1 IL LASER NEI SISTEMI DI TELECOMUNICAZIONE IN FIBRA OTTICA

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1 magazine occupational health & safety + environmental quarterly magazine HS+Ethe Vol. Vol. IX 3 - N. 32 Italian/English Edition Poste Italiane - Spedizione in a.p. 25% - art. 2 comma 20/b Legge 662/96 - D.R.T. - D.C.B. - TO n. 2/2011 Jul-Sep 2011 IL LASER NEI SISTEMI DI TELECOMUNICAZIONE IN FIBRA OTTICA * Valeria Monti L obiettivo delle comunicazioni è, da sempre, quello di permettere la trasmissione dell informazione tra utenti posti in luoghi differenti. Le due grandezze che in prima approssimazione, qualificano la qualità di un sistema di telecomunicazioni, sono la quantità di informazioni che, nell unità di tempo, vengono scambiate, e la distanza alla quale si riesce a realizzare la comunicazione. La necessità di avere sistemi di comunicazioni su lunga distanza affidabili esiste fin dall antichità. Nel tempo il grado di sofisticazione di tali sistemi è gradualmente aumentato, dai segnali di fumo, al telegrafo ed infine al primo cavo coassiale messo in servizio nel Il miglioramento di questi sistemi ha fatto si che si presentassero limitazioni non trascurabili. I sistemi elettrici sono limitati dalle ridotte distanze di amplificazione (la distanza lungo cui il segnale si può propagare prima che l attenuazione imponga l amplificazione del segnale), e la bit-rate dei sistemi a microonde è limitata dalla frequenza di portante. Nella seconda metà del ventesimo secolo, ci si è resi conto che l utilizzo di una portante ottica avrebbe portato a significativi vantaggi rispet- continua a pag. 2 In questo numero/in this issue 1 IL LASER NEI SISTEMI DI TELECOMUNICAZIONE IN FIBRA OTTICA 7 PANORAMICA DEGLI HABITAT EMILIANO- ROMAGNOLI NEGLI UTLIMI 50 ANNI (prima parte) 10 Bookshop 11 Site Map 12 Top Gear 13 Press Review 14 Events Calendar 15 HS+E News

2 2 HS+E magazine HS+E MAGAZINE Trimestrale di Sicurezza, Igiene Industriale e Ambiente The Occupational Health & Safety and Environmental Quarterly Magazine Jul-Sep 2011 / Vo l. IX - N. 3 Editore / Publisher: Alzani Tipografia Via Grandi, 5 - Pinerolo (TO) Proprietà / Owner: Techno srl Via Pirano, Ravenna (I) ph Redazione / Editorial Office: c/o Techno srl Fo t o c o m p o s i z i o n e e St a m p a / Photocomposition and Printing: Alzani Tipografia ph Registrazione Tribunale di Ravenna n del 25/02/2003 Direttore Responsabile / Editor in Chief: Roberto Nicolucci Hanno collaborato a questo numero/ Co n t r i b u t o r s: Valeria Monti, Roberto Nicolucci, Federico Riva, Silvia Signorini Traduzioni / Translations: Chiara De Angelis HS+E MAGAZINE è pubblicato trimestralmente. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte della pubblicazione può essere riprodotta o trasmessa in alcuna forma e con alcun mezzo, elettronico o meccanico, inclusa la fotocopia, senza il preventivo consenso scritto dell Editore. I punti di vista e le opinioni espresse dagli Autori all interno della rivista non necessariamente coincidono con quelli del Proprietario, dell Editore e del Direttore Responsabile. The HS+E MAGAZINE is published quarterly. All rights reserved. No part of this publication may be reproduced or transmitted in any form or by any means, electronic or mechanical, including photocopying, without prior written consent of the Publisher. The views and opinions expressed elsewhere in the magazine are not necessarily those of the Owner, Publisher or Editor in Chief. to ai sistemi in uso, per cui, all epoca come ora, la tipologia di sistemi di comunicazione che permette le migliori prestazioni in termini di distanza di comunicazione e flusso di dati trasmessi nell unità di tempo, è quella che fa uso delle tecnologie ottiche. Tuttavia, in quegli anni non era disponibile una sorgente di luce coerente o un mezzo di trasmissione adatto. Quindi, dopo che lo sviluppo dei laser negli anni 60 risolse il primo problema, fu proposto, negli anni 70, lo sviluppo di fibre ottiche di alta qualità come soluzione al secondo. Dopo un periodo di intensa ricerca dal 1975 al 1980, furono sviluppati i primi sistemi commerciali di comunicazione su fibra ottica, che operavano a lunghezze d onda intorno agli 800 nm ed usavano laser a semiconduttore in GaAs. La prima generazione operava a bit rate di 45 Mb/s, con ripetitori spaziati di 10 km. La seconda generazione di comunicazione su fibra ottica fu sviluppata per uso commerciale nei primi anni 80, operava a 1.3 μm e usava laser a semiconduttore InGaAsP. Sebbene questi sistemi fossero inizialmente limitati da fenomeni di dispersione, nel 1981 la single-mode fiber si rivelò in grado di migliorare sostanzialmente le prestazioni del sistema. Intorno al 1987, questi sistemi operavano a bit rate fino a 1.7 Gb/s con ripetitori distanziati fino a 50km. La terza generazione di sistemi in fibra operava a 1.55 μm con perdite di circa 0,2 db/km. Il risultato fu ottenuto nonostante alcune difficoltà iniziali, dovute all allargamento degli impulsi alla lunghezza d onda di lavoro, utilizzando laser a semiconduttore tradizionali in InGaAsP. Gli scienziati superarono questo problema tramite l utilizzo di fibre dispersion shifted che presentano il minimo di dispersione a 1.55 μm o limitando lo spettro dei laser ad un singolo modo longitudinale. Questi sviluppi consentirono ai sistemi commerciali di terza generazione di operare a 2.5 Gb/s, con ripetitori distanziati di oltre 100 km. La quarta generazione di sistemi in fibra introdusse l amplificazione ottica per ridurre la necessità di ripetitori ed il Wavelength Division Multiplexing (WDM), per aumentare la capacità della fibra. Questi due miglioramenti causarono una rivoluzione che comportò un raddoppio della capacità dei sistemi ogni 6 mesi a partire dal 1992, fino a quando non fu raggiunta nel 2001 la capacità di 10 Tb/s. Recentemente sono state raggiunte bit rate di 14 Tb/s su una singola linea lunga 160 km, utilizzando amplificatori ottici. L obiettivo della ricerca per la quinta generazione di comunicazioni in fibra ottica, che utilizza sistemi a solitoni, è quello di estendere l intervallo di lunghezze d onda su cui possono operare i sistemi WDM. La finestra convenzionale, nota come banda C, copre le lunghezze d onda nell intervallo μm e la nuova dry fiber presenta basse perdite che promettono un estensione della finestra fino ad un intervallo compreso tra i 1.30 ed i 1.65 μm. Un generico sistema di comunicazioni ottico è concettualmente simile a qualunque altro sistema di comunicazione: la differenza sostanziale risiede nel mezzo di propagazione del segnale (normalmente la fibra ottica), con la conseguenza che il trasmettitore e il ricevitore devono essere progettati per operare con questo tipo di canale. Lo scopo di un trasmettitore per telecomunicazioni è quello di spostare la banda del segnale che contiene l informazione utile, su una frequenza molto più elevata, denominata portante, dove il canale di trasmissione presenta caratteristiche ottimali. Il compito del trasmettitore ottico, oltre a quello appena descritto, è anche quello di convertire il segnale elettrico applicato al suo ingresso in un segnale ottico idoneo ad essere trasmesso in fibra. Un trasmettitore per operare la traslazione in frequenza deve essere costituito da un oscillatore (circuito capace di generare un segnale ad una frequenza fissa) e da un modulatore che permette la modulazione della portante con il messaggio contenuto nel segnale. Nel caso di un trasmettitore ottico

3 HS+E magazine Il laser, a differenza di altre sorgenti quali i LED (Light Emitting Diode) bal oscillatore non è altro che un LASER (Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation); questo perché è facilmente accoppiabile con la fibra ottica e presenta caratteristiche idonee alla trasmissione numerica. A questo punto il canale di comunicazione o mezzo di propagazione deve trasportare il segnale dal trasmettitore al ricevitore apportando la minore distorsione possibile al segnale stesso. La fibra ottica è realizzata da un cilindro interno (core) in fibra di vetro, ricoperto da un mantello esterno (cladding) realizzato con un materiale che presenta un maggiore indice di rifrazione e, grazie al meccanismo della riflessione totale interna, causata dalla differenza tra i valori dei due indici di rifrazione, permette la propagazione guidata del segnale attraverso il nucleo. Proprietà fondamentale della fibra ottica, che la rende il mezzo di comunicazione per eccellenza nei sistemi ottici, sono le basse perdite. Le perdite nel canale trasmissivo rivestono, infatti, un ruolo molto importante nel progetto del sistema di comunicazione e rappresentano il primo aspetto da tenere in considerazione nella progettazione della lunghezza della tratta nei sistemi a grande distanza. Un altro parametro, non meno importante del precedente, è la dispersione introdotta dalla fibra, la quale provoca l allargamento degli impulsi ottici al di fuori del bit-slot a loro assegnato, portando ad un deterioramento del segnale, in quanto gli impulsi arrivano al ricevitore più o meno allargati e sovrapposti tra di loro. In ultimo, il ricevitore ottico ha il compito di riconvertire il segnale ottico ricevuto in un segnale elettrico ed estrapolarne il contenuto informativo inizialmente trasmesso. Focalizziamo ora l attenzione sul LASER come dispositivo capace di generare un segnale ottico a frequenza fissa. Nel campo delle telecomunicazioni i laser principalmente utilizzati sono quelli a semiconduttore, grazie alla bassa corrente di soglia e alla comoda temperatura di lavoro (temperatura ambien- te). I laser in questione sono realizzati mediante una giunzione PN e, attraverso l uso di particolari materiali è possibile realizzare un emissione di luce nella banda di trasmissione desiderata. Tra i principali materiali ricordiamo InGaAs, InGaAsP, InP. Per comprendere il funzionamento di questo dispositivo è necessario richiamare alcuni concetti che stanno ala base della teoria dei laser e in particolare tre fenomeni di interazione radiazione materia. 1. EMISSIONE SPONTANEA: è il processo per cui un atomo o una molecola che si trova ad un livello energetico E2 passa ad un livello di energia E1<E2, con emissione di un onda elettromagnetica di frequenza ν=(e2-e1)/h (h=costante di Planck), vale a dire con emissione di un fotone di energia E2-E1. 2. EMISSIONE STIMOLATA: è il processo attraverso il quale l atomo (o molecola) passa dal livello di energia E2 a quello di energia E1<E2 perché 3 su di esso incide un onda elettromagnetica di frequenza ν=(e2-e1)/h, emettendo un fotone di energia E2- E1 che si aggiunge all onda incidente. A differenza dell emissione spontanea, i fotoni emessi dai vari atomi delle molecole hanno una relazione di fase fissa tra loro e con l onda incidente, il che non avviene per i fotoni emessi spontaneamente. Anche la direzione di emissione stimolata è mediamente coincidente con quella dell onda incidente, mentre quelli spontanei sono emessi in tutte le direzioni. 3. ASSORBIMENTO: è il processo attraverso il quale un atomo o molecola passa dal livello di energia E1 a quello di energia E2>E1 quando è investito da un onda elettromagnetica di frequenza ν=(e2-e1)/h, sottraendo all onda il corrispondente fotone. Via Alessandro Fortis, Ravenna (RA) Italia Tel Fax

4 4 HS+E magazine sati sull emissione spontanea, fondano il loro funzionamento sul fenomeno dell emissione stimolata. Chiaramente questo processo non può durare a lungo: il livello eccitato infatti si spopola sempre più. Per ottenere un amplificazione continua è necessario mantenere l inversione di popolazione, tenendo il sistema in uno stato di non equilibrio e facendo in modo che la popolazione n2 del livello di energia più alto sia maggiore di n1, la popolazione del livello di energia più basso. Questo richiede dall esterno un apporto di energia al mezzo, che sarà poi trasferita al fascio di luce. Il processo fisico che porta gli atomi a portarsi in uno stato eccitato e ad invertire la popolazione, si chiama pompaggio. In un mezzo invertito, gli atomi eccitati decadono spontaneamente ai livelli meno energetici emettendo fotoni in una ben determinata lunghezza d onda. Questi fotoni attraversano poi il materiale e stimolano l emissione di altri fotoni identici. Però due fasci generati da decadimenti atomici distinti non hanno fase e direzione comune, nonostante siano singolarmente monocromatici, coerenti e direzionati. Questi impulsi si propagano lungo direzioni casuali e sono reciprocamente incoerenti. Il trucco che consente di ottenere da un mezzo invertito un vero e proprio laser consiste nel confinare il mezzo attivo all interno di un risonatore ottico. Un risonatore ottico è una cavità a pareti riflettenti, cioè costituite da specchi, che serve a confinare e riflettere i fotoni all interno del materiale per permettere l amplificazione. Di tutti i fotoni emessi spontaneamente, ed eventualmente amplificati, l unico che non verrà assorbito dalle pareti sarà quello che si propaga ortogonalmente ai due specchi. Questo continuerà a riflettersi e quindi a moltiplicarsi all interno del mezzo attivo. Il fascio così generato è composto da fotoni identici a quello di partenza e quindi è monocromatico e coerente. In sostanza un laser è un convertitore elettro-ottico che ha in ingresso una corrente elettrica e in uscita una potenza ottica. Questa potenza ottica non è altro che la portante, già menzionata in precedenza, e che opportunamente modulata trasmette lungo la fibra ottica il segnale contenente l informazione. Nell ambito dei sistemi ottici esistono due modi per modulare la potenza in uscita al laser. Il primo è la modulazione diretta nella quale il segnale modulante si somma al segnale continuo di polarizzazione

5 HS+E magazine del laser, facendo variare la corrente di iniezione attorno ad un punto di riposo e ottenendo così in uscita una potenza che varia come il segnale modulante. La modulazione più diffusa è la IM (Intensity Modulation) che consiste nel variare la corrente di iniezione del laser per modularlo e quindi trasmettere l informazione. Nel secondo modo, detto modulazione indiretta, è invece necessario l uso di un modulatore esterno che agisce sul fascio luminoso di intensità costante in uscita al laser, con notevole aumento di ingombro, costi e complessità del processo di realizzazione rispetto alla modulazione diretta. In compenso si ottiene un segnale con spettro molto più stabile. Purtroppo quando un laser è modulato direttamente interviene un fenomeno spurio detto chirping, che porta ad una variazione della frequenza nominale di emissione del laser, dovuta alla corrente di iniezione dello stesso. Il cambiamento della corrente di modulazione, è accompagnato da una variazione della densità di portatori carichi dentro la cavità del laser, che a sua volta modifica l indice di rifrazione delle cavità stessa. La fase del segnale ottico emesso dal laser modulato direttamente cambia con il tempo e conseguentemente anche la lunghezza d onda del segnale emesso. Oltre al fenomeno del chirping si aggiunge anche il cosiddetto rumore di intensità del laser, imputabile principalmente al fenomeno di emissione spontanea. Ogni fotone generato in maniera spontanea, avendo una fase totalmente aleatoria, va a sommarsi ai fotoni coerenti (generati con emissione stimolata) perturbando sia la fase che l ampiezza del campo elettrico generato. Alla fase aleatoria del campo si può imputare la larghezza di riga del laser, mentre l ampiezza aleatoria porta ad un ulteriore allargamento della riga ma soprattutto ad una potenza di rumore che giunge al ricevitore. Questi problemi possono essere limitati in sede di progetto da un opportuna scelta della sorgente laser e del valore di picco della corrente di modulazione. I laser Fabry-Perot ottengono inferiori prestazioni sul rumore e minore stabilità della lunghezza d onda rispetto alle più costose alternative come i laser a retroazione distribuita (Distributed Feed Back: DFB). L elevato costo di questi dispositivi è dovuto al fatto che non sono testabili quando sono ancora in wafer, ma devono essere prima tagliati e poi testati uno ad uno per verificarne le corrette prestazioni. D altra parte però questi laser, oltre al vantaggio di essere monomodali, sono dispositivi che ben si prestano ad una modulazione diretta, quindi integrata all interno del dispositivo di controllo del laser, che risulta pertanto più semplice da gestire, meno ingombrante e più economica. I laser Fabry-Perot sono di solito abbastanza buoni per tratte a prestazioni medie, cioè per link brevi e con basso numero di portanti. Per lunghi tratti di fibra, invece, sono preferibili i laser DFB per il loro basso rumore e per la buona linearità. Un altro dispositivo estremamente interessante sia dal punto di vista 5 tecnologico che economico è il laser a cavità verticale e ad emissione superficiale (VCSEL). Il vantaggio più evidente che hanno i VCSEL rispetto ai laser DFB è il costo: essendo il raggio emesso perpendicolare all area attiva, il test dei dispositivi si può fare direttamente sul wafer, senza l obbligo del taglio di ciascuno, come accade per i DFB, riducendo in modo drastico i costi di fabbricazione. Inoltre essendo l area attiva protetta dagli specchi, questa non è interfacciata direttamente con l esterno, per cui è possibile sostituire il packaging in ceramica, caratteristico dei DFB, con altri materiali meno ingombranti e costosi. Sempre per questo motivo i VCSEL, non avendo parti attive esposte, sono molto più affidabili e tendono ad avere tempi di vita molto più lunghi dei DFB. D altra parte però, hanno un estrema dipendenza dalla temperatura che influisce notevolmente sulla relazione corrente di soglia potenza emessa; infatti all aumentare della temperatura

6 6 HS+E magazine il laser si deteriora molto velocemente, per cui per mantenere lo stesso livello di potenza ottica in uscita è necessario il pompaggio di sempre più elevati livelli di corrente. A complicare le cose si aggiunge il fatto che l aumento della temperatura può provocare nei VCSEL a singolo modo longitudinale, uno shift della lunghezza d onda di emissione, con conseguente allargamento dello spettro di emissione del laser. Per questo si rendono necessari sistemi di controllo della temperatura, che prevedono refrigeratori termo-elettrici basati su meccanismi di feed-back. * Ingegnere delle Telecomunicazioni si occupa in Techno di protezione dalle radiazioni non ionizzanti, sicurezza ed igiene del lavoro. LASER TECHNOLOGY IN FIBRE-OPTIC COMMUNICATION SYSTEMS The essential goal of communication is to enable information sharing and transmission among users located in different places. The strong need, arisen in time, to have long-distance reliable communication systems has made it possible to increase the sophistication of systems themselves. Up to now, the communication system ensuring the best performance as to communication distance and flow of data transmitted within a time unit, is the fibre-optic type. A fibre-optic communication system is conceptually similar to any other communication systems except for the signal propagation means, optical fibres, which make the difference. Therefore both the transmitter and the receiver shall be designed to operate accordingly. In the case of an optic transmitter, the oscillator is a LASER (Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation) as it can be easily coupled with optical fibres and is suitable for numerical transmission.

7 HS+E magazine PANORAMICA DEGLI HABITAT EMILIANO- ROMAGNOLI NEGLI UTLIMI 50 ANNI INTRODUZIONE * Federico Riva Figura 1. La Regione Emilia-Romagna con evidenziati i Siti Natura Conservare la biodiversità è il punto cruciale per un concreto sviluppo sostenibile. Compito della scienza è attuare progetti ed atti concreti affinché sia possibile risolvere i problemi della società e rendere operativa la conservazione degli ambienti e la protezione delle aree che sono le fonti di biodiversità. L Unione Europea, per attuare pienamente quanto sottoscritto nella conferenza mondiale sullo stato dell ambiente di Rio de Janeiro (1992) e riaffermato in quella di Johannesburg (2002), ha emanato la Direttiva Habitat (92/43/ CEE del 21 maggio 1992) che riconosce gli habitat 1 che occorre salvaguardare 2 ; all interno di questa direttiva viene 1 Secondo la Direttiva, questi habitat rischiano di scomparire nella loro area di ripartizione naturale; hanno un area di ripartizione naturale ridotta a seguito della loro regressione o per il fatto che la loro area è intrinsecamente ristretta;costituiscono esempi notevoli di caratteristiche tipiche di una o più delle sei regioni biogeografiche seguenti:alpina, atlantica, boreale, continentale, macaronesica e mediterranea. 2 Obiettivo generale della politica comunitaria attraverso i suoi documenti ufficiali è proteggere e ripristinare il funzionamento dei sistemi naturali ed arrestare la perdita della biodiversità nell Unione europea e nel mondo. La rete comunitaria Natura 2000 si prefigge di tutelare alcune aree importanti dal punto di vista ambientale e va realizzata nella sua interezza. data notevole importanza agli ecosistemi dove sono presenti questi habitat, garantendo una protezione al territorio nella propria complessità ed integrità. Le zone individuate come da preservare costituiscono la rete ecologica Natura 2000, un sistema coordinato e coerente di aree destinate alla conservazione della diversità biologica ed in particolare alla tutela di habitat e specie animali e vegetali indicati negli allegati I e II della direttiva Habitat. Natura 2000 comprende Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS). Alle ZSC si giunge tramite l individuazione dei cosiddetti Siti di Interesse Comunitario (SIC), proposti alla Commissione Europea da ciascun stato membro. La rete Natura 2000 garantisce la presenza, il mantenimento e/o il ripristino di habitat e di specie peculiari del continente europeo, particolarmente minacciati di frammentazione ed estinzione. Il concetto di rete Natura 2000 raccoglie in modo sinergico la conoscenza scientifica, l uso del territorio e le capacità gestionali, finalizzate al mantenimento della biodiversità a livello di specie, di habitat e di paesaggio; scopo ultimo della direttiva, infatti, non è solamente individuare il modo migliore per gestire ciascun sito, ma anche costituire con l insieme dei siti una rete coerente, ossia funzionale alla conservazione dell insieme di habitat e di specie che li caratterizzano. La direttiva Habitat è stata recepita in Italia nel 1997 attraverso il Regolamento D.P.R. 8 settembre 1997 n.357 modificato ed integrato dal D.P.R. 120 del 12 marzo 2003, ma già nel 1994, tramite il Progetto LIFE Natura, la Commissione Europea aveva stanziato i fondi per il programma BioItaly stipulato tra il Ministero dell Ambiente Servizio Conservazione della Natura, e le Regioni e Province Autonome, per l individuazione dei Siti di Interesse Comunitario sul territorio nazionale. Attualmente in Emilia-Romagna sono presenti 146 Siti Natura 2000, per un estensione complessiva di ettari, pari all 11,6% dell intero territorio regionale (127 SIC, 75 ZPS, mentre i SIC e ZPS che coincidono tra loro sono 56). Nell ambito dei SIC presenti nella Regione Emilia- Romagna per questo studio è stata studiata la variazione 7

8 8 HS+E magazine temporale del paesaggio vegetale in 13 SIC, ricadenti nelle Province di Bologna e Modena: si tratta di aree situate in ambito collinare o montano che offrono una varietà di ambienti (naturali, seminaturali e degradati-antropizzati) che possono essere presi come rappresentativi di quelli presenti nella fascia collinare dell Appennino Settentrionale. Lo studio del pattern temporale della vegetazione costituisce una fonte primaria di conoscenza sugli ecosistemi (mediante l interpretazione dei processi ecologici che interessano il territorio) e sulle condizioni socio-economiche che li hanno determinati (Biondi 2007) e una base essenziale per poter definire le scelte gestionali più opportune da attuare per la salvaguardia ed il recupero di ambienti e specie in pericolo, compito di assoluta difficoltà, nonostante le attuali conoscenze sulle fasi di sviluppo del paesaggio (Antrop 2003). La comparazione della carte della copertura vegetale/ uso del suolo appositamente costruite ha consentito di evidenziare le direzioni di modificazione della qualità (tipi) e del pattern spaziale della copertura vegetale nell ultimo cinquantennio. Nelle carte della vegetazione ogni elemento esteso di un tipo di vegetazione è utilizzato nell ambito di una patch-analysis in cui se ne determinano tutte le caratteristiche spaziali (es. dimensione e distribuzione). Figura 2. La Province di Modena e Bologna con evidenziati i Siti di studio. Laghi di Suviana e Brasimone) anche se l ambito alitudinale più rappresentato è quello collinare (es. Sassi di Roccamalatina e Sassi di Sant Andrea, Contrafforte Pliocenico, Monte Sole). *Biologo, si è occupato di scienze del paesaggio, di qualità e igiene alimentare. Collabora con Techno come specialista di sicurezza ambientale e igiene industriale. continua sul prossimo numero I SIC sono compresi in aree protette di carattere regionale o provinciale e possono essere raggruppati in base ad ambienti caratteristici: i SIC Sassi di Roccamalatina e Sassi di Sant Andrea, Monte Sole, Contrafforte Pliocenico, Monte Vigese e Monte Radicchio, Rupe di Calvenzano per affioramenti rocciosi calcarenitici; Gessi Bolognesi, Calanchi dell Abbadessa e Gessi di Monte Rocca, Monte Capra e Tizzano presentano ambienti carsici gessosi; nel Bosco della Frattona e Boschi di San Luca e Destra Reno sono presenti terrazzi sabbiosi; nei SIC Media Valle del Sillaro e Abbazia di Monteveglio sono estesi gli affioramenti calanchivi, in La Martina, Monte Gurlano quelli rocciosi di natura ofiolitica, mentre per i Laghi di Suviana e Brasimone l ambiente più rappresentativo è costituito da habitat forestali di pregio. Il paesaggio vegetale comprende habitat caratteristici della fascia altitudinale compresa fra l alta pianura (es. Bosco della Frattona) e la fascia submontana (Monte Vigese e "An overview on Emilia Romagna habitats over the last 50 years" Preserving biodiversity is the nodal point for a positive sustainable development. By issuing the Habitats Directive (92/43/CEE of 21 May 1992), the European Union acknowledges the habitats to be safeguarded: special attention is paid to the ecosystems containing said habitats, thus ensuring special protection to the territory complexity and integrity. The case study deals with changes occurred in vegetation, as to quality and spatial pattern, during the last fifty years, in Sites of Community Importance; the aim is to provide a valuable tool for the preparation of future management plans taking into account targeted common actions to be undertaken for the conservation of environmental distinctive features.

9 HS+E magazine 9 Useful Equations, giunto alla sua terza edizione, mostra come applicare all incirca 150 equazioni classiche della teoria dell igiene industriale a casi ricorrenti nell attività quotidiana degli specialisti di sicurezza e salute negli ambienti di lavoro. Ogni sezione del libro, in questa terza edizione notevolmente ampliato e rivisto, presenta numerosi problemi tipici e casi di studio; le diverse sezioni del testo coprono tutte le tematiche tipiche dell igiene del lavoro spaziando dalla ventilazione naturale all aspirazione forzata dei locali, dalla IAQ all acustica, dallo stress termico alle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti. L ampia appendice include tavole di conversione, indici e fattori di progettazione, diagrammi e nomogrammi di vario genere. Il testo cartaceo supporta il CD IVE AutoCalc (acquistabile separatamente) che contiene quasi tutti gli algoritmi illustrati nel libro per una rapida e facile risoluzione di qualsiasi caso pratico. USEFUL EQUATIONS APPLIED COMPUTATIONS FOR OH&S PROFES- SIONALS 3RD ED. di D. Jeff Burton - USA IVE Press Inc. ISBN: pp USD 69.00

10 10 HS+E magazine L International Association of Fire Chiefs costituisce la più grande organizzazione mondiale rappresentante il personale tecnico addetto ai servizi antincendio civili con oltre 1,2 milioni di lavoratori in servizio permanente. Sin dal 1873 l associazione, con base a Fairfax in Virginia (USA), ha costituito un punto di riferimento sia per chi opera nei corpi governativi sia per chi opera a livello di strutture volontarie o nei reparti aziendali, promuovendo un intenso scambio di idee e di esperienze allo scopo di elevare sempre più le conoscenze e le capacità di intervento nella soppressione degli incendi, nella protezione civile contro le calamità naturali e non, nei servizi di pronto soccorso medico e di lotta al terrorismo. Il sito istituzionale oltre a fornire informazioni sull attività dell Associazione con particolare riguardo al territorio statunitense, contiene interessanti documenti scaricabili entrando dal menù a tendina laterale della home page nella sezione resources e successivamente nella sottosezione download documents ; tra i documenti presenti, procedure operative, manuali di servizio, atti di convegni e check list per varie applicazioni.

11 HS+E magazine 11 TOP GEAR Il nuovo rivelatore di gas X-zone 5000 di Draeger è un apparecchio particolarmente resistente sia agli urti che all acqua, caratteristica grazie alla quale può essere facilmente posizionato in qualsiasi ambiente di lavoro; al raggiungimento del livello di soglia impostato l apparecchio emette un segnale sonoro facilmente udibile garantendo così elevati livelli di sicurezza agli utilizzatori. Il dispositivo è in grado di rivelare la presenza di una vastissima gamma di gas tossici, infiammabili ed esplosivi. La casa produttrice assicura una durata della batteria e del sensore notevolmente superiori alla media con una conseguente diminuzione dei costi di gestione. Impiegando diversi tipi di allarme sonoro, possono venire utilizzati, nella medesima area operativa, fino a 25 diversi apparecchi simultaneamente; la possibilità di realizzare in campo una rete wireless di apparecchi che tenga sotto controllo l area di lavoro offre la possibilità per gli operatori a rischio di essere guidati fuori dalla zona di pericolo seguendo un percorso sicuro ; l apparecchio è utilizzabile in aree classificate 0 in accordo alla direttiva ATEX; secondo il produttore, la particolare forma della scocca consente l ingresso del gas fino al sensore da qualsiasi lato ed indipendentemente dalla presenza di vento o correnti d aria. * * * ZOLL Medical Corp., multinazionale americana attiva nel settore health care, ha recentemente introdotto sul mercato europeo alcune rinnovate versioni dei propri defibrillatori, tra i quali i modelli ZOLL AED Plus e ZOLL AED Pro. Si tratta di apparecchi per uso esterno completamente automatici (Automated External Defibrillator) che trasmettono un immediato feedback - tramite informazioni visive e sonore - delle azioni che si stanno compiendo sulla vittima in modo da aiutare il soccorritore nella propria azione ed ottimizzare l effetto dell apparecchiatura. In pratica, l apparecchio è in grado di segnalare se nell esecuzione del massaggio cardiaco si sta applicando una compressione troppo leggera o troppo elevata, se la frequenza del massaggio è troppo rapida o troppo lenta avvisando immediatamente di continuare nell azione se questa viene interrotta prima che le funzioni vitali risultino stabilizzate. Tra le caratteristiche user friendly, dell apparecchiatura la possibilità di impiegare normali batterie al litio da fotocamera e l impiego di un unico elettrodo a piastra.

12 12 HS+E magazine L impatto tra una nave ed un grosso cetaceo, evento tutt altro che raro, può avere esiti catastrofici, non solo per il gigantesco mammifero, ma anche per una nave e per i suoi passeggeri. Numerosi impatti tra cetacei (che possono pesare anche 60 tonnellate) ed imbarcazioni di vario genere e dimensioni (tra le 10 e le 5000 tonnellate) hanno registrato vittime tra l equipaggio e i passeggeri. Particolarmente gravi sono risultati alcuni impatti con ferry dotati di hydrofoil che procedevano ad alta velocità. Il Belgio è attualmente una delle nazioni che attraverso l IWC (International Whaling Commission) sta operando più attivamente nella lotta alla riduzione delle collisioni tra grandi cetacei e navi mercantili. La IWC segnala che uno degli strumenti fondamentali nella prevenzione degli impatti è costituito dai data base disponibili che riportano, in riferimento a tutte le aree geografiche del mondo, sia le zone con maggiore densità di presenza dei mammiferi in relazione alla stagione, sia i rapporti di collisione con i mezzi navali; la consultazione continua di questi data base ha dimostrato essere un sistema più che efficace per ridurre i rischi di collisione. Ripetute osservazioni hanno inoltre mostrato che una velocità di navigazione di 10 nodi riduce in modo sensibile la probabilità di collisione rispetto ad una velocità di 15 nodi o superiore. Non essendo in molti casi possibile optare per rotte totalmente libere da branchi è viceversa possibile pianificarne in anticipo l attraversamento, magari optando per un leggero allungamento della rotta e per una riduzione della velocità di transito a vantaggio di una riduzione del rischio di collisione; ciò anche in relazione agli avvistamenti effettuati dalle Guardie Costiere locali. Soprattutto nel caso di grandi navi, un attento servizio di avvistamento da bordo nave può consentire di rilevare la presenza dei cetacei con parecchie miglia di anticipo; considerando che in genere l avvistamento di un esemplare presuppone la presenza di altri esemplari in branco, anche lievi variazioni nella rotta di navigazione possono consentire di diminuire significativamente il rischio di impatto. In molte aree marine, caratterizzate da una permanente elevata presenza di branchi, sono state istituite rotte obbligate, zone di interdizione alla navigazione, l obbligo di riportare ad una centrale operativa eventuali avvistamenti effettuati dalle navi in transito, sistemi di avviso ai naviganti e limitazioni di velocità. Tutte queste misure, se universalmente adottate consentono, secondo IWC, di mantenere entro limiti di accettabilità il rischio di impatto e di minimizzare di conseguenza il rischio di fatalità sia nei confronti dei grandi mammiferi che dei naviganti. CLEANER SEAS - Safe passage for whales and ships a cura di IFAW

13 HS+E magazine FINNSEC Salone internazionale della sicurezza ottobre Helsinki (Finlandia) ECOMONDO Fiera internazionale del recupero dei materiali, dell energia e dello sviluppi sostenibile 9 12 novembre Rimini (Italia) SICHERHEIT Salone internazionale della sicurezza novembre Zurigo (Svizzera) POLEKO Salone internazionale dell ambiente novembre Poznan (Polonia) POLLUTEC Salone internazionale degli equipaggiamenti, tecnologie e dei servizi per l ambiente 29 novembre 2 dicembre Parigi (Francia) ENERGAIA Salone internazionale delle energie rinnovabili 7 10 dicembre Montpellier (Francia) Le date indicate potrebbero subire variazioni o alcune manifestazioni potrebbero venire annullate. Prima di recarsi alle manifestazioni si consiglia di verificare con gli organizzatori dei singoli eventi la correttezza delle date indicate.

14 14 HS+E magazine news occupational health & safety + environmental quarterly magazine HS+Ethe HS+E news SICUREZZA ED IGIENE INDUSTRIALE ENTRATA IN VIGORE LA NUOVA UNI EN ISO 12100:2010 PER LA VALUTAZIONE E RIDUZIO- NE DEL RISCHIO Il 25 Novembre 2010 è entrata in vigore la nuova norma UNI EN ISO Sicurezza del macchinario - Principi generali di progettazione - Valutazione del rischio e riduzione del rischio. La norma non introduce modifiche sostanziali alle versioni precedenti (UNI EN ISO , UNI EN ISO e UNI EN ISO ). Vengono specificati i criteri per il conseguimento della sicurezza nella progettazione del macchinario e, in tal senso, sono un aiuto ai progettisti. Sono definite in sostanza le procedure per identificare i pericoli e stimare e valutare i rischi durante il ciclo di vita della macchina, e per eliminare i pericoli o ridurre i rischi. Il riferimento alla UNI EN ISO 12100:2010 non è ancora inserito nell elenco delle norme armonizzate per la direttiva macchine. ESPOSIZIONI SPORADICHE E DI DEBOLE INTENSITÀ ALL AMIANTO - APPROVATI GLI ORIENTAMENTI PRATICI La Commissione consultiva permanente (art.6 del DLgs 81/2008) ha approvato gli orientamenti pratici per la determinazione delle esposizioni sporadiche e di debole intensità all amianto (ESEDI), prevedendo una procedura semplificata. In particolare, in tali condizioni di esposizione non si applicano gli articoli relativi a notifica, misure di prevenzione e protezione, sorveglianza sanitaria e registro di esposizione e cartelle sanitarie e di rischio. Le attività si possono ritenere sporadiche se effettuate per un massimo di 60 ore l anno, per non più di 4 ore per singolo intervento e per un massimo di 2 interventi al mese, attività di

15 HS+E magazine 15 contorno comprese. Sono di debole intensità quelle che determinano una esposizione ad un livello massimo di fibre pari a 10 f/l su 8 ore. La semplificazione è applicabile solo se sussistono, contemporaneamente, entrambe le condizioni. La Commissione precisa, inoltre, che il numero dei lavoratori esposti deve essere ridotto al minimo (preferibilmente non più di tre addetti contemporaneamente a questo tipo di attività). SOSTANZE E MISCELE RECEPIMENTO DEL- LA DIRETTIVA EUROPEA Il Ministero della Salute, 23 marzo 2011, ha emanato il Decreto di recepimento della Direttiva 2008/112/CE (già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale). La Direttiva ha adeguato precedenti direttive al regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging) (CE) n. 1272/2008, sulla alla classificazione, all etichettatura ed all imballaggio delle sostanze e delle miscele. Il decreto del Ministero prevede la modifica delle normative italiane riferite alle direttive CE adeguate, ovvero: Legge 11 ottobre 1986, n. 713; Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152; Decreto Legislativo 24 giugno 2003, n. 209 (contiene la definizione di sostanza pericolosa ); Decreto Legislativo 25 luglio 2005, n. 151 (contiene la definizione di sostanze o miscele pericolose ), Decreto Legislativo 27 marzo 2006, n Le modifiche più frequenti alla normativa precedente, riguardano la sostituzione dei termini «preparato» o «preparati», rispettivamente coi termini «miscela» o «miscele». IL RUMORE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO: NORMA UNI 9432:2011 A seguito dell emanazione della nuova UNI EN ISO 9612, si è resa necessaria anche la revisione della norma UNI 9432:2008, complementare ad essa. Entrambe le norme, finalizzate a valutare i livelli di esposizione al rumore su scala giornaliera, settimanale e di picco, si applicano a tutti gli ambienti di lavoro, ad esclusione di quelli per i quali sono previste normative specifiche. La nuova edizione della norma UNI 9432 offre metodi di calcolo della protezione offerta dai DPI uditivi ed alla loro efficacia nelle situazioni reali di utilizzo, un metodo per valutare il superamento o meno delle soglie previste dalla legislazione vigente e i criteri di valutazione di aspetti che non sono descritti nella UNI EN ISO Le due norme non si applicano però alla valutazione dell esposizione ad ultrasuoni e infrasuoni ed alla valutazione dell esposizione a sorgenti poste in prossimità dell orecchio. L entrata in vigore della nuova norma probabilmente non comporterà la modifica immediata delle valutazioni già effettuate ma verrà considerata al momento del primo aggiornamento previsto. NUOVI DECERETI ATTUATIVI DEL D.Lgs. 81/08 Qualche settimana fa è stato approvato il Decreto del Ministero del Lavoro sui lavori sotto tensione di cui all Art. 82, comma 2 D.Lgs.81/08). Tale Decreto attuativo del D.Lgs.81/08, nasce dall esigenza di regolamentare il settore dei lavori elettrici sotto tensione in relazione alle particolari metodologie di lavoro da adottare, nonché alla elevata professionalità richiesta agli operatori del settore e si tratta, nello specifico, del Decreto previsto per il rilascio delle autorizzazioni ai lavori elettrici nei sistemi di II categoria. Inoltre sono in arrivo nei prossimi mesi altri decreti e accordi applicativi previsti dal D.Lgs. 81/08, tra cui: Decreto del Ministero del Lavoro, relativo alle condizioni di lavoro sui volontari della Croce Rossa Italiana, della Protezione Civile e sulle cooperative (Art.3, comma 3-bis D.Lgs.81/08); Decreto del Ministero del Lavoro ex Art.73, comma 5 D.Lgs.81/08, relativo a formazione e addestramento dei lavoratori adibiti all uso di attrezzature che richiedono conoscenze particolari; Regolamento per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, ai sensi dell Art. 6, comma 8, lettera g) del D.Lgs. 81/08; Accordo in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome sui corsi di formazione per lo svolgimento diretto da parte del datore di la-

16 16 HS+E magazine voro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi ai sensi dell Art. 34, commi 2 e 3 del D.Lgs. 81/08; Accordo Lavoratori, Preposti e Dirigenti - Accordo in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome per la formazione dei lavoratori ai sensi dell Art. 37, comma 2 del D.Lgs. 81/08 TRASMISSIONE PER VIA TELEMATICA DEI CERTIFICATI DI MALATTIA Nei casi di assenza per malattia dei lavoratori del settore privato, il certificato rilasciato dal medico o dalla struttura sanitaria pubblica, deve essere inviato dagli stessi, per via telematica, all INPS, che avrà il compito di inviarlo, sempre per via telematica, al datore di lavoro del dipendente. Resta comunque l obbligo del lavoratore di segnalare tempestivamente al datore di lavoro la propria assenza, l indirizzo di reperibilità e, se richiesto, il numero di protocollo identificativo del certificato inviato per via telematica dal medico. Il datore di lavoro può visionare le attestazioni di malattia relative ai certificati ricevuti: Mediante accesso diretto al sistema INPS secondo la procedura descritta nella circolare n. 60 del 16 aprile 2011; Mediante invio alla casella di posta elettronica certificata indicata dal datore di lavoro; Tramite il proprio intermediario abilitato. REGOLAMENTO CLP: HELPDESK L Agenzia ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche) ha attivato un sito web con lo scopo di fornire un supporto per conoscere e approfondire i molteplici aspetti del regolamento CLP. Il sito, tra le diverse sezioni nel quale è suddiviso, presenta gli Helpdesk nazionali previsti dal REACH e CLP con i relativi link, e contatti telefonici attivati da ogni Stato Membro. L Helpdesk dell Agenzia ECHA ha la funzione di coordinare l attività di tutti gli Helpdesk nazionali e rappresenta un Helpdesk di secondo livello per i quesiti di maggiore complessità o di dubbia interpretazione della norma. Nel sito del Centro Nazionale Sostanze Chimiche, invece, è a disposizione una banca dati aggiornata con tutte le sostanze presenti nell Allegato VI al Regolamento CLP che riporta la doppia classificazione, secondo il vecchio e il nuovo sistema; inoltre è presente anche un convertitore CLP che può essere utilizzato dalle aziende per una migliore gestione della transizione al nuovo sistema di classificazione e etichettatura previsto dal regolamento CLP. NUOVO DECRETO SULLE VERIFICHE PERIO- DICHE DELLE ATTREZZATURE Sul Supplemento Ordinario n. 111 della Gazzetta Ufficiale n. 98 del 29 aprile 2011 è stato pubblicato il DM 11 aprile 2011 recante Disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all All. VII del D.Lgs. 81/2008, nonché i criteri per l abilitazione dei soggetti di cui all art. 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo. Il Decreto Ministeriale definisce la procedura che il datore di lavoro deve seguire per richiedere l effettuazione delle verifiche periodiche, le modalità con cui le stesse vanno effettuate ed i criteri per l abilitazione dei soggetti pubblici e privati (oltre ASL e INAIL, a seguito della soppressione dell ISPESL). Il Decreto entra in vigore 90 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, quindi a fine luglio, fatta eccezione per l allegato III (modalità per l effettuazione della domanda, nonché per il controllo e il monitoraggio dei soggetti verificatori), che è già entrato in vigore. STRESS LAVORO-CORRELATO: IL NUOVO MANUALE DELL INAIL L INAIL ha messo a disposizione delle aziende, in un apposita piattaforma online, una metodologia da seguire e specificatamente contestualizzata alle indicazioni di legge, per la valutazione dello stress lavoro-correlato. Il manuale mette a disposizione una lista di controllo da utilizzare nella fase di valutazione preliminare che permette di rilevare molti parametri tipici delle condizioni di stress, un questionario da utilizzare nella fase di valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori (utile all identificazione e alla caratterizzazione del rischio da stress lavoro-correlato e delle sue cause) e infine una guida da utilizzare nella fase di gestione e monitoraggio per identificare soluzioni efficaci in base ai risultati emersi dalla valutazione.

17 HS+E magazine 17 IN ARRIVO I VADEMECUM PER LA PREVEN- ZIONE DEGLI INCIDENTI IN AMBIENTI CONFI- NATI Un gruppo di lavoro a supporto della Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza, in collaborazione con l INAIL, sta predisponendo dei manuali contenenti le linee guida per operare in sicurezza in ambienti chiusi come cisterne, vasche o piscine. Il primo, ormai in fase di ultimazione, è dedicato alle cisterne. Un altro intervento preventivo è la predisposizione, sempre da parte del Ministero del Lavoro, di un regolamento (che uscirà sotto forma di decreto) per la qualificazione delle aziende e dei lavoratori autonomi che svolgono prestazioni in ambienti confinati. Già approvato in ambito della Conferenza Stato/Regioni e di prossima uscita sulla Gazzetta Ufficiale, il documento è diviso in due parti: da una parte, le caratteristiche che le imprese devono garantire e il riconoscimento della formazione di coloro che operano in questi ambiti e, dall altra, una serie di disposizioni riguardo le procedure di sicurezza da mettere in atto. ambiente RIFIUTI NUOVE INDICAZIONI IM MERITO AL- LE ATTIVITÀ DI TRASPORTO In base alle nuove indicazioni in merito alle attività di trasporto dei rifiuti, l art. 212 del D.Lgs. 152/2006, modificato dal D.Lgs. 205/2010, non prevede più la specifica procedura di iscrizione all Albo per le imprese già inquadrate nella categoria 2 e 3 (raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi e pericolosi rispettivamente, avviati a recupero in modo effettivo ed oggettivo). In sede di domanda o di rinnovo di iscrizione le imprese dovranno iscriversi alla categoria 4 o 5 a seconda del caso specifico. Lo stesso articolo stabilisce che le imprese e gli enti iscritti all Albo per le attività di trasporto di rifiuti speciali pericolosi sono esonerati dall iscrizione per le attività di trasporto di rifiuti speciali non pericolosi. L iscrizione alla categoria 5 è subordinata a garanzia finanziaria a favore dello Stato, ciò non è più necessario per l iscrizione alla categoria 4. In quest ultimo caso le imprese potranno rimanere iscritte fino alla scadenza dell iscrizione e richiedere la revoca della garanzia economica prestata rimanendo iscritte alla categoria 4. SISTRI NUOVE INDICAZIONI IM MERITO AL- LE COMUNICAZIONI ANNUALI Con l introduzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti SISTRI, le Aziende aderenti non sono più soggette all obbligo di comunicazione dei dati relativi ai rifiuti prodotti, gestiti e movimentati già inseriti nel sistema informatico. Tuttavia, nella Circolare recante indicazioni operative relative all assolvimento degli obblighi di comunicazione annuali di cui alla legge 70/94, al DPCM 27/04/2010 e all articolo 12 del DM 17/12/2009, come modificato con DM 22/12/2010, del 2 marzo 2011 si sottolinea l obbligo di comunicare al SISTRI determinate informazioni solo per i produttori iniziali di rifiuti e per le Imprese ed Enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti che erano tenuti a presentare il MUD. I trasportatori di rifiuti e coloro che effettuano commercio e intermediazione senza detenzione non sono tenuti ad effettuare nessuna comunicazione a decorrere dall anno Le informazioni relative al 2010 dovevano essere comunicate, secondo diverse modalità, entro il 30 aprile 2011, mentre le informazioni relative al periodo dovranno essere comunicate entro il 31 dicembre SISTRI ENTRATA IN VIGORE RIMANDATA Il 25 maggio 2011 si è raggiunta una nuova intesa secondo la quale Il Sistri entrerà in vigore: Il 1 settembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano più di 500 dipendenti, per gli impianti di smaltimento, incenerimento, ecc e per trasportatori che sono autorizzati per trasporti annui superiori alle 3000 tonnellate; Il 1 ottobre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano da 250 a 500 dipendenti e Comuni, Enti ed Imprese che gestiscono i rifiuti urbani della Regione Campania ; Il 1 novembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano da 50 a 249 dipendenti; Il 1 dicembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano da 10 a 49 dipendenti e traspor-

18 18 HS+E magazine tatori che sono autorizzati per trasporti annui fino a 3000 tonnellate; Il 1 gennaio 2012 per produttori di rifiuti pericolosi che abbiano fino a 10 dipendenti. Sono inoltre previste procedure di salvaguardia in caso di rallentamenti del sistema ed una attenuazione delle sanzioni nella prima fase dell operatività del sistema. PUBBLICATO IL D.Lgs. SULL USO DELL ENER- GIA DA FONTI RINNOVABILI Sul n.78 del 28 marzo 2011 della Gazzetta Ufficiale, è stato pubblicato il D.Lgs. n.28 relativo alla promozione dell uso dell energia da fonti rinnovabili. In materia di certificazione energetica degli edifici, il Decreto introduce una norma che prevede l obbligo di consegnare il certificato energetico degli edifici al momento del rogito. Per gli edifici di nuova costruzione e di ristrutturazioni rilevanti diventa obbligatorio l utilizzo di fonti rinnovabili per i consumi di calore, di elettricità e per il raffrescamento. L inadempimento comporta il rifiuto del rilascio del titolo edilizio. Infine, per quanto riguarda il fotovoltaico, il Decreto prevede una ridefinizione dei criteri e degli incentivi a decorrere dal 1 giugno PREVENZIONe incendi SANZIONI PER L ASSENZA DEL CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI Le aziende e le lavorazioni indicate nelle tabelle A e B approvate con il D. P. R. 26 maggio 1959 n. 689, erano assoggettate in base alla vecchia normativa al rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi e al controllo del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, in difetto del quale era configurabile il reato previsto dagli articoli 36 e 37 del D. P. R. 27 aprile 1955 n Con l entrata in vigore del D. Lgs. n. 81 del 2008, il sopraindicato decreto è stato sì abrogato ma lo stesso reato è oggi previsto dall articolo 16 del D.Lgs. 8 marzo 2006 n. 139 richiamato dall articolo 46 del D. Lgs. n. 81 del 2008 (Prevenzione incendi) e ciò a ribadire la sua perdurante vigenza anche a seguito dell abrogazione del Decreto n. 547 del Si ricorda che il suddetto articolo 46 comma 2 prevede, per il datore di lavoro-dirigente dell attività lavorativa per cui non siano state adottate le idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l incolumità dei lavoratori, l arresto da due a quattro mesi o ammenda da a Il Sestante Il Sestante via Barbiani n. 8/ Ravenna Tel Fax Offre un servizio altamente QUALIFICATO PER LA FORMAZIONE SULLA SICUREZZA CON CORSI RIVOLTI ALL ASSOLVIMENTO DELL OBBLIGO FORMATIVO ED ALLO SVILUPPO DI PRATICHE INNOVATIVE PER LA GESTIONE DELLA SICUREZZA IN AZIENDA

19 HS+E magazine 19 LE NUOVE PROCEDURE DI PREVENZIONE IN- CENDI Dal 29 marzo 2011, con l avvento della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), le imprese potranno andare in esercizio semplicemente presentando una domanda in via telematica allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP). Gli adempimenti relativi alla valutazione dei progetti saranno differenziati in funzione delle esigenze di tutela dei pubblici interessi. Con l introduzione della SCIA sparisce il parere di conformità per tutte le attività disciplinate da regole tecniche di prevenzione incendi e che non creano significativi rischi, e si apre la possibilità di dare inizio all attività, presentando semplicemente la segnalazione. Inoltre vale il principio di proporzionalità, in base al quale, gli adempimenti amministrativi vengono diversificati in relazione alla dimensione, al settore in cui opera l impresa e all effettiva esigenza di tutela degli interessi pubblici. Una volta presentata la SCIA (per via telematica), il SUAP ne verificherà la completezza e rilascerà automaticamente una ricevuta che costituirà titolo autorizzatorio per l inizio dell attività. Il SUAP trasmetterà poi gli atti alle amministrazioni degli uffici competenti, quindi anche ai Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco. Entro 60 giorni da ricevimento della documentazione il Comando effettuerà i controlli attraverso visite tecniche che dovranno accertare il rispetto delle prescrizioni previste dalle normative di prevenzione incendi. Qualora venga accertata la carenza dei requisiti previsti dalle relative norme, il Comando (sempre entro 60 giorni) vieterà il proseguimento dell attività, salvo che l interessato si adegui a dette norme entro 45 giorni. Ricadono nell ambito della SCIA solo le attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco presenti nell elenco allegato alla Lettera Circolare n del 24/03/2011: La SCIA non si applica principalmente a: - attività che non sono oggetto di specifiche regole tecniche di prevenzione incendi; - attività che, pur essendo oggetto di specifiche regole tecniche, presentano però una particolare complessità tecnico-gestionale; - ai procedimenti che si avvalgono del criterio dell ingegneria della sicurezza antincendio.

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