Innovazione e Sostenibilità

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1 Osservatorio Newsletter n. 49/2013 a cura di Giuliana Giovannelli e Alessandra Graziani Sommario: News dai territori: Regione Emilia Romagna: Regione Toscana: News nazionali: Rinnovabili: Materiali e tecnologie innovative: Rapporti e studi: Eventi: Estero: Riapre il 'fondo per l'energia' per investimenti green Dall'UE 400 mila euro per progetti sostenibili a Firenze Gse. Disomogeneità di regole sulle rinnovabili Sotto i riflettori l'emendamento ammazza-rinnovabili Bambù al posto dei tondini nel calcestruzzo Bruxelles: troppo poche le città europee preparate al cambiamento climatico; Rapporto mensile Terna: -2% per la domanda di energia, fotovoltaico a +16,9%; Rinnovabili, il rapporto del Gse sul federalismo energetico; RSI, l effetto Report rafforza la spinta alla sostenibilità; Conferenza nazionale La natura dell Italia. Natura ed economia verde, il ministro Orlando lancia un modello di eco sviluppo; Green jobs nelle costruzioni, definiti i profili professionali per la certificazione europea; Convegno La ricerca energetica in Italia: nodi e prospettive. L impegno ENEA per l innovazione tecnologica del sistema industriale per la produzione energetica; 10 start-up nano che sognano in grande; A gennaio a Bolzano la nona edizione di Klimahouse; Smart City: gli interventi tecnologici per le città del futuro; Il Polimi confronta il Pay-Back degli interventi in efficienza In Gran Bretagna una casa bio da 180 euro; ASHRAE premia gli edifici innovativi News dai territori: Regione Emilia Romagna: Rinnovabili: Riapre il 'fondo per l'energia' per investimenti green 12/12/2013. Sostegno per lo sviluppo di efficienza energetica e fonti rinnovabili Fino al 30 dicembre la Regione Emilia ha riaperto la possibilità di presentare domanda al fondo rotativo di finanza agevolata per investimenti nella green economy. Per sostenere anche piccoli progetti per le microimprese il limite minimo finanziabile è di 20mila euro (in precedenza 75mila). Rispetto ai precedenti 300mila euro è stato ora fissato a 1 milione di euro il massimale per sostenere i progetti più strutturati. Per permettere alle imprese di calibrare meglio nel tempo l investimento la Regione ha esteso anche la durata massima del finanziamento, portandola a 7 anni, incrementando anche il proprio impegno riducendo dallo 0,5% a zero il costo della provvista pubblica, che incide per il 40% sul tasso del finanziamento. A restare invariata è, invece, la tipologia di investimenti agevolabili: il fondo si pone l obiettivo di incrementare gli investimenti delle imprese destinati a migliorare l efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili attraverso la produzione o l autoconsumo, nonché l'utilizzo di tecnologie che consentano la riduzione dei consumi energetici da fonti tradizionali. Scopo ulteriore del fondo è promuovere la nascita di nuove imprese operanti nel campo della green economy, incentivare gli investimenti immateriali volti all efficienza energetica dei processi o a ridurre il costo energetico incorporato nei prodotti. Possono fare ricorso al fondo le piccole e medie imprese operanti in base alla classificazione delle attività economiche Ateco 2007 nei settori dell industria, dell artigianato e dei servizi alla persona aventi localizzazione produttiva in Emilia-Romagna. Fonte: sito internet infobuild energia

2 Regione Toscana: Dall'UE 400 mila euro per progetti sostenibili a Firenze 11/12/2013. Il Comune di Firenze ha ottenuto un premio dall Unione europea di 400 mila euro per mettere a punto un masterplan di progetti ecosostenibili esportabili anche fuori dal tessuto cittadino. Il riconoscimento rientra nel progetto STEEP (SystemsThinking for comprehensive city Efficient Energy Planning), al quale Firenze partecipa nell ambito del programma quadro smart city - Energy 2012 Strategic Sustainable planning and screening of the city plans. Firenze dovrà quindi redigere un masterplan energetico di buone pratiche che contenga, grazie alla combinazione di un approccio di sistema con un innovativa tecnologia open-source ICT, un modello digitale applicabile anche ad altre realtà e in grado di tenere in considerazione tutti i sistemi e le infrastrutture che all interno di un ambiente urbano presentino impatti significativi sul consumo energetico. Questo modello potrà essere utilizzato per calcolare la rilevanza di interventi differenti, fornendo un supporto per raggiungere elevate efficienze nei flussi energetici selezionando l insieme di misure più efficaci da mettere in pratica. Del masterplan - spiega l assessore all ambiente Caterina Biti - faranno parte tutti i progetti e le iniziative più significative messe a punto a Firenze in questi anni sul piano della sostenibilità: dalle pedonalizzazioni al Piano strutturale a volumi zero, dalle politiche per incentivare l elettrico agli interventi sul verde pubblico. Grazie al modello matematico, sarà quindi possibile avere una formula numerica precisa che dimostri quanto è possibile guadagnare ambientalmente: per esempio quanta C02 si risparmia con una pedonalizzazione, e così via. E significativo inoltre - continua Biti - che Firenze sia stata accomunata ad con altre città europee leader nel settore della sostenibilità come Bristol, green capital 2015 ed esperta nel settore ICT, e Donostia-San Sebastian, capitale europea della cultura 2016 ed esperta nel settore energie rinnovabili ed efficienza energetica. Il progetto è biennale e vede la partecipazione di 10 partner, ha un importo complessivo di oltre 2,6 milioni di euro ed è cofinanziato dalla Commissione Europea per circa due milioni. Fonte: sito internet infobuild energia News nazionali: Rinnovabili: Gse. Disomogeneità di regole sulle rinnovabili 09/12/2013. Dal rapporto "Regolazione regionale della generazione elettrica da fonte rinnovabile" presentato dal Gse, il Gestore dei servizi energetici, emerge una disomogeneità delle modalità necessarie per ottenere autorizzazioni all'installazione di impianti di fonti rinnovabili. Anche solo cambiando Provincia o Comune, le modalità possono cambiare. "Questo incontro - ha spiegato il direttore studi e statistiche del Gse, Costantino Lato - non serve solo a rappresentare la situazione attuale ma anche a sentire gli attori, del mercato e istituzionali, per raccogliere le idee per migliorare e razionalizzare il sistema delle autorizzazioni, diffondendo le migliori pratiche". Il prossimo passo, dopo la fotografia normativa, sarà quella di confrontare le diverse norme e cercare di capire quali sono quelle che funzionano meglio e che garantiscono i tempi minori per le autorizzazioni. Lato però sottolinea che in Italia "il problema non sono solo le regole, dipende se sono rispettate o meno, spesso sono buone ma deve essere migliorata la governance per rendere il sistema più efficiente". In Italia sono 81 gli enti, tra Regioni e Province, competenti al rilascio dell autorizzazione unica per gli impianti a fonti rinnovabili; 68 amministrazioni svolgono funzioni di autorità competente per le procedure di VIA, mentre 13 Regioni hanno aumentato la soglia di applicabilità, fino a 1 MW di potenza, dei regimi autorizzativi semplificati (Procedura abilitativa semplificata), spiega il rapporto redatto dallo stesso GSE su indicazione del Ministero dello Sviluppo economico. Dal documento, che scatta una dettagliata istantanea del federalismo energetico al 30 novembre 2013, emerge inoltre che in circa due terzi delle Regioni italiane sono state individuate zone non idonee alla costruzione di impianti fotovoltaici ed eolici, in sette Regioni aree non idonee per gli impianti a biomassa e biogas, in 5 per l idroelettrico e in 2 Regioni per il geotermico. L analisi, oltre a offrire una mappa completa degli enti che sono attualmente responsabili dei procedimenti amministrativi per gli impianti a fonti rinnovabili, traccia un quadro d insieme a livello nazionale che consente di evidenziare le scelte normative, in senso restrittivo o ampliativo, attuate dalle Regioni per modificare o integrare la normativa nazionale, anche in attuazione del cosiddetto principio del Burden Sharing, che ripartisce a livello regionale gli obiettivi italiani al Fonte: sito internet edilio Rinnovabili: Sotto i riflettori l'emendamento ammazza-rinnovabili 06/12/2013. Alla Camera i riflettori sono puntati sul comma 99 del ddl Stabilità, la modifica approvata al Senato sul tema del capacity payment e subito ribattezzata emendamento ammazza-rinnovabili. Ora che il maxiemendamento alla Legge di Stabilità è in mano a Montecitorio, ci si aspetta di capire quali saranno le sorti del provvedimento in questione che getta una profonda ombra sullo sviluppo energetico sostenibile dell Italia. Dopo la promessa del Ministro Orlando di voler proporre d intesa con il ministero dello Sviluppo economico una modifica al criticato comma 99, anche Ermete Realacci (Pd), presidente della Commissione Ambiente alla Camera, fa sapere che qualcosa si sta muovendo in tal senso: Ho presentato oggi in commissione un emendamento soppressivo del cosiddetto emendamento ammazza-rinnovabili, il comma 99 del Ddl Stabilità approvato al Senato e che introduce una forma di capacity payment per le centrali termoelettriche finanziato dal contributo di tutte le fonti di energia, rinnovabili incluse, ai costi di mantenimento in sicurezza del sistema elettrico.

3 Si tratta, continua Realacci di un comma che difende interessi del passato anziché guardare al futuro [ ] non ci sono dubbi infatti sulla direzione da seguire: il futuro dell energia è nel risparmio energetico, nell efficienza, nell innovazione, nella ricerca, nella fonti rinnovabili. Fonte: Rinnovabili.it Materiali e tecnologie innovative: Bambù al posto dei tondini nel calcestruzzo Cresce velocissimo fino a 1 metro al giorno-, ha un'elevata resistenza alle trazioni, è flessibile, disponibile a poco prezzo e molto resistente. Parliamo del bambù, un materiale 100% naturale che sta diventando sempre più competitivo sul mercato delle costruzioni green. TEAM DI RICERCA SVIZZERO-ASIATICO. Lo dimostra il caso del Future Cities Laboratory, laboratorio di ricerca basato a Singapore, che, in collaborazione con l'istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo (ETH Zurich), sta testando il bambù, con l'obiettivo di lanciarlo come sostituto delle armature in acciaio utilizzate per sorreggere il calcestruzzo armato. SINGAPORE IMBOCCA LA STRADA DELL'EDILIZIA GREEN. Il fatto che questo progetto di ricerca sia nato a Singapore non è casuale. Attualmente la città asiatica sta infatti attraversando una fase di vero e proprio boom delle costruzioni e, sempre più, progettisti e ingegneri prestano attenzione agli impatti ambientali e alla sostenibilità del processo di costruzione. Ad esempio recentemente la Building and Construction Authority (BCA) ha stabilito che a partire dal 2017 i progetti di edilizia pubblica dovranno essere certificati come Green. L'IMPRONTA DI CARBONIO DELLA FIBRA DI BAMBÙ RESTA MOLTO BASSA. Il bambù, spiegano i ricercatori del Future Cities Laboratory, potrebbe contribuire alla causa dell'edilizia verde. Le industrie delle costruzioni e manifatturiere producono circa il 5 per cento delle emissioni di gas serra della nazione, è stato calcolato in fase di ricerca. Tra le modalità per ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera, il team di ricerca, guidato dal Professore Dirk Hebel del Future Cities Laboratory, spiega come il bambù potrebbe risultare essenziale. Anche con tutta l'energia coinvolta nella spaccatura dei pezzi di bambù e nella loro compressione con il calore e collanti, l'impronta di carbonio della fibra di bambù non è che una minima frazione rispetto a quella dell'acciaio, spiega il Professor Hebel. OBIETTIVO: MESSA IN COMMERCIO DEL BAMBÙ RINFORZATO ENTRO 3 ANNI. In particolare, i ricercatori hanno sperimentato come il bambù tenda ad immagazzinare il carbonio, piuttosto che rilasciarlo, contribuendo in questo modo ad abbattere le emissioni inquinanti. Ora il team svizzero-asiatico sta testando diverse "ricette" per rendere ancora più forti e meno deperibili le barre di bambù. L'auspicio, dichiara il capo-ricerca Hebel, è entrare in commercio nel settore costruzioni asiatico entro tre anni. Rapporti e studi: Bruxelles: troppo poche le città europee preparate al cambiamento climatico Se è vero che molti governi europei hanno stabilito obiettivi nazionali per adattarsi al cambiamento climatico e abbattere le emissioni inquinanti, lo stesso discorso non vale per molte delle principali città comunitarie. ANALIZZATE 200 (MEDIE E GRANDI) CITTÀ EUROPEE. Sono alcune delle tendenze emerse dall'articolo recentemente pubblicato sulla rivista Climatic Change dalla ricercatrice Diana Reckien della Columbia University, che insieme a un team composto da esperti di clima, geografi e sociologi, ha condotto un'analisi di 200 grandi e medie aree urbane dove con grandi si intendono centri con più di persone e medie con poco più di provenienti da 11 nazioni differenti (Austria, Belgio, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito). 1 CITTÀ SU 3 NON HA ALCUN PIANO DI MITIGAZIONE DELLE EMISSIONI INQUINANTI. Nello studio si legge come, oggi, una città su tre (di quelle esaminate) non ha nessun programma per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, mentre sette città su dieci non ha predisposto ancora nessun piano per adattarsi al cambiamento climatico in atto. Si tratta di dati rilevanti, sottolinea la Reckien, se si considera che le città - con i loro sistemi di riscaldamento, trasporti pubblici, uffici, scuole, fabbriche, etc - rappresentano tra il 31 per cento e l'80 per cento delle emissioni globali di gas serra e sono estremamente vulnerabili a fenomeni climatici violenti, come inondazioni, tempeste e temperature estreme. REGNO UNITO, PAESE VIRTUOSO. Le città, spiega lo studio, possono predisporre piani di adattamento o abbattimento degli inquinanti in maniera indipendente dallo stato di appartenenza, con risvolti più o meno positivi. Complessivamente, 130 delle 200 città esaminate presenta un piano di mitigazione e il 28 per cento dispone di un piano di adattamento climatico. Lo studio ha fatto emergere il Regno Unito come paese virtuoso : più del 90 per cento delle città britanniche esaminate presenta un piano di mitigazione delle emissioni inquinanti, contro solo il 42 per cento delle città in Francia e in Belgio. Ancora, tra le 30 città esaminate in Gran Bretagna, l'80 per cento dispone di piani di adattamento climatico, contro 13 su 40 città tedesche e 5 su 26 città spagnole. E IN ITALIA? Nel nostro Paese solo una città Padova - dispone di un piano per l'adattamento climatico, mentre le altre 31 analizzate, tra le quali Roma, Milano, Genova e Venezia non ci hanno ancora pensato, sottolinea lo studio. Va però ricordato l'esempio virtuoso di Bologna, che ha lanciato il progetto BLUE AP (Bologna Local Urban Environment Adaptation Plan for a Resilient City), in risposta al Libro Bianco L adattamento ai cambiamenti climatici: verso un quadro d azione europeo (2009) con cui l UE ha affermato la necessità di un intervento puntuale e coerente in merito

4 alle misure di adattamento che i paesi dovranno adottare per fare fronte ai cambiamenti climatici in atto. Il Comune di Bologna coordina il progetto, che coinvolge altri tre partner: Kyoto Club, Ambiente Italia e ARPA Emilia Romagna Rapporti e studi: Rapporto mensile Terna: -2% per la domanda di energia, fotovoltaico a +16,9% 10/12/2013. Continua a calare anche a novembre la richiesta di energia elettrica, crescono il geotermico, eolico e fotovoltaico Terna ha pubblicato sul proprio sito il Rapporto mensile sul sistema elettrico da cui emerge un calo del 2%, ripetto a novembre dello scorso anno, della richiesta di energia elettrica in Italia, pari a 25,7 miliardi di kwh. La variazione è stata negativa al nord (-3,2%) e al centro (-1,5%) e leggermente positiva al sud (+0,3%). I 25,7 miliardi di kwh richiesti nel mese di novembre 2013 sono distribuiti per il 46,7% al Nord, per il 29,1% al Centro e per il 24,2% al Sud. Nel mese di novembre 2013 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l 84,3% con produzione nazionale e per la quota restante (15,7%) dal saldo dell energia scambiata con l estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,8 miliardi di kwh) è in linea con i volumi del novembre del 2012 (-0,2%). Il dato come sempre significativo è che sono ancora in crescita le fonti di produzione geotermica (+10,2%), eolica (+15,7%) e fotovoltaica (+16,9%). In calo le fonti di produzione idrica (-1,6%) e termoelettrica (-2,4%). Il bilancio energetico. La richiesta di energia elettrica in Italia nel mese di novembre Complessivamente dall'inizio dell'anno il valore cumulato della produzione netta ( GWh) risulta in calo del 3,8% rispetto allo stesso periodo del Da notare una crescita importante delle rinnovabili, con un +18.5% per il fotovoltaico e +19.5% per l'eolico. Il saldo estero risulta negativo (-1,9%). Complessivamente il valore della richiesta di energia elettrica con GWh fa segnare nel periodo una diminuzione del 3,5% rispetto al Fonte: sito internet indìfobuild energia Rapporti e studi: Rinnovabili, il rapporto del Gse sul federalismo energetico Il Gse ha pubblicato il rapporto Regolazione regionale della generazione elettrica da fonti rinnovabili, che presenta, in chiave comparativa, il quadro aggiornato al 30 giugno 2013 degli interventi compiuti dalle Regioni per attuare, modificare o integrare le norme nazionali in materia di autorizzazioni per gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il documento considera i regimi autorizzativi specifici, le procedure di valutazione ambientale connesse, i procedimenti amministrativi per la concessione di acque superficiali e di risorse geotermiche; un complesso di funzioni amministrative quasi tutte conferite alle Regioni e, in molti casi, da queste delegate alle Province. E esaminato, inoltre, l esercizio della facoltà attribuita alle Regioni di individuare aree non idonee alla installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. COMPETENZE PER IL PROCEDIMENTO AUTORIZZATIVO UNICO E VALUTAZIONI AMBIENTALI. L analisi del quadro normativo regionale consente di ricostruire lo scenario d insieme, a livello nazionale, delle diverse scelte compiute dalle Regioni nell individuazione delle autorità competenti al rilascio dell autorizzazione per gli impianti di produzione elettrica alimentati da fonti rinnovabili In particolare, emerge che otto Regioni, tra cui tutte quelle meridionali ad esclusione della Campania, sia a Statuto ordinario che speciale, prevedono l attribuzione in modo esclusivo all amministrazione regionale stessa delle funzioni amministrative per il procedimento autorizzativo. Tra le Regioni a Statuto ordinario centro-settentrionali, il Veneto è l unica fino ad oggi che ha trattenuto a sé in via esclusiva l esercizio della funzione autorizzativa. Solo tre Regioni a Statuto ordinario (Liguria, Umbria e Lazio) hanno mantenuto intatto il disegno originario previsto dal D.Lgs. n.112/98, con l attribuzione esclusiva alle Province delle funzioni amministrative per l autorizzazione degli impianti. Dalla ricognizione svolta emerge che in Italia, al 30/06/2013, sono 81 le amministrazioni pubbliche tra Regioni e Province, che esercitano le funzioni amministrative del procedimento unico per il rilascio della autorizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Per quanto riguarda le procedure di valutazione ambientale degli impianti di generazione elettrica alimentati da fonti rinnovabili, nella scelta delle Regioni prevale l opzione di individuare l amministrazione regionale stessa come autorità competente dei procedimenti amministrativi, essendo solo sette le Regioni (Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Puglia e Lombardia) che con varie opzioni hanno, in parte, delegato alle amministrazioni provinciali le funzioni di autorità competente. La ricognizione effettuata consente di individuare, tra Regioni e Province, 68 amministrazioni che svolgono le funzioni di autorità competente per le procedure di VIA connesse alla realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Occorre segnalare che alcune Regioni sono attualmente impegnate nella revisione delle proprie normative in attuazione del D.Lgs. n.128/2010, e che il quadro delle norme regionali qui aggiornato al 30/06/2013 è tuttora in corso di evoluzione. Il combinato disposto delle disposizioni regionali in materia di procedimento autorizzativo e procedure di valutazione ambientale collegate alla realizzazione degli impianti fa emergere cinque casistiche di distribuzione delle competenze. L opzione più diffusa (adottata da Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna) è quella dell esercizio a livello regionale delle funzioni autorizzative e per le valutazioni ambientali. Per le altre due Regioni che esercitano la funzione autorizzativa a livello regionale (Veneto e Puglia) le funzioni di autorità competente per le procedure di valutazione ambientale degli impianti sono ripartite tra Regione e Province. Per le tre Regioni che hanno attribuito in

5 via esclusiva le funzioni autorizzative alle Province (Liguria, Umbria e Lazio), le procedure di VIA sono invece attribuite esclusivamente alla Regione. Infine per le sette Regioni che hanno ripartito le funzioni autorizzative tra l amministrazione regionale e quelle provinciali, troviamo due casi (Friuli Venezia Giulia e Campania) in cui l autorità competente per le valutazioni ambientali è esclusivamente la Regione e cinque casi (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Marche) in cui sia le funzioni autorizzative che quelle per le procedure di valutazione ambientale sono ripartite tra l amministrazione regionale e le amministrazioni provinciali. REGOLAZIONE REGIONALE DEI REGIMI AUTORIZZATIVI SEMPLIFICATI. Il D.Lgs. n.28/2011 ha introdotto molteplici disposizioni che rimandano alla necessità o alla possibilità di specifiche normative regionali attuative. I principali rimandi a ulteriori provvedimenti regionali sono riferiti alla disciplina dei regimi autorizzativi per gli impianti. Nel rapporto è stato esaminato come le Regioni hanno utilizzato le facoltà di intervento previste dalla normativa nazionale per regolare il ruolo dei regimi autorizzativi semplificati (Procedura Autorizzativa Semplificata e Comunicazione), e quindi come ne hanno esteso il ruolo, e al contempo ridotto quello del procedimento autorizzativo unico e della PAS. Di particolare rilievo è l art.6 del D.Lgs. n.28/2011 dove, al comma 8, si stabilisce che le Regioni possano innalzare fino a un 1 MW le soglie previste dal D.Lgs. n.387/2003 e dal DM Linee Guida del 10 settembre 2010 per gli impianti soggetti a PAS (ex Denuncia di Inizio Attività, DIA). Al 30 giugno 2013 si registrano ben 13 casi di Regioni che sono intervenute per disciplinare il regime di applicazione della PAS. In tale casistica di regolazione regionale ricadono anche casi di natura restrittiva come quello dell Umbria che prevede il regime di Autorizzazione Unica per gli impianti idroelettrici anche al di sotto della soglia prevista dalle norme nazionali e i casi delle disposizioni previste da alcune Regioni a Statuto speciale. Il Friuli Venezia Giulia, il Lazio, l Abruzzo, la Calabria e la Basilicata sono le cinque Regioni che hanno esteso in modo generalizzato l applicazione della PAS fino a 1 MW a tutte le tipologie di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili. In cinque Regioni a statuto ordinario (Piemonte, Toscana, Marche, Molise e Campania) si utilizzano solo le soglie previste dalla normativa nazionale per la PAS. Sono quindi nove le Regioni che hanno esercitato in modo parziale le possibilità d intervento previste dal D.Lgs. n.28/2011, ed hanno esteso, in modo più o meno rilevante, l applicazione del regime della PAS. Tra queste si possono distinguere: i casi di Regioni che hanno esteso la soglia della PAS ad 1 MW per quasi tutte le fonti, con alcune limitazioni come la Puglia e la Sicilia; i casi diffusi di Regioni che hanno esteso le soglie per la PAS solo per alcune fonti e tipologie di impianti, o che adottano soglie con valori intermedi tra quelli previsti minimi dalla normativa nazionale e la soglia massima di 1 MW. Il comma 11 dell art.6 del D.Lgs. n.28/2011 prevede invece che le Regioni possono estendere il regime della Comunicazione fino alla soglia di 50 kw, rispetto a quelle fissate dal DM Linee Guida. Inoltre le Regioni possono estendere l applicazione della Comunicazione anche agli impianti fotovoltaici di qualsivoglia potenza da realizzare sugli edifici. La facoltà di estendere in modo generalizzato il regime della Comunicazione fino alla potenza di 50 kw per tutti i tipi di impianti è stata utilizzata da tre Regioni: Lazio, Puglia e Basilicata. In questo caso sono undici le Regioni in cui si applicano solo le indicazioni delle normative nazionali per l applicazione del regime della Comunicazione. Sono quattro le Regioni (Lombardia, Toscana, Umbria e Sicilia) che hanno esercitato in modo parziale le possibilità d intervento previste dal D.Lgs. n.28/2011, ed hanno, in modo più o meno rilevante, esteso l applicazione del regime della Comunicazione. ZONE NON IDONEE ALLA INSTALLAZIONE DEGLI IMPIANTI ALIMENTATI DA FONTI RINNOVABILI. Il comma 10 dell articolo 12 del D.Lgs. n.387/2003 e s.m.i prevede che le Regioni, in attuazione delle Linee Guida sul procedimento autorizzativo unico, possano individuare aree non idonee alla installazione di specifiche tipologie di impianti. Il punto 17 delle Linee Guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili emanate con il DM del 10 settembre 2010, specifica le modalità di individuazione delle zone non idonee da parte delle Regioni e rimanda all allegato 3 del DM per una ulteriore definizione dei criteri di individuazione delle stesse. Nel rapporto del Gse sono state individuate zone non idonee per il fotovoltaico e l eolico in circa due terzi delle Regioni italiane, mentre sono 7 le Regioni che le hanno definite per gli impianti a biomassa e 6 per gli impianti a biogas, 5 i casi di zone non idonee per l idroelettrico e 2 per il geotermico. In 4 Regioni a Statuto ordinario non sono state definite le zone non idonee per nessun tipo di impianto (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Campania), e in 2 Regioni sono state individuate per tutti i tipi di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (Molise e Umbria). Occorre segnalare che sono in itinere altri provvedimenti di individuazione di zone non idonee: per le biomasse e l eolico in Toscana. Per il fotovoltaico, in nove Regioni l individuazione delle zone non idonee è stata effettuata solo per gli impianti a terra. VALUTAZIONI AMBIENTALI. Per quanto riguarda la regolazione regionale per le procedure di Valutazione d Impatto Ambientale (VIA) e Verifica di Assoggettabilità (VA) degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, oggi le normative di quasi tutte le Regioni italiane (ad esclusione di Emilia Romagna, Campania, Calabria e Sicilia), contemplano interventi di regolazione delle procedure di VIA e VA specificamente rivolti a queste tipologie di interventi. In linea generale si possono distinguere gli interventi di carattere restrittivo finalizzati ad ampliare le casistiche di progetti soggetti a valutazione degli impatti ambientali e quelli di carattere estensivo, volti invece a ridurre le tipologie di progetti soggetti alle procedure di valutazione ambientale. PROGRAMMAZIONE REGIONALE. Il nuovo ciclo di politiche UE ( ) per la promozione delle fonti rinnovabili ha introdotto obiettivi vincolanti di penetrazione nei consumi di energia dei Paesi membri, e l obbligo di una specifica programmazione rappresentata dai Piani di Azione Nazionali (PAN) per le fonti rinnovabili. Il PAN italiano ha suddiviso l obiettivo nazionale 2020 del 17%, attribuito all Italia dalla Direttiva 2009/28/CE, come segue: per il settore

6 riscaldamento/raffreddamento il PAN fissa un target del 17.1%; per il settore elettrico il PAN fissa un target del 29.9%; per il settore del trasporto il PAN fissa un target del 10.1%. La normativa italiana ha previsto la ripartizione dell obiettivo nazionale tra le Regioni ( Burden Sharing regionale) con la definizione di obiettivi regionali 2020 obbligatori fissati tramite decreto ministeriale e una successiva fase di recepimento di questi obiettivi in nuovi atti di programmazione regionale. Con il Decreto Ministeriale 15 marzo 2012 (DM Burden Sharing ) del Ministero dello Sviluppo Economico è stata effettuata la ripartizione tra le Regioni degli obiettivi nazionali 2020 di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili (FER) fissati dal PAN. Gli obiettivi fissati per le Regioni riguardano solo i consumi elettrici e quelli per riscaldamento/raffreddamento e sono quindi esclusi i consumi per trasporti che vengono considerati un obiettivo che dipende quasi esclusivamente da strumenti nella disponibilità dello Stato. Di conseguenza la parte di obiettivo nazionale del 17% ripartita tra le Regioni corrisponde ad un target ridotto al 14.3% (84.1% dello sforzo complessivo). Dal rapporto del Gse risulta che a più di un anno dalla emanazione del DM 15 marzo 2012 solo la Sardegna e Trento hanno approvato un atto di indirizzo che recepisce compiutamente l obiettivo assegnato per il Alcune Regioni hanno avviato le procedure per l adozione dei nuovi piani con gli obiettivi 2020 assegnati, procedure che includono la Valutazione Ambientale Strategica (VAS). LE LINEE D'AZIONE. Nel rapporto il Gestore dei Servizi Energetici indica alcune linee di azione che potrebbero essere sempre più condivise e perseguite per consolidare il processo di coordinamento e attuazione delle politiche italiane di sviluppo delle fonti rinnovabili: - miglioramento della prassi di cooperazione interistituzionale, adeguata all esercizio delle responsabilità nazionali e regionali in materia di politiche energetiche, nell ottica dell interesse generale del Paese; - attuazione della seconda fase del Burden Sharing regionale, quella in cui le Regioni dovranno adeguare ai nuovi obiettivi regionali 2020 i propri piani energetici regionali, da sottoporre a valutazione ambientale strategica; - adozione di Linee Guida a livello nazionale per la formulazione e l adeguamento dei programmi regionali di sostegno, anche indiretto, alle fonti energetiche rinnovabili e per la gestione dei procedimenti autorizzativi, sia sotto il profilo amministrativo che dell efficacia nell uso degli strumenti di informazione e partecipazione; - promozione di strumenti condivisi di monitoraggio in itinere e valutazione di efficacia, efficienza e coerenza delle politiche di promozione delle fonti rinnovabili a livello delle responsabilità centrali, regionali e locali; - sviluppo del monitoraggio sull efficacia e la funzionalità di procedimenti e regimi autorizzativi di competenza di Regioni e enti locali; - promozione di iniziative di verifica e scambio delle esperienze e formazione tra i soggetti responsabili dei procedimenti autorizzativi; - sviluppo di una piattaforma informativa comune tra Stato, Regioni ed enti locali che possa assicurare, in modo uniforme, una adeguata informazione sulle politiche pubbliche a livello nazionale e regionale, sia in termini di programmi di sostegno, sia in termini di procedure e procedimenti autorizzativi. Un momento di verifica importante sarà certamente la predisposizione della seconda relazione biennale di monitoraggio dell attuazione della Direttiva 28, che in base all articolo 22 dovrà essere redatta da ogni Paese membro e presentata alla Commissione Europea entro il 31 dicembre Rapporti e studi: RSI, l effetto Report rafforza la spinta alla sostenibilità Il reporting sulla responsabilità sociale d'impresa è diventato uno standard di business riconosciuto a livello globale, tanto che ad adottarlo è ormai oltre il 70% delle aziende più importanti del mondo. Lo attesta l'ottava edizione della ricerca Kpmg Corporate Responsibility Reporting, uno studio di particolare peso per l'ampio campione esaminato (le prime 100 aziende per ricavi di 41 Paesi, per un totale di 4100 imprese). L'analisi, che viene elaborata ogni due anni, sarà presentata oggi contemporaneamente nelle principali capitali economiche dell'occidente. L'Italia non sfigura nel contesto internazionale: benchè non vi sia alcuna nostra azienda nel cluster delle imprese d'eccellenza, il campione tricolore è quello che raggiunge in media il punteggio più elevato in termini di qualità del reporting (85 su un massimo teorico di 100). «In Italia si lavora sui temi della Csr da molti anni, quindi c'è una buona preparazione», spiega Piermario Barzaghi, partner del network Kpmg e responsabile dell'area CSI. «Negli altri Paesi c'è grande distanza tra le best practices e la media delle imprese attivamente impegnate, mentre da noi si registrano numerose performance di rilievo, senza picchi di assoluta eccellenza. Va considerato che, nel nostro Paese, si è costretti a inseguire sempre e solo le direttive europee, visto il carattere del tutto volontario del reporting, mentre altrove esistono norme specifiche, incentivi oppure vincoli di legge su base nazionale». Il risultato finale, secondo Barzaghi, è comunque positivo «perchè in Italia, nonostante la crisi, la crescita delle attività di reporting continua, laddove in Paesi come la Spagna e la Gran Bretagna sta vistosamente rallentando». A livello globale, tra le prime 250 aziende per ricavi la percentuale di adozione dei report di sostenibilità è del 93%. «Ormai il dibattito non è più se occorra adottare o meno questi report spiega Barzaghi" ma piuttosto cosa rendicontare e come. La vera sfida è diventata quella di identificare correttamente i temi ambientali e sociali più rilevanti per gli stakeholders e di portarli al centro delle strategie d'impresa». Lo studio evidenzia, in particolare, un forte incremento del reporting in Asia, dove il 70 % delle «big companies» pubblica una forma di rendicontazione, con un incremento del 22% rispetto alla precedente edizione della ricerca. Inoltre, circa la metà delle aziende che sviluppano modalità di reporting sulla Csr includono informazioni di sostenibilità anche nei report finanziari (la quota era solo del 20% nell'edizione del 2011). Sul fronte della qualità, però, non tutto ciò che brilla è oro: la ricerca di Kpmg segnala che solo il 20% delle 250 «big» globali riporta un chiaro collegamento tra le performance di Csr e la retribuzione del

7 management, mentre si ferma al 23% la quota delle società che pubblicano un reporting bilanciato, in cui si menzionano non unicamente i successi, ma anche i feedback sulle aree di miglioramento. II rischio, dunque, è ancora una volta quello che si ponga maggiore zelo nel comunicare i buoni risultati piuttosto che nel denunciare le criticità. A livello settoriale, i comparti in cui il reporting di sostenibilità è più diffuso sono l'elettronìca e l'informatica, il minerario e il farmaceutico. Maglia nera, invece, per le costruzioni e la grande distribuzione. Tra i comparti che negli ultimi anni hanno registrato l'incremento più significativo nella produzione di queste forme di reporting, lo studio Kpmg segnala l'automotive e i media. Da ultimo, ma non meno importante, il tema della regolamentazione: nonostante il reporting di sostenibilità si sia sviluppato ovunque su base volontaria, l'esistenza di norme vincolanti si conferma un driver essenziale per la sua diffusione. Non a caso Paesi come Francia, Danimarca e Sud Africa, dove questa attività è maggiormente praticata, prevedono una regolamentazione ad hoc della materia, in particolare per le società quotate. Fonte: Il Sole 24 Ore, Elio Silva Eventi: Conferenza nazionale La natura dell Italia. Natura ed economia verde, il ministro Orlando lancia un modello di ecosviluppo La natura e l economia verde, quella che guarda al futuro per tentare di proteggere il Pianeta, sono i capisaldi di un green new deal, anche come strada per superare la crisi. E i parchi nazionali insieme con le aree protette sono i luoghi in cui il laboratorio Italia lavora già su innovazione e tecnologia. Questo lo spirito con cui il ministro dell Ambiente Andrea Orlando alza il sipario sulla Conferenza nazionale La natura dell Italia. Biodiversità e aree protette: la green economy per il rilancio del Paese, in corso all università Sapienza a Roma. La salvaguardia della nostra qualità ambientale è un investimento sicuro sul futuro afferma Orlando -. La sfida, che riguarda tutti, è di inaugurare un nuovo corso ambientale per l Italia. L obiettivo che ci poniamo è ambizioso: il raggiungimento di un nuovo equilibrio ambientale, in cui le attività produttive non consumino le risorse naturali, ma contribuiscano a conservarle e integrarle, per consegnarle intatte alle generazioni future. Natura e parchi, lavoro giovane, imprese e turisti. Secondo i dati del ministero dell Ambiente nei parchi ci sono il 17% degli insediamenti produttivi nazionali. La ricchezza complessiva prodotta nel 2011 è pari a 34,6 miliardi. Le imprese attive nelle aree protette sono oltre La biodiversità negli ecosistemi marini italiani vale 9 miliardi di euro all anno. L 11% del territorio italiano è tutelato da parchi nazionali e regionali; si arriva al 22% calcolando i siti di interesse comunitario. Nelle aree parco si registrano 101 milioni di presenze turistiche all anno. Le aree protette sono 871 nelle loro diverse tipologie. In Italia c è la maggior ricchezza di biodiversità in Europa: un terzo degli animali vive nel nostro Paese, quasi il 50 % di quelle vegetali, e i boschi sono cresciuti del 2% negli ultimi 20 anni. Un autostrada di natura che aiuta la conservazione ed insieme con l agricoltura biologica e il Made in Italy agroalimentare, fanno del nostro Paese un paladino della biodiversità. Poi, il ministro apre il capitolo della green economy: Si tratta di una porzione importante del nostro sistema produttivo. I green jobs sono più di 3 milioni, con oltre assunzioni solo nel Una realtà in forte crescita, che necessita di supporto e incentivi. Servono precise e articolate politiche governative, che mettano a frutto anche le opportunità derivate dal nuovo ciclo dei finanziamenti europei Spazio al ruolo dei parchi, gli scrigni del nostro patrimonio naturale: Spero sia finalmente finita la stagione in cui i parchi erano visti esclusivamente come un vincolo sul territorio rileva Orlando -. Nei parchi c è una forte propensione all innovazione ambientale. Inoltre difendono anche beni storici e artistici: oltre centri storici, circa 150 musei, quasi 300 tra castelli, rocche e fortificazioni, oltre 70 ville storiche, circa 200 siti archeologici, quasi 300 edifici di culto. Orlando ricorda infine che considerare lo sviluppo economico e la tutela dell ambiente come obiettivi tra loro inconciliabili è stato un errore pagato a caro prezzo sacrificando sull altare di uno sviluppo senza regole il paesaggio unico del nostro Paese. L auspicio del ministro è che possano esserci un nuovo modello di sviluppo che prenda l ambiente come una straordinaria opportunità. Un green new deal è possibile, una nuova economia orientata alla sostenibilità. Fonte: ANSA Eventi: Green jobs nelle costruzioni, definiti i profili professionali per la certificazione europea Si è concluso a fine novembre il programma europeo Leonardo (Lifelong Learning Programme) EdilMap, iniziato nel 2011, cui Icmq (Istituto di certificazione e marchio qualità per prodotti e servizi per le costruzioni) ha partecipato insieme ad altri partner italiani e europei: Smile, Sistemi e metodologie innovativi per il lavoro e l educazione (capofila), il Dipartimento di linguistica dell Università della Calabria, Itc-Cnr, Reflective Learning-Italy, Stiftung Ecap Schweiz e Technische Universität Dortmund. Edilmap aveva la finalità di mappare il settore dell edilizia relativo alle attività pertinenti la sostenibilità ambientale (green jobs), tenendo conto dell esigenza di valorizzare gli artigiani edili che operano con tecnologie nuove e che intendono differenziarsi attraverso la certificazione, garantendo al mercato preparazione tecnica e abilità pratiche. Individuati quattro profili professionali L attività di scouting - effettuata nelle Marche, in Lombardia e nel Canton Ticino - ha consentito di definire quattro profili professionali in ascesa in termini di occupabilità, ma non ancora validati a livello regionale: installatore e manutentore di impianti fotovoltaici; posatore di serramenti; installatore di sistemi a cappotto ; capocantiere green. Ogni profilo è stato descritto in termini di conoscenze e competenze e messo in coerenza rispetto al quadro europeo delle qualifiche per l apprendimento permanente (Eqf, European Qualification Framework). Sono stati quindi sviluppati curricula formativi e sono stati sperimentati percorsi di certificazione delle competenze acquisite, con check list mirate

8 a portare alla luce le competenze tacite, quelle cioè apprese con la pratica lavorativa e che esulano da percorsi di formazione e istruzione formali. Esami di certificazione Gli esami di certificazione si sono svolti presso l Ecfop di Vimercate (Mb) e l Itc-Cnr di San Giuliano Milanese (Mi). Ai candidati installatori di sistemi fotovoltaici è stato chiesto di assemblare un piccolo impianto composto da quattro pannelli, mentre i candidati serramentisti hanno dovuto posare i serramenti in vani precedentemente realizzati, seguendo tutte le fasi di posa. Conclusa la loro prova, i successivi candidati hanno realizzato il sistema a cappotto sulla stessa parete utilizzata per la posa dei serramenti. Per la figura del capocantiere le competenze sono state verificate con un esame teorico basato su tre casi da affrontare e discutere: gestione del cantiere, inclusi i requisiti di sicurezza; gestione delle risorse; gestione ecocompatibile del cantiere (requisiti green). In totale sono stati certificati 19 candidati. Nel corso dell evento di chiusura, che si è tenuto il 29 novembre a Roma presso la sede nazionale della Cgil, Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) ha auspicato che il progetto venga recepito a livello regionale e Fillea Cgil ha espresso la necessità di promuoverlo al Formedil nazionale. Eventi: Convegno La ricerca energetica in Italia: nodi e prospettive. L impegno ENEA per l innovazione tecnologica del sistema industriale per la produzione energetica. 12/12/2013. Conoscere a fondo i meccanismi che regolano il Sistema della ricerca energetica in Italia è fondamentale per la pianificazione di politiche energetiche di lungo periodo, che in linea con le direttive europee, si pongano l obiettivo di rilanciare gli investimenti nel settore della produzione di energia con tecnologie innovative che permettano di ridurre le emissioni di CO2. Sono queste le parole con cui Giovanni Lelli, Commissario dell ENEA, ha aperto i lavori del convegno La ricerca energetica in Italia: nodi e prospettive. L Italia è tradizionalmente uno dei Paesi più dinamici nel campo della ricerca energetica, ma il trasferimento dei risultati di tali attività al sistema produttivo viene ostacolato dalla propensione a considerare la ricerca come scollegata rispetto allo sviluppo industriale. Si tratta di una tendenza che ritarda lo sviluppo del sistema dell innovazione italiano, anche in campo energetico, e che viene evidenziata dalla scarsa propensione delle imprese a investire in progetti innovativi, già accentuata dalla crisi economica. Solo il rafforzamento del sistema della ricerca e la sua armonizzazione con il tessuto industriale possono consentire alla green economy di affermarsi in Italia, anche grazie agli strumenti operativi e legislativi della Strategia Energetica Nazionale. In questo quadro l ENEA supporta il Ministero dello Sviluppo Economico con un sistema di informazione e monitoraggio che offre una panoramica delle tecnologie energetiche esistenti e delle potenzialità che tali tecnologie possono avere a livello territoriale, anche in termini di ricadute sulla competitività delle imprese sui mercati internazionali e sul piano occupazionale. Nel corso del convegno è stato presentato il libro Ricerca sull Energia di Ugo Farinelli, Consigliere della Fondazione Energia e già Segretario Generale dell AIEE (Associazione Italiana Economisti dell Energia), che fa il punto sullo stato dell arte della ricerca scientifica in campo energetico e sulle criticità che frenano lo sviluppo di questo importante settore tecnologico. Fonte: Enea.it Eventi: 10 start-up nano che sognano in grande La tensione è immancabile, anche dopo una intensa preparazione di tre giorni, prima di presentare il proprio elevator pitch di fronte alla platea di investitori presenti alla prima edizione di From the Lab to the Market, speciale sessione di NanotechItaly 2013 (conferenza internazionale organizzata da Veneto Nanotech, AIRI/Nanotec IT, CNR e IIT) dedicata alle start-up nanotecnologiche, organizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo Start-Up Initiative e il progetto Nanoforce. Ma i dieci team internazionali selezionati, reduci da tre giorni di Boot Camp tenuto dagli angels californiani Bill Barber e Brian Wurfel, di INCube, sono stati preparati alla perfezione per catturare l attenzione e conquistare la platea di investitori, addetti ai lavori e giornalisti, presentando i loro progetti di business focalizzando i punti di forza. Abbiamo chiesto a Brian Wurfel quali sono gli ingredienti fondamentali per il successo di una start-up in ambito nanotecnologico: «Sono gli stessi di tutte le altre start-up: qualità della squadra e qualità degli investitori. Il primo aspetto è fondamentale per il secondo: infatti la comunità degli investitori partecipa quando percepisce che si trova davanti a un team forte, con una buona preparazione tecnica», ci ha spiegato. Gli abbiamo chiesto anche i segreti per rendere attraente la propria idea di business di fronte agli investitori: «Sono essenzialmente tre: avere un team forte, mostrare di comprendere la propria tecnologia, e avere la volontà di chiedere ancora prima che di accettare aiuto e risorse aggiuntive», ha risposto Wurfel.«Bisogna poi riuscire a capire il mercato, i competitor e inmparare a parlare il linguaggio degli imprenditori». Le 10 start-up, selezionate tra le 31 che hanno partecipato da tutta Europa, hanno presentato progetti che vanno dalla tecnologia blu ray per l analisi di vari parametri del sangue della danese BluMag, alle nanocapsule per la cura del cancro dei salentini Cube Labs Nano, alle vernici luminose su pannelli trasparenti della veneta Heliv Group. Tensive è la start-up che avrà l opportunità di aggiudicarsi l investimento in equity di 360 mila dollari messo in palio da 360 Capital Partners, partecipando direttamente alla finale di 360by360 Competition. Federico Martello, il presidente di Tensive, racconta tutte le difficoltà di una start-up che opera in ambito biotech: «Stiamo sviluppando un materiale biodegradabile e vascolarizzabile per la ricostruzione del seno, sia estetica che ricostruttiva, che sostituirà il silicone.

9 Dopo 3 anni di sperimentazione all interno della Fondazione Filarete, dove il nostro team si è formato, abbiamo fondato la nostra start-up, ma la commercializzazione è prevista solo dopo i trial clinici, e quindi non prima di 4 anni». Fonte: sito internet infobuild Eventi: A gennaio a Bolzano la nona edizione di Klimahouse 09/12/2013. Dal 23 al 26 gennaio 2014 Fiera Bolzano ospita la nona edizione di Klimahouse, appuntamento annuale di riferimento sulle tematiche del risanamento e efficienza energetica in edilizia. Come sempre molti ricco programma di eventi formativi e informativi che si affiancano all offerta espositiva delle oltre 400 aziende. Si rinnova nelle giornate di venerdì 24 e sabato 25 gennaio, il tradizionale appuntamento con il Congresso Internazionale organizzato dall Agenzia CasaClima in collaborazione con Fiera Bolzano Costruire con Intelligenza. Ospiti e architetti si confronteranno sulle tematiche più attuali e discusse nell ambito dell edilizia a impatto zero di fama mondiale. La prima sessione sarà dedicata agli edifici del futuro a energia quasi zero Net Zero Energy Building (NZEB). La sessione di sabato sarà invece incentrata sulle sfide che il mondo dell edilizia dovrà affrontare nei prossimi anni: la ricerca di soluzioni innovative per il risanamento energetico degli edifici e la riqualificazione del patrimonio del costruito. Il 23 gennaio Sinergie Moderne Network promuove i nuovi seminari di aggiornamento tecnico professionale Biocasa Felice. Come raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico, isolamento acustico, riqualificazione immobiliare e sostenibilità ambientale nel sistema edificio-impianto. Si rinnova anche nel 2014 l appuntamento con gli enertour, visite tecniche guidate alle CaseClima, ai Net Zero Energy Buildings e agli edifici CasaClima R energeticamente risanati in Alto Adige. Progettisti, committenti, operatori e utenti finali potranno toccare con mano esempi tangibili di edifici e di applicazioni costruttive energeticamente efficienti. L'iscrizione è obbligatoria. Per la prima volta Fiera Bolzano offre il servizio Go to Klimahouse 2014!, un supporto ai visitatori che comprende trasferimento in pullman da diverse città del nord Italia (Milano, Bergamo, Brescia, Bologna, Mantova, Verona, Mestre, Padova e Vicenza) con ingresso in fiera e visita guidata al quartiere ecosostenibile Le Albere di Trento oppure Casanova di Bolzano. Tornano infine i due premi rivolti alle aziende espositrici. Il Marketing Award, organizzato da Fiera Bolzano in collaborazione con una giuria di esperti, valorizza le migliori strategie di marketing e comunicazione delle imprese mentre il Klimahouse Trend, con un format rinnovato ricco di nuovi contenuti e riconoscimenti, individua i prodotti più innovativi ed efficienti in esposizione a Klimahouse. Fonte: sito internet infobuild energia Eventi: Smart City: gli interventi tecnologici per le città del futuro Portare all attenzione del pubblico e delle istituzioni il ruolo centrale che le tecnologie prodotte dalle imprese elettroniche ed elettrotecniche possono ricoprire nella trasformazione delle città in smart cities. Questo l'obiettivo della XII Giornata della Ricerca, Progettare le Smart City: fornitori di tecnologie e stakeholder a confronto per costruire le città del futuro, svoltasi oggi presso la sede di Anie Confindustria, che ha visto la partecipazione non solo delle aziende Anie, portatrici delle più innovative tecnologie, ma anche dei rappresentanti della PA nazionale e locale, potenzialmente interessati all implementazione di progetti Smart City. Fondamentale la componente tecnologica Benché non esista una definizione univoca del concetto di smart city, è indubbio che il comune denominatore di ogni sua interpretazione sia la prevalente componente tecnologica. La costruzione di uno spazio digitale integrato, basato su piattaforme tecnologiche avanzate, è solo il primo passo per la realizzazione di una città intelligente. Occorre infatti un elevata trasversalità nell applicazione delle nuove tecnologie ad ambiti molto diversificati, rinnovando così le infrastrutture esistenti. L industria dell elettronica ed elettrotecnica può allora dare un contributo imprescindibile in questo processo: energia e building, trasporti e mobilità, sicurezza e automazione, sono solo alcuni dei settori chiave in cui le aziende Anie operano. Le imprese aderenti alla Federazione, che nel corso della Giornata hanno avuto l occasione di illustrare ai presenti la portata innovativa del loro lavoro, hanno dimostrato che è ormai tempo di smettere di discutere circa ciò che potrebbe essere fatto per la realizzazione della Smart City e di iniziare a concretizzarla, anche attraverso interventi che possono sembrare minori, ma che in realtà costituiscono comunque un passo in avanti verso la città del futuro. Il ripensamento dello spazio urbano risponde ad alcuni problemi concreti che il futuro pone: aumento della popolazione mondiale, ampi fenomeni di urbanizzazione, crescita della domanda di energia, maggior sensibilità all impatto ambientale. Se è vero che entro il 2030 la popolazione urbana raggiungerà quota 60%, diventa fondamentale per l Italia uno sfruttamento razionale dei nuovi Fondi Europei di Sviluppo Regionale , in vista dei quali l Unione europea ha chiesto a tutti gli Stati membri di dotarsi di un apposita Agenda urbana. In questo senso l Italia ha deciso di dotarsi di uno specifico PON (Programma Operativo Nazionale) dedicato alle città metropolitane. Gli interventi tecnologici Le aree di intervento a cui ABB dà priorità in Italia sono i trasporti, sia pubblici che privati; l'automazione di case e fabbricati (per migliorarne l efficienza, per ridurne le emissioni e contenerne i consumi, siano edifici pubblici o privati); il miglioramento dell'utilizzo, della resa e dell'integrazione delle fonti rinnovabili; il settore delle comunicazioni. Questi in sintesi gli altri interventi tecnologici proposti dalle aziende dell'anie: innovazione al servizio della Green Mobility (Ansaldo Breda); il progetto NEW CAB ELARC per lo sviluppo di una nuova cabina di trasformazione per l'allacciamento alle reti (Cep); soluzioni impiantistiche e prodotti per la Smart City (Gewiss); stazione di ricarica con accumulo integrato, studiata per applicazioni domestiche, residenziali ed aree pubbliche in grado di ottimizzare il processo di ricarica e di minimizzare l impatto sulla rete di alimentazione (Green Energy Solution); il progetto ZEUS

10 (Zero Emission Urban Solutions) per micro reti intelligenti per soluzioni di elettrificazione residenziale e remota (Nidec Asi); il progetto per la diffusione della cultura del recupero degli oli vegetali esausti per destinarli ad impianti di produzione di energia elettrica; il posizionamento di una postazione che si interfaccia con il pubblico, atta a selezionare, ritirare ed accumulare materiali ad alto valore di riciclo (Ressolar); postazioni multifunzionali per il parcheggio e la ricarica di veicoli elettrici leggeri in contesto di mobilità urbana (Generali Sistemi Scame Parre); piattaforma per la gestione della Smart Polygeneration Microgrid di Savona (Siemens); Internet of Things come fattore abilitante nella città del futuro (STMicroelectronics). Eventi: Il Polimi confronta il Pay-Back degli interventi in efficienza E' stata presentata a Milano la terza edizione dell Energy Efficiency Report dell'energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, documento che affronta il tema dell efficienza energetica nei settori residenziale, industriale, dei servizi e della Pubblica Amministrazione, analizzando per ciascuno di essi gli ambiti maggiormente interessanti ed energivori. CON E SENZA INCENTIVI. Per valutare la convenienza economica dell adozione delle soluzioni per l efficienza energetica nei differenti ambiti considerati, è stato calcolato il tempo di Pay-Back, parametro preso in considerazione dai soggetti investitori durante il processo decisionale di valutazione di un intervento in efficienza energetica. Questo indicatore, che indica l istante temporale in cui l investimento nella soluzione di efficienza energetica viene interamente ripagato, è stato calcolato sia in assenza che in presenza di (eventuali) incentivi a supporto delle diverse tecnologie, e successivamente comparato con un valore soglia, variabile in funzione dell ambito di applicazione considerato (e quindi delle peculiarità dello specifico decisore). L'ANALISI. Dall analisi della convenienza economica delle soluzioni per l efficienza energetica in base al tempo di Pay- Back è emerso che, in generale, i valori «soglia» ritenuti accettabili dai diversi potenziali investitori sono piuttosto stringenti (1-2 anni in ambito industriale, 2-3,5 anni in ambito terziario e Pubblica Amministrazione, 4-6 anni in ambito residenziale), come testimonia il fatto che solo un numero ridotto di tecnologie raggiunge la convenienza economica in assenza di incentivi, vale a dire illuminazione, aria compressa, inverter, UPS (solo in caso di sostituzione forzata ) e sistemi di gestione dell energia in ambito industriale, illuminazione, inverter, sistemi di building automation, UPS (solo in caso di sostituzione forzata ) e cogenerazione negli altri ambiti. A VOLTE GLI INCENTIVI NON SONO SUFFICIENTI. L ulteriore valutazione del tempo di Pay-Back al netto degli incentivi fa emergere che l impatto dei regimi incentivanti sul ritorno degli investimenti è, nella maggior parte dei casi, rilevante in termini assoluti, ma non sufficiente a far raggiungere la convenienza economica a quelle tecnologie che di per sé non lo sono, ad accezione della cogenerazione in ambito industriale, la quale gode dei Titoli di Efficienza Energetica cosiddetti TEE-CAR. In questo senso, ancora una volta appare lecito chiedersi quale sia il ritorno sull investimento fatto dal legislatore. Estero: In Gran Bretagna una casa bio da 180 euro In soli 8 mesi e utilizzando sabbia, argilla, paglia, acqua e materiali di recupero presi dai cassonetti dell'immondizia, Michael Buck ha costruito nel suo giardino dell Oxfordshire (GB) una casa biodegradabile spendendo all'incirca 180 euro. MATERIALI. Per la costruzione del tetto è stato utilizzato del legno e della paglia, mentre la pavimentazione è stata realizzata con delle doghe di legno abbandonare da un vicino di casa. Gli unici materiali non biodegradabili sono i vetri, scarti di un camion, e i chiodi. IMPIANTI. Per quanto riguarda la parte "impiantistica", la casa non è dotata di elettricità, mentre il riscaldamento proviene da un forno a legna posto sotto la mezzanine dove si trova il letto. L acqua è invece garantita da una fonte naturale presente all esterno e l illuminazione avviene grazie alle candele. IN AFFITTO. Una volta completata, Mr. Buck ha deciso di affittare la proprietà che attualmente viene sfruttata da un lavoratore agricolo che paga l'affitto con il latte e la panna prodotto dalle sue mucche. Estero: ASHRAE premia gli edifici innovativi La Fondazione Packard, l'impresa di costruzioni McKinstry e l'azienda Fromagerie des Basques sono tra le organizzazioni i cui edifici sono stati riconosciuti per la loro struttura green, per l'attenzione all'efficienza idrica ed energetica e la sostenibilità complessiva. PUBBLICATO A OTTOBRE IL NUOVO STANDARD A premiare questi aspetti è stata l'ashrae (American Society of Heating, Refrigerating and Air Conditioning Engineers), che lo scorso ottobre ha anche pubblicato il nuovo Standard , Energy Standard for Buildings Except Low-Rise Residential Building (leggi anche: Da ASHRAE il nuovo Energy Standard per gli edifici ). ALCUNI DEGLI ASPETTI RICONOSCIUTI DA ASHRAE. Tra gli aspetti considerati rilevanti per la premiazione troviamo il controllo automatizzato dei principali processi di produzione e l'ottimizzazione dei consumi energetici, nonché l'utilizzo di un digestore per la produzione di biogas da rifiuti vegetali nella sede Fromagerie des Basques di Québec; gli impianti e l'involucro edilizio altamente efficienti, nonché un sistema di raccolta dell'acqua piovana per la Fondazione Energy

11 Headquarters Packard Net Zero a Los Altos, California; sistema geotermico, impianto di riscaldamento radiante e sistema di recupero di calore per la sede McKinstry di Spokane, nello stato di Washington. PIÙ UNA SERIE DI ALTRI PROGETTI DEGNI DI NOTA. Altri edifici premiati - sul territorio Usa - includono il Dageforde Residence in Nebraska, 300 Davis Street Building presso l'università di Findlay, nell'ohio, e il Locust Trace AgriScience Farm a Lexington, in Kentucky. Fonte. sito internet casa e clima

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