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1 Area di studio Destra Sele L area di studio ricade nella provincia di Salerno. E una pianura irrigua di ha caratterizzata da una notevole diversità di sistemi geomorfologici e suoli. Il sistema colturale è molto dinamico ed in continua evoluzione. Comprende i) orticoltura intensiva di pieno campo (pomodoro, finocchio, cavolfiore, etc.); ii) colture legate alla zootecnia (mais e medica); iii) frutticoltura irrigua; iv) produzione ortofrutticoltura sotto serra (rucola, lattuga, spinacio, etc.). Il servizio irriguo è fornito dal Consorzio di Bonifica in Destra del fiume Sele. Dalle cartografie disponibili (2009) la copertura/uso del suolo risulta così ripartita: seminativi 52% della superficie (le colture protette, orticole e frutticole sono il 14%), colture arboree 25%, prati permanenti e mosaici di colture annuali associate a permanenti 5%. Le superfici artificiali sono il 15%; le aree naturali (boschi, etc.) sono il 2,8%; il resto è costituito da spiagge e corpi idrici. L area è pianeggiante, con pendenze medie dell 1%. Le analisi economiche si sono concentrate in quelle aree in cui il Consorzio garantisce il servizio irriguo. Tali superfici sono pari a ettari in termini di superficie attrezzata e a circa ettari in termini di superficie irrigata. Situazione climatica Inverno Primavera Estate Autunno Trend Tmin Oss Tendenza decennale lineare della Temperatura Minima Stagionale [ C] (AO30km ) Trend Tmax Oss Tendenza decennale lineare della Temperatura Massima Stagionale [ C] (AO30km ) Trend Prec Oss Inverno Primavera Estate Autunno Tmin A1B Diff Tendenza % decennale lineare della Precipitazione Cumulata Stagionale [%] (AO30km ) Differenza stimata della Temperatura Minima Stagionale per lo scenario A1B [ C] ( Riferimento Temporale: <-> ) Tmax A1B Diff Differenza stimata della Temperatura Massima Stagionale per lo scenario A1B [ C] ( Riferimento Temporale: <-> ) Prec A1B Diff Differenza % della Precipitazione Cumulata Stagionale per lo scenario A1B [%] ( Riferimento Temporale: <-> ) + trend positivo non statisticamente significativo; - trend negativo non statisticamente significativo; / nessun trend Linee di ricerca Agroscenari interessate: ATTIVITA SCENARI CLIMATICI: 1a - Acquisizione, calibrazione e downscaling di scenari climatici futuri a livello locale, resp. scient. Massimiliano Pasqui, CNR-IBIMET, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Biometeorologia ATTIVITA'LAVORAZIONI E CLIMA: 1b.1 - Previsioni agrometeorologiche finalizzate alla meccanizzazione 1

2 agricola in relazione all adattamento ai cambiamenti climatici, resp. scient. Stanislao Esposito, CRA-CMA, Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura - Unità di ricerca per la climatologia e la meteorologia applicate all agricoltura ATTIVITA ADATTABILITA DELLE COLTURE: 3 - Scenari di sistemi alternativi di produzione con enfasi sulle colture e varietà tipiche, resp. scient. Francesca De Lorenzi, CNR-ISAFoM, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo ATTIVITA VALUTAZIONE TERRITORIALE: 6a Processi di degrado delle terre e cambiamento climatico Applicazione e verifica di modelli di valutazione territoriale della desertificazione in Italia, resp. scient. Luigi Perini, CRA-CMA ATTIVITA VALUTAZIONE ECONOMICA: 9a Strategie economiche di adattamento degli agricoltori ai CC e possibili strumenti di politica agricola a sostegno di tali strategie, resp. Scient. Gabriele Dono, Università degli Studi della Tuscia, Dipartimento di scienze e tecnologie per l Agricoltura, le Foreste, la Natura e l Energia" (DAFNE) Approcci adottati: Valutazione territoriale L analisi delle dinamiche spazio-temporali dei processi di degrado delle terre è stata effettuata a livello regionale per tutta la Campania con unapprofondimento per l area il Destra Sele. L orizzonte temporale considerato è quello dal 1960 fino ai giorni nostri, oltre che nella prospettiva di scenari futuri. Sono stati analizzati i cambiamenti di copertura e di uso del suolo sulla base di dati disponibili (cartografia tematica, dati demografici, sociali ed economici, andamenti meteo-climatici) o generati nel corso della ricerca (classificazione di immagini satellitari) e utilizzando modelli dedicati. Alle diverse traiettorie di cambiamento sono stati associati i relativi processi ( sindromi ) di degrado. Gli esempi più significativi sono a) l artificializzazione, che determina consumo ( land take ) e sigillamento ( soil sealing ) dei suoli con relativa sottrazione di terreno agricolo e alterazione del ciclo idrogeologico; b) l espansione delle aree agricole che, quando associata alla intensificazione delle pratiche colturali, può causare processi di degrado (compattamento, riduzione della sostanza organica, erosione). Nel caso delle colture protette si determina una ulteriore forma di sigillamento anche in funzione delle tipologie di copertura (serre fisse e mobili, tunnel); c) l espansione delle aree naturali e semi-naturali (rimboschimenti o ricolonizzazione a seguito di abbandono delle aree coltivate), che è anch essa motivo di sottrazione (seppure reversibile) di suolo agricolo, oltre che possibile causa di erosione del suolo e di riduzione della biodiversità. Nell area del Destra Sele il soil sealing è stato oggetto di approfondimento. Sono state messe a punto metodologie basate sull analisi di dati satellitari volte a misurare in modo accurato il sealing imputabile sia all urbanizzazione che alle colture protette. I processi di degrado identificati sono stati valutati in termini di servizi ecosistemici e di indici sintetici di vulnerabilità ambientale. Per quanto riguarda gli scenari futuri ( ) sono stati considerati: i) un reference case scenario (RCS), o business as usual, che ipotizza cambiamenti nell uso del suolo (es. per artificializzazione, espansione delle aree agricole o, al contrario, loro abbandono) analoghi a quelli del passato più recente e proiezioni climatiche secondo lo scenario di riferimento A1B; ii) un best case scenario (BCS) con adozione di best practices di gestione sostenibile dei sistemi agricoli e di misure a livello territoriale (es. contenimento del consumo del suolo agricolo e del sigillamento, il contrasto all abbandono) e lo scenario climatico di riferimento, ed infine iii) un worst case scenario (WCS), costruito come il BCS ma basato su proiezioni climatiche che prevedono cambiamenti più drastici. Adattabilità delle colture La vulnerabilità degli attuali sistemi di produzione, senza alterare gli ordinamenti colturali esistenti, può essere sensibilmente ridotta identificando, per ogni coltura, cultivars adattabili alle condizioni climatiche attese, sfruttando la variabilità intra-specifica esistente. E stato messo a punto un approccio innovativo, utilizzato in tutte le aree di studio, che consiste di tre fasi: 1) determinazione degli indicatori delle condizioni termiche e idrologiche attese, in seguito all evoluzione del clima, nell area di studio e per il sistema produttivo (colture) di cui essa è rappresentativa. 2

3 2) identificazione, per ogni coltura, dei requisiti termici e idrologici cultivar-specifici, cioè delle condizioni biofisiche in cui la produttività delle stesse è ottimale. 3) identificazione delle opzioni di adattamento, dal confronto degli indicatori delle condizioni termiche e idrologiche con i requisiti delle cultivars. Sono stati messi a confronto due casi climatici: clima di riferimento ( ) e futuro ( ). Per la determinazione degli indicatori termici sono stati utilizzati modelli fenologici; gli indicatori idrologici sono stati ricavati da modelli del movimento dell acqua nel sistema suolo-pianta-atmosfera. I modelli sono applicati alla scala di paesaggio, e considerano le condizioni climatiche, i differenti tipi di suolo e condizioni di falda, il regime irriguo. E' stata valutata l efficienza dell uso della risorsa idrica, con differenti criteri di programmazione irrigua, in funzione della disponibilità idrica e della risposta delle colture allo stress in differenti fasi del ciclo colturale. I requisiti cultivar - specifici sono stati definiti utilizzando dati sperimentali. L esteso range di condizioni climatiche per alcune colture, e la numerosità di specie e cultivars esistenti, hanno consentito di determinare le potenzialità di adattamento dei sistemi produttivi. Per le sue caratteristiche, l approccio utilizzato può essere applicato a differenti sistemi colturali (colture erbacee e arboree, irrigue e non) ed esteso a tutte le aree del territorio rurale. Lavorazione dei suoli e clima L obiettivo della ricerca è lo sviluppo di uno strumento informativo a livello nazionale in grado di fornire indicazioni sui periodi in cui il terreno si trova nelle condizioni più idonee per la lavorazione il transito dei mezzi meccanici per ridurre il degrado fisico del suolo E stato messo a punto un sistema di previsioni agrometeorologiche per migliorare la programmazione dell impiego della macchine agricole (migliore tempestività e qualità di esecuzione), con riduzione degli effetti negativi del compattamento dei suoli. Considerando 5 diverse classi di lavorabilità, è stata svolta nell area un analisi sull'impatto dei cambiamenti climatici sul numero dei giorni disponibili per l aratura estiva-autunnale del mais in omosuccessione esaminando il periodo e uno studio sulle variazioni dei periodi di lavorabilità confrontando i trentenni e con 2 scenari climatici futuri , differenti per sequenza di giorni consecutivi senza pioggia. Valutazione economica Per ricostruire le caratteristiche tecniche, strutturali ed economiche dell agricoltura del territorio sono stati utilizzati innanzitutto i dati dell ultimo Censimento dell Agricoltura (ISTAT, 2010), poi i dati forniti dalla Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA) poi numerose interviste condotte con gli agricoltori e gli allevatori del territorio nonché con i dirigenti e tecnici agricoli delle organizzazioni degli agricoltori e di imprese di servizio. Inoltre tutte le informazioni riguardanti le caratteristiche della rete irrigua sono state fornite direttamente dal Consorzio. Nell area, l irrigazione è garantita prevalentemente mediante sistemi tubati ad alta pressione e, in misura minoritaria, con canali a pelo libero. E anche diffuso l approvvigionamento dai numerosi pozzi aziendali presenti sul territorio. L agricoltura del territorio è prevalentemente dedita alle colture orticole, sia in pieno campo che in serra e, inoltre, vede la presenza di allevamenti bufalini con la produzione di alimenti per questo bestiame. Quasi ettari sono interessati da colture ortive in pieno campo, sia in primo che in secondo raccolto, sia primaverile-estivo, sia autunno-invernale. Oltre ettari sono destinati alle ortive in serra, circa ettari sono destinati alle colture foraggere ed altri ettari sono coltivati con arboree da frutto. Le principali tipologie aziendali operanti nel territorio sono le aziende orticole in pieno campo, con tipologie medio-piccole e grandi che rappresentano rispettivamente 18% e 13% della SAU; le aziende serricole (azienda medio-piccola e azienda grande, che rappresentano rispettivamente il 16% e il 26% della SAU), le aziende ad indirizzo arboreo (azienda medio-piccola e azienda grande, che rappresentano rispettivamente il 11% e il 6% della SAU) e le aziende bufaline (una sola tipologia che rappresenta 10% della SAU). Il modello economico costruito per questa ricerca rappresenta tutte le varie tipologie agricole indicate sopra e i principali sistemi colturali. Il modello è stato calibrato ad uno scenario climatico e tecnico-economico di riferimento (Presente) e ne rappresenta le caratteristiche tecnico-gestionali e le condizioni di mercato. La metodologia utilizzata per la calibrazione è la Programmazione Matematica Positiva (PMP) che permette tramite una funzione di costo 3

4 quadratica per le varie attività colturali di rappresentare le scelte colturali effettuate dagli agricoltori in un determinato scenario. Il modello calibrato allo scenario Presente può essere utilizzato per effettuare le varie simulazioni che considerano le condizioni tecniche e colturali dello scenario futuro identificati dalle altre linee di ricerca. Allo stesso tempo può fornire indicazioni e valutazioni in merito ai nuovi strumenti di politica agraria. L interazione con i ricercatori con le linee climatiche ed agronomiche ha permesso di stabilire quali condizioni climatiche del Presente e dello scenario Futuro potranno essere specificate e simulate per i loro effetti sulle attività economiche dell area. In particolare, in base alla sperimentazione dei gruppi di lavoro agronomici, si è stabilito che le simulazioni riguarderanno i fabbisogni irrigui di alcune colture importanti dell area come il mais utilizzato per l alimentazione dei capi bufalini, il pomodoro, da sempre fondamentale per l economia orticola dell area e presumibilmente di alcune colture ortive invernali come il cavolfiore. Risultati: Valutazione territoriale Nel periodo ha avuto luogo un incremento molto consistente delle aree artificializzate (c.a ha) a spese delle aree agricole. L espansione delle aree naturali (boschive e non) legata ad abbandono e rimboschimenti è marginale. Molto significativa (1.760 ettari) l area che gli usi agricoli hanno sottratto alle aree boschive e semi-naturali. in altre aree è avvenuta una conversione da sistemi agricoli in seccagno (o in pieno campo e non intensivi) a colture protette (orticole e frutticole). La valutazione del sigillamento agricolo indica che le serre e le altre forme di colture protette ammontano a c.a ha nel 2009 (dati preliminari). Dal punto di vista dei servizi ecosistemici, l artificializzazione del territorio e quindi il consumo ed il sigillamento di suolo agricolo, sono valutati anzitutto in termini di provisioning services (ed espressi come perdita di produzione lorda vendibile agricola), e come regulating services (alterazione del ciclo idrogeologico, sequestro di carbonio, contaminazione puntuale, etc.), sia nel periodo che nella proiezione al L aumento del sigillamento agricolo è valutato anch esso per i possibili effetti negativi sul ciclo dell acqua (es. per ridotta funzionalità della rete scolante), oltre che per la possibile fertilità e contaminazione dei suoli a causa di fitofarmaci. In termini di indici sintetici di vulnerabilità (ESAI), si assiste ad un leggero aumento dei valori medi da 1,42 (nel 1990) a 1,44 (2006). Adattabilità delle colture Nelle 23 tipologie di suolo dell area sono stati analizzati gli effetti dell evoluzione del clima sul regime termico e idrico di colture di pomodoro e mais, simulando programmazioni irrigue ottimali e in deficit. Sono state analizzate le vulnerabilità delle due colture al regime termico e idrico determinati dal clima futuro, identificando le opzioni di adattamento. L adattamento al regime idrologico è stato determinato valutando la risposta produttiva di ibridi di mais e di cultivars di pomodoro alla disponibilità idrica. Regime termico <-> Per il mais si prevedono nel clima futuro: i) un anticipo della data di semina ottimale; ii) un aumento della frequenza di temperature critiche massime durante la fase di fioritura, soprattutto per le classi a ciclo lungo. Regime idrologico <-> Nei mesi interessati al ciclo delle due colture, si prevede un aumento della temperatura media di 1.5 C e dell evapotraspirazione potenziale del 4%. Ciò determina un aumento dei fabbisogni idrici nel clima futuro; l aumento dei fabbisogni irrigui è differente per le due colture per la diversa distribuzione delle piogge nel periodo colturale. L aumento stimato dei volumi irrigui è del 9% per mais e del 3% per pomodoro, con differenze significative tra le tipologie di suolo. Sono state valutate le probabilità di adattamento di 21 ibridi di mais e di 5 cultivars di pomodoro; la valutazione è stata fatta prevedendo una gestione irrigua deficitaria, considerando la ridotta disponibilità futura della risorsa idrica. Le probabilità di adattamento sono maggiori per le cvs di pomodoro rispetto agli ibridi di mais, cioè le cultivars di pomodoro possono fornire produzioni ottimali con frequenza maggiore rispetto agli ibridi, anche con somministrazioni irrigue ridotte. Per entrambe le colture è stato possibile identificare le cultivars adattabili alle condizioni idrologiche future. Un elemento importante dell adattabilità delle due colture è 4

5 risultato essere il tipo di suolo. Lavorazione dei suoli e clima Il confronto tra i trentenni osservati e e gli scenari climatici futuri evidenzia una netta diminuzione delle classi più umide dell ordine del 15% del totale a favore di condizioni di suolo più asciutto. Inoltre per il futuro è ipotizzabile un allungamento del periodo di tempera. Implicazioni (cosa potrebbe accadere): Valutazione territoriale Scenario RCS: per la proiezione climatica adottata (aumento della T max estiva di 1,7 gradi, riduzione delle precipitazioni primaverili del 20%) si determina un aumento dei tassi di evapotraspirazione delle colture con incremento dei consumi idrici e dei costi di prelievo delle stesse. Nello stesso scenario, si prevede un ulteriore consumo e sigillamento della superficie agricola per effetto di tassi sia di artificializzazione che di espansione delle colture protette pari a quelli registrati nel passato più recente. Questo da un lato comporta una accresciuta competizione tra usi diversi della risorsa idrica con possibili impatti ambientali negativi (es. intrusione cuneo salino per prelievi in falda). Dall altro una ulteriore perdita di funzionalità della rete scolante ha effetti negativi sul ciclo dell acqua e in termini di sicurezza idraulica, aggravati ancora dalla previsione di una aumentata concentrazione delle piogge per effetto dei cambiamenti climatici. A fronte di questo quadro, il Consorzio di Bonifica ha già messo in atto significative azioni di razionalizzazione dell uso delle risorse idriche e di sicurezza idraulica. Scenario WCS: i trend osservati e le implicazioni discusse nel RCS risulterebbero amplificate in particolare riguardo alle esigenze idriche delle colture. Adattabilità delle colture Regime termico. Il regime termico durante il ciclo di mais e pomodoro non determina limitazioni alla loro coltivazione. Per il mais, può aumentare la probabilità del verificarsi di temperature critiche massime in fase di fioritura, ma l esposizione a questi eventi è bassa. Regime idrologico. Nel è stimata una riduzione delle precipitazioni nella fase di sviluppo vegetativo di mais e pomodoro. E prevista una bassa vulnerabilità della coltura di pomodoro, per il modesto incremento del fabbisogno idrico futuro e la disponibilità di cultivars che hanno produzioni ottimali in condizioni di ridotta disponibilità idrica. E maggiore la vulnerabilità prevista per il mais: l incremento dei fabbisogni irrigui nel futuro, per l irrigazione ottimale, potrebbe non essere sostenibile. In condizioni di scarsa disponibilità irrigua, alcuni ibridi a ciclo lungo, sensibili allo stress idrico, non saranno in grado di dare produzioni ottimali nella maggior parte dei suoli dell area. L utilizzo di ibridi di mais a ciclo medio (classi FAO ) può rappresentare una valida alternativa nelle condizioni di evoluzione climatica considerate. Lavorazione dei suoli e clima Come conseguenza della diminuzione delle piogge nel periodo in cui normalmente si effettua l aratura si prospetta un aumento delle classi di lavorabilità in condizioni tempera, limite secco e no secco con una riduzione del rischio di compattamento a causa della minore umidità presente nel suolo, anche se terreni eccessivamente asciutti richiedono maggiori sforzi di trazione. In ogni caso, l aumento della variabilità stagionale ed interannuale delle precipitazioni comporterà anche una maggiore incertezza delle condizioni di lavorabilità e trafficabilità dei suoli. Raccomandazioni (cosa dovrebbe accadere): Valutazione territoriale Il BCS prevede una serie di best practices, in aggiunta a quanto già messo in atto dal Consorzio, finalizzate da un lato al risparmio idrico e dall altro al ripristino e alla manutenzione delle opere idrauliche e della rete scolante. A queste si aggiungono delle azioni miranti al contenimento dei consumi e del sigillamento del suolo agricolo (crf. politiche EU di zero soil sealing e UNCCD di "zero net land degradation"). Particolare attenzione viene posta agli effetti ambientali negativi del cosiddetto sigillamento agricolo determinato 5

6 dalle colture protette e di conseguenza a possibili azioni mirate al ripristino delle funzionalità di drenaggio e del ciclo dell acqua nel suo insieme. Gli effetti, valutati sia in termini di servizi ecosistemici che di indici sintetici di vulnerabilità, indicano un contenimento dei trend negativi imputabili sia alle traiettorie di uso del suolo che ai cambiamenti previsti dalle proiezioni climatiche secondo lo scenario di riferimento. Adattabilità delle colture Dati i limitati impatti negativi dovuti al cambiamento climatico, la sostenibilità del sistema agricolo attuale può essere mantenuta senza particolari interventi. Nel caso di limitate risorse idriche future, per il mais sarà preferibile adottare ibridi a ciclo breve o medio (FAO o 700); questi ibridi saranno anche meno esposti agli eccessi termici (temperature critiche massime durante la fase di fioritura). Ove possibile, andrebbe pianificata la distribuzione spaziale delle specie e delle cultivars che tenga conto della loro risposta alla disponibilità idrica e delle proprietà fisiche dei suoli. La combinazione di cultivars tolleranti al deficit idrico e di suoli a buona capacità di ritenzione determinerebbe una maggiore efficienza dei sistemi agricoli in esame in termini di utilizzo di risorse idriche. Lavorazione dei suoli e clima Continuare il sostegno a un uso adeguato delle macchine agricole (lavorazioni in condizioni di tempera, lavorazioni conservative). E consigliabile favorire ed incentivare l utilizzo di sistemi informativi di supporto (previsioni agrometeorologiche) alla programmazione delle pratiche agricole meccanizzate sulla base delle diverse situazioni pedoclimatiche e specifiche caratteristiche aziendali. 6

7 Esterno Interno SWOT 1 Aspetti positivi Aspetti negativi Punti di forza Capacità di conservare i livelli di produzione correnti, mettendo in atto azioni di razionale utilizzo della risorsa idrica e manutenzione della rete drenante del consorzio e di sicurezza idraulica. Debolezze Crescenti costi dei prelievi idrici. Difficoltà nel controllare l ulteriore artificializzazione e sigillamento del territorio con conseguente competizione negli usi diversi della risorsa idrica per mantenere i livelli di produzione attuali. Disponibilità di cultivars che producono a livello ottimale (pomodoro). Disponibilità di alcuni ibridi che producono a livello ottimale (mais). Suoli con buona capacità di ritenzione idrica nella maggior parte dell area. I futuri scenari climatici non fanno ipotizzare un aumento dei rischi dovuti al compattamento dei suoli utilizzando le attuali tecniche di lavorazione. Opportunità Mantenimento dei livelli di produzione attuali, nonostante i maggiori fabbisogni idrici e l ipotizzata ulteriore riduzione delle superfici coltivate, grazie ai punti forza del territorio. Regime termico futuro accettabile per le colture di mais e pomodoro. Adeguata disponibilità di acqua irrigua se saranno adottate scelte colturali (specie e cultivars) appropriate. Dinamicità del sistema produttivo (= veloce evoluzione colturale). Nonostante gli scenari climatici futuri lascino prevedere condizioni di lavorabilità più favorevoli è possibile adottare tecniche di lavorazione del suolo a basso impatto ambientale. Alcuni ibridi di mais a ciclo lungo sensibili allo stress idrico non saranno in grado di dare produzioni ottimali in buona parte dei suoli dell area Non è sempre possibile introdurre tecniche di lavorazione conservativa del suolo in tutti gli ambienti e sistemi colturali. Un eventuale cambiamento del parco macchine potrebbe risultare oneroso in termini economici ed organizzativi. Rischi Effetti negativi crescenti in termini di degrado dei suoli a causa della progressiva artificializzazione e sigillamento del territorio. Verificarsi di eventi termici estremi. Riduzione della quantità di pioggia nel ciclo colturale. L incremento dei fabbisogni irrigui nel futuro, per l irrigazione ottimale, potrebbe non essere sostenibile. La variabilità delle precipitazioni nei momenti delle lavorazioni potrebbe comportare difficoltà nelle annate particolarmente piovose. L introduzione di una gestione conservativa del suolo nei primi anni comporta la riduzione dei livelli produttivi. 7

8 Rischi Opportunità SWOT 2 Punti di forza Sviluppare nuove metodologie in grado di sfruttare i punti di forza dell area Adozione di best practices a livello aziendale e consortile (risparmio idrico, ripristino e cura delle opere idrauliche e della rete scolante) e di politiche territoriali mirate (riduzione del consumo di suolo e del sigillamento, anche di natura agricola) per contenere gli effetti negativi imputabili ai cambiamenti climatici ed ai cambiamenti di uso del suolo previsti. Le analisi fatte documentano il potenziale di specifiche combinazioni cultivar suolo strategia irrigua per salvaguardare l attuale sistema di produzione e la sua produttività. La disponibilità di specifiche informazioni agrometeorologiche favorisce la pianificazione delle operazioni colturali consentendo una maggiore tempestività degli interventi nei tempi utili anche in relazioni al possibile allungamento del periodo in cui il terreno è in condizioni di tempera. Sfruttare i punti di forza per limitare l impatto dei rischi Predisporre il monitoraggio degli obiettivi fissati in termini sia economicifinanziari che di valutazione dei servizi-ecosistemici. Favorire lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche e ambientali di riduzione del sigillamento, anche agricolo. Promuovere la diffusione delle combinazioni cultivar suolo strategia irrigua con maggiore potenziale per l adattamento e monitorarne l effettiva accettazione da parte dei produttori. Considerare i suoli nelle misure di adattamento al e mitigazione del al cambiamento climatico favorendo strumenti d incentivazione finalizzati a premiare o sostenere gli agricoltori che gestiscono i suoli in modo virtuoso sia in termini di conservazione della fertilità dei suoli che per il sequestro del carbonio nei terreni. Punti di debolezza Eliminare le debolezze per attivare nuove opportunità Implementazione di best practices e misure territoriali sostenibili attraverso meccanismi di incentivazione finanziaria e strumenti di pianificazione territoriale sia a scala vasta che a livello locale. Adozione di ibridi di mais a ciclo più corto. Monitoraggio della diffusione delle tipologie di cultivars e ibridi per verificare le valutazioni di adattabilità. Incoraggiare il rinnovamento e l organizzazione del parco macchine aziendale in modo da adeguare le tecniche di lavorazione alle migliori condizioni di lavorabilità del suolo. Pianificare interventi per evitare l aggravamento dei punti di debolezza Adottare misure drastiche di riduzione del consumo di suolo e di risparmio idrico per limitare l'impatto dei maggiori fabbisogni idrici del WCS, al fine di conservare il potenziale produttivo dell area. Analisi sperimentale e modellistica delle risposte dei cultivars identificati come piu adattabili al regime idrico e termico per determinare requisiti varietali piu accurati. Supportare finanziariamente le aziende che desiderano adeguare e rinnovare il parco macchine per introdurre tecniche di lavorazione capaci di fronteggiare la variabilità climatica. 8

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