Percorsi di Innovazione nelle Cure Primarie

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1 Percorsi di Innovazione nelle Cure Primarie Il punto di vista della Medicina Generale Giacomo Milillo Parma, 22 ottobre 2011

2 Intendiamoci sui termini Primary Care Assistenza Primaria Cure Primarie Assistenza integrata socio-sanitaria di prossimità

3 Lo sviluppo della Primary Care non è più eludibile per affrontare e vincere la SFIDA della sostenibilità del SSN e più in generale dell intero Welfar System dell invecchiamento della popolazione dell aumento dei malati cronici e dei non autosufficienti The World Health Report 2008: Primary Health Care, Now More Than Ever

4 È indifferibile: avviare un profondo cambiamento della medicina del territorio assegnare maggior spazio alle attività di contrasto alla disabilità, all integrazione tra prestazioni sanitarie e sociali ed ospedaliere ridefinire, anche e soprattutto in termini di risorse, le macro funzioni assistenziali

5 Gli investimenti iniziali allo sviluppo della Primary Care saranno molto più redditizi di ogni altra alternativa come affermato anche dall Organizzazione Mondiale della Sanità nel World Health Report 2008 «Primary health care, Ora più che mai»

6 Ma La crisi economica e il conseguente sotto finanziamento del SSN impediscono la disponibilità di risorse per investimenti sul potenziamento della Primary Care

7 Per questo motivo I professionisti convenzionati hanno dato vita recentemente, nell ambito di Confprofessioni, ad un sistema di Confidi (Fidiprof Nord e Fidiprof Centro-Sud) finalizzato a offrire finanziamenti a tasso agevolato ai professionisti italiani. Utilizzando questa opportunità è possibile immaginare che i costi correlati ad obiettivi di assistenza a carico dei SSR possano essere ridefiniti a valori inferiori a quelli attuali, comprendendo nel costo corrente l ammortamento degli investimenti. Questo contributo può essere dato dai mmg, ma anche da altri professionisti del territorio, impiegando strumenti imprenditoriali noprofit, accuratamente regolamentati negli accordi nazionali e regionali

8 La razionalizzazione dell impiego delle risorse in Primary Care si realizza anche ridefinendo compiti e ruoli delle diverse professionalità, così da: evitare conflitti e sovrapposizioni ricercare la migliore appropriatezza nell impiego delle risorse umane. Le diverse professionalità eserciteranno la propria attività in autonomia e responsabilità e tutte saranno allo stesso modo necessarie al sistema.

9 Il principio è per quanto possibile e sicuro, erogare il maggior numero di prestazioni appropriate al minor costo, quindi nel livello di minore complessità organizzativo strutturale III LIVELLO HUB HUB III LIVELLO SPOKE II LIVELLO II LIVELLO I LIVELLO SPOKE SPECILISTICA AMBULATORIALE PRIMARY CARE SPECILISTICA AMBULATORIALE PRIMARY CARE I LIVELLO Incremento appropriatezza organizzativa

10 Il concetto di prossimità Lo sviluppo della Primary care è legato alla presenza di servizi sanitari e sociali vicini ai luoghi di vita dei cittadini, servizi fortemente integrati fra loro e parte della comunità cui ciascuno appartiene. Il concetto di prossimità dipende dal contesto: Metropoli Città Paese Piccole isole Territorio a popolazione sparsa A seconda dei casi è opportuno trovare modelli organizzativi di erogazione diversi per garantire efficienza e sostenibilità

11 I modelli erogativi La definizione del modello erogativo, zona per zona, compete alla programmazione regionale, perché non può prescindere dal modello generale del SSR e da una programmazione coerente a quella della rete ospedaliera e degli altri servizi di secondo livello; Come in ogni attività di programmazione riteniamo auspicabile sia ricercata un ampia e concreta partecipazione di tutti i professionisti coinvolti, compresi i medici di medicina generale;

12 UCCP (Unità Complesse di Cure Primarie) Denominazione che racchiude i diversi possibili modelli erogativi di Primary Care Alcuni esempi esemplificativi e non esaustivi: Sede unica (Casa della Salute, UTAP, ecc.) nella stessa sede operano la medicina generale, la pediatria di libera scelta, gli infermieri, assistenti e gli operatori sociali, i servizi diagnostici, amministrativi, punto di primo soccorso/118, ecc. Sede unica + rete di riferimento come precedente, ma alcune funzioni hanno sede diversa. Rete con una o più sedi di riferimento Le diverse funzioni possono avere sedi diverse ma deve esistere una sede di riferimento in cui sono collocate almeno le funzioni di 12/14/24H della medicina generale e alcuni specialisti. Rete pura Con almeno una sede di riferimento per le funzioni della medicina generale fra cui la continuità 12/14/24H;

13 Il giusto equilibrio fra essere vicini e il concetto di prossimità E evidente che la condivisione della sede semplifica i processi di integrazione fra professionisti e servizi. È dunque da preferire quando possibile. Quando non è possibile, la prossimità deve essere garantita dalle tecnologie informatiche che possono portare i servizi nelle diverse sedi e nei luoghi di accesso più prossimo al cittadino;

14 Professionisti e servizi coinvolti La Primary care si realizza pienamente se tutti gli attori coinvolti lavorano insieme in modo integrato. Medici della persona (mmg e pls) Infermieri Assistenti e operatori sociali Specialisti Servizi diagnostici, amministrativi, ecc

15 Funzioni della medicina generale Fondate sul rapporto di fiducia individuale continuato nel tempo Medicina di Attesa assistenza 12/14/24H assistenza ambulatoriale assistenza domiciliare assistenza residenziale Medicina di Iniziativa promozione stili di vita prevenzione individuale adolescenti, anziani problemi di genere cronicità non autosufficienti fine vita

16 Per potere assolvere le funzioni ad essa affidate la medicina generale deve: abbandonare l attività solista imparare a lavorare in squadra

17 Perché il lavoro di squadra Di fronte alla crescente complessità dei processi assistenziali e ai maggiori carichi burocratici-amministrativi-istituzionali, è possibile svolgere compiutamente le attività proprie della Medicina Generale solo con il lavoro di squadra. Questo consiste nel perseguire obiettivi superiori alle capacità operative individuali attraverso l attribuzione di quote di incarichi differenziati, che periodicamente devono essere riportati ad unità, alle persone/risorse che compongono la squadra.

18 Attività della medicina generale Oltre all attività fiduciaria, la Medicina Generale è chiamata a svolgere una serie di attività complementari: coordinamento attività singoli coordinamento con altri professionisti e servizi continuità assistenziale 12/14/24H sistema informativo attività ambulatoriale e domiciliare programmata gestione struttura e personale impiego tecnologie di base (eco generalista, ecg, spirometria, minilab, telemedicina) attività di ricerca e formazione Ciascun medico della squadra contribuisce alle attività complementari con un impegno di natura oraria

19 Evoluzione dell Assetto Professionale (E.A.P.) Progressione E.A.P. negli anni n n Accesso unico area massimale N. scelte Attività oraria obbligatoria Attività oraria facoltativa Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 4 Livello n. 1. Attività di continuità assistenziale notturna, diurna, feriale e festiva, domiciliare e ambulatoriale 2. Attività di assistenza domiciliare programmata, integrata e residenziale 3. Attività assistenziali programmate quali progetti prevenzione, ambulatori dedicati a malattie croniche, prelievi o PPIP (ecg, eco, TAO) 4. Attività relative alla gestione del sistema informativo (analisi epidemiologiche, ecc.) 5. Attività di formazione, docenza e audit (dentro e fuori l UMG) 6. Attività organizzative e gestionali dentro l UMG (coordinatore UMG) e fuori dall UMG (attività dirigenziale) 7. Tutoraggio ed attività seminariale universitaria e di formazione specifica 8. Attività valutativa per l esame di stato. 9. Attività di ricerca

20 Per realizzare questo cambiamento nel modo di operare dei mmg è necessaria: La modifica dell art. 8 del D.Lgs 502/92 e s.m.i. (Disciplina dei rapporti con i mmg) la riscrittura della Convenzione In particolare introducendo

21 1. L accesso unico all area della medicina generale, superando l attuale distinzione in settori: assistenza primaria continuità assistenziale medicina dei servizi emergenza territoriale 2. Il ruolo unico, articolato in attività orarie e fiduciarie da svolgere nella squadra

22 3. L Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT) o aggregazione monoprofessionale Rappresenta il superamento dell associazionismo volontario ed incentivato come finora previsto; l insieme dei mmg che la compongono, coordinati fra loro, assicurano la continuità assistenziale 12/14/24H alla popolazione di assistiti di riferimento; in essa viene garantita la rendicontazione di processi e risultati con riferimento alla popolazione assistita.

23 L Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT) Deve essere intesa come unità di medicina generale che, in quanto tale, affronta i processi di integrazione multiprofessionale nell ambito delle diverse forme di UCCP AFT UCCP software della Medicina Generale hardware della Primary Care

24 4. la Ristrutturazione del compenso anche per garantire flessibilità rispetto ai diversi modelli organizzativi con la distinzione della componente di onorario da quella deputata al finanziamento dei fattori di produzione. 5. Accordi nazionali, regionali, aziendali una chiara e vincolante individuazione delle competenze dell ACN, degli accordi regionali e di quelli aziendali, per evitare sovrapposizioni

25 La strada verso il cambiamento La Medicina Generale sostiene questa proposta di cambiamento fin dal Il percorso è stato spesso ostacolato da preconcetti storici e resistenze da parte delle istituzioni. La Medicina Generale attraverso la FIMMG ha dato notevoli garanzie e prove di affidabilità : firmando gli ultimi due ACN con cui si è assunta impegni precisi, ai limiti del consenso della categoria partecipando attivamente al tormentato processo di informatizzazione

26 La Medicina Generale è pronta al cambiamento ma il ritardo delle risposte sta provocando nella categoria un calo di fiducia nella prospettiva del cambiamento e di conseguenza un arroccamento su vecchie posizioni sindacali nei comportamenti negoziali periferici

27 È arrivato il momento da parte di Regioni e Governo di dare risposte chiare e concrete alle nostre proposte di cambiamento Grazie per l attenzione!

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