri ed universitari ; al Presidente dell Ordine dei Medici competente per territorio. Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 7

8 828/09/ Per il lavori connessi all attività saranno riconosciuti ai partecipanti le indennità mensili di 300,00 e l indennità di spostamento in caso di distanze superiori a 30 Km di 30,00. Art. 1 bis ISTITUZIONE del Dipartimento di cure primarie e nel suo ambito del Centro di Formazione regionale Il sistema di cure primarie. (da integrare con un maggiore dettaglio sugli Ambulatori di Cure Primarie ACP) Si organizza nell ambito della Regione Lazio un Dipartimento per le Cure Primarie con l obiettivo di perseguire strategie di sistema nei settori extraospedalieri con particolare riferimento al governo della domanda, aumento della disponibilità oraria delle strutture di cure primarie, potenziamento dei servizi gestibili direttamente dal sistema di cure primarie, governo della spesa farmaceutica extraospedaliera. Il dipartimento deve essere anche chiamato a proporre ed attuare progettualità che tendano a rendere appropriato il ricorso alle strutture di pronto soccorso. E necessario innanzitutto promuovere iniziative di integrazione ospedale-territorio che creino percorsi preferenziali per i pazienti e generino al tempo stesso responsabilizzazione e comportamenti appropriati da parte di tutti gli operatori. Ritenendo possibile ma oggettivamente delicato disporre o preconizzare dei drastici ridimensionamenti a breve periodo della rete ospedaliera attuale, si ritiene sia più corretto concentrare gli sforzi sulla valorizzazione delle strutture di eccellenza,sulla razionalizzazione dell offerta dei servizi e sulla loro differenziazione, offrendo delle alternative al regime di ricovero per acuti per quelle classi di malati che necessitano più di un offerta di servizi a bassa intensità medica rispetto al reparto di degenza per acuti. Per far questo è necessario disegnare dei percorsi assistenziali che determinino l integrazione dell ospedale con il sistema di cure primarie, sia nel percorso pre-ospedale (preospedalizzazione etc.), che all atto della dimissione (dimissione assistita). Una integrazione che vede coinvolti anche i colleghi medici ospedalieri nel definire percorsi assistenziali integrati con il sistema di cure primarie. Progetto obiettivo Il Progetto ha come obiettivo dichiarato, attraverso il potenziamento degli strumenti a disposizione del medico di medicina generale, il compito di razionalizzare l accesso alle strutture di Pronto Soccorso. Il Progetto, prevede di concedere a chi ha avuto accesso presso il proprio medico di famiglia, una struttura dedicata parallela al normale Pronto Soccorso, in grado di espletare una serie di accertamenti concordati preventivamente, senza dover pagare alcunché e senza tempi di attesa. L invio dei pazienti avviene attraverso una apposita modulistica, disponibile anche in forma informatizzata, finalizzata alla preselezione per l eleggibilità o meno ad un sistema di cure domiciliari. I malati per i quali è sospettato un quadro clinico meritevole di approfondimento diagnostico e con la possibilità di essere assistiti a domicilio vengono indicati come Protocollo A. I malati che, invece, secondo il proprio medico di famiglia, non hanno i requisiti per una domiciliarizzazione delle cure e nei confronti dei quali, pertanto, bisogna, in caso di positività, procedere con l ospedalizzazione, vengono indicati come Protocollo B. Nel caso di riscontro diagnostico positivo con triage bianco/verde nei soggetti indicati come Protocollo A, la procedura prevede che sia contattato il medico di famiglia che ha inviato il caso, e che allo stesso paziente sia offerto di entrare in un programma di sorveglianza sanitaria Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 8

9 928/09/2005 domiciliare, sotto la responsabilità del MdF che prevede in prima giornata l invio di un OTA per predisporre i locali al soggiorno dell infermo, in seconda giornata l invio di un infermiere per l esecuzione della terapia e per il controllo della situazione domiciliare, in terza giornata la telefonata del medico di medicina generale che nel caso di persistenza dello stato patologico provvede alla visita domiciliare ed ad una ulteriore valutazione clinica. Al paziente inviato al proprio domicilio viene inoltre fornita la terapia medica prescritta senza oneri aggiuntivi. Il compito del MMG è, inoltre, quello di annotare giornalmente il numero di assistiti inviati alla struttura. Ad integrazione di quanto sopra espletato ed in realtà più avanzate, inizialmente a livello sperimentale ed in un secondo momento auspicabile su larga scala si può realizzare, quanto segue: Collegamento del software di gestione della Cartella Medica Informatizzata (Cartella Medica Orientata per Problemi) del Medico di Famiglia al Pronto Soccorso degli ospedali (dove è presente un solo software, il GIPSE), con lo scopo di: a. comunicare via elettronica- i dati (comprensivi della lista dei problemi e delle prescrizioni effettuate) degli assistiti del MG ai medici del PS, al fine di ottenere il massimo delle informazioni sanitarie e permettere ai medici del PS di operare con maggiore sicurezza ed appropriatezza, b. scoraggiare comportamenti inappropriati od opportunistici e liberare risorse consumate impropriamente. trasmettere immediatamente il referto di PS al medico di fiducia dell assistito per migliorare la qualità delle cure e rinforzare lo scoraggiamento dei comportamenti sopra menzionati. Esperienze di questo tipo sono gia state sperimentate nella nostra Regione negli scorsi anni con il coinvolgimento di più attori rappresentati da alcune Aziende ospedaliere e Universitarie, organizzazioni sindacali dei Medici di Medicina Generale (FIMMG), Cooperative e consorzi di cooperative sociali di medici di famiglia (Coresan - Consorzio Regionale Sanità-), Società private. Tali esperienze sono rappresentate da : Continuità assistenziale e collegamento informatico tra medici di famiglia ed ospedale G.B. Grassi ( ASL Roma D, Coresan (Coop MeDi Co, FIMMG); Progetto Domino Post-acuzie Fluline (Policlinico Casilino, Eurosanità, Coresan (COOP Icaro Medical Care), FIMMG) Progetto ospedale Virtuale (ASL Roma A- Coresan (Coop Roma Medicina) Progetto PTV Università Tor Vergata (Ambulatorio Codici Bianchi Coresan (COOP Icaro Medical Care), FIMMG) Progetto Ospedale Cure Primarie (OCP) Azienda San Giovanni Addolorata Medical Corner Coresan, (COOP Icaro Medical Care), FIMMG) Gestione dell accesso ai servizi extraospedalieri (Post Acute Care) La tipologia delle strutture ospedaliere ed i livelli di assistenza attuali, non sono in grado di soddisfare tutte le esigenze sanitarie dei pazienti, in quanto esiste una fase del processo assistenziale per acuti che non necessita necessariamente di riabilitazione e/o di lungodegenza, ma prevede una fase intermedia che potrebbe essere definita sia come di Low Care, sia come accettazione dei pazienti eleggibili per programmi di assistenza domiciliare o residenziale (RSA, Hospice, lungodegenza). Per tale motivazione si prevede l attuazione di un percorso assistenziale con l attivazione di posti letto destinati all accoglienza di tutti quei pazienti, provenienti dai Reparti di degenza che facciano richiesta di partecipare al Progetto, per i quali sia stato valutata congrua la dimissione da un reparto per acuti ma non ancora sufficientemente idonei ad un ritorno al proprio domicilio e suscettibili di inquadramento socio-sanitario. Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 9

10 1028/09/2005 L'attività è indirizzata a quei pazienti che, superata la fase acuta della malattia, risultano stabilizzati clinicamente, ma necessitano ancora di una fase di osservazione e continuità terapeutica (circa 1h/die) ed ancora bisognosi di osservazione in strutture ad hoc. Questi pazienti sono identificabili prevalentemente in soggetti affetti da pluripatologia ed in soggetti che necessitando ancora di assistenza sanitaria, ma non ad alto contenuto tecnologico e ad alta intensità assistenziale. Questa fascia di assistiti oggi spesso è costretta ad utilizzare impropriamente strutture per acuti, con riferimento ai reparti di medicina generale, ma anche, di neurologia, ortopedia, chirurgia generale. sino alla definitiva risoluzione della patologia causa del ricovero od anche della problematica sociale, non solo aumentando la durata media della degenza, rendendo così impossibile l'utilizzo delle risorse per acuti per pazienti più critici ed aumentando i costi del sistema, ma, soprattutto, esponendosi a rischi di infezioni ospedaliere ed a complicazioni di natura psicologica. Questa strutturazione è caratterizzata da un'elevata intensità di assistenza infermieristica a fronte di una bassa intensità di assistenza medica., gestita da Cooperative Sociali della medicina Generale organizzate in forma di Consorzio Regionale. La durata media della degenza presso il settore post-acuzie deve poter essere contenuta in 7-15 giorni, variando a seconda delle tipologie di profili assistenziali all atto dell ammissione al programma di dimissione assistita. Nei settori di postacuzie/cure intermedie non si potrà ricoverare direttamente da parte dei medici di medicina generale ma solo dall'accettazione (P.S.) e da Strutture Complesse per acuti delle Aziende ospedaliere e Universitarie La continuità dell assistenza è assicurata dalla organizzazione dipartimentale, che deve prevedere una stretta interazione con le Strutture Complesse per acuti mediche dello stesso Dipartimento e di altre discipline di altri Dipartimenti (Neurologia, Ortopedia). Per quanto riguarda il personale medico esso fa riferimento al Consorzio Regionale della Medicina Generale, mentre il personale di assistenza viene assicurato direttamente od attraverso specifici accordi, precedenti la sigla della convenzione da altre strutture. Sintesi del progetto Il presente sottoprogetto è finalizzato all assistenza di soggetti in fase di post-acuzie, che pur se dimessi da un reparto ospedaliero o rinviati dal P.S, per motivi clinici ovvero familiari o socio-economici necessitano di una ulteriore permanenza in una struttura con assistenza medica generica ed infermieristica prima di essere indirizzati al domicilio o in struttura residenziale. La predetta assistenza viene erogata a carico e sotto la responsabilità di MMG facenti riferimento al Consorzio Regionale della Medicina Generale, che provvede a fornire anche l assistenza infermieristica e il supporto logistico. Il Progetto prevede il completamento del raccordo ospedale territorio attraverso la definizione di modalità di accesso alle strutture di lungodegenza e ai programmi di ospedalizzazione domiciliare ed ADI. Requisiti e criteri generali per l'accesso dei pazienti nella Struttura Per Post Acuzie: Provenienza: Reparti di Medicina. Accettazione, Pronto Soccorso, Struttura dedicata. Caratteristiche dell assistito: pazienti dimessi temporaneamente senza adeguato supporto familiare o ambientale; malati con patologie croniche scompensate e/o riacutizzate, stabilizzate, con necessità di monitoraggio; malati con compromissione generale per patologia di tipo evolutivo in attesa di attivazione programmi di assistenza domiciliare o di necessità di trasferimento in strutture residenziali socio assistenziali ed hospice.; pazienti in regime di Day Service (necessitanti accertamenti diagnostici). Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 10

11 1128/09/2005 Sintesi delle principali patologie croniche trattabili nella Struttura per post acuti: Patologie Neoplastiche; BPCO ed asma in fase di post acuzie; Broncopolmoniti non complicate; Vasculopatie croniche o subacute (ictus, TIA successivi, flebotrombosi, tromboflebiti) non complicate; stabilizzate Patologie cardiache croniche in fase di scompenso, stabilizzate Sindromi dispeptiche, gastroenteriti, coliti; Coliche addominali regredite al primo trattamento in corso di osservazione e accertamenti; Malattie croniche del fegato e malattie da malassorbimento in corso di cicli terapeutici; Infezioni delle vie urinarie con o senza ritenzione di urina; Malattie degenerative del SNC (M. di Parkinson, etc.); Malattie comportamentali trattabili in struttura aperta in accordo col Servizio di Salute Mentale; Malattie dismetaboliche ed endocrinologiche; stabilizzate; Patologie allergiche persistenti (orticaria) stabilizzate; Patologie infettive di non particolare impegno diagnostico-terapeutico (herpes zoster, etc.). Criteri di ammissione: Soggetti temporaneamente o stabilmente non assistibili a domicilio in attesa di definizione del processo assistenziale domiciliare od assistenziale ; pazienti che dopo un evento acuto necessitano di un ulteriore periodo di trattamento medico da attuarsi in maniera intensiva e continuativa (post-acute care); pazienti con necessità di osservazione medico-infermieristica in attesa di una idonea organizzazione ambientale e/o familiare che consenta loro di tornare al domicilio o, comunque, temporaneamente accolti per ridurre il carico assistenziale delle famiglie (respite care); L'integrazione operativa del personale sanitario della Azienda Ospedaliera ed i MMG si basa sui seguenti punti: - l invio di pazienti dimissibili dai reparti ospedalieri per acuti alla struttura per post acuti, per la permanenza in fase di sub-acuzie, deve essere concordato tra il referente del reparto ed il medico ricevente presso la struttura per post acuti; allo scopo vengono predisposte opportune schede di dimissione, distinte per patologia (v. elenco) da trasmettere preliminarmente via fax e che facilitino la comunicazione e la valutazione; - i turni di guardia sono disposti in numero di 3 a giornata di 6 ore ciascuno nel periodo diurno ed un turno di 12 ore nel periodo notturno. - allo scopo di favorire l integrazione dei professionisti ed il buon andamento del progetto, pur nella separazione delle reciproche responsabilità professionali (vedi), con la supervisione della Direzione Sanitaria interessata verranno effettuate riunioni mensili tra i Direttori delle SC interessate, i coordinatori dei MMG, le caposala, gli assistenti sociali ed il responsabile amministrativo della Struttura L assistenza viene erogata in base a protocolli, elaborati in collaborazione con la Direzione Sanitaria ed approvati dal Dipartimento Regionale. La fase successiva del progetto prevede che, finita la fase acuta e di postacuzie, possa realizzarsi una stretta integrazione operativa anche basata su collaborazioni formalizzate con le strutture di lungodegenza riabilitativa territoriali accreditate e non, con i municipi e con tutti gli enti e le Istituzioni interessate dalla problematica dell integrazione socio sanitaria. Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 11

12 1228/09/2005 Infatti in alcuni casi questi pazienti non saranno comunque dimissibili dalla struttura superata la fase di postacuzie perché impossibilitati al rientro al proprio domicilio dalle condizioni sociali. Non tutta questa fascia di utenza può essere assistita con forme alternative quali la Ospedalizzazione Domiciliare (sottoprogetto) e l'adi; in tal caso occorre prevedere e gestire anticipatamente la dimissione ed il trasferimento presso strutture protette, anche a ciclo continuativo, tali da garantire una adeguata assistenza. Fermo restando quanto previsto dall art. 25 ACN si ritiene, che a ciascun progetto debbano partecipare medici operanti nello stesso distretto. Le risorse derivanti da ogni progetto devono essere reinvestite nelle attività di assistenza primaria, con destinazione esclusiva ai medici partecipanti al progetto, sia in termini meramente economici che, sulla base di contrattazioni aziendale e distrettuali, in termini di concessione di servizi.. Art. 2 - Linee Guida per la Prescrizione In attesa della definizione di percorsi aziendali di cura e assistenza, i medici di medicina generale chiedono di razionalizzare il ricorso alla specialistica ed alla diagnostica e di implementare la prescrizione di farmaci generici e genericabili e farmaci copia, per raggiungere nel tempo le percentuali europee di prescrizione degli stessi. Al fine della razionalizzazione e del contenimento della spesa farmaceutica vengono istituiti i percorsi condivisi per la prescrizione farmaceutica elaborati da gruppi di lavoro istituiti dalla Regione Lazio e dalle OO.SS firmatarie del presente Accordo con la collaborazione di associazioni mediche universitarie, ospedaliere e territoriali. Tutti gli operatori sanitari prescrittori che a qualsiasi titolo operano all interno o per conto del SSN sono tenuti alla conoscenza di tali linee guida e degli eventuali adeguamenti e alle verifiche richieste. Le ASL e le Aziende Ospedaliere, anche d intesa tra loro, con la partecipazione dei rispettivi servizi farmaceutici, in accordo con le OO.SS.della M.G., curano la formazione e l informazione del medico dipendente e convenzionato sulla base delle linee guida elaborate in sede regionale, con particolare riguardo alle limitazioni di legge relative alla prescrivibilità e/o concedibilità dei farmaci a carico del SSN, alle modalità specifiche di prescrizione, alla responsabilizzazione del medico prescrivente, all uso corretto della modulistica vigente compreso il nuovo ricettario e la richiesta di piano terapeutico (art. 31 Legge 833/78; art. 1 comma 16 Legge 724/94; art. 1 comma 4 Legge 425/96; art. 1 comma 4 D.L.vo 322/96; Circ. Min. Sanità 23/10/96, art.15/decies L. 229/99; art. 50 e 51 ACN, articolo 50 legge 236 / 2003) E fatto obbligo alla ASL e/o Azienda Ospedaliera di inviare ad ogni singolo medico, operante nel sistema,copia delle linee guida e di quant altro verrà deciso Tali linee guida dovranno contenere, fra l altro, le seguenti indicazioni: Indicazioni corrette sugli obblighi di legge relativi agli adempimenti delle norme di legge relative alle singole prescrizioni( note AIFA, piano terapeutico ecc.ecc.); Definire che l obbligo di informazione nei riguardi del cittadini sulle limitazioni di legge relativamente alla concedibilità del farmaco (note AIFA), sono assolutamente a carico del primo medico che propone la terapia, il quale dovrà annotare di suo pugno, su qualsivoglia tipo di ricetta, quando il farmaco è non concedibile dal SSN ma a totale carico del paziente. Per i farmaci la cui prescrizione è soggetta a particolari procedure ai fini della concedibilità (PDT, note AIFA o altro), la mancata attivazione di esse da parte del medico proponente sottintende la non concedibilità. Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 12

13 1328/09/2005 Le prescrizioni di farmaci devono essere conformi alle disposizioni contenute nella Legge n. 94 e successive modifiche ed integrazioni Il Medico di Medicina Generale è tenuto (Art. 179 legge finanziaria 2005) a segnalare le prescrizioni di farmaci non conformi alle disposizioni di legge, inoltrandone copia via FAX o per posta ordinaria o elettronica (mensilmente) per gli eventuali provvedimenti di competenza, all ufficio di coordinamento dell attività distrettuale e per conoscenza all Osservatorio Regionale di cui all art. 1 del presente Accordo, nonche in caso di reiterazione all Ordine dei Medici di pertinenza. Presso l Osservatorio regionale per l appropriatezza viene istituito un registro nel quale verranno raccolte le segnalazioni. Un resoconto verrà pubblicato semestralmente A decorrere dalla data di pubblicazione del presente Accordo, le prescrizioni non conformi alle linee guida ed alla legislazione vigente dovranno essere contestate, di norma, al medico prescrivente entro 90 giorni dalla consegna al Servizio Farmaceutico Aziendale. Non potranno essere contestate le prescrizioni di cui sopra, se correttamente segnalate dal medico prescrittore. Le parti concordano nella necessità di introdurre nei tempi più brevi possibili da parte della Regione Lazio il Prontuario Terapeutico Ospedale-Territorio. Art. 3 - Protocollo dei rapporti con gli specialisti (ambulatoriali interni, preaccreditati, accreditati, ospedalieri, universitari) Ex Art. 48, 49 e 51 ACN I rapporti tra specialista e MdF devono essere fondati sul reciproco rispetto, nell'osservanza piena della deontologia medica e delle leggi in vigore, e sulla salvaguardia del diritto del paziente alla semplificazione delle procedure per la propria assistenza. Il MdF è il responsabile primario dell'assistenza personale integrale dei propri assistiti e coordina tutti gli interventi specialistici che vengono praticati sul paziente che a lui si è affidato. La richiesta di visita o indagini specialistiche, nel rispetto della legge sulla tutela della privacy, è corredata della diagnosi o del sospetto diagnostico: ove ne riscontri l'opportunità, il MdF potrà illustrare il quesito clinico allo specialista tramite colloquio personale o telefonico o lettera di accompagnamento. L accesso alla consulenza specialistica non può essere consentito senza la richiesta del medico curante, salvo i casi rientranti nell'accesso diretto e previsti nell'acn, Art 51 Comma 6. La consulenza richiesta dal medico curante è rivolta allo stesso e quindi la risposta al quesito gli deve essere consegnata in busta chiusa o via se disponibile, tramite il paziente che deve essere successivamente informato dal proprio medico di fiducia. In caso di accessi diretti lo specialista (dipendente o ambulatoriale interno) formula direttamente sul ricettario regionale le relative richieste, nei limiti della legge vigente (art. 50, legge 326 / 2003) e sempre facendo salva la completa informazione del medico curante. Quando il medico curante richieda solo indagini, lo specialista deve limitarsi all'esecuzione di esse, senza trascurare l'annotazione del "range" di normalità. Al termine della consulenza (presa visione, senza altra richiesta del curante, di eventuali indagini o ulteriori consulenze richieste), lo specialista formula la diagnosi consigliando l'indirizzo terapeutico, indicando i principi attivi, e l'eventuale programma di monitoraggio. L eventuale modifica della terapia, se precedentemente instaurata dal curante, dovrà essere motivato secondo i criteri dell EBM (medicina basata sull evidenza), conforme alla scheda tecnica del farmaco ed in ossequio delle norme in materia di concedibilità SSN (rispetto note AIFA). La relazione del consulente specialista deve essere leggibile e deve obbligatoriamente riportare: data, nome e cognome del paziente, intestazione dell'ente o del reparto, timbro per l'identificazione dello specialista, firma: non sono previsti moduli bianchi o timbri apposti su ricette Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 13

14 1428/09/2005 del SSR che prevedano la selezione dei singoli esami prestampati mediante biffatura o altra evidenziazione. In nessun caso si potrà far carico al medico di famiglia di prescrizioni che non vengano condivise (principio di scienza e coscienza) o che siano improprie. L'assunzione in cura del paziente da parte dello specialista (cosiddetto passaggio in cura") può avvenire solo su richiesta motivata del MdF oppure, in casi eccezionali, per urgenti necessità terapeutiche e/o diagnostiche; in tal caso lo specialista darà motivata comunicazione, in busta chiusa, al MdF, che non sarà tenuto a formulare ulteriori richieste di consulenze per lo stesso specialista né ulteriori proposte di accertamenti. La relazione di dimissione del paziente dalla struttura pubblica dovrà contenere diagnosi completa, terapia praticata e consigliata, monitoraggio programmato; per i pazienti per i quali, comunque, siano previsti e programmati, per la definizione della diagnosi e per necessità terapeutiche, successivi controlli o interventi motivati, l'accesso alla struttura pubblica deve essere diretto. Dopo la dimissione del paziente, anche da reparti ad alta specializzazione, esclusivamente il MdF seguirà il paziente, sulla scorta del monitoraggio consigliato, salvo terapie specialistiche eseguibili solo in ospedale o esigenze dello stesso curante che possono sfociare nell'assistenza domiciliare integrata. Il Direttore Sanitario della struttura vigilera sulla corretta applicazione della delibera La prescrizione del ricovero in regime di Day Hospital non è compito del MdF ma deve deve essere indicata dalla struttura accettante che prende in carico l assistito Deve rendersi reale la possibilità di accesso del MdF negli ambienti di ricovero nelle fasi di accettazione, degenza e dimissione Per quanto non previsto qui sopra fanno testo l ACN e il Codice Deontologico. Art.4- Assistenza farmaceutica e modulario Assume particolare importanza la responsabilizzazione di tutti i medici operanti direttamente o per conto del SSN al puntuale rispetto di tutti gli obblighi prescrittivi posti a loro carico, anche ai fini del rispetto dei livelli di spesa programmati. A tal fine si concorda quanto segue: l'indirizzo sarà riportato solo nei casi previsti dalla legge; nessuna sanzione verrà imposta ai medici prescrittori per imperfezioni formali (centratura caselle) salvo la dovuta segnalazione nel caso di reiterata imprecisione nella compilazione corretta delle ricette; ai sensi dell art.50 L. 236/2003 non occorre il timbro nella compilazione informatica che riporta il Cognome e nome del medico e la sua funzione (MG, PLS o specialista); parimenti non occorre il timbro del medico titolare in caso di sostituzione. In caso di sostituzioni improvvise o qualora il medico sostituto non sia dotato di codice regionale o firma con il codice del medico titolare aggiungendo per. Nelle more di quanto previsto dall ACN che prevede i tempi dell obbligo per ciascun medico di utilizzare modalità informatiche di compilazione della ricetta, i medici si impegnano, nel caso di compilazione manuale, ad una corretta grafia e ad una chiarezza nella definizione delle procedure o dei farmaci richiesti. Le ASL devono garantire l accesso diretto per le specialità previste dall ACN. La necessità di erogazione di presidi, siringhe, prodotti dietetici e di ogni altro ausilio viene effettuata su proposta annuale, correlata di diagnosi dal MMG.Le modalità di erogazione (es. quantità,modalità di distribuzione e frequenza della stessa) sono a carico della ASL. Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 14

15 1528/09/2005 Ogni ulteriore procedura tendente alla verifica della patologia diagnosticata dal MMG è a carico dell Azienda e nessuna richiesta può essere fatta al MMG come previsto dall art 50 legge 236/2003. Il computo dei costi dei suddetti presidi non potrà essere attribuito come spesa al budget del medico prescrittore. Verrà fornita ai cittadini una informazione chiara da parte delle ASL delle condizioni che danno diritto alla fornitura dei presidi e delle prestazioni che saranno esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria in relazione al tipo di esenzione posseduta. La fornitura diretta da parte dell ASL o attraverso fornitori convenzionati indicati dall ASL potrebbero rendere più facile il percorso per il cittadino così come una distribuzione uniforme dei presidi. In ogni caso il fabbisogno e annuale e quindi va fatta un unica prescrizione. Tutti gli esami di laboratorio, a prescindere dalla metodica di esecuzione (RIA, EIA, ELISA, ecc.), devono essere proposti sulla stessa ricetta nel numero massimo previsto dalle leggi in vigore. La richiesta di esami deve rispettare il nomenclatore regionale (per Branche) e pertanto non sono valide richiesta con sigle o diciture particolari, che pertanto non saranno remunerate alle strutture anche se eseguite. E fatto divieto ai medici prescrittori di utilizzare sigle o diciture particolari sulle ricette: qualsiasi richiesta impropria dovrà essere segnalata dal medico che la riceve all Osservatorio Regionale. I farmaci ad elevato costo e a rischio di prescrizione impropria che non sono peraltro prescrivibili direttamente dal MdF in assenza di Piano Terapeutico formulato dalle strutture identificate dalla Regione Lazio dovranno essere distribuiti con modalità diretta o per conto anche tramite le farmacie territoriali, per il periodo necessario al trattamento terapeutico, con modalità che verranno normate su apposito tavolo dell Osservatorio regionale ed in nessun caso potranno essere attribuiti come spesa al budget del medico prescrittore. La Regione Lazio, al fine di migliorare l appropriatezza delle prescrizioni e di favorire processi di audit e di integrazione si impegna ad inviare, a ciascun medico prescrittore ( di Medicina Generale, pediatra, specialista ed a ciascuna struttura pubblica o convenzionata), l analisi dettagliata della spesa farmaceutica a suo carico ogni tre mesi. Dovranno essere previsti almeno tre Audit annui presso il Distretto anche in relazione a problemi e/o progetti in corso o emergenti. Il medico che vorra apporre il codice delle Aziende ASL per la compensazione regionale, come previsto dall articolo 50 legge 236 / 2003 e dei codici del Nomenclatore Tariffario anch essi previsti dal citato articolo 50 peraltro automatici nei principali software gestionali della cartella clinica avra diritto all incentivo informatico di cui all art. Si attuino modalità distributive dei ricettari presso gli studi medici o anche presso le ASL con congruo orario di distribuzione e con numero ricettari concordato col Medico. Art. 6 - Certificazioni di malattia. Art. 52 commi 1 3 ACN Ad integrazione di quanto previsto dal citato articolo si concorda quanto segue: La Regione si impegna a intervenire presso INPS affinché i modelli OPM 1 INPS debbano essere recapitati all indirizzo fornito dal MdF, a cura dello stesso ente, anche nelle more di accordi nazionale o locali che prevedano l invio telematico della certificazione di malattia del lavoratore. La certificazione di infortunio sul lavoro (INAIL) è da ritenersi, in attesa di specifico accordo con lo stesso ente, prestazione libero-professionale in accordo con la normativa relativa all IVA. Non sarà pertanto obbligo del medico certificatore, utilizzare modulistica INAIL fino alla definizione del prossimo accordo, fatto salvo l obbligo di fornire tutte le indicazione utili alla corretta compilazione del certificato. Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 15

16 1628/09/2005 Art.7- Certificazioni scolastiche e sportive- Si ribadisce ai sensi di quanto previsto dall art. 45 comma 2 che sono gratuite le seguenti certificazioni: 1. la certificazione di idoneità ad attività sportive non agonistiche di cui al decreto Ministro Sanità del art. 1 lettera a) e c) a seguito di specifica richiesta dell autorità scolastica competente come da normativa vigente. 2. le certificazioni obbligatorie per legge ai fini della riammissione alla scuola dell obbligo, agli asili nido, alla scuola materna e alle scuole secondarie superiori. Tutte le altre certificazioni scolastiche e sportive sono da ritenersi a pagamento in regime libero-professionale. Le parti concordano sulla necessità di informare congiuntamente le autorità scolastiche competenti su quanto previsto al fine di evitare spiacevoli contenziosi con gli assistiti e con la dirigenza scolastica periferica. Art.8- Esenzioni (tickets). Le parti concordano sulla necessità che sia obbligo delle aziende ASL, all atto della consegna degli attestati che certificano il diritto dall esenzione alla partecipazione alla spesa (farmaceutica o diagnostica terapeutica) per qualsiasi motivazione prevista dalla legge di specificare al cittadino assistito quali siano i suoi diritti e quale prestazioni e /o farmaci gli spettino in regime di esenzione. Si ribadisce che è compito del medico prescrittore riportare nella ricetta proposta unicamente l attestazione del possesso dei requisiti di invalidità (di guerra, civile del lavoro ecc.), di esenzione per patologia o malattia rara, ma non è compito dello stesso riportare la presenza di requisiti economici limitandosi a barrare la lettera N del nuovo ricettario. Sarà compito dell ente erogatore la prestazione registrare l eventuale diritto per motivi economici all esenzione alla partecipazione della spesa da parte del cittadino assistito. eventualmente autocertificato dallo stesso come previsto dalla legislazione vigente (art. 50 legge finanziaria 2003, disciplinare tecnico della agenzia delle entrate sulla nuova ricetta, circolari regione Lazio) Lo stato di gravidanza a rischio deve essere attestato direttamente dal ginecologo dipendente o accreditato, anche per le prescrizioni dei ginecologi liberi professionisti assumendosi le relative responsabilità in caso di dichiarazione falsa. Art. 9 Richieste e proposte Le proposte di indagini e/o visite specialistiche hanno una validità di trenta giorni ai fini della prenotazione, a partire dal giorno successivo alla data di emissione; le proposte di indagini e/o visite specialistiche prenotate entro tale periodo, restano valide sino alla data di esecuzione sia presso le strutture pubbliche che presso quelle accreditate. Le indagini possono essere richieste dal medico anche per la prevenzione oltre che per una specifica diagnosi. L accertamento del diritto all esenzione dal pagamento del ticket, nei casi di prestazioni erogate o proposte direttamente dallo specialista, è di competenza dello stesso. Le indagini ai fini di ricerca clinica per infertilità e per l esecuzione di procedure tipo FIVET saranno effettuate nei centri indicati dalla Regione Lazio senza intervento del MdF.. Art. 10 Art. 11 Sostituzioni (ex art 37 ACN) Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 16

17 1728/09/2005 Ad integrazione di quanto previsto dal citato articolo dell ACN si precisa: Il MdF può essere sostituito da qualunque medico abilitato, che non abbia incompatibilità; anche se massimalista. La sostituzione, nelle more dei regolamenti relativi all obbligo di frequenza dei seminari e dei reparti ospedalieri, può essere effettuata anche da medici iscritti al corso Triennale di formazione in medicina generale ed alle Scuole di Specializzazione Universitarie. Le sostituzioni possono essere effettuate anche da medici in pensione, purché regolarmente iscritti all Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Ai fini della compilazione della ricetta si fa presente che, in relazione alla normativa sul nuovo ricettario, che prevede la titolarità del ricettario regionale, il sostituto apporrà sui ricettari del medico sostituito la propria firma con il timbro riportante il proprio codice personale. Art.12 - Revoche e ricusazioni. (Art. 40, 41, 42, 43 e 44 ACN) 1) Scelta del Medico Facendo seguito a quanto previsto dall art 40 comma 3 dell ACN si ribadisce che le Aziende ASL provvedono a fornire ai cittadini informazioni sui medici convenzionati con il SSR con modalità concordate a livello aziendale e/o distrettuale con i rappresentanti delle OOSS firmatarie dell ACN e del presente AIR. Tali informazioni in particolare riguarderanno l ubicazione e l orario dello studio, l esistenza di eventuali altri studi, la partecipazione a forme associative, l utilizzo di procedure informatiche semplici o in rete, la disponibilità telefonica e la partecipazione a forme di associazionismo, la presenza di personale di studio, le dotazioni dello studio ed eventuali specializzazioni. Per il cittadino residente la scelta è valida un anno e tacitamente rinnovata. Per i cittadini extracomunitari la scelta ha la validità del permesso di soggiorno, è automaticamente rinnovata fino al rinnovo dello stesso ed il medico ha l'obbligo di assistenza nelle more del rinnovo. La proroga dell assistenza pediatrica oltre i 14 anni può essere richiesta, da parte dei genitori del minore almeno 3 mesi prima del compimento del 14 anno d età ma sarà limitata alle condizioni previste dall Osservatorio Regionale per l appropriatezza che formulerà le modalità attuative entro il 31 dicembre Per nessun motivo l assistenza pediatrica può essere estesa oltre il 16 anno di età. Agli assistiti che si recano temporaneamente all estero verrà sospesa l assistenza del medico di loro scelta per un periodo di 12 mesi. Questa sospensione avverrà con effetto immediato e non retroattivo al momento e su dichiarazione dell assistito che richiede un modello per l assistenza all estero. Al momento della richiesta di assistenza all estero l assistito dovrà essere sospeso con motivazione trasferimento all estero. Il sistema registra la sospensione con applicazione immediata a partire dalla data di partenza per l estero. Al fine di conservare il posto all assistito e consentire una riassegnazione dello stesso medico al rientro si abbassa di una unità il numero delle scelte operabili in deroga al massimale (ad es. con Max = 1500 il Max in deroga =75 viene temporanea mente ridotto a 74). Con questo inserimento l assistito figura come temporaneamente sospeso per trasferimento all estero a decorrere dalla data di trasferimento e fino ad un massimo di un anno da tale data. Al medico vengono regolarmente comunicati questi casi di sospensione, all interno delle comunicazioni mensili associate al cedolino stipendio (movimenti intervenuti nel mese). Negli elenchi degli assistiti in carico al medico continuano a essere riportati gli assistiti temporaneamente sospesi con la dicitura Trasferito all estero ma essi non vengono riflessi nel Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 17

18 1828/09/2005 calcolo delle quote e compensi dovuti per tutto il periodo di permanenza in questo stato. Al rientro dell assistito il sistema permette di riassegnargli lo stesso medico se non sono passati più di 12 mesi dalla data di sospensione e riporta il max in deroga al numero originario (nell esempio = 75 ), altrimenti se sono trascorsi più di 12 mesi dalla sospensione il medico viene revocato e potrà essere scelto secondo le modalità standard anche in deroga al massimale. L assegnazione con deroga non può tuttavia superare il massimale esteso nel qual caso l assistito dovrà scegliere un nuovo medico. L elenco delle sospensioni viene inviato mensilmente al medico Tale modalità operativa resterà in vigore fino alla distribuzione della tessera sanitaria europea, prevista per la fine del 2005 che renderà inutile tale procedura. Le ASL effettueranno il conguaglio positivo al medico precedentemente scelto fino ad un massimo di 12 mesi o fino alla data della revoca per altro medico. Art. 14 Rappresentatività sindacale Le consistenze associative su base regionale ed aziendale di tutte le organizzazioni sindacali, rilevate ai sensi del comma 1 art.. 22 dell ACN alla data del 1 gennaio di ogni anno devono essere trasmesse entro il mese febbraio di ogni anno alle Segreterie Regionali delle OO.SS. interessate oltre che alla SISAC ed alle segreterie nazionali delle stesse OO.SS. come previsto dal comma 3 dello stesso articolo. Come previsto dal comma 7 le Aziende ASL inviano alle segreterie Provinciali di ciascun Sindacato, contestualmente alla ritenuta della quota sindacale l elenco dei medici ai quali è stata effettuata tale ritenuta, l indicazione dell importo della stessa e tutti gli elementi atti a verificare l esattezza della stessa ritenuta. La riscossione della quota sindacale avviene su delega del medico attraverso le aziende con versamento su c/c bancario, indicato dal Tesoriere Provinciale di ciascuna sigla entro e non oltre 30 (trenta) giorni dal pagamento a ciascun medico delle competenze mensili. Un ritardo nei tempi di corresponsione di quanto dovuto comporterà per l Azienda una mora del 5 % per ogni mese di ritardo. Le deleghe precedentemente rilasciate risultano valide a tutti gli effetti. Le OOSS firmatarie del presente accordo sono legittimate alla partecipazione alle trattative per gli Accordi Regionali ed Aziendali, purché in possesso, a ciascun livello, di una rappresentatività superiore al 5 %. dei medici di medicina generale, in tutte le sue componenti presenti nel territorio interessato alla trattativa. Nel caso in cui tale percentuale sia ottenuta con il contributo di più sigle sindacali il soggetto contrattuale è rappresentato univocamente da una sigla, partecipa alle trattative e sottoscrive quanto concordato come soggetto unico. Art Utilizzo delle risorse Vedasi allegato economico Fondo a riparto ACN Eventuali residui attivi derivanti dalle risorse destinate ai compiti regionali aggiuntivi svolti dai MMG vanno riassegnati, nel corso dell anno successivo agli stessi istituti ed ai medici che vi hanno partecipato. Art.16 - Diritti sindacali Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 18

19 1928/09/2005 Ai componenti di parte medica convenzionati per la medicina generale, in tutte le sue componenti, presenti nei Comitati e Commissioni previste dall ACN e da normative Nazionali, Regionali ed Aziendali è corrisposto, per ciascuna seduta, un rimborso forfettario onnicomprensivo di 120,00 lordi, oltre alle spese di viaggio nella misura prevista dalle vigenti norme della pubblica amministrazione. Tale onere è a carico dell Azienda di iscrizione del medico partecipante. Hanno diritto al rimborso, nella misura sopra prevista i medici di assistenza primaria che partecipano a: - Comitati regionali di cui all articolo 25: 2 componenti per ogni sigla sindacale firmataria del presente Accordo. - Comitati aziendali di cui all art. 23: 2 componenti per ogni sigla sindacale firmataria del presente Accordo. - Gruppi di lavoro regionali previsti dai presenti accordi e/o deliberati dalla Regione - Ufficio di Coordinamento dell attività distrettuale - L indennità spetterà al membro di diritto individuato dall Azienda e ai 2 membri di nomina sindacale. - Gruppi di lavoro aziendali o distrettuali deliberati dalle AA.SS.LL. - Commissione per l'appropriatezza delle cure e dell'uso delle risorse prevista al comma xxx del presente accordo - Tutte le altre Commissioni, Gruppi di lavoro o Tavoli Tecnici deliberati dalla Giunta Regionale o dall Assessorato e necessari all attuazione di quanto previsto dal presente accordo e dall ACN. Ai membri del comitato Regionale per l appropriatezza sarà riconosciuta una indennita mensili di.. e un indennità di spostamento in caso di distanze superiori a 30 Km di., come previsto dall art. 1 del presente accordo. I compensi di cui al presente articolo sono a carico delle Aziende nell'ambito della quale operano i singoli medici, salvo la possibilità di rivalsa delle stesse per Commissioni deliberate da Aziende Ospedaliere o altro. I compensi sono riconosciuti al medico nei tempi e con le modalità previste per i compensi di cui all ACN 23 marzo 2005 e saranno corrisposti con voce specifica tra gli emolumenti mensili. Le attività previste dal presente articolo non comportano limitazioni del massimale Al fine della corresponsione del compenso di cui ai precedenti commi, il medico presenta all ASL di appartenenza la certificazione attestante la presenza alle sedute. Art.17- Attività integrative e aggiuntive di assistenza. Con l obiettivo di migliorare e sviluppare la disponibilità nel settore delle cure primarie e delle prestazioni erogate, unitamente alla facilitazione della accessibilità dei cittadini al MdF, nell ottica di una continuità dell assistenza per un miglior utilizzo dei servizi di 2 livello, per ridurre gli accessi impropri ai Servizi di Pronto Soccorso e i conseguenti eventuali ricoveri, sono individuate forme aggiuntive di assistenza territoriale, con cui il MMG deve garantire: 1. Unita di Cure Primarie Sulla Base di quanto sperimentato nel corso dell anno 2005, con lo scopo di favorire l accesso degli assistiti agli studi dei medici di medicina generale, anche per una diminuzione degli accessi impropri al pronto soccorso ed un migliore utilizzo delle risorse oltre ad una maggiore appropriatezza nei comportamenti dei medici di assistenza primaria si rende definitiva nei termini di seguito descritti l istituzione delle Unità di Cure Primarie (di seguito UCP) che verranno a definire, integrandosi con gli Ambulatori di Cure Primarie (ACP) e gli Ospedali di Cure Primarie, (OCP) il Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 19

20 2028/09/2005 sistema di cure primarie della Regione Lazio. Il Progetto Sperimentale prevede verrà articolato con le modalità di seguito illustrate: 1. Le Forma associative Medicina in Associazione, Medicina di gruppo e Medicina in Rete costituite ed approvate ai sensi dell art. 54 del vigente ACN si organizzano per aumentare la disponibilità oraria dell apertura degli studi medici da 6 a 9 ore giornaliere, dal Lunedi al Venerdi con modalità preferibilmente continuative ma che potranno anche prevedere interruzioni nell arco della giornata con modalità che verranno definite distrettualmente in base alle esigenze ed alle caratteristiche del territorio di effettuazione del servizio. Punto fermo del presente accorso sarà l apertura degli studi per almeno 9 ore nel periodo compreso tra le 8.00 e le Per la giornata del Sabato e per le giornate prefestive le singole UCP potranno garantire, su base volontaria l apertura di almeno 1 studio per un periodo di almeno 3 ore tra ore 8.00 e le ore Per una migliore realizzazione di quanto previsto dal progetto e consentita l aggregazione, alle forme associative pre-esistenti, di Medici che esercitano in forma singola. In tal caso il Medico avrà diritto alla remunerazione per l UCP, ma non alla remunerazione dell indennità prevista per le forme associative. 3. Le variazioni dei componenti delle Medicine in Associazione, delle Medicine di Gruppo e delle Medicine in Rete preesistenti, con l'avallo dei medici referenti, continueranno ad essere regolamentate da quanto previsto dal presente accordo integrativo regionale. In particolare sarà possibile costituire nuove medicine di Gruppo e nuove Medicine in rete mentre le medicina in associazione potranno essere formate fino al raggiungimento del tetto massimo del 40% degli assistiti della Regione Lazio. Resta inteso, così come previsto dal vigente accordo che saranno possibili, sempre nel rispetto dei tetti fissati, sostituzioni di elementi che dovessero uscire dalle forme associative esistenti per qualsiasi motivo (pensionamento, motivi personali ecc.ecc.) sempre nell interesse del cittadino fruitore del servizio. 4. Nell'ambito di ogni Unità di Cure Primarie, i componenti identificheranno un referente organizzativo che curerà i rapporti con la Direzione Generale della ASL e la Regione Lazio e che sarà tale dopo firma per accettazione incarico. 5. Le UCP saranno costituite da medici di medicina generale, convenzionati con il SSN, da un minimo di 3 fino ad un massimo di ---- medici. Ogni medico potrà far parte di una sola UCP. Deroghe a quanto sopra potranno essere previste unicamente nelle zone disagiate o disagiatissime per le esigenze della assistenza primaria. Delle unità associative possono far parte solo medici di medicina generale operanti CON LO STUDIO PRINCIPALE nella stessa ASL od ambito territoriale di scelta. 6. Le forme di aggregazione saranno su base assolutamente volontaria, libera e spontanea. 7. Le Unità di Cure Primarie che si costituiscono, con le eventuali annotazioni relative alla variazione delle forme associative preesistenti, devono darne comunicazione a cura del referente individuato, esclusivamente tramite AR, al Direttore Generale della Azienda USL di appartenenza, al Direttore di Distretto competente, e per conoscenza alla Regione Lazio, Assessorato alla Sanità, Direzione Regionale Programmazione Sanitaria e Tutela della salute, Area 4A / 05, via R. Raimondi Garibaldi 7, Roma, dal al, secondo il modello allegato n. XXXXX al presente accordo che funge da contratto integrativo, recependo obblighi e condizioni dei servizi assicurati. Autore FIMMG Lazio Bozza 12 Riservata 20

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