BOISLAB IL LEGNO PER UN ARCHITETTURA SOSTENIBILE a cura di Guido Callegari e Roberto Zanuttini

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3 BOISLAB IL LEGNO PER UN ARCHITETTURA SOSTENIBILE a cura di Guido Callegari e Roberto Zanuttini PROGRAMMA ALCOTRA COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA ITALIA - FRANCIA PROGETTO BOIS - LAB

4 Pubblicazione cofinanziata dall Unione Europea Fondo Europeo di Sviluppo Regionale Programma ALCOTRA Alpi Latine COoperazione TRAnsfrontaliera Italia - Francia (Alpi) Gruppo di lavoro Boislab Workshop: Provincia di Torino - Servizio Sviluppo montano, rurale e valorizzazione produzioni tipiche Dirigente del Servizio: Elena Di Bella Coordinamento: Alberto Pierbattisti Partner del progetto: Progetto Transfrontaliero BoisLab Provincia di Torino - Conseil General de Savoie Fondazione Ordine degli Architetti Coordinamento: Raffaella Lecchi Segreteria: Serena Pastorino Coordinamento scientifico Guido Callegari - Politecnico di Torino - DIPRADI Roberto Zanuttini - Università degli Studi di Torino - AGROSELVITER Provincia di Torino Servizio Sviluppo montano, rurale e valorizzazione produzioni tipiche (capofila del progetto) Corso Inghilterra Torino tel fax Elena Di Bella: Alberto Pierbattisti: Dipartimento di Progettazione Architettonica e di Disegno Industriale (DIPRADI), Politecnico di Torino Gruppo di ricerca: Guido Callegari (responsabile scientifico), Chiara Corsico, Valeria Marta Rocco, Antonio Spinelli Conseil général de la Savoie - Unité Forêt Filière Bois Hôtel du Département Chambery (F) Tel ; fax Marc Jean Robert: Dipartimento di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio (AGROSELVITER) Gruppo di ricerca: Roberto Zanuttini (responsabile scientifico), Corrado Cremonini Coordinamento editoriale ed editing Chiara Corsico, Noemi Mottica, Antonio Spinelli

5 indice M. Balagna, Provincia di Torino 5 C. Novarino, FOAT - Fondazione Ordine degli Architetti 7 L. Bazzanella, Politecnico di Torino - DIPRADI 9 parte prima La valorizzazione della filiera legno in edilizia G. Callegari, R. Zanuttini, Per una promozione sostenibile della filiera legno in edilizia 13 A. Brunori, La sostenibilità nel settore forestale e del legno per un edilizia certificata 17 A. Alessi, Le sostenibili leggerezze del legno, ieri e oggi 21 G. Callegari, A. Spinelli, Una svolta nelle costruzioni: il legno 27 A. Bernasconi, Gli edifici moderni con struttura in legno 33 C. Cremonini, R. Zanuttini, I prodotti della prima lavorazione del legno 39 R. Zanuttini, Le filiere corte per la valorizzazione delle risorse legnose locali: criticità e prospettive 45 P. Lavisci, Valorizzazione della filiera legno locale: l esempio toscano 51 parte seconda La riscoperta del legno in architettura G. Callegari, C. Corsico, A. Spinelli, La riscoperta del legno in architettura 57 L uso del legno negli interventi edilizi sul patrimonio costruito, Galleria casi studio 62 Mobil home e micro home: il tema delle architetture modulari, Galleria casi studio 82 Edifici sperimentali in legno per un architettura sostenibile, Galleria casi studio 104 B. Melis, L integrazione dei sistemi per la gestione dell energia ambientale nell involucro edilizio in legno 112 parte terza proposte progettuali per un futuro sostenibile: Workshop BoisLab E. Di Bella, Strategie forestali in Provincia di Torino 121 A. Pierbattisti, M.J. Robert, Il progetto boislab 122 G. Callegari, R. Zanuttini, L esperienza del workshop: un percorso progettuale transdisciplinare 124 G. Ambrosini, M. L. Barelli, M. Bonino, G. Callegari, C. Corsico, C. Cremonini, D. M. Giachino, B. Melis, F. Negro, S. Oletto, C. Rebora, V. M. Rocco, A. Spinelli, R. Zanuttini, Formazione, ricerca e professione: la condivisione di un percorso progettuale 129 G. Callegari, La realizzazione di un architettura sperimentale per la promozione del legno 134 A cura del gruppo vincitore, Il senso del legno : diario di bordo 135 Il senso del legno: una rappresentazione del ciclo di vita dell albero OIS: un tronco abitabile come espressione della natura del bosco 147 INTO: un percorso sensoriale di conoscenza 153 Sintesi legno: adattabilità, reversibilità e flessibilità come parole chiave 159 Treperiodico: architettura componibile 163 Cadeaux: un sistema di volumi componibili 167 Legno in gioco: per un uso sostenibile delle risorse forestali locali 171 Crediti fotografici/sponsors del workshop 175

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7 L esperienza del workshop. Un percorso progettuale transdisciplinare Guido Callegari *, Roberto Zanuttini ** Il workshop, che rientra in una delle azioni del progetto di cooperazione transfrontaliera Bois-Lab, è stato promosso dalla Provincia di Torino con la finalità di sostenere e diffondere una cultura progettuale del legno nell ambito del sistema territoriale provinciale in un ottica di valorizzazione della filiera. L iniziativa, con riferimento al crescente interesse per l impiego del legno in edilizia, ha guardato agli esiti più interessanti di una stagione di progetti e azioni, sia in ambito nazionale che internazionale, finalizzati al processo di valorizzazione della risorsa legno. La Provincia di Torino ha promosso quest esperienza pilota nella prospettiva di favorire l uso delle specie legnose locali con la possibilità di ricadute positive sul sistema economico- sociale e ambientale del nostro territorio. Il workshop -rivolto ad architetti, ingegneri, forestali con laurea di I e II livello, geometri, addetti e titolari di imprese edili e artigiane, dirigenti, funzionari e tecnici delle pubbliche amministrazioni- è nato quindi con la volontà di far conoscere e promuovere presso tutti i soggetti interessati le potenzialità del legno in edilizia come azione educativa di medio-lungo termine. La struttura del workshop ha previsto le seguenti azioni: - un ciclo di lezioni: un azione divulgativa/educativa di sensibilizzazione mirata a evidenziare l attualità e la sostenibilità dell uso del legno in edilizia; l attività articolata in quattro appuntamenti, era finalizzata all aggiornamento professionale di 60 Fig. 1 Aula Magna Istituto Avogadro di Torino. L attività di formazione tra progettisti, operatori e aziende del settore legno della provincia di Torino e aperta anche alla partecipazione di un pubblico più ampio di non addetti ai lavori ma interessati al tema. - un workshop di progettazione: un azione di formazione interdisciplinare destinata ai 60 professionisti e operatori del settore legno selezionati fra le diverse candidature pervenute per la partecipazione al workshop. Attraverso un attività di atelier progettuale i partecipanti si sono confrontati sull ideazione di un modulo espositivo realizzato con legno proveniente dai boschi del territorio della Provincia di Torino. Una commissione di valutazione ha selezionato il progetto il senso del legno che è stato poi realizzato in una seconda fase del workshop attraverso un ulteriore attività progettuale. - un progetto pilota: Si è giunti al passaggio dalla fase ideativa a quella realizzativa attraverso un azione di accompagnamento progettuale che ha visto l idea del gruppo vincitore al centro della seconda fase del workshop. Mediante lo straordinario lavoro del gruppo il senso del legno, una consulenza scientifica del Politecnico di Torino e dell Università degli studi di Torino e l apporto di artigiani e operatori di aziende il progetto si è trasformato in realtà. L architettura realizzata si è trasformata nel contenitore di un esposizione itinerante, una mobile exhibition per la promozione delle buone pratiche della filiera legno sul territorio della provincia di Torino. - una manifestazione internazionale: l esperienza del workshop e il modulo realizzato sono stati presentati nell ambito della manifestazione Bosco e territorio che si è tenuta a Oulx loc. Beaulard (TO) dal 17 al 19 settembre Il progetto, un manifesto del costruire in legno, è sarà presentato nell ambito di altre manifestazioni per comunicare l esperienza complessiva del workshop ma anche come prima azione di un modello locale per la valorizzazione della risorsa legno. Fig. 2 - Il Dossier progettuale Boislab. Lo strumento di inquadramento dell attività del workshop (immagine Grafica Lorem) - una pubblicazione: l esperienza del workshop con i suoi protagonisti, i diversi contributi progettuali e il ciclo di lezioni sul legno è stata raccolta sulla presente pubblicazione che accompagnerà il modulo il senso del legno nelle diverse tappe del percorso di informazione e sensibilizzazione sull uso del legno in architettura. - un sito web: i contenuti e gli aggiornamenti del Boislab sono presenti sul sito ufficiale Fig. 3 - Il confronto sulle idee progettuali ai tavoli di lavoro. * Architetto, PhD, ricercatore presso il Politecnico di Torino (DIPRADI) ** Professore associato di Tecnologia del legno presso AGROSELVITER - Università degli Studi di Torino Fotografie gentilmente fornite da FOAT - Fondazione ordine degli architetti e Provincia di Torino 5

8 Guido Callegari, ROBERTO ZANUTTINI, L esperienza del workshop. Un percorso progettuale transdisciplinare Programma interventi formativi - Elaborazione grafica Grafica Lorem 6

9 Guido Callegari, ROBERTO ZANUTTINI, L esperienza del workshop. Un percorso progettuale transdisciplinare Il DOSSIER PROGETTUALE BOISLAB: LE REGOLE DEL GIOCO I sessanta partecipanti al workshop avevano a disposizione un dossier per affrontare l attività progettuale. Nel documento venivano riepilogate le regole del gioco : gli obiettivi del lavoro progettuale, le diverse fasi dell attività, i caratteri del manufatto da progettare, le possibili alternative. Il dossier realizzato a supporto del workshop è stato concepito come una sorta di manualetto d uso per la progettazione e realizzazione di manufatti modulari in legno attraverso una galleria di casi studio che ne inquadrava il lavoro progettuale con le diverse specificità.viene riproposto di seguito il testo del disciplinare di progettazione contenuto nel dossier. Le proposte progettuali dovranno essere studiate con l obiettivo di illustrare in modo sintetico le modalità e i tempi di esecuzione del manufatto con riferimento ad uno scenario confrontabile con delle ipotesi di costi di massima. L idea progettuale sarà precisata anche attraverso la costruzione di una maquette in scala come ulteriore strumento di verifica. Il progetto assumerà l obiettivo d integrare diverse esigenze fra le quali: - idoneità/appropriatezza dello spazio espositivo progettato con esigenze di standardizzazione produttiva e valorizzazione delle specie legnose locali; - flessibilità e reversibilità tipologica del modulo espositivo; - illustrazione degli eventuali meccanismi adattivi dell idea progettuale. Il progetto attraverso la combinazione di diverse tipologie di modulo con variazioni dimensionali e/o diverse aggregazioni di elementi base, potrebbe presentare diverse soluzioni morfologiche per perseguire la flessibilità funzionale e d uso dell unità espositiva. La scomponibilità, la flessibilità e la possibilità di sostituire o aggiungere elementi con operazioni semplici potrà avvenire secondo differenti regole d uso ed essere gestibile eventualmente anche con interventi da parte di personale non specializzato. Per quanto riguarda gli obiettivi progettuali e di sperimentazione di sistemi costruttivi, i partecipanti sono stati chiamati a mettere a frutto e a confrontare le diverse competenze nell intento di verificare i risvolti concreti del progetto, simulando il processo di costruzione, realizzazione, gestione, smontaggio ed eventuale stoccaggio in deposito del modulo espositivo proposto. La progettazione del modulo potrà privilegiare alcuni sistemi costruttivi in funzione della leggerezza o della facilitazione di alcune operazioni di prefabbricazione e assemblaggio. Le diverse proposte progettuali per la realizzazione del modulo Bois-lab, connotato da esigenze di trasportabilità, flessibilità e veloce montaggio e smontaggio potranno contemplare due diversi tipi di soluzioni e strategie: - un modulo pre-assemblato in fabbrica, realizzato nelle dimensioni massime di un container in modo da poter essere trasportabile su gomma anche su grandi distanze e già pronto per il suo utilizzo come spazio espositivo; - un modulo che prevede l assemblaggio in opera di piccoli elementi prefabbricati, una sorta di modulo-kit realizzabile tramite semplici connessioni a secco dei componenti. Le dimensioni e il peso del manufatto dovranno essere compatibili con un mezzo di trasporto ordinario, evitando di ricadere nella tipologia di trasporto eccezionale, con caratteristiche dimensionali rapportabili ad un container. L unità modulare potrà essere una superficie unitaria o articolata in più ambienti, proposta come elemento singolo o aggregazione di piccoli componenti di unità prefabbricate. Lo spazio espositivo, dovrà contenere al suo interno aree riservate ad attività educative, divulgative, prevedendo alcuni spazi tecnici per gli apparati impiantistici e il deposito di materiali informativi necessari per lo svolgimento dell attività culturale/espositiva. La struttura prefabbricata dovrà essere caratterizzata in chiave architettonica e formale attraverso una valorizzazione delle specie legnose locali, rintracciabili a breve distanza, provenienti preferibilmente da boschi con gestione forestale sostenibile certificata. L attenzione all uso di materiali locali e a basso impatto nel contesto del workshop vuol essere uno stimolo per favorire lo sviluppo di filiere regionali e uno strumento di sensibilizzazione e informazione mirato a incrementare la conoscenza della realtà interprofessionale, dei diversi attori della filiera foresta-legno-edilizia del territorio della Provincia di Torino e delle sue peculiarità produttive. Il workshop è un occasione per mettere in luce le opportunità e i vantaggi di carattere socio-economico e ambientale derivanti dall implementazione di iniziative intese a rivitalizzare il legame tra l uso del legno nel comparto della trasformazione industriale o artigianale e la materia prima di provenienza locale, in una visione integrata e multifunzionale della gestione del patrimonio forestale disponibile. In fase di progettazione verrà richiesto anche di definire il peso ambientale del progetto (si veda a questo proposito la pubblicazione Usa il legno. Affronta il cambiamento climatico, Cei-Bois ) calcolando il quantitativo materico di legno, metallo, cemento ed altri materiali impiegati; l impronta ecologica - o footprint del progetto, vale a dire il peso che il manufatto avrà sull ambiente in termini di bilancio di CO 2 - potrà eventualmente essere valutata in modo qualitativo attraverso un calcolo delle quantità di legno impiegate a dispetto delle quantità di altri materiali utilizzati, con un rapido calcolo algebrico che permetterà di evidenziare il grado di sostenibilità in questi termini del progetto. La specificità del tema progettuale assunto per il workshop, ossia la realizzazione di un modulo espositivo in legno regionale, richiede l apporto di competenze che trovano una rispondenza nel programma formativo proposto dal ciclo di lezioni e nella composizione interdisciplinare dei gruppi di lavoro. Il workshop, pur non richiedendo un livello di definizione esecutivo, premierà le proposte progettuali capaci di documentare la fattibilità tecnica ed economica. 1 7

10 Guido Callegari, ROBERTO ZANUTTINI, L esperienza del workshop. Un percorso progettuale transdisciplinare TIMELINE WORKSHOP BOIS LAB Schema elaborato da DIPRADI - Politecnico di Torino 8

11 Guido Callegari, ROBERTO ZANUTTINI, L esperienza del workshop. Un percorso progettuale transdisciplinare I CRITERI PROGETTUALI VALORIZZAZIONE DELLA FILIERA LEGNO - Impiego materiali locali: specie legnose regionali - Compatibilità delle scelte progettuali/tecnologiche con le specie legnose e i semilavorati a disposizione FLESSIBILITA - Flessibilità localizzativa e funzionale - Scelta del sistema costruttivo - Modularità REVERSIBILITA - Trasportabilità - Montaggio e smontaggio - Gestione e durata INNOVAZIONE - Prodotto ( valorizzazione della risorsa legnosa) - Sistema - Progettuale BENESSERE - Termo igrometrico - Visivo - Acustico ECOCOMPATIBILITA - Quantificazione del legno locale utilizzato - Impronta ecologica - Riuso o riciclo dei materiali impiegati LA COMMISSIONE DI VALUTAZIONE La Commissione, era così composta: 1. Elena Di Bella. Provincia di Torino (presidente) 2. Liliana Bazzanella, Politecnico di Torino - DIPRADI 3. Stefano Dotta, Environment Park 4. Carlo Gubetti, CIPRA Italia 5. Claudio Perino, SIAT 6. Alberto Pierbattisti, Provincia di Torino 7. Gianni Pomatto, Fondazione Ordine Architetti 8. Marc Jean Robert, Conseil général de la Savoie Membri aggiunti nella qualità di referenti scientifici workshop: 9. Guido Callegari, Politecnico di Torino DIPRADI 10.Roberto Zanuttini, Università di Torino - AGROSELVITER IL PROGETTO VINCITORE FRUIBILITA - Accessibilità - Transitabilità - Attrezzabilità e flessibilità d uso ENERGIA - USO RAZIONALE - uso razionale energie ambientali rinnovabili - integrazione vsistemi per il controllo delle energie - sistema off grid o sistema di accumulo Proclamazione del gruppo vincitore - Il senso del legno La mostra dei progetti del workshop - Castello del Valentino 10 giugno 2010 In data 10 giugno 2010, la commissione di valutazione sulla base dei criteri progettuali elencati a lato, ha proclamato vincitore il progetto Il senso del Legno, del gruppo: F.Carosso, D.Cucchiara, F. Zannier, V. Sibona, V. Guglia, S. Arvizzigno, I. Cicconetti, F. Cotto. La Provincia di Torino quindi ha ufficialmente dato avvio alla seconda parte del workshop finalizzata alla realizzazione del progetto vincitore. Il manufatto di legno regionale realizzato con le risorse messe a disposizione dalla Provincia di Torino, ha inaugurato l opera nell ambito della manifestazione forestale internazionale Bosco&Territorio 2010 (17-19 settembre 2010). Simboli elaborati da DIPRADI - Politecnico di Torino 9

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13 Formazione, ricerca e professione: la condivisione di un percorso progettuale Per fornire un quadro di lettura dei progetti elaborati all interno del workshop BoisLab bisogna partire dai presupposti che hanno generato questa esperienza: _ anzitutto un confronto all interno di un sistema territoriale fra enti di ricerca e formazione, ordini professionali, associazioni di categoria invitati dalla Provincia di Torino ad individuare, nell ambito di un progetto comunitario, nuovi percorsi di ricerca progettuale e formazione con riferimento alla filiera locale foresta-legno; _ la decisione di scommettere su una formula collaudata come quella del workshop progettuale, per individuare nuove forme di dialogo fra discipline diverse e costruire nuove prospettive di lavoro condiviso fra professionisti, tecnici e artigiani radicati su di un territorio; _ la volontà di caricare l attività di workshop di una valenza simbolica attraverso la progettazione di un manufatto in legno regionale da destinare alla promozione della cultura del legno nella Provincia di Torino. L atelier progettuale si è così facilmente trasformato in un laboratorio nel quale tutti organizzatori, tutor, relatori e partecipanti ai tavoli di lavoro si sono identificati, ancor prima che nel tema progettuale la progettazione di un modulo espositivo trasportabile - nei significati che questa architettura avrebbe potuto assumere: il vero valore in gioco. Il workshop con le diverse idee progettuali ha così fatto da sfondo al vero intento: promuovere una cultura progettuale sull impiego del legno. Di seguito vengono riproposti i diversi punti di vista, le riflessioni critiche dei tutor, dottoranti, docenti, ricercatori universitari, professionisti - afferenti a discipline diverse (architettura, ingegneria, scienze forestali) - che con il loro contribuito hanno fornito un supporto fondamentale all inquadramento metodologico, l indirizzo, lo sviluppo e la comunicazione dei lavori progettuali. In questa sezione del testo viene ricostruito un dibattito caratterizzato da una pluralità di sguardi e competenze che hanno accompagnato lo sviluppo del workshop attraverso un azione progettuale ed educativa sul utilizzo del legno. gustavo ambrosini architetto, PhD, libero professionista, ricercatore presso il Politecnico di Torino IMPARARE DAI PROGETTI Propongo due modi per leggere i progetti del workshop: due possibili chiavi di lettura per ragionare, a partire dalle idee disegnate, sulle relazioni tra forma, materiale e spazialità e offrire spunti per nuove ricerche. Un primo modo è tentare di cogliere i principali contenuti comunicativi che esprimono, mettendo a fuoco, tra i molti temi sviluppati, quelli che possono costituirne il tratto distintivo. Nel 1 e 3 classificato, ad esempio, sembra prevalere la carica simbolica affidata alla funzione espositiva: il contenitore si fa icona del contenuto, evocando sensazioni visive e tattili legate al legno che agiscono non per banale imitazione ma per analogia e trasposizione di significati. Oppure, nel 2 e altri, è la flessibilità delle configurazioni distributive a costituirne il carattere centrale, creando molteplici soluzioni grazie a traslazioni e ribaltamenti di parti dell involucro. In altri ancora è la ricerca di una facile scomponibilità e trasportabilità dei componenti lo spunto principale da cui si è sviluppato il progetto - un attenzione peraltro presente anche in altri casi. Un secondo modo è concentrare l attenzione sulle spazialità che le forme sono in grado di generare. Assumendo come limite di altezza l ingombro di sagoma dettato da ragioni di trasporto, le diverse proposte si sviluppano in pianta offrendo una gamma di disposizioni che possono determinare percorsi di tipo lineare o più articolate opportunità spaziali, fino a possibilità aggregative libere nelle quali interno ed esterno fanno parte di una medesima esperienza fruitiva. maria luisa barelli architetto, PhD, ricercatore presso il Politecnico di Torino DAL DIRE AL FARE Il workshop si è fondato su un interessante cortocircuito fra aggiornamento professionale, sperimentazione progettuale e realizzazione di un manufatto, mettendo in moto una forma di lavoro per nulla scontata. Da un lato l acquisizione di nuove conoscenze, in un processo circolare che ha coinvolto tutti partecipanti e tutor, appare oggi fondamentale in un settore in grande fermento e attraversato da processi di innovazione tecnologica molto forti (basti pensare ad esempio alle nuove tipologie di prodotto, specie ai pannelli basati sull impiego e la ricomposizione di tavole, fogli, listelli, schegge, chips, o alle possibilità aperte nel progetto delle strutture in legno dall uso delle macchine a controllo numerico); processi che, per inciso, tendono ad assegnare al legno un ruolo ben diverso da quello che tradizionalmente gli è stato attribuito, mettendo in crisi retoriche e luoghi comuni sin troppo abusati (il legno come materiale vivo e naturale ). Da un altro lato, la possibilità di approdare alla costruzione del modulo espositivo una fase quest ultima che se è stata concretamente percorsa dal solo gruppo vincitore ha rappresentato per tutti i partecipanti il punto ideale di approdo dell esperienza ha messo in tensione, seppure nei tempi limitati a disposizione, questioni diverse del tema progettuale proposto, fra forma e tecnologia. Un tipo di esperienza che, reso in questo caso possibile dal contributo della Provincia di Torino, sarebbe di grande efficacia se traslato nella didattica ordinaria delle Facoltà di Architettura (ma lo stato in cui versa l Università italiana non consente forse di coltivare oggi, in questa direzione, alcun tipo di illusioni). 11

14 Formazione, ricerca e professione: la condivisione di un percorso progettuale michele bonino architetto, PhD, libero professionista, ricercatore presso il Politecnico di Torino GUIDO CALLEGARI architetto, PhD, ricercatore presso il Politecnico di Torino chiara corsico architetto, PhD, libero professionista, docente a contratto presso il Politecnico di Torino Oltre il brainstorming permanente La modalità di svolgimento di BoisLab è sembrata inserirsi in una tendenza sempre più diffusa a livello internazionale: il workshop non è più uno strumento di emergenza, capace di produrre in poche giornate di lavoro no-stop un ondata di soluzioni e provocazioni, semmai da razionalizzare e selezionare in seguito. L obiettivo di un workshop diventa invece utilizzare la concentrazione di tempo e di persone proprio per selezionare e organizzare sforzi, che altrimenti risulterebbero dispersi e difficilmente dialoganti tra di loro. A un idea spesso retorica di brainstorming permanente si sostituisce un più salutare processo circolare, dove creatività e freschezza si confrontano fin dal principio con istanze reali ed esigenze tecniche. Esempi indicativi in questo senso sono stati, negli ultimi anni, il workshop organizzato a Pechino dalla Tsinghua University con Massachussets Institute of Technology prima e Politecnico di Torino poi, oppure quello che ogni due anni, a partire dal 2008, promuove la Ryerson University di Toronto. Entrambi sono caratterizzati da una media durata (5-6 settimane) e dal coinvolgimento diretto di diversi stakeholders. Sono tutti casi che affermano l importanza del lavoro di gruppo come convergenza di competenze anche molto diverse, riorganizzate secondo modalità non consuete grazie all informalità che sa offrire il meccanismo del workshop. verso un architettura sostenibile L attività dell atelier boislab ha costituito una rara occasione di confronto sulla conoscenza del legno fra enti e diverse figure professionali della Provincia di Torino. I progetti proposti costituiscono la sintesi di un percorso formativo che è stato inquadrato da un punto di vista tecnico e culturale da un ciclo di lezioni sul tema della valorizzazione della filiera foresta-legnoedilizia. Il legno con le sue caratteristiche biologiche, materiche, estetiche e sensoriali è diventato l elemento di avvio di un confronto finalizzato all ideazione di un manufatto per la divulgazione dei valori di questa risorsa in Piemonte. Le diverse proposte progettuali, seppur declinate in modo differente, hanno sviluppato un racconto evocativo delle funzioni biologiche del bosco, del ciclo di vita dell albero, trasformando i moduli espositivi in un percorso di conoscenza sulla filiera legno grazie ad una struttura narrativa realizzata per sequenze (l esbosco, le specie legnose locali, i tronchi accatastati nell attesa del prelievo, le fasi di lavorazione e di finitura ecc..). Il dialogo fra forestali, architetti e ingegneri in alcuni casi ha condotto ad una reinterpretazione degli elementi morfologici dell albero trasformando la chioma dell albero in una sequenza di solar tree, o proponendo un percorso all interno di un ambiente la cui spazialità, simile a quella di tronco cavo, è stata ideata per stimolare la natura esplorativa del visitatore. Muoversi, sostare, incontrare, scoprire, sono le azioni attraverso le quali i diversi progetti hanno tentato di ridurre la distanza fra il pubblico e l essenza della materia legno nella prospettiva di una nuova cultura progettuale e abitativa. progetto, filiera, sinergia L esperienza del workshop BoisLab si è configurata come occasione di scambio e confronto tra le diverse competenze in campo. E interessante evidenziare come le proposte dei gruppi, pur a partire da un tema univoco, chiaramente identificato e con vincoli progettuali ben definiti, siano risultate alla fine molto diverse negli esiti: i vari aspetti sono stati infatti interpretati e declinati in maniere differenti nelle scelte progettuali, offrendo così un ampia panoramica di soluzioni possibili. Il workshop, nella sua impostazione, è stato anche uno strumento di formazione e occasione di ampliamento delle conoscenze sul tema del legno, sia attraverso una serie di contributi a supporto dell esperienza, sia attraverso il mutuo scambio di competenze tra le figure professionali ed i progettisti provenienti da ambiti diversi: un approccio alla progettazione dunque multidisciplinare ed integrato, dove i vari apporti si sono inseriti e fusi in un processo virtuoso di interazione tra istituzioni, ricerca universitaria, aziende e progettisti. A partire da questo sguardo necessariamente ampio e aperto ai differenti contributi, il lavoro di progettazione si è dunque sviluppato secondo un percorso che, nell ottica di un uso sostenibile del legno in una logica di filiera, ha consentito attraverso il dialogo e la sinergia tra gli apporti l esplorazione e l approfondimento delle caratteristiche e possibilità tecniche e formali di questa risorsa. 12

15 Formazione, ricerca e professione: la condivisione di un percorso progettuale corrado cremonini Ph.D. in Scienze e Tecnologie industriali del legno, ricercatore presso l Università degli Studi di Torino davide maria giachino architetto, libero professionista, docente a contratto presso il Politecnico di Torino barbara melis architetto, PhD, docente a contratto presso il Politecnico di Torino LEGNO IN EDILIZIA: QUALCOSA SI MUOVE Il workshop ha avuto sicuramente il merito di coagulare competenze ed esperienze professionali diverse finalizzandole alla progettazione di un modulo espositivo in grado di esaltare l impiego del legno massiccio e/o dei prodotti a base di legno. L opportunità di un confronto diretto tra progettisti, aziende, pubblica amministrazione e operatori del settore è stata estremamente fruttuosa ed ha restituito un ampia ed interessante panoramica di elaborati che, partendo dalle competenze e dalla multidisciplinarietà peculiari di ciascun gruppo di lavoro, hanno saputo sviluppare da diversi punti di vista il tema proposto. Alcuni gruppi hanno focalizzato l ipotesi progettuale sulle sensazioni visive e tattili legate al legno o sull uso di legno locale, certificato e lavorato da imprese presenti sul territorio regionale, mentre altri hanno preferito cimentarsi su soluzioni tecnologiche, anche complesse, in grado di esaltare la funzione espositiva del manufatto (modularità, facilità di trasporto, flessibilità nella configurazione dei componenti). In ogni caso la qualità dei progetti proposti ha evidenziato un buon livello di preparazione dei partecipanti al workshop e una grande passione per il legno. Complessivamente, ritengo che l esperienza sia stata, pur nei limiti imposti dal budget e dalle tempistiche del workshop, un interessante laboratorio di idee i cui risultati offrono agli operatori del settore nuovi spunti di riflessione per un uso ragionato e innovativo del legno, non solo di provenienza locale, e un occasione di crescita per l intero settore. Boislab: l inizio di un percorso Occupandomi di architettura sostenibile, ormai da diversi anni, vivo con grande interesse, per motivi professionali, didattici e personali, tutto ciò che attiene al tema legno. Proprio in questo giorni, ho scolpito alcuni oggetti in legno ricavati da un tronco centenario giunto a fine vita, che dopo aver offerto per decenni i suoi frutti, era destinato a concludere il suo ciclo di vita in una stufa. Ma ora, rianimato, mostra a tutti le sue splendide e contorte venature rossastre. Credo che anche l esperienza del boislab abbia mostrato a noi tutti, uno dei mille volti che il legno riserva a chi vuole conoscerlo e scoprirlo. Il workshop ha messo in luce le potenzialità di quella che oggi viene definita risorsa legno, ma ha anche fatto emergere egregiamente le capacità a volte latenti delle tante persone coinvolte nel progetto. È emersa anche la complessità legata alla progettazione e all esperienza multidisciplinare che necessita acquisire per poter affrontare con serietà tali tematiche. Ritengo tale esperienza sicuramente riuscita, ma auspico possa rappresentare un punto di partenza per rilanciare non solo il legno, ma tutto ciò che vi gravita attorno, dall impegno che a diverso titolo devono assumere gli istituti della conoscenza, i progettisti, le aziende e le pubbliche amministrazioni, ma anche gli utenti finali, che nelle abitazioni in legno da noi progettate trascorreranno la loro vita. CREATIVITÀ ED ENERGIA Attualmente è nel sentire comune l idea che le nuove iniziative debbano prestare attenzione alle loro ricadute ambientali, quindi anche il workshop ha esplicitamente richiesto che i progetti avessero un attenzione alla sostenibilità ambientale in senso ampio. D altronde già la scelta del tema era in questa direzione: la tecnologia costruttiva del legno conserva una rete socio/economica con forte possibilità di crescita, e propone lo sviluppo di un prodotto con alto potenziale ecologico. I partecipanti hanno saputo interpretare architettonicamente alcune valenze che rientrano nel quadro indicato, con entusiasmo ed energia: l uso delle diverse specie legnose locali sono diventati accostamenti di texture e spazi di stimolo olfattivo; per incentivare il riuso o il riciclo hanno proposto componenti montati a secco, reinterpretando giunzioni tradizionali, e una modularità che ha segnato l immagine del progetto. Questa creatività ha prodotto oggetti comunicativi, che hanno saputo puntare al coinvolgimento sensoriale. Separatamente è stato trattato il rapporto con le energie ambientali: alcuni hanno pensato all inserimento di schermature e in molti all introduzione del fotovoltaico, ma non sempre esplorando sino in fondo la possibilità di un integrazione con le componenti del progetto, per renderli occasione di indagine architettonica; i motivi possono essere molti, tra cui aver dato priorità ai caratteri del legno più che alle sue potenzialità di sviluppo. Auspichiamo che questo resti campo di indagine per i prossimi incontri di studio. 13

16 Formazione, ricerca e professione: la condivisione di un percorso progettuale FRANCESCO NEGRO dottore forestale, PhD student presso l Università degli Studi di Torino STEFANO OLETTO architetto, PhD, libero professionista CLEMENTE REBORA Ingegnere, libero professionista La crescita del legno locale Il workshop proponeva la progettazione di un modulo espositivo caratterizzato dalla centralità del legno come materiale costruttivo, offrendo al tempo stesso ampia autonomia interpretativa ai partecipanti. I gruppi di progettazione hanno pertanto potuto sviluppare le proprie idee nelle più varie direzioni, dando vita a un vasto confronto sui differenti aspetti dell impiego del legno in edilizia. Per citare alcuni esempi, sono stati oggetto di approfondite riflessioni le caratteristiche della filiera del legno locale, gli schemi di certificazione del sistema di gestione forestale, le considerazioni estetiche e sensoriali, le proprietà fisico-meccaniche delle tipologie di legno reperibili localmente, le peculiarità e le applicazioni di X-Lam, compensato e altri prodotti a base di legno. Una tale ricchezza di tematiche ha permesso di realizzare quell ampio interscambio di conoscenze tecnico-progettuali che costituiva una delle principali finalità del workshop. L insieme dei progetti elaborati fornisce un accattivante panoramica sulle potenzialità del legno in edilizia, specialmente in termini di sostenibilità e varietà di soluzioni costruttive, e contribuisce ad alimentare la consapevolezza sviluppatasi al riguardo nel corso degli ultimi anni. In sintesi si può affermare che il workshop, grazie alla sua impostazione e alla dinamica interpretazione che ne hanno saputo dare i partecipanti, ha rappresentato un interessante occasione di crescita per il legno di provenienza locale. VERDE A TUTTI I COSTI Il workshop Bois Lab ha avuto il merito di comporre punti di vista professionalmente molto diversi, e mi sembra che la varietà degli esiti sia una prova dell utilità di questa scelta. Il programma del workshop è stato calibrato in modo da concentrare gli sforzi creativi sull approfondimento del tema progettuale fino al livello di dettaglio. La riflessione che propongo riguarda la dimensione tecnologica in rapporto alle istanze di sostenibilità nella progettazione. La sensibilità popolare sulla bioarchitettura va acquistando visibilità sempre crescente e si può affermare che sia anche di moda. Pur essendo d accordo con gli obiettivi generali, non si può non notare le semplificazioni e le forzature che necessariamente i media possono veicolare presso un pubblico generalista. La moda prevede, ad esempio, di impiegare di preferenza materiali da costruzione di origine naturale. Il legno è in questo senso un materiale buono e preferibile, mentre altri materiali non lo sono, sebbene siano insostituibili in determinati contesti. Quando l architetto si affida a soluzioni da manuale, riducendo così le sue scelte ad un indice limitato, allora i suoi progetti ed il suo ruolo possono uscirne indeboliti. Esperienze come Bois Lab possono riportare il dibattito sui fatti, prescindendo dagli aspetti più retorici del dibattito sulla bioarchitettura. L approfondimento tecnologico e la fattibilità sono aspetti di raccordo tra progettare e costruire e pertanto rappresentano l occasione per rimettere il progettista al centro. CAMBIARE PARADIGMA Viviamo in un epoca di transizione. Oggi più che mai è necessaria una nuova visione delle relazioni tra esseri umani ed ambiente. E necessario cambiare paradigma. Lo sviluppo tecnologico e lo sfruttamento del pianeta ci hanno illuso che si potesse attingere alla Terra in modo indiscriminato. Ora sappiamo che non è così. Come i nostri avi ci insegnano, dobbiamo re-imparare ad utilizzare i prodotti della Terra in ciclo chiuso, riciclando quanto è possibile e restituendo il resto alla Terra in una forma da essa assimilabile. L utilizzo del legno in edilizia è uno dei fattori che può aiutarci a cambiare paradigma. Ciò è stato compreso in molte regioni del mondo, ma ancora poco da noi. Qui siamo solo agli inizi, ma qualcosa sta lentamente cambiando. Per me, il workshop aveva innanzitutto lo scopo di dare un segnale. Un piccolo ma importante segnale locale. Alcuni progetti presentati riescono a trasmettere direttamente la sensazione che sia possibile ri-pensare al legno come a qualcosa di vivo e naturale, intrinsecamente legato alla nostra essenza umana e quindi in grado di suscitare emozioni intense, rimettendo l uomo in armonia con la natura e non in contrapposizione con essa. Altri progetti comunicano come con il legno sia possibile concepire e realizzare qualcosa di innovativo anche sotto il profilo creativo ed architetturale, utilizzando una risorsa naturalmente già presente sul nostro territorio. I risultati ottenuti sono stati di grande valore ed hanno centrato in pieno gli obiettivi, soprattutto dal punto di vista comunicativo ed evocativo. 14

17 Formazione, ricerca e professione: la condivisione di un percorso progettuale VALERIA MARTA ROCCO architetto, PhD student presso il Politecnico di Torino ANTONIO SPINELLI architetto, PhD student presso il Politecnico di Torino ROBERTO ZANUTTINI Dottore forestale, docente presso l Università degli Studi di Torino Un esperienza alla scoperta del materiale legno Le costruzioni in legno sono legate ad antiche tradizioni costruttive, ma mentre in alcune regioni europee tali tradizioni sono state mantenute nel tempo e, alle volte, hanno subito un evoluzione, in altre sono state interrotte e in parte perse e dimenticate. In Italia, in particolare, l impiego del legno in edilizia non è stato continuativo; solo negli ultimi anni si è assistito ad un rinnovato interesse nel suo uso, che lo ha portato ad essere competitivo grazie alla possibilità di realizzare edifici di qualità in tempi controllati. Il workshop ha voluto introdurre il legno come risorsa locale, dalle molteplici potenzialità, che usato in modo corretto genera un architettura attenta all ambiente e rispondente alle normative vigenti. Nei progetti si nota come il concetto di filiera di produzione, legato alla provenienza del materiale, di facilità nel trasporto, montaggio e smontaggio, di multisensorialità, data dal materiale e dalle forme ottenute, siano stati analizzati e riproposti al fine di ottenere un oggetto architettonico in grado di svelare e offrire un esperienza sensoriale completa, e non solo visiva, di quello che può essere l impiego del materiale legno. La scoperta infatti è alla base di molti progetti: scoperta legata appunto all uso di un materiale che deriva dalla tradizione costruttiva, ma di cui in parte si erano perse e dimenticate le tecniche costruttive e le specifiche professionalità proprie della carpenteria e della progettazione. ESPACE MINIMUM, WOODEN MAXIMUM Un progetto minimo vincolato da esigenze di costi e di trasporto, una forma che si trasforma, un elemento flessibile, espandibile, riproducibile, ma assolutamente di legno. I sette progetti di padiglioni espositivi in legno, sono la sintesi di questi concetti. Le scelte compiute da ogni gruppo, guidate da alcuni criteri di riferimento (flessibilità, trasportabilità, comunicazione, versatilità, etc) hanno stimolato proposte interessanti ed elaborate. Quattro gruppi su sette hanno preferito mantenere il modulo integro, nelle sue dimensioni massime, mentre due gruppi hanno suddiviso il padiglione in due/tre elementi uguali, ed un gruppo ne ha previsti 3, differenti. Gruppi multidisciplinari hanno lavorato sui vari aspetti in maniera sinergica, tutti hanno impiegato specie legnose locali, componendole come elementi strutturali che di finitura. Ogni gruppo ha interpretato il percorso espositivo, sfruttando gli elementi di architettura come elementi esponenti se stessi, e lavorando sul dettaglio tecnologico, più gruppi hanno caricato ulteriormente di significato le parti componenti l architettura aggiungendo cinematismi, parti movibili o removibili, si è aumentata la flessibilità degli spazi, e la loro versatilità, ridefinendo ogni volta la concezione formale del modulo. Ogni progetto ha sperimentato l impiego della materia, comprendendo la tecnologia ed il significato di questo materiale, ha proposto soluzioni innovative, ma soprattutto si è in tutti i progetti raggiunta un architettura in cui il legno, e solo il legno fosse protagonista. GIOCO DI SQUADRA La necessità di competenze diverse e complementari tra loro spiega anche la collaborazione, sotto l egida della Provincia di Torino, instauratasi nell ambito del workshop tra Politecnico, Università, Ordine degli architetti e associazioni di categoria, e soprattutto la composizione dei gruppi selezionati per partecipare alla fase progettuale. Questi erano infatti formati in maniera il più possibile omogenea da rappresentanti di imprese del settore, professionisti di varia estrazione ed esperienza, neolaureati di vario livello e tutor di supporto. In pratica, nell ottica di un approccio di filiera e secondo un modello innovativo che almeno in Piemonte non era ancora stato sperimentato. Le ambizioni progettuali sono state volutamente limitate a una struttura dimostrativa di modeste dimensioni e di semplice realizzazione, ovvero un modulo espositivo e informativo mobile; in aggiunta all aspetto architettonico, esso tuttavia ha incluso messaggi di vario tipo (quali in particolare l uso di legname locale, possibilmente certificato, lavorato da imprese operanti sul territorio) per consentire di diffondere una maggior cultura sul legno, evidenziarne le potenzialità in edilizia e sensibilizzare l attenzione nei confronti di un materiale dal profilo ecologico indiscutibile, in un contesto economico che è forse nuovamente favorevole ad un miglior impiego delle nostre risorse forestali e alla limitazione degli impatti legati all approvvigionamento di legnami provenienti spesso da molto lontano. Le giornate di studio e di lavoro collegiale si sono svolte all insegna di una reciproca collaborazione che tutti i partecipanti hanno saputo instaurare nell ambito dei vari gruppi. 15

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20 La realizzazione di un architettura sperimentale per la promozione del legno Guido Callegari* Il valore delle idee Il confronto di filiera promosso dal workshop Boislab ha concluso la sua prima fase di attività con la valutazione delle proposte progettuali elaborate dai diversi team e con la selezione del progetto vincitore. I membri della commissione di valutazione, pur riconoscendo il valore delle diverse interpretazioni del tema sviluppate nell ambito del workshop, hanno individuato nel progetto caratterizzato dal motto il senso del legno la proposta capace di elaborare una sintesi efficace del tema filiera foresta-legno-edilizia con riferimento ai criteri progettuali adottati. L interpretazione del tema da parte del progetto vincitore, costruito su una originale rilettura del ciclo di vita dell albero, si è strutturata su una sequenza di scelte caratterizzate da forte valenza simbolica: l immagine del bosco trasfigurato in una foresta fotovoltaica, le specie legnose locali trasformate in una galleria di portali in legno, la conclusione del percorso focalizzata su un piccolo albero custodito in una teca nell attesa di essere donato ad una comunità territoriale - come è accaduto a Beaulard al termine della manifestazione Bosco e Territorio - per iniziare un nuovo ciclo di vita. Il valore programmatico del progetto il senso del legno è sostenuto dall affermazione «l homme doit vivre, et pour cela la nature doit être cultivée» (Siegwalt 1994) che ricorda come l importanza del bosco si sedimenti sul suo valore di patrimonio e per tale motivo l uomo debba vivere e per questo di conseguenza la natura essere coltivata. 1 L allontanamento dell uomo dal bosco registrato nel corso degli ultimi decenni in Italia ha generato la lenta ma inesorabile scomparsa dei saperi locali : da qui è facile comprendere che l accezione del termine coltivare deve essere assunta con riferimento ad un orizzonte più ampio, non riconducibile ai soli aspetti di natura materiale (l utilizzo di legno regionale), ma comprensivo delle culture del fare e del sapere che si sono stratificate nel tempo nell ambito di un territorio. Forse per questo, gli alberi all interno del progetto divengono l elemento simbolico, materico, strutturale e strutturante di un percorso nell ambito del quale, come l albero racconta la propria storia e la propria struttura, così lo spazio espositivo rivela i suoi valori anche attraverso l odore, le caratteristiche del legno e le diverse forme di lavorazione. Con la consapevolezza che l uomo «abita quando riesce ad orientarsi in un ambiente e ad identificarsi con esso» 2, gli ideatori del senso del legno hanno dilatato la percezione visiva attraverso una suddivisione dello spazio in ambienti: il bosco fotovoltaico, la galleria delle specie legnose, il modulo finale con l albero, progettati come spazi permeabili nei quali la profondità e la prospettiva giocano a favore della percezione, mettendo in relazione visiva l esterno e l interno e l uomo con lo spazio naturale che lo circonda. Il percorso si presenta quindi come un avventurosa sequenza di apparizioni che vengono incontro al visitatore tra intrighi vegetali del bosco fotovoltaico, i sentieri ricoperti di foglie o realizzati con decking, dislivelli raccordati con piccole rampe, nell ambito dei quali il legno regionale è protagonista. Il carattere del percorso è in questo modo aperto ad esperienze diversificate per un pubblico che, come la linfa in un albero, circola attraverso traiettorie non prefigurate e per vivere un esperienza di conoscenza ogni volta da reinventare. Fig. 1 Il legname regionale destinato alla composizione del modulo Il valore dell esperienza Con la cerimonia di premiazione dei progetti sviluppati nell ambito del workshop BoisLab, tenutasi presso il Salone d Onore del Castello del Valentino il 10 giugno 2010, si è conclusa la prima fase dell esperienza progettuale. A questa prima fase di confronto aperto a circa sessanta partecipanti è seguita la seconda fase dei lavori, la parte sperimentale dell iniziativa, che prevedeva la realizzazione del progetto vincitore grazie alle risorse messe a disposizione dalla Provincia di Torino. Il lavoro sviluppato attraverso un confronto fra il gruppo vincitore, la Provincia di Torino e i coordinatori del workshop progettuale Guido Callegari, Politecnico di Torino e Roberto Zanuttini, Università degli studi di Torino 3 ha previsto un analisi critica dell idea di partenza: questo passaggio ha richiesto un approfondimento progettuale di carattere sistemico per permettere ai diversi attori coinvolti di poter indirizzare il proprio contributo in un quadro di risorse economiche e temporali misurate. 4 Alla prima fase di verifica e rivalutazione di alcune parti del progetto è seguito lo sviluppo della fase esecutiva e di ingegnerizzazione dei moduli con la produzione dei manufatti curata da Nord Legnami Abitare (San Mauro Torinese) e dalla Falegnameria Cotto (Lanzo Torinese). Questa fase, ben documentata nelle pagine che seguono, mette in evidenza il valore complessivo dell esperienza che si è sviluppata come azione formativa che ha prodotto progetti, scenari e visioni, ipotizzato strategie spingendosi sino alla realizzazione di una delle idee progettuali. Il confronto avviato nelle aule dell Istituto Avogadro di Torino, sede dell atelier Boislab, nella seconda fase dell esperienza è stato trasferito su tavoli di lavoro con gli artigiani e gli sponsor tecnici per poi concludersi nei laboratori delle due aziende coinvolte: Il rapporto di collaborazione tra la produzione artigianale e industriale ci ha permesso di esercitare al meglio la funzione di sperimentatori. Attraverso queste sinergie abbiamo potuto imprimere al progetto quel carattere stilizzato in grado di trasmettere 18 * Architetto, PhD, ricercatore presso il Politecnico di Torino (DIPRADI) 1 O. Ciancio, P. Corona, M. Marchetti, S. Nocentini (a cura di), Linee guida per la gestione sostenibile delle risorse forestali e pastorali nei Parchi Nazionali, Ministero dell Ambiente e della tutela del Territorio, Direzione Conservazione della Natura e Accademia Italiana di Scienze Forestali, Firenze, 2002 p C. Norberg-Schulz, Esistenza, spazio e architettura, Officina, Roma Alle attività di consulenza del progetto hanno preso parte anche l arch. Antonio Spinelli Politecnico di Torino SCUDO e il dott. Francesco Negro Università degli studio di Torino. 4 Francesco Zannier (a cura di) Riflessioni sull esperienza di lavoro il senso del legno nell ambito del workshop BoisLab

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