Info Rai TV N 207 del 29 gennaio 2013

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1 Gruppo Aziendale UILCOM-UIL Rai Rai Way Milano Info Rai TV N 207 del 29 gennaio Crisi: crescita lenta salari, a minimi da Rai: 'Teca Aperta' anche in corso Sempione a Milano 3. Frequenze tv, fuori Rai, Mediaset e Telecom 4. Rai: «Sisma, si può disdire l abbonamento» 5. I film di Rai Cinema nati per la rete gratis sul web dal 31 gennaio 6. L Europa e Internet super veloce: è italiano il coordinatore del progetto 7. Tecnologia: ecco i 10 trend del Focus Ascolti Borsino delle Reti: Settimana gennaio Nuova classificazione Agcom per i ricevitori digitali: torna il miraggio del decoder unico 10. Il mistero de La7 11. Digitale terrestre Biella: risolto il problema delle frequenze Rai 12. Rai: Gubitosi accelera sui pensionamenti. Mezzo Tg1 a rischio 13. Fisco, Gdf scopre 6,5 miliardi di danni. Denunciati in Cassa integrazione: 4,2 miliardi di ore negli ultimi 4 anni, + 370% 15. Prometeia: nel 2013 pressione fiscale a 45%. E record 16. Confindustria: "Abbiamo toccato il fondo. Si va verso la ripresa" Crisi: crescita lenta salari, a minimi da retribuzioni-2012-minimo-1983_ html ROMA - Le retribuzioni contrattuali orarie nella media del 2012 sono aumentate dell'1,5% rispetto all'anno precedente. Lo rileva l'istat, aggiungendo che si tratta della crescita media annua più bassa dal Nella serie Istat sulle retribuzioni contrattuali orarie per l'intera economia, che riporta i valori medi annui dal 1983, mai si era registrato un livello così basso. Infatti il 2012 segna un incremento inferiore anche a quello del già 'nero' 2011, quando l'indice era salito dell'1,8%, il minimo dal Tornando al 2012, parlando del dato più basso dal 1983, ovvero da 29 anni quindi del record assoluto negativo, si deve tenere conto delle condizioni molto differenti che caratterizzavano gli anni Ottanta, con un'inflazione molto più alta, c'era ancora la lira. Nella media del 2012 la forbice tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,5%) e l'inflazione (+3,0%), su base annua, è stata di 1,5 punti percentuali. Lo rileva l'istat. Quindi la crescita dei prezzi è stata doppia rispetto a quella dei salari. Si tratta del divario maggiore, a sfavore delle retribuzioni, dal Le retribuzioni contrattuali orarie a dicembre restano quasi ferme rispetto a novembre, salendo solo dello 0,1%, mentre crescono dell'1,7% su base annua (dal +1,6% del mese precedente). Lo rileva l'istat. Il dato tendenziale, il più alto dall'ottobre 2011 (terzo aumento consecutivo), nonostante la frenata dei prezzi, rimane sotto il livello 1

2 d'inflazione (+2,3%), ma il divario si restringe a 0,6 punti percentuali (il gap era di 0,9 punti a novembre). CONSUMATORI, POTERE ACQUISTO -540 EURO A FAMIGLIA - I dati diffusi oggi dall'istat in merito alle retribuzioni nel 2012 "certificano la disastrosa situazione economica in cui versano le famiglie italiane", che subiscono una perdita del potere d'acquisto pari a 540 euro l'anno. E' quanto calcolano Federconsumatori e Adusbef. "Mentre i prezzi - spiegano le due associazioni basandosi su dati dell'osservatorio Federconsumatori - aumentano in maniera incontrollata, raggiungendo, per lo scorso anno, un totale di euro e di euro nel 2013, le retribuzioni aumentano appena dell'1,5% a fronte di un tasso di inflazione che ha raggiunto il 3%. Tale andamento negativo intacca gravemente il potere di acquisto dei cittadini, che ad oggi risulta in calo del -13,3%". Particolarmente colpite sono le famiglie a reddito fisso: "Alla luce dei dati odierni sulle retribuzioni la diminuzione della capacità di acquisto nel 2012 è pari al -1,5%, livello che segna un nuovo record della forbice tra l'aumento delle retribuzioni ed il livello di inflazione. Per una famiglia media (di 2,5 componenti) monoreddito si tratta di 450 euro annui, mentre per una di tre componenti la diminuzione di potere d'acquisto sarà pari a 540 euro l'anno". Tale perdita della capacità di acquisto, secondo Federconsumatori e Adusbef, equivale a circa un mese di spesa alimentare di una famiglia. Rai: 'Teca Aperta' anche in corso Sempione a Milano Nostalgia del commissario Maigret o di Rischiatutto? Curiosità per i grandi varietà del passato o per le pagine di storia raccontate da Tg, Giornali Radio e programmi di approfondimento della Rai? Andare a lezione dal maestro Manzi o rivedere i grandi sceneggiati del passato e i mitici Studi della Fiera? Per farlo, a Milano, basta un click, nella nuova Teca Aperta, creata dalla direzione Teche Rai con la collaborazione del Centro di Produzione Tv di Milano in corso Sempione 27. Un nuovo servizio gratuito e aperto al pubblico che mette a disposizione di cittadini, professionisti del settore, docenti, studenti, enti e istituzioni l accesso al Catalogo Multimediale della Rai; una banca della memoria in cui rivedere e riascoltare quanto realizzato dalla Rai nella sua storia: milioni di documenti e oltre tre milioni di ore di programmi radiofonici e televisivi, insieme a trentacinquemila fotografie, ottantamila copioni, oltre duemila manifesti storici, l intera raccolta del Radiocorriere dal 1925 al 1995 e il contenuto completo degli archivi storici testuali di documentazione dei programmi. Tutto materiale che è visibile esclusivamente presso la Teca Aperta e non attraverso il web pubblico. Gli orari del servizio - con le postazioni multimediali per l accesso al Catalogo - sono dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle e il venerdì dalle 9.30 alle 16.00, per appuntamento chiamando il numero o scrivendo all indirizzo mail A Milano - dice Barbara Scaramucci, direttore di Teche Rai - questo accesso alla consultazione del catalogo Teche era possibile finora presso la Mediateca di Santa Teresa, ma la città e la realtà lombarda non potevano fare a meno di una struttura di teca aperta nella storica sede Rai di Corso Sempione. Gherardo Colombo - consigliere d amministrazione della Rai - si è soffermato sul fatto che se una persona volesse rivedere e riascoltare i tre milioni di ore di radio e di tv del passato disponibili nel catalogo multimediale delle Teche Rai e ci dedicasse otto ore al giorno, finirebbe nel

3 Frequenze tv, fuori Rai, Mediaset e Telecom 8&chkAgenzie=TMFI&tipoNews=CAL Cambia l asta delle frequenze tv e, come anticipato da MF-Milano Finanza, restano fuori i big della televisione generalista: Rai, Mediaset e Telecom Italia. L Agcom ha concluso il primo giro di consultazioni per redigere ex novo il bando di gara per la vendita dei mutiplex digitali (il governo Berlusconi aveva stabilito l assegnazione gratuita delle frequenze MegaHertz, l esecutivo Monti ha deciso di venderle al miglior offerente). Cosa cambia rispetto alla prima bozza dell Autorità per le comunicazioni? I lotti messi all asta non sono più di cinque multiplex ma solo di tre piattaforme di canali: verranno vendute solo le frequenze che coprono oltre il 90% del territorio e che danno luogo ad una concessione ventennale e non quinquennale. La decisione di Marcello Cardani e colleghi tira fuori tutti i network preesistenti sulla piattaforma televisiva digitale (appunto Rai, Mediaset e Telecom Italia) e permetterà solo ai nuovi entranti, Sky e Discovery Channel in primis, di partecipare all asta. Il governo si attendeva un miliardo di euro da questa asta ma è lecito ridurre di almeno la metà l incasso previsto. Gli altri due multiplex che inizialmente erano stati messi all asta andranno invece agli operatori telefonici e quindi in questo caso rientrerà in gioco Telecom Italia. Il Consiglio dell'autorità, ha poi ricordato il presidente Cardani in una nota, ha approvato lo scorso 17 dicembre uno schema di provvedimento che è stato tempestivamente trasmesso alla Commissione europea. In quella sede l'agcom si è riservata di concludere gli approfondimenti tecnici volti a migliorare la qualità dei multiplex messi a gara attraverso la soluzione di problemi di interferenze che sono stati segnalati nel corso della consultazione pubblica. L Agcom punta al "miglioramento del grado di concorrenza tra operatori esistenti e soggetti nuovi entranti, in linea con quanto emerso nell'interlocuzione condotta con la Commissione, anche attraverso la soluzione delle criticità evidenziate e il miglioramento dei lotti a gara riservati ai nuovi entrantii": una conferma che ai nuovi entranti saranno alla fine riservati i tre multiplex Rai: «Sisma, si può disdire l abbonamento» La Rai è stata subissata di richieste e ieri sera ha annunciato che gli abbonati con abitazione inagibile e ordinanza di sgombero «possono comunicarlo allo Sportello Abbonamenti Tv e richiedere l annullamento dell abbonamento stesso». Inoltrando dunque l opportuna richiesta, niente più canone Rai da pagare per il La protesta si era levata forte e chiara nei giorni scorsi, quando decine e decine di sfollati della Bassa modenese avevano iniziato a ricevere il bollettino per pagare il canone della Rai per l anno in corso. Da Novi a Cavezzo, da Mirandola a San Felice, da Concordia a Finale, tantissime persone si sono viste chiedere il denaro per una televisione che sta in una casa attualmente inagibile o che probabilmente è rimasta distrutta sotto le macerie; abitazioni dove da otto mesi non possono entrare a causa dei danni prodotti dal terremoto. Ieri è arrivata la risposta della Rai. «La sospensione prevista per legge dei termini dei versamenti tributari per il recente sisma dell Emilia Romagna è scaduta il 30 novembre 2012 e non è stata prorogata - esordiscono dalla tv nazionale - pertanto tutti gli abbonamenti privati che non hanno comunicato all Agenzia delle Entrate - Sat Sportello Abbonamenti Tv - casella postale Torino, l inagibilità del proprio appartamento, supportata da conseguente ordinanza di sgombero - o la distruzione 3

4 dell apparecchio televisivo a seguito dell evento calamitoso, hanno ricevuto il bollettino per il rinnovo dell anno 2013 che il Sat invia a tutti gli abbonati. Naturalmente gli abbonati che si trovassero nelle situazioni sopra indicate possono comunque ancora comunicarlo al Sat e richiedere l annullamento dell abbonamento». Ieri la Regione aveva chiesto ai vertici Rai la sospensione del pagamento del canone 2013 per chi aveva subìto danni alle abitazioni. L assessore Gian Carlo Muzzarelli ha inviato una lettera al presidente Rai e al direttore generale. La Rai nella sua risposta si è detta disponibile non a concedere sospensioni, ma ad accogliere richieste di annullamento dell abbonamento dietro esplicita richiesta da parte dei diretti interessati che dovrà essere corredata dalle dichiarazioni di inagibilità e ordinanza di sgombero dell abitazione. I film di Rai Cinema nati per la rete gratis sul web dal 31 gennaio Inviato da Alessio Marino Notizia 28/01/2013 ( ore 17:19 ) : I film del progetto Web Movies, prodotti da Rai Cinema, pensati e realizzati per la rete, saranno disponibili in streaming gratuitamente a partire dal 31 gennaio Per la prima volta sarà possibile guardare film inediti direttamente attraverso varie modalità web: un titolo al mese gratis in streaming su Rai Cinema Channel, il nuovo canale web di Rai Cinema inserito nel sistema dei portali Rai e sul canale YouTube Rai. Il progetto Web Movies - ideato nel 2010 da Rai Cinema e presentato in occasione del Festival Internazionale del Film di Roma rappresenta la prima linea editoriale di film di genere, destinati alla circuitazione in rete. L'obiettivo è quello di sostenere la creatività di giovani registi e di testare il mercato cinematografico su una realtà distributiva alternativa alla sala, creando una filiera di sfruttamento diversa da quella tradizionale per capire se il potenziale del web rappresenta un'opzione valida, meno costosa e più semplice, soprattutto per quei film di genere più orientati all'intrattenimento e più vicini ai gusti di chi frequenta abitualmente la rete.questo testimonia l'attenzione che la Rai rivolge ai giovani, ai nuovi talenti e alle nuove forme di sfruttamento per raggiungere tutti i tipi di pubblico.dopo un primo passaggio su Cubovision, la Tv di Telecom Italia, i 10 web movies saranno disponibili in modalità streaming gratis dal 31 gennaio su Rai Cinema Channel (www.raicinema.rai.it) e su YouTube Rai (www.youtube.com/user/rai). Esaurito il primo periodo di lancio, i film saranno visibili a pagamento su itunes, lo shop on-line di Apple, e su altre piattaforme dello stesso tipo, e in seguito distribuiti in home video.a seguire saranno trasmessi su Rai Movie. Il primo titolo visibile online dal 31 gennaio 2013 sarà "Fairytale" di Ascanio Malgarini e Christian Bisceglia. A seguire, ogni ultimo del mese, tutti gli altri film del progetto: "True Love" di Enrico Clerico Nasino "Circuito chiuso" di Giorgio Amato "Andare via" di Claudio Di Biagio "Aquadro" di Stefano Lodovichi "La voce dei cani" di Mario Amura "L'ultimo weekend" di Domenico Raimondi "Neverlake" di Riccardo Paoletti "Happy Days Motel" di Francesca Staasch "The President's Staff" di Massimo Morini 4

5 L Europa e Internet super veloce: è italiano il coordinatore del progetto Di Dario Caputo :00 CET L'Italia e la formazione, l'italia e il mondo della ricerca. Un contatto e un mondo che purtroppo stenta a decollare sul nostro territorio anche a causa delle politiche disastrose attuate su questi temi dai governi. Molti giovani ricercatori italiani, a causa dei continui e ingenti tagli al mondo della ricerca, sono costretti ad andare fuori confine per potersi esprimere al meglio quando potrebbero rappresentare un vanto per la nostra nazione rimanendo a fare il proprio lavoro in Italia. Uno di questi è Marco Ruffini, studente e ricercatore marchigiano in architetture in fibra ottica, lavora alla Facoltà di "Computer Science" di Dublino. Coordina, insieme ad un altro collega, un progetto che ha in mente di rivoluzionare il rapporto tra Tlc, le case e le imprese. Il progetto si chiama "Discus" e l'europa ha deciso di finanziarlo con 8,1 milioni di euro. A questo progetto lavoreranno ricercatori e ricercatrici del Centro di ricerca nazionale delle Tlc ospitato dal Trinity College. Mira a lavorare su nuovi sistemi di utilizzo della fibra ottica in una rete a banda larga semplificata, così da offrire un Internet super veloce sia nelle aree urbane che in quelle rurali. Sia Ruffini sia l'altro coordinatore del progetto, l'ingegnere elettronico presso il Trinity David Payne, credono che si possa arrivare a trovare una nuova tecnologia, denominata Long-Reach Passive Optical Network, in grado di aumentare la distanza, paragonandola agli standard attuali, fra le case e le centrali Tlc da 20 a 100 chilometri. Gli utenti potrebbero aumentare dagli attuali 32 fino a e gli snodi centrali si ridurrebbero da a 20. L'intero progetto avrà una durata di tre anni e tra i partecipanti ci sarà anche Telecom Italia. Proprio tutto questo si muove nel solco che già l'europa ha tracciato creando la "Grand Coalition for Digital Skills and Jobs" in grado di riunire le proposte di stage, tirocini, corsi, programmi per startup. Tutto questo perché, secondo uno studio, in Europa mancano figure professionali appropriate per coprire 700mila posti di lavoro nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Lo stesso vicepresidente della Commissione europea responsabile per l'agenda digitale europea, Neelie Kroes, ha ricordato che, tra il 2006 e il 2010, c'è stato un calo dei titoli di studio in tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Ict) del 10% rispetto al dato del +3% annuo di aumento di espansione dell'area. Tecnologia: ecco i 10 trend del Il dono dell ubiquità, l archiviazione sulla nuvola, il BYO(D), un assistente virtuale in auto: questi sono alcuni dei dieci trend nell ambito delle comunicazioni e della tecnologia previsti da Siemens Enterprise Communications per il nuovo anno. Il 2013 segnerà l inizio dell era bio-mediatica: internet, social network, smartphone e tablet sono ormai parte della nostra vita, rappresentando appendici tecnologiche della nostra quotidianità Le parole chiave riguardo alla comunicazione e alla tecnologia saranno sempre di più, nel prossimo futuro, mobilità, social e Cloud: dall intersezione di questi fenomeni derivano anche i 10 trend che Siemens Enterprise Communications ha previsto per il Quella che si prospetta è infatti un era bio-mediatica in cui individuo e tecnologia saranno talmente sinergici da integrarsi perfettamente in un tutt uno in cui la persona sarà al centro di ogni dinamica comunicativa, semplicemente dotata di appendici 5

6 tecnologiche: dal pagamento in cassa tramite smartphone all assistente che legge e risponde agli sms in auto, dall archiviazione virtuale sulla nuvola all ubiquità dei team virtuali, la nuova tecnologia velocizza e rende più sicuri tutti i processi sia professionali che privati. Siemens Enterprise Communications, leader globale nelle comunicazioni aziendali con oltre 160 anni di storia, ha previsto in particolare dieci elementi innovativi che caratterizzeranno il 2013: 1) PAGARE CON LO SMARTPHONE Decollo dello standard NFC ( Near Field Communications ). Il protocollo NFC sarà sempre più utilizzato per effettuare pagamenti e transazioni con lo smartphone in sostituzione della carta di credito ( contactless mobile ). Nel prossimo futuro si rivelerà utile anche nella Unified Communication, ad esempio nello scambio di informazioni sui contatti, impostazioni di presenza automatiche, aggiornamenti social, trasferimento dati, applicazioni per la sicurezza attraverso tag. Nuovi accessori utilizzati con gli smartphone permetteranno di preservare l utente da comunicazioni indesiderate e da hacker, rendendo questo dispositivo più sicuro. 2) COMUNICAZIONI REAL TIME DAI BROWSER I browser web installati nel 2013 avranno integrate funzionalità di comunicazione in tempo reale. Grazie allo sviluppo dell open source WebRTC si potranno avere audio e video integrati nel browser, funzionalità interessante sia sul versante del consumatore che su quello delle aziende. Questo incoraggerà i fornitori di soluzioni di comunicazione per le imprese ad annunciare il supporto della WebRTC, probabilmente interoperando con le loro offerte già disponibili. 3) SEMPRE PIÚ SULLA NUVOLA La C di C-Drive starà per Cloud. Le realtà B2B e B2C si intrecceranno sempre di più, mentre i fornitori aumenteranno l integrazione delle soluzioni aziendali sicure con gli archivi personali gestiti sul Cloud e le soluzioni di spazi di lavoro condivisi. I dipendenti avranno un unico punto di accesso per i loro dati personali e lavorativi, integrato da applicazioni che permettano di ricominciare quel che avevano lasciato in sospeso, da qualsiasi luogo, network o dispositivo che hanno a disposizione. Il Cloud personale sostituirà la chiavetta USB e le come metodo preferito per salvare e archiviare dati, immagini e informazioni velocemente, ma anche per condividere contenuti per la collaborazione con il proprio team professionale. 4) UN SOCIAL NETWORK PER IL BUSINESS Il Social Media 1.0 cambia pelle. Nel 2013, milioni di utenti dei social network si sentiranno sempre più frustrati e appesantiti dall opprimente pressione dei contenuti degli attuali social media. Se il fastidio è oggi inevitabile con questi social media, potrà però emergere un nuovo modello di social media, più strutturato, strategico e produttivo, che sia realmente performante ed utile per gli utenti business che cercano di entrare in contatto con i loro clienti. La qualità supererà la quantità in tutti i parametri dei social media, poiché le aziende chiedono che aumenti notevolmente la quota di rilevanza e valore del rapporto segnale-rumore. 5) L AUTO DIVENTA ASSISTENTE DI GUIDA La tua prossima auto sarà anche il tuo assistente, sicuro ovviamente. Oltre a disporre in modo standard del Bluetooth, le auto acquistate dalla seconda metà del 2013 avranno una sede sul cruscotto per tablet/smartphone, o un display LCD che riporti i loro contenuti. Una conseguenza positiva sarà la capacità di questi dispositivi di ridurre le distrazioni alla guida: infatti avanzate tecnologie di lettura da testo (text-tospeech) ridurranno la tentazione di leggere messaggi mentre si guida, e la traduzione da voce a testo (speech-to-text) permetterà ai guidatori di rispondere ai messaggi mentre tengono le mani sul volante e gli occhi alla strada. 6

7 6) L NON MUORE, ANZI RISORGE Cresce l uso globale dell . Contro ogni pronostico, cresce l uso della mail nel Nonostante le previsioni di morte dell per mano dei social network, continuerà invece ad essere il metodo centrale di comunicazione elettronica per il lavoro, grazie alla sua natura strutturata, verificabile, familiare ed ubiqua. La crescita di componenti aggiuntivi per la , come gli strumenti di produttività e filtro, avrà un picco nel Ironicamente, la maggior parte dei lavoratori continuerà a ricevere il flusso di aggiornamenti dei social media nella propria casella . 7) UN NUOVO FLUSSO DI DATI DISPONBILE PER L AZIENDA La registrazione delle comunicazioni crea una nuova fonte di Big Data. Ogni telefonata e conference call, scambio in chat, sessione collaborativa video e web, è un flusso di dati potenzialmente catturabile e gestibile per le necessità dell azienda. Registrare, trascrivere, indicizzare e catalogare le comunicazioni porterà una nuova spinta produttiva, con il supporto dei cosiddetti big data. Una volta organizzate, filtrate e rese ricercabili, le comunicazioni contestuali inizieranno a diventare più semplici soprattutto per gli utenti che patiscono un sovraccarico di comunicazione e informazione. Gli utenti potranno contare sul sistema per monitorare quello che è rilevante e recente, recuperare i contenuti che prima erano irrintracciabili per migliorare le performance del team. 8) PIÚ VICINI AL DONO DELL UBIQUITÁ Gli utenti saranno l ultimo ostacolo per l ubiquità delle videoconferenze aziendali. Quando si combinano l impatto dei server software per videoconferenze (i cosidetti MCU ), i servizi Cloud per le videoconferenze (alcuni dei quali gratis) e le webcam integrate in modo standard nei dispositivi informatici, molti dei tradizionali ostacoli alle videoconferenze ubique scompaiono rapidamente. Entro la fine del 2013, anche gli schermi TV saranno predisposti per videoconferenze multi-party. L ultima sfida sarà spingere i partecipanti a mettersi davanti alla videocamera! 9) DAL BYOD AL BYO_ L ormai noto fenomeno del BYOD (Bring your own device, letteralmente porta con te il tuo dispositivo ) si estenderà ad altre categorie (porta con te il tuo... sistema, applicazione, archivio, cloud). La metà delle decisioni di fruizione di soluzioni IT saranno guidate da utenti e dirigenti delle linee di business, al di fuori del tradizionale dipartimento IT dell azienda. Per la realtà IT, la logica conseguenza di questo trend sarà il cambio di focus dalla fornitura di stazioni di lavoro configurate alle politiche di centralizzazione, agli standard di sicurezza e al controllo nell utilizzo conesso alla proliferazione del BYO_. 10) EFFICACIA DEI TEAM VIRTUALI Le aziende scoprono vantaggi competitivi non ancora sfruttati nelle performance dei team virtuali. Dopo anni di ristrutturazione, ridimensionamento, taglio dei costi, offshore e out-sourcing, nel 2013 le aziende scopriranno le potenzialità non ancora utilizzate per incrementare notevolmente le performance dei loro team attraverso l uso effettivo delle tecnologie per la collaborazione. Questa amplificazione dello sforzo collettivo avrà particolare impatto sullo stile lavorativo - dove i team virtuali, remoti e distribuiti, sono già diventati la norma per i progetti più critici, con i membri del team dispersi nei vari uffici o residenze, in paesi o addirittura continenti diversi. L ERA BIO-MEDIATICA, I DATI I dati sull Italia per l anno appena trascorso vanno nella direzione di una piena sinergia tra individuo e tecnologia. L esplosione del mobile ne è una delle prove: almeno il 28% degli utenti accede ad internet da un dispositivo mobile, grazie anche all aumento della diffusione degli smartphone (+10% nel 2012). Il dato naturalmente influenza anche l uso dei social network: il 46% degli utenti accede ai social media dal mobile, e più di un utente su due pubblica informazioni, foto e video sul proprio profilo (il 30,7% sulle proprie attività quotidiane, il 7% sulla propria vita 7

8 sentimentale) facendo nascere la necessità, nel prossimo futuro, di social network più performativi, professionali ed adatti a dinamizzare un mercato del lavoro che peraltro già sfrutta questi nuovi mezzi (solo negli USA, nel 2012 sono stati pubblicati 65 mila annunci di lavoro sui social media) eliminando il rumore di fondo dei social network più generici. Anche i servizi di Cloud si configurano come strumenti potenzialmente rivoluzionari per il settore professionale: nel 2012 hanno già aiutato le aziende di tutto il mondo a risparmiare, secondo uno studio di IDC, 400 miliardi di dollari e hanno aiutato 1,5 miliardi di persone a trovare lavoro (e ne dovrebbero aiutare 7 miliardi entro il 2015). Non a caso, tra le sette nuove priorità per l'economia e la società digitali che la Commissione europea ha adottato a fine 2012, compare la necessità di accelerare il cloud-computing: se l Agenda digitale aggiornata venisse attuata appieno, nei prossimi otto anni il PIL europeo aumenterebbe del 5%, e a lungo termine si arriverebbe alla creazione di 3,8 milioni di posti di lavoro in tutti i settori dell'economia. Focus Ascolti Borsino delle Reti: Settimana gennaio Pubblicato il 28 gen 2013 da Hit Nuova appendice della nostra rubrica di Focus Ascolti che ogni lunedì stilerà il borsino delle reti televisive italiane, raffrontando il dato relativo al totale individui e totale giornata con quello della settimana precedente. Terremo così monitorati i dati delle varie reti settimana dopo settimana e vedremo anche la differenza percentuale, in positivo oppure in negativo, che ogni rete realizzerà. Partiamo dunque con i dati relativi alla settimana che va da domenica 20 a sabato 26 gennaio Iniziamo dunque dalle reti che hanno guadagnato rispetto ai dati della settimana precedente, quella che va dal 13 al 19 gennaio La rete che ha guadagnato di più è Canale5, che ha incrementato il suo dato nel totale giornata-individui dello 0,53% di share. Segue Rai3 che è salita rispetto alla settimana precedente dello 0,40% di share. Segno più anche per Italia1 che guadagna lo 0,18% di share. In salita anche il dato di La7 che guadagna lo 0,09% di share. Anche Rete4 ottiene un segno positivo, seppur di poco, guadagnando rispetto alla settimana precedente lo 0,02% di share. Segno in rosso per Rai2 che perde lo 0,58 di share rispetto alla settimana scorsa. Segno meno anche per Rai1 che perde lo 0,79 di share rispetto alla settimana precedente. Il totale delle reti Rai (generaliste e digitali) è questa settimana pari al 38,87% di share, mentre il totale delle reti Mediaset (generaliste e digitali) è del 34,36% di share. Vediamo le percentuali di share di ciascuna delle 7 reti generaliste della settimana appena terminata (20-26 gennaio 2013) nei dati totale individui-totale giornata (02:00-01:59). Settimo posto per La7 con il 3,92% di share. Sesto posto per Rete4 con il 5,44% di share. Al quinto posto troviamo Rai2 con il 6,64% di share. Quarto posto per Italia1 con il 6,85% di share. Vediamo ora il podio. Al terzo posto troviamo Rai3 con il 7,87% di share. Medaglia d argento e secondo posto per Canale5 con il 16,74% di share, quindi al primo posto e medaglia d oro troviamo Rai1 con il 18,05% di share. 8

9 Nuova classificazione Agcom per i ricevitori digitali: torna il miraggio del decoder unico Dodici anni e più dopo l'emanazione della prima normativa sull'argomento (Delibera 216/00/CONS), si torna a parlare di rendere disponibile ai consumatori un singolo apparecchio che sia in grado di ricevere tutte le piattaforme televisive digitali, libere o ad accesso condizionato: ovvero del mitico decoder unico, cavallo di battaglia delle associazioni dei consumatori e bestia nera di operatori e regolatori. Nel frattempo la situazione si è notevolmente complicata, complice l'evoluzione tecnologica che, soprattutto nel nostro paese, ha tempi inarrivabili per la burocrazia. Così, se all'inizio degli anni duemila si parlava solo di piattaforme satellitari, si sono poi aggiunte quelle digitali terrestri, e infine è arrivata internet e la televisione sul web. Fino a quando si è parlato solo di standard DVB, l'unificazione tra ricevitori satellitari e terrestri era impresa tecnicamente facile. Ciò nonostante, di decoder unici se ne sono visti veramente pochi, mentre è proliferata la popolazione di scatolette volte ognuna alla decodifica preferenziale di questa o quella pay-tv. Con l'avvento della rete, il paradigma è completamente cambiato: IP e Web TV comportano l'adozione di tecnologie di trasmissione completamente diverse e dei più disparati sistemi di codifica e controllo degli accessi. Oggi l'autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), dopo un anno dall'annuncio di affidamento alla Fondazione Ugo Bordoni dell'incarico di studiare la classificazione dei decoder, ha annunciato di aver predisposto una nuova serie di etichette di qualità, che troveremo prossimamente apposte sui prodotti atti alla ricezione dei programmi televisivi. La differenza rispetto ai precedenti sistemi di marcatura, in particolare al noto bollino proposto dall'associazione di emittenti DGTVi, sta in due aspetti principali: innanzitutto il carattere pubblico della classificazione Agcom, che almeno teoricamente non è influenzata dai produttori di hardware e contenuti; poi, l'accento sulle caratteristiche multipiattaforma dei dispositivi. Quest'ultima caratteristica vorrebbe riportare al centro dell'attenzione degli utenti, frastornati dalla molteplicità di offerte dei vari operatori, la possibilità di accedere ai contenuti indipendentemente dal canale di distribuzione e dalle politiche di accesso. L'impresa non sarà comunque facile, dato che rimane una discreta dose di incertezza nelle definizioni dei bollini. Una su tutte: la prescrizione di adottare (per le classi dalla 2 alla 3) almeno due tra le quattro piattaforme definite, ovvero digitale terrestre, satellite, IP TV e Web TV. Si tratta di una scelta che facilita notevolmente i produttori, che potranno tranquillamente continuare a produrre decoder separati per lo standard DVB (T-S) e per la rete, potendo comunque fregiarsi dei bollini di qualità, mentre sicuramente non aiuta il consumatore tecnicamente poco evoluto ad effettuare una selezione consapevole. Solo la classe 1 prevede l'adozione di almeno tre piattaforme, prefigurando una categoria di decoder quasi universali che però, si suppone, avranno un costo non certo alla portata di tutte le tasche. Anche la definizione di servizi interattivi fa riferimento al collegamento ad internet solo in termini opzionali, quando è ormai evidente che l'erogazione dei suddetti servizi tramite la sola piattaforma televisiva, nata già obsoleta ai tempi dell'introduzione sul mercato dei primi decoder, è ora stata definitivamente abbandonata causa totale disinteresse degli utenti. Altri elementi di distinzione tra le varie classi sono la definizione (HD o SD), il numero dei sistemi di accesso condizionato disponibili, la presenza di uno slot CI (Common Interface) e dell'epg (Electronic Program Guide). I nuovi bollini, peraltro, tra poco saranno rivisti: si è appena conclusa la consultazione pubblica su un provvedimento che emenderà la Delibera 255/11/CONS (di definizione dei criteri di classificazione), aggiungendo il segno + al numero della classe, in base alla presenza della tecnologia DVB-T2 o DVB-S2 con codifica MPEG-4. Ciò a seguito della Legge 44/2012 che impone, a partire da gennaio 2015, la presenza di tali standard su televisori e decoder. Insomma, la sofferenza dei teleutenti, nonostante gli interventi (sempre tardivi) degli organismi di regolazione, non è destinata a finire presto: l'evoluzione tecnologica e le leggi di mercato sono fattori che continuano ad essere 9

10 strutturalmente in contraddizione con l'idea stessa del decoder universale. (E.D. per NL) Il mistero de La7 Un attenta analisi, sia pur molto personale, del nostro illustre collaboratore Dom Serafini che si chiede le ragioni per cui la vendita di La7 sia così laboriosa. E individua tutta una serie di risposte Dom Serafini 23 Gennaio 2013 La rete Tv di Telecom Italia, La 7, é un mistero. Perde soldi senza un motivo industriale. Nessuno la vuole comprare, nemmeno scontata a 100 milioni di euro. L'audience é stranamente bassa, con uno share massimo del 4.43%. Con oltre 200 milioni di euro l'anno, i costi di gestione sono stranamente alti, come pure le perdite accumulate di 206,9 milioni. Al confronto, una piccola rete Tv cavo, per la maggior parte sconosciuta ed anche in vendita da molti anni, come, ad esempio, Current Tv di Al Gore, con ricavi di 101 milioni di dollari, l'anno scorso ha guadagnato 12 milioni. Recentemente Current Tv é stata acquistata da Al Jazeera per una somma stimata a 500 milioni di dollari. Le informazioni trovate per la vendita de La 7 ci hanno permesso di fare un po' di luce. Si è detto che il contratto pubblicitario de La7 con la sua concessionaria è oneroso, pertanto ne ostacola la vendita. Ma non é cosí. La Cairo Pubblicitá (concessionaria fondata da Urbano Cairo, ex assistente personale di Silvio Berlusconi) prende in media il 35% sul lordo, ma si pensa che sia a scalare con un minimo del 30 ad un massimo del 40, a seconda della campagna e se si tratti di spot o sponsorizzazione. La concessionaria paga poi lo sconto del 15% al cliente e si accolla anche i diritti di negoziazione con le centrali media. Pertanto l'accordo é tipico e si puó rescindere pagando una penale. Nel 2008 la Cairo fu l'unica ad assicurare a La7 un minimo garantito di 120 milioni di raccolta pubblicitaria l'anno, per uno share del 3%. Nel 2011, la raccolta pubblicitaria é stata di 168 milioni, con uno share medio del 3,8%. Nel 2012 i ricavi lordi sono stati di oltre 175 milioni, mentre le perdite nei primi 9 mesi sono state di 54 milioni. Perdite incluse dell'accumulo di 206,9 milioni. In effetti, considerando il basso share, la rete genera una buona raccolta pubblicitaria, e l'esempio fornito da Current Tv dimostra che i profitti si possono ottenere anche con meno share. Il fatto che La7 illumini solamente l'80% del territorio non é rilevante, perché la rete raggiunge quasi tutta la popolazione. Allora i motivi per la mancata vendita e per le perdite sono da ricercare altrove. É possibile che le perdite forniscano un motivo strategico per renderla meno appetibile. Il che significa che il management é molto scaltro, oppure completamente incompetente. Non ci sono vie intermedie. La scaltrezza servirebbe a non rischiare di vendere a societá vicine a Silvio Berlusconi e anche alla Telecom per tenersi le frequenze che, in un vicino futuro, potrebbero servire piú alla broadband che al broadcast. Nel primo caso, si fa notare che dei 15 potenziali acquirenti iniziali, ne sono rimasti due: Cairo ed il Fondo Clessidra. Le offerte d'acquisto si sono aggirate dai 100 milioni (da parte della Discovery) a 300 milioni (Cairo) e a 400 milioni (Fondo Clessidra). E qui potrebbe esserci uno dei problemi: l'acquisto di Cairo, magari con l'appoggio di Tarak Ben Ammar (parte del CdA di Telecom e socio storico di Berlusconi) e del fondo Clessidra (vicino a Berlusconi), significherebbe entrare nell'orbita delle reti Tv di Berlusconi. Sotto questo spettro, la Telecom potrebbe decidere di non vendere e di accollarsi quei 206,9 milioni di perdite. Per meglio capire la saga de La 7 bisogna fare un piccolo riepilogo della sua storia (sempre caratterizzata da un management dubbio). La 7 nasce nel 1974 come TeleMonte Carlo (Tmc), una rete Tv in lingua italiana con sede nel Principato di 10

11 Monaco. Nel 1985 la famiglia brasiliana Marinho acquista il 90% di Tmc (il restante 10% rimane alla Rai) - per interesse particolare del promogenito, Roberto Irineu - pagando un dollaro simbolico ed accollandosi 5 milioni di dollari di debiti. Per acquistare Tmc, Globo crea una societá italiana, sposta la sede a Roma (temporaneamente a P.zza Tempio di Diana) ed estende la copertura acquistando molti ripetitori. Un particolare: Irineu é da sempre innamorato dell'italia, tanto che parla un ottimo italiano (la nonna paterna faceva di cognome Pisani ed era originaria da Napoli). A Roma Irineu compró casa e stabilí la sede della divisione vendita dei programmi della sua Rede Globo (la principale rete Tv del Brasile) sotto il napoletanobrasiliano Roberto Filippelli. É persino possibile che la seconda moglie di Irineu lo abbia conquistato anche perché parlava italiano meglio di lui, pur non essendo mai stata in Italia. Nel 1990 i Marinho vendono il 49% di Tmc al Gruppo Ferruzzi e, nel 1994 cedono a Ferruzzi tutta la proprietá, dopo perdite stimate a 250 milioni di dollari, che il patriarca dei Marinho (dottor Roberto) non perdona al figlio. In Italia, Irineu si era dapprima scontrato con la bizantina politica italiana e, secondo, aveva puntato su cavalli sbagliati per il management della rete. Nel 1995 Ferruzzi vende Tmc al gruppo Cecchi Gori, appoggiato indirettamente da Berlusconi, tanto che i manager di Mediaset si lamentavano di dover vendere programmi a Tmc sottocosto. Nel 2000, dopo una gestione disastrata, Cecchi Gori vende Tmc al gruppo Telecom Italia, all'epoca sotto il controllo del centro-sinistra. La nuova gestione permette a Tmc di raggiungere uno share del 5%. Nel 2001, Tmc cambia nome e diventa La7, cioé la settima rete Tv italiana dopo le tre ciascuna di Rai e Mediaset. Con il cambio di guardia alla Telecom, in quello stesso periodo, La7 passó sotto il controllo del centro-destra (guidato da Berlusconi) e lo share venne fatto scendere al 2%, ma con saltuari picchi al 6%. A vegliare sulla linea berlusconiana de La7 venne messo Giuliano Ferrara. Ed infatti, nel 2007, causa la cancellazione dello show 'Decameron' del comico Daniele Luttazzi, per aver criticato pesantemente sia Berlusconi che Ferrara. Sempre nel 2007, Telecom Italia passa dalla Pirelli a Telco con Franco Bernabé come amministratore delegato (ora presidente esecutivo), e quindi, seppur La7 torni nell'area di centro-sinistra, le perdite continuano. Anzi, aumentano, a causa degli alti costi di produzione, specialmente per i talk show, costi che non si registrano neppure per realizzare quelli delle grandi reti americane. Infatti La7 offre cachet ricchissimi anche a personaggi che non sono proponibili su altre reti, quindi non sono giustificati. Ed ecco quindi il dubbio se il management de La7 sia molto scaltro oppure, come da tradizione, incompetente. Digitale terrestre Biella: risolto il problema delle frequenze Rai 28 gen di quezal (Matteo Bayre) Torna (forse) la Rai in provincia di Biella. Le squadre di tecnici inviate dalla tv pubblica e dal Ministero delle Comunicazioni hanno ultimato la loro missione nel Biellese. Ora bisognerà solo aspettare la fisiologia dei tempi burocratici per riavere indietro un teleschermo perfetto. L obiettivo dei sopralluoghi, durati un paio di giorni, era risolvere il pasticcio scoppiato con la riassegnazione delle frequenze televisive alla fine dell anno scorso. L operazione ha accavallato troppi segnali in uno spazio ridotto. E per i biellesi da tempo è impossibile vedere la Rai: sul canale piemontese, il 22 UHF, il segnale del servizio pubblico è «sporcato» dalla presenza delle onde su cui viaggia Telelibertà. Così i biellesi sono costretti a utilizzare quello lombardo, il 23 UHF, dove il traffico è doppio lo stesso visto che lì si appoggia anche Telecupole. Dura così da mesi. E nel frattempo sono fioccati esposti, denunce e ricorsi da parte di interessati e danneggiati. Ora i tecnici hanno scoperto che risolvere la questione non è 11

12 poi così impossibile. Già in questi giorni le frequenze del canale 22 stanno cominciando a essere liberate. Quindi i biellesi che avevano predisposto il proprio impianto per ricevere il segnale dal ripetitore locale potranno vedere in pace la Rai e il Tgr di Raitre dalla frequenza «giusta». Buone notizie anche per chi riceve il segnale dalla frequenza 23 UHF: in questo caso Telecupole (costretta a spegnere le trasmissioni in dicembre) ha traslocato su un altra frequenza, in attesa della riassegnazione di un nuovo canale (forse il 42 UHF) in seguito alla recente sentenza del Tar del Lazio. In questo caso basterà risintonizzare il decoder per una visione ottimale sia della Rai (col Telegiornale Regionale della Lombardia) sia di Telecupole. Secondo quanto riporta La Stampa di Biella, la soluzione per la tv di Cavallermaggiore è comunque provvisoria. I tecnici stanno stilando una relazione con i verbali di tutti i controlli compiuti sui ripetitori del Biellese e del resto del Piemonte. Ci vorrà tempo prima di una decisione definitiva degli uffici romani. Grazie alle pressioni e agli appelli lanciati dalla Provincia di Biella sono quindi scattati i controlli sul segnale della tv digitale terrestre che sin dal suo avvento, nel lontano 2010, ha creato innumerevoli disagi alla popolazione biellese, a causa della complessa morfologia del territorio e dei pasticci del Ministero. Nel frattempo ognuno è corso ai ripari come ha potuto. Mai come in questi mesi i tecnici antennisti veri sono stati bersagliati di richieste e critiche, mai come ora proliferano quelli improvvisati. Multiplex e scanning sono divenute parole d ogni giorno. C è chi ha provveduto ad installare e a riadeguare più volte l impianto tv. Il tutto dopo aver messo in preventivo i 113,50 euro di canone che la Rai ha chiesto nel Sia a coloro che ricevono i programmi della tv pubblica e sia a quelli che non vedono proprio nulla. Fonte: La Stampa Biella Rai: Gubitosi accelera sui pensionamenti. Mezzo Tg1 a rischio 26 gen di quezal (Matteo Bayre) Dicono che non sia un esperto di televisione, eppure vuole rivoltare la Rai come un calzino. E lo desidera fare al più presto (forse anche perché dopo le elezioni Mario Monti potrebbe avere meno poteri). Sta di fatto che il d.g. Luigi Gubitosi ha ingranato la quarta. La circolare del ripristino di un solo incarico per giornalista è stata fatta e tra qualche giorno i diretti interessati dovranno scegliere a cosa rinunciare (al Tg1 Susanna Petruni si terrà la vicedirezione e lascerà la conduzione delle 20, Francesco Giorgino farà il contrario: non sarà più il capo del politico ma si terrà ben stretto la permanenza in video nell edizione più vista del tiggì diretto da Mario Orfeo). Come se non bastasse Gubitosi è pronto a dare un accelerata anche sulla questione dei pensionamenti. A riguardo ha dato il via al piano straordinario di incentivazione all esodo volontario, a cui è interessato tutto il personale che vanta un contratto a tempo indeterminato (operai, impiegati, quadri, orchestrali, dirigenti e giornalisti). I tagli lineari del d.g. potrebbero dare un ulteriore mazzata proprio al Tg1, la cui redazione verrebbe ridotta di un numero sensibile di giornalisti se il grande interventismo di Gubitosi dovesse andare a regime. Una cosa è certa: Gubitosi è un decisionista e i suoi interventi li fa dopo aver contattato in prima persona i diretti interessati. Come sta accadendo nel caso della trasmissione di Raidue del dopo Michele Santoro. I papabili conduttori del talk vengono convocati all insaputa dei direttori di rete (ieri Pasquale D Alessandro, oggi Angelo Teodoli). Attualmente sembra tramontata anche l ipotesi Giuseppe Cruciani. Fonte: ItaliaOggi 12

13 Fisco, Gdf scopre 6,5 miliardi di danni. Denunciati in Scritto da Angelo Sanna Nell ambito dei controlli su finti poveri e falsi invalidi, la Gdf nel 2012 ha ipotizzato oltre 6,5 miliardi di euro "persi" tra frodi e danni all erario. Rispetto a questi ultimi, la cifra si aggirerebbe sui 5 miliardi. I militari, in un anno di serratissime indagini hanno scoperto più di 3500 finti poveri, più di 1000 falsi invalidi e quasi 1300 dipendenti pubblici con doppi lavori le denuncie ai danni di presunti truffatori, con un recupero di beni stimato in 348 milioni di euro. In totale, le denunce inoltrate hanno raggiunto una cifra esorbitante, circa , come una media cittadina di provincia. A rendere noti i dati è stata la stessa Guardia di Finanza, che ha diffuso il bilancio del lavoro svolto nel Frodi pesanti anche rispetto ai finanziamenti pubblici, statali e comunitari. In questo ambito il danno si aggirerebbe sul miliardo di euro (1,1). Per quanto riguarda le frodi previdenziali ed assistenziali (falsi invalidi, falsi braccianti, soggetti deceduti), quelle accertate hanno provocato un danno di oltre 103 milioni di euro in un anno. La perdita per il SSN invece (Servizio Sanitario Nazionale) è stata identificata in 72 milioni di euro (1781 denunciati). Va detto che, i soldi frodati, finiscono per essere presi in carico, pur involontariamente, dal contribuente onesto. E proprio a sua tutela infatti che la le fiamme gialle agiscono in modo sempre più mirato: Da un lato - ha spiegato il comandante Saverio Capolupo - continueranno ad essere aggrediti fenomeni come le frodi ai sistemi previdenziali ed assistenziali, dall'altro ha continuato - è nostra intenzione mantenere alta l'attenzione sulle frodi di maggiore spessore e sui settori che l'esperienza operativa individua come più remunerativi, come gli incentivi per le energie rinnovabili, la spesa sanitaria convenzionata e le misure finanziate con i fondi dell'unione europea. Cassa integrazione: 4,2 miliardi di ore negli ultimi 4 anni, + 370% Scritto da Angelo Sanna Nel 2012 la cassa integrazione guadagni ha superato il 1,1 miliardi di ore. Nel 2010 si era arrivati a 1,2 miliardi. Tra il 2009 e il 2012, le ore di cassa sono state 4.2 miliardi, un dato nemmeno lontanamente paragonabile a quello del quadriennio precedente ( ), in cui l ammortizzatore sociale è stato utilizzato per 888,2 milioni di ore. Un incremento pesantissimo, più del 370%. Per ogni anno, tra il 2005 e il 2008 la cassa integrazione non ha mai superato quota 250 milioni di ore. In due dei quattro anni dell ultimo periodo invece, per ben due volte ha superato il miliardo di ore. E quanto emerge dai dati Inps, rielaborati dall agenzia di stampa AdnKronos. L incremento più alto, è stato registrato nel settore del commercio, nel quale le ore di Cig sono aumentate del 2198,2% ( da 18.8 a 432 milioni di ore). A ruota il settore dell artigianato (+1.967,9%). A ricorrere in misura minore alla Cig è stato il settore edilizio che ha comunque registrato un incremento del 120%. Al settore dell industria invece va il primato di ore assegnate (circa 3 miliardi) con un aumento rispetto al periodo precedente di oltre il 356%. Territorialmente, è stato il Nord Italia ad usufruire maggiormente della Cassa integrazione: 2,6 miliardi di ore e +452,8%. Dati non raffrontabili con quello del Centro (669,9 milioni di ore e +388,8%) e del Sud (872,8 milioni e+217,4%). L incremento al sud è percentualmente dimezzato rispetto a quello verificatosi al Nord, mentre quello registrato al Centro risulta essere più prossimo ai dati che caratterizzano il Nord Italia; solo però, se calcolato sulla percentuale d incremento. In senso assoluto infatti, le ore di Cassa integrazione autorizzate non sono paragonabili (669,9 milioni del Centro contro i 2,6 miliardi del 13

14 Nord) I dati però vanno letti anche in ottica di percentuale di industrializzazione del territorio. Prometeia: nel 2013 pressione fiscale a 45%. E record Scritto da Angelo Sanna Non è un record di cui essere contenti, ma tant è. La pressione fiscale nel 2013 raggiungerà il record storico del 45% del Pil, a causa soprattutto delle imposte indirette, la cui incidenza è stata aumentata anche dall ultima legge di stabilità. Il dato, piuttosto preoccupante è stato diffuso dall associazione Prometeia, specializzata nelle previsioni sull andamento dell economia italiana. Nostante la crisi ancora in essere, c è anche una bella notizia. Nell ultimo trimestre del 2013 infatti, dovrebbero esserci i primi (deboli) segnali di ripresa che, sempre secondo l associazione, sarà comunque molto lenta, anche a causa del grosso debito pubblico che affligge l Italia. L associazione stima che tra il 2013 e il 2015, grazie al drastico abbassamento dello spread, si riuscirà a risparmiare una cifra pari a 8,4 miliardi di euro (sugli interessi dei titoli di stato). Di contro, va tenuto in considerazione il dato negativo sull occupazione, o meglio, sulla disoccupazione, che resterà, secondo le stime, sopra il 12% fino alla prima metà del A parte la questione della mancanza di lavoro (sulla quale recentemente anche l'ue ha detto la sua) e della contrazione dei redditi, sarà ancora la pressione fiscale a limitare fortemente i consumi nel 2013 (-1,5%), ma il suo peso si farà sentire in modo significativo anche sulle imprese. Quelle attive nel mercato delle esportazioni potranno respirare a causa di un probabile aumento (pur molto debole) della domanda estera, generato da una globale (ma comunque faticosa) ripresa economica. Confindustria: "Abbiamo toccato il fondo. Si va verso la ripresa" L'economia italiana "sta toccando il fondo della dura recessione, la seconda in cinque anni. Si delineano i presupposti di un rimbalzo che puo' dare avvio alla ripresa". E' quanto si legge nella Congiuntura flash di Confindustria. "La sfiducia ha infatti compresso la domanda interna ben oltre quanto giustificato dalla situazione oggettiva dei bilanci familiari e aziendali - si legge nell'analisi mensile - gli acquisti di beni durevoli sono scesi molto piu' del reddito reale disponibile, gli investimenti sono ai minimi storici in rapporto al Pil e le scorte sono bassissime". Contemporaneamente, spiega il Csc, "vengono meno o si allentano le tre cause del regresso: credit crunch, iper-restrizione dei bilanci pubblici e frenata della domanda globale". L'attivita' industriale italiana "e' salita dello 0,4% in dicembre su novembre; risulta cosi' del 2,1% la diminuzione nel quarto trimestre (-6,2% nel 2012, stime Csc). Tale dinamica e' coerente con un calo del Pil nel quarto trimestre di nuovo marcato (-0,6% almeno), dopo il -0,2% nel terzo". Cattive notizie anche sul fronte del lavoro. In novembre i disoccupati hanno superato i 2,8 milioni, pari all'11,1% della forza lavoro (quota invariata rispetto a ottobre), mentre il numero delle persone attive e' rimasto quasi stabile (-44mila unita' la variazione mensile). Rispetto al trimestre precedente, gli occupati sono invece diminuiti dello 0,4% (-80mila unita'). Le imprese rivelano aspettative in peggioramento sull'occupazione del trimestre in corso, con un aumento di 6 punti percentuali (dal 24,7% in settembre) della quota di quelle che rivedono al ribasso il numero degli addetti (indagine Banca d'italia-il Sole- 24 Ore). Dopo il picco registrato nel luglio scorso (equivalente a 390mila unita' di lavoro standard), è diminuito il bacino di utilizzo della Cig. Il Csc stima che a dicembre 14

15 siano state utilizzate 340mila unita', l'1,0% in meno rispetto al mese precedente. Uno sgonfiamento non riconducibile, pero', a un miglioramento del quadro occupazionale, semmai alla perdita del lavoro da parte dei cassintegrati. La minore occupazione sta ulteriormente erodendo il reddito disponibile delle famiglie, gia' sceso in termini reali dello 0,1% nel terzo trimestre (-1,9% nel secondo). Il tasso di risparmio e' risalito dai minimi storici (8,9% da 8,1%), spinto all'insu' dall'incertezza che frena la spesa. Consumi ancora in diminuzione, mentre i saldi invernali non decollano: la quota di consumatori disposta a fare acquisti e' inferiore di 8 punti percentuali rispetto al 2012 (60,5%) e la spesa media e' piu' bassa del 12,5% (Confcommercio). Secondo l'indagine Confesercenti- Swg solo il 16% degli intervistati si attende un miglioramento delle condizioni economiche nel 2013 (era il 32% l'anno scorso). Per mantenere i volumi di vendita, le imprese riducono prezzi e margini. "Basilare per la ripartenza e' che si sollevi la cappa di paura creata dalla situazione politica interna; percio' e' cruciale che l'esito delle imminenti elezioni dia al Paese una maggioranza solida, che abbia come priorita' le riforme e la crescita, fornendo cosi' un quadro chiaro che infonda fiducia nel futuro e orienti favorevolmente verso la spesa le decisioni di consumatori e imprenditori". Lo chiede Confindustria nella nella Congiuntura flash. Nel sistema globale l'incertezza politica si e' quasi dissolta (all'appello manca il voto autunnale in Germania). Si registrano, prosegue il Csc, continui segnali di progresso, alcuni perfino nell' Eurozona, grazie al "contagio positivo" innescato dalle decisioni dello scorso anno di Bce (che rimane pero' timida sui tassi) e governi. Cio' ha messo in moto un "drammatico miglioramento" mondiale delle condizioni finanziarie e una ritirata dell'avversione al rischio, destinati a proseguire; ne beneficeranno soprattutto i Piigs, stressati dal prosciugamento della liquidita'. Tra gli emergenti, la Cina e' ripartita; gli altri seguiranno. In Usa, grazie alla potente azione della Fed e ai coraggiosi deficit pubblici, e' risorta l'edilizia residenziale, nei prezzi e nei volumi, e questo sosterra' fiducia e spesa dei consumatori; il manifatturiero riguadagna peso nel tirare lo sviluppo. Il mero annuncio della nuova politica economica in Giappone ha provocato scaramucce valutarie, con movimenti anche del 20% di alcuni tassi di cambio; fin qui l'unica vera vittima e' la Corea e l'area euro inizia a subire danni collaterali ingenti; urge piu' coordinamento. Le materie prime, specie il petrolio, fiutano il riavvio mondiale. 15

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