RACCOMANDAZIONI CIVICHE SU ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA E INNOVAZIONE

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1 RACCOMANDAZIONI CIVICHE SU ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA E INNOVAZIONE Realizzata da Cittadinanzattiva Sicilia Con il sostegno non condizionato di 1

2 Ortigia, Siracusa ( ) Penso alla mia condizione di anziano e mi rendo conto del piacere che provo a stare a casa mia e di essere aiutato in casa, nel luogo dove sono sempre stato, dove potrei girare a occhi chiusi. La mia casa è il luogo della mia vita. Guai se mi sradicassero. Da: Norberto Bobbio e Maurizio Viroli Dialogo intorno alla Repubblica, Editori Laterza 2

3 INDICE 1. Premessa 2. Che cosa è l Assistenza Domiciliare Integrata 3. Il percorso di erogazione delle Cure Domiciliari 4. Le Linee Guiaa Regionali 2010 per l accesso e il governo del sistema integrato delle Cure Domiciliari 5. I Dati 6. L Audit Civico di Cittadinanzattiva in Sicilia 7. Cosa è in grado di valutare l Audit Civico dell A.D.I. 8. L impegno di Cittadinanzattiva in tema di Cure Domiciliari 9. Il progetto: Raccomandazioni civiche su ADI e Innovazione, in Lazio, Piemonte e Sicilia 10. Primi dati sul Servizio A.D.I. in Sicilia 11. Perché una Raccomandazione civica sull A.D.I. 12. Soggetti interessati alle Raccomandazioni Civiche 13. Le raccomandazioni civiche di Cittadinanzattiva per l A.D.I. 14. Le buone pratiche in sanità 15. La telemedicina 16. Esperienze in Sicilia: la realtà di Ragusa del Il Forum Seminario di Palermo 18. Wellfare Oggi - Un nuovo modello di programmazione per le cure domiciliari in Sicilia 19. Dal sito web dell ASP di Siracusa l informazione dedicata all ADI Ringraziamenti Bibliografia minima

4 PREMESSA N el corso degli ultimi anni l assistenza socio-sanitaria e più in generale l articolazione complessiva delle prestazioni e dell organizzazione funzionale della sanità italiana hanno registrato un forte cambiamento, in parte determinato dalle nuove disposizioni nazionali e regionali relative all offerta di servizi e alla sostenibilità del sistema sanitario ma anche a motivo della rimodulazione stessa delle reti territoriali (percorsi di cura) e ospedaliere (piccoli ospedali), con una nuova attenzione la medicina di prossimità e le cure primarie. A questo va sicuramente aggiunto un fenomeno con il quale si sono misurate le singole Regioni, nell approntare a livello federale l impianto complessivo del servizio sanitario e sociosanitario. Sono stati e sono ancora i tempi, per le Regioni Meridionali, dei Piani di rientro dal deficit economico, della spending review, dei tagli, dell aumento dei ticket e dei Piani Attuativi Aziendali all insegna della sostenibilità del Sistema. E evidente il cambiamento, che è ancora in atto a causa delle difficoltà economiche e strutturali del Paese, con evidenti problemi che incidono sui possibili scenari futuri del sistema sanitario e che bisogna affrontare e risolvere, adesso. Per citarne alcuni: il rapporto tra il malato e le cure; tra l ospedale e il territorio; tra la medicina generale ed il percorso di cura da programmare, mettere in funzione e monitorare costantemente per raggiungere gli auspicati risultati di salute. Ed altri, tanti altri, ancora Ospedali e Territorio Si consolida sempre più la convinzione che deve aumentare l articolazione e la diffusione dell assistenza sanitaria territoriale, che assume su di sé, di fatto, una consistente parte degli investimenti in Sanità. Una inversione di tendenza rispetto ad una organizzazione che per decenni ha sviluppato la propria azione basandola sulla centralità degli ospedali. Cambia così il sistema, si modifica la programmazione, vengono ad evidenziarsi nuovi scenari in ordine all accesso alle cure, ai percorsi diagnostico-terapeutici, all impianto socio-sanitario che spesso caratterizza la dimensione esistenziale del cittadino, lungo il corso delle malattie e di quelle croniche in particolare. E un linguaggio, preso da più fonti (istituzionali, associative, politiche, economiche) condiviso nell analisi ma che non riesce ancora pienamente a coinvolgere tutti gli stakeholders a procedere insieme. Ci proveremo, come Cittadinanzattiva Sicilia, anche attraverso la partecipazione a questo progetto. 4

5 Programmazione, spesa, riqualificazione e integrazione dei servizi socio-sanitari, tagli, riorganizzazione funzionale, innovazione tecnologica, sistemi di valutazione delle nuove tecnologie (HTA), rimodulazione ospedaliera e del territorio, rappresentano solo alcuni degli aspetti che maggiormente sono oggetto di interventi mirati alla realizzazione del Servizio sanitario nazionale e regionale, a partire dalla centralità del malato, dalla umanizzazione delle cure, dalla Sanità del Territorio con i suoi servizi di prossimità e le cure primarie quali la medicina generale, le cure infermieristiche, i Presidi Territoriali di Assistenza (PTA, Case della Salute), l Assistenza domiciliare integrata (ADI, in incremento sul piano della domanda di servizi, soprattutto a motivo del tasso di invecchiamento diffuso in tutte le Regioni), i PDTA dedicati alle patologie croniche maggiormente diffuse (Diabete, scompenso cardio-vascolare, BPCO, malattie reumatiche ). Molte Regioni hanno dovuto farsi carico di riqualificazioni dei servizi in termini strutturali e funzionali: rapporto Ospedali (piccoli e grandi), Distretti territoriali, Presidi Territoriali d Assistenza (PTA), Case della salute a fronte di Piani di Rientro dal deficit economico, adesso non più localizzati solo nelle Regioni Meridionali ma che fanno capolino, qui e là, in varie realtà del Paese. Quasi tutte le regioni meridionali han dovuto farsi carico di responsabilità mai assunte prima. La Sicilia, in solitaria, ha raggiunto l obiettivo del pareggio di bilancio con una complessa azione di Riforma del Servizio sanitario regionale (L.R. n. 5/2009). L assistenza socio-sanitaria L assistenza socio sanitaria, peraltro, ha subito una significativa riduzione negli stanziamenti, che ha portato in diverse realtà ad un calo della qualità e della quantità dei servizi, senza intervenire di fatto sulla governance. La razionalizzazione della spesa, i tagli a servizi, prestazioni e posti letto (negli ospedali, nelle strutture di riabilitazione e residenziali), l aumento dei costi e l introduzione di nuovi ticket, sono tutti provvedimenti che delineano un quadro generale di contenimento della spesa (spending review). Una condizione che induce sempre più spesso i cittadini a mettere mano ai propri risparmi per integrare l assistenza ed ottenere prestazioni qualitativamente adeguate, rendendo la capacità reddituale causa di discriminazione. Ciò delinea uno scenario dove appare fortemente a rischio il rispetto dei principi fondanti del Servizio Sanitario Nazionale - universalità, solidarietà ed equità ed in cui emerge il disagio esistenziale delle persone e l urgenza di dare risposte concrete in termini di miglioramento dell assistenza e di maggiore attenzione per la qualità della vita. Spending review, principi basilari del SSN e sostenibilità. Al contenimento di risorse e di possibilità di spesa si affianca, rendendo più critico il quadro, la difformità dell assistenza erogata 5

6 nell ambito dei diversi territori regionali. Il tema del rafforzamento dell assistenza territoriale è quanto mai attuale e di primaria importanza ai fini della sostenibilità del Sistema Sanitario, sia a livello Nazionale che Regionale. Siamo fermamente convinti quanto il Territorio rappresenta in termini di equilibrio del sistema. Queste brevi considerazioni di contesto sono pienamente confermate dalle segnalazioni dei cittadini al servizio di orientamento e tutela di Cittadinanzattiva - Tribunale per i Diritti del Malato, il PiT Salute 1, che evidenziano con forza problemi e criticità riscontrati nell assistenza territoriale e nella continuità delle cure durante il passaggio ospedale territorio, riprese anche nei contenuti del nuovo Patto per la Salute. Le persone si trovano a dover gestire diverse problematiche legate alle cure domiciliari: disomogeneità sul territorio nazionale dell offerta di servizi ADI; carenza di informazioni e tempi lunghi per l attivazione del servizio; elevati costi a carico delle famiglie per integrare le prestazioni necessarie (es. badante, riabilitazione, etc.); insufficiente attenzione al supporto psicologico, tanto del paziente, che dei suoi familiari; percentuale ancora bassa di pazienti che usufruiscono di un adeguata terapia del dolore; scarso accesso all innovazione (anche tecnologica). Per tutte le ragioni sopra elencate, dunque, Cittadinanzattiva Tribunale per i Diritti del Malato ha deciso di impegnarsi sul tema delle cure domiciliari, offrendo un contributo civico all implementazione di un sistema a misura di cittadino, tramite la formulazione di specifiche proposte di miglioramento: le Raccomandazioni Civiche. Fonte: Presentazione del Patto per la Salute , Roma 2014, Ministero della Salute 1 Il PiT Salute, nato nel 1996, è il servizio tramite il quale Cittadinanzattiva Tribunale per i diritti del malato (TDM) fornisce gratuitamente ai cittadini informazioni, consulenza ed intervento per la tutela dei loro diritti nell ambito dei servizi socio sanitari. 6

7 CHE COSA È L ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA L Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) è stata definita dall Organizzazione Mondiale della Sanità come la possibilità di fornire al domicilio del paziente quei servizi e quegli strumenti che contribuiscono al mantenimento del massimo livello di benessere, salute e funzione. Grazie all'assistenza Domiciliare Integrata, i pazienti possono essere assistiti in ambito familiare, secondo un piano assistenziale individuale, attraverso la presa in carico multidisciplinare e multiprofessionale del paziente. La cura domiciliare è un insieme coordinato di attività sanitarie, mediche, infermieristiche e riabilitative integrate tra loro e con interventi socio-assistenziali per la cura della persona nella propria casa, in modo alternativo rispetto al ricovero ospedaliero o per monitorare condizioni di patologia cronicodegenerativa. (Fonte: O.M.S.) S copo principale dell Assistenza domiciliare integrata è la promozione di una buona qualità della vita del paziente e dei suoi familiari e, più precisamente, riguarda: il benessere psicofisico, l autonomia personale, la soddisfazione relazionale, affettiva e sociale (limitando il più possibile il fenomeno dell isolamento e dell emarginazione sociale), la condizione abitativa e la qualità dei servizi. L assistenza domiciliare si propone di promuovere l integrazione delle competenze professionali sanitarie con quelle sociali per realizzare programmi di cura e assistenza orientati a soggetti di qualsiasi età, che necessitano di un assistenza continuativa o limitata nel tempo, erogabile al loro domicilio e sostenibile dal nucleo familiare, favorendo il recupero delle capacità residue di autonomia e di relazione ed evitando il ricorso improprio al ricovero in ospedale o in strutture residenziali. Collaborano l Azienda sanitaria e i Comuni. Nell Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) sono individuabili i seguenti obiettivi specifici: - evitare ricoveri ospedalieri non giustificati; - garantire continuità assistenziale e integrazione dell assistenza; - garantire cura e assistenza a pazienti con condizioni trattabili a domicilio, migliorandone la qualità di vita; 7

8 - sostenere e coinvolgere il paziente, la famiglia e, più in generale, il caregiver, per l acquisizione delle eventuali competenze necessarie per l autonomia d intervento; - semplificare le procedure per l erogazione dei presidi e degli ausili; - assicurare sostenibilità dei costi e appropriatezza dei percorsi. I livelli di integrazione delle Cure Domiciliari Le cure domiciliari realizzano quindi i seguenti livelli dell integrazione: - fra competenze professionali multidisciplinari per l analisi multidimensionale dello stato del paziente, la valutazione unitaria dei bisogni, l elaborazione del piano d assistenza personalizzato e la sua erogazione - fra aree di competenza delle Aziende Sanitarie e dei Servizi Sociali degli Enti locali, come parte della integrazione socio-sanitaria - fra livelli d assistenza sanitaria, in quanto le cure erogate a domicilio possono comportare una riduzione dei ricoveri ospedalieri impropri, l opportunità per una dimissione protetta e, in alcune occasioni e forme, l alternativa o il complemento all assistenza in strutture residenziali e semiresidenziali. Il Distretto Sanitario, in questo contesto, riveste un ruolo fondamentale: coordina ed integra tutti i percorsi di accesso ai servizi sanitari da parte del cittadino con l intervento dei Medici di Medicina Generale (MMG) e dei Pediatri di Libera Scelta (PLS) convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) e valuta il reale bisogno sanitario del cittadino, regolando l accesso agli altri servizi offerti dal SSN. In Italia si assiste da alcuni anni all aumento dell incidenza delle patologie croniche, più frequenti nelle fasce di età avanzata: già nella classe anni ne soffre il 57,2%, e tra le persone ultra 75enni la quota raggiunge l 86,9 per cento. Le donne sono le più colpite, in particolare dopo i 50 anni. Considerato, dunque, l aumento delle persone affette da malattie croniche e il progressivo e costante invecchiamento della popolazione, è necessaria una più completa ed integrata presa in carico del paziente sul territorio, attuando strategie di medicina di iniziativa mediante specifici Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA) per le cronicità, che possano ridurre il ricorso all ospedalizzazione. Ciò si può realizzare potenziando i servizi di assistenza territoriale (PTA, Case della Salute) e l Assistenza Domiciliare integrata (ADI) in particolare. L ADI è rivolta altresì a pazienti oncologici in fase critica e/o terminale. Assicurando l erogazione di servizi di cura e riabilitazione al domicilio del paziente e consentendo, quindi, il miglioramento della qualità della vita del paziente stesso e della sua famiglia, l Assistenza Domiciliare si pone l obiettivo primario di umanizzare il trattamento in un contesto ambientale più idoneo rispetto all ospedale, in particolar modo se si tratta di un paziente anziano. Come accennato in precedenza, requisito importante per l ADI è la forte integrazione tra le componenti sanitaria e 8

9 socio-assistenziale, senza tralasciare una figura unica nel percorso assistenziale che è la famiglia e tutte le altre forme di aggregazione che, proprio nella logica dell integrazione, costituiscono un supporto alla famiglia stessa (volontariato, badanti al domicilio). L assistenza domiciliare è un servizio compreso nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in grado di garantire una adeguata continuità di risposta sul territorio ai bisogni di salute, anche complessi, delle persone non autosufficienti, anche anziane, e dei disabili ai fini della gestione della cronicità e della prevenzione della disabilità. (Ministero della Salute, 2001) Fonte: Sistema Informativo Sanitario 2008; ISTAT popolazione residente (censimento 2001) 9

10 La nuova proposta di definizione dei LEA Capo V - Integrazione Sociosanitaria Percorsi assistenziali integrati domiciliari, territoriali, semiresidenziali e residenziali, prevedono l erogazione contigua di attività e prestazioni afferenti all area sanitaria e all area dei servizi sociali Le cure domiciliari - Sono un sistema unitario basato su VM, presa in carico e PAI - Comprendono prestazioni professionali mediche, infermieristiche e riabilitative, ass. farmaceutica e accertamenti diagnostici per persone con patologie o condizioni funzionali che richiedono continuità assistenziale ed interventi programmati Il Responsabile clinico è il MMG o il PLS e, per l ADI 3 livello, può essere il Medico competente per la terapia del dolore Il Servizio Sanitario Nazionale garantisce alle persone non autosufficienti e in condizioni di fragilità, con patologie in atto o esiti delle stesse, percorsi assistenziali nel proprio domicilio, detti Cure Domiciliari, che comprendono un insieme organizzato di trattamenti medici, infermieristici e riabilitativi, necessari per stabilizzare il quadro clinico, limitare il declino funzionale e migliorare la qualità della vita. Le cure domiciliari si integrano con le prestazioni di assistenza sociale e di supporto alla famiglia, generalmente erogate dal Comune di residenza della persona. Il bisogno clinico-assistenziale viene accertato tramite idonei strumenti di valutazione multiprofessionale e multidimensionale che consentono la presa in carico globale della persona e la definizione di un Progetto di assistenza individuale (PAI) sociosanitario integrato. L assistenza domiciliare è, dunque, un servizio compreso nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in grado di garantire una adeguata continuità di risposta sul territorio ai bisogni di salute, anche complessi, delle persone non autosufficienti, anche anziane, e dei disabili ai fini della gestione della cronicità e della prevenzione della disabilità. Le cure domiciliari sono erogate con modalità diverse, in base all organizzazione dei servizi territoriali della ASL; tuttavia, sono generalmente gestite e coordinate direttamente dal Distretto sociosanitario (DSS) delle Aziende Sanitarie Locali (ASL), in collaborazione con i Comuni. Per le prestazioni sociali il cittadino deve fare riferimento al Comune di residenza. In relazione al bisogno di salute dell assistito ed al livello di intensità, complessità e durata dell intervento assistenziale, si distinguono alcune tipologie di cure domiciliari: 10

11 A) Assistenza Domiciliare Programmata (ADP) L assistenza domiciliare programmata consiste nell erogazione di prestazioni sanitarie mediche, infermieristiche e/o riabilitative, occasionali o a ciclo programmato limitate all episodio di malattia in atto. Tale tipologia di assistenza, la cui durata è limitata nel tempo, è attivata e gestita dal medico di medicina generale, dal pediatra di libera scelta o dai servizi distrettuali della ASL ed è generalmente erogata a quelle persone che sono nella impossibilità di raggiungere lo studio del medico o i servizi della ASL perché non deambulanti, o con gravi limitazioni funzionali o non trasportabili con mezzi comuni. B) Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) L assistenza domiciliare integrata consiste in un insieme integrato di trattamenti sanitari e sociosanitari, erogati a casa della persona non autosufficiente. Infatti l ADI assicura l'erogazione coordinata e continuativa di prestazioni sanitarie (medica, infermieristica, riabilitativa) e socioassistenziali (cura della persona, fornitura dei pasti, cure domestiche) al domicilio, da parte di diverse figure professionali fra loro funzionalmente coordinate nell ambito del Distretto come previsto sia dalla normativa nazionale, inclusi gli Accordi Collettivi Nazionali per la Medicina Generale, che negli ultimi dieci anni ha dato forte impulso alle cure a domicilio, sia dagli atti approvati dalle Regioni in materia di assistenza sociosanitaria. Le patologie che consentono l avvio dell ADI Sono quelle per le quali l intervento domiciliare si presenta alternativo al ricovero ospedaliero e, salva diversa determinazione concordata tra il medico responsabile dell'attività sanitaria a livello distrettuale e il Medico di Medicina Generale in relazione alla situazione socio-ambientale e al quadro clinico, le ipotesi di attivazione dell'intervento si riferiscono a: - malati terminali; - malattie progressivamente invalidanti e che necessitano di interventi complessi; - incidenti vascolari acuti; - gravi fratture in anziani; - forme psicotiche acute gravi; - riabilitazione di vasculopatici; - riabilitazione in neurolesi; - malattie acute temporaneamente invalidanti nell'anziano (forme respiratorie e altro); - dimissioni protette da strutture ospedaliere A seguito della segnalazione ricevuta, il medico del Distretto prende contatto con il Medico di Medicina Generale e/o il Pediatra di Libera Scelta e attiva, dopo aver recepito il consenso del malato e dei suoi familiari, le procedure per l erogazione del servizio integrato. In relazione al bisogno clinico, funzionale e sociale del paziente si possono individuare interventi di assistenza 11

12 domiciliare integrata con livelli crescenti di intensità e complessità assistenziale generalmente distinti in: Cure domiciliari e prestazioni connesse (ATTIVITÀ) Si distinguono, in relazione ai bisogni e tenuto conto dei modelli gestionali-organizzativi attivati da diverse regioni (Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Molise e Sicilia), così come evidenziato nel progetto di ricerca finalizzata ex art.12 della Lg 502 La condizione dell anziano non autosufficiente Analisi comparativa delle attuali forme di tutela e delle potenziali prospettive, i seguenti profili: - Cure Domiciliari Prestazionali, caratterizzate da prestazioni sanitarie occasionali o a ciclo programmato - Cure domiciliari integrate di 1, 2 e 3 Livello. Le cure di primo e secondo livello assorbono quelle già definite ADI, mentre quelle di terzo assorbono l OD (Ospedalizzazione Domiciliare). Questa tipologia di cure domiciliari, - in considerazione delle differente complessità/ intensità è caratterizzata dalla formulazione del Piano Assistenziale Individuale (PAI), redatto in base alla valutazione globale multidimensionale ed erogate attraverso la presa in carico multidisciplinare e multiprofessionale. - Cure domiciliari palliative a malati terminali, assorbono l assistenza territoriale domiciliare rivolta a pazienti nella fase terminale e l OD-CP (Ospedalizzazione Domiciliare Cure Palliative) e sono caratterizzate da una risposta intensiva a bisogni di elevata complessità definita dal PAI ed erogata da una Equipe con specifiche competenze. La collocazione elettiva delle Cure Domiciliari, anche dove vengono offerti rapporti ospedalieri, è nel LEA Assistenza Distrettuale. Quando l equipe che eroga le prestazioni domiciliari e di provenienza ospedaliera è in ogni caso superata la denominazione Ospedalizzazione domiciliare. Tale tipologia assistenziale è infatti erogata attraverso le Cure domiciliari integrate di terzo livello e le Cure Domiciliari Palliative ai malati terminali. 12

13 IL PERCORSO DI EROGAZIONE DELLE CURE DOMICILIARI ADI SICILIA Linee Guida 2010 Gazzetta Ufficiale Regione Siciliana Assessorato della Salute Gruppo di Lavoro Interdipartimentale 13

14 LE LINEE GUIDA REGIONALI 2010 PER L ACCESSO E IL GOVERNO DEL SISTEMA INTEGRATO DELLE CURE DOMICILIARI C on le Linee Guida del 2010 per l accesso e il governo del sistema integrato delle cure domiciliari, la Regione Sicilia sviluppa un attività di potenziamento del Servizio ADI che raggiungerà nei 2-3 anni successivi obiettivi pari a quelli delle Regioni virtuose. A seguire, stralci del documento con le Linee Guida per l ADI, realizzato dall apposito gruppo di lavoro in Assessorato. Il sistema non si discosta da quello nazionale e ne potenzia l efficacia per la dinamica utilizzazione territoriale e il raccordo funzionale con MMG e realtà ospedaliere. Si coglie peraltro l esigenza di un maggiore raccordo attuale tra tutti gli attori. 14

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18 La Governance distrettuale del sistema integrato delle cure domiciliari Regione Sicilia, Linee Guida A.D.I., 2010 Il Piano della Salute della Regione Siciliana colma un vuoto di oltre 10 anni. E stato realizzato dall Area Interdipartimentale 2 del Dipartimento Pianificazione Strategica dell Assessorato della Salute Ufficio del Piano, in collaborazione con i vari Servizi dell Assessorato e consulenti esterni esperti in materia, nonché con la partecipazione attiva delle Associazioni dei Malati e delle Società Scientifiche, anche attraverso un lungo lavoro di confronto prima in Consulta della Salute e poi in VI^ Commissione Parlamentare. 18

19 Analisi di contesto e obiettivi prioritari. Il cittadino al centro del sistema assistenziale, la riqualificazione dell ospedale, l universalità e il rispetto delle libertà di scelta del paziente sono i principi base su cui si fonda il nuovo Piano Sanitario Regionale. Riorganizzare e ripartire finalità e metodologie del mondo Sanitario è stato frutto di un lavoro complesso ed articolato, che ha visto la costituzione di diverse aree programmatiche e di altrettante azioni di intervento: partendo dall analisi del contesto in Sicilia, individuando le principali aree di criticità, sino ad arrivare alla qualità e allo sviluppo del sistema Salute. L analisi del contesto prendeva in considerazione i più rilevanti problemi di salute: dalle malattie cardio e cerebrovascolari, ai comportamenti a rischio in età giovanile, al diabete, all obesità, alla prevenzione e cura dei tumori. Le principali linee di intervento varate dal Piano riguardano: 1. Prevenzione 2. Centralità del territorio 3. Nuova configurazione dell offerta ospedaliera 4. Il principio delle reti integrate e l applicazione del modello Hub e Spoke 5. Integrazione sociosanitaria 6. Innovazioni del sistema di emergenza-urgenza 7. Le politiche del Farmaco 8. Qualità, sicurezza del paziente, ricerca e sviluppo Formalizzazione dell Integrazione Socio-Sanitaria Per il P.A.T.: i Sindaci del Coordinamento Istituzionale esprimono il parere per la parte sanitaria e sanciscono l intesa per la parte socio-sanitaria Per il P.d.Z.: il Direttore Generale dell A.S.L. lo approva, con accordo di programma, per la parte socio-sanitaria ADI - Linee Guida, Giugno Per una puntuale e accurata lettura delle linee guida per l accesso e il governo del sistema integrato delle cure domiciliari è opportuno scaricare il documento al seguente link: 19

20 I DATI L L Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) riveste un ruolo fondamentale per i servizi sanitari di prossimità, soprattutto nell ottica della progressiva riduzione dei posti letto e del riequilibrio del SSN, nell ambito del quale è fondamentale spostare il baricentro dall ospedale al territorio. Come emerge dal Rapporto Pit Salute 2013 (quadro generale nazionale), la prima difficoltà segnalata dai cittadini riguarda l attivazione del servizio a causa di un iter burocratico complesso (24,5%), con un aumento di 4 punti percentuali rispetto alle segnalazioni dell anno precedente (20,4%). Segue la sospensione per mancanza di fondi e personale (18,9%) e la riduzione delle ore di assistenza (13,2%). Sempre al 13,2% troviamo le segnalazioni relative alla scarsa qualità dell assistenza erogata. Tali dati rappresentano indicazioni sentinella, che nella loro interezza ci permettono di poter effettuare rilievi importanti a partire dal vissuto dei malati e delle loro famiglie. Ovviamente l approfondimento scientifico basato su metodologie e tecniche specifiche ci permettono di conseguire report ad alto valore rappresentativo, integrando note di criticità a raccolta di segnalazioni. Che spesso, specie in riferimento ad alcune realtà territoriali, si accompagnano a segnalazioni di buone pratiche. Fig. 2 L assistenza domiciliare nelle segnalazoni dei cittadini Fonte: XVI Rapporto PiT Salute 2013 Cittadinanzattiva La prima problematica segnalata dalle Associazioni di pazienti è anche questa volta la difficoltà nell attivazione (65,3%), cui segue la mancanza di integrazione degli interventi sociali con quelli di natura sanitaria (50%) e ancora il numero di ore insufficienti (50%). 20

21 Tab. 1 - Le principali criticità nell Assistenza domiciliare, secondo le Associazioni di Pazienti, 2011 (risposte multiple) Difficoltà di attivazione 65,3% Scarsa integrazione di interventi sociali con quelli di natura sanitaria 50,0% Numero di ore insufficiente 50,0% Assenza di supporto psicologico 46,1% Scarso coinvolgimento del Medico di Medicina Generale 38,4% Necessità di integrare l assistenza con professionisti privati 38,4% Interruzione improvvisa 23,0% Riduzione improvvisa ed ingiustificata di ore 19,2% Comportamento del personale 15,4% Lunghe attese 3,8% Fonte: XI Rapporto CnAMC Cittadinanzattiva Oltre alla difficoltà di accedere a questo servizio, la criticità, in termini di offerta assistenziale, sta nel numero di ore di assistenza, che risulta ancora fortemente insufficiente. Anche in questo caso le differenze territoriali si fanno sentire. Gli ultimi dati forniti dal Ministero della Salute, danno evidenza a quanto segnalato dai cittadini e dalle Associazioni di pazienti, rispetto alla difformità di servizi erogati a seconda della Regione di appartenenza. Le Regioni che superano la soglia del 4% di anziani trattati in ADI (parametro che determina una valutazione positiva in termini di raggiungimento dell obiettivo in sede monitoraggio LEA), sono quelle del Centro-Nord, mentre fino a tre anni addietro l unica Regione del Sud a raggiungere lo standard era la Basilicata. Dal 2011, tuttavia, il servizio delle cure domiciliari in Sicilia ha registrato un aumento di assistiti in tutte le Aziende Sanitarie Provinciali (nove), che ha permesso di raggiungere gli obiettivi indicati nel Piano della Salute Regione Sicilia e dalle prescrizioni del Ministero della Salute. Tale incremento ha prodotto in positivo anche il meccanismo della premialità. La sanità siciliana esce così, alla fine di un percorso a tappe forzate, dal Piano di Rientro e dal monitoraggio costante del Ministero attraverso l accompagnamento di Agenas. Finalmente, nel 2013 per l appunto, la Sicilia raggiunge gli obiettivi collocandosi finalmente tra le regioni virtuose in tema di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). 21

22 ! Fonte: Assessorato della Salute, Regione Siciliana Area della fragilità - ADI Casi Trattati Anziani Secondo il Rapporto Stato di salute e prestazioni sanitarie nella popolazione anziana del Ministero della Salute (2013), la popolazione anziana oggi in Italia determina il 37% dei ricoveri ospedalieri ordinari e il 49% delle giornate di degenza e dei relativi costi stimati. Tra le criticità tuttora presentate dal Servizio Sanitario Italiano, il Piano Sanitario Nazionale evidenziava l inappropriatezza dei ricoveri ospedalieri e degli accessi in Pronto Soccorso, dovuta all organizzazione, ancora spesso insufficiente, del sistema delle cure primari e, dei servizi territoriali e dell Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). L ADI, introdotta per la prima volta dal DPCM 29/11/2001 Definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria, si configura come un assistenza erogata a domicilio in base ad un piano assistenziale individuale attraverso la presa in carico multidisciplinare e multiprofessionale del paziente. Negli anni, pur sviluppandosi in modo difforme nelle diverse realtà regionali, le cure domiciliari si sono progressivamente articolate e strutturate per far fronte alla sempre maggiore complessità dei bisogni assistenziali dei destinatari. In particolare possono essere distinte forme di assistenza domiciliare prevalentemente orientate a fornire una appropriata risposta ai bisogni sociali ed altre di spiccata natura sanitaria (si pensi al campo delle cure palliative) o di tipo misto. 22

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