L ANZIANO FRAGILE E LA RETE PER LA CONTINUITA ASSISTENZIALE. I servizi territoriali LECCO,

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1 L ANZIANO FRAGILE E LA RETE PER LA CONTINUITA ASSISTENZIALE I servizi territoriali LECCO,

2 II QUADRO DEMOGRAFICO Dal Rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia In Italia le persone con 65 anni e più rappresentano il 20,1% della popolazione con una tendenza in costante e continua crescita; in Lombardia sono il 19,9%; in Provincia di Lecco il 19,4%. L ultima indagine ISTAT Multiscopo Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari ha rilevato che il 18,5% degli ultra 65enni (2,1 milioni di persone) riporta una condizione di totale mancanza di autosufficienza per almeno una delle funzioni essenziali della vita quotidiana. L indagine ISTAT 2007 individua in 2,6 milioni di persone in condizione di disabilità che vivono in famiglia, pari al 4,8% della popolazione, di queste ben 2 milioni sono persone anziane. La disabilità cresce ovviamente con l età; la percentuale delle donne è doppia di quella degli uomini; le malattie cronico degenerative affliggono, con almeno una malattia grave, il 59,4% delle persone con disabilità.

3 LA RETE DEI SERVIZI Dal Rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia Grado di copertura dei principali interventi a favore degli anziani non autosufficienti: 1. percettori di indennità di accompagnamento 9,5% 2. utenti di assistenza domiciliare 4,9% 3. ospiti di strutture residenziali 3,0% 4. anziani con assistente familiare 6,6% Dagli inizi anni 90, gli anziani percettori di indennità di accompagnamento sono quasi raddoppiati; gli anziani fruitori di assistenza domiciliare più che raddoppiati; gli anziani in servizi residenziali sono rimasti invariati.

4 ASPETTI DEL WELFARE ITALIANO Dal Rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia Rispetto ai Paesi dell EU del nord, l Italia presenta una minore diffusione di servizi domiciliari (il 4,9 contro il 13%) e di quelli residenziali (il 3,0 contro il 6-8%). Rispetto ai Paesi EU, l Italia è troppo sbilanciata verso i trasferimenti monetari, infatti la spesa monetaria sulla spesa complessiva per l assistenza continuativa (long term) è pari al 42%, contro il 24% della Germania e il 14% della Norvegia. Le risorse messe in moto dai trasferimenti monetari, dalle assistenti familiari, dalla famiglia e dal volontariato, giocano la partita principale nel governo assistenziale dell anziano e costituiscono un importante ammortizzatore sociale in grado di supplire, in talune Regioni, alla carenza dei servizi pubblici.

5 SEGRETARIATO SOCIALE Servizio Sociale di base Servizio professionale di accoglienza dei bisogni della persona e di lettura della domanda; di orientamento e di consulenza rispetto alle risorse e ai servizi esistenti sul territorio; presa in carico per erogazione di servizi e di prestazioni anche di natura economica. Organizzazioni di volontariato Le diverse organizzazioni del territorio si occupano di ascolto e di sostegno alle persone anziane, di attività ricreative e culturali, di assistenza presso strutture di ricovero, di trasporto e di accompagnamento. Telefono sociale Si tratta di un servizio gestito dalle Organizzazioni di volontariato che offre vicinanza agli anziani soli, informazioni, singole prestazioni o attivazione di servizi. (Il Telefono amico di ANTEAS e il Filo d argento di AUSER)

6 SEGRETARIATO SOCIALE Sindacati pensionati Oltre alla tutela sindacale, promuovono informazione, orientamento, pratiche amministrative, attività culturali, di socializzazione e turistiche per la terza età. Centri di Ascolto Caritas Volontari preparati ascoltano e accompagnano le persone in difficoltà ai servizi del territorio; offrono aiuti concreti; favoriscono l incontro tra famiglie in cerca di assistente familiare e persone straniere disposte al lavoro di cura. Punto Unico di Accesso Sportello ASL ad accesso telefonico e telematico di informazione e di orientamento alla rete dei servizi socio assistenziali e socio sanitari, per le persone non autosufficienti. Una equipe di operatori raccoglie i bisogni dell utenza e li orienta verso le risorse e i servizi del territorio; fornisce risposte agli operatori; svolge funzioni di segreteria per lo sportello Amministratore di Sostegno.

7 Teleassistenza -Telesoccorso Servizio che consente di rilevare in tempo reale le situazioni di emergenza che si verificano al domicilio dell utente (allarme sociale, allarme salute, allarme sicurezza) e che consentono l attivazione delle opportune forme di soccorso e di assistenza. Il servizio è attivo in quasi tutti i Comuni della provincia; viene gestito prevalentemente in forma associata (insieme di Comuni) e conferito ad Associazioni di volontariato, Cooperative Sociali o aziende. L attivazione della teleassistenza compete al Servizio Sociale comunale; il singolo Comune prevede o meno un costo a carico dell utente.

8 I servizi domiciliari Dal Rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia Le formule assistenziali codificate sono: 1. l assistenza domiciliare programmata del MMG 2. l assistenza domiciliare integrata (ADI) 3. l ospedalizzazione a domicilio 4. l assistenza domiciliare sociale (SAD) Nel 2005 l incidenza dei servizi domiciliari era del 4,9%, di cui 3,2% in ADI e 1,7% in SAD. Negli ultimi anni si riscontra una crescita delle prestazioni ADI ed un assestamento del SAD intorno all 1,7-1,8%. Qualsiasi tipologia di intervento a domicilio a favore della persona non autosufficiente, richiede di poter contare su un adeguato supporto familiare, garantito da un parente o da un assistente familiare.

9 Il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) Il SAD è un servizio assistenziale che aiuta le persone con problemi di non autosufficienza a svolgere le attività della vita quotidiana, affinché esse possano continuare a vivere nella propria casa e nel proprio ambiente di vita. Il SAD si propone le seguenti finalità: provvedere alla mancanza di autonomia dell assistito nelle sue personali necessità igienico-sanitarie e di relazione; mantenere e/o recuperare il benessere fisico e mentale; evitare o comunque ridurre i rischi di isolamento e di solitudine. Il SAD consiste in un insieme di interventi specifici: igiene personale, aiuto nell organizzazione e gestione della casa, cura dell alimentazione, preparazione o fornitura del pasto, interventi igienico-sanitari di semplice attuazione, attività tendenti a favorire la vita di relazione, servizi di accompagnamento.

10 Il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) Il servizio viene svolto al domicilio da operatori specializzati: Ausiliari Socio Assistenziali (ASA) e/o Operatori Socio Sanitari (OSS). Opera a sostegno delle capacità e delle autonomie ancora presenti nella persona assistita, integrando e non sostituendo la vicinanza dei familiari. Personalizza gli interventi attraverso la definizione di un Piano di Assistenza Individualizzato, costruito dal Servizio Sociale comunale con il coinvolgimento dei diretti interessati, sulla base dei loro bisogni. Il servizio prevede la collaborazione con altri servizi sociali, sanitari e socio-sanitari e il coinvolgimento di diverse figure professionali.

11 Il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) Il servizio viene erogato in tutti i Comuni della provincia. Il servizio è gestito in forma diretta o in appalto, dal singolo Comune o in modo associato. Il servizio si differenzia per la tipologia di utenza a cui si rivolge (anziani, disabili, nuclei familiari in difficoltà); per i giorni ed orari di funzionamento (sabato, domenica, orario serale); per le priorità individuate nell erogazione del servizio (persone sole, ultra 75enni, interventi di igiene personale, reddito inferiore). Il servizio prevede una compartecipazione al costo da parte degli utenti: i criteri si differenziano da Comune a Comune o vengono adottati stessi criteri nelle gestioni associate.

12 Il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) I dati provinciali relativi all anno 2008 Domanda potenziale Anziani ultra 65enni 19,4% della popolazione Anziani ultra 75enni 9,0% della popolazione Grado di copertura del bisogno (rapporto tra volume delle persone ultra65 in carico al SAD e popolazione totale ultra65) Provincia di Lecco 1,87% Lombardia 1,8% Italia 1,8%

13 Il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) Volume offerta Numero di accessi medi settimanali 3 Intensità del carico assistenziale lieve (1-2 accessi) 56,5% media (3-4 accessi) 12,5% intensa (5,6,7 accessi) 31,0% Durata della presa in carico fino a 6 mesi 40,1 % da 6 mesi a 1 anno 24,6% oltre 1 anno 35,3% Utenza SADH Utenti disabili in carico 187 (utenza anziana 1.210)

14 Assistenti Familiari Dal Rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia Negli interventi di assistenza domiciliare un ruolo importante viene svolto dai caregiver familiari, in generale le donne che all interno del nucleo si fanno carico dei familiari più deboli. Uno studio sulla stima dei potenziali caregiver evidenzia come nei prossimi anni questa fonte di sostegno potrebbe subire pesanti riduzioni, rendendo la permanenza a domicilio dell anziano non autosufficiente alquanto difficile senza il ricorso a forme private di cura.

15 Assistenti Familiari Dal Rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia Per sostenere il lavoro di cura a domicilio, alcune Regioni hanno introdotto gli assegni di cura, quale forma di compenso per l attività svolta dai caregiver familiari. Nell ultimo decennio, le Assistente Familiari sono diventate di gran lunga le risorse più utilizzate per l assistenza della popolazione anziana fragile a domicilio. Circa il 6,6% degli anziani over65 utilizza una Assistente Familiare (1su 10 al nord). In Lombardia è del 7,4% sul totale degli anziani over 65, del 48% sugli anziani non autosufficienti.

16 Assistenti Familiari Mediante il Fondo Intesa Famiglia e secondo linee giuda di Regione Lombardia, a partire dal 2009 sono stati attivati in tutte e tre gli ambiti territoriali, interventi di regolarizzazione e di qualificazione del lavoro delle Assistenti Familiari. Per gli interventi di regolarizzazione del rapporto di lavoro delle Assistenti Familiari, viene utilizzato un titolo sociale (buono sociale) a sostegno della spesa a carico della famiglia. Per gli interventi di qualificazione sono stati promossi corsi di formazione ed interventi di tutoring domiciliare (affiancamento),mediante il SAD.

17 Assistenti Familiari Le famiglie che ricercano una Assistente Familiare si rivolgono a vari soggetti del territorio: associazioni di volontariato, sindacati, Caritas, sportelli immigrati e Servizi Sociali comunali. La Provincia di Lecco-Politiche per l Impiego ha messo in rete vari soggetti del territorio e affidato al Centro Risorse Donne di Calolziocorte la gestione dell incontro domanda-offerta del lavoro di cura. Non si è ancora strutturato un vero e proprio elenco delle Assistenti Familiari.

18 Centri Diurni Integrati Sono unità d offerta socio-sanitarie, con funzione intermedia tra l assistenza domiciliare e le strutture residenziali (RSA). Si rivolgono ad anziani che vivono nella loro casa, con parziale o totale compromissione dell autonomia, anche affetti da qualche forma di demenza. Nei CDI vengono erogati servizi assistenziali, sanitari e riabilitativi, di animazione e socializzazione, di sostegno ai familiari. La frequenza è programmata in base alle esigenze dell anziano e dei suoi familiari: da lunedì a venerdì o meno giorni, orario pieno o tempo ridotto, con o senza pranzo. In provincia di Lecco sono attivi n. 6 CDI e uno è in fase di apertura, di cui 3 presso RSA mentre 4 sono strutture a sé stanti.

19 Pronto Intervento e Ricovero di Sollievo Si tratta di ricoveri temporanei presso RSA della durata di 30 giorni, eventualmente prorogabili, per anziani con limitazioni dell autonomia personale. Il Pronto Intervento risponde a situazioni di emergenza che non consentono la permanenza della persona anziana al proprio domicilio, dettata da aggravamento delle condizioni di salute, da momentanea indisponibilità dei parenti, dall impossibilità ad organizzare un assistenza domiciliare integrata. Il Ricovero di Sollievo risponde al bisogno del caregiver di un periodo di sollievo o di riposo nell assistenza continuativa dell anziano al domicilio. Il servizio è gestito unitariamente a livello provinciale e le RSA convenzionate sono 4.

20 Trasferimenti monetari Dal Rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia I trasferimenti monetari sono rappresentati dall indennità di accompagnamento per gli invalidi civili e a livello locale dagli assegni di cura erogati da enti locali e ASL. Nell ultimo decennio l indennità di accompagnamento ha avuto una crescita molto sostenuta che ha fatto raddoppiare la spesa, in conseguenza dell aumento del numero dei beneficiari. Nel 2009 la media nazionale dei beneficiari dell indennità di accompagnamento risulta del 3,2% sul totale della popolazione, in Lombardia del 2,5%. Tale spesa assorbe più della metà della spesa pubblica per la non autosufficienza, ma il paradosso è che non riesce a coprire la geografia del bisogno effettivo. Pari a 472 mensili appare inadeguata a coprire i bisogni assistenziali, anche in base all esperienza di altri Paesi EU (Francia 1169, Germania 665, Austria 1562).

21 Trasferimenti monetari La legge 328/00, legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, introduce i Titoli Sociali per l acquisto di servizi sociali. La legge regionale 3/08, governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario, definisce i titoli sociali come strumenti volti a sostenere la permanenza a domicilio delle persone in condizioni di disagio, riconoscendo l impegno delle famiglie e delle reti di solidarietà nell assistenza continuativa. I titoli sociali possono essere erogati sotto forma di Buono o di Voucher. Il Buono Sociale è un titolo economico per riconoscere e sostenere l impegno diretto dei familiari nella cura a domicilio della persona fragile; il Voucher Sociale è uno strumento economico per l acquisto di servizi accreditati e/o prestazioni professionali.

22 Trasferimenti monetari I Piani di Zona, strumento di programmazione sociale triennale dei tre ambiti distrettuali (Bellano, Lecco e Merate) hanno introdotto diversi titoli sociali rivolti agli anziani in condizione di fragilità: 1. il buono sociale anziani 2. il buono sociale per la regolarizzazione delle assistenti familiari 3. il voucher sociale per il pronto intervento e ricoveri di sollievo 4. il voucher sociale di assistenza tutelare (Merate) 5. il voucher sociale per il SAD (Bellano) 6. il voucher sociale per l accesso ai CDI (Merate) La fonte di finanziamento dei titoli sociali è il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e il Fondo per la Non Autosufficienza.

23 Centro di Assistenza Domiciliare (CeAD) A dicembre 2009, Regione Lombardia ha deliberato l attivazione del CeAD in ambito distrettuale, con l obiettivo di coordinare l impiego di tutte le risorse e di tutti gli interventi sociosanitari e sociali a livello domiciliare. Il CeAD risponde ai bisogni delle persone anziane e disabili non autosufficienti e alle loro famiglie. Mediante la sua funzione strategica di integrazione funzionale, il CeAD deve favorire la presa in carico di situazioni complesse dal punto di vista sociosanitario. Attraverso il coinvolgimento paritetico del responsabile distrettuale ASL e il responsabile del Piano di Zona (come espressione dei Comuni associati), il CeAD mira ad integrare i due livelli di programmazione, sanitaria e sociale, relativamente agli interventi domiciliari.

24 I PIANI DI ZONA Le principali attenzioni contenute nei Piani di Zona dei tre ambiti distrettuali della provincia di Lecco sono: le persone anziane affette da demenze e disturbi comportamentali; gli anziani soli; la continuità assistenziale per le persone più fragili; la messa in rete e l integrazione dei servizi sanitari e sociali; il potenziamento del SAD associato; l introduzione di criteri uniformi per l accesso ai servizi socio assistenziali e socio sanitari.

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