don gianni gherardi lungo quello del 4

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1 POSTE ITALIANE S.p.A. - SPED. ABB. POST. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N 46) ART. 1 COMM. 1 DCB DI MODENA SETTIMANALE CATTOLICO MODENESE Domenica 21 giugno 2009 FONDATO NEL 1957 Anno LIII n 24 euro 1 Domenica 14 giugno piazza Grande affollata per la conclusione del IV Diocesano. La Chiesa modenese riunita insieme al suo vescovo per la solennità del Corpus Domini don gianni gherardi E stato un percorso lungo quello del 4 diocesano. Iniziato in Quaresima nelle parrocchie e nei vicariati con l adorazione eucaristica (le Quarantore ) e le diverse processioni. Confluito poi nell ultima settimana, dall 8 al 14 giugno, in Piazza Grande e per alcune vie del Centro storico. Si può individuare un filo rosso che ha fatto vivere alla nostra comunità diocesana eventi molto significativi e partecipati. In poche settimane si é espressa la preghiera di tanti; si é favorito un confronto con la città su temi di comune interesse: l emergenza educativa, il confronto tra le culture, la crisi economica. C é stata attenzione ai ragazzi, ai giovani (di grande rilevanza la conclusione dell Agorà in Piazza Grande e in Duomo), alle famiglie, agli anziani, ai malati, agli immigrati, ai detenuti, ai nomadi, alle situazioni che richiedono particolare solidarietà: i cassintegrati, i disoccupati, e anche i terremotati dell Abruzzo, con le relative collette. E questa una Chiesa viva? Sembra proprio di sì! E una Chiesa preoccupata di andare senza indugio? L imput c é stato e la forza per continuare scaturisce dall Eucaristia vissuta, dall unità che l unico Cibo realizza e dalle preoccupazioni pastorali condivise (la edificazione della Chiesa attraverso l ascolto della Parola, la celebrazione dell Eucaristia, l impegno caritativo); preoccupazioni espresse dai tanti preti, diaconi, religiose e religiosi, catechisti, accoliti, lettori, ministri della Comunione, animatori, membri di tante associazioni e movimenti laicali che, proprio intorno all Eucaristia si sono Un popolo eucaristico incontrati. I numeri non sono l unico metro di valutazione di un, ma non sono prive di significato le sale, le chiese, le strade, le piazze piene di gente che prega, che canta, che sta insieme intorno a Cristo Signore. C erano i piccoli, gli anziani, i giovani, gli sposi; venivano dalle più diverse estrazioni sociali e da tutte le zone della Diocesi (dalla Bassa alla Montagna ), con i ruoli civili ed ecclesiali più diversi. E stata la manifestazione della Chiesa che é in Modena. Si é visto un popolo animato dallo stupore eucaristico.

2 2 Domenica 21 giugno 2009 NostroTempo Istantanee di un giorno di festa Riflessioni sulla Parola Perché avete paura? (Marco 4, 40) G.G. Quello di Marco é un racconto vivace, incisivo. La tempesta, il mare agitato danno proprio l immagine di una situazione non dominabile, che sfugge al proprio controllo e che quindi fa sentire bisognosi di punti di appoggio, di riferimenti sicuri. Nasce così l insicurezza e si genera la paura. Alla paura si unisce allora l urlo di spavento, l invocazione accorata che manifesta il bisogno: Affoghiamo! Siamo in pericolo estremo! Non ti importa che siamo perduti? Datti da fare, tiraci fuori da questa situazione. Noi siamo impotenti!. C é uno solo, nel quadro presentato, che addirittura... dorme; é fuori da ogni paura, domina perfettamente la situazione. Sembra addirittura snobbare il pericolo... Chi riesce a stare calmo dentro alla tempesta? Chi riesce a dominare le forze del male, senza soccombere, ma anche senza eccessivamente meravigliarsi della sua presenza nel mondo e nella storia degli uomini? Solo chi é più forte e riesce a dominarle é capace di tanto: Dio, il Signore, colui che tiene tutto nelle sue mani, colui che possiede le chiavi del mondo e del cuore dell uomo. Infatti é Lui il Signore che comanda: Taci! Calmati!. E gli elementi scatenati gli ubbidiscono, subito, del tutto. C era stato un piccolo accenno di fiducia nelle parole dei discepoli; l avevano invocato, nel momento del pericolo: maestro!. E già il riconoscimento di una superiorità. Ma non é ancora una fiducia piena, una fede capace di neutralizzare la paura. Tanto che li raggiunge il rimprovero: perché avete paura? non avete ancora fede?. La paura é veramente l alternativa della fede. Se non c é un po di fede in Dio, le fatiche del vivere sono insopportabili, la disperazione prende il sopravvento, tutte le situazioni di morte non sono comprensibili, il male é avvertito come realtà non contrastabile. Siamo tutti in una barca scossa dalla tempesta, tutti avvertiamo la presenza del male, dentro di noi, intorno a noi. Se siamo realisti ci rendiamo conto della nostra fragilità e dei nostri limiti. Da soli non ce la facciamo. Abbandonati a noi stessi, la paura vince e con la paura la disperazione e la morte. Occorre accorgersi che la barca non é abitata solamente da noi, ma da una presenza autorevole, affettuosa, certamente misteriosa, non per questo meno vera e meno reale ed efficace. C é una presenza cui stiamo a cuore, che ci toglie dalle situazioni di morte, che ci salva continuamente, che dona serenità, che si manifesta; basta che guardiamo in profondità, basta che creiamo una situazione di ascolto, basta che siamo capaci di invocazione, di affidamento. Possiamo credere in questa presenza, tenerne conto e allora la paura svanisce e la morte, lo sappiamo, viene sconfitta.

3 NostroTempo Domenica 21 giugno L eucarestia Grande nella partecipazione di fedeli alla celebrazione del Corpus Domini. vitapoggio Nonostante il caldo torrido per tre ore oltre 3mila persone sono rimaste in piazza Grande e in Duomo per l eucarestia, la processione per le vie del centro storico e la solenne benedizione mariapia cavani Quasi 3000 persone (i più alla ricerca dell ombra), domenica scorsa in piazza Grande per la celebrazione conclusiva del IV Congresso Eucaristico diocesano e circa 500 a cercare riparo in Cattedrale dal sole cocente. Nonostante la calura, però, l assemblea ha seguito in modo attento e partecipe la celebrazione. Già dalle 17 i posti in Piazza Grande erano impegnati: corali e musicisti in primis, posizionati sotto l arcivescovado, ma anche singoli fedeli e gruppi parrocchiali, ciascuno con un segno di riconoscimento. I rappresentanti dell Ordine di Malta, i Cavalieri del Santo sepolcro e i decorati pontifici nelle prime file. Silenzio, raccoglimento e partecipazione sentita: questo il tratto principale della celebrazione, immediatamente colto da tutti i presenti. A presiedere la celebrazione il cardinale Silvano P i o v a n e l l i, a r c i v e s c o v o emerito di Firenze; all altare, insieme a mons. Cocchi, anche i modenesi mons. Germano Bernardini e mons. Sergio Govi, vescovi missionari emeriti, il vicario generale mons. Paolo Losavio e i vicari episcopali don Giacomo Morandi e don Sergio Casini. Oltre un centinaio i sacerdoti concelebranti; presenti quasi tutti i diaconi, numerosi anche i ministri istituiti e di fatto che hanno preso parte alla celebrazione. Molte le religiose e presente in Piazza Grande anche un folto gruppo di bambini della Prima Comunione. Nel suo intervento iniziale mons. Cocchi ha presentato il cardinal Silvano Piovanelli, manifestandogli la sua gratitudine e quella di tutta la Chiesa modenese per aver accolto l invito a presiedere la celebrazione del Corpus Domini, accettando contemporaneamente anche qualche disagio. Mons. Piovanelli ha detto mons. Cocchi è un toscano vero, nato nella zona del Mugello, che ha compiuto gli studi a Firenze, dove nel 1947 è stato ordinato sacerdote. Conobbe direttamente la condizione della periferia di Firenze; nel 1948 fu chiamato ad assumere un incarico che avrebbe segnato per sempre la sua vita di educatore e di pastore: vice Rettore del Seminario minore. Erano anni, anche per Firenze, di q u a l c h e preoccupazione, per le prospettive non s e m p r e favorevoli e tranquille, sia sul piano sociale che per il sorgere di nuove correnti ed idee. Era però anche un tempo nel quale si potevano incontrare a Firenze, oltre al card. Dalla Costa, anche Giorgio La Pira, mons. Enrico Bartoletti, don Bensi e mons. Piovanelli, che in quegli anni sempre più si è dedicato alla predicazione di ritiri ed esercizi spirituali per i sacerdoti. Il 18 marzo 1985 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato arcivescovo di F i r e n z e. Sappiamo - ha detto ancora mons. Cocchi - che egli ci dirà parole che n a s c o n o dalla sostanza, da quanto ha sperimentato e porta nel cuore. Ho trovato in rete un suo testo, scritto forse a conclusione di un pellegrinaggio. Dice: alla chiusura del Giubileo desidero consegnarvi bisaccia e bastone per il cammino che è la vita. Una bisaccia che per non affaticarci deve contenere solo l indispensabile, il pane della Parola e il Pane dell Eucarestia che ci invitano a vivere non cercando il proprio interesse, ma il bene degli altri. Insieme alla bisaccia il bastone, che simboleggia l ap- dei fratelli. Un invito preciso, valido anche per noi ha concluso mons. Cocchi - a conclusione del pellegrinaggio che è stato il Congresso Eucaristico. Dal libro dell Esodo la prima Lettura, Salmo responsoriale dal n. 115, dal capitolo 9 della lettera agli Ebrei la seconda Lettura e il vangelo secondo Marco: l istituzione dell Eucarestia. Ricca di spunti l omelia del cardinale (vedi nella pagina seguente). Ordinata e partecipe la processione: mentre la testa rientrava in Piazza Grande, la coda ne era appena uscita. Un vero momento di Chiesa che ci auguriamo come ha ricordato mons. Cocchi nel suo intervento finale, possa segnare non una fine, ma un inizio ed uno stimolo per la comunità cristiana modenese. Alla fine, della celebrazione, verso le 20,30, l appello per la richiesta di aiuto è stato subito raccolto: grazie agli Scout e ad altri volontari, già alle 21 la piazza era stata quasi completamente liberata da sedie ed attrezzatture. I tanti grazie del Vescovo Monsignor Benito Cocchi è intervenuto all inizio e alla fine della celebrazione. Un vero rendimento di grazie al Signore e ai presenti, senza dimenticare chi ha lavorato per la riuscita del Congresso Eucaristico Alla fine della celebrazione mons. Cocchi ha di nuovo preso la parola, per i ringraziamenti conclusivi. Il congresso Eucaristico nella sua espressione anche esteriormente più visibile ha detto - è ormai concluso. In questo momento sentiamo il dovere di ringraziare. Di ringraziare il Signore, che ci ha favorito con un tempo sereno. Ringraziamo il card. Silvano Piovanelli per la sua presenza e per la sua testimonianza. Grazie per la sua testimonianza di fede che abbiamo colto nell omelia, nell intensità della preghiera, dell adorazione durante la processione. Ringraziamo poi prima di tutti mons. Losavio, vicario generale, che per molti mesi ha lavorato per ideare e realizzare questa solenne celebrazione, da tutti attesa. Grazie a lui e a quanti hanno collaborato per organizzare le tre conferenze che hanno trattato temi non direttamente religiosi, ma che, proprio per la concomitanza con il, hanno ricordato a tutti noi che per un cristiano non deve esistere una separazione tra adesione al Vangelo e presenza nella società: distinzione, sì, separazione no. Grazie ai vicariati che hanno accolto l invito a fare con tutte le parrocchie un giorno d e d i c a t o all adorazione. Numerose le p e r s o n e che devot a m e n t e h a n n o partecipato alle celebrazioni. Grazie a chi ha progettato ed attuato la preparazione materiale, a chi ha allestito la piazza, la processione, le molte celebrazioni della settimana che termina oggi e che hanno incontrato tante diverse realtà della nostra diocesi. Grazie alle comunità cattoliche straniere, presenti in gran numero anche oggi, a cui diciamo che sentiamo preziosa in città la loro presenza di fratelli. Grazie a quanti hanno partecipato ai diversi momenti: giovani, adulti. Grazie alle autorità civili, per l accettazione di tutte le nostre richieste con la massima disponibilità: le abbiamo misurate affinchè fossero ingombranti nella misura strettamente necessaria e, comunque, sono state accolte tutte senza problemi: grazie al Comune di Modena per la concessione della Piazza, alla Protezione civile, alle forze dell ordine, alla Polizia Municipale. Grazie a chi ha pregato per la riuscita di questa celebrazione, grazie a chi ha fatto quotidianamente ore di adorazione: un esperienza che alcuni stanno cercando di rendere perpetua nella nostra città. Grazie alle corali, riunite a quella della cattedrale per accompagnare la celebrazione con grande dignità. Anche per dare un seguito a questi mesi di riflessione e di preghiera ha concluso l arcivescovo - ci auguriamo che il Congresso non termini qui, ma vi sia il tempo per chiedersi che cosa significa l accettazione della lunga preparazione, che ha interessato la periferia della Diocesi; la partecipazione dei vicariati; l iniziativa sorta dalla volontà di diverse persone di rianimare le Quarantore, che per secoli sono state una delle feste maggiormente sentite, anche nelle parrocchie di piccole dimensioni. Grazie a tutti i fedeli ha concluso - che oggi hanno partecipato a questo importante momento di vita della Chiesa modenese.

4 4 Domenica 21 giugno 2009 NostroTempo Lo riconobbero nello spezzare il pane e partirono senza indugio L omelia del Cardinale Silvano Piovanelli alla celebrazione del IV Diocesano Saluto nel nome di Cristo Gesù, al quale io servo da tutta la mia vita, questa comunità tutta bella e gloriosa nella contemplazione del grande mistero dell Eucarestia, più intensamente raccolta - per via della celebrazione del suo IV attorno al suo Signore e Maestro il Cristo Gesù, il quale le ripete : Io sono il Pane della vita! chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna! : Ascolto con attenzione e stima il vostro carissimo Arcivescovo che dice a me e a tutti La celebrazione avviene a conclusione del biennio pastorale Testimoni di Gesù Risorto oggi a Modena e vuole sollecitare tre obiettivi: la corretta comprensione del mistero eucaristico, come culmine e fonte della vita cristiana, della sua testimonianza e della sua capacità di farsi attenta agli altri; la diffusione più capillare dell adorazione eucaristica e della visita al Santissimo Sacramento; un intensa preghiera per le vocazioni sacerdotali e le vocazioni laicali, testimoni di Gesù risorto nella Chiesa nel mondo. Un programma nato dalla riflessione, dalla preghiera e dall ascolto fatti in questo biennio. Mi rivolgo al Padre da cui discende ogni dono perfetto e, affidandomi alla promessa di Gesù nostro Mediatore, chiedo che lo Spirito scenda su di me e su di voi perché io vi parli secondo la mente di Dio e per tutti noi la fede e la carità, cui nulla è da preferire, siano veramente tutto (Ignazio di Antiochia). Abbiamo ascoltato la parola di Dio. Gesù chiede dov è la stanza in cui celebrare la Pasqua con i discepoli. La Pasqua è celebrata da Gesù nel cuore di ogni uomo, in ogni chiesa, famiglia, parrocchia. Il tema che avete scelto per il Congresso dice bene come possiamo offrire la stanza della nostra vita alla Pasqua del Signore. Il tema del vostro congresso eucaristico è Lo riconobbero nello spezzare il pane e partirono senza indugio. Sapete bene qual è il soggetto di questo lo riconobbero. I due discepoli di Emmaus, cosiddetti perché, proprio la mattina di Pasqua la prima domenica della storia erano in cammino per tornare a casa. Perché rimanere a Gerusalemme, se il maestro che aveva acceso di speranza il loro cuore era finito così male? Condannato a morte, crocifisso tra gli scherni dei suoi nemici, le beffe dei soldati dei dominatori romani, morto e sepolto e sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Com è facile assomigliare ai due discepoli di Emmaus, in questa prima fase della loro storia! Per tutti c è la tentazione della delusione, dello spegnersi delle speranze, del crollo degli ideali. e allora si ritorna ad Emmaus, cioè a vivere nel nostro piccolo mondo antico, cercando le nostre piccole soddisfazioni, non sognando più gli ideali che, forse, hanno in qualche momento fatto palpitare il cuore. Anche nelle corse capita che, ogni tanto, qualcuno si ritira: nella corsa dello Spirito è ancora più facile ritirarsi, rinunciare, mettersi da parte, andarsene, magari tristi, come il giovane ricco del Vangelo. E una domanda che colpisce me e ciascuno di noi: anche tu ti sei ritirato, ti sei rassegnato a vivere nella mediocrità e nel piccolo cerchio dei tuoi egoismi? Ma i due di Emmaus ci dice l evangelista Luca nell ultimo capitolo del suo vangelo alla fine lo riconobbero nello spezzare il pane, cioè nell Eucarestia. Quel riconoscerlo è alla fine di un cammino: Gesù, come uno sconosciuto pellegrino, li accompagna, si interessa dei loro problemi, intesse con loro un colloquio e, nonostante non lo riconoscano, spiega loro cominciando da Mosè e da tutti i profeti, quanto in tutte le Scritture si riferiva a lui. Il cammino è lo stesso anche per noi. Gesù ha detto Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Egli è con noi Emmanuele e non sta in silenzio, è sempre la Parola. E lo Spirito Santo, che Gesù ci manderà dal padre, ci farà memoria di tutto quello che Egli ha detto. L accoglienza di questa Parola è la risposta all iniziativa dell amore di Dio. Infatti Gesù dice i miei discepoli sono coloro che ascoltano e mettono in pratica la Parola di Dio. E allora quale posto ha il vangelo, la Parola di Dio nella tua vita? Sicuramente la ascoltate con attenzione, come state facendo ora, nella Liturgia. Se posso permettermi una raccomandazione, ponetevi tutta l attenzione di cui siete capaci. Che cosa può fare la Liturgia della parola intensamente vissuta in ogni Pasqua settimanale. Noi sacerdoti abbiamo la responsabilità enorme di proclamare e presentare in modo efficace la Parola del Signore. Poiché Papa Benedetto indirà venerdì 19 giugno, festa del Sacro Cuore, l anno sacerdotale, coglietelo come occasione, fratelli laici e religiosi, per pregare per i vostri sacerdoti e per i sacerdoti di tutto il mondo: che non manchino mai questi pastori del gregge di Cristo e questi annunciatori del vangelo a quanti non lo conoscono e che crescano nella fede e nell amore, e siano pronti a giocare la loro vita nella fedeltà a Cristo e nel servizio degli uomini. Ma a parte la liturgia della parola nella celebrazione eucaristica il vangelo, la lettura della Parola, ha uno spazio anche nella tua vita personale e familiare? Che grazia se c è una lettura della Sacra Scrittura in famiglia o in un gruppo di catechesi! Ma per ognuno c è realmente la possibilità di illuminare il proprio cammino con la luce della Parola. Ricordo una raccomandazione fatta all inizio del nuovo millennio nella mia diocesi: sul foglietto c era scritto nessun giorno senza la sua Parola. E prendendo un invito di S. Agostino in una lettera a un giovane, consacra ogni giorno 5, 10 minuti alla lettura della Parola, tieni la Bibbia sul tuo comodino, prendi una biro e segnati tutte le parole che ti fanno palpitare il cuore, in modo che ogni volta che apri quella pagina, la parola ti apparirà luminosa e si inciderà nel tuo cuore sempre più profondamente. E non aver paura di mettere punti interrogativi e domandare il significato al parroco o a qualcuno che può aiutarti. Allora anche per voi come ai discepoli di Emmaus, si aprirà il significato e comprenderete, perché avrete fatto questo cammino. La fedeltà a questo piccolo impegno rivoluzionerà la tua esistenza, perché il Vangelo cambi la vita. Lo riconobbero nello spezzare il pane. La Parola ha potremmo dire la sua consumazione nel sacrificio eucaristico. Le parole che tu ascolti e che custodisci nel cuore ti fanno riconoscere la parola, il verbo fatto carne. Ci dice il papa Giovanni Paolo II nella sua ultima enciclica Ecclesia de Eucharistia (5) L intero Triduo Pasquale è come raccolto, anticipato e concentrato per sempre nel dono eucaristico. In questo dono Gesù cristo consegnava alla Chiesa l attualizzazione perenne del mistero pasquale. Con esso istituiva una misteriosa contemporaneità tra quel Triduum e lo scorrere di tutti i secoli. Questo pensiero ci porta a sentimenti di grato e grande stupore. C è nell evento pasquale e nell Eucarestia che lo attualizza nei secoli una capienza davvero enorme, nella quale l intera storia è contenuta, come destinataria della grazia della redenzione. Due le parole da sottolineare: la contemporaneità e la capienza. Attraverso l Eucarestia ognuno diventa contemporaneo di Cristo sul calvario, unito a lui. La capienza abbraccia tutto e tutti, le storie, i dolori e i problemi di ciascuno. Siamo contemporanei di Cristo e qui tutto si raccoglie. San Paolo nella lettera ai Romani scrive che per coloro che amano Dio tutto concorre al bene. Non c è nulla che non ci faccia bene. Ora capisco perché il Concilio Vaticano II nella costituzione liturgica (SC 10) definisce questo mistero come il culmine verso cui tende l azione della Chiesa e, insieme, la fonte da cui promana tutta la sua virtù. Il culmine: il momento più alto, più fecondo, più luminoso, più esaltante della Chiesa. Il momento in cui la Chiesa è quello che deve essere: contemplazione, ringraziamento, accoglienza dell amore: la Sposa pronta per il banchetto di nozze dell Agnello. Diceva il papa Paolo VI: Quando lasciamo che questa soave e tremenda verità entri nelle nostre coscienze, noi non possiamo più rimanere indifferenti, impassibili e tranquilli: Lui è qui! Il nostro primo sentimento è di adorazione e di esultanza e quasi di confusione: che cosa dobbiamo fare? Che cosa dobbiamo dire? Cantare? Piangere? Pregare? O forse tacere e contemplare, come Maria, sorella di Marta tutta agitata e sollecita di servire il Signore, mentre ella, Maria, seduta ai piedi di Gesù, lo ascoltava parlare? Di qui nasce il culto eucaristico (Paolo VI, 13 giugno 1974). Da qui nasce anche l adorazione, posta dal vostro vescovo tra i tre obiettivi del Congresso. Proprio perché è il culmine, l Eucarestia diventa la fonte della vita cristiana. E facile a capirsi: Gesù ti ama fino al punto di dare tutto se stesso. Che fa il cristiano consapevole? Cerca di rispondere al dono che riceve: Lui ti ama interamente e tu ti doni interamente a Lui. Il Signore domanda che tu ti doni interamente a Lui. Mio discepolo dice Gesù è colui che rinnega se stesso, prende ogni giorno la sua croce e mi segue. Un vecchio libro a fumetti Il piccolo san Placido (uscito a Parigi negli anni 50) presentava la vita del giovane monaco discepolo di san Benedetto con i fumetti; in una pagina che presentava il monaco Placido in sagrestia dopo la Messa, si leggeva il commento: la liturgia cadeva su di lui come uno stampo. L Eucarestia col suo ritmo settimanale o anche quotidiano è lo stampo della nostra vita. Ognuno di noi è invitato ad ascoltare quello che il santo vescovo Agostino diceva alla sua gente: diventate quel che celebrate. Intorno alla Ghirlandina Fatti e personaggi della diocesi di Modena-Nonantola OGNI GIOVEDì ore 21 su ANTENNA 1 L E u c a - restia è in primo luogo ringraziamento: diventa continuo rendimento di grazie a Dio. Ringrazia per tutto: per il tuo corpo, la tua intelligenza, il tuo cuore, la tua famiglia, la tua parrocchia; la natura, le molte cose positive che tu vedi nel cammino dell umanità. Ringraziare anche per la sofferenza? Se uno ama veramente il Signore Gesù crocifisso e risorto, se uno si fida pienamente di un Dio che non tradisce mai le sue creature, può arrivare a dire nel proprio cuore quello che diceva un mio bravo compagno di seminario e di sacerdozio conosciuto a Firenze come don Cuba : Dio mi ama e tutto quello che mi accade è la cosa migliore per me!. Ma l Eucarestia è anche offerta di noi a Dio. Tanti commenti evidenziano la dossologia: per Cristo, con Cristo e in Cristo a te Dio padre onnipotente ogni onore e gloria... Ecco perchè la Messa domanda che in ogni Messa noi ci uniamo intimamente a Cristo per diventare offerta a Dio gradita. Nella misura in cui ci uniamo a Cristo nell offerta di noi tessi, noi non deludiamo il Signore e realizziamo proprio quello che Dio vuole. Lui è diventato nostro, si è di nuovo incarnato. Io lo offro al Padre. Ma perché si celebra ogni giorno? Il Signore ha celebrato una sola volta. La Messa però non si ripete, si ripresenta. Noi offriamo la nostra piccola offerta in questo momento storico. Allora, quando il sacerdote alza la patena, è il momento di dire forte amen. S. Agostino diceva che quando l assemblea dice amen, sottoscrive l offerta di Cristo, aggiungendo la propria e tremano le mura della chiesa. Non c è un altro modo di rispondere al Signore se non amando i fratelli; l Eucarestia è diventare pane spezzato per i fratelli: ognuno si fa mangiare come Gesù. L espressione è forte, ma pensate a quel che ha detto Gesù, dopo aver lavato i piedi ai discepoli, dinanzi a Pietro e agli altri apostoli che non credevano ai loro occhi: Come ho fatto io, così fate anche voi. Fatevi stampare dall Eucarestia, per essere ringraziamento continuo a Dio che ci ama e ci dona il Figlio nello Spirito. Ricordando una frase citata spesso da don Facibeni: io devo diventare come Gesù un pane che si fa magiare, un vino che si versa e si fa bere, una persona che si dona e quando si presentano soccorre i bisogni dei fratelli. I sacerdoti lo fanno col loro impegno, le religiose con la loro vita, i membri delle associazioni col loro carisma. ma tutti si devono far mangiare, donandosi agli altri. Maria, offerta come madre a Giovanni sul Calvario, presente in ogni Messa è madre che aiuta la risposta dei suoi figli all amore che Dio dona. Fatevi aiutare da Maria e rispondete a Gesù. Alle nozze di Cana lei ripete: fate quello che lui vi dirà e il miracolo fiorisce nella vita di chi ha il coraggio di fare quello che lui dice. Nel vostro Congresso eucaristico molte volte avete ascoltato quello che fecero i discepoli di Emmaus: partirono senza indugio. Anche Maria dopo l annuncio dell Angelo Gabriele partì in fretta verso la regione montuosa, per trovare la cugina Elisabetta. Cristo Gesù nell Eucarestia continuamente ripresenta quello che ha fatto per la nostra salvezza a gloria del Padre. Maria, a cui Gesù dalla croce ci ha consegnati come figli, ci prenda per mano e ci aiuti a partire senza indugio per obbedire al suo esempio e seguirne le orme. Amen. a cura dell Ufficio diocesano Comunicazioni Sociali in collaborazione con

5 NostroTempo Domenica 21 giugno La solennità del Corpus Domini ha costituito il momento culminante e conclusivo del IV diocesano, ma la settimana dall 8 al 14 giugno ha visto articolarsi varie proposte rivolte a diverse categorie di persone. Si è trattato di momenti indirizzati sia a chi già all interno della nostra chiesa locale è impegnato e partecipa all unica missione evangelizzatrice (gli operatori pastorali, i sacerdoti, i ministri istituiti e i diaconi, le persone consacrate, i religiosi ) sia a quanti sono destinatari dell azione pastorale della chiesa modenese (le famiglie, i giovani, i bambini e i ragazzi, gli ammalati e gli anziani, le comunità di stranieri presenti a Modena ) con un attenzione particolare a chi vive in particolari situazioni, come i carcerati e i nomadi. Iniziative che si aggiungono a quelle delle scorse settimane sviluppate a Modena e nei vari vicariati della diocesi.l immagine che esce da questi incontri, secondo le indicazioni in più occasioni formulate dall arcivescovo mons.benito Cocchi, è quella di una comunità di cristiani che non si chiude in un proprio ambito ristretto ma, piuttosto, si sente inviata ad annunciare la novità di vita che è conseguenza dell accoglienza nella propria esistenza del Signore. Una novità che si alimenta nell Eucaristia e che rende i discepoli pronti a riconoscere Gesù nello spezzare il pane per poi partire senza indugio ad annunciarlo. La celebrazione del Congresso Eucaristico nel carcere di Sant Anna: il messaggio del Vescovo e la risposta dei detenuti Mariapia Cavani Cancelli, i necessari controlli, le borse e i telefoni lasciati all ingresso: è Adriana Luppi, volontaria storica di Porta Aperta al carcere, che mi guida all ingresso della casa circondariale. Dentro è già quasi tutto pronto per la celebrazione, detenuti e detenute hanno preso posto nel salone preparato per l occasione, c è un disegno preparato da loro che abbellisce l altare. Come don Angelo Lovati, che regolarmente cura la pastorale in carcere, ci fa notare, ci sono anche non cattolici, anche musulmani alla celebrazione. E questo è un segnale importante. All altare, con mons. Cocchi, ci sono anche mons. Losavio, don Lovati, padre Ivan Martini, della diocesi di Carpi e il diacono Massimo Cavazzuti, anche lui Siete venuti a visitarmi solo incaricato della cura pastorale al S. Anna. Il Vangelo è il brano del giudizio: avevo fame, avevo sete, ero straniero, malato, carcerato Questo è il criterio sottolinea monsignor Cocchi secondo il quale tutti saremo giudicati, e non per il numero di celebrazioni a cui avremo partecipato. E il Signore di cui ci prendiamo cura ogni volta che lo facciamo per in fratello in difficoltà, e questo bene compiuto ha effetti anche su di noi. Vogliamo dire la nostra presenza accanto a voi, che state pagando il vostro debito con la società, perché non vi sentiate abbandonati. Per questo una celebrazione del Congresso eucaristico si svolge qui, per raggiungere chi non potrà essere presente in cattedrale.. Il dolore è un filo conduttore sia della preghiera dei fedeli che dei saluti, rivolti dai detenuti alla fine della celebrazione. Il dolore per la propria situazione, per la distanza dai propri cari. Il dolore per il dolore causato agli altri. Ma insieme ci sono la speranza, il desiderio di una vita diversa, di non essere lasciati soli in questo percorso. Nella preghiera c è il ricordo per gli educatori, per i volontari, per le guardie carcerarie e il direttore, per i legislatori, perché ciascuno di loro sappia svolgere nella maniera più alta il proprio compito Non è la prima visita di mons. Cocchi in carcere, celebra sempre nelle solennità: si vede che è atteso, ci sono saluti preparati, preghiere. C è il bisogno, forte, tangibile, di comunicare e anche il momento dello scambio di pace diventa l occasione in più per un sorriso ed un incontro. Luigi legge un testo, anche a nome degli altri amici. Molti di noi in chiesa non ci sono mai andati e ora che ci troviamo in carcere ci rechiamo alla Messa per incontrare gli amici in quanto non abbiamo la possibilità di vederli in altre circostanze. Questo ci fa riflettere di come è grande Dio, in quanto poi alla prossima santa Messa ci rechiamo non per incontrare gli amici, ma anche per ascoltare la parola di Dio nostro Padre e questo per noi è un passo importante per avvicinarci a Dio nostro e avere fede. E lei, padre Benito, ogniqualvolta viene qui, la sua presenza è per noi un segno di speranza che non siamo soli. In questo luogo la fede vive e la sua e la nostra presenza lo confermano. [..] Sappiamo che in Modena si sta svolgendo il 4 Congresso eucaristico diocesano, così anche noi ci sentiamo partecipi e a lei ci uniamo nel- L immagine realizzata dai detenuti della casa circondariale, che decorava l altare nella celebrazione con il Vescovo. la preghiera, perché il corpo e il sangue di Cristo ci aiutino a conservare e ampliare la nostra fede in Dio, a non perdere la speranza, la fiducia e l ottimismo per il domani. Una lacrima mi vela lo sguardo. E se la differenza tra loro e me fosse solo in un soffio di fortuna? Una Chiesa vicina La visita al campo nomadi: il Vescovo Benito ha voluto benedire tutte le piazzole. Alla celebrazione presenti anche alcuni vicini modenesi Ora la microarea ha la sua strada, via Django, Django Reinhardt, il jazzista sinti che ha tracciato un capitolo di storia della chitarra jazz. L arcivescovo arriva e la prima richiesta per lui è quella che siano benedette le aree in cui vivono le famiglie. Un percorso condiviso, mi raccontano sia gli operatori che i nomadi residenti quello che ha portato da una campo enorme a diversi piccoli campi. Perché la storia dei sinti di Modena anche se noi non lo sappiamo è intrecciata da sempre a quella della città stessa. Efrem De Barre è un punto di riferimento della piccola comu- nità. Ci ricorda che gli abitanti di queste aree sono citadini modenesi da generazioni, che i figli vanno a scuola regolarmente e che, però, diventa difficile trovare un lavoro, uno qualunque, quando dici che vivi qui. Anita invece è la decana della famiglia, ha 83 anni e ricorda con il sorriso i tempi in cui lei e la sua famiglia erano artisti di strada, saltimbanchi e andavano ad animare le serate nelle osterie, al Bacino (qualche modenese ricorda ancora di cosa stiamo parlando?). Anita ricorda il marito, prigioniero 4 anni in Germania: Quando lo vestirono, io gli dissi che sembrava stesse partendo per una festa più che per la guerra. E lui mi disse che la patria è come la madre e che quindi va servita ed onorata anche in quel modo.. la patria.. Ho sempre insegnato il rispetto, l amore ai miei figli ed ai nipoti. Ho sempre pregato per la pace e perché tutti avessero almeno un pezzo di pane da condividere. L arcivescovo, insieme a mons. Paolo Losavio, don Giuliano Gazzetti e don Giuliano Barattini, accompagnato dall assessore Francesca Maletti, da Fabio Poggi, presidente della circoscrizione, e dagli operatori del comune che si occupano dei sinti modenesi, incontra anche suor Carla Osella. La religiosa piemontese è tra i fondatori di AIZO, Associazione italiana zingari oggi (www.aizo.it), una onlus fondata da sinti e gagè (come i sinti chiamano le persone non sinti) che si occupa di integrazione del popolo rom e sinto, con 25 sedi in Italia e legami con associazioni simili in Europa. Carla accompagna il gruppo nella benedizione delle aree, l arcivescovo si sofferma con i bambini ed ha una carezza ed un sorriso per ciascuno di loro, poi guida la preghiera. Mons. Cocchi commenta il vangelo dei discepoli di Emmaus, dicendo che il Signore spesso ci cammina accanto senza che ce ne accorgiamo, e aggiunge che ci sono valori profondi nella vita dei sinti, che i cristiani modenesi possono e vogliono condividere. Arriva anche il responsabile del campo di via Bellaria e chiede a mons. Cocchi di recarsi a benedire anche le loro case, invito raccolto con piacere. Nella preghiera si ricordano i morti sinti della seconda guerra mondiale tanti e senza più traccia alcuna il barò rasai, il grande prete, Benedetto XVI e i rasai di Modena che sono presenti, le famiglie e i bambini. Anche Anita esprime la sua preghiera, per la pace nel mondo e per il cibo e la serenità in ogni famiglia. La presenza al campo, all interno del Congresso eucaristico, diventa un segno di rinnovata vicinanza della Chiesa di Modena per questi cittadini che vivono ancora nascosti, con l auspicio che si tratti davvero della prima tappa di un cammino di conoscenza. Il pregiudizio è ancora forte, ma alla celebrazione è presente una coppia di vicini di casa, m o d e n e s i che abitano a pochi metri di distanza e che, grazie alla nuova sistemazione dei campi, convivono senza problemi con le famiglie sinti.

6 6 Domenica 21 giugno 2009 NostroTempo Un grande successo per la conferenza di padre Raniero Cantalamessa nella chiesa restaurata di San Biagio: oltre 700 persone per gustare le parole del francescano che ha tratteggiato il rapporto tra eucarestia e comunità cristiana Paolo Seghedoni Una grande folla di popolo ha accolto, mercoledì 10 giugno in San Biagio, padre Raniero Cantalamessa, il francescano predicatore della casa pontificia, che è intervenuto per parlare del rapporto tra eucarestia e comunità. Oltre 700 persone hanno letteralmente gremito la chiesa, la sacrestia e il sagrato, per ascoltare le parole di padre Cantalamessa e per gustarne il fascino. Se potessi credere in quello a cui credete voi cristiani ha esordito il francescano, parlando di un suo conoscente ovvero che nell ostia consacrata c è il Figlio di Dio, cadrei in ginocchio e non mi rialzerei più. Se dal vostro ci fosse come frutto anche solo il prendere consapevolezza che nel tabernacolo c è Gesù, questo sarebbe già un frutto Le parole di mons. Giuseppe Verucchi alle associazioni, gruppi e movimenti E stato mons. Giuseppe Verucchi a presiedere, nel pomeriggio di venerdì 12 giugno in cattedrale, la celebrazione eucaristica dedicata in modo particolare ad associazioni, movimenti e gruppi nell ambito del diocesano. In un duomo gremito da parte delle realtà aggregate presenti nella nostra diocesi, l arcivescovo di Ravenna-Cervia ha tratteggiato alcune caratteristiche e applicazioni per le associazioni e i movimenti ecclesiali derivanti dalla Parola di Dio. A partire infatti dalla consapevolezza di una origine comune Il dono più grande Dio all eucarestia si esprime soprattutto nell offertorio e nella comunione. Sull altare, nell offertorio, c è anche il attraverso l eucarestia. Si tratta di prendere sul serio quello che c è nella Scrittura. Padre Raniero ha poi concluso il suo inter vento, seguito con grande attenzione dai fedeli nonostante la grande folla e il gran caldo: Gesù vuole offrire al Padre il dono più grande, la sua vita, la l ottavo giorno, è quello dedicato in modo speciale all eucarestia: Nei primi secoli ha ricordato padre Raniero la domenica era giorno del Signore, ma non giorno di riposo. Allora c era il senso misterico di celebrare la resurrezione di Cristo, più tardi, con la domenica festiva, si è accentuato il senso morale di santificare la festa più che di celebrare il mistero della resurrezione. Oggi dobbiamo riscoprire questo significato, come i primi cristiani. Dobbiamo uscire di chiesa trasformati, anche noi sacerdoti dobbiamo accentuare maggiormente il tema della gioia che deriva dall eucarestia. Da ultimo il francescano ha ricordato il senso della festività del Corpus Domini: Perché, nel 1264, è stata istituita questa solennità? Proprio per mantenere vivo, tra i cristiani, il senso dello stupore e della meraviglia davanti all eucarestia, per non abituarsi. E, infatti, i testi liturgici di questa festa sono tutti improntati alla meraviglia, ci sono tanti punti esclamativi!. sufficiente. Padre Cantalamessa è entrato nel tema gradualmente: Un tempo, nel medioevo soprat- sua obbedienza fino alla morte, e ci chiede di mettere la nostra firma tutto, ma fino a un secolo fa, lavoro umano e il prete che nell eucarestia. ci si comunicava raramente, presiede è chiamato a mettere La firma sono le gocce d ac- ultimamente invece siamo sull altare la propria vita. qua nel vino e l amen che all eccesso opposto, si rischia Nella liturgia Gesù si offre dichia- r i a m o. di banalizzare l eucarestia. e chiede a tutti di unirsi a L a domenica, L eucarestia è frutto di tutto Lui: questo è il mio corpo e il popolo di Dio: tutti concorrono, il mio sangue, ma tutti i fe- come dice la Lumen deli sono sacerdoti, per coloro Gentium, all azione liturgica a cui offrono il proprio corpo, in virtù del proprio sacerdozio ovvero il proprio tempo, battesimale. Proprio il tema il proprio servizio, le proprie del comune sacerdozio dei capacità. Se nella consacrazione, fedeli, alla luce del battesimo, comunque, la differen- sarà quello del prossimo anno za tra sacerdozio ministeriale pastorale per la nostra diocesi, e sacerdozio battesimale sono è stato quindi particolarmente più evidenti, secondo Cantalamessa, proficuo questo approfondimento nella comu- di padre Cantalamessa: nione non ci sono più Commentando la lettera differenze: Il Papa fa la di Paolo ai Romani, quando comunione esattamente parla di offrire i vostri corpi come qualsiasi fedele. in sacrificio spirituale gradito Nella comunione la vita a Dio, san Pietro Crisostomo di Cristo diventa la mia parla di immensa dignità del vita (ci permette di fare sacerdozio cristiano, l uomo una appropriazione indebita è a un tempo vittima e sacerdote di Lui) e viceversa. di sé stesso. Questa Per questo Cristo fa sue partecipazione del popolo di tutte le esperienze umane, Parti di un unico corpo e di una comune finalità, mons. Verucchi ha commentato il brano dell ultima cena spiegando che come i tanti grani di frumento e i tanti acini di uva formano il pane il vino, così l Eucarestia genera la comunione e l unità. La prima applicazione per voi ha aggiunto - è questa: tenere ciò che è buono e lasciare ciò che è sbagliato; per questo dobbiamo sempre esaminarci sia a livello personale che di aggregazione. L arcivescovo ha poi proseguito con alcune altre indicazioni: ogni associazione, movimento e gruppo deve vivere la propria vocazione in fedeltà alla Parola del Signore e a partire dal Magistero. Come Dio è uno nell amore e Trinità nella comunione, così nella Chiesa, nelle nostre parrocchie tutti noi dobbiamo essere specchio della Trinità a partire dalla nostra identità. Ci deve caratterizzare la stima reciproca; ogni aggregazione deve ringraziare per la bellezza e la presenza delle altre. Occorre inoltre ha detto ancora l arcivescovo modenese impegnato a svolgere il proprio servizio episcopale nella chiesa ravennate-cervese - accoglierci vicendevolmente proprio come stiamo facendo questa sera, sia nelle nostre parrocchie che in alcuni momenti fondamentali a livello diocesano, come la messa crismale e la festa di S.Geminiano. E necessario, inoltre sentirsi complementari; nessuna realtà nella Chiesa vive il tutto, così come nel corpo umano. Questo forse cambierà il nostro modo di guardaci a vicenda. Mons. Giuseppe Verucchi ha poi concluso le proprie riflessioni sottolineando come la diversit à dei compiti, dei ministeri e dei servizi ha come finalità una crescita della comunione ecclesiale.

7 NostroTempo Domenica 21 giugno Mons. Sergio Govi ha presieduto giovedì la S.Messa per gli ammalati e gli anziani Celebriamo questa eucaristia per condividere le nostre preghiere e le nostre preoccupazioni, soprattutto per le persone ammalate, sofferenti e anziane. Giovedì 11 giugno, l attenzione del Congresso eucaristico diocesano si è rivolta in modo particolare agli ammalati, agli anziani e alle persone che soffrono. Per loro, presenti in numero significativo in Cattedrale, è stata infatti celebrata la S.Messa delle ore 18 presieduta da mons. Sergio Govi, il vescovo modenese, appartenente all ordine francescano, per oltre 30 anni impegnato in Africa dove è stato vescovo di Bossangoa, nella Repubblica Centrafricana e attualmente presenza fissa presso l ospedale di Vignola. Nell omelia il vescovo ha iniziato parlando dell atteggiamento del cristiano nei confronti della Parola di Dio. Una Parola che non sempre conosciamo ma che, invece, deve sempre essere la luce che illumina il nostro cammino su questa terra. Mons. Cocchi, nell omelia della messa che ha aperto il ha detto che questa Le riflessioni di padre Raniero Cantalamessa proposte ai sacerdoti modenesi hanno dato l avvio all anno sacerdotale in diocesi L Eucarestia nella vita dei sacerdoti: su questo tema si è concretata la riflessione che padre Raniero Cantalamessa ha proposto giovedì mattina ai sacerdoti modenesi all interno degli incontri nella settimana del. Le riflessioni del sacerdote francescano hanno di fatto costituito l avvio dell anno sacerdotale (giugno giugno 2010) per la diocesi di Modena. Il predicatore ha proposto al clero modenese una catechesi mistagogica (cioè che entra nei misteri più preziosi) per cercare di comprendere concretamente cosa significa celebrare l Eucaristia, vertice del ministero sacerdotale e momento culminante in cui si esercita più compiuta- Una luce nella sofferenza settimana deve essere accolta come un dono e una grazia. Ricevere un dono: noi dobbiamo sapere quali sono i suoi effetti e, soprattutto, cosa produce in noi, ricordando che siamo stati creati a immagine di Dio per conoscerlo, servirlo e amarlo. Mons. Govi ha poi insistito sul fatto che per osservare quanto il Signore ci dice, occorre conoscere e seguire la sua voce e le verità di fede: per questo, è necessario avere in ogni casa, e soprattutto questo è un invito rivolto ai giovani, il catechismo d e l l a C h i e s a cattolica, che è un c o m - p e n d i o di tutte le verità che noi cristiani dovremmo conoscere, anche se spesso ci tocca osser vare che non è così. Q uesta f o r m a - z i o n e ha agg i u n t o ancora il vescovo emerito di Bossangoa si rende tanto più necessaria soprattutto nel momento in cui ci dobbiamo confrontare con persone che mettono in discussione la nostra fede. Mons. Sergio Govi è poi entrato nel merito della celebrazione eucaristica indirizzata in modo particolare alle persona ammalate, sofferenti e anziane. Nella mia vita- ha detto- sono stato per 32 anni in Africa, a contatto con una realtà bella ma anche dolorosa, dove la sofferenza è molto presente. Anche ora, nel servizio che svolgo presso l ospedale, sono spesso a contatto con la sofferenza e la malattia che possono essere di natura diversa; fisica, psichica o spirituale. Quel che mi preme sottolineare in questa occasione è ricordare che la sofferenza fa parte del mistero della vita: sentiamoci quindi stimolati ad avere un attenzione particolare per chi soffre o vive nella malattia. Spesso ci si sente rivolgere la domanda: perché la malattia e la sofferenza?. Ricordiamoci allora che Gesù non ha dato una spiegazione al dolore, ma nel dolore e nella sofferenza, morendo sulla croce, ha dato la sua prova suprema. Prima di giungere alla risurrezione c è quindi questo passaggio nel dolore, ma poi la risurrezione è per tutti noi, chiamati a risorgere insieme al Signore alla vera vita e alla salvezza. Stare in mezzo agli ammalati ha detto ancora mons. Govi - è per me una grazia e ritengo indispensabile incoraggiare i giovani a mettere nei loro programmi di crescita spirituale la visita agli ammalati: cerchiamo quindi di non dimenticarci di questi nostri fratelli. Chiediamoci anche: come assistere e avvicinare gli ammalati? Diceva in una intervista mons. Alessandro Maggiolini, già vescovo di Carpi deceduto di recente, che non ci si deve preoccupare di cosa dire agli ammalati: la persona sofferente ha bisogno piuttosto di sentire la vicinanza di qualcuno che si occupi di lui, che gli voglia bene e gli stia a fianco con affetto e comprensione, come un amico vero. Grazie quindi a tutti i volontari impegnati negli ospedali e nella visita agli ammalati. Gesù ha detto: Ero ammalato e siete venuti a trovarmi : ricordiamoci quindi che anche di questo dovremo rendere conto. Una parola il vescovo l ha rivolta poi agli anziani: Siamo ormai in tanti e per consolarci ha detto scherzando ci diciamo che l età non conta: in realtà l età conta eccome. E un cammino che compiamo durante la nostra vita, una storia che si compie. Poi il vescovo missionario ha citato ancora una volta la sua esperienza in Africa dove c è molta più povertà materiale, ma dove esiste forse una sensibilità più forte della nostra. Lo dico pensando al rispetto che gli africani hanno per le persone anziane, coloro che hanno tracciato un cammino e ai quali si deve guardare con riconoscenza. A loro ci si avvicina per l esperienza acquisita e per la saggezza. Mons. Sergio Govi ha concluso l omelia con una preghiera di richiesta di perdono al Padre per le nostre tante mancanze e con l invocazione perché la vita di ognuno possa diventare un dono per il Signore e per tutti i fratelli e le sorelle. Questo è il mio Corpo e il mio Sangue mente il nostro sacerdozio. Una catechesi che entrando nelle profondità del mistero ha preso in esame le tre parti della Messa: la liturgia della Parola, la liturgia Eucaristica e la Comunione. La Liturgia della Parola: le letture bibliche lette a messa ha detto padre Cantalamessa - non hanno lo stesso scopo di quelle lette a scuola o per conto proprio. Noi nella liturgia della messa siamo chiamati a rappresentare qualcosa che viviamo; siamo parte in causa. Non si tratta semplicemente di ricordare, ma anche di vivere quello che celebriamo. Ad esempio, nel leggere i brani sulla vocazione di Isaia o di Ezechiele quelle parole a noi dicono che quelle azioni si ripetono oggi. Nella messa tutto acquista allora il carattere della novità e se noi sacerdoti non siamo capaci di far sentire alla gente che nella celebrazione tutto assume un sapore nuovo, di grande novità, potrà succedere che la gente finirà per sentire la messa come noiosa, ripetitiva, perché se dentro alle parole, che sono le stesse, non c è un anima nuova i fedeli, soprattutto i giovani, finiranno per trovare la messa insopportabile. Anche le parole di Gesù nella messa devono acquistare un significato nuovo e dobbiamo far comprendere che chi proclama la parola di Dio nella messa è il Risorto; è Gesù che ci parla oggi. Il secondo momento preso in considerazione da padre Cantalamessa è la liturgia eucaristica che ha al centro la consacrazione. Anche qui noi sacerdoti dobbiamo aiutare a comprendere che il Gesù che celebra la messa non è il Gesù del cenacolo, che andrà incontro alla morte; non è una semplice narrazione. Il Gesù della messa è vivo e risorto; è il Cristo che non annulla la crocifissione ma che la supera con la sua risurrezione. E il Cristo totale, che ha in sé anche la sua Chiesa. Prendete e mangiate: questo è il mio corpo.. : nel momento che offre Cristo, la Chiesa si offre con Cristo. Anche Paolo ci esorta, esorta la Chiesa ad essere Eucaristia: vi esorto a offrire i vostri corpi in sacrificio vivente a Dio : l apostolo ci sta esortando non solo a celebrare, ma anche ad essere Eucarestia. Il mistero della cena, dell Eucaristia è questo: Cristo dà la vita per noi e noi, come lui, la diamo gli uni per gli altri. Se noi sacerdoti siamo chiamati a questa dichiarazione impegnativa, dobbiamo sapere quello che diamo, perché corpo e sangue significano, per la Bibbia, tutta la persona. Il corpo è tutta la realtà completa. Prendere, questo è il mio corpo : Gesù ci dà il suo essere completo, tutta la sua esistenza, la vita intera. Questo è il mio sangue : per la Bibbia il sangue è la sede della vita e l effusione del sangue è il segno plastico della morte e Gesù ci dà così la sua morte. L Eucarestia diventa allora il sacramento della vita e della morte di Cristo. Tutta la nostra vita sacerdotale deve essere allora Eucaristica, un prolungamento della Messa. Noi sacerdoti siamo chiamati non solo a celebrare, ma anche ad essere Eucarestia. Infine l ultima parte: la comunione che, citando S.Paolo, padre Cantalamessa ha detto che essa è sempre comunione con Cristo e con i fratelli; vive dunque di queste due dimensioni. La Comunione con il corpo di Cristo, con la sua vita, è una Comunione speciale che avviene attraverso la nutrizione, l assimilazione. In natura quando noi mangiamo assimiliamo in noi il cibo; nella Comunione avviene il contrario, perché siamo noi che veniamo assimilati a Gesù. E con questa Comunione a Cristo, ci apriamo ad una dimensione trinitaria, perchè ricevendo la natura divina del Cristo, riceviamo anche la natura divina del Padre e dello Spirito che sono un unica persona con il Figlio, in una meravigliosa circolarità. Nella comunione eucaristica, quindi, noi ci appropriamo della grazia e della santità trinitaria. La seconda dimensione è quella della Comunione con i fratelli: la comunione con Cristo si affievolisce se non c è quella con i fratelli. Colui che ha detto Questo è il mio corpo lo ha detto anche dei poveri, degli emarginati, degli ammalati L eucarestia non è quindi qualcosa di intimistico, ma è piuttosto una realtà che coinvolge tutto, che ci rifornisce per poi mandarci agli altri. E il momento in cui, nella Chiesa, tutti devono trovare spazio. L incontro di padre Cantalamessa con sacerdoti modenesi si è poi concluso in cattedrale con l adorazione eucaristica proposta seguendo il canto Adoro te devote, alternando strofe cantate, alcune parole di commento proposte dal sacerdote francescano e uno spazio per la contemplazione e l adorazione personale.

8 8 Domenica 21 giugno 2009 NostroTempo Il Congresso per i più piccoli La festa dei ragazzi alla Cdr, con la regia del Centro di Pastorale Giovanile e del Csi di San Faustino dove la festa si è conclusa con la celebrazione di un momento di preghiera insieme. L ottimo successo della giornata è stato realizzato grazie all impegno del Centro di Pastorale Giovanile, e di don Federico Pigoni (che è anche co-direttore della Città dei Ragazzi), con la preziosa collaborazione del Centro Sportivo Italiano di Modena. La partecipazione dei ragazzi agli eventi in preparazione del Congesso Eucaristico è stata molto bella e colorata : i piccoli hanno saputo cogliere lo spirito della festa e della preghiera e la stessa processione verso San Faustino è stata suggestiva. Una vera festa eucaristica. Marcella Caluzzi Sono stati circa 900 i bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie che venerdì 12 giugno hanno preso parte alla festa organizzata per loro dal Centro di pastorale giovanile della diocesi e dal Csi modenese presso la Città dei ragazzi di Modena, nell ambito del Congresso Eucaristico diocesano. La giornata, che ha visto la partecipazione oltre che di tanti ragazzi anche di tantissimi educatori e animatori provenienti da diversi oratori e centri estivi delle parrocchie della diocesi, è alla sua prima edizione, dato il successo, infatti, potrebbe essere ripetuta anche nei prossimi anni come festa diocesana dei centri estivi. Le attività sono state tante, dal gioco tutti assieme ai lavori di gruppo, dallo sport ai momenti di riflessione: alla base di tutto c era come filo conduttore il brano del Vangelo dei discepoli di Emmaus che ha fatto da filo conduttore a tutto il Congresso Eucaristico, un modo per coinvolgere anche i più piccoli nelle attività e nello spirito di questo grande evento di Chiesa. Dopo le attività mattutine e il pranzo al sacco ragazzi e animatori hanno sfilato in processione verso la chiesa L unità intorno al Vescovo La celebrazione per i Ministri e i Diaconi della diocesi. Al centro dell omelia di mons. Cocchi la figura di San Barnaba Egidio Iotti Duomo affollato, giovedì sera 11 giugno, per la Celebrazione Eucaristica alla quale hanno partecipato, insieme con i loro familiari, i Ministri Straordinari della Comunione, i Ministri Istituiti, cioè Accoliti e Lettori, i Diaconi permanenti. Mons. Arcivescovo, nel ringraziare il Signore per aver suscitato nella nostra Diocesi tante vocazioni al servizio dei fratelli, ha espresso viva gratitudine a quanti hanno risposto generosamente ai doni dello Spirito e hanno impegnato la loro vita a favore dei più bisognosi, soprattutto se malati e sofferenti. Ritrovarsi tutti insieme al proprio Vescovo attorno all altare è un segno fondamentale di unità, espressione di quella comunione profonda che si può costruire solo partendo dall Eucarestia, dalla sua centralità nella vita spirituale di ogni battezzato. E importante richiamare e vivere questa unità perchè ogni ministro istituito o ordinato esprime e porta nella comunità la sollecitudine pastorale del suo Vescovo, attraverso il suo servizio umile, disponibile e generoso, animato da un grande amore per il Signore Gesù e la sua Chiesa. Mons. Arcivescovo, ricordando nell omelia la figura di S. Barnaba apostolo di cui si celebrava la memoria liturgica, sottolineava il rapporto essenziale che ogni ministro deve avere con la Parola di Dio e il suo annuncio ai fratelli. Predicare non significa solo parlare, ma prima di tutto testimoniare con la vita il Vangelo che si annuncia. Ogni battezzato e in particolare ogni ministro della Chiesa deve avere un rapporto costante di ascolto, di preghiera, di meditazione con le Sacre Scritture, ma anche renderle visibili e leggibili nel suo stile di vita, nelle scelte quotidiane, nel servizio che compie. Solo così l evangelizzazione può essere efficace e credibile come lo fu per Barnaba nella sua infaticabile opera di predicazione. Inoltre Mons. Arcivescovo richiamava che non c è sevizio nella Chiesa che non sia un servizio missionario. Infatti non si è ministri per se stessi, ma per gli altri, per costruire e rinsaldare la comunità cristiana soprattutto là dove si vive ai margini della fede o si è perduta la speranza perchè le vicende della vita ci hanno sospinto verso il buio dell incomprensione o della sofferenza. Proprio lì ogni ministro deve portare la luce di quel Signore che lo ha scelto, colmandolo dei suoi doni e della forza dello Spirito. Compito non facile, ma possibile per la grazia che ci viene da Dio; di qui l importanza della preghiera, intensa e perseverante, in modo particolare per chi svolge un servizio specifico nella Chiesa; di qui il legame intimo e imprescindibile con l Eucarestia, nutrimento necessario per la nostra vita spirituale e per quel ministero a cui siamo stati chiamati. Solo così potrà realizzarsi tra di noi e nelle nostre comunità quel cuor solo e quell anima sola per il quale il Signore Gesù ha pregato e sofferto, primo strumento di una evangelizzazione credibile e segno di una fede vissuta nella logica del Vangelo.

9 NostroTempo Domenica 21 giugno Molte lingue, un anima sola La Messa per i cattolici stranieri che vivono a Modena: tante comunità intorno alla stessa mensa eucaristica M. C. Mercoledì ore 15, in Cattedrale la Messa per i cattolici stranieri che vivono a Modena. Visto il giorno e l ora, sono soprattutto le bandanti, polacche ed ucraine in maggioranza, a riempire le navate, ma la Liturgia della Parola si svolge nelle principali lingue dei cattolici stranieri che vivono e celebrano a Modena. Le comunità presenti sono quelle africane, dei paesi anglofoni e francofoni, la polacca, la cingalese, l ucraina, la filippina, la ghanese. Ci sono poi la celebrazione per i cristiani ortodossi romeni e moldavi e quella multilingue. E ciascuna di esse ha il suo luogo d incontro, il suo responsabile, le sue celebrazioni. All altare anche i sacerdoti che accompagnano queste comunità e prestano servizio in diocesi, sia nella pastorale per i loro concittadini che per le nostre comunità: hanno proclamato il vangelo, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, il diacono Remo Feverati, don Wilfred Eke in inglese, don Germaine Nzinga in francese, don Damian Piziak in polacco, don Ruslan Lyubezyy in ucraino. Nell omelia mons. Cocchi ha ricordato che la rara solennità del Congresso eucaristico ha il significato di raccogliere e celebrare quanto è alla radice dell essere cristiani: l avere un solo pane, l essere un solo corpo e la festa è la manifestazione di questa unità. La comunità infatti non è creata dal numero delle persone, ma dall ascolto del Vangelo. Dovremmo poter dire di avere fatto pace con tutti - ha detto mons. Cocchi - in questa settimana, per essere un corpo solo. Desideriamo sentire le comunità cattoliche straniere come parte viva della nostra Chiesa: il congresso sia un occasione per arricchirsi dell esperienza e della storia di tanti cristiani presenti tra noi. Date loro voi stessi da mangiare dice il Vangelo proclamato: sono i cattolici coloro che favoriscono una pace grane nel mondo: per questo ci mettiamo a disposizione, per essere un solo corpo, una sola comunità. Il Congresso è l inizio di un tempo nuovo, con la forza e la gioia di una comunità radunata, che si interroga su quanto le chiederà il Signore. E lo stimolo ad andare davvero secondo questa richiesta. Preghiamo ha concluso mons. Cocchi perché il Signore ci dia la consapevolezza di essere un unico corpo, perché ci nutriamo di un unico pane e leggiamo una sola Parola. Anche la preghiera dei fedeli è stata proclamata nelle lingue di tutti i presenti: filippino, italiano, cingalese, ucraino, polacco, igbo, inglese e francese: tante lingue, tanti chilometri di distanza dagli affetti più cari, un solo Padre a cui rivolgersi. Alla presentazione dei doni, insieme al pane e al vino, una pagnotta, come simbolo del lavoro, della fatica offerta al Signore e un cesto di alimentari, segno della sensibilità e corresponsabilità per quanti hanno bisogno d aiuto. Canti italiani durante la celebrazione, ma non solo: alla comunione ed alla fine della Messa si sono levate le voci, prima delle donne polacche e poi delle ucraine, e il canto si è fatto preghiera e meditazione. Cristo incontra le nostre famiglie Sabato 13 giugno, in Duomo, l appuntamento con mons. Lino Pizzi che ha presieduto il momento di preghiera dedicato alle famiglie Paolo e Francesca Barani Il giorno 13 giugno, alle ore 16 nella Chiesa Cattedrale, si è tenuta la celebrazione dell adorazione eucaristica specialmente indirizzata alle famiglie. All interno delle iniziative previste per la settimana del Congresso Eucaristico, il pomeriggio di sabato ha dato l occasione a tanti di potersi ritagliare un momento di intimità con il Signore presente nell Eucaristia, assieme al proprio coniuge e ai propri figli. Tutte le età erano rappresentate: famiglie giovani con bambini ancora piccoli, nonni, anziani quasi a disegnare l intero arco della vita che si snoda nella famiglia. Il significato più bello che si è potuto cogliere è che ad ogni età la famiglia nel suo insieme ed ogni suo singolo componente sente il bisogno di parlare a tu per tu con il Signore per trovare in Lui la forza per il cammino quotidiano. In particolar modo preziosa è apparsa la presenza di tanti bambini che hanno prestato il loro servizio nello svolgimento della celebrazione, servendo all altare e nella lettura delle intenzioni di preghiera. Le diverse meditazioni sono state guidate da S. E. monsignor Lino Pizzi, oggi vescovo della diocesi di Forlì-Bertinoro, ma per tanti anni sacerdote diocesano di Modena. Il filo conduttore è stato il Vangelo di Giovanni. Anzitutto l episodio delle nozze di Cana (2,1-11) nel quale Gesù inizia il suo ministero, sollecitato dalla sua mamma, proprio durante i festeggiamenti per uno sposalizio. Il contesto di una festa famigliare è l occasione per accogliere il consiglio di Maria: Fate quello che vi dirà. L ascolto della Parola di Gesù diventa così per ogni famiglia la via privilegiata per ritrovare lo stile della festa nel vivere insieme ed in comunione con Lui. Il secondo brano di Giovanni, la lavanda dei piedi (13,2-20), ha introdotto i partecipanti nel contesto della Passione. Gesù ha mostrato a tutti la via del servizio gli uni per gli altri, fino al dono della vita. Questo è lo stile che deve caratterizzare ogni famiglia: l amore coniugale come dono di tutta la vita dei coniugi l uno nelle mani dell altra e come vita spesa per la vita dei figli. In questo duplice significato dell amore famigliare si realizza infatti appieno il comandamento dell amore all interno della famiglia. Il terzo ed ultimo brano è tratto dagli episodi di apparizione del Signore risorto (21,9-14). Il Signore sfama i discepoli con il pane ed il pesce da loro stessi pescato. Egli toglie loro la fame, ma ha bisogno della loro collaborazione. Il Signore può donarci la vita, ma occorre la nostra disponibilità e collaborazione, mai si tratta di una imposizione. Così come avviene nella famiglia: l amore che dona la vita è offerto, mai imposto, e richiede che tutti facciano la loro parte. Monsignor Pizzi ha approfondito le meditazioni richiamando in modo particolare la Familiaris Consortio e la Lettera alle Famiglie di Giovanni Paolo II. Si tratta di due testi certamente da riscoprire che conservano intatta, anche a distanza di anni, la freschezza dell annuncio di una via possibile per ogni famiglia di incontrare il Signore nello specifico di questa situazione di vita. La celebrazione si è conclusa con la benedizione eucaristica, quasi un mandato per ciascuno a portare nella vita di tutti i giorni la Buona Novella della Famiglia. Vite offerte al Padre e alla Chiesa Sabato mattina l incontro per i religiosi della diocesi Un momento molto partecipato, quello riservato a religiose e religiosi, con le suore in netta maggioranza, anche se le congregazioni maschili della diocesi (numericamente inferiori rispetto a quelle femminili) erano ben rappresentate. Sabato 13 giugno, in mattinata, prima in arcivescovado e poi in cattedrale erano oltre 150 i partecipanti all incontro che il Congresso Eucaristico diocesano ha riservato ai religiosi. Un ascolto attento e una partecipazione intensa hanno caratterizzato la mattinata. In piena sintonia con il tema del Congresso eucaristico, la meditazione proposta da mons. Lorenzo Ghizzo- ni, vescovo ausiliare di Reggio Emilia-Guastalla, ha avuto come filo conduttore, nella prima parte, il vangelo dei discepoli di Emmaus. Alla meditazione ha poi fatto seguito l adorazione eucaristica in cattedrale, quando mons. Ghizzoni, particolarmente attento alla condizione di chi sceglie la vita consacrata, ha parlato dell inserimento della vita religiosa nella Chiesa locale e di come il carisma di ogni congregazione debba essere posto a servizio della Chiesa che, a sua volta, deve riconoscere il carisma dei religiosi per una condivisione piena. Ai religiosi è quindi chiesto di offrire se stessi alla missione cui sono chiamati, per offrirsi, alla fine, a Dio stesso. Quindi totalmente consacrati a Dio e, di conseguenza, totalmente consegnati nelle mani dei fratelli. In questo modo tutti i consacrati possono essere un dono offerto dal Padre alla Chiesa, membra luminose, che portano la luce di Cristo in modi tanto diversi.

10 10 Domenica 21 giugno 2009 NostroTempo Pane spezzato per la vita dell uomo Monsignor Luciano Monari, vescovo di Brescia, ha incontrato i giovani in Duomo, con una coinvolgente catechesi sul brano dei discepoli di Emmaus I giovani della diocesi hanno incontrato, nell ambito del, monsignor Luciano Monari. Il vescovo di Brescia è intervenuto di fronte a una vasta platea nella serata di martedì 9 giugno tenendo come filo conduttore il brano dei discepoli di Emmaus: La loro vita era davvero significativa quando stavano con Gesù; naturalmente il protagonista era Gesù ma c erano anche loro e inevitabilmente la loro vita diventava bella dell avventura di Gesù e potevano sperare di essere anche loro protagonisti nella grande liberazione di Israele. Speravamo che fosse lui a liberare Israele e naturalmente l imperfetto dice la loro delusione, non sperano più; la tomba di Gesù chiude ogni speranza, ma ancora di più, la croce. La morte di Gesù è stata una morte umiliante, una condanna ingiusta e quel romanzo era stato una delusione. Per questo lasciano i loro amici e vanno per conto proprio. Non c è niente come un insuccesso che ti sgretola. Gesù per fortuna si accosta e cammina con loro. L incredulità dei discepoli viene sgretolata da Gesù: Le donne sono andate al sepolcro lo hanno trovato vuoto e hanno sentito un annuncio di angeli che dicono che Lui è vivo: questo si chiama credere, questo è l annuncio del Vangelo. L intervento di Gesù diventa quello decisivo perché dice ai discepoli: stolti e tardi di cuore a credere nelle parole dei profeti non bisognava che Cristo patisse queste cose e le portasse così nella sua gloria e allora cominciarono a vedere Gesù. Non è forse lui quell uomo che Dio ha creato a sua immagine e somiglianza e non è forse lui in seno della donna che schiaccerà la testa al serpente? Insomma tutta la rivelazione della scrittura parla di Lui. E mentre Gesù racconta, impariamo che il cuore incomincia a scaldarsi nel petto dei discepoli che sono attirati dalla bellezza dell avventura di Gesù, quel Gesù che è passato attraverso la croce ma per entrare nella sua gloria. Quello che la Bibbia dice di Israele riguarda anche loro, i discepoli e quello che dice Gesù riguarda proprio loro e produce consolazione e speranza. Per questo, quando Gesù sembra che voglia continuare un suo cammino, gli dicono Rimani qua, rimani con noi, continua a raccontare, è troppo bello quello che dici fermati. A questo punto avviene il gesto della cena, quando fu a tavola con loro prese il pane disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Sembra che abbia finito di raccontare, ma non è vero, sta continuando a raccontare, anzi, non ha mai raccontato così bene come adesso, quando prende il pane e lo spezza e lo dà ai discepoli, tanto è vero che adesso gli si aprono gli occhi e lo riconoscono. Vuol dire che ha proprio raccontato bene, ha detto quello che doveva dire perché potessero subito risvegliarsi dal sonno perché potessero vedere le cose. E questo per certi aspetti è strano perché i gesti di Gesù sono del tutto normali qualunque padre di famiglia che volesse dare una spiritualità alla cena, perché non siamo semplicemente degli animali ma siamo uomini e quindi dobbiamo dare un senso alle cose che facciamo. Mons. Monari ha poi proseguito nell attualizzazione: Qualunque padre che voglia vivere così la cena, prende il pane lo benedice, lo spezza e lo da ai suoi figli a quelli che sono a cena con lui, a mensa con lui, quindi di per sé il gesto è usuale, ma allora perché si sono aperti i loro occhi in quel momento? Perché quel gesto li ha risvegliati da una specie di lungo torpore che gli permette di vedere esattamente le cose. Ma quante volte ci capita di vedere quello che abbiamo sempre davanti, accorgersi di qualcosa che non avevamo mai visto ed era sempre là davanti ai nostri occhi, ma non ce n eravamo accorti? I discepoli vedono, ma che cosa vedono? Il pane spezzato. Vedono che quel pane spezzato è la morte di Gesù, che quella croce così brutta e umiliante così paurosa è in realtà è il Signore che spezzava il suo corpo la sua vita e la dava a loro, perché loro potessero mangiarne di quella vita. Si rendono conto che lì c è la sorgente della vita e della benedizione e che quello alla fine è il senso vero della vita. Dio ha fatto l uomo a sua immagine e somiglianza. E come si fa ad assomigliargli? Si prende la nostra vita la si spezza e la si da agli altri, è semplicemente questo, il gesto della vita spezzata e donata come un piccolo pezzo di pane. E Nostro Tempo il settimanale cattolico modenese al centro della comunità Nuova veste grafica e approfondimenti per un giornale sempre più attento alla vita delle parrocchie, della città e dei paesi, in ascolto dei suoi lettori per essere al centro della comunità. Sostieni Nostro Tempo ABBONATI! In occasione del abbonamento a prezzo speciale da giugno a dicembre 2009 Sostenitore 50 il mio corpo verrà conservato per voi è il calice del mio sangue verrà versato per voi. E il senso dell esistenza umana. Dio ha concluso mons. Monari - è amore, dirà San Giovanni. Dio è pane, ma che cosa vuol dire? Vuol dire che la tua vita sta a (in omaggio verrà inviato il libro sui 50 anni di sacerdozio del vescovo Benito) COME ABBONARSI Versamento su conto corrente postale numero intestato a Nostro Tempo settimanale cattolico modenese C.P. 357 succ. 3 Diocesi: corso Duomo, 34 Modena presso l Ufficio Stampa Galleria Incontro Dehoniana: corso Canalchiaro, 159 Modena Per informazioni cuore a lui e che per la tua vita Dio ha consegnato se stesso nel gesto di Gesù, nella sua passione e in quel gesto del pane spezzato. Quel gesto di Gesù di spezzare il pane diventa la sintesi dell esistenza dell uomo. 20 mediamo.net - moka.it

11 NostroTempo Domenica 21 giugno dalla Città Run 5.30, sveglia e si corre! In oltre 570 alla corsa non competitiva del 12 giugno giulia vellani Il mattino ha l oro in bocca, si dice. E così in oltre 570, adulti e meno adulti di età compresa tra i 3 e i 70 anni, si sono ritrovati alle 5.30 del mattino di venerdì 12 giugno per scoprire la città in un atmosfera unica e surreale e osservarla mentre piano piano si risveglia, respirarne l aria pulita ed annusare i profumi dei fiori e delle piante. E accaduto in occasione di Run 5.30 a.m. la corsa podistica non competitiva di km 5.7 per le antiche mura delle città dedicata agli amanti della vita sana. L idea è venuta a Sergio Bezzanti, podista e ciclista presidente dell asd Vaniglia che ha organizzato l evento: Per quanto fossi ottimista sull esito dell iniziativa, mai avrei potuto immaginare che tante persone, molte delle quali non sono podisti abituali, si sarebbero svegliate alle 4 del mattino di un giorno lavorativo. Siamo passati rapidamente dagli iniziali 50 iscritti, ai quasi 600 provenienti da Modena e provincia, Milano, Cuneo, Alba, Parma e Reggio Emilia. Entusiasti della cospicua partecipazione anche gli altri organizzatori: lo staff dell agenzia di editoria multimediale Moka, Rcm people&technology, il Comune ed il Mercato Agroalimentare di Vignola che ha fornito ciliegie ed albicocche del territorio. Puntuali come ogni corridore che si rispetti i numerosi partecipanti, che si sono ritrovati fin dalle ore 5 del mattino presso l anello del Parco Novi Sad per il riscaldare i propri muscoli ancora addormentati, vista l ora. In prima fila i veri appassionati di corsa che dopo soli venti minuti avevano già battuto il percorso, mentre gli ultimi sono giunti in tutta tranquillità al traguardo dopo le 6.30 indossando la t-shirt con il logo dell iniziativa. Ad attendere i corridori frutta fresca e la zona docce allestita presso il Palazzo dello Sport di v.le Molza. Poi, dopo le 7, tutti al lavoro con il sorriso sulle labbra e il desiderio di ripetere ancora questa iniziativa che si è svolta all insegna della vita sana. La corsa non competitiva è piaciuta anche agli amministratori locali: in corsa alle prime luci dell alba l assessore allo Sport della Provincia di Modena Stefano Vaccari e il presidente del Consiglio Provinciale Luca Gozzoli, entrambi grandi appassionati di corsa. A lodare l iniziativa mattutina c era anche la responsabile del settore Sport del Comune di Modena Maria Carafoli. Oltre che una corsa, Run 5.30 a.m. è stata prima di tutto un occasione per vivere una giornata in modo diverso, uno stimolo alla pratica dell attività fisica proprio in un momento, la mattina presto, che per diverse ragioni viene spesso ingnorato. Iniziare la giornata camminando o correndo in una città ancora addormentata permette infatti di assaporare la gioia dello sport insieme alla tranquillità dell alba. Senza rubare tempo alla famiglia e senza rinunciare agli impegni del week end. Perché basta poco per sentirsi in forma. Appuntamento al prossimo anno con Run 5.30 a.m.! Incontro tra generi, generazioni e culture al Parco Amendola Come la violenza attraversa le nostre vite C ome la violenza ha attraversato e attraversa le vite di nativi, native e migranti è il titolo della conferenza in programma domenica 21 giugno presso il Parco Amendola (ingresso via Panni) all interno di una giornata di festa interamente dedicata al tema. Apertura alle presso la casa colo- Dal 18 al 28 giugno tornano le rievocazioni storiche Si alza il sipario sulle Serate Estensi A p p u n t a m e n t o dal 18 al 28 giugno con le Serate Estensi, la 18esima edizione delle rievocazioni storiche modenesi che porta nel centro della città le atmosfere e i fasti del Ducato Estense, sotto la regia dell Assessorato allo Sport del Comune. Costume e costumi è il tema delle celebrazioni 2009, un viaggio nella storia attraverso la storia dell abito, mentre l evento clou della storica manifestazione è rappresentato dalla mostra di abiti originali e costumi di scena della Sartoria G iovedì 11 giugno la Parrocchia di S.Faustino ha festeggiato con la S.Messa serale l ottantesimo compleanno di don Mauro Capitani. Nonostante il giorno feriale, la chiesa era gremita di tanti parrocchiani che con la loro presenza manifestavano il loro affetto. Tanti i diaconi, i sacerdoti presenti in amicizia, in particolare il nuovo parroco don Alberto che con filiale rispetto ha voluto che don Mauro rimanesse nella sua casa, nella sua parrocchia, e per lui ha organica con l esibizione del coro donne migranti Le chemin des femmes, seguita dalla conversazione Non sarebbe bello non farci più del male con interventi di rappresentanti delle istituzioni, di associazioni femminili e di migranti. Pranzo alle ore 13 e ballo liscio alle a cura del circolo Vivere Insieme; alle 17 danza orientale con Luci del Deserto e perfor- Tirelli, firma prestigiosa dei costumi premiati con l Oscar di pellicole cult. Gli abiti sono ambientati all interno del teatro Comunale, in una collocazione scenografica che mance Precariart; alle si esibisce il coro Gospel New Life Deliverance Ministry seguito da ballo liscio a cura del circolo Vivere Insieme. Dalle 19 esibizione del coro gospel New Life Deliverance Ministry e alle balli tradizionali modenesi. Per informazioni: tel , ricrea la magia degli abiti di scena. Non mancano poi i tradizionali appuntamenti con lo sport d epoca, la Grande Sfida Estense con rivisitazione dei giochi che un tempo animavano le feste di piazza del popolo, le conferenze e la sfilata di moda in piazza Grande che ha come protagonista la star nascente di Alta Moda Roma Giovanni Cavagna, seguita dalla presentazione del tributo a Luciano Pavarotti con una sfilata di abiti di scena dalle opere del tenore modenese. Nel corso di questa edizione particolare attenzione è stata dedicata ai sontuosi abiti storici dei cortei, degni di una vera e propria Festa di Corte. Per informazioni: tel , modena.it/seratestensi. Parrocchia di S. Paolo Chiusura dell anno Paolino D omenica 28 giugno, alla parrocchia S. Paolo in via del Luzzo a Modena, chiusura solenne dell anno Paolino con celebrazione della S.Messa alle ore 10 presieduta dal vescovo di Forlì - Bertinoro mons. Lino Pizzi. Alle ore adorazione eucaristica; Ss.Messe anche alle e Iniziative in Circoscrizione 3 In coro e burattini G iovedì 25 giugno, alle ore 21 in via Oristano, è in programma nel ambito della rassegna In coro e... burattini curata dalla circoscrizione n 3 l esibizione del Coro Folk San Lazzaro diretto da don Ezio Nicioli. Lunedì 6 luglio, sempre alle 21, toccherà invece allo spettacolo di burattini Fagiolino e Don Zeno organizzato in collaborazione con l associazione La Mela Creativa. Parcheggio custodito gratuito In motorino al Parco Amendola L a Circoscrizione n 3 promuove un servizio gratuito per favorire l accesso pedonale al Parco Amendola da parte dei numerosi frequentatori nel periodo estivo: fino al 30 agosto sono disponibili in v.le Amendola (zona campo sportivo) e in via Panni (area di sosta per auto) due parcheggi custoditi riservati ai ciclomo- La comunità di S.Faustino ha ricordato gli 80 anni di don Mauro Campani La mia vita è stata felice lucia rolando tori e ai motocicli. Il servizio copre la fascia serale fra le e le 00.30, il venerdì e sabato fino alle ore 1.15, ed è gestito dalla Cooperativa Sociale Ulisse con il contributo del Settore Pianificazione Territoriale Trasporti e Mobilità e del Gabinetto del Sindaco. Per informazioni: tel nizzato questa festa a sorpresa. Don Mauro ha ricordato i suoi genitori, i suoi fratelli, come la nostra vita sia in continuità con quella dei nostri cari che ci hanno lasciato, e con l eternità futura quando saremo richiamati alla casa del Padre. Ha ricordato la gioia della vocazione sacerdotale e più volte ci ha ripetuto nella serenità: La mia vita è stata felice! All uscita, sul sagrato, la grande torta con le candeline e gli applausi. Grazie Don Mauro per questa bella festa, per la Sua testimonianza, tanti ancora di questi giorni per Lei, e per noi, da condividere insieme!

12 12 Domenica 21 giugno 2009 NostroTempo dalla Pianura... dalla Pedemontana Il Gen Verde a Stuffione Proseguono le iniziative in occasione dei 500 anni della parrocchia Fausta Calvi Proseguono a pieno ritmo i festeggiamenti per l anniversario dell istituzione a parrocchia della nostra piccolissima realtà di Stuffione. Questi festeggiamenti, lo ricordiamo, sono in occasione del V Centenario della parrocchia: e per tale eccezionale avvenimento la comunità ha organizzato molti ed importanti eventi lungo tutto l anno Da gennaio si sono alternati eventi di carattere culturale: una mostra storico-fotografica sull immagine della Madonna di Monserrat, venerata nel nostro Santuario, una preghieraconcerto dedicato a Maria come quello della corale Pancaldi di Modena, la presentazione e vendita di un libro dedicato ai cinquecento anni della parrocchia e poi un calendario, un annullo filatelico eccezionale, e tante altre iniziative minori. Non minore per importanza il rilievo dato all evento attraverso la preghiera, dedicata alla nostra eletta Maria: il mese mariano di maggio, infatti, ha coinvolto le famiglie del territorio, anche oltre ai confini, che hanno ospitato per un giorno, compresa la notte, la recita del S. Rosario davanti all immagine della Vergine miracolosa, che ha pellegrinato di casa in casa. Il 6 maggio in particolare coincideva con la data storica dell evento: si è celebrato, in quella occasione, la memoria e il vicariale, alla presenza di tutti i sacerdoti, i ministranti e i fedeli del vicariato con una concelebrazione presieduta da s. e. mons. Benito Cocchi. Sabato 20 giugno, alle ore 21, per la nostra parrocchia si terrà un altro grandioso evento: il Gen Verde presenterà in anteprima il proprio nuovo musical dal titolo Maria, fiore dell umanità. Il palcoscenico sarà allestito sul sagrato della chiesa di Stuffione e l ingresso è gratuito. Saranno allestiti anche i parcheggi auto e un punto ristoro per i partecipanti. Sarà un evento che ci riempie di orgoglio per l eccezionalità e il richiamo di amici da ogni parte che ha questo gruppo di ragazze. La nostra piccola parrocchia è quindi onorata di ospitare un avvenimento di questo livello ed è desiderosa di avere attorno a sé centinaia di persone. Dobbiamo dire un accorato grazie a tutti coloro che finora hanno preso parte alle iniziative organizzate e che vorranno unirsi a noi ancora; grazie anche al contributo fondamentale di alcuni volontari che hanno reso possibile tutto questo. Domenica 28 giugno Convegno Acli a Nonantola Vivere da aclisti nel futuro : su questo tema si svolge domenica 28 giugno a Nonantola la festa provinciale delle Acli (Associazione cristiana lavoratori italiani) modenesi. Alle 9 è in programma il saluto delle autorità con gli interventi del presidente della Provincia Emilio Sabattini, del sindaco di Nonantola Paolo Borsari e di Sergio Sitti, presidente del circolo Acli M.Borsari di Nonantola. Alle 9.30, nella sala verde del palazzo abbaziale, l apertura della tavola rotonda sul tema della giornata introdotta da Antonio Galli Pesenti, presidente provinciale delle Acli, alla quale partecipano Gianni Bianchi, già presidente nazionale dell Associazione cristiana dei lavoratori italiani ewalter Raspa, presidente regionale Acli. Alle 11,15 la celebrazione della S.Messa e alle 13 il pranzo presso i locali del palazzo abbaziale. Nel pomeriggio i partecipanti potranno partecipare ad una visita guidata al Museo diocesano, benedettino nonantolano. A Modena le Acli contano oltre 5 mila iscritti divisi in più di 30 circoli. Torre Maina in festa Dal 26 al 28 giugno un calendario ricco di appuntamenti marcella caluzzi Saranno giorni carichi di appuntamenti quelli del giugno per la parrocchia di Torre Maina. Molte sono infatti le occasioni che la comunità avrà per festeggiare, dall inaugurazione dell antico organo e della cantoria della chiesa parrocchiale, freschi di restauro, alla consueta sagra parrocchiale dei santi Pietro e Paolo, che ogni anno propone celebrazioni, mostre, concerti e stand gastronomici. Si parte il 26 giugno con l inaugurazione dell antico organo, fiore all occhiello di questa comunità parrocchiale, che attraverso un imponente opera di restauro ha ripristinato le sue antiche proprietà fisiche e soprattutto ha recuperato il suo splendido suono delle origini. L organo della Chiesa parrocchiale dei santi Pietro e Paolo è stato realizzato da Giovanni Battista De Lorenzi nel 1871 con materiali di Paolo Cipri del XVI secolo (canne della facciata e delle file di ripieno) e di Agostino Traeri del XVIII secolo (catenacciatura del somiere maestro e contrabasso) e fu purtroppo alterato nel 1957 per mano di Rodolfo Guerini. In quell occasione esso fu spostato dalla posizione originaria, vennero alterate la cassa e le canne maggiori e alcune parti furono ricoperte con smalto sintetico, eliminato poi dalle operazioni di ripristino eseguite dal restauratore Paolo Telleri. L organo è stato, inoltre, ricollocato nella posizione originaria sulla tribuna, in alto a sinistra dell altare e verrà inaugurato, durante la serata del 26 giugno, con il concerto del maestro Stefano Pellini. L antico strumento non è stato l unico destinatario del restauro: anche la cantoria della chiesa parrocchiale è stata riqualificata, inoltre è stato completato il recupero, iniziato in quest ultimo anno e voluto dal parroco don Pierino Sacella, di numerosi e antichi oggetti liturgici, come ostensori, calici, lampade e turiboli, alcuni dei quali saranno esposti. I giorni seguenti, sabato 27 e domenica 28 giugno, si terrà invece la tradizionale sagra dei santi Pietro e Paolo, che chiuderà le celebrazioni per l anno paolino. Alle 18 di entrambi i giorni si terranno i vespri solenni con le reliquie dei santi, mentre alle di domenica si partirà dalla cappella dell oratorio di Villa Manni per una processione con le statue dei santi accompagnata dal corpo bandistico di Solignano che culminerà con la celebrazione della messa alle 11, presieduta dal vescovo, mons. Benito Cocchi. Durante la serata di sabato si terrà il concorso canoro San- Remo famosi mentre domenica sera la sagra verrà chiusa da uno spettacolo pirotecnico. Saranno presenti per tutti e due i giorni bancarelle, stand gastronomici e d artigianato e mostre, tra cui quella di vecchie foto di matrimoni celebrati nella chiesa di Torre Maina. 11 giugno a Roma: magnifica manifestazione Come spesso succede in questi tempi, sembra quasi che un evento sia avvenuto soltanto se si materializza alla televisione. Soltanto due televisioni pare che abbiano mostrato molto rapidamente una piazza con tanti pensionati. Eppure, giovedì a Roma, a Piazza del Popolo, si sono riuniti quasi pensionati del sindacato Cisl, provenienti da ogni parte d Italia. La piazza era gremita, molte delegazioni sono state costrette a rimanere al di fuori della Porta e nel Piazzale Flaminio. Il colpo d occhio era straordinario. Un mare di bandiere a strisce verdi e rosse sventolava alla brezza che, per fortuna, riusciva ad intrufolarsi dentro il catino della Piazza e a dare refrigerio ai pensionati e lavoratori, che già dalle sette del mattino attendevano l inizio della manifestazione. Si confondevano le diverse parlate di tanti delegati, specialmente del Mezzogiorno. La delegazione di Modena è giunta poco dopo le otto, dopo un viaggio su quattro pullman iniziato da altrettanti punti lontani della provincia: Zocca, Mirandola, Palagano, Magreta. Gli organizzatori dal palco ad un certo punto sono stati costretti ad ammettere che avevano sbagliato a scegliere Piazza del Popolo, non in grado di accogliere tutti i partecipanti. La prossima volta faremo la manifestazione a Piazza San Giovanni (quella del 1 maggio)! Qualcuno non credeva ai propri occhi, via via che la piazza si andava riempiendo. Mesi d attesa, di richieste rimaste inevase, al governo e al Parlamento, cautela nell evitare che la mobilitazione fosse interpretata come volontà di indebolire o ribaltare un governo democraticamente espresso dal voto popolare: tutto questo si è dissolto nella partecipazione di una categoria (gli anziani, i pensionati) che ha oggettivamente più difficoltà a mobilitarsi rispetto ai lavoratori attivi. La rabbia A cura di Tel. 059/ Fax. 059/ era tanta, come la determinazione di far valere le legittime attese dei pensionati che si sono espresse nella loro partecipazione democratica. Non si sono risparmiati il sacrificio di salire nel pieno della notte sui pullman, sui treni, pur di essere attori diretti della mobilitazione, richiesta a gran voce dal congresso nazionale di aprile. La stanchezza di un viaggio nella notte, in cui è stato difficile prendere sonno, rispettare i tempi di ciascuno, non si è più avvertita. Sono tornate alla mente di tanti pensionati, le iniziative sindacali di anni fa per difendere il posto di lavoro (e i relatori dal palco giustamente si sono rivolti ai giovani colpiti dalla gravissima crisi economica di oggi, precari, cassaintegrati), per migliori condizioni di vita, per la difesa della democrazia. Oggi, gli obiettivi sono fondamentalmente due: la proposta di legge popolare promossa unitariamente dai sindacati pensionati e sostenuta da quasi un milione di firme per la non autosufficienza e il recupero del potere d acquisto, falcidiato da anni dall inflazione con buona pace di qualche ministro. Sembra che sia la volta giusta, altrimenti a settembre la mobilitazione continuerà.

13 NostroTempo Domenica 21 giugno dall Appennino Pievepelago in festa per l Infiorata Hanno partecipato all evento migliaia di persone dall Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Toscana Giuliano Pasquesi Migliaia di persone da tutta Italia hanno assistito domenica 14 giugno a Pievepelago alla tradizionale Infiorata in occasione della solenne processione del Corpus Domini, coi caratteristici tappeti di fiori lungo l antica via Tamburù. Il risultato di questa edizione è stato unanimamente riconosciuto come il più alto livello artistico di sempre. Per visitare queste suggestive ma effimere opere d arte sono giunti turisti non solo da tutta Emilia-Romagna e Toscana ma anche da Verona (3 pullman), Mantova e oltre. Come sempre i temi di ispirazione religiosa non hanno tralasciato l attualità, come un tappeto sulla necessità della pace tra i bianchi e neri, l anno di san Paolo, l anniversario di san Francesco, una riproduzione delle celebri mani della Creazione di Michelangelo nella Cappel- la Sistina, il Paradiso terrestre, richiami Mariani alla recente visita di una delle veggenti di Medjugorje a cura del gruppo Bambininsieme, ecc Lo stesso parroco con Ferruccio Albergucci, l unico a transitare con l Ostensorio sui tappeti durante la solenne processione del Corpus Domini, ha illustrato al suo passaggio i vari temi proposti. Per l occasione, tutte le strade paesane e la centenaria fontana di piazza Ricci sono state addobbate con fiori e felci, per sottolineare il carattere della spontaneità di questa manifestazione che ricongiunge gli antichi sentimenti di un popolo felice per il ritorno della bella stagione con il profondo significato religioso del Corpus Domini. Un filmato sarà presto su You-tube, mentre tutte le foto dell edizione 2009 verranno inserite sul sito www. pievepelago.info, su cui è possibile anche lasciare commenti e suggerimenti per l edizione 2010 anche si terrà il 6 giugno del prossimo anno. Già infatti si pensa alla prossima edizione: molti infioratori iniziano ora a mettere da parte fiori essiccati per fare tonalità di colore da utilizzarle il prossimo anno. La gran parte dei tappeti di Pievepelago è comunque composta da fiori naturali, non protetti, rinforzati con circa trentamila garofani provenienti dalle serre toscane, stagliuzzati fini per le varie esigenze. Proprio i profumi ed i colori di questi tappeti hanno messo in evidenza nazionale l Infiorata di Pievepelago, che sempre più concorre con le più note manifestazioni similari laziali e umbre, cui comunque è stata già abbinata col titolo di Città dell infiorata dell Associazione nazione comuni italiani. Visto l altissimo afflusso di persone e le difficoltà degli infioratori ad ultimare i tappeti per la gran ressa di visitatori, probabilmente il prossimo anno verrà istituita una sola corsia pedonale nell antica strada Tamburù. Info per il depliant 2010: Pro loco Pievepelago I sacerdoti aiutano tutti. Aiuta tutti i sacerdoti. Ogni giorno 38 mila sacerdoti diocesani annunciano il il Vangelo nelle parrocchie tra tra la la gente, offrendo a tutti a tutti carità, carità, conforto e speranza. Per continuare la loro missione, hanno bisogno anche del del tuo tuo aiuto aiuto concreto: di di un offerta per per il il sostentamento dei sacerdoti. Queste offerte arrivano all Istituto Centrale Sostentamento Clero Clero e vengono e vengono distribuite distribuite tra tra tutti tutti i i sacerdoti, specialmente a quelli delle comunità più più bisognose, che che possono contare contare così così sulla sulla generosità generosità di tutti. di tutti. Offerte per i nostri sacerdoti. Un sostegno a a molti per per il il bene bene di di tutti. tutti. Per Per offrire offrire il il tuo tuo contributo contributo hai hai a disposizione disposizione 4 4 modalità: modalità: Conto corrente postale n Conto corrente postale n Carte di credito: circuito CartaSi chiamando Carte di credito: circuito CartaSi chiamando il numero verde via internet il numero verde o via internet Bonifico bancario presso le principali banche italiane Bonifico bancario presso le principali banche italiane Direttamente presso l Istituto Sostentamento Direttamente Clero della tua presso diocesi. l Istituto Sostentamento Clero della tua diocesi. L offerta L offerta è è deducibile: deducibile: Per chi vuole, le offerte versate a favore dell Istituto Centrale Per chi vuole, le offerte versate a favore dell Istituto Centrale Sostentamento Clero sono deducibili fino ad un massimo Sostentamento Clero sono deducibili fino ad un massimo di 1032,91 euro annui dal proprio reddito complessivo ai di 1032,91 euro annui dal proprio reddito complessivo ai fini del calcolo dell Irpef e delle relative addizionali. fini del calcolo dell Irpef e delle relative addizionali. Per maggiori informazioni consulta il sito Per maggiori informazioni consulta il sito C H I E S A C A T T O L I C A C H I E S A C A T T O L I C A - C. E. I. C o n f e r e n z a E p i s c o p a l e I t a l i a n a - C. E. I. C o n f e r e n z a E p i s c o p a l e I t a l i a n a

14 14 Domenica 21 giugno 2009 NostroTempo Diocesi La catechesi ad un nuovo bivio? Si è svolto a Padova l 8 e 9 maggio il convegno La catechesi ad un nuovo bivio? A 40 anni dal Documento Base Anche l equipe diocesana modenese era presente Giovanna Monari Si è svolto a Padova l 8 e 9 maggio il convegno La catechesi ad un nuovo bivio? A 40 anni dal Documento Base. Anche l equipe diocesana modenese era presente: ecco le considerazioni di una catechista che vi ha partecipato. Con i miei 65 anni di età, la mia esperienza catechistica (iniziata timidamente negli anni 60 con le rispostine del Catechismo della Dottrina di S. Pio X), si è sicuramente modificata negli anni 70 con l avvento del Documento Base sul Rinnovamento della Catechesi. Ripenso con emozione a quei tempi...erano gli anni del post-concilio Vaticano II... della spinta al Rinnovamento nella Chiesa...dell entusiasmo che animava gli operatori... delle tante iniziative che ci impegnavano in ogni ambito! Forse non vi era ancora piena consapevolezza della portata rinnovatrice del Concilio, ma era chiaro a molti il bisogno di modificare la catechesi, di ripensare e rinnovare la trasmissione della fede. Sentivamo che non bastava insegnare le verità della fede... bisognava unificare fede e vita! Questo fu infatti l obiettivo di fondo del Documento: formare ad una vita cristiana coerente! Con questo obiettivo sono cresciuta come madre, cercando di educare i miei quattro figli a tale coerenza di vita, e sono maturata come catechista, continuando il mio servizio in parrocchia per più di 30 anni! A dire il vero, negli ultimi anni del mio servizio, l entusiasmo si è via via affievolito: ho iniziato a percepire un certo senso di vuoto, di inutilità... di delusione! Cosa stava succedendo? Perché avvertivo sempre più la distanza fra quanto proposto nell esperienza catechistica e la risposta delle famiglie e dei fanciulli? Ho cercato per anni risposta a questi interrogativi e mi sono impegnata a seguire il procedere della riflessione di eminenti catecheti: la società è cambiata, e molto, negli ultimi anni! La fede sembra non essere più avvertita come necessaria per vivere bene la propria vita! In molti ciò che resta della fede non è altro che una bella tradizione che si continua a portare avanti quasi come un bel ricordo di gioventù! Ma è questa la fede? E questo che ci serve per dare senso alla vita? Possiamo pensare di educare alla vita cristiana i giovani, proponendo tradizioni che ormai paiono vuote di significati? Qualcosa certo non va e, insieme al coraggio di dirlo, dobbiamo trovare la forza di cercare vie nuove! Sicuramente non possiamo pensare di continuare a proporre itinerari per educare alla vita cristiana là dove le fede non è accolta e non è percepita come necessaria, ma dobbiamo forse ritrovare le radici missionarie della Chiesa... ritrovare la genuinità di un annuncio evangelico rivolto a tutti! Un annuncio che non consideri la Chiesa depositaria di verità da trasmettere, ma che ponga tutti sotto la Parola... Un annuncio che sappia ridire Gesù all uomo di oggi favorendone l incontro, più che preoccuparsi della pienezza e dell integrità dei contenuti... Un annuncio che, attraverso relazioni autentiche, si rivolga alle donne e agli uomini di oggi tessendo legami di fraternità... Un annuncio che sempre rispetti la libertà dell altro e si offra nella totale gratuità! Un annuncio ancora capace di sorprende- r e... la sorpresa del Sì Nostro Tempo: Settimanale cattolico modenese Associato all Unione Stampa Periodica Italiana Redazione via Formigina, 319 Modena Tel. e Fax. 059/ Realizzazione e impaginazione: MediaMo Moka Direttore responsabile: Stefano Malagoli Coordinatore di redazione: Paolo Seghedoni In redazione: don Marco Bazzani, Marcella Caluzzi, Giancarlo Cappellini, Andrea Cavallini, Mariapia Cavani, Manuela Fiorini, don Gianni Gherardi, Simone Lazzaretti, don Nardo Masetti, don Massimo Nardello, Giulia Vellani Comitato editoriale: mons. Paolo Losavio, don Giacomo Morandi, padre Lorenzo Prezzi, don Giuliano Gazzetti, Rosanna Arletti, Egidio Iotti Hanno collaborato: Francesca Barani, Paolo Barani, Fausta Calvi, Egidio Iotti, Giovanna Monari, Giuliano Pasquesi, Lucia Rolando Fotografie: archivio Diocesi, MediaMo, Moka, Sir, Dante Farricella Stampa: Società Editrice Lombarda (Cremona) stampato in n 2100 copie Progetto grafico: Sergio Bezzanti Amministrazione: Curia Arcivescovile via s. Eufemia,13 - Modena: Registrazione Tribunale di Modena n.333 del Iscritto all Albo Nazionale della Stampa n vol.8 Settimanale aderente alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Associato all Unione Stampa Periodica Italiana Abbonamento ordinario giugno/dicembre 20 euro Versamenti sul conto corrente postale n Nostro Tempo casella postale 357 Modena 3 Per pubblicità e abbonamenti contattare MediaMo Tel 059/ fax 059/ di Dio all uomo, sempre! Ecco, a distanza di 40 anni, alla luce dei tanti cambiamenti della nostra società, si può guardare al Documento Base con gratitudine, ma anche con il desiderio e la possibilità di un passo avanti, secondo una prospettiva maggiormente centrata sui bisogni di oggi. Certamente chi è cresciuto con la spinta riformatrice del Concilio, chi ha percorso la strada della catechesi esperienziale, nella prospettiva della fedeltà a Dio e all uomo, saprà trovare motivazioni forti e idee nuove per proporre la fede... una fede utile, bella e desiderabile per la vita di ciascun uomo! Conto ZeroNet il conto corrente on-line di BPER Domenica 28 giugno Indulgenza plenaria per l Anno Paolino Si chiude domenica 28 giugno anche nella nostra diocesi l Anno Paolino: per questa occasione sarà possibile ricevere l Indulgenza Plenaria, secondo le norme prescritte, in tutte le chiese parrocchiali della Diocesi e nella chiesa di S. Domenico a Modena, officiata dalla congregazione dei Paolini. Iniziative Adorazione eucaristica perpetua Grazie all iniziativa di alcuni laici e alla disponibilità dei Padri Redentoristi, si stanno raccogliendo le disponibilità per l adorazione eucaristica perpetua, nella chiesa di San Giorgio a Modena. Chi desidera offrire la propria disponibilità per un ora la settimana può rivolgersi al numro 059/ o direttamente presso la chiesa. il tuo conto è ovunque gratuito, veloce, semplice Messaggio pubblicitario con finalità promozionali. Per tutte le condizioni contrattuali si rinvia ai fogli informativi a disposizione della clientela presso ogni filiale della Banca o sul sito web - maggio 2008

15 NostroTempo Domenica 21 giugno Cultura L arte delle nuove tecnologie A Modena e Carpi: l arte digitale è protagonista dell evento multidisciplinare Direct Digital Manuela Fiorini C è un nuovo modo di fare e produrre arte. Quello che utilizza le nuove tecnologie per creare opere di qualità, in grado di colpire ed affascinare. Nel genere delle new media arts il computer è il mezzo universale attraverso il quale si esprimono artisti di evidente talento. Il loro linguaggio si esplica attraverso il web, la computer graphic, l animazione, le applicazioni interattive, la robotica, e la realtà virtuale. Il progetto multidisciplinare Direct Digital, promosso dall associazione culturale Artegenti, in collaborazione con Movimenta, con il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Modena e dei Comuni di Modena e Carpi, nasce proprio con l obiettivo di portare nella nostra città l arte prodotta attraverso i nuovi mezzi di comunicazione. Ricchissimo il calendario delle iniziative, che si articola in cinque diverse sezioni. Tra queste, Il canto del corpo elettrico, una mostra di arte contemporanea e digitale che viene ospitata, fino al 28 giugno, presso gli spazi espositivi dell ex ospedale Sant Agostino a Modena e del Palazzo dei Pio, a Carpi. Il titolo, che cita un verso di Walt Withman, si riferisce al rapporto tra l arte e le nuove tecnologie, applicate ai campi dell animazione, della produzione video, del design e della musica. Due le aree tematiche proposte dalla mostra: la video art e la interactive art. Tra i concetti trattati nella prima sezione, quelli del tempo, della memoria, della percezione e della duplicazione, mentre, nella sezione interattiva, vengono affrontati i temi del rapporto tra uomo e tecnologia e tra uomo e mezzi di comunicazione. Al rapporto tra musica e tecnologia musicale è dedicata, invece, la sezione live media, che prevede una serie di performances musicali a Modena e a Carpi, mentre la sezione workshop include incontri con esperti sul rapporto tra arte, design e progettazione audiovisiva. Le nuove forme di arte audiovisiva, invece, sono le protagoniste della sezione dedicata al cinema, che include lungo- metraggi, corti, videoclip, animazione digitale e live cinema. Tra gli eventi in programma, la proiezione di Metropolis di Fritz Lang, in programma martedì 23 giugno, presso il cortile di Santa Chiara a Modena. Infine, il concorso di idee Digital Direction, prevede l esposizione al Palazzo dei Pio di Carpi, delle opere vincitrici, rigorosamente prodotte da under 35. I giovani artisti erano stati invitati a reinterpretare quattro opere di Mimmo Rotella (Sorprendente Marilyn, Pazzo per le donne, Gioventù Bruciata e Marlon Brando), uno tra i primi autori in Italia a fare della comunicazione di massa materia e campo di sperimentazione artistica. Info Direct Digital - Tel. 349/ Orari di visita: sia a Palazzo Sant Agostino (Modena) che a Palazzo dei Pio (Carpi), da martedì a domenica dalle 11 alle 14 e dalle 16 alle 20. Chiuso il lunedì. Ingresso libero. Sabato 20 giugno a Corlo di Formigine una giornata all aperto per bambini e genitori Buon compleanno Country Road! M.F. L associazione culturale Country Road si appresta a festeggiare il primo compleanno con una grande Festa d Estate dedicata alle famiglie ed ai bambini, in particolare. Presso la sede dell associazione, in via Viazzoletto 7, a Corlo di Formigine, sabato 20 giugno, infatti, ce ne sarà per tutti i gusti e tutte le età. Dalle ore 17, i più piccoli potranno sbizzarrirsi con i giochi all aperto, tutti rigorosamente realizzati con materiale di recupero, come i trampoli, il trapezio, la carrucola, lo scivolo, le altalene, il carretto e gli aquiloni. Alle 17.45, invece, è in programma un divertente laboratorio musicale per bimbi e genitori, realizzato secondo il metodo Music Together, un programma di educazione musicale rivolta all infanzia nato al Center for Music and Young Children di Princeton nel Si tratta di un esperienza coinvolgente sia per i bambini che per i loro genitori, ch consente lo sviluppo dell intelligenza musicale nei piccoli ponendo le fondamenta per i loro futuri progressi nel campo della musica. Chi lo desidera, può anche fermarsi per una bella cena all aperto, alla quale seguiranno divertenti giochi a Info squadre per tutti, come il tiro alla fune, la corsa coi sacchi, ruba bandiera, gimkane in bici e percorso vita, oltre ai più tradizionali calcetto, basket e molto altro. Associazione Country Road Via Viazzoletto 7, Corlo di Formigine Per prenotazione della giornata e della cena (al costo di 7 euro per i non soci e 5 euro per i soci) si può telefonare al 335/ o mandare una mail a Il 20 e 30 giugno due appuntamenti con la musica di qualità Canzone d autore al Salotto di Simonetta Aggazzotti Due appuntamenti da non perdere con la musica d autore nel calendario del mese di giugno del Salotto Culturale di Simonetta Aggazzotti di viale Martiri della Libertà 38,. a Modena. Sabato 20, alle ore 21, Giulio d Agnello, polistrumentalista e cantante dei Mediterraeo, già protagonista al Salotto di due acclamati concerti dedicato a Giorgio Gaber ed alle Canzoni d Amore, propone un omaggio ai grandi cantautori ita- M.F. liani, con brani di de Andrè, Gaber, Jannacci, Dalla, Pierangelo Bertoli, Paolo Conte, Battisti, Zucchero, de Gregori, Bennato e molti altri. L ingresso costa 8 euro (intero) e 5 euro (ridotto). Seguirà un brindisi insieme al musicista. E dedicata, invece tutta alla musica di Renato Zero, la serata di martedì 30 giugno, con inizio alle 21, che intende festeggiare la chiusura estiva delle attività del Salotto e salutare gli amici. La serata è curata da Rosario Cardillo e l ingresso è gratuito. LA SERENITÀ Info SI COSTRUISCE Salotto Culturale Simonetta Aggazzotti Viale Martiri della Libertà 38, Modena Tel. 339/ GIORNO PER GIORNO con MODENASSISTENZA MODENASSISTENZA SERVIZI PRIVATI DI ASSISTENZA DOMICILIARE A CASA E IN STRUTTURE OSPEDALIERE PER ANZIANI, HANDICAPPATI, MALATI, DISABILI E PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI MODENA - VIALE V. REITER CARPI

16 16 Domenica 21 giugno 2009 NostroTempo $loca Carità Papa neutra 09.qxd :18 Pagina 1 Domenica 28 Giugno 2009 Giornata per la Carità del Papa Colui che dà il seme al seminatore Promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana In collaborazione con Obolo di San Pietro darà e moltiplicherà anche la vostra semente (2 Cor 9,10)

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