Il direttore sportivo di una società di calcio

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1 Il direttore sportivo di una società di calcio 1. La figura del direttore sportivo nell ambito della gestione di una società di calcio Lo sport in generale, e il calcio in particolare, è fra i maggiori settori economici del Paese e richiede sempre più di professionalità specializzate. Un profilo nuovo e fondamentale è il manager dello sport, una figura in grado di sintetizzare competenze organizzative, di marketing e comunicazione, in aggiunta agli aspetti progettuali, di pianificazione e gestione di un impianto sportivo, con forti competenze anche nella programmazione e realizzazione di eventi sportivi e spettacolistici. Le competenze professionali devono considerare lo sport non solo come un evento agonistico, ma come un evento inserito in un contesto più ampio di spettacolo sportivo con molte componenti. Ciò comporta che, oggi, le competenze dei manager sportivi devono essere: tecniche economico/finanziarie organizzative diplomatiche (Falsanisi-Giangreco, 2002). Secondo la Federazione italiana gioco calcio, i direttori sportivi svolgono una serie di attività che riguardano l assetto organizzativo delle società, gestiscono i rapporti anche contrattuali fra società, calciatori o tecnici e conducono trattative che hanno per oggetto il trasferimento di calciatori. Il direttore sportivo è, quindi, la personalità di raccordo tra la dirigenza ed il settore tecnico, rappresentando la società nei rapporti tecnici con le altre società calcistiche ed in sede di calciomercato, periodo nel quale il direttore sportivo si occupa, di concerto con la dirigenza ed il settore tecnico, al rafforzamento della squadra per i futuri impegni agonistici attraverso la compravendita di calciatori ed ai rapporti intercorrenti la società e lo staff tecnico (Lago, 2004) 1. I numerosi cambiamenti intervenuti nel mondo calcistico, che lo hanno reso un vero e proprio business, hanno modificato profondamente i ruoli dirigenziali. Nel calcio italiano, inaftti, il direttore sportivo è un ruolo di recente istituzione. Fino agli anni Settanta non se ne sentiva il bisogno, nemmeno nei massimi campionati. I loro compiti erano ricoperti praticamente dai Presidenti, dagli allenatori e a volte anche dai segretari, coadiuvati da conoscitori del calcio che agivano come osservatori e scopritori di talenti. Non esistendo nemmeno la figura del procuratore dei giocatori, i trasferimenti si realizzavano 1 Secondo la Cassazione, 8 giugno 1995, n. 6439, in Lav. Giur., 1996, p. 250, «il direttore sportivo di una società calcistica appartiene al novero dei dirigenti amministrativi e tecnici ( ) in quanto la sua attività, secondo nozioni di comune esperienza, concerne l assetto organizzativo della società, compresa la gestione di rapporti anche contrattuali tra società e calciatori o tecnici e la conduzione delle trattative con altre società sportive aventi ad oggetto il trasferimento dei calciatori e la cessione dei relativi contratti». 1

2 solo su iniziativa delle società. Solo negli anni Settanta, come si è detto, le squadre hanno cominciato ad avvalersi di personale con competenze sia tecniche che organizzative, i quali hanno affiancato i presidenti in un attività che stava diventando sempre più complessa. Progressivamente gli organici delle società di calcio si sono così arricchiti, di pari passo con le esigenze organizzative dei sodalizi 2. Per comprendere la collocazione la collocazione del Direttore tecnico nell ambito delle funzioni operative di una società di calcio è necessario descrivere l organigramma generale per macroaree (Lago, 2004). Organigramma generale di una società di calcio Come si può vedere, il Direttore Generale, in linea con gli obiettivi ed i mezzi fissati dal vertice societario (composto da Presidente, Amministratore Delegato e C.d.A.) sovrintende tutte le attività della società, così ripartite in cinque aree principali logicamente collegate e interdipendenti tra loro: l Area Tecnica, l Area Segreteria Generale, l Area Amministrativa, l Area Commerciale e l Area Comunicazione (Rubino, 2004). L Area tecnica prevede appunto la figura di un Direttore Sportivo, che ne coordina le attività. Le politiche in atto nel settore calcistico impongono una costante valorizzazione delle risorse più giovani e, quindi, non possono prescindere da una costante relazione tra settore giovanile e prima squadra. I rapporti tra le diverse figure professionali che compongono il team della prima squadra non seguono un 2 Questa evoluzione ha interessato anche numerosi altri ruoli. A partire dagli anni Novanta e nelle società di maggiori dimensioni, agli storici ruoli (presidente, allenatore, segretario, medico sociale e massaggiatore) si sono aggiunti l amministratore delegato, il responsabile tecnico, il responsabile organizzativo e logistica, il team manager, il responsabile dell area delle comunicazioni, l addetto stampa, il segretario generale, il segretario sportivo, i collaboratori tecnici, i coordinatori sanitari, gli chief financial officer, il direttore vendite, i preparatori atletici, il responsabile del settore giovanile, l allenatore dei portieri, gli allenatori della primavera, il consulente di mercato, il direttore dei servizi operativi, il direttore commerciale, il direttore editoriale, il responsabile del settore giovanile, i massofisioterapisti, i fisioterapisti, il direttore marketing, il direttore della pianificazione ed il controllo degli affari societari. 2

3 orientamento gerarchico, ma sono caratterizzate da una relazione di tipo funzionale. Le principali macroattività dell area tecnica sono relative: alla gestione di tutto il settore tecnico della Prima Squadra in rapporto all attività agonistica, ai trasferimenti calciatori, alla logistica; al settore giovanile; agli osservatori; alla struttura medico sanitaria (Falsanisi-Giangreco, 2002). Organigramma dell Area tecnica Contrariamente al passato, dove il Direttore Sportivo era soprattutto colui che si occupava degli aspetti sportivi (dalla compra-vendita dei calciatori alla formazione della squadra), oggi questa figura spesso si occupa anche di tutti gli aspetti organizzativi, gestionali ed economici della società di calcio, coincidendo con quella del Direttore Generale. Se infatti per alcune federazioni il direttore sportivo corrisponde all allenatore, nel calcio si tratta di un ruolo ibrido fra quelli manageriali e quelli tecnici. 2. La disciplina dell attività del Direttore sportivo Il dirigente di società sportive è una figura riconosciuta anche in seno alla Figc dal 1976, anno in cui è stata costituita l Associazione dei direttori e segretari delle società sportive. Questo ha consentito nel 1991 di arrivare al regolamento n. 61/a del 13 giugno 1991, che ha disciplinato il ruolo del Direttore Sportivo. L art. 1 del comunicato del 1991 stabilisce che il direttore sportivo è «la persona che svolge, per conto delle società sportive professionistiche, attività concernenti l assetto organizzativo delle società, ivi comprese espressamente la gestione dei rapporti anche contrattuali fra società e calciatori o tecnici e la conduzione dì trattative con altre società sportive, aventi ad oggetto il trasferimento dei calciatori e/o la stipulazione delle cessioni dei contratti». 3

4 Per svolgere questa funzione è necessario iscriversi nell Elenco Speciale dei Direttori Sportivi della FIGC. Questa iscrizione è subordinata alla frequenza dei corsi e al superamento dell esame indetti dalla FIGC e organizzati dal suo Settore Tecnico. I bandi dì concorso per la partecipazione ai corsi sorto sottoposti all approvazione del Consiglio Federale. Secondo l art. 4, poi, non può essere iscritto nell Elenco Speciale chi ha la carica di Dirigente Federale, di amministratore di società sportiva, di procuratore, di calciatore o altro tesserato. Questa incompatibilità ha la durata di un anno, è cioè in relazione alla validità del tesseramento federale per qualunque ruolo (Falsanisi-Giangreco, 2002). La licenza del Direttore sportivo, come mostra la figura seguente, rientra nella categoria Uefa B. I criteri A sono criteri vincolanti; il loro mancato rispetto comporta diniego della licenza. Anche criteri B sono criteri vincolanti; il loro mancato rispetto non comporta però il diniego della licenza, ma un richiamo ufficiale dell Ufficio Licenze UEFA indicante il termine per la sanatoria; in caso di ulteriore inadempienza la Commissione di primo grado ne valuta gravità e può disporre l invio degli atti alla Procura Federale per deferimento del club alla Commissione Disciplinare. Infine i criteri C sono raccomandazioni di buona prassi; il loro mancato rispetto non comporta sanzioni disciplinari né il diniego della licenza (Lago, 2004). L art. 6 della comunicazione n. 61 del 1991 elenca i doveri del direttore sportivo: «Lo svolgimento dell attività di direttore sportivo deve risultare da contratto che una delle partì contraenti deve depositare o inviare presso la Lega dì competenza, che provvede a trasmetterne una copia alla FISC». Alcune norme di carattere etico sono contenute nell art. 7. Il Direttore sportivo non può stipulare due contratti, con due diverse società, nella stessa stagione sportiva e deve sempre rispettare i regolamenti federali «improntando in ogni occasione il proprio operato a principi di correttezza e buona 4

5 fede». Nell art. 8 sono infine stabiliti i divieti delle società a tesserare altre persone non aventi il titolo di Direttore Sportivo, quindi non iscritte nell Elenco Speciale, per quell anno sportivo. Nel 1998 è stato stipulato tra Figc e Adise l accordo collettivo di categoria e ed è stato predisposto un contratto tipo, che fissa il quadro di riferimento giuridico per la disciplina dei rapporti fra società e direttore sportivo (Rubino, 2004). 3. Le attività del Direttore sportivo 3.1. La gestione ordinaria Settore Tecnico L attività del Direttore sportivo si sviluppa in sette macroaree, tutte presenti nei grandi club di calcio. La prima area è relativa alla gestione ordinaria Settore Tecnico. In questo ambito il Direttore sportivo ha il compito di supervisionare l organizzazione del settore tecnico relativamente all attività sportiva, di gestire al primo livello tutte le problematiche inerenti le richieste dei calciatori e di monitorare l attività del settore giovanile. L attività del Direttore Sportivo rientra, del resto, nell ambito della gestione strategica della società calcistica, la quale è a quattro principali modelli di business : a) il club come passione: l azionista riveste il ruolo di mecenate che investe nel club a fondo perduto, essenzialmente per passione e per un desiderio di affermazione sociale; b) il club come veicolo di immagine: l azionista (spesso un gruppo industriale) investe nel club per ottenere elevati e più complessivi ritorni di immagine da valorizzare altrove; c) il club come ambito per valorizzare nuovi talenti: l azionista investe nel club per scovare e lanciare giovani talenti da valorizzare e cedere ai grandi club, cercando di conseguire un profitto; d) il club come azienda di entertainment: l azionista ricerca l equilibrio economico tra i ricavi (generati da tutte le attività sportive e commerciali, connesse al team ed al brand) ed i costi (sostenuti per ricercare, mantenere e sviluppare quei ricavi) (Lago, 2004). Bisogna ricordare inoltre che la gestione della società calcistica si propone di massimizzare l acquisizione e la commercializzazione di cinque tipi di risorse: tangibili (risorse finanziarie e fisiche), intangibili (risorse tecnologiche, di innovazione, relazionali e di immagine) e risorse umane. Il crescente fabbisogno di risorse finanziarie è la principale caratteristica della trasformazione delle organizzazioni sportive dalla base volontaristica all orientamento al business. Tradizionalmente, la crescita di questo fabbisogno ha comportato la necessità di maggiori risorse da destinare all acquisto di giocatori e agli investimenti strategici. Oltre ai proventi che derivano dai contratti con le imprese dei media, le società calcistiche più prestigiose ricorrono oggi al reperimento di risorse finanziarie attraverso la quotazione sul mercato dei capitali (Falsanisi-Giangreco, 2002). 5

6 Il modello di business dell azienda calcio Le risorse fisiche di cui le società calcistiche hanno bisogno non sono necessariamente di proprietà dell azienda, ma, spesso, appartengono ad altri soggetti; per l organizzazione sportiva resta però la necessità di avere la disponibilità di queste risorse e di acquisire le capacità di gestione. Per risorse relazionali si intende quel capitale di fiducia, credibilità, immagine e relazioni che la società calcistica sviluppa con gli attori interni ed esterni. Per le organizzazioni sportive la principale risorsa relazionale è data dai tifosi. Le risorse organizzative sono un capitale organizzativo particolare, che solo recentemente gli studiosi delle società calcistiche hanno cominciato ad indagare. La componente valoriale e culturale del capitale organizzativo ha ricevuto un attenzione maggiore rispetto alle altre, fino allo sviluppo di profili culturali delle diverse società. Questo campo è stato indagato soprattutto per il contributo alla creazione del vantaggio competitivo sostenibile (Rubino, 2004). Le risone umane, infine, sono il campo specifico di azione del direttore sportivo. Essa rappresentano la risorsa più rilevante per le organizzazioni calcistiche. Per i grandi club, in particolare, le risorse umane ritenute critiche sono i campioni e il personale atletico (allenatori). Vi è una generale consapevolezza, infatti, dell importanza anche delle risorse umane rappresentate dai preparatori atletici, dai talent scout, dagli operatori dei settori organizzativo-gestionale, dell assistenza-consulenza. La disponibilità di queste risorse è uno degli elementi critici che richiede elevati investimenti per l acquisizione, la formazione e la retribuzione del personale (Lago, 2004). 6

7 3.2. La supervisione delle prove dei calciatori e i trasferimenti Una seconda macroarea nella quale si trova ad operare il Direttore Sportivo è quella della supervisione delle prove dei calciatori. Il compito del Direttore Sportivo è, in sostanza, quello di costruire un network per osservare gare e prove calciatori in Italia e all estero allo scopo di individuare calciatori acquistabili e giovani talenti da monitorare. In questa attività il Direttore Sportivo deve anche tenere un archivio per la gestione del file giocatori e delle relative prove visionate. Una terza macroarea è quella che fa riferimento alle prove di osservazione, la quale richiede di predisporre la programmazione dell osservazione dei calciatori, monitorandone costantemente l attività e preparando la reportistica. Legata a questa è la macroarea dello scouting, la quale consiste nel curare, di concerto con il vertice societario, e quando occorre con il responsabile del Settore Giovanile, la fase di reclutamento dei giovani talenti (Lago, 2004). La struttura dello scouting L importanza della figura del Direttore sportivo nell attività di selezione e valorizzazione dei nuovi talenti e dei giocatori di maggiore classe appare evidente sia considerando i grandi club che quelli di medio e piccole dimensioni. Bisogna sottolineare, però, una differenza sostanziale tra queste due realtà sportive, la quale si ripercuote sia a livello gestionale che strategico, dando liogo a due realtà aziendali completamente diverse (Rubino, 2004). I grandi club, infatti, scommettendo sull aumento dei ricavi che provengono dall espansione dei diritti televisivi a pagamento, dai contratti di sponsorizzazione e dal mechandising, investono per rafforzare massicciamente la squadra, nel tentativo di mettere in moto un circolo virtuoso (schematizzato sinteticamente nella figura seguente) tra risultati sportivi e risultati economici. 7

8 Il ciclo ha inizio con l aumento dei ricavi, che garantendo alle società notevoli risorse finanziarie permette alle stesse di poter corrispondere elevati stipendi ai propri calciatori. Ciò consente di attrarre i giocatori più forti dal punti di vista tecnico, così da comporre rose molto competitive. La formazione di squadre superiori rispetto alla concorrenza sul piano dello spessore tecnico-tattico porta, almeno teoricamente, i team al successo sportivo che in termini diretti consente di raccogliere ulteriori risorse finanziarie necessarie per iniziare nuovamente il ciclo appena descritto (Falsanisi-Giangreco, 2002). Circolo virtuoso tra risultati sportivi ed economici (grandi club) Risorse finanziarie Stipendi dei giocatori migliori Aumento dei ricavi Creazione di squadre competitive Risultati sportivi (vittorie) Fonte: Lago, 2004, p Naturalmente, innescare questo circolo virtuoso può essere difficile e potenzialmente pericoloso. Innanzitutto, per attivarlo occorrono ingenti risorse finanziarie. Poi non necessariamente la creazione di squadre competitive porta alla vittoria; infine i risultati sportivi si trasformano in ricavi nella misura in cui il club disponga di un vasto pubblico potenziale e sia in grado di sfruttare tutte le opportunità commerciali disponibili. I piccoli club presentano invece obiettivi gestionali completamente diversi rispetto alle squadre maggiori. Se per i grandi club i risultati sportivi sono esprimibili in termini di vittorie in campionato o nelle coppe (nazionali ed internazionali), per le provinciali essi sono esprimibili in termini di permanenza in serie A oppure di promozione dalla serie B alla A. Nonostante ciò, anche per questi club si può identificare un circolo virtuoso, alla cui realizzazione da un contributo decisivo il Direttore Sportivo (Lago, 2004). 8

9 Circolo virtuoso tra risultati sportivi ed economici (piccoli club) Risorse finanziarie Selezione di giocatori giovani Eventuale redditività Maggiori Ricavi Cessione dei giocatori (plusvalenze) Risultati sportivi (salvezza / promozione) Fonte: Lago, 2004, p Il circolo virtuoso per una piccola società di calcio comincia con la selezione di giovani giocatori di talento cresciuti nel proprio vivaio, oppure acquistati nelle serie minori di tutto il mondo a prezzi contenuti. In questa fase il ruolo del Direttore Sportivo è fondamentale, dal momento che egli deve organizzare e promuovere l attività di selezione, scouting e valorizzazione. Il secondo passo consiste nell assemblare agli ordini di un allenatore esperto un buon collettivo che faccia emergere il talento dei giovani; se rutto ciò viene realizzato in maniera corretta, si raggiungono gli obiettivi prefissati in termini di salvezza oppure di promozione. Il raggiungimento di questi risultati permette ai club di ottenere maggiori ricavi (da sponsor, televisione e botteghino) e plusvalenze derivanti dalla cessione dei giocatori più talentuosi. Un ultimo punto da tenere presente (e che riguarda da vicino l attività del Direttore Sportivo) è l entrata in vigore, dal settembre 2005, del nuovo regolamento Fifa sullo status e i trasferimenti internazionali dei calciatori. Alla luce di questo regolamento, infatti, il circolo virtuoso dei piccoli club potrebbe non essere più facilmente realizzato. Molti giovani giocatori hanno infatti cominciato ad abbandonare le società in cui si sono formati per andare a militare in squadre estere 3, facendo perciò 3 Il primo punto dell ari 18 del Regolamento stabilisce che: «i trasferimenti internazionali sono ammessi solo se il calciatore abbia più di 18 anni». Il secondo punto dell articolo presenta poi tre eccezioni alla regola generale: a) i genitori del calciatore si trasferiscono nel paese della 9

10 venir meno ai piccoli club la prima fase del circolo, ossia la selezione di giovani talenti cresciuti nel proprio vivaio. Se questi ultimi vengono attratti dalle società estere, il piccolo club non è più in grado di valorizzarli al proprio interno e successivamente incassare i proventi dalla loro cessione. Questo aspetto non è marginale, in quanto rischia di minare profondamente l equilibrio economico delle società (Lago, 2004) L attività di pubbliche relazioni La quinta, sesta e settima macroarea possono essere fatte rientrare nell attività di public relation legata ai trasferimenti e ai contatti con le istituzioni calcistiche. Ogni cessione di giocatore è accompagnata, infatti, da un insieme di attività precontrattuali, contrattuali e postcontrattuali che vanno definite dal punto di vista giuridico, attraverso incontri con i Direttori Sportivi e i manager delle altre squadre di calcio. Relativamente alla campagna trasferimenti, il Direttore sportivo deve supportare chi è delegato dal vertice societario nella redazione dei budget annuali e di quelli programmatici pluriennali, pianificando le strategie della campagna trasferimenti. In questo settore il Direttore Sportivo è incaricato, insieme al settore amministrativo, di definire gli ammontari finanziari di valutazione di un giocatore da acquistare o da cedere, oltre agli emolumenti da corrispondere ai nuovi acquisti (Falsanisi-Giangreco, 2002). Egli deve, inoltre, mantenere e sviluppare le relazioni con le istituzioni calcistiche e sviluppare (è questa la settima macroarea) il network di collegamenti con le società minori, con particolare riferimento a quelle operanti nel territorio. Lo schema seguente riporta gli attori principali del mondo del calcio, individuando i produttori (società calcistiche), i distributori, i consumatori (o clienti finali) e gli sponsor. In realtà queste denominazioni non sono univoche, dal momento che fanno riferimento a soggetti che a volte possono ricoprire più ruoli (Rubino, 2004). E opportuno analizzare ognuna di queste figure individuate per evidenziarne il ruolo e le funzioni nell ambito del marketing dell evento sportivo. Tra i produttori si possono annoverare i singoli atleti, le società sportive, i sindacati degli atleti, ma anche le società di management, gli Enti governativi, quali la FIGC ed il Ministero competente, le istituzioni locali (Lago, 2004). nuova società; b) il trasferimento avviene all interno dell U.E. e il calciatore ha un età compresa tra 16 e 18 anni, a patto che il nuovo club fornisca al calciatore un adeguata educazione calcistica, scolastica e una formazione permanente, e assicuri che il calciatore sia seguito nella migliore maniera possibile (ospitato in famiglia o in strutture societarie, guidato 10

11 Sistema della relazioni che danno vita all evento sportivo Sponsor Produttori Distributori Consumatori I distributori sono sostanzialmente i mass media, per lo sport spettacolo, oppure i puri gestori di impianti nello sport praticato o gareggiato. I consumatori sono rappresentati dai praticanti e dagli spettatori in generale, o da un pubblico più specializzato (istruttori, allenatori, ecc.). Gli sponsor, infine, si propongono come finanziatori e promotori di se stessi e dei propri prodotti tramite lo sport. Questi vari soggetti possono svolgere funzioni differenti, in varie occasioni o anche nella stessa manifestazione, di fatto sovrapponendo più ruoli. In altre situazioni possono invece collaborare fra loro, con effetti sinergici nella produzione, promozione o distribuzione dell evento. In alcuni casi, soprattutto dove il Direttore sportivo è particolarmente noto e influente, è egli stesso ha intrattenere alcuni rapporti con le aziende che sponsorizzano il club. A partire dalla metà degli anni 80, infatti, si è assistito ad una intensa crescita del fenomeno della sponsorizzazione. Essa consiste in un attività diretta alla diffusione di un determinato messaggio commerciale, il più delle volte imperniato su un marchio di prodotto o di servizio, attraverso l utilizzazione di un evento o di una serie di eventi di cui sono protagonisti uno o più soggetti comunque terzi rispetto all impresa cui il messaggio è riferito. In sostanza, la sponsorizzazione diffonde il proprio messaggio attraverso la creazione di un collegamento (che può assumere le forme più diverse) tra il soggetto sponsorizzatore e l evento stesso (Rubino, 2004). E evidente che, se la società sportiva consegue un buon risultato, la notorietà dell azienda e del prodotto aumenta notevolmente e la loro immagine ne trae un beneficio sicuro, mentre quando incontra periodi o prestazioni negative, non si ha il contrario, ossia una caduta di notorietà o di immagine: solo da un tutor); c) il calciatore vive in una località di frontiera e la nuova società ha sede a meno di 50 km dal confine. 11

12 non se ne acquista di aggiuntiva. Le sponsorizzazioni possono riguardare, come detto, un singolo atleta o una squadra, ma anche un intera manifestazione sportiva o evento sportivo 4. Le varie tipologie di sponsor delle società calcistiche, alla cui definizione contrattuale prende parte spesso anche il Direttore Sportivo, sono le seguenti: main sponsor: può esporre il proprio marchio sull abbigliamento ed il materiale di gioco della prima squadra; sponsor tecnico: fornisce i capi d abbigliamento sportivo, le attrezzature ed i materiali usati dalla squadra; il marchio appare sulle maglie ed i palloni da gioco fornitore ufficiale: acquisisce il diritto a fornire il proprio prodotto/ servizio alla squadra. licenziatario: ottiene la possibilità di applicare il marchio del club sui propri prodotti, che sono legati all ambito sportivo. produttore ufficiale: ottiene la facoltà di poter realizzare in esclusiva i prodotti promozionali della società, spesso comparendo su essi con un proprio logo (Falsanisi-Giangreco, 2002). 4. L attività di valorizzazione del vivaio Il mondo del calcio ha sperimentato negli ultimi anni e sta ancora attraversando una fase di profonda crisi. La possibilità di accesso a nuove fonti di reddito, verificatasi a partire dai primi anni Novanta, si è riflessa in un incremento più che proporzionale degli investimenti (rappresentati dall acquisizione dei diritti alle prestazioni dei giocatori) e dei loro ingaggi, cresciuti esponenzialmente. La flessione degli introiti da diritti tv (che per i principali campionati continentali rappresentano la primaria fonte di entrate nonostante la loro estrema volatilità), dovuta a fenomeni di ridimensionamento dei ricavi vissuti dai network televisivi, ha creato un circolo vizioso che, di lì a poco, ha reso insostenibile la situazione per le società sportive. In questo contesto è comprensibile come una gestione finanziaria accurata e di qualità costituisca una necessità per i club. Un importante e immediata leva gestionale può essere rappresentata dall investimento nel settore giovanile. Il processo di individuazione, attrazione e successiva formazione interna dei giovani talenti, affidato al Direttore Sportivo e al suo staff, può apportare notevoli vantaggi economici sotto un duplice aspetto: da un lato, l azzeramento del costo di acquisizione del cartellino (ossia del diritto alle prestazioni dei giocatori) dall esterno; dall altro la riduzione dei costi di gestione del parco giocatori (costo del lavoro e ammortamenti). L acquisto sul mercato di giocatori già formati implica infatti l erogazione di compensi elevati. I giocatori provenienti dal vivaio, invece, possono invece essere promossi in prima squadra attraverso primi contratti particolarmente vantaggiosi per i club. Un altro vantaggio, non di carattere economico ma ugualmente rilevante, è rappresentato dalla possibilità di 4 Il campionato di calcio di serie A, per esempio, in questi anni viene sponsorizzato dalla società di telefonia Telecom Italia, tanto è vero che si parla di Campionato di calcio TIM. 12

13 formare i giocatori secondo la propria filosofia, coerentemente con le esigenze del mestiere a livello professionistico (Lago, 2004). Il Direttore Sportivo ha di fronte diverse opzioni circa l impiego del giovane talento. In una prima ipotesi, il giovane calciatore viene inserito nell organico della prima squadra, prendendo parte alle competizioni in cui essa è impegnata e divenendo così un professionista di categoria a tutti gli effetti. L introduzione in rosa del giovane comporta la possibilità di sostituzione (oppure di mancato acquisto) di un calciatore professionista senior dalle caratteristiche similari. Il valore per il club in questo scenario è associato direttamente al risparmio di costo derivante dal mancato acquisto dall esterno di un professionista della stessa fascia qualitativa che comunque si sarebbe dovuto effettuare. Vi sarà inoltre un valore addizionale determinato dall eventuale differenza, se positiva, tra la remunerazione dell atleta di categoria e quella del giovane, la quale, almeno nella stesura del primo contratto da professionista, risulta nella maggior parte dei casi molto inferiore (Rubino, 2004). In particolare, il risparmio di costo totale è cosi rappresentabile: Mancate spese (risparmio di costi) = (cartellino giocatore pro + stipendio giocatore pro ) - primo stipendio giovane-pro. Il Direttore Sportivo può, invece, sollecitare la società a cedere a un altro club i diritti alle prestazioni sportive del calciatore formato internamente. È un eventualità osservabile abbastanza spesso nella pratica. Essa può avvenire sia per motivazioni di carattere economico, se la società ritiene più profittevole monetizzare l investimento effettuato sul giovane, sia per motivi più propriamente tecnici, quando egli sia ceduto come contropartita tecnica o per costituire un modalità di pagamento in natura dei diritti di un altro giocatore oggetto dello scambio (Falsanisi-Giangreco, 2002). Queste considerazioni mettono in evidenza come il Direttore Sportivo abbia un ruolo rilevante in numerosi aspetto della gestione delle risorse umane della società di calcio: a) egli coordina l attività della squadra nel suo complesso; b) tiene i rapporti con i singoli giocatori, sia quelli di natura finanziaria, che quelli che riguardano la quotidianità dell atleta; c) coordina lo staff di selezionatori che individuano gli atleti acquistabili per il potenziamento della squadra; d) coordina gli operatori del settore giovanile; e) tiene le relazione con i soggetti economici, istituzionali e sportivi che ruotano intorno alla società. Questo insieme di attività richiede particolari doti manageriali ed umane, oltre ad una buona esperienza del settore calcistico. Negli ultimi anni, del resto, le società calcistiche si stanno dotando sempre più di strutture tipiche delle grandi aziende, dando sempre più importanza all interazione tra le loro diverse aree. Nelle società di calcio questo processo ha assunto la dimensione di sempre maggiore specializzazione tecnica all interno del management, che ormai conta un numero molto elevato di ruoli e di competenze. Un esempio è offerto dall organigramma del Milano nella stagione Il direttore sportivo assume la denominazione di Direttore generale area sportiva ed è affiancato da un Direttore operazioni area tecnica. Vi è poi un direttore organizzativo e una serie di direttori che sono 13

14 chiamati a gestire ambito che molto spesso, nelle imprese minori, ricadono nelle competenze del Direttore Sportivo (Lago, 2004). Analogamente, nell organigramma delle Juventus, accanto a un Direttore Sportivo opera un Direttore delle risorse umane che svolge le attività di osservazione e scouting che tradizionalmente spettano al primo. Si è in presenza, in sostanza, almeno nei club più grandi, di un processo di specializzazione funzionale che tende a frazionare le competenze del Direttore Sportivo assegnandole a più soggetti. Questo processo non è, del resto, illogico. Le numerose funzioni svolte dal Direttore Sportivo risultano essere strategiche per il successo sportivo e commerciale della società di calcio: non sorprende, quindi, che esse vengano ripartite tra più soggetti, spesso datati di competenze specifiche e settoriali (Falsanisi-Giangreco, 2002). 14

15 Bibliografia Basile G., Brunelli M., Cazzulo G. (1997), Le società di calcio professionistiche, Roma. Falsanisi G., Giangreco E. F. (2002), Le società di calcio del 2000, Roma Lago U., Baroncelli A., Szymanski S. (2004), Il business del calcio: successi sportivi e rovesci finanziari, Milano, Egea Marzola P.L. (2003), L industria del calcio, Milano Rubino F. (2004), Un approccio manageriale alla gestione delle società di calcio, Milano 15

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