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1 Gruppo Aziendale UILCOM-UIL Rai Rai Way Milano Info Rai TV n. 173 del 13 agosto 2012 Sommario: 1. La Rai punta su Benigni e corteggia Vasco Rossi 2. Rai: Alfano, con privatizzazione sarebbe a rischio servizio pubblico 3. Il Comune chiede alla Rai un milione e 700mila euro 4. A casa Rai si vende 5. Emilia R.: Mov.5stelle, edificio Staz.Radio Marconi rischia demolizione 6. Crollano i consumi, non l'inflazione: Codacons, "botta da euro a famiglia" 7. Cnr: internet italiano cresce ma conferma digital divide 8. Una guida per risparmiare / Benzina, bollette, alimentari, vacanze, farmaci e telefono 9. Boom di laureati senza lavoro 10. Ascolti Rai Londra 2012: 2,5 milioni alla tv. Scherma, nuoto e atletica al top 11. Dal 2015 arriva il DVB-T2, ma il vecchio apparecchio potrà essere ancora usato 12. Tivusat, 55mila nuove attivazioni di smartcard nel mese di Luglio 13. Asta Frequenze: slitta la gara e mancano i canali da liberare 14. Sky: nel 2012 persi 71mila abbonati, ma l utile tiene 15. I prezzi delle case scendono davvero, nel primo trimestre cali fino al 25%. La media sale al 9,3% La Rai punta su Benigni e corteggia Vasco Rossi Fonte: Il Messaggero di Marco Molendini ROMA - Non sarà caldo l autunno tv. E se ad alzare la temperatura ci saranno i turbamenti politico-elettorali e gli ulteriori effetti della crisi economica, a raffreddarla sarà ancora di più la frammentazione d ascolto, motore televisivo degli ultimi anni, che si è accentuata nelle settimane estive (vedere gli share minimali delle reti ammiraglie). A non far presagire nulla di buono c è poi il fatto che la tv generalista sia essenzialmente animata dall esigenza di tagliare i costi (visto che calano investimenti pubblicitari e pubblico). E, in mancanza di idee, i tagli non possono che far peggiorare il già desolante quadro qualitativo. Risparmiare è la parola d ordine. In compenso il letargo estivo si accorcia, perché la stagione ricomincerà dai primissimi di settembre. Mediaset, comunque, ha già fatto chiaramente capire l aria che tira rinviando a gennaio uno dei suoi cavalli di battaglia, le Iene. La scelta sarebbe giustificata da un ragionamento tutto economico: per tutto il 2012 la crisi non darà scampo, meglio sperare che con l inizio del nuovo anno le cose cambino e gli investitori pubblicitari prendano coraggio. Quanto alla Rai, le iniziative della nuova dirigenza devono ancora farsi sentire, anche se si avvertono i primi 1

2 lontani indizi: pollice verso per i reality e richiesta di attenzione (da parte della presidente Tarantola) nei confronti della dignità culturale e professionale della figura femminile. Staremo a vedere. Certo è che il primo segnale pratico arrivato non sembra indirizzato in questo senso. Parliamo della scelta di tappare il buco del fu Anno zero di Santoro al giovedì con Pechino express, reality turistico (sopravvivere in viaggio con due euro al giorno) condotto dal rottamato principe Emanuele Filiberto e con la solita combriccola di coppie vip e non vip. Programma destinato al karakiri e a contribuire ulteriormente all affondamento di Raidue, inutilmente pompata dagli ascolti roboanti delle Olimpiadi (e dire che si dice che potrebbe essere la prima rete dismessa da parte del polo pubblico). Pechino express andrà in onda in una serata tutt altro che facile con Santoro-Formigli ad alternarsi su La7, Michele partirà da fine ottobre, Xfactor su Skyuno (curiosità: tutti e tre i programmi sono targati Magnolia). D estate notizie, aggiustamenti, reclutamenti, cambi rispetto ai palinsesti annunciati a giugno e luglio proliferano. Così ecco l'ultima, che viene da casa Mediaset: Roberto Vecchioni (lo confessa lui) è stato arruolato da Maria De Filippi, con il compito di fare da «francobollo intellettuale» (così ha detto) ad Amici, in pratica di occuparsi come insegnante del repertorio dei grandi autori italiani (Dalla, Modugno, Celentano). «Sono sicuro che arriveranno le critiche» ha profetizzato Vecchioni. Rischia di avere ragione. L altra notizia, scontata, ma destinata a fare rumore riguarda Sanremo (che, ricordiamolo, si svolgerà a febbraio in piena campagna elettorale): con Fazio e Luciana Littizzetto ci sarà anche Roberto Saviano (pare con un cachet di 200 mila euro). «Il Festival è uno strumento talmente importante che può essere utile anche per parlare di grandi temi», sostiene il conduttore. Fra le voci che hanno circolato (da prendere con le molle) c è anche quella che vedrebbe l ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini conduttore della seconda serata di Canale 5, nello spazio che fu di Matrix. Matrix, invece è stato cassato (notizia incontrovertibile), e Alessio Vinci trasferito a Domenica 5, a fare l anti Massimo Giletti e l anti Panicucci. Visto che i reality sono sotto scacco, il neosposo Carlo Conti ha messo le mani avanti per il suo Tale e quale show in onda dal 14 settembre «Non è un reality o un talent show ma un vero e proprio varietà». Subito dopo si tufferà in uno show, Fatti valere, già battezzato la risposta Rai a Italia's got talent. I migliori anni invece è in turno di riposo come Ballando con le stelle e come il Grande fratello per Canale 5. Antonella Clerici, fresca di rinnovo di contratto con la Rai (inizialmente bloccato dal Cda poi sforbiciato) andrà a sfidare C è posta per te al sabato con Ti lascio una canzone (dall 8 settembre), tornerà dal 10 con la Prova del cuoco e pensa a uno show culinario, genere Masterchef, per il A Mediaset non è ancora stato risolto il toto conduttore di Zelig e per le Iene è stato prenotato Teo Mammuccari probabilmente assieme ad Alessandro Gassman. Se nella stagione passata Raiuno ha giocato l autunno sul ritorno di Fiorello, le carte quest anno potrebbero essere in mano a Roberto Benigni con un progetto ancora una volta legato a Dante, come nel Uno show-evento, comico-satirico e poi la lettura del Paradiso (nel 2007 toccò all'inferno) a puntate (materiale già ripreso dalla sua società di produzione durante le recenti serate fiorentine). Sarebbe al risposta al doppio Celentano di Canale 5 dell 8 e 9 ottobre (con ospiti Morandi, Jovanotti, Battiato e Sangiorgi), in attesa che possa scendere in campo su Raiuno addirittura Vasco Rossi, che del resto su Facebook ha parlato in effetti di «una vera gara fra band rock italiane», spunto da cui si potrebbe sviluppare un talent, anzi un anti-talent (titolo potrebbe essere Rock (R) Evolution), prodotto da Bibi Ballandi. 2

3 Rai: Alfano, con privatizzazione sarebbe a rischio servizio pubblico Fonte: Asca Alfano con_privatizzazione_sarebbe_a_rischio_servizio_pubblico POL.html (ASCA) - Roma, 9 ago - ''Sono convinto che la Rai sia un pezzo essenziale del servizio pubblico e se procedessimo ad una privatizzazione, cosi' da un momento all'altro, avremmo, probabilmente, un deficit al servizio pubblico. In tutti i grandi paesi vi sono alcune reti televisive che appartengono alla sfera pubblica perche' possono fare programmi di informazione senza che debbano produrre fatturato''. Lo ha detto il segretario del Pdl Angelino Alfano, a ''Uno Mattina'', in onda su Rai Uno, parlando della Rai. Il Comune chiede alla Rai un milione e 700mila euro Fonte: Milano Repubblica / Palazzo Marino chiede il pagamento di 5 anni di Cosap. Corso Sempione si oppone Battaglia legale sull occupazione del sottosuolo pubblico per il passaggio dei cavi di ALESSIA GALLIONE Non ci sono soltanto i dehors dei locali o i banchi dei mercati con annesse proteste e polemiche per i canoni rincarati. La tassa per l occupazione del suolo pubblico sembra destinata a far litigare. Questa volta, in gioco c è il 'ventre' di Milano e la battaglia - diventata legale - è destinata a far incrociare di fronte a un giudice il Comune e la Rai. Con una cifra considerevole sul piatto: un milione e 700mila euro. Tutti bollettini Cosap - con relativi interessi - che l azienda non avrebbe pagato dal 2007 al 2011 per quella rete di cavi che corre sotto la città e che, grazie anche a strutture in superficie, arriva fino alle singole tv dei milanesi garantendo il servizio. Un piccolo tesoro, in tempi di spending review. Che, dopo anni, adesso Palazzo Marino pretende di incassare. È una campagna di controlli capillari, quella partita dall amministrazione contro l evasione. Per la Cosap in particolare, negli ultimi mesi il Comune ha recuperato 5 milioni di euro di mancati pagamenti da parte degli ambulanti. Una cifra, hanno ipotizzato gli uffici, destinata ad aumentare aggiungendo tutte le categorie commerciali a cui nessuno, nel tempo, si era premurato di mandare avvisi. Anche per ricostruire la vicenda che coinvolge la Rai bisogna tornare indietro nel tempo e sbrogliare una complessa e un po paradossale questione di ruoli. Il caso è saltato fuori dopo le verifiche del settore Finanze e oneri tributari. È allora che «è emerso - si legge in una recentissima delibera di giunta che dà mandato agli avvocati comunali di difendersi - che la società Rai Radiotelevisione italiana spa aveva omesso di pagare, per gli anni dal 2007 al 2011, i canoni per l occupazione del suolo pubblico». Cinque anni, circa 340mila euro all anno, e il conto è fatto: 1,7 milioni. Da Palazzo Marino sono partiti gli avvisi, subito rispediti al mittente dalla Rai. Che non solo non ritiene di dover pagare, ma ha citato in giudizio il Comune. Il motivo? Secondo l azienda, il canone Cosap deve essere versato da Rai Way spa. Che altri non è però che una società nata nel 2000 «di cui Rai risulta attualmente il socio unico» - si legge ancora nella delibera - e che formalmente è proprietaria di quei cavi e strutture con cui l azienda madre fornisce il servizio. Fino al 2001, i versamenti della Cosap arrivavano regolarmente dalla «concessionaria» Rai; dal 2002 al 2006, invece, da Rai Way. Poi, evidentemente, da nessuna delle due. Un cortocircuito? Non solo: tra le contestazioni ci sono gli importi che, per corso Sempione, non dovrebbero essere calcolati sul numero di 'utenze'. A capo del centro di produzione milanese è arrivato da poco un nuovo direttore, Renzo Canciani. La pratica non era ancora arrivata sulla sua scrivania ma, dice, «mi impegnerò a verificarla». Anche perché, spiega, «i rapporti istituzionali con Palazzo Marino sono iniziati nel 3

4 migliore dei modi». A settembre erano già state fissare riunioni in piazza Scala per affrontare diversi punti: da Area C ai pass per le corsie preferenziali fino al capitolo Cosap per i mezzi di servizio. Adesso si aggiunge il milione e 700mila euro della discordia. A casa Rai si vende Fonte: Italia Oggi Venezia e Torino, gioielli in mostra di Marco Castoro La Rai ha un patrimonio immobiliare invidiabile. Se dovesse risultare inevitabile venderne una parte per risanare il bilancio dell'azienda, probabilmente, il cassiere potrebbe fare qualche salto di gioia. Diciamo probabilmente per due motivi: 1) non è facile riuscire a vendere i gioielli di famiglia a prezzo di mercato (abbiamo già avuto dei casi clamorosi con caserme e altri immobili appartenenti al patrimonio dello Stato le cui aste sono andate deserte); 2) All'interno della Rai già in passato i direttori generali hanno dovuto vedersela con le resistenze interne di dirigenti che si sono opposti alla vendita del patrimonio immobiliare. Ammesso e non concesso che il presidente Anna Maria Tarantola e il direttore generale Luigi Gubitosi sposino la teoria della vendita immobiliare per risanare il bilancio, l'obiettivo non si raggiunge mettendo in ballo le strutture secondarie, come si è fatto finora. Inutile nascondersi dietro la tenda: la situazione è grave, il rosso in bilancio fa paura, pertanto prima di affidarsi ai privati (vendendo reti e asset) bisogna mettere sul mercato i gioielli di famiglia. Finora si era parlato di un'autorimessa a Bolzano, di terreni a La Spezia e a Reggio Calabria, di complessi immobiliari nei pressi di Bari e in Sardegna. Poca cosa rispetto ai grandi palazzi che potrebbero attirare l'acquirente giusto coi soldoni. Le ipotesi al vaglio potrebbero riguardare qualche sede regionale e il palazzone di Torino nella sede di via Cernaia. La sede regionale più prestigiosa è Palazzo Labia, in riva al Canal Grande. Negli anni '60 la Rai si occupò dei lavori di restauro e nel 1970 la dimora diventò sede regionale. L'edificio è a uso direzionale e produttivo ai piani terra, ammezzato, secondo e terzo piano. Mentre il primo, considerato il piano nobile perché ospita gli affreschi di Giambattista Tiepolo, è adibito a funzioni di rappresentanza. Non è da escludere che si decida di vendere anche qualche altra sede al sud, a Palermo o a Campobasso. Peccato che in questi ultimi anni si sia un po' trascurata la manutenzione degli oltre 2300 impianti trasmettitori e ripetitori gestiti da Rai Way, fino a far deprezzare il capitale. A dieta ci finirà anche la Sipra, la concessionaria di pubblicità, che possiede immobili a Roma, Milano e Napoli. Emilia R.: Mov.5stelle, edificio Staz.Radio Marconi rischia demolizione Fonte: Asca Emilia_R Mov_5stelle edificio_staz_radio_marconi_rischia_demolizione html (ASCA) - Bologna, 10 ago - Rischio demolizione per lo storico edificio dell'impianto di trasmissione costruito nel 1936 a Budrio per la stazione radio in onda media 50Kw dell'eiar (l'odierna Rai), con studi a Bologna, dedicata a Guglielmo Marconi e tanto cara allo scienziato il quale sottolineo', nel suo messaggio inaugurale, come la stazione radio fosse stata ''costruita ed eretta interamente da abili ingegneri italiani e da preziose nostre maestranze''. E' l'allarme lanciato da Giovanni Favia (Mov5stelle) in un'interrogazione alla Giunta, nella quale fa presente che l'impianto e il suo principale fabbricato si trovano su un'area di proprieta' del Comune di Bologna data a suo tempo in concessione alla societa' Raiway che gestiva l'impianto stesso. Poiche' l'edificio della stazione radio Marconi ''non solo non risulta iscritto nell'elenco dei beni da tutelare di proprieta' del Comune di Bologna ma nemmeno registrato al catasto fabbricati'', a giudizio di Favia ''si rischia cosi' di provocare la demolizione di un immobile, che andrebbe 4

5 tutelato e valorizzato, per favorire la costruzione di un ennesimo centro commerciale''. L'esponente del Movimento 5stelle chiede pertanto alla Giunta regionale ''se non intenda procedere alle opportune verifiche in merito al valore storico testimoniale dell'immobile''. Crollano i consumi, non l'inflazione: Codacons, "botta da euro a famiglia" Fonte: Libero Quotidiano -Codacons-botta-da-1415-euro-a-famiglia.html A luglio costo della vita in stallo: +0,1% su giugno, +3,1% sul Energia e trasporti schizzano ancora. Coldiretti: carrello della spesa più leggero, 0,7% d'acquisti in meno per colpa della crisi Crollano i consumi, ma l'inflazione resta a livelli altissimi. Secondo l'istat, il costo della vita è sì rimasto sostanzialmente bloccato rispetto al mese precedente (+0,1%) ma conferma l'andamento negativo dell'ultimo anno, +3,1% rispetto a luglio L inflazione acquisita per il 2012 si conferma invece al 2,8 per cento. Un andamento giudicato "scandaloso" dal Codacons, secondo cui i prezzi "dovrebbero semmai precipitare, non certo salire. Se questo non accade è perché in Italia non c'è un libero mercato, dato che i commercianti non possono nemmeno vendere liberamente sottocosto, ma devono seguire rigide regole (non più di 3 volte all anno, non più di 50 prodotti, per non più di 10 giorni e così via)". L'associazione dei consumatori ha tradotto in soldoni le stime Istat: ogni famiglia italiana avrà una stangata sulla spesa effettiva (non dunque sul paniere su cui si calcola l'inflazione) "pari a euro per un nucleo di 3 persone e per una coppia. Una cifra che le famiglie non si possono permettere di pagare, dopo aver già versato tutte le nuove tasse introdotte dalle varie manovre correttive". Al governo Monti il Codacons chiede un secondo 'dl Cresci Italia' per intervenire su banche, assicurazioni, telefonia, luce, gas, carburanti e libere professioni. A luglio non decelerano beni energetici regolamentati (+1,6%) e servizi relativi ai trasporti (+1,4%), in calo invece alimentari non lavorati (-2,5%), frutta fresca e vegetali freschi su tutti, ed energetici non regolamentati (-1,6%), spiegato dal ribasso dei prezzi dei carburanti (che peraltro ha registrato proprio oggi un nuovo rialzo). Carrello della spesa in calo - Se la spesa effettiva non varia, il carrello della spesa è invece in discesa. A luglio i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori diminuiscono su base mensile dello 0,5% e registrano una attenuazione di quattro decimi di punto percentuale del tasso di incremento su base annua (4% dal 4,4% del mese precedente). Un lieve calo congiunturale si rileva anche per i prezzi dei prodotti a bassa frequenza di acquisto (-0,1%), il cui tasso di crescita tendenziale scende all 1,5% dall 1,6% di giugno I prezzi dei prodotti a media frequenza segnano un rialzo congiunturale dello 0,6% e aumentano su base annua del 2,8% (in attenuazione dal 3,0% del mese precedente). L inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è stabile al 2,2%, prosegue l'istat secondo cui, al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell indice dei prezzi al consumo risulti stazionario al 2,3 per cento. Meno acquisti - Secondo Coldiretti, il carrello della spesa meno caro è però anche più leggero, per effetto della crisi. Nel primo semestre 2012 si è verificato infatti un calo dello 0,7% in quantità negli acquisti domestici di prodotti alimentari. "Ad avere un segno negativo sono stati gli acquisti in quantità di carne, pesce, latte, frutta e anche vino mentre crescono solo quelli dei derivati dei cereali come pane e pasta. Le imprese agricole pagano un conto salato per la crisi con crolli dei prezzi riconosciuti alla produzione che vanno dal 27% per l olio di oliva al 10% per il latte. "Dinanzi a tale situazione diventa necessario - conclude Coldiretti - scongiurare il rischio del previsto aumento dell Iva dal 21 al 23% che costerebbe agli italiani oltre un miliardo solo per le spese alimentari, con effetti ulteriormente depressivi sui consumi a tavola". Le città più care - Sono Genova, Trento e Trieste le città in cui i prezzi hanno registrato, a luglio, gli aumenti più elevato rispetto allo stesso mese dello scorso. Nel capoluogo ligure i prezzi sono saliti del 3,9%, a Trento del 3,7% e a Trieste del 3,6 per cento. Le variazioni più 5

6 moderate invece si sono avute a Campobasso, con il +1,9%, a Palermo con il +2,4%, a Bologna e Firenze, ex aequo, a +2,5%. Cnr: internet italiano cresce ma conferma digital divide Fonte: Agi cnr_internet_italiano_cresce_ma_conferma_digital_divide (AGI) - Roma, 7 ago. - Il Registro.it, l'anagrafe degli indirizzi Internet con suffisso ".it", attivo all'interno dell'istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche (Iit- Cnr), ha pubblicato l'annuario Dal report emerge che, alla fine dello scorso anno, il totale dei domini a targa italiana e' di , contro i del 2010, segnando cosi' un aumento del 10,5 per cento che in termini assoluti porta a un saldo attivo di nuove registrazioni, mentre il saldo attivo di nuove registrazioni nel 2010 era stato di "In media, si hanno 20mila nuovi domini al mese", ha spiegato Anna Vaccarelli dell'iit-cnr. "Nonostante la crisi economica - ha aggiunto - il nostro suffisso continua la sua ascesa confermandosi al quinto posto in Europa dopo Germania, Gran Bretagna, Olanda e Unione Europea". Tra i "country code" a livello mondiale, il ".it" e' al decimo posto dietro colossi come Stati Uniti, India, Cina e Brasile. "L'internet Made in Italy non conosce battute di arresto, con la rete che sa essere sempre piu' economia reale e motore di sviluppo socio-economico", ha commentato Domenico Laforenza, direttore del Registro.it e dell'iit-cnr. A conferma della valutazione, la crescita costante dei domini negli ultimi cinque anni: i ".it" si attestavano nel 2007 a , per superare la boa dei due milioni tra 2009 e 2010, quando il totale dei domini registrati si e' attestato a L'Annuario 2011 fornisce poi lo screening geografico dei dati nazionali. "La Lombardia occupa il primo posto con circa 452mila domini a targa italiana registrati. Il Lazio e' medaglia d'argento con 234mila mentre la Toscana arriva terza con 203mila", ha proseguito Vaccarelli. "Tra le province, quella di Milano guida la classifica con domini, seguita da Roma con e Torino con ", ha aggiunto. La distribuzione regionale dei domini mette pera? in luce il digital divide tra Nord e Sud del Paese. Per trovare la prima regione del Meridione si deve scendere al settimo posto con la Campania (129mila), seguita da Sicilia (88mila) e Puglia (79mila). Anche il numero di registrar, i fornitori di servizi internet con contratto con il Registro.it, conferma il divario digitale. La maggioranza opera infatti nel Centro Nord: Lombardia (285), Toscana (122) e Lazio (118). La prima regione del Sud e' la Campania (76). "Il digital divide tra Nord e Sud e' accentuato anche dalla scarsa diffusione di banda larga nelle zone rurali. E' quindi urgente - ha concluso Laforenza - che si proceda sulla via tracciata dall'agenda digitale". (AGI). Una guida per risparmiare / Benzina, bollette, alimentari, vacanze, farmaci e telefono Fonte: Il Giornale Dai costi delle bollette alla benzina, dagli alimentari ai farmaci: tutte le mosse per comprare al meglio e non assottigliare il proprio reddito a fine mese Maddalena Camera Simonetta Caminiti Gian Maria De Francesco La crisi c è e si sente. Ma guai a lasciar-si andare al pessimismo: un atteggia-mento che rischia di mortificare l inte-ro mercato dei consumi. Con qualche «trucco» e qualche accortezza, si pos-sono evitare rinunce, specie in campi come salute e cibo. Qui di seguito trove-rete una serie di «dritte» per far fronte alle esigenze principali della nostra giornata-tipo: dalla spesa al mercato all acquisto dei farmaci; dal pieno di benzina alla scelta delle vacanze. Senza dimenticare il pieno di benzina e il pagamento delle bollette. ALIMENTARI Una volta bastava, forse, dare un occhiata agli scaffali delle offerte. Oggi è meglio scegliere quali offerte ci interessano di più prima di andare in un supermercato o nell altro.come si fa a 6

7 tener d occhio tutti i supermercati? Una mano arriva da alcuni siti web congegnati ap-posta-per confrontare i prezzi dei prodotti che pre-feriamo ( li digitiamo noi, assieme al territorio in cui ci troviamo), e loro - i siti online - ci invitano a scegliere il prodotto più vantag-gioso tra quelli che abbiamo sotto casa. Con tanto di marchio e descrizione. Klikkapromo.it e Risparmiosuper.it sono i compara-tori online più conosciuti e funzionali in Italia. C è poi Dovecon-viene. it che offre anche un sistema di avviso via mail.non si sceglie solo tra supermercato e supermercato, ma an-che, semplicemente, tra mercato e mercato. Persino le applica-zioni sugli smartphone, oggi, permettono di consultare i volanti-ni dei mercati del weekend ( quelli dove il risparmio è assicurato, a cielo aperto) più vicini a casa nostra.un alternativa che punta di più sulla qualità. Comprare il cibo direttamente da chi lo produce? È questo il vantaggio indovinato dai «Gas» (gruppi di acquisto solidale). I prodotti, acquistati al-l ingrosso, scendono notevolmente di prezzo perché le aziende locali non implicano costi sul trasporto, e perché non ci sono in-termediari. L importante è che si proceda «in gruppo». I gruppi d acquisto solidale in Italia sono più di cinquecento e si organiz-zano in rete: attraverso il sito retegas.org, avviene lo scambio di informazioni tra i gruppi e la collaborazione si diffonde più rapi-damente. Si può aderire a un gruppo già esistente (sono suddivisi per zone, con indirizzi e altri recapiti) o crearne di nuovi.stessa faccia, prezzi diversi? I prodotti dei discount sfidano da anni i grandi marchi. Nel reparto «prima colazione», ci sono i so-sia più riusciti dei prodotti portati alla ribalta dalle pubblicità. Le catene di supermercati mettono sugli scaffali, col loro marchio, cereali e biscotti molto simili a quelli più conosciuti con altri mar-chi: e gli ingredienti sono praticamente uguali (soprattutto se il produttore è lo stesso). Il risparmio? Oscilla tra 14% al 34%... SALUTE Il mercato dei «coupon» online offre anche pre-stazioni mediche di vario genere. Cliniche e liberi professionisti che si convenzionano con servizi di acquisto collettivo (Groupon, americano, quello più popolare), e forniscono prestazioni low-cost. Dai ginecologi agli ortopedici, gli sconti offerti arrivano a oltre il 70%. Anche i mercati online (come ebay) offrono aste a basso co-sto su servizi simili. Non mancano le contestazioni da parte delle rispettive categorie professionali. E non mancano anche i casi di cronaca che danno ragione a chi nutre più di qualche remora a farsi curare in rete.ma se rispettano le regole del proprio Ordine, se si basano su una «pubblicità trasparente» e le offerte online sono ben organiz-zate, il Ministero della Salute stesso le considera valide possibili-tà per risparmiare in sicurezza.certo, si impone la cautela. E biso-gna tener presente che i servizi vengono venduti ma senza fissare il giorno, che va poi prenotato a parte. E spesso le date a disposi-zione sono limitate.e in farmacia?il «farmaco generico» (un prodotto, cioè, che contiene lo stes-so principio attivo di un altro più noto, ma senza la copertura di quel marchio) ha avuto un incremento sul mercato dal 13% al 50% negli ultimi dieci anni. Un risparmio che può arrivare al 30% per il consumatore.nel frattempo, proliferano anche le catene odontoiatriche. Vi-tal Dent e The Smile Factory in prima fila. Si tratta di reti interna-zionali (in Italia, 40 studi per Vital Dent e 13 sedi per The Smile Factory) di cliniche specialistiche: un franchising bastato sulla ri-duzione di quasi il 40% in media per alcune prestazioni (che van-no dalla pulizia dei denti all'impiantologia e servizi più articola-ti). Alcuni specialisti raccomandano di diffidare delle competen-ze e dei materiali offerti a buon mercato; le recensioni sull'igiene e la sicurezza di molti di questi servizi, d'altro canto, incoraggia-no ad approfittarne. Soprattutto in tempo di crisi. BOLLETTE Come può risparmiare su luce e gas una fami-glia di 4 persone che vive in un appartamento di 120 metri quadri in una grande città come Mila-no? Affidandosi alle offerte online dei big del mer-cato energetico confrontate dal sito sostariffe.it.ipotizzando che il consumo di energia elettrica si attesti attorno ai Kilowattora annui e che quello di gas si avvicini ai metri cubi all anno si può infatti ricorrere alle tariffe monorarie bloccate proposte sul web. Edi-son offre la proposta «Luce Zero Sorprese»: Kilowatt costa-no 815,84 euro con un risparmio di 88,5 euro sulla tariffa di mag-gior tutela dell Autorità per l energia (quella per chi non ha mai cambiato operatore pari a 904 euro). Con 18 euro in più dallo stes-so operatore si possono acquistare Kilowatt e così stare più tranquilli in caso di sforamento. Ottima anche la proposta di Enel: Kilowatt a 832,21 euro (risparmio di 72 euro). La stes-sa quantità di energia è vendita da Eni con «Eni Free» a 865 euro. Non abbiamo preso in 7

8 considerazione le tariffe biorarie perché nonostante le proposte siano interessanti, molto spesso per pigri-zia o negligenza ci si dimentica di utilizzare gli elettrodomestici tra le 19 e le 7 del mattino quando il prezzo dell energia è più con-veniente.passando al gas, Enel «e-light» gas ci fa pagare i nostri me-tri cubi che utilizzeremo anche per il riscaldamento euro (con un risparmio di 150 euro sulla tariffa di maggior tutela del-l Authority). Seguono i euro di e.on «gas click». Molto vici-ne anche le offerte di Edison ( «Web Gas») ed Eni («link») che si at-testano rispettivamente a e euro.più che agli sconti online, però, bisogna affidarsi al proprio sen-so di responsabilità. Un risparmio del 30% della bolletta si può conseguire anche coi vecchi consigli della nonna. Primo, spegne-re la luce quando non è necessaria. Secondo, sostituire le lampa-dine a incandescenza con quelle fluorescenti a basso consumo. Terzo, comprare apparecchi a maggiore efficienza energetica (Classe A+ e A++). Quarto, non lasciare gli apparecchi in stand-by, responsabile di almeno il 10% del consumo complessivo. TELEFONO Telefonare è una delle nostre attività preferite. Ma risparmiare si può, identificando quali tipi di chiamate e servizi usiamo più spesso. Occorre mettere al primo posto i nostri bisogni. Se utilizzia-mo il telefonino soprattutto per parlare con fidan-zate, mogli e, soprattutto, con la mamma che è sempre in pensiero, allora quello che ci vuole è un opzione tariffaria che ci dia chiamate illimitate verso un solo numero di cellulare. Ad esempio, Tim con 2 euro a settimana of-fre «Tutto Compreso»: chiamate illimitate verso un altro cellula-re Tim e 60 minuti gratis verso fissi e mobili d Italia. Wind ha l op-zione «Noi 2 Unlimited» che con 1 euro a settimana offre chiama-te illimitate verso un numero Wind. Vodafone invece in tutti pro-pri pacchetti offre 500 minuti gratis al giorno verso un numero Vo-dafone. Se, invece, il rapporto con i nostri affetti non richiede una presenza «telefonica» costante, sarà più opportuno orientarsi verso un abbonamento costo fisso mensile con un congruo nu-mero di chiamate, sms e navigazione Internet gratis. «Top Sim 400» di Tre a 15 euro al mese propone 400 minuti di telefonate, 100 sms gratis e 2 Gigabyte di traffico dati. Il piano «Tim senza scat-to» per ricaricabile a 23,14 euro al mese garantisce 514 minuti, sms e 1 Gigabyte di traffico (oltre alla possibilità di scegliere due opzioni). PosteMobile «0Pensieri Medium» a 24 euro dà 500 minuti, 500 sms e 1 Gigabyte. Vodafone offre invece «Smart 300+» (25,16 euro al mese): 300 minuti, 300 sms e 500 Megabyte. I più pazienti possono aspettare il prossimo 21 settembre quan-do partirà Bip Mobile, il nuovo operatore mobile virtuale (si chia-ma così il rivenditore di traffico che si appoggia a una rete di una grande società, in questo caso Tre). «Contiamo di proporre tarif-fe del 50% più basse rispetto ai concorrenti», spiega il manager di Bip Mobile, Fabrizio Bona, aggiungendo che «il piano tariffario sarà semplice: solo due tariffe, una per la voce e l altra per i dati». Una delle voci su cui si può risparmiare davvero sono gli sms. Registrandosi su siti comevodafone.it e Rossoalice.it si possono mandare 10 sms gratis al giorno attraverso il computer o il cellula-re connesso alla Rete. BENZINA Fino a domani mattina le principali catene di distribuzione carburanti applicheranno gli scon-ti previsti per i weekend estivi. Nelle stazioni Eni IperSelf (non presenti in autostrada) la verde co-sta 1,69 euro al litro e il diesel 1,59 euro, con sconti superiori al 9% rispetto al prezzo di vendita appli-cato al rifornimento servito (cioè effettuato dal benzinaio) e rilevato da QuotidianoEnergia. Superofferte anche da Esso che ha tagliato di 21 centesimi il prezzo ma solo negli ora-ri di chiusura delle stazioni SelfPiù aderenti: il ribasso applicato può superare l 11 per cento.tagliodi 16 cent anche da Ip su tutta la rete sia in modalità self service che servito. Rispetto alle rileva-zioni di QE lo sconto è dell 8,5% per la verde e del 9% per ildiesel. Riduzioni dei prezzi sono previste anche da Q8 e da Shell, que-st ultima sulla rete autostradale.chi non aspetta il fine settimana per fare il pieno può ricercare un distributore «no logo», ossia le cosiddette «pompe bianche» non appartenenti alla rete della grande distribuzione carburanti e che, quindi, non sopportano i costi pubblicitari dei marchi più noti. Queste stazioni di rifornimento sono situate anche presso i centri commerciali di catene come Auchan, Carrefour, Conad Le-clerc e Coop. Secondo i dati forniti da QuotidianoEnergia, lame-dia dei prezzi applicati presso i distributori «no logo» è di 1,760 euro al litro per la verde (con un risparmio minimo del 5,5% sui grandi marchi) e di 1,635 euro al litro per il diesel (- 6,8% sui big del gasolio). La mappa aggiornata suwww.pompebianche.it.il vero risparmio, 8

9 tuttavia, inizia sempre dal comportamento di guida. Ecco, quindi, qualche consiglio per limitare i consumi. Innanzitutto, evitare brusche accelerazioni e brusche frenate, so-prattutto quando si guida nei centri cittadini. Controllare sem-pre la pressione degli pneumatici: gomme gonfie al punto giusto consentono al veicolo di muoversi con minore sforzo. Se l aria condizionata è in funzione, i finestrini devono restare rigorosa-mente chiusi. Se è necessario aprirli, bisogna avere l accortezza di spegnere il condizionatore. Infine, spegnere il motore anche per brevi soste, come quelle al semaforo. VACANZE Belli i tempi andati del last minute. Per un peri-odo, l incrocio tra il boom delle compagnie aeree low cost e il lancio di offerte dedicate a chi prenota-va-all ultimo istante ha favorito gli amanti della va-canza senza troppa programmazione. Oggi il pa-norama è cambiato, anche le compagnie «senza fronzoli» cercano di pianificare il «carico» dei pro-pri voli. E non sempre volare low cost è più conveniente. Le tariffe migliori si spuntano volando su percorsi su cui queste aziende ge-stiscono un traffico massiccio ( vedi Ryanair e Easyjet per l inghil-terra) e viaggiando senza bagaglio.il vero segreto per cogliere al meglio le nuove caratteristiche del mercato delle vacanze, dunque, è affidarsi alla tecnica dei due tempi:prenotare il volo con grande anticipo e l albergo all ul-timo minuto. Naturalmente ci si accolla un certo rischio e sicura-mente non è la tecnica più consigliata se si punta a ferie in altissi-ma stagione e nelle località più gettonate. Ma se la vostra meta è, ad esempio, nella convenientissima, e non affollatissima, Sicilia o in località di montagna, la tecnica paga. Il rischio vero è che un contrattempo costringa a cambiare data del volo. In tal caso ci si può tutelare acquistando biglietti aerei che consentono di varia-re la data. Per scegliere l aereo ci si può affidare a siti come Vola-gratis. com o Skyscanner.it. Per scegliere l hotel, invece, meglio aspettare la settimana precedente alla partenza e consultare comparatori cometrivago.it, o siti specializzati come Venere. com, Expedia.it o Booking.com. Molti albergatori offrono sconti notevoli quando mancano pochi giorni e si rischia di restare con le stanze vuote. Attenzione alle recensioni dei lettori: meglio fi-darsi di quelle non troppo positive o negative e provare comun-que a contattare l hotel prima per informarsi sui dettagli.infine, si diffondono le offerte di viaggi «a coupon» su siti come Groupon o Groupalia (ma attenti alle disponibilità) che si basa-no su vendite massicce via web concentrate in pochi giorni. E poi ci sono i gruppi di acquisto, che permettono di risparmiare fino al 40%. Più siamo, più alte saranno agevolazioni e sconti: è la (nuo-vissima) idea diacquistovacanze.it. Tutta da sperimentare. Boom di laureati senza lavoro Fonte: La Stampa ROMA A inizio 2012 il numero di laureati senza un posto di lavoro è balzato superando quota 300 mila, registrando un'impennata del 41,4% nel giro di un anno. Ecco che essere dottori e avere master a poco serve: in Italia la disoccupazione colpisce tutti, anche chi ha i cosiddetti `pezzi di carta. Anzi negli ultimi mesi sembrano proprio i più titolati a risentire dell'ondata di disoccupazione, tanto che un livello così alto di laureati a caccia di un impiego non si registrava almeno dal A pagare il prezzo più alto sono ancora una volta le donne e il Mezzogiorno. Insomma i numeri dell'istat sul primo trimestre dell'anno certificano come gran parte di chi esce dalle università o dalle scuole di specializzazione poi vada dritto a casa. Inoltre molti si scoraggiano, rinunciano a cercare un posto e stanno così ai margini del mondo del lavoro, ricadendo nella zona grigia degli inattivi. Di certo nei primi tre mesi del 2012 un contributo al picco di 2,8 milioni di disoccupati è arrivato proprio da chi ha investito risorse e tempo nello studio. Naturalmente il rialzo dei senza posto tra chi è dottore deriva anche dalla crescita del numero dei laureati, che ha raggiunto quasi i 6 milioni. Infatti sono in aumento anche gli occupati con i massimi titoli di studio, pari a 4 milioni 187 mila, ma il loro incremento annuo (+3,5%) è nettamente inferiore rispetto all'allargamento della disoccupazione. Guardando più da vicino chi sono i laureati a caccia di un impiego, si scopre che la maggior parte, circa 200 mila (66%), sono under 35. 9

10 Oltre ai giovani, un'altra componente ben rappresentata è fatta da donne (61%). Mentre a livello territoriale è il Sud a segnare la cifra più alta di titolati a cui manca un lavoro (42,8%). Un'altra parte di laureati va a rinfoltire l'esercito degli inattivi, coloro che né hanno un posto né lo cercano. Sono, infatti, quasi un milione e mezzo le persone con il passaporto accademico che restano fuori dal mercato del lavoro, molti magari scoraggiati dalla difficoltà di trovare un impiego. La disoccupazione quindi si sta riversando anche su chi ha la laurea e certificati post laurea: la zona colpita resta ancora delimitata ma preoccupa la forte spinta in avanti registrata nell'ultimo periodo, capace di far segnare record e di portare in un anno, passando dal primo trimestre del 2011 allo stesso periodo del 2012, la quota da 215 mila a 304 mila. Si tratta di un rialzo che supera il 40% e che fa della fascia dei dottori un'area a rischio. Forte è l'aumento dei senza posto anche tra i diplomati o chi possiede la licenza media, ma i decisi rialzi restano in linea con l'ampia crescita dei disoccupati, intorno al 30%. Ascolti Rai Londra 2012: 2,5 milioni alla tv. Scherma, nuoto e atletica al top Fonte: Digital-Sat Inserito da: Simone Rossi (Satred) Fonte: Digital-Sat (com.stampa) Rai ha dedicato ai Giochi Olimpici di Londra 2012 oltre 200 ore di trasmissione televisiva (Rai 2-Canale Olimpico e Rai Sport 1), oltre 200 ore di programmazione radiofonica (Radio 1 Radio 2) ed una intensiva copertura dell evento sul WEB (streaming live di Rai 2, dirette su Rai.tv e sul sito di Rai Sport, applicazione Rai.tv per Ipad). I GIOCHI IN TV - Su Rai 2 i Giochi Olimpici di Londra 2012 hanno realizzato un ascolto medio di 2,5 milioni di telespettatori, pari al 21% di share ed una copertura complessiva di oltre 44 milioni di contatti. In dettaglio: Cerimonia d'apertura: Ascolto medio: share 42,59% Eventi Sportivi: ore Ascolto medio: share 21,23% Rubriche: ore 47 - Ascolto medio: share 16,51% Cerimonia di chiusura: Ascolto medio: share 24,09% Rai Sport 1 (16 ore di trasmissione) ha realizzato una performance media di 421mila telespettatori, pari al 2,9% di share, con oltre 9 milioni di contatti e picchi di 1,9 milioni di ascoltatori e del 13% di share. Nel periodo di programmazione delle Olimpiadi, Rai Sport 1 è risultato il Canale più visto nella fascia 20:30-22:30 tra quelli non generalisti ricevibili in tecnica digitale terrestre e satellitare, free e pay. Sono particolarmente interessanti i risultati sul pubblico giovane/adulto che su Rai 2 sfiorano la media del 24% di share tra i 35-44enni e i 45-54enni. Il profilo socio-demografico della platea dell evento Olimpico conferma la sua prevalente connotazione maschile, centro-settentrionale, con livello socio-economico e di istruzione medio-alto. Le differenze di fuso orario tra Londra 2012 e le precedenti sedi di svolgimento dei Giochi Olimpici non consentono di fare confronti significativi tra i risultati di ascolto/share delle singole edizioni. L unico benchmark possibile è quello con le Olimpiadi di Atene 2004, rispetto alle quali quelle del 2012 hanno realizzato, nonostante il differente scenario competitivo post-digitale, un volume di ascolto sostanzialmente invariato. Va segnalato in particolare il primato di audience della Cerimonia di apertura che, trasmessa in prima serata da Rai 1, ha registrato la migliore performance ottenuta da questo tipo di Cerimonia da quando esistono le rilevazioni Auditel ( spettatori medi, pari al 42,6% di share, con un picco di circa 8 milioni di individui e del 53% di share). 10

11 Le discipline olimpiche che hanno ottenuto i più alti risultati di audience, anche in funzione della loro collocazione oraria, sono state: SCHERMA ( spettatori medi), NUOTO/TUFFI ( ); ATLETICA LEGGERA ( ). In termini assoluti, l evento più visto è stata la finale dei 200 metri femminili di nuoto stile libero (8 milioni di ascoltatori medi, pari ad oltre il 38% di share). Ottimi i risultati d ascolto del TG2 nel periodo di svolgimento delle Olimpiadi. Nell edizione delle ore 13:00 il TG2 ha realizzato oltre 4 milioni di ascolti con il 27% di share, mentre nell edizione serale delle 20:30 ha ottenuto 3,4 milioni di ascolti con oltre il 19% di share. I risultati sopracitati premiano ancora una volta la soluzione di Rai 2 canale olimpico, in quanto ha consentito sia di valorizzare l evento olimpico, sia di massimizzare la performance complessiva del gruppo Rai (intera giornata ascolto 3,6 milioni share 43,9%, prime time ascolto 8,8 milioni share 48,1%). LE PERFOMANCE SUL WEB - Considerando l intera offerta web Rai (Speciale dedicato di Rai Sport, dirette fruite sul sito Rai Sport, su Rai.tv e dalla relativa app su IPAD), Londra2012 ha totalizzato 13,8 milioni di pagine viste, con un picco di 1,3 milioni raggiunto lunedì 30 luglio. Il sito di Rai Sport ha registrato 9,5 milioni di pagine viste ed una media giornaliera di 99mila utenti unici, con un incremento rispettivamente del 258% e del 160% rispetto ai primi 26 giorni di luglio. Lo speciale dedicato a Londra2012 ha registrato 5,9 milioni di pagine viste ed una media giornaliera di 55mila utenti unici, raggiungendo i picchi di traffico con 81mila utenti sabato 28 luglio e con 580mila pagine viste lunedì 30 luglio. Le dirette nel complesso (sito di Rai Sport, Rai2 su Rai.tv e Rai2 su App/Raitv/iPad) hanno totalizzato 9,2 milioni di pagine viste. Complessivamente il Portale Rai nel periodo considerato ha registrato 73 milioni di pagine viste ed una media giornaliera di 520mila utenti unici, con un incremento rispettivamente del 29% e del 27% rispetto al periodo 1-26 luglio. Rai.tv, nel periodo olimpico, ha registrato 28,9 milioni di pagine viste ed una media giornaliera di 255mila utenti unici, con un incremento, rispettivamente del 31% e del 44% rispetto ai primi 26 giorni di luglio. Dal 2015 arriva il DVB-T2, ma il vecchio apparecchio potrà essere ancora usato Fonte: Digital-Sat Inserito da: Simone Rossi (Satred) Fonte: Agi La Televisione Digitale Terrestre (DTT, Digital Terrestrial Television) è ormai in funzione in quasi tutta Italia, consentendo, rispetto alla televisione analogica, una migliore qualità del segnale e una maggiore possibilità di scelta dei canali a disposizione. La transizione ha creato a volte dei problemi, soprattutto alle persone più anziane poco avvezze alle tecnologie, ma ora la situazione sembra si sia normalizzata. A breve ci sarà un altra novità, arriverà infatti il digitale terrestre di seconda generazione. Dal 2015 le trasmissioni saranno in DVB T2, una tecnologia che permetterà una migliore ricezione e qualità del segnale, oltre a un maggior numero di canali. Nei negozi quindi si troveranno in vendita esclusivamente gli apparecchi dotati di DVB T2, capaci di ospitare un maggior numero di canali su un unico multiplex, ma chi ha i vecchi apparecchi, i DVB T1, non dovrà per forza cestinarli, perché potrà continuare a ricevere il segnale televisivo con la qualità che ha sempre 11

12 avuto. L unica differenza è che non potrà vedere i nuovi canali trasmessi con la nuova tecnologia. L informazione ai cittadini è molto importante per garantire che la scelta di acquistare o meno un nuovo apparecchio sia totalmente consapevole. Per questo motivo il Codici si impegna a ricordare agli utenti che la decisione di acquistare un nuovo apparecchio è a totale discrezione personale, in quanto il DVB T1 continuerà a garantire le trasmissioni televisive attuali. Con riguardo a quanto appena detto, si segnala l importanza del progetto dell Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) teso alla divulgazione di notizie utili e specifiche, che riguardano le caratteristiche tecniche dei prodotti, il rapporto qualità-prezzo e le diverse tipologie di apparecchi esistenti. Per semplificare il riconoscimento da parte degli utenti delle diverse tecnologie saranno stabiliti degli appositi bollini identificativi che indicheranno con chiarezza una specifica classe di prodotto. Ai consumatori commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - diciamo solamente di fare attenzione, in quanto non è obbligatorio comprare un nuovo apparecchio, visto che quelli vecchi permetteranno comunque la ricezione del segnale televisivo. Tivusat, 55mila nuove attivazioni di smartcard nel mese di Luglio Fonte: Digital Sat Inserito da: Simone Rossi (Satred) Fonte: Digital-Sat (com.stampa) Nel mese di luglio TivùSat ha attivato nuove smart card raggiungendo un totale di carte attive. Le regioni che hanno registrato il maggior numero di attivazioni a luglio sono la Sicilia, la Lombardia, il Lazio e la Calabria. La continua crescita di TivùSat ha dichiarato il presidente Luca Balestrieri - dimostra in modo oggettivo che la piattaforma satellitare gratuita risponde ad una necessità dei consumatori e degli utenti e rappresenta una realtà consolidata nel panorama distributivo italiano che, in questo modo, si è allineato agli altri paesi europei. Su TivùSat sono disponibili 55 canali televisivi e 40 radiofonici; un parco tecnologico di 30 decoder certificati, di cui un quarto HD ed oltre 160 modelli di televisori, anch essi certificati e compatibili con la CAM TivùSat. Asta Frequenze: slitta la gara e mancano i canali da liberare Fonte: TV Digital Divide Si complica nuovamente la controversa vicenda della famosa asta per le frequenze tv. Una gara pubblica annunciata e promessa dal governo Monti in sostituzione del famigerato concorso di bellezza che avrebbe potuto regalare altri canali televisivi a Mediaset e Rai. Ora il nuovo stop arriva da numerose problematiche: dalla recente sentenza del Tar del Lazio a favore di Europa 7 che assegna una nuova frequenza trasmissibile dal ripetitore di Monte Penice, alla faticosa liberazione dei canali UHF da parte delle emittenti locali (che attendono gli indennizzi), fino alle recenti e controverse concessioni ventennali gratuite di frequenze alle tv nazionali. Il decreto fiscale, convertito nella legge 44 del 26 aprile 2012, prevede una gara pubblica (un asta al rialzo) per assegnare le 6 frequenze del defunto Beauty Contest ideato dell ex ministro delle comunicazioni Paolo Romani. Ma il termine per la definizione dell asta, afferma Marco Mele dalle colonne de Il Sole 24 Ore, scade il 28 agosto (cioè 120 giorni dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale), una data impossibile da rispettare. Perchè non ci sono i tempi per la definizione e l approvazione di un bando e di un disciplinare di gara da 12

13 parte dell Agcom, e perchè inoltre non vi sono i tempi necessari per l approvazione degli stessi da parte della Commissione Europea. Per questo motivo arriverà quasi sicuramente dal governo una norma che faccia slittare il termine di almeno due-tre mesi (ancora). Ma i problemi dell agognata asta per le frequenze, che vorrebbe assicurare l uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro radio, non finiscono di certo qui. Una recente sentenza del Tar del Lazio ha imposto al Ministero dello Sviluppo economico l assegnazione di nuove frequenze a Europa 7. Il 31 luglio il Tar ha dovuto infatti nominare un commissario ad acta per consentire all emittente di Francesco Di Stefano di utilizzare dei canali per trasmettere senza interferenze dall impianto di Monte Penice, sull Appennino Ligure. Il Ministero è stato commissariato per non aver eseguito l ordinanza del Tar che impone l assegnazione di ulteriori frequenze oltre alla banda 8 VHF già concessa a fine Da quando il commissario sarà operativo, il Ministero dovrà pagare euro al giorno a Europa 7, sino all esecuzione dell ordinanza. Ma purtroppo sul ripetitore di Monte Penice le uniche frequenze libere sono quelle destinate alla futura asta pubblica onerosa. Se una andrà a Europa 7 e i canali 49 e 60 UHF verranno occupati dal 2015 dai servizi a banda larga mobile, si verificherà un grave problema di scarsità di spettro, che come al solito potrebbe essere risolto con l ennesimo esproprio di frequenze alle malcapitate tv locali. Senza contare le ulteriori difficoltà dell uso delle frequenze assegnate per 20 anni che andranno a interferire con i canali trasmessi dai paesi confinanti. Per Marco Mele quindi l asta rischia di divenire un grande flop, e difficilmente potrà fruttare i ricavi stimati per un miliardo e mezzo. Non perchè le frequenze non valgano, ma perchè il sistema televisivo nazionale è troppo concentrato, troppo povero e troppo poco pluralista per mantenere la promessa (del ministro Passera) di un asta che è stata concepita per sostituire il regalo del Beauty Contest e per aprire il mercato televisivo nostrano dominato dal duopolio Rai-Mediaset. Fonte: Il Sole 24 Ore Sky: nel 2012 persi 71mila abbonati, ma l utile tiene Fonte: TV Digital Divide In questi tempi di crisi che colpisce duramente anche il mercato delle televisioni, molte famiglie italiane sono state costrette a rinunciare alla pay-tv. Un colpo accusato anche da Sky Italia che perde nell ultimo anno fiscale ben 71mila abbonati, scendendo a quota 4,9 milioni. Riuscendo però a conservare l Arpu dei suoi clienti, cioè i ricavi medi per telespettatore. Nel 2012 l utile operativo di Sky Italia infatti si è attestato a quota 254 milioni di dollari, in crescita di 22 milioni (+9%) rispetto al Un miglioramento dettato dal fatto che l anno precedente Newscorp aveva acquistato per centinaia di milioni i diritti tv dei mondiali di calcio. Nell ultime trimestre del 2012 si registra però un deciso rallentamento: l ebit è calata a 89 milioni di dollari dai 145 milioni dello stesso periodo dell anno precedente. I ricavi poi sono scesi del 5%, con 42 mila abbonati persi solamente negli ultimi tre mesi, un calo che, secondo Il Sole 24 Ore riflette una base di abbonati più bassa. Ma l utile di Sky Italia tiene. Merito del contenimento dei costi e della tenuta dell Arpu. Sky starebbe perdendo gli utenti occasionali, quelli attirati da sconti e offerte, ma cerca di mantenere il nocciolo duro di abbonati ad alto reddito che tendono ad ampliare i servizi dell abbonamento. Un obiettivo che il gruppo tv guidato in Italia da Andrea Zappia sta tentando di perseguire: offrire più servizi mantenendo i costi sostanzialmente stabili. L ultima novità in questo senso è Sky On Demand, il palinsesto fai-da-te lanciato dal primo luglio per gli abbonati dotati di decoder MySkyHd. Da novembre poi il servizio Vod sarà disponibile per tutti gli utenti ditati di decoder Sky Hd. Oltre all innovativo servizio SkyGo che permette di vedere i contenuti Sky su ipad. Nel Belpaese Sky è attualmente impegnato su due fronti: il primo è l agognata asta per le frequenze tv (ex Beauty Contest). Per Sky, aggiudicarsi un multiplex del digitale terrestre significherebbe l espansione su una nuova piattaforma tecnologica tv oltre a concorrere direttamente con Mediaset e Europa7 sullo stesso terreno. Secondo Il Sole 24 Ore, l altra grande sfida, dalla quale però il gruppo di Rupert Murdoch pare essersi defilato, è quella 13

14 dell acquisto di TI Media (La7, Mtv, TIMB) in vendita da tempo, che potrebbe rappresentare un nuovo asset soprattutto dal punto di vista editoriale. Fonte: Il Sole 24 Ore I prezzi delle case scendono davvero, nel primo trimestre cali fino al 25%. La media sale al 9,3% Fonte: Casa 24 I prezzi delle case stanno scendendo per davvero. Dopo aver retto nel 2011 il mercato immobiliare italiano residenziale sembra aver rotto al ribasso il supporto. Nella speranza che non accada quello che sostengono i cultori dell'analisi tecnica in Borsa: rotto un supporto si cade fino a testarne un altro. In ogni caso i dati parlano chiaro. Se a fine 2011 il calo dei prezzi medi su base annua si era attestato al 2,3% nei successivi tre mesi il trend ribassista ha subito una brusca accelerazione portando i valori degli immobili -9,28% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In linea (-9,7%) anche il calo al metroquadro degli appartamenti. Lo rivela Crif valutazione Immobili tra i vari dati sfoggiati nella "Bussola Mutui", un nuovo osservatorio su base trimestrale elaborato con il broker Mutuisupermarket che mette in evidenza il trend del mercato dei mutui incrociando i dati con il settore immobiliare. Il dato assume ancora più evidenza, considerato il fatto che è stato calcolato sulle reali reali perizie effettuate da valutatori professionisti certificati. I dati evidenziano forti differenze tra città e città. A Roma, ad esempio, il mercato non conosce crisi con prezzi stabili. Mentre a Milano il calo c'è e si sente (-12%). In linea con quello di Genova. Peggio Varese (-25%), Venezia (-19%) e Brescia (-14%). Mentre ci sono alcune metropoli che vanno in controtendenza. Fra cui Palermo dove i prezzi sono addirittura aumentati del 7%. Bene anche Verona, Padova e Torino (+3%). Su base regionale però il calo è indifferenziato. Se si esclude la Basilicata (+7%) le altre 19 regioni evidenziano una flessione. Singolare il caso di Torino che, come visto, è in salute ma non fa da traino alla regione dove in media i prezzi degli immobili sono scesi del 12%. 14

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