PATTO. fra Azienda U.L.SS. e Medici di Continuità Assistenziale

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1 AZIENDA U.L.SS. n. 8 ASOLO (In attuazione dell ACN reso esecutivo in data 23 marzo 2005 per la disciplina dei rapporti con i Medici di Medicina Generale e del conseguente Accordo Regionale) PATTO fra Azienda U.L.SS. e Medici di Continuità Assistenziale TRIENNIO Accordo Aziendale fra i Medici di Continuità Assistenziale e l Azienda U.L.SS. 8 Asolo - Patto 1

2 Premessa La stesura del presente patto triennale avviene in vigenza dell ACN esecutivo il 25 marzo 2005 (Accordo Collettivo Nazionale), della D.G.R.V. 4395/2005 (Accordo Integrativo Regionale) e della D.G.R.V. 3731/2004 (Indirizzi per la definizione dei Patti Aziendali per l esercizio 2005 per la Medicina Convenzionata di assistenza primaria e disposizioni collegate alla DGR 31 dicembre 2001, n. 3889). In quest ultimo provvedimento regionale sono contenute le indicazioni per la redazione del Patto Aziendale per l anno 2005 e successivi. In particolare, vi sono indicate le aree tematiche che attengono alle seguenti macro-sezioni: obiettivi di salute offerta/erogazione di attività crescita professionale collegate in una logica complessiva di governo della domanda nell ambito delle risorse assegnate al Distretto. L accordo integrativo Regionale prevede che le disposizioni della D.G.R.V. 3731/2004 vengano estese anche alla Continuità Assistenziale, l organizzazione del servizio dovrà prevedere, in deroga alle relative norme dell A.C.N., quanto segue: la conferma della dotazione organica, sia titolari che incaricati, attualmente vigente in ogni Azienda, in deroga al rapporto ottimale di cui all art. 64, comma 14 dell A.C.N.; l obbligo per il medico di Continuità Assistenziale di assicurare le prestazioni sanitarie non differibili agli assistiti del SSR, in deroga agli ambiti territoriali di cui all art. 67, comma 1 al di fuori delle località a forte afflusso turistico già individuate nel Veneto, con il Patto aziendale le parti provvedono eventualmente ad individuare ulteriori località, per l assistenza sanitaria rivolta alle persone non residenti, di cui all art. 32 e art. 67, comma 14 dell A.C.N.. Gli emolumenti di cui al presente Patto Aziendale sono assoggettati a contribuzione ENPAM. Contesto Il "Patto Aziendale" viene definito nell'accordo Integrativo Regionale un'alleanza molto forte tra i Medici convenzionati e il Sistema Sociosanitario Regionale rappresentato dall'azienda U.L.SS.. Le Cure Primarie sono riconosciute come focus per l assistenza al paziente, superando la visione ospedalocentrica, o meglio restituendo a ciascun ambito di cura le competenze proprie. Per incrementare un processo orientato in tal senso è essenziale lo sviluppo di un sistema di relazioni tra diverse professionalità e diversi livelli di cura che porti alla realizzazione di due obiettivi: la continuità dell assistenza e l integrazione tra professionisti. In tale contesto si è sviluppata la logica dei Patti con i Medici di Assistenza Primaria. Attraverso la concertazione si intende rinforzare e consolidare i meccanismi di partnership fra Azienda U.L.SS. e Medici di Continuità Assistenziale, finalizzandoli in modo particolare al conseguimento di una forte sinergia con le altre componenti della medicina delle cure primarie. L Accordo Regionale indica le azioni qualificanti l'attività della Medicina di Continuità Assistenziale che possono essere così sintetizzate: 1) migliorare l'accessibilità degli utenti al servizio, provvedendo allo snellimento delle procedure 2) integrare le proprie attività con quelle del Medico di Assistenza Primaria e del Distretto, avvalendosi di idonei strumenti di comunicazione (es. telefonia, informatizzazione, ecc.) Pagina 2 di 12

3 3) condividere ed applicare la Carta del Servizio di Continuità Assistenziale come parte integrante di quella della Medicina Generale dell Azienda U.L.SS.. 4) partecipare al Sistema delle Cure Primarie, prestando la propria attività con risposte semplici (consulenze, visite e prestazioni strumentali in ambulatorio) o "complesse" presso il domicilio di pazienti in ADI, ricoverati in Strutture Residenziali evitando soluzioni di continuità della presa in carico. In particolare, secondo le indicazioni date dall Accordo Regionale, si prevede che le disposizioni sui patti aziendali, di cui alla D.G.R. 3731/2004, vengano estese anche alla Continuità Assistenziale. In tale ambito, l organizzazione del servizio dovrà prevedere, in deroga alle relative norme dell A.C.N., quanto segue: la conferma della dotazione organica, sia titolari che incaricati, attualmente vigente in ogni Azienda U.L.SS., in deroga al rapporto ottimale di cui all art. 64, comma 1; l obbligo per il Medico di Continuità Assistenziale di assicurare le prestazioni sanitarie non differibili agli assistiti dal SSR, in deroga agli ambiti territoriali di cui all art. 67, comma 1; Ore eccedenti Per ore eccedenti si intende il numero di ore che, in ordine di servizio mensile (o su disposizione dell Azienda U.L.SS. tramite il coordinatore), il medico effettua oltre il normale orario di servizio che comporti il superamento di complessive 104 ore mensili. Sono escluse le ore per cessioni o scambi di turni. L'attività del Servizio di Continuità Assistenziale si articola secondo l'orario previsto di 24 ore settimanali (art. 65 comma 1 dell' Atto di intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005) prevedendo per ciascun medico incaricato 104 ore mensili. Qualora l Azienda U.L.SS. fosse impossibilitata a garantire il servizio, come previsto agli artt. 65 comma 14 e 70 dell ACN, potrà concordare con i medici incaricati un aumento delle ore settimanali oltre le 24 ore (oltre le 104 ore mensili), che verranno retribuite con Euro 32 onnicomprensive cadauna, ai sensi dell accordo regionale vigente. Le ore saranno attribuite chiedendo la disponibilità a effettuarle a tutti i medici incaricati nel servizio e distribuite equamente. Al fine di non frazionare i turni le ore residue saranno attribuite mensilmente applicando il criterio della rotazione. I compensi per le ore eccedenti non assorbono quelli previsti per le prestazioni di particolare impegno (allegato D ACN 2005) e il rimborso benzina per uso mezzo proprio (art. 72 comma 2 ACN 2005) Sono fatte salve le prescrizioni contenute nella DGR 24 aprile 2007 n Struttura Generale del Patto Durata del Patto Aziendale Le parti concordano che per garantire la continuità dei processi di integrazione e per poter pianificare azioni di elevato contenuto professionale senza dover rimettere in discussione azioni ristrette, il patto avrà durata triennale, ( ) con uno scorrimento annuale degli obiettivi, descritto in un documento definito contratto. Continuerà comunque a produrre gli effetti previsti fino alla stipula di un nuovo accordo aziendale. Vengano utilizzati, nella valutazione dei risultati, obiettivi quantitativi misurabili, volti a monitorare l appropriatezza dell assistenza erogata. Pagina 3 di 12

4 Contenuti Al fine di attuare le linee di indirizzo descritte, l Azienda U.L.SS. ha articolato il Patto nei seguenti obiettivi strategici, nel rispetto dei vincoli di bilancio. 1. Potenziare i processi di integrazione 2. Sviluppare il percorso del miglioramento continuo della qualità 3. Formazione 4. Ottimizzare l uso appropriato delle risorse Al perseguimento di questi obiettivi è chiamata l Azienda U.L.SS. nel suo complesso, e il Patto Aziendale rappresenta strumento forte di coinvolgimento dei Medici di Continuità Assistenziale. L Azienda U.L.SS. 8 si impegna a: rendere disponibili report trimestrali necessari per il monitoraggio dei contenuti specificati nel Contratto garantire coerenza tra gli obiettivi di budget delle proprie UU.OO. e gli obiettivi concordati per i Medici di Continuità Assistenziale sul cui raggiungimento risulta necessaria una convergente azione delle Unità Operative aziendali promuovere iniziative di educazione (informative e formative) finalizzate alla realizzazione delle condizioni operative ottimali per il conseguimento degli obiettivi di miglioramento dell offerta di salute in accordo con le OO.SS. 1) Potenziare i processi di integrazione fra Azienda e Medicina di Continuità Assistenziale La creazione di un forte rapporto di partnership fra l Azienda U.L.SS., nelle sue diverse articolazioni (Distretto, Dipartimento di Prevenzione, Ospedale) e i Medici di Continuità Assistenziale avverrà attraverso lo sviluppo del processo di aggregazione e integrazione fra pari. a) Con il Distretto, sviluppando in modo generalizzato l integrazione e la partnership per la messa a punto di specifici progetti assistenziali al singolo, con particolare attenzione ai pazienti seguiti dal Servizio di Assistenza Domiciliare. b) Con l Ospedale e gli Specialisti. In particolare questo tipo di integrazione si manifesta con la disponibilità alla presa in carico del paziente, guidandone, assieme alla rete dei servizi, il mantenimento a domicilio per i casi complessi. Rientra in questo ambito di sviluppo della partnership la condivisione e la definizione concordata di alcuni Percorsi Assistenziali. Come previsto dai Piani Nazionali e Regionali si ritiene necessario attivare percorsi strutturati e concordati fra le varie figure mediche interessate volti alla gestione integrata del paziente con patologie croniche tra specialisti e medici di assistenza primaria, individuando le modalità applicative di percorsi concordati di cura e assistenza nelle aree tematiche di volta in volta individuate. Dal canto suo, l Azienda U.L.SS. si impegna a definire obiettivi congruenti con quelli sopra riportati anche nella negoziazione del budget delle Unità Operative ospedaliere, al fine di garantire la perseguibilità dei percorsi. 2) Sviluppare il percorso del miglioramento continuo della qualità L Azienda U.L.SS. 8 ha incentrato sul miglioramento continuo della qualità una delle azioni portanti della propria operatività. Nell ambito del Servizio di Continuità Assistenziale si vogliono sviluppare attività orientate al miglioramento dei processi clinici e della comunicazione nei confronti dell utenza. Pagina 4 di 12

5 3) Formazione Riconoscendo la necessità di assicurare l attività di formazione continua, le parti convergono che, nel triennio di attività del patto, debbano essere privilegiati ed implementati i momenti di incontro culturale e scientifico. 4) Uso appropriato delle risorse L Azienda U.L.SS. 8 persegue l appropriatezza valutando in particolare: la dimensione clinica, mediante la definizione e l adozione di protocolli e linee guide; la dimensione organizzativa mediante l analisi della casistica ospedaliera, con la valutazione dei DRG ad alto rischio di inappropriatezza in ricovero ordinario, della casistica degli assistiti in Assistenza Domiciliare, delle ospedalizzazioni per cause prevenibili ; la dimensione temporale, intesa come tempestività della prestazione, L Azienda intende promuovere iniziative che contribuiscano ad aumentare i livelli di appropriatezza fino ad oggi conseguiti Il fondo aziendale - modalità di costituzione In conformità con gli Accordi Regionali, ove si stabilisce che i sistemi incentivanti devono essere finanziati con risorse certe, è istituito il fondo aziendale per il patto, definito nel contratto allegato. A tal fine si riporta quanto prescritto dall ACR b.4) Costituzione del fondo aziendale: i sistemi incentivanti adottati, in conformità all Accordo regionale di cui alla D.G.R. n del 31/12/2001, sono finanziati con risorse certe e definite, anche risultanti dai processi aziendali conseguenti alla razionalizzazione del Sistema socio-sanitario regionale. Nel rispetto dei principi contabili vigenti, ciascuna Azienda provvede alla costituzione, ogni anno, di un apposito fondo rischi ed oneri, inserendo l importo, quantificato sulla base di 4,45 per assistito/anno, pari alle quote A) e B), nel Bilancio Economico Preventivo. Nel caso in cui le risorse economiche non fossero completamente utilizzate nell esercizio di competenza, salvo quanto previsto al successivo punto b.6), la parte non corrisposta andrà ad incrementare il fondo dell anno successivo. b.5) Computo delle incentivazioni: qualora parte o tutti gli incentivi siano erogati sulla base degli assistiti si rileva opportuno uniformare le modalità di computo delle incentivazioni adottando l ipotesi di assumere come numero di quote di riferimento la media annuale degli assistiti (considerando l annualità di riferimento del Patto/Contratto). b.6) Fissazione di un tetto per le incentivazioni: si prevede di definire una formulazione di incentivazione articolata su tre livelli: - quota A), pari a 3,10 per assistito: le quote non corrisposte vengono ripartite, a fine esercizio, fra i medici aderenti in proporzione al raggiungimento degli obiettivi; - quota B), che non potrà risultare superiore a 1,35 per assistito; - quota C), legata ad obiettivi su progetti speciali predisposti dall Azienda ULSS interessata e inviati alla Direzione Regionale Piani e Programmi Socio Sanitari che si esprime in merito, acquisito il parere del Comitato di coordinamento ex D.G.R. n del 16 aprile Al fine di mantenere nel tempo il valore economico del sistema incentivante introdotto con la D.G.R. n. 3731/2004, si prevede l adeguamento annuale, a partire dal 1 gennaio 2006, del valore economico delle quote A) e B) dei Patti aziendali, conformemente agli obiettivi da perseguire nell anno di riferimento. Clausola di garanzia Le parti concordano che se nel periodo di validità del patto dovessero intervenire nuovi Accordi Nazionali e/o Regionali modificanti la struttura del fondo aziendale e le sue finalità di erogazione il Contratto verrà ridiscusso. Pagina 5 di 12

6 Il Contratto II Contratto deve essere sottoscritto entro 30 giorni dalla data di decorrenza del patto, ha durata annuale, e viene aggiornato con strumenti ordinari in modo dinamico previo accordo fra le parti. Valore economico degli obiettivi A ciascun obiettivo del contratto viene attribuito un valore economico, che corrisponde alla quota di incentivo ad essa collegato. L incentivazione sarà riconosciuta in maniera proporzionale al raggiungimento degli obiettivi e verrà corrisposta al singolo Medico di Continuità Assistenziale, sia con incarico a tempo indeterminato che a tempo determinato Indicatori Sono riferiti indicatori di attività/partecipazione, i cui contenuti sono definiti specificatamente per ciascun obiettivo proposto. Cadenza di verifica Nel patto è previsto che sia effettuata una verifica annuale degli obiettivi del contratto per la liquidazione definitiva. Tuttavia sono previste delle verifiche trimestrali in itinere, da effettuarsi da parte della Commissione Paritetica per la definizione di strategie di miglioramento nelle aree di criticità e per la discussione delle modalità operative in fieri. Organismi di verifica e valutazione Il comitato aziendale per la medicina generale è il responsabile ultimo della verifica e della validazione dei risultati sulla base anche della reportistica fornita dal Controllo di Gestione. Eventuali contrasti verranno discussi e risolti all interno del Comitato Aziendale. Sistema di negoziazione Le parti concordano che l intero progetto è di diretta responsabilità del Direttori di Distretto, che cureranno la promozione delle politiche di appropriatezza a supporto del Patto. Asolo, 11 luglio 2007 Il Direttore Sanitario Le organizzazioni sindacali Pagina 6 di 12

7 AZIENDA U.L.SS. 8 ASOLO CONTRATTO fra Azienda U.L.SS. n. 8 e Medici di Continuità Assistenziale ANNO 2007 Allegato al Patto Aziendale Pagina 7 di 12

8 1) OGGETTO Il contratto traduce gli obiettivi aziendali da perseguire già esplicitati e contestualizzati nel Patto Aziendale. Tali obiettivi sono verificabili attraverso specifici indicatori quali-quantitativi, per ognuno dei quali vengono fissati pesi e incentivi. 2) DURATA DEL CONTRATTO AZIENDALE Il contratto aziendale ha validità a partire dal 1 agosto Scade il 31 dicembre Continuerà comunque a produrre gli effetti previsti dall'accordo Collettivo Nazionale reso esecutivo dalla Conferenza Stato Regioni in data 23 marzo 2005 e dall Accordo Regionale (D.G.R.V. n: 4395/2005), fino alla stipula di un nuovo contratto aziendale. 3) DECORRENZA ECONOMICA DEL CONTRATTO AZIENDALE Il contratto aziendale ha decorrenza dal 1 agosto 2007 per tutti i medici che aderiscono al Patto. 4) CONTENUTI L Azienda U.L.SS. 8, coerentemente a quanto definito nel Documento di Direttive e nel Patto Aziendale , intende incentivare per l anno 2007 i seguenti obiettivi: a) Potenziare i processi di integrazione; b) Sviluppare il percorso del miglioramento continuo della qualità; c) Sviluppare la formazione; d) Ottimizzare l uso appropriato delle risorse. QUOTA A OBIETTIVO n. 1 POTENZIARE I PROCESSI DI INTEGRAZIONE 1.1 Assistenza programmata a pazienti fragili Allo scopo di garantire un'effettiva continuità assistenziale nelle 24 ore per 7gg / settimana ai malati gravi e multiproblematici, il medico di Continuità Assistenziale prende in carico, nelle ore proprie di attività del Servizio di Continuità Assistenziale, i pazienti seguiti in regime di ADIMED e di ADI- HR, il paziente anziano e gli ospiti delle Strutture Residenziali insediate nel territorio dell'azienda U.L.SS. 8, assicurando le prestazioni programmate e/o non differibili, secondo i criteri e le metodologie proprie dell'assistenza Primaria. Per i casi in ADIMED e ADI-HR segnalati dall U.O. distrettuale Servizio di Assistenza Domiciliare verrà programmato un accesso domiciliare per provvedere ad eventuali necessità terapeutiche. L'intervento del medico di Continuità Assistenziale in ambito domiciliare o nelle Strutture Residenziali suddette è facilitato dall'accessibilità al Diario Clinico, comprendente anamnesi, diagnosi, allergie, terapie praticate e ogni altro suggerimento ritenuto opportuno da parte del collega di Assistenza Primaria. Il medico di Continuità Assistenziale riporta sul Diario Clinico la data e l'ora del suo intervento e allega copia del modello M, assicurando in questo modo la comunicazione con il medico di Assistenza Primaria e con il Servizio di Assistenza Domiciliare nelle forme previste dall'a.c.n. Per casi di particolare complessità si prevede la possibilità di convocare in Unità di valutazione multidimensionale (UVMD) un medico di continuità assistenziale per la definizione di un progetto Pagina 8 di 12

9 assistenziale con l'obbligo di riportare le consegne ai colleghi di sede. La partecipazione verrà retribuita con gettone analogo a quello corrisposto ai medici di assistenza primaria. Per il miglioramento qualitativo dell assistenza le parti ritengono utili: la partecipazione ad eventi formativi organizzati dall Azienda, comprendendo fra questi anche la frequenza di momenti formativi svolti presso il servizio di assistenza domiciliare l adozione di linee guida e protocolli di buona pratica clinica già esistenti l integrazione nelle attività del Servizio di assistenza domiciliare dell Azienda U.L.SS. attraverso un regolare flusso informativo Indicatore: il medico di continuità assistenziale, oltre alle chiamate indifferibili, dovrà rispondere al 100% delle richieste di accessi domiciliari di pazienti di cui al presente articolo, presentate dal servizio di assistenza domiciliare. Incentivo: 3,10/ora per ogni accesso effettuato su richiesta del servizio di assistenza domiciliare il medico riceverà un compenso pari a 25,82. QUOTA B OBIETTIVO n. 2 SVILUPPARE IL PERCORSO DEL MIGLIORAMENTO CONTINUO DELLA QUALITÀ Rilevazione dell attività ambulatoriale e domiciliare linee guida Il servizio di continuità assistenziale ha il compito di dare risposta alle situazioni patologiche indifferibili. Il contatto dell utenza è telefonico e la prestazione fornita dal medico del SCA può orientarsi su diverse modalità di intervento. Per evitare una disomogeneità di comportamenti, con l utenza che potrebbe ricevere risposte diverse ai propri bisogni di salute a seconda della sede a cui afferisce, e per implementare l appropriatezza clinica e temporale delle risposte date, analogamente a quanto avviene nelle strutture di pronto soccorso si vuole avviare un processo di selezione delle richieste seguendo linee guida. Il progetto ha l obiettivo di aiutare il medico a scegliere le risposte più appropriate alle diverse situazioni che si presentano e di indurre a comportamenti omogeneamente applicati nell ambito del servizio. I Medici di Continuità Assistenziale si impegnano ad elaborare, in collaborazione con le unità operative dell Azienda ULSS, linee guida che individuino: A) le situazioni che più comunemente si presentano al medico; B) i quesiti da porre all interlocutore (paziente, familiare, personale di assistenza ecc.) nelle situazioni individuate al punto precedente, per definire il bisogno sanitario da affrontare; C) gli standard di risposta da adottare. Nell ambito della loro attività, per soddisfare quanto previsto al punto A, verrà fatta una rilevazione per ogni contatto con una scheda cartacea da concordare. I medici che accettano di partecipare al Progetto compilano la scheda per almeno il 90% dei contatti al Servizio nel periodo considerato, fornendo i dati rilevati secondo un tracciato cartaceo predefinito. I periodi di rilevazione sono i seguenti: dall 1 agosto 2007 al 30 settembre 2007 e dall 1 novembre 2007 al 31 dicembre Vengono definite, congiuntamente all Azienda, le modalità da porre in atto previste al punto B e l individuazione degli standard di risposta, di cui al punto C. I medici di continuità assistenziale si impegnano ad applicare la procedura individuata a partire dall anno Pagina 9 di 12

10 Indicatore: Rilevazione delle attività mediante la scheda cartacea, percentuale attesa: 90 % Incentivo: 0,75/ora per rilevazione delle attività Per i partecipanti al gruppo di lavoro 30,00/ora fino ad un massimo di 20 ore 2.2 Carta dei servizi Per l informazione degli utenti risulta necessario condividere con un gruppo di lavoro paritetico ed applicare la Carta dei servizi di Continuità Assistenziale (da valutare anche come parte integrante di quella della Medicina di Assistenza Primaria). La carta dei servizi verrà sottoposta all'esame del Comitato Aziendale entro 60 giorni dalla stipula del Patto. Successivamente sarà distribuita in collaborazione con l'azienda e i medici di Assistenza Primaria. Indicatore: distribuzione della Carta dei Servizi presso le sedi di CA. Incentivo: 0,10/ora OBIETTIVO n. 3 FORMAZIONE 3.1 Aggiornamento professionale Allo scopo di formare il medico di Continuità Assistenziale in relazione ai bisogni organizzativi del Servizio e alle necessità di aggiornamento professionale, l'azienda, anche in accordo con la programmazione formativa regionale, organizzerà corsi di carattere teorico-pratico specifici per le esigenze proprie di formazione dei medici di Continuità Assistenziale. Annualmente verrà concordato un programma formativo di almeno 5 eventi da realizzarsi con la collaborazione dell'ufficio Formazione Aziendale. In particolare, da quanto emerso nel corso degli incontri con i MCA, sono argomenti prioritari di approfondimento: 1. il paziente anziano gestito nelle strutture residenziali; 2. il paziente anziano e il paziente in fase di terminalità di patologia, gestito a domicilio in un modello integrato di ADI che privilegi anche la relazione con le altre figure professionali del Distretto; 3. il paziente psichiatrico o demente; 4. il paziente pediatrico, con gestione a domicilio e in ambulatorio; 5. la selezione delle richieste seguendo linee guida. In collaborazione con i PS ospedalieri verranno implementati corsi di BLS estesi a tutti i componenti delle equipe. Indicatore: Partecipazione almeno all 80% delle attività formative Incentivo: 0,50/ora Pagina 10 di 12

11 5) REPORT L Azienda U.L.SS. fornirà ad ogni sede di Continuità Assistenziale con cadenza trimestrale i report utili a fornire in forma sintetica le informazioni necessarie a supporto dell analisi e monitoraggio degli obiettivi definiti dal presente contratto e dell attività complessiva svolta. 6) VERIFICA RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI La competenza alla verifica degli obiettivi compete alla Azienda U.L.SS. 8. La verifica di prima istanza verrà effettuata dal Responsabile del servizio di Medicina di Comunità e dal Direttore dell U.O. Convenzioni. La verifica di seconda istanza compete al comitato aziendale per la medicina generale. 7) FINANZIAMENTO In conformità con gli Accordi Regionali, ove si stabilisce che i sistemi incentivanti devono essere finanziati con risorse certe, è istituito il fondo aziendale per il patto, così costituito: Una quota A di 3,10 /ora una quota B di accantonamento pari a 1,35/ora. I compensi sono pagati in base alle ore effettivamente svolte, ad esclusione delle ore di formazione. 8) LIQUIDAZIONE Il pagamento di quanto dovuto avverrà per il 50% alla firma dell adesione al patto mediante corresponsione con i compensi mensili e per il 50% al termine del progetto, una volta verificato il raggiungimento degli obiettivi. I corrispettivi legati agli obiettivi concernenti le visite domiciliari programmate e le prestazioni aggiuntive, verranno liquidati come previsto dagli Accordi Regionali su presentazione di una rendicontazione scritta con modalità da concordare. Il compenso è da ritenersi per medico ed è subordinato alla adesione del patto 9) ASSISTENZA AI CITTADINI NON RESIDENTI NELL AMBITO REGIONALE In conformità agli accordi regionali si richiama l obbligo per il medico di Continuità Assistenziale di assicurare le prestazioni sanitarie non differibili agli assistiti del SSR, in deroga agli ambiti territoriali di cui all art. 67, comma 1. Si conviene che il medico di Continuità Assistenziale assicuri prestazioni sanitarie non differibili anche a cittadini non assistiti dal SSR della regione Veneto e che non abbiano effettuato la scelta temporanea del medico di Assistenza primaria nell ambito dell Azienda U.L.SS.. atti medici ripetitivi euro 5,00; visita ambulatoriale euro 21,00; visita domiciliare euro 31,00. Le tariffe sono omnicomprensive anche di eventuali prestazioni aggiuntive, fatte salve le Prestazione di particolare impegno professionale ex allegato D dell ACN vigente. Ad ogni medico di CA sarà consegnato dall Azienda U.L.SS. un bollettario per l emissione, ad ogni prestazione effettuata, di regolare fattura fiscale. Il medico verserà quanto riscosso, entro il 5 del mese successivo a quello di riscossione, alla Cassa dei Presidi di Castelfranco Veneto, Montebelluna e Valdobbiadene ovvero effettuerà bonifico Pagina 11 di 12

12 bancario su C.C. di riferimento aziendale e invierà all unità operativa Convenzioni la distinta delle prestazioni effettuate e di quanto incassato e poi versato all Azienda U.L.SS. n. 8. L Azienda U.L.SS., nella mensilità successiva a quella di ricezione del dovuto, provvederà a liquidare al medico che ha eseguito le prestazioni il 90% di quanto riscosso. I medici annoteranno le prestazioni effettuate sul registro delle chiamate già in uso fino al momento dell informatizzazione, riportando la residenza anagrafica per distinguerle da quelle registrate per la consueta attività. Partecipazione ai gruppi di lavoro Per la partecipazione ai gruppi di lavoro aziendali è prevista una remunerazione di 30,00/ora. SCHEMA RIASSUNTIVO Q U O T A Obiettivo 1.1 Assistenza programmata a pazienti fragili Indicatori il medico di continuità assistenziale, oltre alle chiamate indifferibili, dovrà rispondere al 100% delle richieste di accessi domiciliari di pazienti in ADI inoltrate dal servizio di assistenza domiciliare. Valori economici 3,10 3,10 A Q U O T A B Per ogni accesso a paziente fragile effettuato su richiesta del servizio di assistenza domiciliare: 25, Rilevazione dell attività Rilevazione delle attività mediante scheda cartacea, 0,75 ambulatoriale e domiciliare percentuale attesa: 90 % 2.2 Carta dei servizi distribuzione della Carta dei Servizi 0, Formazione Partecipazione almeno all 90% delle attività formative 0,50 1,35 Asolo, 11 luglio 2007 IL DIRETTORE SANITARIO LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI... Pagina 12 di 12

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